Poesie di Marinella Addis


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No tempo...no vita.
Dopo....lo faccio dopo.
Oh ..accidenti
sono in ritardo...
l'ufficio..si..si..
devo andare
ora non ho tempo.
<Ricordati la torta>
Ma per cosa?...
oh insomma
lo sai ..non ho tempo.
Ancora sta storia..
ma dai festeggeremo.
<e si si...come sempre..>.
Di corsa..
e quanto tempo ci vorrebbe?
Quello manca
ora non ho tempo.
<Ma guarda che bel sole>
..e si..
<guarda che bel mare>
..e si..
muoviti dai..
sai che non ho tempo..
fai presto tu.
Suonano alla porta:
vai tu?..neanche il tempo per respirare.
Chi è?
<Una signora vestita di nero...dice...>
..e allora ..che dice?...
non mi posso fermare..
<dice....
....che ...
....ora...
....ora non hai PIU' tempo.>

Effimera..vita.
Costantemente
effimera
la vita,
nei contrasti
di luce e ombra,
nel giocarsi il tempo
sul filo teso
del funambolo cieco.
E leggera passa
la morte
se sfugge
l'occhio
nel coglier
l'attimo.
Repentino dolore
il ripetersi
di vita
spezzata,
tradita,
da chi incerto
vaga nel buio
a fari spenti.

Per sempre...soldato.
Non consola
il funerale di stato.
Non consola il presidente.
Non consolano le lacrime
dei compagni:
nella tua fredda bara,
soldato,
sei a riposo.
Per sempre!
La morte
non lo sa
che eri un eroe,
che eri la per la dignità di ogni uomo:
perchè la morte non ha dignità,
non guarda nessuno in volto.
Non vede ora
gli occhi di tua madre,
vuoti,
perchè lei è morta con te.
Ci sarà un fratello
ci sarà una moglie
ci sarà un figlio
ci sarà dolore,
per sempre!
Ma anche un arcobaleno in più
lassù
dove osano gli eroi,
nel cielo immenso
e nel nostro cuore.
Arrivederci,
che la pace sia con te,
per sempre... soldato!

Erotico volo
La tua voce
mi porta lontano
dove il desiderio
accende i sogni:
mi accarezza
frugandomi l'anima
avida d'amore...
e mi perdo
nel tuo corpo invitante.
Vibro nei fremiti,
sussulto nei gemiti,
schiudo
alla tua prepotenza
la mia sopita passione.
E raccogliendomi nel vento
mi trasporti,
erotico volo,
in voluttuose correnti,
mi svuoti
da inibiti fardelli,
mi riempi
di maschile calore.
Il mio ventre
ti contiene
spasima con te
l'estremo godimento
mentre
liberi ci innalziamo
in quel volo
di estremo piacere

Come tempesta
Ti aspetto
amore
e tengo acceso il fuoco.
Preparo il nettare
che ti offrirò
accarezzando la pelle
di aromi speziati.
Al tuo rientro
ti avvolgeranno di desiderio,
sentirai quel calore
e non potrai più fuggire.
Ti accoglierò
e la mia voce
ti guiderà
in un porto sicuro
dove ti abbandonerai
come tempesta
spegnendo finalmente
il mio fuoco.

Apparente morte
Non più sono
eppur sono
se di acceso desiderio
languido batte
il deluso cuore.
Non più sono
eppur sono
se cieca ombra
di me stessa
vago a cercare
parole d'amore,
pensieri perduti
in ricordi svaniti.
Non più sono
eppur sono
se nello sguardo
al tramonto aspetto
l'alba serena
nel nuovo giorno.

L'odore della tua terra
Il cuore
più pesante
della valigia stessa,
gli occhi persi
nella nuova realtà
e ancora
l'odore della tua terra
addosso.
Aspetti
forse una mano amica
forse il tuo domani
e guardi
ancora il tuo ieri...
e vorresti fuggire
ma il biglietto
di sola andata
è una catena di ferro
che ti toglie
il respiro...
e l'urlo
ti muore in gola.
La guardi
la terra che ami
come tua madre
come tua sorella
come tua figlia
come tua amante...
tra le lacrime
giuri che tornerai
chissà...
forse resterà
un sogno,
il sogno che ti farà vivere,
la speranza
di non essere dimenticato
di non dimenticare
e l'odore della tua terra
puntuale
ti riempirà
il cuore di lacrime .

Struggente.
E' caduta
una stella,
struggente.
Nel mare
tra le onde
si è spezzata
in mille
luccichii danzanti.
Così
il mio cuore
che si tuffa
ogni giorno
nell'amarezza,
spezzandosi
in sospiri
e riprendendosi
ad ogni sorgere
del sole.
Perchè
struggente
è la vita
nel suo scorrere
nel cercare
ancora
la speranza di felicità.

Alla luna
Amami
di un amore
vero e duraturo
che non muti
ad ogni alito di vento
che non cambi colore
perchè il sole è spento.
Amami
nel camminare lento
al tramonto,
stella vera
nel faro della sera.
Amami
sulla spiaggia
di cocci taglienti
nei meandri
di pensieri incoerenti.
Amami
perchè ti amo,
perchè non v'è
ragione alcuna
da offrire ora
alla luna.

Illusione
L'amore
ci rende
fragili,
vulnerabili,
assenti.
Ci svuota
da ogni
logica difesa,
illudendoci
sempre.
L'amore
è bugiardo.
Eppure
lo cerchiamo
per tornare
a vivere.
Perché
l'illusione
del momento
ci restituisca
i sogni
che la vita
ci ruba
ogni giorno.

Così....
Cara...
il nostro amore
è ormai
come una perla praziosa
racchiusa
in un'ostrica.
Chiuso.
Si tesoro,
ma i cerulei occhi
del pescivendolo
sono molto aperti
sulla ..mia ..
di ostrica.

La mia pelle
E' la mia pelle
un'oasi profumata
dove la tua bocca
può dissetarsi.
Indugia
la tua lingua
per assaporare
l'aroma invitante,
quel sentore timido
di tiglio e arancio,
che eccita i tuoi sensi.
E mi sconvolge
la tua voglia
quel desiderio prepotente
di farmi tua
mentre ancora
bevi avidamente
la mia pelle.
Due corpi
che si accendono
e quel profumo
insinuante
che ci avvolge e stordisce,
trovandoci ora
uno nell'altro,
raccolti in un unico piacere,
appagati d'amore.

"Mal di Sardegna"
Questa mia terra del cuore,
mi si strappano gli occhi
nel volerla vedere.
Ho desiderio
dei suoi profumi,
ho voglia
dei suoi sapori.
Come un'amante
fuori dal letto
mi consumo
nell'incerta attesa
dell'incontro.
Sento forte
la sua voce di sirena
che incanta.
Ed ogni onda,
ogni onda
che lambisce
le sue forme,
ritorna a me,
nell'incessante
ritmo del mare
che ci divide
e ci unisce.
Se volerti vedere
è malattia
allora si,
ho il
"mal di Sardegna".

Costatazione semplice
Non siamo niente
se, nella mente,
costellata di vuote parole,
non avessimo più
il senso all'amore.
Non siamo niente
e ancora crediamo
di essere qualcuno
ma la mano è vuota
non vi è fiore alcuno.
Stretti
nei nostri passi,
soli
nei nostri egoismi:
come cancelli
senza sorrisi.
E intanto
la vita scorre
su binari paralleli:
non siamo viaggiatori
se guardiamo il mondo
in panchina.
E non siamo altro
se non
anoressici spettatori
del nostro mondo
senza colori

Il mio funerale
Io vorrei tanto
poter guardare
come sarà
il mio funerale.
Niente di che
per carità:
è che vorrei
esser presente
quel giorno là.
I fiori?
Certo
ma preferisco
vederli adesso
e non il giorno
del mio decesso.
Piangere?
No no
meglio ridere
con me presente:
è di sicuro
più divertente.
Commemorare?
Poche parole.
Le vere bugie
le gradisco
delle altre
me ne infischio.
Se qualcosa
avevate da dire
era da viva
che potevo sentire.
Se sono morta
lasciatemi stare:
vado da sola
al mio funerale!

"Così..."
Si è rotto
il rubinetto
del nostro amore,
e tu l'hai chiuso,
lasciando nel deserto
il mio cuore.
...Ti ho tradito
con l'idraulico.

Sarai Tu... Signore
Cos'è Signore
il mio peccato
se non la
dimenticanza di me stesso.
Quel camminare
cieco
che mi impedisce
di vederTi.
Quel sentire
sordo
che mi nega
la Tua voce
e la mia arroganza
che mi chiude
al Tuo abbraccio.
Sarai Tu, Signore,
il muratore
che dovrà abbattere
il muro di ostinazione
che mi cinge
perché io
ho poca forza
ma so di avere
bisogno di Te.
Sarai Tu
il capitano
che lanciandomi
la scialuppa
mi salverai
da quel mare di
tormento
nel quale navigo
perché ho spento il faro.
Sarai ancora Tu,
guardiano del faro,
che riaccenderai
la fiamma della mia fede,
perché Tu, Signore,
ami ogni Tua creatura
e come
un ricercatore d'oro
sai distinguere
tra i sassi
ogni piccola pagliuzza
preziosa ai Tuoi occhi.

Naufrago
Il vento
lontano
porta
i capricci
della mia mente.
Ma il cuore
ancora naviga
in tumultuosi mari:
perenne lotta,
trascinandomi
in una continua
deriva.
Quasi raggiungo
la spiaggia
e ancora
tra flutti
senza respiro.
Vorrei resistere,
non affogare,
ma,
irrequieto cuore,
mi costringe
ad amare
per vivere.
Può un veliero
navigare
senza alito di vento?
Senza correnti
può raggiungere
lidi sconosciuti?
Senza amore
sarei naufrago
fermo
in un punto
morto
all'orizzonte.

Amore puro
Amore puro
schiudi
scrigni
arrugginiti.
Regalo inaspettato
di chi del cuore
avea
la chiave buttato.
E lento
il battito
riprende il ritmo,
si colora
il cuore
rimasto orfano
di tanto amore.
Perduto
avrò in freschezza
ma la tua mano
ricondurrà
la giovinezza.
Che cara
sopra ogni cosa
è ritrovare
oggi come ieri
la dolce tenerezza.

Passionante
Avvolti
nella febbre
che aliena i corpi,
avvinti
nel desiderio
che travolge le menti:
passionante.
Le mani
su morbidezze invitanti
la bocca
a cercare gusti d'amore.
Aspettarsi cercarsi
accogliersi
in un profondo
voluttuoso abbraccio.
Possedersi
senza ritegno
cogliendo insieme
l'estremo piacere.
Un brivido
ci trapassa
mentre complici
fremiamo in un
continuo orgasmo,
sempre più uniti,
uno dentro l'altro,
negli umori
nei sapori...
stremati...
ma liberi
nel piacere infinito.

(le mie poesie erotiche)

L'onda
Aspetto
l'onda che travolge
come sirena
sullo scoglio rovente.
Lontano
nello sguardo
il tuo venire,
aspettando l'abbraccio
avvolgente
di un amore nuovo.
E ancora aspetto
di tuffarmi
nei tuoi occhi,
tesoro inesplorato,
mentre
baci mi raccontano
il tuo desiderio.
Caldi mi sfiorano
fino a farmi fremere,
travolta dall'onda
di passione.
E in quell'onda,
finalmente,
ritorno a vivere.

Vivi.
Accetta
il frutto proibito:
il tempo
nulla
ti ritornerà.
e l'acqua
che
scorre
cristallina,
tua vita
che sfugge,
raggiungerà
il lago
dove morire.
Nel
suo corso
il fiume
scrive le tue
pagine,
non si ferma,
trascina i giorni
e li
travolge.
E i sassi sul fondo:
le tue lacrime,
i tuoi dolori.
Quel ramo teso,

quel frutto offerto,
afferralo
gustalo,
prima di giungere
sfinito
nel lago.

Nel mio mare.
Sbattuta,
ad ogni cambio di corrente,
dall'onda,
in una conchiglia,
l'anima.
Costantemente
sulla spiaggia
si infrange
ogni trascorso mio giorno.
Cancellate orme
raccontano
la vita
nel suo fugace passaggio.
Ogni alba
una speranza
ogni tramonto
un sogno.
E sempre
l'onda
a segnarne il ritmo.
Vivo nella sabbia
che forma
cambia col vento.
Vorrei lo scoglio
per abbandonare
l'irrequietezza
al mare...
ma la deriva
mi riporta sempre
dove ho sepolto
il cuore.

Due terre.
Ho due terre
entrambi
lambite dal mare
entrambi
sferzate dal vento,
solo l'orizzonte
le divide
ma le unisce
in un unico sangue.
Cammino
nella terra natia
respirandone
profumi inebrianti
ascoltando
libecci trascinanti
umori dal mare
e in quell'eco
di onde incessanti,
il desiderio
dell'altra terra,
quella del cuore,
quella che vedo
negli occhi di mio padre.
E la nostalgia
mi trascina
nei ricordi
lenta
struggente
come ogni volta
l'addio
che mi riportava
a casa.
A te,
respiro del mio giorno,
Liguria,
a te,
desiderio del mio cuore,
Sardegna.

Sensuale
Inebriato da un dolce sapore,
vaniglia sensuale,
accesi i sensi
mi cerchi.
Assetato di altra dolcezza
assapori la mia pelle
e prepotente ti inoltri
nei miei segreti.
Le tue mani
non danno scampo
nè voglio fuggire.
Mi lascio andare,
conchiglia aperta,
abbandonata sulla spiaggia.
E tu
onda che mi spingi
dove la sabbia bagnata
si fonde in me.

Improvviso.
Non ha spazi
non ha tempo,
l'amore.
Improvviso
fulmine
nel temporale,
imprevedibile
scossa
nel cuore,
delicato fiore
tra rocce,
su lava
di vita
ormai pietrificata.
Non raccoglierlo,
ammiralo,
odora
quel profumo
di gioia.
Non metterlo
tra le pagine
piatte
della tua infelicità.
Lascialo vivere,
fosse un giorno,
ma quel giorno,
amalo.

Indifferenza
Rassegnati,
passerai i giorni
con me,
indifferenza,
come goccia
monotona
nel lento
consumarsi
del mio tempo,
scavando
indelebili segni,
dolorose cicatrici
di trascorse illusioni.
Ti racconterò
di me,
quando ignara
di dolore,
credevo la felicità
raggiunta
alienandomi
in quotidiane battaglie.
Sorella della solitudine
che mi tiene compagnia,
sarai pietosa
nel cancellare
i miei ricordi
e potrai trovare,
nel lago quasi prosciugato
della mia anima,
ancora
tracce di vita
protese alla fuga
intente a mantenere
accesa,
nel muto silenzio,
l'ultima speranza
di amore.
E quando
ormai piegata
e svuotata dal respiro
mi guarderai,
indifferenza,
ancora riderai
perchè
avida di me stessa
non avrò saputo ritrovare,
mumificante tempo,
la mia gioia.

Brandelli di cuore.
Cosa resta
di un cuore aperto
se la vita
ci graffia sopra:
brandelli
dolorosi
senza tregua,
soffocata passione,
inutile speranza.
Quel martellante
aspettare
nel silenzio
grida
desiderio
di amore,
che non verrà.
E i brandelli
coleranno
le ultime gocce.

Uomo ai margini.
Hai staccato la spina
e hai chiuso la trasmissione
con la vita
fantasma
ti vedo tra la gente
perso
in sogni di bambino
segui farfalle trasparenti
parlando con l'aria
e con essa
confondi il tuo respiro.
Compagna di cammino
stretta nella mano
guardingo nascondi
la tua schiavitù.
E mentre ancora
ti togli lucidità
senti quel calore
dimentico
della tua miseria
e ti accucci
nel sonno.
Poi il gelo
spegnerà i tuoi sogni
e la tua vita
si consumerà
sulla panchina
tra sguardi sfuggenti
d'indifferenza:
nessuna pietà
per un uomo
ai margini
neanche una preghiera.
Solo il vento
accompagnerà
la tua anima
che segreta
avevi celato al mondo
come unica ricchezza
da proteggere.

Una storia...per caso.
Sussurrami
parole che fanno
sognare.
Parole
per cui valga
la pena vivere,
pur lontani,
un sogno d'amore.
Le sentirà
il mio cuore
ancora ignaro
di tanta felicità.
Il tempo
potrà scorrere
senza corrodere
i sentimenti
fissando nella memoria
attimi infiniti di gioia.
Forse
i nostri giorni
non si incontreranno mai
forse
ci aspetteremo
tutta la vita,
ma rinunciare
sarebbe
non vivere,
una storia
cominciata
per caso.

Cuore..che ama.
Non si contiene
un cuore
che ama:
implode
sotto cumuli
di macerie
senza smettere
il battito.
Tra crepe sottili
cerca la luce,
rampicante edera
avvinghiata alla vita.
Lacerante dolore
nel suo parto
fosse solo
per un attimo
di felicità,
esso deve vivere.

Amarezza
Inutile
questa mia esaltazione.
Il tutto
che potrei dare
è il niente
del tempo
che inesorabile
mi è nemico.
Il passato
non evolve
in sogni delusi
e il futuro
giace
in remote possibilità.
Nel mio presente
l'amarezza
di ciò che
non posso essere.
E ciò che potrei dare
si scioglie
in lacrime silenziose.


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