Poesie di Angela Barnaba


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Vita sospesa
Vita sospesa
tra attimi attesi,
silenziosa,
immobile,
per poi disciogliersi
e volgere
lo sguardo
tra candidi bucaneve
e finalmente
lasciar scorrere
lacrime di ghiaccio
aspre
come sillabe inerti
che invano
tentano
di narrare
il susseguirsi
di frammenti
di cielo,
specchio
di una terra
più oscura.

Persefone  dall'infinito
Persefone
dall'infinito
baratro
scorge
cieli stellati
e sospira.
Fanciulla
di carta
sorregge
a malapena
il dolore
che la sovrasta
e la schiaccia.

Che cos' è la poesia
Che cos'è la poesia
se non
scendere all'inferno,
afferrare il tizzone
che ti brucia
l'anima
e cercare
di gettarlo via,
di tramutarlo
in parole
per alleviare
il dolore
che ti assale,
ti tramortisce
e ti annienta?

Gioiosa Nausicaa
Non la tetra e mesta
Penelope
che disfa e ricompone
senza tregua
la sua noiosa tela,
ma la giocosa Nausicaa
che guarda il mondo
ancor con meraviglia.

Medito rifugi
Medito rifugi,
ripari sperduti,
spazi inesplorati,
metamorfosi spaurite,
incanti.

Come un saltimbanco
Come un saltimbanco
allo spezzarsi della fune,
quando le Parche
taglieranno il filo
morirò,
con il sorriso
sulle labbra.

Sposa di Lot
Spesso di sale
il capo avvolto
chino,
sposa di Lot,
impassibile
e impietrita.
Tra nugoli
di cenere
immobili
lacrime
stanno,
tacciono
e scavano
rivoli
di profonde
trincee.

Sospesi tra infiniti
Sospesi
tra due infiniti,
tendiamo
inutilmente
le braccia
per ottenere
una più lunga
tregua
fin quando
i due opposti
Eterni
si riuniranno
schiacciandoci
per sempre.

Verso la libertà
Un gabbiano
con le ali spalancate
si fa spazio
nel plumbeo cielo.

Avanza lentamente
sospinto dal vento
che ora lo incita,
ora l'ostacola.

Il suo incedere
è obliquo,
ma risoluto
e caparbio.

La nebbia
opaca,
che silenziosa
discende,

l'avvolge
nelle sue spire,
ma non riesce
a fermarlo.

Meriggio bianco
Restano vivi
i giardini di pietra
ove rose e mimose
ghermiscono la noia.

Gocce d'ambra dorata
scorrono sui tronchi,
corolle occhieggiano
nella candida ghiaia.

Tra gli alberi
smarrita
gioco.

Fantastici giochi
Ho aperto
lo scrigno
dei non ricordi.
Sigilli di lacca
sciolti come cera,
piccole scatole
di latta vuote.
Soldatini
di piombo
trascinati
dal fiume
dell'oblio
saltano
impettiti
e mi richiamano
all'ordine.
Soffocante.

Me peregrina
Riempio
i miei passi
di scoppi
d'amaranto,
di linfa nuova,
inestinguibile
e infinita.
Tra la polvere
cerco il perché
del pensiero
e della cenere.

Non importa alla vita
Non importa
alla vita
la vita dell'uomo;
si serve dell'uomo
per sopravvivere
la vita
in un vortice
vacuo e vano
ove l'uomo
è nulla
e la vita
sola
prevale.

Isola
Il volto
incrostato
di salsedine,
vedo
legni
allontanarsi.
Attendo.
Resta
il porto,
quiete,
nel mio animo
una prigione.

Il mio volto gronda inchiostro
Il mio volto
gronda inchiostro
e mi scaraventa
al di là del nulla.
Segnata
ma non vinta,
tagliuzzata
ma non distrutta,
elemosino
sensi,
significati
e raccolgo
edelweiss
sui bianchi
crepacci
del vero.

Blu notte
Respiri affannosi
di un'umanità dolente
gemono inquieti
nella notte blu
e impregnano i muri
di mestizia antica.
Io attendo l'alba
di un giorno nuovo
mentre osservo in estasi
un umile raggio
che filtra a fatica
tra le imposte socchiuse
sospeso nell'aria
tra impalpabile pulviscolo.

Oltre il cielo
Ti sei mai chiesto
che cosa c'è oltre il cielo,
(forse il nulla,
o forse no)
se i nostri sogni
lì diventano realtà?
No, non credo.
Eppure,
dove vanno a finire
le illusioni,
i rari momenti felici?
Forse in una scatola
di vetro colorato
che noi possiamo
solo vedere e ammirare,
ma se proviamo
ad accarezzarla
subito
va in frantumi.
Sì, deve essere proprio così,
ma non ne sono affatto sicura.

Descrizione di un istante
Gabbiani spavaldi
vanno incontro
al tramonto
con ali spalancate;
veloci e allegri
fendono l'aria,
inafferrabili.
Solo uno
galleggia placido
sull'acqua
e osserva attento
il vano, frenetico
e inutile volo.

Vivo in bilico
Vivo in bilico
frantumando
il respiro
per nascondermi
all'oblio
e non lasciarmi
travolgere
dal nulla
che mi assale.
Come l'istante
resto fuori
dal tempo;
mutata è la forma
e arduo è il tentar
di ritrovar
l'essenza
dell'anima
mia.

Candidi soli
Svanisce
la mia vita
lungo i campi
che conducono
a Persefone
e l'inghiottirono
quand'ella
inconsapevole
spargeva
chicchi
di melograno
e fiordalisi;
il candore
rimaneva nell'aria
e l'avvolgeva
di batuffoli.
Bianchi.

Messaggi da un mondo silenzioso
Lontano,
in un giardino nascosto
tremano sull'albero
le foglie scolorite dal tempo
e imprimono nelle vene
pallidi riflessi dorati
di un malinconico
meriggio d'autunno.

Uomini
Pietra focaia
sul selciato,
soldatini di paglia
spazzati dal vento,
fragili involucri
di anime ribelli,
contrasto di essenze,
identità sospese
tra la terra e il cielo.

Come folletti
Schiamazzano
ancora
i miei sogni

come bambini
irrequieti,
non ancora domati.

Come folletti
spuntano
di notte

per poi cadere
esausti
all'apparir
del giorno.

Non esiste il Belmont
No, non esiste il Belmont
di shakespeariana memoria,
bosco incantato,
isola fatata.
Vive il mio oggi,
crogiolo di
assi sgangherate,
sabbie mobili
del mio io
che sprofonda senza scampo
tra urla inascoltate.

Sera
Sprazzi di quiete
ultima e profonda
intervallavano
singulti spezzati.
Contemplai il mare
poi m'immersi
fra mille cavalli
d'argento.

Tra l'erica e il cielo
Il cardo occhieggia
nell'assolata quiete
e il rumore
sbiadito
dei passi
sui viottoli
polverosi
invia echi
di porpora e
smeraldo
che riflettono
sulle rocce
antiche
l'immutata
ansia
d'infinito.

Le nuvole invocano tramonti
Le nuvole
invocano
tramonti
e intanto
lente
si dissolvono
nell'aria lieve,
sulle cime aguzze.

Esili trame
Fili annodati
rammendano stelle
che sospinte
dal vento
volano via.

Persa tra meandri
Persa
tra meandri
ciechi e ordinati
non mi soccorre
Arianna
e arduo
è il tentare
di scalfire
il mostro dell'ovvietà,
del mutismo forzato
per una quiete selvaggia
e apparente
che disgrega
e nega le idee.

Candidi risvegli
Tra le tacite vallate
nell'infinito spaziare
di un bianco raggio,
rarefatto e surreale,
s'imbevono di silenzi
i rami,
che porgono al sole
le tremolanti chiome.

Uomini
Uomini!
Vi ho visto
tutti in fila
nelle vostre case
dalle finestre aperte
i vetri spalancati
le menti vacue
gli occhi
fissi e vuoti
su schermi
fluorescenti
immobili.

Fiori dell'Ade
Asfodeli biancastri
illuminavano la notte
nella nera prateria
ed io,
Cerere vagabonda
al limitar dell'Ade,
ammutolivo
mentre gocce di marmo
cadevano
a fiotti
dai miei occhi
spenti. (e vuoti)

Mestizia
Regna nel cielo
una solitudine
antica,
voli di oboi
sommessi.
Nubi di fango
minacciose
e attonite
cadono stanche.

Sera
E' l'ora del tramonto.
Rimbalza l'eco
tra corolle spente
e bottoni d'oro
di vetusti girasoli.

Gorgo silente
D'un tratto avverto
il limitar delle sponde
e la silente profondità
del gorgo.
Intanto
in alto
lente
danzano
le stelle.

Non senti come urla il mare
Non senti come urla il mare
sulle bianche ossa sparse
e il lieve mormorio
di quell'arco di cartapesta,
non ti giunge sommesso
il sospiro del carcerato
e il flebile lamento
di chi il suo corpo ha venduto?
Non ascolti l'eco
di quel canto disperato?
Non puoi sentire
perché sei morto,
hai pieno il capo
di discorsi e di bandiere,
di promesse e di odi
e l'asfalto e il neon
ti hanno reso
un cadavere che mangia e ruba.
Vattene! Non leggi il terrore
negli occhi del tramonto,
dell'acqua e delle foreste?
Nessun uomo ha paura.
Sono tutti fantasmi.

Fuligginoso deserto
Sprazzi di luce
sulla riva dorata,
preannuncio beffardo
di un fuligginoso deserto.

False icone di idoli
travolti da un'insensatezza
ottusa
e senza limiti,
spergiuri
in un oceano
di mistiche messe in scena.

Colossali facsimili
di vera interiorità,
simboli fatui,
prototipi del nulla,
estetico intreccio
scambiato per corona.

Afferrerò il vento
Afferrerò il vento
e lo costringerò a volare
sui diafani pendii
di una roccia
opaca e scolorita,
lo farò soffiare
sugli spruzzi argentati
di un'accecante
bianca fontana;
mi aggrapperò alle sue ali
eteree e impalpabili
ed io, osserverò dall'alto
un mondo
inafferrabile,
seppur meraviglioso.

Tacite nuvole
Timide le nuvole si ascondono,
fanno capolino talvolta,
per darsi coraggio si radunano,
si rincorrono liete
giocando a nascondino;
come nastri argentati
dipingono fantasmagorici
disegni nel cielo,
ma più spesso
piangono
fittamente,
silenziosamente.

Come un' antica giostra
Come un'antica giostra
dai colori ormai spenti,
viti corrose e logore,
figure ancora
in moto
per librarsi
lontano
in un'altalena
di sorrisi,
di visini in estasi,
aggrappati.
Io sono.

Sogno antico
Remore fragili a un sogno antico,
ore infinite d'estasi bianca,
solco profondo
nell'umano pensiero,
per un amaro ritorno
all'Eterno.
Resti di corpo
dilaniato e spento
in un vortice sacro
di vano dolor,
ostentano
tracce di sangue
sulla candida neve.

Piove
Lento scende dal cielo
un baluginar di sassi
e uno scolorir di luci.

Carta crespa che mormora
Le chiome degli alberi
si cullano dolcemente,
s'inchinano con sussiego
in un intrico
di foglie e di rami
e prontamente
tornano verso il cielo.
Carta crespa
che mormora
un crepitio
lieto e vivace,
sussurrato appena.
Poi il silenzio. Immobile.

Voglio uscire dalla fila
Voglio uscire dalla
fila
per non sentire più
il fragore asfissiante
dei passi;
voglio uscire dalla
fila
per riuscire a pensare;
voglio uscire dalla
fila
per ascoltarmi parlare
e forse gridare -
i miei silenzi.

Vita
Un salto nel vento
per custodire
l'attesa
e divorarla
e dipanare attimi
che sfuggenti
volano via.

Noi siamo
Noi siamo niente
il niente non esiste
noi siamo una nullità
però viviamo ed amiamo.

Gente
Ali leggere,
sembianze di fate,
incomunicabili
frastuoni
che rimbombano
nel mio animo
fino a rigarlo
con lacrime
a dirotto.

Irrealtà
Dormire nella notte dei tempi,
risvegliarsi in una bolla di sapone,
specchiarsi in un vetro colorato,
vivere in un 30 Febbraio,
morire dopo una vita da fantasma.

Voli pindarici
Voli pindarici
tra le nuvole in fiore.

Garruli smarriti
appena giunti
in un mistero
lungi da carpire.

La vita:incommensurabile segreto,
spazio infinito
ove il saccente pensiero
non arriva
se essa svanisce-
così com'era giunta-
nel nulla eterno
e più non torna
candida e spoglia
a formular domande.

Non mi rassegno a contemplar l'ombre
Non mi rassegno
a rimanere immobile
incatenata e felice
come un ebete di Platone
a contemplar l'ombre.

Ed anche se la luce
ferirà i miei occhi,
voglio uscire dalle tenebre
e respirare.

La mia parola
La mia parola
stravolta, spezzata,
sogna,
sogna e dipinge
ricami sbiaditi,
orpelli di un mondo
non ancora trascorso;
dipinge soltanto
ricami irreali,
ideali spariti,
appena vagheggiati,
ma tra
la nebbia opaca
del mio smarrimento
resiste ed è viva
e mi accompagna,
sola.


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