Racconti di Aldebaran


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Leggi le poesie di Aldebaran

04/12/2004.
Questo centometriquadri è sovrabbondante per me.
Si è vero, mi piace e ci sto bene e ho fatto parecchi sacrifici per comprarlo ma, in fondo, mi sarebbe bastato anche un bilocale.
Mmhh... la serratura è diventata durissima. Ah, ecco Campini, puntualissimo.
- Buongiorno dottore, tutto bene? -
- Sì Antonio, tutto normale. E tua madre? -
Praticamente la mia vita domestica si svolge tra la cucina e il salotto. E il bagno, ovviamente. In effetti sfrutto solo la metà della superficie utile di casa mia.
- Stazionaria. Anzi, questo pomeriggio verrò nel suo studio, Milano ci ha richiesto altri esami. -
- Va bene, ci vediamo oggi allora. Buona giornata. -
- Grazie, anche a lei. -
Anzi, potrei fare a meno anche della camera da letto: nove su dieci mi addormento sul divano...
Però, che fortuna avere il proprio medico curante sul pianerottolo, se sto male basta che mi trascino fino alla porta. Ammesso che ci arrivi.
Ma tu guarda che schifo le scale! Con l'andirivieni di pazienti sono diventate un porcile.
Quasi quasi lo rivendo e mi compro un appartamentino più piccolo, così realizzo anche qualcosa.
Sì, ma poi il trasloco? Se ci penso mi viene l'ittero. Lasciamo perdere.
- Scusi, il Dottor Campini? -
- Ultima porta a destra, alla fine delle scale. -
- Grazie. -
Ma non ha letto il cartello? O mi prende in giro?
Certo che con Piera la mia vita era più regolare. E l'appartamento più pulito.
- Signor Lana, le ho messo la posta nella cassetta. La pubblicità è fuori. -
Del resto, che ci posso fare se sono sfortunato in amore?
Sfortunato...
Non esageriamo. E' questo mio carattere che mi frega. Fuoco e fiamme i primi tempi, effetti speciali e fuochi d'artificio e poi...
E poi mi stufo e non vedo l'ora che finisca. Il lato comico è che quando finisce davvero ci sto male come un cane.
Certo, ora non succederebbe più. Ora ho capito, mi sono fatto furbo.
- Si, grazie Signora Maria. -
Furbo come tutti quelli che stringono i denti, anche se vivono una storia che trascinano mollemente, e nonostante ciò si impongono di andare avanti, perché sennò sarebbero soli.
Perché è giusto, è l'unica cosa sensata da fare in fondo, è normale, lo fanno tutti.
E con ciò rinunciano.
A vivere.
Ad accollarsi il rischio di scegliere autonomamente come vivere.
Scelgono una vita "codificata" e "normale" e poi si fanno venire gli esaurimenti, e tutti a chiedersi perché, come mai, ma cosa gli manca, ha una bella moglie, una famiglia, guarda un po' se uno deve esaurirsi con tutto quello che ha, è uno scandalo...
Ed ad un povero esaurito nervoso gli devono venire anche i rimorsi di coscienza perché sta male!
Mi sorge un dubbio, però: se uniformarsi significa sofferenza e non farlo significa altrettanto... non vedo molte alternative.
Sono io? Ok, sono io.
Ancora! Ma... non è possibile! Le macchine in cortile!
Sembrava chiaro, durante la scorsa assemblea condominiale, che non si dovevano più parcheggiare le auto nel cortile e tu guarda questi... Oggi telefono all'Amministratore, così mi sente.
E Roberto mi invidia, anche, chissà cosa pensa della mia vita da single, senz'altro si immagina funamboliche performances erotiche con le più svariate compagne... E pensare che la sera, alla fine del lavoro, l'unica cosa che desidero fare è stravaccarmi sul divano! La solita storia: chi ha i denti non ha il pane, e viceversa.
Fantastico, anche stamattina neanche un posto per parcheggiare. Capirei se fossimo a Roma, ma in questo buco di paese... Ci sono più auto che cristiani!
Certo che dovrei starmene zitto, io che prendo la macchina per cinquecento metri di tragitto.
Speriamo di non incontrare per le scale l'Architetto Zanaboni, se attacca con le sue fregnacce facciamo sera.
"Beeep... messaggi in giacenza.."
- Ragioniere, sono Bianchi, mi telefoni urgentemente, una cosa importantissima. Buongiorno. -
See, importantissima! L'ultima cosa importantissima del buon Bianchi è stato il canone Rai..
Vediamo... i soliti messaggi pubblicitari, la solita spazzatura... ah, bene, la conferma dell'ordine, speriamo che me l'abbiano già spedito, il libro.
Uffa, questo lavoro attraversa sempre più spesso momenti di noia infinita. Speriamo che non faccia la fine delle mie storie d'amore...
Vediamo, vediamo... cerchiamo di essere logici, usiamo la tecnologia, riuscirò ben a trovare in rete qualcosa... vediamo.
Parola chiave: felicità.
".. la pillola della felicità...", "...la cucina della felicità...", "...felicità, aforismi: ama ciò che ti rende felice, ma non amare la tua felicità...".
Mah.. proviamo con amore.
"...con xxxx conosci ogni giorno centinaia di nuovi amici. Ricevi i loro messaggi via SMS, invitali nel tuo privé e chatta con loro ad ogni ora del giorno e della notte. Registrati ora...", "...dedicato all'amore e alla vita di coppia, include consigli, racconti, poesie, una chat e un angolo dedicato al sesso...".
No no, non ci siamo, devo inserire la parola giusta. Difficile però, se non so cosa cercare.
Proviamo con "arte".
"...canale dedicato al mondo dell'arte. Notizie, articoli, approfondimenti, forum e appuntamenti in programma...", "...punto d'incontro per artisti e per amanti dell'arte moderna e contemporanea. Contiene un database di artisti, informazioni su mostre, riviste ed eventi...".
MMhh... e se provassi.. ma sì!
Poesia.
"...mensile dedicato alla cultura poetica...", "...propone una vasta raccolta di testi italiani e stranieri. Include anche alcune biografie e scritti inediti...".
Interessanti questi siti...
"...Poetare, raccolta di testi di poeti italiani del Novecento e consigli su come scrivere poesie...".
Questo mi ispira, vediamo un po'...
Però, semplice... sfondo azzurro, carino.
Ma... si può anche pubblicare!
E ci sono anche i commenti degli stessi poeti che pubblicano sul sito. Ma, saranno dei poeti professionisti? No, forse non tutti, alcune biografie sembrano di persone normalissime, come me.
Io qualche poesiucola devo averla da qualche parte, anzi, forse un paio me le ricordo a memoria.
Ma no, dài, pubblicarle su di un sito... poi le leggono tutti, magari me le commentano...
Beh, ma in fondo che ci sarebbe di male? Al massimo qualcuno si farà qualche grassa risata...
Credo proprio che oggi mi prenderò un giorno di ferie!   

Morphing.
Quando sono fra la gente, mi diverte immaginare con età diverse i volti delle persone che mi circondano. Per esempio, quell'anziana signora col collo di pelliccia e con quell'enorme pennarello rosso per segnare i numeri, nonostante abbia ad occhio e croce una settantina d'anni ed un trucco che definire paradossale è poco, osservandola bene dev'essere stata una donna bellissima quand'era giovane.
E molto elegante e curata.
Più curata ed attenta ai particolari che elegante.
Lo si vede dalle unghie: lunghe e perfette e smalto dàto di fresco che risalta clamorosamente sulle sue mani raggrinzite e ricoperte di macchie. Fuma come una famiglia di turchi, quelle sigarette sottili e leggerissime della serie che te ne devi accendere tre per farne una normale. Ed anche la collana sul suo collo variegato, certo paccottiglia da poco, ma di ottimo gusto. Se riesco a concentrarmi a sufficienza riesco a far partire il programma, tipo quelli che al computer modificano le facce trascinando il mouse. Ecco, ora distendo la pelle, ritocco tutte le imperfezioni del suo volto schiarendole il più possibile... si anche gli zigomi... e le borse sotto gli occhi.. e quelle sopra. Bellissima!
Oops.. meglio che smetta, si è accorta che la sto fissando e non vorrei che fraintendesse.
Anche Piera si è accorta che non sono molto concentrato sul gioco.
E quel bimbo? Avrà approssimativamente sei anni ed un bel faccino roseo. Ha l'attaccatura dei capelli a V e secondo me a trentacinque anni sarà come minimo stempiato, quasi calvo. Probabilmente, a giudicare dalla stazza, sarà anche obeso. Non sa più cosa inventarsi per passare il tempo mentre i genitori giocano, ora sta picchiettando con i pennarelli sul tavolo cercando di affrescarlo per bene. Ovviamente mamma e papà sono troppo concentrati sulla voce che annuncia le estrazioni e non si interessano minimamente delle performances artistiche del loro diletto pargolo.
-Otto... quarantanove... ventisette...-
-Dì, ma non segni i numeri? Guarda che il ventisette è uscito.-
-Si, hai ragione. Ma tanto non credo che questa cartella mi stia portando fortuna. La tipa che me l'ha data, prima, mi guardava torvo!-
-Novanta...-
-Bingooooo!! Tesoro, ho fatto bingooo!!-
-Che fortuna!-
Che ppalle!
Ma, dico io, che gusto ci proverà a giocare a tombola? Alla fine è sempre la stessa storia: sono più quelli che spendi che quelli che vinci. Se vinci.
In fondo, Piera ci tiene tanto al Bingo del martedì e del giovedì che un piccolo sacrificio lo posso anche fare. Che mi costa.
Mi costa una noia mortale. Per fortuna c'è il servizio bar.
Beh, però i primi tempi ci divertivamo. Facevamo l'amore ovunque, ogni scusa era buona.
E non ci annoiavamo mai.
Era per me un godimento anche seguirla nei negozi per lo shopping, mi divertiva. Non mi disturbava neppure quella simpatica caratteristica che hanno quasi tutte le donne, di uscire cioè di casa con l'intenzione di acquistare una gonna, girare per mezza giornata e tornarsene magari con un cappello, dopo aver fatto impazzire i negozianti di tutta la provincia.
Adesso, per lo shopping, va da sola, è meglio. Ho purtroppo assistito ad una drastica riduzione delle mie capacità ludiche quando la seguo nei suoi acquisti.
Roberto dice che è normale, che dopo qualche anno che si è assieme la cuccagna finisce e si deve "capitalizzare" il rapporto (fa il bancario), che la foga iniziale e la passione si trasformano in... Mah, non me l'ha mai detto in cosa, forse non lo sa nemmeno lui anche se è sposato da vent'anni.
-Cucciolo, ti annoi?-
-No Piè, è solo che sono un po' stanco.-
Cucciolo, ci vuole un bel coraggio a chiamarmi cucciolo. Cucciolo d'ippopotamo forse.
Quando ci siamo conosciuti, cinque anni fa, ero un "uomo peso forma".
Poi, appena ci siamo fidanzati, sono cominciati i tiramisù atomici: appena intuita la mia innata golosità è stato un festival di manicaretti e dolci ai quali io, ovviamente, non so resistere. Sospetto, molto malignamente, un vago sadismo nel volermi a tutti i costi rimpinzare di cibo e questo supposto sadismo, dopo dolorose meditazioni, mi ha portato a due ipotesi finali:
a) l'avermi fatto ingrassare, per Piera ha rappresentato un modo studiato e pianificato accuratamente ed anche discretamente subdolo per riaffermare il suo possesso su di me senza utilizzare metodologie cruente, possesso sul sottoscritto che viene ovviamente palesato ad eventuali rivali dalla mia figura;
b) la superalimentazione è stata un mezzo utile alla mia gentile fidanzata per aumentare il suo ascendente su di me, oltre agli altri noti elementi femminili, leggi moine e sesso.
Beh, in ogni caso mi ritrovo con questi quindici chili che non riesco a perdere.
Devo ammettere però che Piera cucina divinamente.
Eppoi, come dire, a me l'amore mette fame. Ho sempre valutato attentamente tutte le informazioni mediche del caso, che tendono a ricondurre una certa fame compulsiva come "riempitiva" di buchi affettivi o sostitutiva di mancanze affettive, ma non credo sia il mio caso: quando sono solo e depresso dimagrisco, quando sono felice ed innamorato ingrasso. Delle due l'una: o sono un eccezionale caso da manuale o i medici, qualche volta, prendono anche loro delle sonore cantonate.
Insomma, per farla breve, per me il tiramisù è solo una deliziosa torta e non una fidanzata!
-Che ne dici Amore, si va?-
Era ora!
-Si, buona idea.-
Non ci volle molto per attraversare la sala e guadagnare l'uscita, il grosso della gente se ne era già andato.
Scendendo le scale, ad un tratto, Piera si fermò, prendendomi la mano.
-Tesoro, volevo dirti una cosa...-
-Dimmi.-
-Volevo solo dirti che... ti amo e sono felice...-
Mi abbracciò quasi a soffocarmi.
- Anch'io ti amo, Piera. -
Beh, devo ammettere che la noia per tre ore e mezza di Bingo, in quell'istante, e' svanita nel nulla!   

Landa misteriosa.
Ero seduto, accovacciato con le ginocchia tra le braccia. Alzando la testa realizzai di essere alla base di una statua enorme.
C'era pochissima luce, quasi buio: avrei dovuto aspettare l'alba per capirci qualcosa; per fortuna il lievissimo bagliore verdastro che si intuiva attraverso le enormi colonne brune e lisce davanti a me, che dàvano su di una valle immensa, testimoniava gia' l'approssimarsi del sorgere dei soli. Ero ancora un po' intontito, ma mi stavo riprendendo. Del resto alla mia eta' certi viaggi cominciavano a pesare.
Passo' solo qualche minuto e le due stelle, luminosissime, erano alte nel cielo che ormai, abbandonato il verde, aveva assunto un colore giallo vivissimo, francamente improbabile, considerando il colore dei due astri dei quali il piu' piccolo tendeva decisamente al violetto. Anche i miei pantaloni, normalmente bianco-argentei, avevano assunto sfumature indefinibili.
Finalmente riconobbi nelle masse ai miei lati i piedi del monumento sotto il quale mi trovavo, piedi senza calzari e con sei dita. Alzandomi ed allungandomi il piu' in alto possibile riuscivo a scorgere giusto un paio di ginocchia, segno evidente della rappresentazione di un essere seduto.
Purtroppo avrei dovuto usare anche in quel caso lo zainetto e non ne ero felice: l'ultima volta che lo feci, quasi mi ammazzavo. Ho sempre avuto problemi con la partenza, spesso non riesco a governare la scossa iniziale che l'anti-gravita' imprime all'aggeggio, quando inizia a sollevarti. Stavo diventando lo zimbello della squadra con questa storia, erano mesi che me la menavano sghignazzando!
Comunque, indossato lo zaino, piano piano vista la mia poca maestria, mi levai traballando lungo l'asse verticale della statua che si svelo' in tutta la sua maestosita'.
Come avevo intuito era un Krohn assiso, con la tunica rituale e l'espressione beata e rassicurante. Strano pero': culti monoteisti in questo quadrante... Non mi aspettavo questa evoluzione religiosa. Forse non abbiamo molto da temere da costoro. Basta che non si trastullino con i sacrifici biologici come gli abitanti del quadrante Thesaurus: brrr, te li raccomando!
Arrivato quasi alla sommita' della costruzione, dico, trecento metri circa, il display della manopola destra comincio' ad emettere un beep beep poco rassicurante. Mi sembrava strano che non fosse ancora successo nulla!
Beep beep... Beep beep...
Ma che accidenti hai? Ti ho revisionato due cicli fa!
Beep beep...
Mi sa che stavolta mi sfracello: stiamo calmi, vediamo di scendere. Sarebbe stato meglio mettere il casco.
Beep beep...
Beh, finche' il messaggio e' solo sonoro puo' andare, e' solo un'allerta, speriamo che non diventi vocale...
Beep beep...
Alzati...
Alzati?
Beep Beep...
Allora, ti alzi o no?
Beep beep...
Ma che caz...
... e spegni la sveglia!
Sembravano aghi roventi, le luci del mattino che lo investirono quando sua moglie apri' la finestra.
Istinivamente si copri' fino ai capelli, come a difendersi da un insulto violento; poi, pensando al bel caratterino della consorte, opto' per alzarsi.
Si mise a sedere sul letto: una bella stiracchiata era quello che ci voleva.
Aveva i pochi capelli arruffati ed un orribile sapore in bocca...
"Mah... forse era meglio non mangiare la peperonata ieri sera...".


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