Racconti di Costantino


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Racconto di un giorno
Sveglia all'alba, sono felice, mi è apparso un attimo e sono partito, nello stomaco un peso netto, tipico dei momenti importanti, più mi avvicino e più lo sento salire, dallo stomaco su fino al cuore e poi ancora più su, in gola fino alla mente.
Ho la sensazione di essere in ritardo anche se sono già arrivato, non me lo dice la strada ma le persone che passeggiano in giacca e cravatta, con un grande sorriso, pronti per la festa.
Parcheggio velocemente e via verso la chiesa, sono combattuto se attendere di nascosto che tu sia entrata e poi arrivare, ma sono già nel piazzale e mi apposto discreto ad un lato, come a curiosare. Sento delle signore parlare, dicono 'c'è tutto il paese!', sorrido e penso alle battute sulla folla e sui bagarini che facevamo qualche settimana fa.
Faccio un giro e da un entrata laterale entro in chiesa, scorgo lo sposo li sull'altare, emozionato, certamente anche se io non vedo fino a li, stringo gli occhi ma ancora non posso far altro che intuirlo, immaginarlo da quel suo modo impaziente di muoversi tra abbracci e foto.
Esco di nuovo sul piazzale, il clima è allegro, calmo, si respira semplicità e felicità, lo si legge nello sguardo degli invitati e dal tintinnare dei loro sorrisi, e ancora dalle signore che curiose allungano il collo per vedere e poi parlano fitto per commentare.
Il tempo è sospeso e passa lento, all'improvviso ecco la jaguar, la folla bisbiglia mentre io sorrido, sobria ed elegante … eppure mi piace, incredibile vero ma oggi è un giorno speciale. Una portiera si apre ed ecco tuo padre, l'ho immaginato sempre così, mi sembra di conoscerlo da sempre ed avrei voluto dirglielo, l'ho pensato così intensamente che è come se l'avessi fatto, perso in quel pensiero non ti ho visto uscire dalla macchina, è stato il mormorio della folla a farmelo capire.
Eccoti, bella, incredibilmente bella, di una bellezza che va altre l'aspetto fisico, il vestito, i capelli, il trucco, perfetti, una bellezza che nasce dalla luminosità del tuo volto, dalla gioia del tuo sorriso, dall'emozione dei tuoi occhi; volto, occhi e sorriso che oggi sono palcoscenico di una felicità vera, unica, senza condizionamenti, totale, una felicità traboccante che nasce dal cuore e senza ostacoli prende velocità e forza fino a sgorgare luminosa, scintillante e pura come non l'ho mai vista prima.
Vedi tutte quelle persone che ti vogliono bene, ti aspettano, ti circondano ed il loro affetto ti stringe in un abbracciano, credo che tu l'abbia sentito sulla pelle quell'abbraccio, l'affetto della folla che ti guardava, sorridi a tutti, muovi lo sguardo ma chissà se li vedi, con quello sguardo doni loro un poco della tua felicità, annuisci, ringrazi, sono lontano, ma mi sembra di sentire la tua voce più dolce che mai, muovi la testa, la pieghi da una parte e dall'altra con tenerezza, anche in questo noto la tua felicità.
In tutto questo sei già all'ingresso della chiesa, una voce chiede a tutti di entrare, sono quasi tutti dentro ma io ti continuo a guardare, chissà perché pensavo tu non mi potessi vedere ed invece ecco il tuo sguardo contro il mio, un attimo che mi è sembrato di attesa e poi il tuo sorriso ed una mossa come a chiedermi 'cosa ne pensi?', anche io con un mio sorriso ha provato a dirti 'perfetto' e poi, ancora un poco più felice, sono scappato in chiesa.
Leggera ti muovi fino all'altare, sotto braccio a tuo padre, lui ancora uguale ai miei pensieri, sei volata fino a li e da qui ricordo poco, la convinzione e la forza delle vostre voci quando vi siete scambiati le promesse di rito, la bella omelia del prete, fluida e non scontata l'ho sentita fin dentro al cuore.
Dall'ultimo banco scruto tutto, non potevano mancare i tuoi colleghi ed avrei proprio voluto che mancasse quello svenimento, all'improvviso, un attimo che è durato un eternità, le persone che corrono su e giù per la chiesa e tu che ti volti ancora, anche se il prete dopo un minuto di silenzio ha ripreso la cerimonia rasserenando i presenti. La povera signora era ancora li a terra e si sente la tensione, che peccato, pensavo ed avrei voluto intervenire, per dire, per fare, per portare fuori la signora a cui pure un poco d'aria fresca non avrebbe fatto male. Ancora un tempo che sembra interminabile ed ecco l'ambulanza, la scena è così in contrasto con il contesto! la sirena, una barella, la signora riversa e ancora scossa, che dispiacere ma ora è finita.
In un attimo cambia la scena, dalla stessa porta da cui è uscita la barella arriva un amica, sono contento di vederla anche se con la mente già corro alle 'giustificazioni'. Dopo le curiosità e le giustificazioni dovute, comincia, ad ogni minuto, a chiedermi conferma di quanto tu sia bella.
Finisce la cerimonia e lei mi trascina fino a voi, durante il tragitto penso, penso, penso ad un modo per sganciarmi e lasciarla venire senza di me, mi trascina ma per me è troppo, arrivo nei primi banchi e voi per fortuna siete sull'altare, ti ho visto leggere nei miei occhi l'imbarazzo ed ancora sorridere con me, in un attimo approfitto del fatto cha lei parla con i tuoi genitori per scappare via, me ne vergogno un poco ma non ce l'ho fatta a stare così vicino alla realtà.
Ecco ora vorrei aspettarvi all'uscita ma ancora lei, un maestro di torture, mi raggiunge e mi trattiene negli ultimi banchi per vedervi passare, sono qui e tra imbarazzo e gioia vedo ora tuo marito.
Passate e in un attimo siamo sul piazzale, eccovi uscire e la gioia di tutti esplodere in una cascata di riso che vi copre, in un'ondata di felicità che vi abbraccia e vi sospinge in alto da trionfatori per festeggiare, un bacio, un abbraccio, un emozione enorme e con tenerezza asciughi gli occhi di tuo marito.
Scesi da quel podio è il momento dell'abbraccio vero della folla, ora tocca a me cercare l'attimo in cui darti i migliori auguri di cui sono capace, non so come fare e neanche cosa dire, lentamente mi avvicino a te mentre tutti ti sono attorno, ti arrivo alle spalle e ti sfioro un braccio, sono ancora certo che tu non abbia sentito quel tocco così leggero, non potevi sentirlo con tutte quelle persone che ti abbracciano e ti baciano, ed invece sì ti sei girata e per un attimo il tuo volto mi è sembrato diventasse un poco più serio come ad aspettare una mia parola, non ho saputo che dirti se non, baciandoti sulle guance, sussurrarti in un orecchio 'perfetto'. In quell'attimo, che a me è sembrato eterno, mi è apparso che tutto si fermasse che le persone, ora silenziose, capissero, che il tempo, anche lui, trattenesse il fiato, all'improvviso poi tutto è ripreso, il tuo sorriso si è aperto e la tua voce squillante ha urlato 'GRAZIE'. Ancora in quell'attimo sono stato ancora felice.
E' tutto finito, giro le spalle e vado via, saluto Adele che discute con tuo padre, ancora lui uguale ai miei pensieri, ed in un attimo sono in macchina e torno a casa.

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