Poesie di Carlo Chionne


Home page  Lettura   Poeti del sito  Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche

 

Sono nato nel '43 a Roma, la Città Eterna, eternamente fedele ai suoi vizi e, proprio per questo, la capitale "morale" delle Favole di Fedro di cui nel '98 tradussi e pubblicai una raccolta con il titolo "Il mio Fedro: 40 Favole, scelte a mano, tradotte a orecchio, da leggersi in piedi e recitare a braccio perché anche l'occhio vuole la sua parte". Edizioni del Libro Italiano, Ragusa. Nel '70 conseguii la Laurea in Lingue e Letterature straniere presso l'Università di Pisa ed entrai subito nella Scuola con la convinzione profonda che bisognasse cambiare la Scuola per cambiare la Società. Oggi mi rallegro che né la Scuola, né la Società siano riuscite a cambiare me. Del resto, persino gli alberi se andassero a Scuola, diventerebbero tutti pali della luce.
Venni al mondo per annunciare che nessuno era come me, prima di me e, che dopo di me, nessuno più sarà come me. Nel maggio 2008 pubblicai Intervista sulla Poesia a cura di Nicola Cheròn, edizioni Sibilla, Genova, in vendita presso la migliore libreria di Livorno "La Gaia Scienza", nel tentativo di entrare nella Repubblica delle Lettere e non solo in quella.

 

Pasquinale
(Pasquino+Marziale)

I
Merci, Merkel
In Italia comanda la CEI:
Non si fanno le nozze coi fichi … gay ! …

II
Contr’ordine compari
Renzi va a Milano
Pisapia va a Roma:
ritorna il Caimano
e la Sinistra? … E’ in coma …
 

Ritorno
Ritorno sui miei passi:
rivedo quei cipressi,
la strada fatta a sassi
e noi… mai più gli stessi...

Stessi sono i viali
e stessi sono i prati,
le siepi sempre uguali
e noi… così cambiati …

Lungo il vecchio sentiero:
foglie che il vento ammassa:
rivedo il cimitero
e… la vita che passa...
 

Ancora
Ora che la fine si avvicina,
che sto per affrontar l’ultima tappa,
quando mi sveglio, amici, la mattina,
ormai, sento che l’anima mi scappa…

Ma io la invito a un’altra passeggiata;
le dico: “ Perché vai così di fretta…
Dai, fammi dare ancora una boccata …
Fammi fumare un’altra sigaretta” ….
 

Tentennamenti

I
Sto raggiungendo quella leggerezza
che basta poco per gettarmi a terra:
appena un soffio, un alito di brezza
da far tremare un fiore in una serra…

se non mi sosterrà una tua … carezza …

II
Ora non vado più in cerca di allori:
mi basta un po’ di salvia, un rosmarino …
un insalata con due pomodori
e, stretto in mano, un bicchier di vino

però non troppo … già la mano trema…
e tu lo sai: non posso berlo tutto…
quel dessert che sai fare con la crema
e, forse, un’altra fetta di prosciutto …
 

A Emma per i suoi dodici anni
Già sei giunta alla dozzina
non ancor donna, ma non più bambina…
………………..
Quando il mondo scoprirai
ormai donna diventata,
non dimenticare mai
la bambina… che sei stata …

Nonno Carlo


Rolex
Volevano sapere che ore sono:
han ricevuto degli orologi in dono
che indican con grande precisione:
l’ora esatta della … Corruzione
 

Rime
Sono un poeta, però … minore …
Faccio rimare: “cuore” e “ amore”.
Rima difficile, non lo nascondo,
ma che volete, così va il mondo…

Così, almeno, dice la gente
che fa rimare: “tutto” con “niente”
Ci sono rime sempre più rare
e sono quelle col verbo “amare” …

Amare… come certe giornate
quando d’inverno o anche d’estate
tu non ci sei e io ti chiamo
perché vorrei dirti: “ti amo” …
 

Sinistra
O mia Sinistra! Che malinconia,
quando quel giorno tu fuggisti via …

Nonostante battaglie aspre e fitte,
la tua è solo una storia di sconfitte …

Ed ora ? … Sei caduta nelle mani
di Massimo D’Alema e di … Bersani …


Prevertiana
Cadono ancora le foglie morte:
non finiranno mai di morire …
e questa è anche la nostra sorte:
non finiremo mai di morire …

Cadono ancora gli amori morti:
non finiranno mai di morire
e, se anche noi, siamo i più forti,
dovremo un giorno, anche noi, morire …

Sopra la sabbia, i nostri passi,
il vento un giorno spazzerà via
e rimarranno soltanto i sassi
per costruire una nuova via

che mai da noi sarà percorsa:
siamo alla fine di questa corsa …


Micromacron
Du micron à Macron
Tous ensemble nous marchons ;
Du Parismatch à Pariscope
Tous en marche pour l’Europe :

La Francia avanza, l’Italia trema
e a noi ci tocca subir D’Alema.
Possiamo metterci in cammino
con la Meloni e con Salvino?

Questa è l’Italia? No! L’Italietta
di Berlusconi e di Brunetta.
Senza vaccini contro il morbillo,
a noi ci tocca tenere Grillo.

Mentre Macron va all’Eliseo,
al Nazzareno torna Matteo,
perciò stiam fermi e stiamo buoni:
teniamoci sttretto il Gentiloni.
 

META(Europa) … FISICA
(En marche pour Dimanche)

Io sono un poeta dilettante:
di poesie, ormai, ne ho fatte tante,
ma resto sempre una mezza tacca:
quasi tutte somigliano a una cacca

che ogni giorno che passa diventa
come ill mondo che rappresenta
in cui ritrovi forme ed umori
che da noi stessi vengono fuori …

Però una volta fatta ci resta
finché qualcuno non la calpesta…
 

Bucolica 2017
Una foglia
da un ramo
si stacca
volteggiando
pian piano
vien giù
mentre sfiora
poi copre
una cacca
quella cacca
Salvini
sei tu
 

Testamento bioeretico
Ma quante cose non ci siamo detti,
né ci diremo, prima di morire …
Se vuoi saperle, apri quei cassetti:
c’è tutto il mio passato, il mio avvenire …

Ora, persino quando andiamo a letto,
più di una cosa l’ho dimenticata …
Ma c’è una cosa che non ti ho mai detto
che, però, ho fatto : … è di averti amata …
 

Epicurea
La Morte? Se ci penso,mi diverte:
è una vita che l’aspetto a braccia aperte …
Per ammazzarla l’aspetto, notte e giorno:
l’aspetto sia a Parigi che a Livorno…
Ma, se ammazzarla non sarò in grado,
dovunque arriverà, io me ne vado…


Preparativi
Sto preparando il mio funerale:
voglio sia fatto a Carnevale!
Le vostre maschere, gettate all’aria …
resti soltanto la mia, mortuaria …

La sola , in fondo, che m’ appartiene:
con cui vi volli e v’ho voluto bene!
La stessa , in fondo, che indosserò
lo stesso giorno che … morirò …
 

Astinenza
Che voglia che ho di vivere,
dirti ancora sì
Continuare a sorridere,
perché è bello così …

Mi piaci quando mangi,
mi piaci quando bevi,
persino quando piangi
perché sai che un giorno devi
andare via di qui …
ma era bello così! …

Lascia che io ti dia
(Che fretta hai di partire? …)
un bacio… poi andrai via…
e se dovrò soffrire …
sarà bello così! …

Non creder che mi arrenda,
mi rinchiuda in me stesso …
Dai, tira quella tenda:
facciamo un po’… di sesso …
perché è bello così …
 

… Questo viaggio …
Questo viaggio che chiamammo Amore
sta per giungere ormai a destinazione:
oh! quante volte si fermò il mio cuore
alle stazioni per cambiar vagone …

Ora viaggio quasi sempre solo:
tengo sempre allacciata la cintura
in attesa dell’ultimo mio volo
e sarà quello a farmi più paura …
 

Rileggendo Camillo Sbarbaro
Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche tu frequentassi persone più estranee
al mondo di certi faccendieri
ora da te, non mi difenderei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che il primo giglio sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e me ne desti la novella allegro.
Poi io scalai sopra la tua spalla
del Partito i vertici sicuro
mentre Verdini stava alla finestra.

E di quell’altra volta mi ricordo
quando un’inchiesta ti coinvolse allora
per certe forniture, quando
(con Russo avevi fatto non so che).
Ma allora fosti assolto dalla corte;
era quello il segnale che dovevi
lasciar certe amicizie e certi affari,
ora io non sarei qui a difenderti
da quel cattivo che era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi un uomo estraneo,
fra tutti quanti che mi attaccan tanto
ora da te, non mi difenderei.
 

La guerra di… Pier… Luiggi …
Davanti al mio … PC seduto,
ti guardo e lacrimo PD, perduto:
una furtiva lacrima trema,
mentre un sorriso sfiora D’Alema …

Dai, Pier Luigi, fermati adesso,
ma sparagli addosso durante il Congresso…
Con Roberto ed Enrico ti scavi la fossa,
se canti ancora: “Bandiera Rossa” …

Con Matteo Renzi, senza rancore,
prova a cantare: “O Bianco fiore” …
 

Sesso e consesso
Tra Gigli magici e Raggi tragici,
Pomi d’Ottone e tanti manici,
tu non sapevi o Marra Meo
che ogni giulietta ha il suo Romeo?
Eppure le era così devoto
da fare polizze al Milite Ignoto.
 

O Trumpora ! O mores !
(Cicerone, I, 4)

La Raggi dei Raggiri
passata è ai Raggi X
ma è sempre su di giri:
The five stars are six.

Romeo aveva un orto
di erba grillaiola
Marra meo perché sei morto,
lasciandola da sola?
 

Pre-visioni
Vien bussando il Diciassette,
vien bussando alla tua porta,
sai che cosa ci promette?
Sai tu dirmi che ci porta?

Un governo Gentiloni,
il solito Silvio Berlusconi,
una legge elettorale
però, col proporzionale:

pochi sono stati i SI:
Viva, viva, Vivandi.
Solo lui vuol fare il re,
ma c’è n’è un altro: è Bollore …

Già si sfidano a duellum
i due Mattei col Mattarellum…
Beppe Grillo è sempre sveglio:
sa che a Di Maio c’è di … meio …

Virginia Raggi è sempre a Roma
dove una ministra non ha il diploma …
Lei coon due lauree ed un … Master,
finora ha fatto solo un … Disaster …

Vien bussando il Diciassette,
vien bussando alla tua porta:
sai che cosa ti promette?
Ma tu sai, cosa ci porta?
 

Elogio dell’indeciso
Io sono un indeciso:
ma guardatemi un po’ in faccia:
mi si vede anche dal viso :
vado quasi sempre a caccia

di un’idea, un’opinione
costruita sulla sabbia,
anche senza conclusione
tanto per sfogar la rabbia…

A me basta una ragione
non m’importa se sia usata…
una qualche decisione
che può essere scambiata…

… una ragione, un motivo
anche di seconda mano
che mi faccia sentir vivo,
tuttavia, non troppo strano …

Cerco un punto mio di vista
che mi serva all’occorrenza,
che sia piuttosto conformista:
non riesco a farne senza

c’è una cosa che non posso,
non riesco proprio a fare:
(può sembrare un paradosso)
ma è lo sforzo di pensare…
 

Chi …
Chi non pensa dice no
chi non sa:io non lo so
chi ragiona dice si
e anch’io dirò così.
 

Fidel Castro
(El niño que no estudia no es bueno rivolucionario)

E’ morto Fidel Castro:
passò la sua Cometa,
fulgida come un astro.
Illuminò il Pianeta

un’altra primavera.
Fischiò un nuovo vento,
cantò un’altra bufera .
Ora è tutto spento.

Il cuore una speranza
riempì, allora, e un canto:
chiuso nella mia stanza,
io, stamani, ho pianto….
 

Se io fossi mio …
Se io fossi mio,
potrei appartenermi?
Credo che solo un dio
potrebbe contenermi…

Se fossi il mio Passato,
quando non sarò niente
potrei essere stato
adesso il mio Presente?

L’unica cosa chiara,
di cui sono sicuro
sta tutta in quella bara
aperta al mio Futuro.
 

…Filastrocca …
Filastrocca di opinioni:
le più varie e dissonanti
dentro i Bar delle stazioni,
nei Caffè, nei Ristoranti,

sopra gli autobus, sui treni,
nei Giardini, sui Viali,
quando pranzi, quando ceni
e anche sui Telegiornali …

Io che non ne ho nessuna,
mi dispero, mi dibatto:
se non ne troverò una,
giuro che divento matto …

 

Sogno
Ho fatto un sogno straordinario:
il Bicameralismo paritario
era abolito e, per farla pari,
ridotto il numero dei Parlamentari…

Ridotto il costo delle istituzioni:
limitati i poteri alle Regioni.
A questo sogno vorrei aggrapparmi
ma ho paura di risvegliarmi:

subire l’incubo che mi sovrasta,
dovesse ancora vincer la Casta
di Berlusconi, Grillo, D’Alema
e perpetuarsi questo sistema!...
 

Epigramma USA e TRUMP
Ogni momento è un momento storico:
è proprio questo che mi rende euforico
ma io continuo candido e serafico
ad aspettarmi un momento … anche geografico.
 

Elogio dell’intellettuale
Non abbiatevene a male ,
ma io sono un intellettuale:
le mie uniche risorse
sono i “ma”, i” però”, i “forse”.

i “senza ma”, i “senza se”
non han fatto mai per me
Vado in cerca di certezza
per un po’ di sicurezza.

cosa c’è di straordinario
se anch’io sono un precario
 

Mamma
Ricordi, mamma, quando ti dicevo
Resta con me! Non andare via!
Mi rispondevi, mentre io piangevo
Ritorno subito! Resta qui … con zia!

Era di te ch’avevo io bisogno:
Mamma, aiutami, amore mio!
Tu eri la realtà… eri il mio sogno
eri mia madre ed il padre mio …

Quando tu mi stringevi tra le braccia
Aiuto, ti gridavo, mamma mia.
il pianto mi asciugavi dalla faccia.
Sei la mia vita, non andare via

Fui io che ti lasciai una mattina:
e solo me ne andai per le mie strade
da allora fosti tu la mia bambina…
ormai toccava a me, farti da padre!

Tu mi parlavi … a volte non capivo:
forse Dicevi cose complicate…
Per questo, qualche volta, ero cattivo,
ma, poi, la Vita me le ha insegnate

Solamente più tardi le ho capìte…
ma troppo tardi, non mi son servite.

E’ per te che facevo il mio dovere.
ci son riuscito? Non ne son sicuro,
Volevo farti soltanto piacere
ma so che, qualche volta, è stato duro

Quando, bambino, mi mettevi a letto,
mi addormentavo, insieme a te, pian piano
tu mi stringevi forte forte, al petto
e forte io stringevo la tua mano.

Io quella mano, più forte di allora,
vorrei potertela, stringere ancora.
 


POEMETTO FILOSOFICO
(Storia della Filosofia in Versi
dalle Origini ai Giorni nostri)

1
Adesso che il Pensiero Occidentale
è giunto, ormai, al suo esaurimento,
io trovo che sia giusto , naturale,
ai suoi eroi,alzargli un monumento:
elogiarne la forza , il coraggio
e rendergli così: Sincero Omaggio!

2
Fu quel Talete di Mileto che
disse per primo : “ L’Acqua non si spreca
perché dell’Universo è il vero Arché!””
Così ebbe inizio l’Avventura Greca
su quel Mare che le Onde ancora muove,
che son sempre le stesse e sempre nuove!

3
Anassimandro, anch’egli di Mileto,
(pare che suo discépolo sia stato)
in modo più preciso , più concreto
propose come Archè: l’Illimitato;
con l’Apeiron aveva già capito
che ciò che nasce vien dall’Infinito!

4
Quando muore ad esso fa ritorno
(non senza prima aver pagato il fio)
perché ci fu qualcuno che un giorno
si comportò come fosse stato un dio;
mentre l’Uomo è nato per soffrire
e non nascere è meglio che morire!

5
“Una cosa alla Vita è necessaria”
suggerì poco dopo Anassimene
“, E questa, senza dubbio, è proprio l’Aria
che l’Universo regge e ci sostiene”.
Infatti, a più di uno è capitato
di morire perché… gli mancò il fiato!

Da Storia della filosofia in versi
Dalle Origini ai Giorni Nostri

6
A questo punto, mi soffermerei
su Eraclito, il quale pose il Fuoco
alla base di quel suo “Panta rei”.
Fu questo un Incendio non da poco
che bruciò ogni Mito residuale
per far posto al Logos razionale.

7
“Tutto si muove, “tutto scorre via.!
così diceva Eràclito, l’Oscuro:
“non percorriamo mai la stessa via;
non ci appoggiamo mai allo stesso muro.”
Questo, è, in sostanza, il Divenire:
Solochi ascolta il Logos può capire

8
che chi nasce è come se morisse,
che chi torna, lo fa perché è partito_.
La stessa cosa aveva fatto Ulisse
che ritornò dopo aver finito
la costruzione del Cavallo finto:
perché anche chi perde, ha sempre vinto!

9
Noi moriamo la nostra stessa vita!
Noi viviamo la nostra stessa morte:
questa è la formidabile partita
giocata in un campo senza porte,
dove niente è più uguale di un Diverso,
dove anche chi vince, ha sempre perso!

10
Dove l’Opposto è uguale al suo Contrario:
salir e scender son la stessa Via!
Dove il Borghese è uguale al Proletario…
E’ il Fuoco che bruciando da energia:
ora si spegne ! Ora si riaccende:
crea, distrugge, lotta, non s’ arrende!

Ora s’accende, ora si rispegne:
altra cenere … via … e altre legne …

11
Quando il Pensiero si trasforma in Scuola:
“FAR SILENZIO” è la prima sua richiesta:
a parlar è una persona sola:
tutti gli altri dovran chinar la testa.
dinanzi ad un Assioma che di fatto
dice che due più due fa sempre quattro!

12
Ed è su questa via che, solo, avanza
Pitagora col primo suo Teorema,
gridando: ” Il Numero è Sostanza
col quale si risolve ogni problema!”
Ma potranno i Problemi avere fine,
coi Postulati? Con le Tabelline?

13
Mentre l’Uno cresceva d’importanza,
Pitagora teneva la lezione,
dietro a una tenda, chiuso in una stanza.
E i suoi studenti? Zitti! in ginocchione!
Fu in quel silenzio, In quel misticismo
che nacque l’anima, figlia dell’Orfismo.

14
Stavano in silenzio gli Acusmatici:
“Ipse dixit” eera il loro motto;
volevan diventare Matematici ?
Dovevano all’Uno stare sotto!
chi reclamava, fu messo in disparte:
l’Uno giocò, così, le sue Tre Carte.

15
E poi che il Capo sarà sempre Uno,
vennero presi da una psicosi,
dispari, pari diventò ciascuno
per sottrarsi alla metampsicosi.
L’Uno si rivelò esser divino,
al punto tale da diventare Trino!

16
Occupiamoci, ora, del Viaggio
che intraprese Parmènide di Elèa
lungo una Rotta che percorse il saggio
in cui fu accompagnato da una Dea,
la quale gli svelò la retta via
dove l’Esser divenne:Ontologia!

17
Solo l’Esser è ed è pensabile;
il non Esser è semplice Opinione;
l’Essere è eterno, immutabile!
Questo gli suggerì la Dea Ragione!
Parménide non s’era ancor accorto,
che la Ragione, qualche volta, ha torto!

18
Con l’arditezza sua speculativa,
l’Eleatico segnò uno spartiacque:
fondò una sua Scuola, molto attiva,
proprio ad Elea, la città in cui nacque,
dove raccolse numerose prove
per dimostrar che l’Esser non si muove.

19
I suoi seguaci, soli o in compagnia,
introducendo quell’Essere che E’
originarono, però, un’Aporìa:
negarono il Non Esser quando E’!
Melisso stesso, senza avere prove,
dimostrò che chi è fermo, non si muove.

20
Zenone dimostrò ((ma fu un abbaglio)!
che una freccia che dall’arco scocca
non potrà mai raggiungere il bersaglio
perché c’è, ad ogni istante, chi la blocca
Achille stesso, fermo al bagnasciuga,
mai raggiungerà la Tartaruga!

21
Tra i pluralisti,uomo di talento,
con una tesi rivoluzionaria,
Empedocle, nativo di Agrigento,
unendo a Terra: Acqua, Fuoco e Aria,
scoprì che sono Quattro le Radici
che dell’Essere sono le Matrici!

22
che, con il loro mescolarsi eterno,
s’aggrégan, si disgrégan, senza posa.
Il Tempo che vi funge da Governo,
esercita un controllo su ogni cosa:
un controllo costante , permanente:
tutto si muove, e non si vede niente!

23
Odio- Amore e Amore- Odio
son le vere energie alternative
che marcano qualsiasi episodio
di cambiamento nelle forze attive
lasciando dietro a sé morte e dolore,
quando l’Odio prevàle sull’Amore.

24
Se l’Essere è aggregarsi, disgregarsi
per fare questo occorre esser diversi
solo così potran moltiplicarsi
vari elementi senz’ andar dispersi;
“Il vero Essere? E’ volersi bene”
disse Anassàgora, nato a Clazomene,

25
che, a certe credenze religiose,
create per tener buona la gente
e dominarla, egli vi si oppose:
“ Il Sole? E’ una pietra incandescente”.
Fu, per questo, il primo intellettuale
ad essere portato in tribunale.

26
Tra Paradossi e Antinomìe
paralogismi e filosofemi
tra Sillogismi e Dicotomìe,
furono affrontati molti temi
e questa fu la prima conclusione:
la Verità coincide con l’Azione!

Vico dirà più tardi: Cum res loquuntur:
“Verum et Factum semper Convertuntur ! »

Il Vero spesso al Fatto dà una mano:
non sempre quando il Fatto è Quotidiano!
27
“Democrito che il mondo a caso pone”,
come ci dice Dante nell’Inferno,
continuò a porre e a porsi la questione
sulla natura di un universo eterno
quindi, intuì, in perenne moto,
atomi che si muovono nel Vuoto:

28
Essere e non-Essere li chiama:
non esser: vuoto e, essere:pieno.
Alla teoria cui deve la sua fama,
anche Leucippo lavorò. Sereno,
proclamerà il punto suo di vista:
“Io sono àteo e materialista”.

29
Adesso soffermiamoci un momento
su Ippòcrate che, con la sua dottrina
e l’efficacia del suo insegnamento
fondò una nuova Scienza: Medicina:
la prima branca del Sapere Umano,
volta a rendere l’Uomo un po’ più sano.

30
a renderlo più buono, tuttavia,
non c’è riuscita mai la Religione;
potrà riuscirci la Filosofia ?
Ma lasciamo da parte la questione
e, rinfrescata un poco la memoria,
andiamo avanti con la nostra storia.

31
“L’uomo è misura di tutte le cose,
sia di quelle che sono in quanto sono”.
(Accanto a queste Protàgora pose )
quelle che non essendo non lo sono.
E questa fu la caratteristica
di ciò che venne detta la sofistica.

32
E nacquero così le prime scuole:
i maestri pretesero un salario:
passava chi sapeva più parole:
accrebbe il potere giudiziario
perché i più furbi , i più smaliziati,
divenner quasi tutti deputati

33
e, s’eran contestati per la via,
rispondevano anche a brutto muso:
“Stai zitto! Questa è Democrazia,
e, anche tu,cerca di farne uso
gli Ateniesi, per calcolo o paura
la preferirono alla Dittatura.

34
Tra i sofisti chi fece più quattrini,
vuoi per la fama sua che per dottrina,
fu un certo Gorgia che, nato a Lentini ,
VENNE apprezzato, per la parlantina.
Fu un noto docente di Retorica
con una buona cultura filosofica.

35
Parlò a favore d’Elena di Troia
e dimostrò con quella sua eloquenza
ch’ella fu una capra espiatoria
vittima della maschia prepotenza.
Difese la bellissima troiana
dall’infamante accusa di puttana

36
“L’Esser non è, però, anche se fosse,
da chi potrà mai esser conosciuto.
Ammesso pur che conosciuto fosse
da chi potrà mai essere saputo”,
sostenne Gorgia, in lite, con Platone:
“la Verità non ebbe mai Padrone”.

37
Ma chi passava il tempo a far domande,
Chiedendo tutto a tutti, per sapere,
fu Sòcrate, che, certo, fu il più grande.
Non gli bastava un semplice parere:
sulla Giustizia, Sul Bene e altre Virtù,
voleva confrontarsi a tu per tu.

38
a tutti volle dire e ricordare:
“La verità, si trova dentro noi”,
ma tanti non la vogliono cercare :
ognuno si vuol far i cazzi suoi!
Come avviene a certi Paesi:
come han sempre fatto e fan gl’Inglesi!
fondò della Maieutica la Scienza:
e fu dell’Occidente la coscienza!

39
Molte domande sono riportate
in dialoghi scritti da Platone ;
le risposte son sempre confutate,
con lui non si riusciva aver ragione.
Perdevan la pazienza anche i più buoni
ch’ alla fine si ruppero i coglioni.

40
Trascinato davanti a un tribunale,
accusato di essere un corrotto
da Anito, suo storico rivale,
non si difese, parlando di complotto;
portò in giudizio davanti all’ Agorà
un testimone : la sua Povertà.

41
Condannato a morte senza appello.
Con ironia respinse prove e accuse,
avvolto nel suo logoro mantello;
parlò come ispirato dalle Muse:
“O Giudici, se voi mi condannate,
non sapete il male che vi fate.

42
Se decidete di mandarmi a morte
nessuno può saper né voi, né io
a chi di noi tocchi miglior sorte,
questo lo può sapere solo dio!”
Appena tolta l’ultima seduta,
steso sul letto, bevve la cicuta.

43
Ma nel momento dell’ esecuzione
da parte dei discépoli, suoi amici,
gli venne prospettata l’evasione
per sfuggire così aì suoi nemici.
A tutti, questa cosa lasciò detta:
“La legge, o la si cambia , o si rispetta”.

44
Praticò il mestiere di sua madre
che com’è noto era levatrice.
Faceva partorire per le strade
le idèe. E c’è anche chi dice
che disse a chi volle condannarlo:
“Meglio subirlo il Male anziché farlo”.

45
Ma quale, in realtà, fu il contributo
di Socrate al progresso del Pensiero
e che da tutti fu riconosciuto
per il rigore scientifico e sincero:
uno strumento semplice , perfetto:
oggi, un po’ in disuso ed è il Concetto!

46
Ed eccoci a Platone, tutto intento
ad inserir nel grande suo Sistema
l’Esser Eterno ed il Movimento
chiusi all’interno di uno stesso Schema
tendente a conciliar le ali estreme
sia della Doxa che dell’Episteme.

47
La Dòxa, al Visibile appartiene;
L’Epistème, all’Intellegibile:
entrambe son rivolte al Sommo Bene:
una sola, però, è conoscibile;
la Visibile al male è più soggetta :
soltanto l’ Invisibile è… perfetta.

48
Con l’Uno, con la Dìade e la Materia
tra cui il Demiurgo pose quella umana,
nobilitando un po’ la sua miseria,
Platone, la Teologia Cristiana
molto influenzò, Scolastica imperante,
diventando un Mosè cristianeggiante...

Il Cristianesimo prima che arrivasse
era già un Platonismo per le masse.

49
La sua fu un’era di gran transizione
che, come oggi, c’e d’aver paura:
ci fu, però, una certa innovazione:
cominciò a propagarsi la scrittura.
Si cominciò a leggere la storia:
Nessuno la imparava più a memoria.

50
Per Platone fu un grosso dispiacere,
se ci pensate bene la sua Scienza,
quale che sia il vostro o mio parere,
era basata sulla Reminiscenza:
per spiegare la sua visione eterna
il Mito escogitò della Caverna.

51
L’uomo, nel corso della sua esistenza,
si trova prigioniero in una grotta,
però di questo lui non ne ha coscienza,
anche se sbuffa, si lamenta e lotta,
ma resta lì a guardar come un coglione
come davanti alla Televisione.

52
Egli non sa di essere in catene;
crede che quelle immagini sian vere
mentre è la luce che da dietro viene
che le proietta, ma non tutte intere:
appena se ne accorge, son dolori!
spezza le sue catene ed esce fuori!

53
Però, non tutti si voglion liberare:
solo i più intelligenti ed i migliori
ai quali toccherà, poi, governare
quelli che non ne voglion venir fuori.
Solo il Filosofo sa la Verità
della complessa, mutevole Realtà.

54
Tra i tanti temi che Platone affronta,
naturalmente, c’è quello dell’Amore:
nel Simposio, ad esempio, ci racconta
tutta la sua bellezza, il suo splendore.
Con tono sincero , ma laconico
ci parlò solo dell’Amor… Platonico.”

55
Un saggio politico poi pubblica,
un po’ utopico, un po’ etico
(il titolo è proprio la Repubblica):
un Regime di stampo pro-sovietico.
Fu questo il Socialismo suo Ideale
che poi, purtroppo, diventò Reale.

56
A questo punto cambierei discorso:
per occuparmi dello Stagirita
per cui vi chiedo un ulteriore sforzo:
la nostra Storia non è ancor finita:
Dico a quei pochi che mi leggeranno:
“Ecco il maestro di color che sanno”!

57
Non era ancora un diciassettenne
(per completare la sua formazione)
il primo giorno che ad Atene venne
entrò nell’Accademia di Platone,
A lungo s’intrattenne col Maestro ,
ma se ne discostò piuttosto presto.

58
I due, mai, si presero di petto.
Nonostante le ampie divergenze,
Aristotele portò sempre rispetto
al suo Maestro e a certe sue … tendenze.
Prima Platonico ,poi peripatetico:
divenne, in fine … aristotelico.

D’Aristotele la vita è tutta qui:
nacque, visse, pensò e poi morì …

59
Per Platone l’Idea era centrale:
architrave dell’Intellegibile;
per il Nostro, Sostanza Materiale:
architrave del Mondo Sensibile.
Un’altra Vita, oltre la presente,
lo lasciava del tutto indifferente.

60
Per lui l’Essere è solo Divenire:
la cui prima causa è materiale;
la seconda possiamo concepire,
solo se affermiamo che è formale.
Solo sul Sìnolo: Forma e Materia
Si può condurre una Ricerca seria.

61
Per quanto si dibatta , si discuta
A proposito di Atto e di Potenza,
ormai è cosa nota, risaputa
Che c’è tra l’uno e l’altra differenza
come tra soci di uno stesso patto:
dove c’è la Potenza, c’è anche l’Atto.
(Per cui resta questione peregrina
se è nato prima l’Uovo o la Gallina).

62
Tra le varie sostanze , la sostanza
per eccellenza non è che il suo Motore
Immobile, che con perseveranza
muove le altre come fa un rotore.
Solo, Beato si contempla e ammira,
mentre il mondo a Lui tende, e, intanto, gira!
E’ questo l’Atto veramente Puro
senza Presente , Passato, né Futuro.
Non pensa il Prima, il Dopo, né l’Adesso:
esso è il Pensiero che… pensa se stesso!

63
È il sapere disinteressato
quello a cui il Filosofo si appiglia
in quanto esso è sempre il risultato
nato dal dubbio e dalla meraviglia:
lo scopo suo è unico, sincero:
quello di contemplare sempre il Vero.

64
Qual è il senso della mia esistenza?
questo devo cercar con grande amore,
senza stancarmi mai , ma con pazienza
continuar la ricerca con rigore,
nutrendo di continuo la speranza
che a poco a poco arretri l’ignoranza.

65
“Meglio nascere liberi che schiavi;
meglio nascere greci che stranieri,
Così di questi tempi , te la cavi
e, se sei maschio,oggi come ieri. “
D’Aristotele fu la conclusione:
c’è chi gli dette e chi gli dà ragione!

66
Al Liceo Aristotele insegnava
con rigore scientifico e profondo.
ma, in privato, le lezioni dava
ad un giovane che poi conquistò il mondo.
il quale, appassionato di lettura,
l’importanza capì della Cultura

67
grazie alla quale andò molto lontano.
Se ne servì come d’un sostegno
al quale si appoggiò come sovrano,
prima di dare vita a un nuovo regno
ricco di spirito umanistico
nel quale spiccò quello Ellenistico.

68
Ma L’Ellenismo, in fondo, che cos’era?
L’espansione della cultura greca
che rese peculiare tutta un’era
di cui ci resta una biblioteca
che di quel mondo fu specchio e vetrina
ed è la Biblioteca Alessandrina!

69
Il mondo già si andava trasformando
sotto la nuova, potente monarchia:
il ceto urbano venne messo al bando
per favorire la grande borghesia.
la realtà si fece più illusoria
e la Filosofia? Consolatoria!

70
In questo quadro sempre più confuso,
cominciò a vacillare la Ragione
il popolìno sempre più deluso
si rivolse così alla Religione:
e tra miti, riti e favolette
a poco a poco nacquero le sette.

71
Ma riprendiamo la nostra narrativa
Per seguir del Pensiero i nuovi passi:
nuova mentalità speculativa
rimise insieme teoria e prassi
ch’esaminar con voi ora vorrei:
Stoici, Scettici ed Epicurèi

72
Per quanto possa a noi sembrar noioso
lo stile di vita molto eroica
che del Sapiente fa un virtuoso
quando vive una vita stoica,
seguendo i principi e la dialettica
che sono quelli della catalettica.

73
Ma la Ragione ritornò d’istinto
dietro Zenone che, lasciata Cizio,
sotto la Stoa, un portico dipinto,
ingaggiò una lotta contro il Vizio
e quando ormai non ne poteva più:
si mise a praticare la Virtù

74
a viver con il Cosmo in sintonia,
al Logos obbedire in ogni cosa
perché in questo consiste l’apatia,
sulla quale lo stoico si riposa
e, se tra l’uno e l’altro c’è dissidio,
non esita a ricorrere al suicidio.

75
La Verità?Nessuno la cercava:
se si eccettua Arcesilao e Pirrone …
cerca, cerca … però, non si trovava:
si ricorse così alla sospensione
del giudizio, cioè, all’epoché,
così che ognuno, la cercò… da sé.

76
Arcesilao manifestò un contrasto
contro lo Stoicismo dogmatico ;
fu sempre in disaccordo con Teofrasto,
un tipo più che ambiguo, enigmatico.
Dimostrò maggiore comprensione
verso il grande scettico Pirrone

77
Ma chi non rinunciò al suo Sapere
dicendo che era quello il più sicuro
perché consisteva nel Piacere,
sicuramente questi fu Epicuro
che trovò gioia, serenità e letizia
nel coltivar lo studio e l’Amicizia.

78
“La morte - disse - non mi fà paura:
amo la Vita il cui più grande dono
è l’Amicizia Vera,la Cultura.
Quando la Morte c’è, io non ci sono
e, quando vi darò l’ultimo addio,
appena arriva lei, me ne andrò io!

79
I suoi argomenti son sempre efficaci:
lodò il Piacere che non reca danno :
questo lo sanno bene i suoi seguaci
“che l’anima col corpo morta fanno”
eroe fu della Filosofia
il precursore dell’Eutanasia!

80
Ma la Filosofia presto si reca
a Roma dove trova Cicerone,
dove l’aspetta Lucio Anneo Senèca
dove Lucrezio esalta la Ragione
di Epicuro e del suo Edonismo,
dove approdò anche … lo Scetticismo.

81
Già batte il Cristianesimo alle porte
con una Verità mai prima udita:
un Uomo che risuscitò da Morte:
promise ad ogni anima smarrita
una beata sua sopravvivenza
però in cambio di fede e d’Ubbidienza.

82
La Verità divenne personale,
la Conoscenza, fonte di salvezza,
la lotta fu tra il Bene ed il Male,
non tra la Povertà e la Ricchezza.
Tra dogmi, eresie, Persecuzioni
sparirono le vecchie Religioni.

83
Quella Nuova, di sangue non mai sazia,
qualsiasi tolleranza rese vana:
ad Alessandria venne uccisa Ipàzia
che fu la prima martire pagana.
Al pagàno viene data tregua,
solo se al nuovo Credo egli s’adegua.

84
Per ordine del Vescovo Cirillo
Ipàzia è trucidata a una colonna:
recava il diabolico sigillo
d’esser una filòsofa e una donna!
Fu la sorte di molte altre colleghe,
passate alla Storia come Streghe.

85
Quando s’aprì la nuova Crucis Via
fu la Scolastica che abbracciò l’impresa
di conciliare la Filosofia
col Pensiero Cristiano e la sua Chiesa.
i cui primi padri fondatori
sembravan tutti angelici dottori.

86
La Religione diventò di Stato
il sapere si mise al suo Servizio
e fu l’affermazione del Papato
al quale Costantino diede inizio.
Là dove non bastava la Ragione,
si ricorreva alla Rivelazione.

87
Come primo filosofo Cristiano
troviamo il platonico Agostino;
subito dopo viene Tertulliano,
seguito dal teologo Giustino.
Origene si fece anche castrare
così, soltanto Dio poteva amare .

88
Agostino fu un caso eccezionale;
si confessò con gran sincerità:
“Si Deus est-si chiese-unde male » ?
Pregò il Signore che la castità
che, giovane, lo tormentò parecchio,
gli fosse accordata, ma da vecchio.

89
Di fronte alla Questione Trinitaria
il Potere sfruttò quell’ espediente
la nuova Chiesa fu mandata all’aria
da essa si staccò quella d’Oriente
che al Filiòque colse l’occasione:
tra Ori ente e Occidente fu Scissione

90
E la Filosofia tornò in prigione
dove impartì una severa lectio
sotto la forma di consolazione
al discépolo suo, a quel Boezio
che, confortato dal suo insegnamento,
sereno, attese l’ultimo momento.

91
Di conciliare e Ragione e Fede
la Scolastica ebbe la pretesa.
Più d’uno a quell’opera si diede
se voleva un posto nella Chiesa.
Interveniva, in caso d’obiezione,
il Tribunale dell’Inquisizione.

92
Dalle Questioni poste da Abelardo
che Eloisa amava di nascosto
alle Sentenze di Pietro Lombardo
che voleva ragione ad ogni costo,
prosperò la Scuola Medievale
alla ricerca dell’Universale

93
tra Realisti e nominalisti
s’instaurò una lotta senza sosta,
a Bonaventura ed Occamisti
rispose Anselmo, vescovo di Aosta,
cui replicò Bernardo Chiaravalle:
uno che gli fumavano le palle!

94
Fu un Domenicano: il D’Aquino
che i Gentili attaccò con Summa gioia:
quando saliva sul suo cadreghino,
gli studenti morivano di noia;
Si racconta che non fu certo uncaso,
seveniva chiamato Sado Maso.

95
Per color che volevano arrivare
a Dio, prima di tirar le cuoia,
Tommaso Cinque Vie volle indicare,
senza mai menzionar la Scorciatoia!
Col passare del tempo il Neotomismo
finì tra i Tomi del Vecchio Catechismo!

96
Ci fu chi non eluse la questione
sia della Scienza che della sua Storia
e questi certament e fu Bacone
Ruggero che la Combinatoria
Arte del noto Raimondo Lullo,
con passione studiò ssin da fanciullo!

97
La Politica si rimise in moto
dopo un lungo, silenzioso esilio
grazie al filosofar di Duns Scoto
che proprio a Padova incontrò Marsilio
Si risvegliò la Vita piano, piano:
e l’Asino ragliò di Buridano

98
Eckhart tentò di buttarla in mistica,
ma oramai non era più il momento,
la Cultura diventò Umanistica
ed arrivò così il Rinascimento
che si lasciò alle spalle a mano amano
la Dotta Ignoranza di Cusano.

99
La Natura riprese il sopravvento
con gli studi di Bernardin Telesio
anche se prevalse in quel momento
Pico della Mirandola, un vanesio,
la cui memoria era un monumento
talmente alto da sfiorar palazzi,
senza giungere mai al Pomponazzi!

100
Reale e Ideale, Machiavelli
intrecciò nei suoi Scritti Fiorentini
contrastando nei fatti proprio quelli
esposti da Francesco Guicciardini
al cui “particular“ sferrò una critica;
aprendo nuovi spazi alla Politica.

101
Ma se in quel tempo lì ci fu qualcuno
capace di brillar come una stella.
di certo questi fu Giordano Bruno,
lui, che la Verità rimise in sella.
Spronando con Furore il suo destriero,
lanciò una sfida contro il Papa e il Clero

102
che, all’inizio, ebbero paura.
Libero come lui non fu nessuno.
Catturato fu messo alla tortura
e poi bruciato fu Giordano Bruno.
Da quelle fiamme sorse un grido fiero:
evviva sempre il Libero Pensiero!

103
Una controffensiva lanciò il Clero;
si chiuse in una specie di Opus Dei,
ma sorsero Copernico e Keplero
e nello stesso tempo Galilei.
Ormai i tempi erano vicini
per l’avvento dei primi Libertini.

104
che, senz’esser ancora libertari
(la strada tracciata era già quella)
vissero anni, giorni molto amari
prima della Bonino e di Pannella .
Oggi sono tornati tempi tristi :
ci sono in giro troppi liberisti.

105
Pascal, Gassendi, Locke,Hobbes, Spinoza
furon del loro tempo testimoni
i loro nomi formarono una rosa
che profumò di sé nuove stagioni
lasciando ad indagare il Tempo Antico:
al Genio di Giovambattista Vico.

106
L’Uomo conosce solo quel che fa:
tra le tante che fa c’è anche la Storia
e questa è la grande Verità,
tutta racchiusa dentro la Memoria
che noi dobbiamo sempre coltivare,
se la vogliam davvero migliorare.

107
Ma fu Cartesio il grande pensatore
a riportare in auge la Ragione.
Pensava con la testa e con il cuore,
ma mantenne una certa distinzione,
al punto che egli volle trovar posto
all’anima immortale ad ogni costo.

108
Tra dubbio metodico e chiarezza
esplose il suo cervello e fece Boom!
Nel mondo si diffuse una certezza
quando egli disse : “Cògito, ergo sum!”
Il mondo accolse il suo nuovo piano:
grazie all’impiego di un Asse Cartesiano.

109
Il mondo diventava un po’ più largo:
la Terra aveva abbandonato il centro ;
molte credenze andarono in letargo:
cominciava a soffiare il nuovo vento
della Ragione e del Razionalismo
e fu la luce dell’Illuminismo

110
S’accesero qua e là diversi lumi
sul nuovo altare della Dea Ragione
la quale manderà in mille frantumi
l’Ignoranza e la Superstizione.
L’Arte, la Scienza, la Filosofia
entraron tutte nell’Enciclopedia.

111
Révolution! Il popolo francese
gridò in faccia ai suoi vecchi sgherri:
quel Grido risuonò in questo Paese:
giunse all’orecchio dei Fratelli Verri
che aprirono Il Caffé in Lombardia
con tanta gente, tra cui il Beccaria.

112
La Mettrie, Dalambèrt, Voltaire, Didert
materialisti tra cui il Dolbàk
sentimentali come quel Russeau.
Con Monteskié, e anche il Condigliàk
la Ragione sfociò nella Passione:
sarà Romantica la Rivoluzione!

113
Gran successo le Lettere Persiane
a Montesquieu subito arrecò.
Molto viaggiò in Terre assai lontane
al suo ritorno scrisse e pubblicò
libri poco seguìti, però seri,
in cui invita a dividere i Poteri.

114
Per Condillac contan solo i sensi;
ci sono nella Vita dei Momenti
in cui non conta quello che tu pensi,
ma soprattutto quello che tu senti.
Per profonda che sia la riflessione
quello che conta è la sensazione.

115
In Scozia, Inghilterra e altri paesi
con David Hume e Lessing in Germania
Smith, Stewart furon tutti presi
da una certa contagiosa smània
abbandonare ogni Tradizione
ed insieme con lei, la Religione.

116
Il Pensiero di Kant fu illuminante:
subito prese in considerazione
il ruolo naturale di garante
di ogni Conoscenza: la Ragione
e fu in tal modo che l’Illuminismo
si trasformò e divenne Criticismo.

117
La Ragione Umana è così grande,
le sue ragioni son così profonde
ch’essa si pone tutte le domande:
non a tutte, però, essa risponde.
Questa di Kant è la Filosofia
che a Fichte aprirà ben altra Via.

118
Certo! Si può conoscere il Fenòmeno
che ci appare nel Tempo, nello Spazio;
non è conoscibile il Noùmeno
cui la Ragion dovrà pagare dazio
in maniera , in modo tale che
conoscer non si può la Cosa in Sé!

119
Tra la Ragione Pratica, sicuro,
si muove Kant con disinvoltura.
La Metafisica non ha più futuro,
come egli afferma nella Ragion Pura.
di cui tracciò il limite ontologico
con il suo Imperativo Categorico!

120
“Sempre sopra di sé il cielo stellato,
dentro di sé la legge sua morale;
Sempre così, ha vissuto e lavorato
visse e morì, rimase tale e quale.
Praticò la virtù, combatté il vizio
e una Critica scrisse del Giudizio”

121
L’Idealismo Classico Tedesco
da tempo premeva, ormai, alle porte
con un Pensiero rinnovato e fresco
che legò l’Occidente e la sua sorte.
Presentatosi come il solo Vero,
sfidò e conquistò il Mondo intero.

122
Hegel fu e restò il suo campione
“Quello che accade è sempre razionale””
Troncò, con questo, ogni discussione
e fece trionfare l’Ideale,
Carlo Marx, uno dei suoi eredi,
lo capovolse e lo rimise in piedi.

123
Karl Marx ch’un secolo ha influenzato,
tra tante cose scrisse il Manifesto;
il Capitale, appena pubblicato,
fu letto come il Nuovo Sacro Testo.
Ma Marx dichiarò in un’intervista:
“Io sono tutto, fuor che marxista”.

124
Si diffuse così il Materialismo
nacque una nuova classe: l’operaia
che voleva instaurare il Comunismo
ma alla fine andò tutto per aria
Oggi com’ oggi è un gran bel grattacapo
dover ricominciar tutto da capo.

125
Feuerbach merita una menzione
come l’affascinante Schopenauer:
diversa fu la loro conclusione
che andò al di là di Brandt e di Adenauer.
Di fronte al pessimismo ci si arrangia:
L’Uomo è un po’ di più di ciò che mangia

126
Dell’oltreuomo Nietzsche fu il profeta:
sugli altri s’innalzò fino a volare;
quando raggiungeremo la sua meta,
cominceremo a filosofare
e, liberi così da ogni fardello,
il mondo sarà giusto è un po’ più bello

127
Con Heiddeger rispuntò l’Essere fuori,
mescolandosi al Tempo a noi vicino
grondante di angoscia, di dolori
cui tentò una risposta Severino
e che per darla si decise un giorno
di fare a Parmenide ritorno.

128
Wittgestein disse che il linguaggio
è della Realtà fotografia.
Per illustrare meglio il suo ingranaggio,
scrisse un trattato di Filosofia.
Concluse che, secondo il suo parere,
su ciò che non si sa meglio è tacere.

129
Con Sartre nacque l’Esistenzialismo:
l’Uomo si ritrovò di nuovo solo
a combattere contro il suo Egoismo
senza riuscire mai a spiccare il volo
verso il cielo della sua Libertà
e più ci prova e meno ce la fa.

130
Se solo un Dio ci potrà salvare,
che cosa aspetta, ammesso che lo possa,
che continuiamo a vivere e scavare,
di questo mondo far la nostra fossa?
Non bastan quelle ch’ abbiamo già scavato
rendendo il mondo sempre più affamato?

131
Ormai questo Ciclo si è concluso
il Pensiero non dà più da pensare
il mondo in se stesso si è rinchiuso
La Tecnica ci vuole dominare
Siamo caduti dentro il suo apparato
non c’è più né Politica, né Stato.

132
Tornano i muri, il Nazionalismo
tornano le frontiere, i passaporti
tornan le razze, torna il populismo
ma torneranno anche i nostri morti
caduti per abbatter tutti i muri
basta aspettare. I tempi son maturi

133
Ognuno alla testa di se stesso!
Tutti in marcia: lunga è ancor la via,
lottiamo per la Pace ed il Progresso:
questo è lo scopo della Filosofia!
Per un' Europa e un Mondo Federale:
sarà quella Realtà nostro Ideale!
134
Dio è morto, Marx è superato;
anch’io non mi sento tanto bene:
se il Capitalismo ha trionfato!
Chi dunque spezzerà le sue catene?
I Profughi, gli Schiavi, i Rifugiati
I Clandestini e tutti gli Immigrati

135
Finora il Mondo è stato interpretato
dai vari pensatori della Storia
ma se vogliamo che sia ancor cambiato,
dobbiamo coltivare la Memoria
dei cambiamenti che ci son già stati
grazie ai quali anche noi siamo cambiati

136
Che il Cambiamento faccia o no paura,
il mondo, non sarà mai più com’era:
la lotta sarà lunga, sarà dura
fino al crollo dell’ultima frontiera!
Se il Mondo resterà così diviso:
l’Uomo all’Inferno! E Dio? … Dio in Paradiso.

137
Miseria, Ignoranza, Malattia
prepotenza e prevaricazione
cosa può farci la Filosofia
se a dominare sarà la Religione
Continuerà a persistere il Malanno
se non si svelerà l’ultimo inganno.

138
Se dio si fece Uomo, dico io,
perché non potrà l’uomo farsi Dio?
Si Homo homini lupus est reus :
HOMO HOMINI POTEST ESSE DEUS!

139
Per Cristo, Marx, Budda, Allah: Che importanza
ma l’importante è vivere: viver nella speranza
che questo mondo cambi, che cambi, che migliori,
ma cosa vuoi che cambi, se tu rimani fuori…

140
Perché da quel Balcone, continui ad affacciarti …
Scendi tra le persone , Noi stiamo ad aspettarti
Il Mondo è quel che è, quello che è sempre stato
e cambierà soltanto, quando sarai cambiato!

FINE

 

Seicento
Ah! La Seicento! Che nostalgia!
e come il vento fuggivi via…
senza rimpianti, senza pensieri…
Già mezzo secolo! E … sembra ieri …

Sembrava un sogno! Bastava un pieno
e via … su e giù lungo il Tirreno!
Lungo le strade, quasi deserte:
i finestrini, le porte aperte…

Non ti ricordi? Che corsa pazza
e con gli amici … con la ragazza …
Eccone una… un’altra città:
non era questa la libertà

Non ti ricordi gli anni Sessanta…
Ne son passati più di cinquanta

Ora son solo… son qui seduto
Quanto parlavo! Ora son muto
Son qui seduto … son quasi infermo:
guido le macchine su un teleschermo …

Dichiarazione universale
Amo la vita e lotto al suo fianco:
per questa ragione, non sono mai stanco!

Soffro se vedo persone soffrire:
amo la vita; non voglio morire!

Il mio ideale, il mio unico sogno
è: liberarci da ogni bisogno.

Il mio sogno, il mio ideale
è: liberarci da ogni male!

Amo la vita e le persone
di ogni sesso e religione,

però non credo in nessun Dio:
al posto suo, farei meglio io;

Credo soltanto negli Esseri Umani:
nei loro Sogni, nel loro Domani

Io mi son fatto questa ragione:
Tra me e gli altri non c’è distinzione

Accetto tutti i punti di vista
meno che quello del Capitalista

Se di libero c’è solo il Mercato
il nostro mondo è già condannato

Il solo, vero, unico, male
è il potere, se è personale

L’unica forma di Felicità
sta tutta nella Solidarietà!

Qualsiasi uomo , per quanto strano,
deve cercare di essere umano!

Questa è la sola mia Verità
voglio il Trionfo dell’Umanità!

Credo nell’Uomo, nella sua Utopia,
per questo ho scritto questa Poesia.

Neve
La neve lenta fiocca
sugli occhi, naso e bocca
di un pupazzo, ma la neve:
non si mangia, né si beve
e quando poi si fonde
col resto si confonde

La neve lenta fiocca
sugli occhi, naso e bocca
di un essere di carne,
ma lui non sa che farne
di tutta quella neve
che non si mangia , né si beve:

sente fame e dolore
e lentamente muore
mentre la neve cade
sugli alberi e le strade
intensa fino a sera
lì lungo la frontiera

altri esseri umani
agitano braccia e mani
che, scappati dalla guerra
cercano un’altra Terra
ma nessuno li accoglie:
solo la neve cade e poi si scioglie.

Step child adoption
Era figlio di una serva,
figlio di ragazza madre,
nato dentro una riserva
dove non passavan strade

solo desolate steppe,
dove perché fosse un divo
fu inventato un san giuseppe
come padre putativo…

Fu l’amor per un bastardo
che segnò il nostro Destino
e,sia pure con ritardo
diventò un gesù bambino …

E fu proprio la Madonna,
per un biblico delitto…
Si! Fu lei la prima donna
a dar l’utero in affitto.

Livorno
Non essere più triste, o mia Livorno,
tu sai che, prima o poi, tornerò un giorno.
Aspetta, aspetta: prima d’ andar via,
ti lascio, intanto, questa poesia.

Tu sai che non t’ho mai dimenticato:
quando ho potuto, sono ritornato!
Son tornato ogni volta che ho potuto.
Ciao Livorno mia , io ti saluto!

Tu sai bene che un giorno tornerò:
tra le tue braccia per sempre dormirò
quel sonno sopra il quale veglierai …
Addio, Livorno! Non scordarmi mai!

Nudi e crudi
Ahi! Serva Italia che anche a Roani
mostrasti che son servi gli Italiani!
e che anche Matteo, per quanto bravo,
in fondo, in fondo anche lui è uno schiavo!

Bello!
Bello pregare senza religione:
senza cresima, senza comunione;
senza la Bibbia, Vangelo, Corano
né sinagoghe, moschee, Vaticano:

amare la Vita in tutte le sue forme,
pregando, seguire le sue orme;
e non vi sia alcuna differenza
tra chi crede in un dio, chi vuol far senza,

perché non sa che farsene davvero,
ma rispetti l’altrui e suo mistero,
non senza tanto Amore e Gentilezza:
pregare tutti insieme … Che bellezza!

Tantum religio potuit suadere malorum
(Lucrezio, De Rerum Natura)

L'idea di dio è ultramillenaria,
però, adesso, sta per saltare in aria
sotto i colpi inferti dal Corano
e dalla Bibbia, libro ebreo e cristiano…

L’idea di Dio è un’idea vecchia
dentro la quale l’uomo si rispecchia
e trova la sua immagine riflessa
e crede che non sia proprio la stessa

che si ritrova fuori dallo specchio,
ma vede un altro… Essere, più vecchio,
più saggio, più buono, onnipotente,
di fronte al quale lui si sente niente:

solo una nullità, un peccatore
bisognoso soltanto del suo Amore,
di quell’amor che lui non riesce a darsi
e continua così a prosternarsi,

a pregare, a chiedere perdono:
“Tu sei tutto ciò che io non sono,
che essere vorrei, ma non riesco
per questo seguirò … papa Francesco!

O un altro Capo o un altro sceriffo,
un’altra guida, sia pure il Califfo
Seguirò loro, Te, la loro Legge
e mi lascio guidare come un gregge

di pecorelle, docili, smarrite
così che mentre voi mi istruite,
io non sapendo più che dire e fare,
di qua e di là continuo a pascolare … “

Ma verrà il giorno, Uomo, in cui l’inganno
riuscirai a capire e il grande danno
subìto con la tua sottomissione
e liberarti da ogni religione!

e lasciare ad ognuno la sua fede
del Dio che vuole e di chi in dio non crede
Islamico, giudaico, cristiano,
ma solamente nel … essere… Umano!

Da una intercettazione telefonica
(parla un mafioso politico del Movimento 5 Leghe)

Vuoi saper se credo in Dio?
Se, a volte, vado in Chiesa?
Certamente, amico mio,
però al centro c’è l’Impresa!

Ma che dici? Lascia stare:
ciò che conta Oggi, è il profitto…
io, perciò, mi do da fare…
quando posso, ne approfitto:

Ma perché pagar le tasse,
Ma perché pagar l’affitto;
è vero, sì, sfrutto le masse!
In Libia, in Libano e in Egitto

non Gli do mica l’alloggio;
non do loro neanche il vitto
Il governo? Si, L’appoggio,
ma Calpesto ogni Diritto

Tu lo sai e, in fondo, vedi,
che c’è Dio che mi protegge,
se lo dico non ci credi,
ma me ne frego della Legge,

Non insister … me ne frego…
perché devo averne cura
Tu mi chiedi Se io prego?
Si! Però, Quando ho paura…

Mi sai dir dov’è il conflitto?
Non ci vedo alcun reato
Io cammino sempre dritto …
son tranquillo , son beato “ …

Io! Ascoltar papa Francesco
e la sua Misericordia?
Lo facessi , starei fresco …
Preferisco la Concordia

con i Giudici e i Banchieri…
Altro che Misericordia!
Su! Via … dai … siamo seri
………………………………….

No, no, non mi richiamare!
Domattina parto presto
io ho da lavorare
che m’importa a me del resto

Uffa! ‘Sta Costituzione,
ma chi te l’ha messa in testa
Lascia stare la Ragione
quando torno, do una festa

Se ci sono le ragazze?
Certamente! Ci saranno!
Bianche, nere, ma che razze!
L’importante è che ci stanno.

Lo gnorri
Accadrà quello che dovrà accadere.
Io, intanto, aspetto, qui, a sedere.
Giro la testa qua e là, come fa il merlo
Faccio finta, così, di non saperlo.

Parmenidea
L’abbandono dell’Essere
provoca nostalgia
del bisogno di Essere
che solo la Poesia

potrà intanto lenire
finché di diventare
io non avrò smesso,
se voglio ritornare

ad essere me stesso…

Quando sarà esaurito
questo mio Divenire
forse avrò capito
che Vivere è Morire.

Aforisma 2016
Il sonno della ragione genera cretini
Il sonno della politica genera Grillo e Salvini

L’Anno Nuovo
L’Anno Nuovo vien bussando,
vien bussando alla mia porta
e intanto mi domando:
“Mi farà ancora da scorta”?

Agli amici e ai conoscenti,
con il calice ancor pieno
e, persino ai miei parenti:
“Che quest’anno sia sereno!

Che vi porti l’armonia”!
E’ l’augurio che vi faccio,
io, con questa poesia
che ho scritto al Castellaccio,

dove un giorno non lontano,
spero di poter tornare
e qui, stringerci la mano,
in collina, in faccia al mare.

Clicca tu che clicco anch’io
Clicca, clicca, clicca, clicca
come fece Pietro Micca
che, in fine di carriera,
cliccò su una polveriera:
abbatté una galleria
e al nemico ostruì la via,

ma con quella stessa mossa
si scavò per sé la fossa.

Clicca, clicca senza posa:
clicca il vedovo e la sposa,
il marito e il divorziato:
clicca tu che io ho cliccato;
clicca il nobile e il plebeo…
su clicchiam: Renzi Matteo!

Clicca il povero ed il ricco:
clicca tu che anch’io clicco.

Su clicchiamo a tutto spiàno:
si può cliccare in aereoplano;
sia in macchina che in treno,
si può cliccare senza freno;
Clicca il giovane ed il vecchio:
si può cliccare anche ad orecchio

puoi cliccare a destra e a manca
fin che il dito non si stanca.

Clicca, clicca a più non posso
fino a scavarti un fosso
e quando l’anima tua è in pace
clicca pure che ti piace.
Per scacciare la mestizia,
puoi cliccare un’amicizia.

e, se te lo dice il cuore,
puoi cliccare anche l’amore

E’ un gesto digitale:
clicchi e vedi tutto il male;
clicchi e vedi tutto il bene:
io clicco ciò che mi conviene.
Chiuso dentro la mia stanza,
clicco ormai senza speranza

Se non hai altro da fare
non ti resta che cliccare.

C’era una volta il natale
“C’era una volta il natale “…
Così una storia narrava,
ma non ricordo più quale…
La nonna mi raccontava …

quand’ero ancora piccino
una fiaba remota, lontana,
un racconto, quasi divino,
che ora non narrano più:
l’antica favola umana
di un certo bambino… Gesù …

Crismusseo

Io sono crismusseo:
Cristiano, Mussulmano ed anche Ebreo,
ma da ex-Comunista
MI SENTO ANCHE Buddista,

però all’occasione
potrei fare il Mormone
come, senza pretese,
potrei fare il valdese.

e non vi sembri strano,
se ho fatto l’Anglicano
perché non si sa mai:
io sono anche Ba’hai!

Passo in un solo istante
da Ortodosso a Protestante
Sono serio, non chiacchiero,
potrei fare anche il Quacchero.

Sia detto, senza offesa:
io vado in ogni Chiesa,
ma non ne ho nessuna.
C’è gente che s’aduna,

che prega per la Pace?
Questo sì che mi piace
e, qualunque sia il Dio,
ci sono , sempre, anch’io!

Il Giubileo
Evviva il Giubileo:
io sono Crimusseo: *
e soffro da morire
vedendo altri soffrire…

La vera mia Passione
è solo Compassione
Se noi patiamo insieme,
ci vorremo più bene

perchèla Compassione
genera Comprensione
ma solo la Pietà
genera la Bontà

• Crimusseo: Cristiano, mussulmano, ebreo

Chiunque diventerà piccolo come questo bambino,
sarà il più grande nel regno dei cieli
(Matteo 1, 13)

Questo stanco Rituale
che ogni volta che è Natale
ogni anno si ripete
coi regali, con l’abete,
con la neve sulla siepe,
con il solito presepe,
con la Messa ed il Cenone,
col Pandoro e il Panettone
e con le Feste e con gli Auguri…

… Ma verranno più maturi
tempi nuovi,Tempi Veri
quando tutti più sinceri
ci potremo dar la mano
e buttare via lontano
Cianfrusaglie e altri lustrini
e rinascere… bambini …
come il tempo che già fu
quando nacque quel Gesù
in una stalla … poi, pian piano
trovò alloggio in … Vaticano …

Allah akbar!
La giornata è bella. Il giorno è brutto.
L’Umanità oggi porta il lutto.
A noi non resta che una missione:
liberarci da ogni Religione

che ci divide, che ci separa
finché nel nome Suo c’è anche chi spara.
Solo così ritroverem la gioia:
di un Dio grande, non di Un grande boia!

Se voi volete veramente vivere,
non vi lasciate mai più dividere
tra Cristiani, Ebrei, Mussulmani:
togliete Dio da quelle avide mani

perché lo stanno riducendo a pezzi
con i loro reciproci disprezzi.
Di ogni Religione, ogni Frontiera,
il vero scopo è: Dividi e Impera!

Perché in un mondo così dinamico,
quando un cristiano incontra un islamico,
ciascuno resta della sua idea:
uno va in chiesa, l’altro in moschea
a pregar fin che la gola è secca,
chi guarda a Roma e chi alla Mecca?

O non è meglio darci una mano,
senza più chiese, né Vaticano;
o non son forse antiche droghe,
pagode, templi e sinagoghe?

Vivere senza più distinzione
di lingua, sesso e religione!
O non è forse la Religione
che ci separa e che ci pone

l’un contro l’altro, senza mai tregua,
in questa vita che si dilegua,
che ci abbandona, non ci appartiene:
o non è meglio volerci bene?

Lottare uniti contro ogni male:
o non è questo il più grande ideale!
E liberarci da ogni bisogno:
o non è questo il più grande sogno!
O non è questo il vero Dio,
a cui tu credi e credo anch’io!

E quando Natura i suoi attacchi sferra,
batterci insieme su questa Terra,
perché di un Mondo così diviso,
potremmo farne … un Paradiso! …

Allah akbar!
La giornata è bella. Il giorno è brutto.
L’Umanità oggi porta il lutto.
Ci resta solo una missione:
lottare contro ogni religione

che ci divide e ci separa
finché nel nome Suo c’è chi spara.
Ritroveremo così la gioia:
Dio è grande! Un grande boia!

Papa Francesco
(Versate e rassegnatevi))

Papa Francesco è davvero patetico
e c’è chi dice che sia anche eretico:
sembra che voglia aprire ai gay
e ai divorziati, ma l’Opus Dei,

se, le finanze del Vaticano ,
volesse aprire alla trasparenza
prima che vada un po’ troppo lontano
gli toglierà, vedrai, la licenza.

Versate, Cattolici, l’8 per mille
così il Vaticano ci compra le ville,
alberghi, chioschi, negozi, edicole
e ai poveri lascia solo le briciole,

come faceva il ricco Epulone
e come fanno sotto il Cupolone.

A P.P.P. Pasolini, poeta popolare
Quando morì il Poeta,
la luce del Pianeta
si spense all’improvviso,
si spense anche il sorriso

del sole e delle stelle;
le Parole più belle
smisero di Parlare,
smisero di sognare

persino i più bei sogni;
rimasero i bisogni
di noi , Povera gente,
che, ora senza niente,

guardiamo con sorpresa
la luce sempre accesa
che illumina la via
della sua Poesia ,

che egli ci ha lasciato
quando ci ha regalato
la sua voglia di amare,
di vivere e lottare.

A Pietro Ingrao
Secolo di promesse e di parole
dal quale anche noi siamo venuti:
Volevamo la Luna e ora il Sole
tramonta sopra noi, sopravvissuti …

Con Pietro Ingrao è un Secolo che muore:
Comunista, Poeta, Uomo, Attore:
Volevamo la Luna! Veramente!
Ci siamo andati e … non c’era niente …

Platone
(Oi Dialogoi)

Se conoscer vuoi Platone,
segui pure questa via:
leggi pure l’Eutifrone
prima dell’Apologia

Poi continua con Critone
e con Cràtilo e Teèto ,
per fermarti con Fedone
se vuoi essere completo.

Il Politico e Il Sofista
con Parmènide trascura,
ma il Filebo metti in lista ;
del Simposio abiane cura.

leggi Fedro, leggi Ipparco
E, se vuoi andare avanti,
dai un’occhiata anche a Gli Amanti:
Alcibiade, non Plutarco.

Se ti annoi , come temo,
lascia stare il Teagete
Epinòmide, Eutidemo
e, però, leggi Lachete

Di Protàgora e di Gorgia,
ne potresti fare a meno
che lo stile ti si forgia
anche con Crizia e con Messeno.

Ma se proprio non hai voglia
di passar le notti insonne,
per lo meno leggi e sfoglia:
leggi e sfoglia Carlo Chionne! 

Aggiornamenti proverbiali
Qui gladio ferit, gladio perit.
(Chi di spada ferisce, di spada perisce
(Matteo, 1-8)

Qui murum construit, eum murusobruit.
(Chi un muro costruisce, il muro lo seppellisce).
(Orban, 0-0)
 

Amore! … Amore! … Amore! …
Ma che cos’è tutto questo Amore:
c’è quello eterno, c’è quello a ore…
quello romantico, quello platonico,
c’è quello erotico e quello euronico …

quello alla Radio e alla TV:
davvero, io, non ne posso più…
E quello al Cinema? Non ne parliamo,
sempre: ti amo! … ti amo ! … ti amo! …

Nelle poesie, nelle canzoni,
di amore,poi, ce n’è a vagoni …
Che cosa farci? Io non lo so…
Proviamo , intanto, ad odiarci un po’ …
 

Autobiografia poetica
Io ero ancora in fasce
quando il Fascio si sfasciò
e fu proprio in quelle ambasce
che al Fascismo dissi: NO!

Nacqui a Roma: Città Aperta,
senza lenzuola, senza coperta,
senza una casa dove abitare,
senza nessuno che potessi amare!

Amare fu una dura prova:
un’esperienza del tutto nuova:
gioia conobbi ed accoglienza,
ma anche passione, e… sofferenza…

Però l’ amore che non indugia,
dopo una breve sosta a Perugia,
il suo cammino riprese un giorno
e mi portò fino a Livorno,

dove lasciate le vecchie strade ,
qui, finalmente, trovai un padre.
Così l’amore, sempre sincero,
mi portò su fino a Montenero!

Da allora ho sempre molto viaggiato:
molti Paesi ho visitato …
I loro nomi? Qui non ne faccio …
Per me il più bello? E’ il Castellaccio.
 

Romanzo un po’ polare …
E’ un romanzo la vita?
Ma chi sarà l’ autore?
forse un dio israelita?
il Destino? L’Amore?

Romanzo d’appendice?
o un capolavoro?
Che sia triste o felice
Dentro o fuori del coro,

il tempo fugge, vola,
scorre come l’immagine,
di un volto, una parola;
e mentre le sue pagine,

gialle come una spiga,
sfogli tra rose e spine,
giunta all’ultima riga
ci trovi scritto: FINE!
 

Le vie del Signore sono finite
Abitavo in Via
Del Tutto Eccezionale;
dove la poesia,
era in cima alle scale.

dov’era una finestra
che sul cortile dava :
e dove sulla destra,
c’era chi non mi amava.

Tu, a sinistra eri,
nascosta tra le aiuole:
tenevi i miei pensieri
ad asciugare al sole.

In via di Allestimento
trovai la mia Ragione
che in un appartamento
fornì l’ispirazione

alla mia Fantasia,
che se ne stava zitta,
tra sogno e nostalgia,
chiusa in una soffitta.

Solo in Via D’Estinzione
ritrovai qualche verso
di una vecchia canzone,
che forse avevo perso.

In Via Definitiva,
dove abito adesso,
quando la notte arriva,
vado a trovar me stesso.
 

Otto settembre
8 settembre: morte della patria!
Da allora non è più risuscitata!
Aspetto la sua resurrezione
non di questa, ma d’un’altra nazione,

più grande, più giusta nell’idea:
la vera nazione: la Europea,
capace di portarci fino in fondo:
una sola nazione in tutto il mondo!

Sensi e dis … sensi
Io, con le orecchie vedo,
mentre con gli occhi ascolto:
ormai così procedo
e mi diverto molto.

La fantasia prende,
a volte il sopravvento:
è un lume che si accende
e proprio in quel momento,

mi capita ogni tanto,
come succede adesso
che tra un sorriso e un pianto,
sto in pace con me stesso!

Purtroppo...
Branco di cani che avete da abbaiare!
andate con Salvini, se vi pare!
Andate con Brunetta se volete!
Così, prima o poi … vi accorgerete

Andateci con Grillo!Andate, adesso!
Io me ne vado, si! ma con me stesso!
Tutt’al più posso andare con Matteo
se m’invita all’Expo’ o al Giubileo.
Ma è già tardi. Io, ora, esco:
ormai c’è solo lui! Papa Francesco

Tenzone poetica
(La tenzone poetica è una gara in cui lo sfidante che non riesce a concludere il suo verso con una rima nei cinque secondi previsti, deve, come penalità, pagare da bere non solo all’altro sfidante, ma a tutti gli astanti che, sempre, vi assistono con molto interesse e partecipazione. Purtroppo, L’ultima volta, a Montenero, persi).

- O tu che sei il poeta del mio ciuco,
dimmi quante formiche c’è in quel buco.

- Non ce ne sono venti e neanche trenta,
ce ne son tante, quante ce ne entra !

- E tu di furbizia ne hai un fottìo,
però codesto lo sapevo anch’io!-

- A dire “lo sapevo” si fa presto,
se lo sapevi perché tu me l’hai chiesto.

- Io te l’ho chiesto perché siamo d’agosto,
ma bischero sei tu che m’hai risposto!

- Bischero d’agosto? Mica è un danno,
bischero tu lo sei, per tutto l’anno!

- Davvero, questa io non l’ho capita:
bischero tu lo sei , ma da una vita!

- Io, ieri sera, al lume di una stella,
caro poeta, pipai la tua sorella!

- Io, l’altra notte, al chiaro della luna,
pipai anch’io però c'era tua moglie!

- Basta hai perso, ora finisce qua:
luna con moglie? La rima non ci sta!

- Lo so! Ho perso, ma tua moglie è brava:
la rima non ci sta, ma lei ci stava! …

Distici a Ignazio Marino
Resta con noi! Non andar via, Ignazio!
O dopo Roma, ci ruberanno il Lazio!

La Mafia, ora, metropolitana
prima o poi arriverà anche in Toscana!

E se continua questo “magna magna”,
ci ruberanno l’Emilia e la Romagna!

Per non parlare poi della Liguria
che se la pappan già come un’anguria!

Il Veneto ormai e la Lombardia,
da tempo se le son portate via!

Se Chiamparino non riuscirà a far fronte,
ci ruberanno di nuovo anche il Piemonte!

E a noi non resterà, caro Marino,
che andare tutti quanti a San Marino!

Ma se Francesco ci darà una mano,
potremo andare tutti in Vaticano!

Dopo l’Expo’ di … Renzi Matteo,
non ci resta che sperar nel Giubileo!

Se il Giubileo non ti riesce a farlo,
puoi sempre sperare in … Chionne Carlo!

Sarà una speranza ben riposta?
Da tutti voi attendo una risposta!

Colloquio
Lungo colloquio muto
senza interlocutore
tra richieste d’aiuto
e profferte d’amore

questa è la nostra vita
tra un silenzio ed un chiasso:
nel cuore una ferita
e nella bocca un sasso:

grido che ci consumi,
che non ritorni indietro
e che ci mandi in frantumi
come fragile vetro.

Populista
- Da tante lotte, da tanti ideali,
ho ricavato solamente mali!
E ora che io sono giunto al “dunque”,
mi sono messo a far “l’uomo qualunque”!

- Ma che vorresti dire? Non saprei!
- Mi sono messo a fare … i cazzi miei!

Proustiana
“Alla ricerca del tempo perduto”
Ognuno di noi ha già scritto la sua:
ciascuno darà ciò che già ha avuto:
io ti do la mia vita; tu, la tua

Ritroveremo, io e te , quel Tempo.
Vedrai, non sarà così diverso:
già lo sentimmo a noi venir nel vento,
forse perché noi non l’abbiam mai perso.

Tutti a casa
Ci andremo tutti, a casa nostra, un giorno
da dove non faremo più ritorno
e su e giù andrem per quelle stanze
misureremo tutte le distanze

che ci separano dal Muro della Terra,
dalla Morte, dall’ Odio, dalla Guerra

da ogni istante brutto e doloroso
che la Vita ci rese, così acerba
e troveremo alfin Pace e Riposo
tra queste piante, foglie, fiori, ed erba.

Monte Soratte
(A Santi Cardella)

Quando la prima volta ti ha guardato
Sotto quel cielo indifferente e vasto
da quel momento non sei più cambiato
Con la tua bianca cima sei rimasto

mentre ai tuoi piedi si stendeva il Lazio
fu il suo sguardo che ti rese eterno
Monte Soratte, tu che per Orazio
ti copristi di neve quell’inverno

Noemi e Kengiro*
Ho visto profilarsi
l’Umanità Futura
ed in essa specchiarsi
una Nuova Cultura.

Ecco l’Umanità
che apre le Finestre
ad un’altra Civiltà:
La Civiltà Terrestre!

*I genitori di Noemi e Kengiro sono un italo-svizzero di lingua madre tedesca e una giapponese che vivono e lavorano in Irlanda. I due bambini parlano correntemente italiano,tedesco, giapponese e inglese. A scuola apprendono il francese. Family Day o Family World?

Endecasillabi
E’ per endecasìllabi ch’io parlo.
Il verso mi è così connaturato
che ogni volta ch’io mi accingo a farlo,
mi basta aprir la bocca e darle fiato.

Di quello che vien fuori non rispondo ,
ma dico sempre quello che io sento.
Se ciò che dico non interessa al mondo,
per lo meno, avrò fatto un po’ di … vento …

Darwiniana
Siam qui per continuare questa specie
che amiamo fino al sacrificio estremo,
che già chiunque prima di noi fece,
che tutti an fatto e anche noi faremo.

Ma quando ci sorprende quel pensiero,
più o meno triste, a volte molto mesto,
anche noi siam sorpresi dal mistero,
ma cosa c’entra il Papa in tutto questo.

Italia! Italia!
“Ma il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta
Italia”
(G. Ungaretti”)


Noi siamo l’Italia che tramonta:
quella che sorge più non ci appartiene;
un’altra Italia già da tempo è pronta.
A questa noi dobbiamo voler bene!

L’Italia dei cinesi: mandarina,
dei giapponesi e altri sullo sfondo,
degli arabi, l’Italia clandestina,
di quella che confina con il mondo.

L’Italia d’oltrealpe e d’oltremare:
d’altri cervelli, d’altri piedi e mani:
ecco un’Italia tutta da rifare!
Ma come si farà… senza Italiani!

Europa! Europa!
Questa è l’Europa per cui ci si batte?
Quella del Formaggio senza Latte?

Per cui cantammo un giorno: “O Bella Ciao”!:
del Cioccolato senza più Cacao?

Per cui combattemmo in Val Trastuva?
Quella del Vino fatto senza Uva?

Quella del Pane, unico alimento,
fatto , d’ora in poi, senza frumento?

Quella per cui si lotta e sopravvive:
quella dell’Olio fatto senza Olive?

E’ questa l’Europa che volete?
Allora, se è così: VE LA TENETE !!!

Agonia
S’iscrisse a un Partito di Massa:
si ritrovò a Carrara,
dove la vita passa
davanti ad una bara…

in attesa che, in pace,
trovi la sepoltura
il cadavere che giace
di una vecchia … Cultura

Editoriale
Oggi la Poesia è un Editoriale.
Si commentano i fatti della vita.
Chi dice che va bene, chi va male
fino al giorno in cui sarà finita.

Quante cose succedono in un giorno:
chi muore, chi sta male, chi guarisce,
chi se ne va e non fa più ritorno,
chi dice che ha capito e ,… non capisce…

Io faccio il pensionato qui in panchina:
mi arrabbio, m’indigno, a volte, grido
e , mentre la morte si avvicina,
ogni tanto la guardo e le … sorrido …

Lei
Lei, la più sfuggita, più evitata,
quando vorrà, quell’ospite inattesa
verrà, la più temuta, inaspettata
e sarà proprio lei, la più sorpresa.

Da sempre messa al bando ed alla gogna,
si metterà in un angolo a sedere ,
tale e tanta sarà la sua vergogna
che non si farà mai… più… rivedere.

Naufrago 2015
Marchiato dall’Istinto
della Sopravvivenza,
battuto, ma non vinto
con una Fede immensa,

tocca la nostra sponda,
odierno Ulisse o Enèa
e la Speranza fonda
su una nuova Idea:

quella di un altro Mondo
dove ci sia Accoglienza,
ma dove tocca il fondo
della mia Indifferenza,

pronta a giustificare
ogni Ingiustizia o Abuso
fino a che sarà il Mare
sopra di lui, richiuso.

Scala
Sali sulla mia scala musicale
se vuoi sentire quella universale
musica che riscalda menti e cuori...
Sali , ti prego, non restare fuori:
DO nare è la prima nuova nota
RE galare la segue e si prenota
MI racolosamente prende posto
Fa ntasìa che ha sempre ben disposto
SOL amente chi vuole e sa sognare
L’A more che può dare ad ogni cuore
SI a la felicità, ma anche … il dolore …

Senza frontiere
Contro i sacri confini e le barriere
che alimentano l’odio e la guerra
e le ridicole vecchie frontiere:
“venite popoli, vostra è la Terra!

Vostra è la Terra, vostro è il Pianeta!
Frontiere: ultima imbecillità!
Venite, popoli”! Urla il poeta
nel santo nome di: Libertà!

La libertà che va ancor cercando
sol chi per lei vita rifiuta.
“Venite popoli, vi sto aspettando”!
Grida il poeta e vi saluta!

Ci sono medici senza frontiere?
Senza frontiere i giornalisti?
Cadranno muri, cadran barriere
anche per tutti i poveri cristi!

La caduta di Venezia
Ora Felice Casson è muto:
perché PD non l’hai sostenuto
che, con Orsoni, portavi via
ogni speranza di pulizia?

Tra un appalto e una tangente,
non ti sei mai accorto di niente?
Ma se han rubato anche la luna!
Adesso al buio è la laguna!

Passa una gondola della città.
"Ehi, dalla gondola, qual novità ?"
Salvini infuria, la destra avanza,
quella che parla solo alla panza!

E tu Sinistra che cosa fai
con il PD che è in mezzo ai guai?
Tu dalla ligure spenta fortuna
non senti il gemito della laguna?

Anche Venezia ora è caduta:
ai corrotti, tu, l’hai svenduta!
Ogni mafioso ora sussurra:
sul ponte sventola bandiera azzurra!

Sulle tue opere sempre più urgenti ,
ora s’addensano nuove tangenti
Questa politica corrotta e infame
porta Venezia a morir di fame.

Addio Sinistra, sogni di gloria,
ora Brunetta canta vittoria.
Nuovo cemento, nuovo catrame:
O Veneziani, morti di fame

voi che la vostra Città tradita
avete.Ditemi: dov’è finita
la vostra gloria e la fierezza
se date il voto a chi vi disprezza!

Con la Sinistra che adesso arretra,
prima di appendere questa mia cetra:
“A te, Venezia,l'ultimo canto,
l'ultimo bacio,l'ultimo pianto!

Ramingo ed esule in suol straniero,
vivrai, Venezia, nel mio pensiero;
vivrai nel tempio qui del mio core,
come l'imagine del primo amore”.*

Per quanto lunga la lotta e dura
a noi la Destra non fa paura!
Ma basterà uno spiraglio? … Un varco? …
Tornerà a splendere il sole a San Marco?

*I vv. 35-40 sono una citazione da "L'Ultima Ora di Venezia" di Arnaldo FUSINATO, patriota italiano, (1817-1888)

Deriva
Alla conquista del mio passato
da settant’anni sono impegnato!
ma chi potrà darmi un aiuto
per ritrovare quel che ho perduto!

Alle mie forze faccio ricorso,
ma servirà questo mio sforzo?
Per quanto possa tenere duro:
ci sarà ancora per me un Futuro?

Ci sarà almeno un’alternativa
a questa mia lenta deriva?

Zeta, orgia del dovere
Che cosa farai, adesso, tu, Marino.
Durato sei lo spazio di un mattino.
La mafia ti ha colpito in pieno volo.
Come tutti gli onesti, ora, sei solo.

Ritornerà Salvini e Berlusconi
che hanno rubato già in tante Regioni?
Resta con noi. Non ci lasciare , Ignazio!
O dopo Roma, ruberanno il Lazio!

Verrà la morte …
Verrà la morte, ma non vedrà i miei occhi
che quando arriverà saran già spenti,
ma sento da lontano i suoi rintocchi
cullare i miei ultimi tormenti

disperdersi al brusio di questi venti
che accompagnano gli ultimi miei passi
finché cessati tutti i miei lamenti,
sarò come quest’erba e questi sassi.

Po demo s
popolo democratico spagnolo

La Sinistra che s’infuria
e diventa rosso anguria:
Summum ius, Summa iniuria:
Forzitalia ha la Liguria!

Ora noi cosa FAREMOS:
forse Grillo, Sgrilleremos?
No! In Ispagna ce ne Andremos!
Lì, almeno, c’è PODEMOS!

Bla … bla … Blatter …
Bla … bla … blatter …:
se Matteo diventa Matter ,
se la Bindi è sempre quella,
sarà Matter … Mattarella? …

Pappamondo
L’FBI ha aperto uno squarcio:
c’è del marcio e non solo nel Calcio.
Tra inamovibili e Impresentabili
solo i Mafiosi son candidabili!

Ogni tifoso ora si schifa,
ma c’è differenza tra Mafia e Fifa?
Premetti MA, di un F fai senza,
vedrai che è poca la differenza,

anzi avrai il bel risultato
di un eterno gran Campionato,
anche se quello che conta davvero
è Obama-Putin: per ora Uno a Zero!

Carriere letterarie
Quando, da giovane, studiavo Storia,
IO mi innamorai di Fama e Gloria:
mentre andavo alla loro conquista
sulla mia strada incontrai un Futurista

che stava insieme a tant’altra gente,
tra i quali c’era pure un Decadente
che non sapendo più che cosa fare
volle presentarmi un Crepuscolare

che, rifiutato un certo gusto estetico ,
decise, poi, di diventare Ermetico.
Lessi con interesse un Suo opuscolo
e mi avviai così verso il Crepuscolo,

ma non avendo alcun senso semantico
incominciai, da me, a fare il Romantico.
Fu quando approdai al Simbolismo,
che venni accusato di arrivismo.

Per non rispondere a quelle infami accuse,
mandai al diavolo poeti, versi e muse.
così di QUEI LONTANI giorni persi
mi son rimasti tre o quattro versi

ma così belli che io non saprei
se veramente siano proprio miei
basta sentirli e ti accorgeresti
che non somigliano per niente a questi.

Cadute!
- Ma su! Ma dai! Ma via! … il Muro è … caduto! …
Fattene, prima o poi, una ragione! …

- Ma se ancora non mi son riavuto
della Caduta di Napoleone!...
Anzi! … Ti dirò: mi sento strano,
da quando cadde … l’Impero Romano! …

Da allora … tu dirai che non ci credi,
ma, a mala pena, io mi reggo in piedi …

- E, questo … tu, lo sai, amico mio:
un giorno o l’altro, vedrai che cadrò anch’io! …

Rogiolo
Mare mio, mare crudele,
con le mie spiegate vele
che, insieme a lei, ho innalzato,
quante volte ti ho solcato!

Mare mio,nel vento, lieve:
ora lunga, ora breve,
l’onda tua, quando arrivò,
insieme a lei, mi trascinò!

Quante volte, dalla riva,
son rimasto a contemplarti
mentre l’onda tua fuggiva,
ma nessuno può fermarti!

Ora aspetto, qui, il ritorno
di quell’onda andata via:
Io so che verrà il giorno
che, seguendo la sua scia,
questo mare di Livorno,
me e lei, porterà via.

Maitre à penser
Si! Io sono un vero maître à penser:
penso un pensiero che ancora non c’è;
PENSO UN PENSIERO CHE NON C’è MAI STATO
SENZA CHE PRIMA IO L’ABBIA PENSATO,

SEGUENDO UN PENSIERO LUNGO la via,
PRIMA CHE UN ALTRO pensiero ci sia ,
perché soltanto se l’avrò pensato
saprò se un pensiero almeno c’è stato

che poi pian piano dentro mi crebbe
sennò non saprei che pensiero sarebbe!
Il vero pensiero che io penso adesso?
penso ill pensiero che pensa se stesso!

Un pensiero che è, che sarà e che fu
fino a quando non penserò più!

Capovolgimenti
Uno spettro si aggira per l’Europa?
E’ l’Europa uno spettro che si aggira
nel mondo con il quale gioca a scopa,
ma la carta vincente non la tira:

l’unica carta: la Costituente
per una vera e propria integrazione,
senza la quale non sarà mai niente
perché le manca la Costituzione!

senza la quale non sarà mai Stato,
cioè un vero Stato Federale.
ma solo un appendice della NATO,
un esercito senza Generale!

Oroscopi
E fu di uno Scorpione
che io m’innamorai,
ma presto la lasciai:
batteva alla stazione

Anche col Sagittario
non ebbi più fortuna:
tornava sempre all’una:
a me preferì Mario..

Quanto al Capricorno
fu amore a prima vista:
disse ch’era un’artista:
girava film porno

Diverso fu l’Acquario:
la donna di servizio,
mi consentiva un vizio
per lo straordinario

Pensavo che coi Pesci
fosse una cosa seria:
trovai una cameriera
che poi mi disse:-Esci!

Poi conobbi l’Ariete
ch’ero già divorziato
Lei sì che mi ha fregato
la trovai sulla Rete

Lasciamo stare il Toro
con lei la sera a cena
sapeva a malapena
condire un pomodoro

Poi con i Gemelli
Che volete facessi
voleva mantenessi
lei e i suoi tre fratelli

Ah! Se ripenso al Cancro
mi sento ancora male
mi lasciò all’ospedale
fuggì col dottor Zancro

Vorrei che del Leone
neanche si parlasse
svuotò prima le casse
portò via la pensione

Insomma anche la Vergine
non fu certo da meno:
un giorno prese il treno
e ritornò a Pèrgine.

L’ultima una Bilancia:
era una moldava
non solo non la dava:
voleva anche la mancia!

Mio Dio! Quanti tormenti
coi segni zodiacali
per me sonno espedienti
per vendere i giornali.

Dichiarazione
Mi son preso una cotta per Matteo
che nemmeno Giulietta per Romeo
la quale lo seguì fin nella tomba…
Ma la Prima Repubblica egli sgombra

e, nonostante Bersani e la sua fronda
egli sta per entrar nella Seconda!
E, mentre la sua nave fila e va,
io ho raggiunto, ormai, la Terza … Età!

Però lo seguirò sul fil dell’onda
finché raggiungerà la Quarta Sponda!
Forza Matteo! Non gliela dare vinta:
la Francia è già da tempo nella Quinta!

E, se il tuo cambiamento non si arresta,
presto potrai arrivar fino alla Sesta,
e finché non verrà meno il tuo zelo
raggiungerò con te il Settimo Cielo!

Fiotti *
Questi fiotti di emozione
che ti salgono su agli occhi
mentre ascolti una canzone
e par che il cuore ti si blocchi,

cosa sono? Che ti prende?
Niente!Soliti momenti:
una lacrima che scende
da questi occhi… adesso… spenti …

Fiotto: Limitata quantità di liquido che prorompa con getto improvviso e violento.

La Resistenza
La Resistenza sai è come il vento
che quando fischia, urla la bufera;
la Resistenza è la nostra Primavera:
la nostra Libertà!

E anche se è passato tanto tempo,
non la dobbiamo mai dimenticare;
noi , oggi, siamo qui per rinnovare
la nostra Libertà!

E se c’è chi non ha ancora capito
che il Fascismo è morto e seppellito
noi siamo sempre pronti ad imbracciare:
la nostra Libertà!

Viatico
Il nostro pettirosso ha messo le ali:
lascia il suo nido e vola negli spazi …
Mantieni sempre alti i tuoi ideali
sopra le case, le ville ed i palazzi.

Osserva attentamente il panorama.
Non distoglier lo sguardo dalla meta .
Il pensiero rivolto a chi ti ama
e fai tutto il giro del pianeta!

Menu
(La Ricetta del Poeta)

Mezz’etto d’aria fritta,
un litro di parole,
un’animuccia afflitta,
uno spicchio di sole.

Una lacrima sul viso,
un cuore vagabondo,
tornar senza preavviso
un sentimento profondo:

due emozioni in insalata,
un po’ di luna piena,
una rima alternata
un dolore alla schiena

Un pensiero sfuggito
dalla gabbia mentale
un ricordo sbiadito,
il presepe a Natale,

e a Pasqua gli ovini
con o senza sorpresa,
ritornare bambini,
una visita in chiesa

per sentirci più buoni
per sentirci diversi
e tra sillabe e suoni
buttar giù quattro versi.

confessione letteraria
Io sono tutto fuorché romantico:
la mia origine è tutta nel Cantico
di Frate Sole, lirica altissima
e nella Rosa fresca, aulentissima,
prima canzone cortese e piana
come fu sempre la siciliana
scuola antichissima che fu il RITRovo
del gentilissimo dolce stil novo
che e nei poemi cavallereschi
si frantumò nei mille affreschi
di un’altra rosa che il Marino
volle piantare nel suo giardino
MA con un languido, prezioso tocco
per profumare tutto il Barocco
ed inebriare la Ninfa Nadia
Sì CHE i pastori, QUELLI D’Arcadia
sotto un arcaico cielo galassico
tornar potessero a un mondo classico,
oggi, per molti, un mondo estraneo,
per me, il solo contemporaneo.

Ahi! Forza Italia!
Ahi! Forza Italia: da Grand’hotel a ostello !
nave da crociera in gran tempesta,
partito che vincevi col porcello!

La tua dirigenza fu sì lesta
all’odor del potere che lo afferra
allorché l’occasion si manifesta

Fu Alfano il primo a dichiararti guerra,
seguìto da Cicchito che ora gode
con Quagliarello, mentre i ranghi serra

del Nuovo Centro Destra che si rode
perché Lupi un ministero in pieno
ha perso in quanto dedito alla frode.

Che val perché ti racconciasse il freno
Brunetta tuo, se l’Aula gli si svuota,
se perfino Romani gli vien meno?

Santanchè! Che dovresti esser devota,
a chi ti ha sempre detto che sei bella,
che, grazie a lui, sei diventata nota,

guarda come si è messo a far flanella
con Francesca Pascal quel Berlusconi
or che Ruby non fa più la porcella!
O Sandro Bondi! Che ora abbandoni
colui che giunto è a l’ultima spiaggia ,
è così che si fa con gli ex- padroni?

giusto giudicio da le stelle caggia
sovra l tuo sangue, e sia novo e aperto,
tal che l tuo successor temenza n’aggia!

Ch'avete la Repetti e tu coperto,
per cupidigia tutti quei balletti,
ora che Villa Arcore è un deserto!

Non eri con Verdini e altri capetti
Rotondi, Buttiglion che addirittura
con Letta e Minzolin si fan dispetti?

Ma Berlusconi, tu Non hai paura
di Repubblica e delle sue campagne?
E Mediaset sarà sempre sicura?

Vieni a vedere come Roma piagne
vedova e sola, e dì e notte chiama:
Silvietto mio, perché non m’accompagne?».

Vieni a vedere Fitto quanto ti ama!
O hai bisogno forse di altre prove?
Non deve solo a te, lui, la sua fama?

E’ vero sì che tu nelle tue alcove
esercitavi quel tuo chiodo fisso,
ma lui e gli altri non eran mica altrove!

Anzi lui aveva un posto fisso
durante quelle tue eleganti cene.
Perché quando vincevi non si è scisso?

Ma le riunioni tue erano piene
di traditori ed un Matteo diventa
ogne Salvin che patteggiando viene.

O Forza Italia! , ben puoi esser contenta
di questa digression che non ti tocca,
ma L’elettore tuo già si lamenta

e in segreto già scruta le onde
per vedere se scorge qualche accenno
di una notizia che già si diffonde:

prima che giunga l’ordine di arresto
nella ristretta cerchia a lui contigua.
Ma Berlusconi vuole fare presto

ed esser già nell’isola di Antigua!!

Invito a Papa Francesco
Salute, o vecchio papa, affaticato,
stretto tra l’Essere Eterno e il Divenir
troppo hai sofferto perché troppo hai amato,
ma il mondo è bello e santo è l'avvenir.

Come vorrei veder sulla tua faccia
oggi apparire una nuova aurora
Di nuova umanità veder la traccia
non apparir altre Madonne ancora!

Le madonne che vide Padre Pio,
Bernardette e la Sindone a Torino!
Parlaci di Francesco e non di Dio
e lascia stare quel Gesù Bambino

La mia vera madonna è questa qua
Fulgente di Giustizia e tu lo sai :
la mia Madonna è la Libertà:
ti seguirò se tu per lei vivrai!

Se lotti insieme a me contro i tiranni,
capitalisti, che ci hanno sfruttato,
io ti giuro che dopo duemila anni
divento cristiano e battezzato!

Povero vecchio, che sei giunto al soglio
con quella voglia indomita di amare!
io ti saluto cardinàl Bergoglio:
davanti a te, mi vengo a inginocchiare!

Lascia il Vaticano e io ti abbraccio!
Se dello IOR mi sveli i suoi mistèr
insieme a te, un brindisi io faccio:
Papa Francesco! A te! alzo il bicchier!

Bea
“Non so se intendi:dico di Beatrice;
tu la vedrai di sopra, in su la vetta
di questo monte: ridere e felice!”

(Dante, Purgatorio, Canto VI vv.46-48)

È l’Amor che ci distrugge,
ma è lamore che ci crea:
al destino non si sfugge.
Questo è il fascino di Bea!

Non esiste altro Pensiero.
Non può esistere altra Idea.
se vuoi essere sincero:
c’è soltanto lei: c’è Bea!

Ci son mari senza onde?
Mali senza panacea?
Se la chiami ti risponde :
Sono io! Mi chiamo: Bea!

Delusioni! Torti! Inganni!
Frustrazioni! Sorte rea!
passeranno altri mille anni,
ma non passerà mai Bea!

Se nel tuo giardino cresce
la genziana o l’ orchidea,
quando il sole fuori esce,
prima o poi esce anche Bea!

Nella calma, nella foga,
sia in Chiesa che in Moschea,
sia nel Tempio o in Sinagoga ,
quando preghi, preghi Bea...

E’ il suo Amor che ci sovrasta ,
che ci fa stare in trincea ,
che ci fa dir questo e basta:
Bea! Bea!.... Bea!... Bea!...

È l’amor che ci distrugge,
ma è l’amore che ci crea:
al destino non si sfugge...
Questo è il fascino di Bea...

La buona scuola!
Andiamo, andiamo che la Scuola è Buona!
Andiamo, andiamo che la Scuola è Bella!
Adesso Renzi la campana suona!
Alfano suonerà la campanella!

Andiamo, andiamo: ecco gli studenti
allegri, spensierati, sorridenti
che preparati siedono sul banco
con la merenda del Mulino Bianco!

Andiamo, andiamo: arriva la bidella
che reca in mano vasetti di Nutella!
Andiamo, andiamo: arriva anche il bidello
con i computer, ultimo modello!

Dopo la Scuola ci sarà il Lavoro:
di buoni voti sarà pieno il registro!
Ai migliori, in premio , un Rolex d’oro!
Non solamente al figlio del ministro!

Forza Italia
Forza ladri! Forza Lupi!
Finiranno i tempi cupi?
Finirà il malaffare?
Smetteranno di rubare

prima o poi gli Italiani:
fede, affari e don Giussani?
Comunion, Liberazione
fede e fatturazione?

Cosa fa Renzi Matteo?
Sarà tutto perdonato?
Basta andare al Giubileo?
E chi ha sempre rubato?...

Vero! Dio è misericordia
nei confronti di ciascuno!
Ma amare la concordia
è rubare un po’ per uno?

De senectute
( … vituperatio senectutis, quod eam carere dicunt voluptatibus. “Cicerone”)

le rughe sul viso,
il naso arrossato;
ormai ho deciso
mi sono invecchiato:

Le mani di ghiaccio
perfino coi guanti,
mi sente anche un braccio :
non vado più avanti…

I passi son lenti,
le guancie scavate,
gli occhi ormai spenti,
le orecchie intasate…

più curva la schiena,
più corto il respiro,
un yogurth a cena
e poi mi ritiro

Non ho più memoria:
le date? Ero un mostro?
Sapevo la storia
più del paternostro …

I nodi alle scarpe
non sono più quelli,
mi copro di sciarpe
fin sopra i capelli! …

Tre o quattro maglioni:
ho freddo lo stesso …
Mi rompo i coglioni …
Non faccio più sesso…

il cuore non regge,
problemi al polmone…
faccio solo scorregge:
sola soddisfazione! …

Presenze
Berlusconi , Salvini, Grillo, Renzi…
in queste mani siamo:… … Ma ci pensi! …
e ci mancava Passera e anche Tosi
i leghisti, i grillini e gli italoforzosi
coi piddì isti e… compagnia bella…
se non ci fosse stato … Mattarella …
non ci restava che sperare in Dio …
meno male, però … ci sono anch’io!...

testamento … ideologico
Questo mondo mi ha deluso:
non è stato alla mia altezza.
Quanto mi ci son confuso
a cavarne la bellezza

di quei certi miei Ideali
che ti riempion l’esistenza,
ma ho visto solo mali,
cattiverie, indifferenza…

Vi saluto e, scusate ,
se non vado più in giro…
spero non me ne vogliate,
ma stavolta … mi ritiro …

Troppo brusco fu il risveglio.
Qui, nessuno più mi ascolta …
spero possa andare meglio,
se mai torno: … un’altra volta …

Questione omerica
Dalla guerra di Troia
alla guerra alla Troika
chi sconfiggerà il boia?
Basterà una eroica

Grecia col suo Teseo?
Basterà un Centauro
per sconfiggere il reo :
l’Eurominotauro

che i popoli affama
che calpesta il Diritto,
che ha un nome e si chiama:
Capitale e Profitto?

Cielo! … Il fisco! …In una stanza ! …
Paradiso artificiale:
ecco! Il cielo in una stanza,
col sapore tuo di sale,
ma sul Lago di Costanza…

DOVE UNA gatta nera,
NELLE NOTTI D’ESTATE,
SU IN SOFFITTA C’ERA
CON … l’Agenzia delle Entrate…

CON quattro amici al bar
che cantavan senza fine
io non ti ho saputo amar,
poi passavano il confine…

S’innamoravano a Milano
tanto per fare quattro passi
poi andavano a Lugano
a portare SOLDI E SASSI

ma tenersi le parole
ora dal mare consumate
sulla sabbia e sotto il sole…
e le tasse non pagate? …

Si! Tu ci hai fatto sognare
e di ciò ti siamo grati,
ma le tasse da pagare …
non pagate … son reati ! …

Che sia Paoli o Berlusconi,
non intacca la sostanza…
Non ci sono paragoni
con il cielo in una stanza…

Lui lì ! … altro che stanze! …
Nella Villa San Martino,
tra escort, burlesque e danze,
aveva aperto un gran casino!

Addio Lugano bella
o dolce terra pia,
ma di’, quanti quattrini
tu ci hai portato via …

Congiuntivo, congiuntivo!
(Caccia all’errore)

Congiuntivo, congiuntivo,
batta un colpo se sia vivo,
se sia, invece, già defunto
che sia meglio fare punto!

evitando che decadi,
Prima ancor che me ne vadi,
o dovessi io rialzarti
prima ancor ch’io me ne parti!

se non vuoi che io ti cacci
dimmi Cosa vuoi che facci
affinché tu ti riprendi
o vuoi proprio che ti offendi!

o che ti manda a far due passi,
o vorresti che ti dassi
una semplice lezione
per cui ti facci una ragione?

Su, via, venghino signori
alla fiera degli orrori
che ferischino il mio cuore
dove spero naschi un fiore

in maniera che tu possi
prima che un po’ tardi fossi
rimediare a quegli errori
che ti portino al di fuori

della giusta, dritta via
da cui uscì questa poesia
che se tu vorrai corrèger,
la dovrai tutta rilegger!

perché un ruolo positivo
fosse dato al congiuntivo

Inno alla blasfemia
(Parigi, 7 gennaio 2015 – Copenaghen, 14 febbraio2015)

Omaggio alle vittime del fascismo islamico
Bestemmiare è bello!
anche così, a volte, mi ribello!
Bestemmiare è giusto,
anche così io assaporo il gusto
che dentro me risento quando io
alzo la voce grido: “Porco Dio!”.

Non sempre c’è chi miete o chi vendemmia,
ma sempre ci sarà chi è che bestemmia!
C’è gente a cui manca il vino e il pane,
Porca Madonna e… Madonna Cane!
C’è gente a cui manca il pane e il vino,
Madonna Cane e pure Dio Assassino!

Quando io sono incazzato nero,
io più bestemmio e più sono sincero!
Quando bestemmio so che Dio mi sente
e so che molto spesso Lui si pente
d’aver creato un mondo così infame
o Porco Dio !O Madonna Cane!
E si pente fino al punto in cui
si mette a bestemmiare pure Lui!

E’ la bestemmia un grande atto d’amore:
che serve a umanizzar Nostro Signore,
il quale sa che questa vita è pazza
e qualche volta anche lui s’incazza.

Ed Egli questo ce lo ha dimostrato
quando il Diluvio in Terra ci ha mandato!
Adesso un altro ne dovrà mandare
perché avanti così non si può andare!

Piccola vendetta lombarda
“Vendetta! Vendetta! Tremenda vendetta!”
La voce spezzata! Le mani a trombetta!
In piedi sul banco, gridava, Brunetta,
come una piccola lombarda vedetta!

E poi con Beppe e con NiKi, Brunetta,
mentre l’Italia va sempre più giù,
trasforma, impertèrrito, in barzelletta,
il vero Aventino del tempo che fu!

La Storia diventa così una storiella:
il Parlamento, una sceneggiata!
Ora che hai messo lassù Mattarella!
Coraggio, Matteo, fai un’altra Renzata!

Climax
Fiutami, annusami, senti che odore!
Prendimi, coglimi, sono il tuo fiore,
Apri i miei petali, sfiora il mio ramo
Scovami, scavami, dimmi: “ ti amo”

Cuòcimi, assàgiami, senti il sapore!
Sulla mia pelle disegna ricami
stringimi forte … Ahi! Che dolore
ti prego, amore, fammi gli esami!

Saziami, straziami, spazzami via
tormentami, annièntami, anima mia!
raffreddami, infiàmmami, portami via!
fammi vedere la tua fantasia

Fondimi, confondimi, rifondami
Affondami, sfondami, inòndami
Légami, annegami, lasciami andare
Accelera, carica, non rallentare

Tu la mia fauna ! Io la tua flora!
Ripròvami, agganciami, sganciami ancora
Allacciami, scioglimi, come tu sai,
ti prego, t’imploro, non smettere mai!

Tu mi chiedi perché …
Tu mi chiedi perché le mie poesie
sian piene di svolazzi e di artifizi,
di cattiverie, cazzate, parodie,
di maldicenze , puttanate e vizi,

ma perché la realtà che ci circonda
di queste cose è fatta, cara mia,
e chiunque la neghi o la nasconda
tutto può fare, meno che poesia

Very bello punto it
Very bello punnto it!
Questo è l’identikit
d’uno stranissimo Paese
dove pochi sa l’Inglese,

dove l’unico linguaggio
sa di mafia e riciclaggio.
Very beautiful preferisco
dove chi evade il Fisco,

dove chi non paga tasse,
non vien votato dalle masse,
bensì votan per coloro
che crean posti di lavoro

e che un quarto di salario
lo devolvono all’erario.
Ma dov’è questo Paese
dove tutti san l’inglese?

Ma qual è il suo identikit?
Very bello punto it?
Io preferirei PULCHERRIMA,
idest RES PUBLICA integerrima !

Graeculus
Sono un povero poeta,
un po’ alfa, un po’ beta
che tra un gamma ed un delta
scrivo versi, ma alla svelta,

che tra un Theta ed uno iota,
ogni tanto fo l’ idiota …
Prendo un lambda, lascio un mì:
che vuoi farci, io son così…

Un po’ òmicron, un po’ sigma,
tra un mistero ed un enigma,
quando scopro un pi o un rho,
quel che faccio più non so !

Mi accontento anche di un tau
faccio psi e poi bau bau,
aggiungo un fi, Xi, omega
e dopo un po’ chiudo bottega!

Memoria
Coltivo la memoria.
come un campo di grano:
ci semino la storia
di tutto il genere umano.

Scavo un solco profondo:
il mio cuore è una lama,
che se va fino in fondo
è per dirti che ti ama

La memoria coltivo
come se fosse un fiore:
con il quale io scrivo
la mia storia d’amore

che m’inebria la mente
e che conosco perché
la racconta la gente
che mi parla… di te!

Alla Morte!
"τὸ φρικωδέστατον οὖν τῶν κακῶν ὁ θάνατος οὐθὲν πρὸς ἡμᾶς, ἐπειδήπερ ὅταν μὲν ἡμεῖς ὦμεν, ὁ θάνατος οὐ πάρεστιν, ὅταν δὲ ὁ θάνατος παρῆι, τόθ' ἡμεῖς οὐκ ἐσμέν."

(Il male,dunque,che più ci spaventa,la morte,non é nulla per noi,perchè quando ci siamo noi non c'é lei,e quando c'é lei non ci siamo più noi.
Lettera a Meneceo
)

La Morte? Se ci penso,
a volte mi diverte!
Proprio non ha alcun senso
aspettarla a braccia aperte …

Credo che ad ammazzarla,
ci riuscirò un bel giorno!
Basta non incontrarla
né a Parigi o a Livorno!

Dici, come farò?
Per difficile che sia,
non appena la vedrò,
stai sicuro che andrò via!

Omaggio a R. Louis Stevenson (1850-1894)
Che paura che mi faccio,
quando io mi trovo solo!
Il mio cuore si fa ghiaccio!
Ecco: assumo un altro ruolo!

Proprio non mi riconosco:
quasi un ràntolo è il respiro …
il mio sguardo è truce … fosco …
nella notte io mi aggiro …

Mi trasformo … Che spavento! …
Mi rigiro, urlo, giostro…
Non so più cosa divento:
un assassino, un ladro, un mostro

e commetto dei delitti
senza scrupoli e rimorsi
contro deboli e relitti
e poi faccio bei discorsi

pronto ad ogni nefandezza:
e rapine, stupri, ràid…
e mi sento un’immondezza:
DoctorJackill, mister Hide!

Stati …
Contro questo Stato QUO!
dove troppi dicon no!!
Meglio è lo Stato QUI!
dove c’è chi dice sì
in campagna, ma in città
c'è uno Stato solo Qua
dove i vizi e le virtù
formano uno stato Qu!

Rivincita
La Vecchiaia è la sconfitta
che ci infligge la Natura
che ci porta dritta dritta
ad aver quella Paura

che di Lei non avevamo
quando giovani impetuosi
spesso noi la sfidavamo
e sicuri ne uscivamo
quasi sempre … VITTORIOSI!

Fabula acta est!
(Augusto 63 a.C-14 d.C)

Sono un Personaggio
sempre in cerca d’Autore.
Nacqui il sette di maggio
per un atto… d’amore.

Recitai la mia parte
quasi sempre a soggetto ;
fui amante dell’arte:
ebbi qualche difetto:

come quasi fan tutti,
scrissi anch’io poesie,
ma i versi più brutti
non li han solo le mie…

e su ciò, ho sempre avuto
la certezza… del dubbio
fin da quando ho vissuto
tra Assisi e … Gubbio,

dove ancor, ogni tanto,
il mio cuor si rifugia,
tra il sorriso ed il pianto:
nella mia bella Perugia!

Sempre in cerca del padre,
camminai notte e giorno…
ne ho percorse di strade:
lo trovai, poi… a Livorno!

In quei giorni non brutti,
anzi, credo, i più belli:
eravam con lui, tutti,
come tanti fratelli.

Quando andai sulle scene,
C’è chi dice che male
Recitai, e chi bene,
ma l’applauso finale

spetterà (e, sia detto
con parole convinte)
a chi mi ha sempre diretto,
stando dietro le quinte.

Sono all’ultimo atto
d’ uno spettacolo vario:
il personaggio? … l’ho fatto!
Ora … cali il sipario!

Rire, rire, bordel de Dieu
Ridere, ridere senza ritegno
di ogni vignetta, di ogni disegno
sia pur del profeta , cio è di Maometto
che se ne va in giro indossando un elmetto.

Ridere, ridere senza paura
dell’ignoranza, della dittatura!
Ridere, ridere con la speranza
che neri fantasmi dentro una stanza

entrando pòrtino un messaggio d’amore
ridere sempre, senza timore
Il sorriso di Dio ha un bellissimo suono:
quando sorride ci dà il Suo perdòno

Le nostre risate li seppelliranno:
la Religione è solo un inganno!

Bestie
Bestie! Si! Bestie che con la violenza
alimentano la loro impotenza .
Bestie che credono che il terrore
possa piacere ad un dio creatore.

Solo la nostra razionalità
potrà svelarne l’imbecillità!
Bestie convinte che la religione
si affermi solo con la repressione

di ogni istinto, anche sessuale
e che le donne trattano male.
Bestie convinte che il loro Maometto
più che un profeta sia un chierichetto:

una persona sì fragile e inetta
che se la prenda per una vignetta!
Bestie che temono sopra ogni cosa
la libertà; che la loro schifosa

vita condotta da mussulmani
serva ad uccidere esseri umani!
In questi giorni così tristi e grigi
il cuore batte, qui, forte a Parigi.

In piazza è scesa tutta la città:
Democrazia e Laicità!
Non riusciranno tre assassini
a spaventare i parigini.

Si batteranno! Si! Fino in fondo
insieme all’Europa, gran parte del mondo
si batteranno ! Si! Senza paura
per difender la loro, la nostra cultura

da ogni forma di repressione
che oggi ha colpito la redazione
di Charlie Hebdo, settimanale,
luogo di satira intellettuale.

ai redattori han tolto la vita:
usavano un’arma: una matita!
Era incruenta la loro battaglia:
l’ hanno ammazzati con una mitraglia

In questi giorni di lotta e di lutto,
dobbiamo onorarli;prima di tutto
per ricordare la loro maestrìa:
chiediamo il diritto… alla blasfemia!

 

Il vigile urbano (ieri)
Chi è più forte del vigile urbano?
Ferma i tram con una mano.
Con un dito, calmo e sereno,
tiene indietro un autotreno:

cento motori scalpitanti
li mette a cuccia alzando i guanti.
Sempre in croce in mezzo al baccano
chi è più paziente del vigile urbano?
Gianni Rodari
Il vigile urbano (oggi)
Chi è più imbroglione del vigile urbano
che , comodo, a casa sul suo divano
manda un falso certificato
e poi fa finta di esser malato?

Chi è più ladro del vigile urbano
quando i soldi con una mano
prende e con l’altra ti leva una multa
perché l’infrazione a lui non risulta!

Chi è più stronzo del vigile urbano
che quando lo chiami fa spesso l’indiano
e lascia il servizio per cui è pagato
e viene difeso dal sindacato?
Carlo Chionne

 

Terra Promessa
Profughi scappano
via dalle guerre,
alla ricerca
di nuove terre!

Naufraghi scappano
via dalla fame:
lasciano un mondo
corrotto e infame!

Anche noi un giorno
fuggimmo via
dalla miseria,
la malattia!

“Ma dove vanno?”
voi mi chiedete:
“qual è la Meta!?
Non lo sapete!

Io vi rispondo:
“è qui la meta!
Terra Promessa?
Questo Pianeta”!

Rimpianti 2015
Davanti al mio
PC seduto,
PD ti guardo:
rimango muto!

La Destra è ladra,
la Sinistra ruba:
ci hanno rubato
persino Cuba!

Sul ponte sventola
bandiera amara:
vuoi metter Vendola
con Che Guevara!

Cuor, non t’infrangere!
Ci hanno ridotti,
oggi, a rimpiangere:
GIULIO ANDREOTTI!

Siamo sinceri:
quelli eran ladri,
si! Eran ladri,
ma ladri veri!

Non certo come
son oggi questi:
quelli eran ladri,
ma ladri onesti!

Anno vecchio versus anno nuovo
L’anno vecchio se ne va
mentre io rimango qua
ed aspetto l’anno nuovo
proprio qui dove mi trovo

E mentre gli anni se ne vanno
io ripenso a ciò che fui
finché arriverà quell’anno
che mi porterà con lui.

Se solo un dio …
Se solamente un dio potrà salvarci,
o cominciamo a fare le valigie
oppure cominciamo ad aiutarci,
se non vogliamo attraversar lo Stige,
nel solo modo che sappiamo: amarci!

Se solamente un dio potrà salvarci
Mettiamoci allora bene in testa
D’ incominciare ad innamorarci
Di quel poco di vita che ci resta

E … dodici!
(il Tredici c’è già stato:
Assessore alla Cultura nella precedente Amministrazione Comunale
)

1.
Era un’Italia ancora campagnola
quella che elesse Enrico De Nicola,
subito dopo la Costituente:
il primo, provvisorio Presidente!

2.
Veramente il primo fu Einaudi
che ricevette apprezzamenti e laudi.
in quell’Italia che alfin respira:
egli fu il Salvatore della Lira!

3.
L’Italia respirava a pieni bronchi,
quando fu eletto Presidente Gronchi,
sindacalista, nato a Pontedera
e cominciò così la nuova Era!

4.
Tra tutti i presidenti meno degni
venne eletto poi Antonio Segni
che amando un Brandy dall’Etichetta Nera
subito volle cambiar Atmosfera!

5.
Giuseppe Saragat venne per quinto,
socialdemocratico convinto!
Fu partigiano in gioventù a Torino,
ma in vecchiaia gli piaceva il vino!

6.
Il sesto Presidente fu Leone
che fu costretto alla dimissione
per le accuse di un noto Tribunale:
sparì l’Argenteria dal Quirinale!

7.
Il più amato dai grandi e dai piccini,
fu un partigiano: il gran Sandro Pertini
e mentre lui stava al Quirinale,
l’Italia vinse un bellissimo Mondiale!

8.
Cossiga, detto il Picconatore,
fu rimandato a fare il Senatore,
ma tra complotti, intrighi e delazioni,
lui ruppe fino all’ultimo i coglioni!

9.
Il nono fu un onesto magistrato,
Oscar Luigi Scalfaro chiamato
che con le oneste sue argomentazioni
riuscì a buttarlo in culo a Berlusconi!

10.
Ciampi fu un Presidente, livornese,
che rese un gran servizio al suo Paese:
tra un tresette, una briscola e una scopa,
riuscì a portar l’Italia in piena Europa!

11
E , infine, arrivò Napolitano,
un grande Presidente, un Italiano,
sempre al servizio delle Istituzioni
e non di Grillo o di Berlusconi!

12.
Ora i dodicesimo aspettiamo
in questa Italia che noi tanto amiamo,
che abbiam servito e amata in tutti i modi:
ora aspettiamo te! Romano Prodi!

IO!
Io vatergo, gluisco e barigatto
a volte bego, abisco ed archipatto,
ma quando frusco, arràffero e allupigno,
malverso, sofolennto e me la svigno!

Se cionfo, mi sbiduglio e e dopo lugro,
botallo, crivento , m’abbatugro!
Però inzocco e se ammargiullo e insucchio
e fonco solo quando son nel mucchio!

Adesso faccio legica e gisbuto
e ogni tanto quando sono gnuto,
io l’affàrfero, l’alloppo, e la strombazzo
e quando posso, gniffo, me l’accazzo!

All’alba del Terzo Millennio
Chiuse il secolo Diciotto
una Gran Rivoluzione;
prepariamo ora il Gran Botto:
distruggiamo la Nazione!

che di quella fu il prodotto
che segnò il nostro Occidente! …
Ora, su, diamoci sotto:
costruiamo il Continente!

E’ già pronta la Cornice
storica, istituzionale!
Su! piantiamo la radice
di un’Europa Federale!

Siamo all’Alba di un Processo:
su! Lottiamo fino in fondo!
Non fermiamoci qui ! Adesso
costruiamo un nuovo Mondo!

Chi ha paura del Futuro,
non è degno del Passato:
abbattiam l’ultimo Muro:
abbattiamo questo Stato!

Contro il Libero Mercato
delle Multinazionali
che finora ha generato
tutti quanti i nostri Mali!

Anche tu, papa Francesco,
perché non ci dai una mano:
lascia il “cardinalesco”
e abbandona il Vaticano!

Cosa fai, tu, Matteo Renzi! …
E’ un po’ che ti osserviamo!
Guarda che se ci ripensi …
prima o poi ti … Rottamiamo!

Sorpresa!
Che giorni erano quelli amico mio
quando s’andava a ballare a Ponte Rio
dove, ricordi? c’era un’osteria:
che vino! Ci serviva la Maria!

E che tette! Che bocca! Che sorriso!
Ci sembrava di stare in Paradiso!
Ci sembrava che non finisse mai:
venivano studenti ed operai

e si ballava fino a tarda notte!
Si parlava di politica e di lotte”
Addirittura di Rivoluzione,
poi si finiva tutti alla Stazione

e si cantava lì fino al mattino
tra una risata ed un bicchier di vino!
Chi l’avrebbe mai detto che un giorno
io sarei capitato qui a Livorno:

poi lo studio, la scuola, la famiglia:
Ora mi dico: “ Guarda! … A chi assomiglia!
Mah! … veramente … sono io quel vecchio” !
e intanto fisso, incredulo, uno specchio!

Mia moglie ha un amante
Mia moglie, io lo so, ha un amante! …
Del resto, come lei, ce l’hanno tante! …
Io l’accuso! Lei nega! Non capisce!
E, ogni volta, è con me, che mi tradisce! …

E ogni volta che si fa l’amore,
chi sarà mai dei due il traditore?
In questo dubbio vivo e mi tormento
e continua così il tradimento!

continuiamo a tradirci anno per anno
e ancora dura questo dolce inganno!

Tutta colpa dei sindacati!
Ho deciso!Fo sul serio!
Dopo lunga riflessione,
ho un solo desiderio:
voglio andare alla stazione!

Prenderò il primo treno …
ma davanti! … e suicidarmi:
non mi piace né il veleno,
né lo sparo delle armi.

Non oblìtero il biglietto,
né verifico l’orario …
Vado dritto, poi, mi metto
a traverso su un binario…

Mentre aspetto un paio d’ ore,
mi preparo la per là
una scusa al Controllore
che vedrò nell’al di là.

S’avvicina un ubriacone,
che interrompe i miei pensieri.
Versa vino da un cartone.
tira fuori due bicchieri …

poi ne versa solo un po’,
finché sono mezzo pieni…
mi fa: “Oggi non si può:
c’è lo sciopero dei treni”!

Antico adagio
Quando emerge il malaffare
spunta un clima che è da forca:
Non è lecito buttare
il Marino con l’acqua sporca!

Dal Job Act al Ruba Act
Poletti si dimetta
o il Piddì si blocca:
o in Panda o in bicicletta,
Marino non si tocca!

Attento a te, Matteo!
Non fare il fariseo!
Gli ipocriti e gli scribi
non ne usciranno vivi!|

Attento Berlusconi:
gli onesti non ci stanno!
Non sono dei coglioni:
Chi lo ha messo Alemanno!

Il Nazzareno è morto:
la fine sua fu atroce!
Il popolo si è accorto:
l’avete messo in croce!

For whom the Bell tolls?
Per chi suona la Campana
se Michela è in Buonafé?
Suonerà per la Magliana
o per Renzi? Anche per me!

Ma che fai? Come gli struzzi
che nascondono la testa?
Che facevi lì con Buzzi,
quella sera, a quella festa?

Ah! Piddì, Piddì, i Pi docchi
hanno invaso tutto il campo!
Senti gli ultimi rintocchi?
Renzi! Dai! Fa un bello shampo!

Né Destra, né Sinistra
Né Destra, né Sinistra: solo Ladri!
Bisogna rinnovare tutti i Quadri!
Sostituire tutti i Dirigenti
con altri Mafiosi e Delinquenti!

Mi sembra il criterio più opportuno,
così potran rubare un po’ per uno!
E io? Finché nessuno me lo vieta,
continuerò a fare un po’ il Poeta!

Si! il poeta, però, del … Castellaccio:
a tutti un saluto ed un abbraccio! …

Homines omnium factionum politicarum, qui urbi praesunt
et praefuerunt. in Romae municipio , omnes Mafiosi sunt.
(Cicero, Catilinaria ultima)


O Roma, o Roma, tu, Roma ladrona
ora che anche la Lega ti perdona
e che Belsito ti dette una mano
quando portò la ‘Ndrangheta a Milano,

Roma! nun fa la stupida, anche stasera,
tu, li devi mandar tutti in galera!
Fratelli d’Italia, l’Italia è di destra,
con Gianni Alemanno ha preso la testa

dov’era la Mafia?Nel cuore di Roma!
E destra e Sinistra le han preso la chioma!
Renzi, ora insorgi, libero e giocondo …
stavolta devi andare fino in fondo!

Dimostra che tu sei ancor Matteo,
prima che rubino anche il Colosseo!
Roma non è più Roma, adesso è Rom.
Il suo indirizzo è: Mafia, punto, com.

Roma, ribèllati! Dai! Datti una mossa!
La Mafia non è nera, ma anche rossa!
La Cùpola sta infettando la Nazione!
Non era già di troppo er Cupolone?

In anteprima e in esclusiva: auguri 2015 a tutti i poeti di poetare punto it!
Il QUATTORDICI è finito!
Con il QUINDICI che inizia,
un augurio infinito
di amore e di amicizia
sia a voi che ai vostri cari …
e Che nei loro Calendari,
questa Vita sia più lieta! …
E’ l’Augurio di un … poeta! …

"Ma che volete voi …"
Ma che volete voi che io vi canti,
qui c’è solo dolore, guerre e pianti,
fame, razzismo, odio , dittature,
ignoranza, miseria e paure

Epidemie, catastrofi, violenza,
sfruttamento e frode e delinquenza,
evasione fiscale e riciclaggio,
pirateria, camorra e strozzinaggio!

Ma che volete voi che io vi canti,
i baci, le carezze degli amanti?
I fiorellin del prato, le violette,
simili storie e altre barzellette?

Ma che volete voi che io vi canti
i preti, le madonne, i papi , i santi?
la speranza, la carità, la fede
in un Dio che ci sarà, ma non si vede?

Ma che volete voi che io vi canti
che chi è senza scarpe compri i guanti?
Chi non ha pane compri le briosce?
Chi è senza camicia vada in Porsce?

Chi è senza soldi apra un conto in banca?
A chi ha tutto si dia ciò che gli manca?
Chi non ha niente dia qualche cosa
Chi non vuol spine, gli si dia la rosa!

Ma che volete voi che io vi canti …
continuare così? Andare avanti?
Cantar le cose buone e positive?
e le magnifiche sorti e progressive?

“Bada , grillaccio del malaugurio , che se mi monta la bizza guai a te !”
(Collodi, Le avventure di Pinocchio)

Dal vaffaday al vaffagrillo
il passo è breve e quello strillo
che prima era di protesta
dal vaffanculo è vaffantesta !
In testa, si, perché è un pazzo….
E’ una gran testa, però, testa di ….. !

Eros agapico o agapé erotico?
(L’amore sacro e l’amor profano …
Non credevi che il Paradiso
fosse lì proprio al primo piano …
)
                           Fabrizio De Andrè

Ho preso l’ascensore verso il Cielo…
e al terzo piano io mi son fermato
Nuda, una donna , con in testa un velo
la porta ha aperto e in bocca m’ha baciato

Io l’ho guardata! Che capolavoro!
Da un fuoco sacro mi sentìi riarso!
Degli angeli sentivo come un coro…
come se alla Madonna fossi apparso! …

Luce e ombra
Vespero è già colà dov’è sepolto
lo corpo dentro al quale io facea ombra:
Napoli l’ha, e da Brandizio è tolto.

Dante, Purgatorio, canto II, vv. 25-27)

Il corpo dentro il quale io faccio ombra,
prima o poi, un giorno, se ne andrà
e, quando non avrà più chi lo ingombra,
libero, nell’aria, volerà …

e tornerà a riveder le stelle ,
spettacolo che sempre lo seduce,
una cosa, quaggiù, tra le più belle
e sarà, come loro, tutta luce!

E cruce salus?
Fare di ogni sconfitta, una vittoria?
E’ questo il vero senso della Storia?
La sua lezione autentica c’invita
a fare di ogni morte, un’altra vita?

A me questa mi basta, anzi, mi avanza!
L’accetto. E sia essa dolce o dura,
di questa mia travolgente danza,
Accetto tutto, tranne l’impostura!

La danza dell’amore
Le mie parole danzano
In cima ai miei pensieri
E lentamente avanzano
come fantasmi neri

che nella notte sfrecciano
tra stelle, astri e pianeti
e sulla luna abbracciano
le rime che i poeti

scrivono per gli amanti
che il loro Amore han perso … …
Ne scrivon così tanti
Che riempion l’universo! …

Hæc omnia tibi dabo, si cadens adoraveris me.
(Matteo, 4, 8-9)

Un giorno sarà tuo, tutto questo!
Disse il demonio astuto e tentatore
E l’uomo che era avido ben presto
Si trasformò in un conquistatore

Popoli e territori ultrasfruttati
Fiumi e mari sempre più inquinati
Guerre, pestilenze , malattie,
siccità, alluvioni, carestìe

E dopo stragi e tanta distruzione
Gli restò solo cenere e carbone
E solo allora, vinto dal dolore,
Ma troppo tardi scoprì cos’è l’amore!

Presa nella rete
Con quella faccia da facebook,
anche se tu hai cambiato look,
sei sempre una mamaluck

E’ inutile che cambi il truc,
sembri un’amante di Farouck
che va a far la spesa al suk

bevi il corretto col sambuc
Son mesi che non leggi un book
e ignori Spinoza Baruch!

Lacrime di vetro
Piangono i vetri lacrime di cielo,
piange il mio cuore lacrime d’amore
la notte COPRE LA TERRA col suo velo,
però nessuno copre il mio dolore

che porto in giro , come uno zimbello,
nel mondo indifferente, che lo ignora
perché non sa, non ha capito ancora
che, molte volte, anche il dolore è bello,

se, dopo tanta sofferenza , tanta noia,
si può provare, alla fine, un po’ di … gioia!

Dissensi
- Cosa fare ? … non lo so …
- Ma perché non vai in… Però!…

- Preferisco stare qua,
- Ma perché non vai in … Perà! …

- Vorrei andarci insieme a te! …
- Ma se io vado in … Perè! …

- Ma perché non resti qui!
Che ci vai a fare in… Perì

- Uffa! Non ne posso più! …
Ma perché non vai in … Perù! …

Cometa: andata e ritorno
Come vorrei andare
con te sulla Cometa
e insieme a te parlare
dei sogni di un poeta

che ho incontrato ieri
qui, solo, sulla Terra,
sogni veri, sinceri,
pronto a partire in guerra

per sconfiggere i ricchi,
ladri, malversatori,
califfi, re, sceicchi,
tutti gli sfruttatori

e, lassù, celebrare
la sua grande Vittoria…
scender … ricominciare,
insieme, un’altra Storia! …

il re … mago
Sono duemila anni che si attende
che la Cometa appaia a Betelemme! …
Che sia già apparsa lo sa solo la Cei
ma ora siamo apparsi noi a lei:

un sasso enorme, duro come scoglio! …
L’altra l’aspetterà solo … Bergoglio! …

Patti chiari …
Ha fatto un nuovo patto Matteo Renzi!
Anche questo è del Nazzarèno!
Non so che cosa sia, ma tu, che pensi?
Al posto suo, io non starei sereno!

Quando il Patto lo fece il Nazzàrèno,
la Fine Sua fu atroce e cruda! …
Non tanto perché non … stesse sereno!
Il Patto che Lui fece … era con Giuda! …

Se anche …
Se anche Salvini canta O Bella Ciao! …
Ora io canterò Faccetta Nera,
la stessa che cantò, giovane, Ingrao,
qualche anno prima di cambiar Bandiera! …

E se ‘l Partito farem de la Nazione,
dovrem rimescolare tutti i canti! …
Grande sarà, allor, la confusione,
né più sapremo quali sono e quanti
i compagni, gli amici, i camerati
e verranno sconvolti tutti i piani:
i leghisti se ne saranno andati
e noi ci sentirem tutti italiani! …

Ma se poi tutto ciò non ci bastasse,
come Migliore andremo con Matteo …
a Beppe Grillo lascerem le masse…
così ognuno sarà più europeo! …

Colta al volo! …
(In Piazza Cavallotti)

- La Diccì non c’è più! Però, c’è… Dio!
- Gia! … Ci siam rimasti solo lui ed io! …
- Ma Dio è morto! … Nietzsche lo sostiene! …
- Beh! … M’anch’io! Mica mi sento tanto bene!

Occhio al bimbo!
“E mangiano i bambini! … i comunisti”!
Ci dicevano un tempo! Ma ci pensi!
Furono giorni, anni molto tristi! …
Poi, ad un tratto, è arrivato … Renzi!

Son i bambini a mangiar i comunisti?

Ce n’era pieno con Silvio Berlusconi!
Erano tempi veramente brutti!
O ci prendeva tutti per coglioni!
Oppure Renzi li ha mangiati tutti!

Renzi alla ruota della fortuna
Da quaranta virgola otto
al quarantotto virgola uno!
Se punti sull’articolo 18
Non ti potrà fermare più nessuno!

Luci e ombre
« Καὶ ἠγάπησαν οἱ ἂνθρωποι μᾶλλον τὸ σχότος ἢ τὸ φῶς »
« E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce »
(Giovanni, III, 19)

Poiché è l’ombra che s’offre alla luce
per esser dalla luce cancellata ,
quell’ombra che la vita mia produce
Quando dal sole viene illuminata

per cercar di vedere la sua meta
Mi chiedo, proseguendo la mia via,
che deve fare un povero poeta
per far della sua vita una... Poesia!

Novecento, addio!
Addio mio caro vecchio Novecento,
da qualche anno ormai non ci sei più:
quante promesse hai gettato al vento!
Quante parole! Quanta gioventù!

Qui siam rimasti solamente noi…
Per quanto tempo ancora me lo chiedo;
nuove battaglie sorgon, nuovi eroi
Nuove speranze insieme a un nuovo Credo!
C’è un secolo nuovo ora alle porte
che batte, vuole entrare, fare presto!
Porterà vita nuova! nuova morte …
E, prima o poi finirà anche questo!

Crisi d’identità
Io fui un presocratico,
ma ben prima che platonico
ero stato un eleatico
sia pur di rito ionico.

Poi divenni pitagorico
pur restando eraclitèo,
ma per quanto fossi dorico,
mi sentìi parmenidèo.

Atomista lo divenni
per non essere megarico,
pluralista per decenni,
mantenèi così il mio incarico!

Per un po’ fui anche sofista,
aristotelico d’istinto,
stoico fui a prima vista
Poi, scettico convinto!

Prima ancor che epicurèo,
un eclettico ero stato,
quando poi chiuse il Liceo
alla mistica ho approdato!


Con scolastica passione,
fui seguace di Agostino,
poi per una promozione
frequentai spesso Ficino.

Ma seguendo la girandola
del filosofico pensiero,
mi trovai con il Mirandola
che lasciai poi per Keplèro!

Fui tentato da Cartesio,
proprio per la sua Ragione,
ma perché sono vanèsio,
io mi misi con Bacone!

Quando incontrai Pascal,
m’informai sugli stipendi
E, scegliendo il minor mal,
io mi misi con Gassendi.

Ma all’alba, , un bel mattino,
io pensai una bella cosa,
diventai un libertino
e, abbandonai Spinoza!

Prima fui materialista
E poi dopo piano piano,
mi decisi e da empirista
diventai anche vichiano.

Ma l’Illuminismo incombe:
io lo fiuto da lontano
E poi che perde chi soccombe,
Io mi feci volterriano!

Ma di fronte ad un Rousseau,
non volendo far le veci,
aspettai, ma dopo un po’
Io romantico mi feci!

Certo quando venne Kant,
la mia scelta era segnata,
Valutai il Qual e il Quant
E aderìi alla sua vulgata

Ma con Hegel non si scherza:
fu amore a prima vista
presi i libri di Laterza
e divenni un idealista!

Da lì a Marx, il passo è breve:
io lo feci con gran cura
quando uno mangia e beve
ciò che resta è la cultura.

Fui Freudiano, storicista,
Chi ne ha più di più ne metta
Poi fui strutturalista,
ma lo feci per vendetta!

Ora da esistenzialista
fino a quando mi si addìce,
mi atteggio a pragmatista
O a un critico di Nietzsche!

Ogni tanto mi do al neo
Neo-kantiano, neo-tomista
Trovo sempre un atenèo
Per restare sempre in vista!

Ma tra l’uno e l’altro neo,
Ciò che io non mi perdòno
È che alla fine del torneo
Io non so più cosa sono!

Marinettiana
Attenti a frequentare certe zone!
E’ assetato di sangue l’islamista!
Quelle son bestie, non son mica persone!
Potresti diventare un fu … turista!

Oh! Tempora!
Questi tempi? Son da tifo! …
Ingiustizie! Guerre! Lutti!
Questi tempi! … Fanno … schifo!! …
Io lo faccio … più di tutti!

Stato ateo
Se proprio non potete farne a meno,
del vostro Dio e della religione
lo Stato Ateo darà consenso pieno
ad ogni vostra manifestazione …

ad ogni culto,qualunque esso sia!
Basta che non abbiate le pretese
che in qualche modo poi lo Stato dia
i soldi per pagar le vostre spese!

I soldi dello Stato son di tutti
I cittadini che ne fanno parte
Atei, cristiani, buddisti, belli o brutti!
Con noi non s’imbrogliano le carte!

E tanto meno la Costituzione,
Guida e faro di nostra Nazione,
legge fondamentale dello Stato,
una volta che il SETTE sia abrogato!

Della Natura noi seguiam la Legge,
soltanto lei ci guida e ci protegge
soltanto a lei dobbiam sempre obbedire
Se vivere vogliamo e non perire!

Ma cosa importa allo Stato che ci sia
E la Torà oppure la Sharìa!
E per chi vuole guardare verso il Cielo,
legga pure la Bibbia ed il Vangelo!

Ma se vuol farsi una giusta idea
Legga anche l’Etica Nicomachèa!

In verità  … In verità …
Radiomarìa!
Telegesù!
E’ una manìa:
Non se ne può più!

Lo spirito santo
Vacilla e tentenna…
L’azzurro suo manto
Copre tutta l’antenna!

E corre per l’onde
Dell’èterea sfera,
se lo chiami risponde,
con questa preghiera

dai tubi catodici
e sera e mattino :
“Pagate, cattolici!
Ho qui, il bollettino”!

Dei cieli alla gloria
Volete il diritto?
Pagate cattolici, pagate l’affitto!

Viva la Scozia
Abbasso la Padania


Guarda un po’ questi Scozzesi!
Non son mica così stronzi!
Preferiscono gli Inglesi!
E se a volte sono sbronzi,

pur bevendo troppo whisky,
sanno che la Charta è Magna!
Anziché correre rischi,
meglio stare in Gran Bretagna!

Guarda un po’ i nostri Padani!
quelli sono dei cretini!
Non voglion essere Italiani!
Preferiscono Salvini!

Ma se rompono i c. …….
E avanzano pretese,
li mandiamo con Maroni!
O li mandiamo a … quel …. Paese! …

O il popolo accetta o c’è l’accetta
Matteo Renzi ha preso ora l’accetta!
In ACCETTA bile gli fa eco Brunetta!
Anche se è un’ACCETTA piccolina,
In ACCETTA bile dice anche Fassina

O il Popolo ACCETTA che l’ACCETTA
Gli cada addosso come una mannaia
O la fine farà che ha fatto Letta
O del can che non morde ma che abbaia!

Mille e non più mille
Partirono in Mille
E l’Italia fu fatta!
Ora in giorni Mille
L’Italia va rifatta!
Però da cima a fondo!
Ne basteranno altri mille
Per far l’Europa e il Mondo?

Merkel austerity
Ovvero
L’uomo ridotto alle funzioni primarie


Un euro per pisciare
E per cacare tre,
cinque , se vuoi mangiare
per bere almeno tre!
dodici sono in tutto:
ventiquattro in un giorno!
Del tuo lavoro è il frutto
per vivere a livorno!

Son settecento venti
Per campare in un mese
Per vivere di stenti,
escluse le altre spese!

Se ne prendi ottocento,
come farai a campare!
Tra l’uno e l’altro stento
Neanche puoi protestare!

Ma la fatica è tanta!
Niente puoi risparmiare!
Ne restano sessanta
Soltanto, per s … …

Ma se non ce la fai,
la Merkel se ne frega!
O tu rinuncerai
O ti farai… una s … … !

L’ultima sera
Quando vedrò anch’io l’ultima sera
Prima che arrivi la più buia notte
Per cui anch’io sarò ciò che io era,
già avrò lasciato le battute rotte

portando meco tutti i miei domani,
voglio scavarmi, piccola, una fossa,
come già cominciai con le mie mani,
dove voglio posar queste quattr’ossa ….

Sera e mattina, io a quel momento
Ci penso, ci ripenso molto spesso…
Non fatemi, vi prego, un monumento …
Voglio essere la tomba di me stesso …

Letto
Quante volte, lì, in quel letto
Ritrovammo quell’affetto,
Quell’amore che ci univa
Con il sangue e la saliva,

Con la bocca, con le mani,
Con le promesse di un domani
Che poi furono tradite
E, così, le nostre vite

Alle quali noi giurammo
Nei momenti in cui ci amammo
Una fedeltà eterna,
e, ad ogni crisi alterna,

sempre più aggrappati a noi,
già sconfitti, stanchi eroi,
siamo, ancora, lì, sdraiati,
in quel letto, lì,abbracciati

con due teste sui cuscini
come due vecchi … bambini! …

Io aspetto
Io aspetto che qualcuno
Di me, un giorno , se ne accorga
Che con un… gesto opportuno
L’occasione, infine, colga

Di portarmi via lontano
Verso un mondo sconosciuto
Che, tenendomi per mano,
m’assistesse col suo aiuto

a varcare la frontiera
eludendo guardie e dazio
e lì, giunto, verso sera,
oltre il tempo, oltre lo spazio,

prima di spiccare il volo,
mi dicesse: “ Vai! … Addio! … ”
Mi lasciasse, lì, da solo,
lì, felice, Come un … Dio!

Ricerca
Ho bevuto, ho bevuto, ho bevuto,
ma quanta sete ancora di Assoluto! …
ho mangiato, ho mangiato fino alla sazietà,
ma quanta fame ancora di Verità …

Ho vissuto, ho vissuto ogni esperienza
alla ricerca della conoscenza
la più profonda e la più ardita,
ma ho conosciuto mai la vera Vita?

Ho percorso i sentieri di ogni filosofia,
ma quanta strada per trovar la via,
la sola via, quella che condurrà
l’anima alla Vita e alla Verità! …

Trovarsi soli con Perugia
PERUGIASSISI


Trovarsi soli con Perugia
un’esperienza eccezionale
dove il mio cuore si rifugia
con tutto il bene e tutto il male.
Trovarsi soli alla fontana
in una sera, fresca, come l’acqua
ti dà una sensazione strana
che puoi provar soltanto a Pasqua …
e guardo in alto verso il duomo!
vedo l’antica cattedrale
e dentro me io scopro un uomo
che è moderno e medievale.
Trovarsi soli con Perugia
con i suoi sguardi, i suoi sorrisi
mentre il mio, intanto indugia
verso il piano di Assisi.
E mentre quella valle io contemplo
, risento dentro me il suo…antico esempio,
risuona dentro me, la sua voce…
lui che lasciò la spada per la croce.
E mentre questo il cuore mio ripensa
io scopro dentro me la mia incoerenza
e solitario continuo la mia strada
senza scegliere mai tra croce e spada.

Preghiera
O sconsolato Crocefisso mio
Che mi guardi con occhio moribondo,
lo sai che un giorno verrò su anch’ìo
a guardare dall’alto questo mondo …

O Crocefisso mio, dammi una mano …
Tirami su … aiutami a salire …
Però, ti prego: fallo piano, piano …
Tu sai come è difficile … morire …

Et Verbum Caro …
(Giovanni, I, 1-4)

È la parola che si fa vita
la poesia quando è riuscita!
ma è molto raro che ciò succede
nella realtà che oggi si vede,
è molto raro che questo accada:
stretta è la via, lunga la strada:
anche se questo, a volte, avviene
quando sul Male prevàle il Bene
e … c’è chi dice sia già successo
più di 2000 anni da adesso
tanto che ancora stanno a parlarne:
fu quando il Verbo si fece Carne.

Stream of consciousness
Sono molto arrabbiato! …
Oggi è un giorno sbagliato!
Non riesco a capire
cosa lei intenda dire! …
E se non me lo spiega!
Ma m’importa una… !

Certo! … è piena di angosce …
Ma c’ha un paio di coscie! …
Non riesco a dormire
E vedrai! va a finire
che se lei me la nega!
Ma m’importa … una … !

Ma che vuoi ch’io faccia! …
Se lei torna e minaccia…
Se comincia a gridare
E non vuole ascoltare!
…Ma così non mi piega!
Ma m’importa … una … !

Mica mi fa paura! …
Ma che vuol… la rottura!
Provi! … Forza! … Coraggio! …
Io? Mi faccio … un viaggio ! …
Ma cos’è questa bega! …
Ma m’importa …una … !

Se lei torna e continua …
E mi accusa ! … e… insinua!
…Ma cosa crede! Ch’io sia
Uno… che fa la spia,
come fa il mio collega?
Ma m’importa … una … !

Guarda un po’ che pretese!
Vuol tornare al Paese?
Certo non la trattengo! …
Ma che vada a ramengo ! …
Chiuda pure bottega …
Ma m’importa … una! …

Io non cedo al ricatto! …
Ma che crede! … sia … matto ! …
Io la lascio sfogare! …
Farà… come le pare! …
Vuol votare la Lega? …
Ma m’importa una … !

Per favore! … La smetti !…
Dai! … Ragiona … Rifletti …
Vieni qua … Lascia stare! …
Oh! … non farmi arrabbiare! …
Si! Lo so che ti scoccia! …
Dai! … Facciamo una … doccia ! …
shishshshshsshshshshshshshshsh)

Incidente … mancato …
Farò la fine di Tolstòi
Che diede vita a tanti eroi
E che una triste , lontana sera
Finì schiacciato da una corriera?

Almeno lui ha lasciato un nome,
mentre la fine mia sarà come
quella di un uomo dimenticato
che dopo tanti anni ha creato

un solo eroe … un poveraccio … :
solo il poeta del Castellaccio! …

Vendetta postuma
Ah! Potessi io dormire
e in un attimo soltanto
Ah! potessi io sparire
e lasciare tutto quanto

a chi ha sempre dato ascolto
ai miei versi, le mie rime …
A chi in essi ha sempre colto
un qualcosa di sublime…

Quanto invece a coloro
che mai lessero i miei versi,
lo sapranno mai costoro
quello che si sono persi!

DARWINISMUS versus CREATIONISMUS
Anch’io mi sono posto la Questione
Che da sempre mi ha molto tormentato:
“Sono un prodotto dell’evoluzione
Oppure sono stato anch’io creato?

Da ogni parte mi si dice:
“Dio è morto !”Lo scrisse Nietzsche!
Si! Quel libro l’ho letto anch’io
Ma “Nietzsche è morto!”! L’avrà scritto Dio?

Cambiare verso?
So che ad ogni poeta manca un verso,
manca anche a me, dal giorno che l’ho perso.

Se volete incassar lauti compensi,
suggeritene uno a Mattèo Renzi!

So che lui ha intenzione di cambiarlo…
Che non sia quello, però, di Chionne Carlo

Derive
Una barca che galleggia
in un mare di tempesta,
tu lo sai , dove veleggia,
se il vento non si arresta?

C’è un porto che ci attende?
Vedi tu una terraferma?
Una luce che si accende?
Aspettiamo la conferma!

E va … la navigazione!
Vigiliamo sulla rotta,
su chi tiene, ora, il timone,
Ma la bussola, ormai, è rotta!

Poeta io?
Poeta io? Ma non scherziamo!
Mica sfoglio margherite
“ Io ti amo”, “non ti amo” …
Io non soffro di poetite …

Apro gli occhi e vedo il male…
Si! Il male! Non m’illudo …
Se non voglio stare male …
Sai che faccio? Li richiudo ! …

Ma che credi che io sia
Uno che… faccia poesia?
Ma nemmeno per idea!
Se io vado in apnèa

È perché qui in superficie
Io sono un infelice!
Preferisco andar giù in fondo,
ricrearmi un altro mondo

dove il puzzo si disperda …
Qui respiro solo merda! …

Poesiale
La poesia mia è un editoriale
Scritta sopra il quotidiano
Del mio unico giornale:
cronache da un cuore umano.

Sono l’unico inviato
Di fatti, storie, avvenimenti
che mi hanno riguardato
come certi sentimenti.
Odio, angoscia, rabbia, noia,
simpatia, amicizia, amore,
allegria, tristezza, gioia,
nostalgia, ansia dolore .

Ogni articolo di fondo
È rivolto ad un lettore,
abitante di quel mondo
che ha l’ampiezza del mio cuore!

Deus sive natura
Allora scoprirò l’ultimo inganno,
quando esalato l’ultimo respiro,
deposto ogni dolore ed ogni affanno
io partirò per l’ultimo mio giro

e dopo una breve processione
di questo corpo mio, di questa mente,
io scoprirò, però, che delusione!
Che dopo questo mondo, non c’è niente!,

Madonne Pellegrine
Non piange più la Madonna Pellegrina
come negli anni Cinquanta, laboriosi! …
Ride? No! Di più! Ora s’inchina
Davanti alle case dei mafiosi!

Io non sono
Io non sono, io divento
vado e vengo come il vento,
come certi uccelli rari
lungo strade consolari

come nuvola che in aria
va su e giù per la Salaria
che più umile di Ofelia
corre lungo la via Aurelia

ma davanti alla via Emilia
non si abbassa, né si umilia,
entra sulla Tiburtìna,
poi percorre via Latina.

Con un lembo di sottana
Sfiora poi via Nomentana
giunge fino alla via Cassia
dove sotto la galassia

una mano l’accalappia
e la porta lungo l’Appia
fin che sulla via Flaminia ,
la bellissima Lavinia

col sorriso di fanciulla
la dissolverà nel Nulla
e, quando il pianto sarà asciutto,
la rimetterà nel Tutto.

Reddìte quae sunt Matthèi Matthèo et quae sunt Dei Deo
(Vangelo secondo Mattèo, versetti 40 e 8 %)

Se Scipione, il gran Romano,
venne detto l’Africano,
ora tu, Renzi Mattèo
sarai detto l’Europeo,

se, seguendo le sue orme,
tu farai quelle riforme
che il Popolo sostiene
per l’Italia ed il suo bene!

Abbandona quel Minèo:
è uno scriba, un farisèo!
Lascia star Vannìno Chiti:
la politica ha i suoi riti!

Ricorda al tuo Graziàn Del Rìo
Quali sono i tuoi consensi:
date a Dio quel che è di Dio
e a Mattèo quel ch’è di Renzi!

Vita mea, mors … mea
La lotta per la Vita,
la sua sopravvivenza
non è ancora finita:
viva la Resistenza!

L’istinto è sempre forte,
non ha ancora ceduto,
se vincerà la Morte,
almeno, ho combattuto!

I discorsi li porta via il vento.
E le biciclette? …


La mia vena si esaurisce
E il perché lo si capisce…
Non ho più l’ispirazione
Per comporre una canzone! …

Figurarsi se ci sia
per comporre una poesia! …
Io, per quanto faccia sforzi,
sono solo bei discorsi

che il vento porta via
come questa poesia! …
Mentre, invece, i livornesi,
(c’è da essere sorpresi?)

quando son messi alle strette,
portan via le biciclette!

Condition humaine
Istanti, sensazioni,
attimi, sentimenti
nuovi istinti, emozioni
grandi gioie! Tormenti!

Tra sconfitta e vittoria
Cade e risorge l’io!
Corre sulla memoria
Il filo dell’oblìo!

Vita, pensiero, azione
gloria, forza, destino
e io come un coglione
seduto al tavolino

Magic moments
Mentre tu, distesa, gemi,
a me prende il chiribizzo
e nell’attimo in cui fremi
nel tuo nulla mi esserizzo,

io, nel tuo sguardo perso,
nell’istante di un momento,
respirando l’universo,
nel tuo essere, mi anniento!

Scandinavian solitude
Sono ad Oslo
E sono solo
E non solo
Solo
Ad Oslo

Musica nova
Sento crescere ogni giorno dentro me
Una musica mai prima sentita
Che, silenziosa, accompagna la mia vita
E che non so spiegarmi che cos’è.

Una musica credo che mi porti
Verso un paese lontano, sconosciuto
Dove l’unica forma di saluto
È il requiem che si suona per i morti

Al sindacosidereus
Un amore durato settant’anni
Si è infranto sugli scogli del Boccale:
il PD tra dispetti, lotte e inganni
riesce anche stavolta a a farsi male.

Ah! Quando le battaglie erano quelle
Di chi credeva ancor nella sinistra!
Ritorneremo a riveder le stelle
Negli occhi di chi adesso ci amministra?

Riusciranno a liberar Livorno
Da Chi ruba, chi froda e chi delinque?
Le rivedremo brillare in pieno giorno?
Io, per ora, ne vedo solo cinque!

Com’è triste Venezia
(Un grande successo di Charles Aznavour, riadattato ai giorni nostri)

Com’è triste Venezia
C’è tanta corruzione
Forse più che a Lamezia
e anche di Crotone
Tutta l’Italia è infetta
Malata di mazzetta
E non guarirà più
E vola la tangente
Come gabbiani in volo
Mentre sprofonda il suolo
Nell’acqua del Canal
Com’è triste Venezia
Ricordo i suoi bei quadri
Ora è piena di ladri
non fanno che rubar
E va la gondoletta,
non c’è più la Marietta,
ma solo la mazzetta
che va lungo il Canal,
soltanto un gondoliere
che non ti chiede niente
ma solo una tangente
e dopo se ne va
Com’è triste Venezia
Soltanto un anno dopo
Io me ne vado in Svezia
E me ne sto a Stoccolma,
la Venezia del Nord ….

Europa ‘14
I
LA CANZONE DEL PO …
Il popolo reagiva calmo e placido al sondaggio,
votando Renzi il 25 maggio!
E dopo aver lasciato il proprio seggio,
il popolo gridò: “Non passa Casaleggio”!

II
DALL’UTOPIA ALL’EUTOPIA
(Andare oltre …)
La strada è chiara, è tracciata e dritta
L’abbiam tracciata con la nostra storia!
Se grillo andrà oltre la sconfitta,
noi, invece, andremo oltre la vittoria!

Questa sfida ci esalta e ci sublima :
vedremo chi dei due arriva prima!

III
L’EURIONE

C’è qualcosa di nuovo oggi in Italia,
anzi in Europa! Via le vecchie inntese
che ci costrinsero a tenere a bàlia!
Ritorna la chiarezza nel Paese!

Ha vinto la chiarezza e la speranza
Contro la rabbia ringhiosa e inconcludente:
“Buffòni e ladri! Nessuna tolleranza”!
Così la maggioranza della gente!

Sono emozioni davvero straordinarie
Vissute da tutta la Nazione.
Ora che hai vinto pur le Secondarie!
Attento! Questa è l’ultima occasione!

Raptus eroticus
Credevo che l’amore fosse eterno
E che non fosse tutto questo inferno
Dalle cui fiamme mi sento adesso avvolto
Fino a sentirmi bruciare tutto il volto.

       E meno male che duri così poco
Perché altrimenti, quando non ci sei,
dimmi, se tu lo sai, come potrei,
sopportare da solo tanto fuoco

Risorgimento europeo
Disse Garibaldi a Pieve di Cadore:
“Se non si fa L’Europa, qui, si Muore”!
Gli rispose Mazzini in toni ultimativi:
“Facciam l’Italia fin che siamo vivi”!
Cavour ch’era rimasto sulle sue:
“Facciamo-disse loro- tutt’e due”!
Per l’Italia, nostra patria intera
Sarà l’Europa la … nostra frontiera!
Che tra sconfitte e grandi rimonte
Farà del mondo il … nostro orizzonte!

18 Maggio: settimana della lettura europea
Un popolo che legge
non sarà mai un gregge!

Se si fa una cultura
Leggendo libri buoni,
non avrà mai paura
di Grillo o Berlusconi!

O profughi d’Italia …
(testo ispirato da un testo di Pietro Gori)

O profughi d’Italia che a Lampedusa
sbarcate. Siete il più grande atto d’accusa
contro un’umanità che vi rifiuta,
che si rinchiude in se stessa e non vi aiuta.
O voi che andate dritti alla ventura
senza alcun rimpianto, né paura,
a che vi serve del Papa la preghiera,
voi che non avete una frontiera
Voi che andate qua e là sempre sbarcando,
da ogni nazione siete messi al bando.
Scacciati da popoli e nazioni,
siete voi a riempirne le prigioni.
Dovunque uno sfruttato si ribelli,
là troverete schiere di fratelli.
Andate per le terre e per i mari
soltanto per l’amor dei vostri cari.
Vivete tra gli stenti e tra i dolori,
della nazione umana i precursori.
La vostra forza è invincibile ed immensa,
dovrete solo prenderne coscienza
e un giorno non sarete più proscritti
se lotterete per i vostri diritti.
Avete forze fresche, nuove e pronte
per far del mondo l’unico orizzonte.

Gratias ago
Ho avuto dalla vita così tanto
che per restituirglielo , ora, canto!
E, se pur, qualche cosa mi abbia tolto
al punto che non vedo più il suo volto,
per tutto quanto quello che mi ha dato,
posso dire di avere ... pareggiato!

Bucato
L’anima ho steso al sole
Per asciugarla al tempo
L’ho appesa alle parole
che soffiano nel vento

facendola oscillare
tra un cenno ed un richiamo
prima di abbandonare
questo contorto ramo

che tra ferite e ammacchi
qualche gemma ancor serra
prima che si distacchi
e che si posi… a terra!

Changes
Dall’analogico al digitale
Il cambiamento è universale …
Dalla parola si va all’immagine,
i libri ormai son senza pagine …

Chissà che fine farà l’amore,
se come il nostro sarà sincero …
Io che apprezzo molto il colore,
lo preferisco in … bianco e neero …

Vati can day
Dalle POPSTAR ai PAPISTAR
Questa è l’Italia … Che ci vuoi far!
Dai santi subito ai santi presto,
qui si ritarda solo l’arresto

di Berlusconi e i suoi sodali…
Qui solo i Papi e i cardinali
Hanno qualcosa da festeggiare,
mentre il popolo sta lì a guardare

un evasore, un pregiudicato
Che si dà lieto al … volontariato …
Però abbiamo 2 santi 2!
Uno è il popolo … ma sempre … bue! …

Sogno o son desto?
Ho fatto un sogno, ma non ricordo più
Se in quel sogno mio c’eri anche tu.
Mi son svegliato e proprio lì vicino
Ho visto la tua testa sul cuscino!

Mi sono detto: “Certo, è molto meglio,
quando tu sei con me, restare sveglio!

La risposta
Quando il cielo, alto, stellato
mi riempie di mistero
io rimango senza fiato
e mi chiedo:” Sarà vero

che Dio è lì che si nasconde”?
E, mentre io tendo l’orecchio…
Dopo un po’ c’è chi risponde:
“ Ma, dai, guàrdati allo specchio”!

Tempi duri
Quando i tempi si rifanno duri
non ci resta che alzare nuovi muri
ma stavolta più alti e trasparenti
per separare noi da certe genti …

quindi non di mattoni, ma di vetro,
per guardare così chi ci sta dietro
e dove, senza tante esitazioni
io metterei Dell’Utri e Berlusconi!

Montaliana
Ma cos’è mai tutta questa voglia
che io ho di piangere stasera:
forse è l’accartocciarsi della foglia
che mai vedrò fiorire a primavera?

Forse è il cavallo al suolo stramazzato
Prima di raggiungere una pozza?
Forse il falco nel cielo alto levato
o il rivo che gorgoglia in una strozza?

O Forse certe vecchie cantilene
che mi ripeto nell’indifferenza,
mentre l‘Amore, per quanto può, trattiene
Il Male che c’invade l’esistenza.

Sogno di una notte di mezza stagione
Ho fatto un sogno veramente strano!
Sognavo di essere italiano,
intrappolato tra sinistre e destre:
Mi son svegliato: non ero che ... terrestre!

La gatta (da pelare)sul tetto (del Senato) che scotta
(da cantare sulla celeberrima aria di Gino Paoli)

C’era una volta il Senato
Che aveva una macchia nera,
un abuso di Stato,
quando Berlusconi c’era,
ma poi fu condannato
e ora lui non c’è più
la la la la la la la la la la la la la la la
Se una legge faceva
non era che A suo favore,
il fisco evadeva,
ma ora lui non c’è più
la la la la la la la la la la la la la la la
Ora non abita più là,
ha una casa bellissima
ma in Senato non ci può più andar
Ma io ricordo un Senato
Di padri costituenti
Onesti e coerenti
che or non ci sono più
la la la la la la la la la la la la la la la
(a finire)
C’era una volta il Senato,
la casa di un pregiudicato…,
ma fu condannato
e ora non ci sta più …

L'avvento
… e verranno gli anni Venti …
Ma saremo più contenti?
… Non ci siamo forse stati …
Già nei secoli passati…

… quando eravamo meno,
era il mondo più sereno?
Me lo chiedo un po’ … perplesso …
Eravamo come … adesso ?

Quanti giorni, quante sere,
qui, insieme, abbiam vissuto…
Quello che dovrà accadere,
non è , forse, già accaduto? …

Quando c’è la luna piena,
io mi butto sulla scena …
quando ormai la tela cala,
mi ritrovo in una Sala…

mentre sto uscendo fuori…
vedo tanti riflettori
su una folla che, in piazza,
grida, strilla, urla, schiamazza,

una grande ammirazione
per me! Sono il suo campione!
Ora vuol fotografarmi!
vuol vedermi! vuol toccarmi

una voce all’improvviso
spegne in bocca il mio sorriso
E’ mia moglie che mi chiama
Sono a letto e lì, in pigiama,

maledico quel risveglio …
Ah! Sognare è molto meglio!
Fuori piove! ... Tira vento ...!
Dopo un po’ … mi riaddormento …

Vocazioni
L’abito non fa il monaco:
a volte è solo intonaco!
Guarda quant’era stronza
La monaca di Monza

Che usciva la sera
Col monaco di … Baviera …
Poi andava rimpiazzarlo
il monaco di … Montecarlo …

Furono scomunicati!
Qualcuno si era accorto
Che lei stava con i frati
E zappava, intanto, l’orto!

Pupi
“Pupi, siamo! caro signor Fifì! Lo spirito divino, entra in noi, e si fa, pupo!
Pupo io! pupo lei! pupi tutti!”
(da Luigi Pirandello, Il Berretto a Sonàgli, Atto, I, Scena V)


Ora agnello, ora lupo,
sono io? lo stesso pupo!
Ora servo, ora padrone,
generoso o mascalzone,

ora falso, ora sincero,
prima bianco, adesso nero,
ora buono, ora cattivo
sarò io fino a che vivo?

Forse questo è il mio destino:
esser nato burattino!
Ora dolce, ora amaro,
ma chi mai sarà il puparo?

Ora incerto, ora sicuro
Fin che sarò appeso a un muro.
Chiuso in una cornicetta,
come vecchia marionetta!

Il mio verso
Il mio verso è nudo e crudo
Assomiglia ad uno scudo
Dietro il quale mi riparo
Insieme a ciò che ho di più caro

Va all’attacco , non si arrende,
mi protegge, mi difende,
nei momenti di bisogno
mi regala qualche sogno,

fa da scorta ai miei pensieri,
li accompagna su sentieri
spesso impervi e accidentati
da nessuno frequentati

e quando è sulla strada buona
all’improvviso mi abbandona
qualche volta mi tradisce,
e non sempre mi capisce,

ogni tanto mi sorride
poi mi lancia certe sfide
che mi mette in imbarazzo
e allora io m’incazzo

poi ritorna, mi consola
mi rivolge la parola
mi da qualche buon consiglio
come un padre fa col figlio

Decasillabo o ottonario
Non si lascia intimidire,
ma davanti a un settenario
spesso mi ha … fatto soffrire

Che la rima sia baciata
o che invece sia alternata,
lui non se ne fa un problema
purché non vada fuori tema!

Se la rima poi si alterna
lui la segue senza sforzo,
anche dentro una caverna
lui segue il suo percorso ...

Con amore ed allegria
Cerca di scacciar l’angoscia
Ma davanti all’apatìa
Il desiderio, ecco, si affloscia

Quando accende un interesse
La pigrizia è già in agguato
E per quanto lo volesse
Non mi ancora abbandonato

Che sia triste o sia sereno
non ne posso fare a meno
mi fa sempre compagnia
quando scrivo una poesia!

Ruit hora
E quando il mondo mi veniva incontro
Con i suoi giorni, le notti, le stagioni
Io l’aspettavo ed ero sempre pronto
A raccontargli poesie, storie, canzoni

Adesso ha cambiato direzione
Gli chiedo se mi aspetta, se mi aiuta
E se provo a cantargli una canzone
Non mi ascolta e neanche mi saluta…

Ma io insisto. Continuo ad aspettarlo
mentre ripenso ai giorni miei sereni…
Lui mi guarda… e ogni tanto dice: “Carlo,
non vedi che son qui … Perché non vieni … “

Niuspic
Aspetta! Stai un po’ zitto!
Non vedi che ora tuitto!
L’inglese? Non lo spicco.
Scrivo il messaggio e clicco!

Ancora non ho fatto!
Finisco e dopo ciatto!
La foto? Te la estraggo …
dammela, te la taggo!

Carina con quel pet!
Mettila su inter net!
Vestita come un sub,
puoi andare su iu tiub

Non so dove la metto,
ma prima la risetto!
La prima? No! La scarto.
Chiudo … e … poi … ristarto …

8 Marzo
A tutte le donne:
- per i sogni che ci regalano
- per la realtà che ci preparano
- per i dolori che ci procurano
- per le gioie che ci forniscono
- per le riflessioni che ci stimolano
- per il bene che ci vogliono
- per il male che ci leniscono
- per la vita che ci danno
E Noi?

La grande schifezza
Pompèi crolla, Volterra cade,
franano ponti, sprofondano strade,
bruciano boschi, straripano fiumi,
sulla Terra dei Fuochi si spengono i lumi,
si allagano campi, quartieri, vie
vanno in rovina le ferrovie,
ci sono scuole che cadono a pezzi,
appalti truccati, aumentano i prezzi,
c’è anche chi attacca la Magistratura,
si tagliano fondi a Teatro e Cultura,
si taglian salari, stipendi e pensioni,
si favoriscono le grandi evasioni,
corrotti, tangenti, mafiosi, tasse,
con le partite s’addormentan le masse,
coi gratta e vinci, coi giochi d’azzardo,
e con gli stadi da mezzo miliardo,
mentre trabocca sporcizia ,e immondezza,
ma finirà un giorno ‘sta grande schifezza!

Midan!Midan!
L’Europa è morta a Kiev!
Putin è l’assassino,
insieme a Medviev,
del popolo ucraìno!

A morte la canaglia
Che, coi suoi mascalzoni
È amico qui in Itaglia,
di Silvio Berlusconi!

Occhio!
Occhio! Adesso, c’è Mattèo!
Che non faccia il Farisèo!
Ci son già parecchi Scribi,
pron

ti a divorare i cibi

di operai e pensionati
che , oramai, sono stremati!
Faccia pagar le tasse ai ricchi,
a Berlusconi, a Iva Zanicchi!

Anche a Grillo e a Casaleggio!
Qui, si va di male in peggio!
Anche se si da un po’ d’arie,
io l'ho votato alle Primarie!

Ora apra il portafoglio,
sennò i due euro, io, li rivoglio!Epochè
In questa nostra stanca solitudine
Anch’io ci avevo fatto l’abitudine,
poi è venuto lui e ci ha incantati,
adesso, invece, ci ha disipno … TIZZATI …

E mentre di parole scorre il fiume,
io sto seduto e bevo qui al BAR … LUME!
C’è chi non beve e intanto, zitto, aspetta:
Sono i frequentatori del BAR … LETTA … …

La disfida?

Tra un gigante e un pigmèo?
Chi vincerà Enrìco o Mattèo?
In questa veglia desolata e scialba
A noi non resta che aspettare l’alba!

C’è chi spera nel peggio, chi nel meglio:
vediamo cosa accade nel risveglio
Chi le vuol crude, chi le vuole cotte!
Io vi saluto e vi do la … BUONANOTTE!!Ode
C’è chi ha un padre, chi una madre,
C’è chi paga, c’è chi evade
c’è chi si alza, c’è chi cade
c’è chi legge ancora Sade
c’è chi non si persuade
che non servono le spade
per respingere chi invade

Io che vado per le strade
Son felice, ma non so perché

C’è chi nega, c’è chi crede,
c’è chi guarda, ma non vede
chi resiste, ma non cede,
chi va in cerca della fede,
chi la chiama Santa Sede
anche se ci va in Mercede,

io che sto ritto su un piede,
son felice , ma non so perché

C’è chi piange, c’è chi ride,
chi ha paura delle sfide,
c’è chi taglia, c’è chi incide,
c’è chi muore, c’è chi uccide
c’è chi impera, chi divide,
chi non segue più le guide,

io che sto con chi sorride,
son felice, ma non so perché

C’è chi soffre, c’è chi gode,
c’è chi merita una lode,
c’è chi ama far le code,
chi non pensa che alla frode,
c’è chi è schiavo delle mode,
c’è chi a un certo punto esplode,

io che ho scritto questa ode,
son felice e so perché

C’è chi apre, c’è chi chiude,
e c’è anche chi s’illude,
chi continua, chi conclude
chi una strada si preclude,
chi sta in mezzo alla palude
chi le vuol cotte, chi crude,

a me piaccion solo nude
e per questo son felice,
quando sono insieme a te!

Vera Cruz
Aria Di  Tenerife:
umani ed  animali
il mito di Pasife
Li rende tutti uguali

In palazzi o baracche:
Erotici furori :
le donne sono vacche,
gli uomini sono tori.

Sopra una fotografia di gruppo di cinquant'anni fa
Abitavamo in un altro pianeta!
Ora che stiamo per toccare Terra,
quante battaglie per giungere alla meta ...
Siam tutti eroi di una perduta guerra!

Lei
Senza dirvi il suo nome, io vorrei
parlarvi, proprio oggi, un po’ di lei,
della più bella, della più tradita,
è lei, la mia, la tua, la nostra vita!

E’ lei che si rivolta, si ribella:
più la tradisci e più diventa bella…
E’ lei che ci abbandona, si dispera,
ma poi ritorna ad esser ciò che era .

Per lei tanti andarono in prigione:
per ridar dignità alle persone
E’ lei che ci darà ancor la voglia
Di vivere e lottare e che germoglia

come le piante e i fiori a primavera
O quando il vento fischia e la bufera…
Per questo io vorrei renderle omaggio
come in quei luminosi dì di maggio ,

quando da paesi lontani e da città
s’alzava solo un grido: libertà!
Ma ancora c’è chi a lei non obbedisce,
e c’è chi la maltratta e la tradisce

e c’è chi la sbeffeggia e la calpesta
invece di onorarla e farle festa…
A lei dedicherò questa canzone:
il nome suo è: COSTITUZIONE!

La Gran Canaria
Viverci ci vorrei insieme a te…
La Gran Canaria: l’isola che c’è
Dove la sera si specchiano le palme
sopra le sue fatate acque calme
dove le nubi, trasparenti veli,
sopra i suoi ricamati cieli
danzano al ritmo lento degli Alisèi
nell’isola che c’è, se tu ci sei…
Gli alberi, trecce nere di bambine,
Sopra le sue limpide colline,
arrotolati sulla cima a crocchia,
rami nodosi come le ginocchia
dietro gli scogli rossi che sul mare
sembrano sempre pronti a rotolare,
lungo i suoi sentieri, i suoi tramonti
che ad accoglierci sono sempre pronti …
Come vulcani ormai da tempo spenti,
lasciarci accarezzare dai suoi venti
farci cullar dai suoi flutti marini,
addormentarci così come bambini
e dormiremo insieme io, te e lei
nell’isola che c’è, se tu ci sei !

A Silvio
Silvio, rimembri ancora
quel tempo della tua vita illegale,
quando disonestà splendèa
negli atti tuoi arroganti e corruttivi
e tu con man mafiosa il limitare
della P2 salivi?
Suonavan le liete
stanze nelle notti porno
con Ruby! E, a lei, intanto
all’opre femminili intenta
dicevi: “ mi consenta!”
con quel vago affarin che in mano avevi.
Con Dell’Utri, mafioso, tu solevi
Così menare il giorno.
Dio! Ma quanti ladri
di Forza Italia già facevan parte
quando tu eri il primo
a truccar bilanci, falsificare carte.
Mentre con Craxi ti facevi bello
e perfino ai fascisti davi voce
E con la man veloce
con Fini tessevi la tua tela!
Di escort sempre pieno,
i tuoi avvocati accorti,
le leggi ad personam sempre pronte,
alla Minetti, felice,
palpavi culo e seno!
Ma quanto ci rubavi!
Che inganni, che frodi, Italia mia!
fu con Bondi e Nanìa
che il male è cominciato!!
Ora scontiam le consequenze estreme
E la crisi ci spreme!
E’ finito lo Stato!
Ma invoco ancora la Magistratura
O tu, magistratura
Perchè non prendi, ahinoi,
Quel mafioso d’Arcor? perchè intanto
Non lo metti in prigion?
O Patria mia, corrotta dall’interno,
dall’Evasore tu, battuta e vinta
perivi, o tenerella. E non vedevi
i poveri tuoi eroi
lottar per il tuo onore!
Io non so più che fare, né so come
Far ritornare i cittadini attivi,
le giovani, i giovani più vivi
e ragionar d'amore!
E morirà fra poco
La speranza mia dolce e gli anni miei
Così sono passati
Nell’indecenza. Ahi come,
Come ridotta sei,
o cara Patria mia! Chi ti rinnova?
Mia lacrimata speme!
Questa è l’Italia ? questi
I progetti dei nostri padri costituenti
Onde cotanto ragionammo insieme?
Per cui moriron tante brave genti?
O Silvio, sii sincero
Sulla coscienza mettiti una mano
E da una cella nuda
chiedi perdono
Al popolo italiano!

Relata … prefero –
Il Sindaco di Firenze
Non vuol le preferenze…
S’era già capìto:
E’ lui il preferito!

Il bello, il buono, il brutto ed il cattivo
Da quando l’innocenza del mio sguardo
ho perso, ogni giorno fo del tutto
per vedere che in quello che io guardo,
possa esserci del bello anche nel brutto

nel cattivo del buono. In fondo, credo
che veder questo sia guardare quello …
e, quando guardo quello che io vedo,
non posso che veder nel brutto il bello!

Così lo sguardo timoroso innalzo,
almeno fino a quando sarò vivo
per riuscire a veder tra il vero e il falso,
il bello, il brutto, il buono ed il cattivo

A Francesco
Io vorrei che tu volessi, se potessi,
Far delle nostre vite un sol volere
Tale che queste nostre vite stesse
Fonte fossero solo di piacere.

Aufhebung
Ho vissuto settant’anni
sempre negli stessi panni
vorrei uscire da me stesso
dare inizio ad un processo

come di Transustanziazione
la cui trasfigurazione
annullasse in un momento
e la Quiete e il Movimento

e l’Eternità e l’Istante
in una luce sfolgorante
diventare un Niente , un Tutto
dove il Seme, il fiore e il Frutto

fosse tanto trasparente
fino a non veder più niente,
non sentire più alcun suono
e dimenticar chi sono ! …

Anno Nuovo
Aspettiamo il Quattordici:
in una mano le forbici,
nell'altra i pennarelli
per ritagliare
e disegnare
insieme
i momenti più belli!

Il Tredici è passato:
faccio gli auguri a tutti ...
Io ho già dimenticato
i momenti più brutti! ...

Angiolino
Angiolino,Angiolino
Il fedele barboncino
Ha alzato la zampetta
Prova a fare il berluschetta

Si rifugia nel tinello
Dove trova un quagliarello
Che insieme ad un cicchito
Ora ascolta il suo guaìto

Angiolino, angiolino
Il fedele barboncino
Ringhia e mostra i suoi canini,
ma non è Gianfranco Fini

Angiolino, Angiolino
Il fedele barboncino
Ha alzato la zampetta,
ma non è Enrico Letta

Angiolino non ha il quid
è il suo padrone che ha il liquìd
E che se non glielo da,
Angiolino, cosa fa?

Angiolino, Angiolino
Il fedele barboncino
Non può rifare la DC,
lui può far solo pipì …
Non può fare la scissione
se non vuole il suo padrone.

Parla chiaro
Parla Chiaro,
caro Bergoglio,
Quando parli
del portafoglio,

altrimenti
non capisco
chi in Italia
evade il fisco,

poi, con l’altra
mano tesa
da quattrini
alla tua Chiesa,

chi fa scandali
con frode …
Il Battista
accusò Erode …

Ma lui non era
francescano
E non stava
in Vaticano …

Quindi non
fare allusioni,
ma fa i nomi:
Berlusconi!

Oppositio oppositorum
Finirà questa indecenza
Concussioni, ruberie?
Dopo questa decadenza
Si apriranno nuove vie?

Macché! Andrà sempre così!
Non facciamoci illusioni
Abbiam rimpianto la DC?
Rimpiangeremo Berlusconi!

Illuminazioni
1
A MONICA
Vorrei veder aprire
Sopra i tuoi bianchi denti
Due labbra sorridenti
E poi … morire
2
A TONIA
Ah! Le tue sopracciglia
Sotto i cui archi neri
Passano i miei pensieri
Pieni di meraviglia! …
3
A YLENIA
Amo i tuoi dolci lobi
Penduli come globi
Mentre le tue narici
Respirano felici
4
A MARA
La ruga sulla fronte
S’inarca come un ponte
E lascia all’improvviso
Passare un tuo sorriso…

Shakespeariana
Tessere o non tessere
questo è il problema!
Lo aveva capito anche D'Alema
che, da quando è stato rottamato,
tutto vuol fare, men che il tesserato!

Porci senza ali
L’Italia ha perso le ali:
Ora non vola più!
Ci restano gli squali
Che vanno su e giù…

Aspettan l’occasione
Di mangiarsi col sale,
In un solo boccone
Tutto il nostro Stivale.

evidenza!
Siamo in piena decadenza,
Ma non c’è un decaduto!
Questa è la conseguenza
Di chi ha dato e non ha avuto!
C’è chi ha avuto, ma non ha dato
E questo è il bel risultato!

Forza Italia!
Ora torna FORZA ITALIA!
Perché no, FORZA SOMALIA?
FORZA SIRIA Ed ERITREA?
FORZA LIBIA eNORD COREA?

Io propongo: ITALIA,FORZA!
O se volete: ITALIA SCORSA!

Erossong
Vorrei finir così questa mia vita:
sfinito dal tuo culo, dalla tua fica:
goderti, quando l’amore tuo trabocca,
mentre lo prendi dolcemente in bocca,
ma prima, lo accarezzi con la mano,
lo sfiori, lo tormenti con le dita
e poi, esasperatamente piano,
come in una tortura sibarita,
mentre tutto tremante mi trattengo,
sotto i colpi della tua lingua, lievi,
io mi contorco, m’inabisso e … vengo
nell’istante preciso in cui … mi bevi …
Vorrei consumare così la mia esistenza,
vivere in tua totale dipendenza,
al di là di ogni morale, ogni decenza:
sconfiggere così la mia astinenza
in un piacere dove il corpo affoga
sotto gli effetti della tua dolce droga
di cui m’inietti la dose quotidiana
con insaziabile istinto di puttana
e poi, nel modo a noi più innaturale
darci piacere fino a farci … male!

Synthesis
In una lacrima, tutto il mio pianto.
In un sorriso, tutta la gioia.
In una nota, tutto il mio canto .
In un sospiro, tutta la noia!

In un sol grido, tutto il dolore.
In un momento, tutti i momenti.
In un sol gesto, tutto l’amore.
In un tormento, tutti i tormenti!

In una notte, tutte le notti.
In un secondo, l’eternità.
In ogni morte, tutti i miei morti.
In un sol sguardo, la verità!

In un abbraccio, tutti gli abbracci!
In una riga, tutti i miei versi.
In un vestito, tutti i miei stracci.
In uno uguale, tutti i diversi!

Nei cinque sensi, tutto il piacere.
Nella mia anima, una ferita.
Nei miei ricordi, tutto il sapere.
In una vita, tutta la vita!

In una donna, tutte le donne.
In ogni uomo, un carlochionne!

Primo amore a Monte Malbe
In una sera, come stasera,
nelll’aria, odore di primavera!

Tra nubi, un sole, appena sbucato.
Intorno, le prime viòle di un prato!

Negli occhi, un guizzo, un’ombra, un lampo!
Ci ritrovammo in fondo ad un campo.

Due labbra rosse, rose appena sbocciate,
desiderose di esser baciate!

Tra l’erba, un secco ronzìio d’insetti,
sotto il corsetto, i suoi bianchi merletti.

Intanto fischiavano, lontano i treni,
mentr’io cercavo i suoi morbidi seni!

Un caldissimo bacio, lungo e breve,
un brivido freddo. Cadeva la neve!

Domani ritorno, te lo prometto”!
Il primo amore, ancora, l’aspetto!

Lampedusiana
Mediterraneo: mare tra le terre
Che invece di unirle le dividi!
Dovresti darle vita, invece uccidi
Con le tue stragi, secolari guerre!

Altri continueranno ad affogare
Per permettere a me di galleggiare?
Fingerò anch’io di chiedere perdono,
almeno per sentirmi un po’ più buono?

Cavalcata d’amore
Dall’amore cortese
all’amor cortigiano,
quanti nobili imprese
hanno indotto la mano

a posarsi sul brando
e veloce drizzarlo
come già fece Orlando
quando ancora Re Carlo

imperava glorioso,
quando il Pari di Francia,
diventato furioso
tirò fuori la lancia

e, impazzito d’amore
per Angelica bella
la inseguì con ardore,
mentre lei sulla sella

del suo dolce Rinaldo
cavalcava il destriere
aggrappandosi al saldo
suo bel cavaliere

mentre ormai senza fiato,
giunto in fondo alla Valle,
cadde Orlando stremato
e morì a Roncisvalle!

Ecco intanto i giullari,
rose fresche ed aulenti,
menestrelli, notari.
Or da chiese e conventi

escon fuori le monne.
Come uscite da un uovo,
Tante belle madonne
con il dolce stil novo!

Carnevale già impazza
per le vie di Firenze,
una bella ragazza
con le sue riverenze

ci ricorda che in fondo
non v’è niuna certezza
che padrona del mondo
è e sarà giovinezza!

Guarda Quanti bei nèi
che faccine incipriate!
Guarda quei cicisbèi
e le dame truccate

dentro i loro salotti
fanno a gara a sedurre
i più bei giovanotti
mentre fuori a condurre

Sulla via la Ragione
Robespierre s’incammina,
con la Rivoluzione,
verso la Ghigliottina!

Ma il romantico incombe
tornano i sentimenti
i sepolcri, le tombe
i salici piangenti

e ritorna l’amore,
le sue sdolcinatezze,
i sospiri, il dolore
i baci e le carezze

poi la psicologia
l’inconscio, le paure
un po’ di gelosia
gli scontri, le rotture,

le rotture di palle
Ora diamoci pace
Laggiù a Roncisvalle
Orlando ancora giace

A Lorenzo De Ninis
Sempre caro mi fu questo bel sito
E quell’azzurro che da ogni parte
Poeti e poesie accoglie e include.
Ma sedendo e cliccando i più ispirati
Versi di Greggio, Cardella, Galgani ,
Badalà e di quelli le cui mete
sfioran la poesia come per gioco,
Come le vette, le più alte il vento,
vedo brillar qua e là qualche gioiello
guizzare per le pagine veloce
grazie a Lorenzo che del sito è il Perno,
intorno al quale gira onnipresente
con i commenti che ogni giorno appresta
Pier Vittorio Colonna, amico mio
E il navigar m’è dolce in questo mare.

Historia, magistra vitae?
I miei arresti domiciliari,
scriverà Silvio nei suoi diari …
Fu un altro Silvio, non Berlusconi
Quello che scrisse LE MIE PRIGIONI!
fu un patriota, uomo d’onore!
Fu carbonaro, grande scrittore!
Mentre Berlusca, il Cavaliere,
altro non è che un … puttaniere … !

Tra dubbi e certezze
Il papa ha un dubbio, io, invece, una certezza!
Ce la dirà un giorno con chiarezza
Che lo IOR, la Banca Vaticana
è, forse, la maggiore azionista
De la Breda-Valsela che è italiana
Che è da tempo la prima della lista,
come tutti sanno, in fondo, in fondo,
per la vendita d’armi in tutto il mondo?

Anniversari
Io ero ancora in fasce
Quando il Fascio si sfasciò!
Nell’Italia che rinasce
Fin da allora dissi: NO!

Ai fascisti e ai cialtroni!
E finquando io vivrò
senza tante esitazioni
ancor oggi dico :NO!
Ai mafiosi e a Berlusconi!

Tentativi
Con un sonetto, con una canzone
Tento di dar vita a ogni emozione
Scelgo le rime adatte sul momento
Per dare vita a qualche sentimento

Di dolore, di odio, di tristezza
Di allegria , di gioia, di amarezza …
Ma di tutti trovo che il migliore
Sia sempre il sentimento… dell’amore!

Il più difficile a comunicarlo,
ma non per questo io rinuncio a farlo!

Preghiera laica
Tra un endecasìllabo e un ternario
Così passo i miei giorni , qui, a sgranare
Le sillabe infinite di un Rosario,
Ché questo è il mio modo di pregare !

E prego e aspetto che la grazia
Mi sia concessa per la devozione
Che porto a questa vita. che sia sazia!
Ma senza, però, farne… indigestione.

P & P
Pannella è incazzatissimo
sono anni che digiuna!
Lo seguono pochissimo.
Lui non ne azzecca una!
Il Papa in un raduno,
San Pietro nello sfondo,
propone un digiuno
ne parla tutto il mondo!

Vorrei
Vorrei veder la fine
Di questa mia avventura:
varcare quel confine ,
segnato da Natura .

Ho amato questa vita.
L’ho amata fino in fondo,
ma so che non c’è uscita
da questo nostro mondo .

Ma prima di calarmi
Nella mia nuova sorte,
vorrei innamorarmi
persino della Morte!

Se bastasse
Se bastasse una bella preghiera
Per la pace, si potrebbe pregare
non soltanto un sabato sera
non ci vorrebbe poi tanto a pregare
ciascuno, magari, alla propria maniera

Se bastasse una vera preghiera
A convincere Bashar ed Obama
Noi dovremmo gridare più forte
E non correre dietro a chi chiama
Ad aprir di San Pietro le porte

Se bastasse una buona preghiera
Per aiutare e dare una mano
Dovremmo scendere in piazza ogni sera
Senza andare per ciò in Vaticano

Se bastasse una grande preghiera
di chi soffre, chi piange, chi grida,
di tanta gente ancor prigioniera
di chi la sfrutta, l’opprime e la guida…

Ma nessuno potrà mai ascoltarla
E nel passato, così come adesso,
soltanto chi ci propone di farla,
non dovrà che ascoltare se stesso!

Controappello
Morire per Danzica? Morire per Damasco?
No! Caro Obama, stavolta non ci casco!
Siano esse chimiche o nucleari
Le armi sono tutte micidiali!
Persino quelle che chiunque vuole
Comprare, fan strage nelle scuole!
Non aspettare il SI del tuo Congresso
Assad lo puoi uccidere lo stesso!
Egli ha già commesso tanti torti!
Non c’è bisogno , certo di altri morti!
Pensa ai profughi e ai rifugiati
Che rischiano di essere ammazzati.
Hai ricevuto il Nobel per la Pace!
Questo tuo atteggiamento non mi piace.
Smetti di fare il pesce nel barile!
Per ammazzare Assad, basta un fucile!

Question-Time
In Egitto continuano gli sforzi
Per liberarlo dai Morsi … della fame?
El Baradèi continuerà ad opporsi?
PD-PDL continueran le trame?
Lo Zio, intanto, viene scarcerato!
La Nipote, riaccenderà le sere
Ad Arcore?L’Egitto è alleato!
C’è una speranza per il Cavaliere?

Preghiera egiziana
Egitto, Egitto, Egitto o caro Egitto
La tua Forza è solo nel Diritto!
Su! Abbandona la tua Religione
Che mette in ginocchio le persone!
Alzati in piedi! Guarda verso il cielo,
di’ alle tue donne di levarsi il velo!
Fatti condurre sulla dritta via:
L’Islamè incompatibile con la Democrazia
Come lo è con ogni religione
Dove è Dio l’unico padrone!
Ma che fratelli, fratelli mussulmani,
fratelli sono tutti gli egiziani!
La Bibbia, il Corano ed il Vangelo
Portano sì diritti verso il Cielo,
ma lo fanno per quella scorciatoia
dove Dio, Allah, Jahvé fanno da boia!

Sono un poeta del Novecento
(Istruzioni per l’esecuzione del Testo:
Ogni canzone , anche se solo accennata,
dovrà essere realmente ed integralmente eseguita)

Sono un poeta del Novecento:
io nel Duemila non mi ci sento,
vorrei tornare all’Anno Zero,
vedere il cinema in bianco e nero,
vedere gli uomini in carne ed ossa
quando cantavano Bandiera Rossa,
quando con voce forte ed altèra
Altri cantavano Faccetta Nera
Ma a una fanciulla pallida e snella,
tutti cantavano Signorinella…
Quando la pioggia dal ciel cadeva,
Cantavan tutti Come Pioveva
Ah! Che bei tempi erano quelli,
quando anche Eulalia, la Torricelli
a tutti quanti diceva si!
Senza spostarsi mai da Forlì …
Quando le lucciole lungo i viali,
Cantavan sotto gialli fanali:
Noi siam come le lucciole…
Quando Rosa, tornando dal mercato
si fermava a parlar con il curato:
I suoi capelli eran fili d’oro
Quando per tutti c’era il lavoro
Son fili d’oro i tuoi capelli biondi
quando i ragazzi a tu per tu
D’amor parlavano, ma con Mariù
Parlami d’amore ,
E i giovanotti, a una cert’ora
Addio, cantavano, Mia Bella Signora
che alla sua bimba asciugando gli occhi
solo profumi e non balocchi
chiedeva prima di ogni commiato,
porgendo il turgido labbro al peccato
Mamma… !…
Quando alla fine della canzone
cantava ognuno la sua Illusione
quando qualcuno s’era già accorto
Che Maramao ormai era morto
(Maramao perché sei morto,
quando in quel tempo, ora lontano
Ogni violino era tzigano
(suona solo per me,
Ogni chitarra era romana,
quando la FIAT era ITALIANA
Suona, suona , mia chitarra,
E dopo Lenin, c’è stato Mao
E anch’io ho cantato Oh Bella Ciao
(Oh bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao, ciao,
Ora ognuno per conto suo
vuole cantare ma neanche un duo
Riesce più a fare è finito il coro
Non c’é più intesa tra noi e loro
In questo tempo globalizzato
Persino il Tempo ci hanno rubato
In questo tempo così feroce,
la senti,amore, questa mia voce
L’ha senti questa voce

Puttana pride
(Sante e Puttane)

Son puttana e ne son fiera:
con Ferrara, ieri sera
c’ero anch’io in Piazza Farnese:
è un Casino il mio Paese…!
Son puttana e me ne vanto:
Berlusconi per me è un santo!
Una santa sono anch’io:
Berlusconi per me è un dio!
Con Ferrara, puttaniere,
cambierem tutte mestiere…
Ricordate Cicciolina?
Lei non era un’olgettina
Di puttane ora è il momento:
è già pieno il Parlamento
Meno male che Silvio c’è
ma c'è anche Santa Anchè!

Patria
Sono contento d’essere Italiano:
non mi vergogno più d’esserlo stato …
Se certe cose accadono a Milano,
dove un potente è stato condannato,

la Libertàè , per Tutti, ancora Uguale,
come sta scritto … in ogni Tribunale!

Bunga Bunga
Prova pure il Bunga Bunga:
piu lo tiri e più si allunga ...
Lui lo ha così tirato
che, alla fine, si è ... spezzato ... !

Felici nella notte …
Felici nella notte noi andavamo
come se il canto nascesse dalle mani
che andavano a intrecciarsi più lontano
per accoglierci, intatti l’indomani …

non sapevamo ciò che ci attendesse
e quando insonne veniva a noi la sera
nessuno c’era di noi che lo sapesse,
ma questo sapevamo: che lei c’era:

c’era e ci colse quasi all’improvviso:
c’indurì i cuori, ci spense gli occhi,
ci annebbiò il sorriso …

e dopo tanti sogni, canti e voli
ci ha lasciati inutilmente soli.

Ero io?
Ero io?ero Io quel ragazzo
su e giù per la collina come un pazzo ?
le nuvole inseguendo trasognato:
ruzzolando, urlando sopra il prato ?

Ero io che correvo incontro al vento
che sulle sue grandi ali d’argento
mi trascinava via di valle in valle
a cavalcioni, aggrappato alle e sue spalle ? …
Perché, allora, immobile, qui, giaccio
sopra questa collina, al Castellaccio ?
Perché, muto, osservo il cielo, l’orto
Davanti al mare come un peso morto?

Le mie stagioni
Io nacqui in quei giorni di notti lontane,
interrotte ogni tanto dal latrare di un cane
io nacqui in quei giorni lontani di caldo
quando anche l’estate arrivava in ritardo,

ma una volta arrivata, non voleva andar via …
voleva restare con me, in compagnia
poi venne l’autunno, scendendo dai monti,
ma né io, né l’estate eravamo ancor pronti …

così fummo sorpresi, dalla pioggia bagnati:
eravamo distesi sopra un prato, abbracciati …
col freddo di fuori, il caldo all’interno,
insieme, andammo incontro all’inverno …

ma da quella sera non T’ho più veduta:
la primavera non l’ho ancora vissuta;
da quella sera che TI strinsi al mio petto: …
la primavera ancora l’aspetto …

Arrivi e partenze
Io che ho girato quasi tutto il mondo
a questa conclusione sono giunto:
dipenderà dal fatto che è rotondo,
ma sono qui, sempre allo stesso punto …

Da quando ho intrapreso il mio cammino
lungo le vie, i sentieri del pianeta,
forse dipenderà dal mio destino,
ma, in fondo, conoscevo già la meta.

E questa è, dunque, la mia conclusione,
dedotta da una chiara conseguenza:
è fuor di dubbio e fuori discussione
che ogni punto d’arrivo è di partenza.

Il grande viaggio
Su, via! partiamo per il grande viaggio:
nei nostri bagagli un po’ di coraggio,
qualche speranza appena imballata
da tirar fuori alla prima fermata …

Lasciamole a casa le nostre illusioni:
ne troveremo nelle altre stazioni …
portiamoci pure qualche ricordo,
è sempre bene tenerne a bordo …

sì! un buon ricordo portiamolo pure,
ci servirà nelle ore più dure
e per voltarci indietro ogni tanto,
portiamoci anche qualche rimpianto …

Su! via, salutiamo il babbo e la mamma,
ma non è il caso di farne un dramma,
anche se soli poi resteremo,
qualche altro dolore lo incontreremo

e ci faremo un po’ compagnia
con la tristezza e la nostalgia …
ma prima di giungere a destinazione,
lasciamola scendere … la disperazione …

Si! Prima di giungere al traguardo finale
su via liberiamoci da tutto il male
che abbiamo fatto, subìto, incontrato,
portiamoci il bene che abbiamo operato

insieme a quello che abbiam ricevuto
tutte le volte che abbiam chiesto aiuto
e, se c’è stato qualche rifiuto
buttiamolo a mare senza rimorso:

sarà più leggero il nostro percorso
ed una volta toccata la meta
adagiamo la testa su un cuscino di pietra
e dopo tante battaglie e lotte,

chiudiamo gli occhi e … buonanotte …

… Dal canto mio
Non c’è canzone che il mio cuor non canti:
non ci son lacrime, non ci sono pianti
che gli occhi miei non abbiano versato
e non c’è gioia che io non ho provato:

non c’è dolore che non m’abbia afflitto:
e non c’è verso che non abbia scritto …
Si! Lo confesso: ho vissuto tanto,
ma uno solo è, però, il mio canto

che tra un sospiro, un grido, un mormorio,
ancor s’innalza edè … DAL CANTO MIO!

Da “ … Dal canto mio


"Vogliatemi perdonare quel po' di disturbo che ancora vi reco, mai i miei tre figli, volendo continuare i festeggiamenti per il mio settantesimo anniversario e influenzati dalla rimitepaterna, hanno voluto inviare a questo magnifico sito, previa autorizzazione di Nicola Cheron, questi semplici, affettuosi, commoventi e ispiratissimi versi "

Pater noster
Padre nostro che sei qui con noi,
festeggiamo oggi i tuoi settant’anni
pieni di grazia e priva di danni!

Complimenti per aver scelto Caterina,
appoggio e sostegno
di ogni tua rima.

Per le strade di Perugia
vi siete presi per mano
e, non si può negare,
siete andati lontano.

Con lei, la tua regina,
ti sei sentito un re
quando più tardi
siamo arrivati noi tre.

La prima fu Lorenza
che accompagnavi con la Visa
di fretta all’Ardenza.

Iris fu la seconda,
che rimaneva nei cantucci,
e insieme ripassavate
le poesie del Carducci.

Poi il terzo arrivò,
certo un po’ mingherlino:
fu per tutti il nostro dadino.
Ma il diminutivo non c’inganni:
ci supera in altezza da molti anni.

Il tuo palcoscenico fu la scuola,
dove insegnasti a molti come si vola.

Fosti prima comunista,
poi fervente socialista.
Comunque e sempre idealista.

Ma, dopo incontri e scontri
politici deludenti,
decidesti tu di volare
verso altri continenti.

Ne hai visti di zulù,
faraoni e cammelli
che hanno reso i tuoi versi
ancora più belli.

Per noi ti sei dipinto
le mani e la faccia di blu
facendoci sognare sempre di più.
E con un fiore all’occhiello
tu sei il babbo più bello!

Amen.

A Carlo Chionne
In occasione del suo 70°compleanno
( 7 maggio 1943 - ? )

Son settant’anni che giri intorno al sole:
A volte in compagnia, a volte solo…
che vai avanti a forza di parole,
Che sono il carburante del tuo volo!

Del tuo decollo, resterà un ricordo?
Ma hai tenuto la rotta con coraggio …
Adesso che sei cieco e quasi sordo,
ti auguro un dolcissimo… atterraggio…

La bicicletta
Dai, Anna
sali sulla canna
e... non aver paura,
anche se è troppo dura:
puoi muovere il sedere,
non ti farò cadere:
vedrai come ti tengo,
almeno finché... vengo ...
su... lasciami pedalare...
poi ti farò guidare
che... se arrivar ti preme...
vedrai... verremo... insieme ...

La mela
O Daniela, dolcissima Daniela,
oh come avrei voluto mangiare insieme a te la prima mela
poi su una barca a vela,
sospinta ad ogni vento
continuare il percorso,
e dare ogni momento...
un nuovo morso...

Eucalyptus melody
Cadono le foglie:
nessuno le raccoglie…
cadono i frutti:
li raccolgono tutti…
ma l’albero non muore
finché sboccerà il fiore,
finché le sue radici
nutriranno felici
le foglie, i fiori, i rami,
finché anche tu mi ami.
Tu sai quanto ti amo:
m’impiccherei ad un ramo,
se il ramo più non c’è,
m’impiccherò a te.
Sai il bene che ti voglio,
se vuoi per te mi spoglio…
Che caldo! Qui si suda:
su, dai… mettiti nuda.

Res publica
Enrico De Nicola
E la Repubblica intanto vola,
Luigi Einaudi
Senza infamia e molte laudi,
Giovanni Gronchi
E la Diccì si divise in tronchi,
Antonio Segni,
di tutti, uno dei meno degni,
Giuseppe Saràgat
l’Italia corre, con lei la Fiat
Giovanni Leone
Ed incomincia la corruzione,
Sandro Pertini,
Il presidente dei cittadini
Francesco Cossiga
Che coi servizi segreti briga,
Oscar Luigi Scalfaro
Della Costituzione, ultimo faro
Carlo Azelio Ciampi
Ci tirò fuori da parecchi inciampi
fino a che Giorgio Napolitano
ci prese e ancora ci tiene in mano !

Giaculatorie profane
Santa Maria,
Ma dov’è ormai la Democrazia.

Santa Madre di Dio,
Tra poco non ci sarò più neanch’io.

Madre di Cristo,
Mi cercheranno a Chi l’ha visto?

Madre della Chiesa,
Pagate i debiti alla piccola impresa.

Madre della divina grazia,
Evade il fisco e fugge in Croazia.

Madre purissima,
Ora la lotta sarà durissima.

Madre castissima,
Solo la mafia è fiorentissima.

Madre immacolata,
Oggi la Borsa è di nuovo crollata.

Madre degna d'amore,
Bossi ha offeso il Tricolore.

Madre ammirabile,
Matteo Renzi è un miserabile.

Madre del buon consiglio,
Oggi è un problema avere un figlio.

Madre del Creatore,
Ci vuole un Piano Regolatore.

Madre del Salvatore,
Oggi nessuno fa più il genitore.

Madre di misericordia,
è affondata ormai la Concordia.

Vergine prudentissima,
Ora la crisi è pesantissima.

Vergine degna di onore,
è Berlusconi il primo evasore.

Vergine degna di lode,
è Berlusconi il re della frode.

Vergine potente,
è Berlusconi il più delinquente.

Vergine clemente,
è Berlusconi il più inconcludente.

Vergine fedele,
Emilio Fede e Mora Lele.

Specchio della santità divina,
Nostra salvezza sarà la Cina.

Sede della Sapienza,
Di Berlusconi? Facciamo senza.

Causa della nostra letizia,
Non vuol la riforma della giustizia.

Tempio dello Spirito Santo,
Ma è solo lui a parlare intanto.

Tabernacolo dell'eterna gloria,.
Gli Italiani non hanno memoria

Dimora tutta consacrata a Dio,
Qui si finisce tutti a schifìo.

Rosa mistica,
Io non credo a nessuna statistica.

Torre di Davide,
Le banche sono sempre più avide.

Torre d'avorio,
I Grillini non vogliono il contraddittorio.

Casa d'oro,
Voglion restare fuori del coro.

Splendore di Grazia,
Meglio di noi, persino in Croazia.

Arca dell'alleanza,
Noi a lavorare, loro in vacanza.

Porta del cielo,
Bersani perde il vizio, non il pelo.

Stella del mattino,
Minetti ad Arcore ha aperto un casino.

Salute degli infermi,
Gasparri e La Russa sono dei vermi.

Rifugio dei peccatori,
mandiamoli a casa, buttiamoli fuori.

Consolatrice degli afflitti,
Solo la Mafia aumenta i profitti.

Aiuto dei cristiani,
Bossi e Maroni vanno alle mani.

Regina dei Patriarchi,
Si son divisi tra colombe e falchi.

Regina dei Profeti,
Tanto in Italia comandano i preti.

Regina dei Martiri,
Davanti a noi il deserto dei Tartari.

Regina dei confessori della fede
A Berlusconi, c’è chi ci crede.

Regina di tutti i Santi,
Così non si può andare più avanti.


Regina concepita senza peccato originale,
Ancora Giorgio al Quirinale! al .

Regina del Santo Rosario,
Via Elsa Fornero, via Monti Mario.

Regina della famiglia,
Su, dai, riprendiamoci un’altra pastiglia.

Litanìe laiche
Sancta Maria,
Proteggi la nostra Democrazia.

Santa Dei Genitrix,
La Santanchèè una gran meretrix.

Mater Christi,
Mettiamo in galera tutti i fascisti.

Mater divinae gratiae,
Le nostre banche non sono mai sazie.

Mater purissima,
La crisi ora si fa acutissima.

Mater castissima
La gente ormai è incazzatissima.

Mater inviolata,
Qui ci vorrebbe la lotta armata.

Virgo prudentissima,
Comunque la lotta sarà durissima.

Mater Intemerata,
Qualsiasi frode sarà smascherata.

Virgo veneranda,
Sia data risposta ad ogni domanda.

Mater Salvatoris,
Non crediam più a Giovanni Floris.

Mater Boni Consili,
Vogliamo l’aumento dei nostri mensili.

Virgo fidelis,
Non ascoltate più Paolo Mielis.

Virgo praedicanda,
Non è più tempo di propaganda.

Speculum iustitiae,
Non crediam più alle vostre notizie.

Sedes sapientiae,
Proteggi le Arti e tutte le scienze.

Causa nostrae laetitiae,
Non rassegnamoci alle ingiustizie.

Virgo Clemens
Ormai Berlusconi ha il delirium tremens.

Vas spirituale,
Mai Berlusconi al Quirinale.

Vas honorabile,
Che la giustizia sia inesorabile.

Rosa mistica,
Hanno truccato ogni statistica.

Turris Davidica,
Sia indipendente la sfera giuridica.

Domus Aurea,
Disoccupati anche con la laurea.

Foederis arca
C’è sempre del marcio in Danimarca.

Ianua coeli,
Che la tua lingua sia senza peli.

Stella matutina,
Il Fisco ormai è una rapina.

Refugium peccatorum,
Il Referendum senza più quorum.

Regina sacratissimi Rosarii,
Lo IOR ha in mano il dio di denari.

Regina pacis,
E il papa veste ancora Facis!

Marina
Ho scritto questi versi stamattina
e li ho chiamati, sai come? Marina …
una donna, in fondo, come tante,
però di tutti, il verso più importante,

sta tutto in quel suo sguardo, quel sorriso
che si accende, si spegne all’improvviso:
ti sfiora, quasi un alito di vento
ti fa sentire semplice … contento

così, senza ragione, né motivo
e sei felice, in fondo, di esser vivo …

Climax
Una scossa mi fulmina la mente,
brontola un tuono rapido, furente,
sento il tuo corpo che scivola, si appoggia,
benefica discende giù la pioggia,
tutto m’inonda, mi rinfresca e scuote,
mentre accarezzo le tue infiammate gote.

L’Amore può essere tante cose, ma non possiamo certo dire che non sia anche

ATTESA
Il tempo passato ad aspettarti
non è tempo sprecato ne son certo,
se anche questo servirà ad amarti,
lo faccio volentieri, a cuore aperto …

e aspetto … aspetto che quel giorno giunga
e per quanto l’attesa sarà lunga,
per quanto grande sarà la sofferenza,
più grande ancora sarà … la ricompensa …

Ma non è anche e soprattutto

DESIDERIO

Del desiderio in cui io mi consumo
un giorno resterà soltanto fumo
che avvolgerà, offuscherà lo sguardo
sotto i cui occhi mi consumo e ardo.

Stelle
-Guarda lassù … una stella …
-Chissà se è proprio quella
che cerchi da una vita?
- Ma, no! quella è la luna
che si è … rimpicciolita …
-La Luna!? Quella è Venere
Venere … il pianeta!.
-Ci vuole così poco
sentirsi un po’… poeta …
-Basta un lume lontano
che brilla di lassù
e un dito della mano
puntato verso il blu …
-Guarda quaggiù: due stelle …
-Chissà se sono quelle
che hai sempre cercato?
-Sembrano due candele
che hanno rischiarato
finora il mio cammino …
Aspetta … mi avvicino …
Lascia che io le tocchi …
Ah! Si! Ora ho capito:
sono proprio i tuoi occhi! …

Verena
Due cosce rotonde,
due fianchi, una schiena,
due braccia profonde,
una donna: VERENA!

O Verena, Verena, Verena,
vorrei tanto lavarti la schiena,
sotto l’acqua fumante che scroscia
insaponarti il culo e la coscia.

O Verena, Verena, Verena,
vorrei tanto lavarti la schiena,
sotto l’acqua scrosciante che fuma,
ricoprirti tutta di schiuma,

sotto lo scroscio fumante dell’acque,
la stessa schiuma da cui Venere nacque
e, mentre ti suda di piacere la faccia,
stringerti nuda tra queste mie braccia,

sentirti bagnata, madida, calda,
poi, come due naufraghi la cui barca si sfalda,
per l’improvviso furore dell’onda,
sentire il mio corpo che dentro il tuo affonda,

aggrapparmi al tuo collo, al tuo petto, al sedere
ed affogare con te nel… piacere …

Ritratto
Tenerissima fanciulla mia,
forse sei tu, la vera poesia:

il tuo collo d’alabastro
è più splendido di un astro,
le tue labbra di corallo
sono il solo, vero sballo,

i tuoi occhi di carbone
un’eterna tentazione,
il tuo naso cristallino:
il respiro di un bambino
ed i tuoi neri capelli
sono angeli ribelli;
la tua fronte è un arenile
dove niente è più sottile

della tua morbida pelle;
le tue cosce sono snelle
come due puledre in corsa,
le tue mani,nella morsa,
si accendon come fari…

i tuoi seni due corsari
all’arrembaggio contro il vento…
il tuo corpo: un monumento!
Le tue ciglia sono archi,

le tue braccia immensi parchi
dove nasce, cresce e muore:
il grande albero dell’amore.

Canzone dell’amore eterno
Dal nulla son venuto,
nel nulla tornerò:
quello che ho dato, ho avuto:
rimpianti non ne ho…
Ho vissuto questi anni in cerca di me stesso
E mi dispiacerebbe, morire proprio adesso …
Adesso che per vivere una ragione c’è
E l’ho scoperta quando io ho scoperto te …
Dal nulla son venuto, di questo sono certo
E, a volte, se ho sofferto,
l’ho fatto anche per te!
Dal nulla son venuto: non so come o perché,
ma quello che ho goduto
lo devo solo a te …
Come le foglie libere,
trasportate dal vento,
mi son lasciato vivere
per ciò non mi lamento …
maa … ah! Potessi tornare,
ringrazierei Iddìo
e ricomincerei, da te, amore mio … !


"INTERVISTA SULLA POESIA"
a cura di Nicola Cheron

1 .
Prima di dare inizio a questa intervista, con lo scopo di dare la parola alla Poesia perché ci parli della Poesia, vorrei sapere da te, in via del tutto preliminare e direi addirittura pregiudiziale rispetto all'intervista stessa, pena la sua immediata interruzione, se tu sei o non sei poeta.

Guardami bene e dimmi se non vedi
che son poeta dalla testa ai piedi:
gli occhi intenti a scrutare l'orizzonte,
le braccia tese, due mani sempre pronte
ad intrecciare ghirlande di parole
cucite insieme dai raggi del sole.
La bocca aperta da un sorriso schietto,
un cuore vivo chiuso dentro un petto
che all'unisono batte col creato
e giorno e notte: eterno chiaroscuro…
le radici del corpo nel passato
ed i miei versi immersi nel futuro …


2.
Visto che in te, il poeta coincide con l’uomo e l’uomo con il poeta, tu, che tipo di uomo sei ?

Sono un uomo di … parole:
me le porto dappertutto,
con la pioggia, con il sole …
Con il tempo bello o brutto,
le coltivo come fiori,
resistenti ad ogni clima,
ma per metterle di fuori,
ho bisogno di una rima …

Sono tante le parole
che mi porto sempre dietro,
profumate come viòle,
trasparenti come vetro,
con cui mostro il mio tormento… …
ma in attesa che lo esprima ,
è il dolore che io sento
a trasformarle in una rima …

Sono pieno di … parole,
circondato da ogni parte
con cui formo delle aiuòle
disponendole con arte
sopra fogli colorati
quando l’io si sublima,
perché i versi più ispirati
escan fuori sempre in rima …

Non son poche le … parole
con le quali gioco spesso,
come fa il girasole
quando gira su se stesso
alla ricerca di una fonte
che la sete sua reprima,
mentr’io scruto l’orizzonte
alla ricerca di una rima …

Tra milioni di… parole!
Provo a sceglier le più adatte,
ma se l’anima mi duole,
la mia lingua le ribatte …
come fosse un martello,
come fosse una lima
ad un tratto, sul più bello
le rimette tutte in rima …

Ma quando trovo le parole,
Io Ci faccio quel che voglio:
le regalo a chi le vuole
o le metto sopra un foglio,
poi, quando ci ripenso,
le riprendo dalla cima,
provo a dare loro un senso,
pur che siano sempre in rima …

Sarà, poi, la gente stessa
se le sente per la via
che si chiederà perplessa:
“Ma cos’è? Una … poesia … ”!?

3
Un giorno mi hai detto che non sopporteresti di essere uomo se l’uomo non fosse anche poeta, ma tu, che tipo di poeta sei?

Sono un poeta… contemporaneo…
ma a questo mondo mi sento estraneo …
avrei voluto nascere prima,
quando andava di moda la rima …
ora col verso libero e sciolto
non è che io mi ci trovi molto…

oddìo!è vero che se ci penso
anch’io m’illumino un po’ d’immenso,
ma non mi ci vedo chiuso in un orto
a meriggiare pallido e assorto
o stare solo sul cuor della terra
mentre nel mondo continua la guerra
che quelle son bombe, mica parole
e non resti trafitto da un raggio di … sole!

Oggi dovunque trovi un divieto:
la pioggia c’è, ma non più sul pineto,
la rondine al suo nido più non torna
e non c’è più la cavallina storna
che conosceva i suoi cenni e i suoi detti:
Ah! I cipressi che a Bolgheri alti e schietti,

ma dov’è l’albero dal verde melograno,
se non c’è più la pargoletta mano!...
La donzelletta viene ancor dalla campagna
col mazzolin di fiori? …
E bada ben che non si bagna …

Oggi della poesia che cosa resta? . …
Forse la quiete dopo la tempesta?,
forse solo queste parole:
c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi, d’antico . …
ci vorrebbe un amico …

ma dov’è l’ombra or se la quercia spande:
siamo rimasti tutti qui in mutande,
anzi è un miracolo ch’io sia ancora vivo…
ora senza più Quercia e senza Ulivo ,
ora che il Papa il Vaticano sgombra
e del governo ancora neanche … l’ombra …

Ma giuro che se sarò lasciato solo
un giorno o l’altro anch’io fonderò un Polo,
ma sono troppo amante del calore
e al Polo preferisco l’Equatore!
Per questo continuo il mio cammino
Perché essere poeta,è il mio destino!

4.
Sulla tua contemporaneità non posso nutrir dubbi, visto che mi stai davanti, ma ad un certo punto dici: “ … quando andava di moda la rima … “ . Ma, insomma, che cosa è per te la rima ? E, soprattutto, da dove nasce …

La rima nasce spesso dal bisogno
Che qualche volta hanno le parole
Di ritrovarsi insieme almeno in sogno
poiché nella realtà vivono sole

Per fare questo occorre un sognatore
Che se le prenda per il verso giusto,
le tratti con dolcezza, con amore
di stare insieme le trasmetta il gusto

Se ci riesce nasce un’armonia
Che renderà la vita un po’ più lieta,
ma non è detto che sia una poesia,
né tanto meno che io sia un poeta ….

5.
Ma allora, ritorno alla domanda iniziale: sei o non sei poeta? …

Avrei voluto nascere … poeta …
scrivere versi scolpiti sulla pietra,
regalare parole di saggezza,
vivere il sogno di eterna giovinezza …
Invece sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila,
con loro continuo la mia via
alla ricerca di un po’ di … poesia …

Avrei voluto nascere … scrittore…
scrivere il più bel romanzo d’amore,
con esso far sognare tanta gente
in uno stato di grazia permanente.
Invece sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila,
continuo la mia strada, non mi arrendo:
questo romanzo io lo sto …vivendo …

Avrei voluto nascere … cantante …
cantar la libertà ad ogni istante,
librarmi in cielo come un aquilone,
come le note di una mia … canzone …
Invece sono un uomo del duemila
insieme a tanta gente sto qui in fila
e anche se alcuni se ne stan già andando,
questa canzone, io , la sto … cantando

Avrei voluto nascere… attore …
girare le più belle scene d’amore,
di guerra, d’avventura, di rivolte
e nascere e morire… tante volte …
Invece sono un uomo del duemila
insieme a tanta gente sto qui in fila,
ma vivo la mia vita fino in fondo:
il mio palcoscenico è … il mondo …

Avrei voluto nascer… quel che sono …
accogliere la vita come un dono
e regalarla e tu, lo sai perché ?
per viverla ogni giorno insieme a te,
perché io sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila,
ma se tu mi sarai sempre vicino,
più facile sarà… questo cammino…

6
Abbiamo già detto che in te l’uomo coincide con il poeta e viceversa, ma mentre uomo lo si è sempre, in te, in concreto, dove comincia e finisce il poeta?

Sono un poeta dalla A alla Zeta
e per venire subito al concreto
voglio mostrarti questo mio alfabeto:
A, come AMORE, senza incertezza alcuna,
B, come i BACI, al chiaro della luna,
C, come il CUORE, sempre innamorato,
D, come i DOMANI, che insieme a te ho sognato,
E, come l’ETERNITA’, dipinta sul tuo volto
F come il tuo FIORE dal giorno in cui l’ho colto,
G, come i GIORNI con te vissuti , intensi,
H per i sospiri, levati al cielo, immensi,
in quelle lunghe notti, per tutti i tuoi silenzi
I, come IERI, quando ti ho rincontrata,
L, come la LUNA, insieme contemplata,
M, per MAMMA, quando ho chiesto aiuto
N, per tutti i NO che ho ricevuto,
O, come gli OCCHI tuoi che ho tanto amato,
P, per ogni POESIA che mi hai ispirato,
Q, come il QUADERNO che le conserva, chiuse in un cassetto,
R, come i nostri Ricordi sepolti nel mio petto,
S, come i Saluti che, se non ci sei ti mando,
T, per tutto il Tempo, quando ti sto aspettando,
U, come l’Uomo di cui t’innamorasti,
V, come la Vita che tu mi regalasti,
Z, come lo Zucchero, soffice, filato,
ma dolce, come un bacio, il primo che m’hai dato.

7.
Ma, tu, chi sei veramente?

Sono il poeta del Castellaccio
dove io spesso leggo il Boccaccio,
ma anche Dante, a dire il vero,
sotto le stelle di Montenero,
il colle dove non ci si annoia,
fonte e cagione di tutta gioia,
dove la gente il lunario sbarca,
mentre io leggo anche il Petrarca
per non parlare di Torquato Tasso
di cui ho letto quasi ogni passo,
ma quando leggo Ludovìco Ariosto
di tutti questo è il più bel posto.
La notte spesso ci faccio tardi
leggendo il Foscolo ed il Leopardi
che con il Pascoli ed il Carducci
non sono mica dei poetucci,
ma a viver meglio danno una mano,
come D’Annunzio, Guido Gozzano ,
, E non Ti sembri una cosa strana
se a Pasolini alterno Campana,
se nei momenti un po’ meno allegri
leggo Pavese e Ada Negri,
se per scacciare la noia e il male
leggo Quasìmodo, Luzzi e Montale,
insieme a quelli che ho sempre letti
come Caproni, Saba, Ungaretti …
e nella notte tacita e insonne
a volte leggo anche carlo chionne.

8.
Ma, levami una curiosità: sei tu quel “poeta della valle”, ( che col martello ci schiacciava ecc. ecc.) nomignolo che ti sarebbe stato affibbiato , in qualche circolo letterario che eri solito frequentare, da certi tuoi denigratori per l’uso eccessivo, a volte scontato, spesso prevedibile che tu fai della rima?

Sì! Sono io il poeta della valle,
ma con un sacco di versi sulle spalle
che mi trascino dietro da una vita,
dove ogni verso è come una ferita
sulla mia pelle e quella dei miei amici
e che han lasciato parecchie cicatrici …

“Mamma” fu il primo verso
la prima volta che mi sentii perso …
Il verso mio più bello lo scrissi sopra un ramo
La prima volta che io disi : “ Ti amo”
Il verso mio più triste fu “ Addio “,
il giorno che partisti, amore mio !

Ma prima di restar per sempre muto
ah! sarà quello il verso più vissuto …
ma fino a quel momento
spargo i miei versi come semi al vento …
perché che cosa c’é di più sublime
che passare una vita a far le rime
per consolarla, renderla più lieta,
in questa valle, dove son … poeta …

9.
Possiamo apprezzare l’orgoglio e l’umiltà con cui rivendichi per te l’appellativo di “Poeta della Valle” , ma non puoi ignorare le ragioni dei tuoi detrattori, secondo i quali, nella poesia moderna e contemporanea, la rima è un artificio, un espediente retorico, insomma , un ferro vecchio, un attrezzo da buttarsi via e di cui oggi si può benissimo fare a meno. Tu, cosa rispondi a questa polemica?

Io non voglio far polemica
proprio oggi che è domenica,
ma tu dici, scherzi a parte,
che la rima non sia un’arte,
che sia solo un artificio
che oramai si fa d’ufficio,
che sia insomma un espediente
per chi ormai non ha più niente,
né da dire, né da fare
e che sia meglio lasciar stare
e buttarsi sulla prosa
perché almeno lì ogni cosa
può esser detta senza sforzo
in qualunque sia discorso:
mah! … io questo lo contesto
e anche tu, se sei onesto,
riconoscerai senz’altro
che un discorso vale l’altro
e che la vera differenza
è se è in rima … oppure … senza …

10.
Se posso chiederti, quando hai scoperto e con chi questa tua, come chiamarla, specie di vocazione poetica?

Ho scoperto insieme a te
il poeta che c’è in me …
non so proprio come hai fatto:
un poeta ha il cuore matto …
però quando l’hai scoperto,
era ancora un po’ inesperto,
così quando l’hai trovato,
son rimasto senza fiato …
Chissà dove era nascosto,
certamente in qualche posto,
ma tu l’hai tirato fuori
e fu l’incontro di due cuori …
Due cuori in un sol petto,
due corpi in un sol letto,
due lingue in una bocca,
dolce come un’albicocca…
Non sapevo, poverino,
che ogni uomo ha il suo destino
e che una sorte, triste o lieta,
lo conduce a questa meta…
E da quando con te sono,
io di me ti faccio dono …
è un regalo un po’ scontato,
ti do quello che m’hai dato …
Ti vorrei dare di più,
ma cos’è che non hai tu …
Questa semplice canzone
è la mia dichiarazione

11.
Ogni tua poesia è, quindi, una dichiarazione d’amore … ma cosa significa, per te, scrivere una poesia?

Scrivere una poesia è come riaprirsi una vecchia ferita,
mettersi nudi davanti alla vita,
vestirsi di sogni, di canti, di voli:
andare nel mondo ed essere … soli …

12.
Quando è l’ultima volta che hai scritto una poesia?

Ieri ho scritto una poesia:
neanch’io so com’è accaduto …
Me ne stavo lì seduto
Sulla panca di un giardino,
quando a un tratto lì, vicino,
un bambino si è seduto:
… mi ha guardato dritto in viso :
l’ho guardato … mi ha sorriso …

13.
Il poeta: chi è, per te, il poeta?

Il poeta?
Il poeta è un artigiano,
uno che prende le parole in mano:
le misura, le squadra, le accarezza,
le fa rimare con la sua tristezza …

ci può tirare fuori ciò che vuole,
come fa il prestigiatore dal cappello,
dove c’é il buio può vederci il sole
e dove c’é un nemico … suo fratello …

dove c’é il mare immagina un deserto,
dove c’é un cuore chiuso, lui vede un cuore aperto
che in segreto, soffre, piange eppure spera
perché sa che il giorno è fatto per la sera,

la sera per la notte e così via
e, in fondo, questa è … la poesia …

Il poeta è un bel mestiere,
il più bello che ci sia:
uno che lotta contro ogni potere
per il trionfo della fantasia:

è una lotta impari dura,
però il poeta non ha mai paura,
egli si batte, dibatte,
ribatte, combatte,

non si arrende
e a colpi di parola si difende …
e, se alla fine soccombe,
gli restano i suoi versi che come un lungo volo di colombe

continueranno la loro traiettoria
prima di entrare per sempre nella storia.

14.
Mi hai detto un giorno che prima di essere poeti bisogna essere uomini e noi sappiamo che gli uomini, tanto per richiamare alla mente un gigante della poesia universale di cui eviterò di farne qui il nome, proprio per non profanarne la memoria, che gli uomini “are made of that stuff of which the dreams are made”, ma la Poesia di che cosa è fatta?


La poesia è fatta di parole messe insieme
che ti germogliano dentro come un seme
che si apre e nel punto preciso in cui muore
subito in quel punto spunta un fiore

15.
Tu parli di “parole” messe “insieme”, ma quale o quali parole si devono mettere insieme e in che modo per poter dire che una poesia è una poesia, cio è una poesia riuscita?

è la parola che si fa vita
la poesia quando è riuscita,
ma è molto raro che ciò succede
nella realtà che oggi si vede,
è molto raro che questo accada:
stretta è la via, lunga la strada:
anche se questo, a volte, avviene
quando sul Male prevàle il Bene
e … c’è chi dice sia già successo
più di 2000 anni da adesso
tanto che ancora stanno a parlarne:
fu quando il Verbo si fece Carne.

16.
Tu tenderesti a identificare la Poesia con il Logos o più giovanneamente parlando con la Parola Incarnata se non con la Vita stessa che, secondo una ben collaudata formula triadica è poi anche la Verità e la Via, detta, in altri contesti, anche “Sharìa”, ma secondo la tua personale, limitata esperienza: che cos’è la Poesia?

Ma cos’è la poesia?
C’è qualcuno che lo sa?
Forse una melodia,
forse, solo vanità

di un pensiero appena colto
mentre sta spiccando il volo,
o il sorriso sopra il volto
di un uomo stanco e solo?

Forse tutte queste cose
O per meglio dir nessuna,
forse un mazzo di mimose,
forse un raggio della luna?

Chi lo sa, me lo può dire?
Io aspetto la risposta,
ma che sia prima di morire ;
anche solo una proposta!

Non è detto che sia quella
che ho qui nella mia testa ,
ma che sia brutta o che sia bella,
io , intanto, vi do questa:

La poesia è un certo sentimento,
ti senti all’improvviso come preso
da una strana allegria, da … uno sgomento
che t’innalza e lì resti … sospeso …

fluttui nell’aria fino a che non trovi
dove poggiare i piedi e in quel momento
tutto quello che pensi, senti o provi
lo affidi alle parole, oppure … al vento …

17.
Allora anche tu, Carlo, concordi con il noto e acutissimo critico , nonché dotto poetaPiero Colonna Romano quando afferma che, in fondo, ogni poesia non fa altro che definire se stessa?

Ogni poesia non è che un tentativo
Che fai per sentire se sei ancora vivo,
ogni poesia non è che il risultato
di ciò che sei, sarai e sei già stato,

ogni poesia non è che il prodotto
di qualche istante che ti ha sedotto
lasciandoti dentro qualche cosa
simile al profumo di certi petali di rosa

che continui a sfogliar fino alla fine
finché ti resteranno solo spine...

18.
Ma esiste la Vera Poesia e, in tal caso, che cos’è ?

La vera poesia è corrispondenza
Perfetta tra le cose e le parole ...
Solo il poeta ne scopre l’esistenza ...
Ci sarebbe la vita senza il sole? ...

La vita, ci sarebbe , senza amore,
ci sarebbe l’amore senza vita
che dura quanto il battito di un cuore,
come questa poesia che è già finita! …

19.
Allora, come risolveresti tu, così per approfondire un po’, la già tanto dibattuta questione crociana tra Poesia e non-Poesia che è poi la differenza tra Poeta e Uomo. Secondo te, qualè questa differenza o meglio dove risiede. Secondo alcune neo-scienze, come ad esempio la neuropoetica, essa consisterebbe proprio nel cervello. Ma che cos’ha di diverso da un altro il cervello del poeta?

Il cervello del poeta?
Beh! …è un … marchingegno strano,
per lui è cosa consueta
rigirarselo un po’ in mano …

Ci son dentro oh! … quante cose
che ogni tanto tira fuori:
un tormento, un’overdose
di passione tra due cuori,

un timore, una speranza,
un rimorso od un rimpianto,
un malessere che avanza,
una pena, un sogno, un canto,

una strana tentazione
istigata dalla noia,
una forte delusione,
una rara, intensa gioia,

anche un po’ di gelosia,
un ricordo, uno spavento,
una vecchia poesia,
quasi un rèfolo di vento …

poi … rimettercele dentro!
oh! che ardua impresa è questa!
Finché arriverà il momento
in cui non trova più … la testa! …

20.
La poesia mia fatta è … di versi
che fanno il verso alla poesia
Nei momenti più strani e più diversi
di questa strana e diversa vita mia
Le mie parole non sono così fresche
come il fruscìo che le foglie fan la sera,
né succulenti e polpose come pèsche
o come mandorli in fiore a primavera
Piuttosto erbaccia che spunta dalla pietra
appena trova un cretto, una fessura
S’insinua, cresce, secca, un poco arretra
come il mio verso che si contorce e dura
quanto i singhiozzi di un bambino in pianto
o il lamento di un cane quando abbaia
alla luna d’estate o come il canto
delle cicale in cima a una ficaia!

21.
C’è un tipo di metrica, un particolare verso o ritmo che possano in qualche modo contribuire, giovare alla vera poesia?

Non c’è metrica, non c’è verso,
non c’è ritmo, né armonia:
c’è qualcosa di diverso
in una vera poesia
c’è la vita, c’è il dolore
che purifica, che affranca:
c’è la gioia, c’è l’amore ,
ma quando sento che mi manca,
mi trasformo in mendicante,
vado in cerca di emozioni
che sian poche o siano tante
sono solo … sensazioni …

22.
Certamente ti sarà capitato, come a tutti, credo, di trovarti davanti alla pagina bianca! In tal caso qualè la tua prima reazione, quali domande ti poni, che interrogativi? Per esempio, ci starebbe bene qui su questo foglio bianco qui davanti a te, ora, una poesia?

Chissà … chissà se ci starebbe bene
su questo foglio bianco una poesia ,
chissà, però, come verrà, se viene,
o non sia, invece, da buttarsi via …

In ogni caso, mettila da parte,
chissà che rileggendola, un domani,
non ti possa sembrare opera d’arte,
fatta da me, da queste stesse mani…

mani che han costruito questa vita
che anche adesso incalza, fugge, preme,
ma prima che non sia tutta finita
chissà se leggeremo ancora insieme.

23.
Capisco che ancora una volta continui a identificare la Poesia con la Vita stessa, ma sono poi così tante le pagine bianche di fronte alle quali ti sei trovato?

Ah! Quante pagine bianche
in attesa di note,
quante giornate stanche,
quante serate vuote
quanti giorni perduti,
quanti mattini persi
ah! Se li avessi vissuti
che bellissimi versi
avrei potuto scrivere,
lasciare alla memoria
anziché sopravvivere
e assistere alla storia

24.
Oggi in Italia si legge poco ma, statistiche alla mano, sono molti di più coloro che scrivono che quelli che leggono, soprattutto le poesie. Da ciò si deve dedurre che coloro che scrivono neanche rileggono ciò che hanno scritto e gli effetti, mi sembra, si vedono e spesso si sentono . Secondo te perché un essere umano dovrebbe scrivere poesie? Ritornando, per un momento, alla teoria neuropoetica, che cosa ha di strano rispetto agli altri?

Un essere umano
che scrive poesie
che cosa ha di strano,
se non le manie
che lo tormentano
di giorno e di notte
E quando ne ha piene
Le scatole rotte
Aspetta il momento
Che prima o poi viene
E quando le scatole
Rotte son piene
di tutti i suoi umori,
le raduna, le prende
e le butta di fuori …

25.
Che consigli ti sentiresti di dare a coloro che vogliono fare poesia, soprattutto a quei poeti che numerosissimi si presentano speranzosi agli innumerevoli concorsi di poesia che si tengono ogni anno in Italia?


Chi vuol fare poesia
se ne faccia una ragione:
io non credo che ci sia
una vera ispirazione …
caso mai c’è ed esiste
chi si sente, a volte triste …
E non sapendo cosa sia
Ci scrive sopra una poesia
per veder se il sentimento
che egli prova abbia un valore
che non sia un soffio di vento
o peggio ancora un … soffio al cuore,
ma che qualche cosa resti
e non sia spazzato via:
qualche cosa che vorresti
somigliasse …a una poesia

26.
Tu parli tanto degli altri, ma tu hai una vera ispirazione?

Io non ho una vera ispirazione,
scrivo solo per pura esibizione,
mi basta una parola, un’occasione
per ricavarci sopra una canzone …
A volte scrivo solo per me stesso,
ma non è ch’io lo faccia molto spesso,
preferisco improvvisare come adesso:
un modo come un altro
per sublimare … il sesso

27.
Sei proprio sicuro che l’ispirazione non si sia mai degnata di farti una visita fugace, inaspettatamente, furtivamente magari nel cuore della notte come succedeva ai vecchi poeti?

Ieri sera è venuta a visitarmi
mentre ero in compagnia dei miei rimpianti
e ha cominciato pian piano a consolarmi
di tante delusioni e sogni infranti,

poi nel silenzio, come era venuta,
a poco a poco se n’è andata via
e nella notte silenziosa e muta
mi ha lasciato questa … poesia …

L’ho riletta stamani, appena sveglio
e mi son detto: Ma che brutti versi!
L’ispirazione potrebbe far di meglio,
invece di giocarmi … certi scherzi!

28.
Se non hai una vera ispirazione, avrai senz’altro una musa. Tutti i poeti ce l’hanno o per lo meno ce l’hanno avuta. Per esempio, a te che cosa ti racconta, che cosa ti dice o suggerisce questa sera?

è muta la mia musa questa sera,
silenziosa come notte senza vento
vuota come una vecchia ciminiera
il cui camino è ormai da tempo spento…

Sento un suono lontano che rintocca,
poi un rumore,un mormorio, un bisbiglio
e quando lentamente apre la bocca,
un verso solo esce: uno sbadiglio!

29.
Dice il Poeta: “Io mi son un che quando amor m’ispira noto e come ei ditta dentro vo significando...”. Non per fare irriverenti quanto meno irriguardosi paragoni, ma (si parva licet componere magnis) tu quando ti esprimi, o meglio il cuore tuo si esprime, come e quando lo fa’

Quando il cuore mio si esprime,
nei momenti più diversi,
lo fa solo con le rime,
così nascono i miei … versi …

ora allegri, ora più tristi,
a seconda degli istanti,
qualche volta anche un po’ misti
e ce n’è per tutti quanti:

per chi non sorride mai
per chi vive nel dolore,
per chi vive in mezzo ai guai
sempre in cerca di un amore,

per chi spera in un domani,
per chi, invece, ha tutto perso,
per i vicini, ed i lontani,
per chi è uguale e chi è diverso …

per chi… suona la campana
per chi crede a babbo natale,
per i figli di p…,
per chi sta bene e chi sta male
e chi sta come gli par …

per chi crede ai ciarlatani,
per chi crede solo in Dio,
per i malati, per i sani,
ma anche per l’amore mio …

per chi crede in qualche cosa
e si batte con coraggio,
per chi vuole, ma non osa,
per chi cerca il suo vantaggio …

Si! ce n’è per tutti i gusti:
per i buoni ed i cattivi,
per i furbi e per i giusti,
per i morti e per i vivi …

a seconda di chi incontro,
camminando per la via …
il mio verso ?è sempre pronto,
sempre in cerca di … poesia …

Quanto a me, cosa volete …
metto in rima le parole,
forse, voi non lo sapete,
ma a me basta un po’ di sole,

un po’ di cielo, un po’ di mare,
una pizza con gli amici,
una canzone da cantare
nei momenti più felici

nei più tristi ?Ci son giorni
che tutta l’anima mi duole
e allora? Allora, aspetto che ritorni
piano piano un po’ di … sole …

30.
Ma non hai mai provato neanche una volta ad invocare o addirittura implorare la Musa? Che cosa le dici o le hai detto quando ti capita o ti è capitato di farlo?

O Musa mia t’imploro
fa che di te sia degno,
prendimi nel tuo coro,
dammi tutto il sostegno,
o musa mia t’imploro,
no, non mi abbandonare,
tu m’hai fatto sognare
la corona d’alloro
concedimi un momento
di vera ispirazione,
fammi uscir dal tormento,
dalla disperazione,
che non mi dà mai tregua,
mentre la vita intanto si dilegua
senza lasciare segno,
senza lasciare traccia
di un poetico ingegno,
ma solo questa faccia …

31.
Lasciamo da parte un momento l’ispirazione e anche le muse. Del resto in ogni ispirazione c’è un’aspirazione e veniamo, quindi, all’aspirazione. Non mi dirai che ti mancherà anche questa. Tu, in realtà, a che cosa aspiri?

Io aspiro alla gloria letteraria
perché aspiro ad essere me stesso,
viver sospeso tra la terra e l’aria,
tra l’acqua e il fuoco, uniti in un amplesso...

e in questo eterno abbraccio universale,
tra questi quattro elementi io mi trastullo,
spinto di qua di là tra il bene e il male
e dolcemente naufrago e mi annullo...

32.
E posso chiederti che cosa stai facendo, che cosa hai fatto finora per riempire questa tua aspirazione?

Ho riempito di strofe un nuovo blocco
E le ho legate tutte con un fiocco,
ne ho fatto un pacchetto bell’e pronto
per regalarlo al prossimo mio incontro...

Ci sono dentro tante rime a incastro
e le ho legate tutte con un nastro:
in esse ho riversato le mie pene
per regalarle... a chi mi vorrà bene...

Ho scritto tanti versi: più d’un chilo
e li ho legati tutti con un filo
e li ho deposti davanti alla sua porta,
così quand’esce le faran da scorta,

la seguiranno nei suoi lunghi giri,
accompagnandola con i miei sospiri
e mentre se ne andrà per la sua via,
c’è chi dirà: “... ma è Lei... la poesia!”.

33.
Ora che stiamo per congedarci, almeno momentaneamente, mi sembra d’obbligo chiederti un breve giudizio sulla Poesia, il suo spazio, la sua funzione nella società di oggi, nonché sul destino stesso del Poeta, in genere

La Poesia è finita:
oggi non ha più senso,
oggi più nessuno
s’illumina d’immenso...

Nessuno più sta solo
sul cuore della terra,
ma stiamo tutti insieme:
ciascuno a farci guerra...

La pioggia più non s’ode
battere sul pineto:
si vedon solo code...
nessuno vuol star dietro

La Ragione, la Fede...
e chi le ha viste mai!.
Nessuno più si chiede
se è giusto ciò che fai...

Nessuno più ti chiede
il senso della Vita,
ma solo i risultati
dell’ultima partita...

Forse sarà la Scienza
o la Tecnologia,
ma oggi più nessuno
pensa alla Poesia...

le poesie son morte ,
la vita è così inquieta
e io... che brutta sorte...
son l’ultimo poeta...

34.
Non ti sembra un giudizio un po’ troppo affrettato, addirittura drastico, ultimativo e in un momento in cui non c’è quasi nulla di definitivo, in un momento in cui, mai come prima, si assiste ad una grande produzione poetica anche nelle principali lingue europee come l’inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo...

Bof! Poetry today is no longer on the top:
you can find it only in the bookshop,
sometimes, if you look,
in some oldish school book…
I discovered it during this week-end
it was hidden in the eyes of my nice girl-friend.

Ah! La poésie, la poésie
aujourd’hui on la trouve seulement dans les librairies…
on peut la trouver peut-être en espagnol
dans quelque vieux bouquin de ton école…
je l’ai découverte, quoiqu’en retard
elle était renfermée dans ton regard.

Ah! La poesìa, la poesìa
hoy se encuentra sòlo en la librerìa,
la se puede encontrar sì, pero non por sì sola,
entre algunos viejos libros de escuela.
Yo la descubrì en una noche encantada:
estaba en tu linda mirada.

Ach! Die Dichtung, die Dichtung findet man nur in der Bücherei,
man kann doch es finden, aber nicht allein:
in einigen deinen alten Schulbüchern...
Habe ich sie gefunden,
auch wenn zu spät:
sie war in deinen Augen geschlossen.

E in Italiano?

Uff! La poesia, la poesia,
oggi la trovi solo in libreria...
la puoi trovare sì, ma non da sola
in mezzo a qualche vecchio libro tuo di scuola...
Io l’ho scoperta, seppure in ritardo:
era tutta racchiusa dentro il tuo ... sguardo

35.
Prima di congedarci, almeno momentaneamente, anziché fare una ennesima domanda su te, sulla tua poesia o la poesia in genere, vorrei che fossi tu a dirci qualcosa su di te …

Io non so se veramente
possa dire qualche cosa
Che interessi un po’ la gente
che non sia troppo noiosa

ma ogni volta che apro bocca
ho una sensazione innata
un qualcosa che mi blocca
… e se dico una … cazzata … !

poi la dico , senza sforzo
ma ogni volta che succede,
alla fine del discorso
c’è qualcuno che ci crede

Ma una cosa mi sconcerta,
Quando al termine mi avvio,
E che mi lascia a bocca aperta
è che poi … ci credo …anch’io,,,,! …



Se prima...
Se prima c'erano i celoduristi,
adesso abbiamo i vaffanculisti.
Erano meglio i repubblicani
che con i corrotti democristiani,
tenevano a bada i comunisti
che erano meglio dei socialisti
perché in Italia, a ben vedere
non erano mai stati al potere?
Or dal Lombardo fino al Sicùlo
per quanto tempo l'avremo in culo?

Mi son stufato …
Mi son stufato d’essere moderno,
vorrei provare ad essere un po’ antico:
solo così potrei sentirmi eterno
facendo ciò che penso e ch’ora dico …

Tirando un bel sospiro di sollievo,
vorrei scrollarmi il peso del presente
e ritrovarmi in pieno medioevo
vestito da crociato in medio oriente.

che con lo scudo, la corazza e il brando
sopra un cavallo veloce come il vento
duèllerei con il Furioso Orlando
Prima di entrare nel Rinascimento,

dove iniziata vita cortigiana
al servizio di qualche signorìa,
mi farei ogni tanto una quintana
per onorare la Cavalleria …

Lasciate l’armi, le donne e i cavalieri,
m’inoltrerei un po’ nel Settecento,
parlerei con Parini e con Alfieri,
e poi dedicherei un bel momento

non solamente alla Rivoluzione,
farei una scappata anche in convento
per dare inizio ad una insurrezione
e poi abbandonarla sul momento …

Vorrei far parte della Scapigliatura
E diventare poi positivista:
Vivere dentro la letteratura
Ed incontrare qualche futurista…

Mi piacerebbe fare il Partigiano…
Tante altre belle cose io farei
e se dovessi rinascere italiano,
organizzare un altro VAFFADAY

per mandare affanculo tanta gente,
non solo chi governa e chi comanda,
Ma chi adesso non vuole fare niente
e anche chi affanculo ora ci manda…

Tu sai
Tu sai quanto ti ho amato…
Ora che a soffrire
mi ero abituato,
non vorrei più morire

Con te vorrei ancora…
a lungo conversare,
prima che giunga l’ora
che ti dovrò lasciare…

Su via facciamo presto,
prima sia troppo tardi :
via quel sorriso mesto ! …
Via quei tristi sguardi …

Brucia ancora la fiamma
Dentro il nostro camino
Che ha rischiarato il dramma
Del tuo, del mio destino…

Stringimi ancora un poco,
amiamoci un momento
prima che questo fuoco
sarà per sempre spento …

grilleria
Il governo non c'è. Il Papa si è dimesso.
Mai stato così bene come adesso!

Latinorum quaestiones
Motu proprio, brevi manu:
Est Lupus in Vaticanu?
Agnus Dei , peccata mundi:
Ubi sunt IORIS Fundi?
Benedictio orbi et urbi
Cardinales sunt furbi?
Ad maiorem gloriam Dei
Ad Bagnascum gloriam Cei
Par condicio cum Bertone
Semper in Congregatione:
parva Fides, parva Spes
Sed pecunia magna res…
Sursum corda, sursum cor:
Vaticanus est in IOR?
Si Iustitia venit primu,
cur non vult pagare IMU?
Locutus est Napolitano?
Pactum est in Laterano?
Et si pacta sunt servanda
Vox Dei est observanda !
Quod est Dei nos debére
Quod est Caesaris tribuére!
Christus est et erit ille
Etiam sine octo pro mille!
Pedophilorum camarilla
Dies irae, dies illa!
Nulla culpa sine reo,
nullus papa sine Deo
Si habemus papam novum
Est cum surprisa in Pasquae Ovum!

Poppoesìa o Poesiapop
Su, andiamo a respirare
un po’ d’aria popolare,

tra un aroma ed una spezia,
Nel Quartiere di Venezia,

a passeggio lungo i fossi
sotto i panni stesi, mossi

da un marino venticello
quando, a un tratto sul più bello,

danno inizio ad una danza
ed un canto da una stanza

vola nella luce bianca
ed il cuore si spalanca,

al profumo di ginestra,
come fosse una finestra

che si apre in riva al mare
dove all’improvviso appare,

quasi sorto fuor dal nulla
Un sorriso di fanciulla .


I
Domande teologiche
Perché Ratzinger si è dimesso?
Perché lascia il Vaticano?
Perché ha deciso proprio adesso?
Qualè il fine del suo piano?

Si comincia a mormorare,
tra gli esperti vaticani
che lui vuol solo evitare
di far la fine di … Luciani …,

II
Domande politiche
Quanti sono i berlusconcini,
sia grandi che piccini
che si son messi ad abbassare
il livello culturale?

Che sian pochi o siano tanti,
che siano onesti o sian furfanti,
sono molti che non sanno
chi può riparare il danno .
 

I
Dichiarazione impoetica
Oggi tutti son poeti
Che sian tristi o siano lieti,
che sian falsi o sian sinceri,
che sian di oggi o sian di ieri

son così, senza saperlo,
continuando, però, a farlo,
mentre io, senza volerlo,
sono solo chionnecarlo …

II
Dichiarazione impolitica
Forza, dai, Oscar Giannino
Ferma tu questo declino
Su coraggio, Antonio Ingroia
Fermalo tu, il grande boia!
Stai attento, Mario Monti:
poi con te, faremo i conti!
Tu lo sai, caro Bersani,
in fondo, noi, siamo italiani!
Che,sia femmine che maschi,
tutti al Monte andiam dei Paschi
e che, qualunque cosa avvenga
chi lo ha in culo se lo tenga!
Chi può, invece, ce lo metta:
così va … questa … Italietta!

Tra vocatio e vacatio
Il Papa si è dimesso:
resta vacante il Tempio.
Il mondo spera adesso
Che a qualcuno … sia d’esempio… !

II

Cola Di … Renzi
Mattèo ora è perplesso
E grattasi la capa .
Perché? Cosa è successo?
Si è rottamato … il Papa!

Timeo Berlusconi condona ferens
Si avvicinano le elezioni :
voteremo bene o male ?
Tra le promesse di Berlusconi
c'è un condono, ma tombale.

Tra stridori, scoppi e spari
suonerem la nostra tromba
che quel giorno si prepari
a Berlusconi , la sua tomba !

Silenzio !
Ho chiesto alle mie muse di Tacere .
Ho ben altro da fare queste sere.

L’amore ? … Si , però io non ne parlo .
Mi sono messo , finalmente , a farlo .

Specchio
Son davanti ad uno specchio :
guardo dentro… vedo un vecchio …

Io, nell’osservarlo… tremo …
“Ma che fa !? Mi sembra scemo!”

Ha uno sguardo triste e fosco …
Chissà , forse , lo conosco

Forse ,io, l’avrò già visto .
Ma si è lui … povero cristo …

Guardo meglio … mi avvicino…
Ma che aria da cretino …
Ha sul naso del sapone…
ma che faccia da coglione !

Tiene in mano una lametta…
Nell’altra, una saponetta …

Ora strizza le pupille
A me pare … un imbecille !

Chiude gli occhi , alza un braccio:
ha l’aspetto di un pagliaccio

che ora piange , ora ride ,
che però non si decide

ad uscire mài di scena …
a guardarlo , mi fa pena …

Ecco piega un po’ le spalle …
Ma che fa ?! Tocca le palle !?

Ora alza su la schiena
…Ecco ... tira … la catena …

Il poeta
Il poeta è un fanciullo
CRESCIUTO
Che non sa quanti anni ha
VISSUTO
Ma li vive e non pensa a
CONTARLI
Il suo tempo lo passa a
CANTARLI
Così vive una vita
BIZZARRA
Passa i giorni a suonar la
CHITARRA
E’ poeta e parla alle
STELLE
E s’ispira alle cose più
BELLE
La mattina si alza col
SOLE
E va in cerca di note e
PAROLE
E la sera, a notte
INOLTRATA,
Alla luna fa una
SERENATA
Così passa la vita
CANTANDO
E se avviene che di
QUANDO IN QUANDO
La sua gioia si muta nel
PIANTO,
Ma è da lì che poi nasce il suo
CANTO …
E, nel canto, ritrova la
GIOIA,
Esser sempre felici …
CHE NOIA! …
Così vivE in questa
ALTERNANZA,
Tra dolore e gioia e
SPERANZA …

Problemi
Il problema dell'Italia
non è certo Berlusconi
che ci affascina e ci ammalia
con le sue dichiarazioni ...

Con i suoi parafernalia,
con i suoi discorsi strani,
il problema dell'Italia
sono proprio ... gli Italiani ...

Confiteor
L’ha dovuto perfino confessare:
da Berlusconi si fece un dì’ ingannare !

Adesso Mario Monti , il reo confesso,
si fa ingannare perfino da se stesso !

Modus dicendi
Oggi si vive così alla svelta
Che non è facile fare una scelta!

Se vuoi restare vigile e sveglio,
tra un Bene e un Mali , scegliamo il Meglio

Scegliamo quello che ci conviene :
Forse da un Mali nascerà un Bene !

Non si può
Non si può essere ed essere stato…
Non sarà mai ciò che già fu…
C’è sempre un presente, ma c’è anche un passato
Insieme a un meno c’è sempre un più…

Ora ci sono perché c’ero anche prima…
So che anche dopo io ci sarò…
Lo dice chiaro anche questa rima
che oggi ci sono, domani… vedrò …

Piccolo mondo contemporaneo
Quanto è piccolo il mondo!
Comincia a starmi stretto…
Lo conosco già a fondo…
Però, dove li metto

il cervello ed il cuore!
Uno l’ho ancora in testa,
l’altro fa da motore
E’ quello che mi resta!
Intelligenza e Amore!

Ho visto già una stella
che brillava ad agosto…
Mio Dio, com’era bella !
speriamo ci sia posto ! …

Sillabario della crisi
Aziende e azioni azzoppano gli anziani
Banche e borse berlùscano Bersani,
cede la crisi a cinici corrotti
danno le donne dolci detti dotti
emancipando enormi ecocantieri
frodano il fisco falsi finanzieri
il genitore non giova al generato
habemus hominem, hoc handicappato

incazzato l’italiano impara
Il lugubre lamento di lupara
E muore e tra i manager mondani
Nascono nuovi nobili nostrani

che osannati orgogliosamente
propongono politica perdente
Quando questa questione quotidiana
Riceverà risposta rusticana

Saranno sempre i soliti signori
A trattenersi tutti i tuoi tesori
Una unanime e unica unione
Vedrà vincente la vecchia visione

Tra le zanzare a zonzo a zoppicare !

Odi et amo
Io t’odio e t’amo . Pure, ti scongiuro,
Non chiedermi perché. Non so, ma sento
Che inutilmente soffro e mi torturo.
ed in silenzio piango e mi tormento

Da Canto Catullo

Lesbia mi, praesente viro, plurima mala dicit
Presente suo marito,
la mia Lesbia s’incazza…
Mi punta contro il dito
E poi come una pazza…

Ah! Quante me ne dice …
E quel mulo è contento,
anzi è proprio felice…
Non sa che in quel momento

Mentr’urla inviperita
E sbraita e reclama
Per me ,per la mia vita
lei brucia e arde e ama

Da Canto Catullo

Sono un epigono del Novecento
Sono un epigono del Novecento:
io nel Duemila non mi ci sento …
Vorrei tornare all’Anno Zero:
vedere il Cinema in Bianco e Nero ,

vedere gli uomini in carne ed ossa
quando cantavano BANDIERA ROSSA ,
quando con voce forte o leggera
cantavano anche FACCETTA NERA

e a una fanciulla pallida esnella
tutti cantavano SIGNORINELLA…
Quando la pioggia dal ciel cadeva,
tutti cantavano COME PIOVEVA…

Quando LE LUCCIOLE lungo i viali
danzavan sotto gialli fanali …
Ah! Che bei tempi erano quelli:
quando anche Eulalia , la Torricelli

a tutti quanti diceva : Si!
senza spostarsi mai da Forlì
Quando tornando dal suo mercato…
Rosa parlava con il curato

e il suo ragazzo sempre di più
d’amor parlava, ma con Mariù…
e i giovanotti a una certa ora
ADDIO , cantavano , BELLA SIGNORA

che,alla sua bimba asciugando gli occhi,
solo PROFUMI , ma non BALOCCHI
chiedeva sempre a ogni commiato,
porgendo turgido il labbro al peccato …

quando in Quel tempo ormai lontano
ogni VIOLINO era TZIGANO
ogni CHITARRA era ROMANA ,
LA FISARMONICA sempre italiana…

Ora ognuno per conto suo
Vuole cantare e neanche un duo
Riesce a fare. Neanche un Coro …
Finì l’intesa tra Noi e Loro

Chiunque canti ora è stonato…
Persino il tempo ci hanno rubato…
In questo tempo… globalizzato
In questo tempo vile e feroce,

SU! RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA VOCE !

Dicebas quondam te solum nosse Catullum
Non ti ricordi quando mi dicevi
che solamente insieme a me volevi
fare l’amore e quanto io t’amai
e quante, quante lacrime versai

per te, mia Lesbia, che fra tutte quante
t’amai, ma non soltanto come amante,
ma come un padre, un figlio ed un fratello…
Ed orami tradisci , sul più bello?

Ora che so chi sei e da un bel pezzo
pur amandoti ancora ti disprezzo
“ Perché“ mi chiedi? Tutto questo avviene
perché ti amo, ma non ti voglio bene!

Da "Canto Catullo"

Nulli se dicit mulier mea nubere malle
Fosse Giove in persona a corteggiarla,
solo da me, accetterà la corte
la donna mia . Se vorrò amarla,
fedele mi sarà fino alla morte.

Ma perché gli amanti , il giuramento,
scrivono sulla sabbia in riva al mare.
dove un’onda più forte, un po’ di vento
lo potran facilmente cancellare?

Da "Canto Catullo"

Natale 2012

IL LOCANDIERE

A quella gente lì, la stanza, io?
Son clandestini! E che, non l’ho capito!?
Lei con un vecchio?! Per l’amor di Dio!
Altro che moglie, altro che marito!!

Con quella faccia da santarellina
già incinta! Sarà l’ultimo mese ...
Per me,è una coppia clandestina:
vuole evitar lo scandalo in paese.

E poi, puzzano tanto di miseria ...
I miei clienti son brave persone.
La mia locanda è sempre stata seria.
Io ci tengo alla reputazione!

La guardava con tanta reverenza ...
E se non fosse altro che un maiale...
Vatti a fidare un po’ dell’apparenza...
E’ meglio star tranquilli per Natale!

LO STALLIERE
Gli ho detto sì, ma sono già pentito.
Se non li hanno voluti alla Pensione,
per quanto so che abbiano insistito,
ci sarà pure stata una ragione!

Però non ho voluto fare il duro ...
Mi facevano una pena tutti e due:
lei, con quel visino umile e puro...
almeno qui c’è un asinello e un bue!

Non me la son sentita, in quello stato,
di rimandarla in giro per le strade...
Quel vecchio mi sembrava preoccupato...
Chissà! Sarà il marito o sarà il padre?

A me è sembrato tanto premuroso...
Non credo che ci sia niente di male...
Avran bisogno di un po’ di riposo...
Anche per loro, in fondo,oggi è Natale!

IL PASTORE
Che fretta ha avuto qualche pastorello
A correr dietro a quei tre stranieri...
A volte i giovani han poco cervello...
Ma insomma dico io, su, siamo seri!
Come si fa a creder certe balle,
bisogna davvero essere pazzi:
i re non nascon mica nelle stalle,
ma al sicuro e al caldo nei palazzi!

Comunque vado anch’io, non si sa mai,
se non per altro, per curiosità,
per i poveri saranno sempre guai,
a noi nessuno ci libererà.

LE PECORE
Ci hanno lasciate sole, abbandonate ,
per andare dietro a una cometa!
Qui noi rischiamo di essere sgozzate
Senza più guida, pascoli, né meta.

Se venisse all’orecchio del padrone
Che disertano il posto di lavoro
Solo per seguire un’illusione,
cambierebbero le cose anche per loro!

LA LEVATRICE
Vorrei saper perché quello è venuto
Di notte a tirarmi giù dal letto
Se non c’era bisogno di un aiuto.
A me è venuto subito un sospetto

Dentro una stalla, in una mangiatoia
C’era una donna con il suo bambino.
Nei loro volti c’era tanta gioia,
li guardo, li riguardo, mi avvicino.

Chiedo perché mi avevan disturbata.
Non ho risposta. Me ne vado via
Con un sorriso lui mi ha accompagnata.
Lì sotto c’è qualche stregoneria!

Io sono un’obbietrice di coscienza.
Credo che lui se ne sia accorto.
Oggi c’è in giro tanta delinquenza:
secondo me volevano un aborto !


(La traduzione libera e bellissima di Santi Cardella mi ha commosso ed entusiasmato al punto che ho voluto anch’io fare un tentativo come strenna natalizia per il traduttore, il prof. De Ninis e tutte le poetesse e i poeti del sito)

Vides ut alta stet nive candidum
Guarda come si staglia, ora, il Soratte
sotto il candido manto della neve !
come le fronde bianche, Come latte,
ne sostengono appena il peso greve .

Mentre il fiume irrigidito ghiaccia
e i ruscelli arrestano il cammino,
Taliarco, tu, conle tue larghe braccia
Dissolvi il freddo, carica il camino

e senza parsimonia, mesci il vino!

Servilo vecchio, ma… servilo puro,
dall'anfora col manico di coccio
che qui al caldo noi siamo al sicuro
e ce lo gusteremo goccio a goccio

Tutto il resto, lasciamolo agli dei:
Che dominino i venti e le tempeste!
Che calmino, come ora fanno, i bei
cipressi e gli orni e tutte le foreste

Cosa serbi per te, oggi, il futuro,
solo a pensarci, molto mi rattrista.
Oggi sei qui, al caldo ed al sicuro:
ogni giorno che passa è una conquista … !
Giovane sei! gli amori e le danze
Coltiva finché, uggiosa, la vecchiaia
Toglierà le illusioni e le speranze,
Luminose, nell’epoca più gaia

Il foro frequenta , ora, e le piazze
Sull’imbrunire e nell’ora più scura
Ascolta i sussurri … le belle ragazze…
Comincia la vita, con lei l’avventura…

Se ti sorride , tu, sfìla l’anello

Se lei rilutta, fa parte del rito
questo è il momento piùdolce e più bello
e tu, allora, infilaglielo… al dito!

Da Nunc et in hora Horatii …

Noli admirari quare tibi foemina nulla
E ti stupisci , Rufo , che nessuna
Accetti La tua corte e tu non sai,
perché né bella, brutta, bionda o bruna
a letto insieme a te non verrà mai ?

Perché rifiutano tuniche e gioielli,
siano esse matrone oppure ancelle ,
pietre preziose , braccialetti , anelli ?
Il tuo problema , Rufo, son… le ascelle !

Non vengono con te , malgrado tutto,
perché hai naso lungo e orecchi aguzzi!
Non interessa loro se sei brutto,
ma il fatto è , o Rufo ,che tu … puzzi !

Da "Canto Catullo"

Bononiensis Rufa Rufulum fellat
Rufa, la bolognese, fa pompini
a Rufolo. Di quel memmio è la moglie
che già vedesti mentre ruba e toglie
dai sepolcri le offerte ai morticini
e che quando le cadon dalla cesta,
il becchìno, passando, le calpesta

Da "Canto Catullo"

Caeli, Lesbia nostra, Lesbia illa
La nostra Lesbia, Celio, proprio lei
Che io amai più degli occhi miei,
nei vicoli e angiporti ora passeggia :
di Remo i discendenti spompineggia .

Da “Canto Catullo

Quid est, Catulle? Quid moraris emori ?
Che fai Catullo? Di’, perché non crepi?
Gli onesti se ne sonotutti andati:
Nonio e Vatinio sono i candidati!
Che fai, Catullo qui ? Perché non crepi?

Da “Canto Catullo

Disertissime Romuli nepotum
Se di tutti i romani il più noioso
Tra quanti sono , furono e saranno,
Catullo sia, dire io non oso,
Soltanto i posteri lo decideranno,

o caro Marco Tullio Cicerone
che ti credi il migliore che ci sia.
Quando vedranno una tua orazione
O leggeranno una mia poesia…

Da “Canto Catullo

Ille mi par esse deo videtur
C’è chi ti siede accanto e mira in pace
La tua voce, i tuoi sguardi, i tuoi sorrisi
E di te gusta ogni cosa che gli piace,
tranquillo come un dio nei Campi Elisi…

Perché se a guardarti sono io,
il cuore, Lesbia, subito si blocca,
le orecchie sono invase da un ronzio,
la lingua intorpidisce nella bocca?

Perché la voce stenta a fuoriuscire
E un brivido serpeggia nelle ossa?
Perché mi sembra quasi di morire
e già mi sento un piede nella fossa? ……

Da “Canto Catullo

Mellitos oculos tuos , Iuventi ,
Potessi io gli occhi tuoi baciare,
Iuvenzio, trecentomila volte e più,
io non potrei l’amore mio saziare
perché io vorrei dartene di più….

Dartene tanti, tanti, quante sono
le spighe in mezzo a un campo in piena estate
Di tanti baci vorrei farti dono,
Preziosi quanto le… spighe dorate

Iam ver egelidos refert tepores
Tiepida torna la primavera.
Cede l’inverno. Le miti brezze
Zeffiro soffia . La vita intera
rinvigorisce alle sue carezze.

Lascia Catullo le frigie lande ,
Nicèa , la nobile , fertile terra .
Inquieto l’animo ancor si espande
tra odio e amore , tra pace e guerra .

Ora affrontiamo la nuova corsa
di questo nostro irrequieto andare .
Nel desiderio è la nostra forza
che ci consuma fino a bruciare.

Addio amici . Lasciammo un giorno
La nostra patria . Già il cuore freme
Per vie diverse farem ritorno
Se ancor vogliamo essere insieme

Salve, nec minimo puella naso
Salve, fanciulla, hai forse per caso
una eloquente parlata elegante?
Bella la bocca , finissimo il naso?
ed un profumo tanto inebriante?

Capelli ondulati , piede grazioso ?
La mano lunga , affusolata ?
Lo sguardo tenero e luminoso?
Eppure ti hanno paragonata

alla mia Lesbia addirittura!
Te, amante degna di quel Formiàno,
Un farabutto oltre misura.
Davvero viviamo in un mondo strano!

Ma chi lo avrebbe mai creduto
Che andando avanti di questo passo
il mondo, un giorno , sarebbe caduto,
Precipitato ancora più in basso ?

Da “Canto Catullo

Adeste, hendecasyllabi quot estis
Endecasillabi, ovunque voi siate,
uscite fuori dai vostri confini,
voglio che in faccia voi le gridiate
“ Restituiscigli i suoi taccuini”.

Ditele : “ lurida , baldracca , infame
Dove le hai messe le letterine,
zoccola , troia , fogna , letame ,
le hai forse nascoste nelle mutandine “?

E se facesse finta di niente
ditele ancora “ Non hai vergogna
cagna , schifosa, oh puzzolente !
vacca , puttana ,pezzo di fogna”.

Se non v’ascolta, tentate la via
della menzogna , dell’apparenza
e con garbata ipocrisia,
“ Consegna a noi la corrispondenza!”

Dite : “ D’amore virtuoso esempio,
tra le matrone la più onorata
quasi vestale custode del Tempio
consegnaci i versi che ti han celebrata “!

Da “Canto Catullo

Ameana, puella defututa,
I clienti li attendeva
tutto il giorno stando in fila
una somma pretendeva
di sesterzi diecimila !

Occhio spento … bocca storta… !
E vuoi fare la puttana!!
Meglio andar con una morta,
Fottutissima Ameana !

Pretendeva Ameana
diecimila tondi sghei … !
Se vuol fare la puttana
perché non li paga lei?!

Pedicabo ego vos et irrumabo
A farvi il culo sarò io, cari
Aurelio e Furio, checche impertinenti,
e, vedrete, saranno cazzi amari,
o vecchi succhiacazzi impenitenti.

Solo perché ho scritto qualche verso
Libidinoso , un degenerato
mi giudicate voi ed un perverso?
Ma un poeta è considerato

Casto e se tali non lo sono i versi
Perché la vita li ha contaminati,
niente a che fare hanno coi perversi,
coi vecchi come voi che, spudorati ,

lascivi , immondi coi capelli bianchi,
da certi versi miei siete eccitati,
ora che siete deboli di fianchi…
io che di baci appassionati

ho scritto , quando voi ve li leggete,
pensate che io sia effeminato?
Che non sia maschio?ve ne accorgerete
Quando nel culo ve l’avrò ficcato !

Da “ Canto Catullo

Amabo , dulcis mea Ipsitilla
Ipsitilla , dolcissima fichetta,
sai che il tuo Catullo non aspetta…
resta in casa , le porte ben serrate:
nove interminabili scopate

voglio fare con te dopo pranzato…
mentre sul letto me ne sto sdraiato,
io sento nel frattempo che l’uccello
sta sollevando tunica e mantello…

da “ Canto Catullo

Paene insularum, Sirmio,
Di tutte le penisole , Sirmione,
e dell’isole,dolce mia visione ,
per la rara bellezza che in te vive,
felice e inaspettato alle tue rive

oggi ritorno da remoti lidi
per ritrovarti come io ti vidi
nel giorno triste della mia partenza
per dirti che non resterai più senza

la mia, per te, segreta ispirazione,
o dolce, graziosissima Sirmione…
Oggi che ritrovo qui il mio tetto,
il mio sognato , sospirato letto

quest’ultime speranze condividi
e, sospirando, insieme a me sorridi .

da “ Canto Catullo

Cenabis bene , Fabulle , apud me
Se benigni saran gli dei ,Fabullo
a giorni sarai ospite , io credo,
del tuo affettuosissimo Catullo:
è tanto tempo ormai che non ti vedo !

Se porterai un’abbondante cena
E le ragazze per La compagnia
Staremo insieme con la pancia piena,
passeremo la notte in allegria…

Di ragnatele il mio borsello è pieno
Porta anche vino e fave già sgranate
Tordi, fagiani e un bel daino ripieno
Insieme ci farem quattro risate

Per ricambiarti del mio dolce affetto,
fiutare ti farò prezioso unguento
Col quale Lesbia non soltanto il petto
Ungersi suole, ma anche collo e mento

E se l’annuserai Fabullo mio,
da un tale odore tu sarai pervaso
che Son sicuro pregherai Dio
Di farti diventare tutto naso

da “ Canto Catullo

Quaeris, quot mihi basiationes … ? …
Mi chiedi quanti baci , Lesbia mia ,
potran saziare questa mia pazzia?
Quanti i grani di sabbia nel deserto
Sotto il rovente cielo aperto,

quante le stelle tacite del cielo
quando la notte col suo scuro velo
veglia sui tanti amori clandestini,
quante sono le lacrime e i bambini

che innocenti crescono con esse ,
quanti sono gli inganni , le promesse
che la vita ci offre a buon mercato…
Quando tutti quei baci m’avrai dato,

solo così sarà sazio Catullo
felice e lieto come lo è un fanciullo
quando nella stagione sua più bella
s’addormenta, la bocca alla mammella…

da “ Canto Catullo

Pauca nuntiate meae puellae non bona dicta
Quale che sia il destino che m’attende,
se sugli estremi lidi dell’Oriente
o sui valichi aperti ad Occidente,
ovunque metterò io le mie tende,

se tra gli Arabi, i parti o gli Egiziani
o tra le ircane risonanti sponde,
di qua o di là alla mercè de l’onde
sulle rive dei Galli o degli Indiani,

quali saranno le fatàli mete
le affronterò, cari compagni miei ;
quale che sia il volere degli Dei,
queste amare parole voi direte

a quella insaziabile sgualdrina.
Ditele che so che si diverte
Tenendo le sue gambe sempre aperte
Ai suoi ganzi , la sera, la mattina

Fino a sfiancarli, farne degli stracci.
Quello che un tempo fu per me l’amore
che coltivavo come il più bel fiore
con i miei baci, con i miei abbracci,

quel rosso fior del nostro verde prato
ora marcisce in fondo ad un burrone
stroncato da una torbida passione,
dai suoi vizi sepolto e calpestato

da “Canto Catullo

Lugete Veneres Cupidinesque…
Perché non piangi, o Venere,
con tutti i tuoi seguaci
e voi, anime tenere
che sospirate i baci...

della mia Lesbia, il passero
oggi, ahimè,è morto...
come, quanto si amassero,
lo dice lo sconforto

che c’è negli occhi suoi
ora pieni di pianto,
ora che più non puoi
farle sentire il canto,

dolce più dell’aurora,
da che l’oscura notte
che tutti ci divora
e tutti quanti inghiotte

, le ha rapito la gioia
di quei dolci momenti
: ora tristezza e noia...
non più giochi innocenti...

E allora piangi, o Venere,
nessuno la consola…
Chiuso nel muto cenere,
l’uccello più non vola...

da “Canto Catullo

Miser Catulle …
(amata nobis quantum amabitur nulla)

Frena la tua pazzia, caro Catullo
e ciò che è perso ormai , dallo per perso,
adesso tu non sei più quel fanciullo
che in mano aveva tutto l’universo

quando lei ti seguiva e tu l’amavi
quanto nessuna sarà amata mai
e tu con lei, insieme a lei giocavi
quei dolci giochi che ora più non sai

farle apprezzare come lei soleva.
Ora lei non vuol più né te , né quelli.
Non ripensare a quando lei godeva,
a quei momenti così grati e belli.

Catullo ,tu , non essere da meno,
Se lei di te non vuole più saperne
resisti , cerca d’essere sereno
Quante se vuoi, tu potresti averne!

Sopporta ! e di ciò che sei capace
mostrale pure, non seguir chi fugge
mettiti , Catullo , il cuore in pace
anche se il suo rifiuto, ti distrugge …

Da “ Canto Catullo “

Passer, deliciae meae puellae
Della mia Lesbia , o passero , delizia,
che con la innocente tua malizia
mordicchi i seni suoi , becchi il ditino
potessi anch’io, come te, vicino
a lei cantarle la tua melodia
e ritrovare insieme l’armonia
che sento quando lei mi vuole bene
ed alleviar così queste mie pene .

Da “ Canto Catullo “

Vivamus mea Lesbia atque amemus
Amiamoci e viviamo, Lesbia mia,
l’amor non sanno i vecchi cosa sia
Approfittiam del sole perché il giorno
In cui per noi non farà più ritorno
eterna notte a noi dormir ci tocca,
ma adesso, Lesbia mia, porgi la bocca
e dammi dieci, cento, mille baci
e poi altri cento, altri mille e giaci
ora, insieme a me , qui , sul momento

mentr’io di baci te ne do altri cento
e a dartene altri mille son già pronto
fin tanto che avremo perso il conto
che non sapremo più quanti saranno
gli altri, così , non ce li ruberanno!

Da “ Canto Catullo “

Striscia di… sangue
Se c’è una cosa stupida è la morte:
molte persone non si sono accorte,
si ammazzano, così, senza ragione
per una terra, per una religione

La sua stupiditàè evidente :
essa non è mai servita a niente!
Il suo lavoro triste e disumano
non ha bisogno certo di una mano!

Lei lo fa già da sé sera e mattina:
perché la strage, allora, in Palestina?
In questo luogo ritenuto sacro
perché questo inutile massacro?

Meglio una terra atea e sconsacrata ,
dove la vita , almeno ,è rispettata !

Soluzione
Per uscir dalla crisi, ci vuole lotta e impegno,
ma per poterlo fare occorre un Marxingegno!

Question time
Quando c’era la speranza ,
ci mancava tutto quanto …
ora che la roba avanza ,
perché tutto questo pianto ?

Attesa
Siam circondati dalla prosa …
La poesia, ci salverà?
Intanto ci mettiamo in posa,
poi,qualcuno arriverà …

Internettiamoci
(Metafisica del Web)

Ora che c’internettiamo,
che ci han preso nella rete,
come pesci ci sguazziamo,
ma chi si salva, lo sapete?

Io non so chi ci riesca,
noi saperlo non possiamo,
ciò dipende dalla pésca ,
ma intanto , dai , notiamo !

… Si vis transfer calicem istum a me …
(Marco, 14, 36)

Spaventosa, mostruosa, ossessionante
è questa storia di Cristo sulla Croce,
l’unica, forse, che di tutte quante
è la più disumana, la più atroce …

… eppure tutti i giorni la viviamo,
la vediamo attuarsi ogni momento
e come Lui , anche noi preghiamo :
“Risparmiaci, Signore, quel tormento ”!

Popul(ism)orum regressio
E’ un ritornello seguìto e antico:
corsi, ricorsi: Giambattista Vico!
E docili lo seguono le masse,
basta dir loro : non pagate tasse!

Questo fu lo slogan economico
d’un politico piuttosto comico!
E’ solo un fatto psicanalitico
se ora un comico si fa politico!

Desidèri
Ho un desiderio lungo, come un treno:
ogni scompartimento è sempre pieno.
Si ferma ad ogni piccola stazione:
ma quando giungerà a destinazione ?

Ho un desiderio rosso, come il vino
che spesso bevo , seduto a tavolino,
per rendere il mio pasto un po’ più lieto,
ma sento che ormai diventa aceto.

Ho un desiderio verde, come i prati
che a primavera vengon calpestati
da gente che cammina su e giù
fino a che d’erba non ce ne sarà più.

Ho un desiderio bianco , come neve
Che quando volteggiando scende e lieve
Si posa sopra i rami e sulle foglie
Al primo raggio di sole già si scioglie .

Ho un desiderio grande come il mare
che proprio quando sto per realizzare,
vedo alzarsi un’onda alta e selvaggia
abbattersi e morire sulla spiaggia.

Ho un desiderio vero, come un sogno:
di realizzarlo sento un gran bisogno
per farlo , so che cosa devo fare:
non devo mai smetter di sognare!

Oggi
Oggi non sono uscito a passeggiare,
ho preferito radunare i fogli
dei miei pensieri lasciati ad asciugare
in riva al mare sopra bianchi scogli

eterni come il frangere dell’onde
che il vento sferza e scalda il sole d'oro
che coi suoi raggi la vita ancor m’infonde
finché diventerò, anch’io, come loro.

Quo usque tandem
Quousque tandem , Berlusca , abutère…
patientia nostra che tutte le sere
sopporta te, le tue ruote di scorta
tra Media set e Porta a Porta?

Quem ad finem effrenata audacia?
Cur non reverteris in putinica Dacia
Ubi invenies copiosam topam
Et sine Marium ducere Europam?

Ruby et Minetti cum coscia lunga
Tecum non ibant ad bunga bunga?
Haec est Italia! In hac natione
Ghedini habemus, non Cicerone!

Chi era senza peccato, non scagliò la prima pietra
Io sono qui , senza volerlo.
Non l’ho mica chiesto io!
Ho indagato , per saperlo :
e se fosse stato Dio?

La risposta, che ho cercato,
non l’ho ancora ricevuta…
Così , mi sono rassegnato :
Ch’io sia qui , a mia insaputa ?

Novecento, addio!
- D’accordo, non discuto
Il tuo punto di vista …
Gente che ci ha creduto,
che non era arrivista

Gentile fu fascista,
Croce fu liberale,
Gramsci fu comunista…
Ma c’era un Ideale!

Ma chi è che ci ha ridotti
In queste condizioni …
Berlinguer? Andreotti?
O Silvio Berlusconi!

Futurum s
Io fui ciò che sarò,
sarò ciò che sono stato…
Ma cosa sono, Non lo so …
Fin da quando sono nato

me lo chiedo senza sosta
e così, di quando in quando,
nel cercare una risposta,
qua e là vado gridando :

“Acqua… acqua … fuoco … fuoco …” .
Fin da quando ero bambino
È una vita che io gioco
Con la morte a nascondìno .

Domanda
E se fossimo felici,
ora, qui, ma che si aspetta ?
che ne pensi, che ne dici ?
il tempo passa così in fretta!

Perché stiamo rinviando
quel piacere che ci tocca
che io e te sentiamo quando
noi ci diamo un bacio in bocca ?

Feriae augustae
Il frastuono mi assedia,
mi assilla, mi circonda,
complici i mass media
dell’una e l’altra sponda.

Vorrei aprirmi un varco,
scavare una trincea,
tentare un nuovo sbarco,
ma dove? Ho un’idea!

Fuggire via, vorrei
per questo ferragosto,
ma li ritroverei
tutti allo stesso posto!

Allora, spicco il volo,
e sai che cosa faccio,
rimango qui, da solo,
felice, al Castellaccio!

Alé, alé, alé, Aleppo
Allah akbar, Allah akbar , Aleppo
Cominciò Basharassad, il dittatore,
di ferocia, di rabbia pieno zeppo
contro il popolo suo, preda al terrore.

Papé Satan, papé satan aleppe
gli rispondeva il dittatore russo
Da una Dacia nascosta tra le steppe
Con Berlusconi e le sue escort di lusso .

Così guidano i tre gli affari e il mondo
Riempiendo l’Onu di Veti a tutto spian,
mentre sorseggiano, tranquilli, fino in fondo
un Black Coffee, , ossia un Kofi Annan.

25 Luglio
(La storia si ripete)

Allo spuntar del 25 luglio,
urtò la Nave “Italia” un grande scoglio,
s’aprì una Falla in Sala Gran Consiglio :
a bordo si diffuse lo Scompiglio !

Cominciano a fuggire gli Schettini,
fuggì così lo stesso Mussolini.

A piedi,aereo, in treno e poi in taxi
Così fuggì anche Bettino Craxi.

Conclusesi, oramai, le operazioni,
aspettiamo che fugga Berlusconi.

La Trattativa ci fu, tra Mafia e Stato?
Ma Chi era Chi, però, non si è appurato .

Tra Stato e Mafia, un Corto Circuìto?
Ma Chi era Chi, non si è ancora capito.

Ancora non si è bene accertato
Chi era la Mafia e chi era lo Stato.
Le Indagini han fatto un gran progresso:
Era lo Stato a trattare con Se Stesso !!!

La ridiscesa
Italia, Italia lurida ed infame,
di fumo, di cemento e di catrame,

di poeti e di navigatori,
di ruffiani e di speculatori,

di ladri, di puttane e di papponi,
ti meriti soltanto Berlusconi!

Ma questa volta, noi siamo già pronti
A riprender la via che porta ai … Monti!!

Panicus Dei
Sono un poeta minore
Più piccolo di un battito del cuore,
Più fragile e sottile di uno stelo
Con la corolla rivolta verso il cielo
Mentre implora con la sua voce mesta
Che il cielo non gli cada sulla testa.

A Cruce salus,
La Croce? Un incidente
La poteva evitare:
bastava esser prudente
o che lasciasse stare!

Si sa, ci vuole Fede
Per andar fino in fondo.
Ma hai visto che succede
Se vuoi salvare il mondo?!

La Fede è una scommessa,,
ma il Concilio è conciliante.
Domenica va’ a Messa:
Gesùè anche un calmante!

Sentirai un bel discorso,
parleranno di Cristo.
Non fartene un rimorso
E chi s’è visto, s’è visto!

PDUDCCINI
Io sono un progressista,
ma anche un moderato.
Son stato di sinistra,
ma mica ho esagerato!

Rispetto la Famiglia,
la Chiesa ed il Potere.
Sto attento che mia figlia,
torni tutte le sere!

Non ho mai protestato:
io credo nell’Impresa!
E’ vero, ho scioperato,
però, vado anche in Chiesa!

Mi sono comportato
Sempre da buon cristiano:
io credo nel Mercato,
se posso, do una mano!

Votare? Si! Ho votato:
Che volete di più?
In fondo, moderato,
non era anche Gesù?!

Euro
Euro : moneta senza stato
Europa : stati senza una moneta
Creata per ragioni di mercato
Scambiando la partenza per la meta .

Quando si scambiano i mezzi per i fini,
la realtà per le sue apparenze,
sono le donne, i vecchi ed i bambini,
i più deboli a pagar le conseguenze.

Si arricchiscono gli speculatori,
creando un Paradiso Artificiale,
l’Inferno solo per i lavoratori,
per loro il Paradiso, ma Fiscale!

Fede
Cos’è la Fede?Una tentazione
A cui si può resistere una vita,
ma prima o poi arriva l’occasione
in cui si deve chiuder la partita.

Che tu sia uno sconfitto o un vincitore,
che tu sia assolto o dichiarato reo
prima di morir dirà il tuo cuore
come Giuliano: “Hai vinto, Galilèo!”.

Tentativi
Se alla fine di un percorso
Vedi inutile ogni sforzo
Che hai compiuto per trovare
Ciò che a te piace cercare,

tu non darti mai per vinto,
ma, seguendo il tuo istinto,
fai una bella giravolta
e ricomincia un’altra volta.

Immigrazione
Armati di coraggio
Da un porto a una stazione
Ci recano il messaggio ,
di questa immigrazione.

Guardano, gli occhi scuri,
lacrime non ce n’è,
ci dicono sicuri:
qui, un futuro c’è!

Noi, che lo abbiam perduto,
chissà cosa faremo,
forse, col loro aiuto,
noi, lo ritroveremo.

A Kirkegaard
Alla fine di una vita
Ti accorgi se è riuscita,
ma se è fallimentare,
non la puoi ricominciare.

Scoperte
(Omaggio a Emanuele Severino)

Morirò perché ho vissuto,
vivo perché morirò:
questo l’ho sempre saputo,
né altro credo, né io so.

Dove ero o sarò ,Cuore,
me lo sono domandato
e ho scoperto, con stupore,
che ci sono sempre stato.

Politica antipolitica
La politica è una scienza
Che dà prova di impotenza:

Tra Gi Otto e tra Gi Venti,
uno dei tanti argomenti

che potrebbero affrontare:
“Ma che c … stiamo a fare”!

delusione
Che bella poesia!
L’avessi scritta io!
sarebbe una magia,
un miracolo di Dio!

Invece l’ho trovata
Sulla mia scrivania!
Certo, chi l'ha lasciata,
ne ha di fantasia !

Prima mi ha impressionato
Quel bel verso di avvio,
Poi, mi son ricordato
Di averla scritta io!

Al mio bastone
Amico mio bastone
Che mi cammini al fianco,
sapessi la ragione
perch’io mi sento stanco,

perché mi son stufato
di dondolarti al braccio
e di esser diventato
nient’altro che un pagliaccio,

più o meno divertente,
che inciampa nell’arena
per far rider la gente,
mentr’io mi faccio pena.

Preghiera alla Madonna di Montenero
Madonna mia,io salgo
oggi quassù da Te:
Tu sai quanto io valgo
e sai anche perché

io sono un non credente:
ho perduto la fede,
ma fai finta di niente
e ascolta a chi ti chiede… …

Anche se io non credo
alla Chiesa di adesso,
la grazia che ti chiedo,
Tu, fammela lo stesso!

2 giugno(1946-2012)
Il 2 giugno ho pianto
E non me ne vergogno:
Nel cuore mio si è infranto
L’ultimo, vecchio sogno

Che alimentò le attese
Di un giorno ormai lontano:
vivere in un Paese
Laico e repubblicano!

Vederlo governato
Da gente giusta e onesta
E non disonorato
Il giorno della Festa

In cui la mia Nazione
trae la sua esistenza
dalla Costituzione
E dalla Resistenza!

Aspetto la riscossa
Di quei giorni remoti,
Più forte della scossa
Di mille terremoti!

Esortazione
C’era una volta il Futuro,
c’era una volta il Passato,
da quando è caduto quel Muro,
c’è solo un Presente sbrecciato.

Io vedo soltanto miserie,
non vedo però chi rimuova
le vecchie, ingombranti macerie
per costruire un’Italia più nuova.

Adesso che il turpe Caimano
Sta per lasciare la presa,
riprendiamoci tutti per mano,
riprendiamo la storica impresa!

Non basta soltanto parlare
Su, presto! Un secchio e una scopa!
La Storia non può più aspettare:
Ricostruiamo insieme l’Europa!

A Emma
(Per il suo 7° compleanno)

Farfallina spensierata,
vuoi saper come sei nata?
Come un bruco in una cella,
ma tu sei molto più bella!

Quando al sole sei uscita,
come un fiore sei fiorita
e volteggi ora nell’aria,
farfallina, straordinaria!

Campionato di letteraturaitaliana
(Serie A)

Alessandro Manzoni
Giuseppe Parini
Carlo Goldoni
Francesco Guicciardini
Jacopo Sannazzaro
Niccolò Machiavelli
Antonio Fogazzaro
Gioacchino Belli
Giosuè Carducci
Guido Gozzano
Attilio Bertolucci
Riserva: Ennio Flaiano
VS
Pietro Aretino
Guido Guinizzelli
Giovanbattista Marino
Massimo Bontempelli
Jacopone da Todi
Benvenuto Cellini
Carlo Collodi
Pier Paolo Pasolini
Vittorio Alfieri
Giuseppe Ungaretti
Dante Alighieri
Riserva: Marino Moretti

Arbitro :Gianfranco Contini da Collegno
Guardialinee: Emilio Cecchi, Natalino Sapegno
In panchina: Luigi Capuana, Giovanni Pascoli, Dino Campana
Spogliatoi: Matteo Bandello, Giovanni Camerana, Luigi Pirandello

Pretese
Si era iscritto a un partito di massa
Si e’ ritrovato a Carrara.

Virgiliana
(Le Georgiche del Novecento)

Giorgio Armani, grande stilista,
Giorgio Bocca, il giornalista,
Giorgio Bassani, vero scrittore,
Giorgio Gaber, il cantautore.

Giorgio Strehler, regìe vere
Giorgio Orwell, romanziere,

grande pittore, Giorgio De Chirico,
Giorgio Caproni, il grande lirico!
Di tutta questa bella gente,
Giorgio Napolitano, il Presidente!

Nunc et in hora
Soltanto il dolore ci affratella,
il piacere separa , ci distrugge,
brutta è la vita proprio perchéè bella,
essa si ferma proprio mentre fugge.

Solo nella distanza ti è vicina
Perché la vicinanza ti allontana
Per lei la sera è come la mattina
Un pantalone è come una sottana

Che differenza c’è tra culla e tomba
Tra una maglia di seta una di lana
La stessa che tra gran squilli di tromba
E un lugubre rintocco di campana

Iter
Dal giorno che mi prese per la mano
E me la strinse al seno forte forte
Mi ha sempre accompagnato più lontano.
Aiutandomi a varcare tante porte

Saltellando qua e là,ma senza fretta
Tra momenti di gioia e di tristezza.
L’ho seguìta fin qui, scienza perfetta,
come se fosse l’unica certezza.

Da lei io non m’aspetto più sorprese
Anche se qualche volta mi maltratta.
Mentre sta consumando le mie attese,
ho scoperto che è lei, la scienza esatta.

Rime sbaciucchiate
Ha in sé qualcosa di guignolesque,
con dei risvolti proprio grotesque.
ora si è messo a fare ilburlesque,
tutti lo chiamano Berlusconesque.

potrebbe essere buratinesque,
ma per l’Italia è dramatesque.
Noi con un gesto cavaleresque
Lo manderemo affanculesque!

A se stesso
A che cosa, a chi, m’ispiro,
non voglio più prendermi in giro,
non mi piace più di farlo,
più non sono chionne carlo.

Forse, non lo son mai stato,
ma quante volte ci ho provato!
Solamente ora ho capito
di non esserci riuscito.

Si! Potrei tentar di nuovo,
maa che scopo ci riprovo.
Chissà se, varrà la pena,
continuar la cantilena,

proseguire questa strada
fino a che, il tempo, non scada.
Ma a chi potrò, chiedere aiuto
Quando poi sarà scaduto.

A chi? E come, potrò farlo.
Conosco solo Chionne Carlo!

Paragoni
(Fare un fascio di tutte le erbe)

La Minetti come Nilde Iotti?
Allora Berlinguer come Andreotti!

I Partigiani come i Repubblichini?
come De Gasperi, allora, anche Casini!

Se Bersani è come Togliatti,
sono i topi a catturare i gatti!

E se la Rubyè come la Petacci,
La Russa, allora,è come Farinacci!

Se questi paragoni son corretti,
la Santanchè, Santa Maria Goretti!

Fenomenologia dello spirito
Una voce proletaria
profumava ancora l’aria.

Giunse poi la borghesia
e della vecchia melodia

restò POCO Più d’un’n’eco:
canto funebre di un cieco.

Solo un flebile lamento
giunge ancor dal Novecento.

Più non canta la bufera
più non fischia. Primavera

più non brilla . Adesso resta
di quel sogno, quella festa,

solo un incubo moderno:
questo freddo , lungo inverno.

Cucu
1 Bossi: Orgoglio e precipizio .
2 Monti: Capitan Facassa.
3 Equitalia: Il Fisco si è fermato ai deboli.
4 Berlusconi: Folgorato sulla via di Bagnasco.
5 Dialogho: Fede e Ragione (Se uno va via cosa resta della Televisione?)
6 Cattolici Padani: The Family Day.
7 Vecchie Canzoni: Campanaro della Val Padania Lombardia come Campania
                                            è finita la secessione il Sudè come il Settentrione.
                                            Ora Suona il campanello: Bossi era come Masaniello.

Guerra ai ladri!
Un’anziana si getta dal balcone:
le avevano tagliato la pensione.
Vittima immolata al dio Mercato,
uccisa dai sicari dello Stato!

Dai Bossi, dai Belsito, dai Rutelli,
dai Lusi e dai loro confratelli.
Voglio vedervi piangere , maiali,
voglio vedervi tutti ai funerali

con in testa Monti e la Fornero,
voglio vedervi tutti al Cimitero.
Non riuscirete più a farla franca
Con la complicità di qualche banca.

Più non troverete chi vi ascolta.
Giuriamo: questa è l’ultima volta!
Arriverà, prima o poi,si spera,
presto, anche da noi, la Primavera!

Democrazia atea
Abbiamo messo in croce
una generazione,
un fatto così atroce
avrà una spiegazione!?

L'ho cercata per le strade
e ho trovato questo appiglio:
conosco solo un Padre
che ha crocefisso il Figlio.

Nostalgia dell’istante
Ho nostalgia di questo istante
Che sta passando mentre io vivo ,
che prima, dopo e anche durante
se ne va sempre quando io arrivo…

E non riesco a coglierlo mai ,
mi sfugge sempre, senza pietà…
e io a gridargli: “Ma dove vai?” …
Chissà se un giorno si fermerà.

Proustiana
Alla ricerca dell’”io” poetante,
io ho scoperto, a tu per tu,
un “io” diverso, un po’ inquietante
il risultato di ciò che fu.

Nel più profondo silenzio, assorto,
con interesse l’ho esaminato
ma senza ch’io me ne fossi accorto
il mio futuro era già passato.

Però al presente , io non mi arrendo
E qui io resto, ad aspettarlo
Ed il futuro ancora attendo,
fino a che dura ‘sto chionne carlo.

Nomen omen
Tra fenomeno e nòùmeno,
senza mai perdermi d’animo,
come un vecchio catecùmeno
io le mie preghiere rùmino:

così le mie angosce elimino
e le mie paure domino
IN QUESTO mondo tanto ANONIMO
Dove ogni nome è uno pseudonimo.

Giro di vita
Tra un non più e un non ancora
aspetto qui quella signora
che con baci e con carezze
mi riempisse di certezze,
mi accogliesse a braccia aperte
poi, con le sue mani esperte
mi chiudesse, eternamente,
a girar nella sua mente
come dentro un labirinto,
prigioniero del suo istinto:
andare, sempre, su e giù
tra un non ancora ed un non più !

Testamento
Io volevo diventare …
Invece, sono … divenuto…
E ora che … sto per andare …
Ciao, amici! Vi saluto!

Voglio uscir da questo inferno,
diventare … post-moderno…

perciò vi lascio … E tante scuse
a Mao, a Marxe anche a Marcuse…

Ah! Dimenticavo … e … Dio?
A Lui non posso dirgli : Addio!

Ma sarò un po’ più felice
Senza Freud, Jung e Nietzsche

Questo, chi me lo può dire:
meglio vivere o morire?

Meglio Monti o Berlusconi?
Non ci sono paragoni!

Meglio Ettore od Ulisse
O Achille e le sue risse?

A chiunque vada il vostro tifo,
meglio loro, che ‘sto schifo!

Qui, mi son venuto a noia,
perciò vi lascio e … torno a Troia!

Anima e corpo
E’ il corpo che mi pesa,
l’anima è leggera:
è come una bandiera

che sventola in attesa
di spiccare il suo volo
e di andarsene via,
lasciarmi qui, da solo,
con questa … poesia …

Nonna Maria
(a Emma)

- Dov'è nonna Maria,
perché non si sente più? ...
- Ora è andata via
e non ritorna più.

- Forse era troppo stanca ...
E' andata a riposare? ...
Ohi, quanto mi manca...
io la vorrei svegliare ...

Nessuno la risveglia.
Non farà più ritorno,
neanche con una sveglia
che suoni tutto il giorno.

-Io ci vorrei parlare ...
Ah, quante risate
quando andavamo al mare ...
Ricordi quest'estate?...

-Ora estate e inverno
per lei son tutti uguali.
Dorme un sonno eterno,
come tutti i mortali.

Homo mediaticus
Ma quanti morti, tutte le sere,
Alla TV ci fanno vedere,
Mentre, seduti, si mangia e si beve
E intanto fuori cade la neve!

Che bello stare, al calduccio, fermo:
vedere la fame sul teleschermo,
stragi, massacri, carneficina
e intanto andare di là in cucina

e poi tornare con la pietanza
sentire ridere nell’altra stanza...
Ma finalmente cessa l’Inferno:
altre notizie, ma dall’interno:

scioperi, tasse, Montecitorio:
ora comincia il Purgatorio!
Ma ecco che arriva il Paradiso:
bellissime donne! Che bel sorriso:

macchine, cibo in gran quantità:
ora silenzio : pubblicità!
Così trascorro le sere io
Sotto il benevolo sguardo di Dio.

Cinismo mediatico
Quanti morti, tutte le sere,
Alla TV ci fanno vedere
Mentre al caldo si mangia e si beve
E intanto fuori cade la neve!

Terapie
Amici miei dolori
compagni di sventura,
a che servono i dottori
quando non c’è la cura,

quando non c’è che il tedio
a farti compagnia,
c’è forse altro rimedio
se non la poesia?

Quale altra terapia
ci può esser consentita
Per questa malattia
Lunga come una VITA.

Offerte
Sono un prodotto storico
In cerca di mercato
Che con un prezzo modico
Può essere acquistato.

Cerco un acquirente,
un qualche estimatore:
consumo poco o niente,
soltanto un po’ d’amore.

Per la manutenzione
Leggere il prospetto:
basta un po’ d’attenzione
amicizia ed affetto.

Quanto al rendimento
Son sotto garanzia:
ricambio ogni momento
con stima e simpatia.

Se c’è qualche difetto
Sta nella produzione:
basta un po’ di rispetto
di considerazione

Se altri ce ne sono
son di fabbricazione:
chiedo “scusa” e “perdono”
per la riparazione.

Io cerco chi mi aiuta
A sopportar la vita
Finora l’ho vissuta
Senza averla capìta

Per averla sofferta
Ne ho buona conoscenza;
l’unica cosa incerta:
la data di scadenza.

Apologo
S’annoiava la Noia quel mattino,
la pazzia: “Giochiamo a nascondìno?”
L’Interesse di voglia n’avéa poca,
, ma la Curiosità: “Come si gioca?”.

E la Pazzia, senza esitazione:
Io conterò per voi fino a un milione,
poi verrò a scoprire in quale posto
ciascun di voi si sarà nascosto!”

L’Entusiasmo si mise a saltellare,
L’Allegria cominciò a ballare,
la seguì,poi, gridando l’Euforìa,
finché convinse il Dubbio e l’Apatìa.

Però non tutti vollero giocare.
“Se mi scoprono, io che ci sto a fare”
la Verità sostenne risentita
perciò non prese parte alla partita.

La Superbia rifiutò, tra i fischi,
la Codardìa non volle correr rischi.
La Pazzia incominciò la conta,
la Pigrizia non era ancora pronta.

La Fede volò in cielo e fu la prima,
il Trionfo salì fino alla cima
d’un albero d’alloro grande e alto,
l’Invidia a malapena spiccò un salto.

La Generosità si accontentò
Del primo posticino che trovò
Perché i posti più belli ed i migliori
Volle lasciarli agli altri giocatori.

La Bellezza trovò il suo nascondìno
Tra le onde di un lago cristallino.
Intimidita dalle belle onde
all’ombra di gentili fresche fronde

scelse la Timidezza il suo rifugio.
Tra ali di farfalle, senza indugio,,
la Voluttà per gioco si nascose.
La Libertà, le grandi ali sue espose

al vento che felice offrì un riparo,
mentre in un pertugio arido e avaro
scavò l’Egoismo il suo conforto .
senza avvedersi ch’era un luogo morto.
La Menzogna con tutto il suo veleno
Dietro si rifugiò l’ arcobaleno,
lasciando creder a persone ignare
ch’essa si nascondeva in fondo al mare!

Al centro dei vulcani, la Passione
Col Desiderio, la sua collocazione
PRESTO Trovò per non fuggire altrove,
mentre l’Oblìo, non mi ricordo dove.

Finito il suo conteggio la Pazzia,
l’Amore era ancora per la via,
ancora in cerca d’un bel nascondìglio
quando un cespuglio di color vermiglio,

vide pieno di tante belle rose
e proprio in mezzo a quelle si nascose.
La Pazzia scoprì per prima cosa
La Pigrizia che dove va si posa

e poi la Fede che con maestria
Discuteva con Dio di Teologia.
Non si fermò, ma continuò a cercare
E subito sentì forte vibrare

dal fondo dei vulcani la Passione
Che con il Desiderio un’eruzione
In gran segreto stava preparando.
S’accorse dell’Invidia proprio quando

Vide il Trionfo mieter nuovi allori
E l’Egoismo che scappava fuori
Da quel suo buco dove s’era messo
Per mettersi a rincorrere se stesso.

Appena la sfiorò una dolce brezza,
la Pazzia sorprese la bellezza
e al lieve incresparsi delle onde,
la Timidezza colse tra le fronde.

Proseguì la Pazzia il suo cammino,
prese l’Oblio, il quale a nascondìno,
con la memoria sempre in alto mare,
si era dimenticato di giocare.

Scoprì il dubbio che disse indeciso:
“Non c’è un posto buono, a mio avviso!”.
La Pazzia scoprì tutti piano piano,
sia quelli più vicino che lontano:

L’Angoscia in una grotta gigantesca,
il Talento nell’erba ancora fresca
e, dopo aver guardato in una fogna,
dietro l’arcobaleno, la menzogna.

Aspettava l’Amore lì in disparte,
La Pazzia lo cercava da ogni parte
Alberi, pietre, siepi, ogni cespuglio,
la Pazzia mise tutti in gran subbuglio

e, come di un roseto i rami scorse
Li agitò con tutte le sue forze
In quel momento un grido di dolore
S’udì tra quelle rose:era l’Amore:

Gli bucarono gli occhi tante spine,
gridò l’Amore forte e senza fine.
Pianse, pregò, implorò, chiese perdono,
imprecò la Pazzia : “Che pazza sono!”

E poi per consolare quelle grida,
giurò di diventare la sua guida.
e, disperata, presolo per mano
da quelle rose lo portò lontano.

Di quelle grida ci giunge ancora un’eco:
Va per il mondo, va l’Amore cieco
per le vie di città e di campagna
E la Pazzia, da allora, lo accompagna.

Appello
So che ad ogni poeta manca un verso,
manca anche a me, dal giorno che l’ho perso.
Se a qualcuno accadesse di trovarlo,
prego, lo riporti a Chionne Carlo.

Lo cerco da una vita, non lo trovo:
era un verso bellissimo , era nuovo.
Non mi ricordo dove l’ho perduto,
se me lo hanno rubato o mi è caduto.

Se era un verso d’amore o di bellezza,
di gioia, di dolore o di tristezza,
di odio, d’amicizia o nostalgia
di gentilezza o di malinconia...

Chissà che poesia ci avrei fatto,
se fossi stato un po’ meno distratto.
Comunque alla ricerca, non rinuncio.
Per questo voglio fare questo annuncio:

Chiunque lo ritrovi, ovunque sia,
me lo faccia saper, per cortesia.
Avrà in cambio lauta ricompensa:
Ne va, davvero, della mia esistenza!

Natale
Io? Di questo Natale,
no! Non ne posso più.
Mi fa star proprio male
Quel bambino Gesù

Che ogni volta viene
Fiducioso e innocente,
ci invita a sperar bene,
poi ... non succede niente,

che ci insegna ad amare
oltre ogni confine
e poi vedergli fare
quella orribile fine.

Ricordi
Sono tanti i ricordi
Che affollano la mente,
che si aggrappano ai bordi
di un mondo evanescente.

Sotto il loro ombrello
Io mi rifugio spesso.
Il ricordo più bello?
Dimenticar me stesso.

Sono malato di letteratura
Sono malato di letteratura:
a volte ho certi attacchi di poesia!
Per cui Ho cominciato già una cura
Con gocce di tristezza e nostalgia.

La solitudine dà dei capogiri ?
Prenderò una dose di ermetismo
insieme a una pasticca di sospiri
e una compressa o due di futurismo.

Tre versi al giorno :prima e dopo i pasti,
una supposta di romanticismo
e , se per caso , tutto ciò non basti ,
una puntura o due di neorealismo.

La sera uno sciroppo simbolista,
Un cucchiaìno di crepuscolari,
La fialetta di qualche surrealista
che al giorno d’oggi son sempre più rari.

Chissà se un giorno riuscirò a guarire:
Stretto tra la speranza e la paura
Di dover, prima o poi, anch’io morire:
A volte uccide la letteratura!

Destino
Oggi sono tornato
Dove nascono i sogni,
dove avevo lasciato
tutti i miei bisogni,

tutti i miei desidèri
rimasti ad aspettarmi
insieme ai miei pensieri,
pronti a rimproverarmi:

“Perché sei andato via?!
Se tu ci lasci soli,
senza una poesia,
chi vuoi che ci consoli ...

Non conosci il tuo destino !
Non farci più aspettare!
A te, fin da bambino,
non resta che ... sognare !

Da Monti a Monti
Da Vincenzo a Mario
resta sempre un bel divario.
Questo non è un poeta,è un banchiere,
però ha sbancato il Cavaliere.
Questi è Mario Monti, cavaliero
che il Cavalier ridusse a uno scudiero.

Il rovescio della canaglia
(A Renda Gabriele)

Tutti gridavano: "Silvio Berlusconi!"
e quel falsario, re dei miliardari
a tutti prometteva i suoi milioni
e meno tasse e più alti salari

e dopo aver promesso monti e mari
e averci ridotto sotto i ponti
tolto il lavoro e gli straordinari,
adesso ci promette Mari o Monti!

Statura di statisti
" ....... Volgiti , che fai !
Vedi là Berlusconi che s'è dritto !
Da LAVITOLA in su tutto 'l vedrai !"

Ricatto
Berlusconi ora ci stritola :
"O la Borsa o LAVITOLA!"

Batti un colpo
Batti un colpo se ci sei :
lo ha battuto anche la Cei ,
ma tu , popolo italiano ,
hai legati piedi e mano
e oramai non ti resta
se non battere la testa
fino al punto di spaccarla
anche se per ripararla
ci vorranno altri vent'anni ,
tanti e tali sono i danni
causati da chi ha eletto
un incapace ed un inetto
che trascorre ogni sua notte
tra ruffiani e tra mignotte .

Avanti popolo
L’Ulivo è scosso , la Quercia trema
E dopo Prodi venne D’Alema;
l’Ulivo trema , la Quercia è scossa :
avanti popolo datti una mossa!

Nella politica ci son tre cani :
Di Pietro Antonio , Fini e Bersani :
il primo abbaia , il secondo morde ,
il terzo è stretto tra catene e corde!

E poi ci sono Bossi e Maroni :
le due stampelle di Berlusconi!
Qui ci vorrebbe un Italiano:
l’unico è Giorgio, ma ... Napolitano !

Un altro c’è, a dire il vero,
peròè un papa edè straniero !
Ma al cambiamento siamo già pronti:
e dopo Tre ci sarà un sol ... Monti !

un Monti solo , ma senza mare
e ci dovremo accontentare
di Marcegaglia e delle altre donne:
l’unico mare sarà il Mar Chionne!

Nel quale tutti affogheremo,
ma ci verrà a salvar San Remo
con i suoi cori , le sue canzoni
e le soubrette di Berlusconi !

L’Ulivo trema, la Quercia è scossa:
avanti , popolo , datti una mossa!

Oltre
Il neutrino ci conduce
Oltre il tempo, oltre lo spazio ,
oltre il muro della luce :
l’uomo ancora non è sazio !

Ma cos’altro scopriremo
Oltre al vivere e al morire !
Stando fermi , arriveremo
Anche prima di partire ?

Ma se l’uomo ha superato
ogni soglia prima chiusa,
perché allora si è fermato
e non va oltre Lampedusa ?

Occidente , addio
Questo mondo ci sorpassa :
siamo disatomizzati,
non esiste più la massa ,
ma dei semplici aggregati

di nevrotici individui
sballottati qua e là:
siamo gli ultimi residui
di un’antica civiltà...

Attirati dall’abisso,
contempliamo il precipizio;
occhio vitreo , sguardo fisso
senza più virtù , né vizio...

Dalla Grecia è cominciata
Questa nostra civiltà :
siamo all’ultima puntata :
con la Grecia finirà .

Parigi
Parigi non m’ispira.
A me non dice niente .
Con quell’aria che tira,
con tutta quella gente ... !

E sì che io ho girato .
Ne ho visti dei Paesi ?
Per anni ci ho abitato ,
non solo pochi mesi !

Però di tutti quelli
(i cui nomi qui non faccio)
per me uno dei più belli
rimane : il CASTELLACCIO !

Se sapessimo
Se sapessimo cosa sia
Questa vita tua e mia
Che ci sfugge , incalza e preme
e che ci tiene ancora insieme ...

Se sapessimo davvero
Che il suo fine è il cimitero ,
Perché Prima di morire
Ci sforziamo di capire

Anche il minimo dettaglio
Che ci apra uno spiraglio,
ci dia il minimo segnale
per capire il bene e il male

E però non lo sappiamo
E fantasmi dondoliamo
Come tante marionette
sopra abissi , sulle vette,

Sballottati qua e là
Tra un “di qua” e un” al di là”,
trascinati su e giù
tra un “sempre” ed un “ mai più “ .

Cosa sarebbe
Cosa sarebbe la terra senza luna,
cosa Venezia senza la laguna
Cosa sarebbe la terra senza il sole,
i prati a primavera senza viòle,

cosa sarei io senza l’amore,
cosa sarebbe dio senza il dolore
nel cui nome si accetta e si sopporta
la vita è tale solo quando è morta

e lascia ad altri le sue aspettative:
la morte è tale solo quando vive

Se
Se non ci fossi stato
In mezzo a questo fango,
ma ci son capitato
e allora ? Ci rimango !

Cerco di non sporcarmi,
mantenermi pulito
e uso tutte le armi
per salvarmi il vestito!

E per salvar la faccia
E un’altra cosa mia ,
non solo uso le braccia ,
ma anche la poesia !

E se ciò non bastasse ,
che altro,posso fare
oltre a pagar le tasse
e vivere e lottare

perché il mondo cambi,
ché almeno un po’ migliori
in mezzo a tanti scambi
prima che ne esca fuori !

Se non ci fossi stato ,
però , ora ci sono :
ho pianto , ho tanto amato ,
ho chiesto anche perdono !

per tutti i miei peccati :
quelli che ho fatto io !
E quelli altrui , passati ?
E mica sono Dio !!!

Specchio
Son davanti ad uno specchio :
guardo dentro: vedo un vecchio .
Lo osservo, ma un po’ tremo :
“Ma che fa !? Mi sembra scemo!”

Il suo sguardo è un poco fosco .
Chissà , forse , lo conosco
Chissà , forse ,l’avrò visto .
Sembra un... povero cristo .

Guardo meglio : mi avvicino
Ma che faccia da cretino !
Ha sul viso del sapone:
ma che faccia da coglione !

Tiene in mano una lametta.
Nell’altra, ha: una saponetta .
Ora strizza le pupille:
pare proprio un imbecille !

Chiude gli occhi , alza un braccio:
ha l’aspetto di un pagliaccio
che ora piange , ora ride ,
che però non si decide

ad uscire mài di scena ...
a guardarlo , mi fa pena ...
Ora volta un po’ le spalle :
Ma che fa ?! Tocca le palle !?

Piega , in piedi , un po’ la schiena ,
Mentre tira ... la catena ...

Livorno
Livorno, mi ha amato!
Livorno mi ha tradito,
Livorno mi ha cercato,
Livorno mi ha capito:

Livorno mi ha accolto,
Livorno mi ha tenuto,
quando mi ha dato ascolto,
Livorno mi ha creduto!

Livorno mi ha lasciato,
Livorno mi ha ripreso,
ma anche maltrattato
qualche volta, sorpreso!

Livorno a volte sfugge,
a volte incalza e preme,
a volte ti distrugge:
io e Livorno, insieme!

Livorno, i suoi quartieri,
le sue periferie,
Livorno, i suoi misteri,
anche le sue bugie

Livorno, le sue piazze,
il sùo lungo mare,
Livorno, le ragazze,
Livorno da buttare

Livorno, i suoi lamenti,
i suoi gridi di gioia,
i suoi occhi ridenti,
i suoi drammatici “bòia”!

Livorno, i suoi sguardi
Lungo i suoi viali,
Livorno , i suoi ritardi
E i suoi, deh! E regali!

Livorno, il suo cacciucco,
Livorno coi suoi ponci,
Livorno senza trucco,
Livorno: deh! Ci onci

Livorno: i suoi rumori :,
uimmena, deh! Bimbini!
Livorno, i quattro mori,
Livorno e fa vaìni !
Livorno, i suoi poeti,
Livorno, i suoi pittori
I giorni suoi più lieti,
ma anche i suoi dolori !

Livorno Monte Nero,
Livorno, i suoi tramonti ,
Livorno: un mi par vero :
il Ristorante Conti !

Livorno, i suoi discorsi
Che il vento porta via,
Livorno, i suoi rimorsi
E tanta nostalgia !

Livorno, il suo passato,
Livorno, il suo rimpianto,
io che ti ho tanto amato,
Livorno, ora ti canto :

e canto i tuoi domani,
i tuoi dubbi, le tue angosce,
e canto le tue mani,
i tuoi culi, le tue cosce

e canto i tuoi umori,
e canto le tue tempre,
Livorno dentro e fuori:
io e Livorno, sempre!


 

Il mio Fedro

(40 favole scelte a mano, tradotte a orecchio , da leggersi in piedi e recitare a braccio
perché anche l’occhio vuole la sua parte)


1
Nunquam est fidelis cum potente societas,
testatur haec fabella propositum meum


Leonis pars
L’alleanza tra un piccolo e un potente
è destinata ai capricci del futuro.
Questa è una verità così evidente
Da resistere al crollo di ogni muro.

Una capra, una pecora, un toro ed un leone
Giunsero, un giorno, a questa conclusione:
“Dividiamoci, sempre, in parti uguali
prede o carcasse di tutti gli animali”.

Appena catturarono un bel cervo,
disse il leone: “Aspettate, ora vi servo!
La prima parte, me la prendo io
Perché alla caccia partecipai anch’io;

la seconda, voi, la darete a me
perché della foresta sono il re!
Quanto alla terza, accampo i miei diritti
Perché sono il più forte e tutti zitti!

La quarta, invece, beh ... se non andate via ...!
Chi è che ha il coraggio di dir che non è mia?!? ...
Poiché nessuno osò fare obiezione,
egli si prese la parte ... del leone ...!


2
Qui facere quae non possunt verbis elevant
ascribere debebunt exemplum sibi


Vulpis et uva
Dalla fame costretta ,
correndo sopra un prato,
una volpe in tutta fretta
raggiunse un pergolato...

E lì con salti e sforzi ,
cercava di addentare
l’uva , che con dei morsi
riuscì solo a sfiorare ...

Poi , con disinvoltura :
“ E’ meglio lasciar stare ...
Non è ancora matura ...
Non la voglio assaggiare ...

Mangerò un po’ d’erba ,
piuttosto che uva acerba !”,
concluse ,contrariata,
la volpe, imbarazzata...

Se non riesci a portare
A compimento un’azione ,
ti serve, poi , trovare
la giustificazione?
 

3
Hac re nostra mala videre non possumus
alii simul delinquunt censores sumus


Duas peras
Il Re di ogni essere vivente ,
Giove , padre giusto, ma clemente ,
un giorno , fece dono a tutti quanti
d’una bisaccia dietro , una davanti .

Quella posta davanti al petto
D’ogni altrui vizio piena , ogni difetto,
quella sospesa dietro la schiena
dei nostri vizi e dei difetti piena.

Ecco perché la vista tua s’aguzza
Per veder nell’altrui occhio una pagliuzza,
mentre nell’occhio tuo , , per quanto grave ,
non riesci a veder neanche una trave .
 

4.
Inops , dum potentem vult imitari , perit.

Rana et bovis
Chi potente non è e vuole imitarlo ,
sia fortemente sconsigliato a farlo .

Scorgendo un rospo, sopra un prato , un bove,
volle imitarlo e , fatte un po’ di prove,
cominciò a gonfiarsi a più non posso
per diventare come quel colosso .

Dopo essersi così tanto gonfiato
Chiese agli altri rospi se si era ingrossato
tanto da assomigliare al ruminante .
Fu la risposta più che scoraggiante !

Allora , il rospo , riprendendo il fiato ,
si gonfiò ancora e , quindi , domandato :
se era riuscito nel suo tentativo ,
ebbe un responso ancora negativo .

Ora la bestia non sentì ragione :
si gonfiò , diventò come un pallone....
ma ... all’improvviso... si sentì un gran botto:
a terra giacque il rospo ... tutto rotto ...
 

5
Haec propter illos scripta est homines fabula
qui fictis causis innocentes opprimunt.

Lupus et agnus
Dall’arsura riarsi
Un lupo ed un agnello
Giunsero ad un ruscello
A dissetarsi ...

In alto stava il lupo ,
l’agnello un po’ più in basso .
Subito quel gradasso
Attaccò cupo :

“Perché l’acqua m’inquini ? “
proruppe quel malvagio .
E l’agnellino adagio
Con due o tre inchini :

“Come potrei recarti
una simile offesa !
L’acqua vien giù in discesa,
non arrabbiarti !”

“Però , non ti perdono “
riprese più adirato :
“So che mi hai calunniato ,
tre mesi or sono !”

“Non ho questo rimorso !
E come avrei potuto ,
se al mondo son venuto
il mese scorso ?!? “

“Tuo padre sì , però , “
disse quel prepotente
e, senza dir più niente ,
lo sbranò ...

Ogni volta che vedrai
Sopraffar degli innocenti
Non dar tregua ai prepotenti ,
non giustificarli mai !
 

6
Hoc illis dictum est quibus honorem et gloriam
Fortuna tribuit sensum communem abstulit .

Vulpis et persona tragica
Mentre andava a passeggio una mattina ,
una volpe incontrò una mascherina
e , senza fare tanti altri commenti :
“Sei veramente bella ! Complimenti !”

Si avvicinò , guardò sotto il cappello
E vide che era priva di cervello :
“Bella sei bella , non te lo contesto ,
però , senza cervello , a che ti serve il resto ? “

Anche tu , segui sempre questa norma
E guarda la sostanza : non la forma !
 

7
Qui se laudari gaudet verbis subdolis
fere dat poenas turpi potentia


Chi si loda, s’imbroda !
A te è mai successo ?
ma ascolta, invece, adesso
quello che molto spesso tocca
a chi sentendosi lodar apre la bocca :

Un corvo , che volava sopra un tetto ,
sfiorò di una finestra i davanzali
e , dato un poderoso colpo d’ali ,
ci si posò e , col suo becco , stretto ,

addentò un pezzo di formaggio
che , per quanto ammuffito ed un po’ secco
venir gli fece l’acquolina al becco:
“Ma che magnifico e splendido piumaggio !”

disse una volpe accorsa lì veloce :
“Certo , di tutti , saresti tu il più bello
con quelle penne !Tu ! Con quel cervello !
Ma che peccato che non hai la voce ! “

Al che , lo stolto volendo dimostrare
Di possedere meriti canori,
la lingua , in quell’istante , tirò fuori
e cominciò con impeto a cantare ...

Ma anziché note armoniche e suadenti
Vennero da quel pennuto poco saggio,
suoni sgraziati e cadde giù il formaggio
che la volpe afferrò con i suoi denti ...
 

8
Laudatis utiliora quae contempseris
saepe inveniri haec asserit narratio

Cervus ad fontem
Questa favola v’insegna
Che anche una cosa ritenuta indegna
E alla quale prestiam poca attenzione ,
può rivelarsi utile in più d’un’occasione ,
mentre un’altra alla quale rendi omaggio ,
non solo è inutile , ma reca anche svantaggio .

Un cervo , soffermatosi a una fonte ,
vide il suo corpo , vide la sua fronte
riflessi in quella chiara fontanella
ed esclamò : “Ma guarda com’è bella
l’immagine che l’acqua mi ritorna
e come sono belle queste corna !

Non fosse per le gambe , sottili e fatte male,
sarei davvero un gran bell’animale !” .

Spaventato dalle voci
Di chiassosi cacciatori ,
con le gambe sue veloci ,
sfuggì ai cani inseguitori.
E fu di quelle gambe la snellezza
A procurargli la fuga e la salvezza!

Nella fuga venne accolto
Da un gran bosco fitto e folto
E fu proprio in quel momento
Che trovò un impedimento
In quelle corna sue lodate...
Dalle cagne trafelate

Fu raggiunto in un baleno
E sbranato in ancor meno...
“Me infelice , me insensato !”
gridò il cervo disperato
”Ma perché ho biasimato
Ciò che utile mi è stato
Mentre invece ho lodato
Ciò che poi non mi ha giovato?”.
 

9
Qui pretium meriti ab improbisdesiderat
bis peccat primum quoniam indignum adiuvat
impune abire deinde quia iam non potest


Lupus et gruis
Secondo un vecchio adagio
sbaglia due volte chi da un malvagio
Pretende una qualche ricompensa
Prima di tutto perché aiuta un indegno ,
poi perché favorisce il suo disegno .

Un lupo , sopraffatto dal dolore ,
per via di un osso conficcato in gola ,
chiese a una gru di fargli da dottore
e di guarirlo , che sulla parola ,

le avrebbe dato una ricompensa .
La gru , dapprima , timorosa e incerta ,
di fronte a quell’insolita incombenza ,
alla fine accettò la strana offerta ,

e , ficcatogli il becco dentro il collo ,
con maestria e senza esitazione
gli tirò fuori un lungo osso di pollo.
Poi, chiese il conto dell’operazione .

Al che il lupo , assai meravigliato :
“E non ti basta che non t’abbia divorato!”
“E non ti basta che non t’abbia divorato!“.
 

10
Quicumque amisit dignitatem pristinam
ignavis etiam iocus est in casu gravi


Senex leo
Chi cade giù dal sommo di una vetta
diventa oggetto di scherno e di vendetta.
Che ciò sia vero lo dicono gli eventi ,
sia quelli ormai passati che recenti .

Un leone , stracarico di anni ,
il corpo straziato dai malanni ,
si ritrovò in un giaciglio d'ospedale,
quand'ecco avvicinarglisi un cinghiale

con morsi, graffi , con impeto e con furia
si vendicò per un'antica ingiuria .
Avvicinatosi , poi , al vecchio stanco ,
le corna sue gli conficcò in un fianco ,

un toro , che fu già suo ammiratore
ai tempi della gloria e dell'onore ,
di cui aveva perso ormai ogni traccia ;
quand'ecco che si diede a dargli in faccia

sonori calci , un asino ragliando ;
al che il vecchio leone , ormai spirando :
<<Ho sopportato , per quanto a malincuore ,
l'oltraggio di animali di valore ,

ma da una bestia così vile e stolta ?! …

a me par di morire un'altra volta … >>
 

11
Nulli nocendum si quis vero laeserit
multandum simili iure fabella admonet


Vulpis et ciconia
Non si deve mai trarre in inganno
chiunque sia perché se da ciò danno
ricavato ne avrai , non lamentarti ;
a te non resterà che rassegnarti .

Una cicognafu invitata a cena
da una volpe che , di scherzi in vena ,
al volatile , senza alcun ritegno ,
dentro una bassa ciotola di legno,
offrì una brodaglia da sorbire
peril gusto di vederlo un po' soffrire,
mentre lei si saziava a piacimento
assistendo allo scorno e allo sgomento .

Poi , la cicogna volle ricambiare
l'invito ricevuto ed invitare
volle , a sua volta , l'animale astuto.
La volpe non oppose alcun rifiuto.

Si presentò all'ora stabilita :
trovò la sua pietanza ben servita
in un vaso dal collo lungo e stretto
per cui quell'animale fu costretto,
nell'illusione di lenir la fame ,
a leccar solo gli orli al vasellame,.

« Come vedi , ho appreso la lezione »,
la cicogna alla volpe rassegnata
la quale , ora , della propria azione
capì la conseguenza e la portata
che ti riassumo in questi due versetti :
« Colui che te la fa , poi , se l'aspetti » .
 

12
Hac derideri fabula merito potest
qui sine virtute vanas exercet minas


Musca et mula
Una mosca sul groppone
di una mula si posò
e , per darle una lezione ,
l'animal così spronò :
« Ma perché sei così lenta ,
ma perché non vai più forte.
Guarda che se non stai attenta ,
io ti pungerò alla morte ! »

« Io di te , non ho paura »
rise quella , e con ragione ,
più temibile e più dura
è la frusta del padrone ».
Chi rimprovera e minaccia ,
ma agire poi non suole ,
oltre a perdere la faccia
spreca il fiato e le parole !


13
Amittit merito proprium qui alienum appetit

Canis avidus
Qui ti ricorderò in due parole :
nulla stringe colui che troppo vuole .

Un giorno , un cane , un fiume , attraversava
Con un pezzo di carne a fior dell’onda .
A farne un sol boccone si apprestava,
una volta raggiunta l’altra sponda .
Giunto a metà della corrente stessa ,
stanco e ansimante, il passo rallentò,
ma vista la sua immagine riflessa ,
su quel pezzo di carne si avventò;
ma la speranza di maggior bottino
in quell’istante stesso fu distrutta:
uscì fuori dall’acqua quel tapino
tutto bagnato , ma con la bocca asciutta .


14
Stultum consilium non modo effectu caret
sed ad perniciem quoque mortales devocat


Canes famelici
Forse non t’ho mai detto,
ma certo avrai notato
che può avere un grave effetto
un bel progetto, ma insensato.

Da questa storiellina
Semplice, ma verace ,
capirai che va in rovina
chi ha un progetto inefficace.

Due cani , sulla riva di un laghetto,
correndo un mattino in piena estate .
intravvidero nel fondo suo, un pezzetto
di cuoio di due suole consumate.

Per poterselo mettere tra i denti
e farne oggetto di degustazione.
Quei due cani famelici e impazienti
Misero in atto questa decisione:

decisero di bere , ma sul serio ,
di quel laghetto tutto il contenuto,
così l’oggetto del loro desiderio
sarebbe stato al più presto rinvenuto.

Sulle sue rive dall’aspetto ameno,
due passanti , la sera , capitati ,
videro quel laghetto ancora pieno ,
ma i due cani eran lì ... morti scoppiati ...


15
Repente liberalis stultis gratus est
verum peritis inritos tendit dolos


Canis fidelis
Quando vai in giro , tieni aperti gli occhi .
Guardati da certi tipi generosi
che piacciono moltissimo agli sciocchi ,
ma che in realtà sono pericolosi .

Di notte, un ladro gettò un pezzo di pane .
Tentò con quello di adescare un cane:
“Vuoi tapparmi la bocca gli rispose
e che io in difesa delle cose

del mio padrone non abbai e taccia?
ma guardami negli occhi e nella faccia
e giudica un po’ tu se io sia
uno di quelli che per colpa mia

ti lasci fare i tuoi sporchi interessi .
Vattene via : qui non ci sono fessi ! “


16
Qui fert malis auxilium post tempus dolet

Colubra in sinu
Chi ai malvagi benefìci arreca ,
non solo il tempo , ma i sentimenti spreca .

Un giorno , una persona impietosita
una serpe raccolse , infreddolita
E , avvòltala ben bene dentro un panno ,
in seno la nascose . A proprio danno!

Appena , infatti , quella si riebbe,
inaspettata, il capo alzò e la morse ;
dell’imprudenza subito si accorse
quella persona che raccolta l’ebbe.

... E che nessuno impari
A fornire ripari
O qualche altro sostegno
A chi si mostra ingrato e quindi indegno .


17
Hoc illis narro qui me non intelligunt

Pullus gallinaceus et margarita
Nell’orizzonte chiuso di un pollaio
Cercando cibo nel suo letamaio,
trovò tra i rifiuti una mattina ,
una pietra preziosa , una gallina .

“Come!? Tu , così splendente ,
proprio da me che non capisco niente
ti fai trovare... io , che del tuo splendore
non capisco né bellezza , né valore ?

Eppur c’è gente che per averti in mano,
la vita sua e l’anima darebbe!”
Gettatala e scartata poi che l’ebbe ,
continuò a razzolare piano piano .

E così seguitò con gran diletto,
con quell’ignara sua disinvoltura ...
Ma sappi che anche tra la spazzatura
Si può trovare questo mio libretto .
 

18
Sic saepe ingenia calamitate interficiunt

Asinus et lyra
Un asino vide giacente su un prato
Uno strumento ben accordato.
Pien di rispetto e di ammirazione
Tentò di cavarne una bella canzone

Le corde dall’unghia percosse e tirate
Emisero invece solo note stonate.
L’asino allora un po’ imbarazzato:
“Ah! se un altro ti avesse trovato!

Dalle sue mani esperte e preziose ,
chissà quali suoni , che note armoniose.
Poi , scagliò quella lira lontano nel verde ...
Così a volte un talento si rovina e si perde .


19
Sed res clamabit ipsa quid deliqueris

Pastor et capella
Anche se non è tonda , liscia come una palla,
la verità , talvolta , dal fondo viene a galla.
Si! Prima o poi , la verità affiora ...
Te lo dimostra ciò che ti narro ora .

Un pastorello, un giorno ,
col suo duro bastone,
spezzò di netto un corno
Ad una capra del suo vecchio padrone.

Resosi , quindi , conto
Del misfatto compiuto ,
subito disse pronto :
“Che non sia risaputo!”

Al che quella capretta,
belando chiara e netta :
“Io starei anche zitta ,
dipendesse da me...

Però quello che hai fatto ,
beeeeeeeh ! parlerà da sé !”


20
Mordaciorem qui improbo dente appetit
hoc argumento se describi sentiat .


Ancora una storia ,
ancora una rima
per dirti la boria
che un giorno una lima

riscontrò in una vipera dal venefico labbro
che era entrata, per caso , nella bottega di un fabbro
nel suo zigzagante , strisciante vagare
per procurarsi un po’ da mangiare,

ma non riuscendo a trovare niente,
su di una lima affondò il suo dente.

Al che lo strumento ,
pur con tono cortese :
“Scusa un momento,
ma hai delle belle pretese!

Sei davvero insensata !
Se te lo dico , non erro ,
ma io sono abituata
a mordere... il ferro !”


21
Consilia qui dant prava cautis hominibus
et perdunt operam et deridentur turpiter


Canes ad Nilum
Arriva un giorno in cui rimangono beffati
Coloro che dispensano consigli interessati.

Per illustrarti meglio questa cosa ,
ascolta una leggenda ormai famosa
che risàle a tempi ormai lontani ,
quando , in Egitto , per dissetarsi i cani ,
e non cadere ai coccodrilli in pasto
bevevano correndo lungo il vasto
delta del Nilo ...

Tirata fuor dell’acqua la sua testa ,
disse un giorno ad un cane un coccodrillo :
“Perché vai così in fretta , su , dai , resta !
Puoi bere tutta l’acqua , stai tranquillo!”

E il cane : “Volentieri , ti prenderei in parola ,
se non sapessi , quanto ti faccio gola !“


22
Hoc argumentummonet ut sustineam tibi habitu esse similes
qui sint virtute impares


Capellae cum barba
Dopo tante insistenze , le caprette
Videro accolte le loro richieste .
Giove concesse loro le barbette ,
ma furibonde furon le proteste

dai caproni inoltrate a quella Autorità :
“Mai e poi mai “ dissero gli animali,
accetteremo , per nostra dignità,
d’essere considerati a quelle uguali ,
ne va di mezzo la virilità !”.

Però , Giove neanche si scompose :
“Ma che protesta è! Si può sapere!”
con olimpica calma gli rispose:
“In fondo , resta a voi tutto il potere.

Non vi accorgete che c’è modo e modo
Nel giudicare una concessione fatta
E , se anche stavolta voi guardate al sodo,
la vostra forza , resta tutta intatta.”

Con questo , io vorrei farti vedere
La differenza tra l’essere e l’avere,
o in parole più semplici e più chiare:
è molto meglio esser che sembrare.

Ma se di questo tu non sei convinto ,
non voglio far la parte di chi insiste ,
ma a dirti queste cose mi hanno spinto,
gli atteggiamenti di certe ... femministe .


23
Quicumque turpi fraude semel innotuit etiamsi verum dicit
amittit fidemhaec attestatur brevi aesopi fabula

Vulpis lupus et simia iudex
Chi grida :”Al lupo , al lupo !”
Però non è sincero,
poi , non sarà creduto
anche se dice il vero .

Chi grida : “Brucia , brucia “
Ma del fuoco non v’è traccia ,
oltre a perder la fiducia ,
ci rimette anche la faccia.

Di reciproche colpe
si lanciavan le accuse ,
un lupo ed una volpe
di essere colluse
con mafie e con camorre
su crimini inauditi,
ma sul punto di deporre
si erano pentiti .

Nascosto in un dirupo,
di aver sventato un furto
si vantava quel lupo
contro la volpe in urto.

Ma proprio quella accusa
la volpe rilanciava,
quindi , la sua innocenza,
astuta , protestava.

Una scimmia fu chiamata
Ad emetter la sentenza
Che da tutti fu apprezzata
Per dottrina e competenza .

“Che la volpe abbia rubato ,
non nutro dubbio alcuno
ma più ladro del lupo
non conosco nessuno “

E questa fu per tutti, la giusta conclusione:
due ladri che si accusano , la stessa punizione .


24
Quaecumque populum tristis eventus premit periclitatur
magnitudo principium minuta plebes facilipraesidio latet


Murum mustelarumque pugna
Dalle donnole , i topi , già sconfitti ,
cercavano rifugio , i derelitti
e , alla ritirata , ormai costretti
ripararon nei loro buchi stretti ...

Ma i loro capi con la testa adorna
Di penne , di cimeli ed alte corna
(per rendersi visibili in battaglia
e distinguersi così dalla plebaglia)

rimasero impigliati nell’ingresso ...
e proprio allora , in quel momento stesso,
mentre dei buchi forzavano le porte ,
dalle donnole condannati a morte ,

finiron sotto i loro avidi denti. ...
Quando un popolo incorre in tristi eventi :
rivolte , guerre ed altri movimenti,
per i capi è sempre pronto un boia ...

per i seguaci , una scappatoia ...


25
Hoc si molestus ad animum rettulit sensit profecto se
hominem non visum senti intempestive qui occupato alluserit


Aesopus ad ciarlatanum
Volendo procacciarsi un po’ di fuoco
Che è sempre indispensabile in cucina
Date disposizioni al proprio cuoco ,
all’alba, Esopo, uscì , quella mattina .

Mentre ritornava, in pieno giorno,
dopo essere venuto via da un forno
seco recando una fiaccola accesa,
incontrò tanta gente che, in attesa,

lo osservava tutta sfaccendata.
passare con un’aria indaffarata
Un ciarlatano :”Cosa vai cercando,
con quella luce in mano, camminando?”

”Io cerco l’uomo “ e, la risposta detta ,
si allontanò Esopo in tutta fretta.
Si resero conto quelli allora
Che è un uomo soltanto chi lavora.


26
Uxorem quondam sol cum vellet ducere
clamorem ranae sustulere ad sidera


Ranae et sol
Dopo le prime luci del mattino
Esopo vide un ladro , suo vicino ,
che le sue nozze voleva celebrare
e questa storia cominciò a narrare :

“Di punto in bianco , quasi all’improvviso ,
avendo il sole un bel dì deciso
che era giunta l’ora di sposarsi,
cominciaron le rane ad allarmarsi.

Rivolte al cielo le gracidanti teste
Alte levaron chiassose le proteste.
Infastidito dalla confusione,
Giove volle saperne la ragione .

“Se a prosciugar gli stagni
e ad impedire , a volte , i nostri bagni ,
bastava prima un solo sole
che ne sarà di noi se avrà la prole ?!”

E questa è la favola che Esopo
Volle narrare con un preciso scopo .
Io ve l’ho raccontata tale e quale :
sapreste ricavarne la morale ?


27
Sibi non cavere et aliis consilium dare
paucis ostendamus versibus .


Passerus et lepus
Riflettete ai versi seguenti
E dite pure, nipoti miei amati ,
se non sia il caso di stare più attenti
prima di dare giudizi affrettati ...

Una lepre che ghermita
Fu da un’aquila su un prato ,
fu da un passero schernita :
“Guarda cosa hai combinato ! ...

Come ? Tu , così scattante,
ti sei fatta catturare ...
ma in quel preciso istante
si sentì , ahimè , azzannare

da un rapido sparviero
che sul passero, piombando,
se lo fece prigioniero .
“Al che la lepre di rimando:

“Non sapevi che la morte
ci accomuna nel destino,
perché criticar la sorte
che è toccata a un tuo vicino ?”


28
Hoc in se dictum debent illi agnoscere quorum privata servit
utilitas sibi et meritum inane lactant imprudentius

Mustela et venator
Ve ne sono di quelli che fanno
Il cosiddetto comune interesse
Perché in fondo essi stessi ben sanno
Che con il loro s’intreccia e s’intesse .

Una donnola per sfuggire alla morte
Così a un cacciatore perorò la sua sorte :
“Vedrai , se mi uccidi , tu vai contro i tuoi scopi.
Sono io che ti libero la casa dai topi!”

“Se tu lo facessi perché ciòè il tuo dovere ,
dal causarti la morte mi potrei astenère,
però so che lo fai , dandoti tanta pena,
sol per mettere insieme e il pranzo e la cena.

Tu mangi quei topi per il tuo beneficio,
quindi, quello che dici è puro artificio.”
Chi è corretto ed onesto , ma per sua convenienza,
pur facendo del bene , non ha bene ... merenza!


29
Qui se committit homini tutandum improbiauxilium dum requiritexitium invenit

Milvus et columbae
Chi nel Diritto crede e ci si affida
E per esso si batte, non soccombe;
se avrà coraggio vincerà la sfida,
la fine non farà delle colombe

che caddero , meschine , negli artigli
di un nibbio che con turpissimi ideali
le adescò con certi suoi consigli :
“Non confidate nelle vostre ali;

esse vi recheranno solo danno.
C’è un altro modo per sfuggire ai mali”.
Il nibbio si servì di questo inganno.
Le sue parole furono fatàli.

E fu così che quei candidi uccelli,
ignari dell’ignobile ricatto,
al fine di evitare altri tranelli,
docili, sottoscrissero quel patto .

Si consegnaron così di propria mano,
Dopo avere firmato quell’accordo,
a quello spietatissimo guardiano
che si mutò in un rapàce ingordo .

Soltanto una , prima di morire :
“Ah! Come ci sta bene !” ... Riuscì a dire ...
 

30
Successus improborum plures allicit

Aesopus et canis mordax
Un tale morsicato da un cane inferocito
subito spaventato,come venne istruito
nel sangue suo inzuppò un pezzo di pane
e via , contro quel cane lo scagliò.

Credeva che il rimedio
Fosse più che efficace
Per togliersi l’assedio
Di quel cane mordàce.

Esopo che per caso era presente
Rimproverò quel tipo , argutamente ,
e lo esortò a non gettare pani,
specie alla presenza di altri cani .

“Se addirittura tu gli lanci l’osso
ce li ritroveremo tutti addosso
Ma ciò che stronca ogni cattiva azione
è la certezza della punizione.”


31
Noli affectare quod tibi non est datum
delusa ne spes ad querelam recidat


Pavo et Iuno
A lamentarsi andò un dì il Pavone
Fin su la soglia della dea Giunone:
Ma come, io fra tutti sono il solo
A non cantare come l’usignolo,

la voce mia, in più di un’occasione
fu oggetto di scherno e derisione”.
Al che Giunone per consolar l’uccello
parlò con convinzione ed eloquenza:

“Tu di gran lunga sei superiore a quello
e per la grazia e per magnificenza!
E tutti gli altri uccelli cantatori
Superi nello stile e nella moda

Per lo splendente smeraldo dei colori
E le smaglianti gemme della coda!”
“Ma a che pro tanta bellezza ho avuto
se nel cantar son come un pesce: muto!”

“Non volere tentar più oltre il fato
su ciò che a ciascuno fu assegnato:
al leone la forza, all’usignolo il canto
e la bellezza a te: lascia il rimpianto!

Ché tutti quanti gli altri animali
E dal più grande fino al più piccino
Sono contenti del loro destino:
corvi, cornacchie, capre e anche maiali!

Smettila, quindi, di aspirare a cose
Per te innaturali e artificiose
E d’inseguire con ostinazione
Tutto quello che va contro ragione

Ché se speranze vane tu alimenti,
vivrai solo d’invidia e di lamenti!”


32
Hoc sustinete maius ne veniat malus

Ranae petunt regem
In una città, stato, nazione,
arriva sempre un dato momento
in cui senza apparente spiegazione
si verifica un ... capovolgimento;
dapprima lento, quasi inavvertito,
poi,prima ancora d’essere finito
e cominci a capirne la natura
ti ritrovi in piena dittatura.

Ai tempi in cui fioriva in Grecia Atene
Per le sue leggi e le sue strade piene
Erano d’uomini colmi di sapienza,
la libertà si trasformò in licenza,
ciascuno si mise contro l’altro
e dominò il più furbo ed il più scaltro,
il Dovere si tramutò in Diritto,
chi sapeva doveva stare zitto ....
Chi non sapeva si lasciò parlare,
così nessuno volle più ascoltare;
ognuno parlava con se stesso,
un po’ come succede , da noi, adesso...
E tale fu il subbuglio e lo squinterno
Che un dittatore conquistò il governo
E, nel giro di poco più di un anno
Diventò un temibile tiranno ...
Piansero gli ateniesi la libertà perduta:
la gente diventò più triste e muta
e, a testa china,andava per la via
alla ricerca di ... democrazia ...
E a quelli che vagavan senza scopo,
questa favola narr´rò, un giorno, Esopo
che qualcosa potrà sempre insegnarvi:
è proprio quella che sto per raccontarvi.

Vagavano un dì libere e sovrane
Nel loro stagno le chiassose rane,
riempivan di clamori quel pantano
nel quale reclamavano un sovrano
che con la sua autorevole presenza
mettesse fine al chiasso e all’indecenza,
mettesse un po’ di ordine in quel regno,
Giove gli buttò giù un pezzo di legno
Che nel cadere fece un tal rumore
Da gettar quelle rane nel terrore;
il suo arrivo fu così immediato
che rimasero tutte senza fiato.
Appena emerse dall’acqua più profonda,
una di quelle rane, fuor dell’onda
la testa sollev´ò e piano piano
si avvicinò a quell’affare strano
e, lasciata da parte ogni paura,
cominciò a studiarne la natura.
Esaminò ben bene quell’attrezzo.
Quando s’accorse ch’era solo un pezzo
Di legno galleggiante di una porta,
con offese ed ingiurie di ogni sorta
gli balzò addosso e, senza esitazione,
chiam´mò le sue compagne a tale azione .
Gli saltarono tutte sulla testa
E rinnovaron, noiose, la richiesta
E gracidaron con tale violenza
Che Giove , al fine , perse la pazienza.
Gli mandò un’idra, acquatico serpente,
che una dopo l’altra, crudelmente,
cominciò ad afferrarle per la gola
finché non ne rimase che una sola,
la quale prima di chiudere i suoi occhi:
“Siamo state ub popolo di sciocchi”
fra sé e sé, mentre moriva, disse
“Tutto quel chiasso, tutte quelle risse
per una fine atroce ed ingloriosa,
quando bastava far solo una cosa,
trovare un accordo e, con ragione,
governare da noi questa nazione
e, invece, guarda un po’ che triste sorte,
a forza d’invocare ... l’Uomo Forte ...”


33
In principatu commutando saepius
nihil praeter domini nomen mutant pauperes

Asinus et senex pastor
Ricordate il ritornello eterno
Ad ogni cambiamento di governo?
“Si prospettano grandi mutamenti!
“Cambia la musica, cambian gli strumenti!”
Ma muteranno i poveri la loro situazione
Solamente perché cambia il padrone?
Se tale verità fu contraddetta,
ora ascoltate questa favoletta.

Un vecchio pascolava sopra un prato
Un asino ed ecco che un soldato
Sbuca fuori seguìto d’altri cento ,
veloce fugge il vecchio come il vento

e come avesse messo ali al piede,
correndo, il vecchio, all’animale chiede:
“Scappiamo via, non vedi, c’è il nemico!”
Ma l’asino rispose: “Ascolta, amico,

per me non cambia nulla neanche :adesso,
i pesi li dovrò portar lo stesso!”
 

34
Hoc argumento tuta est hominum tenuitas
magnae periclo sunt opes obnoxiae

Duo muli
Due muli in cammino:
di età ed aspetto pari;
uno porta fichi e vino,
l’altro un sacco di denari.

Ad un certo momento
Lungo il loro sentiero,
veloci come il vento,
di dietro a un cimitero,

sbucan da un nascondiglio
due ladri con la spada;
con forza e con cipiglio
gli sbarrano la strada.

Nel corso del conflitto
Uno fu derubato,
l’altro, fermo e zitto,
da quelli fu ignorato .

Ragliava l’animale
Che, unico bersaglio,
non sopportando il male,
esalò l’ultimo raglio.

Fu il suo carico importante
Di cui era così fiero,
per il suono tintinnante
a spedirlo al cimitero!

Ai pericoli si espone
Chi attira l’attenzione!


35
Quem spes delusit huic querela convenit

Duo calvi
La speranza è come un fuoco
Presso il quale puoi scaldarti,
ma soffiandoci, anche poco,
corri il rischio di bruciarti

perché ad ogni combustione
segue cenere e carbone!

Un pettine per strada, casualmente,
trovò un calvo; contemporaneamente
lo vide e si accostò uno pelato :
“Amico mio, quello che hai trovato,

stando alla legge dell’imparzialità,
dobbiamo ora spartircelo a metà.”
E in attesa che tirasse fuori
Chissà quali ricchezze, che tesori!

un pettine si vide in mano porre
”Spesso troviamo ciò che non ci occorre!”


36
Hoc cur Philete scripserim pulchre vides

Canis et venator
In questa società capita spesso
di vedere un anziano maltrattato ;
nella storiella che ti narro adesso
c’è un esempio da Fedro tramandato :

Aveva sempre fatto il suo dovere,
affrontando le più feroci fiere,
un cane, dagli anni ormai gravato,
che a caccia aveva sempre meritato.

In uno di quei giornil’animale
Riuscì ancora a prendere un cinghiale
E, a lungo, lo trattenne per l’orecchio,
nonostante che fosse stanco e vecchio.

Ma quando si lasciò sfuggir la presa,
la reazione violenta ed inattesa
del cacciatore, come niente fosse,
lo riempì di rimproveri e percosse.

“Di volontà e coraggio ancora pieno,
solo la forza m’è venuta meno.
Un tempo non facevi che lodarmi,
ora sei sempre pronto a biasimarmi.”


37
Despicio infermes eadem cedo fortibus
ideo senectam mille in annos prorogo


Cornix et ovis
Se tu nel corso della tua esistenza
Verrai a patti con la prepotenza
E con i deboli ti mostrerai forte,
la tua vita sarà paragonata
a una cornacchia impecoronizzata.

Una odiosissima cornacchia
Sul dorso di una pecora accovata,
mentre tra sé diceva:”Ah! Che pacchia!”
da quest’ultima venne apostrofata:

“Se qui, al posto mio ci fosse un cane
per i tuoi denti, troveresti il pane!”“
“Mica per caso, vorrai tu insegnarmi
come devo con gli altri comportarmi

E se dagli altri mi voglio far tirare
So bene di chi devo approfittare.
Quindi cammina, taci e stammi sotto ”.
Dei pusillanimi non seguire il motto.


38
Homo in periculum simul ac venit callidus
reperire effugium quaeritalterius malo


Vulpis in puteo
Un caprone, spinto dalla sete,
arrivò sul margine d’un pozzo
e vi trovò in fondo alla parete`
una volpe che, col fiato mozzo,

gli disse: “Ah! Che acqua dissetante!
E’ così fresca che se fossi in te,
io non esiterei un solo istante
a scendere e gustarmela da me”.

Da quell’invito subitoallettato
Si dispose il caprone a scender giù
Che, oramai, sempre più assetato
Dalla sete non ci vedeva più.

Ma appena giunto a destinazione,
con un salto d’atleta consumata,
la volpe gli balzò sopra il groppone
e dal pozzo, dov’era scivolata,

a causa d’una improvvida caduta
risalì sana e salva, quell’astuta.
Quando un uomo il rischio vede
Se è persona in malafede,

come l’animale scaltro,
in quel posto , manda un altro.


39
Virtutis expers verbis lactans
gloriam ignotos fallit notis est derisu


Asinus et leo venantes
Chi di meriti è privo alla luce del sole,
cerca di fabbricarseli a forza di parole!
Vengon così venduti a dei malcapitati
Meriti personali spesso camuffati.

Ma se tu lo conosci e ti capita a tiro
Potrai tranquillamente prenderlo bene in giro!

Un leone con un asino volendo andare a caccia
gli ingiunse di coprirsi con frasche corpo e faccia.
“Per atterrir le belve, tu, fa la voce grossa!”
gli comandò il leone , nascosto in una fossa.

Gridava l’orecchiuto, protetto dalla selva,
ed al suo raglio acuto, spaventata ogni belva,
cercava la salvezza in ogni direzione,
ma finiva per cadere in bocca a quel leone.

Compiuta quella strage, il leone lì a sedere,
ordinò a quella bestia di smettere e tacere
Portato a conclusione l’ottimo servizio,
l’asino gli chiese di esprimere un giudizio

“Stupendo” rise quello
“Spinto dalla paura,
fuggire avrei voluto,
non avessi saputo

qualè la tua natura!”


40
Totam aeque vitam miscet dolor et gaudium

Casus vitae
Se mai ti accadrà di lamentarti
Dei casi della vita e la sfortuna,
leggi queste parole e, consolarti
e rifletterci, vedrai, sarà tutt’una.

Da una tempesta terribile sorpresa
Una nave fu subito riempita
Di passeggèri sconvolti che in attesa,
la loro sorte piangevano e la vita,

quand’ecco profilarsi un mutamento ;
cambia, improvviso, direzione il vento
e, non appena sorge il nuovo giorno,
calma e sereno si diffonde intorno ...

E riprende la nave ad avanzare
Coi venti favorevoli sul mare
E, mentre quella nave proseguiva,
presi da allegria, forse, eccessiva,

esultavano già in vista del porto...
E a quelli il timoniere saggio e accorto:
“In ogni circostanza, mostratevi all’altezza;
la vita è un’alternanza di gioia e di tristezza”.
 


Exit strategy
Uscire dall’Europa !?
Per entrar nella Padania ?!
Qui c’è gente che si dopa
O che vuol mettere zizzania ! …

Meglio uscire dall’Italia !
Ma una proposta più concreta
E far uscire Bossi e Zaia
E Maroni dal pianeta!

Permessi temporanei
E’ già caduto qualche muro,
Ora cadrà qualche frontiera ,
Solo chi non ha futuro
Si aggrappa alla bandiera …

La loro patria è il mondo intero ,
La loro legge è la libertà :
Chi non lo capisce è uno straniero
Nella stessa sua città !

Sbarchi
Non ha permesso ! Non ha visto !
E’ un Clandestino ! E’ un Fuggiasco !
Assomiglia più a Cristo
Che al cardinal Bagnasco !

Non ha Patria , né Frontiere :
E’ come Cristo sulla Croce !
Non ha niente a che vedere
Con il Potere e con la Voce

Che invece ha , direi ,
Il Presidente della Cei !

Allah Akbar
(Dialogo Interreligioso)

- Egli è uno , uno soltanto !
Egli è il solo , unico Dio !

- Si ! Ma devi dirmi , intanto ,
Se è il tuo oppure il mio !

La rima
La rima nasce spesso dal bisogno
Che qualche volta hanno le parole
Di ritrovarsi insieme almeno in sogno
Perché, nella realtà, vivono sole

Per fare questo occorre un sognatore
Che se le prenda per il verso giusto,
le tratti con dolcezza, con amore
di stare insieme le trasmetta il gusto

Se ci riesce nasce un’armonia
Che renderà la vita un po’ più lieta
A questo serve, in fondo , la poesia
E per far questo, servirà un poeta.

Ciò detto , non vuol dire ch’io lo sia
O che per esserlo c’è soltanto un modo:
io vado solo in cerca di poesia
e se la incontro , son felice e godo.

Lo so che non è facile incontrarla:
passano giorni interi e non la trovo,
allora , per distrarmi , provo a farla
ma se la riconosco , mi commuovo.

Sono un poeta di regime
Sono un poeta di regime
Per il quale faccio rime
Sia invertite che baciate
E che son molto apprezzate
Dal lettore miope e ignaro
Sempre prono al dio denaro ,
Al successo del potente …
Io manipolo la gente :
Sono un intellettuale
Che su « Libero » e « Il Giornale »
Scrivo e spiego le ragioni
Di Gheddafi e Berlusconi ,
Grandi soci negli affari
E che come due compari
Pensan solo a far quattrini
Sulla pelle dei cittadini.
Io li esalto , ammiro e incenso
Perché anch’io ho il mio compenso.
Tutto ciò che scrivo e dico
E per crear sempre un nemico :
A volte sono i comunisti,
altre , invece , gl’islamisti
inviati da Al Kaeda :
l’importante è che ci si creda.
Si , lo so:è tutto inventato ,
Ma io per questo son pagato ,
Per far credere alle persone
Ciò che vuole il mio padrone !

Sono un caso letterario
Sono un caso letterario :
Pur non avendolo mai scritto
Han scoperto il mio diario,
Non ancora manoscritto…

Lo vorrebbero stampare,
Ma non c'è un editore
Che lo voglia pubblicare…
Ci vorrebbe un po’ d’amore ,

Un po’ di sesso e di denaro ,
Insomma, il solito ingrediente,
Con un risvolto dolce-amaro
Come piace a tanta gente.

Non mi è stato ancora letto ,
Ma ha un finale molto triste…
tuttavia mi è stato detto :
« Questa storia già esiste ! «

Paragoni
(Nel 150°)

L’Italia : i suoi destini ,
Le sue tragedie , le sue occasioni :
Ieri c’era Mussolini,
Oggi abbiamo Berlusconi .

La Storia è illuminante
Su certe vicende umane :
Mussolini aveva un’amante ,
Berlusconi , soltanto puttane .

In un paese concusso
In un Paese concusso
Mi sento uno straniero :
Chi può permettersi il lusso
Di esser preso sul serio ? !

Ormai il nostro vivere
È forgiato dai media
Per questo mi fa ridere
Persino una tragedia !

Sixtyeight generation
La mia generazione
Ha fatto il sessantotto :
Fu una bella occasione
Per dir : « Ci avete rotto » !

Mettemmo sotto assedio
Quel mondo patriarcale
Ma non so se il rimedio
Fu peggiore del male…

Poi venne il ’78 :
E Io feci anche quello…
Così mi misi sotto
E riempii il mio fardello

Di speranze e di miti.
L’88 ci prese
Che eran già esauriti
E ci fu chi si arrese !

Ci si perse di vista :
Chi si mise in trincea,
Chi divenne arrivista
E finì la Corèa !

Chi scelse la guerriglia,
Chi porse l’altra guancia,
Chi mise su famiglia,
Chi mise su la pancia …

E chi tolse il disturbo
Senza alcuna pretesa,
Chi si fece più furbo
Ingannando l’attesa …

Il novantotto ho vissuto
tra riflusso e privato,
tra chi aveva già avuto
e chi aveva già dato !

Dal 2000 avvistati
ormai naufraghi spersi…
Eravamo cambiati !
Ora siamo diversi …

E io mi feci anche l’otto,
Ma con poche emozioni …
Ora aspetto il diciotto
Senza troppe illusioni…
Pasolini e Pavese
Furono i nostri eroi.
La Vita e le sue Offese
Li sottrassero a noi …

Don Milani, don Nesi
Furono emarginati
Per non essersi arresi
Al potere dei prelati…

Qualche anno fu più bello,
Altri furon più brutti,
Comunque, se è per quello ,
Me li son fatti Tutti !

Ora vado su e giù
Tra Parigi e Livorno,
Ma verrà un bel giorno
Che non ne farò più !

Tristezza
Avevo due o tre anni e una carezza
Bastava e io non piangevo più :
All’improvviso spariva la tristezza…
Chiudevo gli occhi e lei non c’era più !

Ora li chiudo, anche con la mano,
Ma la tristezza non se ne va più
perché tu sei andata via , lontano,
tanto lontano che non ritorni più !

E apro e chiudo gli occhi : su e giù !
Intorno a me c’è solo nebbia folta
ma i miei occhi non la vedranno più ,
Quando li chiuderò l’ultima volta …

Poesia di Sandro Bondi
Gabbiano nell’azzurro,
Sogno degli Italiani,
Ascolta il mio sussurro ,
Visione del domani.

Quando il tuo sguardo giri
In cerca di consenso,
Ascolta i miei sospiri,
Levati al cielo, immenso !

A un tuo cenno o comando,
O Re del mio destino,
Io godo come quando
Rubi ti fa un p-----o !

Se anche Bondi …
Se anche Bondi scrive poesie,
A me cos’altro resterà da fare … !
Sarò costretto a percorrere altre vie,
Sperando non doverlo mai incontrare … !

Confesso di avere un po’ paura :
Io ho scoperto che la vita è bella
Proprio attraverso la letteratura !
Non vorrei che sporcassero anche quella !

Mestieri
Tanti mestieri ho fatto
Durante la mia vita !:
L’attore , il saggio , il matto,
Lo scemo, l’eremita

Il padre, il cittadino
E l’intellettuale,
A volte anche il cretino,
E ho fatto anche del male ;

L’amante ed il marito,
Il giovane arrabbiato,
Il vecchio rimbambito,
Anche l’uomo impegnato ;

Ho fatto lo studente,
Il ragazzo per bene,
A volte proprio niente,
Ma ho fatto anche del bene ;

Il prigioniero, il guardiano,
Il paziente, il dottore,
Il malato ed il sano,
Ogni tanto l’amore…

Ho fatto l’eversore,
Il ribelle, il precario,
Anche l’educatore,
Il rivoluzionario…

Ho mangiato anche il fuoco :
Ho fatto tutto io
E c’é mancato poco
Che non facessi dio …

Ma non ho fatto il morto,
Quello l’ho rinviato,
Però , mi sono accorto
Di averlo cominciato …

Quando l’avrò finito,
Ve lo farò sapere,
Vi manderò un invito
(se vi farà … piacere … )

così mi scorterete
verso l’ultima meta
e chissà se direte :
« In fondo era … un … poeta … « .

150 anni
Ma che c’è da festeggiare ?
Guardiamoci un po’ attorno …
Se lo vogliamo proprio fare,
Troviamo almeno un Giorno !

In cui tutti siam d’accordo
Nel provare l’emozione
Che alimenti il bel ricordo :
Quando eravamo una Nazione !

Oggi non è più tempo
Oggi non son più tempi
Da fare poesia :
Soffiano tristi venti
Sopra la Patria mia !

Questi non son più tempi
Di scrivere poesia :
Deponiamo la cetra,
prendiamo un’altra via…

Io non so dire quale
Perché sono poeta
Ma non appenderò
Ai salici la cetra !

No ! Io non l’appendo :
Ritorno a essere uomo :
Combatto e non mi arrendo !

Me ne frego!
Me ne frego se Gheddafi

spara sui suoi concittadini ,
purché lui fermi gli scafi

e mi lasci far quattrini!

Me ne frego dei dittatori ,
purché blocchino i barconi ....
Me ne frego dei valori:
W Silvio Berlusconi !

(A tutti i cari sitani)

Ma cos’e’ la poesia
Ma cos’è la poesia?
C’è qualcuno che lo sa?
Forse una melodia,
forse, solo vanità

di un pensiero appena colto
mentre sta spiccando il volo,
un sorriso sopra il volto
di un uomo stanco e solo?

Forse tutte queste cose
O per meglio dir nessuna,
forse un mazzo di mimose,
forse un raggio della luna?

Chi lo sa, me lo può dire?
Io aspetto la risposta,
però, prima di morire ;
a me basta una proposta!

Non è detto che sia quella
che mi passa per la testa;
che sia brutta o che sia bella,
io vi mando, intanto, questa.

Se non così
(Nisi ita , tunc ut)

Se non così, allora come
Ci possiamo noi indignare.
Per l’Italia e il suo buon nome
Ci dobbiamo ribellare!

Egli ha a sua disposizione
Mezzi per la sua difesa,
la nostra Costituzione
è già stata troppo offesa!

Ora aspetti con rispetto
(che qualunque esso sia)
sarà pur sempre il verdetto
di una legittima giurìa

di uno Stato di Diritto
dove ognuno a l’altro è uguale
Quindi adesso stia zitto,
ci ha già fatto troppo male!

Giungerà, forse, il momento
Diuna Nuova Resistenza?
Se lui compra il Parlamento,
perderemo la pazienza !

Se non qui
(Hic et Nunc)

Se non qui, allora, dove?
Oramai abbiam le prove !
Quello se ne deve andare:
Deve farsi processare!

Ma se resta lì, a quel posto,
lotteremo ad ogni costo!
Grideremo a perdifiato
Fino a ché non se n’è andato !

L’hanno fatto gli Egiziani?!
L’hanno fatto i Tunisini?!
E noi, perché siamo Italiani,
siamo, forse, dei Cretini!!!

Vera poesia
La vera poesia è corrispondenza
Perfetta tra le cose e le parole ...
Solo il poeta ne scopre l’esistenza ...
Ci sarebbe la vita senza il sole? ...

La vita, ci sarebbe , senza amore,
ci sarebbe l’amore senza vita
che dura quanto il battito di un cuore,
come questa poesia che è già finita! ...

Perle
Perle sono le lacrime versate ...
L’ho versate per fartene collane...
Erano belle quando le hai indossate
Perché erano autentiche, nostrane !

E per legarmi a te eternamente,
le ho trasformate in tante catene
con cui ho serrato il cuore mio e la mente
perché ti voglio e t’ho voluto bene!

Epitaffio
Non sento più lo scorrere del Tempo,
i Giorni non mi passano più accanto,
i miei Capelli più non scuote il Vento,
né il mio Sorriso spegne o asciuga il Pianto.

Sul Volto mio riposa, ora, l’Eterno,
le mie Braccia arrese per disarmo,
nei miei Occhi , il buio, estate e inverno,
la Fronte, fredda, come questo Marmo.

Memento
( ...quia pulvis es et... Genesi, 3, 19 )

Quando la notte affonda
Le sue radici nell’oscurità,
senti arrivare il buio come un’onda
che prima o poi ti sommergerà.

E non vedrai più albe, né tramonti;
non ci saranno più mari, né monti,
ma solo un’oscura massa informe
dentro la quale il tuo spirito dorme.

E tornerai da dove sei partito
Senza lasciare traccia in quei sentieri
Che percorrevi in cerca d’infinito
E non sapevi che cenere eri.

Se non ora
Se non ora, allora, quando?!
Si! Anch’io me lo domando,
ma so già che la risposta
non può giungere per posta!

Toccherà a noi cercarla,
solo noi possiamo darla,
per uscir dal letamaio:
im piazza, il 13 febbraio!

Per gridare a squarcia gola
Una unica parola.
Per salvar le Istituzioni,
la risposta è : Dimissioni!

Appello all’umanità
Se voi volete veramente vivere
non vi lasciate mài pìù dividere
tra cristiani, ebrei e mussulmani ...
Togliete Dio dalle loro mani...
di ogni religione, ogni frontiera,
il vero scopo è, dividi e impera.

Catulliana
Amo et odi:
Berlusconi non è Prodi!
C’è chi l’odia e chi lo ama?
Berlusconi non è Obama!

Non è neanche Sarkozy:
tutt’al piùè un ... Ben Alì!
Ce l’ha con le Toghe rosse?
Lui vuol solo luci ... rosse!

Sta ad Arcore notte e giorno?
Dice a tutti: “ Vado e ... Porno! “
E’ uno statista? C’è chi ci crede:
questo è il Paese di Emilio Fede!

La dignità!? Non lo sfiora!?
Questo è il Paese di Lele Mora!
Che Dio ce la mandi davvero buona!
Questo è il Paese di Achille Corona!

Che sia anche il mio? Ora lo dubito:
comunque vi lascio ma ... porno subito!

Anche stasera
Quando
mi venivano incontro le parole
per dare il benvenuto al mio pensiero
con i suoi raggi illuminava il sole
un cielo che ora vedo tutto nero

dove una rara stella ancora brilla
con la sua luce fioca anche stasera
e ogni tanto manda una scintilla
che di lontano sembra dirmi spera

Spalle al muro
E qui seduto con le spalle al muro
La mente inutilmente mi torturo
Di me stesso carnefice dilanio
Le indolenzite ossa del mio cranio...

Ma quanto durerà questo patire,
ma quando finirà questo tormento
e mentre qui aspetto di morire
sento stormire tra le canne il vento

E se ora ...
E se ora sono qui,
prima, tu, lo sai, dov’èro?
Me lo chiedo, e, questo sì!

Che per me, resta un mistero ...
Però quello più angoscioso
A cui rispondere non so

E che mi rende un po’ nervoso
È non saper... dove .... sarò
Così, nel dubbio mi trattengo.

rimanendo in mezzo al guado,
e, se non so da dove vengo,
sapessi, almeno, dove vado!

Deka/Dance
Chi sei, bella straniera,
tu, che mi passi accanto
e la tua pelle nera,
tra un sorriso e un pianto,

ogni sera,qui, vendi,
mentre la luna brilla,
e, ogni tanto , accendi
nei petti, una scintilla.

Sinistr! destr! dietrofront!
Disse Moretti, notissimo regista:
"D'Alema! Di' qualcosa di sinistra!"
Lo sentì Fini il quale senza indugio
uscì immediatamente dal rifugio

e, gettato il Fascio nell'oblìo:
"Qualcosa di sinistra dico anch'io!"
E, rimestando la solita minestra:
anche la sinistra sa di destra ...

Pechino’s poet
E come disse il poeta di Pechino:
“Ma chi sarebbe ‘sto Italo Bocchino?”

Gli rispose il poeta di Shangay:
“Chiedilo a Berlusconi e lo saprai!”

e, poi giunse a queste conclusioni:
“Quello è un Bocchino che rompe i c.......

ma questo Silvio non lo può accettare
perché lui vuoole solo b.........”

Dakota’s poet
E come disse il poeta del Dakota
La vita non è altro che una ruota;

gli rispose un amico con sospiro:
“Allora, dai, facciamo un altro giro!”.

Ma quel poeta che era molto scaltro
“Grazie” gli disse “non ne faccio un altro

E te lo dico non perché mi arrendo,
ma perché sono giunto e quindi scendo”
e, dopo avere tutti salutato
“Scusate” disse“ma ...Sono arrivato”!

Spes, ultima i ... dea
ovvero Amor vincit in ... somnia


Cav Il Sungè davvero straordinario:
ora sta divorziando dalla Lario;

prima ha divorziato da Casini;
ora divorzierà anche da Fini;

possiamo noi sperare che un domani
voglia divorziar dagli Italiani?

Ad usum del ... Fini
L'on. Gianfranco Fini
da giovane studiò "da Mussolini";

mise da parte poi, quelle lezioni
per mettersi a studiar "da Berlusconi";

credo sia giunto il momento adesso
che si metta a studiare "da se stesso".

Pomeriggi
Quei pomeriggi dorati
che non finivano mai
dove saranno andati,
dimmelo se lo sai
Scomparsi con Alice?
Col lepre marzolino ?
Oh Come ero felice
quando ero bambino!
Mondo meraviglioso
di sfavillante sfarzo
Ora così noioso
quando sarà scomparso?
Quel mondo favoloso,
quando lo avrò smarrito?
Rispondere non oso
che non è mai esistito!

Last call
Su! Via! Ascoltatemi perché, in fondo,
Ciò che ho da dirvi è molto profondo!...
Son io che vi parlo : il Vostro Mondo
L’unico, il solo così rotondo,

schiacciato ai poli, largo di fianchi,
ma che ospito neri e gialli e bianchi
insieme a tanti altri colori
compresi animali, alberi e fiori...

Vi accolgo tutti senza problema,
però, se a volte il cuor mi trema
in pieno giorno o a notte scura
è perché mi fate un po’... paura

e, con tutti quei lampi, con tutti quei tuoni
voglio dirvi soltanto di esser più buoni
e ricordare a tutti e ad ognuno
che io ho bisogno dell’amor di ciascuno...

Usatemi bene! Non mi sprecate!
E , mi raccomando! No! non sporcate
I miei monti, i miei mari, i miei cieli blu
Perché dopo me ... non ne avrete più!

Poetae tempora
Sono un poeta a tempo pieno:
che sia nuvolo o sereno ,
io continuo la mia vita:
ogni giorno una ferita!...

ogni attimo, ogni istante:
oramai son così tante
che non merita parlarne
e trascino questa carne

verso l’ultimo destino
fin da quando ero bambino...
Si! Lo so cosa m’attende,
ma qualcosa non s’arrende,

c’è qualcosa che resiste
e io so che fin che esiste
ogni notte, giorno e sera,
dice all’anima mia:SPERA!

II
Sono un poeta a tempo perso:
nei miei sogni sempre immerso.
Ogni tanto mi risveglio,
ma sognare è molto meglio.

E così mi riaddormento
Per sfuggire al mio tormento.
Lasciami riaddormentare:
ho tanta voglia di sognare ...

cieli azzurri, mari blu
Fino a non svegliarmi più!

Sic stantibus rebus
Era vuota
quella culla
si è riempita
all'improvviso
prima lì
non c'era nulla
ora dentro
c'é
un sorriso

Chiuso nella
sua penombra
cerca una
via d'uscita
e la trova
in una tomba
dove dentro
c'é
una vita 

Rimerick
I
C’era una vecchia di Bardonecchia,
che aveva per casa una catapecchia:
mentre riempiva di acqua una secchia,
le entrò una pulce dentro un’orecchia.
“Ma che cos’é che mi punzecchia”,
disse la vecchia di Bardonecchia
mentre nell’acqua il viso si specchia.

II
C’era una vecchia di Bordighera,
molto simpatica e molto sincera
che abitava su una scogliera;
prima di andare a letto la sera,
mangiava sempre formaggio e pera.
Un giorno, agli inizi di primavera,
mentre andava correndo alla fiera,
per acquistare una nuova dentiera,
chissà in che modo o in che maniera,
cadde di sotto da una ringhiera,
quella vecchietta di Bordighera.

III
C’era una vecchia vicino ad Imperia,
ma neanche fosse stata in Nigeria,
viveva sola nella miseria,
tutti ridevano, ma lei era seria:
quella vecchietta vicino ad Imperia.

IV
C’era una vecchia furba e birbona,
gentile e saggia come un’icona
viveva sola presso Cortona,
una città tra Arezzo ed Ancona.
Non conoscendo bene la zona
e non vedendola mai di persona,
tutti dicevano: Ma com’è buona
quella vecchietta presso Cortona.

V
C’era una vecchia vicino a Bologna ,
forse portata da una cicogna
che abitava dentro una fogna,
in compagnia di qualche carogna
ma tutti dicevano: “È una vergogna!
Un altro ALLOGGIO trovarle bisogna,
senza più indugi, senza menzogna!”
Ma lei di andarsene, ancora sogna,
quella vecchietta vicino a Bologna.

Che bello!
Che bello poter vivere così:
poter dire di no oppure si,
secondo quello che ti pare e piace
e vivere con tutti gli altri in pace!

Che bello essere liberi davvero
in un mondo più giusto, più sincero
e oltre che liberi essere felici
e avere tanti, tanti, tanti amici!

Che bello vivere alla giornata
con una bella donna innamorata
e della terra dividerci i frutti:
volere veramente bene a tutti...

Vorrei viver così, ma lo confesso,
non ci son mai riuscito fino adesso,
ma da stasera voglio cominciare,
per questo insieme a voi voglio cantare.

Che bello poter vivere così...
Il mondo è quel che è, quello che è sempre stato
e cambierà soltanto quando sarai cambiato ...
ma anche se non cambia, la vita intanto avanza,
ché l’ultima a morire è... sempre la speranza! ..

Il canto del cucu
Di vite dopo questa non ce ne sono più,
su via, facciamo festa al canto del cucù,
la morte di ciascuno sarà l’ultima morte,
su via cantiamo forte il canto del cucù
cucucucucucucucucucu cucucucucucucucucucu.

L’amore sarà quello che avrai saputo dare,
lasciamoci cullare al canto del cucù
e verrà il giorno in cui non ci saremo più,
ma resterà soltanto il canto del cucù
cucucucucucucucucucu cucucucucucucu.

E quando sarai vecchio e non ce la farai più,
potrai sempre cantare il canto del cucù
e quando sarai stufo
e non ne potrai più
potrai sempre invitare
qualcun altro a cantare
il canto del cucu
cucucucucucucucucucucucucucu

Memoria
La mia memoria è fatta di... canzoni
che narrano la storia, le emozioni,
di tanti vecchi, nuovi, grandi amori:
le loro gioie, le pene ed i... dolori:
La prima cosa bella che ho avuto dalla vita:
la festa... appena cominciata...è già finita...
La lontananza sai,è come il vento:
il mondo non si è fermato mai un momento...
Al di là del mare più profondo ci sei tu:
mi dipingevo le mani e la faccia di blu...
C’è una strana espressione nei tuoi occhi:
per la tua piccolina non compri mai balocchi...
mamma... son tanto felice perché ritorno da te:
se mi vuoi lasciare... dimmi almeno perché...
Amore, scrivimi: una frase, un rigo appena:
è ‘na passione più forte ‘e ‘na catena...
Come te, non c’è nessuno:
manca soltanto quello dal volto bruno...
Che ne sai, tu, di un campo di grano:
non è la rosa, non è il tulipano...
Festeggia un ubriaco il fine settimana:
via del campo: c’è una... puttana...
Questa di Marinella è la storia vera:
Roma! nun fa la stupida stasera!...
Nessuno, ti giuro nessuno, nemmeno il destino:
I found my love in Portofino
perché non avevo niente da fare.
Guarda che luna! Guarda che mare!
Che mare! Che luna!
Questa notte m’hai chiuso la porta, Signora Fortuna!...
Buongiorno Dio:
avrei bisogno di carezze anch’io...
I sing ammore do you capire oppure no:
come prima, più di prima, t’amerò.

Anticlimax
"Sono solo, sono triste:
ti desidero, ti bramo:
se l'amore non esiste,
dimmi, allora: perché ti amo!"

Lei lo guarda con sospetto,
poi, con voce che le trema:
"Tu mi vuoi portare a letto,
cosa credi, che sia scema?"

Lui la guarda indispettito,
poi, la prende per la mano:
"Forse tu non hai capito,
ma va bene anche il ... divano ..."

A Reena(pron.: ri’ena)
O Reena, Reena, Reena,
vorrei tanto lavarti la schiena,
sotto l’acqua fumante che scroscia
insaponarti il culo e la coscia.
O Reena, Reena, Reena,
vorrei tanto lavarti la schiena,
sotto l’acqua scrosciante che fuma,
ricoprirti tutta di schiuma,
sotto lo scroscio fumante dell’acque,
la stessa schiuma da cui Venere nacque
e, mentre ti suda di piacere la faccia,
stringerti nuda tra queste mie braccia,
sentirti bagnata, madida, calda,
poi, come due naufraghi la cui barca si sfalda,
per l’improvviso furore dell’onda,
sentire il mio corpo che dentro il tuo affonda,
aggrapparmi al tuo collo, al tuo petto, al sedere
ed affogare con te... nel piacere...

Fuoco!
Ardo d’un fuoco che mi divora:
poterti avere almeno mezz’ora ...
ardo di un fuoco che non si estingue:
Ah! la tua bocca con dentro due lingue:
ardo di un fuoco che non si spegne
più forte di mille quintali di legne
ardo d’un fuoco che mi consuma:
vorrei ricoprirti tutta di schiuma,
poi dondolarci sopra un’amàca
ardo di un fuoco che non si placa.

Bea (Ontologia del Nulla)
È il suo amore che ti distrugge,è il suo amore che ti crea:
al destino non si sfugge... questo è il fascino di Bea...
Sempre in cima al tuo pensiero, sempre al fondo della tua idea,
se vuoi essere sincero c’è soltanto lei... c’è Bea...
Ci son mari senza onde, mali senza panacèa?
Se qualcuno ti risponde non potrà che dirti: Bea!
C’è Vangelo senza Bibbia? C’è Ilìade senza Odissèa?
Ogni laccio ha la sua fibbia: ogni uomo ha la sua ... Bea ... !
Nella gioia, negli affanni nella bassa o alta marea,
passeranno altri mille anni prima di scordare... Bea!
In un giardino dove cresce la genziana e l’ orchidèa,
ogni uomo, quando esce, prima o poi incontra Bea!
Nella calma, nella foga, sia in chiesa che in moschea,
sia in un tempio o in sinagoga
pregherai sempre per Bea...
E’ il suo amor che ti sovrasta che ti fa stare in trincea
Ma tu puoi dire questo e basta: Bea! Bea!.... Bea!... Bea!...
È l’amor che ci distrugge, ma è l’amore che ci crea:
al destino non si sfugge... Questo è il fascino di Bea...

La bicicletta
Dai, Anna
sali sulla canna
e... non aver paura,
anche se è troppo dura:
puoi muovere il sedere,
non ti farò cadere:
vedrai come ti tengo,
almeno finché... vengo ...
su... lasciami pedalare...
poi ti farò guidare
che... se arrivar ti preme...
vedrai... verremo... insieme ...

La mela
O Daniela, dolcissima Daniela,
oh come avrei voluto mangiare insieme a te la prima mela
poi su una barca a vela,
affidandoci al vento
continuare il percorso,
e dare a ogni momento...
un nuovo morso ...

Eucalyptus melody
Cadono le foglie:
nessuno le raccoglie...
cadono i frutti:
li raccolgono tutti...

Cade giù la pioggia
dalle nuvole nere,
cade chi non si appoggia
e chi non sta a sedere...

Cadono i soldati
partiti per la guerra,
ma chi ce li ha mandati
si spartirà la terra...

Cadono i barconi
carichi di speranza,
cadono le illusioni
a un miglio di distanza...

Cadono gli amori
sbocciati a primavera,
adono i disertori
che varcan la frontiera...

Cadono in mare i poveri
accolti dai delfini
che preparano i ricoveri
per chi non ha confini...

Cadono le foglie
senza aalcuna pietà,
le nostre ultime spoglie
chi le raccoglierà...

Cadono le foglie:
nessuno le raccoglie...
cadono i frutti:
li raccolgono tutti...

Marina
Ho scritto questi versi stamattina
e li ho chiamati, sai come? Marina!......
una donna, in fondo, come tante,,
però, di tutti, il verso più importante,
sta tutto in quel suo sguardo, quel sorriso
che si accende, si spegne all'improvviso:
ti sfiora quasi un alito di vento,
ti fa sentire semplice, contento,
così, senza motivo,
forse perché ti senti ancora vivo...

La pioggia sul vigneto
Lungo i vecchi filari
ricoperti di tralci
e di pampini amari
tra le zolle ti slacci...

sotto l'ombra degli olmi
come grappoli puri
i tuoi seni ricolmi
sono acini duri...

Una scossa mi fulmina la mente,
rapido un tuono brontola impaziente,
su me il tuo corpo scivola, si appoggia
benefica discende giù la pioggia,
tutto m'inonda, mi rinfresca e scuote,
mentre, bagnate, accarezzo, le tue. gote

Del desiderio
Del desiderio in cui io mi consumo
un giorno resterà soltanto fumo
che avvolgerà, offuscherà lo sguardo
sotto i cui occhi mi consumo e ardo.

Aspettando Godo
Il tempo passato ad aspettarti
non è tempo sprecato, ne son certo,
se anche questo servirà ad amarti,
aspetto volentieri a cuore aperto ...

e aspetto e aspetto che quel giorno giunga
e, pur se grande sarà la sofferenza
per quanto questa attesa sarà lunga,
più grande ancora sarà la ricompensas...

A Veronica
(Dietro a un piccolo uomo c’è sempre una grande donna.)

Veronica Lario :
quando corre l’amore sul binario,
nessuno pensa che sbandi e che deragli,
oggi si chiedono se non sei tu che sbagli.

La risposta è più che scontata,
o non fu Eva ad essere accusata :
è il demonio che il male dispensa ed amministra,
quello che oggi, lui, chiama : « la sinistra ».

Dinnanzi al nuovo drammatico duello
è Veronica ad essere caduta nel tranello ?
Ma perché dagli italiani, Silvio,è cosi amato
e solo da sua moglie è tanto detestato ?

L’unica risposta che mi viene
E che lei lo conosceva… troppo bene… !

À la recherche du temps perdu
… ma se tu vai in cerca del tempo perduto
poi, non ti accorgi di averlo vissuto...
No! Non cercarlo, non troverai niente,
ma cerca di vivere il tempo presente...
e se un giorno vedrai tirar su un altro muro
è perché hanno paura del tempo futuro,
ma tu non reagire nel modo scontato,
andando in cerca del tempo passato...
ma non ti sei accorta che i sogni e l’amore
lì potrai realizzare in un futuro... interiore...
e, se a volte ti senti smarrita, nel vuoto…
non rifugiarti nel passato remoto...
Di quello che hai fatto, di quello che hai detto,
ti resterà solo questo tempo... imperfetto;
il tempo imperfetto nel quale viviamo
e allora, su, dai, perché non ci amiamo!
Perché ci facciamo ogni giorno la guerra,
ma, di' non hai visto quanto è bella la terra? ...
e se nei tuoi occhi, io vedo un sorriso...
pur coi piedi per terra, io sto... in paradiso...

Ritratto
Tenerissima fanciulla mia,
forse sei tu, la vera poesia:
il tuo collo d’alabastro
è più splendido di un astro,
le tue labbra di corallo
per me sono un vero sballo,
i tuoi occhi di carbone
un’eterna tentazione,
il tuo naso cristallino:
il respiro di un bambino
ed i tuoi neri capelli
sono angeli ribelli;
la tua fronte è un arenile
con la sabbia più sottile
di ogni più morbida pelle;
le tue cosce sono snelle
come due puledre in corsa,
le tue mani sono fari
che si accendon nella morsa;
i tuoi seni due corsari
all’arrembaggio contro il vento,
una baia è il tuo bel mento,
il tuo corpo: un monumento!
Le tue ciglia sono archi,
le tue braccia immensi parchi
dove nasce, cresce e muore:
il grande albero dell’amore.

Canto Catullo
(Lugete Veneres cupidinesque)...

Perché non piangi, o Venere,
con tutti i tuoi seguaci
e voi, anime tènere
che sospirate i baci...
della mia Lesbia, il passero
oggi, ahimè,è morto...
come, quanto si amassero,
lo dice lo sconforto
che c’è negli occhi suoi
ora pieni di pianto,
ora che più non puoi
farle sentire il canto,
dolce più dell’aurora,
da che l’oscura notte
che tutti ci divora
e tutto inghiotte,
le ha rapito la gioia
di quei dolci momenti:
ora tristezza e noia...
non più giochi innocenti
... E se non piangi, o Venere,
dimmi, chi la consola?
Chiuso nel muto cenere,
L'UCCELLO PIÙ NON VOLA.

Pirandelliana
La realtàè un’arma a doppio taglio:
la cosa più corretta è in sé uno sbaglio,
la più Scorretta è parte del Reale:
son sempre mescolati il BENE e il MALE.

La VERITA’ convive con l’ERRORE,
persino l’ODIO fa parte dell’AMORE
e non vi è DUBBIO alcuno
che noi siam tutti, però anche nessuno

e anche oggi che siamo nel 2000,
siam sempre uno, nessuno e centomila.

Omaggio a Fosco Maraini
Ecco una poesia che non è mia,
composta di parole inesistenti
come vaterga, gnagio, arrafferia,
ma bene esprime i miei sentimenti .

Parla di un lonfo
ammargelluto e vecchio
Che simile ad un confo
vive e botalla e legica parecchio

E lì tra il frusco e il brusco barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
lui, zuto, si sdilenca e s’archipatta
e solo in quel momento mi capisce.
.
Molti son gli animali a cui s’ammoglia:
il glusco, il lupignasco ed il sofisco
ma quando cionfa e sbidugliando arroglia
innverità io solo lo capisco.

E così beto, inzucchio e e vo gisbuto
e quasi quasi fenco nel trombazzo
ma se affarfegna e gniffa compiaciuto,
allora lo sbernecchio e mi c'incazzo ...

Ricerca
Io t'ho sempre cercato tu lo sai
e non ho ancora perso la speranza,
se non dovessi, però, trovarti mai,
fa che non senta mai la tua mancanza

Sono un poeta a tempo perso
Sono un poeta a tempo perso
Nei miei sogni, spesso, immerso,
ma ogni tanto alzo la testa
per vedere quel che resta
di una realtà che fugge
e che fuggendo ci distrugge
Qualche volta mi risveglio,
ma sognare è molto meglio
e così mi riaddormento
per sfuggire al mio tormento
Ah! riprendere quel sogno
di cui sento un gran bisogno
Ah! potermi addormentare
E riprendere a sognare
Con la testa mia all’ingiù
e non risvegliarmi più

Quando la notte..
Quando la notte poggi
La testa sul cuscino
Ieri diventa oggi
ed un altro mattino

S’affaccia sulla soglia
Dei tuoi stanchi pensieri
Apri gli occhi controvoglia
Oggi è come ieri

altri occhi si apriranno
Su domani confusi
Mentre i tuoi resteranno
Un giorno, sempre, chiusi.

Cosa c’è di più poetico
Cosa c’è di più poetico
Di una bella poesia

fatta con un gusto metrico
Sì da esprimer l’armonia
Che ogni tanto senti dentro,
quando il sole, il mare, il vento
ti accarezzano la pelle
mentre tu guardi le stelle

sopraffatto dal mistero
che non ti sembra neanche vero
a cui non sai come resistere
e ti stupisci anche di esistere

Insonnia
Io non posso dormir, la notte passo
a contare le sillabe dei versi
che nell'angoscia del silenzio ammasso
fino a che il giorno non li avrà dispersi...

A me resterà solo il tormento
del buio in cui, soffrendo, li ho prodotti
fin che verrà una raffica di vento
e i miei lamenti saran così interrotti.

Sconcerto
Io non so se veramente
possa dire qualchecosa
Che interessi un po’ la gente
che non sia troppo noiosa
ma ogni volta che apro bocca
ho la sensazione innata
un qualcosa che mi blocca
… e se dico una... cazzata...!?!
Ma poi la dico , senza sforzo
E ogni volta che succede,
alla fine del discorso
c’è qualcuno che ci crede
Ma la cosa che sconcerta
Nel momento dell’addio
E che mi lascia a bocca aperta
È che poi ci credo...anch’io

Questions and answers
Ecco la nostra vita tra una corsa e una sosta:
farsi delle domande senza trovar risposta

Diffida di chi dice che Una risposta c’è,
al meno che non l’abbia trovata tu, da te!

Io,è tanto che la cerco: non l’ho ancora trovata,
se non la troverò, almeno l’ho cercata!

Le parole non sono mattoni
Dall'Irpinia all'Abruzzo
- chiacchiere + calcestruzzo.

Dal Friuli al Belice abbandonato
- discorsi + cementarmato.

Passione 2009
Nel silenzio geolitico del tempo,
squarciò la notte un grido senza voce
e fu subito morte, fu il tormento
del mio Abruzzo che adesso è in croce.

Non un passero che voli
sotto il cielo blu di Onna,
né chi asciughi o chi consoli
del suo pianto la Madonna.

Poesia al ... bando ...
E' arrivato il Nuovo Bando
del Concorso Nazionale,
ma che poesia gli mando
che non sia troppo banale...

Una poesia d'amore
che tra un sospiro e una carezza,
faccia nascere in ogni cuore
una grande tenerezza?....

No! Una cosa .... un po' al di fuori
e che vada oltre me stesso,
oltre i soliti dolori
che mi affliggono anche adesso....

Forse ... una ... Filastrocca
che cantavo da bambino,
imitando con la bocca
il rumore di un trenino?...

Si!Una ... cosettina lieta,
senza troppa nostalgia,
così, semplice, discreta,
come questa ... poesia...

Verso al verso
La poesia mia fatta è... di versi
che fanno il verso alla poesia
Nei momenti più strani e più diversi
di questa strana e diversa vita mia

Le mie parole non sono così fresche
come il fruscìo che le foglie fan la sera,
né succulenti e polpose come pèsche
o come mandorli in fiore a primavera

Piuttosto erbaccia che spunta dalla pietra
appena ttrova un cretto, una fessura
S’insinua, cresce, secca, un poco arretra
come il mio verso che si contorce e dura

quanto i singhiozzi di un bambino in pianto
o il lamento di un cane quando abbaia
alla luna d’estate o come il canto
delle cicale in cima a una ficaia!

Meno male...
Meno male che c'è Stivaletti
che coi suoi versi liberi e schietti
ci regala certi mommenti
d'ironia che tra i sentimenti

è quello che il cuore e la mente ci tocca,
lasciandoci un poco ... amara... la bocca,
facendoci storcere un po' anche il viso,
mentre con gli occhi abbozziamo un ... sorriso!

Ancora qui!...?
Fu l’emerger della vita
a condurmi fino a qui...
Cominciai questa partita
senza aver mai detto si!
Feci qualche tiro in porta:
non segnai:fu troppo corta!
Fu un fulmine, un baleno,
questa mia breve esistenza:
avrei potuto farne a meno,
ma se volevo fare senza
dovevo chiedere il permesso,
ma non sapendo però a chi,
risultato fino adesso
SON RIMASTO ANCORA QUI...

Il mezzo giustifica Fini
Meno male che c'è Gianfranco
che da Nero divenne Bianco
e che cambiando a più non posso ,
ora da Bianco diventa Rosso.

Il motivo, a ben vedere,
è sempre quello, cio è il Potere;
Mussolini di cui fu sì fiero,
lui da Rosso divenne Nero.

In articulo mortis
Dopo tanti anni che tribolo
Giungerò anch’io al patibolo,
dove salirò da solo,
ma perché, per chi m’immòlo?...

Altri, un tempo già lo fece:
C’è, chi dice, fu in mia vece...
Grande fu quel sacrificio,
Ma ne avrò io un beneficio?

Ci sarà unAssoluzione
per chi ha una religione
quale là professo io:
religione senza Dio:

dio dei dogmi e degli anatemi,
dei castighi, onori e premi,
delle scomuniche , delle diffide
insomma un Dio che ci divide?

Crescere
Crescono i fiori. Cresce la mia pena.
Crescono gli alberi. Cresce la speranza:
mettere insieme il pranzo con la cena,
mentre la morte, silenziosa, avanza.

Crescono tutti. Son cresciuto anch'io.
L'unico che non cresce è solo Dio,
ma in Paradiso, Purgatorio o Inferno,
sarò anch'io come Lui, un giorno: ETERNO!

Cronisterìa
(da un giornale del secolo scorso)

Terremoto: ancora tre scosse:
Papa Woytila ha di nuovo la tosse...

D'Alema apre ai moderati:
Tre marocchini morti ammazzati...

Nuova riunione a Palazzo Chigi:
Sei algerini uccisi a Parigi...

Giulio Andreotti: rinviato il processo,
ma la difesa va avanti lo stesso...

Sciopero a scuola: una nuova protesta:
Un anziano si getta da una finestra...

Quattro mafiosi scarcerati a Palermo:
Disegno di legge: sei anni che è fermo...

Seviziato il bambino rapito a Natale:
Domani in edicola un nuovo giornnale...

Uccide per soldi il babbo e la mamma:
La Rai oggi lancia un nuovo programma...

Rivelazioni di un nuovo pentito:
Ma Gesù Cristo è davvero esistito...

Su cisti e tumori: una nuova scoperta:
Il Livorno domenica gioca in trasferta...

Uccide la moglie, il figlio, il cognato:
Un nuovo accordo è stato siglato....

Proclamato uno sciopero nel settore trasporti:
Incidentee stradale: due feriti, tre morti...

Rapita ragazza: si teme sequestro:
La grande riforma sarà fatta al più presto!...

Tra nord e sud cresce il divario:
Bruciato vivo estra-comunitario...

Si uccide a scuola davanti ai compagni:
aumentano ancora le tariffe dei bagni...

Trovate morte quattro persone:
s'indaga sul killer di Pordenone...

Muore operaio giù da un ponteggio:
Un nuovo record: il prezzo del greggio...

Nulla di fatto su fisco e salari:
Formula uno:è sempre Ferrari!...

Per una dose uccide una vecchia:
La Madonna è riapparsa a Civitavecchia...

Prostituta albanese: morta sgozzata...
E DOMANI COMINCIA UN'ALTRA GIORNATA!...

L'Arte
Farci sentire il suon dei nostri passi
in mezzo a tante pietre, tanti sassi,
farciscoprire dentro quelle volte:
speranze eterne da secoli sepolte,

le memorie di genti un tempo attive
dove solo la pietra adesso vive,
placida immobile in eterna quiete,
custode delle epoche remote
di cui faremo un giorno anche noi parte:
questo è il fine ultimo dell'arte.

Dio
O Dio, Dio, Dio,
Tu sei la via aperta,
intrapresa da molti soltanto per coperta...

O Dio, Dio, Dio,
Tu se la via obbligata
che da molti, però,è tanto trascurata,
perché essi hanno, sai, altri interessi
e vogliono occuparsi soltanto di se stessi...

O Dio, Dio, Dio,
Tu sei la via sicura
che molti di perccorrere, però, hanno paura:
non vogliono trovarsi soli con se stessi
e accorgersi così di quanto siano fessi...

O Dio, Dio, Dio,
Tu sei la via corretta,
evitata da molti perché hanno troppa fretta
e vanno chissà dove in questa terra immensa
a cercare le prove della Tua inesistenza...

O Dio, Dio, Dio,
Tu sei la via maestra,
sia per chista a sinistra, ma anche chi sta a destra,
però, perché nessuno vuole venirci dentro?
Molti preferiscono, lo sai, restare al centro....

O Dio, Dio, Dio,
Tu che mi ascolti,
lo sai, ci sono anch'io, anch'io tra questi molti,
ma Tu non disprezzarmi, no, non buttarmi via:
la maggioranza conta: SIAMO IN DEMOCRAZIA!

Bakuniniana
Il mio ateismo è puro e cristallino,
più duro del diamante e del metallo,
più dolce di un buon calice di vino,
sonante come un ferro di cavallo
sul selciato del mio duro destino...

Esso è amore per l'uomo e lo protegge
come uno scudo, come una corazza,
fa dell'Amore l'unica sua legge
e dell'umanità: l'unica razza.

Innamorarmi ancora?
Perché dovrei innamorarmi ancora
in questo mondo di odio e di violenza,
io ci ho provato ma finora
non n'è sortita alcuna conseguenza...

Eppure ho amato ed amo ed amerò,
ma se ci penso bene proprio adesso
in questo amore mio c'è un però
in fondo non ho amato che me stesso...

quando m'inebrio di tutta la bellezza

che riesco a trovare in una rosa,
di fronte a chi si odia e si disprezza,
amar solo se stessi è già qualcosa...

Logos e Mito
Tra Logos e Mito
non metterci mai il sito...

Tra Ragione e Fede
non metterci mai ... piede...

Tra Odio e Amore
mettici tutto il cuore...

La fede
Ma cos'è, ma cos'è
questa fede che non c'è,
di cui si sente e non si vede,
di chi dice che ci crede,
che la perde, che la cerca,
la baratta e la commercia...
che ci prende, che ci lascia,
che ci esalta, che ci accascia,
che ci trova, ci abbandona,
ci distrugge, e non perdona,
che ci angoscia, ci comprende,
ci tormenta, ci riprende?

Ma cos'è questa fede
che ci abbatte, ma non cede,
che ci dice sempre: "Spera!",
che ci affanna e ci dispera,
che ci sfugge e ci addolora
e che ci dice;: "Cerca ancora..." .

La ragione
Ma cos'è la Ragione,
questa eterna tentazione
alla quale ci aggrappiamo
proprio quando disperiamo,
quando il buio ci conduce
ad affidarci alla sua luce
fredda, asettica, neutrale,
accecante, innaturale
che ci avverte e ci ammonisce:
"Io sto con chi capisce,
sono l'unica risorsa
che ti resta in questa corsa
disperata verso il nulla,
che ti porta dalla culla
fino all'ultima dimora,
sono l'unica Signora
che ti illumina il cammino,
che rischiara il tuo destino,
che allontana ogni mistero
fin davanti al cimitero,
che non lascia niente in ombra
ma si arresta... alla tua... tomba..."

Ma vivere perché
Ma vivere perché, per quale scopo
se pensi a tutto ciò che verrà dopo,
quando di te non resterà più nulla,
solo una tomba, ultima tua culla...

Ma ho conservato per te la mia esistenza,
per te ho fatto la mia resistenza,
quando ho visto che insieme a te potevo
sognare tutto ciò che non avevo...

E devo a te, per essere sincero,
se oggi sono quello che non ero,
ma quello che saremo, amore mio,
ah! lo sapesse, per lo meno, Dio...

Snooks
Siamo palle impazzite di biliardo
lanciate alla cieca da un giocatore d'azzardo...

sbattute, sbalzate col furore di un'onda
tocchiamo ora l'una e poi l'altra sponda

fin che il colpo finale non ci conduca
a precipitare dentro una buca...

Nihil de nihilo
Siamo tutti figli del Nulla
che così distrattamente
ci ha deposti in una culla
e ci trascina verso il Niente...

Ci ha lasciati qui da soli
a sbrigarcela tra noi,
tra sconfitte, sogni, voli,
senza un prima, senza un poi

in una fissa eternità,
dove nulla mai avviene,
però adesso che son qua
proverò a volerti bene...

Prigioniero di un destino,
cerchi di venirne fuori,
ma è così di ogni bambino
cresci, speri, soffri, muori...

Dimmi, dunque, cosa cerchi
in questa vita così incerta?
Tutte le bare ormai hanno i coperchi,
soltanto una è rimasta aperta...

Filosofia
Su, via, dai,
siamo tutti un po' hegeliani
e tu, lo sai!

Liberaci, o Epicuro,
dal terror del divenire,
tu lo sai quanto sia duro
per noi uomini morire...

La Filosofia ormai ha tutto detto:
Dio è morto, però, non nel suo letto,
forse nei nostri cuori, nelle nostre menti,
ma siamo per questo più contenti?

La Filosofia ormai ha detto tutto:
Dio è morto. E noi? Portiamo il lutto.
ma dopo il funerale,
ditemi, dove stanno il bene e il male?

E un dubbio ora mi sorge
che mi tormenta notte e dì:
Un Dio morto non risorge,
ma Gesù Cristo, forse, sì...

La Filosofia ha detto l'ultima parola:
se anche Cristo muore l'umanità resterà sola.

Su, via, dai!
Siamo tutti un po' hegeliani
e tu lo sai!

Liberaci, o Epicuro,
dal terror del divenire,
tu lo sai quanto sia duro
per noi uomini morire...

Domande di un lettore e-lettore
(Scritta aprile 2007)

Senza rimpianti, senza nostalgie,
gettando ponti, scavando gallerie,
i diessini riprendono il cammino:
perché soltanto quelli di Fassino?

Un partito che viene da lontano
non può fermarsi se non vuol morire,
ma pure camminando piano, piano,
di questo passo dove andrà a finire?

Sfiorì il Garofano, appassì la Rosa,
sfoglierà i petali suoi la Margherita,
ma quello che un giorno fu la "Cosa",
da che "cosa" prenderà la nuova vita?

E dopo tanti fiori e foglie, tutti,
ci aspetteremmo di cogliere dei frutti,
spesso promessi da chi ci amministra:
e se fosse la solita scissione di sinistra?

Ah! quante lotte, quanto abbiamo dato
per una società, un mondo migliore:
non c'è il rischio che ora nasca un apparato
burocratico, oligarchico, incolore?

Di cespugli, di fiori, foglie e piante
in questi anni ne abbiamo viste tante,,
ma ora giunti al termine supremo,
non c'è il rischio che spunti un ... crisantemo?

Consumismo
Che cos'è questo consumo
che ci riduce tutti in fumo,
che non ci dà scampo, né tregua
mentre la vita si dilegua?...

Che cos'è questo tormento
che ci consuma a fuoco lento
e brucia queste carni tenere
e ci riduce tutti in cenere?...

Che cos'è questo dolore
senza senso, né valore
in un mondo così atroce
dove in fondo c'è la Croce?...

La risposta non esiste
edè per questo che son triste....

Moto perpetuo
Tramonta il sole dietro le colline:
s'inchinano degli alberi le cime
come fanno le vecchie signorine
quando osservano merletti, pizzi e trine.

Sale la luna, lenta,, su nel cielo
spandendo, mite, il suo chiarore intorno:
copre la terra la notte col suo velo
edè così che muore un altro giorno.

Tramontano i pensieri dalla mia fronte
in cerca di altre menti su cui sostare:
altre teste ad accoglierli son pronte
e continua così il pellegrinare

di tante idee, sogni ed illusioni
verso il loro destino, verso Dio
e come muoiono gli anni e le stagioni
così un giorno morirò anch'io.

Tramonta il sole, tramonta l'Occidente,
nuove nazioni, nuove civiltà:
così si passa da l'Essere al Niente
e poi dal Niente si ricomincerà.

Questa è l'eterna legge del divenire
fin dai tempi di Eraclito, si sa,
che per nascere bisognerà morire:
solo morendo si risorgerà.

Risorge il sole dietro le colline,
si aprono dei fiori le corolle
come le bocche nei cori di bambine
che intonano dei canti in sì be molle.

Il coro degli uccelli già si sente
diffondersi nell'aria tutt'intorno:
le stelle in cielo ormai son quasi spente
edè così che nasce un altro giorno.

Allegri, tristi, docili, ribelli
risorgono i pensieri dalla mia fronte
e, mentre alcuni s'intrecciano ai capelli,
altri se ne andranno lungo un ponte,

un ponte lungo che non finisce mai,
verso l'ignoto, forse, verso Dio
e, tra speranze, dolori, gioie e guai
così un giorno sono nato anch'io.

Risorge il sole, risorge l'Occidente:
nuovi diritti, nuove libertà,
le piazze si riempiono di gente
fin quando il sole non tramonterà...

Tramonta il sole dietro le colline
ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.
(ad libitum)

A Eluana
E' stata sulla Croce per diciassette anni,
ma avrebbero voluto inchiodarcela di più
e tutto questo, pensate, nel nome di Gesù.
Lui che sulla Croce è spirato,

gridando: "Perché mi hai abbandonato".
A tanto può arrivare la crudeltà umana...
Dorme, riposa in pace, ora, Eluana.

Il padre, questa volta, anziché abbandonarla,
ha voluto,è riuscito a liberarla
Ai suoi funerali
non ci saranno vescovi o cardinali,

nemmeno i suoi aguzzini,
ma pochi, semplici onesti, amici, privati cittadini.

Contro la verità dogmatico-vaticana,
ha vinto ancora la carità cristiana.

Inno all'ottimismo
Si! La vita ci sorride
se accettiamo le sue sfide,
se affrontiamo i suoi problemi
fuori dagli usati schemi...

se la salute ci sostiene,
se l'amore ci conforta,
se ci vorremo ancora bene,
la speranza non è morta!

Su! Avanti! Su! Coraggio!
Su! Via... andiamo all'arrembaggio!
Riprendiamoci il cammino
che ci porterà a un destino

luminoso di progresso
(non fermiamoci qui, adesso),
altre mete! Altri traguardi
(non possiamo fare tardi)

già ci attendono lontani:
altri giorni, altri domani
prima ancora di morire
c'è un lavoro da finire,

senza fretta, senza affanno:
(altri poi ... lo finiranno!)

Nostra vita salve
La nostra vita è appesa ad un filo
fino da quando andiamo all'asilo
edè in quel periodo incerto e un po' vago
che, intanto, il filo diventa uno spago

e, prima che il tempo la coda si morda,
lo spago oramai si è fatto già corda...
tramontano i soli, s'inseguon le lune
ed ecco la corda si è fatta già fune,

ma basta un alito, un soffio, una brezza
ed, ecco, la fune di colpo si spezza...
Restano i fili sottili del cuore
coi quali intrecciare nuove storie d'amore,

tessute da quelli che seguono a ruota
e così ricamare di nuovo la vuota
tela infinita di questa esistenza
con i colori di un'altra esperienza...

è così che la vita la trama continua:
la fede vacilla, il dubbio s'insinua,
la ragione distilla, la noia ci assedia,
si alza la tela: una nuova commedia,

la morte ci assilla, il dramma ora incalza
così la tragedia diventa una farsa.

Corrispondenze
Caro Mario,
la vita è un gran Calvario
che ci conduce vivi
sul Monte degli Ulivi,
ma quando avrem raggiunto
il Getsemani, negli Orti,
vedrai che a quel punto,
saremo tutti morti.

Caro Dario,
il treno è quasi fermo sul binario:
si sta avviando a destinazione
prima di toccare l'ultima stazione....
Come sbuffava la locomotiva,
quando da soli oppure in comitiva
percorrevamo la valle, il monte, il piano
e sognavamo di andare più lontano...
Coraggio! Ancora un balzo, un salto, un tremito, uno sbuffo
fin che si fermerà... questo stantuffo...

Caro Severino,
la nostra vita ha un solo destino:
dopo aver percorso tante strade
ritorneremo in seno alla gran Madre
che ci accoglierà tra le sue braccia
finché di noi non resterà più traccia.

Caro Luigi,
la vita ci ha lasciato solo capelli grigi,
...
ti ricordi? Era ieri
quando avevamo i capelli tutti neri.
Oggi che siamo soli, tristi, stanchi
non ci resta che contare gli ultimi capelli bianchi.

Homo homini canis
Cosa fa un essere umano
se lo prendi per la mano
e gli dai con tutto il cuore
la dolcezza del tuo amore?

Lui ti guarda, ti sorride,
ti dà un colpo e poi ... ti uccide...

Cosa fa, invece, un cane
se gli dai un pezzo di pane?
Te lo prende con la zampa
e ti è fedele fin che campa.

Occhio per occhio
Occhio per occhio,
dente per dente,
così si comporta spesso la gente
che non conosce l'altra virtù

quella di amarci ogni giorno di più,
ma segue pedissequa il modo più antico:
nell'altra persona vedere il nemico.
Ah!Se la legge d'amor prevalesse

fino a oscurare ogni altro interesse,
il mondo sarebbe più giusto, più onesto,
più bella sarebbe, la vita, per questo.
Non ci sarebbe nient'altro da fare

ma solo amare e... ammare e... amare...

Difficile esercizio
La vita è un difficile esercizio
di accettazione della morte:
un breve, inevitabile supplizio,
ora più piano, ora un po' più forte

che ci rivela quello che noi siamo,
mentre ci rode, tormenta come un tarlo
nello stesso momento in cui viviamo
e noi dobbiamo ... imparare a farlo.

Darwiniana
La vita continua
su tutta la linea
la morte l'osteggia
la vita indietreggia:

una lotta s'ingaggia
feroce e selvaggia
il sangue la spiaggia
ricopre e la pioggia

da quando quel giorno
guardandosi intorno
la vita si è mossa
la morte in silenzio

le scava la fossa

Canto la vita
Canto la vita che se ne va,
piango la vita che mi circonda,
vivo la vita che è come un'onda
un'onda del mare che viene e che va...

seguo la vita che mi trascina
di giorno, di sera, di notte e mattina,
voglio la vita che non ho ancora,
odio la vita che mi divora,

amo la vita che ora mi accoglie,
godo i suoi frutti, i fiori, le foglie
e suono e ballo: la vita è una danza,
serbo nel cuore la sola speranza

che questo mio canto non morirà

Ogni giorno
Ogni giorno che passa è un pericolo scampato,
ogni notte trascorsa è un riposo immeritato
per chi vive come me alla giornata,
ogni ora vissuta è un'ora regalata

... da chi?Io non l'ho mai saputo,
spesso il Benefattore
preferisce restare
sconosciuto

L'ultimo funerale
Non c'è giorno che passa
che non andiamo al funerale
di noi stessi
e ci andiamo così tante volte
che l'ultima, per cortesia,
la lasciamo agli altri

Il merlo
... Cosa mi serberà il futuro?
Ah! potessi io saperlo?
potessi vedere di là di questo muro,
dove ancora saltella e canta il merlo

delle speranze mie, delle mie attese
il cui canto qualcuno già minaccia:
vedo gabbie approntar, tagliole tese,
credo che sia iniziata già la caccia.

Aspettando la sera
Sopra questa collina
di colore smeraldo,
qui, seduto in panchina
dove al sole mi scaldo,

in me stesso mi chiudo,
aspettando la sera
e ogni tanto m'illudo
che tutto torni com'era...

come un tempo lontano,
quando andando per via,
mi tendevi la mano
e una bella poesia,

sussurravi al mio orecchio:
ero ancora un bambino,
ora sono qui, vecchio,
sotto l'ombra di un pino...

di quei giorni felici,
non mi resta più niente:
un po' di tamerici,
un salice piangente,

il ronzio degli insetti,
il'erba verde del prato,
i tuoi vecchi merletti,
un violino scordato...

uno spicchio di mare
laggiù in lontananza,
tanta voglia di amare
e nessuna... speranza,,,

L'ultima cena
Io sono qui... in attesa:
ho fatto già la spesa...
la tavola è apparecchiata:
olio, sale ed insalata...

C'è il pane e anche il vino:
mi siedo al tavolino,
mi metto il tovagliolo:
alzo il bicchiere, bevo e ... sono solo...

Senilità
Per me è come un ritorno nel passato
quando, maldestro, muovevo i primi passi,
quando piangevo per essere ascoltato
e cominciavo a tirare i primi sassi...

Adesso i passi son di nuovo incerti,
il pianto, ormai, un lamento vano,
i giorni: interminabili deserti,
l'ultimo sasso mi è rimasto... in mano...

Via col vento
Quando lo guardavamo al cinema moderno,
allora pensavamo di vivere in eterno,
adesso che ci resta poco tempo
in dvd vediamo ... via col vento...

che col suo soffio ci sta portando via,
lasciando dietro noi, breve, una scia
che prima di raggiungere il suo culmine
sarà durata il balenìo di un fulmine...

Inch Allah
Perché in un mondo così dinamico
quando un cristiano incontra un islamico
ciascuno resta della sua idea
l'uno va in chiesa, l'altro in moschea
a pregar fin che la gola è secca,
chi guarda a Roma e chi alla Mecca?

O non è meglio darci una mano
senza più chiese, né Vaticano,
o non son forse altrettante droghe
pagode, templi e sinagoghe?
Abbatter muri, aprir finestre:
la Civiltàè solo Terrestre

Vivere senza più distinzione
di lingua, sesso e religione...
O non è forse la religione
che ci divide e che ci pone
l'un contro l'altro senza mai tregua
in questa vita che si dilegua,
che ci abbandona, non ci appartiene
o non è meglio volerci bene?

Lottare insieme contro ogni male
o non è questo il più grande ideale?
E liberarci da ogni bisogno
o non è questo il più grande sogno?
O non è questo il vero Dio
a cui tu credi e credo anch'io?

E quando Natura i suoi attacchi sferra,
batterci insieme su questa terra
perché di un mondo così diviso
potremmo farne un... PARADISO!..

Ritorno
Ritorno sui miei passi,
rivedo i miei cipressi,
la strada fatta a sassi
e noi... mai più gli stessi...

Aiuole sempre uguali,
oocchi aperti sui prati,
fiancheggiano i viali
e noi... così cambiati!...

Lungo il vecchio sentiero
foglie che il vento ammassa:
tutt'intorno il mistero
della vita che passa...

Waiting for...
Io sono qui e... aspetto,
alla solita fermata,
tutti gli altri mi hanno detto
che non è ancora passata...

Intanto, osservo il paesaggio,
mi distraggo, guardo intorno,
ma non so se il mio viaggio
sia di andata o di ritorno...

Ho bevuto...
Ho bevuto, ho bevuto, ho bevuto,
ma quanta sete ancora di... ASSOLUTO!
Ho mangiato,ho mangiato fino alla sazietà,
ma quanta fame ancora di... Verità...!

Ho vissuto, ho vissuto ogni esperienza, sempre più ardita,
ma ho conosciuto mai, la vera Vita?...
Ho percorso i sentieri di ogni Filosofia,
ma quanta strada ancora per trovare la Via...!

O Maria, gratia plena...
O Maria, Maria gratia plena,
la mia speranza è soltanto terrena,
l'amore mio è solamente umano<:
di' a Tuo Figlio che mi dia una mano...

Lui che sa tutto e che tutto vede
saprà anche perché io non ho fede
in una vita futura, ultraterrena,
O Maria, Maria, gratia plena...

Digli che voglio benessere e successo
e che lo voglio, ora, qui, adesso,
O Maria, Maria, se mi deludi,
se la Tua porta in faccia Tu mi chiudi,

se mi abbandoni, qui, in questo deserto
io busserò fin che non mi avrai aperto,
io chiederò fin che non mi avrai dato:
è qui che voglio essere... beato...

Perugiassisi
Trovarsi soli con Perugia
è un'esperienza eccezionale
dove il mio cuore si rifugia
con tutto il bene e tutto il male...

Trovarsi soli alla fontana
in una sera fresca come l'acqua,
ti da una sensazione strana
che puoi provar soltanto a Pasqua...

E alzo gli occhi verso il duomo,
vedo l'antica cattedrale
e dentro me io scopro un uomo
che è moderno e medievale...

Trovarsi soli con Perugia
con i suoi sguardi , i suoi sorrisi,
mentre il mio intanto indugia
verso il piano di Assisi...

E mentre la valle io contemplo,
risuona dentro me il suo antico esempio,
risento dentro me la sua voce,
lui che lasciò la spada per la croce...

E mentre questo il cuor mio pensa,
io scopro dentro me la mia incoerenza
e solitario continuo la mia strada
senza scegliere mai tra croce e spada...

Preghiera
O sconsolato Crocefisso mio
che mi guardi con occhio moribondo,
lo sai che un giorno verrò su anch'io
per guardare dall'alto questo mondo...

O Crocefisso mio, porgi la mano,
tirami su, aiutami a salire,
però, ti prego, fallo piano, piano,
tu sai come è difficile... morire...

Va canzone
Va canzone, non tardare,
lascia pure questo mare
e vedrai che, senza dubbio,
troverai tra Assisi e Gubbio

dove il cuore si rifugia,
la bellissima Perugia
e, vedrai, c'è un'altra cosa,
dove il cuore si riposa

va, canzone, corri, in fretta,
c'è mia madre che ti aspetta...

Anniversari
Son cresciuto insieme a me,
son cambiato via, via:
son sessantatre anni che
io mi faccio compagnia...

Ma se un dì dovrò mollare
per spiccare il grande volo,
me ne dovrò proprio andare e.
lasciarmi qui... da solo...

Aspettando i Re Magi
Io non credo nei sogni e nei presagi,
ma quella notte anch'io vidi i Re Magi,
vidi anch'io le stelle in cielo scintillare
ed i pastori in ginocchio giù a pregare

davanti ad una stalla illuminata
sul cui tetto una stella era posata...
Fu quella notte che udìi una canzone:
un canto di speranza e di consolazione...

Vidi un Bambino sorrider nella culla,
un bue, un asinello e poi più nulla...
Tutto inghiottì spietata la memoria
di questa nostra sciagurata storia

dove Odio e Amore si affrontano ogni giorno,
ma io ancora aspetto il Suo ritorno...
Io che non credo nei sogni e nei presagi,
anche stanotte, come ogni notte aspetterò
I RE MAGI!

Allegria dell'esserci
Oggi chi vi parla è un sessantenne
che se dal nulla fuggì come un evaso
il giorno in cui in questo mondo venne,
credete a me, ciò fu per puro caso...

Ma se nel gioco eterno della vita,
io mi ritrovo ancora tutto intero,
ho vinto io per ora la partita
con questo risultato: uno a zero...

Ma, se fatale giungerà quel giorno
in cui al posto mio non c'è nessuno,
nell'eterno girone di ritorno,
almeno ho pareggiato;: uno a uno!

Novecento
O Novecento mio, dove sei andato.
Ah! Sapessi perché m'hai abbandonato,
lasciandomi qui solo nel 2000
insieme a tutti gli altri a far la fila...

Ma dove sono ormai le tue promesse
di libertà, di pace: quelle stesse
che tu per tanto tempo predicasti
a quelli che con te sono rimasti...

dove le intelligenti tue dolcezze,
dove i tuoi miti, le care tue certezze...
Ora è odio e desolazione,
o Novecento mio, la tua stagione
si è sciolta come neve al primo sole:

cento anni di promesse e di parole...

Nostalgia
Ah! Quando eravamo on the road,
adesso siamo in the house,
passiamo i giorni to unload,
le sere a giocar con un mouse...

Ah! Quando leggevamo "Spoon River",
adesso parliamo di driver,
ciattiamo, formattiamo dei ... flopping
e con un click... facciamo lo shopping...

Ah! Quando sul mare andavamo on the sail,
adesso, ogni tanto, mandiamo un e-mail,
viviamo in un mondo di buy an sell
e per amico non ci resta che un cell

con il quale inviamo, leggiamo SMS,
i giornali, oramai, sono solo The Press,
i media solo e sempre di mass,
adesso in città ci andiamo col bus...

Le coppie di fatto fan tutte cus-cus,
alla radio ascoltiamo soltanto The News,
i giochi son fatti... restan solo i play-off
e se non ti sta bene... fuck you and fuck off...

Lettera alla "Lettera 22"
Cara macchina per scrivere "Olivetti",
con i tuoi tasti , ormai, ho scritto: "Addio"
sopra quei versi miei mai più riletti,
scanditi al suono del tuo ticchettio...

Tu mi ricordi come tutto muore,
tutto trapassa, corre, fugge via,
ma fin che avrà un... ticchettio il mio cuore,
continuerò a battere... poesia...

La nostra luna
Toh... C'è la nostra luna anche stasera,
la stessa, quella di tanti anni fa,
com'è diversa... non mi sembra vera,,,
chissà se lei ci riconoscerà...

Eppure, quante volte ci ha aspettato,
quando seduti, abbracciati sul balcone,
la guardavamo, trattenendo il fiato,
mentre, bianco, ci mostrava il suo faccione...

Ci sorrideva quella luna nostra,
ci riempiva di sogni quelle sere,
adesso, qualche volta, se si mostra,
lo fa, più che altro... per dovere...

Premonizioni
C'è qualcosa nell'aria questa sera:
un penetrante odore di ginestra,
forse,è l'inizio della primavera
che già stamani batteva alla finestra

coi primi raggi suoi, timido, un sole
tra due nubi, sbucato, all'improvviso,
mentre in giardino sbocciavano le viole...
così nel volto tuo sboccia... un sorriso...

Illa res
Ho consumato tutte le mie attese,
ho consumato ormai ogni speranza
in questo lento mio valzer viennese,
in questa interminabile mia danza...

e continuo a girare senza posa,
senza una meta, come in una giostra:
chissà se vedrò al fine quella cosa
che sta al fondo di questa vita nostra...

Dovrei aspettare, forse, d'esser morto?
Ma se poi fosse proprio accanto a me?
Ah! Troppo tardi me ne sono accorto,
ma quella cosa eri tu... per me...

Desiderio
Io lo so di che cosa ho bisogno:
di meno realtà, di molto più sogno,
di meno ragione, di più fantasia,
di meno prosa, di più poesia...

Io lo so che cosa mi occorre:
starmene solo in cima a una torre...
d'avorio? d'argento?...
ha poca importanza

poi, alle ali del vento
affidar la speranza,
fatta di lotta, amore e coraggio
che un giorno giunga questo messaggio

là dove sia preso sul serio
e che sia esaudito questo mio... DESIDERIO

Audience
Ho penato sempre molto
per trovare un po' di ascolto
e cercare un buon motivo
per sentirmi un po' più vivo

non ci sono mai riuscito,
il perché non l'ho capito...
E per questo mi son messo
all'ascolto di me stesso,

ma non è servito a niente:
il frastuono della gente
mi ha impedito di capire
ciò che stavo per sentire...

e sentire avrei voluto
il silenzio più assoluto...
Desiderio inappagato
di un poeta un po'... mancato

che s'aggira sotto il sole
sempre in cerca di parole
per comporre nuove rime
che esprimessero il sublime

dei momenti più eccelsi,
ma si trova, poi, alla fine
questi stupidi suoi versi...

Non so se tu lo sai...
Non so se tu lo sai,
ma io mi sento perso:
è qualche tempo, ormai,
che non scrivo più un verso,

che non ho più un pensiero,
degno di questo nome
e vedo tutto nero,
né so perché, né come,

né più a nulla credo,
così, al'improvviso,
da quando più non vedo,
il tuo volto... il tuo sorriso...

Lei
Felici nella notte noi andavamo
come se il canto nascesse dalle mani
che andavano ad intrecciarsi più lontano
per accoglierci, intatti, l'indomani...

non sapevamo ciò che ci attendesse
e quando, insonne, veniva a noi la sera
nessuno c'era di noi che lo sapesse,
ma questo sapevamo che lei c'era...

c'era e ci colse quasi all'improvviso:
c'indurì i cuori, ci spense gli occhi, ci annebbiò il sorriso
e dopo tanti sogni, canti, voli
ci ha lasciati, inutilmente, soli...

Vita bizzarra
Io vivo una vita bizzarra:
passo il tempo a suonar la chitarra,
son poeta e parlo alle stelle
e m'ispiro alle cose più belle...

La mattina mi alzo col sole
e vo' in cerca di note e parole
e la sera, a notte inoltrata,
alla luna fo' una serenata...

Così passo la vita cantando
e, se avviene che di quando in quando,
la mia gioia si muta nel pianto,
ma è da lì che poi nasce il mio canto...

E, nel canto, ritrovo la gioia,
esser sempre felici...che noia!...
Così vivo in questa alternanza,
tra dolore e gioia e speranza...

Ero io... Ero...!Io
Ero io, ero io quel ragazzo:
su e giù per la collina come un pazzo
le nuvole inseguendo trasognato:
ruzzolando, urlando sopra il prato...

correvo qua e là incontro al vento
che sulle sue grandi ali d'argento
mi trascinava via giù per la valle
a cavalcioni sopra le sue spalle...

Adesso, qui, immobile, io giaccio:
sopra questa collina al Castellaccio
e muto osservo il cielo, il mare, l'orto...
più non mi muovo: sono un peso morto...

Le mie stagioni
Io nacqui in quei giorni di notti lontane
interrotte, ogni tanto, dal latrare di un cane...

Io nacqui in quei giorni lontani di caldo,
quando anche l'estate arrivava in ritardo,

ma una volta arrivata, non voleva andar via,
voleva restare, con me, in compagnia...

poi venne l'autunno scendendo dai monti,
ma né io, né l'estate eravamo ancor pronti,

così fummo sorpresi, dalla pioggia bagnati,
sopra un prato, distesi: eravamo abbracciati...

col freddo di fuori, il caldo all'interno,
insieme andammo incontro all'inverno...

ma da quella sera non l'ho più veduta,
la primavera non l'ho ancora vissuta...

da quella sera che la strinsi al mio petto,
la primavera ancora l'aspetto...

La canzone dell'amore eterno
Dal nulla son venuto,
nel nulla tornerò:
quello che ho dato, ho avuto,
rimpianti non ne ho...

Ho vissuto questi anni in cerca di me stesso
e mi dispiacerebbe morire proprio adesso,
adesso che per vivere una ragione c'è
e l'ho scoperta quando... quando ho scoperto te...

Dal nulla son venuto,
di questo sono certo
e, a volte, se ho sofferto,
l'ho fatto anche per te...

Dal nulla son venuto:
chissà come e perché,
ma quello che ho goduto,
lo devo solo a te...

Come le foglie libere trasportate dal vento,
mi son lasciato vivere,per questo son contento
Ah!... potessi tornare, ringrazierei Iddio
e ricomincerei da te... amore mio...

Arrivi e partenze
Io che ho girato quasi tutto il mondo
a questa conclusione sono giunto:
forse è dovuto al fatto che è rotondo,
ma io son sempre qui allo stesso punto...

Da quando ho intrapreso il mio cammino
lungo le vie, i sentieri del pianeta,
forse, dipenderà dal mio destino,
ma, in fondo, conoscevo già la meta...

E questa, dunque,è la mia conclusione,
dedotta da una chiara conseguenza:
è fuor di dubbio e fuori discussione
che ogni punto di arrivo è di partenza...

Il grande viaggio
Su! via, partiamo per il grande viaggio:
nei nostri bagagli un po' di coraggio,
qualche speranza, appena imballata,
da tirar fuori alla prima fermata...

Lasciamole a casa le nostre illusioni,
ne troveremo nelle altre stazioni...
magari, portiamoci qualche ricordo:
è sempre bene tenerne a bordo...

Si! un buon ricordo portiamolo pure,
ci servirà nelle ore più dure
e, per voltarci indietro ogni tanto,
portiamoci anche qualche rimpianto...

Su! via, salutiamo il babbo e la mamma,
ma non è il caso di farne un dramma,
anche se soli poi resteremo,
qualche altro dolore lo incontreremo

e ci faremo un po' compagnia
con la tristezza e la nostalgia...
ma prima di giungere a destinazione,
lasciamola scendere la disperazione...

ma prima di giungere al traguardo finale,
su, via, liberiamoci di tutto il male
che abbiamo fatto, subìto, incontrato
portiamoci il bene che abbiamo operato

insieme a quello che abbiam ricevuto,
tutte le volte che abbiam chiesto aiuto
e, se c'è stato qualche rifiuto,
buttiamolo a mare senza rimorso

sarà più leggero il nostro percorso...
Così una volta toccata la meta,
adagiamo la testa su un cuscino di seta
e, dopo sconfitte, battaglie e lotte,

chiudiamo gli occhi e...buonanotte!...

... Dal canto mio
Non c'è canzone che il mio cuor non canti,
non ci son lacrime, non ci sono pianti
che gli occhi miei non abbiano versato
e non c'è gioia che non abbia provato....

Si! Lo confesso: ho vissuto tanto,
ma uno solo è, però, il mio canto
che, tra un sospiro, un grido e un mormorio,
ora s'innalza edè ... DAL CANTO MIO!...

Uff! La poesia...

Uff! La poesia...
oggi si trova solo in libreria,
la puoi trovare sì, ma non da sola
in qualche vecchio tuo libro di scuola...
Io l'ho scoperta, seppure in ritardo:
era tutta racchiusa dentro il tuo sguardo...

(English Versio)

Bof! Poems today are no longer on the top,
you can find them only in the bookshop.
You can find them if you look
in your oldish schoolbook...
I discovered them during this weekend:
they werw hidden in the eyes
of my nice girlfriend.

(Version française)

Helàs! La poésie, la poésie
aujour'hui on la trouve
seulement dans les librairies...
on peut la trouver peut-e^tre au fil d'un vol
dans quelques vieux bouquin de ton école...
J'ai l'ai découverte , quoiqu'en retard:
elle était renfermée dans ton regard.

(Version espaespanola)

Ah! La poesia, la poesia
hoy se encuentra sòlo en la libreria,
la se puede encontrar sì peronon por sì sola,
entre algunos viejos libros de ...
Yo la descubrì en una noche encantada:
estaba en tu linda mirada.

(Versione tedesca)

Ach! Die Dichtung, die Dichtung
findet man nur in der Bucherei,
man kann doch es finden, aber nicht allein
in einigen deinen alten Schulbuchern...
Habe ich sie gefunden,
auch wenn zu spat: sie war in deinen Augen
geschlossen.

Congedo
La Poesia è finita: oggi non ha più senso,
oggi più nessuno s'illumina d'immenso...
Nessuno più sta solo sul cuore della terra,
ma stiamo tutti insieme , ciascuno a farci guerra...

La pioggia più non s'ode battere sul pineto
si vedon solo code, nessuno vuol star dietro...
La Ragione, la Fede... e chi le ha viste mai!...
Nessuno più ti chiede se ha senso ciò che fai...

Nessuno più ti chiede il senso della Vita,
ma solo i risultati dell'ultima partita...
Forse sarà la Scienza o la Tecnologia,
ma oggi più nessuno crede alla Poesia......

Le poesie son morte... fuggite dal pianeta
ed io... che brutta sorte... son l'ultimo poeta...

Ho scritto...
Ho scritto tanti versi, più di un chilo
e li ho legati tutti con un filo,
ne ho fatto un pacchetto bell'e pronto
per regalarli al mio primo incontro...

In essi ho riversato le mie pene,
e li regalerò a chi mi vuol bene,
li deporrò dabanti alla sua porta
così quand'esce le faran da scorta,

la seguiranno nei suoi lunghi giri,
accompagnandola con i miei sospiri
e mentre se ne andrà per la sua via,
dirà qualcuno: "E' lei?... E' la poesia?!"

Aspirazione
Io aspiro alla gloria letteraria
perché aspiro ad essere me stesso
vivere sospeso tra la terra e l'aria,
tra l'acqua e il fuoco, uniti in un amplesso...

e in questo eterno abbraccio universale,
tra questi quattro elementi mi trastullo,
spinto di qua, di là, tra il bene e il male
e dolcemente naufrago e mi annullo.

O Musa mia
O Musa mia t'imploro
fa che di te sia degno,
prendimi nel tuo coro,
dammi il tuo sostegno

o musa mia, t'imploro,
no, non mi abbandonare,
tu mi hai fatto sognare
la corona d'alloro

concedimi un momento
di vera ispirazione,
fammi uscir dal tormento,
dalla disperazione

che non mi dà mai tregua,
mentre la vita incalza, si dilegua
senza lasciare segno,
senza lasciare traccia

di un poetico ingegno,
ma solo questa faccia

Momenti
Quando il cuore mio si esprime,
nei momenti piu' diversi,
lo fa solo con le rime,
così nascono i miei..... versi...

ora allegri ora piu' tristi,
a seconda degli istanti,
qualche volta anche un po' misti
e ce n'è per tutti quanti:

per chi non sorride mai
per chi vive nel dolore
per chi vive in mezzo ai guai
nell'angoscia, e nel timore....

per chi spera in un domani,
per chi, invece, a tutto perso,
per i vicini ed i lontani,
per chi e' uguale e chi è diverso...

per chi suona la Campana,
perchè arriva babbo natale,
per i figli di .......,
per chi sta bene e chi sta male....

per chi crede ai ciarlatani,
per chi crede solo in Dio,
per i malati, per i sani,
ma anche per l'amore mio..

per chi crede in qualche cosa
e si batte con coraggio,
per chi vuole, ma non osa,
per chi cerca il suo vantaggio...

Sì! ce n'è per tutti i gusti:
per i buoni ed i cattivi,
per i furbi e per i giusti,
per i morti e per i vivi....

a seconda di chi incontro,
camminando per la via...
il mio verso!è sempre pronto,
sempre in cerca di .....poesia...

Quanto a me, cosa volete...
metto in rima le parole,
forse, voi, non lo sapete,
ma a me basta un pò di sole...

un pò di cielo, un pò di mare,
una pizza con gli amici,
una canzone da cantare
nei momenti più felici ...

nei più tristi, ci son giorni
in cui tutta l'anima mi duole
e allora aspetto che ritorni
piano piano un pò.... di sole...

Alla mia musa
E' muta la mia musa questa sera,
silenziosa come notte senza vento,
vuota come una vecchia ciminiera
il cui camino sia da tempo spento...

non un suono lontano che rintocca ,
non un rumore, ne' un lieve bisbiglio,
e quando lentamente apre la bocca,
un solo verso esce:uno sbadiglio!

Ispirazione

I

Chi vuol fare poesia
se ne faccia una ragione:
io non credo che ci sia
una vera ispirazione...

Caso mai c'è e esiste
chi si sente ,a volte, triste
e ...non sapendo più amare...
Beh ...si mette a ...poetare

Per veder se il sentimento che egli prova abbia un valore
e che non sia un soffio di vento
o peggio ancora un...soffio al cuore
ma che qualche cosa resti e non sia spazzato via

Qualche cosa che vorresti
assomigliasse... a una poesia.

II

Io non ho una vera ispirazione,
scrivo solo per pura esibizione,
mi basta una parola,un'accasione
per ricavarci sopra una canzone...

A volte scrivo solo per me stesso,
ma non è ch'io lo faccia molto spesso,
preferisco improvvisare come adesso:
un modo come un altro

Per subblimare ....il sesso..


III

Ieri sera è venuta a visitarmi
mentre ero in compagnia dei miei rimpianti
e ha cominciato piano piano a consolarmi
di tante delusioni e sogni infranti,


Poi, nel silenzio, come era venuta,
a poco a poco se n'è andata via
e nella notte silenziosa e muta
mi ha lasciato questa ....poesia


L'ho riletta stamani, appena sveglio
e mi son detto : " Ma che brutti versi!
l'ispirazione potrebbe far di meglio,
invece di giorcarmi .. certi scherzi!

Pagine bianche
Ah! quante pagine bianche
in attesa di note,
quante giornate stanche,
quante serate vuote...
quanti giorni perduti,
quanti mattini persi...
ah! se li avessi vissuti,
che bellissimi versi
avrei potuto scrivere,
lasciare alla memoria,
anziché sopravvivere
e assistere ... alla ... Storia...

Chissà?...
Chissà... chissà... se ci starebbe bene
su questo foglio bianco una poesia,
chissà, però, come verrà... se viene...
o non sia invece da buttarsi via...

In ogni caso, mettila da parte,
chissà che rileggendola, un domani,
ti possa sembrar opera d'arte,
fatta da me: con queste stesse mani....

mani che han costruito questa vita
che anche oggi incalza, fugge, preme,
ma prima che non sia tutta finita,

chissà se leggeremo ancora insieme

Non c'è verso
Non c'è metrica, non c'è verso,
non c'è ritmo, né armonia,
c'è qualcosa di diverso
in una vera poesia:

c'è la vita, c'è il dolore
che purifica, che affranca,
c'è la gioia, c'è l'amore
quello vero che mi manca...

Così come un mendicante,
vado in cerca di emozioni,
che sian poche o siano tante,
sono solo ... sensazioni...

Strana poesia
C'è qualcosa che non quadra
iin questa strana poesia,
l'ho composta per la strada
mentre stavo andando via...

Son tornato sui miei passi,
tante volte avessi perso,
per la strada, in mezzo ai sassi,
una parola, qualche verso...

Cerca... cerca... guardo... chiedo,
quando, ad un tratto, all'improvviso,
alzo gli occhi e che ti vedo!?...
il tuo sguardo... il tuo sorriso...

Il cervello del poeta
Il cervello del poeta è un marchingegno strano
per lui è cosa consueta rigirarselo un po' in mano,
ci son dentro tante cose che ogni tanto tira fuori:
un tormento, un overdose di passione tra due cuori,
un timore una speranza, un rimorso ed un rimpianto,
un malessere che avanza, una pena, un sogno, un canto,
una strana tentazione istigata dalla noia, una forte delusione,
una rara, intensa gioia, anche un po' di nostalgia,
un ricordo, uno spavento, una vecchia poesia, quasi un refolo di vento....
poi... rimettercele dentro...Ah! che ardua impresa è questa...
arriverà, vedrai, il momento che non trova più ....la testa..

Ogni poesia
Ogni poesia non è che un tentativo
per sentire se sei ancora vivo,
ogni poesia non è che il risultato
di ciò che sei, sarai e sei giò stato...
ogni poesia non è che il prodotto
di quell'istante che ti ha sedotto,
lasciandoti dentro qualche cosa
simile al profumo di certi petali di rosa
che continui a sfogòliare senza fine
finché ti resteranno solo... spine...

La poesia
La poesia è un certo sentimento,
ti senti all'improvviso come preso
da una strana allegria... da uno sgomento
che t'innalza e lì resti sospeso...

Fluttui nell'aria fino che non trovi
dove poggiare i piedi e in quel momento,
tutto quello che pensi, senti o provi

lo affidi alle parole oppure al...vento...

Et Verbum Caro
E' la Parola che si fa Vita
la Poesia quando è riuscita,
ma è molto raro che ciò succede
nella realtà che oggi si vede,
è molto raro che questo accada:
stretta è la via, lunga la strada:
eppure questo, talvolta, avviene
quando sul Male prevale il Bene...
e c'è chi dice sia già successo
più di duemila anni da adesso,
tanto che ancora stanno a parlarne:
fu quando il Verbo si fece Carne

La poesia è fatta di parole
La poesia è fatta di parole messe insieme
che germogliano pian piano come un seme
che si apre e nel punto preciso in cui muore,
subito in quel punto spunta... un fiore...

Ieri ho scritto una poesia...
Ieri ho scritto una poesia:
neanch'io so com'è accaduto,
me ne stavo lì seduto
sulla panca di un giardino,
quando a un tratto lì vicino,
un bambino si è seduto:
mi ha guardato dritto in viso:
l'ho guardato: mi ha ... sorriso...

The poet i am
Ho scoperto insieme a te
Il poeta che c’è in me...
Non so proprio come hai fatto:
un poeta ha il cuore matto...

però quando l’hai scoperto,
era ancora un po’ inesperto,
così quando l’hai trovato,
son rimasto senza fiato...

Chissà dove era nascosto,
certamente in qualche posto,
ma tu l’hai tirato fuori
e fu l’incontro di due cuori...

Non sapeva il poverino
Che ogni uomo ha il suo destino
E che una sorte triste o lieta,
lo conduce a quella meta...

E ora che qui con te sono,
io di me ti faccio dono:
è un regalo un po’ scontato,
ti do quello che mi hai dato...

Ti vorrei dare di più,
ma cos’è che non hai tu...
questa semplice canzone
è la mia dichiarazione.

La polemica
Io non voglio far polemica,
proprio oggi che è domenica,
ma tu dici, scherzi a parte,
che la rima non sia un'arte,

che sia solo un artificio
che oramai si fa d'ufficio,
che sia solo un espediente
per chi ormai non ha più niente

né da dire, né da fare
e che sia megio lasciar stare...!?
Io questo lo contesto
e anche tu, se sei onesto,

riconoscerai senz'altro
che un discorso vale l'altro
e che la vera differenza
è se è in rima oppure... senza...

Il Poeta della valle
Si! sono io il poeta della valle
ma con un sacco di versi sulle spalle
che mi trascino dietro da una vita
dove ogni verso è come una ferita
sulla mia pelle e quella dei miei amici
e che han lasciato parecchie cicatrici..

"Mamma!" fu il primo verso
la prima volta che mi sentìi perso...
Che bellissimo verso fiorì sopra ad un ramo
la prima volta che io dissi: "Ti amo!"...

Un verso triste, breve fu: !Addio!",
il giorno che partisti,amore mio...
L'ultimo verso, prima di restar per sempre muto,
ah! sarà quello il verso più vissuto..

Ma fino a quel momento,
spargo i miei versi come semi al vento!
Perché, che cosa c'è di più sublime
che passare una vita a far le rime

per consolarla e renderla più lieta,
in questa Valle dove son... poeta...

Il poeta del Castellaccio
Sono il poeta del Castellaccio:
passo il mio tempo a leggere il Boccaccio,
ma anche Dante, a dire il vero,
sotto le stelle di Montenero,

il colle dove non ci si annoia,
fonte e cagione di tutta gioia,
dove la gente il lunario sbarca,
mentre io leggo anche il Petrarca...

per non parlare di Torquato Tasso,
di cui ho letto quasi ogni passo,
ma quando leggo Ludovico Ariosto,
di tutti, questo,è il più bel posto...

La notte, spesso, ci facccio tardi,
leggendo il Foscolo ed il Leopardi
che con il Pascoli ed il Carducci
non sono mica dei poetucci...

Così combatto la noia e il male,
leggendo Quasimodo, ma anche Montale
insieme a quelli che ho sempre letti
come Caproni, così Ungaretti

e nella notte tacita e insonne,
a volte leggo anche... carlochionne...

Il mio alfabeto
Sono un poeta
dalla A alla Z
e, per venire subito al concreto,
voglio mostrarti questo mio alfabeto:

A come amore, senza incertezzxa alcuna,
B come Baci al chiaro della luna,
C come Cuore, sempre innamorato,
D come i Domani che insieme a te ho sognato;

E come l'Edera che insieme ci ha legato,
F come il tup Fiore che quella sera ho colto,
G come il Giorno in cui mi hai dato ascolto,
H come i sospiri, levati al cielo, immensi,
in quelle lunghe sere per tutti i tuoi silensi...

I come Ieri, quando ti ho rincontrata,
L come la Luna insieme contemplata,
M per Mamma, quando ho chiesto aiuto,
N per tutti i NO! che ho ricevuto...

O per gli Occhi tuoi che ho tanto amato,
P per ogni Poesia che mi hai ispirato
Q come quel Quaderno, nascosto in un cassetto,
R per i Ricordi, sepolti nel mio petto...

S per i Saluti che, se non ci sei, ti mando,
T per tutto il Tempo in cui ti sto aspettando
U come l'Uomo di cui ti innamorasti
V come la Vita che tu mi regalasti...

Z come lo Zucchero, soffice, filato,
ma dolce come un bacio: il primo che mi hai dato.

Il poeta
Il poeta è un artigiano:
uno che prende le parole in mano,
le misura, le squadra, le accarezza,
le fa rimare con la sua tristezza...

Ci può tirare fuori ciò che vuole,
come fa il prestigiatore dal cappello
dove c'è il buio, può vederci il sole
e dove c'è un nemico: suo fratello...

Dove c'è il mare immagina un deserto,
dove c'è un cuore chiuso, lui vede un cuore aperto
che in segreto soffre, piange eppure spera
perché sa che il giorno è fatto per la sera...

la sera per la notte e così via
e, in fondo, questa è... la poesia...

Il poeta è un bel mestiere,
il più bello che ci sia,
uno che lotta contro ogni potere
per il trionfo della fantasia...

E' una lotta impari, dura,
però il poeta non ha mai paura:
egli si batte, dibatte, ribatte, combatte,
non si arrende

e a colpi di... parola si difende...

e, se alla fine soccombe,
gli restano i suoi versi che come un lungo volo di colombe
continueranno la loro traiettoria,
prima di entrare per sempre nella...Storia...!

Uomo del duemila
Avrei voluto nascere... poeta,
scrivere versi scolpiti sulla pietra,
regalare parole di saggezza,
vivere il sogno di eterna giovinezza.
Invece sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila,
con loro continuo la mia via
alla ricerca di un po’ di... poesia.

Avrei voluto nascere... scrittore
scrivere il più bel romanzo d’amore,
con esso far sognare tanta gente
in uno stato di grazia permanente.
Invece sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila,
continuo la mia strada non mi arrendo:
questo romanzo io lo sto... vivendo.

Avrei voluto nascere... cantante,
cantar la libertà ad ogni istante,
librarmi in cielo come un aquilone
come le note di una... mia canzone.
Invece sono un uomo del duemila
insieme a tanta gente sto qui in fila
e anche se alcuni se ne stan già andando,
questa canzone ancor la sto... cantando.

Avrei voluto nascere... attore,
girare le più belle scene d’amore,
di guerra, d’avventura, di rivolte
e nascere e morire tante volte.
Invece sono un uomo del duemila
insieme a tanta gente sto qui in fila,
ma vivo la mia vita fino in fondo:
il mio palcoscenico è il... mondo.

Avrei voluto nascer... ciò che sono,
accogliere la vita come un dono
e regalarla tu lo sai perché
per viverla ogni giorno insieme a te,
perché io sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila
ma se tu mi sarai sempre vicino,
più facile sarà questo cammino.

Autoritratto
Guardami bene e dimmi se non vedi
che son poeta dalla testa ai piedi:
gli occhi intenti a scrutare l'orizzonte,
le braccia tese, due mani sempre pronte
ad intrecciare ghirlande di parole
cucite insieme coi raggi del sole...
La bocca aperta da un sorriso schietto,
un cuore vivo, chiuso dentro un petto
che all'unisono batte col creato
e giorno e notte eterno chiaroscuro,
le radici del corpo nel passato
ed i miei versi, immersi nel futuro

Poeta Contemporaneo
Sono un poeta contemporaneo,
ma a questo mondo mi sento estraneo,
avrei voluto nascere prima,
quando andava di moda la rima.

Io ora col verso libero e sciolto
non è che io mi ci trovi molto...
oddio!è vero che se ci penso
anch'io m'illumino un po' d'immenso,

ma non mi ci vedo chiuso in un orto
a meriggiare pallido e assorto
o stare solo sul cuor della terra
mentre nel mondo continua la guerra

che quelle son bombe mica parole
e non resti trafitto da un raggio di sole...
Oggi dovunque trovi un divieto,
la pioggia c'è, ma non più sul pineto,

la rondine al suo nido più non torna
e non c'è più la cavallina storna
che conosceva i suoi cenni e i suoi detti...
Ah! i cipressi che a Bolgheri alti e schietti,

ma dov'è l'albero dal verde melograno
se non c'è più la pargoletta mano...
La donzelletta vien ancor dalla campagna
col mazzolin di fiori (e bada ben che non si bagna)

Oggi della Poesia che cosa resta?
Forse la Quiete dopo la Tempesta,
forse solo queste parole:
c'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,

anzi d'antico ci vorrebbe un amico,
ma dov'è l'ombra or se la Quercia spande,
siamo rimasti tutti qui in mutande,
anzi è un miracolo ch'io sia ancora vivo

ora che la Quercia si è fusa con l'Ulivo,
ora che la sua strada è tutta sgombra
e del governo ormai c'è solo l'ombra,
ma giuro che se sarò lasciato solo,

un giorno o l'altro anch'io andrò nel Polo,
ma sono troppo amante del calore
e al Polo preferisco l'Equatore,
per questo continuo col mio tragitto

perché sono poeta... ma... d'Egitto!

Poetare punto it:
ecco un sito per l'élite
dove trovi versi on line
entro un ottimo design.

Non credevo che nel web
si trovasse un tale club
di persone very smart
che coltivan la fine art

di comporre idee e pensieri
ora gravi, ora leggeri,
di inviare sentimenti
nei più intimi momenti

su per l'etere profondo
che circonda il nostro mondo
grazie ad Internet, ma in primis,
grazie a te, caro De Ninis.

Scrivere una poesia
Scrivere una poesia
è come riaprirsi una vecchia ferita
mettersi nudi davanti alla vita
vestirsi di sogni, di canti, di voli
andare nel mondo ed essere soli

Uomo di ...parole
Sono un uomo di ... parole,
me le porto dappertutto,
con la pioggia, con il sole,
con il tempo bello o brutto,
le coltivo come fiori,
resistenti ad ogni clima
ch'io le tenga dentro o fuori,
le ritrovo sempre in rima!

Sono tante le parole
che mi porto sempre dietro,
profumate come viole,
trasparenti come vetro
con cui mostro il mio tormento,
ma in attesa ch'io lo esprima,
anziché gettarle al vento,
le rimetto ancora in rima!

Sono pieno di parole,
circondato da ogni parte,
come tante belle aiuole
quando son disposte ad arte
sopra verdi freschi prati
la cui vista mi sublima
mentre i versi più ispirati
mi escon fuori solo in rima!

Non son poche le parole
con le quali gioco spesso
come fa il girasole
quando gira su se stesso
alla ricerca di una fonte
che la sete sua reprima
mentr'io scruto l'orizzonte
alla ricerca di una rima!

Tra migliaia di parole
provo a sceglier le più adatte
ma se ho un dente che mi duole,
la mia lingua è lì che batte
e le ribatto e rimodello
e le rigiro come prima
poi ad un tratto sul più bello
le ritrovo ancora in rima!

Ma quando trovo le parole,
io ci faccio ciò che voglio:
le regalo a chi le vuole
o le metto sopra un foglio,
poi quando ci ripenso,
le riprendo dalla cima,
provo a dare loro un senso
purché siano sempre in rima!

Sarà poi la gente stessa,
se le sente per la via
che si chiederà perplessa,
ma cos'è una poesia?


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche