Poesie di Federica Cavalera


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L'acido che corrode i volti.
Istinti primordiali
riecheggiano
nei pensieri di quelli
a cui di umano rimane
solo la sembianza.

Il loro onore violato
da giovani donne
che si ribellano
al martirio che subiscono.

Deboli omini
a cui rimane
un vigliacco modo di sentirsi forti,
deturpare i volti
di chi urlano di amare.

L'argenteo mare sbatte sulla scogliera
al calar della sera
levigando perfettamente i sassi immersi in acqua.

Le luci dei lampioni si accendono
illuminando le tenebre
che avanzano.

La pioggia inizia a cadere lieve,
le gocce come sottili fili dal cielo
bagnano le radure intorno.

Ed io solo la spettatrice
del miracolo che è la natura.

Il miracolo della natura
L'argenteo mare sbatte sulla scogliera
al calar della sera
levigando perfettamente i sassi immersi in acqua.

Le luci dei lampioni si accendono
illuminando le tenebre
che avanzano.

La pioggia inizia a cadere lieve,
le gocce come sottili fili dal cielo
bagnano le radure intorno.

Ed io solo la spettatrice
del miracolo che è la natura.

Momenti di solitudine
Il sole viene inghiottito dal mare
mentre assorta avvolta da una coperta
siedo sulla sabbia.

Questo acquerello dinanzi ai miei occhi
fa emergere lo smarrimento che regna
nel cuore.

Proprio come le orme nella sabbia che si allontanano da me
così l'amore appena finito,
quando non trova ragion d'esistere.

Tutto intorno il nulla regna sovrano
la pineta alle mie spalle
emana un'odore intenso che pervade i miei sensi.

Il ricordo di quello che è stato si affievolisce
il dolore lascia spazio al vuoto
il vuoto ti assorbe nell'abisso più profondo.

Stato d'animo
Vomito, nausea, senso di malessere
ti attanaglia fin dentro le ossa
urla disumane di quando si rinfaccia tutto quello per cui si è lottato
tutto quello che si è costruito
perchè si parla e non ci si capisce
tutti hanno ragione e nessuno ha torto
quando già in due è difficile immagina in quattro
e ti vedi la vita passare davanti
trent'anni arrivati in cui ancora niente è definito
tutto avvolto da una nebbia che non cala
e solo voglia di silenzio
dove il caldo di un camino ti avvolge
dove d'un tratto torni bambino
indifeso e senza più forze
ti abbandoni su quella vecchia poltrona
che tante lacrime ha visto
quando tutto sembrava un tunnel senza uscita.

La nebbia nell'animo
La vita è simile a un sentiero costeggiato da alberi
dove non si vede la fine perchè la nebbia lo avvolge
Lo percorri non sapendo dove ti porta
a volte gli alberi li vedi che d'un tratto fioriscono
colorandosi di rosa antico
segno dell'infatuazione che regna nell'animo.
A volte durante il cammino
diventano secchi senza foglie e fiori
segno del lutto nel cuore.
Ma nè una nè l'altra condizione è la realtà.
La realtà è neutralità, nè bella nè brutta
nè cattiva nè buona,
è la concezione della realtà che cambia
la nostra visione del mondo.

Una storia come tante.
Rumore metallico
nella stiva del barcone
stipato d'occhi scuri
come la profondità del mare
che inghiotte i loro sogni.

Poche miglia li separa dalla costa
ma nella pece della notte
senza nessuno che li soccorra
la morte li prende.

Vuote parole di pietà
riempiono le prime pagine
ormai cliche lo scaricabarile di chi conta.

Solo un cimitero sott'acqua
dove i senza storia
dove i senza nome
smettono d'essere uomini.

Il vecchio e il faro
Arroccato sull'isola selvaggia
il piccolo faro viene avvolto
in una spirale di vento .

Con andamento ritmico
le onde sbattono sulla scogliera
mentre gabbiani svolazzano a pelo d'acqua
scorgendo pesci in superficie,

Nella casupola solitaria
il vecchio dalla sua finestrella
viene rapito da quest'acquerello naturale,
le lacrime iniziano a delineare
le rughe del suo viso
smarrendosi in quell'incanto.

Quello che resta di noi.
Finito lo spettacolo
si spengono le luci sul palcoscenico
la gente s' affretta all'uscita
e il silenzio pervade il teatro.
Rimaniamo io e te
a recitare una brutta copia di un film d'amore,
ma il finale non è lieto.
Viviamo la nostalgia del passato,
presente permeato di ricordi,
vissuto a singhiozzo.
I giorni scorrono sempre uguali,
noi a guardarci come dall'alto
al pensiero dei momenti felici.
E' troppo difficile guardarsi negli occhi
e dirsi che è finita.
Ci lasciamo vivere dalle abitudini
gli impegni si susseguono
e il nostro cuore non suona più
all'unisono della nostra canzone.
Stona come uno strumento
scordato,
accordarlo è complicato
insistendo le corde cedono.
Cedono come il nostro amore
ormai lontano.
Solo un labile tentativo di colmare
distanze ormai insormontabili.

Il natale che vi voglio raccontare.
Luminarie, alberi di Natale, Neve
è quello sognato,
ma il reale
vi voglio raccontare.

Natale dei clochard
buttati sui marciapiedi della stazione
con la bottiglia come compagna
e un po' di biscotti con il latte .
Un posto caldo non lo meritano
hanno scelto questa vita

Natale dei migranti
con il mare in burrasca
s'avventurano verso il Bel paese
che affonda ormai
come i loro barconi.

Natale di madri e padri divorziati
rasentano l'indigenza
per pagare mutui
di case non più loro
mogli, mariti , figli
Finiscono per dormire in macchina.

Natale dei disoccupati
d'improvviso perso il lavoro
alla soglia dei 50 anni
dove lo troveranno più?

Natale dei giovani laureati
che senza lavoro vivacchiano
sulle deboli spalle dei loro padri
fino a quarant'anni
perchè il futuro ce l'hanno rubato.

Natale dei politici
che ancora pieni di ideali andiamo a votare
poveri noi illusi...

Natale dei bambini e bambine
a 14 anni sbattuti sui giornali nudi e senza pudore
perchè ancora ci nascondiamo dietro il dito del tabù.
Società svegliati...

Natale degli anziani, soli, abbandonati, picchiati
buttati in case di riposo
perchè abbiamo troppo da fare per prendercene cura
ma ci arriveremo pure noi lì

Anziani che non riescono ad arrivare a fine mese
che frugano nei cassonetti della spazzatura
alla ricerca di qualcosa che non hanno più,
la dignità.

Natale delle donne violentate, uccise
da ominicchi troppo deboli per affrontare le difficoltà
e si fanno compagni alcool e violenza
per sentirsi forti.

Natale della mia Italia,
povera, stuprata, privata di ogni dignità ,
ridotta nello squallore da persone senza scrupoli,
ripiegata su se stessa
che piange e si dispera.

Amore fortuito
Le prime luci dell'alba
testimoniano il tuo andar via.
Il Sapore di te ancora sul mio corpo,
immagini come flash back
nella mia mente .

L'ennesimo amore
consumato
come una candela
che non ha più ossigeno.

Donna
Delicata come petali di una rosa bianca.
Sensibile agli eventi della vita.
Madre,
donna in carriera,
che grande forza hai dentro donna!
Donna ,
tu così Vulnerabile ,
soggetta ai soprusi.
Donna ,
soggetta ai luoghi comuni.
Donna ,
stuprata,
maltrattata,
privata del piacere ,
punita da arcaiche tradizioni;
donna
costretta a nascondere la propria femminilità,
denudata della propria dignità,
segnata da uomini senza rispetto.
Rialzati Donna,
intorno a te
cambiano le idee.
Donna con pari opportunità,
madre amorevole,
rispettata dal proprio compagno,
tu essere unico e perfetto
vuoi solo essere amata.

Senza certezze.
Un metrometro scandisce il tempo
della nostra giovinezza
oscillando tra l'entusiasmo e la depressione.

Un sogno si affaccia all'orizzonte
che diventa una chimera scontrandosi con la realtà.

La cultura è un utopia
l'intelligenza un optional
in uno stato sociale
dove la raccomandazione la fa da padrona.

Prime piogge
Piove sulla terra arsa dal sole estivo,
l'odore rancido pervade l'olfatto.

Ormai morte sono le cicale che prima frinivano,
gli uccelli si rifugiano sotto le tettoie,
le formiche sono nei loro cunicoli sotterranei pieni di riserve.

Il mare è ormai grigio ,
le spiagge deserte ,
solo qualche peschereccio s'intravede all'orizzonte,
s' appresta a tornare sotto la pioggia sempre più battente.

La natura si prepara lentamente
all'autunno che inizia ad avanzare.

Autunno
Ultimi sprazzi di sole
si intravedono
sulle spiagge deserte
di un autunno alle porte.

Sorpresi da un acquazzone
corriamo verso la pineta

Inebriati dagli odori della macchia,
dolce litania la pioggia,
viviamo l'emozione del nostro amore.

Sensazioni d'inverno
Neve ,Volteggi silenziosa sui tetti
di vecchie baite sperdute tra i monti
dipingendo come acquerelli reali
la natura selvaggia.

Lastre di ghiaccio ricoprono stagni
che celano la vita di piante e pesci
sotto la superficie.

Cervi e stambecchi con passo leggiadro
popolano le lande apparentemente desolate.

Esterrefatta dal paesaggio,
vaga libera la mente mia.

Il caldo annichilisce i sensi
nella notte che avanza silenziosa
alle porte di un autunno che tarda ad affacciarsi
nelle regioni afose del sud.

La campagna brulica
di mani operose che s'affrettano
a radere grappoli d'uva ormai matura
sin dalle prime ore del dì.

Bagnanti solitari
rapiscono gli ultimi sprazzi
di un sole ancora intenso
sdraiati sulla tiepida sabbia.

Solo un acquerello di fine settembre.

E penso a te.
Assorta all'ombra di un acero,
in un meriggio d'autunno,
abbandono la realtà
e penso a te.

Come sole che sfiori
il mio viso con il tuo tepore,
come energia che scorri
nelle mie vene,
come silenzio che mi avvolgi
in un abbraccio,
come coperta che scaldi
le mie membra infreddolite
nelle notti tormentante
in assenza di te.

Melodia soave,
come il cinguettio di un uccello,
sui rami di un albero spoglio,
rallegri il mio cuore
tu protagonista indiscusso,
di ogni mio pensiero.

Sensazioni medio-orientali
Il muezzin intona
strazianti melodie
che riecheggiano dal minareto
dell'imponente moschea
che domina la città.
Sullo sfondo la luna cede il passo
al tenue chiarore dell'alba,
annuncio
del nuovo giorno.

L'anima denudata.
Vago denudata di speranze
percorro strade dissestate e polverose
è sempre innanzi
la pietra dell'inciampo.

La montagna dell'imprevedibile
è ripida nella scalata.

Circondata da lande desolate
con un sole che stenta
a calare all'orizzonte,
cercan riposo
ormai esauste
le membra mie.

La pioggia.
Odore acre
di terra umida penetra
nelle narici.

Tuoni rimbombano
nel cielo grigio.

Una calma surreale
irrompe violenta,
d'incanto
cadi lieve sulle betulle
che costeggiano il viale.

Il tintinnio
si sussegue ipnotico
sulle grondaie.

Le membra mie
cedono il passo
al sonno ristoratore.

Il tempo della mia vita.
Oscillo tra un passato di rimpianti
e un futuro di speranze
dimenticando di vivere l'istante.

La giovinezza scappa dalle mani
mi guardo allo specchio
e vedo la donna che avanza.

Mi accorgo degli istanti
che passano davanti
tempo perduto
alla ricerca di mille perchè.

Una poesia.
Rifugio per noi povere anime
di questa vita alla deriva
rabbia repressa sfogata sul foglio
di carta che troviamo
nelle tasche del vecchio cappotto
indignazione per le vicende
che si susseguono
nel nostro e altrui universo
idee che si susseguono
a volte senza un senso apparente
per chi legge.

Il significato del nostro amore.
Viviamo intensamente
ogni giorno come fosse l'ultimo
questo amore così unico.

Fusione di corpi
avvolti da un fuoco
denso di emozioni.

L'essenza del tuo vivere
incrocia il mio sentiero,
come aratro imprimi un solco
nelle mie membra
avide di te.

In una danza d'anime
ci abbandoniamo
nell'estasi del piacere.

La danza dei sensi.
Dune di sabbia
si susseguono
su una spiaggia
di fine inverno.

Un falò arde in lontananza
odor di pino frammisto a quello di salsedine
inebria i sensi miei.

Impronte di un gabbiano
si susseguono sulla battigia,
una barca arenata alla riva.

Tutt'intorno il silenzio,
solo il fruscio del vento
e il ritmico moto delle onde.

Senza compromessi.
Ci facciamo scorrere la vita avanti
ogni giorno perdendo un po' di noi stessi.
Le situazioni, le opportunità,
ci sono solo se scendi a compromessi;
compromessi nel pensiero,
compromessi nei rapporti umani.
Ma quando il giorno è arrivato al capolinea,
il sole tramonta e torni a casa,
 ti guardi allo specchio la sera,
 levi via quel trucco che ti ha nascosto come una maschera,
specchiandoti vedi solo la brutta copia di te,
insoddisfatta del lavoro
poca passione nello studio
relazioni a rotoli
ed un solo dubbio che ti attanaglia per l'intera nottata
ancora una volta sono sceso a compromessi.....

La Terra si ribella.
Pianeta vivo
ti ribelli all'egoismo umano.
Trema il nostro piccolo mondo a cui tanto siamo aggrappati,
terremoti allontano le zolle galleggianti
dei piccoli borghi che abbiamo conquistato nei secoli.
Palazzine mal edificate crollano alle tue vibrazioni,
paradisi terrestri spazzati via da maremoti.
Anche la romantica spolverata della neve
in un mondo alla deriva causa morti.
Roma sotto la neve,
la laguna ghiacciata
scenari a dir poco apocalittici
tutti i giorni si susseguono.
E pure continuiamo a inquinare,
petrolio, suoni, tecnologia, veleni
continuiamo ad approfittare nonostante i suoi continui sbuffi.
Il pianeta vive,
respira
si scrolla
e noi piccoli esseri insignificanti
abbiamo avuto la pretesa di volerlo domare
di volerlo rinchiudere come una tigre in una gabbia.
Ma ora si ribella,
urla,
scalcia ,
reclama la sua natura
rivuole la sua potenza,
la natura prevarrà sull'uomo,
lo sconfiggerà nel suo intimo,
nelle sue sicurezze,
e solo quando avremo visto il fondo del bicchiere
come ogni volta capiremo che dobbiamo ritornare primitivi,
tornare all'essenziale
forse tornare poveri
per poter riapprezzare le piccole cose che ci circondano.

Il freddo inverno dell'anima mia.
Mi ritrovo ad errare in un sentiero desolato,
senza precisa meta
trascorrono i giorni della vita mia ,
rincorro sogni e speranze future.

Il freddo inverno dello scoraggiamento
entra nelle ossa,
ferma il respiro,
paralizza i muscoli.

L'impotenza di fermare il fato
mi fa sentire un piccolo granello
in balia di venti aridi del deserto.

Il respiro della solitudine.
Arrivi sussurrando antiche leggende,
mentre io assorta in mille pensieri
mi affido a te;
in mezzo alla folla
nelle giornate frenetiche,
mentre lascio cadere il mio astenico corpo
sulla mia vecchia poltrona
e bevo cognac,
in una notte d'inverno
davanti al camino.

Sotto al portico,
nell'afosa serata estiva,
sotto un cielo stellato,
il vento caldo che accarezza
la mia pelle sudata,
all'orizzonte il mare,
immersa tra pini e tamerici
vengo pervasa dal loro odore.

Alleggerisci il cuore e l'anima,
mia cara compagna,
del viaggio
verso l'eterno ritorno.

Sei
Sei l'acqua che sgorga dalla viva roccia
che disseta la bocca mia arsa di te.

Sei il timone di una barca che era alla deriva,
la ragione del mio umano vivere,
lo stimolo che mi motiva.

Bramosamente cerco le tue membra
fuse nelle mie,
durante notti d'amore.

Il pensiero di un abbandono mi devasta
la paura mi blocca il respiro,
l'emozione di un tuo intenso bacio
mi fa rivivere.

Assetata l'anima mia
L'anima mia arsa,
ha sete di te.
Vagante in un deserto
alla ricerca di un oasi,
la mia bocca brama
il tuo sapore.
Sete di te i miei fianchi,
sete di te i miei occhi,
sete di te le mie mani.
La frenesia mi prende,
il tuo pensiero
mi lacera le membra.
Tu così desiderato,
tu così cercato,
tardi ad arrivare.
Disidrati ormai
il mio labile corpo
provato da innumerevoli delusioni.
Abituata ormai l'anima mia
all'arsura
si terrorizza al sapore dell'acqua
di un nuovo Amore.
 

Pioggia
Sulla veranda del mio casolare
in una notte silenziosa
irrompi beffarda.
La natura si impone sulla pace
che regna intorno.
Così suadente trasporti l'animo
nei sogni più profondi,
ammaliando le membra mie
in una dolce litania.
 

L'essenza dell'amore
D'improvviso mi hai invaso
come spuma di mare sulla scogliera.

D'incanto il mondo scompare
resta un noi
che si nutre avidamente
degli attimi fugaci trascorsi insieme.

Alle tue braccia possenti mi abbandono
l'odore del tuo corpo mi ammalia come profumi d'oriente
smarrisco il mio corpo nel tuo
in una danza d'anime che ballano all'unisono.
 

Un carboncino
Un carboncino per delineare
le linee del tuo viso
mentre sonnecchi tra le mie braccia...
T'osservo attentamente...
La linea dei tuoi grandi occhi
Quella ricurva del tuo naso
Quella iperbolica delle tue paffute mani
Faccio qualche ombra
su qualche tratto del tuo corpo.
E d'un tratto percepisco
le tue vibrazioni
d'amore per me,
quasi accennate,
mai conclamate,
quasi sussurrate.
Nessuno dovrà
intuire quest'amore
così cercato,
così voluto,
così nudo,
senza difese,
che urla tutta la sua potenza
un sogno diventato realtà.
 

In un sogno
In un sogno confuso
vedo delineata la tua immagine
come in un tunnel.

Le tue braccia possenti mi stringono,
fino a farmi sentire smarrita,
la sensazione di potere tutto
mi pervade.

Chi sei tu che vedo
nei miei sogni?
Quando un'ora è un'eternità,
quando la solitudine invade
la mia essenza più profonda?

Mi faccio catturare da te ,
dall'immagine di una notte speciale,
o di un'ora indimenticabile.

Al risveglio riconosco i limiti dell'amore
quello che sembrava unico e irripetibile,
stamattina è sbiadito
come una vecchia foto;
le vibrazioni che percepivamo,
non ci sono più.

E rimane,
la nostalgia di noi.
 

Il mio Dio
Oscilliamo come pendolo
tra immortalità,
vita,
composizione,
disfacimento,
materia,
morte.
Un' incessante guerra quotidiana
per acquietare
l'abisso oscuro del nostro animo,
illuminandolo
con la luce fioca della nostra lotta.
Il Dio in cui io credo
rischia,
freme,
urla.
Viene sconfitto
e di nuovo rierge
dal fango
che lo ha sommerso,
è inquieto,
insoddisfatto.
La salita più ardua,
il cammino pieno d'ostacoli.
Solo quello in grado di seguire ritmi superiori,
sarà libero.
Il mio Dio
è solo il percorso
verso l'uomo.
 

Follie ad Aushwitz
Gelida mattinata
ad Aushwitz.
Come bestie,
uomini dai vagoni merci
scendono.
Marchiati come animali,
rasati,
spogliati.
Ossa che vagano come zombi,
nel desolato,
sabbioso campo.
I camini fumano da giorni,
dissanguati,
sdentati,
bruciati vivi.
Ossa ormai cenere,
usate come concime.
Soffocati
con gas nervino,
in finte camere
per docce.
Occhi scavati,
persi nel vuoto.
Voglia di morire,
corpi senza vita
in decomposizione,
accatastati
come carcasse
nella savana.
Odore acre,
come di morte,
penetra nei polmoni.
Solo uomini
che ammazzano altri uomini,
in nome
di una follia collettiva,
chiamata Razza
 

Nuovi orizzonti
Percorso ad ostacoli
l'umano vivere.
Siamo tutti dei Siddharta
alla ricerca di una verità assoluta
che non esiste,
di certezze che non troveremo mai
felicità illusorie
successi effimeri.
Mio caro uomo
ritorna ad essere,
rivoltati contro il conformismo,
arrabbiati contro le ingiustizie,
non voltarti dall'altro lato
perchéè più comodo.
Non esiste il giusto o lo sbagliato,
nè il bene e il male.
Pensieri deboli ormai preistoria.
Apri i tuoi orizzonti,
guarda oltre la siepe
della tua limitazione,
un nuovo mondo
con infiniti orizzonti
ti si aprirà.
 

La nostra panchina di fronte al faro
Ricordi amore
restavamo ore seduti a guardare l’orizzonte
sulla panchina di fronte al faro.

Le tue affusolate mani stringevano le mie
mi perdevo nell’azzurro del cielo dei tuoi occhi
non servivano parole .

Se un giorno andassi via da me e ti dimenticassi di me
l’inquietudine dell’imbrunire
prenderà il mio cuore,
le mie membra,
i miei labili pensieri.

Solo un acquerello bianco e nero
resterà di noi.
 

Alba
Il sole sembra nascere dal mare
nei primi istanti di un’alba invernale.

Con un caffè nero bollente,
abbandonata sulla poltrona
rimango attonita
dalla natura selvaggia
che traspare dalla vetrata aperta.

Il rumore delle onde
che sbattono sulla scogliera
irrompe
nel silenzio soprannaturale .

E un nuovo giorno
si affaccia
alle porte
della mia esistenza.
 

Luna Rossa
Pervase sono le membra mie da un flusso di vita
mentre ti ammiro con paurosa curiosità.

Oh luna rossa
che ispiri il mio canto!

Alleggerisci l'animo dei marinai
invogli le loro ore di lavoro.

Natura,
madre amorevole
matrigna severa.

Come siamo piccoli ed indifesi di fronte
al rosso che infuoca questo cielo stellato
nell'afosa serata che ci avvolge.

Ti specchi nell'acqua di questo mare cristallino
increspato da qualche debole onda
che di tanto in tanto
si scaglia sulla battigia
a bagnare i miei piedi nudi.
 

Notti insonni
La luna rossa
illumina
la città desolata.

Foglie sugli alberi
illuminate dai lampioni
creano un gioco d'ombre.

Sulla sdraio
nella veranda
in una sera di un settembre
appena iniziato,
il vento sfiora
la mia accaldata pelle.

I pensieri ballano
una danza sfrenata
nella mia mente.

I sentimenti
si affollano
nel cuore disordinati
nella confusione
che alberga la mia vita.

Vengo catturata dal silenzio
compagno di viaggio,
amico sempre fedele
nel tormento,
delle mie notti insonni.
 

Un granello di sabbia
Oh firmamento,
io quaggiù
sono solo un granello di sabbia
in un deserto infinito di incertezze
Con lo sguardo all'insù
mi perdo nella tua maestosità
immersa nella macchia.
Oh silenzio
mio caro compagno di viaggio
apri la mente a infiniti pensieri
dona all'animo pace e tranquillità.
 

Un graffio nell'anima
Un graffio profondo nell'anima
l'amor perduto.
Le mani violacee
per quanto stringono il lenzuolo
che ancora sa di noi.
Lacrime riempiono i grandi occhi scuri.
Le narici permeate del tuo odore.
Sparsa ovunque la tua roba
nella stanza ormai buia
che tu non illumini più.
Ora resta
solo un libro
di cui abbiamo scritto
l'ultimo punto.

 


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