Poesie di Cristiano Berni


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"Paesaggio di Primavera"
Campane suonano a lutto
una morte nel paese confonde tutto,
è arido il giorno solingo e sincero,
sorvola la pianura lo Sparviero;
contesto d'un paesaggio desolato
il Maggio di chimere è già arrivato.
I sogni dell'Inverno son passati
tra la neve e lungo viali alberati.
Poeti han già descritto la natura
selvaggia, chiassosa e matura.
Ora nasce l'universo Primavera,
sorride è vicina la sera.
Salubre è il fruscio di spighe di grano
un suono ancestrale arriva lontano.
Il profilo del monte carezza le nubi
che oscurano i cieli rendendoli cupi,
lungo orizzonti cammina il tramonto
e chiasmi poetici bagnano il mondo.
Si nasconde il crepuscolo solo e vermiglio
tra poco salirà in cima al suo giaciglio
e pace tutt'intorno s'è creata,
atmosfera sognante e beata.
Così l'azzurro d'un cielo largo e sconfinato
si smorza cadendo sul confine d'un prato
e sull'erba imperlata di rugiada leggera
s'appoggia lieve e sincera la sera.

"Il fingitore"
Eccolo!
L'acrobata della parola.
Eccolo!
Il menestrello saccente.
Eccolo!
Il cantastorie in rovina.
Il fingitore
elargisce emozioni alla gente
ma si sa che non sa niente.
Il fingitore
si crede un buon maestro,
orgoglioso saccente e vanesio.
Il fingitore
sproloquia a iosa contento
e butta fiumi d'inchiostro sui fogli.
Eccolo!
Il brigante lupo della steppa
con l'anima a metà disfatta.
Eccolo!
Dal sacro fuoco dell'arte intriso,
dal volto canuto e dal triste viso..
Eccolo!
L'angelo con la spada vivo
che sembra caduto dal Paradiso.
Il fingitore
è solo un guitto danzante
che non ti può insegnar niente.
Il fingitore,
pover'uomo cadente
come salice piangente.
Il fingitore,
poeta e fine dicitore,
per favore, lasciamolo stare.


POST SCRIPTUM
In fondo però è un brav'uomo
e chissà che in un prossimo futuro
noi riusciremo a capirne il messaggio
e forse, chissà, lo definiremo saggio.

8/11/2016

"Sangue del mio sangue"
Sangue del mio sangue.
Ti amo.
Vita nella mia vita,
presenza nella mia assenza.
Oh gigante buono,
ora inciampi nella
fragilità dell'esistenza.
Ora esisti in una
dimensione nuova.
Ti bacio la fronte Padre,
affinchè io possa
trasmetterti il mio amore,
affinchè tu possa
riposare sereno.
Sangue del mio sangue.
T'imploro.
Non lasciarmi nel buio
di questa vita
e donami per sempre
la luce della speranza.
Padre, infinito splendore,
vedetta della sera,
aiutami a capire,
aiutami a sentire di più.
Sangue del mio sangue.
T'abbraccio.
In questa infinita notte
una nuova alba arriverà
e lenirà
il dolore che spacca il cuore.
Padre mio.
Saggezza e pensiero,
forza e orgoglio.
Tanto t'assomiglio
e tanto mi discosto da te.
E così,
sangue del mio sangue
non ci sarà mai un addio
perchè la tua anima
vivrà nel Paradiso
e sarai come un Angelo
vicino a Dio.

13/08/2017

"La creatura dell'artista"
Aleggia nell'aria
la creatura dell'artista.
Ombreggia nella mente,
invisibile alla vista.
Risiede nel cuore
un tremolante furore,
esiste nel grembo
d'un essere saggio
e nasce all'improvviso
la creatura dell'artista.
Con travaglio interiore,
furtiva e malvista.
Vivrà poi di vita propria,
avrà una sua storia.
Diverrà "maggiorenne" nel Sole
a dispetto del suo meraviglioso creatore.

4/10/2016

"Ballata delle fronde spezzate"
Nell'anima una raffica di vento
spezza i fragili rami
del purpureo cuore tormento.
Il Sole che adesso brami
nel cielo brilla lontano
e ascolta i tuoi richiami.
Sarai ancora a fendere
le nuvole con la mano
senza più nulla chiedere?
Oh musa ispiratrice!
Ti chiamo piano
e vorrei esser più felice!
Ma ora è il tempo
delle fronde spezzate,
un lampo in un momento.
Momento di poesia
che vive nel mio cuore
e vivida e rossa fantasia.
Come un salice piangente
son chino su me stesso
e l'anima dolente.
Un richiamo triste
dalle onde del mare,
come nenia celeste.
Azzurra sirena che canta,
vorrei parlarti ora,
ma un demone danza.
Demone tristezza, demone amarezza,
il diurno Spleen
di un rosso fuoco d'ebbrezza.
Ed un richiamo di gioia
e di speme un rivolo
per combatter la noia.
Un balenare di spade
nella battaglia del cuor
e attendo la notte che cade.
Ora son però spezzate
le fronde dell'anima,
di speranza rinate.
Ed il fiume che tracima
potente dal suo argine
e una solitaria rima.
L'essenza del mio essere
ed il volo degli uccelli
e forza di resistere.
L'ombra che onnubila
la gioia ed il piacere
ora vive candida.
Il mio volto ed il sorriso
sono aneliti lontani
che ricerco in Paradiso.
Ma nel calmo cielo
pomeridiano, brilla forte
una speranza ornata da un velo.
E la lotta continuerà,
un colpo al cuore,
finché la notte scenderà.

4/05/2016



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