Poesie di Ax Artico


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Ax Artico è una quarantenne entità (maschile) polimorfa alla costante ricerca di un metodo per resistere alla pressione idraulica del suo subconscio.
Blog di pensieri vari: http://blog.axartico.it



Autoritratto. Ax Artico in uno dei suoi migliori momenti di resistenza.

Leggi i racconti di Ax Artico

ovatta
In un cestino colmo di batuffoli di cotone ho adagiato un pensierino.
E’ così delicato che posso appoggiarlo solo lì.
Te lo regalo.
Portalo dove vuoi, ma fai con cura quando verrai a prenderlo.
Non svegliare la farfalla che ci dorme dentro.
Il suo batter d’ali potrebbe mutarne la forma.
Certi pensieri sono più sottili di un soffio e le farfalle non lo sanno.

Stipulamorosa.
Prova a capire.
Impegnati a fondo
nel tentativo di decifrare il carattere
di questi bizzarri geroglifici sentimentali.

Spremi la tua meninge fino all'ultima goccia
e poggia il bicchiere colmo del succo
sul tavolo di questa ignobile ma delicata trattativa:
eccovi un drink mie care fornitrici d'amore!

Concentrati.
Fai il tuo conto, fallo bene
e fa che torni,
ma se insiste lascia pure che vada.
Un conto coatto è inopportuno.
Se si allontanerà,
non dovrai versare anticipi ne caparre,
potrai limitarti alle lacrime di disperazione.

Pensaci bene prima di firmare.
Un accordo amorevole non è un crampo.
Se ora vorrai contrarre,
di certo poi potrai rescindere.
Ma attento che contratto non sia il muscolo cardiaco.

Ciò che tocca il cuore alle volte può essere infarto.

Informaticose.
Spegni e riaccendi.
Colpa della cpu,
colpa del virus,
colpa del floppy.
Anomalia della rete.
Disco fisso, rigido ed ottuso.
Scheda madre degenere.
Arteriosclerotica RAM.
Sconnesso hub,
sconnesso router,
sconnesso switch ?
Sconnesso a chi ?
Concentratore distratto.
Colpa del mouse incontinente,
sul suo tappetino bagnato e olezzante.
Firewall ignifugo, scrostato
ed abusivamente edificato.
Sistema poco operativo,
processore infrequente,
programma bacato,
programmatore errante,
consulente inconsueto,
navigatore privo di bussola,
irriguardoso esploratore,
applicazione scadente,
servente senza pezzo,
client senza server.
Responsabilità di chi alimenta tensioni elettriche.
Prolunga accorciata,
cavo convesso e concavo.
Ciabatta di spine accentratrice e puzzona.
Presa sfuggita
alle connivenze del collegamento.
Impronta digitale del tasto,
in combutta con la gang della tastiera,
complice di un monitor travisato.
Lettore dvd periferico,
cd-rom nomade,
porta aperta,
ingresso seriale,
entrata parallela,
uscita usb !
Uessechi?
Finestra aperta?!
Col freddo che fa?!
Spegni e riaccendi.
Vedrai, ripartirà.

Transizioni umorali.
Ho fatto montare una scala interna,
dal basso delle depressioni mi conduce,
più comodamente, all’abbaino delle evasioni.

L’ho fatta piazzare un po’ di fretta è provvisoria, traballante
e la vertigine degli scalini senza parapetto
comporta qualche crisi d’ansia nella risalita.


La sera porto i miei stati d’animo in agitazione a pasturare tra le tegole
come pollastri nell’aia.
Sul tetto mi accovaccio ed aspetto,
a fianco del camino,
che la luce dell’alba mi rischiarisca le idee.

Grani.
Non è farina del tuo sacco,
"pensatore celiaco".

La tua faccia rossa e gonfia,
al critico salutista,
fa venire in mente solo l'allergia.

Per lui, il frumento del tuo raccolto,
non può macinare pensieri gentili.

Pungi?
Godevi a piantare pungiglioni,
sfiancatrice a pagamento,
nel culo rilassato e morbido di chi ronzava
intorno al tuo alveare di lusso.

Adesso raccontami l’ultimo amplesso,
Vespona stecchita sul marciapiede,
sbattuta dal parabrezza di un’utilitaria.

Spiegami,
di questa cosa chiamata umanità,
di cui fa parte anche chi si sente diverso,
di cui fa parte anche quello con cui non abbiamo niente da spartire.


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