Poesie di Marinella Addis


Home page  Lettura   Poeti del sito   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche


 

All'Alba
Recidiva è la quotidiana
presunzione di felicità
come il rinascere del sole,
calmo e sicuro,
d'ogni mattino.

Tu mi dici:" l'alba è stupore",
ma dell'amore io voglio certezza.
E non mi basta
la tua lieve carezza
come il vento all'aurora.

Vedi, ora il mare è calmo,
non soffia il libeccio
non grida il maestrale:
solo i gabbiani affamati
stridono intorno a quella barca
carica di pesce.

Ed io, digiuna,
non ho di che cibarmi
perché ho tutto e ho nulla
se d'amore non mi nutro.
 

8 marzo
Non smetterò di sorridere
mentre lo sguardo sbieco
del tuo acido
sarà la tua condanna.

Il tuo disprezzo
è mia vittoria.

Neanche una sola goccia del veleno
che mi lanciasti
ha potuto scalfire la mia mente
poiché il dolore
mi ha resa immune
al tuo infernale ghigno.

Non io il mostro
ma tu che spali
quello stesso sterco in cui vivi,
sterco d'animale quale sei
mentre il fetore
di carogna imputridita
già si spande nell'aria.

E quando ai miei piedi
dovrai strisciare
ti schiaccero' come una serpe
ricordandoti che fu una donna
a schiacciare il male.
 

S-canzone per San Valentino
Non dirmi ti amo
lo sai, non è vero
magari potremo
ma ormai non ci credo.

L'anello è ossidato
da tristi ricordi:
gli sfiati di un tunnel
stracolmo di fumo.

La sola mia vita
non vale poi nulla
se quella partita
giocata è in panchina.

E ancora mi chiedo
che senso ha l'amore:
caduta dal pero
nell'urto ho capito

che solo da sola
respiro pulito.
Mi trucco un po' il viso
librando un sorriso.

Magari domani
chissà, nel vedermi,
dirai per disprezzo
"per finta t' ho amata".
 

Rigopiano
E' morta la certezza
la certezza è svanita:
in un plumbeo mattino
è rovinata a valle.

Umana onnipotenza
che schiaccia e uccide,
non il candido manto
ora nel purpureo lutto

ha travolto l'ingannevole
lussuosità. Un mostro,
un mostro la fenice
che rinasce sopra i detriti

abbandonati, segno tangibile
dell'usurpato territorio.
Asciugati le tardive lacrime,
uomo, e prega

per la tua stoltezza
la tua arroganza
la tua miseria
e, se esiste,
chiedi perdono a Dio.
 

Vanitas vanitatum et omnia vanitas.
Giacciono
le parole giacciono
nel profondo baratro
della prosopopea.

Come vacche alla monta
languono mute
disperati gemiti
d'immutabile turpiloquio.

Questo parlare
da perduta bagascia
nell'osteria dei vuoti a perdere
trancia il se e il quando
del vetusto passato.

Oh vuoti vati
vagite vacui:
verba volant
vanitas vanitatum
et omnia vanitas.
 

Il Natale è dei bimbi, si sa, ma non tutti potranno festeggiare
o non lo festeggeranno mai più.
A Loro le mie povere parole e le mie lacrime.

Invettiva
Fuori da queste mura
di presuntuosa cartapesta,
agghindati a festa, un crisantemo
all'occhiello
ed un cero spento negli occhi,
camminano gli ignavi.

Intorno la morte
abbraccia innocenti.
Sventrati.
Gli occhi sbarrati di stupore
davanti ad un freddo Natale
mentre ancora succhiano
la materna mammella.

Neanche piangete
iniqui
davanti ai gigli spezzati,
disseminati sull'arida terra!
Neanche ne raccogliete
i violati steli!

Senza pietà
voi
inetti del mondo
gettate un obolo
lavandovi il sangue
dalle arcigne mani.


Natale..invano.
Stridono
le luci stridono
la buia notte
curva sul cielo.

Eppure pulsano,
neonate stelle,
violate d'apparenza
al mercato del vacuo
e del nulla.

Auguri
e già la lama
trafigge il petto
perché era scritto
perché era detto.

Ma noi insistemmo
in quel vuoto presepe
dove l'Amore, nato,
gridava di freddo e di paura
sapendo ormai
la sua Croce.
 

Preghiera
E Tu, che dipingi l'incanto
frantumando le pietre del cammino
nell'incauto sentiero
della vita terrena:

non promettere
cieli tersi di vento,
non illudere
gli effimeri turchesi.

Che la terra non veda
di Dio il trono
alto nel cielo,
mentre di sangue
ne gronda il seme.

Ma guarda piuttosto a noi,
che del male alziamo il vessillo
incensando le statue
fredde e mute,
ingoiando pane raffermo e sacro.

Non è in questo il Dio della pace.
Non è in questo l'Amore universale.

E' nell'uomo ferito
è nel bimbo abusato
è nella donna uccisa...
in tutta quell'umanità che vaga
senza speranza e senza meta.
 

Il silenzio della rosa
Nella sua bellezza
il silenzio della rosa
deturpa tristi giardini
che di fredde sbarre
sono da tempo reclusi.

Come lapidi interrotte
da timide venature
incise dal vento
trascinante e mutevole
d'ogni umano affanno.

Eppure sboccia la muta rosa
dove roccia e terra
non conoscono ristoro
dove putrida acqua sgorga
nell'inganno della vita.

E allora qual è il mio posto
se d'ombra non vive
la sgargiante rosa?
Essa è muta
ma io posso sentirla.
 

dedicata alla giovane eritrea,17 anni,
morta sull'autostrada mentre cercava di passare il confine a Ventimiglia.

La nera farfalla
Non piangete
ora
blasfemi senza dio
vigliacchi senza scrupoli.

Non fingete
l'orrore negli occhi
lo sgomento
e la pietà.

Non offrite finti fiori
che già odorano
di marciume:
piangete la vostra anima

se l'avete!
E lasciate volare
la nera farfalla
che cercava la libertà!
 

Non vita.
Seduta sulla sedia,
come fossi a teatro,
il palco aperto
sulla non vita.

Non saprei dire
quando iniziai a danzare
penzolando dai fili
dell'oscuro destino.

Senza voce e senza udito
ballavo
ferendomi sui cocci
nascosti dalla ribalta.

Un burattino
nelle mani di Mangiafuoco
illusa
tradita nella mia non vita.
 


Quel sogno a Dolceacqua.
Come in un sogno d'accesi colori
abbagliato da luce dirompente,
ho vissuto l'estasi cromatica
d'ogni estremo pittore.

Immerso tra impossibili cobalti
rotti da innumerevoli turchesi,
ho poi cercato tregua
tra verdi fronde sospinte dal vento.

Ed è lì che lo vidi
sospeso tra le nuvole che lente
s'aprivano dopo la pioggia
svelando "un gioiello di leggerezza".

Come potevo dipingere
senza lo stupore di un folle
che intravede folletti e fate
mentre reggono un ponte!

M'innamorai perdutamente
e in quell'amore...dipinsi un sogno.


Rap per un ...clarinetto.
E' questo un mondo ingiusto
che a tutto toglie il gusto,
quand'anche un clarinetto
al muto vien costretto.

"La strada non è posto
se non ne paghi il costo"
lo dice anche la legge
che tutto ci corregge.

Ma noi che siam gli utenti
non molto siam contenti
di rinunciare al bello
di un libero stornello.

A quella multa ingiusta
darete una risposta:
si faccia qui giustizia,
è grave l'imperizia.

E se non vi è palese
andate....a quel paese.

Questo mio rap è dedicato ad un musicista di fama internazionale, Marco Fusi, che, passando per la mia città ne venne ispirato tanto da mettersi a suonare per strada. Un vigile troppo zelante lo ha multato di 2000 euro.
 

Amaro come il sale.
Ricordami il sale
per non abituarmi troppo
all'effimera dolcezza.
E se anche m'indurisse il cuore
sarebbe sempre meno dolore
della stucchevole debolezza.

Sciapa quella vita
che di amarezza non veste
crogiolandosi in fugaci vezzi
di amori perduti.

E allora è lì che raccolgo
i miei resti
tra bocconi amari come il sale,
quand'esso abbonda oltre il dovuto
intaccando l'anima ormai persa.
 

L'Amore.
Ecco che arriva febbraio
abbozzando appena
sorrisi di sole
tra gelidi rami.

Esplode così l'amore:
delicato nel nascere
quanto dirompente
nell'espandersi dei suoi colori.

Tenero l'amore
che si fa fiore e poi frutto,
che non si dissolve
come fredda neve.

Eterno l'amore
per chi ci ha lasciati,
per chi ora, avvolto nella luce,
gode dell'unico vero Amore.
 

Tu, Poesia.
E giungi a me
sconosciuta:
del palcoscenico
di mia vita
ne calchi le orme.

E per quanto
Tu insista,
furibonda,
non mi esuli
dal quotidiano patire.

Stringi in una morsa
il mio esile sentire
soffocando
quello che di me rimane
immutato ancora.

È un obsoleto ricordo
il vagare della mente
ma Tu, Poesia,
mi illudi come sempre
d'intense parole.
 

Melainmente
Avrebbe amato Adamo sua donna Eva
s'ella avesse negato a lui la mela?
Che dir di Paolo che amò la Francesca
in vorticosa e lussuriosa tresca?

Pur la Beatrice che Santa fu fatta
dell'infernale Dante aprì la patta.
Per non parlar del fedele Ancillotto
che per trombar Ginevra corse al trotto!

È a quella mela che guarda il pittore
come il poeta e pur lo scrittore
e non disdegnan neppure i prelati:

sotto le vesti son sempre arrapati!
E non dite che sono irriverente:
quando anche voi avete mela in mente.
 

Natale
Natale..non é
un albero addobbato
un dono incartato
un pranzo prelibato.
Natale ..non è
un abito elegante
un gioco elettrizzante
un pensiero galante.
Natale ..è
un bimbo appena nato
un canto sussurrato
che ancora ci ha incantato.
Natale ..è
aprire sempre la porta del cuore.
 

L'attesa.
Ancora nulla
sotto i verdi rami protesi
del vecchio abete di Natale,
anche se,
guardando meglio
scorgo gli addobbi.

Sempre gli stessi
per rievocare la bambina
nell'attesa del dono.

Attende ancora, quella bimba,
di rivedersi mentre scarta
ciò che la vita le ha donato.
Vuole ancora stupirsi
di quella lunga attesa
che accende i sogni e le speranze,
che illumina le strade,
che fa risuonare le chiese
di gioiosi canti e preghiere:

immutata promessa
di un incontro che scalda il cuore
ancora troppo freddo e vuoto.

Sinceri Auguri di tanta serenità e pace
 

A Valeria...e a tutte le vittime.
Se tu fossi qui
non piangeresti forse per te?
Se tu fossi qui
non porteresti forse fiori?
Se tu fossi qui
non offriresti forse lumi?
Già..
se tu fossi qui..
ma non sei più qui.
Sei luce
dove è cupo.
Sei caldo
dove è freddo.
Sei amore
dove è astio.
Sei pace
dove è guerra.
E sei carezza..
per chi ti ha amato
per chi ti vede
fra le nuvole
per chi ti cerca
chiamandoti speranza
per chi del tuo ricordo..
colorerà i suoi giorni.
 

J'accuse
Galleggiano salme
in quel sordido mare vanesio
rotto da miserabili onde
di falso pietismo.

Verranno parecchi
declamando la verità:
sudiciume
di stolti profeti
carnefici
spietati e logori
d'immutato odio.

E poi
la mano che copre
la pietra che chiude:
risorgi, ora,
tu che puoi
tu che saturi d'incenso
putrefatti cadaveri,
mani che toccano Dio
lordate di corruzione.

Terra come un Getsemani
urla atrocemente..
"Dio mio Dio mio
perché mi hai abbandonato"!
 

poesia è..
nel leggere poesie
spesso
mi faccio trascinare
dalla malsana voglia di criticare.
presuntuosa
chi sono per farlo?
poeta
scrittore
critico?
ogni poesia
in ogni sua forma
è anima
è sentimento
è sangue del poeta:
la sua bellezza
è la libertà d'espressione.
 

Pensieri implosi.
Mi giro nella terra
come quel gatto
che ormai pieno di pulci
si gratta.

Ma non ho pulci.
Solo pensieri implosi,
muti, perchè la folla
non udisse parola.

E nel timbrare un cartellino usato
mentendo al mio destino,
eludo il futuro
omertando la realtà:

di essa non resta che un sognare.


Droga
Due soldi di felicità
due grammi di follia
pura
quanto un sogno disilluso
non vissuto
stemperando la vita che vuota
tracima da sfrenati pensieri.

Occulto l'animo
avidamente concreto
ma imputridito dalle tossine
troppo acerbe
nel volto ragazzo
tormentato dalla stretta
avvinghiata del destino.

È un viso bambino
prigioniero
tra le bianche righe
di un futuro incerto
ed una prematura lapide.
 

Il fiore del deserto.
Ho visto persone
girare la testa

ho visto persone
far finta di nulla

ho visto persone
donare monete.

poi lui...
un giovane padre

" hai fame? "
"facciamo colazione insieme"!
 

L'inutile donna
Passeggia sulla battigia
la stanca, inutile donna
raccogliendo sassi
che non saranno mai fiori.

Nessuno conosce la sua storia
nè può soppesare il suo fardello:
essa è inesistente,
non ombra nè impronta.

Come fragile sirena
(esistono forse?)
attende l'onda remota,
la stessa onda smarrita
di un'occasione perduta.
 

Operetta
Tagliente quanto lama la parola,
ai meno avvezzi suona troppo vana,
se a proferir d'ogni pettegolezzo
s'aggiunge canto come di campana.

E allor che di sparito sei l'autore
dirigi con bacchetta la questione:
artista a pieno ritmo musicale
farai parlar di certo ogni trombone.

Per giungere alla fin dell'operetta,
calmato il venticello calunnioso,
farà il barbiere a tutti..la barbetta!
 

Senza meta
In quella stanza priva di respiro
è doloroso spiraglio la luce
che invade indisturbata nella notte
fredda, come uno sguardo fisso e vuoto.

L'oltraggioso esistere senza meta
distrugge l'uomo solo e abbandonato,
lo piega ad un destino sconosciuto,
lo svuota da miraggi troppo veri.

E la vita tracima senza sosta:
ha forse casa una stella cadente?
O forse è caduta inutilmente?
 

Migranti
Fermi nel limbo
dell'umano confine
dove quel segno,
nero pigmento,
ne delimita la libertà:
migranti.

Dignitosi nel pianto loro estremo
eludono sguardi
razzisti e sdegnanti.
Padroneggia l'eterna paura
che divide ed uccide:
migranti.

Dove sei
fratello che inneggi alla vita
negandoci l'entrata?

Dove la tua umanità
addobbata di perbenismo
mentre di quattro stracci,
unti e vissuti,
fai merce e tragedia!
 

Poetare
Andare oltre
fermando le parole
in scandite emozioni:
m'illumino d'azzurro.

Seguire il vento
che trasporta la mente
sempre in controcorrente
verso lidi inconsueti,

cercando,
nell'azzurro poetare,
quell'approdo sicuro
che rende il mondo meno scuro.
 

Brevitas
Poetare:
m'illumino d'azzurro.
 

Roma città aperta.
Roma città aperta
come una vecchia bagascia
sfondata e inzozzata
di sterile sperma.

Potenti aguzzini
affondano i loro artigli
nella sua debole carne
dilaniando ogni resistenza.

Molteplici le sanguisughe
d'ogni credo
d'ogni dove
che misere succhiano
gozzovigliando impunite
tra italici cadaveri
ormai imputriditi!

Dov'è l'elmo
dov'è la vittoria
dove la spada a smuovere
l'orgoglio deriso
di un popolo inesistente!

Non passerai, politicante,
per quella cruna:
troppo hai le mani
lorde del nostro sangue!
 

Pietre sul cuore
Condivido la stanza
di pregiato merletto
ma è soltanto un effetto
della luce solare.

Catacomba la vita
dentro l'ombra vissuta:
tu mi vedi perduta
ma in realtà son già morta.

Vesto drappi usurati
di speranze accasciate,
di promesse gettate
nella tomba del tempo.

Non parlarmi d'amore
mentre getto il cemento
indurito al momento:
che son terra sapevo

anche senza le pietre
che sul cuore mi scagli!
 

L'ultimo valzer.
Vorrei con te danzar l'ultimo valzer
come nei giorni spensierati
della mia giovinezza.
"Insegnami a ballare" dissi
e tu, che di granito avevi il volto,
morbido cavaliere diventasti.

Ora è solo un ricordo
che a tratti ruba lacrime d'affetto.
Non sei più qui, ma il tuo paterno sguardo
volteggia ancora tenendomi stretta!
 

Sonetto.
Non si addice la facile lusinga
per chi del vero ha fatto suo vessillo,
né mai troverà alcun che lo costringa
a rinnegar di sua coscienza il grillo.
Tempi difficili per i sinceri
custodi di franchezza:conteranno
sulle mani gli amici, quelli veri,
ed i nemici alfin li snobberanno.
Di Pinocchio la storia insegna ancora:
non basta la fatina che perdona
quando troppa menzogna non migliora
godendo di una vita fanfarona.
Viviamo giorni carichi d'affanni,
liberiamoci quindi degl'inganni!


Come Penelope.
E ruppe il vetro
di quella ermetica finestra
l'inconsueta folata
intrisa di ghiaccio e grandine.

Nulla parve più come prima.

Seduta alla sua scrivania
volse lo sguardo altrove:
troppi i cocci di quella sua immobile,
perduta vita.

Nulla le resta oltre il ricordo.

E quella tela..
che attende l'inatteso,
amore sospeso,
che non riesce a tornare.

Nulla la potrà consolare.

Non le rose fiorite
Non le labbra ardite.
Ma nel silente giardino segreto,
dentro l'oscuro pozzo,
tornerà un giorno
a riflettere il cielo.
 

Ad un amico speciale..
Carezza è la parola
di quel lontano amico
al quale nascondere non puoi
le intime tue pene.
Sa leggere l'attento poeta
attraverso l'ostico verso
e non giudica
e non critica.
Ti porge con l'abbraccio
l'amichevole sole:
''lascialo entrare''
par sussurrarti
''scalda i freddi muri di casa,
non dimenticare la tua primavera''!

..e l'avvizzita rosa
torna a fiorire!
 

Incauta farfalla
Incauta la farfalla:
nel suo sbattere le ali
va morendo di libertà apparente.
Essa pure non mente
non c'e' la vita nel lugubre anfratto
non la luce che dia le sfumature
ai suoi colori.
Del bozzolo la prigioniera fosti.
Nascosta e timorosa
ti cercava la rosa
perché la primavera sbocciasse in lei.
Lo sai farfalla
quanto la tua vita
sia simile alla mia?
colorata e mai liberata.
 

Adagio di Primavera.
Sbocciano i fiori
ma tu, timida primavera,
ancora indugi nel torpore
lenta, come un adagio.
Appena percepiamo
un leggero grecale
un alito di vento
che non scompiglia.
Eppure
tutto pare in subbuglio
nel sepolcro giardino
del nostro inverno.
Si attende
che quella pietra
rotoli
che la luce esploda
in fulgidi barlumi
accecando occhi incapaci
di vedere oltre quel muro:
non risorge la vita
senza speranza.
 

E resto così..
E resto così
a fissare quel buco nero
tra i miei pensieri
Intorno brillano le stelle
io nero cielo
senza timone
senza nocchiero
Sudo quel freddo dentro
negandomi la serenità
d'essere tutt'uno col mondo:
mi rompo sugli scogli
per non morire d'accidia.
 

Vulnerabili sensi.
Al di sotto
d'ogni ragionevole dubbio
l'amore ha il suo prezzo:
l'equazione costante
d'una variabile vita
ci trasforma in ghetti vaganti
dove zombi affiorano
tra disillusi incanti.
Che pena, uomo:
d'arancio i fiori appassiti
tra cadenti seni
e smunti turgori!
Che pena, donna:
se sfuggi ingannevole
lo specchio dell'essere!
Di quell'ardore,
passionale tempesta,
nulla resta
se non la serale quiete
di vulnerabili sensi appagati.
 

Per te...ad un amico poeta.
Forse siamo simili
io e te
poeta della strada.
Forse potremmo perderci
in questo infernale cammino
che ci incupisce
deturpandoci di dolore.
Abusati dalla realtà
masturbiamo fogli
di contorti pensieri
liberi, forse,
da contrattuali facciate.
Raminghi,
noi stessi ladri
d'emozioni fallaci,
ci sfioriamo i sensi
...senza senso sarebbe l'amore
tra due perdute anime.
 

Mimose e viole.
E poi l'inverno si copre di sole
sfoggiando rami di giallo vestiti
su ameni monti ancora infreddoliti
dal secco vento che morir non vuole.

Ma è questo il mese di mimose e viole,
limoni e aranci non più intirizziti:
i tempi duri son quasi finiti!
Della sparuta neve alcun si duole

poiché rinasce ogni cosa che muore
nei giorni tristi di fredda stagione
mentre appaion più lente le ore

muta la vita senza confusione!
E forse anch'io potrò trovare amore
che mi ricambi d'ogni delusione.


L'incauto sentiero
Se di silenzi vivessi
forse non avrei più fame,
non sentirei più il vuoto
che sfibra l'anima
creando rancore.

Se di fandonie vivessi
racconterei d'esser ricca
mentre la solitudine
mi rende povera dentro,
prosciugandomi il cuore.

Ah vita che mi consumi
scavandomi goccia a goccia
e di pietra tracci
l'incauto sentiero:
della mia fortezza
rimane incertezza.
 

Eppur sei sparito.
Di odio ho vestito
un giorno di sole:
le mute parole
per te ho scandito

d'amore tradito
nel tempo perduto.
Ma come hai potuto
tramare l'ordito?

Non hai tu capito
quell'urlo del cuore,
un tale rumore
da me mai sentito

che or m'ha svilito?
Sognavo d'amarti
"di me puoi fidarti"
dicevi compito

legandoti al dito
le false promesse!
Io vissi di esse...
eppur sei sparito!
 

La casa di latta.
Non tappeti di rose
né cuscini d'ovatta:
Solo povere cose
nella casa di latta.

Qual mutevole adatta
l'imprecisa esistenza
che il destino bistratta
senza vile apparenza.

Resta la sofferenza
fredda come il metallo,
dura sopravvivenza
disillusa di sballo.

Or son giunta allo stallo
tra pareti morbose:
questo è l'ultimo ballo
per me, senza più rose.


Buon Natale
E' Natale invadente
se non vai controcorrente
se non volano le renne
tra le nubi con le strenne.

E' Natale surreale
se l'amore può far male
se le luci a intermittenza
fanno perder la pazienza.

E' Natale sottotono
se di gioia non fai dono
se non vesti la bellezza
della dolce Sua carezza.

Buon Natale cari amici.
Che la luce della stella
renda a voi la vita bella.
 

Solo 10 mesi.
Sfiorato appena uno sguardo alla vita
amore ti negò l'oscura mano
strozzando quel respiro sussurrato
che ancora di latte odorava.

E fu la notte
a raccogliere
l'ultimo pianto.

Fardello tra le braccia ripugnanti
cercando il seno trovasti la morte:
quanto amaro quel nutrimento
privo di ogni affetto.

E fu il mare
a raccogliere
l'ultimo pianto.

Ti sia ora più dolce il nuovo grembo
ti protegga dal male
ti riscaldi nel cuore
ti conceda eterno riposo.

E fu Dio Padre
a raccogliere
l'ultimo pianto.

dedicata al piccolo di 10 mesi gettato in mare da sua madre!
 

Haiku
Torna Dicembre
terra senza colore-
grembo fecondo.
 

Sant'Andria.
Fiores hapo juttu
in su mudrigu giardinu
pro iscultare torra
sa'oghe muda
pro serare intro
sa presenzia tua.

Lughe hapo juttu
in su bujosu giardinu
pro chi sa longa notte
siat iscura de mancu
e tue pota bidere
sa presenzia mia.

Sa paghe regnat
in su mudrigu giardinu..
.. e ses a mie accurzu.


Haiku
Pallido sole.
Muore il seme a Novembre-
Sfugge la vita.
 

Due novembre
Fiori ho portato
nel silente giardino
per ascoltare ancora
la muta voce
per sentire in me
la tua presenza.

Lumi ho portato
nell'oscuro giardino
perché la lunga notte
sia meno buia
e tu possa vedere
la mia presenza.

Regna la pace
in questo esanime giardino
..e sei a me vicino.
 

Buongiorno Facebook.
Bella gente del mi piace
se non taggo tutto tace,
condivido con gli amici
e son tutti allor felici.

Come scimmie ammaestrate
premierete le cazzate!
Parolaccia mi è scappata:
mi son dunque scatenata.

Perdonate l'irruenza
che mi toglie riverenza
ma al poeta menestrello
ci sta tutto sul pisello.

Son poeta irriverente
e spazzate or la mente:
tutto ciò è sempre amore
anche senza rima in cuore!
 

L'ultimo raggio di sole
Di perle ho vestito
l'ultimo raggio di sole
disegnando nel cielo ottobrino
la magia di un autunno dorato.

Passeggiare scalzi
sulla solitaria spiaggia
ricordando l'amore lontano
quando tutto appare ormai freddo.

Forse un po' soffreddo
ma se ti prendo la mano
la vita di certo c'incoraggia
nell'affrontare tutti i sobbalzi.

Vieni qui, amato,
restami accanto, vicino
al mio cuore arrendevole
che di calde lacrime ho vestito.
 

Tenera roccia.
All'apparenza fragili
come giunchi piegati dal vento:
passata è la giovinezza,
resta la fierezza
di chi ha lottato per vivere.

Trema la mano rugosa
sfiorando l'amato viso
di un bimbo sereno:
"sei la mia roccia, tenera roccia,
nonno!
Ti accompagno
ma sei tu il mio vincastro
Tu segnerai la mia vita
con la tua saggezza,
solcandomi il cuore
di gioiosa tenerezza"!


Quando un poeta si diverte.
Mi fu madre vanità
ché cedetti alla lusinghiera
ingannevole realtà:
la livrea alfin ho mutato
cancellando lo brizzolato
color topo dai miei capelli!

Ancor ricci, ancora più belli
d'Amelia presero sembianza:
ch'io fossi strega
lo descrisse la somiglianza!


Tu, mia luce.
Quest'inerzia mi sfiacca
logorandomi senza tregua:
degna figlia di apatica esistenza.
Oltre al vuoto le voci
increspate appena dal vento,
porto dentro sintomo di tormento.
È silente tempesta
quella che naufrago mi rende
e in quel buio orizzonte...Tu, mia luce.
 

Ricordo.
Sentimenti confusi
contesi
come rotti su roccia
da invisibili mostri.
In silenzio rivedo
quale fiume la vita
mentre scorre rimpianto
di perduti momenti.

Tempo nostro smarrito
quel paterno tuo viso
sorridente a me bimba
non ritorna scandito
se non foto ingiallita
sbiadita
testimone silente
di tangibile affetto.

Di te ora rimane
nei miei tratti il profilo:
occhi neri che ancora
ti ricordan sereni.
 

Bordighera.
Incantevole dama
perla sei di Riviera:
ogni artista ti brama,
mia città, Bordighera.

Dall'amata scogliera
S.Ampelio c'invita
elevando preghiera
al creator della vita.

D'avvenenza fornita
rubi l'occhio al pittore:
tal Monet t' ha rapita
da magnifico autore.

E Garnier costruttore
s'invaghi' del tuo mare
innalzando dimore
che si fanno ammirare.

Qui le piante più rare
sono un bel panorama:
tu c'inviti a sognare
che di fiaba sei trama.
 

Per il nulla e per il niente.
Per il nulla e per il il niente

è poesia irriverente
per coloro che al virtuale
ora affollano le sale.

D'ogni dove conferenze
anche sol per flatulenze,
mentre sguardo è catturato
dal fotografo allupato.

Qui lo dico qui lo nego:
ma quant'è grande il vostro ego
da sembrare assetati
di consensi comandati?

Mente libera il poeta:
non accetta mai moneta!
Non si vende nella fiera
che promette sol chimera.

Chi la satira ha capito
entrerà nel mio partito:
vi aspetto bella gente.
E' fazione impertinente!


Tormento.
Ora che ho frantumato la mia vita
camminando su cocci frastagliati,
soffocando le urla di dolore
nella vergogna come nell'orgoglio,
ora dunque,
ho raggiunto la consapevolezza
di avere dei limiti..
alienando le mie aspirazioni.

Ma può la mia natura viver scevra
di turbamenti,
di costanti tormenti?

Posso quindi finire
senza poter reagire?

Erro in una via senza uscita,
labirinto nella mia mente,
prigioniera della dimenticanza
lottando ancora con l'intemperanza.
 

L'ultima riva.
Che pensa un vecchio all'ultima sua riva?
Passata è l'onda della giovinezza:
rimane solamente la tristezza
di aver perduto ciò per cui gioiva.

E mentre il giorno suo così finiva,
segnando con le rughe la bellezza,
il vecchio rinnovava tenerezza
per quella vita che lenta sfioriva.

"Non torneranno a me gli affetti cari,
non rivedrò quel luogo tanto amato,
non sentirò le voci familiari!

Ma solitario resto addormentato
tra i miei ricordi ed i pensieri amari,
nella speranza d'esser perdonato."


Addis ..babbo meu.
Graniticu a fora
ma tenneru a intro,
in sos ojos sa terra tua
dae te tant'amada
dae te mai ismentigada.

Su mare parteìt (leggi paltèdi)
sos isettos tuos
sighende cussu sonnu,
isperendhe in d'unu coro
birendhe de amore.

Como as su bratzu meu, (leggi brazzu)
ti sentis seguru:
cussu pagu de vida
chi ancora ti restat
sempr'ada a esser festa.
 

Addis...mio padre.
Granitico fuori
ma tenero dentro,
negli occhi la terra
da te tanto amata
da te mai scordata.

Il mare divise
le tue aspettative
seguendo quel sogno,
sperando in un cuore
stracolmo d'amore.

Hai ora il mio braccio,
ti senti sicuro:
quel poco di vita
che ancora ti resta
sarà sempre festa.
 

Lucciola.
Il pensiero che corre
tra ricordi svaniti,
avviliti dal tempo
che ora sembra sfuggire.

Intravvedi figure
dagli oscuri contorni,
giorni vuoti d'attesa
tra pareti nemiche.

Prigioniera di un mondo
quasi sempre fatato,
incantato di bimba
mentre donna diventa.

Ma il destino e' in agguato
e ti ruba ogni sogno,
nel bisogno sei nata
nulla avrai per volare.

Nei tuoi occhi ormai tristi
quelle lucciole vinte,
ma sospinte da brama
di fuggire lontano:
in un cielo stellato..
con l'amore per mano.

Dedicata a tutte le bimbe costrette alla prostituzione....

 

Metafora.
E' lentezza inusuale
la marea che risale:
essa induce al torpore
e travolgendo l'umore.

Il suo lento mutare
porta spesso a sognare
d'esser foglia nel vento
salutando il tormento.

Senza questo la vita
ha l' essenza tradita:
soffocare in silenzio
tracannando l'assenzio.

Quasi un rap..

 

Rondò di primavera.
Primavera ritorna.
Come dea di bellezza
d'ogni fiore s'adorna
per portar giovinezza.

Della vita l'ebbrezza
ci fa dono costante:
senza quella certezza
nulla pare importante.

Tutto vive all'istante
nel sereno stupore
aggraziata mandante
dell' immenso Creatore.

Di Suo dono d'amore
la natura contorna:
per un mondo migliore
tutto va e poi torna.

Ottonari irriverenti.
Per quest'anno carnevale
non ha voglia di scoppiare
che guardandosi in po'in giro
pure il tempo sembra un ghiro.

Ma se tutti stan dormendo
e Italia sta languendo
resta vigile il sospetto
di un governo molto inetto.

Che facciamo qui a dormire?
Giunta e' l'ora di reagire!
Giù le maschere, signori,
fate i seri..o son dolori.

A scassarci li marroni
siete stati dei campioni,
e lasciandoci in mutande
chiuse abbiamo le serrande.

Se mi chiedi la colletta
ti rispondo in tutta fretta:
anche tu che sei prelato
di sicuro avrai rubato.

Ma che colpa hanno i bambini
se gli adulti son cretini?
Sol per loro a carnevale
ogni scherzo certo vale. 

Amore è..
Null'altro io vorrei
se non quell'abbraccio
che caldo alla sera
m'infonde coraggio.

Sa domo mi attende,
col suo focolare
mi scalda mi ascolta,
mi fa riposare.

L'amore in famiglia
per molti desueto
non conta più nulla
perché obsoleto.

Ma cosa rimane
Nel nostro patire:
il caldo del letto
non deve finire.
 

Per non morire dentro
Parlo di questo amore
che imprescindibilmente
ci tuona nella mente
togliendoci il respiro.

Parlo dei nostri giorni
del nostro turbamento
quell'essere tormento
che ci regala vita.

Quel nostro camminare
vicini e pur lontani
toccandoci le mani
parlandoci con gli occhi.

L'inferno è il nostro luogo:
ci troverà perduti
spauriti ma vissuti
per non restare soli...
per non morire dentro.


Tra cielo e mare.
E infine tu ci toglierai il respiro
con il tuo manto di mimose ed ulivi:
conchiglia abbandonata
Venere ti raccolse sulla spiaggia
ornando i suoi capelli sciolti al vento.
Sdraiati i seni al sole
si addormentò, tracciandone la linea:
tra cielo e mare sei nata, Liguria.
Amata da Nettuno
vezzeggiata da Helios..
sei terra sensuale ed io ti seguo
nell'orizzonte d'oasi
tra cielo e mare.
 

L'ultimo respiro.
Scrissi di me, di te, di questo amore
libero e puro.
Scrissi di quella spiaggia
e di quel mare che ci vide amanti
come smarriti
tra l'oblio e l'incoscienza.
Pochi momenti rubati nel vento
veri e profondi
negli abbracci segreti.
...Tienimi stretta a te...ti sussurravo
nella tempesta
e l'ultimo respiro
sciolse le labbra ..in un dolce bacio.
 

Rondò natalizio.
Ecco:Natale arriva.
Con le sue sfumature
ogni cosa ravviva
coprendo le brutture.

Dove sono fratture
esso porta la pace,
dove le azioni scure
fa il bene e tutto tace.

Ma se nel cuore giace
odio, rabbia, rancore,
e questo a Dio dispiace,
ci perdonerà Amore

donandoci calore:
davanti al Bambinello
lasciamo che il dolore
ci spogli del fardello.

Portiamo ogni fratello
a bere alla sorgiva
tra il bue e l' asinello...
mentre Natale arriva.

Auguri di Buone Feste a tutti i poeti.
 

Dicembre.
Ti aspettavo dicembre
mentre brina ricami
su rami mani cuori.
Eccoti ad imbiancare
occhi caldi di sole,
nel sole ancora vivo
di una spiaggia deserta.
E li ti vedo dicembre:
tra pallidi colori
leggiadre sfumature
sbuffi ventosi e freddi.
Ma freddo non è il cuore
se di affetto è strapieno
se il calore divido.
 

Sonetto triste.
Sotto Natale mi prende tristezza
che non possan tutti essere felici
poichè lor vita manca di agiatezza
dovendo fare salti e sacrifici.

Il tempo sfugge e sfugge giovinezza
quando si aveva lavoro ed amici:
tutto pareva lieto e l'incertezza
non disturbava gli animi felici.

Ma ti ritrovi oggi a stender mano
perchè la tua pensione è troppo poca.
La tua infelicità non fa baccano,

sei solo, la luce nel cuore è fioca,
ogni ricordo di gioia lontano:
la tua mente oramai la morte invoca.
 

La bellezza del sogno.
Le parole che risuonano vuote
la mente colmano nella buia notte
e il tempo fatto memoria rincorre
ricordi di tristezza e malinconia.

Si stende all'orizzonte il cupo velo
che rende invisibile nel mattino
la traccia flebile di vita nuova:
palpita vivo l'alito tracciato.

Segnato nel suo immutato destino
la lama trancia il desiderio innato,
muta il dolore in passione accecante
per trascinare l'anima smarrita.

Nel possederla la rende libera
non fosse che per quel fiore candido
gettato nel gorgo immondo del male:
la salverà la bellezza del sogno.

poesia riveduta in metrica....accetto anche le correzioni.


Autunno
Svela l'autunno colori di sole:
è dell'estate forse innamorato?
E gongola il crepuscolo tra i rami,
tingendo lento pallide le case
per consegnare con gran garbo il passo
al tramonto che segue.
E sono cachi..zucche..melograni
ad indossar l'arancio ed il carminio,
mentre Helios fiacco si rituffa in mare.
L'ultimo sguardo ci dipinge gli occhi
… e il cuore ci trafigge!

Ripropongo questa poesia, che nella sua versione in versi liberi ha ottenuto un premio, in endecasillabi e settenari.
 

Il mio sonetto
Vorrei saper comporre un bel sonetto
ma è certo di difficile stesura
per uno come me ch'è un poco inetto
ed usa male la punteggiatura.

Nel mezzo del camminè presto detto
e Dante fu maestro di bravura.
Io son sicuro già di averlo letto
così farà la stirpe mia futura.

Attendo di sapere se è corretto:
io non mi offendo nè ho di voi paura.
Poi mi consolerà un bel fazzoletto.

Sarà sicuramente una bruttura
che presto finirà dentro un cassetto.
Vi prego: dedicategli lettura.


Sazia d'amore.
Avessero i sensi
l'appoggio al tuo corpo
non batterebbe il cuore
nel ricordo sopito
trascinato nel vuoto del silenzio.

Mentre labbra di fuoco
sorseggiano l'ardore
rubo fremiti inattesi
giacendo tra bagnate mani.

Dove ora,
frutto maturo,
passa linfa vitale
colmando quel segreto desiderio
di bruciare,
..tizzone mai spento,

lì...ora
esanime
la mia carne posseduta
penetrata...
sazia d'amore.
 

Il rosolaccio
Non lascerò vuoto
il solco del destino:
brucerò sterpaglie
di gramigna
estirpando radici amare.
Dura terra incolta,
anima dolce
che lacrima dolore.
E sarà sangue
a colorare il timido rosolaccio..
e sarà amore
a riempire silenzi..
e sarà nostalgia
a seminare l'aria.
Oh vita che tracimi argini:
incautamente ho vissuto nel limbo,
incautamente mi risveglio
nel tempo logoro
della mia realtà.
 

Rossa Luna
M'incatena la luna:
vestita di tramonto
si specchia vanitosa
tra astri ormai spenti.

E par che parli come dea
richiamando lo sguardo
di chi cerca la pace
nella insonne notte.

E' un miraggio che vive
un pianeta che ruota
una stella già caduta
un desiderio perso.

M'infuochi rossa Luna
mi attiri come marea
sconvolgi il mio pianto
mi travolgi d'amore.
 

Sono quella poesia.
Non troverà giaciglio
la penna che attinge poesia
tra paludi e cantilene inconsuete.
Il passo è incauto
inciampa il tratto preciso
smarrendo la rima baciata.
Scorre ora inchiostro
dalla vena aorta:
battiti ritmati
langue la parola
sfugge il pensiero
trema la mano.

Sono quella poesia
rotta sullo scoglio
sgretolata da onde impetuose.
Scivolo su bianchi fogli
mi ferisco
colorando di sangue
pagine vuote.
 

La bellezza del sogno
Le parole che risuonano vuote
riempiono la mente nell'oscurità
quando il tempo fatto memoria corre
rubando silenzi malinconici.

Si stende all'orizzonte il cupo velo
che rende invisibile nel mattino
la flebile traccia di vita nuova:
un alito tracciato palpita vivo.

Segnato nel suo immutato destino
la lama trancia il desiderio innato,
muta il dolore in passione accecante
trascinando l'anima quasi persa.

E la possiede per renderla libera.
Non fosse che per quel fiore candido
gettato nel gorgo immondo del male:
lo salverà la bellezza del sogno
 

Tardivo amore
tardivo amore
scuoti anime ardenti
perse
nei solitari pensieri
vuoti di nostalgia.

Accendi il cuore
spoglio di carezze
vivo di passione
al solo vibrar
di soave voce.

Sboccia una rosa:
tra le sue labbra
deliri di sapori
confusi
tra inebrianti odori..
..
e ci sconvolge il sesso
nei convulsi corpi
volti al desiderio:
solo il possesso
bagnerà
la sete ardente.


Come un bucaneve.
Umile e tenace
il bucaneve
nel cercare un varco
nella bianca distesa.
Con il capo ancora chino
sfida il freddo intorno
....non ha paura.
Esso nasce
per ricordare la vita
dove tutto pare fermo.

Umile e tenace
la poesia
nel cercare spazio
dove tutto sembra sopito
....non ha paura.
Essa nasce
per colmare il silenzio
in quel cuore muto
che pur batte e vive.
 

Meglio..
Meglio restar nell'ombra
a raccogliere pesanti sassi:
l'aria pura scava l'animo
e indurisce il cuore.

Meglio non scoprire
il vivace sussulto nascosto,
libertà sognata e sgretolato sogno:
un cammino tortuoso.

Meglio il pensiero occulto
nella mente oppressa:
nel silenzio risuona la voce
e l'eco non tornerà indietro.


Opprimente
Non mi spiego
questa inquietudine,
questo opprimente silenzio
che invoca mie parole.

Svuotato l'animo
da insolventi certezze
vago tra sterpaglie
e incolti giardini di verità,
incespicando,
rialzandomi,
colmando un vuoto
che strazia
ogni tentativo di fuga.

Autunno
Matura l'autunno
colori di sole:
dell'estate è forse
innamorato?
Il crepuscolo indora rami,
incipria facciate,
lasciando lento e gentile
il passo al tramonto.
E sono cachi..zucche..melograni
a rubare l'arancio e il carminio
mentre Helios si tuffa in mare.
Stagione che ci colora l'anima:
di essa
vorrei dipingermi gli occhi.

Malinconia
Mi accompagna
il profumo del vento
in questa notte
che scorre al passato:
remoto brusio
di ricordi vissuti.
La strada di sempre
riappare sicura,
trascinante malinconia.
...Corro
piccola...
e sono donna
negli occhi amati.
La mano stretta
un bacio rubato.
Vola il tempo
troppo,
e non sei con me.
Ormai nebbia
nel mio stanco vedere.
Sensazione stupenda:
l'amore riappare
perchè nulla
è perduto!

Paize Autu.( paese alto)
Sentinelle le mura
nascondono immutate
nello scrigno del tempo
il tesoro del cuore.

Ricordi profumati
corrono nei caruggi
tra panni stesi al sole
e vociare di bimbi gai.

Quella vita di mare
solcata in ogni pietra
segnata in ogni volto
impressa in ogni mente.

E il desiderio nuovo
nell'abbraccio al passato
rivive nel presente:
paize autu incantato.

Inatteso
E' forse un sogno
la felicità attesa:
un sorriso
un cappello
una mano
un mattino
un amico.
Quel cuore che vaga
in lontani ricordi,
lo scoglio costante
l'onda battente
l'anima mutevole,
sabbia viva
sotto i passi del tempo.
Ed io
e tu:
amanti
tra le conchiglie
di questo mare
increspato
inatteso..
di felicità.

E se..
E se il mio cuore
potesse un giorno
essere felice
vedrebbe
su quali cumuli di incertezze
è costruita la mia vita.

Quale cammino insicuro
ha tracciato il destino
come una strada ferrata
senza appigli,
volta al baratro
nel vuoto sentimento.

Raccolgo frutti acerbi
e spero dolcezza
nell'articolare quelle parole
che mi si legano in bocca
non trovando respiro.

Ardua la felicità
che si prospetta
nei sogni consumati
dell'arido inizio
di un'esistenza sprecata.

Ama
Ama il fiore
che ti ho donato:
ti parla di me
del mio amore
del mio desiderio.
Tra i suoi petali
la dolce rugiada
che ti disseta
mentre vellutati
sfiorano il tuo fremere.
Passione che travolge
col suo profumo.
Ama.
Ama il fiore
che ti ho donato.

La tua isola
Come isola inesplorata
ti aspetto, amore.
Ti accoglierò tra onde
di incessante passione.
Nelle mie grotte
troverà giaciglio
il tuo piacere.
Ti terrò in me
e saremo
sabbia e mare
sesso e amore.
Ti cullerò
ti bacerò
infinito desiderio.
Tra le mie insenature,
dimentico del mondo,
raggiungerai il mio lido
portandovi
la tua marea.

Nulla c'è più perfetto.
Resta incerto il cammino
nell'attesa del sole:
se il mio cuore non scaldo
non ritrovo l'amore.

Non profumano i fiori,
non si tinge su il cielo,
segue il giorno alla notte:
si rinnova la vita.

Nella sua imperfezione
la creatura stupisce
l'incredibile incanto
del mattino rinato.

D'improvviso la luce
... e ritrovo la pace:
in quell'alba puntuale
nulla c'è più perfetto.

poesia 3a classificata al concorso intern.di Bordighera (Im)1ed.

Nelle soffitte.
Tra le mie mani lettere mai scritte,
dolci parole nel cuore che anela,
di sentimenti amorevoli fitte
riempiono nella carta la sequela.

Son dal dolore percosse e trafitte
nella debole luce di candela
a illuminar ancora le soffitte
dove resiste solo ragnatela.

E nel diario di un cuore vagabondo,
in quelle pagine tutte sbiadite
sale il ricordo a quel lontano mondo

dove amicizie mai furon tradite.
Ora il pensiero si fa più profondo:
trova memoria in dolcezze sopite.

Mamme estreme
E un'ombra mi coprirà il cuore
e non conoscerò il mio destino.
Ma tu no, piccola mia,
tu vivrai di gioia
nell'abbraccio infinito
di chi ti ama.

Sarai i miei occhi
perchè io possa vedere.
Sarai la mia voce
perchè io possa parlare.
Sarai il mio cuore
perchè io possa ancora amare.

Un rapido respiro
e poi via nei campi aperti del cielo
invocando il tuo nome
ripensando
serena
all'estremo dono della vita.

Estasi erotica
La calda sabbia è il letto dell'amore
nell'oasi infuocata dalla passione
dove indugiano sensi nel torpore
travolti dal vento dell'emozione.

Il desiderio senza più pudore
accende corpi creando tensione
mentre sconvolti da sensuale ardore
ci amiamo senza alcuna riflessione.

Son baci a scuotere membra sopite
turbate dall'estenuante piacere
e in quell'estasi erotica rapite

trascinano il debole volere.
Le nostre menti son ora smarrite:
il nostro cuore non può più temere.

Tardivo amore
tardivo amore
scuoti anime ardenti
perse
nei solitari pensieri
vuoti di nostalgia.

Accendi il cuore
spoglio di carezze
vivo di passione
al solo vibrar
di soave voce.

Sboccia una rosa:
tra le sue labbra
deliri di sapori
confusi
tra inebrianti odori..
..
e ci sconvolge il sesso
nei convulsi corpi
volti al desiderio:
solo il possesso
bagnerà
la sete ardente.

senza titolo
Lascio sguazzare
in putridi acquitrini
viscidi mutevoli mutanti
imbrattati della loro
stessa melma.

Sudici di menzogna e viltà
rotolano goduti
nell'infame loro vita
che altro non è
se non disprezzo e cupidigia
di se stessi.

Gonfi di illusoria vittoria
tracimano parole tronfie,
pochezza d'animo
che giace
in amene falsità.

Non abbasserò gli occhi
non mi trascineranno
in perverse guerre d'odio:
libero ho il cuore
ora che mi è chiaro.

Sensuale luna
Sensuale luna
cogli sfumature di luce
nell'apparir discreta.
Sogno d'amore
che svela amanti
rubando sospiri
infuocando cuori.
Tu diva
tu casta
immobile astro
costretto alla terra:
raccolgo tuoi riflessi
nel mare gettati
e di essi mi cingo
quale collana
d'ardore perpetuo.

Canterò ..infine.
Felicità non abiti più
nel mio oscuro cuore.
Taci!
Nel tugurio languido
di un animo recluso
privo di respiro aperto.
Ombra di chi
perennemente
anela alla vita.

E sarò fenice
ogni risorto mattino
scompigliando
tragedie nel vento
tra le canne spezzate:
miei dolori piegati.
Cenere intorno.
L'urlo rotto
un grido acidulo
e la corrente
spazza i resti
della mia guerra:
uccello ferito
ma non abbattuto.

Un giorno ..la Poesia.
T'incontrai
un giorno:
eri li
mi aspettavi.

Ma non sapevo
non immaginavo
quali parole
avessi per me.

Le parole
quelle nel cuore
nascoste
segrete.

Eppur vere
strazianti
di dolore
 di amore.

Che urlano
colpendoti
oh! traditrici
infami.

Che faccio ora?
Resto qui
a stracciare
pagine scritte?

Ad odiarti
perchè mi vuoi
ad amarti
perchè ti voglio?

Che amante sei
 Poesia
se mi denudi l'anima!

Con il sole nel cuore
Animo, si fa sera:
l'aria tiepida invita
il mio cuore a sognare
edè già primavera.

E' un vezzo un guizzo
un germoglio che spunta
una poesia che nasce
un amore che vive.

Con il sole nel cuore
vivo d'aria e di luce
tocco nuvole d'oro
scrivo nuove parole.

Scelgo ancora la vita
nei suoi vivi colori
sento palpiti accesi
e respiro la gioia.

Bordighera
Ardi nel cuore, mia città di mare,
come antico voto di marinaio
resti desiderio di chi ti guarda
mentre abbandona il luogo di sua cuna.

E nel lasciar la riva
strappando alle onde l'ultima prece
volge lo sguardo all'umile grotta
che vide del Santo Ampelio la pietà.

Lontano dall'esotico profumo
rivedrai, tra i palpitanti ricordi,
le palme svettare: donne in attesa
del ritorno all'amore familiare.

Aspettando quel giorno,
novello Monet davanti alla tela,
dipingerai la sola città, la tua
Bordighera.

In vetta al Montenero
La Vergine e il fratino:
un limpido mistero
del sabato mattino
in vetta al Montenero.

Si eleva dal sentiero
un'umile preghiera
del popolo sincero:
l'amata Bordighera.

E' inquieta la scogliera:
la chiesa abbandonata
attende, a primavera,
quell'anima beata.

Ogni opera ispirata
di Giacomo è splendore:
la Fede è illuminata
dal fuoco dell'Amore.

Donato al Cielo il cuore
col gesto di un bambino,
concesse a Lui il Signore
un angolo divino.

Tra cielo e mare.
E infine tu ci toglierai il respiro
col tuo manto di mimose ed ulivi
conchiglia abbandonata
ti raccolse Venere sulla spiaggia
ornando i suoi sciolti capelli al vento.
Sdraiati i seni al sole si addormentò
tracciando la linea:
tra cielo e mare sei nata,Liguria.
Amata dal mare cullata dal vento
vezzeggiata dal sole.
I tuoi passi seguo, sensuale terra
orizzonte d'oasi tra cielo e mare.

E siamo sassi.
Il tempo che scorre
defluisce negli sguardi assenti
di speranze mai vinte
e trova tregua nel ricordo.

Ne assopisce dolori costanti
pietre miliari della vita,
inesorabili compagni di viaggio
dai mutevoli colori.

E siamo sassi gettati nel lago:
restiamo sul fondo
sfiorando deboli respiri
nuotando contro correnti mai vinte.

In quel greto svuotato
sembriamo inerti gettati,
abbandonati all'oblio del tormento:
il ritorno alla sabbia è libertà.

Amore ..in cornice
Mi guardi e già i tuoi occhi mi spogliano.
Mi baci e labbra calde mi bevono.
Ci riscalda il sole
che curioso illumina il nostro amore.

E siamo soli all'orizzonte aperto:
tra cespugli odorosi,
pini sdraiati sul mare dal vento,
selvatiche ginestre.

Le tue mani sfiorano il mio seno,
giocano le dita coi capezzoli:
ora duri e vogliosi
accendono il mio corpo alla passione.

Seguendo l'agitarsi delle onde
raggiungi la mia spiaggia bagnata
e li ti adagi
per raccogliere il suo umore
mentre rapiti da quella corrente
affoghiamo tra flutti impetuosi.
...
ci guarda benevola
la Cornice dei Golfi.

Unica al mondo
Giaci sull'acqua
soave fanciulla
tra riflessi danzanti
e sguardi adoranti.
Di tramonti velata
di arazzi vestita
di poesia ornata.
Serena riposi
nei tuoi sogni
mentre pittori
di tuoi sensi invaghiti
forma danno
ad incerti contorni.
Esalta il mistero
il buio a te avvinto
-la notte ha braccia
sensuali di amante-
fuggendo impazzito
chi da te ha attinto.
<unica al mondo>
sospira incantato
il lido lasciando
-fuggevole amore-
con sguardo ammirato!

La sorpresa.
Dovevamo incontrarci
in un giorno qualunque
in un momento qualunque
incrociando
sguardi vuoti d'emozioni
sfiorando
cuori sospesi nell'attesa.
I miei occhi che ti cercano
e la sorpresa
nel trovarti rannicchiato
tra i miei desideri
mai vissuti
e sempre accesi.
La tua voce a me cara
come un sorso d'acqua nel deserto
rompe il silenzio
nell'eco di parole che ritornano.
E l'anima...
freme nei sussulti
del corpo aperto al piacere
mentre mai esausto di passione
ti insinui a raccogliere
l'estremo dono del mio cuore.

AspettandoTi Signore.
AspettarTi:
il cuore sgombro
dal quotidiano affanno
-senza Te
la luce è fioca
il fuoco spento-
capanna umile
che T'accoglie
trepida attesa
di gioia infinita.
Con infantile incanto
aspetto doni
dalla Tua parola elargiti
-altro non desidero
se non nutrirmi
del Tuo amore-
e nel silenzio
della mia pochezza
la Tua voce
il Tuo pianto nel nascere
-e a te Maria
una spada trafiggerà l'anima-
preludio di Risurrezione
aspettandoTi... Signore.

Piccola donna.
Fermati un momento
ma che sia per l'eternità.
non scalfire
la curiosità infantile
la gioia infinita
la voglia di vita.
Cresci nell'amore
senza rubare al cuore,
a piccoli passi
lentamente
aprendo la mente.
Perchè sei colonna
piccola donna
del tempo infinito
del ripetersi immutato
del volere del creato.

Mediterranea.
Respiro di mare
tra fronde sinuose d'ulivo:
mediterranea.
Passione che travolge
come onda sbattuta nel vento,
trascinata a riva,
domata a sera
nel quietarsi notturno.
Mediterranea.
Gialli di sole
gli odorosi cespugli:
ribelle ginestra,
selvatico fiore di mare,
su leggeri clivi
battuti nel maestrale.
E ancora loro,
le regine,
alte le chiome
sfrontate al cielo:
secolari palme
nel saluto festante
d'ogni mattino.
Mediterranea.
Il perdersi degli occhi
frastornati da orientali luci,
nei perenni tramonti
rubati ai pittori.
Mediterranea.
L'aria che respiro...
che vivo...
che amo!

Per Alberto.
Perso nel nulla
debole vita
soltanto un respiro
e sei lontano.
Il tempo si arresta
il cuore si rompe
l'anima si spezza
raccogliendo l'urlo di dolore.
... ora sei ricordo
amore infinito
gioia rubata
non sei perduto
non sei svanito
... sei un sorriso
che vola tra nubi candide
come la tua giovane vita
... che non è più...!

Non succederà più.
Non avrò pace
mai più.
Ti cercherò
senza trovarti.
Ti sentirò
senza ascoltarti.
Vedrò i tuoi occhi
sbarrati
stupiti
lacerati dal dolore.
<Non succederà più>...mi dirai
<Ti perdono>...
ma non mi posso perdonare.
La tua manina
che in me cercava protezione
il tuo abbraccio
che voleva sicurezza:
un attimo
per cancellare il tuo sorriso
spentosi lì...
su quel sedile...
dove ti ho dimenticato.

Ricordi di Maggio.
La finestra che si apre
le rondini
mamma che mi sveglia
col profumo di focaccia calda
dopo la messa mattutina.
Il mio grembiule bianco
il fiocco rosa
la cartella.
Le rose
la Madonna
la festa della mamma.
Il Santo patrono
la processione
i pescatori in costume tradizionale
la statua sulle spalle.
La cresima
Don Mauro..le preghiere a memoria
tutte..
10lire per le figurine
dopo un'ora di catechismo
ogni giorno.
Il mio abito bello
cucito a casa
bianco
la madrina
e quelle calzette corte
che ancora non perdono a mamma.
Il mio compleanno:
10 anni.
Maggio :
scrigno del mio cuore
ricordi scritti su un diario
indelebili
bellissimi!

Briciole d'amore.
Ho uno spasimante
davvero assai costante:
viaggia molto
ma ritorna fedele e puntuale
appena primavera
si fa annunciare.
E' un po' timido, lo so
mi corteggia appena un po'
in quel modo assai speciale
che mi fa innamorare.
Quando proprio
non mi trova
azzarda allora una manovra
e cercando di non sbagliare
sale fino al mio davanzale.
Il mio amore
ottiene in briciole
ma Filippo,
così il suo nome,
ha compreso la mia passione:
io l'aspetto sul mio balcone
anche se lui...
è solo un piccione!

Desio d'amore.
Ti rimanda al cuore
dimentico di cotanto desiderio
mentre rubo un bacio acceso
da tue labbra d'amore;
mentre sfuggenti sguardi
incautamente
sorprendono il mio pudore
per posarsi sensuali
nel mio ormai
svelato ardore.
Ti amo
dolce compagno
di miei segreti sogni
legato a fil d'aria
nel terràneo possesso
dei nostri sensi.
Ti amo
come linfa che scuote membra
soltanto sopite
rapite e sconvolte
da fremente
erotico
desio d'amore.

Puntualmente ..
Puntualmente l'amore
si getta in oceani disperati
da trascorsi greti
di delusioni accecanti.
Ne corre leggero
su fluttuanti pensieri
sfuggenti alla mente
da esso offuscata.
L'amore
contorce l'anima
in riflessioni audaci
per piegarla a desideri contorti.
La conduce all'attesa estenuante
ripagandola di vibrante emozione...
scemando poi
lenta...
nella notte
vuota e solitaria
del ricordo.

Cardellino azzurro.
Non canterai più
cardellino azzurro,
non tornerai più
al tuo nido.
Ti ha fatto scappare
un corvaccio nero,
senza tregua
ha ucciso il tuo canto.
Il tuo nido
è vuoto
cardellino azzurro
come il cuore
di chi ti ha cresciuto,
di chi ti ha nutrito
con briciole d'amore,
ogni giorno,
con dolcezza.
Ma nel cielo aperto
dove ora voli
puoi cantare ancora,
cardellino azzurro,
perché il male ha vinto
ma non può cancellare
la speranza
di chi ti ha amato tanto
e per loro,
cardellino azzurro,
canta
canta ancora...

a Chiara... 22 anni... morta di tumore.

Desiderio di te.
Desiderio di te
palpito incessante
puro amore
sospeso nel tempo.
Fuoco
ardi nascosto
fra dune
sferzate dal vento:
audace passione
appena contenuta
soltanto immaginata
ma travolgente
invitante.
Brucio di te
che mi possiedi
con ardore sconosciuto
mi sconvolgi
di amore insperato.
Giaccio con te
che bevi alla mia fonte
per spegnere
la tua arsura
prosciugandomi l'anima...
desiderio di te.

Libero spirito
Che ci sto a fare,
ombra di gesso
mi tiene testa,
se la mia fantasia
è imbrigliata
nella stalla chiusa.
Devo correre
senza freni,
liberarmi
di ferree catene,
giudizi umani
imbiancati di inutilità.
Il corpo imbavagliato
mutilato
da giorni vuoti
ripetuti
nella quotidiana
cantilena della vita.
E nel suo scorrere,
lampo improvviso,
la lucidità
del mio libero spirito
che scalpita
prima di correre all'impazzata.

Tremendamente amore.
Amarsi lontani,
due cuori
naufraghi
nello spazio.
Cercando un contatto,
debole
ma intenso,
intimo
ma totale.
Desiderarsi,
vibrazioni condivise
e non vissute,
sogno costante
felicità sfiorata.
Ma sempre.. ancora.. tremendamente.. amore!

Amanti
Al tuo calare,
amaro sole,
spicchio di luce
appare
del cuore notturno.
A levare ancora
tra caduche stelle,
sospiri ardenti
mai sopiti
nell'oblio.
Ancora tu
pallida
a scovare amanti segreti
nei gusci frangibili
di amori impossibili.
E trema
di brezza marina
la mano audace
nel raccogliere
frutto proibito,
acerbo di felicità.
Sogno infranto
desiderio acceso:
nella debole notte
sussurrami ancora
parole d'amore
fintanto la luna
ci guardi curiosa.

Diritto alla felicità.
La felicità:
una briciola
gettata fra l'erba
ad un allegro passerotto
che cinguettando
la raccoglie,
certo
della sua sopravvivenza.
Fruga,
esile uccellino,
il mio cuore
in quel prato
tra fiori,
erba,
rovi.
Tra soffi di vento
e falci spietate.
Percorso insidioso,
la vita,
nella ricerca affannata
di una briciola
di felicità.

No tempo...no vita.
Dopo....lo faccio dopo.
Oh ..accidenti
sono in ritardo...
l'ufficio..si..si..
devo andare
ora non ho tempo.
<Ricordati la torta>
Ma per cosa?...
oh insomma
lo sai ..non ho tempo.
Ancora sta storia..
ma dai festeggeremo.
<e si si...come sempre..>.
Di corsa..
e quanto tempo ci vorrebbe?
Quello manca
ora non ho tempo.
<Ma guarda che bel sole>
..e si..
<guarda che bel mare>
..e si..
muoviti dai..
sai che non ho tempo..
fai presto tu.
Suonano alla porta:
vai tu?..neanche il tempo per respirare.
Chi è?
<Una signora vestita di nero...dice...>
..e allora ..che dice?...
non mi posso fermare..
<dice....
....che ...
....ora...
....ora non hai PIU' tempo.>

Effimera..vita.
Costantemente
effimera
la vita,
nei contrasti
di luce e ombra,
nel giocarsi il tempo
sul filo teso
del funambolo cieco.
E leggera passa
la morte
se sfugge
l'occhio
nel coglier
l'attimo.
Repentino dolore
il ripetersi
di vita
spezzata,
tradita,
da chi incerto
vaga nel buio
a fari spenti.

Per sempre...soldato.
Non consola
il funerale di stato.
Non consola il presidente.
Non consolano le lacrime
dei compagni:
nella tua fredda bara,
soldato,
sei a riposo.
Per sempre!
La morte
non lo sa
che eri un eroe,
che eri la per la dignità di ogni uomo:
perchè la morte non ha dignità,
non guarda nessuno in volto.
Non vede ora
gli occhi di tua madre,
vuoti,
perchè lei è morta con te.
Ci sarà un fratello
ci sarà una moglie
ci sarà un figlio
ci sarà dolore,
per sempre!
Ma anche un arcobaleno in più
lassù
dove osano gli eroi,
nel cielo immenso
e nel nostro cuore.
Arrivederci,
che la pace sia con te,
per sempre... soldato!

Erotico volo
La tua voce
mi porta lontano
dove il desiderio
accende i sogni:
mi accarezza
frugandomi l'anima
avida d'amore...
e mi perdo
nel tuo corpo invitante.
Vibro nei fremiti,
sussulto nei gemiti,
schiudo
alla tua prepotenza
la mia sopita passione.
E raccogliendomi nel vento
mi trasporti,
erotico volo,
in voluttuose correnti,
mi svuoti
da inibiti fardelli,
mi riempi
di maschile calore.
Il mio ventre
ti contiene
spasima con te
l'estremo godimento
mentre
liberi ci innalziamo
in quel volo
di estremo piacere

Come tempesta
Ti aspetto
amore
e tengo acceso il fuoco.
Preparo il nettare
che ti offrirò
accarezzando la pelle
di aromi speziati.
Al tuo rientro
ti avvolgeranno di desiderio,
sentirai quel calore
e non potrai più fuggire.
Ti accoglierò
e la mia voce
ti guiderà
in un porto sicuro
dove ti abbandonerai
come tempesta
spegnendo finalmente
il mio fuoco.

Apparente morte
Non più sono
eppur sono
se di acceso desiderio
languido batte
il deluso cuore.
Non più sono
eppur sono
se cieca ombra
di me stessa
vago a cercare
parole d'amore,
pensieri perduti
in ricordi svaniti.
Non più sono
eppur sono
se nello sguardo
al tramonto aspetto
l'alba serena
nel nuovo giorno.

L'odore della tua terra
Il cuore
più pesante
della valigia stessa,
gli occhi persi
nella nuova realtà
e ancora
l'odore della tua terra
addosso.
Aspetti
forse una mano amica
forse il tuo domani
e guardi
ancora il tuo ieri...
e vorresti fuggire
ma il biglietto
di sola andata
è una catena di ferro
che ti toglie
il respiro...
e l'urlo
ti muore in gola.
La guardi
la terra che ami
come tua madre
come tua sorella
come tua figlia
come tua amante...
tra le lacrime
giuri che tornerai
chissà...
forse resterà
un sogno,
il sogno che ti farà vivere,
la speranza
di non essere dimenticato
di non dimenticare
e l'odore della tua terra
puntuale
ti riempirà
il cuore di lacrime .

Struggente.
E' caduta
una stella,
struggente.
Nel mare
tra le onde
si è spezzata
in mille
luccichii danzanti.
Così
il mio cuore
che si tuffa
ogni giorno
nell'amarezza,
spezzandosi
in sospiri
e riprendendosi
ad ogni sorgere
del sole.
Perchè
struggente
è la vita
nel suo scorrere
nel cercare
ancora
la speranza di felicità.

Alla luna
Amami
di un amore
vero e duraturo
che non muti
ad ogni alito di vento
che non cambi colore
perchè il sole è spento.
Amami
nel camminare lento
al tramonto,
stella vera
nel faro della sera.
Amami
sulla spiaggia
di cocci taglienti
nei meandri
di pensieri incoerenti.
Amami
perchè ti amo,
perchè non v'è
ragione alcuna
da offrire ora
alla luna.

Illusione
L'amore
ci rende
fragili,
vulnerabili,
assenti.
Ci svuota
da ogni
logica difesa,
illudendoci
sempre.
L'amore
è bugiardo.
Eppure
lo cerchiamo
per tornare
a vivere.
Perché
l'illusione
del momento
ci restituisca
i sogni
che la vita
ci ruba
ogni giorno.

Così....
Cara...
il nostro amore
è ormai
come una perla praziosa
racchiusa
in un'ostrica.
Chiuso.
Si tesoro,
ma i cerulei occhi
del pescivendolo
sono molto aperti
sulla ..mia ..
di ostrica.

La mia pelle
E' la mia pelle
un'oasi profumata
dove la tua bocca
può dissetarsi.
Indugia
la tua lingua
per assaporare
l'aroma invitante,
quel sentore timido
di tiglio e arancio,
che eccita i tuoi sensi.
E mi sconvolge
la tua voglia
quel desiderio prepotente
di farmi tua
mentre ancora
bevi avidamente
la mia pelle.
Due corpi
che si accendono
e quel profumo
insinuante
che ci avvolge e stordisce,
trovandoci ora
uno nell'altro,
raccolti in un unico piacere,
appagati d'amore.

"Mal di Sardegna"
Questa mia terra del cuore,
mi si strappano gli occhi
nel volerla vedere.
Ho desiderio
dei suoi profumi,
ho voglia
dei suoi sapori.
Come un'amante
fuori dal letto
mi consumo
nell'incerta attesa
dell'incontro.
Sento forte
la sua voce di sirena
che incanta.
Ed ogni onda,
ogni onda
che lambisce
le sue forme,
ritorna a me,
nell'incessante
ritmo del mare
che ci divide
e ci unisce.
Se volerti vedere
è malattia
allora si,
ho il
"mal di Sardegna".

Costatazione semplice
Non siamo niente
se, nella mente,
costellata di vuote parole,
non avessimo più
il senso all'amore.
Non siamo niente
e ancora crediamo
di essere qualcuno
ma la mano è vuota
non vi è fiore alcuno.
Stretti
nei nostri passi,
soli
nei nostri egoismi:
come cancelli
senza sorrisi.
E intanto
la vita scorre
su binari paralleli:
non siamo viaggiatori
se guardiamo il mondo
in panchina.
E non siamo altro
se non
anoressici spettatori
del nostro mondo
senza colori

Il mio funerale
Io vorrei tanto
poter guardare
come sarà
il mio funerale.
Niente di che
per carità:
è che vorrei
esser presente
quel giorno là.
I fiori?
Certo
ma preferisco
vederli adesso
e non il giorno
del mio decesso.
Piangere?
No no
meglio ridere
con me presente:
è di sicuro
più divertente.
Commemorare?
Poche parole.
Le vere bugie
le gradisco
delle altre
me ne infischio.
Se qualcosa
avevate da dire
era da viva
che potevo sentire.
Se sono morta
lasciatemi stare:
vado da sola
al mio funerale!

"Così..."
Si è rotto
il rubinetto
del nostro amore,
e tu l'hai chiuso,
lasciando nel deserto
il mio cuore.
...Ti ho tradito
con l'idraulico.

Sarai Tu... Signore
Cos'è Signore
il mio peccato
se non la
dimenticanza di me stesso.
Quel camminare
cieco
che mi impedisce
di vederTi.
Quel sentire
sordo
che mi nega
la Tua voce
e la mia arroganza
che mi chiude
al Tuo abbraccio.
Sarai Tu, Signore,
il muratore
che dovrà abbattere
il muro di ostinazione
che mi cinge
perché io
ho poca forza
ma so di avere
bisogno di Te.
Sarai Tu
il capitano
che lanciandomi
la scialuppa
mi salverai
da quel mare di
tormento
nel quale navigo
perché ho spento il faro.
Sarai ancora Tu,
guardiano del faro,
che riaccenderai
la fiamma della mia fede,
perché Tu, Signore,
ami ogni Tua creatura
e come
un ricercatore d'oro
sai distinguere
tra i sassi
ogni piccola pagliuzza
preziosa ai Tuoi occhi.

Naufrago
Il vento
lontano
porta
i capricci
della mia mente.
Ma il cuore
ancora naviga
in tumultuosi mari:
perenne lotta,
trascinandomi
in una continua
deriva.
Quasi raggiungo
la spiaggia
e ancora
tra flutti
senza respiro.
Vorrei resistere,
non affogare,
ma,
irrequieto cuore,
mi costringe
ad amare
per vivere.
Può un veliero
navigare
senza alito di vento?
Senza correnti
può raggiungere
lidi sconosciuti?
Senza amore
sarei naufrago
fermo
in un punto
morto
all'orizzonte.

Amore puro
Amore puro
schiudi
scrigni
arrugginiti.
Regalo inaspettato
di chi del cuore
avea
la chiave buttato.
E lento
il battito
riprende il ritmo,
si colora
il cuore
rimasto orfano
di tanto amore.
Perduto
avrò in freschezza
ma la tua mano
ricondurrà
la giovinezza.
Che cara
sopra ogni cosa
è ritrovare
oggi come ieri
la dolce tenerezza.

Passionante
Avvolti
nella febbre
che aliena i corpi,
avvinti
nel desiderio
che travolge le menti:
passionante.
Le mani
su morbidezze invitanti
la bocca
a cercare gusti d'amore.
Aspettarsi cercarsi
accogliersi
in un profondo
voluttuoso abbraccio.
Possedersi
senza ritegno
cogliendo insieme
l'estremo piacere.
Un brivido
ci trapassa
mentre complici
fremiamo in un
continuo orgasmo,
sempre più uniti,
uno dentro l'altro,
negli umori
nei sapori...
stremati...
ma liberi
nel piacere infinito.

(le mie poesie erotiche)

L'onda
Aspetto
l'onda che travolge
come sirena
sullo scoglio rovente.
Lontano
nello sguardo
il tuo venire,
aspettando l'abbraccio
avvolgente
di un amore nuovo.
E ancora aspetto
di tuffarmi
nei tuoi occhi,
tesoro inesplorato,
mentre
baci mi raccontano
il tuo desiderio.
Caldi mi sfiorano
fino a farmi fremere,
travolta dall'onda
di passione.
E in quell'onda,
finalmente,
ritorno a vivere.

Vivi.
Accetta
il frutto proibito:
il tempo
nulla
ti ritornerà.
e l'acqua
che
scorre
cristallina,
tua vita
che sfugge,
raggiungerà
il lago
dove morire.
Nel
suo corso
il fiume
scrive le tue
pagine,
non si ferma,
trascina i giorni
e li
travolge.
E i sassi sul fondo:
le tue lacrime,
i tuoi dolori.
Quel ramo teso,

quel frutto offerto,
afferralo
gustalo,
prima di giungere
sfinito
nel lago.

Nel mio mare.
Sbattuta,
ad ogni cambio di corrente,
dall'onda,
in una conchiglia,
l'anima.
Costantemente
sulla spiaggia
si infrange
ogni trascorso mio giorno.
Cancellate orme
raccontano
la vita
nel suo fugace passaggio.
Ogni alba
una speranza
ogni tramonto
un sogno.
E sempre
l'onda
a segnarne il ritmo.
Vivo nella sabbia
che forma
cambia col vento.
Vorrei lo scoglio
per abbandonare
l'irrequietezza
al mare...
ma la deriva
mi riporta sempre
dove ho sepolto
il cuore.

Due terre.
Ho due terre
entrambi
lambite dal mare
entrambi
sferzate dal vento,
solo l'orizzonte
le divide
ma le unisce
in un unico sangue.
Cammino
nella terra natia
respirandone
profumi inebrianti
ascoltando
libecci trascinanti
umori dal mare
e in quell'eco
di onde incessanti,
il desiderio
dell'altra terra,
quella del cuore,
quella che vedo
negli occhi di mio padre.
E la nostalgia
mi trascina
nei ricordi
lenta
struggente
come ogni volta
l'addio
che mi riportava
a casa.
A te,
respiro del mio giorno,
Liguria,
a te,
desiderio del mio cuore,
Sardegna.

Sensuale
Inebriato da un dolce sapore,
vaniglia sensuale,
accesi i sensi
mi cerchi.
Assetato di altra dolcezza
assapori la mia pelle
e prepotente ti inoltri
nei miei segreti.
Le tue mani
non danno scampo
nè voglio fuggire.
Mi lascio andare,
conchiglia aperta,
abbandonata sulla spiaggia.
E tu
onda che mi spingi
dove la sabbia bagnata
si fonde in me.

Improvviso.
Non ha spazi
non ha tempo,
l'amore.
Improvviso
fulmine
nel temporale,
imprevedibile
scossa
nel cuore,
delicato fiore
tra rocce,
su lava
di vita
ormai pietrificata.
Non raccoglierlo,
ammiralo,
odora
quel profumo
di gioia.
Non metterlo
tra le pagine
piatte
della tua infelicità.
Lascialo vivere,
fosse un giorno,
ma quel giorno,
amalo.

Indifferenza
Rassegnati,
passerai i giorni
con me,
indifferenza,
come goccia
monotona
nel lento
consumarsi
del mio tempo,
scavando
indelebili segni,
dolorose cicatrici
di trascorse illusioni.
Ti racconterò
di me,
quando ignara
di dolore,
credevo la felicità
raggiunta
alienandomi
in quotidiane battaglie.
Sorella della solitudine
che mi tiene compagnia,
sarai pietosa
nel cancellare
i miei ricordi
e potrai trovare,
nel lago quasi prosciugato
della mia anima,
ancora
tracce di vita
protese alla fuga
intente a mantenere
accesa,
nel muto silenzio,
l'ultima speranza
di amore.
E quando
ormai piegata
e svuotata dal respiro
mi guarderai,
indifferenza,
ancora riderai
perchè
avida di me stessa
non avrò saputo ritrovare,
mumificante tempo,
la mia gioia.

Brandelli di cuore.
Cosa resta
di un cuore aperto
se la vita
ci graffia sopra:
brandelli
dolorosi
senza tregua,
soffocata passione,
inutile speranza.
Quel martellante
aspettare
nel silenzio
grida
desiderio
di amore,
che non verrà.
E i brandelli
coleranno
le ultime gocce.

Uomo ai margini.
Hai staccato la spina
e hai chiuso la trasmissione
con la vita
fantasma
ti vedo tra la gente
perso
in sogni di bambino
segui farfalle trasparenti
parlando con l'aria
e con essa
confondi il tuo respiro.
Compagna di cammino
stretta nella mano
guardingo nascondi
la tua schiavitù.
E mentre ancora
ti togli lucidità
senti quel calore
dimentico
della tua miseria
e ti accucci
nel sonno.
Poi il gelo
spegnerà i tuoi sogni
e la tua vita
si consumerà
sulla panchina
tra sguardi sfuggenti
d'indifferenza:
nessuna pietà
per un uomo
ai margini
neanche una preghiera.
Solo il vento
accompagnerà
la tua anima
che segreta
avevi celato al mondo
come unica ricchezza
da proteggere.

Una storia...per caso.
Sussurrami
parole che fanno
sognare.
Parole
per cui valga
la pena vivere,
pur lontani,
un sogno d'amore.
Le sentirà
il mio cuore
ancora ignaro
di tanta felicità.
Il tempo
potrà scorrere
senza corrodere
i sentimenti
fissando nella memoria
attimi infiniti di gioia.
Forse
i nostri giorni
non si incontreranno mai
forse
ci aspetteremo
tutta la vita,
ma rinunciare
sarebbe
non vivere,
una storia
cominciata
per caso.

Cuore..che ama.
Non si contiene
un cuore
che ama:
implode
sotto cumuli
di macerie
senza smettere
il battito.
Tra crepe sottili
cerca la luce,
rampicante edera
avvinghiata alla vita.
Lacerante dolore
nel suo parto
fosse solo
per un attimo
di felicità,
esso deve vivere.

Amarezza
Inutile
questa mia esaltazione.
Il tutto
che potrei dare
è il niente
del tempo
che inesorabile
mi è nemico.
Il passato
non evolve
in sogni delusi
e il futuro
giace
in remote possibilità.
Nel mio presente
l'amarezza
di ciò che
non posso essere.
E ciò che potrei dare
si scioglie
in lacrime silenziose.


Home page  Lettura   Poeti del sito   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche