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Il Venerdì Santo ai piedi della
Croce
La Settimana Santa, ed in particolare il Triduo pasquale che,
passando
per la Passione, ha il suo culmine nella Resurrezione, ha avuto, da
sempre per i cristiani, un fascino che va oltre l’umano e coinvolge
tutto l’essere, anima e corpo. Soprattutto la Croce: è la sintesi del
divino e dell’umano. Essa è quanto di ripugnante c’è sulla terra, non
solo per l’uomo ma per un Dio: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato” grida Gesù prima di morire. Non ci meravigli se uomini e
donne d’altre religioni si scaglino contro questo simbolo, lo aveva
detto Gesù: “Non sono venuto a portare la pace ma la guerra”.
Sicuramente non si tratta qui di belligeranza, ma del mettere in crisi
le coscienze degli uomini che spesso sono soddisfatti e tranquilli nel
loro appagamento terreno.
Perché allora tutto quest’accanimento contro un simbolo apparentemente
innocuo? Esso rappresenta il Mistero. L’essere appeso nei luoghi di
lavoro, nelle aule, di scuola o di un tribunale, diventa per l’uomo
moderno un richiamo, una sollecitazione continua a pensare che egli non
può fare a meno della sofferenza, del sacro. Ecco perché lo rifiuta,
non lo vuole riconoscere come segno visibile di una realtà che non
vediamo ma che, nonostante tutto, dobbiamo accettare. È normale,
quindi, che ci sia questo rifiuto, sia da parte del cristiano sia del
non cristiano. Oggi, in particolare modo, questo avviene per l’uomo
moderno che è affascinato più dal potere, dall’edonismo, dal benessere.
Dall’accettazione, però, e valorizzazione della sofferenza l’uomo ne
trae l’apprezzamento della gioia, della vita. Lo aveva detto Gesù: “Se
il chicco di frumento non muore non porta frutto”. Se non si penetra
nel costato squarciato di Cristo e non si vive del mistero trinitario
dell’amore, non se ne comprende il senso profondo anche del vivere
quotidiano. Se la Croce, qualsiasi croce, non è vista alla luce della
Resurrezione, della Pasqua, non potrà produrre pace, felicità per
nessun uomo. La Croce non è, quindi, la morte ma la Vita che è Amore. |