Randagio Oh tu luce della notte, sol tu sei amica di questa empia vita, che destinò a me la sorte, di errar fino alla morte. Schiavo son del mio volere, libero si come il vento con in cuor un gran tormento, che di amar io non posso se non quel can che mi getta l’osso.L’isola del vento Torno su questa altura, dove spira sempre il vento e al di là del mare posso guardare mentre in basso tra le bianche case marinare ed intorno alla piazzetta antica ferve l’operosa vita. Un anno è passato e tu non torni, come una farfalla dorata che spiega le ali al mattino, non sa, che vivrà la sua vita intera prima che giunga la sera, mi apristi il tuo cuore per poche ore. Quel giorno, tornando dal mare, ti vidi intorno al fuoco danzare, e quella fiamma che saliva dentro il mio petto feriva. Ricordo che al faraglione ti dissi ti amo! e donandomi il tuo amore, anche tu, dicesti ti amo, e le tue risa ... quando decidemmo di nuotare tra la bianca spuma del mare. Te ne sei andata di primo mattino, senza un cenno di addio, lasciandomi solo come il vento che ora è il mio tormento. La mia voce, qual lamento ! ti portò il vento ma tu sorda a quelle parole già penavi per un altro amore. Non ho perso la speranza di rivederti un dì tornare e quassù solingo vengo in compagnia sol del vento. La bianca scia in mezzo al mare, e’ la strada per a te, arrivare. m’avvicino al limitar dell’onde. uno sguardo intorno per ricordare apro le braccia, invoco il mio dio per l’ultimo tuffo dell’animo mio! Essenza Apro le braccia per lasciarmi trafiggere da un raggio di sole. | Dicembre Non lasciare che i miei occhi inseguano la tua clandestina ombra, dal movimento ondoso della tua rubina chioma in questa lunga notte di luna dicembrina. Respiro il gelo della tua indifferenza, raggruma il sangue, la mente e la pietà dello sprovveduto gioco dello scacco estremo. Tace l’albero dell’eterno sogno incompiuto non stilla la goccia della sopravvivenza assoluta, ma geme l’urlo del solitario implume notturno. Distaccato dall’effimera esistenza, raccolgo la mia anima nello scrigno dell’indifferenza, e assopito al cippo della saggezza, attendo l’alba.Ottobre In costa al monte viene la notte. Ancor seduto sul sasso antico aspetto la quiete. La luce spegne oramai ogni vaga speranza, un ignoto scenario si apre alla vista dei miei occhi. Dense nebbie salgono dalle valli, come silenziosi fantasmi che ritornano. Non basta la luna a rischiarar questo mondo incerto, pennacchi di vapori nascondono il suo volto materno. Respiro il buio di questo silenzioso momento di nullità. Aliseo Non riconosci quel venticello che di notte ti tiene compagnia, quando le ultime ombre sono restie ad abbandonarti ai tuoi sogni di dolce fanciulla, e, con la mia musica, come una ninna nanna antica ti addormenti fra le bianche vele della tua nave, che ti porta lontano, lontano verso paradisi perduti, e sogni irrealizzati. E quando lievemente ti risvegli, ti guardi stupita allo specchio, il tuo viso candido come luna di primavera, i tuoi occhi lucidi come il mare, ti sorridono. Allora rammenti, corri alla finestra, e col tuo sguardo curioso, mi cerchi, ma non ci sono più. A consolar le notti di altre anime in pena son volato ma, questa sera. ritornerò |