Notte Parlo ai miei pensieri Mi chiedono di ieri Di ricordi veri Fantasie Raccontano bugie Rapite dal passato, lontano Le invento e non è strano Trovarsi nude, senza pudore Cospargersi di un olio senza sapore Che racconti una cosa Spaventosa Io sono la sua sposa E vestita di biancore Pura Mi specchio nella Luna Riflessa nel mare La guardo per ore E mi lascio guardare Da angeli neri Mi chiedono di ieri E io non penso che a domani Ma i miei sforzi sono vani Diversi i nostri piani Lo è la nostra vita La mia ancora non è finita Sfinita, tradita Dall'attesa ferita Mi bagno In quel putrido stagno Mare di ricordi Illusione, fermi ai bordi Sordi Chiudo gli occhi Batte il cuore Per acque gelide un tremore Scuote gli arti E da tutte le parti Giunge un'onda Che il corpo sfonda Ne escono pensieri Mi chiedono di ieri Non sanno più chi eri... Incompresa Vive negli occhi la paura che fa tacere Davanti a mostri disumani, figure del piacere Soffocate le urla e sul muro le ombre Senti la colpa di chi alla violenza soccombe Ascolti le voci che sembran coltelli Contro il nudo petto tanti tagli i tuoi fardelli Nel vicolo buio quel giorno lì in centro Chi passa non ode le ferite che hai dentro Nuda e sola con l'anima spogliata L'orgoglio t'incoraggia: non te la sei cercata Distesa a terra, ciechi all'abuso Passano le ore, nessuno che dia aiuto Non sanno che tra loro camminavi pure tu Insofferente alle richieste, non ne potevi più Ed ora anche per te i graffi dell'umiliazione Chi può comprendere chi negava comprensione?... Dea della luce M'invochi da riva E dove il nulla finiva Sorgeva la mia arte Esistenza condotta a parte Sul buio fondale marino Tra alghe e radici costretta dal destino Delusione infinita sfocia nell'occasione Compiuta la vendetta ritrovo la ragione Smeraldi gli occhi e lacrime in perle Da questa prigione non vedo le stelle E vorrei pregarle, chiede solo ad una Che a pena scontata mi restituisca alla Luna I corvini capelli e la corona di fiori Scarlatte le labbra e veli dai bei colori Ma il cuore è stretto da un mantello nero Da un ricordo pirata tenuto prigioniero E vivo tra sirene leggiadre e conchiglie Illusioni, speranze e mille meraviglie Del mondo ideale mai dimenticato Nell'attesa che un sogno sia risvegliato O il desiderio di un impossibile amore Porti qualcuno a bisbigliare il mio nome Che incerto alla vista di una cascata d'oro Come da leggenda sia condotto al tesoro Sento in me risvegliare la luce Quel bagliore che sul fondo marino riluce Quando m'invochi da riva Dove il nulla un tempo finiva Riemerge adesso la mia arte Agili e melodiche note dalle arpe Mi riporti alla vita tra ninfe ed angeliche muse Realizzo per te un segreto desiderio A risvegliarti sarà un amore eterno e vero A giurarlo sono io, la Dea della Luce. Bianco cielo Distesa sul letto Che guardo il soffitto A cercare, sognare Pensare, troppo normale E nel latteo candore Del mio cielo fa male Ricomincio, parto da zero Da un ricordo nascosto dietro un velo Quanti giorni, pochi, corti Per guardarmi, innamorarti Li vedo scorrere, in quel cielo sbiadire Come la vita, un attimo prima di finire E muoio, ogni attimo che fugge Fuggo anch'io da un pensiero che mi affligge Dalla lotta contro un tempo impostore Per raggiungerti, volare via da quel cielo Algido biancore… Verrà un'altra Verrà un'altra Dopo di me E un'altra ancora Avrà il mio volto Un sorriso come il mio Gli occhi miei E l'amerai Per ciò che d'unico è in lei Ciò che trovasti unico in me E che ancora dopo di lei In altre cercherai. E troverai In una stella che cade Che soffice muore La meteora incandescente della notte Nel pallore del mio viso L'etereo candore Purezza celestiale Di un sogno realizzato A lungo vagheggiato E verrà un'altra Dopo di me E un'altra alba ancora Verrà per te, notte di stelle E tu, solo tra mille aurore Per sempre cercherai Il giusto corpo Che calchi quel tuo stampo L'effigie sgualcita dalla perfezione Che una volta vedesti Adattasti, che fiero amasti Idealizzare in me… | Venere bionda Respiro affannato Fra i veli rossi dimenticato La Venere bionda Del suo nettare il corpo inonda Affonda il colpo maestro Stringe le mani Abbraccia il canestro Vani gli sforzi Per sfuggire al destino Petali di stoffa lungo il cammino Buio sul mondo Sul viale diffondo Una luce sfocata Dalle labbra sospirata Tremula La voce Produce Parole nuove Brucia Sospira Il silenzio In attesa mi distendo E spengo La mia luce…Intenso furore Strano destino, mischia le carte Aspetta la mano giusta, aspetta in disparte Respira in silenzio, c'è buio, sei sola Sorvola la mente e il pensiero imprigiona Sprigiona il lamento, non morder le labbra E allarga lo sguardo ad orizzonti di rabbia Paura e coscienza, all'intenso furore Dedica azioni, non spender parole Non leggere ancora vecchie lettere andate Non guardare di nuovo le foto scattate Odia e sii forte, all'amor non ceder mai Chi ha bisogno di te, lo capirà e vedrai Sarà proprio allora che ritornerai… Il mestiere più duro… Restare delusa dal fragile impatto Col mondo che scopro esser freddo e distratto È il colpo più duro di questo mestiere Ma è il solo che comprendo così bene E sciolgo catene dai cuori dei morti Ritornano vivi quegli occhi distorti Sbadigliano al vento e aprono le braccia E la gioia immensa è un sorriso sulla faccia. E raccolgo le storie che mi passano accanto, Fiori appassiti dal disincanto, E ascolto i dolori, i pensieri, gli affanni Di anime afflitte da menzogne, da inganni Stanche di esistere al solo pensiero Che l’alba domani non giunga davvero Dentro cubi di fango, di cemento e di sabbia Ad odiarsi e guardarsi, carichi di rabbia Ed io invece, nella stanza dalle pareti di latte Io guardo il mondo e aspetto la notte La mente affollata dalle storie di sempre A cogliere negli occhi di un passante indifferente Il pensiero rarefatto dal colore un po’ sbiadito E rubargli la parola per crearne un mondo infinito. È la storia del mestiere più duro Del poeta che ha aperto gli occhi e sfondato il muro… Berlino Effimero il viale Del denaro, degli allori Ho trovato affanni Non tesori Tra le vie del mondo (Che a girarlo Non sembra più tondo) E lo perdo E lo ritrovo Caduco e limitato Precario e trasandato. Ma se varchi la linea Accetti la sfida Di viver lo stesso L'esperienza dell'eccesso E scende una lacrima Per chi non c'è più A varcare quel confine Oggi ci sei tu E la linea è la stessa Da entrambe le parti Se ti senti diversa È perché sai ch'è passato Non puoi soffrire del male Di tutto quello che è stato È facile il rimorso Per la Storia che ti ha scosso E sentirti impotente Ti tormenta, ti stende Odi il denaro, ogni tipo di agio Odi il benessere Che ti ha portato in viaggio Ascolti il silenzio, ora li senti Sono i passi della stessa gente Li vedi camminare al muro rasenti Su rudi marciapiedi Alla strada indifferenti Terra nuda, polverosa Vuoto il paesaggio, brullo e pietroso Poi ti accorgi che la vita È rinata senza te Ti senti ancor più inutile E stavolta sai perché: Ti tormenta una colpa trascurata, Se fossero vent'anni fa Ti saresti trovata dalla parte sbagliata… Angelo biondo Cascata di stelle su un angelo biondo Pioggia dorata e il silenzio rimbomba Canto soave in quell'eden segreto Notte tra i rami e il cespuglio indiscreto Lunghi i boccoli ambrati copron di veli il candore Del corpo latteo bagnato da un denso sapore Due angeli puri sotto la prima rugiada Si sfiorano e osservano, due anime e una strada Voce sublime- ali e corona Avvolge in volo, tra acqua e gelo imprigiona Lucciole e fate, profumo delicato Orchidee, gigli e vaniglia Sulle labbra di un amore liberato Tra flussi di ambrosia e rose vermiglie Sacro l'amore, vergine, impalpabile Profana bellezza di un sogno inviolabile Effimero bagliore, due soffi vitali in uno Sensuale visione nel cuor custodita Angeli biondi e nudi stretti sotto la luna Favola e sogno di una notte lunga una vita… |