Poesie di Marco Barberis


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Ma quando tocca a me
(canzone scostumata)

Ho incontrato una femmina splendida
troppo bella per me
E gli amici invidiosi mi dicono :
“Non la dà solo a te”
“pensa mai se sarebbe possibile
una fata così tutta tua...
E il suo tempo per te disponibile
solo quello di una botta e via”....

Ma non sanno che a volte è più candida
una storia di sesso soltanto
ci vediamo nel suo appartamento
come ricci scopiamo ogni tanto.
Forse è vero che è un poco ninfomane
ma che male farà mai
Se riesce ogni volta a dividersi
fra così tanti uomini poi.

A voi che preferite la castità
di un rapporto che dà l'asfissia
Ritrovandovi tutte le sere là
dentro a un letto senza fantasia
E magari scoprite che poi
lei vi tradisce col primo di noi
che la fa riscoprire puttana
e la ruota gira........

Ma quando tocca a me
mi sento insostituibile
ma quando tocca a me
mi fa sentire l'unico che c'è.

Ma quando tocca a me
in questa multiproprietà
Sarà quel che sarà
Chi se ne frega della fedeltà.

Ma quando tocca a me
mi fa sentire un vero macho
e non mi importa se
mi chiama Luca ed io
sono Renato.

-tratta dal cd : Canzonciniche di Marco Barberis

Cuore Riarso
Colleziono rimpianti
li ripongo a uno a uno
perché penso al passato
ma devo fare spazio
al mio risicato futuro.
Ne ho riempito le stanze
scaffali di idiozie e di sogni
cartelle piene di utopie
amori e fotografie
di fantasmi sorridenti.
Poi aprirò le imposte
farò uscire la mia vita
e come per magia
entrerà aria pulita.
Sono invasivo si
la mia casa sono io
è un ricettacolo ombroso
delle passioni andate
tutte lasciate li
sempiterne, impagliate.
Il veliero posato
sul pianoforte muto
e dietro un mio dipinto
tanto tanto ispirato.
Mi sono separato in mille rivoli
la sorgente rigogliosa
si è dispersa nei fossi
non è servita a irrigare mai
il mio cuore riarso.
Mai seppe chi io fossi.

Vai su me
Vai su me
mantice nero
culla del ventre
mentre mi consumi.
Viaggia
sali sulla mia torre
e grida
pioggia di capelli.
Sei nuda e piena.
Ho tra le mani
il tuo corpo intero
e mi offri ancora
altre strade.
Mi dai e ti prendi
amore.
Mi percorri
e siamo paesaggi
di sudore e di baci
e non finisci mai
di usarmi
Stai su me
angelo nero
tutto mi prendi
e tutto mi respingi.
Ad occhi chiusi.
Fino al mio grido.

Grazia
La trama del mio primo incantamento
quando ti vidi , a spasso in bicicletta
tu seria seria , un fiore in bocca stretto
era già scritta sotto giuramento.

Non so se avessi chiaro il mio destino
ma tu m'affascinavi così tanto
che sulla via tornavo ogni mattino
per vederti passare via un momento.

Eri bella ? Non so ; forse un po' secca
da educanda al ginocchio la tua gonna
tutti i bottoni della camicetta
chiusi a celare un petto ormai di donna..

E da sirena hai fatto tu l'incanto.
Non fu la voce melodiosa o il canto
a trattenermi come mai nessuno.
ma quei bottoni chiusi sul tuo seno

che mi lasciasti aprire ad uno ad uno.

Il foulard rosso
La luce della stanza
diventava tutta rosa
la vedevo dalla strada
tornando tardi a casa.
Lei ancora mi aspettava
lei mi aspettava sveglia
vestita di una nube
tutta azzurra .
Il segnale, un foulard
rosso sull'abatjour
io lo vedevo acceso
dalle persiane schiuse.
Due gradini alla volta
le tre rampe di scale
Il buio oltre la porta....
e il mio giovane amore
che m'assale.
 

Spietato autoritratto
Se avessi la tua mano sulla patta
ed i tuoi occhi glauchi sopra ai miei
poesie a quest'ora più non scriverei
farei poesia con te dolce cerbiatta.

Se nella vita avessi giorni pieni
e non sentissi il tempo scivolarmi
addosso come olio, ne convieni
non perderei il mio tempo a masturbarmi.

Invece resto qui accartocciato
su me come già vecchio un po' demente
uno stantio scrittore decadente
che si diverte a fare il letterato.

Verranno gli amici
Verranno gli amici
stasera
che è fresco
davanti
al buon vino a cantare.
Verranno gli amici
di notte
che l'umido sale
e accende la stufa
di ghisa annerita
Verranno davvero
domani
al primo bagliore di vita
faranno
casino sull'uscio
ad entrare.
Ed io dal mio sonno
di fuori
nel sogno rinchiuso
li lascerò urlare.



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