Poesie di Aldebaran


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Mi chiamo Antonio Lana e sono nato il 18 luglio 1962 in un piccolo paese della provincia di Lodi, dove vivo e lavoro. I miei genitori sono emigranti siciliani ed ho avuto il privilegio di vivere la dualità della condizione di meridionale nato e vissuto nel nord d'Italia.
Amo la poesia diretta, non molto ermetica, che con pochissime parole riesce a trasmettere emozioni intense: credo nella sintesi.
Questo rispecchia anche il modo che ho di pormi verso tutte le altre forme d'arte: assimilo di un'opera quello che mi dà. E mi basta. Sono egoista, scrivo per me, per fermare un'emozione; scriverla mi dà modo di elaborarla e svelarla a me stesso.
Penso alla poesia non come ad un movimento "da - a" ma come ad un incontro emozionale, non uno strumento di trasmissione ma un elemento unificatore, attraverso il quale entità affini trovano sollievo e ristoro.
totolibero@libero.it

Emozione
Mi hai donato un'emozione.
Così.
Senza effetti speciali e arzigogoli
semplicemente tu.
Parlandomi e ascoltandomi
mostrandoti con pudore e gentilezza
capendo se ne fossi degno.
Ti sei posata sulla pelle
e finché avrò fiato tu sarai lì
qualsiasi cosa succeda.
Talvolta
vibrando le ali intorpidite
iridescenti al sole
interrompendo il riposo
con fugaci voli setosi
tornando poi qui
sulle mie stanche spalle.
Mi hai donato un'emozione
e mi hai reso felice.

Il bosco
il ventre caldo del bosco mi accoglie
dolce rifugio
e la nebbia allevia i miei passi
sulle fredde foglie

mattina di ricordi e di nostalgia
che solo a quest'alberi oso confessare
mattina di solitudine e brina
dentro il mio cappotto

vorrei fermarmi qui, vagare all'infinito
sospendere quest'attimo
qui
trovare la mia pace

in questi anfratti
dagli odori speziati
in questa calle
dai colori cruenti

qui, fermarmi.

Pugni stretti
unghie che si conficcano
circolazione ferma
la pelle sbianca
cianotica
prima di scurire
dolore, dolore che aumenta
dolore che smette
scricchiolìo di ossa
muscoli tesi.

Pugni stretti
per colpire
per resistere
per sfumare la rabbia
per sentirsi vivo col dolore
per non piangere
per desiderare e amare
per sopportare la sconfitta
per proteggere il viso
per proteggersi.

Pugni stretti
per non morire.  

Sono stanco
di cercare un senso a questa vita.
Amore, sesso, denaro...
Sono stanco.
Mi dimeno invano fra santità e demonio
fra anima e corpo
fra mente ed emozioni
camminando sul confine tortuoso di questi regni
un passo dopo l'altro, soldato senza patria
re senza scranno
sapendo che, prima o poi
sarò risucchiato da una parte o dall'altra
mio malgrado.  

Chat
Navigo
in questo mare di solitudini
sperando invano
che un display
possa cambiarmi la vita.  

Contrappasso
Temo
la felicità che anelo
Temo
che il prezzo da pagare
sia più alto del bene che mi porta    

Alfa e Omega
L'inizio fu incontrarti
la fine ritrovarti

Nel mezzo
in questo intervallo d'Alfa e Omega
facce e volti, vorticosi colori indefinibili
le immagini sbiadite dei fatti

Figure
che si dissolvono
entità senza più importanza
illuse di averci posseduto

Da buon osservatore
assisto allo scorrere del tempo
l'inizio, l'Alfa, alla mia sinistra
l'Omega là, all'opposto

Ed io qui nel mezzo, arrovellato
nel tentativo di valutare
la distanza che mi separa dalla destra
temendo di non conoscerne mai la misura 

Risvegli
Non piango per commozione
o per bieca piaggeria
tu, amico caro,
fratello
mi hai toccato l'anima con le tue parole
stasera
risvegliando in me emozioni sopite
aprendo lo scrigno del mio cuore
chiuso
da tempo immemore.
Ti guardavo quando
con passione
mi narravi la tua storia
i tuoi occhi luminosi
rischiaravano la stanza
e l'ardore delle tue parole
agitava il mio petto
anelante alla vita.
Ed io
ringrazio il Fato, o chi per esso
per avermi donato quest'attimo
di sublime bontà.

Ricky non parla
la spada gli ha trapassato la vena
i suoi occhi liquidi mi guardano
come barriere impenetrabili

Ricky non c'è
sta viaggiando, qui, al tavolo del bar
gli altri ridono e bevono
lui è altrove, chissà dove

Ricky è forte come un leone
neanche le botte e gli sputi
lo hanno fermato stasera
e l'impotenza mi scioglie

Ricky non dà molto
forse niente
e avrei cose migliori
da fare adesso

Ricky è mio amico.

PC
La mia ram è fiacca
il mio disco è lento
anche il video stacca
mi serve la formattazione, lo sento

Non posso farne a meno
coi tuoi vecchi dati i miei programmi non girano
oggi però le palle mi son girate e in un baleno
ho cancellato tutto col mouse in mano

Ah, ora sì, memoria libera!
fresca immacolata
ora sì sto meglio, via tutto quel che era!
meglio, ora che ti ho cancellata.

Diversa presenza
Da oggi
non più mani che si stringono
e sguardi che si incontrano
non più liti furibonde
e abbracci pacificanti
non più corpo
non più vista

Da oggi
separati da questi fiori e marmi
da questo prete celebrante il dolore
triste
perché la tristezza è il suo còmpito
separati da questi amici
testimoni del passato

vivremo ancora i nostri giorni
in questa nuova dimensione
fatta di anima e mente
di sogno e di pensiero
di rimorsi e rimpianti
vivremo ancora

in questa diversa presenza.

Gara
Ho puntato sul cavallo migliore
i miei ultimi soldi
non mi deluderà
correrà forte senza rompere
Terrò le redini leggere
neanche una frustata
le sue natiche sinuose
saranno musica
come il fiato ansimante
degli avversari dietro me
E poi
la gioia e la vittoria
alto sul palco con le braccia tese
Avrò carezze per lui
e biada e acqua
Ho puntato i miei ultimi soldi
Su di me.

Il prossimo Amore
Mi sto preparando
con mirabile impegno
ci vuole disciplina e molta forza
e fede incrollabile
purifico l'anima
oh, no! non farò gli stessi errori
ti accoglierò con un sorriso
riconoscendoti fra mille
sarò dolce e forte e indulgente
bandirò l'egoismo dal mio cuore
sarai tutto quello che desidero
e che ho mai desiderato
tenera madre e compagna benevola
immune da ogni mio turbamento
punto cardinale nel mio viaggio
sulle rotte della vita.

Sarai il prossimo Amore.

Stasera il tramonto è di fuoco
il sole basso all'orizzonte ha dei colori bellissimi
e la pioggia ha lasciato un velo di stelle sull'asfalto

è un attimo
non sto più viaggiando, volo
mi lascio alle spalle questo serpente di latta che mi imprigiona
dietro me la malattia e la tristezza

sotto di me la cattiveria e l'indifferenza
e la morte
io nuvola finalmente libera
sorrido felice

volo
fino al prossimo clacson

Davvero?
Il tuo alito
era un profumo celestiale per le mie nari
ed ora
mi fa fuggire al mattino
quando mi porgi le labbra

La tua paranoia
era sottile introspezione per me
ed ora
mi fa solo venir voglia di sopprimerti
quando sèguiti a parlare

Le tue natiche
erano dolci nuvole di seta quando me le porgevi
ed ora
ti consiglierei solo
un buon massaggiatore

Cos'è successo?
Cos'è cambiato?

Davvero
un mostro si è impadronito di me?

Davvero
la pietra alberga nel mio cuore?

Davvero
sono ancora preda del sogno?

Davvero
non ti amo più?

Davvero?

Flash
Ragazzi su macchine veloci solcano il cuore della notte
ridono della vita mentre l'addentano famelici

Le gomme lasciano scie come canali perfetti
la musica irrompe violenta, i bassi mi trapassano il ventre

Mi guardano ironici come fossero gli eletti
gli unici depositari della password delle emozioni

Ridono, ma non sanno che anch'io come loro
ho azzannato la vita bevendone il sangue

Non sanno che anch'io come loro
avevo il software dei polsi bollenti e degli occhi di lampo

Anch'io come loro
quando giocavo la vita
invece di guardarla.

Angeli
questa notte non voglio canzoni
e poesie da sussurrarti all'orecchio
con parole dolci e tenere
non sono romantico stanotte
sarà il tuo odore
o la sottana leggera modellata
sulla tua pelle nuda
o il tuo sguardo di bimba
e le guance rosse
no
questa notte è fatta per mangiarti e berti
voglio prenderti come mai ho fatto
questa notte è fatta per assaporarti
voglio toccare
i tuoi più profondi recònditi
e mordere la tua pelle di mela
il sudore asciugare coi tuoi capelli
smarriti su di me
e volare insieme, angeli terreni.

tu donna
non mi hai generato

illusa!

il cordone è reciso
mi annoiano i tuoi pianti

io sono dardo scoccato
non ti appartengo

dove vado, chiedi?

il mondo è la mia casa

làsciami!

Dio non mi ascolta più
è stanco dei miei lamenti
della tristezza

ha altro da fare

tu non mi ascolti più
sei stanca

come lui.

Mia
tu sei mia

sesso d'ambrosia
seno infinito
santità intrigante
angelo senz'ali

tu sei mia

dea quotidiana
madre consolatrice
alfa e omega
labirinto palese

tu sei mia

scoperta e mistero
cultura e ignoranza
prigione dorata
prateria feconda

tu sei mia.

Polvere
l'alba
mi ha colto all'improvviso stamane
sveglio
intento ad immaginarti accanto a me

sul cuscino l'impronta del tuo capo
il tuo odore
il tuo suono nella mente
dove infinite volte ho carezzato i tuoi capelli

improvviso
un rivolo di luce
si è insinuato fra le imposte chiuse
e si è posato su di me

quando ti ho incontrata
hai soffiato sull'anima
spazzandone la polvere
è bellissimo...   

Il Cantore
Canto la vita
e i monti che si vedono oggi
dal mio balcone
solitudine mai doma
compagna agrodolce
conficcata nel fianco

Canto gli Angeli
che dal cielo
mi guardano immobili
ci vorrebbe una passione
che mi prendesse l'anima
Amore o che altro sia

Io
senza collocazione in questo mondo terribile e sublime
canto di me.        

Noi
vittime consapevoli
indifesi per scelta
percorriamo queste strade
passando il tempo vendendoci cose
ingannandoci l'un l'altro
credendo l'anima il denaro
ciechi e idioti, quando
al cospetto della sua lenta agonìa
impotenti e attoniti
balbettiamo monosillabi
se il dolore ci travolge.    

Senza titolo
E' impossibile guardarti
sul quel letto di morte
Sei un polpo
dai tentacoli di plastica
e lo sguardo assente
I tuoi occhi azzurri
sono più lucenti che mai
e fra poco
non daranno più nulla
Alzati!
Senti che ti dico? Alzati!
La mia mente rifiuta l'idea
che tu abbia bisogno di me!
Persino maledirti non serve...
Non posso accettare
che chi mi ha risollevato
ora gema impotente!
Quanta sofferenza...
Che senso ha tutto questo?
Può avere un senso
questo dolore che mi trafigge?
Che senso ha questo corpo
ombra di te?
E' impossibile guardarti...   

Timore
Apriti cuore mio, non temere!
Che danno ti arreca l'Amore?
Può essere un danno la gioia
che pervade le cellule
di mercurio profumato?
O l'insonnia
che dolce spina di cardo
ti mostra i raggi del sole nascente?
Sarà mai un danno l'inedia
che fa del tuo ventre
isola incantata e deserta?
Apriti cuore mio!
Con gioiosa incoscienza
e stupore di bimbo.
E' l'òbolo che devi
al chierico del tempio.
E' il prezzo che devi pagare.
Per vivere.  

Assuefazione
Scorrono davanti a me immagini viste mille volte
di corpi martoriati e offesi

Spettacolo di morte
quotidiano companatico di genti recintate

L'Uomo violato che mi guarda negli occhi
lo sguardo assente distante decenni

Manufatti di fuoco
per bruciare la carne

Mi dicono di non dimenticare
come se fosse possibile

Me lo sono detto anch'io

mentre mangiavo e ridevo
mentre cantavo con gli amici
mentre carezzavo del bimbo le gote

Me lo sono detto anch'io
mentre cambiavo canale.   

Di moderno sprone
D'un balzo salto sulla moto, moderno destriero
e lascio alle mie terga dei cavalier la ferraglia arrugginita
retaggio di un passato foriero
di retorica avvizzita
che ancor s'aggrappa a me come piovra

Di mesti ed antichi poeti incompresi e languenti
non so che fare
guardo avanti, vivo i miei tempi
orsù, nobili artisti, dobbiamo amare!
ogni Poesia è un tesoro, ce ne vogliamo dimenticare?   

Ti amo con la mia assenza
con le parole che non ti ho detto
e che non ti dico

Ti amo di un amore casto
per l'impossibilità di averti
anche se ti desidero

Non so se questo è amore
so solo che i tuoi occhi sono stelle
e le tue mani ali che mi accarezzano

Quando poggi il tuo capo sulla spalla
accendi in me l'universo
che inizia e finisce in te

Guardarti
è bere ad una fonte purissima
che disseta la mia tristezza

Ed io son qui
caro amico
fratello affidabile

Qui
a centellinare i momenti
da degustatore esperto

Oh, sì
tu sai
non negare

Tu sai del nostro gioco
delle verità non dette
dei timidi sguardi espliciti

Tu sai che mi basterebbe un segno
un breve cenno del capo
la tua gamba che mi sfiora

Tu sai e sei attenta
dosando equamente
affetto e intimità

Un giorno, forse
saremo amanti
e ci apparterremo

Potrò cingerti i fianchi
e prendere il tuo seno
nel mio pieno diritto

Quel giorno, forse
cesserò di amarti.     

Natale
Il Natale muore
ucciso da quelle stupide pubblicità
                            vomitate dal tubo catodico
dal buonismo invadente
                            obbligo di calendario

muore

nei pacchetti colorati
                            confezionati da signorine sorridenti
nell'orgia alimentare
                            che schiaffeggia gli affamati

è defunto

affossato dall'ipocrisia
                            bestia sulle spalle
squartato dall'egoismo
                            nascosto dalle luci

non fàtemi auguri, ve ne prego

Il Natale è morto.  

Amici
preziosi fratelli adottivi
spietati irosi giudici
padri erranti e madri
compagni di viaggio infrequenti
pedine casuali di un gioco imperscrutabile

voglio perdermi nel vostro abbraccio.  

Se
se potessi cancellare il male che ti ho fatto
                                  che mi hai fatto
se potessi cancellare la mia inquietudine
                                   e la distanza
                                   ormai infinita
se ti avessi dato quello che
                                   ed anche tu
se avessi ucciso il mio orgoglio
                                   ed il tuo

chissà
chissà...

saremmo diversi
sarei diverso

sarei un uomo

sii felice.   

 


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