Poesie di Annie


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Notte
Parlo ai miei pensieri
Mi chiedono di ieri
Di ricordi veri
Fantasie
Raccontano bugie
Rapite dal passato, lontano
Le invento e non è strano
Trovarsi nude, senza pudore
Cospargersi di un olio senza sapore
Che racconti una cosa
Spaventosa
Io sono la sua sposa
E vestita di biancore
Pura
Mi specchio nella Luna
Riflessa nel mare
La guardo per ore
E mi lascio guardare
Da angeli neri
Mi chiedono di ieri
E io non penso che a domani
Ma i miei sforzi sono vani
Diversi i nostri piani
Lo è la nostra vita
La mia ancora non è finita
Sfinita, tradita
Dall'attesa ferita
Mi bagno
In quel putrido stagno
Mare di ricordi
Illusione, fermi ai bordi
Sordi
Chiudo gli occhi
Batte il cuore
Per acque gelide un tremore
Scuote gli arti
E da tutte le parti
Giunge un'onda
Che il corpo sfonda
Ne escono pensieri
Mi chiedono di ieri
Non sanno più chi eri...  

Incompresa
Vive negli occhi la paura che fa tacere
Davanti a mostri disumani, figure del piacere
Soffocate le urla e sul muro le ombre
Senti la colpa di chi alla violenza soccombe

Ascolti le voci che sembran coltelli
Contro il nudo petto tanti tagli i tuoi fardelli
Nel vicolo buio quel giorno lì in centro
Chi passa non ode le ferite che hai dentro

Nuda e sola con l'anima spogliata
L'orgoglio t'incoraggia: non te la sei cercata
Distesa a terra, ciechi all'abuso
Passano le ore, nessuno che dia aiuto

Non sanno che tra loro camminavi pure tu
Insofferente alle richieste, non ne potevi più
Ed ora anche per te i graffi dell'umiliazione
Chi può comprendere chi negava comprensione?...  

Dea della luce
M'invochi da riva
E dove il nulla finiva
Sorgeva la mia arte
Esistenza condotta a parte
Sul buio fondale marino
Tra alghe e radici costretta dal destino
Delusione infinita sfocia nell'occasione
Compiuta la vendetta ritrovo la ragione
Smeraldi gli occhi e lacrime in perle
Da questa prigione non vedo le stelle
E vorrei pregarle, chiede solo ad una
Che a pena scontata mi restituisca alla Luna
I corvini capelli e la corona di fiori
Scarlatte le labbra e veli dai bei colori
Ma il cuore è stretto da un mantello nero
Da un ricordo pirata tenuto prigioniero
E vivo tra sirene leggiadre e conchiglie
Illusioni, speranze e mille meraviglie
Del mondo ideale mai dimenticato
Nell'attesa che un sogno sia risvegliato
O il desiderio di un impossibile amore
Porti qualcuno a bisbigliare il mio nome
Che incerto alla vista di una cascata d'oro
Come da leggenda sia condotto al tesoro
Sento in me risvegliare la luce
Quel bagliore che sul fondo marino riluce
Quando m'invochi da riva
Dove il nulla un tempo finiva
Riemerge adesso la mia arte
Agili e melodiche note dalle arpe

Mi riporti alla vita tra ninfe ed angeliche muse
Realizzo per te un segreto desiderio
A risvegliarti sarà un amore eterno e vero
A giurarlo sono io, la Dea della Luce.   

Bianco cielo
Distesa sul letto
Che guardo il soffitto
A cercare, sognare
Pensare, troppo normale
E nel latteo candore
Del mio cielo fa male
Ricomincio, parto da zero
Da un ricordo nascosto dietro un velo
Quanti giorni, pochi, corti
Per guardarmi, innamorarti
Li vedo scorrere, in quel cielo sbiadire
Come la vita, un attimo prima di finire
E muoio, ogni attimo che fugge
Fuggo anch'io da un pensiero che mi affligge
Dalla lotta contro un tempo impostore
Per raggiungerti, volare via da quel cielo
Algido biancore…  

Verrà un'altra
Verrà un'altra
Dopo di me
E un'altra ancora
Avrà il mio volto
Un sorriso come il mio
Gli occhi miei
E l'amerai
Per ciò che d'unico è in lei
Ciò che trovasti unico in me
E che ancora dopo di lei
In altre cercherai.

E troverai
In una stella che cade
Che soffice muore
La meteora incandescente della notte
Nel pallore del mio viso
L'etereo candore
Purezza celestiale
Di un sogno realizzato
A lungo vagheggiato

E verrà un'altra
Dopo di me
E un'altra alba ancora
Verrà per te, notte di stelle
E tu, solo tra mille aurore
Per sempre cercherai
Il giusto corpo
Che calchi quel tuo stampo
L'effigie sgualcita dalla perfezione
Che una volta vedesti
Adattasti, che fiero amasti
Idealizzare in me…

Venere bionda
Respiro affannato
Fra i veli rossi dimenticato
La Venere bionda
Del suo nettare il corpo inonda
Affonda
il colpo maestro
Stringe le mani
Abbraccia il canestro
Vani gli sforzi
Per sfuggire al destino
Petali di stoffa lungo il cammino
Buio sul mondo
Sul viale diffondo
Una luce sfocata
Dalle labbra sospirata
Tremula
La voce
Produce
Parole nuove
Brucia
Sospira
Il silenzio
In attesa mi distendo
E spengo
La mia luce…

Intenso furore
Strano destino, mischia le carte
Aspetta la mano giusta, aspetta in disparte
Respira in silenzio, c'è buio, sei sola
Sorvola la mente e il pensiero imprigiona
Sprigiona il lamento, non morder le labbra
E allarga lo sguardo ad orizzonti di rabbia
Paura e coscienza, all'intenso furore
Dedica azioni, non spender parole
Non leggere ancora vecchie lettere andate
Non guardare di nuovo le foto scattate
Odia e sii forte, all'amor non ceder mai
Chi ha bisogno di te, lo capirà e vedrai
Sarà proprio allora che ritornerai…

Il mestiere più duro…
Restare delusa dal fragile impatto
Col mondo che scopro esser freddo e distratto
È il colpo più duro di questo mestiere
Ma è il solo che comprendo così bene
E sciolgo catene dai cuori dei morti
Ritornano vivi quegli occhi distorti
Sbadigliano al vento e aprono le braccia
E la gioia immensa è un sorriso sulla faccia.
E raccolgo le storie che mi passano accanto,
Fiori appassiti dal disincanto,
E ascolto i dolori, i pensieri, gli affanni
Di anime afflitte da menzogne, da inganni
Stanche di esistere al solo pensiero
Che l’alba domani non giunga davvero
Dentro cubi di fango, di cemento e di sabbia
Ad odiarsi e guardarsi, carichi di rabbia
Ed io invece, nella stanza dalle pareti di latte
Io guardo il mondo e aspetto la notte
La mente affollata dalle storie di sempre
A cogliere negli occhi di un passante indifferente
Il pensiero rarefatto dal colore un po’ sbiadito
E rubargli la parola per crearne un mondo infinito.
È la storia del mestiere più duro
Del poeta che ha aperto gli occhi e sfondato il muro…

Berlino
Effimero il viale
Del denaro, degli allori
Ho trovato affanni
Non tesori
Tra le vie del mondo
(Che a girarlo
Non sembra più tondo)
E lo perdo
E lo ritrovo
Caduco e limitato
Precario e trasandato.

Ma se varchi la linea
Accetti la sfida
Di viver lo stesso
L'esperienza dell'eccesso
E scende una lacrima
Per chi non c'è più
A varcare quel confine
Oggi ci sei tu
E la linea è la stessa
Da entrambe le parti
Se ti senti diversa
È perché sai ch'è passato
Non puoi soffrire del male
Di tutto quello che è stato

È facile il rimorso
Per la Storia che ti ha scosso
E sentirti impotente
Ti tormenta, ti stende
Odi il denaro, ogni tipo di agio
Odi il benessere
Che ti ha portato in viaggio

Ascolti il silenzio, ora li senti
Sono i passi della stessa gente
Li vedi camminare al muro rasenti
Su rudi marciapiedi
Alla strada indifferenti
Terra nuda, polverosa
Vuoto il paesaggio, brullo e pietroso

Poi ti accorgi che la vita
È rinata senza te
Ti senti ancor più inutile
E stavolta sai perché:
Ti tormenta una colpa trascurata,
Se fossero vent'anni fa
Ti saresti trovata
dalla parte sbagliata…

Angelo biondo
Cascata di stelle su un angelo biondo
Pioggia dorata e il silenzio rimbomba
Canto soave in quell'eden segreto
Notte tra i rami e il cespuglio indiscreto

Lunghi i boccoli ambrati copron di veli il candore
Del corpo latteo bagnato da un denso sapore
Due angeli puri sotto la prima rugiada
Si sfiorano e osservano, due anime e una strada
Voce sublime- ali e corona
Avvolge in volo, tra acqua e gelo imprigiona

Lucciole e fate, profumo delicato
Orchidee, gigli e vaniglia
Sulle labbra di un amore liberato
Tra flussi di ambrosia e rose vermiglie
Sacro l'amore, vergine, impalpabile
Profana bellezza di un sogno inviolabile

Effimero bagliore, due soffi vitali in uno
Sensuale visione nel cuor custodita
Angeli biondi e nudi stretti sotto la luna
Favola e sogno di una notte lunga una vita…


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