Poesie di Salvatore Cutrupi


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Leggi i racconti di Salvatore
 

Nostalgia
Una panchina
m'accoglie di sera
in fondo al viale
della strada di casa

m'abbandono al silenzio
ai respiri del vento
alla luna che nasce
al profumo d'un fiore

e la mente veleggia
verso spiagge lontane
un'occhiata ai ricordi
poi ritorna da me

se una goccia improvvisa
m'accarezza la guancia
un saluto al lampione
e riprendo la via.
 

Rosa Mistica
Stamattina ha cominciato a piovere
e adesso piove ancora.
Mi trovo a Cormons
vicino alla Chiesa di Rosa Mistica
e un po' per ripararmi,
un po' per pregare,
decido di entrare.
Nei primi banchi c'è seduta
una donna anziana
che forse sente come me
un bisogno di silenzio, di pace
come quando a volte di notte
è piacevole stare al buio
e attendere l'accendersi dei sogni.
Una mattina di pioggia-dicevo-
e anche di freddo
ma nel mio corpo e nell'anima
lo scorrere di un calore nuovo,
che cerca un bisogno necessario
per continuare
questo viaggio terreno.
 

Parapendio
Quello che vedevo non era un paracadute ma un parapendio. Francesco era andato in Slovenia per lanciarsi dal monte Stol dove molti appassionati vanno a praticare questo sport. Avevo già visto la bellezza di quei luoghi a metà degli anni '80 quando la Slovenia faceva ancora parte della Jugoslavia e perciò accettai con piacere l'invito dell'amico Gianfranco di andare ad assistere al primo lancio di suo figlio. Ci vuole molto coraggio pensavo mentre guardavo quel parapendio. E' uno sport che non fa per me. Io ho paura di salire sulla ruota panoramica, figuriamoci se posso desiderare di lanciarmi da un'altura. Mentre riflettevo su queste cose un singhiozzo improvviso interruppe i miei pensieri e un velo di malinconia attraversò la mia mente. Sapevo, in cuor mio, che la paura mi aveva tante volte impedito di vivere appieno i miei sogni più belli. Francesco intanto, leggero come una rondine, continuava a fluttuare nel silenzio del cielo.

quella paura
di stare in mezzo al vento-
parapendio
 

Decenni
I decenni sono paesaggi,
tele dipinte
di albe e di tramonti,
collezioni di arrivi
e di partenze
antologie di ricordi
inverni lunghi,
sono pagine piene
di virgole e di punti
sono racconti,
fotografie di canti
e di silenzi
sentieri dove restano
le impronte,
sono i segni del tempo
come le rughe,
panorami che cambiano
cieli che ritornano,
sono sorrisi e sguardi
cuciti nei pensieri,
come gli amori.
 

Capelli rossi
Dalla cucina guardo il vaso di orchidee sul davanzale della finestra comprato per lei e non so più che farmene. Lei è andata via. Vorrei urlare la mia tristezza ma ho poca voce. Avrei dovuto capirlo prima che sarebbe arrivato il tempo dei silenzi. Era diverso il suo orizzonte e i suoi sorrisi erano grandi, sempre più grandi dei miei. Quando lei parlava del futuro io continuavo ad annaspare nel buio. Era troppo lontana dalle mie paure. Ora è il momento di meditare, proteggere questo silenzio e poi andare in cerca del coraggio. Lei aveva i capelli rossi. Non avevo mai baciato una donna con i capelli rossi.

capelli rossi-
il tempo dei silenzi
e dei rimpianti

Haibun (prosa con haiku finale).
 

Haiku
fine novembre-
dal ramo secco cade
l'ultima foglia

tempesta all'alba-
verso strade lontane
petali al vento

alba di vento-
il tonfo di una mela
sulla rugiada
 

Il disegno di un nido
E se una sera
di un giorno qualunque
scopri per caso
in un angolo buio
della tua stanza
un libro acquistato
in un tempo lontano,
come per incanto
può venirti alla mente
la strada
dove l'avevi comprato
e poi pensare
a cosa ti aveva colpito
in quell'occasione,
forse il titolo scritto
in inglese e italiano,
il colore albicocca dei bordi
il disegno di un nido sul retro,
o forse era stata la voglia
di avere una storia
da tenere per mano
sulla via del ritorno,
come un amore
quando sta vicino.
 

Refosco
Rosso
come il sangue
che unisce madre e figlio,
come il fuoco di un vulcano attivo
che tutto brucia, come il tizzone
di un caminetto acceso nella notte,
come il tramonto
della nostra estate al mare.

Rosso
come le guance accese
di un bambino sulla neve,
come il colore del maglione
che mi hai regalato,
come la tua linea di rossetto
sulle mie labbra,
come l'emozione del tuo sguardo
quando sboccia una rosa.

Rosso
come il vino dal peduncolo rosso
che ha il profumo di questa nostra terra
e un sentore di mora e di ciliegia,
un vino che ha il volto di un amico,
che fa intonare a tutti
una canzone,
che mi scalda e mi consola
quando fa tanto freddo
e tu non ci sei.
 

I miei disegni
Fogli bianchi
sulla mia scrivania
aspettano la sera
per restare con me,
chiedono alla mia mente
cos'ho raccolto del giorno
per custodire nel tempo
i miei nuovi pensieri

loro sono in attesa
quando parlo da solo
mentre cerco la rima
di una frase mai scritta,
mi vorrebbero chiedere
che io racconti qualcosa,
come nasce una stella
dove dorme la luna

io li tratto con cura
per non farli piegare
poi riempio quei fogli
di carezze e parole,
e ogni strofa alla fine
a seconda dei versi
assomiglia all'impronta
d'una immagine viva

a uno stormo di uccelli
una persiana socchiusa,
una rosa che sboccia
in un campo di neve.
 

Haiku
fine del viaggio-
s'è fatto vino il mosto
nelle cantine

neve in collina-
maturano sui rami
i nuovi cachi

gocce di pioggia-
le lacrime del cielo
su foglie gialle

ferita aperta-
chicchi di melagrana
gonfi di pioggia
 

Dall'altra parte
Come quando
ti trovi davanti
a una porta socchiusa
con addosso la voglia
di aprirla del tutto
per andare a vedere
cosa c'è
dall'altra parte,
ma il pensiero poi
che ti frena il cammino,
quell'inquietudine muta
di affidare al vento
i colori dei fiori,
di lasciare ai sassi
le impronte e le carezze
di chi parte.
 

Haiku

lungo il viale
solo lampioni accesi-
passi perduti


along the avenue
only the street lights on-
lost steps


In un'agenda
le cose avute e perse
Fine dell'anno
freddo meriggio-
Un'ombra si allontana
Senza rumore


fine dell'anno-
cade dal calendario
l'ultimo foglio


un'ora all'alba-
si muove il primo verso
dell'anno nuovo


e all'improvviso
i fiocchi della neve-
si ferma un canto


sul ramo nudo
grossi fiocchi di neve-
si ferma un canto


evanescenza-
sopra i fiocchi di neve
un vento caldo


e all'improvviso
si fa tempesta il vento-
nel buio un urlo


il gelo intorno-
nel parco dei bambini
si piega un ramo


gelido giorno-
s'allontana dal ramo
la gazza ladra


con l'etegami
raccolgo i miei colori
per l'anno nuovo


neve al meriggio-
si piega a poco a poco
l'ombra del ramo

Poesie per gorizia Sguardi perduti Pescatore
 

Haiku
fiori d'autunno-
almeno un crisantemo
in ogni prato-

primo novembre-
nel viale dei tramonti
lumini accesi

fiori recisi-
nel prato un crisantemo
dimenticato
 

Haiku
vento gelido-
la foglia rotolando
cambia sentiero

voglia di cielo-
una foglia di notte
esce dal mucchio

vento leggero-
nell'aria un volo basso
di foglie secche
 

Petali
Rivedo ancora i soliti compagni
che tirano dei sassi contro il muro,
un legno con rotelle e senza freno
nelle discese e strade contromano

le bimbe col grembiule della scuola
che giocano saltando con un piede,
che restano sedute a chiacchierare
scambiandosi sorrisi e sogni uguali

la sveglia del lattaio prima dell'alba
che bussa con la voce alla mia porta,
il velo di una donna nella chiesa
che dopo allunga il passo verso casa

il tubo attorcigliato del giardino
con l'acqua che accarezza sete e mano,
le grandi ruote d'un carretto antico
e l'uomo mentre grida il suo gelato.
 

Arcobaleno
Ci vorrebbe
una giornata speciale
di quelle dove il sole
si sveglia un'ora prima
e nessuno sente
rintocchi di sirene,
dove i laccati sui muri
sono quelli di ieri
e per le strade si va piano
e si sorride.

Ci vorrebbe
una giornata speciale
di quelle dove i pensieri
rimangono a dormire,
dove ognuno
intona una canzone
e si ha voglia
di andare ad ascoltare
il cinguettio di un ramo,
lo scorrere d'un fiume.
 

Haiku
rose d'autunno-
tutto l'amore avuto
e quello dato

soffi al tramonto-
nell'aria un volo basso
di foglie gialle

crepa profonda-
chicchi di melagrana
tra i fili d'erba
 

Le stesse rughe
E dopo gli anni
delle corse a perdifiato
mi ritrovo a camminare
dentro i miei passi stanchi
con il fardello pieno
di cose scadute sulle spalle
e il tempo che accompagna
l'usura del pensiero
e della pelle

così m'accorgo,
guardandomi allo specchio,
di avere sulla fronte
le stesse rughe stanche
che portava mio nonno,
la stessa faccia magra
di mio padre

e tutto a un tratto
mi tornano alla mente
i banchi della chiesa
con mia madre seduta
a cantare il Signore
e allora sento il bisogno
di recitare preghiere,
quelle che più conosco,
prima l'Ave Maria
e dopo il Padre Nostro.
 

Haiku
le foglie al vento-
questo cielo d'ottobre
sempre più grigio

rondine in volo-
tutto il tempo a pensare
quando ritorna

soffi di vento-
il volo di una foglia
e poi la resa
 

Come foglia d'autunno
Ha il colore giallo
dell'autunno che avanza
questa foglia appassita
seduta sopra un sasso
sul ciglio della strada,
lei aspetta il vento
per essere farfalla
almeno un poco
ma il vento è fermo,
rimasto intrappolato
in un dirupo.

E allora mi avvicino
a chiacchierare insieme
di lei e di me,
di stagioni passate,
di fiabe e di segreti,
dell'ultima primavera
piena di sole
e poi dell'estate
trascorsa anche quest'anno
senza il mare.

Mi accorgo a un tratto
di una guancia bagnata
forse è rugiada,
le gocce nate all'alba,
forse è la pioggia
appena cominciata
o l'allergia alle foglie,
a quelle vecchie,
che portano una lacrima
negli occhi.
 

Foglia
Una foglia vecchia
d'un arancione grigio
stamattina
attaccata alla spalla
del mio cappotto,
non me ne sarei proprio accorto
se avessi avuto fretta,
se fossi stato in ritardo
sui minuti del mio tempo,
l'ho tolta piano
e mentre la posavo a terra
mi è sembrato
che volesse parlarmi,
dire qualcosa d'importante,
forse voleva chiedermi
se in autunno
il vento è forte
e si sente tanto freddo,
se è meglio
stare al riparo da soli
o dentro un mucchio.
 

Haiku
le foglie al vento-
tutta la leggerezza
dei suoi sorrisi

scuola materna-
tra le vecchie maestre
nuovi sorrisi

mare d'autunno-
sulla battigia all'alba
l'ultima impronta


Impronte
Quelle voci e gli odori
sulla strada di casa
con i libri di scuola
poi la fionda coi sassi
che lanciavo lontano
come fanno i monelli,
sigarette con filtro
per sembrare più grande
nelle sere d'estate
il biglietto del bus
per la corsa notturna
del numero sei,
fichi d'india ad agosto
con le spine in agguato
per bucare le dita
e a metà di settembre
piedi nudi sull'uva
a pigiare colori,
caldarroste a dicembre
per scaldare le mani
all'uscita del film
la zampogna soffiata
che suonava alle case
e portava il Natale,
i viaggi di studio
sulla nave traghetto
con il vento negli occhi
tra le rughe il sorriso
di mio padre e mia madre
dopo l'ultimo esame,
l'ambulanza di notte
che suonava alle strade
e portava il dolore
questo camice appeso
che vestito di bianco
non ha perso il colore.
 

The dreamers
Gli uomini che sognano
(i cosiddetti sognatori)
si riconoscono subito
già da lontano,
hanno carezze negli sguardi
i sorrisi di un bambino
e l'odore della pelle
che profumo di buono

gli uomini che sognano
quando vanno in collina
camminano sempre
ai lati delle nuvole
e poi si fermano
accanto a un ruscello
ad ascoltare il vento,
un tremolio di foglie,
i respiri del silenzio

gli uomini che sognano
non hanno giorni banali,
quando sono in viaggio
si siedono sempre
dalla parte del finestrino
e prima di dormire
bussano piano
dove abita un cuore

alcuni sono filosofi
altri messaggeri d'amore,
somigliano tutti
a quel vecchio pittore
che al tramonto dipinge
i colori del cielo.
 

Haiku
nubi a settembre-
da un coro di cicale
l'ultimo canto

cinque settembre-
nella valigia all'alba
gocce di mare

passi in collina-
un profumo di mosto
dalle cantine
 

Rughe
Se quest'autunno
tornerai al tuo paese
fammi sapere il giorno
e l'ora esatta,
ci sarò anch'io
tra gli amici che verranno
a salutarti,
mi riconoscerai
dalle rughe consumate
e dalla cicatrice sulla guancia,
negli angoli
ho le labbra screpolate
i capelli metà bianchi
e metà grigi,
indosserò il maglione
a strisce verdi
che m'avevi regalato
quell'inverno,
adesso è un poco largo
sulle spalle
ma per il resto
mi sta proprio bene.
 

Lontana è l'alba
Uno strano rumore
ha svegliato stanotte
i silenzi dell'aria,
è caduta una stella
sull'erba del prato
il suo tempo è finito,
somigliava alla stella
che riscalda il mio corpo
quando il giorno è più freddo,
che riaccende da sola
i pensieri già spenti
dalla nebbia del cuore,
che accompagna di sera
i miei passi sul monte
per restare con l'anima,
che ha il sorriso negli occhi
quando apro i miei sogni
e vicino c'è il cielo.
 

Haiku
luna a metà-
sulla spiaggia una sera
ad aspettare

stelle cadenti-
si accende all'improvviso
un desiderio

fine vacanza-
i granelli di sabbia
nella valigia
 

Difetti
Ma perché lo mandate
nella Casa di Riposo?
Lui sa leggere, sa scrivere
sa parlare col vicino
e non esce a camminare
solo quando fuori piove.
Dite che non sa pulire
che non stira, non cucina
che non spegne mai la luce
anche se c'è tanto sole,
ma nel tempo piano piano
mentre voi eravate via
ha rivisto i suoi difetti
e ha imparato a rimediare.
Sa parlare senza urlare
ascoltare senza ridere,
protestare molto meno
perdonare un po' di più.
 

Incantesimi
Quando il sole
stanco del giorno
abbraccia lentamente
l'orizzonte del mare
il corpo si placa,
la mente s'invola
tra i sentieri dei sogni
e spuntano nella notte
panorami inediti
di un tempo passato,
sbocciano tra i ricordi
lapislazzuli e affreschi
amuleti e smeraldi
altalene e fiocchi di neve,
fioriscono sotto la luna
sinfonie di canti
oceani di sabbia
coriandoli e stelle filanti
giganti e fate
di mondi lontani,
sulle strade dell'anima
intrecci di voci
fantasie e giochi d'amore,
ai confini del cuore
incantesimi di betulle.
 

Un unico canto
Furono tutti invitati
nella casa del padrone
dove arrivarono per primi
i bambini poveri
(femmine e maschi)
con il libro dei giochi
e le bambole di pezza,
poi giunsero i giovani
coi pantaloni corti
i capelli tutti neri
e i tatuaggi a colori,
dopo fu la volta
degli anziani ricchi
che giunsero puntuali
con gli orologi ai polsi,
le cravatte disegnate
e le scarpe ben pulite,
per ultimo i vecchi
con l'artrosi alle ginocchia
le rughe sulla faccia
la cataratta matura
e l'udito quanto basta,
poi entrarono tutti
dalla stessa porta
per cantare e ballare
nel giorno della festa.
 

Haiku
giornata afosa-
cercando l'ombra buona
per i miei passi

un cielo grigio-
si ferma all'alba il canto
delle cicale

soffi di vento-
mi giunge una carezza
da un'altra estate
 

Gocce
Coltivo da anni
germogli di pioggia
nel mio giardino
per riempire d'estate
una ciotola d'acqua
quando viene la sete

per pulire al mattino
le tracce di vecchio
sulla pelle indurita,
per portare di notte
il rumore del tetto
nei silenzi del buio

per avere negli occhi
altre gocce di pianto
quando manca una lacrima,
per nuotare ridendo
sull'erba bagnata
quando sarà pazzia.
 

Giorni
Ci sono giorni
dove i pensieri corrono
più lenti
come un'estate calda
senza vento,
un battito di ali
troppo stanco,
il treno d'un binario
stretto e lungo,
un ramo nudo
senza fiori e canto.

Ci sono notti
dove di colpo affonda
un orizzonte
come candela accesa
che si spegne,
una campana rotta
che non suona,
un cielo senza stelle
e senza luna,
un sogno che s'inceppa
e non cammina.

Giorni che già conosco
e notti amiche
dove ogni tanto vado
a chiacchierare.
 

Delfini
Fermati o viandante,
regalami almeno un'ora
del tuo tempo,
parlami di quei cieli
che non conosco,
dei mondi antichi e nuovi
che non ho visto

dimmi se nei tuoi mari
hai mai osservato
danze di delfini,
vichinghi con il vento
nelle vele,
battelli che traghettano
gli amori

raccontami
se a volte nel tuo andare
hai incontrato un angelo,
le oasi di pace nel deserto
un ateo che recita preghiere,
poeti che continuano
a sognare.
 

A bassa voce
Lui
non aspetta nessuno,
eppure ci sono
alcune persone
davanti a casa sua,
parlano tra di loro
a bassa voce,
una giovane guarda
se c'è la luce accesa
dietro i vetri,
un signore anziano
s'avvicina alla porta
per bussare,
il telefono squilla
senza sosta,
loro non sanno
che oggi
lui non riceve nessuno,
vuole solo ascoltare
vecchie canzoni
e scrivere poesie d'amore
da conservare.
 

Tu che sai
Quanto vivono le foglie
che si staccano dai rami,
perché il buio e l'attesa
hanno lo stesso colore,
quando la nave è ferma
dove volano i gabbiani,
come fa la ballerina
a danzare sulle punte
e il tramonto a tornare
anche domani?

dimmi maestro, tu che sai

chi sceglie i colori
per dipingere i prati,
a che ora la natura
sussurra i suoi segreti,
come mai più nessuno
disegna gli usignoli,
cosa pensano i paesaggi
quando cade la neve,
perché da casa mia
non si vede più il mare?
 

Haiku
canto d'amore-
il frinire di un grillo
tutta la notte


afa notturna-
sul tetto un gatto ascolta
voci e silenzi


vacanze estive-
nel secchiello del bimbo
l'onda del mare
 

Il tempo sospeso
E' fragile
questo mio tempo
come un vetro
che cade e si rompe,
come un soffio di luce,
un battito lento

è fragile
il bello che sento
il certo e l'incerto,
il pianto di un bimbo

è fragile
quello che guardo,
il giorno che nasce
nel tempo sospeso,
il gesto di un tocco
che fugge col vento

sono fragili
i campi d'inverno
le foglie in autunno,
i sogni al risveglio.
 

Haiku
amori estivi-
sulla spiaggia una rosa
da chissà dove


dopo le stelle
il profumo del pane-
antico borgo


luci al castello-
tutte le sfumature
di un desiderio
 

Chopin
C'è un pianoforte,
una lampada accesa
dietro quella finestra
al di là della strada
c'è una mano che suona,
non so chi sia

è come ascoltare
un cavallo al galoppo
forti battiti d'ala
la pioggia sopra i tetti
quando viene la sera,
è come sentire
il turbinio di un vento
che non sa dove andare,
il crepitio dei bimbi
quando fiocca la neve
un campanile in festa
lassù nelle colline

poi quando è mezzanotte
quel suono forte e chiaro
diventa più leggero,
leggero come un velo,
non so chi sia,
forse è una donna felice
o un uomo solo.
 

Dettagli
Negli anni scorsi
ho ricevuto in regalo
un maglione di cashmere
a collo alto
che mi protegge
dal gelo dell'inverno
e dalle sere d'autunno
quando è più freddo il giorno,
a volte
penso che sia troppo largo
per starci dentro da solo
così metto vicino i ricordi
per scaldarli
per dare loro un rifugio,
da qualche tempo
appare sbiadito
ha perso il suo azzurro,
i contorni dei polsi
sono sgualciti
ma nessuno finora si è accorto
di questo dettaglio,
sulla spalla infeltrita
(dalla parte del cuore)
tra due fili di lana
è rimasta impigliata
una goccia.
 

Haiku
calura estiva-
le ombre del silenzio
sulla panchina

sul fiume i cigni-
l'illusione di essere
uno di loro

acini tondi-
si gonfiano le attese
dentro le bucce
 

Gocce di vento
La piazza è vuota,
un torrido caldo
ingabbia il respiro,
le parole
degli uomini soli
non trovano voce
restano mute
dentro le case,
occhi smarriti
attaccati alla finestra
cercano
gocce di vento,
l'asfalto bollente
appanna
l'umore dei marciapiedi,
sui prati inariditi
petali e foglie
chiedono alle cicale
note più basse,
un ladro d'amore
attende la notte,
nella mente dei vecchi
s'inceppa la ruota
dei ricordi,
dalle crepe sui muri
filtra il rumore muto
dei silenzi.
 

Abbracci
Ci sono abbracci che portano la quiete
e riescono a scaldare il freddo e il gelo
come un riparo mentre fuori piove
o una preghiera quando si fa sera

ci sono abbracci cuciti su misura
che ci fanno sentire al posto giusto,
che parlano d'amore a bassa voce
quando un pensiero nasce e si fa gioia

ci sono abbracci che tornano indietro
come un bacio una canzone un buon esame
e poi prima dell'alba se ne vanno,
come l'ultimo sogno

ci sono abbracci fatti di partenze,
di viaggi brevi o lunga permanenza
che quando è l'ora poi di salutare
diventano la stretta d'una distanza.
 

Praterie
E mi chiedo
cosa bisogna fare
per rendere più brevi le attese
più vere le promesse,
in quale luogo
si possono recuperare le assenze
i giorni dimenticati,
dove si può imparare
a contare le nuvole,
a cadere senza farsi male

e mi chiedo
come è bene vestirsi
per ripararsi dalle piogge,
proteggersi dal freddo,
quale balsamo somiglia
all'odore delle panchine
al profumo dei ricordi,
quant'è lunga la strada
per arrivare alla gioia,
alle praterie del cielo.
 

Il colore dei bordi
E se una sera
di un giorno qualunque
scopri per caso
in un angolo buio
della tua stanza
un libro acquistato
in un tempo lontano,
come per incanto
può venirti alla mente
la strada
dove l'avevi comprato
e poi pensare
che cosa ti aveva colpito
in quell'occasione,
forse il titolo scritto
in inglese e italiano,
il colore albicocca dei bordi,
il disegno di un nido sul retro
o forse era stata la voglia
di avere una storia
da tenere per mano
sulla via del ritorno,
come un amore
quando sta vicino.
 

Il mio vento
Liberava al cielo
l'aquilone colorato
carico dei sogni
che avevo da bambino,
giocava sul mio prato
a fare le capriole
asciugava le lacrime
dei miei giorni neri,
cacciava via i pensieri
delle notti più tristi
allontanava le nuvole
delle mie debolezze

mi è sempre stato amico il vento

ora aiuta ogni passo
del mio debole corpo
nel tratto più ripido
che porta verso casa
poi muove alla mia sposa
i suoi capelli biondi
per mostrarmi tutta intera
la bellezza dei suoi anni,
si ferma assieme a noi
per riposare un momento
poi riprende la sua corsa
vuol tornare ad esser vento.
 

Haiku
ventuno giugno-
la primavera scrive
l'ultima strofa

echi lontani-
di questa primavera
l'ultimo canto

torna l'estate-
un suono di chitarra
sulla battigia
 

Sospiri
E penso
a tutte le volte
che mi sono svegliato
senza guardare l'alba,
a quel mare
che lasciavo d'estate
prima del tramonto,
alle notti di luna piena
passate sotto un lume
a giocare a carte
con la fortuna.

E penso poi
alle poesie dei miei giorni
che mi fanno parlare
con il vento,
a quelle sere di silenzio
quando cammino
sulla strada
mentre la pioggia cade
e scivola lenta
sui miei capelli, sulle foglie
sugli amori.
 

Haiku
pioggia infinita-
una bimba disegna
l'arcobaleno

il desiderio
di essere un ruscello-
vallata in fiore

soltanto il tempo
di ripensare a un sogno-
stella cadente

ali di latte-
all'alba il primo volo
di un pettirosso
 

Bagaglio
Porto sempre con me
albe lontane
le tengo nei contorni della mente
tra foto di orizzonti,
di voci e di silenzi,
e di quel mare dove
i tramonti
vanno a riposare.

Porto sempre con me
l'estate che scaldava
i nuovi amori,
quel cuore che batteva
troppo forte,
il tempo che conserva un solo
sguardo
rubato forse agli occhi
di un dipinto.

Porto sempre con me
le attese che tornavano,
i nomi e le carezze
di storie che allungavano
le notti,
le pause che abbracciavano
i momenti,
le frecce che colpivano l'incanto
e come un cantastorie
adesso io levo al cielo
il mio racconto.
 

Haiku
passi nel viale-
il profumo dei tigli
per ogni dove

luna calante-
la fine di un amore
a poco a poco

sugli anni il vento-
si piegano le chiome
dei miei ricordi
 

Mariupol
E all'improvviso
ci scopriamo fragili
come un bimbo
che dorme nella culla,
come un vecchio
che non conosce i sogni
e ha perso la memoria
dei suoi anni.

E all'improvviso
ci ritroviamo soli
come un ramo
che si piega nella notte,
come un viandante
che alla fine del viaggio
ha il timore
di non poter tornare.

E all'improvviso
ci sentiamo inutili
come un lume che rimane
sempre spento,
come una sera d'inverno
fredda e buia
e un libro
che ci cade dalle mani.
 

Profumi di gioventù
Ora che da rossa
si è passati a zona bianca
di mattina senza fretta
vado un po' per il paese,
dopo solo cento metri
i Giardini della Pace
dove c'era una Caserma
con i Fanti e le divise,
una marcia ogni mattina
al comando di una voce
si portava anche il fucile
per difendere il Paese,
coi ricordi del passato
vado su con i miei passi
dove c'è quella fontana
con lo zolfo nelle gocce,
là più in alto alla Subida
i cavalli nel maneggio
e il ricordo di un inverno
col brulè di vino caldo,
poi tornando verso casa
dopo un'ora di cammino
una sosta nella Piazza
che si chiama Libertà,
qui si alza il tricolore
nelle feste militari
e la gente assieme ai fanti
canta l'inno di Mameli.
 

Punteggiatura
Se il sonno tarda
leggo di notte
vecchie parole,
tracce d'inchiostro
rimaste sulle righe dei quaderni,
frasi appoggiate
su pagine di fogli ormai
ingialliti,
pensieri sparsi
lasciati a meditare
dentro i cassetti.

Prima che venga l'alba
rileggo tutto,
molte parole sono
consumate
le virgole somigliano
a dei graffi
vedo sbiaditi apostrofi
ed accenti,
sono evidenti solo
le parentesi
e i punti di domanda,
rimasti uguali.
 

Haiku
fiori di tiglio-
dentro un sogno il ricordo
del primo amore

mite mattino-
il pettirosso salta
da un ramo all'altro

la meridiana-
torna sui muri all'alba
l'ombra dell'ora

susino in fiore,
ed io che guardavo
solo le rose
 

Haiku
tutto il profumo
della zagara in fiore-
echi lontani

i vecchi amori-
un profumo di rose
sopra le rughe

si ferma il passo-
sul bordo della strada
i fiori di iris
 

Rubrica
Scorrendo
sul cellulare
i nomi degli amici
mi capita di vedere
che qualcuno dell'elenco
non c'è più,
lui se n'è andato,
giusto il tempo
di chiedere alla mente
una conferma
e poi decidere
che cosa fare,
se toglierlo all'istante
dalla rubrica
o attendere magari
ancora un poco,
succede poi
che lo cancello sempre
senza aspettare
e metto al posto suo
un altro nome,
da qualche tempo ormai
sento forte il bisogno
di non lasciare mai
uno spazio vuoto.
 

Primi cieli
E penso ai tuffi
nel mare natio
ai banchi di chiesa
con messa in latino,
al gioco del cerchio
sbattuto dai fianchi
ai balli di gruppo
in aria le mani

ricordo le gite
panini nel sacco
gli sguardi rubati
a gonne già corte,
il gusto nocciola
dei coni gelato
il volto dei cari
chiamati lassù.
 

Oblio
Da qualche tempo
pulviscoli di nebbia
nascondono i ricordi
della mia mente,
lo specchio opaco del mattino
riflette un'ombra
che non conosco

non so chi sono

potrei essere un albero
che si sveglia al tramonto,
il fiore sbocciato
in un giardino di cemento,
il fungo appena nato
che può vedere il sole,
un aquilone stanco che cade
e poi risale

non so chi sono

potrei essere un sasso
che dorme dentro il fiume,
una stella lontana
che non conosce il mare,
una foglia che rotola,
un frutto prelibato,
il foglio di un quaderno
rimasto sempre vuoto.
 

Haiku
binario morto-
fiorisce un papavero
tra le rotaie

ecco i papaveri -
ai bordi del sentiero
la fioritura

strada di casa-
dopo l'ultima curva
quattro papaveri
 

L'amico lontano
Parlami di lui
dell'amico lontano
di come sta che cosa fa
se coltiva le rose
sorride agli uccelli
strimpella le note
della sua chitarra,
se vive in campagna
fuma ancora la pipa
riceve regali
per il suo compleanno

digli di me
quando lo vedi
che passeggio col cane
dormo bene di notte
studio un poco l'inglese
vivo in buona salute
(solo qualche pastiglia),
ascolto musica jazz
scrivo tante poesie
parlo ancora il dialetto
della nostra città

digli ti prego
senza insistere troppo
che conservo da sempre
nel cassetto del cuore
i sapori e i profumi
delle nostre stagioni.
 

Haiku
luna calante-
della pienezza resta
solo il ricordo

quarto di luna-
l'inizio di un amore
a poco a poco

la luna piena-
le lettere d'amore
in un cassetto
 

Se fosse
Se fosse un colore
sceglierei sempre il rosso
un campo di papaveri
senza fine e senza inizio,
dipingerei la strada
a questo mio cuore
che non sa dove andare.

Se fosse una nota
vorrei il do maggiore
il suono di un violino
dentro l'arcobaleno,
un concerto all'aperto
fatto di mille sospiri,
e io ti stringo la mano.

Se fosse acqua
sarebbe sempre il mare
la mia vela bianca
in compagnia del sole,
i soffi del vento
ora forti ora leggeri,
i suoi battiti d'ali.
 

Fragile è il tempo
Nei pomeriggi d'estate
quando il sole sorride
e una brezza leggera
sfiora le mie spalle
è il momento di andare

chiamo in fretta i miei passi
e insieme a loro
verso la collina del canto

a metà della strada
lì sul ciglio a sinistra
la cappella votiva
con la Madonna dentro
e dietro il ciliegio
la piccola casa gialla
della ragazza irlandese

lei ritorna al tramonto
e quando cala la luce
canta ai profumi dell'aria
le note della sua chitarra

Il tempo non c'è più

poi la lenta discesa,
la sera nella mano,
verso l'ora di casa
mentre un vento improvviso
mi rapisce anche l'eco
di quel canto lontano

il tempo è tornato.
 

La mia primavera
Sembra una festa
questo giorno d'aprile
che incrocia all'improvviso
il mio cammino,
il vento si è placato,
c'è un cinguettio leggero
che soffia piano piano
sul mattino,
un fremito m'avvolge
tutto intero, mi sento addosso
il battito di un suono.

S'illumina di sole
il mio pensiero, il corpo è forte
come un vecchio ramo,
tornano nei miei occhi
tutti i colori
nell'ombra si rifugia
il grigio e il nero,
mi giro per guardare se sono
solo, vedo vicino a me
la primavera,
le vado incontro
e le tendo la mano
con il sorriso pieno di sereno.

Ora sono lontane le nebbie
di febbraio nelle lagune,
le nuvole a dozzine
appiccicate ai monti
e alle colline,
la pioggia dell'inverno
che andava con il fiume
verso il mare,
vestita di pozzanghera marrone.
 

Haiku
Sepolcro vuoto
Al sorgere del sole
bende per terra


Messa di Pasqua
Tra le navate l'eco
delle preghiere


Cristo risorto
Tutte quelle risposte
che non so dare
 

Mi fermo un poco
Andate pure avanti
se avete fretta,
lasciatemi stare solo
ancora un poco,
voglio vedere un'altra primavera,
colorare i pensieri
coi respiri e i profumi
dei miei fiori.

Andate pure avanti senza di me,
voglio stare seduto
ancora un poco,
ascoltare da casa il canto
del mare,
quando s'adagia il sole,
all'imbrunire.

Andate pure avanti
senza aspettare,
voglio tenere gli occhi
un poco chiusi,
sognare d'essere vento e poi
volare,
andare là dove finisce il cielo
per vedere come è fatto,
da vicino.
 

Haiku
un miagolio-
i fiori di glicine
nel pergolato

glicine in fiore-
contando i passi fatti
per ritornare

sbagliando strada
d'un tratto avanti agli occhi
glicine in fiore
 

Prodigi di primavera
Quando sui monti
la neve si scioglie
e nuove gemme
s'impossessano dei rami
pronto a nuovi tepori
il corpo si sveglia,
esce dal letargo invernale,
nuova energia vitale
zampilla dai pori del cuore,
nel prato ammantato di verde
sbocciano i colori del sole,
la mente ritrova i suoi sogni
sorrisi desideri sospiri
profumi che stregano l'anima
sono figli dei fiori,
sentimenti in fermento
emozioni sopite guizzano
voglia di raccontarsi un po',
son tornate le rondini.
 

Haiku
mandorlo in fiore-
tutte quelle parole
che non so dire

ciliegi in fiore-
un suono di campane
prima di sera

bisbigli all'alba-
sopra i fiori di pesco
ronzio d'api
 

Acquarelli
Desidero molto
nei versi che scrivo
parlare dell'erba
che nasce tra i sassi,
raccontare profumi
di prati e giardini
di cedri e limoni
di terre lontane,
cantare le gesta
di antichi guerrieri
mandare rintocchi
di vecchie campane

parlare del faro
con l'uomo di mare
del vento leggero
che soffia le vele

poi ancora mi piace
mostrare nei versi
colori nascosti
da un manto di neve,
cestini ripieni
di more e lamponi
le barche e le reti
che asciugano al sole,
bambini all'asilo
che fanno rumore
un fiore selvaggio
che vuole sbocciare.
 

Haiku
susino in fiore-
tutt'intorno un profumo
di primavera

fiori di pesco-
si scioglie lentamente
l'ultima neve

stella fiorita-
l'anemone dei campi
colora l'erba
 

Haiku
fiori di muschio-
un profumo nell'aria
che già conosco

azzurro cielo-
s'adorna il vecchio ramo
di gemme nuove

mandorlo in fiore-
tutta la primavera
in uno sguardo
 

Haiku
primi tepori-
sulle verdi colline
mandorlo in fiore

avanza marzo-
fiorisce l'iris giallo
tra le sterpaglie

rondine in volo-
sotto il cielo di marzo
garrisce un canto
 

Dall'altra parte
Come quando
ti trovi davanti
a una porta socchiusa
con addosso la voglia
di aprirla del tutto
per andare a vedere
cosa c'è
dall'altra parte,
ma il pensiero poi
che ti frena il cammino,
quell'inquietudine muta
di affidare al silenzio
i colori dei fiori,
di lasciare al vento
il cinguettio dei rami.
 

Haiku
sirene all'alba,
diventa muto il canto
dell'usignolo

un cielo buio-
dimmi chi ha rubato
tutte le stelle

quel desiderio
di stringersi le mani-
mimosa in fiore
 

Arlecchino
Ho raccolto le parole
scartate dai poeti
pallottole di carta
finite nel cestino

ho unito tra loro
le sillabe sciupate
per fare un vestito
alla mia poesia

dai piccoli ritagli
sono nati versi
strofe complete
di schegge cucite

e ora a Carnevale
con il foglietto in mano
io leggo ai passanti
le parole buttate.
 

Profumo di primavera
Un vento leggero
solleva i bianchi capelli,
un tiepido sole
riscalda le mani indurite,
nei giardini del mondo
sboccia il giallo acceso
delle mimose.

E' una gradevolissima giornata!

La nostalgia sfoglia i ricordi
del tempo gioioso,
riaffiorano desideri sopiti
galoppano, galoppano
i battiti del cuore,
stanno tornando
le rondini.
 

Haiku
gocce di pioggia-
dalla finestra il bimbo
guarda l'inverno

nessuna voce-
solo un volo di corvi
sopra la neve

quattro febbraio-
una primula sboccia
fuori stagione


Ricordi
In una sera d'inverno
fredda e buia
può succedere
di sentire un odore,
un profumo
che arriva da lontano,
poi un suono
una voce
una musica
del tempo passato,
in attesa dei sogni
si comincia a viaggiare
sul treno dei ricordi
e scorrono lungo i binari
le gite in primavera
le corse in bicicletta
la fine della scuola,
tutto d'un tratto poi
appare un volto
un sorriso
una giornata al mare,
il primo amore.
 

A bassa voce
Lui
non aspetta nessuno,
eppure ci sono
alcune persone
davanti a casa sua,
parlano tra di loro
a bassa voce,
una giovane guarda
se c'è la luce accesa
dietro i vetri,
un signore anziano
s'avvicina alla porta
per bussare,
il telefono squilla
senza sosta,
loro non sanno
che oggi
lui non riceve nessuno,
vuole solo ascoltare
vecchie canzoni
e scrivere poesie d'amore
da conservare.
 

Haiku
fredda stagione-
sulla panchina al parco
nessuna voce

le prime luci-
un pettirosso all'alba
canta il risveglio


cieli d'infanzia-
i calci ad una palla
lungo la strada


fiocchi di neve-
sono ancora più bianchi
i miei capelli
 

Impronte
Ho cercato nel baule
quel maglione con i fiori
ricevuto per Natale,
il vestito e i guanti bianchi
indossati dalle suore
per la prima comunione,
la pagella un po' ingiallita
con i voti scritti a mano
della quinta elementare,
il pallone impolverato
che calciavo da ragazzo
coi compagni del rione,
figurine dentro l'album
con i nomi a stampatello
di ciclisti e calciatori,
il ricordo di quel bacio
che pensavo fosse intatto
ma si è rotto chissà dove.

Siamo pensieri
in cerca di un sorriso!
 

Ippopotami
Un vecchio
seduto sulla porta
si sforza di cercare
la luna del mattino
e il nuovo sole
che forse è andato già
dall'altra parte,
vede invece
fantasmi e crocifissi,
ippopotami
che annusano il vento
in cerca di un fiume
senza melma,
vede volare cavalli
con ali di seta
e pipistrelli
che vanno sulla strada
a passo d'uomo,
allora lui ritorna
dentro casa
e cerca tra gli appunti
delle carte
il senso della vita
e della morte.
 

La stessa strada
La pioggia è cessata,
dopo due giorni
ritorno a camminare
verso il centro del paese,
i passi sono lenti
ma non ho fretta
e il tempo non mi manca,
il gatto ha già mangiato,
l'erba di casa
non è ancora pronta
per essere tagliata
e il pranzo è solo da scaldare,
manca solo
la voce di un amico
che fa la stessa strada
e non so
se andare avanti
o fermarmi a recitare
una preghiera.
 

Viaggi
Il primo verso
è quello del mattino
che scivola dai sogni
della notte,
poi il foglio
si riempie di parole
dove trovano casa
suoni e colori

ci sono i frutti
che cadono dai rami,
un ticchettio di donne
e il marciapiede,
il pianto di un bambino
nel cortile,
anche d'inverno i passi
verso il mare

c'è l'ombra del viandante
sotto il sole,
la nebbia che nasconde
le colline,
l'approdo quand'è sera
di una nave,
il canto del poeta
senza fine.
 

Disegno
Prendo il foglio bianco
rimasto nel grembo
di un vecchio cassetto,
tolgo l'alone di polvere
da una frase che manca,
cancello una piccola macchia,
aggiusto un lembo sgualcito
per mettere ordine
a quello che scrivo,
m'accorgo d'un tratto
che il pensiero è già vecchio,
faccio allora il disegno
di una rosa che cade,
di due mani piegate
a forma di cuore.
 

Grigio antracite
E succede
che un giorno ti svegli
di malumore
senza una ragione apparente
senza un perché,
niente che ti faccia pensare
all'arrivo di una brutta notizia
o di un temporale,
e allora cerchi
negli angoli tristi
del tuo buonumore
il motivo di quel grigio antracite
che disegna i tuoi occhi,
cominci a fare la conta
di cosa è successo,
riavvolgi i sogni
finiti da poco,
le voci ascoltate
nel bar della sera
accanto agli amici,
pensi a un dettaglio
a una frase scomposta
ricevuta per sbaglio,
ma nulla di questo
ti viene alla mente,
poi d'un tratto t'accorgi
che manca un abbraccio,
un saluto - un sorriso
uno sguardo.
 

Così dicembre
Neppure il tempo
di pensare a una preghiera
e mi ritrovo già
dentro il Natale,
nel prato un turbinio
di foglie gialle
in piazza il luccichio
di mille stelle,
dopo la curva
l'albero e la casa
poco distante
il canto di una chiesa

neppure il tempo
di scrivere una frase
e mi ritorna in mente
il mio paese,
m'appare l'ora tarda
della notte
e poi lo sguardo buono
di mia madre,
l'accento forte e sano
di mio padre
che mi è rimasto un poco
nella voce.
 

Il "Mattino" negli haiku di Salvatore

freddo mattino-
l'odore del tabacco
nel vecchio paltò

primo mattino-
il sole ancora basso
sulla collina

finestra aperta-
il vento del mattino
sul caffè latte

mattino in treno-
scorrono all'incontrario
case e palazzi

freddo mattino-
panorami appannati
sul parabrezza

metà mattino-
nel giardino di casa
un becco giallo

finestre chiuse-
entra al mattino il sole
dalle fessure

passi al mattino-
la luce d'un lampione
ancora accesa

mattino al bar-
tra i saluti del giorno
la sua voce

freddo mattino-
s'incrociano i respiri
dei pendolari
 

Le "Rose "negli haiku di Salvatore

l'inverno avanza-
nel giardino di casa
l'ultima rosa

trenta petali-
d'una rosa a dicembre
quello che resta

si ferma il passo-
di là dell'inferriata
la rosa bianca

rosa recisa-
un filo d'acqua al vaso
prima di sera

quella paura
di stringersi le mani-
rose appassite

amori estivi-
sulla spiaggia una rosa
dimenticata

rosa d'autunno-
questo sole che ride
così bugiardo

rose appassite-
una sera sul molo
ad aspettare

farfalle in volo-
la voglia d'esser rosa
almeno un giorno

la testa china-
sulle rose d'autunno
l'ombra del tempo
 

Attesa
Quando sento
la parola "attesa"
penso subito
ad un appuntamento
ad un incontro,
al sorriso di un amico
che viene da lontano,
penso a una giovane
che ha in mente di partire
a un vecchio cane
che aspetta il suo padrone,
a un marinaio
che scrive alla sua sposa
al contadino
che torna verso casa,
penso al giardino
prima che nasca il fiore
a un treno lento
che tarda ad arrivare,
penso a una vela
che sogna la sua barca
penso a una barca
che sogna la sua vela.
 

La "Neve" negli haiku di Salvatore

soffi di vento-
si scioglie lentamente
la prima neve

fiocca la neve-
il tempo dei silenzi
sulla collina

cime innevate-
tutto il tempo a parlare
di quell'inverno

neve in collina-
rintocchi di campane
dentro ogni fiocco

le spalle curve-
il peso della neve
sul ramo spoglio

aria di neve-
dalla finestra all'alba
un cielo grigio

nessuna voce-
solo un volo di corvi
sopra la neve

fiocca la neve-
si piegano le chiome
delle betulle

palle di neve-
l'inizio di un racconto
nato per gioco

sulla montagna
fiocca la neve fiocca
oltre lo sguardo
 

Le "STELLE" negli haiku di Salvatore

soltanto il tempo
di un battito di ciglia-
stella cadente

la barca in rada
al riparo dal vento-
echi di stelle

stelle cadenti-
tutti i miei desideri
in una notte

piccole stelle-
tutte quelle parole
che non ho detto

stella cadente-
s'accende all'improvviso
un desiderio

la luce fioca-
immaginando un cielo
pieno di stelle

gocce di stelle-
il sogno di un rospo
nel vecchio stagno

vado sul monte
per vedere le stelle
in prima fila
 

Saluti
E se un giorno
qualcuno
camminando per strada
ci farà un saluto
inaspettato
forse non sapremo
come rispondere
non conoscendo il volto
e la sua voce,
ma subito dopo
anche noi diremo
buongiorno
se intorno c'è la luce
del mattino
o buonasera
se il sole già comincia
a tramontare,
poi forse aggiungeremo
"tanti saluti a casa"
sperando che anche lui
quando ritorna
ritrovi il volto buono
d'una presenza.
 

Il "CIELO" negli haiku di Salvatore

un cielo all'alba-
conservo in un cassetto
tutti i miei sogni

alba a Nord Est-
tra i colori del giorno
un cielo azzurro

senza la luna
non riesco a dire nulla
di questo cielo

sale la nebbia-
nessuno guarda il cielo
di questa notte

immaginando
la rondine che torna-
cieli d'autunno

dal cielo un tuono-
si spezza nel risveglio
sogno d'amore

gocce dal cielo-
una bambina attende
l'arcobaleno

sprazzi di nebbia-
uno spicchio di cielo
e nulla di più

gorgheggi all'alba-
un coro di usignoli
va verso il cielo

malinconia-
un cielo senza stelle
e senza luna

vento gelido-
tutte le sfumature
di un cielo grigio

sbiaditi all'alba
i contorni del cielo-
solitudine
 

Il "Vecchio" negli haiku di Salvatore

il vecchio e il cane-
tre passi sotto il cielo
all'imbrunire

la vecchia mamma
tiene il rosario in mano-
conta preghiere

si ammala il vecchio-
le pillole del cuore
sul comodino

sorride il vecchio -
i ricordi più belli
dentro le rughe

un forte vento-
il cappello del vecchio
sul marciapiede

scivola il vecchio-
la voce del dolore
sui gradini

l'inverno bussa-
sulle gambe del vecchio
una coperta

il vecchio nonno
tiene il cappello in testa-
copre i ricordi

vecchio al tramonto-
i passi consumati
dentro le scarpe

l'autunno avanza-
accanto al focolare
sonnecchia il vecchio

sala d'attesa-
un vecchio attende il turno
della chiamata

ha freddo il vecchio-
ci vorrebbe un'estate
o una carezza
 

Le cose da fare
Prendere la pillola
con un sorso d'acqua
e fare colazione
prima di uscire,
camminare senza fretta
sulla strada del paese
salutando chi s'incontra
con la voce forte e chiara,
leggere gli anni
nei placcati sul muro
per sapere s'è il momento
d'incontrare il cielo,
comprare il pane
che serve per due giorni
non si sa mai
se poi domani piove,
guardare le vetrine
con le prime luci acese
pensando ai regali
da fare per Natale,
a due passi da casa
con le chiavi in mano
sorridere al gatto
ch'è in attesa sul gradino.
 

Il "TRAMONTO" negli haiku di Salvatore

sole al tramonto-
rintocchi di campane
dalla collina

soffi al tramonto-
le parole del vento
a bassa voce

bordo del fiume-
oscillano al tramonto
ciuffi di canne

tramonta il giorno-
i passi consumati
dentro le scarpe

rosa recisa-
un filo d'acqua al vaso
dopo il tramonto

vento d'autunno-
sul viale dei tramonti
petali sparsi

si muove l'onda-
un tramonto galleggia
all'orizzonte

tramonta il giorno-
s'accendono i lampioni
sui marciapiedi

vento al tramonto-
nel prato un volo basso
di foglie stanche

tramonta il giorno-
di questo sole colgo
quello che resta
 

Milite ignoto
Nel tempo della tua primavera
tra i fossati delle trincee
con il fucile in mano
guardavi i colori dei fiori,
il boato dei tuoni struggenti
e l'acre odore dei fuochi
abbracciavano il tuo esile corpo
che sapeva di terra e di fumo,
sei caduto come fanno le stelle
quando è l'ora già scritta nel cielo,
avevi la Patria nel cuore
nella mente i tuoi genitori,
nel marmo dei Caduti in battaglia
c'è un elenco di nomi e cognomi,
il tuo manca ma sempre sarai
il più puro dei Fanti e un eroe,
a Cormons ora sei ricordato
anche tu caro Milite Ignoto,
un monito per amare la vita
senza le guerre e senza confini.
 

Incantesimi
Quando il sole
stanco del giorno
abbraccia lentamente
l'orizzonte del mare
il corpo si placa,
la mente s'invola
tra i sentieri dei sogni
e nascono senza freni
panorami inediti,
oceani di sabbia
girotondi di bimbe,
sui rami nudi
sbocciano sinfonie di canti,
tra i respiri del vento
coriandoli e stelle filanti,
da uno scrigno segreto
prendono vita
amuleti e smeraldi
altalene e fiocchi di neve,
dentro i viaggi dell'anima
lapislazzuli e affreschi,
giganti e fate
di mondi lontani,
ai confini del cuore
incantesimi di betulle.
 

Haiku
primo novembre-
c'è sempre un giorno buono
per le preghiere

giorno dei santi-
i colori dei fiori
sopra le tombe

primo novembre-
accanto ai crisantemi
vecchi sorrisi
 

Passi
I miei passi in autunno
camminano lenti,
hanno la misura
delle giornate stanche,
si fermano sul giallo
delle foglie e rubano
i profumi di terra bagnata
alle campagne.

I miei passi in autunno
camminano soli,
non hanno più l'ombra
che li accompagna,
guardano dall'alto i vecchi
panorami
e poi tornano indietro,
seguendo le tracce dei sentieri.

I miei passi in autunno
arrivano a casa all'ora
del tramonto,
slacciano il freddo dalle scarpe,
sollevano il peso delle gambe
e vanno a letto presto
per togliere il gonfiore
che è rimasto.
 

Il "Mare" negli haiku di Salvatore

sorride il bimbo-iI rumore del mare nella conchiglia

vacanza estiva-nel secchiello del bimbo l'onda del mare

mare d'autunno-nella spiaggia deserta una bottiglia

fine di ottobre-le immagini del mare abbandonate

mare di notte- un riflesso di stelle sull'onda quieta

il mare all'alba-solo le nostre impronte sulla battigia

conchiglia muta-riposa anche stanotte l'onda del mare

mare al tramonto-i sandali bagnati sulla battigia

il bimbo al mare accumula ricordi -sabbia e castelli

mare d'inverno-le onde capovolte sopra gli scogli

casa in collina-il buio della notte nasconde il mare

mare di ottobre- un'onda sui sandali dimenticati
 

Nostalgia
Una panchina
m'accoglie di sera
in fondo al viale
della strada di casa

m'abbandono al silenzio
ai respiri del vento
alla luna che nasce
al profumo d'un fiore

e la mente veleggia
verso spiagge lontane
un'occhiata ai ricordi
poi ritorna da me

se una goccia improvvisa
m'accarezza la guancia
un saluto al lampione
e riprendo la via.
 

La "SERA" negli haiku di Salvatore

e si fa sera-
s'accendono le stelle
ad una ad una

sera d'estate-
il volo di un petalo
sul lungomare

sera di pioggia-
un sapore di nuvole
nella minestra

tramonta il giorno-
i passi consumati
dentro le scarpe

serata afosa-
un canto di cicale
nella pineta

il mendicante
di sera conta sguardi-
e una moneta

nel giradischi
una vecchia canzone-
sera di pioggia

sotto il ciliegio
snocciolando ricordi-
e si fa sera

sera d'agosto-
rotola una lattina
sul lungomare

sera d'autunno-
una foglia si scalda
sotto il lampione
 

L'Alba negli haiku di Salvatore

ritorna l'alba-si svegliano i colori addormentati

un forte vento all'alba scuote il ramo-oscilla un canto

alba in terrazza-un profumo di rose e il caffè latte

all'alba un merlo gorgheggia sopra il tetto senza spartito

sbiaditi all'alba i contorni del cielo-sale la nebbia

un vento all'alba sfiora nuvole basse-foglie sul prato

un bus all'alba-sotto la pensilina sogni e sbadigli

all'alba il gelo-panorami appannati sul parabrezza

raggio di sole-tra i sussurri dell'alba la sua voce

battiti all'alba-con il collo piegato vola un airone

un tuono all'alba-in fretta un senzatetto cerca riparo
 

Le "foglie" negli haiku di Salvatore

estate addio-accanto ai miei passi le prime foglie

si leva il vento-tra i colori del giorno le foglie gialle

nell'aria l'eco di una vecchia canzone-vola una foglia

vento di ottobre-rotolano le foglie senza una meta

ancora autunno-le gocce di rugiada sopra le foglie

gelida sera-una foglia si scalda sotto il lampione

le foglie al vento-questo cielo d'ottobre sempre più grigio

dopo il tramonto l'autunno intona un canto-muore una foglia

soffio d'autunno-una foglia rotola e poi si ferma

all'alba il vento-un cumulo di foglie sulla panchina

foglie d'autunno-sotto le vecchie scarpe un crepitio

soffi di vento-il volo di una foglia e poi la resa

due autunni-una foglia accanto a un bastone
 

La "pioggia" negli haiku di Salvatore

gocce di pioggia-lo stesso tempo incerto di ieri sera

nuvole fitte- l'odore della pioggia tutta la notte

sera di pioggia-un sapore di nuvole nella minestra

un vento all'alba sfiora nuvole basse-gocce di pioggia

pioggia al tramonto-sui fiori e sull'erbaccia le stesse gocce

ancora pioggia-le lacrime del cielo su foglie gialle

notte di pioggia-più grosso adesso il fiume più grande il mare

gocce di pioggia-nuvola vagabonda bagna il mattino

sera di pioggia-una vecchia canzone e il libro accanto

pioggia battente- e tu mi parli ancora dei girasoli
 

La "Luna" negli haiku di Salvatore

cena all'aperto-uno spicchio di luna sulla tovaglia

terzo di luna-quella parte mancante di un desiderio

la luna piena-ritorna un vecchio sogno e poi si ferma

succede sempre quando guardo la luna-succede sempre

luna calante- riposa anche stanotte l'onda del mare

amica luna-un fermaglio scivola sul pavimento

luna a metà-il ghiaccio nel bicchiere pieno di whisky

chiaro di luna-tra pagine d'amore il segnalibro

sul comodino poesie di Prévert-la luna fuori

spunta la luna-vado a vederla meglio dalla terrazza

luna crescente- l'inizio di un amore a poco a poco

senza la luna non riesco a dire nulla di questo cielo
 

Il "Vento" negli haiku di Salvatore

soffi di vento-un petalo di rosa lungo la strada

cigola il vento- sull'uscio un miagolio graffia la notte

si leva il vento- un'altalena rotta dondola sola

bisbigli e suoni-le carezze del vento su foglie secche

notte di vento-galleggia sopra l'onda la luna piena

giornata afosa-oscilla in un ventaglio soffio di vento

vento gelido-attorno al suo collo la mia sciarpa

finestra aperta-il vento della notte sulle lenzuola

la vela al vento-i granelli di sabbia nella conchiglia

soffi al tramonto-le parole del vento a bassa voce

notte di vento- cigolano i cancelli arrugginiti-

soffi di vento lambiscono il tramonto- plana un gabbiano
 

Battiti
Sono forse più grigi
i colori del cielo,
più lunghe le piogge
più alte le onde del mare,
sono forse più bianchi i capelli
più fredde le mani
più corti la vista e l'udito
più lenti i respiri

ma nulla è cambiato

batte sempre più forte
questo gracile cuore
quando vede
una giovane mamma
che allatta il suo bimbo,
quando guarda
una sposa all'altare,
tra le mani un bouquet.
 

Haiku
otto di sera-
nelle vecchie ciabatte
i piedi gonfi

i chicchi sparsi-
sul prato un tonfo sordo
di melagrana

rosa recisa-
un filo d'acqua al vaso
prima di sera
 

Haiku
colline in festa-
il profumo del mosto
nelle cantine-

vento d'autunno-
il volo di una foglia
e poi la resa

rondine in volo-
tutto il giorno a pensare
se poi ritorna
 

Haiku
rondine in volo-
tutto il giorno a pensare
se poi ritorna

vento di bora-
il volo di una foglia
e poi la resa

i primi freddi-
si è già placato il canto
delle cicale
 

Un altro autunno
E sei tornato
puntuale come sempre
coi tuoi sussurri
e le tue malinconie,
coi girotondi dei bimbi negli asili
e i nuvoloni
che nascondono i cieli,
porti con te la solita valigia
fatta di piogge
di vento e arcobaleni
di foglie gialle, di frutti maturi
e rami nudi
in cerca di riparo,
hai messo via
le impronte dell'estate
il canto
delle onde all'imbrunire
le stelle che parlavano dei sogni
le lune piene
degli innamorati
tutti gli amori brevi già finiti,
porti con te un tempo
di preghiera
di solitudine e freddo nelle mani
il tempo dei tramonti
lenti e muti
appesi ai tempi andati
un po' sbiaditi.
 

Foglie
Lungo la strada
del mio camminare
una foglia arancione
stamattina
e a pochi passi
una foglia gialla,
poi un'altra
e un'altra ancora

allora io mi chiedo
che cosa mai ci faccio
in mezzo a loro,
so forse come vibra
un tremolio sull'erba,
mi sono già specchiato
su gocce di rugiada
e ho mai guardato all'alba
un volo di farfalla?
riesco a rotolarmi
lungo i bordi
col vento della notte
e del mattino?
so ritornare
ad ogni primavera
e raccontare
tutte le stagioni?

l'unica cosa
che mi sembra uguale
è quell'andare avanti
senza meta,
è quel cercare
dentro un grande mucchio
la stretta di un riparo
e di un abbraccio,
trovare alla caduta
un'accoglienza
con il calore
della vicinanza.
 

Autunni
Neppure il tempo
di ricordare un sogno
e mi ritrovo accanto
a un altro autunno,
nel prato un turbinio
di foglie gialle
col mulinello
che si leva al vento,
in ogni foglia
il volto di una stella
e in ogni stella
il nome di un racconto

neppure il tempo
di scrivere una frase
e mi ritorna in mente
il mio paese,
m'appare l'ora tarda
della notte
e poi lo sguardo mite
di mia madre,
l'accento forte e sano
di mio padre
che mi è rimasto un poco
nella voce.
 

Haiku
fiori d'ortensia-
tutto l'amore avuto
e quello dato

rintocchi all'alba-
all'improvviso un vecchio
conta le rughe

gocce di pioggia-
l'autunno intona all'alba
il primo canto
 

Vestirsi di gioia
Dicono
che sta tornando l'autunno,
che nuvole grigie
nascondono il cielo
e folate di pioggia
hanno ingrossato
il letto del fiume,
dicono
che l'ululato dei tuoni
ha spezzato
la bellezza dei rami
e cumuli di foglie
stanno gonfiando
l'erba dei giardini

loro hanno negli occhi
sguardi di paura,
sentono il freddo
che corre nelle mani
mentre sfogliano l'affanno
dei pensieri,
non sanno ancora
che per amare l'autunno
bisogna vestirsi di gioia,
fermarsi
ad ascoltare le colline,
farsi sfiorare
da un soffio di vento,
da una foglia che cade.
 

I miei disegni
Fogli bianchi
sulla mia scrivania
aspettano la sera
per restare con me,
chiedono alla mia mente
cos'ho raccolto del giorno
per custodire nel tempo
i miei nuovi pensieri.

Loro sono in attesa
quando parlo da solo
mentre cerco la rima
di una frase mai scritta,
mi vorrebbero chiedere
che io racconti qualcosa,
come nasce una stella,
dove dorme la luna.

Io li tratto con cura
per non farli piegare
poi riempio quei fogli
di carezze e parole,
e ogni strofa alla fine
a seconda dei versi
assomiglia all'impronta
d'una immagine viva

a uno stormo di uccelli
una persiana socchiusa,
una rosa che sboccia
in un campo di neve.
 

Haiku
spighe di grano
in attesa del vento-
giornata afosa

metà settembre
e il sole scalda ancora-
fermenta il mosto

mare d'autunno-
solo un gabbiano appare
all'orizzonte
 

Haiku
passi in giardino-
tutto addosso il profumo
dell'olea fragrans

cena all'aperto-
uno spicchio di luna
sulla tovaglia

terzo di luna-
quella parte mancante
di un desiderio
 

Haiku
vele piegate-
è già settembre e piove
sui litorali

tutto in ordine-
si gonfiano sui rami
le melagrane

passi felpati-
all'ora del tramonto
un miagolio
 

Haiku
ancora estate-
un volo di farfalle
fino al tramonto

ore d'attesa-
tra le mani appassisce
l'ultima rosa

un nuovo giorno-
si scioglie la rugiada
al primo sole
 

A bassa voce
Lui non aspetta nessuno
eppure
ci sono tante persone
davanti a casa sua,
parlano tra di loro
a bassa voce,
un giovane guarda
se c'è una luce accesa
dietro i vetri,
una vecchia signora
s'avvicina alla porta
per bussare,
il telefono squilla
senza risposta,
loro non sanno
che oggi
lui non accoglie nessuno,
vuole solo ascoltare
vecchie canzoni
e scrivere poesie d'amore
da conservare.
 

Haiku
settembre mite-
sorrisi di farfalle
innamorate

così settembre-
il ritorno dei greggi
e dei pastori

fine vacanza-
nella valigia un'onda
e una conchiglia
 

Haiku
nuvole e sole-
s'abbassa e s'alza il tono
delle cicale-

fine d'agosto-
nella valigia all'alba
gocce di mare

sette rintocchi-
nell'aria del mattino
l'eco del tempo
 

I giorni sospesi
E' fragile
questo mio tempo
come un battito
un soffio di vento
un vetro che cade
e si rompe,
è fragile
quello che guardo
che sfioro
che tocco
nel giorno sospeso,
è fragile
il bello che sento
il certo e l'incerto
d'un breve sorriso,
sono fragili
i campi d'inverno
le foglie in autunno
i sogni al risveglio.
 

Haiku
fresco mattino-
sulla battigia all'alba
brezza di mare

acini gonfi-
il volo di una foglia
prima del tempo

amori estivi-
sulla spiaggia una rosa
dimenticata
 

L'ora esatta
Mi riconoscerai
dalle rughe sulla fronte
e dalla cicatrice
sulla guancia,
i capelli metà grigi
e metà bianchi
negli angoli soltanto
pochi denti,
la vista è ancora buona,
vedo sbiadite solo
le primavere
e qualche volta l'alba
ed i tramonti.
Tu come stai?
Hai ancora quella foto
accanto al sole,
la tua maglietta verde
con il nome,
la gonna che ti stava
troppo stretta,
quel libro di poesie
di Garcia Lorca?
Se qualche volta
torni per Natale
fammi sapere il giorno
e l'ora esatta.
 

Sussurri e suoni
Aria di quiete,
c'è voglia di ascoltare
soltanto melodie
senza parole,
sentire all'alba
un primo refolo di vento
che soffia sui colori
addormentati,
il canto di un'allodola
al mattino
e un lieve turbinio
di foglie gialle,
se il sole è alto
ancora un altro refolo
di vento
e all'imbrunire
le ore dentro un suono
di campane,
sussurri di comete
quand'è sera,
da una finestra aperta
e luci basse
il chiaro della luna
al pianoforte.
 

Haiku
cielo d'agosto-
una nuvola passa
senza rumore

agosto avanza-
di questa estate colgo
quello che resta

grandine estiva-
a volte il tono basso
delle cicale
 

Appuntamenti
Ogni giorno all'imbrunire
io mi porto su in terrazza
per vedere se nel cielo
c'è una nuvola che passa,
guardo se si muove sola
o se dietro ce n'è un'altra
e se vola un apparecchio
lo saluto con la mano,
dopo un'ora quand'è sera
io mi sposto sul balcone
per vedere se una stella
quando cade accende il mare,
con la luna ancora piena
guardo in alto più che posso
mentre aspetto che qualcuno
dopo mi accompagni a letto,
la mattina di buon'ora
vado sempre nel giardino
per scoprire da vicino
come sboccia un nuovo fiore
se per caso s'alza il vento
e una foglia lascia il ramo
la raccolgo e poi la metto
al riparo dentro un mucchio,
quando passa il gatto bigio
che mi dice amico ciao
io lo guardo col sorriso
e rispondo marameo,
al meriggio dopo il pranzo
quando il sole è troppo alto
cerco un'ombra che mi accolga
e mi siedo accanto al gelso.
 

Un rosso di matita
Segno nel calendario
gli appuntamenti
le serate di festa
e di poesia
gli orari delle sagre
all'aria aperta
dove la gente balla
senza sosta,
poi cerchio
con un rosso di matita
la data dell'arrivo
di un amico
e addobbo la sua stanza
coi limoni
e quella foto dove sorridiamo,
nei giorni senza impegni
e senza incontri
col calendario in mano
e un lume accanto
di notte resto solo
con i santi
(con quelli messi
nello stesso giorno)
e parlo assieme a loro
di suoni e di silenzi
di prati e di farfalle
di nuvole e conchiglie
e quando io domando
che fine fanno
tutte le preghiere
che recito ogni tanto
nei miei sogni,
rispondono che poi
si fanno stelle.
 

Primi cieli
E penso ai tuffi
nel mare natio
ai banchi di chiesa
con messa in latino,
al gioco del cerchio
sbattuto dai fianchi
ai balli di gruppo
in aria le mani

ricordo le gite
panini nel sacco
gli sguardi rubati
a gonne già corte,
il gusto nocciola
dei coni gelato
il volto dei cari
chiamati lassù.
 

Accoglienze
Bisognerebbe portare i giovani
a visitare il fiume,
farli camminare lungo le sponde,
suggerire di ascoltare il suo respiro
e imparare dallo scorrere impetuoso
oppure lento
il suono delle voci e dei silenzi,
accompagnare il viaggio
dalla montagna fino alla pianura
e guardare
come il ponte di un paese
accoglie con amore il forestiero,
spiegare a quei ragazzi
che i fiumi hanno tutti un porto amico
a cui affidare i sogni e le paure
e l'acqua che accarezza
i loro sassi
non muore quando arriva alla sua foce
ma diventa
un tutt'uno con il mare.
 

Haiku
s'abbassa il sole-
le voci della sera
e poi i silenzi

lento tramonto-
rintocchi di campane
all'ora giusta

un batticuore-
campo di girasoli
dopo la curva
 

Haiku
codice inverso-
di notte un girasole
cerca la luna

calura estiva-
le ombre del silenzio
sulla panchina

sera di vento-
un cappello rotola
sul marciapiede
 

Passi
Dei miei passi
amo la frenesia
di quando vanno a cercare
un sentiero nuovo,
lo stupore
di quando sentono addosso
il profumo di un ramo,
quelle soste
in attesa del vento
quando è stanco il respiro,
la meraviglia
per un fiore selvaggio
cha ha colori del cielo

dei miei passi
amo il loro sorriso
quando incontrano amici
di un tempo passato,
la cautela
con cui sfiorano i sassi
di un vicolo antico,
l'allegria
per i calci a un pallone
incontrato per caso

dei miei passi
amo il loro riposo
quando tornano a casa,
quel restare
un po' stanchi in poltrona
a raccontare di noi,
quel salire sul tardi le scale
senza fare rumore.
 

Stagioni
E all'improvviso
ci scopriamo fragili
come un bimbo
che dorme nella culla,
come un vecchio
che cerca tra i ricordi
le impronte consumate
dei suoi anni

e all'improvviso
ci ritroviamo soli
come un ramo
che si piega nella notte,
come un viandante
che alla fine del viaggio
ha il timore
di non poter tornare

e all'improvviso
ci sentiamo inutili
come un lume che rimane
sempre spento,
come una sera d'inverno
fredda e scura
o un libro
che ci cade dalle mani.
 

Haiku
giornata afosa-
una treccia bagnata
sulla battigia

si placa il vento-
un volo di farfalla
all'imbrunire

un'alba nuova-
di questo sole tengo
quello che basta
 

Mi fermo un poco
Andate pure avanti
se avete fretta,
lasciatemi stare solo
ancora un poco,
voglio vedere un'altra primavera,
colorare i pensieri
coi respiri e i profumi
dei miei fiori.

Andate pure avanti senza di me,
voglio stare seduto
ancora un poco,
ascoltare da casa il canto
del mare,
quando s'adagia il sole,
all'imbrunire.

Andate pure avanti
senza aspettare,
voglio tenere gli occhi
un poco chiusi,
sognare d'essere vento e poi
volare,
andare là dove finisce il cielo
per vedere come è fatto,
da vicino.
 

Haiku
piccole mele-
un profumo d'attesa
che allunga il tempo

ronzio d'api-
fiorisce nel giardino
il vecchio tiglio

prove d'estate-
un suono di chitarra
sulla battigia
 

Mare d'inverno
La vacanza era il mare,
il viaggio era un tuffo
e la nuotata,
nessuno conosceva l'inverno
perché tutto ruotava
intorno al sole,
la droga era un gelato
alla nocciola
il vino una spremuta di limone
e quando c'era fame
bastava un panzerotto
o una pizzetta calda
nelle mani,
si capiva se passava
una straniera
dalla sua gonna corta
e dall'accento
e se arrivava l'eco
di uno sguardo
si galoppava con la fantasia

l'ombra del giorno
accompagnava tutti fino a sera
e alla fermata
in piedi s'aspettava
l'ultima corsa,
quando finiva
il mare di settembre
si tornava
sui banchi della scuola
e succedeva a volte di copiare
la versione di greco
o di latino,
la domenica si ballava
nelle case
ognuno si sceglieva la canzone
e quando una ragazza
se ne andava
(e si restava soli)
di colpo s'imparava
cos'è l'inverno.
 

Haiku
un altro giugno-
tra i sussurri del vento
l'eco del tempo

rose e limoni-
nel giardino di casa
il sole addosso

sugli anni il vento-
si piegano le chiome
dei miei ricordi
 

Croci
E' andato via il contadino,
nel campo abbandonato
una lacrima scivola
sui vecchi stracci
dello spaventapasseri,
ora nessuno lo veste coi panni
della nuova primavera
come i pupazzi felici
dei frutteti vicini,
sulla bocca negli occhi
e sul viso
sono sbiaditi i colori vivaci
dell'anno passato,
attorno alla croce di legno
svolazzano i passeri
e gli sfiorano il braccio
senza paura,
accanto ai girasoli
cinguettano i cardellini
senza timore,
sul cappello di paglia
sgualcito dal tempo
le ali dei corvi stanchi
si fermano a riposare,
la corda che lega i due pali
si è già sfilacciata
e ogni tanto il fantoccio
si piega.
 

Haiku
giornata afosa-
oscilla in un ventaglio
soffio di vento

un'alba nuova-
dei miei sogni conservo
quello che manca

l'edera verde
abbraccia cicatrici
di vecchi muri
 

Haiku
fiori di tiglio-
dentro un sogno il profumo
del primo amore

giornata afosa-
un frinir di cicale
fuori stagione

petali sparsi
d'una rosa di maggio
quello che resta-
 

Catene
Da qui
si vede il cortile
e quando si leva il giorno
la prima cosa che appare
è la sua camicia scollata,
lei non ha paura di mostrarsi
ai desideri degli altri
è protetta dalla purezza
dei suoi pensieri forti
ed io fiocco di seta
intrappolato
nelle catene dell'amore
mi specchio nei pensieri
e mi tormento.
 

All'ora dei sogni
Accendo la musica stasera
voglio danzare da solo,
abbracciare le spalle
inventare piroette,
poi all'ora dei sogni
aprire le ali
per volare lontano
tra montagne innevate
e laghi di ghiaccio,
poi osservare dall'alto
il cratere di fuoco
di un vulcano attivo
e a metà della notte
puntare lo sguardo
sulle terre del Nord,
seguire i salmoni
che salgono i fiumi
le navi vichinghe
che salpano i mari,
prima dell'alba
un'ampia virata
verso i caldi del Sud,
guardare da vicino
minareti e moschee
dromedari e cammelli
nelle dune di sabbia
e infine planare
come stanco gabbiano
sulle bianche scogliere
di limpidi mari,
al risveglio domani
tra i sussurri del vento,
con il cielo negli occhi
e il profumo dei fiori
salutare il giorno
che ritorna puntuale,
cantare agli uccelli
sillabe in versi,
dipingere il tempo
coi colori del sole.
 

Sto scrivendo di stelle
Da qualche giorno
sulla stessa panchina
mi lascio il mondo
oltre l'erba del prato,
apro la penna
seduto in quel parco
rifugio da sempre
di poeti e cantori

sto scrivendo di stelle
delle onde del vento
della luna che cambia
di peonie e azalee,
ricordo il melo
i giardini d'aprile
le foglie in autunno
i filari maturi

parlo di pioggia
della neve sui monti
delle fiabe nell'anima
dei tramonti del sole,
metto nei versi
l'usignolo che canta
le musiche e i suoni
di danze lontane

riservo al cuore
il tempo più lungo
è rimasto da solo
vuole stare con me.
 

Per la festa della mamma

Gocce di cuore
E se adesso
nei pensieri del giorno
mi venisse in mente
il suo viso stanco,
sono sicuro
che non saprei
come trattenere l'emozione
e nei miei occhi
spunterebbero
gocce di memoria
di quando d'inverno
le accarezzavo la mano

e se adesso
nei cieli del dopo
le venisse in mente
il mio viso stanco
sono sicuro
che non saprebbe
come trattenere l'emozione
e nei suoi occhi
spunterebbero
gocce di cuore
di quando appena nato
lei m'allattava la fame.
 

Impronte
Ho cercato nel baule
quel maglione con i fiori
ricevuto per Natale,
la pagella un po' ingiallita
con i voti scritti a mano
della quinta elementare,
il pallone impolverato
che calciavo da ragazzo
coi compagni del rione,
figurine dentro l'album
con i nomi a stampatello
di ciclisti e calciatori,
il ricordo di quel bacio
che pensavo fosse intatto
ma si è rotto chissà dove.
Siamo angeli
che cercano un sorriso!
 

Haiku
un batticuore-
sulla strada di casa
i papaveri

binario morto-
un papavero sboccia
tra le rotaie

i papaveri-
quando lei mi diceva
che sono alti
 

Supplica
O musa errante,
fai di me il tuo seno,
accarezza
il mio spirito inquieto,
cantami le gesta
degli antichi eroi,
disperdi le ceneri
dei miei pensieri tristi
e guida
i miei passi
dove tutto fiorisce,
dove la terra ora dorme
in attesa
di una nuova profezia.
 

Tracce
Ti cercherò
ai confini dell'impossibile
per ritrovare
i tuoi sguardi perduti,
chiederò al vento
di affidarmi le ali
per volare al di là
dell'immaginazione,
raggiungerò
le spiagge più lontane
in cerca di una vela
che mi porti al tuo cuore,
esplorerò
le grotte più profonde
in cerca di una traccia
che parli di te
e alla fine del viaggio
con la pace nell'anima
ti stringerò le mani
fino all'ultimo bacio.
 

All'alba di un giorno qualunque
Mi piacerebbe
per una volta almeno
entrare di soppiatto
nei sogni di lei,
scoprire i suoi pensieri
le gioie - i turbamenti,
vedere se di notte sorride
quando pensa
che bacio il suo seno,
guardare se piange
al risveglio
quando io non ci sono,
immaginarla spostare
crucciata
il lenzuolo di lino,
ascoltare le pulsazioni
del suo cuore impazzito
quando all'alba
di un giorno qualunque
intrecciavo il mio corpo
col suo.
 

Haiku
collina in fiore-
oggi i miei passi vanno
per ogni dove

sole al meriggio-
all'ombra del ciliegio
un fiato corto

l'ultima neve-
il tempo di un respiro
prima del viaggio
 

Lo stesso colore
Della vecchia quercia
è rimasto solo il ceppo
sul grande prato
di fronte casa mia

un ceppo senza rami
senza ghiande né foglie
solo cerchi di anelli
che scrivono i suoi anni

sembra già morto
invece è sempre vivo
si gonfia se fa caldo
si stringe se c'è il gelo

una corteccia grigia
lo copre quasi tutto
lui ha lo stesso colore
di questo mio cappotto

suoi amici stretti
due funghi saprofiti
che gli stanno vicini
per fargli compagnia.
 

Haiku
fiorisce il verso-
un ramo di ciliegio
tra le parole

vento di bora-
petali di ciliegio
da chissà dove

si placa il vento-
sul fiore di ciliegio
una farfalla
 

Amplessi
Ti cercherò
tra i granelli di sabbia
per sentire il profumo
della tua pelle,
mi spingerò tra le onde
di un mare accogliente
inseguendo i battiti
del tuo nuotare,
bagnerò le mie labbra
con gocce di salsedine
gonfie dei desideri
della tua carne,
seguirò i flutti
dei tuoi seni sensuali
fino alla fine
dei miei turbamenti.
 

Echi lontani
Nelle sere più scure
con le stelle già spente
io cerco nel buio
la luce della luna,
poi apro in silenzio
quel cassetto chiuso
dove tengo nascosto
l'album dei ricordi

immagini già viste
che riprendo a guardare
per rubare alla notte
un istante di gioia,
per vedere un sorriso
uno sguardo felice
che riporti alla mente
una vecchia emozione,
c'è una stretta di mano
un bambino che ride
una festa all'aperto
la carezza del sole

desideri e certezze
fantasie e storie vere
sensazioni che porto
nelle tasche dell'anima,
e a metà della notte
con le palpebre stanche
guardo l'ultima foto
con il letto vicino,
poi richiudo il cassetto
ed appoggio la chiave
nella stessa conchiglia
dove io ascolto il mare.
 

Prodigi di primavera
Quando sui monti
la neve si scioglie
e nuove gemme
s'impossessano dei rami
pronto a nuovi tepori
il corpo si sveglia,
esce dal letargo invernale,
nuova energia vitale
zampilla dai pori del cuore,
nel prato ammantato di verde
sbocciano i colori del sole,
la mente ritrova i suoi sogni
sorrisi desideri sospiri
profumi che stregano l'anima,
sono figli dei fiori,
sentimenti in fermento,
emozioni sopite guizzano,
voglia di raccontarsi un po',
sono tornate le rondini.
 

Haiku
fiori di pesco-
di una vecchia canzone
ancora l'eco

primo mattino-
i fiori di ciliegio
oltre la siepe

i panni stesi-
in un vecchio cortile
glicine in fiore


Haiku
primo d'aprile-
un prato un'ape un fiore
una farfalla

bisbigli all'alba-
sul ramo del ciliegio
un cinguettio

malinconia-
il profumo del melo
dietro la casa
 

Haiku
qua e là nei boschi
il canto del cuculo-
ciliegi in fiore

sentieri chiusi-
nessuna primavera
per i viandanti

nell'aria l'eco
di una vecchia canzone-
fiori di pesco
 

Ho cancellato tutte le parole
Nei giorni grigi
quando la pioggia sbatte
sopra i vetri
e il vento fa sentire
la sua voce,
mi viene voglia
di mettere su carta
i miei pensieri

scrivo una strofa
che parla del tramonto
e poi la leggo,
poi la rileggo
e poi la cancello,
ne scrivo un'altra
che dice di un inverno
e poi la leggo,
poi la rileggo
e poi la cancello,
ne scrivo un'altra ancora
che evoca un ricordo
e poi la leggo,
poi la rileggo
e poi la cancello

l'animo è triste,
ho cancellato tutte le parole,
rimetto via quel foglio
un po' sgualcito,
col suo fraseggio muto
e con lo spazio bianco
pieno di vuoto.


Haiku
mandorlo in fiore-
ed io che guardavo
solo le rose

ventuno marzo-
la primavera intona
il primo canto

gemme e fiori-
tutta la primavera
in uno sguardo


Ciao Alessandro
Continuavo a sentire un fremito,
un brivido,
qualcosa che ricorda
quel continuo tremolio
di quando abbiamo una febbre
leggera che continua a salire,
quella sensazione
di cerchio alla testa
che non trova risposta,
quell'inquietudine
che ci accompagna
quando un nostro figlio
tarda a rincasare.

Nulla di tutto ciò però
mi turbava.

Continuavo a camminare
con il passo lento,
come se qualcosa
mi frenasse l'andatura,
poi all'improvviso
di fronte a me
un'amica comune
hai saputo mi chiede
no-chi-lui?
sì, se n'è andato.
Allora ho capito da dove veniva
quel malessere strano,
in un solo momento
ha potuto imparare
quant'è il peso del corpo
quando cade una lacrima.
 

Haiku
mandorlo in fiore-
e tu mi parli ancora
di questo inverno

fiori di pesco-
la primavera non sa
che sono a casa

finestra chiusa-
fiorisce ancora il melo
dietro la casa
 

Petali
Rivedo ancora i soliti compagni
che tirano dei sassi contro il muro,
un legno con rotelle e senza freno
nelle discese e strade contromano

le bimbe col grembiule della scuola
che giocano saltando con un piede,
che restano sedute a chiacchierare
scambiandosi sorrisi e sogni uguali

la sveglia del lattaio prima dell'alba
che bussa con la voce alla mia porta,
il velo di una donna nella chiesa
che dopo allunga il passo verso casa

il tubo attorcigliato del giardino
con l'acqua che accarezza sete e mano,
le grandi ruote d'un carretto antico
e l'uomo mentre grida il suo gelato.
 

Haiku
otto di marzo-
nei giardini d'inverno
un giallo acceso

farfalle in volo-
la voglia d'esser prato
almeno un giorno

le nuove gemme-
si scioglie lentamente
l'ultima neve
 

Clessidra
Ti guardo dall'alto degli anni
e ti vedo ragazza,
la gonna che arriva soltanto
a metà del ginocchio,
il vento che sposta i capelli
più biondi del sole,
i passi spediti d'inverno
sul far della sera.
Ti guardo dall'alto degli anni
e ti vedo già donna,
le rughe appena fiorite
sulla fronte e sul viso,
le stesse premure di sempre
lo stesso sorriso,
l'amore che gioca con noi
ed è già primavera.
 

Ombre
Ci sono ombre
che hanno la luce
dentro
come quando una lucciola
accende il buio,
come stelle che tornano
quando un soffio di vento
allontana le nuvole,
come i primi sorrisi
di un bambino scalzo
mentre solleva al cielo
un aquilone.

Ci sono ombre piene di colori
come gli arcobaleni
dopo i temporali,
come gli occhi velati
di un vecchio marinaio
quando guarda dal molo
la luce del faro,
come i lampioni
delle notti d'inverno
quando disegnano i marciapiedi
ai passi traballanti
di uomini soli.
 

Upside down
Sottosopra insomma,
come avere la testa
al posto dei piedi
e viceversa,
come un bimbo nel grembo
che sta per vedere
la luce del giorno,
come nuvole bianche
quando guardano solo
dalla parte del cielo

come un bianco salmone
che risale a fatica
e depone le uova
alla foce del fiume,
come l'ultima lettera
lasciata a rovescio
nel primo cassetto

sottosopra insomma

come un triste pensiero
quando poi si fa sera,
come un vecchio pittore
che cerca il percorso
e mette su tela
un mondo diverso.
 

Invenzione
Ho raccolto le parole
scartate dai poeti
pallottole di carta
finite nel cestino

ho unito tra loro
le sillabe sciupate
per fare un vestito
alla mia poesia

dai piccoli ritagli
sono nati versi
strofe complete
di schegge cucite

e ora a Carnevale
con il foglietto in mano
io leggo ai passanti
le parole buttate.
 

Haiku
vento gelido-
rintocchi di campane
da chissà dove

la neve sciolta-
tutto quello che resta
dietro ai suoi passi

cade la neve-
nella sala d'attesa
un fiato corto


Là nella valle
Quando al crepuscolo
dalla valle lontana
m'arrivano col vento
rintocchi di campane,
io sento all'improvviso
nel corpo e nella mente
un senso di benessere,
un tintinnio di pace

immagino di essere
in piazza nel paese
una fontana al centro
in mezzo a poche case,
due bimbi sorridenti
che calciano una foglia,
la mamma che riscalda
la cena e la tovaglia

un contadino allegro
che torna col trattore
l'odore di cantina
che sale dalle scale,
la notte che si apre
al canto degli uccelli,
un lume che si spegne
e poi solo le stelle.
 

Haiku
le nuove gemme-
il ramo di un ciliegio
guida lo sguardo

tramonta il giorno-
una storia d'amore
in lontananza

un'alba nuova-
dai rami il cinguettio
di un pettirosso
 

Se fosse
Se fosse un colore
sceglierei sempre il rosso
un campo di papaveri
senza fine e senza inizio,
dipingerei la strada
a questo mio cuore
che non sa dove andare.

Se fosse una nota
vorrei il do maggiore
il suono di un violino
dentro l'arcobaleno,
un concerto all'aperto
fatto di mille sospiri,
e io ti stringo la mano.

Se fosse acqua
sarebbe sempre il mare
la mia vela bianca
in compagnia del sole,
i soffi del vento
ora forti ora leggeri,
i suoi battiti d'ali.
 

Primi cieli
E penso ai tuffi
nel mare natio
ai banchi di chiesa
con messa in latino,
al gioco del cerchio
sbattuto dai fianchi
ai balli di gruppo
in aria le mani

ricordo le gite
panini nel sacco
gli sguardi rubati
a gonne già corte,
il gusto nocciola
dei coni gelato
il volto dei cari
chiamati lassù.
 

Palcoscenici
Quando il sipario s'apre
all'ora giusta
si placa il brusio della platea,
l'attore tiene a bada l'emozione
e fatta fuori tutta la paura
(di aver dimenticato le parole)
alza la voce grossa e poi l'abbassa
come una barca quando va col vento.
All'improvviso un urlo
spezza l'attesa
ed il silenzio soffia sulla sala,
l'assassino diventa un grande eroe
e il poveretto poi,
coi panni cenci,
raccoglie il suo bersaglio di risate.
A metà dell'inganno
l'uomo morto,
quando nessuno guarda oltre la tela,
si alza senza fare alcun rumore
e va a rifocillarsi in camerino.
Finito il trucco
della messa in scena
il sipario si chiude
e si riapre,
gli inchini si posano sui piedi,
la vedova sorride al capitano,
il morto abbraccia stretto
il suo assassino
e il nano torna sempre
ad esser nano.
 

Haiku
spiaggia d'inverno-
solamente le impronte
di un gabbiano

strade deserte-
alla finestra un vecchio
parla da solo

cade la neve-
la voce del silenzio
dentro ogni fiocco
 

Tramonti
I sorrisi dei vecchi
hanno le rughe,
le guance bianche
e la barba rasata,
i baffi grigi
due denti rifatti
e un profumo di buono
sopra la faccia.

I sorrisi dei vecchi
sono un po' lenti,
prima di cominciare
aspettano quelli degli altri
poi qualche volta
sbagliano il tempo
e continuano a ridere
quando gli altri piangono.

I sorrisi dei vecchi
vanno a letto presto
e si girano sempre
dalla parte del muro,
tengono gli occhi chiusi
e le labbra strette
per non disturbare
il russare degli altri.

I sorrisi dei vecchi
si alzano all'alba
e per respirare meglio
aprono le finestre,
poi stanno sul balcone
con l'attesa nello sguardo
sperando che arrivi
un refolo di vento.
 

Haiku
notte stellata-
ripongo in un quaderno
tutti i miei sogni

la neve sciolta-
il verde ritrovato
d’un filo d’erba

scorre il Moldava-
lo sguardo dei lampioni
dal ponte Carlo
 

Haiku
la mia strada-
fiocchi di neve sciolti
e rami nudi
 

Haiku
nella clessidra
i granelli del tempo-
fiocchi di neve

la neve sciolta-
il verde ritrovato
di un filo d'erba

il gelo intorno-
ci vorrebbe un'estate
o una carezza


Sguardi muti
E poi succede
che una mattina ti svegli
di malumore
senza una ragione apparente
senza un perché,
niente che ti faccia pensare
all'arrivo di una brutta notizia
o di un temporale,
e allora cerchi
negli angoli tristi
dei tuoi pensieri
il motivo di quel rosso arancione
che disegna i tuoi occhi,
cominci a fare la conta
di cosa è accaduto,
riavvolgi i sogni
finiti da poco,
le voci ascoltate
nel bar della sera
insieme agli amici,
pensi a un dettaglio
a una frase scomposta
pronunciata per sbaglio,
ma nulla di questo
ti viene alla mente,
poi senti d'un tratto
un senso di vuoto
che sale nel corpo
e allora t'accorgi
che manca un po' tutto
uno sguardo-il sorriso
un abbraccio.
 

Haiku
il gelo intorno-
sui fili d'erba ancora
gocce di brina

sole al meriggio-
sulla panchina vuota
l'ombra del ramo

falce di luna-
dei miei sogni conservo
l'ultimo quarto
 

Tracce
Ho cercato
nel baule dei ricordi
dei miei passi di bambino
il sorriso di mio padre
che tornava dal lavoro,
le preghiere recitate
per la prima comunione,
il maglione lavorato
con i ferri di mia madre,
col ricamo di una mela
che faceva anche inverno
primavera,
poi vicino ad un pallone
con un buco impolverato
ho trovato figurine
di ciclisti e calciatori,
la pagella con i voti
della quinta elementare,
una scarpa di pallone
con le stringhe sfilacciate,
quella storia dei pirati
ricevuta per Natale
e una pagina sgualcita
con su scritto Libro Cuore.
 

Haiku
tutto il candore
di una bimba che ride-
fiocchi di neve

metà dicembre-
l'autunno già prepara
l'ultimo canto

l'autunno parte-
una valigia piena
di vento e foglie
 

Così dicembre
Neppure il tempo
di pensare a una preghiera
e mi ritrovo già
dentro il Natale,
nel prato un turbinio
di foglie gialle
in piazza il luccichio
di mille stelle,
in una stella
ancora la mia casa,
dalla terrazza
il tetto di una chiesa

neppure il tempo
di scrivere una frase
e mi ritorna in mente
il mio paese,
m'appare l'ora tarda
della notte
e poi lo sguardo buono
di mia madre,
l'accento forte e sano
di mio padre
che mi è rimasto un poco
nella voce.
 

Haiku
nevischio all'alba-
scivola sull'asfalto
l'ultimo sogno

fiocca la neve-
il tempo dei silenzi
sulle colline

ride il bambino-
grosso fiocco di neve
sopra il mio naso
 

Torneranno le rondini
Da qualche tempo
nessuno sente il buono
dei profumi
ci sono solo odori
in grigio e nero,
i merli più
non cantano sui rami
negli occhi solo vento
e buio nei cieli

vattene presto via
maschera nera
lascia quest'alba
piena di paura
e fuggi senza mai
voltarti indietro,
resta seduta all'ombra
dei cespugli
nei mondi dove
dormono i colori
e i prati sono senza
nidi e fiori

ritornaci i sorrisi
del passato
gli arcobaleni dietro
le colline
le corse del mattino
accanto al sole
la luna piena
quando si fa sera,
i panorami azzurri
tutti interi
e gli orizzonti
pieni di domani.
 

Il mio vento
Liberava al cielo
l'aquilone colorato
carico dei sogni
che avevo da bambino,
giocava sul mio prato
a fare le capriole
asciugava le lacrime
dei miei giorni neri,
cacciava via i pensieri
delle notti più tristi
allontanava le nuvole
delle mie debolezze

mi è sempre stato amico il vento

ora aiuta ogni passo
del mio debole corpo
nel tratto più ripido
che porta verso casa
poi muove alla mia sposa
i suoi capelli biondi
per mostrarmi tutta intera
la bellezza dei suoi anni,
si ferma assieme a noi
per riposare un momento
poi riprende la sua corsa,
vuol tornare ad esser vento.
 

Haiku
assembramento-
una rosa rimane
lontana un metro

telefonata-
tutto il tempo a parlare
di quell'autunno

un treno all'alba-
i frammenti di un sogno
nella valigia
 

Oppure
Basterebbe forse
una giornata al mare
un volo di gabbiani
l'arcobaleno sul davanzale
e all'ora del tramonto
ancora un po' di sole,
una vecchia canzone.

Basterebbe forse
un campo di girasoli
un passero sul ramo
che poi si leva in volo,
il cielo quando è sera,
un suono di campane
lassù nella collina.

Basterebbe forse
un'estate più lunga
la cantina mezza piena
un inverno senza gelo,
oppure di notte
fare la conta degli abbracci
e scoprire al mattino
che ne manca ancora uno.

Dal libro "Le stelle che tornano"
Editore Qudulibri-Bologna
 

Haiku
fine novembre-
sbiadiscono i colori
dei crisantemi

freddo mattino-
l'alone dei respiri
sulla finestra

fiocchi di neve-
da qualche parte un uomo
parla da solo
 

Preghiere
E se
per la Messa di Natale
vai in chiesa
un po' prima dell'ora
per trovare un posto a sedere
e in attesa del prete
tu cominci a pregare,
può succedere
che d'un tratto ti fermi
a metà di un'Ave Maria
perché ti viene in mente
il ricordo
di quand'eri bambino,
di quando nella panca di legno
tua madre
seduta accanto a te
con il rosario in mano,
recitava ad alta voce
le preghiere.
 

Tracce
Ho cercato
nel baule dei ricordi
dei miei passi di bambino
il sorriso di mio padre
che tornava dal lavoro,
le preghiere recitate
per la prima comunione,
il maglione lavorato
con i ferri di mia madre
e il ricamo di una mela
che faceva anche d'inverno
primavera

poi vicino ad un pallone
con un buco impolverato
ho trovato figurine
di ciclisti e calciatori,
la pagella con i voti
della quinta elementare,
una scarpa di pallone
con le stringhe sfilacciate,
quella storia dei pirati
ricevuta per Natale
e una pagina sgualcita
con su scritto Libro Cuore.
 

Seconda ondata
C'è solo l'eco dei silenzi
in questo giorno che va,
le strade sono deserte
come se una voragine
avesse inghiottito le persone,
anziani e vecchi
rimangono a casa
con le finestre chiuse
e raccontano alle pareti
le loro storie
fatte di sogni e di sudore,
nei quaderni dei bambini
disegni di altalene

i negozi sono vuoti
e dietro le vetrine
tutti gli abiti nuovi,
nei ristoranti chiusi
sbadigliano i camerieri

mi ritrovo così
sdraiato sul letto
con gli occhi in alto
a guardare il soffitto
e la mente che cammina
sopra il cuscino,
che ripassa all'incontrario
antichi percorsi
e poi all'improvviso si ferma
ai piedi d'una salita,
dove c'è una cappella votiva,
dove ora è più facile dire
una preghiera.
 

Differenze
In questi giorni
di voci appannate
mi piace rileggere
le poesie degli anni passati,
vedere se le parole
che usavo
sono simili a quelle
che adopero adesso,
scoprire se qualcosa è mutato
di ciò che dicevo,
mi accorgo così
che le cime dei monti
sono sempre le stesse
come pure i giardini
e i colori dei prati,
sono cambiati invece
gli sguardi,
diversa è l'inclinazione
dei sogni,
la distanza tra il pensiero
e la meta,
diversa è pure la mano
che sapeva di abbracci
e di canto
e ora scrive di foglie
di cielo e di vento.
 

L'eco del buio
Che me ne faccio
di questo azzurro chiaro
stamattina
se accanto all'alba
io vedo solamente
strade vuote,
se da lontano
m'arriva al petto
un suono d'ambulanze
e con il vento
mi giunge forte
l'urlo di un addio.

Che me ne faccio
di questo sole grande
a mezzogiorno
se manda raggi
simili a saette,
se scalda solo
chi non sente freddo
e ha l'anima
che dorme
dentro il pozzo.

Che me ne faccio
di questa luna tonda
ora ch'è notte
se il cielo guarda ormai
da un'altra parte,
le stelle sono tutte
senza luce
e le sirene sono
ancora accese.
 

Haiku
pioggia al tramonto-
sul fiore e sull'erbaccia
le stesse gocce

gocce di pioggia-
le lacrime del cielo
su foglie gialle

sera di pioggia-
quella vecchia canzone
e un libro accanto
 

Haiku
foto ingiallite-
accanto ai crisantemi
vecchi sorrisi

giorno dei morti-
ad ogni crisantemo
la sua tomba

primo novembre-
sopra una vecchia tomba
i fiori secchi
 

Angoli
I vecchi
sono uomini
che stanno in poltrona
parecchie ore
poi per non disturbare
dicono di essere stanchi
e vanno a dormire.
I vecchi sono persone
che fanno finta
di non capire bene,
di non sentire,
ma poi sorridono
se a bassa voce
qualcuno racconta di loro
parole buone.

I vecchi
sono anime nude
che per sembrare giovani
vestono camicie a fiori
poi quando è freddo
per respirare meglio
annusano i profumi
senza farsi vedere.
I vecchi sono bambini
con i capelli bianchi
che fanno credere
di non guardare le stelle,
di non avere sogni,
di non sapere amare.
I vecchi sono gli anni
seduti accanto a noi.
 

Arcobaleno
Ci vorrebbe
una giornata speciale
di quelle dove il sole
si sveglia un'ora prima
e nessuno sente
rintocchi di sirene,
dove i laccati sui muri
sono quelli di ieri
e per le strade si va piano
e si sorride.

Ci vorrebbe
una giornata speciale
di quelle dove i pensieri
rimangono a dormire,
dove ognuno
intona una canzone
e si ha voglia
di andare ad ascoltare
il cinguettio di un ramo,
lo scorrere d'un fiume.
 

Differenze
In questi giorni
di voci appannate
mi piace leggere
le poesie degli anni passati,
vedere se le parole
che usavo
sono simili a quelle
che adopero adesso,
scoprire se qualcosa è mutato
di ciò che dicevo,
mi accorgo così
che i fiumi e i paesaggi
sono sempre gli stessi
come pure i tramonti
e i colori dei prati,
è cambiato invece lo sguardo,
diversa è l'inclinazione
del tempo
la distanza tra il pensiero
e la meta,
diversa è pure la mano
che sapeva d'intrecci
e di canto
e ora scrive di foglie,
di cielo e di vento.
 

The dreamers
Gli uomini che sognano
(i cosiddetti sognatori)
si riconoscono subito
già da lontano,
hanno carezze negli sguardi
i sorrisi di un bambino
e l'odore della pelle
che profumo di buono

gli uomini che sognano
quando vanno in collina
camminano piano
ai lati delle nuvole
e poi si fermano
accanto a un ruscello
ad ascoltare il vento,
un tremolio di foglie,
i respiri del silenzio

gli uomini che sognano
non hanno giorni banali,
quando sono in viaggio
si siedono sempre
dalla parte del finestrino
e prima di dormire
bussano sempre
dove abita un cuore

alcuni sono filosofi
altri messaggeri d'amore,
somigliano tutti
a quel vecchio pittore
che al tramonto dipinge
i colori del cielo.
 

Programmi
Dopo l'ultima notizia
del telegiornale
e prima di andare a dormire
si guarda l'orologio
appeso al muro,
si pensa se è il momento
di leggere un poco
o chiudere subito la luce
e stare al buio.

Mentre s'abbraccia
il cuscino della notte
torna alla mente
come è andata la giornata,
chi si è incontrato al mattino,
quanti anni aveva quel signore
incollato al manifesto
nello spazio riservato
a chi lascia il suo paese.

Si programma punto a punto
la giornata di domani,
le telefonate da fare
le bollette da pagare,
ma poi succede sempre
di trovarsi a sistemare
tutte le cose noiose
a cui non s'era pensato
la sera prima.
 

Leggero come sono
Ho tolto l'altro ieri
dalle tasche dei vestiti
le cose che non servono
che ormai non uso più

gettoni di telefono
due tessere scadute,
un accendino usato
tre vecchie monete

due stuzzicadenti
una matita colorata,
due bustine di zucchero
una chiave arrugginita

ho tenuto soltanto
la patente di guida,
gli orari del dottore
la foto della casa

ora cammino bene
non sento la fatica
il respiro è più libero
come fossi in discesa

potrò affrontare meglio
leggero come sono
le scale della chiesa,
la strada verso casa.
 

Haiku
volo di foglie-
tra i rami di betulla
un cielo grigio

prima rugiada-
ad ogni filo d'erba
la sua goccia

stella cadente-
finisce in fondo al mare
un desiderio
 

Bugie
Dicevano
che bisognava stare a casa
contare i passi delle stanze
accarezzare i silenzi,
pulire spesso le mani
fare sorridere i bambini,
non toccare gli occhi
chiudere a chiave i vecchi.

Dicevano
che nel tempo futuro
della nuova stagione
avremmo potuto
camminare accanto agli altri,
sederci sulle panchine
parlare da vicino,
tenerci per mano.

Dicevano…
 

Haiku
la prima neve
copre tutti i colori-
ed i silenzi

un tonfo sordo-
di una melagrana
i chicchi sparsi

fiocca la neve-
si vestono di bianco
i rami nudi
 

La Vecchia Medicina
E' sempre stato a due piani
quell'edificio abbandonato
il reparto donne era sopra,
al piano terra gli uomini

è diventato da tempo
la grande casa dei gatti
e di qualche altro animale
che cerca riparo

nella parte davanti
un neon arrugginito,
un filo della luce
che porta solo buio

nella facciata dietro
disegni sopra i muri
dei grandi scarabocchi
con frecce dentro i cuori

ogni notte sulle porte
il cigolio dei legni
qualcuno dice in giro
che vivono i fantasmi

in una piccola stanza
una parete riservata,
dentro i turni di carta
il mio nome e una data.
 

Le voci del silenzio
Era da tempo
che volevo vedere
tutto quello che c'è
dietro la collina,
un uomo già vecchio
mi aveva raccontato
di un fiume così limpido
che ci si può specchiare,
mi aveva pure detto
che cento uccelli bianchi
cantano in coro
quando si sveglia il sole

ho accarezzato quel fiume
ho sorriso agli uccelli
e ho raccolto dagli alberi
tanti frutti maturi,
ho toccato anche i sassi
di quella montagna
con l'odore dei secoli
e di antichi guerrieri,
accanto ai cipressi
ho trovato una croce,
con su scritta la data
e un nome tra i fiori

poi ho atteso la sera
per ascoltare il silenzio
per sapere come parla
quando dorme la collina,
lui ha la stessa voce
che io sento in pianura
quando la notte è sveglia
e l'alba è ancora lontana.
 

Haiku
la prima neve-
nel giardino di casa
l'ultima rosa

si placa il vento-
salta da un ramo all'altro
la cinciallegra

fermenta il mosto-
un suono di campane
dalla collina
 

Dietro l'angolo
Sono molto contento
mio vecchio amico
di poterti ospitare
qualche giorno da me
e visitare insieme
in quest'autunno mite
i luoghi del Nord-Est
che non hai visto mai

porta con te
una foto del mare
dove andavamo d'estate
a nuotare per ore,
un'altra più grande
del nostro lungomare
che mi dicono essere
sempre pieno di fiori

e anche due panetti
di pasta di mandorle,
un mazzetto d'origano
che qui non trovo mai,
qualche caramella
alla menta e carruba
che prendevo d'inverno
per guarire la gola,
che mia madre comprava
nella vecchia bottega
proprio dietro l'angolo
dov'era la mia casa.
 

Tempi
C'è sempre un tempo
per restare
dove invecchiano i quadri
appesi ai muri
e c'è un tempo per andare
dove ci porta il vento
dentro un miraggio,
c'è sempre un tempo
anche per tornare
dove fioriva la pelle
ed il sorriso dei primi desideri,
c'è pure un tempo
per bussare
dove dorme l'attesa,
per chiedere in silenzio
come stai?
e per sentirsi dire
bene-grazie, e tu?

c'è pure un tempo per rispondere
anch'io sto bene-sai
e se vuoi chiamalo pure amore
questo fuoco che scalda
il corpo e l'anima,
questo pensiero nuovo
che d'improvviso sveglia
le mie notti,
questa fiamma che sboccia
e accende nel freddo
ogni passione,
questo sogno che inventa albe
e tramonti,
questo cuore che batte senza freni,
questa sete di vita
che cerca gocce d'acqua
e non si quieta.
 

10 ottobre- Giornata Mondiale della Salute Mentale

Diversamente uguale
Uguale sono,
diversamente uguale a te,
sono un sasso graffiato
di strade calpestate
in lungo e in largo,
sono un tronco d'argilla,
un albero senza rami
e senza canto,
un cancello di legno
che cigola nel vento
dell'inverno.

Uguale sono,
diversamente uguale a te,
un faro opaco
che chiede di avere
un po' di luce,
un fazzoletto di carta
senza ricamo d'orli,
col bianco che si mescola
agli affanni,
tra un mormorio di voci
nei dintorni.

Uguale sono,
diversamente uguale a te,
ho il volo dei gabbiani
nei pensieri,
i sogni che riempiono
i cassetti,
le mani sempre pronte
alla carezza,
e quei sorrisi
che coprono d'intero
la mia faccia.
 

Haiku
i primi freddi-
una nuvola passa
senza rumore

freddo d'autunno-
nel caminetto acceso
prime scintille

le foglie gialle-
s'affievolisce il passo
lungo il sentiero
 

Voci
Piuttosto che sentire
sempre le stesse voci
parole senza cuore
solo discorsi vuoti,
preferisco ascoltare
i rumori della strada,
il linguaggio delle cose
i respiri della vita

lì trovo un fiume
che corre verso il mare,
il sole che sorride
al nascere d'un fiore
un volo d'usignolo,
il suono di un violino,
un forte temporale
e poi l'arcobaleno

e il rosso d'un tramonto,
un giorno a primavera,
le voci di campagna
tutta quanta la natura,
un tenero cuscino
che odora di bucato
la pioggia della notte
che sbatte contro il vetro

c'è un ramo che rimbalza
e gioca con il vento,
un volto che sorride
e poi diventa canto.
 

Senza fretta
Non piove più,
riprendo il cammino
a passo lento
lungo i colori
della mia strada,
foglie ferme sui rami
anche il vento è cessato,
apro lo sguardo
ai rumori della quiete

un bimbo indossa
nella maglietta il suo nome,
il cane abbaia
al gatto soriano,
sull'auto in corsa
un fiocco rosa,
la campana diffonde
rintocchi già noti
un anziano signore
è mancato ai suoi cari

silenzio nel cuore

continuo i miei passi
ignorando la fretta,
voglio guardare ancora
i dipinti del cielo,
catturare i profumi
che accompagnano l'aria,
assorbire il tepore
del sole che resta

voglio rallentare il mio tempo
nel giorno che va.
 

Haiku
mare d'autunno-
passa e ripassa l'onda
dei miei pensieri

rondine in volo-
tutto il tempo a pensare
quando ritorna

strade d'autunno-
sul tronco di un castagno
graffi d'amore
 

Nostalgia
Una panchina
m'accoglie di sera
in fondo al viale
della strada di casa

m'abbandono al silenzio
ai respiri del vento
alla luna che nasce
al profumo d'un fiore

e la mente veleggia
verso spiagge lontane
un'occhiata ai ricordi
poi ritorna da me

se una goccia improvvisa
m'accarezza la guancia
un saluto al lampione
e riprendo la via.
 

Silenzi e voci
Una sera d'inverno
nella carrozza vuota
d'un treno di periferia
inizia il viaggio di ritorno,
dopo la galleria
che nasconde le luci
una voce metallica
(registrata
in un posto lontano)
annuncia il nome
della stazione vicina

non è la mia!

poggio il fiato sul finestrino
per guardare chi c'è
dall'altra parte,
nessuno scende
nessuno sale
non c'è nessuna mano
che saluta,
dopo la sosta
riparte lento il treno,
un fischio verso il cielo
e poi la corsa.
 

Haiku
fine settembre-
le immagini del mare
abbandonate

mare d'autunno-
i frammenti di un sogno
sulla battigia

non sono solo-
di sera una conchiglia
mi porta il mare
 

Battiti
Sono forse più grigi
i colori del cielo,
più lunghe le piogge
più alte le onde del mare,
sono forse più bianchi i capelli
più fredde le mani
più corti la vista e l'udito
più lenti i respiri

ma nulla è cambiato

batte ancora forte
questo cuore che dorme
quando vede
una giovane mamma
che allatta suo figlio,
quando guarda
una sposa all'altare,
tra le mani un bouquet.
 

Vicinanze
Lungo la strada
che porta al paese
una foglia arancione
stamattina
vicino ai passi
del mio camminare
e accanto a lei
una foglia gialla
e un'altra ancora,
così io mi domando
che cosa mai ci faccio
in mezzo a loro

conosco quando dura
un tremolio sull'erba
e ho mai guardato
un volo di farfalla?
riesco a rotolarmi
lungo i bordi
col vento della notte
e del mattino?
so ritornare
ad ogni primavera
e raccontare tutte
le stagioni?

l'unica cosa
che mi sembra uguale
e quell'andare avanti
poco a poco,
è quel cercare
dentro un grande mucchio
la stretta di un riparo
e di un abbraccio,
trovare alla caduta
un'accoglienza
con il calore
di una vicinanza.
 

Accoglienze
Bisognerebbe portare i giovani
a visitare il fiume,
farli camminare lungo le sponde,
suggerire di ascoltare il suo respiro
e imparare dallo scorrere impetuoso
oppure lento
il suono delle voci e dei silenzi,
accompagnare il viaggio
dalla montagna fino alla pianura
e guardare come il ponte di un paese
accoglie con amore il forestiero,
spiegare a quei ragazzi
che i fiumi hanno tutti un porto amico
a cui affidare i sogni e le paure
e l'acqua che accarezza i loro sassi
non muore quando arriva alla sua foce
ma diventa un tutt'uno con il mare.
 

Un altro autunno
E sei tornato
puntuale come sempre
coi tuoi sussurri
e le tue malinconie,
coi girotondi dei bimbi negli asili
e i nuvoloni
che nascondono i cieli.
Porti con te la solita valigia
fatta di piogge
di vento e arcobaleni
di foglie gialle, di frutti maturi
e rami nudi
in cerca di riparo.
Hai messo via
le impronte dell'estate,
il canto
delle onde all'imbrunire,
le stelle che parlavano dei sogni,
le lune piene
degli innamorati,
tutti gli amori brevi già finiti.
Porti con te un tempo
di preghiera
di solitudine e freddo nelle mani,
il tempo dei tramonti
lenti e muti
appesi tra i ricordi
un po' sbiaditi.
 

Haiku
oscilla il ramo-
a volte il tono basso
delle cicale

i primi freddi-
si placa il frinire
delle cicale

cicale in coro-
a sera il volo stanco
d'una farfalla
 

Medaglie
E poi venne l'alba
proprio l'alba vera,
quella dove nasce l'aurora
e si svegliano i fiori,
dove la luna va a riposare
e i rami cantano
per salutare i colori,
l'alba che accende
i profumi dei giardini,
che veste d'azzurro
il cielo e il mare
e affida al vento l'eco
del primo fischiettio
dei contadini

e poi venne l'alba,
proprio l'alba vera,
quella che manda a casa
i turni del buio,
che libera nell'aria
i gas dei motori,
che riempie di silenzi
le sale d'attesa,
che recita preghiere,
l'alba dove i lampioni
nascondono la luce
ai marciapiedi
e le lucciole della notte
vanno a dormire.
 

Haiku
mare d'estate-
quell'antico profumo
d'acqua e di sale

alta marea-
i sandali bagnati
sulla battigia

metà settembre-
una valigia piena
di sabbia e sassi
 

Battiti
Soltanto il tempo
di un battito di ciglia
e mi ritrovo accanto
a un altro autunno,
nel prato un turbinio
di foglie gialle
e il mulinello
che si leva al vento,
in ogni foglia
il nome di un racconto
e sopra il nome
il segno di un ricordo

soltanto il tempo
di un battito di ciglia
e l'orizzonte
sempre più vicino,
ritorna dentro un sogno
un forte abbraccio
con i fornelli accesi
di mia madre,
la casa dove tutto
era una voce
e quell'accento sano
di mio padre.
 

Haiku
soltanto il tempo
di un battito di ciglia-
stella cadente

senza la luna
non riesco a dire nulla
di questo cielo

il nuovo giorno-
un usignolo canta
a squarciagola
 

Le mie mani
Hanno toccato l'acqua
di fiumi e laghi
le mie mani,
di stagni e rivoli
oceani e ruscelli,
hanno sfiorato i sassi
di spiagge
e di sentieri,
per accendere sorrisi
hanno inventato
parole


nell'ora tarda
(quando partono gli addii)
hanno preso l'ostia
che pulisce i peccati,
con gocce
d'acqua santa
hanno bagnato
segni di croce


ora sfiorano il vento
le mie mani
colline e praterie
campi di girasoli
albe e tramonti
poi mettono su carta
nuvole e stelle,
voli di pettirossi
e di farfalle


hanno dato carezze
le mie mani
altre sono rimaste
tra le dita.
 

Haiku
grano maturo-
oscilla tra le spighe
un vento caldo

un segnalibro
con la forma del cuore-
la luna fuori

l'estate muore-
una valigia piena
di sabbia e sassi

s'increspa l'onda-
sull'ala del gabbiano
gocce di mare
 

Vestirsi di gioia
Dicono
che sta arrivando l'autunno,
che nuvole grigie
accompagnano il cielo
e folate di pioggia
stanno ingrossando
il letto del fiume,
dicono
che cumuli di foglie
hanno gonfiato
l'erba dei giardini
e l'ululato dei tuoni
sta spezzando
la bellezza dei rami

loro hanno negli occhi
sguardi di paura,
sentono il freddo
che corre nelle mani
mentre sfogliano l'affanno
dei pensieri,
non sanno
che per amare l'autunno
bisogna vestirsi di gioia,
portare i passi
ai lati dei sentieri,
farsi sfiorare
dal cinguettio di un vento,
da una foglia che cade.
 

Sussulto
Come quando
rileggi una poesia
che avevi scritto
tanto tempo indietro
e trovi una parola
che non ti suona bene
alla lettura,
allora la cancelli
e poi ne metti un'altra
al posto suo,
ma subito ti accorgi
d'un fremito diffuso
a tutto il corpo
e d'un sussulto
che in poco tempo poi
diventa peso,
se n'era andato via
quell'attimo di te
che avevi amato,
come una gita in barca
con gli amici,
la sera di Natale
al tuo paese,
lo sguardo di un sorriso
appena nato,
il volto di una foto
mai sbiadito,
allora tu riprendi la parola
che troppo in fretta
avevi allontanato,
fai un cenno di promessa,
e la rimetti là
dov'era prima.
 

Fragile è il tempo
Nei pomeriggi d'estate
quando il sole sorride
e una brezza leggera
sfiora le mie spalle
è il momento di andare

chiamo in fretta i miei passi
e insieme a loro
verso la collina del canto

a metà della strada
lì sul ciglio a sinistra
la cappella votiva
con la Madonna dentro
e dietro il ciliegio
la piccola casa gialla
della ragazza irlandese

lei ritorna al tramonto
e quando cala la luce
porge ai profumi dell'aria
le note della sua chitarra

il tempo non c'è più

poi la lenta discesa
la sera nella mano
verso l'ora di casa
mentre un vento improvviso
mi rapisce anche l'eco
di quel canto lontano.
 

La dimensione dei sogni
In questi giorni
di voci appassite
mi piace rileggere
le poesie degli anni passati,
vedere se le parole
che usavo
sono simili a quelle
che adopero adesso,
scoprire se qualcosa è mutato
di ciò che dicevo,
mi accorgo così
che i colori dei prati
sono sempre gli stessi
come pure la luce
e i rumori del giorno,
sono cambiati
invece gli sguardi,
diversa è l'inclinazione
degli occhi, la distanza
tra il pensiero e la meta,
diversa è pure
la dimensione dei sogni
e questa mia mano
che sapeva di abbracci
e di canto
e ora scrive di quiete,
di cielo e di vento.
 

Passi
Dei miei passi
amo la frenesia
di quando vanno a cercare
un sentiero nuovo,
lo stupore
di quando sentono addosso
il profumo di un ramo,
quelle soste
in attesa del vento
quando è stanco il respiro,
la meraviglia
per un fiore selvaggio
cha ha colori del cielo

dei miei passi
amo il loro sorriso
quando incontrano amici
di un tempo passato,
la cautela
con cui sfiorano i sassi
di un vicolo antico,
l'allegria
per i calci a un pallone
incontrato per caso

dei miei passi
amo il loro riposo
quando tornano a casa,
quel restare
un po' stanchi in poltrona
a raccontarci di noi,
quel salire sul tardi le scale
senza fare rumore.
 

Inventando Mary
Come quando
ad un appuntamento
devi incontrare
per la prima volta una ragazza
e non sai come vestirti,
non è certo il caso
di mettere giacca e cravatta,
forse un maglione
leggermente colorato
può essere la scelta giusta,
la barba incolta solo un poco
e due gocce di Versace
sotto le ascelle,
le scarpe a punta
sono troppo moderne
per un tipo come me,
meglio usare quelle classiche
che non si sbaglia mai

so che anche tu Mary
stai pensando a come vestirti,
io spero che verrai
con la camicia a fiori
che indossavi l'altro ieri alla fermata
quando ci siamo guardati
da vicino,
vedo che stai mettendo
un filo di rossetto sulle labbra
i tacchi alti,
un fiocco
sulla coda dei capelli
e quel sorriso tuo
che ho già incontrato dentro
i sogni miei,
io sono al Caffè Liberty
e ti aspetto,
sei bellissima.
 

Poeta
So che mi stai guardando
giovane uomo
e forse stai ridendo dietro di me,
non hai ancora capito
che cosa faccio
con la matita in mano
accanto a un fiore

sono un poeta!

io scrivo i colori della strada,
faccio apparire chiari
quelli più scuri
e quando il cielo sceglie un temporale
dico che presto arriva
un po' di sole

sono un poeta!

hai mai sentito un canto d'usignolo
quando apre le ali
e lascia il ramo,
il battito di un cuore innamorato,
quel pianto di cicale
quando cade una stella
e accende il mare?

sono un poeta!

mi sentirai parlare del tramonto
di foglie che si muovono nel vento,
di un lampione sul fiume
quando è sera,
della collina mentre si fa mite
in questo lungo giorno
pieno d'estate.
 

Qualcosa che somigli
Quando si placa il vento
io sarò ancora qui
a contare le raffiche
su questo corpo stanco,
a raccogliere i cocci
le briciole, i frammenti
i cumuli di fogli
i sogni tutti infranti,
poi aprirò la porta
in cerca di un tepore
qualcosa che somigli
a un battito di cuore,
a una stretta di mano
un abbraccio conosciuto
a un fiore che sboccia,
a un volto tanto amato.
 

Ho il piacere di postare la mia poesia che si è classificata al terzo posto
su 670 partecipanti al Concorso poetico "Invito alla Poesia- XII edizione 2020",
organizzato dall'Associazione Poesia e Solidarietà di Trieste.
Premiazioni sabato 30 agosto a Trieste
Salvatore Cutrupi

Se questo tempo…
Ho lasciato ai caprioli
la somma dei miei passi
i bordi dei prati e dei sentieri,
dietro le inferriate
di questa casa muta
ora cerco la voce di un suono,
lo squillo di un raggio di sole
che scaldi il labirinto
dei muri chiusi.
In questo spazio arrugginito
da polvere di stelle fragili
mi sembra di essere
un pensiero fuori posto,
la dissonanza
di una parola non detta,
il bersaglio di un lampo sbagliato,
di una freccia che finisce
la sua corsa.

E tutto sarebbe poca cosa
se questo tempo
avesse una data, una misura
un algoritmo,
se fosse un cerchio
coi diametri giusti
o il gancio di un'illusione
a cui aggrapparsi.
E mentre io vivo
senza guardare più
il calendario degli incontri
e l'orologio si ferma sempre
un'ora prima,
penso e mi chiedo
se l'attesa
è ancora una promessa
o solo
l'inizio di una bugia.
 

Haiku
la sensazione
di essere un ruscello-
vallata in fiore

fenicotteri-
un modo di essere
nella laguna

sole cocente-
sul fiato corto veglia
l'ombra del fico
 

Check-up
Hanno detto
che sono molto fredde
le mie mani,
hanno la pelle macchiata
le dita paonazze,
ma possono offrire
ancora tante carezze

hanno detto
che tracce sottili
di cicatrici antiche
e rughe profonde
mi segnano il viso,
però è sempre capace
di fare un sorriso

hanno detto
che ho gli occhi stanchi,
ma posso ancora
guardare i colori,
distinguere bene
il giallo dal verde
di tutti i miei fiori

hanno detto
che non riesco a sentire
i piccoli rumori,
ma potrò sempre ascoltare
tra i canti del mattino,
un coro d'usignoli
mentre spiccano il volo.
 

Confini
Si potrebbe spostare
Il confine dell'umanità,
portarlo più vicino
alla riva del mare,
soccorrere meglio
chi vuole partire
in cerca di un nido
di un mondo migliore

si potrebbe portare
la speranza
vicino alle barche,
fare salire
i sogni dei bambini
su navi sicure,
il ventre
delle donne incinte
e gli uomini neri

si potrebbero fare
lezioni d'amore
ai governanti
dei paesi vicini,
ricordare che un giorno
un Demone o un Dio
li dovrà giudicare,
spiegare che il mare
è la casa dei pesci,
che la terra
è la stanza dell'uomo,
e il cielo è di tutti.
 

San Francisco '97
L'ultima sera
seduto nella terrazza dell'hotel
guardavo il cielo e pensavo

mi trovavo a diecimila
e settecento chilometri
lontano da casa mia
eppure mi pareva di respirare
l'aria del mio giardino

da una voce vicina
arrivavano parole
in una lingua diversa dalla mia
eppure mi sembrava
di sentire il dialetto
della mia città

dalla baia saliva
un profumo d'infinito
che mi ricordava
quando ragazzo
seduto sulla spiaggia
ascoltavo in silenzio
il canto del mare…

poi la guida mi chiamò,
dovevamo riprendere
il volo.
 

Come un abbraccio
E' grande la mia casa
ha cinque stanze, una terrazza
sette finestre,
c'è anche il giardino
pieno di fiori
e di frutti maturi
(come tutti i giardini).

E' calda pure d'inverno
la mia casa
ma ogni tanto
mi allontano per qualche tempo
e vado errando
come foglia al vento
senza una meta.

Dalla montagna al mare
dalla pianura in collina,
poi di sera mi fermo
dove c'è un canto libero,
un cielo di stelle
un bicchiere di vino,
una voce di donna.

Ma quando arriva il gelo
io ritorno a casa
e sento ogni volta
un tepore nuovo,
un calore che cresce,
come un abbraccio,
ma ancora più forte.
 

Haiku
un nuovo giorno-
i primi girasoli
davanti agli occhi

perdita d'occhio-
i nuovi girasoli
per ogni dove

si piega all'alba
l'ultimo girasole-
malinconia

la testa china-
sui vecchi girasoli
l'ombra del tempo
 

Scarpe
Conservo in una stanza
le scarpe vecchie
per leggere nelle suole
la storia dei miei passi
e ritrovo sentieri,
geografie di tramonti,
musei pieni di gente
volti dipinti

ai lati delle punte consumate
ripasso vicoli
strade deserte,
altari e navate
crocifissi appesi

nei granelli di sabbia
rimasti dentro i tacchi
rivedo balere,
barche sulla battigia,
spiagge piene di sole,
amori brevi

in quella stessa stanza
dentro un armadio a muro
tengo da qualche tempo
alcune scarpe nuove,
quelle coi lacci stretti,
non mi servono più,
ora ho caviglie gonfie e dita grosse,
cammino solamente
a piedi scalzi.
 

Haiku
calura estiva-
le ombre del silenzio
sulla panchina

luna di luglio-
il bramito dei cervi
nella foresta

petali sparsi-
di una rosa di giugno
quello che resta
 

Se fosse
Se fosse un colore
sceglierei sempre il rosso
un campo di papaveri
senza fine e senza inizio,
dipingerei la strada
a questo mio cuore
che non sa dove andare.

Se fosse una nota
vorrei il do maggiore
il suono di un violino
dentro l'arcobaleno,
un concerto all'aperto
fatto di mille sospiri,
e io ti stringo la mano.

Se fosse acqua
sarebbe sempre il mare
la mia vela bianca
in compagnia del sole,
i soffi del vento
ora forti ora leggeri,
i suoi battiti d'ali.
 

Haiku
cercando l'erba
per bagnarmi le mani-
una capriola

rose di giugno-
all'ombra del tramonto
cerco riparo

un treno all'alba-
ritornano i rumori
dei giorni uguali
 

Chiamalo pure amore
E se vuoi
chiamalo pure amore
questo fuoco
che scalda il corpo e l'anima,
questo pensiero nuovo
che d'improvviso sveglia
i desideri,
questa fiamma nel buio
che accende senza tempo
ogni passione

e se vuoi
chiamalo pure amore
questo sogno
che inventa albe
e tramonti,
questo cuore che batte
senza freni,
questa sete di vita
che cerca gocce d'acqua
e non si quieta.
 

Tu che sai
Quanto vivono le foglie
che si staccano dai rami,
perché il buio e l'attesa
hanno lo stesso colore,
quando la nave è ferma
dove volano i gabbiani,
come fa la ballerina
a danzare sulle punte
e il tramonto a tornare
anche domani?

dimmi maestro, tu che sai

chi sceglie i colori
per dipingere i prati,
a che ora la natura
sussurra i suoi segreti,
come mai più nessuno
disegna gli usignoli,
cosa pensano i paesaggi
quando cade la neve,
perché da casa mia
non si vede più il mare?
 

Chopin
C'è un pianoforte,
una lampada accesa
dietro quella finestra
al di là della strada,
c'è una mano che suona,
non so chi sia

è come ascoltare
un cavallo al galoppo,
forti battiti d'ala,
la pioggia sopra i tetti
quando viene la sera,
è come sentire
il turbinio di un vento
che non sa dove andare,
il crepitio dei bimbi
quando fiocca la neve,
rintocchi di campane
che svegliano il Natale

poi quando è mezzanotte
quel suono forte e chiaro
diventa più leggero,
leggero come un velo,
non so chi sia,
forse è una donna felice
o un uomo solo.
 

Il ritorno
Dall'angolo
di un amore impossibile
parte l'eco di un vento,
lui conosce le valli
gli anfratti dei boschi
dirupi e precipizi,
attraversa gli oceani
scandaglia i fondali
e canta ai sogni che incontra
le parole del cuore,
prima scende poi sale
si sposta si gira
ripassa tra i rami
non trova nessuno,
ritorna dov'era.
 

Le stesse rughe
E dopo gli anni
delle corse a perdifiato
mi ritrovo a camminare
dentro i miei passi stanchi
con il fardello pieno
di cose scadute sulle spalle
e il tempo che accompagna
l'usura del pensiero
e della pelle

così m'accorgo,
guardandomi allo specchio,
di avere sulla fronte
le stesse rughe stanche
che portava mio nonno
la stessa faccia magra
di mio padre

e tutto a un tratto
mi tornano alla mente
i banchi della chiesa
con mia madre seduta
a cantare il Signore
e allora sento il bisogno
di recitare preghiere,
quelle che più conosco,
prima l'Ave Maria
e dopo il Padre Nostro.
 

Accoglienze
Bisognerebbe portare i giovani
a visitare il fiume,
farli camminare lungo le sponde,
suggerire di ascoltare il suo respiro
e imparare dallo scorrere impetuoso
oppure lento
il suono delle voci e dei silenzi,
accompagnare il viaggio
dalla montagna fino alla pianura
e guardare come il ponte di un paese
accoglie con amore il forestiero,
spiegare a quei ragazzi
che i fiumi hanno tutti un porto amico
a cui affidare i sogni e le paure
e l'acqua che accarezza i loro sassi
non muore quando arriva alla sua foce
ma diventa un tutt'uno con il mare.
 

Petali
Rivedo ancora i soliti compagni
che tirano dei sassi contro il muro,
un legno con rotelle e senza freno
nelle discese e strade contromano

le bimbe col grembiule della scuola
che giocano saltando con un piede,
che restano sedute a chiacchierare
scambiandosi sorrisi e sogni uguali

la sveglia del lattaio prima dell'alba
che bussa con la voce alla mia porta,
il velo di una donna nella chiesa
che dopo allunga il passo verso casa

il tubo attorcigliato del giardino
con l'acqua che accarezza sete e mano,
le grandi ruote d'un carretto antico
e l'uomo mentre grida il suo gelato.
 

Dai giardini dell'anima
Mi piace sempre più
improvvisarmi poeta
per scrivere frammenti,
immagini di vita

un uomo che si ferma
per guardare la luna
un cucciolo al tramonto
che torna alla sua tana

un sasso che respira,
un'ape che fa il miele,
il ramo che si gira
al nascere d'un fiore

la stella ancora giovane
che non vuole cadere
un fiume sotto il ponte
che corre verso il mare

la foglia troppo stanca
che rotola sul prato
il volo di una rondine
che torna al proprio nido

due bimbi che saltellano
tenendosi per mano,
fringuelli che cinguettano
poi vanno verso il cielo.
A prima vista
E può accadere
in un giorno qualunque
d'incontrare per caso
alla fermata del bus,
in una sala d'aspetto,
nel vagone d'un treno
un volto nuovo,
una persona sconosciuta
mai vista prima,
neppure immaginata.

E può succedere
di vedere d'un tratto
dentro i suoi occhi
uno sguardo più lungo,
un pensiero che nasce,
l'abbozzo di un sorriso,
l'inizio di un racconto
che profuma d'incanto,
come una sera al mare
e il cielo accanto.
 

Haiku
un batticuore-
i primi girasoli
all'improvviso

i girasoli-
contando i passi fatti
per ritornare

dopo la curva
i nuovi girasoli-
si ferma il passo
 

Haiku
petali sparsi-
di una notte di vento
quello che resta

s'abbassa il sole-
il tempo di un'attesa
e poi il tramonto

luna calante-
nel buio della notte
una lucciola
 

E' tutto pronto
Ho messo in valigia
la maglietta di lana,
le pantofole di stoffa
il ricambio dei calzini,
le lamette, il dopobarba
il pigiama con i fiori
la cravatta delle feste
le pastiglie per dormire,
una foto del giardino
dove cresce il melograno,
una biro nella tasca
il biglietto per il treno,
l'indirizzo del computer
col disegno della luna
e gli occhiali quelli buoni
per guardare arcobaleni.
E' tutto pronto!
Ho chiamato mia cognata
per tenere un poco il cane,
l'infermiera di quartiere
che misura la pressione,
la signora qui di fronte
per bagnare piante e fiori
il barbiere di fiducia
per tagliarmi barba e peli.
Ho avvisato la ragazza
che mi vende sempre il pane
il signore dell'edicola
dove compro il mio giornale
la cassiera della banca
dove arriva la pensione
la poetessa esperta in vini
che mi dice cosa bere.
E' tutto pronto!
Ho baciato mia nipote
che ha il giudizio nel molare
mio fratello Natalino
che coltiva le parole,
la badante di mio zio
che gli vuole molto bene
il mio amico contadino
che sa prima quando piove.
Al postino l'ho già detto
che sto via per qualche giorno,
solo il cuore sa già tutto,
se io resto o se ritorno.
 

Luce fioca
E sarebbe troppo facile
io credo
dirsi addio
all'inizio di un'estate
senza colori
quando i volti sono assenti
e le voci non hanno
vicinanze,
non è certo questa
la stagione dell'attesa
per chi cerca l'amore
a poco prezzo,
per chi accavalla baci
senza sguardi
in una stanza
con la luce fioca.

E' sarebbe troppo facile,
nel gioco di un capriccio
o un'avventura,
dimenticare l'ora
della chiamata,
facile
come aprire
una porta senza chiave
o fare una risata
per mestiere,
come strappare il gambo
di una rosa,
lasciare al vento
i petali di un cuore
e regalare spine
a un'altra mano.
 

Ho di nuovo paura
Quando la notte
passo dopo passo
s'inoltra nel buio
e il giorno deve ancora arrivare
d'improvviso il corpo
s'inceppa,
la mente percorre sentieri amari
e mentre il respiro soffoca
punte d'argento affilate
aggiungono nuove ferite
sui tessuti dell'anima mia

sono solo capace di dirmi
che non devo avere paura

ma il nodo stringe la gola,
formicolii nelle mani tremanti,
sulla schiena perline di ghiaccio
le pupille dilatano gli occhi,
il cuore scatena i suoi colpi

inerme accompagno il disagio
mentre stormi di corvi
disegnano pareti nere
nella mia stanza attonita,
è buio intorno a me,
una foglia appiccicata al vetro,
soffia forte il vento

interrogo lacrime mute
affido al cielo un Ave Maria
tentenno vacillo mi arrendo
ho di nuovo paura.
 

Trespoli
A volte
sembriamo
spaventapasseri,
dei manichini
in un campo di grano,
fantocci di pezza
con abiti stracci
un cappello di paglia
come riparo dal sole,
vorremmo simulare
una presenza umana
ma siamo soltanto
una controfigura,
passeri e corvi
ci stanno vicini
siamo il loro trespolo
per riposi brevi,
ci tengono dritti
due sbarre di legno,
una corda in mezzo
a formare una croce.


Haiku
una panchina-
accanto ad un triciclo
un legno curvo


la vecchia nonna
con fili di memoria
ricama anni


una farfalla-
nel parco a mezzogiorno
l'ombra del gelso


Grigio antracite
E succede
che un giorno ti svegli
di malumore
senza una ragione apparente,
senza un perché,
niente che ti faccia pensare
all'arrivo di una brutta notizia
o di un temporale,
e allora cerchi
negli angoli tristi
il motivo di quel grigio antracite
che disegna i tuoi occhi,
cominci a fare la conta
di cosa è successo,
riavvolgi i sogni
finiti da poco,
le voci ascoltate
nel bar della sera
insieme agli amici,
pensi a un dettaglio,
a una frase scomposta
ricevuta per sbaglio,
ma nulla di questo
ti viene alla mente,
poi d'un tratto t'accorgi
che manca un abbraccio,
un saluto - un sorriso
uno sguardo.
 

Haiku
tramonto a Nord est-
ed io che guardavo
soltanto l'alba

oh che sorpresa-
il profumo del gelso
dopo la curva

sera di vento-
nel giardino di casa
ondeggia un ramo
 

Dall'altra parte
Come quando
ti trovi davanti
a una porta semichiusa
con addosso la voglia
di aprirla per intero
e andare di là
dall'altra parte,
ma con la paura poi
che ti frena il cammino,
quel timore muto
di affidare al vento
il fiore coltivato,
di lasciare i tuoi sassi
in un cortile vuoto.
 

Pausa
E' martedì
è solo un martedì
eppure ha i mille passi
d'un sabato sera
questo viale di maggio
pieno di voci,
è come un frinir di cicale
dentro la quiete
o il ronzio delle api
che si fa voce,
e quando l'aria fredda
punge la gola
la gente torna a casa
e scalda il ricordo dei pensieri,
ognuno sa che in fondo
non può durare a lungo
questo inganno,
che quando poi finiscono
i tremori
ci sarà un bel ridere per tutti,
come quando una foto viene bene
o un bimbo sta imparando
le parole.
 

Tutto questo adesso
Ci sono pagine
nei libri e sui giornali
che scrivono
di cosa siamo fatti
e da dove veniamo,
riferiscono pure
del traffico di armi,
di terre avvelenate
e di tanti altri mali
che affliggono il pianeta,
spiegano
perché una foresta brucia
o come annega un uomo,
parlano dei pacifisti,
dei missionari
dei liberi pensatori
e di quanto sia importante
il dialogo tra le culture,
raccontano
la biodiversità
gli ecosistemi
la tutela dell'ambiente
e il rumore di un ghiacciaio
quando si rompe,
ma tutto questo adesso
non interessa a nessuno,
un po' come una foglia
quando cade,
un cane non abbaia
o muore qualcuno
che abitava lontano.


Haiku
una peonia
e io che credevo
fosse una rosa

questo silenzio
mi parla ancora di te-
un aquilone

sul marciapiede
un petalo di rosa
di rosa rossa
 

L'odore del mare
A volte
sogno di essere
in un tempo
prima di adesso
quando da bambino
indossavo
il grembiule della scuola
ricamato da mia madre,
quando studiavo
come dividere i numeri
e imparavo a memoria
i versi dei poeti
che avevano la rima

e a volte
nelle notti
di questa primavera
senza stelle,
sogno di essere
nel tempo di domani,
di guardare
nel mezzo del giardino
una vecchia altalena
che dondola sola,
spinta da un vento
che viene da lontano
e ha l'odore del mare.
 

Haiku
bambine a casa-
l'altalena del parco
abbandonata

pioggerellina-
forse l'ultima pioggia
di primavera

bugie di maggio-
tutte le sfumature
di un cielo grigio
 

L'ascolto
Ora che il silenzio
si è fermato
e la voce ha ripreso
il suo cammino
da qualche parte un uomo
torna a parlare
e un altro
resta zitto come prima,
è il segno egli opposti,
il vuoto e il pieno,
il vuoto di chi vuole
stare muto
e il pieno di chi sa
che cosa dire,
e allora tu
che non conosci il giusto
ti fermi ad ascoltare
le parole
che sono appena nate
e resti lì
con voglia d'imparare,
come quando d'un fiore
non sai il nome
o di una pioggia
quanto tempo dura.
 

Haiku
voce lontana-
da qualche parte un uomo
parla da solo

petali sparsi-
di un'ortensia di maggio
quello che resta

prima rugiada-
nessuno guarda l'ora
in cui si posa
 

Arcobaleno
Ci vorrebbe
una giornata speciale
di quelle dove il sole
si sveglia un'ora prima
e nessuno sente
rintocchi di campane,
dove i laccati sui muri
sono quelli di ieri
e per la strada si va piano
e si sorride.

Ci vorrebbe
una giornata speciale
di quelle dove i pensieri
rimangono a dormire,
dove ognuno
intona una canzone
e si ha voglia
di andare ad ascoltare
il suono di un ruscello,
lo scorrere d'un fiume.
 

La mia mamma
Mi giro per vederti
mi giro per guardarti
mi giro per sorriderti
mi giro per parlarti

mi giro per sentirti
mi giro per risponderti
mi giro per proteggerti
mi giro per baciarti

mi giro per seguirti
mi giro per sorreggerti
mi giro per amarti
mi giro per sognarti
 

Haiku
binario morto-
accanto alle rotaie
fiori selvaggi

una lettera-
l'odore della pioggia
all'imbrunire

una sirena-
nessuno ascolta il canto
dell'usignolo
 

Perimetri
Ci sono parole
che si comprendono
a prima vista,
come quando si legge
la parola neve
oppure pioggia - oppure mare,
ci sono poi parole
che bisogna leggere
due volte
prima di capire,
sono le parole
dei poeti normali,
quelli che scrivono
della collina che respira
di una foglia che torna indietro,
di un fiore
che profuma d'infinito,
ci sono poi le parole
dei poeti moderni
che bisogna leggere
almeno tre volte,
ma quando si svela il mistero
si apre all'improvviso
un mondo nuovo.
 

Haiku
si leva il vento-
un petalo di rosa
sui miei ricordi

collina in fiore-
giù per la valle il suono
delle campane

storie di maggio-
là dove c'era il glicine
i rami secchi
 

Sussulto
Come quando
rileggi una poesia
che avevi scritto
tanto tempo indietro
e trovi una parola
che non ti suona bene
alla lettura,
allora la cancelli
e poi ne metti un'altra
al posto suo,
ma subito ti accorgi
d'un fremito diffuso
a tutto il corpo
e d'un sussulto
che in poco tempo poi
diventa peso,
se n'era andato via
quell'attimo di te
che avevi amato,
come una gita in barca
con gli amici,
la sera di Natale
al tuo paese,
lo sguardo di un sorriso
appena nato,
il volto di una foto
mai sbiadito,
allora ti riprendi la parola
che troppo in fretta
avevi allontanato,
fai un cenno di promessa,
e la rimetti là
dov'era prima.
 

Haiku
di nuovo sete-
l'acqua della fontana
lontana un metro

freddo mattino-
l'alone dei respiri
sulla finestra

s'apre un sentiero-
le impronte del viandante
per ogni dove
 

Tempi
C'è sempre un tempo
per restare
dove invecchiano i quadri
appesi ai muri
e un tempo per andare
dove ci porta il vento
dentro un miraggio,
c'è sempre un tempo
anche per tornare
dove fioriva la pelle
ed il sorriso dei primi desideri
e c'è un tempo
per bussare
dove dorme l'attesa,
per chiedere in silenzio
come stai?
e per sentirsi dire
bene, grazie…e tu?


Attimi
Si dovrebbe aspettare
qualche minuto
prima di rispondere,
non alterare la voce
dopo una domanda
che appare impertinente,
potrebbe trattarsi
di una parola detta
per errore
di un momento di sconforto,
di un sentito dire,
e basterà- io credo-
un attimo di tempo,
lo spazio di un respiro,
perché tutto diventi
di nuovo chiaro,
come quando una nuvola
di colpo si allontana
e il cielo poi ritorna
com'era prima.
 

Haiku
...ed il profumo
della zagara in fiore-
malinconia

profumi antichi-
nel tetto del cortile
glicine in fiore

s'apre un sentiero-
i passi dei viandanti
per ogni dove
 

Odori
C'è tutt'intorno
un'aria di pulito
questa mattina,
come un refolo di vento
quando viene da lontano,
ne avevano bisogno
gli umori dei pensieri,
i tetti delle case
e quel cancello chiuso
che nega anche agli spazi
un luogo aperto

ne aveva bisogno
pure questa primavera
che non conosce ancora
i bordi dei sentieri,
che si nasconde
dietro i rami degli arbusti
e ha nell'alito
quell'acre sapore
di nuvole salmastre,
come l'odore delle alghe
lungo le coste.
 

Se questo tempo…
Calpesto la mia ombra
ma non scompare,
lei sa come difendersi
dai passi bruschi,
lei sa come ingannare
questo sole d'aprile
che non s'accende
e non scalda il labirinto
dei muri chiusi.
In questo spazio arrugginito
da polvere di stelle fragili,
mi sembra di essere
un pensiero che prende fuoco,
il bersaglio di un lampo sbagliato,
di un colpo di tosse,
di una freccia che finisce la corsa
e punge solo me che sto vicino.

E tutto sarebbe poca cosa
se questo tempo
avesse una data o una misura,
se fosse un cerchio
coi diametri giusti
o il gancio di un'illusione
a cui aggrapparsi
quando il tramonto cede il posto
al vetro opaco dei lampioni.
E mentre io vivo
senza guardare più
il calendario degli incontri
e l'orologio si ferma sempre
un'ora prima,
penso e mi chiedo
se l'attesa è ancora una promessa
o solo l'inizio di una bugia.
 

Haiku
un usignolo-
è sempre più stonata
la mia voce

tutto in ordine
anche i fiori di pesco
al loro posto

sotto il ciliegio
snocciolando ricordi-
e si fa sera


Le carte cadute
E adesso
che tutto è silenzio
mi manca perfino
il rumore di un passo
vicino al cancello
e cerco nel cielo che posso
il suono di un battito d'ali,
la voce di un canto

e adesso
che il tempo diventa
un compagno di viaggio
raccolgo le carte cadute
in un giorno di marzo
e scrivo sul retro di un foglio
la data del giorno più corto,
del giorno più lungo.
 

Viandanti
E all'improvviso
ci scopriamo fragili
come un bimbo
che piange nella culla
o come un vecchio
che cerca un nuovo giorno
e ha perso la memoria
dei suoi anni.

E all'improvviso
ci ritroviamo soli
come un ramo
che si piega nella notte,
come un viandante
che alla fine del racconto
ha il timore
di non essere innocente.

E all'improvviso
ci sentiamo inutili
come un lume che rimane
sempre spento,
come una sera d'inverno
fredda e scura
e un libro
che ci cade dalle mani.
 

Haiku
poche parole-
è sempre più stonata
la mia voce

cieli di aprile-
una rondine torna
dov'era nata

sole al meriggio-
accanto ad una amica
la prima rosa
 

Non farmi uscire
Non farmi uscire
neppure per un'ora,
potrei trovarmi addosso
quel turbine che arriva da lontano,
un passo che ha smarrito
il suo cammino

non farmi uscire
neppure per mezz'ora,
potrei vedere a un tratto
un volto che si cela dietro il velo,
la voce dove poi
si ferma un uomo

non farmi uscire
neppure a far due passi
nel giardino,
potrei sentire nelle mani il freddo,
dietro le lenti
un rivolo di pianto.

 

Haiku
confinamento-
anche nel mio prato
una camelia

è chiuso il duomo-
prega soltanto a casa
chi sa pregare

coronavirus-
i miei capelli lunghi
fino alle spalle
 

Haiku

fiori di pesco-
la primavera non sa
che sono a casa

passi proibiti-
sui sentieri di marzo
l'ultima impronta

       peach blossoms-
       spring doesn't know
       I'm at home

       forbidden steps-
       on the paths of March
       the last footprint

 

Silenzi e voci
Una sera d'inverno
nella carrozza vuota
d'un treno di periferia
inizia il viaggio di ritorno,
dopo la galleria
che nasconde le luci
una voce metallica
(registrata
in un posto lontano)
annuncia il nome
della stazione vicina

non è la mia!

poggio il fiato sul finestrino
per guardare chi c'è
dall'altra parte,
nessuno scende
nessuno sale
non c'è nessuna mano
che saluta,
dopo la sosta
riparte lento il treno,
un solo fischio al cielo
e poi la corsa.
 

Haiku
bianco d'aprile-
anche nel mio prato
una camelia

le prime luci-
i fiori di ciliegio
oltre la rete

ho visto in sogno
lacrime in paradiso-
sirene all'alba
 

Fiori di ciliegio
C'è un profumo
di ciliegi in fiore
nel mio giardino

soffi bianchi sui rami,
sono candidi petali
che guardano il cielo

sto seduto
a piedi nudi
su un tappeto
di primavera

un foglio
una matita
nessun tetto
nessuna chiave

è la mia stanza,
solo corolle di fiori.
 

Le cose lasciate a metà
Entro nel mio sogno
e ci resto,
non posso fare altro,
dalla cucina guardo
il vaso di orchidee
sul davanzale della finestra
e non so più che farmene,
vorrei urlare
la mia tristezza
ma ho poca voce,
avrei dovuto capirlo prima
che sarebbe arrivato
il tempo dei silenzi,
adesso è il momento
della meditazione,
di trovare il coraggio
che mancava,
andare in cerca
delle cose
lasciate a metà
e aggiungere
la parte che non c'era,
metterle con cura
nell'ordine desiderato
e poi chiuderle strette
con un laccio,
dentro un cerchio.
 

Haiku
fiori di pesco-
l'odore della pipa
di mio nonno

si ferma il passo-
nei sentieri di marzo
l'ultima impronta

rintocchi all'alba-
sui marciapiedi vuoti
nessuna voce
 

Primi tepori
Un vento leggero
solleva i bianchi capelli,
un tiepido sole
riscalda la pelle indurita,
nei giardini del mondo
fiorisce il ciliegio

è una gradevolissima giornata

la nostalgia sfoglia i ricordi
del tempo gioioso,
riaffiora l'immagine
di una vela sul mare,
galoppano dentro un sospiro
i battiti del cuore.


Haiku
fiori di campo-
la primavera mostra
i suoi colori

nessuna voce-
il pappagallo non sa
che cosa fare

si piega il ramo-
questo vento di marzo
che non finisce

rintocchi all'alba-
sui marciapiedi vuoti
nessuna voce
 

Girotondi
Dicono che ora
bisogna stare a casa,
accarezzare i silenzi
contare i passi
delle stanze,
pulire entrambi gli occhi
fare sorridere i bambini
chiudere a chiave i vecchi.

Dicono
che nella stagione nuova
di un tempo non lontano
si potrà camminare
scendere e salire,
potremo stare sulle panchine
guardarci da vicino,
tenerci per mano.
 

Voli
Accendo la musica stasera
voglio danzare da solo,
abbracciare le spalle,
inventare piroette
e all'ora dei sogni
volare lontano
su montagne innevate
e laghi di ghiaccio,
osservare dall'alto
i crateri di fuoco
di un vulcano quieto,
alle luci dell'alba
puntare lo sguardo
sulle terre del Nord,
seguire i salmoni
che salgono i fiumi
le navi vichinghe
che salpano i mari,
poi un'ampia virata
verso i caldi del Sud,
guardare da vicino
minareti e moschee
dromedari e cammelli
nelle dune di sabbia
e infine planare
come stanco gabbiano
sulle bianche scogliere
di limpidi mari,
al risveglio domani
coi bisbigli di sempre,
il sole negli occhi
e il profumo tra i fiori,
salutare il giorno
che ritorna puntuale,
cantare agli uccelli
sillabe in versi,
dipingere l'aria
coi colori del cielo.
 

Haiku
il fiume scorre-
il profumo dell'iris
lungo le sponde

mare d'inverno-
sulle barche al pontile
nomi di donna

le strade mute-
sui rami del ciliegio
le nuove gemme
 

Panorami
E poi succede
che se d'un tratto appare un'alba muta
io resto fermo accanto ai miei pensieri
e guardo a lungo cosa accade fuori

posso vedere un angolo di sole
un gatto a pelo grigio nel cortile
il vecchio cane che non sa che fare
e se di colpo poi si leva il vento
posso vedere il volo di una foglia
un ramo che si piega e si fa curva,
alle mie spalle un battito di ciglia

se la giornata sa di fantasia
posso vedere un grande cielo azzurro,
tutte le strade zeppe di parole
un prato verde pieno di altalene
e se finisce il tempo di un'attesa
posso vedere ancora la mia casa.
 

14 marzo
Non esco di casa
e non so ancora
quanto tempo durerà
questa clausura,
non sento più per strada
la voce degli amici,
ci sono in giro solo voci mute
che rendono assai triste
la mia gioia,
ho lasciato fuori
la somma dei miei passi,
i bordi dei prati e dei sentieri,
quei fiori appena nati
che sembrano già vecchi
come me,
ho nella mente
il rosso alto dei papaveri
che io cantavo da bambino
quando l'anima incontrava
la mia infanzia
e le bandiere rosse
coprivano le strade del paese,
ho perso l'immagine del bello
la cognizione del tempo
quello vuoto,
non so ancora
se all'alba di domani
ci sarà il silenzio delle voci
e all'improvviso scopro
che non so più contare
fino a dieci.
 

Haiku
coronavirus-
l'altalena dei bimbi
senza sorrisi

fiori di pesco-
la primavera non sa
che sono.a casa

finisce all'alba
il tempo degli abbracci-
il grande virus
 

11 Marzo 2020
C'è solo l'eco dei silenzi
in questo giorno che va,
le strade sono deserte
come se una voragine
avesse inghiottito le persone,
anziani e vecchi
rimangono a casa
con le finestre chiuse
e raccontano alle pareti
le loro storie
fatte di sogni e di sudore,
nei fogli dei bambini
disegni di altalene

i negozi sono vuoti
e dietro le vetrine
tutti gli abiti nuovi,
nei ristoranti aperti
sbadigliano i camerieri

mi ritrovo così
sdraiato sul letto
con gli occhi in alto
a guardare il soffitto
e la mente che cammina
sopra il cuscino,
che ripassa all'incontrario
antichi percorsi
e poi all'improvviso si ferma
ai piedi d'una salita,
dove c'è una cappella votiva,
dove ora è più facile dire
una preghiera.
 

Marzo 2020
Tubano le tortore
e i colombi
nel tiepido giardino,
il gallo canta, un'ape ronza
sul fiore appena nato
mentre io muto
rimango ad ascoltare
quello che resta dei suoni.

Cinguetta il passero,
miagola il gatto del vicino
nitrisce un cavallo lontano
mentre io dalla finestra
interrogo il cielo
sulla durata del buio.

Abbaia il cane,
rotola una foglia
fischia la poiana,
una farfalla compie l'ultimo volo
mentre dietro la casa
si veste di un nuovo bianco
il vecchio ramo.
 

Gocce di virus
La piazza è vuota,
un gelido freddo
ingabbia il respiro,
le parole
degli uomini soli
non trovano voce,
restano mute
dentro le case,
occhi smarriti
attaccati alla finestra
cercano aria pulita,
l'abbraccio negato
appanna
l'umore dei marciapiedi,
nei giardini di marzo
rami spogli di canto
chiedono alla primavera
colori nuovi,
nella mente dei vecchi
s'inceppa
la ruota dei ricordi,
dalle crepe sui muri
filtra il rumore sordo
dei silenzi.
 

Lavori
Forse anch'io
dovrei fare qualcosa
per tenere in ordine la casa,
eliminare le carte inutili
dai cassetti,
buttare le penne consumate,
selezionare i farmaci scaduti
togliere la polvere dai quadri
e ogni tanto
pulire il crocefisso appeso al muro

poi ogni sera
lasciare le persiane socchiuse
per fare entrare al mattino
la prima luce,
all'ora dei sogni
ripassare ad una ad una
le cose da fare domani
e per dormire meglio
contare tutti i sorrisi del giorno,
senza saltarne nessuno.
 

Invenzione
Ho raccolto le parole
scartate dai poeti
pallottole di carta
finite nel cestino

ho unito tra loro
le sillabe sciupate
per fare un vestito
alla mia poesia

dai piccoli ritagli
sono nati versi
strofe complete
di schegge cucite

e ora a Carnevale
con il foglietto in mano
io leggo ai passanti
le parole buttate.
 

Fantasie
Pensare
anche un solo momento
di tornare un giorno
nei luoghi dell'amore
è come sognare
un pianoforte su in collina
con un cesto di rose rosse
vicino alla tastiera

è come sentire
un suono di gioia
che arriva all'improvviso
da lontano e poi vedere
accanto all'ultima neve
foglie verdi e fili d'erba
levarsi tutti insieme
ad applaudire.
 

Haiku
neve in collina-
si piegano le chiome
delle betulle

la neve sciolta-
i miei passi bagnati
dentro le scarpe

malinconia-
una sera d'inverno
senza la pioggia


Vent'anni di meno
Ho nei ricordi
il suo quaderno straniero
e il libro d'italiano
dove imparava le parole,
la sua pazienza
nell'affanno dei vecchi
e la televisione di notte
a farle compagnia

ho nella pelle
i suoi vent'anni di meno
nelle ore libere
di quelle settimane

poi la partenza
per la terra lontana
con la valigia piena
di cose da non dire,
e quel momento
in cui volevo spiegare
ma che poi non ho fatto
e lei non me l'ha chiesto.
 

Sguardi
Mi piace leggere
le poesie
dell'anno prima
per vedere se le parole
sono simili a quelle
che avrei scritto oggi
e mi accorgo
che nulla è mutato
di quanto
avevo messo su carta,
le paure, le gioie
le speranze
sono sempre le stesse,
è diverso soltanto lo sguardo,
è cambiata
l'inclinazione degli occhi
e le dita
che ora tremano lente
quando sfogliano virgole
e punti.
 

Haiku
nessuna casa-
un volo di cornacchie
sopra la neve

umida notte-
i sogni rimboccati
nella coperta

cane e padrone
accanto al focolare-
la neve fuori
 

Il sole addosso
La mia casa
è come quella degli altri,
finestre aperte
quadri a parete
respiri di scale

il mio giardino
è come quello degli altri,
colori di fiori
una farfalla in volo
il merlo del mattino

la mia strada
è come quella degli altri,
salite e discese
foglie sui marciapiedi
manifesti sui muri

la mia notte
è come quella degli altri,
il ripasso del giorno
un'occhiata alle stelle
i pensieri di domani

poi un vecchio libro
con pagine d'amore
che io leggo nel buio
per farmi sentire addosso
un po' di sole.
 

Sussulto
Come quando
rileggi una poesia
che avevi scritto
tanto tempo indietro
e trovi una parola
che non ti suona bene
alla lettura,
allora la cancelli
e poi ne metti un'altra
al posto suo,
ma subito ti accorgi
d'un fremito diffuso
a tutto il corpo
e d'un sussulto
che in poco tempo poi
diventa peso,
se n'era andato via
quell'attimo di te
che avevi amato,
come la gita in barca
con gli amici,
la sera di Natale
al tuo paese,
lo sguardo di un sorriso
appena nato,
il volto di una foto
mai sbiadito,
allora ti riprendi la parola
che troppo in fretta
avevi allontanato,
fai un cenno di promessa,
e la rimetti là
dov'era prima.


Trasparenza
Come chiedere al vento
che cos'è un temporale,
al glicine in fiore
cos'è la primavera,
a una suora in clausura
quanto dura una preghiera,
come chiedere al fiume
se ha mia visto la neve,
al viandante che parte
dove porta la meta,
a una giovane sposa
se la gioia è iniziata.
 

Mary
Come quando
a un appuntamento
devi incontrare
per la prima volta una ragazza
e non sai come vestirti,
non è certo il caso
di andare con giacca e cravatta,
forse un maglione
leggermente colorato
può essere la scelta giusta,
la barba incolta solo un poco
e due gocce
di profumo sotto l'ascella,
le scarpe a punta
sono troppo moderne
per un tipo come me,
meglio mettere quelle classiche
che non si sbaglia mai,
so che anche tu
stai pensando a come vestirti,
metterai spero
quel vestito color pastello
che indossavi alla fermata
quando ci siamo guardati
da vicino,
per voi donne il problema
non sono i tacchi
ma i capelli,
oggi è domenica e il salone
del tuo parrucchiere
è chiuso,
io sono al Caffè Liberty,
ti aspetto,
sei bellissima.
 

Miopia
Ci sono pagine
nei libri e sui giornali
che scrivono
di cosa siamo fatti
e da dove veniamo,
raccontano pure
del traffico di armi,
di terre avvelenate
e di tutti gli altri mali
che affliggono il pianeta,
spiegano
perché una foresta brucia
o come annega un uomo,
parlano dei pacifisti
dei missionari
dei liberi pensatori,
ma tutto questo spesso
non interessa a nessuno,
un po' come quando
cade una foglia,
un cane non abbaia,
o muore qualcuno
che abitava lontano.
 

Haiku
notte di nebbia-
un cielo senza luna
e senza stelle

sale la nebbia-
anche questo tramonto
finisce presto

cinque di sera-
il tramonto del sole
all'orizzonte
 

Foglie
Una foglia arancione
stamattina
attaccata alla spalla
del mio cappotto,
non me ne sarei proprio accorto
se avessi avuto fretta,
se fossi stato in ritardo
sui minuti del mio tempo,
l'ho tolta piano
e mentre l'appoggiavo a terra
mi è sembrato
che volesse parlare,
dire qualcosa d'importante,
forse voleva chiedermi
se d'inverno si sta
come in autunno,
se si sente lo stesso freddo,
se è meglio stare da soli
o dentro un mucchio.


Haiku
s'alza la nebbia-
non so se dura a lungo
questo tramonto

feste finite-
nella scuola materna
un girotondo

sul ramo spoglio
il peso della neve-
vola un gabbiano
 

Tutti i miei sogni
I lunghi corridoi,
le camere con i soffitti alti,
le gocce nelle vene dei malati
la tosse secca dei respiri muti

e tu li chiami sogni
questi sogni
che affollano i pensieri

il giovane che cade sull'asfalto,
una sirena accesa dentro il letto
il prete mentre dà l'estrema unzione,
poi tutto quanto il freddo delle mani

e tu li chiami sogni
questi sogni
che oscurano le stelle

il camice incollato sulle spalle
un turno della notte sempre sveglio
il giorno di riposo,
le briciole di sole e poi il ritorno

e tu li chiami sogni
questi sogni
che spezzano i ricordi

fammi sognare un pranzo con gli amici
i lunghi viaggi con il cielo acceso
quell'aula magna piena di sospiri
una serata coi poeti veri

fammi sognare almeno un po' di mare
gli applausi del teatro tutti in piedi
l'alba d'un vecchio amore, quello breve
portato via dal vento chissà dove.
 

Mare d'inverno
La vacanza era il mare,
il viaggio era il tuffo
e una nuotata,
nessuno conosceva l'inverno
perché tutto ruotava
intorno al sole,
la droga era un gelato
alla nocciola
il vino una spremuta di limone
e quando c'era fame
bastava un panzerotto
o una pizzetta calda
nelle mani,
si capiva se passava
una straniera
dalla sua gonna corta
e dall'accento
e se arrivava l'eco
di uno sguardo
si galoppava con la fantasia,
l'ombra del giorno
accompagnava tutti fino a sera
e alla fermata
s'aspettava all'impiedi
l'ultima corsa,
quando finiva
il mare di settembre
si tornava
sui banchi della scuola
e succedeva a volte di copiare
la versione di greco
o di latino,
la domenica si ballava
nelle case
ognuno si sceglieva la canzone
e quando una ragazza
se ne andava
(e si restava soli)
di colpo s'imparava
cos'è l'inverno.
 

Preghiera
Luna,
non andartene via
proprio stasera
che tutt'intorno è buio
e senza sguardi,
anche stanotte-sai-
c'è bisogno di luce
per un ladro di fiori
e di carezze,
torna
prima che arrivi
l'alba nuova
e fammi ubriacare
di bellezza,
come una donna
quando indossa i tacchi
o un vecchio guarda il mare
e si smarrisce.
 

Haiku
s'abbassa l'onda-
sull'ala del gabbiano
piccole gocce

tramonto a New York-
la discesa del sole
dietro le torri

quarto di luna-
la fine di un amore
forse l'inizio
 

Inverni
E' martedì
è solo un martedì
eppure ha i mille passi
d'un sabato sera
questo viale d'inverno
pieno di voci,
è come un pianoforte
su in collina
o un quadro di Monet
che muove il mare,
e quando l'aria mite si fa gelo
la gente torna a casa
e scalda l'imbarazzo dei pensieri,
ognuno sa che in fondo
non può durare a lungo tanto freddo,
che quando poi finiscono i tremori
ci sarà un bel ridere per tutti,
come una foto quando viene bene
o un bimbo mentre impara
le parole.
 

Haiku
Epifania
Un presagio s'accende
dentro una fiamma
 

Le parole trovate
E' proprio incerto
questo mattino grigio
che sbiadisce
i colori dei pensieri,
un disastro sarebbe,
per quelli come noi,
se fosse un giorno
più incerto degli altri
e mentre una nuvola s'allunga
e poi s'allarga
tutti gli uccelli volano bassi;
non voglio sbagliarmi
ma-inaspettato-
dalle persiane socchiuse
ora filtra e si fa strada
un raggio di sole
che porta all'ombra del buio
una luce di gioia
e di bellezza.


Haiku
fine dell'anno-
tutte le cose avute
e quelle perse

soffi di vento-
un volteggio di foglie
e poi la resa

finisce l'anno-
scende dal calendario
l'ultimo foglio
 

Haiku
le prove in chiesa
dei canti natalizi-
fiocchi di neve

venti dicembre-
già nell'aria le note
della Novena

il nuovo inverno-
sulla panchina vuota
un vento freddo
 

Le parole comprate
Nelle bancarelle
dei mercatini rionali
delle domeniche mattina
vedo spesso libri usati
che vengono venduti
a poco prezzo,
quando ne compro qualcuno
mi chiedo sempre
perché ogni volta
torno ad acquistarli
ma so già che lo faccio
per non restare mai
senza parole,
perché così
quando finisco le mie
posso usarne qualcuna
di quelle comprate al mercato,
lasciate forse da qualcuno
che aveva poco spazio
a casa sua.
 

Stagioni
Se si parla d'autunno
penso a un volo di foglie,
ai giardini del mondo
tappezzati di giallo

se si parla d'inverno
penso ai fiocchi di neve,
alle gocce di pioggia
sui silenzi del cuore

se si parla di maggio
penso al mandorlo in fiore,
ad un ramo che canta
quando l'alba ritorna

se si parla d'estate
penso ai tuffi nell'onda,
alla pelle bagnata
sotto un sole senz'ombra

se si parla di cuore
penso a un vecchio castagno,
agli amori graffiati
sulla strada del vento.
 

Capricci
Che confusione
questa mattina,
non riesco a mettere in fila
una strofa qualunque,
mi sembra di essere entrato
in un corto circuito
come se all'improvviso
si fosse inceppato
un filo del cervello

Che confusione
questa mattina
coi miei pensieri
che non sanno cosa dire,
con l'anima che dorme
già da un poco
e non m'aiuta a vedere
tutto quello
che accade intorno a me.

Che confusione
questa mattina
con la nebbia
che nasconde fette di cielo,
una sirena che suona
già da tante ore
e quel fischio continuo
che fa i capricci un po'
col mio respiro.
 

Haiku
fine novembre-
i colori sbiaditi
dei crisantemi


zampetta un merlo-
nel giardino di casa
cachi maturi


mille lucciole-
tutti i miei sogni svegli
dentro una notte


Abbracci
Ci sono abbracci
che parlano di quiete
e riescono a scaldare
il freddo e il gelo
come un riparo
quando fuori piove
o una preghiera
quando si fa sera.

Ci sono abbracci
fatti su misura
che ci fanno sentire
al posto giusto
che urlano di gioia
senza gridare
e tengono lontane
le paure.

Ci sono abbracci
che fanno stare male
che sanno di saluti
e di mancanze
e quando è l'ora
della lontananza
si stringono più forti
alla partenza.
 

Nella sfera del globo
E' lontana l'estate
stagione assai cara
nutrimento e sollievo
di ogni debole cuore,
è arrivato l'autunno
come sempre puntuale
con le piogge battenti
e la foglia che cade

nuvoloni ogni giorno
questo freddo che bussa
un dolore più lungo
nelle fragili ossa,
sembra inverno l'autunno
e la neve è già qui
pure il sole è diverso
ha il pallore nel volto

sarà l'ultimo autunno
dice un uomo nel bar
nella sfera del globo
s'è formato un quadrato,
tutti ridono allegri
con il calice in mano
io mi alzo di scatto
e poi brindo con loro.
 

Domande
E qualche volta
tornano nella mente
storie lontane
rinchiuse tra le pieghe
del passato,
vecchi ricordi
limpidi come cieli
senza nuvole,
nitidi e chiari
come se l'oggi
fosse uguale a ieri

e mi domando
se quella volta
avevo detto la parola giusta,
se le mie mani
avevano già pronta
una carezza, se tra le pause
lasciavo troppi spazi
nella testa,
se nei miei occhi
c'era soltanto l'ombra
d'una promessa.
 

Haiku
fiocco di neve-
si scioglie nel risveglio
l'ultimo sogno


foglie sul prato-
sui rami dell'autunno
i nuovi cachi


raggi di sole-
tra i sussurri dell'alba
la sua voce


Saluti
E se un giorno
qualcuno
incontrandomi per strada
mi chiamerà per nome
sorridendo
io forse non saprò
come rispondere
se il suo volto m'inganna
e la sua voce

forse dirò
buongiorno
se intorno c'è la luce
del mattino
o buonasera
se il sole già comincia
a tramontare

dirò di certo
tanti saluti a casa
sapendo che anche lui
quando ritorna
ritrova sempre il gesto
d'una presenza.
 

I nuovi girasoli
E quando i nostri amici
andranno a vivere
nella grande città
noi resteremo qui
ai piedi della collina,
in questa nostra casa
piena di fiori

ascolteremo in primavera
il canto del cuculo
e d'estate
quel frinir di cicale
che non si placa,
aspetteremo ogni anno
i nuovi girasoli
poi il volo delle foglie
sui sentieri

nelle sere d'inverno,
accanto al focolare,
leggeremo le poesie
di Garcia Lorca e Jacques Prévert
e ad ogni strofa
guardandoci negli occhi
ci diremo ti amo,
ti amo più di prima,
mentre dal cielo arriva
il canto della luna.
 

Haiku
la nuda terra-
accanto ai crisantemi
un filo d'erba

primo novembre
i colori dei fiori
sopra le tombe

giorno dei morti-
ad ogni crisantemo
la sua tomba
 

Haiku
foto ingiallite-
accanto ai crisantemi
vecchi sorrisi

la luce fioca-
sul viale dei tramonti
lumini accesi

gelido autunno-
sopra una vecchia tomba
i fiori secchi


Come quando…
Attaccata ai miei passi
una foglia ingiallita
stamattina,
mi fermo un momento
la prendo, le tolgo il terriccio
e la tengo con me
(come quando un amore
sta vicino)

poi riprendo il cammino
lungo il sentiero
che porta verso casa
metto quel giallo
sopra un cumulo di foglie
e diventa così
un insieme del mucchio,
la parte di un abbraccio.
 

Di questo amore
Nonostante il rancore
che inonda le vene
queste nuvole grigie
che nascondono il cielo
tanta rabbia che sale ed offusca
la mente, i tamburi nel petto
che martellano il cuore,
nonostante l'insonnia
che allunga le notti
il dolore alla fronte
come un cerchio crudele
i sorrisi d'un tempo
già spazzati dal vento, il livore
che cresce e non sa dove andare

nonostante il sudore
che bagna la pelle
il tormento dell'anima
che scompiglia i pensieri,
tutti i fiori del prato
che hanno perso i colori e gli uccelli
dell'alba che non cantano mai,
nonostante la collera
che arrovella il cervello
l'amarezza e la ruggine
che non sanno capire, quella furia
violenta che travolge ogni cosa
l'abbandono dei sensi
che non sanno lottare

nonostante una lacrima
che mi fa compagnia
e il pallore del volto
sopra gli occhi smarriti
tanti auguri sinceri
per il tuo compleanno
dalle rose di casa
che non sanno appassire.
 

Dietro l'angolo
Sono molto contento
mio caro amico
di poterti ospitare
qualche giorno da me
e visitare insieme
in questo autunno mite
i luoghi del Nord Est
che non hai visto mai

porta con te
una foto del mare
dove andavamo d'estate
a nuotare per ore
e un'altra più grande
del nostro lungomare
che mi dicono essere
sempre pieno di fiori

e anche due panetti
di pasta di mandorle,
un mazzetto di origano
che qui non trovo mai,
qualche caramella
alla menta e carruba
che prendevo d'inverno
per guarire la gola,
che mia madre comprava
nella vecchia bottega
proprio dietro l'angolo
dov'era la mia casa.
 

Gocce d'autunno
E se adesso
nei pensieri del giorno
mi venisse in mente
il suo viso stanco
sono sicuro
che non saprei
come trattenere l'emozione
e nei miei occhi
spunterebbero
gocce di memoria
di quando d'inverno
le accarezzavo la mano

e se adesso
nei pensieri del dopo
le venisse in mente
il mio viso stanco
sono sicuro
che non saprebbe
come trattenere l'emozione
e nei suoi occhi
spunterebbero
gocce di cuore
di quando appena nato
lei m'allattava la fame.
 

Illusioni
Il vento leggero
solleva i bianchi capelli,
un tiepido sole
riscalda le membra indurite,
nel giardino di ottobre
cresce il rosso vermiglio
del melograno.

E' una gradevolissima giornata!

La nostalgia sfoglia i ricordi
del tempo gioioso
riaffiorano desideri sopiti,
galoppano, galoppano
le illusioni del cuore,
son già lontane
le rondini.
 

Polonaise-Fantaisie op.61
C'è un pianoforte,
una lampada accesa
dietro quella finestra
al di là della strada,
c'è una mano che suona,
non so chi sia

è come ascoltare
un cavallo al galoppo,
forti battiti d'ala,
la pioggia sopra i tetti
quando viene la sera

è come sentire
il turbinio di un vento
che non sa dove andare,
il crepitio dei bimbi
quando fiocca la neve,
rintocchi di campane
che narrano il Natale

poi quando è mezzanotte
quel suono forte e chiaro
diventa più leggero,
leggero come un velo,
non so chi sia,
forse è una donna felice
o un uomo solo.
 

Haiku
dopo il tramonto
un volo di farfalle-
un volo basso

un nuovo autunno-
le stesse piogge sparse
lo stesso vento

Haiku
foglie d'autunno-
un tramonto diverso
per ogni foglia

soffi d'autunno-
nell'aria il volo basso
di foglie secche

l'autunno avanza-
un rumore di foglie
sotto le scarpe
 

Haiku
sera di nebbia-
un cielo senza cielo
anche stanotte

foglie d'autunno-
un tramonto diverso
per ogni foglia

colline in festa-
il profumo del mosto
nelle cantine
 

Il tempo degli abbracci
Hai letto libri
di scienziati e scrittori
pagine intere
di regole e consigli,
hai seguito i discorsi
di vecchi professori
insegnanti di vita
e di mestieri,
hai ascoltato le storie
di potenti dittatori
per chi ci ha resi liberi
hai battuto le mani

hai scalato montagne
che sembravano colline
e affrontato ogni sfida
col coraggio e le paure,
poi nei lunghi corridoi
(quando partiva un addio)
hai risposto alle domande
sul dolore del buio

di questo lungo viaggio
ti porti sempre addosso
solo i paesaggi,
i paesaggi dell'anima,
che parlano di albe
e di tramonti,
di stelle e di conchiglie,
di sguardi e di silenzi
e di quel tempo antico
degli abbracci
dove anch'io posso entrare
e poi restarci.
 

Un altro autunno
E sei tornato
puntuale come sempre
coi tuoi sussurri
e le tue malinconie,
coi girotondi dei bimbi negli asili
e i nuvoloni
che nascondono i cieli.
Porti con te la solita valigia
fatta di piogge
di vento e arcobaleni
di foglie gialle, di frutti maturi
e rami nudi
in cerca di riparo.
Hai messo via
le impronte dell'estate,
il canto
delle onde all'imbrunire,
le stelle che parlavano dei sogni,
le lune piene
degli innamorati,
tutti gli amori brevi già finiti.
Porti con te un tempo
di preghiera
di solitudine e freddo nelle mani,
il tempo dei tramonti
lenti e muti
appesi ai miei ricordi
un po' sbiaditi.
 

Haiku
nella clessidra
lo scorrere del tempo-
fiori d'autunno

metà settembre-
l'estate già prepara
l'ultimo canto

musica in piazza-
in questa lunga notte
nessuna stella


Gocce
Coltivo da anni
germogli di pioggia
nel mio giardino
per riempire d'estate
una ciotola d'acqua
quando viene
la sete

per pulire al mattino
le tracce di vecchio
nella pelle e nel cuore,
per portare di notte
il rumore del tetto
nei silenzi
del buio

per avere negli occhi
altre gocce di pianto
quando manca una lacrima,
per nuotare ridendo
sull'erba bagnata
quando sarà
pazzia.

(Dal libro "le stelle che tornano"
Editore Qudu libri-Bologna
)
 

Haiku
luna calante-
della pienezza resta
solo il ricordo

tramonta il giorno-
l'anno scorso a quest'ora
lo stesso sole


Haiku
la rosa bianca-
di là dell'inferriata
si ferma un passo

sirena all'alba-
sulla panchina vuota
gocce di pioggia
 

Haiku
vento d'estate-
sulle lenzuola all'alba
dondola un sogno

la testa china-
sui nuovi girasoli
l'ombra del tempo
 

Haiku
fiore reciso-
una farfalla all'alba
cambia giardino

che me ne faccio
di una luna spezzata-
giardino in fiore
 

Haiku
petali al vento-
sul davanzale all'alba
un vaso vuoto

finisce il giorno-
nell'aria il volo stanco
d'una farfalla
 

Haiku
perdita d'occhio-
i nuovi girasoli
per ogni dove

non so ancora
da che parte voltarmi-
i girasoli

un nuovo giorno-
i primi girasoli
davanti agli occhi
 

Haiku
ventuno giugno-
l'uomo delle stagioni
muove la ruota


bambini al mare-
l'estate già prepara
il nuovo canto


Tatuaggi
Ci vorrebbe qualcuno
(almeno ogni tanto)
che ci faccia sorridere
quando andiamo al lavoro
in un giorno di festa,
quando i tuoni di ottobre
lampeggiano il cielo
e una barca gonfiata
raggiunge la riva,
qualcuno che si avvicini
quando restiamo al buio
in una strada sbagliata
e ci tenga per mano
lungo tutto il tragitto
mentre racconta la favola
inventata per noi,
qualcuno che mostri
con la gioia negli occhi
la sua pelle segnata
dai tatuaggi del cuore,
non incisi per caso
da un gioco di gruppo
ma levigati dal tempo
di una vita d'amore.
 

E tu?
C'è sempre un tempo
per restare
dove invecchiano
i quadri appesi ai muri
e c'è un tempo per andare
dove il vento si sposta
dentro un miraggio,
c'è forse un tempo
pure per tornare
dove fioriva la pelle
e il sorriso
de primi desideri.
C'è sempre un tempo
anche per bussare,
per chiedere
come stai?
e per sentirsi dire
bene, grazie, e tu?
 

Haiku
le mani tese-
ai lati del sentiero
more di rovo

non so ancora
da che parte voltarmi-
un girasole
 

Haiku
glicine addio-
sui rami del ciliegio
i primi frutti

un aquilone-
così vicino il cielo
così lontano

pioggerellina-
nel giardino di casa
gocce di rosa
 

Vestirsi di gioia
Dicevano
che era tornato l'autunno,
che nuvole grigie
coprivano il cielo per intero
e folate di pioggia
stavano ingrossando il letto del fiume,
che l'ululato del vento
aveva spezzato la bellezza dei rami
e cumuli di foglie
gonfiavano l'erba dei giardini

loro avevano negli occhi
lo sguardo dei silenzi,
guardavano il freddo
che correva sulle mani
e sfogliavano i pensieri
bagnati dal mattino,
non sapevano ancora
che dovevano vestirsi di gioia
per allontanare la paura del buio
e dell'abbandono.
 

Gocce di pioggia
La piazza è vuota,
piove da ore,
le parole
degli uomini soli
non trovano voce,
restano mute
dentro le case,
occhi di solitudine
attaccati alla finestra
cercano
la luce d'un lampione,
l'asfalto bagnato
appanna l'umore della strada,
sul marciapiede
petali e foglie
chiedono alla luna
favole di primavera,
un ladro d'amore
scappa dalla notte,
la memoria sveglia i ricordi,
filtra dal tetto
il frastuono dei silenzi.
 

Le cose da fare
Bisognerebbe accompagnare
i ragazzi
a visitare le stagioni,
farli camminare
nel mezzo dei sentieri
per lasciare liberi i bordi
a chi vuole fiorire,
suggerire
di non calpestare l'impronta
di chi lascia una traccia,
ascoltare il fiume,
disegnare panorami
e sulla via del ritorno
ripetere loro le cose da fare,
portare un sorriso alla mamma,
chiamarla per nome,
studiare sui libri
gli antichi pensieri,
ricordarsi che i nonni
non sono
mai troppo lontani
per andarli a trovare
e poi quand'è l'ora
del sabato sera
cantare suonare ballare
e fare l'amore.
 

Oggi che…
Oggi che la nebbia
si leva sulla collina
e il freddo accompagna
i pensieri di ieri e di domani
io parlo di questa strana primavera
che senza volerlo spiegare
nasconde il colore dei fiori
e chiedo ad un cielo qualunque
se rimane per caso stupito
di questa stagione sbagliata
che porta un desiderio mancato
al rombo di un tuono lontano
e nega anche al sogno di un bimbo
il battito azzurro di un volo.
 

La vecchia casa
Potremo forse guarire
se impariamo
a sorridere da soli,
ad ascoltare
di primo mattino
il cinguettio dei rami,
a scaldare
il freddo delle mani
sui marciapiedi.
Potremo forse guarire
se ci fermiamo a guardare
un girotondo di bambini,
se portiamo i nostri passi
ai lati dei sentieri
tra le spighe di grano
e i nuovi girasoli.
Potremo forse guarire
se apriamo l'album
dei nostri primi cieli
e nella foto dell'ultimo sole,
accanto all'orto antico,
troviamo ancora lì
la vecchia casa.
 

Haiku
la sedia vuota-
fiorisce ancora il melo
dietro la casa

sulla corteccia
due cuori graffiati-
acero in fiore

profumo antico-
le fragole di bosco
lungo la siepe
 

Haiku
luce d'aprile-
sul ciglio della strada
la celidonia

soffi di vento-
i fiori di glicine
sul pergolato

un giallo acceso-
s'arrampica sul muro
la rosa banxia
 

Desideri, anzi no
Vorrei avere una buona salute
una villa sul mare
qualche anno di meno
poi rubare all'azzurro
un po' di sereno
per vivere ancora
come fossi un bambino.
Vorrei avere un corpo d'atleta
che mi tenga dritto
senza farmi piegare,
andare in salita come fossi
in discesa, con il passo veloce
e il respiro leggero.

Scusate, scusate per quello
che ho detto
mi sono sbagliato
riscrivo tutto.

Vorrei essere quello che sono
con gli occhi gonfi e le mani
indurite, i capelli bianchi
dozzine di rughe, le spalle pesanti
quando salgo le scale.
Vorrei avere quello che ho,
un tramonto che torna
e il tetto per due,
il pensiero libero
i colori in giardino,
la collina a due passi
con la vista sul cielo.

Dal libro "le stelle che tornano"
Editote QuDu -Bologna
 

Le stesse rughe
E dopo gli anni
delle corse a perdifiato
mi ritrovo a camminare
dentro i miei passi lenti
con il fardello pieno
di cose scadute sulle spalle
e il tempo che accompagna
l'usura del pensiero
e della pelle

mi accorgo così,
guardandomi allo specchio,
di avere sulla fronte
le stesse rughe stanche
che portava mio nonno,
la stessa faccia magra
di mio padre

e tutt'a un tratto
mi tornano alla mente
i banchi della chiesa
con mia madre seduta
a cantare il Signore
e allora sento il bisogno
di recitare preghiere,
quelle che più conosco,
prima l'Ave Maria
e dopo il Padre Nostro.
 

Haiku
sul ramo un canto-
una farfalla mostra
i suoi colori


mandorlo in fiore-
si scioglie lentamente
l'ultima neve
 

Haiku
si placa il vento-
all'alba il primo volo
d'una farfalla
 

Haiku
conservatorio-
nello spartito un canto
di primavera


Parole lontane
Ho letto libri
di scienziati e scrittori
pagine intere
di regole e consigli,
ho ascoltato i discorsi
di uomini illustri
insegnanti di vita
e di mestieri,
ho sentito le voci
di potenti dittatori,
per chi ci ha resi liberi
ho battuto le mani

ho scalato montagne
che sembravano colline
ho affrontato le sfide
col coraggio e le paure,
ho accompagnato le attese
di uomini e donne,
ho risposto a domande
che cercavano menzogne

di questo lungo viaggio
mi porto sempre addosso
solo poche parole,
quelle dei sogni,
che parlano di corse
e prati verdi,
di giostre e girotondi
di sabbia e di conchiglie,
d'un bacio sulle guance
poi sulle spalle.
 

Haiku
nessun rumore-
dormono i silenzi
sulla collina

fiori di pesco-
e tu mi parli ancora
di questo inverno


Aquiloni
Un tempo ho messo
una piuma tra i capelli
il tatuaggio di un'ala
alla caviglia,
ho corso all'alba
in groppa ad un cavallo
dormito in spiaggia
accanto a una conchiglia

ho ascoltato
il canto delle onde
tra i soffi che gonfiavano
le vele,
ho mosso l'aria
insieme a un deltaplano,
pregato con le mani
aperte al cielo

ho accompagnato
discese in bicicletta
disegni di farfalle
sulla carta,
ho accarezzato
i petali e le foglie
guidato con un bacio
sulle spalle

nell'ora dei rintocchi
delle valli
ho camminato
in cima alle colline,
ho liberato
un filo d'aquilone
con gli occhi sorridenti
di bambino

forse volevo solo
provare il volo
o forse diventare
figlio del vento.
 

Nebbia
S'appanna a volte
il desiderio di sole
dentro di noi
e diventiamo così
anime fragili,
candele spente,
primavere senza fiori,
statue di sabbia
in balia dei temporali.
Siamo rami nudi,
stelle di carta
sponde senza fiume,
leoni senza ruggiti
e senza criniere.
Siamo campane stonate
scatole vuote,
nuvole senza cielo,
gabbiani senza volo,
barche senza una rotta
e senza nocchiero.
 

Sete
Quel desiderio
di farsi rapire
che assale il poeta
quando viene la sera,
quella passione
che bussa all'anima
e chiede di entrare,
la voglia sfrenata
di comporre una strofa
per regalare al cuore
una favola amica

quel tremolio
che scuote la penna
quando bussa alla mente
un volto di donna,
l'eccitazione
che aleggia negli occhi
quando arrivano versi
mai scritti mai letti

e ritrovarsi così
con le mani adagiate
a disegnare parole,
a cucire i ricordi
coi fili del tempo,
ad accarezzare il sorriso
di una nuova emozione
che abbraccia la notte
senza farla dormire.
 

Haiku
mandorlo in fiore-
si scioglie lentamente
l'ultima neve

fine febbraio-
il primo volo incerto
d'una farfalla
 

Diario
Si è staccato un foglio
dal diario che segna
quest'anno che va

l'ho trovato disteso
appoggiato al tappeto,
come foglia d'autunno
adagiata sul prato

nella pagina piena
di nomi e di frasi
una data d'inverno,
è del mio compleanno

ho raccolto quel foglio
l'ho rimesso tra i giorni,
era zeppo di auguri,
era carico d'anni.
 

Haiku
un forte vento
all'alba scuote il ramo -
oscilla un canto
 

Haiku
s'allenta il gelo-
una primula sboccia
fuori stagione

la neve sciolta-
la fine di un viaggio
pieno di sguardi


Haiku
quarto di luna-
la fine di un amore
forse l'inizio

lampioni accesi-
una storia d'amore
per ogni luce
 

Haiku
un nuovo anno-
l'orologio di casa
sempre più vecchio
 

Haiku
sera d'inverno
lo stesso grande freddo
dell'anno scorso

cieli d'infanzia-
i calci ad una palla
lungo la strada

si placa il gelo-
nel giardino di casa
un cinguettio


Parole buone
Ho camminato molto
in questa mia città
di giorno e di notte
in ogni stagione,
ho calmato dolori,
riacceso speranze
raccontato bugie
ma solo per pietà,
ho bagnato il mio viso
di lacrime vere
quando c'era qualcuno
che aspettava la fine.

Ora vado tranquillo
con il passo degli anni
qualche nuvola sparsa
poco o niente di più,
quando sono per strada
ed incontro la gente
sono molti i saluti
e le strette di mano,
poi qualcuno mi chiede
se sto bene in salute
e ha già pronte per me
le parole più buone.


Haiku
fiocchi di neve-
un velo di purezza
sui marciapiedi

cade la neve-
il silenzio del tempo
dentro ogni fiocco

palle di neve-
l'inizio di un racconto
nato per gioco
 

Una voce
Per giorni e giorni
ho curato il mio corpo
lasciando da parte
la voce dell'anima,
ora sento un respiro
come un soffio di vento
una dolce carezza,
è lei che mi chiama

vuole ancora parlarmi
del bene e del male
dello spazio e del tempo
della luna e del sole,
darmi buoni consigli
sull'avere e sul dare,
disegnare i miei sogni
suggerire i pensieri

vuole prendersi cura
delle mie cicatrici,
di ferite lontane
tatuaggi del cuore
e poi scrivere ancora
tante pagine insieme
da sfogliare nel tempo
come un libro d'amore.
 

Spazi
Nella libreria di casa
ho cercato
uno spazio nuovo
dove mettere le parole
che incontro sulle strade
di questa mia stagione

quell'angolo adesso
è pieno di foglie,
di aquiloni e girasoli
di rugiada, di lune, di tramonti
di stelle, di altalene
di canti d'usignolo

da un piccolo foro
tra le scansie invecchiate
c'è in ogni momento
uno scambio di racconti
di sguardi e di sospiri
tra le parole nuove
di questo camminare
e quelle vecchie
che ancora vestono
di bianco
il mio mestiere

e adesso il braccio
oscilla con il ramo
la pelle
si scalda accanto al sole,
la pupilla si specchia
dentro il cielo
la spalla aleggia col gabbiano,
l'alveolo respira insieme
al vento
la guancia sorride alla farfalla,
la fronte
s'imbianca con la neve
il cuore parla sempre con il mare.
 

Foglie
Lungo il cammino
di questo lungo autunno
una foglia arancione
vicino ai miei passi
e accanto a lei
una foglia gialla
e un'altra ancora,
così mi chiedo
che cosa io ci faccio
in mezzo a loro,
so forse com'è fatto
il tremolio di un prato?
riesco a rotolarmi
ai bordi d'un sentiero
col vento della sera
e del mattino?
so ritornare
ad ogni primavera
e raccontare
tutte le stagioni?
ho mai guardato
il volo di farfalle
sopra un fiore?
l'unica cosa
che mi sembra uguale
è quell'andare avanti
senza meta
è quel cercare
dentro un grande mucchio
la stretta di un riparo
e di un abbraccio,
trovare una difesa
a freddo e pioggia
con il calore
di una vicinanza.
 

Dettagli
Conservo da anni
nel guardaroba
un vecchio maglione
di lana cento per cento,
a collo alto,
che mi protegge
dal gelo dell'inverno
e nelle sere d'autunno
quando
è più freddo il giorno,
a volte
penso che sia troppo largo
per starci dentro da solo
e allora metto addosso
anche i ricordi,
per scaldarli,
per dare loro un rifugio,
da qualche tempo
lo sento più leggero,
ha perso
un po' del suo azzurro
e si è sfilacciato
sui bordi
ma nessuno si accorge,
in fondo
sono solo dettagli
di poco conto.
 

Emozioni in cammino
Dei miei passi
amo la frenesia
di quando vanno a cercare
un sentiero nuovo,
lo stupore
nel sentire d'un tratto
il profumo di un ramo

quelle soste
in attesa del vento
quando è stanco il respiro,
la meraviglia
per un fiore d'inverno
cha ha colori del cielo

dei miei passi
amo il loro sorriso
quando incontrano amici
di un tempo passato,
la cautela
con cui sfiorano i sassi
di un vicolo antico,
l'allegria
per i calci a un pallone
incontrato per caso

dei miei passi
amo il loro riposo
quando tornano a casa,
quel restare
un po' stanchi in poltrona
a parlare di noi,
quel salire sul tardi le scale
senza fare rumore.
 

Tracce
Ho cercato tra i ricordi
dei miei passi di bambino
il sorriso di mio padre
che tornava dal lavoro,
le preghiere recitate
per la prima comunione,
il maglione di mia mamma
col ricamo di una mela
che faceva anche d'inverno
primavera

-ma non ho trovato niente-

poi vicino ad un pallone
con un buco impolverato
ho trovato figurine
di ciclisti e calciatori,
la pagella con i voti
della quinta elementare,
una storia dei pirati
ricevuta per Natale
ed un foglio consumato
con su scritto "Libro Cuore".
 

Haiku
un vento all'alba-
il tonfo di una mela
sulla rugiada

tramonta il giorno-
scorrono lungo il fiume
petali e foglie

sera di vento-
petali senza un nome
sul marciapiede
 

Inverno
Cerco qualcosa
che mi tenga
compagnia,
un libro
un ricordo
un quadro appeso,
cerco qualcuno
che suoni
il campanello,
il postino
un venditore
anche uno sbaglio.

Cerco
un fiore
una mappa
una finestra
che mi possa
raccontare un panorama,
cerco un fuoco
un cappotto
una bugia
per dire
di un inverno
senza freddo.
 

Sogni
Cerco un vino
che bagni le parole,
i versi degli amanti
e dei poeti,
un vino
per danzare senza freni
e preparare
il cuore alle passioni.

Cerco un canto che scenda
giù dai monti
che porti nelle note
il suo calore,
il profumo
degli acini maturi,
i segreti
di una terra
esposta al sole.
.
Cerco un tetto
una frasca
un focolare,
il volto degli amici
che ho perduto,
l'allegria
di un calice di vino
bevuto all'imbrunire
insieme a loro.
 

Merlot
Rosso
come il sangue
che unisce madre e figlio,
come il fuoco di un vulcano attivo
che tutto brucia, come il tizzone
di un caminetto acceso nella notte,
come il tramonto
dell'ultima nostra estate al mare.

Rosso
come le guance accese
di un bambino,
come il colore del maglione
che mi hai regalato per il compleanno,
come la tua linea di rossetto
sulle mie labbra,
come l'emozione del mio sguardo
quando tieni una rosa tra le mani.

Rosso
come il vino
di questa nostra terra generosa,
un vino che ha il volto di un amico,
che fa intonare a tutti
una canzone,
che mi scalda e mi consola
quando fa tanto freddo
e tu non ci sei.
 

Haiku
bordo del fiume-
oscillano al tramonto
ciuffi di canne
 

Haiku
parte un addio-
l'eco d'una preghiera
dopo il tramonto
 

Parole
Mi piace scrivere
i discorsi
di chi me lo chiede,
delle persone confuse
che devono parlare
alla gente
nelle grandi occasioni,
mi piace
mettere sulle pagine
i punti e le virgole
al posto giusto
e fare sentire importante
chi sta ad ascoltare.
Mi piace scrivere
le frasi d'auguri
per i compleanni di amici
e parenti,
riempire i biglietti
di soddisfazioni
e di futuri successi,
parlare di armonia,
di salute e speranze
di sogni e progetti,
di sorrisi e carezze
da ricevere e dare,
e mi piace ogni tanto
tenere per me
qualcuna
di quelle parole.
 

Haiku
vento d'autunno-
un volteggio diverso
per ogni foglia

l'autunno avanza-
un vortice di foglie
copre le spalle

soffi d'autunno-
il volo di una foglia
verso l'ignoto


Haiku
novembre avanza-
uno zaino di foglie
copre le spalle

metà novembre-
i petali sbiaditi
dei crisantemi

forse novembre-
le stesse mani fredde
dell'anno scorso
 

Quel che resta del tempo
E di pomeriggio
andare nel solito bar
a trovare gli amici,
parlare
del bene e del male
nel mondo di oggi,
di quello che accade,
ciascuno che dice
qualcosa sui preti
sui figli, sui santi
sul tempo che resta
e gli altri a sentire
i discorsi di ognuno,
sorridere senza rumore
poi dare con voce pacata
la propria impressione,
un'altra versione dei fatti,
di voci ascoltate
all'ora di pranzo
nel telegiornale,
mescolare le carte
e farle tagliare,
assaggiare un crostino
e bere a piccoli sorsi
un vino leggero,
tornare
sul far della sera
alla propria dimora,
lo sguardo rivolto
alla gente che passa
e la mente ai compagni,
a casa
placare la fame
con quel ch'è rimasto,
aspettare che il sonno
ritorni puntuale
e intanto segnare
su un foglio di carta
le cose da fare domani,
le cose da dire.
 

Haiku
vecchio barbone-
l'alito della fame
sulla panchina
 

Haiku
un'altalena-
s'avvicina un sorriso
poi s'allontana
 

Haiku
vento d'autunno-
tutte le cose perse
in una foglia

l'autunno avanza-
un rumore di passi
sopra le foglie
 

Aquiloni
Un tempo hai messo
una piuma tra i capelli
il tatuaggio di un'ala
alla caviglia,
hai corso all'alba
in groppa ad un cavallo,
dormito in spiaggia
accanto a una conchiglia

hai ascoltato
il canto delle onde
tra i sogni gonfiati
di una vela,
hai fatto viaggi
insieme a un deltaplano,
pregato con le mani
aperte al cielo

più volte hai fatto
discese in bicicletta
disegni di farfalle
sulla carta,
hai accarezzato
i petali e le foglie
guidato con un bacio
sulle spalle

nell'ora dei rintocchi
delle valli
hai camminato
in cima alle colline
hai accompagnato
un filo d'aquilone
con gli occhi sorridenti
di bambino

forse volevi solo
provare il volo,
forse volevi un giorno
essere vento.
 

È già domani
Quando tutti gli amici
saranno andati via
in cerca del nuovo,
noi resteremo qui

nella nostra vecchia casa
sfoglieremo pagine di vita,
ascolteremo la musica
dei primi passi insieme

leggeremo ai tramonti
le poesie d'amore,
racconteremo alla sera
le fiabe scritte da noi

e nelle notti più calde
una corsa sul monte
per vedere dall'alto
quando è grande il mare

per guardare nel buio
il volto delle stelle
sentire da vicino
il canto della luna.
 

Attesa
Quando sento
la parola "attesa"
penso subito
a un appuntamento
ad un incontro,
al sorriso di un amico
che viene da lontano

penso a una giovane
che ha in mente di partire
a un vecchio cane
che aspetta il suo padrone,
a un marinaio
che scrive alla sua sposa
al contadino
che torna verso casa,
penso al giardino
prima che nasca il fiore
a un treno lento
che tarda ad arrivare

penso a una vela
che sogna la sua barca
penso a una barca
che sogna la sua vela.
 

Haiku
fermenta il mosto-
il canto dell'autunno
nelle cantine
 

Dubbi
Forse è un ricordo
questa carezza
che scuote all'improvviso
il mio torpore
o forse è solo un sogno,
un sogno vero,
di quelli che scompaiono
al mattino.

Forse è una voce
questo fruscio
che vola nella mente
e scuote il buio
o forse è solo un soffio,
un soffio lento,
di quelli che preparano
il silenzio.

Forse è un miraggio
questo tramonto rosso
che stringe in un abbraccio
mare e cielo
o forse è solo vino,
un vino buono,
di quelli che ci affidano
al destino.
 

Riparo
Lungo il cammino
di quest'autunno
una foglia arancione
accanto ai miei passi
e a lei vicina
una foglia gialla
e un'altra ancora,
così mi chiedo
che cosa io ci faccio
in mezzo a loro,
so forse com'è fatto
un tremolio sull'erba?
riesco a rotolarmi
ai bordi d'un sentiero
col vento della sera
o del mattino?
so ritornare
ad ogni primavera
a raccontare
tutte le stagioni?
mi fermo mai a guardare
un cielo senza stelle
e dormo sopra un prato
per poi svegliarmi all'alba
tra gocce di rugiada?
l'unica cosa
che mi sembra uguale
è quell'andare avanti
senza meta
è quel cercare
dentro un grande mucchio
la stretta di un riparo
e di un abbraccio,
trovare una difesa
al freddo ed alla pioggia
con il calore
di una vicinanza.
 

Haiku
sentiero all'alba-
accanto ad una foglia
un'altra foglia

scuola materna-
sulle vecchie altalene
nuovi sorrisi
 

Un altro autunno
E sei tornato
puntuale come sempre
coi tuoi sussurri
e le tue malinconie,
coi girotondi dei bimbi negli asili
e i nuvoloni
che nascondono i cieli.
Porti con te la solita valigia
fatta di piogge
di vento e arcobaleni
di foglie gialle
di frutti maturi
e rami nudi
in cerca di riparo.
Hai messo via
le impronte dell'estate,
il canto
delle onde all'imbrunire,
le stelle
che parlavano dei sogni,
le lune piene
degli innamorati,
tutti gli amori brevi
già finiti.
Porti con te un tempo
di preghiera
di solitudine e freddo nelle mani,
il tempo dei tramonti
lenti e muti
che abbracciano i ricordi
un po' sbiaditi.
 

Haiku
acini tondi-
i grappoli maturi
dentro le vigne

un vecchio amico-
a cena lo splendore
d'una risata

dalla finestra
all'alba fugge un sogno-
forse ritorna
 

Haiku
amori estivi-
frammenti di conchiglie
lungo la spiaggia

un aquilone-
così vicino il cielo
così lontano

prove d'autunno-
una pioggia battente
tutta la notte
 

Per esempio
e se una sera per esempio
vengo a prenderti
all'uscita del bar dove lavori
e camminiamo insieme
fino a metà del viale
e poi ci sediamo
su quella panchina
dove ogni notte
s'accende un lampione
che riempie di luce il marciapiede
alle donne stanche
e agli uomini soli

e se poi
ti chiedo come stai
adesso che non c'è lui
e tu mi chiedi come sto io
adesso che non c'è lei
e sullo smartphone
leggiamo l'oroscopo di noi due
dove l'Acquario
va d'accordo con la Vergine
ma tu sei invece Toro
ascendente pesci
che stanno negli abissi

e se poi andiamo nel prato
a raccogliere al buio le margherite
e sfogliamo i petali
per sapere
se io ti amo e se tu mi ami
e se poi io ti amo
ma tu per esempio non mi ami
allora ti accompagno a casa
perché hai voglia di dormire
e io comincio a odiare i fiori
le rose i ciclamini i tulipani
le margherite e le orchidee
adesso che per esempio
tu te ne vai
 

È tutto pronto
Ho messo in valigia
la maglietta di lana,
le pantofole di stoffa
le mutande e un pantalone,
le lamette, il dopobarba
il pigiama con i fiori
la cravatta delle feste
le pastiglie per dormire,
una foto del giardino
dove cresce il melograno
una biro nella tasca
e il biglietto per il treno,
l'indirizzo del computer
col disegno della luna
e gli occhiali quelli buoni
per guardare arcobaleni.
E' tutto pronto!
Ho chiamato mia cognata
per tenere un poco il cane,
la signora qui di fronte
per bagnare piante e fiori,
l'estetista di mia moglie
per pulire viso e mani
il barbiere di fiducia
per tagliarmi barba e peli,
che mi vende sempre il pane
ho avvisato la ragazza
che mi vende sempre il pane
il signore dell'edicola
dove compro il mio giornale
la cassiera della banca
dove arriva la pensione,
la mia amica poetessa
che mi sta insegnando a bere.
Ho baciato mia nipote
che ha il giudizio nel molare
mio fratello Natalino
che va spesso dal dottore
la badante di mio zio
che gli vuole tanto bene
e il mio amico contadino
che sa prima quando piove.
Al postino l'ho già detto
che sto via per qualche giorno,
solo il cuore sa già tutto,
se io resto o se ritorno.
 

Un segno di croce
Nell'antica chiesa
del nostro rione
ogni giorno di festa
c'è la parola di Dio

con la tunica bianca
sono chierichetto di turno
muovo verso il prete lo sguardo
nel servire la messa

uno dopo l'altro
peccatori pentiti
ricevono l'ostia
che pulisce i peccati

e alla fine del rito
dopo il segno di croce
do la mano a mio padre
verso il pranzo di casa

ora sento più forte
l'odore d'incenso
che mi profuma l'infanzia
e io l'adagio sul cuore.
 

Un unico canto
Furono tutti invitati
nella casa del padrone

arrivarono per primi
i bambini poveri
(femmine e maschi)
con il libro delle fiabe
e le bambole di pezza

poi giunsero i giovani
coi pantaloni corti,
i capelli tutti neri
e i tatuaggi a colori

fu poi la volta
degli anziani ricchi
che giunsero puntuali
con gli orologi d'oro,
le cravatte disegnate
e le scarpe ben pulite

e per ultimo i vecchi
con l'artrosi alle ginocchia,
le rughe sulla faccia
la cataratta già matura
e l'udito quanto basta

poi entrarono tutti
dalla stessa porta
per cantare e ballare
nel giorno della festa.
 

Calendario
Segno sul calendario
gli appuntamenti,
le serate di festa
e di poesia,
le date delle sagre
all'aria aperta
dove la gente balla
senza sosta,
i luoghi dei disegni
degli artisti
che poggiano i colori
sulle piazze
col gesso che ricorda
il mio passato
quando scrivevo
in bianco l'alfabeto

poi cerchio
con un rosso di matita
la data dell'arrivo
di un amico
e addobbo la sua stanza
con la frutta
e il libro dove parlo
un po' di noi

nei giorni senza impegni
e senza incontri,
col calendario in mano
e senza fretta
di notte resto un poco
con i santi,
con quelli uniti
dallo stesso giorno,
io chiedo dove vanno
le preghiere,,
mi dicono che poi
si fanno stelle.


È tutto pronto!
Ho messo in valigia
la maglietta di lana,
le pantofole di stoffa
i calzini e i pantaloni,
le lamette, il dopobarba
la cravatta per la sera
una biro nella tasca
la patente ancora buona,
l'indirizzo del computer
col disegno della luna
e gli occhiali quelli buoni
per guardare arcobaleni.

È tutto pronto!

Ho chiamato mia cognata
per tenere un poco il cane,
la signora dirimpetto
per bagnare piante e fiori,
ho avvisato la ragazza
che mi vende sempre il pane,
il signore dell'edicola
dove compro i miei giornali,
al postino l'ho già detto
che sto via per qualche giorno,
solo il cuore sa già tutto,
se io resto o se ritorno.
 

Haiku
tic tac nel buio-
la pendola del tempo
scandisce i sogni

che strana estate-
la fine d'una fiaba
a metà libro


Collaborazione ?
Qualcuno dovrebbe pulire
le sponde del fiume,
raccogliere tutte le foglie
finite nei fossi,
alzare di peso gli arbusti
che graffiano i sassi,
lanciare una briciola fresca
alla fame dei pesci

potrei farlo io, fratello
potrei collaborare

qualcuno dovrebbe lavare
le macchie di odio
che imbrattano i muri,
spostare le feci indurite
lasciate per strada
dai gatti e dai cani,
mandare più volte il saluto
a chi gira lo sguardo
dove non c'è nessuno,
raccogliere mele e patate
con mano veloce

potrei farlo io, fratello
potrei collaborare

qualcuno dovrebbe
asciugare le lacrime
che si svegliano all'alba
senza fare rumore,
sorridere in fila
davanti alla chiesa
quando danno la pasta
per nutrire l'attesa,
mangiare di sera nel buio
solo quello che resta,
dormire per terra
dentro un sacco di carta
quando chiude la piazza

potrei farlo io, fratello
potrei collaborare.
 

Haiku
calura estiva-
le ombre del silenzio
sulla panchina

mare d'estate-
un incontro per caso
lungo la spiaggia
 

Confini
Si potrebbe spostare
il confine dell'umanità,
portarlo più vicino
alla riva del mare,
soccorrere meglio
chi vuole partire
in cerca di un nido,
di un mondo migliore

si potrebbe portare
la speranza
vicino alle barche,
fare salire
i sogni dei bambini
su navi sicure,
il ventre
delle donne incinte
e gli uomini neri

si potrebbero fare
lezioni d'amore
ai governanti
dei paesi vicini,
spiegare che un giorno
un Demone o un Dio
li dovrà giudicare,
spiegare che il mare
è la casa dei pesci,
che la terra
è la stanza dell'uomo,
e che il cielo è di tutti.
 

Voleranno ancora gli aquiloni
Quando il tempo
del mio respirare
starà per finire
e qualcuno
mi chiamerà a guardare
da vicino
i contorni del cielo
io so
che sbocceranno sempre
le rose rosse
nel nostro giardino,
i merli torneranno
già di primo mattino
a zampettare nel prato
e a primavera
il vecchio ciliegio
darà i suoi nuovi frutti
alla stagione del sole.

Quando il tempo
del mio respirare
starà per finire
le montagne
continueranno a vestire
di bianco
l'inverno che viene,
si vedranno arcobaleni
dopo i temporali,
canteranno gli usignoli
e voleranno ancora gli aquiloni,
sorgerà di nuovo l'alba
quando la luna e le stelle
vanno a dormire
e prima di sera
tutti i tramonti del mondo
andranno a riposare
in fondo al mare.
 

Scaffali
C'è uno spazio vuoto
una larga fessura
tra i due banconi
della seconda fila,
da lì posso vedere
sporgendo un po' la testa
la cassa numero tre,
c'è seduta una ragazza.

Lei muove le dita
come una brava artista
sembra che stia suonando
il pianoforte o un'arpa,
ha la parola gentile
il sorriso è luminoso,
per tutti ha una risposta
e un gesto amico.

Da quell'angolo stretto
io mi fermo a guardare,
lei non può vedermi
sono il ladro di un attimo

poi prendo a caso
dallo scaffale più vicino
una schiuma da barba,
un dentifricio, un profumo
e per rubare la sua voce
quando pago io rallento,
lei sul petto ha un cartellino
con la foto e il nome accanto.
 

La vecchia casa
Ci vorrebbe-io credo
la luna sempre piena,
il cielo più vicino
da toccare con mano,
all'alba un sole grande
come quello che ride
nei disegni dei bambini

ci vorrebbe-io credo
un giardino pieno di fiori
con margherite bianche
e rose rosse,
nel prato il merlo
e l'usignolo sul ramo
già di primo mattino

ci vorrebbe-io credo
un'altra gita al mare,
le vele gonfie di vento,
sulla sabbia le conchiglie
coi colori dell'arcobaleno
e l'onda che s'adagia
quando poi si fa sera

ci vorrebbe-io credo
un lungo viaggio in treno
in cerca dei ricordi
che sono rimasti,
e poi vedere
nella città deserta
la vecchia casa.
 

E parlavamo
E parlavamo del Nord,
delle loro scuole
dove alle "superiori"
avevano già le classi miste,
e noi figli del Sud
che aspettavamo al sole
di fronte ai cancelli
l'uscita delle femmine

e parlavamo del mare,
del mare degli altri,
di Milano Marittima
di Rimini e Riccione,
di quelle spiagge mitiche
ripiene di turiste,
di ragazze olandesi
svedesi e tedesche

e parlavamo delle Eolie,
di Stromboli e Vulcano
Lipari e Panarea,
riempite in agosto
da bionde milanesi
che l'ultimo giorno,
piegati in un foglietto,
ci lasciavano sempre
il nome e l'indirizzo,
il nome quello vero
e l'indirizzo falso.
 

Nuovi confini
Qualcuno dovrebbe pulire
le sponde del fiume,
smacchiare le gocce di sangue
(le vecchie e le nuove)
che scorrono ancora,
spostare con cura gli arbusti
che graffiano i sassi,
lanciare una briciola fresca
alla fame dei pesci

potrei collaborare, fratello
potrei farlo io

qualcuno dovrebbe lavare
le macchie di odio
riscritte sui muri,
raccattare le feci indurite
lasciate per strada
dai gatti e dai cani,
mandare un saluto
a chi gira lo sguardo
dove non c'è nessuno,
raccogliere gli acini d'uva
per venti euro di meno

potrei collaborare, fratello
potrei farlo io

qualcuno dovrebbe
asciugare le lacrime
quando cadono sole,
mangiare di sera nel buio
solo quello che resta,
dormire per terra d'inverno
quando chiude la piazza
e sorridere in fila
davanti alla chiesa
quando danno la pasta
per nutrire l'attesa.

potrei collaborare, fratello
potrei farlo io.
 

Haiku
nave lontana-
di sera un pasto freddo
nutre l'attesa
 

Haiku
la sedia vuota-
il fischio di un treno
prima di sera
 

Haiku
succede sempre
quando guardo la luna-
succede sempre


Haiku
dieci di sera-
ritorna in un messaggio
la sua voce

senza rumore
all'alba fugge un sogno-
lo lascio andare
 

Haiku
la mano tesa -
in un vecchio giardino
le nuove mele

sole al tramonto-
in un binario morto
un treno lento
 

Haiku
costumi a fiori-
il profumo del mare
nelle vetrine

sabbia e castelli-
nel secchiello del bimbo
l'onda del mare
 

Haiku
un nuovo giorno-
si svegliano i rumori
ed i silenzi

nuove nuvole-
un volo di aquilone
colora il vento
 

Haiku
rosa appassita-
la fine di un racconto
letto per caso

s'è fatta sera-
i passi consumati
dentro le scarpe
 

Haiku
l'ora del vespro-
rintocchi di campane
sulla collina

casa dei nonni-
un giardino fiorito
pieno di sole
 

Viva il lupo
Non ho mai messo
una rosa tra i capelli
il tatuaggio di un cuore
alla caviglia,
non ho mai corso
in sella ad un cavallo
dormito fino all'alba
sulla spiaggia

non ho mai chiesto
del vino a mezzanotte
raccolto dagli arbusti
more e bacche,
non ho volato
insieme a un deltaplano
pregato con le mani
aperte al cielo

non ho mai fatto
cadute in bicicletta
disegni di farfalle
sulla carta,
non ho riletto
i libri delle fiabe
guidato con un bacio
sulle spalle

forse mi sono perso
tante cose
ma ho sempre detto grazie
e Viva il lupo.
 

Haiku
dopo il tramonto
l'eco d'una preghiera-
parte un addio

strada in salita-
si piega all'improvviso
l'ombra del vecchio
 

Haiku
sole al tramonto-
sui fiori di ciliegio
l'ultimo raggio

collina in fiore-
nuvola vagabonda
sul campanile.
 

Dei miei passi
amo la frenesia
di quando vanno
veloci al mattino
a incontrare un sentiero,
quel rallentare
quando sentono addosso
il profumo di un ramo,
l'attesa
di un soffio di vento
quando è stanco il respiro,
lo stupore
di quando vedono un fiore
coi colori del cielo

dei miei passi
amo l'ebbrezza
di quando sfiorano i sassi
di in un luogo già visto,
la nostalgia
di quando trovano tracce
d'un tempo vissuto,
la paura
di quando cercano al buio
un desiderio sbagliato

dei miei passi
amo il loro riposo
quando tornano a casa,
quel restare un po' stanchi
in poltrona
a raccontare di noi.
 

Haiku
notte di pioggia-
in una pozzanghera
spicchio di luna

dormono i fiori-
la primavera tarda
anche sui rami
 

Haiku
retino in mano-

una bimba nel prato
cerca farfalle

otto di aprile-
le carezza del sole
sulla collina
 

Haiku
nell'aria l'eco
di una vecchia canzone-
fiori di pesco

cessati i tuoni-
una bambina attende
l'arcobaleno

vecchia maestra-
tra i respiri dei bimbi
un fiato corto

Come i vestiti
Che bello sarebbe
sparire per un po'
(come i vestiti)
dimenticare il nome
l'età, il mestiere
andare nei campi
a disegnare il grano,
coltivare i girasoli
anche d'inverno
e all'imbrunire
traghettare il fiume
a cavallo d'un tronco,
poi dormire all'aperto
sotto un cielo di stelle
e di primo mattino
con la chitarra in mano
inventare la canzone
che prima non c'era.

Che bello sarebbe
sparire all'improvviso
per qualche tempo
e un giorno tornare
dove c'era la casa,
vedere le stanze
col tetto rifatto,
le pareti dipinte
coi colori dei fiori,
il quadro dei nonni
di nuovo al suo posto,
i ricordi intatti
dentro un cassetto
con la foto del mare
di quand'ero bambino.

Che bello sarebbe
sparire all'improvviso
per qualche tempo,
i capelli lunghi
fino alle spalle,
sulla pelle abbronzata
un profumo di zolle,
dietro l'orecchio
un tatuaggio farfalla
che m'insegni a volare
e alla fine del viaggio
bussare due volte
dove c'era l'attesa,
trovare il giardino
abitato dai gatti,
sulle crepe dei muri
l'odore del muschio,
un vecchio cancello
che cigola stanco
mentre gioca col vento,
poi sentire nell'aria
un ruscello che nasce
e che piange da solo
per una stella che muore.
 

Haiku
l'ultima neve-
libellule e farfalle
lungo il ruscello
 

Dreamers
Gli uomini che sognano
(i cosiddetti sognatori)
si riconoscono subito
già da lontano,
hanno carezze negli sguardi
i sorrisi di un bambino
e l'odore della pelle
che profumo di buono.

Gli uomini che sognano
quando vanno in collina
camminano piano
ai lati delle nuvole
e poi si fermano
accanto a un ruscello
ad ascoltare il vento,
il tremolio delle foglie,
i respiri del silenzio.

Gli uomini che sognano
non hanno giorni banali,
quando sono in viaggio
si siedono sempre
dalla parte del finestrino
e prima di dormire
bussano sempre
dove abita un cuore

alcuni sono filosofi
altri messaggeri d'amore,
somigliano tutti
a quel vecchio pittore
che al tramonto dipinge
i colori del cielo.
 

La mia primavera
Sembra una festa
questo giorno di marzo
che incrocia all'improvviso
il mio cammino,
il vento si è placato,
c'è un cinguettio leggero
che soffia piano piano
sul mattino,
un fremito m'avvolge
tutto intero, mi sento addosso
il battito di un suono.

S'illumina di sole
il mio pensiero, il corpo è forte
come un vecchio ramo,
tornano nei miei occhi
tutti i colori
nell'ombra si rifugia
il grigio e il nero,
mi giro per guardare se sono
solo, vedo vicino a me
la primavera,
le vado incontro
e le tendo la mano
con il sorriso pieno di sereno.

Ora sono lontane le nebbie
di febbraio nelle lagune,
le nuvole a dozzine
appiccicate ai monti
e alle colline,
la pioggia dell'inverno
che andava con il fiume
verso il mare,
vestita di pozzanghera marrone.
 

Banalità dirai
Ho visto una ragazza
che medicava un cane
con la zampa ferita
mentre la gente per strada
correva- correva

in questi giorni d'autunno
nel giardino di casa
quando si leva il vento
le foglie rotolano
senza una meta

come ogni giorno
all'ora del tramonto
dalla lontana collina
arrivano in pianura
rintocchi di campana

banalità dirai

e all'improvviso
a metà della notte
a pagina quaranta
un vecchio segnalibro
col disegno del cuore

tutte le mattine
di questo freddo inverno
fuori dalla finestra
c'è sempre una ciotola
con briciole di pane

anche quest'anno
ai primi di novembre
una mano sconosciuta
ha lasciato il crisantemo
su una tomba abbandonata

banalità dirai
banalità.
 

Haiku
fiori di marzo-
sui rami di ciliegio
gorgheggia un canto
 

Una vecchia valigia di cartone
Arrivavano all'alba
sul primo binario
dove fermano i treni
partiti da lontano,
non erano turisti
o uomini d'affari
neanche pendolari
dopo i turni di lavoro,
erano persone semplici
chiamate a lavorare
da una fabbrica nuova,
da un concorso statale.

Li riconoscevo subito
dagli occhi troppo stanchi,
dai borsoni di cuoio,
dalle grandi valigie.

E dietro ai loro viaggi
come in ogni migrazione
tante storie di vita
mescolate a emozioni,
con la scelta difficile
di lasciare gli affetti
per rincorrere il sogno
di un futuro migliore,
di una vita serena
un onesto lavoro
tra gente ospitale,
per soffrire di meno.
 

Haiku
mimosa in fiore-
nei giardini di marzo
un giallo acceso


l'inverno invecchia-
gemme di primavera
gonfiano i rami
 

Haiku
trave di legno-
di notte un vecchio tarlo
scrive racconti
 

La mia alba
L'orologio della notte
scandiva il tempo
dei miei silenzi

vedevo solo nuvole grigie,
aquiloni spezzati dal vento,
cieli senza fiori

ascoltavo la mia solitudine

ho aspettato il mattino
e alla luce dell'alba
ho inseguito le orme
dei miei sorrisi smarriti.
 

I racconti del mare
Mi siedo più vicino che posso
a questa finestra
per toccare con mano
l'odore salmastro
che viene da fuori,
per vedere una nave lontana
che prima non c'era
e un gabbiano con l'ala guarita
che torna a volare.

Mi siedo più vicino che posso
a questa finestra
per sentire il frinir di cicale
nella vecchia pineta,
gli schiamazzi dei bimbi
che inventano sogni
nei castelli di sabbia
e la grande conchiglia
dove ascolto al tramonto
i racconti del mare.


Mi siedo più vicino che posso
a questa finestra
per guardare un cielo di stelle
quando accende la notte,
la luna che ride agli amanti
che hanno il naso all'insù,
e un barattolo vuoto
lasciato per strada
che rotola rotola rotola
senza una meta.
 

Invenzione
Ho raccolto le parole
scartate dai poeti,
pallottole di carta
finite nel cestino

ho unito tra loro
le sillabe sciupate
per fare un vestito
alla mia poesia

dai piccoli ritagli
sono nati versi,
strofe complete
di schegge cucite

così a Carnevale,
con il foglietto in mano,
leggerò ai passanti
le parole buttate.
 

Upset down,
sottosopra insomma,
come avere la testa
al posto dei piedi
e viceversa,
come un bimbo nel grembo
che sta per vedere
la luce del giorno,
come nuvole bianche
quando guardano solo
dalla parte del cielo,
come un bianco salmone
che risale a fatica
per deporre le uova
alla foce del fiume,
come l'ultima lettera
lasciata a rovescio
nel primo cassetto,
sottosopra insomma,
come un triste pensiero
quando poi si fa sera,
come un vecchio pittore
che cerca il percorso
e mette su tela
un mondo diverso.
 

Haiku
ginestra in fiore-
è sempre più vicina
la primavera
 

Haiku
nuvole all'alba-
l'odore della pioggia
nel caffelatte
 

Un segno di croce
Nell'antica chiesa
del nostro rione
ogni giorno di festa
c'è la parola di Dio

con la tunica bianca
sono chierichetto di turno
muovo verso il prete lo sguardo
nel servire la messa

uno dopo l'altro
peccatori pentiti
ricevono l'ostia che pulisce i peccati

e alla fine del rito
dopo il segno di croce
do la mano a mio padre
verso il pranzo di casa

ora sento più forte
l'odore d'incenso
che mi profuma l'infanzia
e io l'adagio sul cuore.
 

Pensieri
Quando sento
la parola attesa
penso ad un appuntamento,
ad un incontro,
al sorriso di un amico
che viene da lontano
a un vecchio cane
che aspetta il suo padrone
ad un ragazzo
che sogna di partire,
penso a una mamma
seduta sul divano
che attende il figlio
prima di dormire,
ad un soldato
che pensa alla sua sposa
al contadino
che torna verso casa,
penso a una fila
per comprare il pane,
penso a una rosa
che chiede di sbocciare.


Haiku
non odo ancora
il canto del cuculo-
rigido inverno


fiocchi di neve-
sono ancora più bianchi
i miei capelli
 

Oltre il buio
Avevano chiuso
la strada delle poesie
c'era gente armata
non si poteva passare

ho costruito perciò
aeroplanini di carta
e ho riempito le ali
di consonanti e vocali

un vento amico
le ha fatto volare
al di là delle sbarre
oltre le giacche nere

sono atterrate così
come fossero semi
dai germogli alberi
dai rami parole

cielo mare fiore
luna stella cuore
madre figlio sole
mano pace amore.
 

Tracce
Ti racconterò
di quand'ero bambino,
di quando a Carnevale
con la stella sul petto
mi vestivo da sceriffo
e i miei compagni
con le pistole ad acqua
facevano i cowboy.
Ti parlerò
di quand'ero ragazzo,
di tutti i calci dati
ad un pallone
e del profumo dell'erba
che colorava di verde
le mattine di festa.
Ti racconterò
dei viaggi intorno al mondo,
dei fusi orari
negli aeroporti pieni
e delle nuvole
che passavano accanto
sfiorandomi le mani.
Ti parlerò
del mio camice bianco,
dei lunghi corridoi
che tossivano di notte
e di quel cielo
che m'aspettava all'alba
sempre vestito d'azzurro.
Ti racconterò
di cosa ho fatto oggi
e dei progetti
che ho per il domani,
ma dimmi un po'
ti sto forse annoiando
o hai la mente altrove?
 

Haiku
la gazza ladra-
nel giardino di casa
cachi maturi

strade d'autunno-
le zampe inumidite
del mio cane

notte di vento-
rotolano le foglie
senza una meta
 

Giorni
Ci sono giorni
dove i pensieri corrono
più lenti,
come un'estate calda
senza vento
un battito di ali
troppo stanco
il treno d'un binario
stretto e lungo,
un ramo nudo
senza

fiori e canto.

Ci sono notti
dove di colpo affonda
un orizzonte,
come candela accesa
che si spegne
una campana rotta
che non suona
un cielo senza stelle
e senza luna,
un sogno che s'inceppa
e non cammina.

Giorni che già conosco
e notti amiche,
dove ogni tanto vado
a chiacchierare.
Impronte
Quelle voci e gli odori
sulla strada di casa
con i libri di scuola
poi la fionda coi sassi
che lanciavo lontano
come fanno i monelli.
Sigarette con filtro
per sembrare più grande
nelle sere d'estate,
il biglietto del bus
per la corsa notturna
del numero sei.
Fichi d'india ad agosto
con le spine in agguato
per bucare le dita,
a metà di settembre
piedi nudi sull'uva
a pigiare i colori.
Caldarroste a dicembre
per scaldare le mani
all'uscita del film,
la zampogna soffiata
che suonava alle case
e portava il Natale

i viaggi di studio
sulla nave traghetto
con il vento negli occhi,
quell'abbraccio di gioia
con mio padre e mia madre
dopo l'ultimo esame.


Mi accompagna il tempo
Ho sempre seguito
il tempo della vita
le sue chiare impronte
il suo passo deciso,
sono stato con lui
nelle diverse stagioni
con il sole del mattino
dentro il buio dei temporali,
mi è stato vicino
nelle aule della scuola
sui sentieri dell'amore
nei tramonti della sera
stiamo sempre insieme
tutti i minuti dei giorni,
tutti i mesi degli anni
nelle notti degli inverni,
lui è sempre con me
un amico leale
non mente mai
non mi ruba le ore,
modella il mio corpo
tenendo conto dell'età
non mi lascia mai solo
con le mie fragilità

ma ora giorno dopo giorno
sto perdendo le sue tracce
non riesco ad inseguire,
lui continua a camminare.


Haiku
all'alba il vento-
una vecchia altalena
dondola sola
 

Haiku
la prima neve-
nel giardino di casa
l'ultima rosa
 

Momenti
Ci sono momenti
che vorremo fermare
allungarli ancora un poco
non farli mai finire,
quegli attimi fuggenti
che non danno vantaggi
ma sono come frecce
che vanno dritte al cuore

un'allieva che suona
le note d'un violino,
il gioco di colori
sulle vetrate del duomo,
il nuovo arcobaleno
che segue il temporale,
un grande prato verde
sotto i fiocchi di neve.

Momenti ed emozioni
soffi di primavera,
da fermare nel tempo
farli durare ancora

come i giochi d'artificio
quando accendono il cielo,
il sole tra le tende
che accarezza una mano,
la pioggia sopra i tetti
quando dormiamo soli,
un sogno che ritorna
e resta anche domani.
 

Haiku
metà novembre-
le immagini del mare
abbandonate

conchiglia muta-
riposa anche stanotte
l'onda del mare

casa in collina-
il buio della notte
cancella il mare


Haiku
le foglie gialle-
sotto le scarpe nuove
un crepitio

nell'aria l'eco
di una vecchia canzone-
cade una foglia

vento d'autunno-
rotolano le foglie
senza una meta
 

Haiku
scivola il vecchio-
la voce del dolore
sui gradini

il vecchio ha freddo-
ci vorrebbe un'estate
o una carezza

si ammala il vecchio-
le pillole del cuore
sul comodino
 

Come foglia d'autunno
Ha il colore giallo
dell'autunno che invecchia
questa foglia appassita
seduta sopra un sasso
sul ciglio della strada,
lei aspetta il vento
per essere farfalla
almeno un poco
ma il vento è fermo,
rimasto intrappolato
in un dirupo.

E allora mi avvicino
a chiacchierare insieme
di lei e di me,
di stagioni passate,
di fiabe e di segreti,
dell'ultima primavera
piena di sole
e poi dell'estate
trascorsa anche quest'anno
senza il mare.

Mi accorgo a un tratto
di una guancia bagnata
forse è rugiada,
le gocce nate all'alba,
forse è la pioggia
appena cominciata
o l'allergia alle foglie,
a quelle vecchie,
che portano una lacrima
negli occhi.


Haiku
primo novembre-
prato di crisantemi
tappezza il cielo


primo novembre-
i colori dei fiori
sopra le tombe


Medaglie
E poi venne l'alba
proprio l'alba vera,
quella dove nasce l'aurora
e si svegliano i fiori,
dove la luna va a riposare
e i rami cantano
per salutare i colori,
l'alba che accende
i profumi dei giardini,
che veste d'azzurro
il cielo e il mare
e affida al vento l'eco
del primo fischiettio
dei contadini

e poi venne l'alba,
proprio l'alba vera,
quella che manda a casa
i turni del buio,
che libera nell'aria
i gas dei motori,
che riempie di silenzi
le sale d'attesa,
che recita preghiere,
l'alba dove i lampioni
tolgono la luce
ai marciapiedi
e le lucciole della notte
vanno a dormire.
 

Una stagione ancora
Dammi un'altra stagione
una stagione ancora,
scegli per me, se puoi, la primavera
coi profumi che riempiono i giardini
ed i miei passi ai lati
dei sentieri

oppure dammi un inverno,
conosco bene il freddo com'è fatto
e mi difendo
con questo mio cappotto
che arriva fino ai piedi,
comprato l'anno scorso
in Austria, ai mercatini di Natale

dammi un'altra stagione,
un'estate, se vuoi
ho già nel guardaroba
il costume col disegno dei fiori,
i sandali adatti per il mare
con la misura giusta del gonfiore

o dammi un altro autunno
magari che somigli un poco a questo
con l'uva che ribolle dentro i tini,
i frutti che si gonfiano sui rami,
i grossi nuvoloni e poi gli arcobaleni
che portano colori ai miei pensieri.
 

Haiku
banchi di nebbia-
nell'aria già il profumo
dei crisantemi
 

Haiku
foglie d'autunno-
sotto le scarpe nuove
un crepitio
 

Clessidra
E adesso sono qui
perché dovevo esserci,
io volevo ascoltare di nuovo
il profumo del mare,
vedere quell'onda che s'alza
ed abbraccia lo scoglio,
il gabbiano che muove le ali
di primo mattino,
la nave che porta speranze
verso un lido lontano

io sono ancora qui
perché dovevo esserci

volevo toccare conchiglie
come fossi un bambino,
sentire soffiare sul viso
la brezza d'autunno,
riempire le tasche e le mani
coi granelli del tempo
e poi fare di un giorno più corto
un giorno più lungo.


Parabole
I sorrisi dei vecchi
hanno le rughe
la barba corta
e le guance bianche,
hanno baffi grigi
due denti rifatti
e un profumo di buono
sopra la faccia.

I sorrisi dei vecchi
sono un po' lenti,
prima di cominciare
aspettano quelli degli altri
ma qualche volta
sbagliano i tempi
e continuano a ridere
quando gli altri piangono.

I sorrisi dei vecchi
vanno a letto presto
e si girano sempre
dalla parte del muro,
tengono le labbra chiuse
e gli occhi stretti
per non disturbare
il russare degli altri.

I sorrisi dei vecchi
si alzano all'alba,
per respirare meglio
aprono subito le finestre
e poi allungano la vista
oltre gli sguardi
per farsi accarezzare
dal vento dei ricordi.
 

Haiku
un cane abbaia-
sulle colline all'alba
la prima neve
 

Haiku
la gazza ladra-
maturano sul ramo
i primi cachi
 

Haiku
sera di pioggia-
un sapore di nuvole
nella minestra
 

Haiku
l'autunno avanza-
un rumore di passi
sopra le foglie
 

Un giorno diverso
Da tanti anni ormai
vedo camminare
nel marciapiede
di fronte a casa mia
uomini e donne
di cui non conosco il nome.
Mi piacerebbe,
per una volta almeno,
aprire la finestra
di primo mattino
e salutare tutti ad uno ad uno
"buongiorno Mario,
buona giornata signora Lucia"
e poi ricevere in cambio
la loro voce

sarebbe
come sentire sul viso
il tepore di una carezza amica,
l'arrivo improvviso
di un soffio di vento
nel mezzo dell'estate,
come mangiare una fetta di pane
dopo il digiuno,
e mi piace pensare
che quel gesto
potrebbe essere l'attimo
che solleva gli affanni
al momento giusto,
un augurio, un abbraccio
l'inizio forse
di un giorno diverso.
 

Giorni
Ci sono giorni
dove i pensieri corrono
più lenti,
come un'estate calda
senza vento
un battito di ali
troppo stanco
il treno d'un binario
stretto e lungo,
un ramo nudo
senza fiori e canto.

Ci sono notti
dove di colpo affonda
un orizzonte,
come candela accesa
che si spegne
una campana rotta
che non suona
un cielo senza stelle
e senza luna,
un sogno che s'inceppa
e non cammina.

Giorni che già conosco
e notti amiche,
dove ogni tanto vado
a chiacchierare.
 

Haiku
fine settembre-
accanto ai miei passi
le foglie gialle
 

Haiku
nell'aria l'eco
di una vecchia canzone-
cade una foglia
 

Haiku
l'estate muore-
le prime foglie gialle
sui marciapiedi
 

Un altro autunno
E sei tornato
puntuale come sempre
coi tuoi sussurri
e le tue malinconie,
coi girotondi dei bimbi negli asili
e i nuvoloni
che nascondono i cieli.
Porti con te il solito bagaglio
fatto di piogge
di vento e arcobaleni
di foglie gialle, di frutti maturi
e rami nudi che cercano riparo.
Hai messo via
le impronte dell'estate,
il canto delle onde all'imbrunire,
le stelle che parlavano dei sogni,
le lune piene
degli innamorati,
tutti gli amori brevi già finiti.
Porti con te un tempo
di preghiera
di solitudine e freddo nelle mani,
un tempo di tramonti
grigi e muti
e di ricordi sempre più sbiaditi.
 

Haiku
Arcobaleni
L'estate già prepara
l'ultimo canto
 

Haiku
Apre l'asilo
Sulle vecchie altalene
nuovi sorrisi
 

Ciao
Continuavo a sentire un fremito,
un brivido,
qualcosa che ricorda
quel continuo tremolio
di quando abbiamo una febbre
leggera che continua a salire,
quella sensazione
di cerchio alla testa
che non trova risposta,
quell'inquietudine
che ci accompagna
quando un nostro figlio
tarda a rincasare.

Nulla di tutto ciò però
mi turbava.

Continuavo a camminare
con il passo lento,
come se qualcosa
mi frenasse l'andatura,
poi all'improvviso
di fronte a me
un'amica comune
hai saputo mi chiede
no-chi-lui?
sì, se n'è andato.
Allora ho capito da dove veniva
quel malessere strano,
in un solo momento
ha potuto imparare
quant'è il peso del corpo
quando cade una lacrima.
 

Haiku
nel prato all'alba
una tortora tuba-
beccheggia un merlo
 

Haiku
sera d'estate-
rotola una lattina
mossa dal vento
 

Vetrine
Sgabelli seggioloni
un tavolino tondo
un grande portacenere
con mozziconi dentro
una birra in mano
di marca straniera
aria sul marciapiede
fuori dal solito bar,
impiegati in sosta
per la pausa pranzo
operai senza lavoro
in cassa integrazione,
filosofi di strada
con la stessa ideologia
uomini e donne
senza un loro amore.

E' una vetrina all'aperto
senza merce e scaffali
senza vetri chiaroscuri
ma con manichini veri
una vetrina per vedere
per essere guardati
dove si compra e si vende
senza nessuna garanzia,
e mentre gli altri corrono
qui stanno tutti fermi
vanno solo i pensieri
ma forse neanche quelli
e io ancora non so
da che parte devo stare
se continuare a correre
o fermarmi e restare.
 

Haiku
caldo d'agosto-
i grappoli gonfiati
lungo le vigne
 

Haiku
alba ventosa-
un profumo di rose
e il caffè latte
 

Echi lontani
Nelle sere più scure
con le stelle già spente
io cerco nel buio
la luce della luna,
poi apro in silenzio
quel cassetto chiuso
dove tengo nascosto
l'album dei ricordi

immagini già viste
che riprendo a guardare
per rubare alla notte
un istante di gioia,
per vedere un sorriso
uno sguardo felice
che riporti alla mente
una vecchia emozione,
c'è una stretta di mano
un bambino che ride
una festa all'aperto
la carezza del sole

desideri e certezze
fantasie e storie vere
sensazioni che porto
nelle tasche dell'anima,
e a metà della notte
con le palpebre stanche
guardo l'ultima foto
con il letto vicino,
poi richiudo il cassetto
ed appoggio la chiave
nella stessa conchiglia
dove io ascolto il mare.


Interrogativi
Che ne sarà dei contadini
quando finirà la pioggia
e il fuoco brucerà
i monti e le colline?
Che ne sarà dei bambini
quando tutte le guerre
si faranno coi gas letali
e non ci saranno più
i nonni e i genitori?
Che ne sarà
delle lucciole,
quelle che accendono
di notte i marciapiedi,
quando cambieranno le leggi
e nei bordelli
torneranno come un tempo
le puttane?
Che ne sarà dei preti
e delle suore
quando il notaio firmerà
che non esiste Dio,
ch'è una pura invenzione
creata per fare gli uomini
più buoni?
 

Haiku
mare al tramonto-
i sandali bagnati
sulla battigia
 

Lo stesso colore
Della vecchia quercia
è rimasto solo il ceppo
sul grande prato
di fronte casa mia

un ceppo senza rami
senza ghiande né foglie
solo cerchi di anelli
che scrivono i suoi anni

sembra già morto
invece è sempre vivo
si gonfia se fa caldo
si stringe se c'è il gelo

una corteccia grigia
lo copre quasi tutto
lui ha lo stesso colore
di questo mio cappotto

suoi amici stretti
sono due funghi saprofiti
che gli stanno vicini
per fargli compagnia.
 

Haiku
vento di bora
all'alba scuote il ramo-
oscilla un canto
 

Una rosa
Tratteggio su riga
un'alba che nasce
il sorriso d'un bimbo
una stella che cade

riempio le strofe
coi sospiri del vento
una farfalla in volo
l'aquilone che va

su musica e suoni
talora m'inceppo
non trovo parole
nascosta è la rima

poi quando m'inoltro
sui sentieri del cuore
io muovo il mio verso
e ti mando una rosa.
 

I colori del mattino
e all'alba
mi stropiccio gli occhi
al canto del gallo
vedo bianco
nelle nuvole grigie
ho voglia di andare
camminare nel verde
chinare la testa
e sorridere al fiore

dal vento di bora
mi lascio soffiare
poi spazzo i pensieri
dalla mente e dal corpo
ascolto d'intorno
il frinir di cicale
le campane del duomo
che suonano l'ora
 

Haiku
Cena d'estate
Tra gli ospiti invitati
la luna piena
 

Le mie mani
Hanno toccato sponde
le mie mani,
di fiumi e laghi
oceani e rivoli
stagni e ruscelli

hanno dipinto strofe
di poeti e cantori,
sorrisi e sguardi
suoni e silenzi

hanno sfiorano il vento
le mie mani,
colline e praterie,
campi di girasoli
petali e foglie,
voli di pettirossi
e di farfalle

hanno dato carezze
le mie mani,
altre sono rimaste
tra le dita.
 

Haiku
spiaggia d'estate-
nel secchiello del bimbo
l'onda del mare
 

La conta degli abbracci
Basterebbe forse
una giornata al mare,
un volo di gabbiani,
l'arcobaleno sul davanzale
e all'ora del tramonto
ancora un po' di sole,
una vecchia canzone.

Basterebbe forse
un campo di girasoli,
un passero sul ramo
che poi si leva in volo,
il cielo quando è sera,
un suono di campane
lassù nella collina.

Basterebbe forse
un inverno senza gelo
una lontananza più vicina,
e poi fare di notte
la conta degli abbracci
per scoprire al mattino
che ne manca ancora uno.


E parlavamo
E parlavamo del Nord,
delle loro scuole,
dove alle "superiori"
avevano già le classi miste,
e noi figli del Sud
ad attendere al sole
l'uscita delle femmine,
di fronte ai cancelli

e parlavamo del mare,
del mare degli altri,
di Milano Marittima
di Rimini e Riccione,
di quelle spiagge mitiche
ripiene di turiste,
di ragazze svedesi
olandesi e tedesche

e parlavamo delle Eolie,
di Stromboli e Vulcano
Lipari e Panarea
riempite in agosto
da bionde milanesi
che l'ultimo giorno
piegati in un foglietto
ci lasciavano sempre
il nome e l'indirizzo,
il nome quello vero
e l'indirizzo falso.
 

Porta con te
Sono molto contento
mio vecchio amico
di poterti ospitare
qualche giorno da me,
mi dirai dei tuoi figli
del lavoro che fanno
se si sono sposati
se hanno già dei bambini,
di tua moglie Maria
premurosa e gentile
che mi offriva ogni volta
i biscotti col miele

porta con te
una foto del mare
dove andavamo d'estate
a nuotare per ore,
un'altra più grande
del nostro lungomare
che mi dicono essere
sempre pieno di fiori

e anche due panetti
di pasta di mandorle,
un mazzetto d'origano
che qui non trovo mai,
qualche caramella
alla menta e carruba
che prendevo d'inverno
per guarire la gola,
che mia madre comprava
nella vecchia bottega
proprio dietro l'angolo
dov'era la mia casa.
 

Intoppi
Com'è difficile a volte
restare da soli in disparte,
ignorare
l'inganno di false promesse
le lotte, i contrasti
le dispute sciocche

com'è difficile vivere a volte
con gli altri e sé stessi,
sorridere ai finti saluti
e ai vuoti discorsi,
sentire nell'aria il rumore
di una voce che tace,
vedere davanti allo specchio
paure nascoste

com'è difficile a volte
scoprire su gocce di pioggia
l'odore dei sassi,
trovare uno spicchio di cielo
tra nuvole sparse,
d'inverno aspettare il colore
di un fiore che nasce.


Haiku
l'estate avanza-
la primavera intona
l'ultimo canto
 

La mia alba
L'orologio della notte
scandiva il tempo
dei miei silenzi

vedevo solo nuvole grigie
aquiloni spezzati dal vento
cieli senza fiori

ascoltavo la mia solitudine

ho aspettato il mattino
e alla luce dell'alba
ho inseguito le orme
dei miei sorrisi smarriti.
 

Il mio vento
Liberava al cielo
l'aquilone colorato
carico dei sogni
che avevo da bambino,
giocava sul mio prato
a fare le capriole,
asciugava le lacrime
dei miei giorni neri,
cacciava via i pensieri
delle notti più tristi
allontanava le nuvole
delle mie debolezze

mi è sempre stato amico il vento

ora aiuta ogni passo
del mio debole corpo
nel tratto più ripido
che porta verso casa
poi muove alla mia sposa
i suoi capelli biondi
per mostrarmi tutta intera
la bellezza dei suoi anni,
si ferma assieme a noi
per riposare un momento
poi riprende la sua corsa
vuol tornare ad esser vento.
 

Quiete
C'è un tempo in cui
si sente più forte
il desiderio di quiete,
di stare un po' da parte,
ascoltare quel silenzio
che parla a bassa voce
le storie ed i racconti
che non svegliano ferite,
una voglia di pace
che aumenta con gli anni
e diventa poco a poco
il più forte dei bisogni,
come accendere un fuoco
se la notte è troppo fredda,
come attendere l'estate
anche quando un po' ritarda

poi nei giorni della quiete
quando l'animo è sereno
ed il vento soffia piano,
al tramonto o all'imbrunire
quattro passi sotto il cielo
per sfiorare con le dita
un respiro di farfalla,
per sentire dentro il parco
un vociare di altalene,
per guardare dai cancelli
i sorrisi dei giardini
e poi cogliere nell'aria
i colori della vita
per dipingere d'azzurro
quel che resta della strada.
 

Malinconie d'un poeta
Io so che un giorno
forse tra un mese, forse tra un anno
finirò le parole che riempiono
di scritti i miei pensieri,
s'asciugherà d'un tratto
quel mare dove nuotano i miei versi
e i miei occhi
leggeranno soltanto fogli bianchi

un malessere strano
avvolgerà il mio corpo,
qualcosa che non so come chiamare,
mi sembrerà di essere un ramo
senza fiori, una stella senza cielo
petalo senza un giardino
e allora tra i silenzi
aspetterò che arrivi
un'altra primavera
poi andrò in campagna
con il foglietto in mano
in cerca di nuovi cinguettii,
del fruscio di un ruscello
mentre accarezza i sassi,
dei piccoli germogli
che crescono nei solchi fra le zolle

chiederò alle foglie
come respira il vento
disegnerò le ombre
che muoiono al tramonto
e poi tornato a casa
toglierò dalle tasche
tutte le nuove parole rubate
alla natura

io so che un giorno
forse tra un mese,
forse tra un anno.
 

Haiku
dal ramo un canto-
all'alba un usignolo
sveglia i silenzi


Haiku
notte di pioggia-
sempre più grosso il fiume
più grande il mare
 

Lancette
C'è un tempo in cui
si sente più forte
il desiderio di quiete,
di stare un po' da parte,
ascoltare quel silenzio
che parla a bassa voce,
le storie ed i racconti
che non svegliano ferite

quella voglia di pace
che aumenta con gli anni
e diventa poco a poco
il più forte dei bisogni,
come accendere un fuoco
se la notte è troppo fredda,
attendere l'estate
anche quando poi ritarda

circondarsi dei ricordi
che vogliamo trattenere,
di uno sguardo e dei sorrisi
che impariamo più ad amare,
poi ogni tanto quando è sera
quattro passi sotto il cielo
per raccogliere nell'aria
i colori della strada
e dipingere d'azzurro
quel che resta della vita.
 

Voli arditi
Ho affidato alla mente
consonanti e vocali
per dare parole nuove
ai miei pensieri

ho letto le storie
di mille scrittori
per odorare il nettare
delle loro passioni

ho chiesto ai miei sogni
di farmi poeta
per dare versi
alle mie speranze

ho rubato agli archivi
le rime più belle
per scuotere il cuore
di chi non ama

ho legato con forza
i miei desideri di sempre
su ali cariche
di illusioni e sospiri.
 

Haiku
un forte vento
all'alba scuote il ramo-
si ferma un canto
 

Una mia poesia dedicata alla Festa degli Spaventapasseri in svolgimento fino a domani sera a Medea (Gorizia)

Piange il fantoccio
E' andato via il contadino,
nel campo abbandonato
una lacrima scivola
sui vecchi stracci
dello spaventapasseri,
ora nessuno lo veste coi panni
della nuova primavera
come i pupazzi felici
dei frutteti vicini,
sulla bocca negli occhi
e sul viso
sono sbiaditi i colori vivaci
dell'anno passato,
intorno alla croce di legno
svolazzano i passeri
e sfiorano le braccia
senza timore,
cinguetta un cardellino
accanto ai girasoli,
sul cappello di paglia
sgualcito dal tempo
ali di corvi stanchi
si fermano a riposare,
la corda che lega i due pali
si è già sfilacciata
e ogni tanto il fantoccio
si piega.
 

Haiku
al parco giochi
sulla panchina un vecchio-
schiamazzi intorno
 

Haiku
un bus all'alba-
sotto la pensilina
sogni e sbadigli
 

Poeta
So che mi stai guardando
giovane uomo
e forse stai ridendo dietro di me,
non hai ancora capito
che cosa faccio
con la matita in mano
accanto a un fiore

sono un poeta

io mescolo i colori
della strada,
faccio apparire chiari
quelli più scuri
e quando il cielo sceglie un temporale
scrivo che presto arriva
un po' di sole

sono un poeta

hai mai sentito un canto d'usignolo
quando apre le ali
e lascia il ramo,
il battito di un cuore
innamorato,
quel pianto di cicale
quando cade una stella
e accende il mare

sono un poeta

mi sentirai parlare del tramonto
di foglie che si muovono
nel vento,
del lampione sul fiume
quando è sera,
della collina sveglia
in questa lunga notte
di primavera.
 

Senza fretta
Non piove più,
riprendo il cammino
a passo lento
lungo i colori
della mia strada,
foglie ferme sui rami
anche il vento è cessato,
apro lo sguardo
ai rumori della quiete

un bimbo indossa
nella maglietta il suo nome,
il cane abbaia
al gatto soriano,
sull'auto in corsa
un fiocco rosa

la campana diffonde
rintocchi già noti
un amico malato
è mancato ai suoi cari

silenzio nel cuore

continuo i miei passi
ignorando la fretta
voglio guardare ancora
i dipinti del cielo,
catturare i profumi
che accompagnano l'aria,
assorbire il tepore
del sole che resta

voglio rallentare il mio tempo
nel giorno che va.
 

Fiori di speranza
Mente deformata
da nevrotici conflitti
cerca nuovi equilibri
tipologie di sfere umorali armoniche
plastiche duttilità cerebrali
tra schemi spezzati
sinergie disciolte
sipari chiusi di trame obsolete.
Una luce di fede s'accende,
germogliano ora
nel giardino della mente
fiori di speranza,
neuroni rigenerati
accendono il palcoscenico dell'io,
sorrisi sopiti
conquistano
le pieghe arrugginite
di un volto ritrovato.
 

 Haiku
soffi di vento
lambiscono il tramonto -
trema una foglia
 

La stessa voce
Era da tempo
che volevo vedere
tutto quello che c'è
al di là della collina,
un uomo già vecchio
mi aveva raccontato
di un fiume così limpido
che ci si può specchiare,
mi aveva pure detto
che cento uccelli bianchi
cantano in coro
quando si sveglia il sole

ho accarezzato quel fiume
ho sentito gli uccelli
e ho raccolto dagli alberi
tanti frutti maturi,
ho toccato i sassi
di una vecchia montagna
con l'odore dei secoli
e di antichi guerrieri,
accanto a un cipresso
ho trovato una croce
c'era scritta una data
e un nome tra i fiori

poi ho atteso la sera
per ascoltare
il silenzio
per sapere come parla
quando dorme la collina,
lui ha la stessa voce
che io sento in pianura
quando guardo la notte
e l'alba è ancora
lontana.
 

Haiku
nel grande parco
aria di primavera-
cane al guinzaglio
 

Haiku
nel grande parco
aria di primavera-
cane al guinzaglio
 

Le mie mani
Hanno toccato sponde
le mie mani,
oceani e laghi
stagni e ruscelli,
campi di girasoli
petali e foglie

hanno sfiorato il vento
le mie mani,
voli di pettirossi
e di farfalle

hanno spinto macigni
le mie mani,
passi impigliati di pensieri
fermi
hanno dipinto volti
sguardi e sorrisi
di primavere lunghe

hanno dato carezze
le mie mani
ai sassi levigati
di fiumi sempre spenti,
a cieli senza luna,
ai sogni senza notti.
 

Piange il fantoccio
E' andato via il contadino,
nel campo abbandonato
una lacrima scivola
sui vecchi stracci
dello spaventapasseri,
ora nessuno lo veste coi panni
della nuova primavera
come i pupazzi felici
dei frutteti vicini,
sulla bocca negli occhi
e sul viso
sono sbiaditi i colori vivaci
dell'anno passato,
svolazzano i passeri
e gli girano intorno
senza paura,
accanto ai girasoli
cinguettano i cardellini
senza timore,
sul cappello di paglia
sgualcito dal tempo
le ali dei corvi stanchi
si fermano a riposare,
la corda che lega i due pali
si è già sfilacciata
e ogni tanto la croce lo piega,
piange il fantoccio,
è andato via il suo padrone
e lui è rimasto da solo.


Haiku
Dieci d'aprile
Il colore degli Iris
tra la sterpaglie
 

Un po' di me
Sfoglio all'indietro
i ricordi della mente
per leggere qualcosa
che parli un po' di me

la fisarmonica nuova
comprata con sei rate
la vecchia bicicletta
su e giù per le salite

i calci ad un pallone
alla fine della messa
la maglietta pulita
che diventava sporca

le granite al limone
nel bar sul lungomare
la prima sigaretta
in tasca poche lire

il sole dell'estate
che riscaldava il mare
i tuffi con gli amici
negli occhi tanto sale

un battito di cuore
ch'era arrivato presto,
quel profumo d'infanzia
che porto ancora addosso.


Haiku
Cinque di aprile
Il glicine colora
i pergolati


Haiku
S'adagia il sole
sui fiori di ciliegio
Senza confini
 

Post bellum
C'è una casa a due piani
senza numero civico
in via dell'Abbandono

ha le finestre chiuse
sbarrate dal cemento
la porta non si vede
forse è dall'altra parte

passando in quella strada
si sente una radio accesa
suona vecchie canzoni
che più nessuno ascolta

una canzone torna
sempre alla stessa ora
si sente ogni giorno
alle dieci di sera

Vor der Kaserne,
Vor dem groBen Tor,
Stand eine Laterne.
Un steht sie noch
davor,
So woll'n wir uns da
wieder she'n,

Wie einst,Lili Marleen.
Wie einst,Lili Marleen.
 

Tacciono i cannoni
c'è una casa a due piani
senza numero civico
in via dell'Abbandono

ha le finestre chiuse
sbarrate dal cemento
la porta non si vede
forse è dall'altra parte

passando in quella strada
si sente una radio accesa
suona vecchie canzoni
che più nessuno ascolta

una è in lingua tedesca
si chiama Lili Marleen

si sente alle dieci di sera
ogni giorno alla stessa ora
 

Haiku
rami a colori-
nei giardini di marzo
una magnolia
 

Haiku
Rondine in volo
Spunta una celidonia
sul marciapiede
 

Haiku
E' primavera
Oscilla un filo d'erba
la neve muore
 

Zolle
Vive in un casolare
e si alza quando cantano i rumori,
le scarpe grosse ai piedi
all'alba va nei campi
a lavorare,
le labbra screpolate
per lungo tempo al sole
lei torna a casa stanca
all'imbrunire,
negli occhi la fatica
e i solchi della terra nei pensieri

addosso ha una maglietta
di cotone,
i seni riparati,
nascosti a sguardi strani,
una camicia senza scollatura
ed una lunga fila di bottoni,
la coda dei capelli sulle spalle
e un cesto di purezza
tra le mani.
 

Luce dentro
Ci sono ombre
che hanno la luce dentro
come quando una lucciola
accende il buio,
come stelle che tornano
quando un soffio di vento
allontana le nuvole,
come i lampioni scuri
delle notti d'inverno
quando disegnano i marciapiedi
ai passi traballanti
di uomini soli.
Ci sono ombre piene di colori
come gli arcobaleni
dopo un temporale,
come il sorriso
di un bimbo scalzo
mentre solleva al cielo
un aquilone,
come gli occhi neri
di una donna ferita
che torna a sognare.
 

Haiku
L'inverno invecchia
Gemme di primavera
gonfiano i rami
 

Petali
Un prato di margherite
bianche e gialle
accanto ai miei passi,
pieni d'azzurro,
in questi giorni di marzo
colorati di sole

a lato del sentiero
un'altra margherita
rosso arancione,
forse più vecchia
o forse nata ieri,
le mie dita si allungano
per staccarla dall'erba,
per contare i petali
del m'ama o non m'ama

ma all'improvviso
la mano già tesa
si ferma e poi si blocca,
non si può -lei pensa-
strappare alla terra
un fiore di primavera
per un gioco d'amore.
 

Haiku
ero bambino -
i calci ad un pallone
fatto di pezza
 

Haiku
parole antiche-
ritornano alla mente
idi di marzo

Un segno di croce
nell'antica chiesa
del nostro rione
ogni giorno di festa
c'è la parola di Dio

con la tunica bianca
sono chierichetto di turno
muovo verso il prete lo sguardo
nel servire la messa

uno dopo l'altro
peccatori pentiti
ricevono l'ostia che pulisce i peccati

e alla fine del rito
dopo il segno di croce
do la mano a mio padre
verso il pranzo di casa

ora sento più forte
l'odore d'incenso
che m'avvolge l'infanzia
e io l'adagio sul cuore


Amicizie
Adesso che conosco
il rumore del vento
quel turbinio che avanza
e precede la tempesta,
ora che ho imparato
quanto è buia la notte
quando la luce è spenta
e l'alba è ancora lontana

adesso che ho scoperto
cosa prova il silenzio
quando abbraccia i momenti
e il cuore batte forte,
ora che so leggere
le parole non scritte
e so ascoltare
le parole non dette

adesso,forse,
potrei chiedere all'anima
di avermi come amico.
 

Haiku
freddo mattino-
panorami appannati
nel parabrezza
 

Haiku
nuvole dense-
un odore di pioggia
e poi la pioggia
 

Arlecchino
ho raccolto parole
scartate dai poeti
pallottole di carta
finite nel cestino

ho unito tra loro
quelle tracce sciupate
per fare un vestito
alla mia poesia

da piccoli ritagli
sono nati versi
strofe complete
di schegge cucite

e ora a Carnevale
poeta Arlecchino
io leggo ai passanti
le parole buttate
 

Fretta
Sarei rimasto ancora
almeno un poco
ma devo andare,
la strada è lunga
e presto si fa buio,
le nuvole si abbassano
tenendosi per mano
e non si vede più
nemmeno il cielo

sarei rimasto ancora
almeno un poco
ma so che presto arriva
un temporale,
conosco troppo bene
l'odore della pioggia
e i fischi quando
il vento si avvicina

sarei rimasto ancora
almeno un poco
ma c'è una sedia vuota
che mi aspetta,
la cena è pronta già
da qualche ora,
io torno sempre a casa
quando è sera.
 

Haiku
tramonta il giorno-
rintocchi di campane
dalla collina
 

Haiku
alba ventosa-
un odore di zolle
dalla campagna
 

Haiku
all'alba il vento
sparge ovunque un profumo
di fiori e muschio
 

Haiku
vecchio barbone-
l'alito della fame
sulla panchina
 

Haiku
un vento all'alba
spazza nuvole basse-
ritorna il cielo
 

Haiku
giorni di neve-
l'altalena del parco
abbandonata
 

Haiku
dorme il silenzio-
stasera parlo poco
e a bassa voce
 

Haiku
aspetto un sogno-
lascio la porta aperta
tutta la notte
 

Haiku
nevica ancora-
chi di voi mi sa dire
se dura a lungo
 

Le stesse rughe
E dopo gli anni
delle corse a perdifiato
mi ritrovo a camminare
dentro i miei passi stanchi
con il fardello pieno
di cose scadute sulle spalle
e il tempo che accompagna
l'usura del pensiero
e della pelle

m'accorgo così
guardandomi allo specchio
di avere sulla fronte
le stesse rughe stanche
che portava mio nonno,
la stessa faccia magra
di mio padre

mi vengono in mente
i banchi della chiesa
con mia madre seduta
a cantare il Signore
e così sento il bisogno
di recitare preghiere,
quelle che più conosco,
prima l'Ave Maria
e dopo il Padre Nostro.
 

Haiku
Metà inverno
Crisantemi appassiti
sopra le tombe
 

Haiku
nel sottobosco
fiori di tarassaco-
e di trifoglio
 

Tu che sai
Quanto vivono le foglie
che si staccano dai rami,
perché il buio e l'attesa
hanno lo stesso colore,
quando la nave è ferma
dove volano i gabbiani,
come fa la ballerina
a danzare sulle punte
e il tramonto a tornare
anche domani?

dimmi maestro, tu che sai

chi sceglie i colori
per dipingere i prati,
a che ora la natura
sussurra i suoi segreti,
come mai più nessuno
disegna gli usignoli,
cosa pensano i paesaggi
quando cade la neve,
perché da casa mia
non si vede più il mare?
 

Haiku
soffi al tramonto-
le parole del vento
a bassa voce
 

Haiku
notte d'incanto-
al mattino un fermaglio
sul pavimento
 

Haiku
in una busta
le foto dei tramonti-
era d'estate
 

Haiku
la vecchia mamma
accanto al focolare-
fuori l'inverno
 

Un giorno
Io so che un giorno,
forse fra un mese,
forse tra un anno,
finirò le parole
che riempiono di scritti
i miei pensieri,
s'asciugherà d'un tratto
quel mare dove nuotano
i miei versi
ed i miei occhi
leggeranno soltanto
fogli bianchi

un malessere strano
avvolgerà il mio corpo,
qualcosa che non so
come chiamare,
mi sembrerà di essere
un ramo senza fiori,
un albero senza giardino,
una stella senza cielo,
e allora tra i silenzi
aspetterò che arrivi primavera
poi andrò in campagna
in cerca di nuovi cinguettii,
di quegli germogli
che vivono nei solchi
tra le zolle

chiederò alle foglie
come respira il vento,
osserverò le ombre
che oscurano il tramonto
e poi tornato a casa
toglierò dalle tasche
tutte le nuove parole
rubate alla natura

io so che un giorno,
forse fra un mese,
forse tra un anno.
 

Haiku
Il gelo intorno -
i rami senza foglie
e senza canti
 

Lontana è l'alba
Uno strano rumore
ha svegliato stanotte
i silenzi dell'aria

è caduta una stella
sull'erba del prato,
il suo tempo è finito.

Somigliava alla stella
che riscalda il mio corpo
quando il giorno è più freddo

che riaccende da sola
i pensieri già spenti
dalla nebbia del cuore

poi accompagna di sera
i miei passi sul monte
per restare con l'anima

e ha il sorriso negli occhi
quando apro i miei sogni
e vicino c'è il cielo.
 

Haiku
sulle montagne
fiocca la neve fiocca-
oltre lo sguardo
 

Haiku
Cade la neve
Dalle montagne al mare
solo un colore
 

Sete
Quel desiderio
di farsi rapire
che assale un poeta
quando tramonta il sole,
quella passione
che sveglia l'anima
e chiede di entrare,
la voglia sfrenata
di comporre una strofa
per regalare al cuore
una favola amica

quell'eccitazione
che giunge improvvisa
quando nascono versi
mai letti, mai scritti
e quel tormento
che scuote la penna
quando bussa alla mente
una voce di donna

ritrovarsi così
a riempire la mano
di antichi profumi,
a disegnare parole
coi colori del tempo,
cucire memorie
con fili di poesia
e dare anche spazio
alle nuove passioni
che di notte fioriscono
e poi chiedono luce
per vivere ancora,
per non morire.
 

Lancette
C'è un tempo in cui
si sente più forte
il desiderio di quiete,
di stare un po' da parte,
ascoltare quel silenzio
che parla a bassa voce,
i racconti e quelle storie
che non svegliano ferite

una voglia di pace
che aumenta con gli anni
e diventa poco a poco
il più forte dei bisogni,
come accendere un fuoco
se la notte è troppo fredda
o attendere l'estate
anche quando poi ritarda

invitare le persone
che ci piace frequentare
solo semplici parole,
basta poco per capire,
circondarsi dei ricordi
che vogliamo trattenere,
degli sguardi e dei sorrisi
che impariamo più ad amare
e raccogliere nell'aria
i colori della strada
per dipingere d'azzurro
quel che resta della vita.
 

Notte di Natale
A mezzanotte
fedeli devoti
cantano inni di gloria,
è nato Gesù,
profumo d'incenso
purifica il cuore
dei peccatori,
nel silenzio dell'anima
volano musiche di fede,
segni di croce
nell'acquasantiera,
tra le panche di legno
si respira l'amore

sul sagrato all'uscita
volti segnati dal freddo
e dall'ora tarda
regalano sorrisi di fratellanza,
campane vicine e lontane
suonano a festa,
sguardi di speranza
e promesse di pace
nella notte di Natale.
 

Haiku
non solo doni
nell'albero a Natale-
tra i rami il vento
 

Ditemi
Voi che sapete ditemi
dove vanno le stelle
quando il cielo è buio,
le onde del mare
quando placa la sera,
l'estate e l'inverno
nelle altre stagioni,
la luna piena
quando l'alba è vicina.

Voi che sapete ditemi
dove vanno tuoni e lampi
dopo il temporale,
i silenzi dell'aria
quando suona un violino,
i colori del prato
mentre fiocca la neve,
la solitudine dei versi
quando un poeta muore.
 

Mongolfiera
Se nascerò di nuovo
(quando sarà)
guarderò subito in alto
per vedere se l'azzurro
è sempre lo stesso,
poi negli anni
mi fermerò coi bambini
e inventerò capriole
per stare insieme a loro,
saluterò al mattino
persone sconosciute
come non avevo fatto
nella vita di prima,
mi siederò con gli altri
nelle ultime file,
dirò quello che penso
invece di tacere

camminerò nei prati
quando è primavera
per vedere in silenzio
come nascono i fiori,
seguirò i sentieri
e salirò sulle montagne
per mostrare all'anima
il rosso dei tramonti,
allungherò i minuti
della mia pazienza
e imparerò dal cuore
la bellezza del perdono

scoprirò il gusto
delle piccole cose
e scriverò fiabe
da leggere a qualcuno,
andrò a volare
su di una mongolfiera
per salutare il vento
col palmo della mano
e stare poi un po' vicino al cielo,
lo stesso cielo
che avevo visto solo da lontano.
 

Insieme all'anima
Per giorni e giorni
ho curato il mio corpo
lasciando da parte
la voce dell'anima

ora sento un respiro
come un soffio di vento
una dolce carezza,
è lei che mi chiama

vuole ancora parlarmi
dello spazio e del tempo,
della luna e del sole
del presente e futuro

darmi buoni consigli
sull'avere e sull'essere,
suggerire i miei sogni
disegnare il sereno

vuole prendersi cura
delle mie cicatrici,
di ferite lontane
tatuaggi del cuore

e poi scrivere ancora
tante pagine insieme
da sfogliare nel tempo
come un libro d'amore.
 

Tasche vuote
Stranamente stanotte
guardando lo specchio
mi è apparsa una faccia
che non era la mia

era un uomo vissuto
tra salotti e palazzi
crociere di lusso
serate di gala

mi è sembrato a un tratto
di essere un altro
come avessi perduto
la mia identità

così ho detto allo specchio
che quel viso segnato
erano solo le rughe
della mia tarda età

gli ho chiesto perciò
di mostrarmi il passato
la mia prima infanzia,
le lontane radici

le mie tasche vuote
le scarpe un po' strette,
il cassetto ripieno
di calzini spaiati.
 

Haiku
in un cassetto
la foto della mamma-
gocce sul viso
 

Allungami la mano
Rallenta ti prego
non correre troppo,
amore,
sono un po' stanco
il mio passo adesso è lento,
devo accorciare i minuti
del mio camminare

fermati ti prego
concedimi una sosta,
amore,
siediti con me,
raccontami
chi ci aspetta e dove,
dimmi se sono vestito bene,
se devo indossare
una camicia nuova
o se posso tenere
questo pullover marrone

grazie,
mi sono riposato
amore,
possiamo andare,
allungami un momento
la tua mano,
voglio scaldarmi bene,
ecco,
ora sto molto meglio,
posso allungare il passo,
amore.
 

L'amico lontano
Parlami di lui
dell'amico lontano
di come sta che cosa fa
se coltiva le rose
sorride agli uccelli
strimpella le note
della sua chitarra,
se vive in campagna
fuma ancora la pipa
riceve regali
per il suo compleanno

digli di me
quando lo vedi
che passeggio col cane
dormo bene di notte
studio un poco l'inglese
vivo in buona salute
(solo qualche pastiglia),
ascolto musica jazz
scrivo tante poesie
parlo ancora il dialetto
della nostra città

digli ti prego
senza insistere troppo
che conservo da sempre
nel cassetto del cuore
i sapori e i profumi
delle nostre stagioni.
 

Haiku
bimbi all'asilo
disegnano nuvole-
aria di pioggia
 

Haiku
primo dicembre-
sbiadiscono i colori
dei crisantemi
 

Fessura
Sento un calore
più forte di sempre
da qualche tempo,
forse è la sciarpa di lana
che io porto addosso
se fuori piove,
forse è quel raggio di sole
che penetra dalla fessura
ogni mattina,
che si fa spazio
tra vecchie persiane
e tende larghe
che lascio un poco aperte
per vedere una fetta di cielo
anche di notte

forse sono i giorni d'agosto
rubati all'ultima estate
da foglie di settembre
per scaldare l'autunno
che è pieno di nuvole
anche quest'anno,
forse è il termostato rotto
che segna solo caldo
e dove io m'avvicino
quando sento che arriva
tanto freddo.
 

Bagaglio
Porto sempre con me
albe lontane,
le tengo nei cassetti
della mente
con foto del mio mare
e di orizzonti
dove vanno a nuotare
vele e tramonti.

Porto sempre con me
l'estate che scaldava
i nuovi amori,
quel cuore che batteva
troppo forte,
il tempo che conserva
un solo sguardo
rubato forse agli occhi
di un dipinto.

Porto sempre con me
le attese che tornavano,
i nomi e le carezze
di storie che allungavano
le notti,
le pause che abbracciavano
i momenti,
le frecce che colpivano
l'incanto
mentre scrivevo al cielo
il mio racconto.
 

Grattacielo
Da qualche giorno
giganteggia una gru,
un mostro d'acciaio
di fronte casa mia

stanno costruendo
un grande palazzo,
un vero grattacielo
di ventidue piani

dicono che faranno
tanti uffici moderni
per tutti i dirigenti
della nostra regione

e così mi ritrovo
a guardare finestre,
antenne nei tetti,
luci accese di giorno

quand'ero ancora giovane
avevo perso il mare
ora mi nascondono
il monte e la collina

dovrò aspettare le notti
per guardare almeno la luna
e tutte quante le stelle
della mia fetta di cielo.


Haiku
mattino in treno-
scorrono all'incontrario
fiumi e pensieri


Una voce
E viene il tempo
in cui certe domande
diventano insistenti
e attendono risposte
che non arrivano,
devi decidere
se stare ancora fermo
all'ombra del passato
o se cercare il sole
dei giorni che verranno,
se leggere e rileggere
la nostalgia che parla
dei ricordi
o camminare ancora
col passo più spedito
e senza affanni

così ti affidi a Dio
e senti la sua voce
dentro un sogno

ti chiede di afferrare
la cima di una fune,
di salire lassù
dove sono le colline,
ti dice di guardare
la prima neve,
quel fiume che si tuffa
ad abbracciare il mare,
un bimbo che raccoglie
il frutto sopra il ramo,
un grande girasole
che guarda verso il cielo
e senti all'improvviso
il corpo più leggero,
ti pare di volare,
ti sembra di abbracciare
il mondo intero.
 

Forse
Forse è un ricordo
questa carezza
che scuote all'improvviso
il mio torpore
o forse è solo un sogno,
un sogno vero,
di quelli che scompaiono
al mattino.
Forse è un pensiero
questo fruscio
che aleggia nella mente
quando è buio
o forse è solo un soffio,
un soffio lento,
di quelli che preparano
il silenzio.
Forse è un miraggio
questo tramonto
che tinge un po' di rosso
le mie mani
o forse è solo il vino,
un vino buono,
di quelli che ci affidano
al destino.
 

Haiku
lumini accesi
scaldano anime nude-
due di novembre
 

Haiku
primo novembre-
i colori dei fiori
sopra le tombe
 

Haiku
Notte d'autunno
Un'altalena rotta
dondola al vento
 

Suole
Conservo in una stanza
le scarpe vecchie
per leggere nelle suole
la storia dei miei passi
e ritrovo sentieri,
geografie di tramonti,
musei pieni di gente
volti dipinti,
vicoli di periferia
luci soffuse,
chiese e navate,
crocifissi appesi

nei granelli di sabbia
rimasti dentro i tacchi
rivedo balere,
le barche sulla battigia,
spiagge piene di sole,
amori brevi

In quella stessa stanza
dentro un armadio fresco
metto da qualche tempo
(vicino alle cravatte)
le scarpe ancora nuove,
quelle coi lacci stretti,
non mi servono più,
ora ho caviglie gonfie
e dita grosse,
cammino solamente
a piedi scalzi.
 

Haiku
Vento d'autunno
Volano foglie gialle
come farfalle.
 

È già domani
Quando tutti gli amici
saranno andati via
in cerca del nuovo,
noi resteremo qui

nella nostra vecchia casa
sfoglieremo pagine di vita,
ascolteremo la musica
dei primi passi insieme

leggeremo ai tramonti
le poesie d'amore,
racconteremo alla sera
le fiabe scritte da noi

e nelle notti più calde
una corsa sul monte
per vedere dall'alto
quanto è grande il mare

per guardare nel buio
il volto delle stelle,
sentire da vicino
il canto della luna
 

Ho cancellato tutte le parole
Nei giorni grigi
quando la pioggia sbatte
sopra i vetri
e il vento fa sentire
la sua voce,
mi viene voglia
di mettere su carta
i miei pensieri

scrivo una strofa
che parla del tramonto
e poi la leggo,
poi la rileggo
e poi la cancello
ne scrivo un'altra
che dice di un inverno
e poi la leggo,
poi la rileggo
e poi la cancello
ne scrivo un'altra ancora
che evoca un ricordo
e poi la leggo,
poi la rileggo,
e poi la cancello

l'animo è triste,
ho cancellato tutte
le parole,
rimetto via quel foglio
un po' sgualcito,
col suo fraseggio muto,
e con lo spazio bianco
pieno di vuoto.
 

Haiku
Sedici ottobre
L'autunno già prepara
le prime nebbie
 

Diversamente uguale
Uguale sono,
diversamente uguale
a te,
sono un sasso graffiato
di strade calpestate
in lungo e in largo,
sono un tronco d'argilla,
un albero senza rami
e senza canto,
un cancello di legno
che cigola nel vento
dell'inverno.

Uguale sono,
diversamente uguale
a te,
un faro opaco
che chiede di avere
un po' di luce,
un fazzoletto di carta
senza ricamo d'orli,
col bianco che si mescola
agli affanni,
tra un mormorio di voci
nei dintorni.

Uguale sono,
diversamente uguale
a te,
ho il volo dei gabbiani
nei pensieri,
i sogni che riempiono
i cassetti,
le mani sempre pronte
alla carezza,
e quei sorrisi
che coprono d'intero
la mia faccia.

Presentata oggi a Udine in occasione della manifestazione sulla Salute Mentale
 

La stessa voce
Era da tempo
che volevo vedere
tutto quello che c'è
al di là della collina,
un uomo già vecchio
mi aveva raccontato
di un fiume così limpido
che ci si può specchiare,
mi aveva pure detto
che più di cento uccelli
cantano tutti in coro
quando si sveglia il sole

ho accarezzato quel fiume,
ho sentito gli uccelli
ho raccolto dagli alberi
tanti frutti maturi,
ho toccato i sassi
di una vecchia montagna
con l'odore dei secoli
e di antichi guerrieri,
accanto a un cipresso
ho trovato una croce
c'era scritta una data
e un nome tra i fiori

poi ho atteso la sera
per ascoltare il silenzio
per sapere come parla
quando dorme la collina,
lui ha la stessa voce
che io sento in pianura
quando guardo la notte
e l'alba è ancora lontana.
 

Haiku
Mare d'autunno
Il fluttuare dell'onda
diventa canto
 

Pupille
Gli occhi dei vecchi
hanno la vista corta
ma riescono a vedere
i colori del mondo,
oltre lo sguardo,
conoscono a memoria
le immagini del tempo,
il verde delle foglie,
il rosso di un tramonto,
tutto l'azzurro del mare
in un mattino d'autunno.

Gli occhi dei vecchi
hanno pupille stanche,
nascondono nei contorni
il buio delle ombre,
il grigio delle nebbie
e di notte ripassano
gli spazi vuoti,
gli amori già finiti,
quelli mai cominciati.

Gli occhi dei vecchi
inseguono i giorni
che sono rimasti,
si fermano sempre
dove si posa il cuore,
come a vent'anni,
e quando il sole torna
guardano sempre in alto
per vedere se il cielo
è sempre allo stesso posto.
 

Haiku
L'autunno mostra
le immagini del mare
Abbandonate
 

Germogli
In piazza si dice
che il nuovo contadino
della casa sul monte
vende a buon prezzo
semi di felicità

germogliano in fretta
anche d'inverno
se si spargono all'alba
nel prato dei sogni

sono semi autentici
regolarmente certificati,
selezionati da piante
di mondi migliori

andrò a seminarli
nel giardino del cuore
per dare sorrisi nuovi
al giorno che viene.


Haiku
Fine settembre
Le immagini del mare
abbandonate
 

Sorrisi
I sorrisi dei vecchi
hanno le rughe,
la barba corta
e le guance bianche,
hanno baffi grigi
due denti rifatti
e un profumo di buono
sopra la faccia.
I sorrisi dei vecchi
sono un po' lenti,
prima di cominciare
aspettano quelli degli altri
ma qualche volta
sbagliano il tempo
e continuano a ridere
quando gli altri piangono.

I sorrisi dei vecchi
vanno a letto presto,
si girano sempre
dalla parte del muro,
tengono le labbra chiuse
e gli occhi stretti
per non disturbare
il russare degli altri,
si alzano all'alba
per non fare tardi
e guardano il nuovo giorno
all'ombra dei ricordi.
 

Passi
I miei passi in autunno
camminano lenti,
hanno la misura
delle giornate stanche,
si fermano sul giallo
delle foglie e rubano
i profumi di terra bagnata
alle campagne.

I miei passi in autunno
camminano soli,
non hanno più l'ombra
che li accompagna,
guardano senza fretta
i vecchi panorami,
poi tornano indietro
seguendo le tracce dei sentieri.

I miei passi in autunno
arrivano a casa
all'ora del tramonto,
slacciano il freddo dalle scarpe,
sollevano il peso delle gambe,
poi vanno a letto presto
per togliere il gonfiore
che è rimasto.
 

Haiku
Tolgo l'autunno
dall'armadio ripieno
Un po' vintage
 

Haiku
Soffi di vento
L'estate ha già intonato
l'ultimo canto
 

Un segno di croce
Nell'antica chiesa
del nostro rione
ogni giorno di festa
c'è la parola di Dio

con la tunica bianca
sono chierichetto di turno
muovo verso il prete lo sguardo
nel servire la messa

uno dopo l'altro
peccatori pentiti
ricevono l'ostia
che pulisce i peccati

e alla fine del rito
dopo il segno di croce
do la mano a mio padre
verso il pranzo di casa

ora sento più forte
l'odore d'incenso
che m'avvolge l'infanzia
e io l'adagio sul cuore.
 

Piccoli accorgimenti
Di questa estate
mi resteranno intatti
i colori del giorno

ma ora è tempo
di pensare al domani,
piccoli accorgimenti
e andare avanti

rimettere dov'erano
i sandali di cuoio,
le canottiere
i pantaloni corti

prendere dall'armadio
il solito cappotto,
il maglione di lana
la vecchia giacca

attendere un chiarore
per uscire al mattino,
indossare scarpe grosse,
togliere minuti ai passi

e se verrà la pioggia
camminare più in fretta
tagliando le curve della strada.


Come foglia d'autunno
Ha il colore giallo
dell'autunno che avanza
questa foglia appassita,
seduta sopra un sasso
sul ciglio della strada,
lei aspetta il vento
per essere farfalla
almeno un poco,
ma il vento è fermo,
rimasto intrappolato
in un dirupo.

E allora mi avvicino
a chiacchierare insieme
di lei e di me,
di stagioni passate,
di fiabe e di segreti,
dell'ultima primavera
piena di sole
e poi dell'estate,
trascorsa anche quest'anno
senza il mare.

Mi accorgo a un tratto
che ho la guancia bagnata,
forse è rugiada,
le gocce nate all'alba,
forse è la pioggia
appena cominciata
o l'allergia alle foglie,
a quelle vecchie,
che portano una lacrima
negli occhi.
 

Fatiche
Mi pesa a volte
come un fardello grosso
sulle spalle

il freddo dell'inverno
quando è notte,
la voce del silenzio
nello specchio,
la luce che si spegne
sui malanni,
il buio che s'inventa
brutti sogni

e quando piove
uscire con l'ombrello
e col cappotto,
andare avanti lento
tra sguardi indifferenti
della gente,
cercando l'orizzonte
che si è perso

e poi tornare a casa
coi passi consumati
nelle scarpe,
la tosse che si mescola
all'affanno
senza sapere
se ci sarà domani
un altro giorno.
 

Lucciola nella notte
Sulla pelle
usata dagli altri
gocce di sudore
antropomorfo
accavallate stagnano

sulle guance nude
baci impazienti
lasciano impronte
d'istinti ancestrali

nella gola secca
suoni artefatti
di gemiti finti
decidono i tempi
del piacere fugace

dopo la notte,
all'alba o quasi,
chiusa la gonna
spento il falò,
schegge di un'anima
tornano a casa

domani sera
all'ora di sempre
odori nuovi,
stesso lampione,
più scuro il buio

dietro la siepe
l'uomo di marmo,
sigaretta accesa,
vigila attento
la schiava di turno,
lucciola nella notte.
 

Haiku
Bisbigli all'alba
Il canto secco e lento
delle cicale
 

Affanni
Ha il fiato corto
delle salite ripide
questo mio camminare

forse è la grossa maglia
di lana pesante,
la cintura di pelle
bucata per difetto,
coi fori assai vicini
che stringono dal basso
i miei polmoni

forse è il cappotto
abbottonato largo
che gonfia queste spalle,
la caviglia che scricchiola
quando piega la scarpa,
il pantalone lungo
che inciampa il piede
sull'orlo dei pensieri
cuciti male

o forse è il gelo
di questo nuovo inverno
che aggiunge notti grigie
alle lenzuola fredde,
ai giorni dell'infanzia
abbandonata là,
dove comincia il mare.
 

Haiku
Apre l'asilo
Sulle vecchie altalene
nuovi sorrisi
 

Finestrini
In una sera d'agosto
nella carrozza vuota
di un treno di periferia
una voce registrata,
comandata a mano,
chiama la prossima stazione
(non è la mia),
dal finestrino chiuso
scorrono lungo i binari
i miei ricordi
mentre accarezzo
la nuova ruga in fronte,
i capelli spettinati
da un vento che non c'è

tornano così alla mente
i miei viaggi lunghi,
con la valigia in mano
negli aeroporti pieni
di luci e altoparlanti,
le attese sempre uguali
i fusi ancora svegli
ad aspettare i ritardi,
il mio inglese debole
dentro i sorrisi a sillabe
e la guida già pronta
a leggere con noi
le chiese da vedere,
ed i musei.
 

Haiku
La nonna in chiesa
Con il rosario in mano
conta preghiere
 

Una voce
E viene il tempo
in cui certe domande
diventano insistenti
e attendi una risposta
che non arriva,
devi decidere
se stare ancora fermo
all'ombra del passato
o se cercare il sole
dei giorni che verranno,
se leggere e rileggere
la nostalgia degli anni
e dei ricordi
o camminare invece
al passo degli amici
e dei trent'anni

così ti affidi a Dio
e senti la sua voce
dentro un sogno

ti chiede di afferrare
la cima di una fune,
di salire lassù
dove sono le colline,
ti dice di guardare
accanto a casa tua
quel fiore nel giardino
sbocciato stamattina,
quei bimbi che saltellano
nel prato dell'asilo,
il viso di tua figlia
che ride da lontano
e senti tutto a un tratto
il corpo più leggero,
ti sembra di volare,
non devi più rispondere,
ti sembra di abbracciare
un mondo nuovo.
 

Haiku
Primo settembre
Restano poche impronte
sulla battigia
 

Haiku
Primo mattino
Il sole ancora basso
sulla collina
 

Haiku
Vecchio barbone
L'alito della fame
sulla panchina
 

Haiku
La terra trema
Oscillano di notte
anime e case
 

Destinazione Purgatorio
E dopo gli anni
delle corse a perdifiato
mi ritrovo a camminare
dentro i miei passi stanchi
con un fardello pieno
di cose scadute, sulle spalle
e il tempo che accompagna
l'usura del pensiero
e della pelle

e mi accorgo così,
guardandomi allo specchio,
di avere sulla fronte
le stesse rughe dure
che portava mio nonno,
la stessa faccia magra
di mio padre

e allora mi ricordo
che esistono le chiese,
quelle domeniche mattine
nei banchi in prima fila
e mia madre seduta
con il rosario in mano
a contare le preghiere,
e ora sento il bisogno
di recitare ogni tanto
quelle che più conosco,
prima l'Ave Maria
e dopo il Padre Nostro.
 

Haiku
Bordo del fiume
Oscillano al tramonto
ciuffi di canne
 

Haiku
Turno di notte
Sul viso del mattino
tracce di sonno
 

Ricerca
Dall'angolo
di un'attesa improbabile
parte un canto di sirene,
lui conosce ululati,
gli anfratti dei boschi,
i nuovi precipizi,
attraversa montagne,
fondali di mare
e canta ai sogni che incontra
le sue note d'amore,
lui sale poi scende
si sposta, si gira
ripassa tra i rami
e ritorna dov'era,
la sua voce ora è muta
la corsa è finita,
è finita l'attesa.
 

Il tempo dove sta
Scheletri diafani
privati della carne
riempiono gli anonimi
obitori dell'aria,
furono in vita mercanti
pellegrini o guerrieri,
nella morte ora uniti
dallo stesso destino,
coccodrilli e i serpenti
sono loro guardiani
i controllori severi
di affamati avvoltoi
nel silenzio del nulla,
tra miraggi di pioggia,
sono tenuti all'oscuro
del loro domani
e quando l'anima piange
per dolore e tristezza
spunta un fiore selvaggio
da un seme di roccia,
poi sfiancati dai secoli
e prigionieri del vuoto
chiedono al loro Dio
il tempo dove sta.
 

Haiku
Notte d'agosto
Dormono i fichi d'india
dentro le bucce
 

Haiku
Finestra aperta
Il vento della notte
sulle lenzuola
 

Caserma Amadio
Accanto ai miei passi
un rumore di calcinacci
questa mattina,
stanno abbattendo il muro
della vecchia caserma
dove terre lontane
mandavano i giovani
ad abbracciare armi,
ad allenare la mano
(col capitano a fianco)
per muovere più svelto
il dito del grilletto,
per cacciare lo straniero
in caso di conflitto,
quel genitore o figlio
cresciuto dietro i monti,
quattro chilometri più avanti.

Oggi il sole accompagna
questo giorno d'inverno
mentre i mattoni cadono
e io accarezzo l'erba
di questo largo spazio
con l'azzurro del cielo
che arriva tutto addosso
e nuove foglie
colorano le mense
di quelle sere grigie,
le grandi camerate
coi fanti nelle brande
a conteggiare insieme
i giorni del ritorno
e uno squillo di tromba
che suonava anche al paese
il tempo del silenzio.
 

Epilogo
Non doveva finire
in questo modo.

Avrei desiderato
avere ancora tempo
per scrivere di più
del sole tra le foglie,
di un luccichio di stelle,
del pigolio di un nido
tra i rami di betulle,
di un'onda capovolta
che sbatte sugli scogli,
di una farfalla in volo,
di sabbia e di conchiglie.

Non doveva finire
in questo modo.

Per una volta almeno
avrei voluto scrivere
di un cane nel canile,
di chi di sera aspetta
un turno di sirene,
del vecchio nell'ospizio,
di chi si sfama a pranzo
nell'ora di un contratto,
di chi dorme da solo,
di chi non sa pregare
ma poi guadagna il cielo.
 

Mestieri
Sono un artigiano
un artigiano di strofe
e partorisco sospiri
per dare colori nuovi
ai pensieri di ieri,
sono una penna
una penna di poesie
e scrivo senza sosta
per regalare emozioni
ai fogli di carta,
sono la voce
la voce dei miei versi
e metto pause lunghe
vicino alle parole
per respirare meglio
l'ascolto degli altri,
sono un lampo
un lampo nel buio
e racconto storie e fiabe
per fare compagnia
a chi sfoglia da solo
le ore della notte.
 

Passi ritrovati
Sono fiore appassito
nei giorni tristi,
ruscello senz'acqua,
viandante smarrito
in un mare di nebbia,
passero con l'ala spezzata,
un vecchio più vecchio

m'accorgo poi
risvegliato dall'anima,
che il sole mi scalda,
le rose profumano ancora,
il bambino biondo
del giardino accanto
mi sorride gioioso
e sul ramo fruttifica il melo

così pian piano
sento vigore nel corpo,
nella mente quiete
e riprendo il cammino
tra le pianure e i pendii
della mia strada.


Haiku
Mare d'estate
La carezza dell'onda
sulla conchiglia
 

Ombre
Un bastone bianco
si muove a passo d'uomo
sul ciglio della strada,
accompagna il padrone
che torna a casa
all'imbrunire

lui spende il giorno
sulla riva del fiume
seduto sui sassi
levigati dal tempo,
col flauto di legno
ammalia le carpe,
intrattiene gli uccelli
con le briciole in mano

quando il sole è più forte
e divampa la noia
si riposa pensoso
tra i silenzi dell'onda,
con i sogni ripieni
di paure e speranze
all'ombra del salice
che gli fa compagnia.
 

Decenni
I decenni
sono paesaggi,
foto dipinte
di albe e di tramonti,
sono compagni
che invecchiano con noi,
come i rimpianti

sono album di pensieri
e di ricordi,
collezioni di arrivi
e di partenze,
amori e inganni,
inverni lunghi

scatole piene
di sogni che s'incontrano,
sono racconti,
confini che si spostano
con gli anni,
sentieri dove vivono
le impronte

sono segni del tempo,
come le rughe,
panorami che cambiano
cieli che ritornano,
sorrisi e sguardi
che parlano fra loro,
come i silenzi.
 

Il tempo che passò.
Mi manca a volte
quel pomeriggio pieno di schiamazzi,
il passo svelto delle lunghe corse,
la musica suonata in spazi stretti
e l'alba che aspettava le mie notti.
Mi manca agosto,
la sabbia che scaldava la battigia,
il sole che riempiva la mia pelle,
gli sguardi lunghi senza più paura
e un vento che spingeva la mia vela.

Mi manca l'orto antico,
il pettirosso sopra il davanzale,
il gusto delle arance nelle mani,
quel viale dove s'alzano i cipressi
e dormono le anime dei morti.
Mi manca a volte
la grata che ascoltava i miei peccati,
quel mio parlare un poco inginocchiato,
un'ostia benedetta sulla lingua
e il segno della croce nella panca.
 

Haiku
Ero bambino
I castelli di sabbia
sulla battigia
 

Lancette
C'è un tempo in cui
si sente molto forte
il desiderio di quiete,
di stare un po' da parte

ascoltare quel silenzio
che parla a bassa voce,
i racconti e le storie
che non svegliano ferite

una voglia di pace
che aumenta con gli anni
e diventa piano piano
il più forte dei bisogni

come accendere un fuoco
se la notte è troppo fredda,
attendere l'estate
anche quando poi ritarda

invitare le persone
che vogliamo frequentare,
dire semplici parole,
basta poco per capire

circondarsi degli odori
che ci piace trattenere,
degli sguardi e dei sorrisi
che impariamo più ad amare

poi raccogliere nell'aria
i colori della strada
per dipingere d'azzurro
quel che resta della vita.
 

Fragilità
foglie
staccate dal vento
tappeti verdi
senza fiori né sposa

sassi
portati dal fiume
nell'acqua le tracce
dei loro colori

luci
di lampade spente
come notti d'inverno
senza cori di stelle

volti
lontani nel tempo
tra le mani soltanto
brandelli di cuore
 

Fogli
Si è staccato un foglio
dal diario che segna
quest'anno che va,
l'ho trovato disteso,
attaccato al tappeto,
come foglia d'autunno
che s'adagia sul prato.
Nella pagina piena
di frasi e sorrisi
c'è una data d'inverno
con il mio compleanno.
Ho raccolto quel foglio
l'ho rimesso tra i giorni
era zeppo di nomi,
era carico d'anni.
 

Pioggia
Coltivo da anni
germogli di pioggia
nel mio giardino

per riempire d'estate
una ciotola d'acqua
quando viene la sete

per pulire al mattino
le tracce di vecchio
sulla pelle macchiata

per portare di notte
il rumore del tetto
nei silenzi del buio

per avere già pronte
altre gocce di pianto
dopo l'ultima lacrima

per nuotare ridendo
sull'erba bagnata
quando sarà pazzia.
 

Matite
Segno sul calendario
gli appuntamenti,
le serate di festa
e di poesia,
le date delle sagre
all'aria aperta
dove la gente balla
senza sosta,
i luoghi dei disegni
degli artisti
che poggiano i colori
sulle strade,
quel gesso che ricorda
il mio passato
quando scrivevo fiori
e l'alfabeto.
E quando vado in piazza
dai pittori,
vicino alla Madonna
sopra i sassi,
mi pare di vedere
un grande prato,
col rosso dei papaveri
più acceso,
le foglie tutte verdi
sopra il ramo,
e quell'azzurro chiaro
che unisce all'orizzonte
mare e cielo.
Nei giorni senza impegni
e senza incontri
col calendario in mano
accanto al letto
resto a parlare un poco
con i santi
mentre la noia
tesse la sua trama
e l'alba sembra ancora
più lontana.
 

Paragoni
Come quando
sei davanti
a una porta aperta
e pensi di entrare,
ma poi ti fermi
e resti dove sei.
Come quando
sei pronto
a muovere i passi
verso un posto nuovo
e invece rimani
a respirare il passato,
a tenertelo stretto,
assieme ai ricordi
dei giorni finiti.
Come quando
sei davanti
a una porta chiusa
con addosso la voglia
di andare di là,
dall'altra parte,
ma con la paura
che ti frena il cammino,
quel timore muto
di affidare al vento
il fiore coltivato,
di lasciare i tuoi sassi
in un cortile vuoto.
 

Haiku
Non sono solo
Di notte una conchiglia
mi canta il mare
 

Haiku
Il vecchio stanco
tiene il cappello in testa
Copre i ricordi
 

Vuoti
C'è un grande caldo
in questo giorno d'estate,
le strade sono deserte
come se una voragine
avesse inghiottito le persone,
nessuno esce,
anziani e vecchi
rimangono a casa,
con le finestre chiuse,
e raccontano alle pareti
le loro storie,
spesso fatte di niente
o di sudore.
Pure i negozi sono vuoti
e sui vestiti esposti
i fogli dei giornali,
a tenere lontane
le macchie di sole,
nei ristoranti aperti
soltanto i camerieri,
ai lati dei piatti
dormono i tovaglioli.
Mi ritrovo così
sveglio sul letto
a guardare il soffitto,
con la mente che cammina
sopra il cuscino,
che ripassa all'incontrario
vecchi percorsi
e poi si ferma
all'inizio di una salita,
dove c'è una cappella votiva,
dove è più facile dire
una preghiera.
 

Doppio senso di marcia
Mescolo le parolacce
con le preghiere
l'elemosina in chiesa
col vai a lavorare,
parlo dei bisognosi
col cuore in mano
poi vado a cena fuori
con i padroni,
voglio essere libero
nei miei pensieri
ma metto in gabbia
il merlo e gli usignoli,
amo monti e colline,
tutte le stelle in cielo,
poi guardo da lontano
pure chi sta vicino,
odio le frasi fatte
e i conformismi
poi dico le stesse cose
nei compleanni,
apro le porte al vento
ed ai compagni
ma affido a sentinelle
ricordi e sogni,
discuto a bassa voce
dentro i salotti
e canto a squarciagola
là nelle frasche.
Non ho capito ancora
che cosa faccio,
da quale strada vengo
e dove vado,
se posso dare un calcio
a quel che sono
o devo accompagnare
il mio destino.


Haiku
L'alba ritorna
Sulle zolle del tempo
semino giorni
 

Haiku
Ritorna l'alba
Vado a vederla meglio
dalla terrazza
 

Diversamente uguale
Uguale sono,
diversamente uguale
a te,
sono un sasso graffiato
di strade calpestate
in lungo e in largo,
sono un tronco d'argilla,
un albero senza rami
e senza canto,
un cancello di legno
che cigola nel vento
dell'inverno.

Uguale sono,
diversamente uguale
a te,
un faro opaco
che chiede di avere
un po' di luce,
un fazzoletto di carta
senza ricamo d'orli,
col bianco che si mescola
agli affanni,
tra un mormorio di voci
nei dintorni.

Uguale sono,
diversamente uguale
a te,
ho il volo dei gabbiani
nei pensieri,
i sogni che riempiono
i cassetti,
le mani sempre pronte
alla carezza,
e quei sorrisi
che coprono d'intero
la mia faccia.
 

Haiku
Mi fermo all'alba
sul fiume dei pensieri
Lungo le rive


Haiku
Ricamo anni
con fili di memoria
Al crepuscolo
 

Odori
Ogni mattina
quando non piove
vado a passeggiare
col mio cane.
Lui ha delle preferenze
e mi spinge sempre
(come tutti i cani)
verso strade
dove ci sono odori forti,
odori cattivi.
Annusa, annusa
e si calma
solo quando raggiunge
il suo obbiettivo.
Io, al contrario
non ho la potenza
del suo olfatto,
così certe volte
scelgo strade sbagliate,
penso di andare incontro
ad una persona
che profuma di buono
e poi mi accorgo
che non era vero.
 

Anni
Porto sempre con me
albe lontane,
le tengo nei cassetti
della mente
tra foto di orizzonti
e di ricordi,
di sogni ancora svegli,
dei voli d'un gabbiano
sull'onda dove nuotano
i tramonti.

Porto sempre con me
anni e decenni,
le voci che riempivano
l'estate,
quel tempo che conserva
certi sguardi
nascosti dentro gli occhi
di un dipinto,
e scrive nella notte
il mio racconto.
 

Scontrini
Mi stanca a volte
il numero degli anni
sulle spalle,
quel peso dei ricordi
nei cassetti
ripieni di parole
già scadute.
Mi stanca a volte
la notte che passeggia
senza sogni,
il buio che s'inceppa
negli affanni
e l'alba nuova
che mescola i profumi
coi bisogni.
Mi stanca a volte
guardare gli orizzonti
sempre fermi,
sentire i passi lenti
dei malanni,
comprare gli scontrini
dei decenni
senza sapere,
se devo consumarli
entro domani.
 

Scrivo parole
Sono un artigiano
un artigiano del corpo,
di quando il gallo
si sveglia
e mi butta dal letto,
di quando io sonnecchio
nei fari appena accesi
gli ultimi minuti
di un altro

a volte sono pure
un artigiano dei versi
di quando le pause
stanno vicino alle parole
per respirare meglio
la mia voce,
di quando io racconto
storie modeste
che fanno ridere
chi si ritrova a piangere
prima di sera.
 

Altalene
Avevo chiesto al vento
di tornare
e lui è tornato,
proprio stanotte
che avevo acceso
tutte le finestre,
era finito ormai
l'ultimo sogno
così sono rimasto
ad ascoltarlo.
Lui m'ha parlato
di un aquilone bianco
ch'era sempre sul punto
di cadere,
dell'altalena rotta
nel mio prato
che di nascosto
andava a dondolare.
Mi ha raccontato
di monti e di colline
che avevo visto
sempre da lontano,
di nuvole
che piangono da sole,
di chiese e campanili
che giocano d'inverno
con la neve,
di un bosco di betulle
dove i tramonti
vanno a riposare.
Gli ho chiesto
di raccogliere due foglie
e riportarle
sopra un ramo nudo,
lui m'ha sorriso
ed è scappato via,
lasciando scompigliati
i miei capelli.
 

Parabole
Passi pesanti
di strade calpestate
in largo e in lungo
sembriamo a volte,
sassi graffiati,
coperti dalla polvere
del tempo,
tronchi d'argilla,
cortecce senza rami
e senza canto,
cancelli arrugginiti
che cigolano al freddo
degli inverni
e dormono di notte
coi fantasmi.
Fazzoletti di carta
senza ricamo d'orli,
sembriamo a volte,
col bianco che si mescola
ai malanni,
uno starnuto in più
sopra i silenzi,
e un mormorio di voci
dalle stanze.
 

Desideri, anzi no
Vorrei avere
una salute buona
qualche anno di meno
una villa sul mare,
poi rubare all'azzurro
un po' di sereno
per vivere sempre
come fossi un bambino.

Vorrei avere
un corpo d'atleta
che mi tenga dritto
senza farmi piegare,
andare in salita
come fossi in discesa
con il passo veloce
e il respiro leggero.

Scusate, scusate
per quello che ho detto
mi sono sbagliato
riscrivo tutto.

Vorrei essere
quello che sono
con gli occhi gonfi
e le mani indurite,
i capelli bianchi,
dozzine di rughe,
le spalle pesanti
quando salgo le scale.

Vorrei avere
quello che ho,
un tramonto che torna
e il tetto per due,
il pensiero libero
i colori in giardino,
la collina a due passi
con la vista sul cielo.
 

Haiku
Cade un bastone
Si piega lentamente
l'ombra del vecchio
 

Haiku
L'edera verde
abbraccia cicatrici
di vecchi muri
 

Haiku
Gorgheggia all'alba
sul comignolo un merlo
Senza spartito
 

Haiku
Nasce una stella
Un canto di cicale
dalla collina
 

Haiku
Rispunta l'alba
Vado a vederla intera
dalla terrazza
 

Haiku
Di un tramonto
che cosa ti racconto
Se non l'ho visto
 

Le parole dei sogni
Ho letto libri
di scienziati e scrittori
pagine intere
di regole e consigli,
ho ascoltato i discorsi
di uomini illustri,
insegnanti di vita
e di mestieri,
ho risposto a domande
sul lavoro e la noia,
ho studiato gli alfabeti
di popoli antichi.
Ho scalato montagne
che sembravano colline,
ho affrontato le sfide
con coraggio e con paure,
ho sentito le voci
di potenti dittatori,
per chi ci ha fatto liberi
ho battuto le mani.
Di questo lungo viaggio
mi porto ancora addosso
solo poche parole,
quelle dei sogni,
che parlano del sole
e della luna,
degli aquiloni in volo,
e delle stelle.
 

Panorami
Quando mi sveglio
e intorno tutto tace
io guardo il primo cielo
del mattino,
poi vado in giro
per riempire di giorni
le mie ore
e sulla strada
mi mescolo ai saluti
della gente,
ed ai rumori,
per riempire di voci
i miei pensieri,
ed al tramonto
raggiungo a passo svelto
la collina,
lì seguo il sole
che lentamente scivola
nel mare
poi allungo il mio pensiero
oltre la vista,
per riempire gli occhi miei
di giovinezza.
 

Petali
Rivedo ancora
i soliti ragazzi
sul selciato
che tirano dei sassi
contro un muro,
un legno con rotelle
e senza freno
nelle discese e strade
contromano.
Rivedo
bambine col grembiule
della scuola
che giocano saltando
con un piede,
poi restano sedute
a chiacchierare
scambiandosi sorrisi
e sogni uguali.
Rivedo
il tubo attorcigliato
del giardino
con l'acqua che accarezza
sete e mano,
le grandi ruote
d'un carretto antico
e l'uomo mentre grida
il suo gelato.
Rivedo
il giovane lattaio
del mattino
che bussa alla mia porta
piano piano,
il velo di una donna
nella chiesa
che dopo allunga il passo
verso casa,
e immagino
che il mondo sia lo stesso
o forse sta cambiando
solo un poco.
 

Haiku
Letto di bimba
Un orso di peluche
dietro il cuscino
 

Haiku
Notte di vento
Volano nidi e fiori
Oscilla il ramo
 

Haiku
Sboccia una rosa
sul ciglio della strada
Rallento il passo
 

Haiku
Le foglie secche
Rimane un po' d'autunno
in primavera
 

Accade oggi
Dall'altro lato
del marciapiede
un vecchio amico
sorride e mi saluta
mentre un ragazzo
con le ginocchia sbucciate
riprende a pedalare,
di fronte al bar
nella piazza vicina
zampilla una fontana.
Mi passa accanto
una giovane donna
vestita di sole
lei ha i capelli sciolti
e nel ventre un bambino,
poco più avanti
cigola al vento
un vecchio portone,
dal campanile del duomo
arriva forte e chiaro
un suono di campane.
Accade questo
oggi intorno a me,
con il cielo sopra
e nelle mani il mattino,
mentre una foglia cade
e rotola sui sassi
piano piano.
 

Angoli
I vecchi
sono uomini
che stanno in poltrona
parecchie ore,
poi per non disturbare
dicono di essere stanchi
e vanno a dormire.
I vecchi
sono persone
che fanno finta
di non sentire,
di avere difficoltà
a capire bene,
ma poi sorridono
se a bassa voce
qualcuno racconta di loro
parole buone.
I vecchi
sono anime nude
che per sembrare giovani
vestono camicie a fiori
poi quando è freddo
per respirare meglio
annusano i profumi
senza farsi vedere.
I vecchi
sono bambini
con i capelli bianchi
che fanno credere
di non guardare le stelle,
di non avere sogni,
di non sapere amare.
I vecchi sono gli anni
seduti accanto a me.
 

Haiku
Succede sempre
quando il cielo è stellato
E sono solo
 

Haiku
Parla il silenzio
Racconta nella notte
storie già lette
 

Haiku
Cielo stellato
Le macchie sul soffitto
piene di luce
 

Haiku
Mare di notte
Su barconi stracolmi
galleggia un sogno
 

Haiku
Cammino all'alba
sul fiume dei pensieri
Lungo le sponde
 

Haiku
Cielo stellato
Le macchie sul soffitto
piene di luce
 

Rubrica
Mi capita
di scorrere ogni tanto
i nomi del cellulare
del cellulare
e di accorgermi
che qualcuno dell'elenco
non c'è più,
lui se n'è andato

giusto il tempo
di chiedere alla mente
una conferma
per poi decidere
che cosa fare

se toglierlo all'istante
dalla rubrica
o attendere magari
ancora un poco

e poi succede
che lo cancello subito,
senza aspettare,
per mettere al suo posto
un altro nome

sento il bisogno,
chissà perché,
di riempiere sempre
i miei spazi vuoti,
prima di sera.
 

Haiku
Aspetto un sogno
Lascio la porta aperta
anche stanotte
 

Haiku
Ero bambino
I calci ad un pallone
fatto di pezza
 

Segnalibro
Se il sonno è sveglio
Leggo di notte
le mie parole
scritte nel tempo,
e poi lasciate sole
nei cassetti,
frasi segnate
su pagine di fogli
dimenticati,
pensieri sparsi
rimasti intrappolati
tra le righe.

Prima che venga l'alba
rileggo tutto,
molte parole
sono consumate,
le virgole somigliano
a dei graffi,
vedo sbiaditi
apostrofi ed accenti,
sono evidenti solo
le parentesi,
e i punti di domanda,
rimasti uguali.
 

Haiku
Di sera leggo
le parole non scritte
Poi le rileggo
 

Sterpaglie
Da qualche tempo
non sento più il profumo
dei giardini,
ci sono solo odori
in bianco e nero,
i merli più
non cantano sui rami,
nell'aria solo nebbia
e buio nei cieli.

Andate via da qui
brutti pensieri,
fuggite nelle terre
dei cespugli,
nei mondi dove
dormono i colori
e i prati sono senza
frutti e fiori.

Andate senza mai
voltarvi indietro,
ridatemi i sorrisi
del passato,
la pace dei silenzi
quando è sera,
gli arcobaleni dietro
la collina,
le corse con il sole
del mattino,
poi l'orizzonte pieno
di sereno.
 

Haiku
Soffi di vento
Lo scialle della nonna
sopra le spalle
 

Haiku
Gorgheggia l'alba
Un coro d'usignoli
va verso il cielo


Haiku
Cade una foglia
Su gocce di rugiada
l'ultimo sogno
 

Sangue
Che me ne faccio
di questo azzurro chiaro
stamattina
se accanto all'alba
io vedo solamente
macchie rosse,
se da lontano
m'arriva al petto
un suono di sirene
e con il vento
mi giunge forte
l'urlo di un fucile.

Che me ne faccio
di questo sole grande
a mezzogiorno
se manda raggi
simili a saette,
se scalda solo
chi non sente freddo
e ha l'anima
che dorme
dentro il pozzo.

Che me ne faccio
di questa luna tonda
ora ch'è notte
se il cielo guarda ormai
da un'altra parte,
le stelle sono tutte
senza luce
e le sirene sono
ancora accese.
 

Haiku
Vecchio pittore
dipinge all'imbrunire
L'ultimo sole
 

Haiku
Notte a colori
Appare dentro un sogno
l'arcobaleno
 

Haiku
Un treno all'alba
Ritornano i rumori
dei giorni uguali
 

Tanka
Senza la luna
non riesco a dire nulla
Di questo cielo

Poi l'alba mi regala
le parole più belle


Haiku
Alba serena
Negli occhi solo azzurro
e il cielo accanto
 

Haiku
Tra margherite
sorrisi di farfalle
A primavera
 

Haiku
Dalle lenzuola
all'alba fugge un sogno
Lo lascio andare


Haiku
E' primavera
Scorrono lungo il fiume
tutti i colori
 

18 marzo 2016
Sembra una festa
questo giorno di marzo
che incrocia all’improvviso
il mio cammino,
il vento si è svegliato,
c’è un cinguettio leggero
che soffia piano piano
sul mattino,
un fremito m’avvolge
tutto intero,
mi sento addosso
il battito di un suono.

S’illumina di sole
Il mio pensiero,
il corpo è forte
come un vecchio ramo,
tornano nei miei occhi
tutti i colori,
nell’ombra si rifugia
il bianco e il nero,
mi giro per guardare
se sono solo,
vedo vicino a me
la primavera,
le vado incontro
a tenderle la mano,
con un sorriso pieno
di sereno.

Ora sono lontane
le nebbie di febbraio
nelle lagune,
le nevi sotto il cielo
appiccicate ai monti
e alle colline,
la pioggia dell’inverno
che andava con il fiume
verso il mare,
vestita di pozzanghera
marrone.
 

Haiku
E' primavera
Nell'aria del mattino
garrisce un canto
 

Haiku
Nella soffitta
un orsacchiotto aspetta
Ero bambino
 

Haiku
Di notte un treno
ascolta tante storie
Dentro i silenzi
 

Haiku
Si placa il vento
L'inverno già prepara
l'ultimo canto
 

Haiku
Un vento all'alba
I granelli di sabbia
nelle conchiglie
 

Haiku
Mare d'inverno
Le onde capovolte
sopra gli scogli
 

Haiku
Dopo il tramonto
scompare l'orizzonte
Ritorna all'alba
 

Haiku
Sole improvviso
Si fa strada nel gelo
un ciuffo d'erba
 

Haiku
Notte sui tetti
Il gatto ascolta muto
silenzi e voci
 

Terra
Vulcani abbandonati
segni di antica vita
scandiscono il tempo
nella terra dei silenzi

uccelli assetati
verso rivoli secchi
volano invano

il viandante pellegrino
col passo pesante
denuda l'anima
dell'erba calpestata

pioggia battente
assapora i colori
di conchiglie chiuse

immutati
i segni dell'abbandono
dormono.
 

Haiku
Freddo e gelo
Le briciole di pane
sul davanzale
 

Haiku
Ultimo esame
Nelle rughe il sorriso
di mio padre
 

Haiku
Soffi di vento
Si scioglie lentamente
l'ultima neve
 

Haiku
Fiocca la neve
Si prega solo a casa
la chiesa è chiusa
 

Haiku
All'alba spari
Nella campagna muta
un cervo scappa
 

Sabato sera
E di primo mattino
al momento di uscire
ti scriverò sul pavimento
le mie parole,
le leggerai
al tuo ritorno
dopo il lavoro,
mi penserai,
ti penserò,
e ogni sabato sera
aspetterò
la tua notte libera
per stare con te,
leggeremo insieme
sul pavimento
gli scarabocchi
delle mie parole,
poi anche le tue,
scritte o pensate
tra un turno e l'altro,
al quarto piano,
lassù in corsia.
 

Portabagagli
Nel portabagagli
della vecchia automobile
tengo quegli oggetti
che mi possono servire

la ruota di scorta
se dovessi bucare,
la borsa di pelle
con gli attrezzi del mestiere

un grande ombrello
che uso quando piove,
un comodo berretto
per il freddo e per la neve

dei grossi scarponi
per le strade fangose
un robusto bastone
per le ripide salite

una ciotola per l'acqua
da poter utilizzare
quando il cane ha sete
e mi chiede da bere

poi sotto una coperta
in un angolo vuoto
ci sono i desideri
che porto sempre dietro

e nella parte sinistra
dentro un cestino pieno
tutti quanti i sorrisi
che avevo da bambino.
 

Haiku
Pioggia d'inverno
La polvere dei sassi
va verso il fiume
 

Haiku
Un tuono all'alba
Muore l'ultimo sogno
senza finale
 

Haiku
Notte di lampi
In fretta un senza tetto
cerca riparo
 

Haiku
Inverno lungo
Sono finiti i fiori
solo sterpaglie
 

Haiku
Non sono solo
Sento il canto del mare
anche stasera
 

Beethoven
C'è un pianoforte,
una lampada accesa
dietro quella finestra,
una mano che suona,
non so chi sia.
E' come ascoltare
un cavallo al galoppo,
forti battiti d'ala,
la poggia sopra i tetti
quando viene la sera.
E' come sentire
Il turbinio del vento
che non sa dove andare,
rintocchi di campane
che portano il Natale,
un crepitio di bimbi
quando cade la neve.
E fino a tarda notte
dalla finestra chiusa
arriva ancora il suono,
più lento e più leggero,
non so chi sia,
forse è una donna felice
o un uomo solo.
 

Haiku
Notte di vento
Oscilla un ramo nudo
Senza riparo
 

Haiku
Prima mattina
Le gocce di rugiada
sopra le foglie
 

Regina
Sento forte
un profumo di sole
nell'aria del mattino,
sta passando lei
col suo vestito nero
nella stradina vicina,
e si svegliano d'incanto
i miei silenzi

ha una brocca sulla testa
trecce a forma di corona,
la sua schiena è dritta e fiera
sembra proprio una regina.

Da persiane socchiuse
desideri celati
ansiosi seguono
il suo avviarsi leggiadro
alla vecchia fontana

ciuffi d'erba tra i sassi,
sbocciano pensieri d'amore,
fantasie nella mente stregata,
è più vicino il cielo.
 

Haiku
Guardo le stelle
dalla cima del monte
In prima fila
 

Haiku
Vola un gabbiano
La nave è già lontana
il giorno muore


Haiku
Notte di vento
L'altalena del parco
dondola sola
 

Haiku
Dolce rumore
La pioggia della notte
sulle finestre
 

Haiku
Tossisce il vecchio
Caramelle alla menta
dentro le tasche


I bisogni del cuore
Negli archivi profondi della mente
Schegge di emozioni danzano
Sull'altalena della fantasia
Come puledri indomiti
Cercano mari d'erba
Negli abissi dell'io
Soggiogati da voci aliene
Come leoni in gabbia
Mugghiano invano
Sono pensieri d'amore
Sono dolci illusioni
Arse nei crateri ancora vivi
Di arcaici vulcani cerebrali
Sono speranze e aneliti
Soffocati da neuroni asettici
Ignari dei bisogni del cuore
 

Haiku
Rumore all'alba
Un gatto fa la gobba
il cane abbaia
 

Haiku
Mare d'inverno
Il rumore dell'onda
diventa canto
 

Lo scemo?
Dicono che non è normale
che non ha la testa a posto
lui canta sulla strada
ha un bel maglione rosso.
Lui canta ad alta voce
canzoni di un tempo che fu
a volte un po' diverse
talora sempre le stesse.
Sulla sua bicicletta
pedala senza sbandare
uno sguardo a sinistra
poi un altro sguardo a destra.
Dicono che non è normale
che non ha la testa a posto
lui continua a cantare
col suo sorriso addosso.
 

Haiku
Fiocca l'inverno
Là dove c'era l'erba
un manto bianco


Io stesso
Come ho fatto
a non capire
che quel piccolo uomo
seduto sui gradini
della solita chiesa
è capace d'amare
i colori della strada,
ogni fiore che incontra
quando torna verso casa ?

Come ho fatto
a non vedere
che quel corpo piegato
con la mano tesa
il capello sul selciato
nasconde un grande cuore,
un pensiero tormentato,
un'anima che trema
un sorriso mai svelato ?

Come ho fatto
a non pensare
che quell'essere umano
sopraffatto dal freddo
dai macigni del destino
potrei essere io stesso
già vissuto nel passato
o col posto già segnato
nella vita che verrà?
 

Mi fermo un poco
Andate pure avanti
se avete fretta,
lasciatemi stare solo
ancora un poco,
voglio vedere
un'altra primavera,
colorare i miei pensieri
coi respiri e i profumi
dei giardini.

Andate pure avanti
senza di me,
voglio stare seduto
ancora un poco,
ascoltare da casa
il silenzio del mare
quando s'adagia il sole,
all'imbrunire.

Andate pure avanti
senza aspettare,
voglio tenere gli occhi
un poco chiusi,
sognare d'esser vento
e poi volare,
andare là dove comincia il cielo
per vedere com'è fatto,
da vicino.


Notte di Natale
A mezzanotte
fedeli devoti
cantano inni di gloria

è nato Gesù

profumo d'incenso
purifica il cuore
dei peccatori,

nell'aria muta
musiche e canti
di secoli lontani,
nelle panche di legno
respiri d'amore,

segni di croce
sull'acquasantiera

sul sagrato
il volto dei sorrisi,

la pace tra le mani,

dalle vallate in festa
rintocchi di campane.
 

Haiku
Il cuore ascolta
Nel buio della notte
parla il silenzio


Haiku
Sole al tramonto
Cucito nella ruga
antico amore


Nuvole estive
Nuvole
le giornate d'estate
a sognare una meta
con la gioia degli altri
sulla sabbia bagnata,
balli lenti di sera
la rotonda sul mare
tanta musica allegra
io ragazzo a guardare.

Nuvole
il ritorno ai miei passi
molto prima di tutti
un po'svelto - un po' lento
sulla strada di casa,
i miei occhi socchiusi
le mie notti a pensare
il mio cuore in attesa
di un sorriso speciale.
 

Risvegli
Certo che m'importa
se nel mio tempo
ci sono giorni o minuti
ora che gli uccelli
del giardino di casa
non cantano più note stonate,
che la mia parte di sole
è accesa prima dell'alba
e l'ultima neve d'inverno
ha lasciato il mio prato.

Certo che m'importa
se il tempo che resta
è più corto o più lungo
ora che sono arrivati
i fiori della primavera,
che dal ramo di pesco
sboccia profumo di gemme
e la parte di cielo
delle mie notti buie
è già ricca di stelle.
 

Haiku
Lontana è l'alba
nelle periferie
Dell'esistenza
 

Haiku
Cade la neve
Si vestono di bianco
i rami nudi


Haiku
Passeggia il nonno
Nella mano un bastone
e il cane accanto


Incantesimo
E può accadere
in un giorno qualunque
d'incontrare per caso
alla fermata del bus,
in una sala d'aspetto,
nel vagone d'un treno,
un volto nuovo,
una persona sconosciuta,
mai vista prima,
neppure immaginata.

E può succedere
di vedere d'un tratto
dentro i suoi occhi
uno sguardo più lungo,
un pensiero che nasce,
l'abbozzo di un sorriso,
l'inizio di un racconto
che profumo d'incanto,
come una sera al mare
e il cielo accanto.
 

All'orizzonte
Ci sono notti
dove s'accende prima
l'ultima stella,
la luna sembra ancora
più vicina,
il letto già profuma
e s'abbandona.
Ci sono albe
dove sorride ancora
l'ultimo sogno,
il mattino lo prende
per la mano,
lo porta poi con sé
come un bambino.
Ci sono giorni
dove il tramonto
chiede un po' di tempo,
il sole lo solleva qualche istante,
la sera attende muta,
all'orizzonte.


Haiku
Alba d'autunno
Su vecchie foglie secche
schegge di sogni
 

Haiku
Forte emozione
Colgo foglia d'autunno
e l'accarezzo
 

Haiku
La prima neve
copre tutti i colori
Ed i silenzi


Abissi
Non parlo mai
dei bisonti
vivono in terre lontane,
io non le ho viste,
non sono stato mai
nelle foreste.

Non parlo mai
dei pesci drago
vivono in fondo al mare,
io non li ho visti,
non sono stato mai
dentro gli abissi.

Non parlo mai
delle aquile
volano troppo in alto,
io non le vedo,
non sono stato mai
vicino al cielo.

Non parlo mai
del perdono
nessuno lo conosce,
io non l'ho visto,
forse non è mai nato,
forse è già morto.
 

Haiku
Cade la pioggia
Sembra ancora più bianca
l'ombra del nulla
 

Come un abbraccio
E' grande la mia casa,
ha cinque stanze,
una terrazza,
sette finestre.
C'è anche il giardino,
pieno di colori
e di frutti maturi
(come tutti i giardini).
E' calda pure d'inverno
la mia casa,
ma ogni tanto
io mi allontano,
all'improvviso,
per qualche tempo,
e vado errando
senza una meta,
come foglia al vento.
Dalla montagna al mare
dalla pianura in collina,
poi di sera mi fermo
dove c'è una locanda,
un bicchiere di vino,
un suono o un canto,
una voce di donna.
Quando arriva il gelo
ritorno a casa
e sento ogni volta
un tepore nuovo,
un calore che cresce,
come un abbraccio,
ma un poco più forte.


Haiku
Sale di tono
per coprire il silenzio
Un usignolo


Haiku
Notte di vento
Cigolano i cancelli
arrugginiti
 

Parole
Ci sono parole
buone per tutti i giorni
che nessuno ha paura
di usare o consumare

sono parole semplici
che sembrano leggere
quasi di poco valore
niente di particolare

vanno bene nella strada
nei bar o in trattoria
con le persone amiche
con le facce sconosciute.

Ci sono altre parole
che usiamo molto poco
che teniamo nascoste
come gioielli rari

le mettiamo da parte
per i momenti importanti
per le feste in famiglia
per le grandi occasioni.

Poi all'improvviso
senza nessun segnale
nascono parole dolci
che non sapevamo d'avere

sono quelle parole
che ci vengono a cercare
e a me succede sempre
quando io parlo di te.
 

Haiku
Dondola il vento
Sui prati dell'autunno
danzano foglie
 

Haiku
Nebbia nel cielo
La luna questa notte
rimane buia


Haiku
Emigra un canto
per ritornare ancora
A primavera
 

Un po' di me
Sfoglio all'indietro
i ricordi della mente
per leggere qualcosa
che parli un po' di me

la fisarmonica nuova
comprata con sei rate
la vecchia bicicletta
su e giù per le salite

il pallone di cuoio
alla fine della messa
la maglietta pulita
che diventava sporca

le granite al limone
nel bar sul lungomare
la prima sigaretta
in tasca poche lire

il sole dell'estate
che riscaldava il mare
i tuffi con gli amici
negli occhi tanto sale

un battito di cuore
ch'era arrivato presto
quel profumo d'infanzia
che porto ancora addosso.
 

Haiku
Prato d'autunno
Le gocce di rugiada
sopra le foglie
 

Lei era bella!
E qualche volta,
tornano nella mente
vecchi ricordi ,
ombre sbiadite,
rinchiuse tra le pieghe
del passato.
Tornano,
limpidi come cieli
senza nuvole,
nitidi e chiari,
come se l'oggi
fosse ancora ieri.
Lei era bella!
E mi domando,
se quella volta,
avevo detto
la parola giusta,
se le mie mani,
avevano già pronta
una carezza,
se tra le pause,
lasciavo troppi spazi
nella testa,
se nei miei occhi,
non c'era quel bagliore
d'una promessa.
Lei era bella!
 

Haiku
Splende il mattino
Un'aria d'infinito
dentro le tasche
 

Haiku
Non sono stanco
Voglio ballare ancora
tutta la notte
 

Haiku
L'autunno avanza
Sotto le foglie gialle
solo terriccio
 

Haiku
Fa tanto freddo
Ci vorrebbe un'estate
o una carezza
 

Haiku
Il vecchio è stanco
Il passo del bastone
sempre più corto.
 

Haiku
Capelli bianchi
S'adagia sopra gli anni
la prima neve


Giorni
Ci sono giorni
che portano pensieri
troppo lenti,
come un'estate calda
senza vento,
un battito di ali
troppo stanco,
il treno d'un binario
stretto e lungo,
un ramo nudo
senza fiori e canto.

Ci sono notti
che cercano nel buio
un orizzonte,
come candela nuova
sempre spenta,
una campana muta
che non suona,
un cielo senza stelle
e senza luna,
un sogno che s'inceppa
e non cammina.

Giorni che già conosco
e notti amiche
dove mi trovo spesso
a chiacchierare.
 

Haiku
La porta è chiusa
Entra di notte il buio
dalla fessura
 

Haiku
Il mendicante
di sera conta sguardi
E una moneta
 

Haiku
Il vecchio solo
ha sempre un posto a cena
Per il silenzio
 

Quando sarà
Coltivo all'alba
germogli di pioggia
nel mio giardino

per riempire d'estate
una ciotola d'acqua
quando viene la sete

per portare di notte
il rumore dei tetti
nei silenzi del cuore

per avere già pronte
altre gocce di pianto
dopo l'ultima lacrima

per nuotare ridendo
sull'erba bagnata
quando sarà pazzia.


Haiku
Un tonfo all'alba
Frammenti di passato
dentro lo specchio
 

Haiku
Già da bambino
scrivevo i sogni miei
Li leggo ancora
 

Haiku
Funghi sul prato
Un colore marrone
profuma l'alba
 

Haiku
Parla il mattino
Nella voce l'accento
di mio padre
 

Haiku
Cigola il vento
Sull'uscio un miagolio
sveglia la notte
 

Haiku
Vento d'autunno
Cadono foglie stanche
Ondeggia un ramo
 

Haiku
L'autunno avanza
su zolle e contadini
cade la prima neve
 

Haiku
Un treno all'alba
Corrono all'incontrario
sogni e colline


Haiku
Spunta la luna
Lontano nella notte
un cane abbaia
 

Haiku
L'ombra si piega
nell'ora del tramonto
Cade un bastone
 

Haiku
Il vecchio è stanco
Sul viale del tramonto
cane e bastone
 

Haiku
Piange la notte
Giovane stella cade
nei precipizi
 

Haiku
Vento d'autunno
Sulle panchine solo
le foglie gialle
 

Haiku
Vento d'autunno
Sulle panchine solo
le foglie gialle
 

Haiku
Cigola il vento
sull'uscio un miagolio
sveglia la notte
 

Pensieri sparsi
Se si parla d'inverno
penso ai fiocchi di neve
ai rumori del vento
alla pioggia che cade,
se si parla d'estate
penso ai tuffi nell'onda
alla pelle bagnata
sotto i raggi del sole,
se si parla di fiamme
penso al fuoco nei boschi
alla terra che brucia
a quel cervo che scappa,
se si parla di fame
penso ai bimbi lontani
mille angeli al giorno
che raggiungono il cielo,
se si parla di caccia
penso solo agli uccelli
tutti quelli che muoiono
per un gioco crudele,
se si parla di pace
penso ancora alla guerra
ai soldati scomparsi
senza tomba né fiori,
se si parla di Dio
penso a noi peccatori
a promesse di fede
che poi vanno perdute,
se si parla di cuore
penso a tante emozioni
agli amori nascosti
tra le rughe dei vecchi.
 

La mente veleggia
Una panchina verde
m'accoglie di sera
in fondo al viale
della strada di casa,
m'abbandono al silenzio
ai respiri del vento
alla luna che nasce
al profumo d'un fiore

e la mente veleggia
verso spiagge lontane
un'occhiata ai ricordi
poi ritorna da me,
se una goccia improvvisa
m'accarezza la guancia
un saluto al lampione
e riprendo la via.


Haiku
Coprono il passo
le campane del duomo
A mezzogiorno
 

Haiku
Un usignolo
da lezioni di canto
Alle cornacchie
 

Haiku
Notte d'agosto
Dormono i fichi d'india
dentro le bucce
 

E' un tempo nuovo
Ritornano parole
quasi dimenticate
sorrisi antichi
pieni di nuova luce,
gocce di pioggia
con note musicali
canzoni antiche
rinate dall'oblio.

E' un tempo nuovo
di fiori e di carezze
di occhi bagnati
di giorni senza mai,
é il tempo dei profumi
di pelle nuda al sole
di mani nelle mani
dei nuovi batticuori.
 

Haiku
Di ramo in ramo
saltella il passerotto
Conosce il gesto
 

Momenti
Ci sono momenti
che vorremmo fermare
allungarli ancora un poco
non farli mai finire,
quegli attimi fuggenti
che non danno vantaggi
ma sono come frecce
che vanno dritte al cuore.

Un'allieva che suona
le note d'un violino
il gioco di colori
sulle vetrate del duomo
un nuovo arcobaleno
che segue il temporale
un grande prato verde
sotto i fiocchi di neve.

Momenti ed emozioni,
soffi di primavera
da fermare nel tempo,
farli durare ancora.

Come i giochi d'artificio
quando accendono il cielo
il sole tra le tende
che accarezza la mano
il volto d'un bambino
che gioca coi colori
la pioggia sopra i tetti
quando restiamo soli.
 

Haiku
I vecchi saggi
adorano il silenzio
Ed il rumore
 

Haiku
Ogni mattina
c'è sempre un po' di sole
Oltre la siepe
 

Là nella valle
Quando al crepuscolo
dalla valle lontana
m'arrivano col vento
rintocchi di campane

io sento all'improvviso
nel corpo e nella mente
un senso di benessere
un tintinnio di pace

Immagino di essere
in piazza nel paese
una fontana al centro
in mezzo a poche case

due bimbi sorridenti
che calciano una foglia
la mamma che riscalda
la sera e la tovaglia

un contadino allegro
che torna col trattore
l'odore di cantina
che sale dalle scale

la notte che si apre
al canto degli uccelli
un lume che si spegne
e poi solo le stelle.
 

Pensieri fragili
dimmi ancora di te
delle cose che non so
inventa pure bugie
voglio credere ancora

dimmi se i fiori
che ti porto di sera
hanno ancora il profumo
dei tuoi desideri

se le frasi del cuore
che sussurro per te
sono parole vecchie
che non fanno tremare

se i miei occhi stanchi
forse vinti dal tempo
non danno più luce
ai tuoi caldi pensieri

se nel volto sereno
che da sempre ti mostro
vedi soltanto il riflesso
del sorriso di un altro

ma non farmi sapere
se tra pochi minuti
avrai solo carezze
per chi bacia i tuoi sogni

se in quella valigia
che hai comprato da sola
è nascosto il biglietto
d'una stazione lontana
 

Haiku
Dalle vallate
rintocchi di campana
Al crepuscolo


Haiku
Il pescatore
al sole del mattino
Rammenda reti
 

Haiku
Ritorna l'alba
Tra le rughe del viso
sboccia un sorriso
 

Haiku
China al cucito
a rammendar calzini
La vecchia madre
 

Oblio
da qualche tempo
pulviscoli di nebbia
nascondono i ricordi
della mia mente

lo specchio opaco
del mio mattino
riflette un'ombra
che non conosco

chi sono io ?

potrei essere un albero
sul viale del tramonto
un fiore sbocciato
nel giardino di cemento

un sasso addormentato
che vive sotto il fiume
una stella lontana
che non conosce il mare

una foglia che rotola
un frutto prelibato
il foglio d'un quaderno
rimasto sempre vuoto

un fungo appena nato
che adesso vede il sole
un aquilone stanco
che cade e poi risale
 

Haiku
Asilo chiuso
L'altalena dei bimbi
dondola foglie
 

Haiku
Ogni mattina
tante storie di vita
Alla fermata
 

Haiku
Scuola finita
Il treno del mattino
è mezzo vuoto
 

Bosco
C'è un grande parco
sopra la pianura
proprio attaccato
alla terra di confine

io sento sempre
un vociare di bimbi
anche di mamme
sedute ad aspettare

la loro lingua
è diversa dalla mia
tante parole
che non so capire

Conosco meglio
il cinguettio dei merli
che un'altalena
spinge verso il cielo

battiti d'erba
coperti dalle foglie
soffi di vento
lassù dalle montagne

dietro il castagno
i salti d'un ruscello
dai fiori verdi
un volo di farfalle

Sono i rumori
che sento a casa mia
gli stessi suoni
gli stessi bisbigli
 

Haiku
Il mendicante
All'ombra della sera
conta monete
 

Haiku
Cinque di sera
La porcellana del the
riscalda il fiore
 

Haiku
Accanto al letto
Di notte una conchiglia
mi canta il mare


Ciao
continuavo a sentire
un brivido
un fremito
qualcosa che ricorda
quel tremolio
di quando abbiamo
una febbre leggera
che continua a salire

quella sensazione
di cerchio alla testa
che non trova risposta

quell'inquietudine
che ci accompagna
quando un nostro figlio
tarda a rincasare

nulla di tutto ciò
però mi turbava

continuavo a camminare
con il passo lento
come se qualcosa
mi frenasse l'andatura

poi all'improvviso
di fronte a me
un'amica comune
hai saputo? mi chiede
no - chi? -lui?
si- se n'è andato

allora ho capito
da dove veniva
quel malessere strano

in un solo momento
ho potuto imparare
quant'è il peso del corpo
quando cade una lacrima
 

Haiku
Donna malata
Lo sposo ogni mattina
nutre l'amore
 

Haiku
Il ramo è triste
L'usignolo non canta
Ugola stanca
 

O forse si
no-non può essere
o forse si

tutte le notti
dalla finestra
mi viene in sogno
un usignolo
vedo una lucciola
anche di giorno
che accende i rami
del mio giardino
il vecchio albero
di fronte casa
ora è più giovane
sembra un bambino
un pianoforte
suona per ore
quando accarezzano
i tasti neri

no-non può essere
o forse si

una formica
su un'ala di farfalla
gioca col vento
senza cadere
un brutto rospo
vive felice
con la sua sposa
che chiama fata
il bimbo scuro
diventa biondo
tutte le volte
che guarda il sole
dalla campagna
m'arriva a sera
sempre il rintocco
di una preghiera

no-non può essere
o forse si
 

L'amico lontano
parlami di lui
dell'amico lontano
di come sta che cosa fa

se coltiva le rose
sorride agli uccelli
strimpella le note
della sua chitarra

se vive in campagna
fuma ancora la pipa
riceve regali
per il suo compleanno

digli di me
quando lo vedi

che passeggio col cane
dormo bene di notte
studio un poco l'inglese
vivo in buona salute
(solo qualche pastiglia)
ascolto musica jazz
scrivo qualche poesia
parlo ancora il dialetto
della nostra città

digli ti prego
senza insistere troppo
che conservo da sempre
nel cassetto del cuore
i sapori e i profumi
delle nostre stagioni
 

Lavori estivi
Fascio di pesci azzurri
colora il mare
 

Notte di stelle
I sogni giovanili
dormono svegli
 

Haiku
S'è rotto in sogno
l'aquilone del bimbo
Carezze pronte
 

Intuito
ho capito
di essere vecchio
quando ho visto
le mani più bianche
le dita indurite
affusolate

ho capito
di essere vecchio
quando ho visto
dei segni sul viso
le rughe profonde
le cicatrici

ho capito
di essere vecchio
quando ho visto
tutti i fiori del prato
dello stesso colore
marrone scuro

ho capito
di essere vecchio
quando ho visto
un usignolo sul ramo
che cantava felice
non sentivo le note

ho capito
di essere vecchio
quando ho visto
gli amici di sempre
andare lontano
ora sono di meno
 

Haiku
Dopo la notte
Se dormo o se non dormo
l'alba ritorna
 

Haiku
Nella soffitta
la polvere sui giochi
Ero bambino
 

Carezze
appena svegli
sembrano veri
i dolci sogni
della notte

subito dopo
cadono a pezzi
s'infrangono
sui muri dei palazzi

solo i brutti sogni
non muoiono all'alba
s'attaccano alla pelle
restano intatti

forse un'invenzione
li terrebbe lontani
uno stratagemma
fingersi svegli

poi prendere al volo
soltanto i sogni belli
tenerli per mano
accarezzarli
 

Haiku
Io vagabondo
La sera mi sorride
quando ritorno
 

Haiku
Prego al mattino
Fedele come l'ombra
quando c'è il sole


Haiku
Sui marciapiedi
di notte è sempre buio
Lucciole finte
 

Haiku
L'anziana notte
m'aspetta anche se tardo
Ceniamo insieme
 

Poeti azzurri
La notte porta in dono
sempre un colore
 

Un vecchio ceppo
Della vecchia quercia
è rimasto solo il ceppo
nel grande parco
di fronte casa mia.
Ha perso tutti i rami
non ha ghiande né foglie
solo cerchi di anelli
che scrivono gli anni.
Sembra un ceppo morto
invece è sempre vivo
si gonfia se fa caldo
si stringe se c'è il gelo.
Una corteccia grigia
lo copre quasi tutto
con lo stesso colore
di questo mio cappotto.
Suoi amici stretti
dei funghi saprofiti
che gli stanno vicini
per fargli compagnia.
 

Haiku
Cancelli aperti
Il turno della sera
Timbra la notte
 

Haiku
Al crepuscolo
Con fili di memoria
ricamo anni
 

Colori e profumi
Arrivano sempre
colori e profumi
sulle finestre
di casa mia

il giallo dell'estate
il verde del prato
l'azzurro del cielo
il rosso del tramonto
un bianco di colline

in primavera
tra le fessure
tutto l'odore
di rose rosse
di pesche mature

in autunno
dalla campagna
l'aspro sapore
della vendemmia.
 

Haiku
Scricchiola il buio
Le carezze del vento
su foglie secche
 

Haiku
Limoni accanto
Seduto all'imbrunire
leggo poeti
 

Haiku
Magica sera
Amore a prima vista
Un pianoforte


Un po' di sole
La mia casa
è come quella degli altri,
stesse finestre
quadri a parete
respiri di scale.

Il mio giardino
è come quello degli altri,
colori di fiori
il merlo del mattino
farfalle in volo.

La mia strada
è come quella degli altri,
salite e discese

foglie sui marciapiedi
manifesti sui muri.

Il mio libro

è come quello degli altri,
pagine piene
di parole d'amore
che io leggo di notte
quando tutto è buio
e voglio sentirmi addosso
un po'di sole.
 

Arlecchino
ho raccolto parole
scartate dai poeti
pallottole di carta
finite nel cestino

ho unito tra loro
quelle tracce sciupate
per fare un vestito
alla mia poesia

dai piccoli ritagli
sono nati versi
strofe complete
di schegge cucite

e a Carnevale
poeta Arlecchino
leggerò ai passanti
le parole buttate


Haiku
Sotto il ciliegio
snocciolavo ricordi
Si fece sera


Haiku
Stessa domanda
nel buio della notte
Stessa risposta
 

Haiku
Tra i ciclamini
Foglietto nelle mani
Scrivo colori


Haiku
A primavera
si spegne lentamente
l'ultima neve
 

Haiku
Gelo e disgelo
Macchie di leopardo
le nostre vite
 

Haiku
Ramo d'ulivo
Si specchia nelle foglie
la mia pace
 

Haiku
Il merlo nero
gorgheggia sopra il tetto
senza spartito
 

Signor Lei
e tu mi dici
che devo darti del Lei
che sei una persona colta
un uomo importante
un personaggio di primo piano
nella società

e forse non sai
signor Lei
che mi somigli molto
hai gli stessi difetti
uguali tentennamenti
le mie stesse paure

e non t'accorgi
signor Lei
delle tue fragilità
che hai bisogno d'amore
che sei un granello del mondo
come me
 

Haiku
Diventa rossa
quando parla d'amore
La rosa bianca
 

Haiku
Conchiglia muta
Riposa anche stasera
l'onda del mare
 

Haiku
Stella cadente
S'accende all'improvviso
un desiderio


Haiku
Il contadino
torna alla sua sposa
All'imbrunire
 

Haiku
L'ombra nasconde
sorrisi di farfalle
innamorate
 

Haiku
Nell'aria mite
profumo di limoni
Echi lontani
 

Haiku
Nessuno compra
al mercato dei fiori
Piange l'amore
 

Haiku
Vento leggero
soffia sui miei ricordi
Dolci pensieri
 

Haiku
Bambini buoni
Nel futuro del mondo
Arcobaleni
 

Pensieri
Presto sarà estate, presto sarà sole e anch'io raccoglierò conchiglie sulla sabbia, là dove s'incontra il mare.
Non tutti i sogni muoiono all'alba; qualcuno muore appena nato,qualche altro non è mai finito.
Capita di essere sosia di se stessi e di vivere due vite nello stesso momento.
L'uomo oppresso ama andare verso il mare, perché il mare è libero come la sua immaginazione.
 

Zampilli
…e coi nipoti
fare correre i trenini,
alzare insieme
nel cielo gli aquiloni,
scambiarsi poi
merende e figurine,
bere dall'alto
zampilli di fontane.
Tirare in porta
dei calci ad un pallone,
lanciare sassi
lontano, dentro il mare,
macchiare insieme
le dita delle mani,
restare vecchi
ed essere bambini.
 

Domande
Dove vanno le stelle
quando il cielo è buio,
le onde del mare
quando cala la sera,
la primavera
nelle altre stagioni,
la luna piena
quand'è già mattina?

Dove vanno le nuvole
dopo il temporale,
i sogni della notte
quando s'affaccia il sole,
i colori del mondo
se non c'è l'arcobaleno,
i ricordi svaniti
del mio tempo lontano ?


Pensieri
Forse un giorno dovrò rimproverarmi per non avere amato di più i fuori e per aver sentito poco i l profumo dei gerani e dei limoni.
Non so se gli uccelli sorridono ma lo fanno certamente quando sul ramo nasce un fiore.
Prima di addormentarmi leggo sempre una poesia per aiutare il dondolio dei miei sogni.
Spesso non comprendiamo le domande degli altri perché ascoltiamo con le orecchie e non con il cuore.


Spaventapasseri
A volte mi sento
uno spaventapasseri,
un manichino
in un campo di grano.
Fantoccio di pezza
con abiti stracci,
un cappello di paglia
come riparo dal sole.
Dovrei simulare
una presenza umana
ma sono soltanto
una controfigura.
Passeri e corvi
mi stanno vicini,
sono il loro trespolo
per riposi brevi.
Mi tengono dritto
due sbarre di legno,
una corda in mezzo
a formare una croce.
 

Pensieri
La vita è come una strada di campagna, con le zone d'ombra e le zone di sole.
Certe volte parlo a voce alta da solo; sono i momenti in cui bisticcio col mio cuore.
Un volto senza sorrisi è come un cielo senza stelle.
In chi ha subìto molte sconfitte è più dolce il gusto della vittoria.


Pensieri
Dietro una tenda ,non si sa mai se c'è una finestra aperta, una finestra chiusa o nessuna finestra.
Forse un giorno, rileggendo qualche mia poesia scartata frettolosamente, dovrò chiedere scusa al mio cuore.
Qualche volta ,in campagna, cammino a piedi nudi per portare a casa l'odore dell'erba.
Le carezze hanno lo stesso effetto degli unguenti: leniscono le ferite.
 

Pensieri
Chi tiene un uccello in gabbia ruba alla natura un tassello della sua armonia.
Non si sa mai se dietro una tenda c'è una finestra chiusa, una finestra aperta o nessuna finestra.
Un volto senza sorrisi è come un giardino senza fiori.
Se vuoi saperne di più del mare e delle navi, chiedilo ai gabbiani.
 

Fogli pesanti
S'è staccato un foglio
dal diario che segna
questo anno che va.
L'ho trovato disteso,
attaccato al tappeto,
come foglia di ramo
adagiata sul prato.
C'è una pagina piena
di parole affettuose
una data d'inverno,
è del mio compleanno.
Ho raccolto quel foglio
l'ho rimesso tra i giorni,
era zeppo di nomi,
era carico d'anni.
 

Pensieri
Se un giorno decidi di lasciare la tua città, porta con te una valigia piena di fazzoletti.
La bellezza di una donna non si misura dai centimetri dei suoi fianchi, ma dal numero dei suoi sorrisi.
Quando vedo una sedia vuota, non so mai se è per qualcuno che sta per tornare o di qualcuno che è andato via per sempre.
Si può sentire tanto freddo anche in una calda giornata di sole.
 

Ciliegi in fiore
C'è un profumo
di ciliegi,
nel mio giardino.
Guanti bianchi sui rami,
sono candidi petali
che guardano il cielo.
Sto seduto,
a piedi nudi,
su un tappeto a colori.
Un foglio,
una matita,
nessun tetto,
nessuna chiave.
E' la mia stanza,
solo corolle di fiori.
 

Come uno scemo
Stamattina,
mentre scrivevo
i miei pensieri,
quelli di oggi ,
quelli di ieri,
all'improvviso,
la mia mano s'è fermata;
era stufa di sentirmi
piangere, ridere
ridere, piangere
piangere, ridere
come uno scemo.
 

Pensieri
Ci sono lancette d'orologio che girano più lentamente di altre. Sono quelle della malinconia.
Alcune persone ridono per abitudine, altre perché sono contente ed altre ancora per nascondere le loro lacrime.
I complimenti di chi non ci conosce hanno il profumo della sincerità.
Nelle gare, come nella vita, tante volte si parte con un numero e poi si arriva con un altro.
 

Pensieri
Se nella vita non hai trovato ciò che desideravi è perché non hai saputo cercare
Anche nei momenti di tristezza trova nella mente un angolo dove poter ridere
In chi soffre , ogni parola detta col cuore diventa un arcobaleno di speranza
Si può sentire tanto freddo anche in una calda giornata di sole
 

La Vecchia Medicina
è stato sempre a due piani
quell'edificio abbandonato
il reparto donne era sopra
al pianoterra gli uomini
è diventato da tempo
la grande casa dei gatti
di qualche altro animale
che non trova riparo

nella parte davanti

un neon arrugginito
un filo della luce
che porta solo buio
dalla parte di dietro
disegni sopra i muri
dei grandi scarabocchi
con frecce dentro cuori

ogni notte sulle porte
il cigolio dei legni
qualcuno dice in giro
che vivono i fantasmi
in una piccola camera
una parete riservata
dentro un turno di carta
il mio nome con la data
 

Pensieri
Ci si può innamorare solamente una volta nella vita, il resto sono solo avventure, più o meno lunghe, più o meno brevi.
Ci sono sorrisi che nonostante l'età non hanno nemmeno una ruga.
Molte volte non si notano le cose belle perché si vede con occhi che non sanno guardare.
Se conduci una vita sbagliata e pensi di non cambiarla, prima o poi qualcun altro lo farà per te.
 

L'orologio del mondo
quando l'aratro del tempo
finirà di tracciare
anche l'ultimo solco
sul nostro viso stanco
e la luce del giorno
sarà solo l'ombra
di un tramonto in arrivo

cammineranno ancora
le lancette del mondo

si vedranno arcobaleni
dopo i grandi temporali
ci saranno girotondi
nelle mani dei bambini
voleranno sempre suoni
dagli uccelli sopra i rami
sbocceranno nei colori
tutti i fiori dei giardini

dalle chiese nelle valli
dolci tocchi di campane
nei dipinti degli inverni
il profumo delle nevi

verso terre sconosciute
sempre impavidi gli eroi
grandi navi sulle onde
con gabbiani e marinai
 

Sole nero
lingue sconosciute
profumi strani
sogni che camminano
su corpi senza nomi

sulle mani nude
gocce di sudore
nel sole il freddo
un graffio nel cuore

sono figli del buio
dei cieli senza stelle
sono spezie senz'odori
sulla pelle solo mare

loro chiedono all'aria
arcobaleni nuovi
sfumature di nero
dentro i soliti colori

aspettano di leggere
il libro del futuro
disegnare quelle virgole
che parlano d'amore
 

Pensieri
Camminare non è soltanto fare movimento ma è un modo per incontrare la natura, per avvicinarsi alle sue piccole cose, alle sue tante sfumature e poi lasciarsi sorprendere e stupire.
Gli schiamazzi dei bambini mi ricordano i fuochi d'artificio delle feste paesane.
Anche occhi che non piangono possono mostrare mille lacrime.
Un'agenda senza appuntamenti è come una torta di compleanno senza candeline.
 

Pensieri
Quando tutto ti appare scuro, ricordati che esistono i sogni
Molte volte ci facciamo quelle domande a cui abbiamo già dato una risposta sbagliata
Quando ti svegli di cattivo umore, affacciati al balcone e guarda il tuo giardino
Una vita vissuta senza la gioia d'amare è solo una collezione di giorni inutili
 

San Francisco
l'ultima sera
seduto sul terrazzo dell'hotel
guardavo il cielo e pensavo

mi trovavo lontano
diecimila e settecento chilometri
da casa mia
eppure mi sembrava di respirare
l'aria del mio giardino
ascoltavo una lingua straniera
e mi pareva di sentire
il dialetto della mia città
dalla baia arrivava
un profumo di mare
che mi ricordava…

poi la guida mi chiamò
dovevamo riprendere il volo
 

Oltre il buio
avevano chiuso
la strada delle poesie
c'era gente armata
non si poteva passare

ho costruito perciò
aeroplanini di carta
ho riempito le ali
di consonanti e vocali

un vento amico
li ha fatti volare
al di là delle sbarre
oltre gli uomini neri

sono atterrati così
come fossero semi
dai germogli alberi
dai rami parole

cielo sole mare
luna stella cuore
padre madre figlio
pace mano amore
 

Oggi sento un fremito, un tremore, un brivido, una forte eccitazione.
Mi era già successo l'anno scorso, il primo giorno di primavera.
 

Se fosse
se fosse un colore
sceglierei ancora il rosso
un campo di papaveri
senza fine e senz'inizio
dipingerei la strada
a questo vecchio cuore
che non sa dove andare

se fosse una nota
vorrei il do maggiore
sui tasti in bianco e nero
la voce d'un violino
un concerto all'aperto
fatto di mille sospiri
io ti stringevo la mano

se fosse acqua
sarebbe sempre il mare
la mia vela bianca
in compagnia del sole
i soffi del vento
ora forti ora leggeri
come battiti d'ali


Pensieri
Per vincere non basta avere fortuna ma bisogna conoscere bene le regole del gioco
Le mezze verità sono strette parenti delle bugie
Chi evita il saluto non ha il cuore sereno
Se commetti un errore, non sprecare energie psicofisiche arrabbiandoti
ma concentrati su cosa fare per non commetterlo più
 

Pensieri
Se incontri per strada uno sconosciuto,salutalo; potrebbe aver bisogno di sentirsi vivo
Se si cercano nuove opportunità è meglio essere esagerati che banali
Un amore finito può ricominciare, ma non ricomincia mai da dove era nato;
rincomincia sempre da dove era finito
 

Pensieri
Se ti siedi su una panchina sperando

 che qualcuno s'avvicini, ti stai sbagliando;
il mondo è pieno di panchine con uomini soli

Il sorriso di un bimbo è più contagioso del suo morbillo
Chi parla spesso del passato non ha buoni motivi per parlare del futuro
Apprezza chi ti fa un rimprovero giusto più di chi ti loda senza merito


Desideri
vorrei avere due braccia
che sanno farmi volare
guardare il mondo dall'alto
per poter meglio capire

essere a modo mio
un piccione viaggiatore
lasciare il nido al mattino
alla sera poi ritornare
 

Cartoline
ho un cassetto ripieno
di vecchie cartoline
colorate o in bianco e nero
mescolate tra di loro

immagini vere
di mondi assai lontani
oceani di sole
antiche cattedrali

fra le parole scritte
sempre un caro saluto
il calore di un sorriso
una firma per esteso
 

Pensieri
Chi tradisce trova la gioia del corpo ma perde la pace dell'anima
Una casa senza giardino è come un vestito senza tasche
Solo chi non ha lasciato buoni esempi muore per sempre
Chi riconosce un proprio errore merita molte attenuanti
 

Pensieri
C'è chi piange e c'è chi ride; ognuno mostra ciò che sa fare meglio
Per condannare gli altri ci bastano gli indizi, per essere condannati pretendiamo le prove
Quando finiscono i pettegolezzi cominciano le menzogne
Il buio non è soltanto mancanza di luce


Pensieri
Non ho ancora capito qual è quella cosa che può assomigliare un poco all'amore
Dopo una curva c'è sempre un tratto di strada dritta
Anche se dici che è l'ultima volta speri sempre che accada ancora
Solo un cuore già morto può ubbidire alla mente
 

Follia
quando in amore
si desidera qualcuno
comincia dentro noi
un nuovo cammino
se questo qualcuno
donna o uomo che sia
per qualunque motivo
non ci può ricambiare
divampa dentro noi
dalla scintilla un fuoco
un incendio senza fine
il pensiero è già smarrito

non ci attrae più la campagna
il canto d'usignolo
la luna nel suo cielo
il sole del mattino
non si leggono i giornali
non si corre per le strade
si è già stanchi sul lavoro
si allontanano gli amici
di giorno e di notte
la mente è sempre buia
lenta muore la speranza
nasce pazza la follia


Pensieri
L'anima fredda non conosce i colori, vede solo in bianco e nero
Ogni tanto raccogli un fiore e regalalo ad una persona anziana
Quando sento cantare un uccello, spengo subito la radio
Se rubi i fiori del mio giardino, lascia almeno una rosa


Casomai
continuerò a leggere
poesie d'amore
per non dimenticare
le loro parole
il loro suono
casomai qualcuno
volesse un giorno
sapere di me
 

C'è qualcosa che mi sfugge
ho provato molte volte
a fischiare come gli altri
ma non sono molto bravo
l'aria resta sempre in gola

come un soffio che abortisce
un acuto che non esce
un sospiro che finisce
un respiro che non nasce

stamattina all'improvviso
fischiettavo una canzone
sono uscite note chiare
ero accanto a tanto sole
 

Raffiche
io sarò ancora qui
quando è finito il vento
a contare le raffiche
su questo corpo stanco

a raccogliere i cocci
le briciole e i frammenti
i cumuli dei fogli
i sogni tutti infranti

poi aprirò la porta
in cerca di un tepore
qualcosa che somigli
a un battito del cuore

a una stretta di mano
un abbraccio conosciuto
alle lacrime di un fiore
a un volto tanto amato
 

Il mio vento
liberava al cielo
l'aquilone colorato
carico dei sogni
ch'avevo da bambino

giocava sul mio prato
a fare le capriole
asciugava le lacrime
dei miei giorni neri

cacciava via i pensieri
delle notti più tristi
allontanava le nuvole
delle mie debolezze

mi è sempre stato amico il vento !

ora aiuta ogni passo
del mio debole corpo
nel tratto più ripido
che porta verso casa

poi muove alla mia sposa
i suoi capelli biondi
per mostrarmi tutta intera
la bellezza dei suoi anni

si ferma assieme a noi
per riposare un momento
poi riprende la sua corsa
vuol tornare ad esser vento
 

Curriculum
avevo inviato
tutti i dati richiesti
la data di nascita
lo stato civile
avevo messo
i lavori precedenti
i giudizi positivi
gli obiettivi raggiunti

avevo scritto
che amo gli animali
che ascolto la musica
quando voglio sognare
nelle notti stellate
guardo sempre il cielo
mi commuovo spesso
se ricevo un regalo

hanno risposto
che non sono pronto
le mie spiegazioni
non erano attinenti
a tutti i direttori
della loro azienda
interessano poco
passioni e sentimenti


Orologi
c'è il tempo dei giochi
delle bambole bionde
dei pupazzi colorati
il tempo dei compagni
dei banchi di scuola
dei libri e dei quaderni
il tempo dei grandi
delle mogli e dei mariti
del lavoro e dei riposi
c'è il tempo dei pensieri
delle grida e del tacere
dei silenzi e del parlare
il tempo degli addii
dei cieli senza stelle
del sole senza luce
poi il giorno dei ritorni
dei passi ritrovati
il tempo dei sorrisi


Sorrisi di strega
suoni assordanti
grossi macigni
graffi di artigli
colpi di pugnale
a volte
le parole

cazzotti in faccia
coltelli affilati
sorrisi di strega
frecce di spine

lame di spade
virus letali
che uccidono
senza ammazzare
a volte
le parole


Voglia di futuro
ho riascoltato
suoni di campane
musiche antiche
vecchie melodie

ho dato l'acqua
all'erba del giardino
è nato un fiore
sul ramo più lontano

ho aperto al vento
le porte e le finestre
gli ho consegnato
i miei momenti tristi

ora è più forte
il bisogno di futuro
il desiderio di ridere
con chi mi sta vicino

la voglia di vedere
un orizzonte nuovo
svegliare quel fanciullo
che dorme dentro me

guardare tutti i giorni
con occhi di bambino
andare coi miei passi
la mano nella mano
 

Colori
da qualche tempo
sento ancora più forte
il desiderio di scoprire
i segreti dei colori

se nascondono ombre
sentimenti da nutrire
se sono figlie vere
le tante sfumature

se hanno debolezze
desiderio d'avventura
se aspettano anche loro
che venga primavera

così continuo a guardare

il verde di una foglia
che poi diventa gialla
il bianco di una sposa
che vuole la sua chiesa
il nero delle nuvole
dei grandi temporali
la luce di ogni stella
nel blu di tutti i cieli

l'azzurro delle onde
regine di ogni mare
il rosso di un tramonto
che lentamente muore
 

Vacanzieri
fanno mille chilometri
partendo molto presto
per andare ogni anno
nel medesimo posto

estate dopo estate
si fermano a guardare
la stessa fetta di cielo
un mare sempre uguale

ascoltano per giorni
soffi di vento conosciuti
suoni e rumori noti
raggi di sole invecchiati

noi possiamo apprezzarli
come buoni vacanzieri
ma non amano le sfide
non sono veri viaggiatori

non vanno all'avventura
come i grandi esploratori
hanno paura dell'ignoto
di quanto può accadere

non vengono attratti
da una terra sconosciuta
come fanno i viandanti
senza meta e senza data

non conoscono ancora
le altre voci del mondo
il richiamo del cuculo
tra i boschi di castagno
 

Voci
piuttosto che sentire
sempre le stesse frasi
parole senza senso
solo discorsi vuoti

preferisco ascoltare
i rumori della strada
il linguaggio delle cose
i respiri della vita

un fiume che corre
per abbracciare il mare
il sole che sorride
mentre colora un fiore

un canto d'uccelli
il suono d'un violino
un forte temporale
e poi l'arcobaleno

il rosso d'un tramonto
un giorno a primavera
le voci di campagna
tutta quanta la natura

un tenero cuscino
che odora di bucato
la pioggia della notte
che sbatte contro il vetro

un ramo che si piega
in lotta con il vento
il volto di un sorriso
che poi diventa pianto
 

C'è un tempo
c'è un tempo in cui
si sente molto forte
il desiderio di quiete
di stare un po'da parte

ascoltare quel silenzio
che parla a bassa voce
i suoni e le canzoni
che non svegliano ferite

una voglia di pace
che aumenta con gli anni
che diventa piano piano
il più forte dei bisogni

come accendere un fuoco
se la notte è troppo fredda
attendere l'estate
anche quando poi ritarda

invitare le persone
che vogliamo frequentare
uno sguardo e una parola
basta poco per capire

circondarsi degli odori
che ci piace trattenere
dei profumi della casa
che impariamo più ad amare

poi raccogliere nell'aria
i colori della strada
per dipingere d'azzurro
quel che resta della vita
 

Dai giardini dell'anima
mi piace sempre più
improvvisarmi poeta
per scrivere frammenti
immagini di vita

un uomo che si ferma
per guardare la luna
un cucciolo al tramonto
che torna alla sua tana

un sasso che respira
un'ape che fa il miele
il ramo che si gira
al nascere d'un fiore

la stella ancora giovane
che non vuole cadere
un fiume sotto il ponte
che corre verso il mare

due bimbi che saltellano
tenendosi per mano
uccelli che cinguettano
poi vanno verso il cielo

la foglia troppo stanca
che rotola sul prato
il volo di una rondine
che torna nel suo nido

il profumo di una donna
che sale in ascensore
passioni e nostalgie
dentro un battito di cuore
 

Luoghi
certi giorni speciali
quando l'aria è pulita
e il sole illumina
i colori della strada

mi viene la voglia
di uscire di casa
andare dove capita
senza una meta precisa

c'è dentro di me
qualcosa che mi spinge
un impulso continuo
che non riesco a frenare

comincio a camminare
nelle solite vie
poi vado verso luoghi
che sento un poco miei

il parco degli uccelli
il maneggio dei cavalli
i filari dei vigneti
il sentiero dei ricordi

la grande torre antica
l'osteria sulla collina
la terrazza bellavista
la laguna un po' lontana

poi torno soddisfatto
da dove ero partito
con gli occhi ancora pieni
di cielo e d'infinito
 

Ladro di parole
avevo già scritto
una nuova poesia
con parole dolci
che venivano dal cuore

ma poi ho ascoltato
quelle stesse parole
da un marito alla moglie
in un letto d'ospedale

così ho cancellato
senza rimpianto alcuno
i versi già scritti
dalla mia stessa mano

tra quelle tenerezze
non volevo sembrare
un ladro qualunque
che copia l'amore
 

Mi accompagnava il tempo
ho sempre seguito
il tempo della vita
le sue chiare impronte
il suo passo scandito

sono stato con lui
nelle diverse stagioni
con il sole del mattino
dentro il buio dei temporali

abbiamo vissuto uniti
tutti i minuti dei giorni
tutti i mesi degli anni
le notti degli inverni

lui mi è stato vicino
nelle aule della scuola
sui sentieri dell'amore
nei tramonti della sera

è stato sempre per me
un vero amico leale
non mi ha mai mentito
non m'ha rubato le ore

ha modellato il mio corpo
tenendo conto dell'età
non mi ha lasciato solo
con le mie fragilità

ora giorno dopo giorno
sto perdendo le sue tracce
non riesco ad inseguire
lui continua a camminare
 

Rotaie
sul binario morto
della vecchia stazione
da qualche tempo
c'è fermo un vagone

è diventato la casa
di gatti senza tetti
un riparo sicuro
dal freddo delle notti

ha lenzuola di ferro
cuscini arrugginiti
ma è il rifugio preferito
di animali abbandonati

è il vagone d'un treno
che ormai non corre più
non saluta gli impiegati
gli studenti un po' chiassosi

ora parla solamente
coi suoi nuovi passeggeri
fanno tanta compagnia
quando si rimane soli
 

Notte di Natale
a mezzanotte
fedeli devoti
cantano inni di gloria

E' nato Gesù

profumo d'incenso
purifica il cuore
dei peccatori

nell'aria muta
musiche e canti
di secoli lontani

respiri d'amore
tra le panche di legno

segni di croce
sull'acquasantiera

sul sagrato
il volto dei sorrisi

la pace tra le mani

dalle vallate in festa
rintocchi di campane
 

Piume
mi hanno regalato
un abito di piume
con i sette colori
che ha l'arcobaleno

ma non sono un uccello
forse neppure un uomo
la mia natura vera
è avvolta in un mistero

potrei essere un albero
sul viale del tramonto
un fiore sbocciato
in un giardino di cemento

un sasso addormentato
che vive nel suo fiume
una stella lontana
che non conosce il mare

una foglia che rotola
un frutto prelibato
il foglio di un quaderno
rimasto sempre vuoto

un fungo appena nato
che può vedere il sole
un aquilone stanco
che cade e poi risale
 

Figlio della notte
ho lasciato la strada delle genti
che mostrano un sole sempre nero
che dicono parole senza suono
che chiedono cos'è l'arcobaleno

ora sono un figlio della notte
delle lune che vivono nel cielo
il silenzio del buio è la mia stanza
l'ombra del vento il mio respiro

resterò per sempre ad ascoltare
il profumo delle foglie di limone
il linguaggio segreto d'ogni fiore
quel fiume che si rotola nel mare

ora sono un vagabondo delle stelle
un lupo solitario senza tana
un'anima che cerca un nuovo nido
i battiti del tempo che verrà
 

Rifugio
quando i brutti sogni
delle mie notti grigie
allungano le mani
sul giorno che nasce

mi metto in disparte
tra pensieri e dubbi

trovo sicuro rifugio
nella stanza dei ricordi

apro tutti i cassetti
di una vecchia scrivania
quei posti che raccolgono
i miei momenti belli

tiro fuori uno a uno
i compagni della scuola
le partite di pallone
d'ogni fine settimana

la mia prima pergamena
con il voto degli esami
i viaggi per il mondo
gli aeroporti sempre pieni

dopo vado sulla strada
con un animo sereno
parlo e scherzo sorridendo
con chi più mi sta vicino

e riporto sempre a casa
ogni immagine del giorno
poi conservo la più bella
per quegli anni che verranno
 

La prima volta
è al numero diciotto
in via della Riviera
mi aveva confidato
un compagno di scuola

arrivai a piedi
non era molto lontano
trovai facilmente
la casa col giardino

vieni lei disse
guardandomi dall'alto
non avere paura
il cancello è aperto

era la prima volta
che facevo quelle scale
il mio cuore batteva
continuavo a salire

così mi ritrovai
poco più che ragazzo
a sentire sulla pelle
un calore diverso

il corpo inondato
da un profumo sconosciuto
la testa quasi vuota
il respiro accelerato

dopo venti minuti
scesi le stesse scale
un giradischi ripeteva
le sue canzoni d'amore

e sulla via del ritorno
la mia mente volava
ero diventato più grande
in via della Riviera

Leggero come sono
ho tolto l'altro ieri
dalle tasche dei vestiti
le cose che non servono
che ormai non uso più

gettoni di telefono
tre tessere scadute
un accendino usato
una vecchia moneta

quattro stuzzicadenti
una matita colorata
due bustine di zucchero
una chiave arrugginita

ho tenuto soltanto
la patente di guida
gli orari del dottore
la foto della casa

ora cammino bene
non sento la fatica
il respiro è più libero
come fossi in discesa

potrò affrontare meglio
leggero come sono
le scale della chiesa
quell'ultima salita
 

Il mendicante
un uomo sempre curvo
vicino al suo bastone
siede sul marciapiede
della strada principale

ha l'aspetto sofferente
il vestito stropicciato
una mano aperta e tesa
il cappello quasi vuoto

nessuno si domanda
se quel corpo trasandato
ha un cuore che pulsa
un'anima che trema

se porta una ferita
un vagone di pensieri
se ha una casa senza tetto
un giardino senza fiori

se riesce a sentire
il profumo dei colori
da quanto tempo poi
non ascolta il suo mare

se si commuove ancora
quando cade una foglia
quando piange un bambino
quando muore una stella

e nessuno ancora sa
che quel viso da niente
forse un po' insignificante
dona sempre il suo sorriso

a chi passa e non si ferma
a chi corre e non si gira
a chi guarda e poi saluta
a chi lascia una moneta
 

Storie vere
con gli occhi bagnati
ho salutato il mare
i respiri della casa
il profumo dei limoni

ho lasciato il mio sole
agli amici più cari
ho baciato le lacrime
dei miei genitori

ho voluto raggiungere
le sirene più lontane
la certezza del lavoro
il richiamo degli amori

ma nel buio della notte
c'era l'eco del paese
i ricordi dell'infanzia
i rintocchi delle chiese

ho vagato molto tempo
in balia dei sentimenti
poco a poco poi negli anni
ho placato i miei tormenti

ormai libero e felice
ho una vera identità
i grovigli dei pensieri
tutti sciolti e dipanati

ora stringo tra le mani
le due vite in una sola
nel mio cuore le due terre
nella quiete il mio domani
 

La gloria effimera
invidio qualche volta
quel bravo calciatore
che gioca col pallone
e segna un grande gol

che si tuffa sull'erba
sommerso dai compagni
e dice grazie al cielo
stringendo forte i pugni

che poi caracollando
ritorna a centrocampo
la voglia nella mente
di fare un altro centro

ma poi mi rendo conto
che l'eroe di giornata
se sbaglierà un rigore
nella prossima partita

non avrà più gli applausi
di tifosi e compagni
gli stessi che prima
l'avevano osannato

è una gloria effimera
come pianta annuale
ch'è facile a crescere
ma anche da estirpare

un po' come la vita
che abbraccia il vincitore
ma che poi l'abbandona
anche al minimo errore


Previsioni meteo : solitudine
giorno dopo giorno
accompagno lentamente
la solitudine d'un corpo
sconfitto dall'età

come foglia sul ramo
in balia dell'autunno
sono facile preda
di un tempo senza pietà

curvo e acciaccato
muovo i miei passi
come uccello che vola
con una sola ala

mi cadono gli oggetti
anche quelli più cari
fili di marmo arrugginiti
sono ormai le mie mani

solo petali sparsi
nel giardino dei pensieri
davanti ai miei occhi
un muro senza fori

le parole sono mute
i sorrisi quasi spenti
il cuore è dominato
da battiti già stanchi

vivo solo con l'anima
nella mia vuota dimora
la giovinezza un inganno
l'amore una chimera


Respiri nella notte
qualche volta di notte
quando il sonno è lontano
accompagno i miei passi
tra i silenzi delle strade

dopo un poco mi siedo
sui gradini d'una chiesa
e dico ai miei pensieri
di stare un po' lontani

mi fanno compagnia
gli odori delle case
un neon che lampeggia
il vento che respira

mi arrivano i rumori
dell'acqua d'un ruscello
di un fiore che sbadiglia
d'un gatto che si sveglia

mi sento per un'ora
il padrone del paese
con le stelle e la luna
accese solo per me

poi quando arriva il freddo
ritorno verso casa
non voglio più aspettare
quell'alba che mi gela

e ascolto le canzoni
che nascono dal cuore
la pace della quiete
il sonno che mi vuole

Vetrine
sgabelli seggioloni
un tavolino tondo
un portacenere grande
con mozziconi dentro
una birra in mano
di marca straniera
aria sul marciapiede
fuori dal solito bar

impiegati in sosta
per la pausa pranzo
operai senza lavoro
in cassa integrazione
filosofi di strada
con la stessa ideologia
uomini e donne
senza un loro amore

è una vetrina all'aperto
senza merce o scaffali
senza vetri chiaroscuri
ma con manichini veri
una vetrina per vedere
per essere guardati
dove si compra e si vende
senza nessuna garanzia

e mentre gli altri corrono
qui stanno tutti fermi
vanno solo i pensieri
ma forse neanche quelli
ed io ancora non so
da che parte devo stare
se continuare a correre
o fermarmi a guardare

poi riprendo piano
la mia solita strada
e accelero il passo
solo se piove o tira vento
solo se incalza la sera
se devo fare in fretta
perché dal mio balcone
si vede meglio la luna
 

Un piccolo dono
siete tutti invitati
al mio compleanno
nella casa in campagna
il 14 febbraio

faremo un brindisi
con spumante italiano
una fetta di torta
due tartine col vino

un po' di musica
barzellette pulite
una foto ricordo
poi quattro risate

vi chiedo soltanto
un piccolo dono
che qui in campagna
non riesco a trovare

portatemi un libro
di poesie d'amore
di Garcia Lorca
o di Jacques Prevért
 

Desideri.. e nulla più
vorrei avere
spalle più larghe
con un posto sicuro
dove poggiare due ali
chiedere agli uccelli
d'insegnarmi a volare
poi andare con loro
su e giù per il cielo

vorrei avere
una lista dei sogni
da sfogliare la sera
quando vado a dormire
sceglierne molti
belli e impossibili
qualcuno più semplice
che si può realizzare

vorrei amare
buoni e cattivi
essere amato
non importa quanto
perché in amore
non ci sono misure
anche il più piccolo
è già grande amore
 

Se Dio dorme
sento parlare
di coincidenze
cattiva stella
casualità

di sorte avversa
circostanza fortuita
combinazione
fatalità

ma è soltanto sfortuna
se nella stessa famiglia
c'è un figlio invalido
e il padre allettato?

è forse un contrattempo
se la stessa casa
ha la figlia sedotta
e una madre malata?

è solo un imprevisto
se piccoli bimbi
si trovano in mezzo
a sporcizie dei grandi?

io credo piuttosto
che qualcuno lassù
decide da sempre
il nostro destino

e se lui s'addormenta
per un paio di ore
nasce subito il male
si fa strada il dolore
 

I miei bravi maestri
si nota nei versi
di alcuni poeti
un ordine lineare
un filo conduttore
qualcosa che ricorda
il binario d'un treno
la linea bianca e dritta
che segna la via
le trame ben narrate
dei romanzi d'amore
l'inizio e la fine
di tante storie vere

ci sono altri poeti
che scrivono versi
senza un ordine vero
senza un filo conduttore
parlano dell'astratto
esplorano l'inconscio
i moti dell'anima
i misteri dell'arcano
come i vecchi filosofi
sono attratti dall'ignoto
dagli enigmi e dilemmi
dall'occulto del pensiero

gli uni e gli altri poeti
sono buoni maestri
la fonte e la sorgente
di tante mie parole
sono una guida sicura
la mia sola bussola
la stella cometa
la mia vera ispirazione
la grande e forte spinta
per studiare la vita
per capire come nasce
poi perché tutto finisce
 

Linguaggi e labirinti
si nota nei versi
di alcuni poeti
un ordine lineare
un filo conduttore
qualcosa che ricorda
il binario d'un treno
la linea bianca e dritta
che segna la via
le trame quasi uguali
dei romanzi d'amore
l'inizio e la fine
di tante storie vere

ci sono altri poeti
che scrivono versi
senza un ordine vero
senza un filo conduttore
parlano dell'astratto
esplorano l'inconscio
i moti dell'anima
i misteri dell'arcano
come i vecchi filosofi
sono attratti dall'ignoto
dagli enigmi e dilemmi
dall'occulto del pensiero

loro sono per me
l'unica guida sicura
una luce nel buio
la partenza e l'arrivo
sono la mia bussola
quel punto cardinale
che indica la strada
il porto più sicuro
sono la stella cometa
la mia vera ispirazione
la fonte e la sorgente
di tante mie parole

la grande e forte spinta
per studiare la vita
per capire come nasce
poi perché tutto finisce
 

Grattacielo
da qualche giorno
giganteggia una gru
un mostro d'acciaio
di fronte a casa mia

vogliono costruire
un grande palazzo
un vero grattacielo
di quindici piani

dicono che faranno
tanti uffici moderni
per tutti i dirigenti
della nostra regione

e così mi ritrovo
a guardare finestre
le antenne dei tetti
solo un pezzo di cielo

ancora giovane
avevo perso il mare
ora mi tolgono pure
il monte e la collina

dovrò aspettare le notti
per vedere almeno la luna
tutte le stelle che brillano
nella mia fetta di cielo


Rintocchi
non sei un eroe
non sei mai stato
neanche un partigiano
forte e coraggioso

non hai la saggezza
d'un vero statista
non hai fatto il sindaco
di una grande città

non hai vinto la guerra
come un bravo generale
non hai scritto romanzi
che parlavano al cuore

hai fatto per anni
un onesto mestiere
di giorno e di notte
solo il tuo dovere

ma non basterà
per avere una targa
una medaglia al valore
da lasciare ai tuoi cari

non ci sarà mai
un vicolo stretto
una strada importante
che porti il tuo nome

ma sono certo che tu
sarai contento lo stesso
se nella chiesa affollata
sentirai un bel discorso

se al saluto finale
tante mani gentili
ti faranno un sorriso
mentre lasciano un fiore
 

Armonia
oggi scrivo qualcosa
che riguarda la vita
le differenze del mondo
le sue diversità

un modo per riflettere
la voglia di sapere
perché cose e persone
non sono tutte uguali

se si tratta d'un caso
d'un progetto preciso
un disegno divino
un complesso mistero

m'interrogo s'è giusto
non riesco a capire
perché le cose del mondo
sono diverse tra loro

che ci sia sulla terra
l'uomo bianco e il nero
l'avaro e il generoso
il malato e l'uomo sano

il sole e la nebbia
nella stessa stagione
una lingua differente
in ogni singola nazione

poi dico a me stesso
ch'è molto meglio così
che sarebbe monotono
un mondo tutto uguale

sarebbe molto triste
(e forse anche noioso)
ascoltare solo musica
col medesimo suono

se nei frutti maturi
ci fosse lo stesso profumo
avesse un solo colore
l'arcobaleno del cielo
 

Porta con te
sono molto contento
vecchio amico mio
di poterti ospitare
qualche giorno da me

ma non venire
con dei grandi regali
è lungo il viaggio
per arrivare fin qui

mi dirai dei tuoi figli
del lavoro che fanno
se si sono sposati
se hanno già dei bambini

chiederò di tua moglie
premurosa e gentile
che mi offriva ogni volta
i biscotti col miele

porta con te
la foto del mare
dove insieme andavamo
a nuotare per ore

e una più grande
del bel lungomare
che mi dicono essere
sempre pieno di fiori

due o tre panetti
nella valigia che hai
di pasta di mandorle
che qui non trovo mai

e qualche caramella
alla menta e carruba
che prendevo d'inverno
per guarire la gola

che comprava mia madre
nella vecchia drogheria
proprio vicino all'angolo
dov'era casa mia
 

Nevica
mi ritrovo così
con le scarpe bagnate
sotto fiocchi di neve
ed un timido sole

ma non avverto
il solito freddo
quel senso di gelo
alla punta dei piedi

neppure la gamba
un poco malata
avverte fastidio
sulla vecchia ferita

dormono in me
freddo e dolori
sono in silenzio
come i rumori

io sento soltanto
nel grigio dell'aria
respiri di foglie
e battiti d'ali

schiamazzi lontani
di bimbi gioiosi
che giocano insieme
a lanciarsi sorrisi

che aggiungono il bianco
sulle tute a colori
poi in fila vogliosi
d'inventarsi capriole
 

Muschi e licheni
una statua di marmo
nel giardino di casa
accompagna il tempo
dei suoi giorni uguali

è una giovane donna
con il viso sciupato
che tiene per mano
un fiore corroso

parla coi grilli
osserva i colori
ascolta le note
di canti lontani

trattiene i segreti
di ogni stagione
di donne attempate
di vecchi baroni

se vado di fretta
per la pioggia che cade
le passo davanti
senza neanche guardare

ma poi all'improvviso
come un lampo nel sole
un dubbio mi assale
e mi fermo a pensare

se dietro quel corpo
di muschi e licheni
c'è un cuore che batte
dentro un'anima vera

che guarda la gente
con sorrisi gentili
e trattiene con se
desideri e sospiri
 

Desideri di-versi
desidero molto
nei versi che scrivo
parlare dell'erba
che nasce tra i sassi
raccontare i profumi
di prati e giardini
dei cedri e limoni
di terre lontane

sentire i rintocchi
di vecchie campane
cantare le gesta
di antichi guerrieri
parlare del faro
con l'uomo di mare

desidero inoltre
mostrare nei versi
colori nascosti
da un manto di neve
bambini d'asilo
tra giochi e vocali
un vento leggero
che soffia le vele

cestini ripieni
di more e lamponi
le barche e le reti
che asciugano al sole
un fiore selvaggio
che vuole sbocciare
 

Intrecci nella notte
quando il giorno
incontra la notte
e lascia il suo posto
al silenzio del buio
mi tornano in mente
talvolta sbiaditi
ricordi lontani
dei tempi passati
e resto a guardare
tutto quanto è successo
dalle prime stagioni
fino ai giorni di adesso

poi arrivano i sogni
quasi in punta di piedi
e io vado a dormire
per non farli aspettare
tra loro e i ricordi
c'è una rapida intesa
abbracci e carezze
per la lieta sorpresa

e per tutta la notte
sono intrecci continui
tra le cose vissute
e le cose sognate
immagini vere
che sembrano false
immagini false
che sembrano vere
amici già morti
che ridono insieme
e canti nel mare
di scogli e sirene

tra sogni e ricordi
anche i miei desideri
antichi o recenti
come quelli di ieri
l'attesa paziente
che qualcuno si avveri
per sorridere un poco
già dai primi rumori
 

Check-up
hanno detto
che sono molto fredde
le mie mani
hanno la pelle macchiata
le dita paonazze
ma possono ancora
dare tante carezze

hanno detto
che tracce sottili
di cicatrici antiche
e rughe profonde
mi segnano il viso
ma sempre capace
di fare un sorriso

hanno detto
che ho gli occhi stanchi
ma possono ancora
guardare i colori
distinguono bene
il giallo dal verde
di tutti i miei fiori

hanno detto
che al primo risveglio
del giorno nuovo
io posso sentire
un coro nell'aria
di uccelli felici
che spiccano il volo
 

Crepuscoli
ho corso molto
in questa città
di giorno e di notte
in ogni stagione

ho calmato dolori
riacceso speranze
raccontato bugie
ma solo per pietà

ho bagnato il mio viso
di lacrime vere
quando c'era qualcuno
che aspettava la fine

ora vado tranquillo
con il passo degli anni
qualche nuvola sparsa
poco o niente di più

quando sono per strada
ed incontro la gente
sono molti i saluti
e le strette di mano

poi qualcuno mi chiede
se sto bene in salute
e ha già pronte per me
tante buone parole
 

Chi sono io ?
l'immensità del cielo
il sole, la luna
tutte quante le stelle,
i monti e le colline,
le foreste, i vulcani
i pianeti, i ghiacciai
e gli abissi marini
mi fanno ricordare
che io sono soltanto
un numero del tempo,
un granello di sabbia,
una foglia leggera
sballottata dal vento,
un piccolo uomo
tra il nulla e l'infinito
 

Io mi chiamo Salvatore
stavano per darmi
il nome del nonno
si chiamava Vincenzo
era il nonno materno

ma c'era la guerra
la guerra mondiale
e mia madre pensosa
fece un voto al Signore

la solenne promessa
che se fossi nato vivo
m'avrebbe battezzato
con il nome Salvatore

sono nato sano
nonostante le bombe
e per questo che tutti
mi chiamano così

è un nome che porto
con gioia ed amore
l'ha scelto mia madre
assieme al Signore


Arcobaleni nella notte
ho ascoltato nel buio
sussurri e balbettii
parole a bassa voce
tra l'anima e il cuore
avevano con loro
i sorrisi della festa
per l'arrivo nel mondo
di pace e di bontà

parlottavano a lungo
di fatti un po'strani
di prigioni vuote
senza ladri e assassini
raccontavano piano
di pallottole vuote
di cannoni spenti
aquiloni nei cieli

un'aria di mistero
nel silenzio della notte
poi è tornato puntuale
il rumore del giorno
con il treno dell'alba
che correva fischiando
e portava lontano
anche l'ultimo sogno
 

In viaggio con la malinconia
io non verrò
al tuo matrimonio
non è necessario
non sono io lo sposo

ti ringrazio comunque
dell'invito gentile
che per le mie nozze
io saprò ricambiare

ti manderò un biglietto
con la data precisa
il luogo e la chiesa
dove dirò di si

scriverò l'indirizzo
dove andrò ad abitare
ed il nome di lei
che non conosco ancora

avrò certo dei figli
che potranno studiare
e saranno dottori
avvocati o ingegneri

e negli anni dei nonni
porterò i miei nipoti
a giocare nel parco
come tutti i bambini

poi nel caldo d'agosto
andrò con loro a nuotare
e a costruire castelli
con la sabbia del mare
 

I fantasmi della mente
e all'improvviso
certe notti d'inverno
la mente s'affolla
di cattivi pensieri

cerco di cacciarli
di tenerli lontani
ma restano fermi
non so cosa fare

e subito dopo
mi saltano addosso
li sento che premono
più forti di prima

con gli occhi sbarrati
guardo in alto il soffitto
mi giro su un fianco
aggiusto il cuscino

capisco ben presto
che quella mia notte
sarà molto lunga
non potrò riposare

la testa è confusa
già penso al domani
ai nuovi problemi
che devo affrontare

poi spero in cuor mio
che certi pensieri
siano nati per vivere
solamente una notte

che alle luci dell'alba
quando c'è più rumore
s'allontanino in fretta
senza mai più tornare

così esco all'aperto
il fantasma è lontano
guardo il giorno che ride
e gli allungo la mano
 

Sei la mia mamma
mi giro per vederti
mi giro per guardarti
mi giro per sorriderti
mi giro per parlarti

mi giro per sentirti
mi giro per risponderti
mi giro per proteggerti
mi giro per baciarti

mi giro per seguirti
mi giro per sorreggerti
mi giro per amarti
mi giro per sognarti
 

Io so fare
Ma perché mi mandate
nella casa di riposo ?
Io so leggere, so scrivere,
vado pure in bicicletta.
So dipingere, nuotare
so cantare e recitare.
Posso correre, suonare,
disegnare e anche ballare.
Dite che non so pulire
che non stiro, non cucino,
ma negli anni piano piano
ho imparato nuove cose;
so parlare senza urlare
ascoltare senza ridere,
protestare molto meno,
perdonare un po' di più.
 

Non fiori ma opere di bene
nella grande città
un manifesto sul muro
con la guardia giurata
che oramai non c'è più

e nei prossimi giorni
negli spazi vicini
si potranno vedere
operai e contadini

poi nel giro di un mese
sugli avvisi quadrati
non è escluso trovare
i dottori e i malati

ed è pure possibile
che nel giro di un'ora
un bidello si trovi
col maestro di scuola

può anche succedere
che ad un ferroviere
venga messo vicino
il suo bravo barbiere

che per testamento
a un barone cileno
venga messa la foto
con vent'anni di meno

che una suora malata
già chiamata dal cielo
debba stare abbracciata
con chi è già al cimitero

e che crolli il mistero
di tanti uomini puri
che diventano uguali
solo appesi nei muri
 

Dentro la valigia
arrivavano all'alba
sul primo binario
dove si fermano i treni
partiti da lontano

non erano turisti
o uomini d'affari
neanche pendolari
dopo i turni di lavoro

erano persone semplici
chiamate a lavorare
da una fabbrica nuova
o da un concorso statale

li riconoscevo subito
dai loro occhi stanchi
dalle grandi valigie
dai borsoni di cuoio

e dietro ai loro viaggi
come in ogni migrazione
storie e pezzi di vita
mescolati a emozioni

con la scelta difficile
di lasciare gli affetti
per rincorrere il sogno
di un futuro migliore

di una vita serena
un onesto lavoro
tra gente ospitale
per soffrire di meno
 

Gite fuori porta
porto sempre con me
caramelle e matite
quando vado in campagna
a trovare i nipoti

un pennello e la tela
per dipingere il mondo
quando vado in collina
in un giorno di sole

delle grandi monete
per offrire i gelati
quando vado nel bar
a incontrare gli amici

un buon mazzo di carte
patatine e biscotti
quando vado all'ospizio
a giocare coi vecchi

il maglione di lana
quando vado sul monte
per restare da solo
a parlare con Dio


Tasche vuote
stranamente stanotte
guardando lo specchio
m'è apparsa una faccia
che non era la mia

era un uomo vissuto
tra salotti e palazzi
crociere di lusso
serate di gala

non volevo accettare
di apparire cambiato
come avessi perduto
ogni mia identità

così ho detto allo specchio
che quel viso sciupato
era un segno soltanto
della mia tarda età

e ho chiesto perciò
di mostrare ogni cosa
le mie prime radici
e la mia gioventù

con le mie tasche vuote
le scarpe un po' strette
e il cassetto ripieno
di calzini bucati
 

Girotondo
quando domani
un limpido cielo
darà un po' di luce

al buio lontano
dell'anima mia

io ritroverò d'incanto
i miei passi perduti
e il sorriso gioioso

del bambino innocente
divenuto già grande

poi finirò di asciugare
le ultime gocce
di una nuvola bianca

impegnata oramai
a giocare col sole
 

Rumori
il ticchettio d'un orologio
una porta che cigola
il fruscio delle foglie
dal nido un cinguettio
m'accorgo di sentire
i più piccoli rumori
e trovo dentro me
la ricchezza delle cose

e all'improvviso

m'assale il desiderio
di uscire all'aria aperta
di andare per i campi
a respirare il vento
raccogliere dagli alberi
i frutti più maturi
bagnare le mie mani
nell'acqua d'un ruscello

e dopo un po'

la voglia irrefrenabile
di stare tra la gente
dividere con gli altri
gli umori della strada
sentire sulla pelle
il profumo dei sassi
cercare in ogni vicolo
i segni del passato

e dopo il tramonto

il bisogno di andare
da chi aspetta il ritorno
abbracciare una ad una
le pareti della casa
salire quei gradini
che portano al riposo
e affidare alla notte
quel che resta di me
 

Le mie parole
devi parlar forbito
per essere importante
mi dice un nuovo amico
che vedo di mattina

usa parole strane
che tu conosci bene
una da poco uscita
è globalizzazione

pronuncia pure istanza
progetti ed obiettivi
scegli monitorare
oppure integrazione

va bene omeopatia
meglio farneticare
danno psicofisico
e poi l'anticiclone

ripeti irriverente
assieme a redarguire
e poi per rinviare
usa procrastinare

qualche parola inglese
che va per la maggiore
bene sarebbe trend
oppure gap e web

se serve dici blog
budget e leadership
e se parli di musica
nomina rap e pop

non voglio gli rispondo
mi piace dire sole
balcone sul giardino
e prato con i fiori

formaggio con le pere
bottiglia con il vino
la casa della nonna
arancia e mandarino

ripeto spesso mare
la mamma col bambino
la luna con le stelle
la terra e il contadino
 

Una domenica di settembre
cammino lentamente
una domenica mattina
con il sole che scalda
il mio giorno di festa

incrocio con lo sguardo
un giovane sportivo
che corre verso il parco
con le scarpe d'atleta

saluto un conoscente
che appare all'improvviso
da una strada laterale
alla fine della messa

e osservo i sessantenni
nella piazza principale
mentre ridono io credo
delle cose del passato

vedo un giovane straniero
che suona il violino
le monete nel cappello
per l'ora del suo pranzo

leggo esposto in teatro
il programma dell'anno
con il prezzo ridotto
per i vecchi e i bambini

apprendo da un megafono
che il sedici settembre
sfileranno pure i carri
per la festa dell'uva

poi mi avvio senza fretta
ai profumi della casa
un'occhiata alle vetrine
per conoscere la moda

ma vedo un'ambulanza
con la luce intermittente
alla fine della corsa
sotto casa di un amico

così apro la sua porta
senza fare alcun rumore
con il viso un po' bagnato
è settembre e piove già
 

Incomunicabilità
molto spesso
parliamo di noi
senza parlare di te

tante volte
parliamo di noi
senza parlare di me

quasi sempre
parliamo di noi
senza parlare di te
senza parlare di me


Nonostante
nonostante il rancore
che m'inonda le vene
tante nuvole in cielo
che nascondono il sole
la mia rabbia che sale
e m'offusca la mente
i tamburi nel petto
che martellano il cuore

nonostante l'insonnia
che m'allunga le notti
il dolore alla fronte
come un cerchio crudele
i sorrisi d'un tempo
già spazzati dal vento
il livore che cresce
e non sa dove andare

nonostante il sudore
che mi bagna la pelle
il tormento dell'anima
che mi blocca i pensieri
tutti i fiori del prato
che hanno perso i colori
e gli uccelli dell'alba
che non cantano mai

nonostante la collera
che arrovella il cervello
l'amarezza e la ruggine
che non sanno capire
quella furia violenta
che travolge ogni cosa
l'abbandono dei sensi
che non sanno lottare

nonostante una lacrima
che mi fa compagnia
e il pallore del volto
sui miei occhi smarriti
tanti auguri sinceri
per il tuo compleanno
nonostante le rose
che non sbocciano più


Istrione
ogni giorno che nasce
io divento un attore
palcoscenici aperti
fatti apposta per me

così muovo i miei passi
come un vero istrione
prendo tutti gli applausi
e do il meglio di me

io sorrido con gioia
a un bambino felice
nel suo giorno di festa
per il santo che torna

e regalo una lacrima
a quel vecchio che soffre
per il brutto malanno
che non vuole guarire

quando sono per strada
tengo il passo veloce
il telefono in mano
per sembrare importante

e nei grandi convegni
prendo il posto d'avanti
per avere una foto
che verrà sul giornale

poi aggiungo sornione
tutti i miei complimenti
a chi pensa di avere
solo pregi e bontà

ripetendo a memoria
questo vecchio copione
che ho imparato dagli altri
dai cattivi e dai buoni
 

Eccessi
vecchie e nuove
risate di gruppo
nella solita piazza
e poi tutti a ballare
in quel dancing nuovo
nella strada in collina

una musica dolce
tra le guance vicine
e la mano sui fianchi
poi vestiti di nudo
con il corpo già pronto
a parlare di sesso

la bottiglia finita
sigarette e dintorni
sulla pelle il sudore
poi la curva in discesa
con le palpebre stanche
e una vita sul muro
 

Rottamazione
io so bene di essere
di un'altra generazione
da tempo ormai
ho superato gli "anta"

è giunto il momento
della mia rottamazione
devo farmi da parte
forse è giusto così

non voglio saperne
degli incentivi statali
ma chiedo soltanto
un sereno domani

vorrei un giradischi
per ascoltare la musica
dei romanzi da leggere
quando piove di sera

una comoda sedia
per la mia scrivania
le pareti di quadri
coi colori del mare

la statua di Venere
nel giardino di casa
le farfalle che volano
sopra l'erba del prato

una penna e l'inchiostro
per comporre dei versi
due sorrisi e un caffè
con gli amici vicini

e il cuscino più morbido
per dormire di notte
per sognare le storie
che non muoiono mai
 

Ricordi
campanelli di capre
che portavano latte
per nutrire i piccini
e il pastore vicino
controllore col cane
del suo piccolo gregge

quelle voci e gli odori
sulla strada di casa
con i libri di scuola
poi la fionda coi sassi
da lanciare con gli altri
come fanno i monelli

i viaggi di studio
sulla nave traghetto
la mattina alle sei
le risate infinite
con i soliti amici
per i pesci d'aprile

sigarette con filtro
nelle notti d'estate
per sembrare già grandi
qualche bacio rubato
a ragazze sincere
nell'età degli amori

caldarroste a dicembre
nelle sere più fredde
all'uscita del film
il biglietto del bus
per la corsa notturna
del mio numero sei

sono i dolci ricordi
che mi nutrono l'anima
nelle notti più lunghe
ma che fanno anche male
perché parlano sempre
del mio sole e del mare
 

Da un bar nella piazza
si vede un cane
che tira il padrone
prosciutto col pane
per un gran pancione

una bici lo investe
guidata da un uomo
un vecchio ha la veste
e va verso il duomo

una giovane donna
con il seno sporgente
una piccola nonna
col suo seno cadente

l'ombelico scoperto
i tatuaggi sul collo
si porta al concerto
patatine col pollo

la scarpa firmata
un occhiale da sole
con la testa pelata
a passeggio con prole

una statua beffarda
non coperta da foglia
la turista la guarda
e le viene la voglia

è un gran girotondo
diverso e speciale
che ruota sul mondo
in un giorno feriale
 

Come spesso succede
un mattino di sole
certamente per caso
sulla stessa panchina
a sfogliare il giornale

io l'avevo già visto
alla mostra del libro
se m'incontra saluta
so che ha stima di me

si comincia a parlare
dell'estate che viene
e degli ultimi inverni
senza giorni di neve

discutiamo di calcio
dei campioni stranieri
delle squadre più forti
che ci piace guardare

mi racconta dei figli
del lavoro che fanno
io lo guardo negli occhi
ha la gioia nel cuore

diventiamo man mano
sempre più confidenti
come fossi un amico
già mi chiama per nome

c'è un ragazzo che corre
con la tuta firmata
una giovane donna
spalla a spalla con lui

allunghiamo lo sguardo
sono belli davvero
il pensiero ritorna
alle verdi stagioni

e s'inizia a parlare
come spesso succede
degli amori vissuti
in quel tempo che fu
 

Pensieri sparsi
se si parla d'inverno
penso ai fiocchi di neve
alla pioggia che cade
tra i rumori del vento

se si parla d'estate
penso ai tuffi nell'onda
alla pelle bagnata
sotto i raggi del sole

se si parla di sogni
penso a quelli vissuti
alle nuvole sparse
quando c'era il sereno

se si parla di caccia
penso solo agli uccelli
tutti quelli che muoiono
per un gioco crudele

se si parla di pace
penso ancora alla guerra
ai soldati scomparsi
senza tomba né fiori

se si parla di cuore
penso a mille emozioni
agli amori sfiorati
dai profumi del tempo
 

Segnali di siccità
e quando un giorno
il fiume di parole
che sgorga dall'anima
diventerà un ruscello
che bagnerà soltanto
una parte di cuore
fermerò la mia penna
per stare solo con me

se poi quel ruscello
s'asciugherà pian piano
per diventare un rivolo
che non nutre la mente
io pregherò in ginocchio
tutto il sole dei monti
perché sciolga la neve
e rinasca un ruscello
dove io possa bere
tante parole d'amore

poi chiederò alle nuvole
di aprire tutta la pioggia
per ridarmi quel fiume
con i miei versi perduti


Fili invisibili
ci sono quei risvegli
che ti vedono stanco
come avessi incontrato
tanti brutti pensieri

fai fatica nel corpo
hai la testa pesante
ti rigiri nel letto
e non sai cosa fare

ogni giorno cammina
con le ore di sempre
mentre guardi nel vuoto
e continui a pensare

il tuo stomaco lotta
tira fuori i suoi pugni
manda un nodo alla gola
che ti stringe il respiro

non t'importa di niente
se c'è il sole o la luna
se c'è pioggia col vento
se c'è fuori la neve

chiedi in alto di nuovo
perché devi soffrire
se non chiedi mai nulla
e non fai mai del male

ma nessuno risponde
non c'è niente da dire
ogni cosa è già scritta
dentro ognuno di noi
 

Insieme ai miei passi
sono solo i miei passi
che scelgono la strada
quando è l'ora di uscire

mi portano in città
a trovare gli amici
se sono un po' triste
per giocare con loro
a inventare bugie
in quel solito bar
osservare chi entra
salutare chi esce
e sorridere insieme

mi portano lontano
dai fratelli in campagna
quando sembro sereno

per assaggiare il vino
cantando i ritornelli
delle vecchie canzoni
poi leggere ai nipoti
il libro dei racconti
sui pirati del mare
e scorrere le pagine
dei loro campioni
con tante figurine

si fermano i miei passi
quando abbasso la testa
e ho in tasca le mani

rimangono in attesa
per essere più certi
dei miei tristi pensieri
e arrivano poi piano
per farmi quei sorrisi
che loro sanno dare
per dirmi ad alta voce
che ancora non è tempo
di abbandonare il sole
 

Egoismi
chi si prenderà cura
del vecchio ammalato
che vive da solo

del bimbo affamato
senza più genitori
del barbone che trema?

sono andati via
gli uomini buoni
nessuno è rimasto

sono scappati tutti
come abili ladri
senza farsi vedere

loro non torneranno
sono molto lontani
nelle terre dell'io

lì si gioca coi dadi
c'è un tavolo verde
si vince e si perde

si mangia e si beve
si dorme di giorno
sfrenate passioni

lì si scherza e si ride
si canta e si balla
si fa sempre l'amore

ed io li ho seguiti
con la mente confusa
senza più la ragione

attratto e sedotto
dai piaceri del corpo
nel trionfo dei vizi

ora sento due voci
l'una grida ritorna
l'altra dice rimani

e se io starò zitto
quando tu chiamerai
perdonami fratello
 

Un giorno nuovo
ho aspettato per anni
questa nuova stagione
per avere con me
tutto il tempo che resta

per alzarmi al mattino
senza chiedere l'ora
sorseggiare con calma
il mio primo caffè

dare l'acqua al giardino
quando il sole è più forte
imparare a memoria
tutti i nomi dei fiori

a metà del mattino
tre minuti da casa
curiosare i binari
della vecchia stazione

osservare in silenzio
chi scende e chi sale
poi contare per gioco
i vagoni dei treni

far la fila con gli altri
dove il pane è più buono
un'occhiata al giornale
ed il pranzo è vicino

pomeriggio per strada
passeggiare col cane
solo poche salite
per stancarci di meno

e le sere più calde
un gelato all'aperto
salutare chi passa
con un cenno di mano

dopo a casa contento
dire grazie ai miei cari
domandare alle stelle
che domani sarà

poi di notte sul tardi
soddisfatto del giorno
abbracciare il mio letto
e sorridere ancora


Carezze in bianco e nero
fogli bianchi
sulla mia scrivania
aspettano la sera
per restare con me

chiedono ai miei pensieri
cos'è rimasto del giorno
per custodire nel tempo
le mie nuove emozioni

bussano ai loro sogni
perché diventi un amico
per dare un senso alla vita
nutrirsi di storie vere

e li vedo sorridere
quando parlo da solo
per trovare una rima
una frase mai scritta

pensano ch' io chieda
ad ognuno di loro
dei consigli affettuosi
un parere sincero

io li prendo per mano
li rimetto a sedere
poi riempio la penna
di carezze e parole

loro attendono fermi
ch' io racconti qualcosa
come nasce una stella
quanto è grande la luna


In punta di piedi
cerco soltanto sogni
quando viene la sera
per riempire di lei
il silenzio della notte

poi poterla guardare
senza farmi vedere
aprire il suo mondo
senza fare rumore

da vicino ascoltare
come batte il suo cuore
scoprire da solo
i profumi che ha

osservare in silenzio
quante volte sorride
se ha paura del vento
quando c'è il temporale

sussurrare nell'aria
la parole mai dette
per vederle sbocciare
nei suoi nuovi pensieri

poi mandare i miei sogni
a conoscere i suoi
per parlare di lei
raccontare di me
 

Passerotto
con le mani tremanti
ho raccolto sull'erba
il passerotto caduto
per un ramo spezzato

ho chiamato a raccolta
tutti i fiori del prato
per donargli ciascuno
il colore più bello

nel sorriso la gioia
d'un regalo gradito
poi un battito d'ali
e ha ripreso il suo volo
 

Fragilità della gioia
Una delle gioie più belle è certamente quella di scrivere versi o almeno così mi pareva fino a qualche tempo fa. Poi ho notato però che alla fine di ogni mia poesia la gioia comincia a diminuire,a scemare, quasi a non esserci più.
Ho cercato di capire il motivo della "fragilità" di questa mia gioia e mi sono chiesto se per caso la causa potesse risiedere nel modesto valore delle poesie stesse. Mi sono presto reso conto che non è questo il vero motivo. La prova sta nel fatto che la mia gioia si affievolisce di più quando la poesia è ritenuta da tutti bella o addirittura molto bella.
Dopo numerose riflessioni ho concluso che la mia gioia comincia a morire subito dopo la nascita della poesia. Da quel momento infatti non è più solo mia , è di tutti. Tutti possono leggerla,rileggerla, disprezzarla,apprezzarla e perfino amarla. Non è più mia.
Io non posso modificarla,limarla,cambiarla,abbellirla,cullarla o farmi cullare da lei e la gioia diminuisce man mano che aumenta il numero dei lettori. E' come un figlio che lascia per sempre la propria città,la propria casa e la propria famiglia.
I suoi genitori gioiscono per il suo nuovo lavoro ma hanno dentro di loro un turbamento,la loro gioia non è completa,sembra offuscata . Sanno che non potranno più proteggerlo da vicino e che non sarà più soltanto figlio loro ma che ormai è anche figlio del futuro, della società in cui vive, del mondo intero.
Ma poi arriva un'altra immagine,una nuova idea,un'improvvisa ispirazione e la gestazione ricomincia, fino al momento del parto,fino all'ultimo verso. Cosi è di nuovo gioia,di nuovo turbamento,ancora malinconia, e riappare, in tutta la sua fragilità , l'altalena dei sentimenti.

 

Fotografie
nelle sere più scure
con le stelle già spente
io cerco nel buio
la luce della luna

poi apro in silenzio
quel cassetto segreto
dove tengo nascosto
l'album dei ricordi

immagini già viste
che ritorno a guardare
per rubare alla notte
una nuova emozione

per carpire un sorriso
uno sguardo felice
che regali alla mente
un istante di gioia

c'è una stretta di mano
un bambino che ride
una festa all'aperto
la carezza del mare

desideri e certezze
fantasie e storie vere
sensazioni che porto
nelle tasche dell'anima

scorro l'ultima foto
quando l'alba è vicina
poi rimetto la chiave
nel cassetto del cuore
 

Pescatore
quando un piccolo bimbo
dorme nella sua culla
nessuno ancora sa
cosa farà da grande

se sarà un architetto
un direttore d'orchestra
un uomo di legge
o un servitore di Dio

quando gioca all'asilo
con pupazzi e vocali
lui ancora non sa
che futuro l'aspetta

se farà il marinaio
il custode al museo
lo scrittore di fiabe
o il pilota dei cieli

io ho sempre saputo
cosa farò nel domani
nella prossima vita
caso mai ci sarà

io farò il pescatore
il pescatore di sogni
da regalare un po' agli altri
e tenere qualcuno per me
 

La nave dei sogni
prendo il treno al mattino
se nei sogni c'è il mare
per raggiungere il porto
della grande città

per vedere dal molo
una nave che parte
verso mondi lontani
nelle terre del sole

ed osservo la gente
che s'affretta a salire
la speranza negli occhi
d'un futuro migliore

dal pontile un saluto
ad amici e parenti
tra le mani un biglietto
sulle guance una lacrima

dalla riva in silenzio
guardo a lungo i gabbiani
poi rimetto il mio treno
sulla strada di casa

per contare le stelle
che s'accendono in cielo
poi viaggiare con l'anima
sulla nave che va
 

E' già domani
quando tutti gli amici
saranno andati via
in cerca del nuovo
noi resteremo qui

nella vecchia casa antica
sfoglieremo la nostra storia
guarderemo in bianco e nero
le foto dei nostri genitori

raccoglieremo dall'albero
le pesche e i melograni
dipingeremo il prato
con i colori dei fiori

leggeremo ai tramonti
le più belle poesie
racconteremo alla notte
le fiabe scritte da noi

soffieremo sugli anni
delle nostre candeline
ascolteremo la musica
dei primi passi insieme

e nelle sere più calde
una corsa sul monte
per vedere dall'alto
quanto lontano è il mare

per sentire la voce
d'un uccello che ride
guardare da vicino
come nasce la luna

poi quando tutto è più buio
accenderemo mille sorrisi
per illuminare la strada
che porta l'anima al cielo
 

C'è un temporale
è di un'altra stagione
questo giorno d'estate
senza sole nell'aria

un fortissimo vento
ha piegato e spezzato
i rami e le foglie

gemme e germogli
ora giacciono nudi
nel giardino ferito

sull'erba bagnata
sono rimasti senza fiori
i colori del prato

gli uccelli non cantano più!

nel nero del cielo
tuoni e lampi di fuoco
rincorrono nuvole scure

grosse gocce di pioggia
come rullio di tamburo
martellano il tetto di casa

nel viale in discesa
corre un torrente di fango
poi s'affossa nei campi

e poi quando il buio
addormenta i bagliori
stanchi dei loro rumori

io aspetto da solo la notte
per cominciare quel sogno
dove c'è il sole che torna

dove l'usignolo dell'alba
ritrova la strada smarrita
e riprende il suo canto
 

Nostalgie d'un viaggio mai fatto
ricordo
un giorno di marzo
la mia macchina nuova
una strada in salita
il silenzio dei campi
il rosso d'un tramonto

un cartello stradale
sei chilometri e mezzo
il nome della sua città

ricordo
una locanda di sera
il focolare acceso
un risotto di erbe
la grappa al ginepro
uno strudel di mele

il materasso di paglia
le travi di legno
il sonno e la notte

ricordo
il mattino di sole
un campanile che suona
il mercato rionale
lei girata a guardarmi
le due corse a metà

io la rosa lei il frutto
qualche fiocco di neve
i miei occhi nei suoi
 

Pensieri fragili
dimmi ancora di te
delle cose che non so
inventa pure bugie
voglio credere ancora
dimmi se i fiori
che ti porto di sera
hanno ancora il profumo
dei tuoi desideri
se le frasi del cuore
che sussurro per te
sono parole vecchie
che non fanno tremare
se nei miei occhi stanchi
forse vinti dal tempo
non c'è più la luce
dei tuoi verdi pensieri
se nel volto gioioso
che talvolta ti mostro
vedi soltanto riflesso
il sorriso di un altro

non dirmi ti prego
che tra pochi minuti
avrai soltanto carezze
di chi scompiglia i tuoi sogni
che in quella valigia
comprata ieri da sola
è nascosto il biglietto
per un'altra stazione

Lontana è l'alba
uno strano rumore
ha svegliato stanotte
i silenzi dell'aria

è caduta una stella
sull'erba del prato
il suo tempo è finito

somigliava alla stella
che riscalda il mio corpo
quando il giorno è più freddo

che riaccende da sola
i pensieri già spenti
nella nebbia del cuore

ch' accompagna di sera
i miei passi sul monte
per restare con l'anima

che ha il sorriso negli occhi
quando apro i miei sogni
e vicino c'è il cielo

sono ancora più lunghe
le ore del buio
quando muore una stella
 

Fragile è il tempo
nei pomeriggi d'estate
quando il sole sorride
e una brezza leggera
spinge le mie spalle
è il momento di andare !
chiamo in fretta i miei passi
e insieme a loro
verso la collina del canto
a metà della strada
lì sul ciglio a sinistra
la cappella votiva
con la Madonna dentro
a destra dopo la curva
dorme il vecchio tronco
della grande quercia
poi dietro il ciliegio
la piccola casa gialla
della ragazza maltese
lei ha un'ombra negli occhi
e quando cala la luce
canta ai profumi dell'aria
le corde della sua chitarra
boys don't cry
my heart will go on
time of my your life

il tempo non c'è più !

nella lenta discesa
la sera nella mia mano
sento un brivido ancora
c'è " fragile"di Sting
poi sull'uscio di casa
otto volte il cucù
la minestra è già calda

il tempo è tornato !
 

La stagione del cuore
non soffro più
il freddo pungente
degli ultimi inverni
qualcosa di nuovo
è sbocciato nell'anima
sembra quasi un tepore

io lo sento più forte
quando passa un amico
e saluta il mio nome
se raccolgo il bastone
caduto al vecchietto
che si guarda le dita
mentre vedo una mamma
abbracciata al bambino
lì c'è un nido d'asilo

poi s'accende il tepore
improvviso divampa
come fuoco nel bosco

all'arrivo insperato
di biglietti d'auguri
per il mio compleanno
nello scambio di mano
coi vicini di banco
a metà della messa
quando a cena di sera
io racconto ai miei cari
i colori del giorno
 

Le prime stagioni
c'è qualcosa d'antico
che protegge il mio corpo
dalla pioggia e dal vento
forse sono i ricordi
che ho portato con me
nella nuova stagione

quei miei giorni all'asilo
coi compagni a giocare
disegnando colori
e la grossa ciambella
che imbottita di crema
m'ingrandiva le mani

tanti abbracci felici
dopo un tiro al pallone
che gonfiava la rete
i miei tuffi nell'acqua
in un mare d'agosto
poi la pelle nel sole

il regalo a sorpresa
dentro un fiocco di seta
per il suo compleanno
mentre un canto nell'aria
suggeriva al mio cuore
le prime parole d'amore
 

Risvegli
certo che m'importa
se nel mio tempo
ci sono giorni o minuti
ora che gli uccelli
del giardino di casa
non cantano più note stonate
che la mia parte di sole
è accesa prima dell'alba
che l'ultima neve d'inverno
ha lasciato il mio prato

certo che m'importa
se il tempo che resta
è più corto o più lungo
ora che sono vicini
i colori della primavera
che dal ramo di pesco
sboccia profumo di gemme
che la fetta di cielo
delle mie notti buie
è più ricca di stelle

certo che m'importa
avere come amico
il dio del tempo
cantare e giocare con lui
ora che nutro l'anima
con le rime dei versi
che i tuoi occhi e i miei
hanno la luce più bella
che le pieghe del volto
hanno trovato i vecchi sorrisi
 

Indivisibili
sembrano assai diverse
le ore del mio giorno
ma sono tutte uguali
come i miei passi lenti

il giornale al mattino
a mezzogiorno il pranzo
la TV al pomeriggio
e di sera la cena

poi svelto a dormire
nel sonno adesso tu
pensieri indivisibili
i tuoi uniti ai miei

e sempre il tuo sorriso
a scompigliare i sogni
a fare un po'diversi
i giorni tutti uguali
 

Acqua di fiume
ormai vedo soltanto
sassi senza colori
là dove c'era il fiume

ammaliata e rapita
s'è tuffata l'acqua
tra le braccia del mare

troppo a lungo ha nutrito
alberi senza gemme
sponde di cocci spezzati

ora danza gioiosa
sull'altalena dell'onda
saltella con gabbiani e delfini

nel sole è compagna felice
dei velieri sospinti dal vento
di notte delle stelle nel cielo

e mentre accarezza stanca
nei porti di antiche città
le navi delle grandi crociere

io aspetto un inverno nuovo
e sarà ancora acqua di fiume
a bagnare le mie mani


Il mio paesaggio
finalmente il sole
dopo i giorni di pioggia
voglia di camminare
è una bella giornata

io e te a piedi
nella chiesetta sul monte
la nostra prima meta
delle verdi stagioni

a destra il laghetto
colori d'erba ai lati
sul tronco due nomi
gli uccelli sopra di noi

nella panca di legno
una preghiera tra le mani
dormono ancora le nuvole
è più vicino il cielo

poi passi veloci
sul sentiero in discesa
un valzer viennese
tra i profumi dei campi

il contadino lavora
le sue zolle di terra
in fondo alla valle
il canto di una capinera

 

Rancore
non c'è più luce
nei tuoi occhi spenti
abbandonati dal sole
è dipinto il rancore
nei freddi ruscelli
delle tue lacrime

nel labirinto dell'anima
accompagni un disagio
che non conosci
sei preda ormai
di quel sentimento
che non t'appartiene

i pensieri già stanchi
cerchi nella mente
colori che non trovi
mentre nelle tue vene
scorre solo rancore
soltanto e sempre rancore

fino al prossimo bacio

Germogli
in piazza si dice

che il nuovo contadino
della casa sul monte
vende a buon prezzo
semi di felicità

germogliano in fretta
anche d'inverno
se sparsi all'alba
nel prato dei sogni

sono semi autentici
regolarmente certificati
selezionati da piante
di mondi migliori

andrò a seminarli
nel giardino del cuore
per dare sorrisi nuovi
al giorno che viene
 

Il corpo e l'anima
ho guardato il mio corpo
per giorni e giorni
lasciando da sola
la voce dell'anima

ora sento un respiro
come un soffio di vento
una dolce carezza
è lei che mi chiama

vuole ancora parlare
dello spazio e del tempo
dell'amore e dei sogni
del presente e futuro

c'è il passato a due mani
nel diario ingiallito
suoni di cose antiche
accanto a noi
 

Fredde speranze
quando il vento
spezzerà
tutti i rami
del giardino di casa
e l'inverno di neve
cancellerà
i colori del prato
io sarò ancora qui
ad aspettare in silenzio
il rumore muto
dei passi tuoi
 

Ero avaro un tempo
sento arrivare
una nuova stagione
dentro di me
batte piano il mio cuore

mazzi di fiori
nelle mie mani
ero avaro un tempo
sono regali per te

soffieremo insieme
sulle mie candeline
musica a tutto volume
stringerò le tue dita

comprerò mille sorrisi
alle nostre lacrime
quando verranno
e asciugherò il silenzio

gocce di freddo stasera
voglio la luce accesa
 

Nuvole estive
nuvole
le giornate d'estate
passate da solo
con le gioie degli altri
sulla sabbia dorata

gli schiamazzi di gruppo
io seduto da solo
tanta musica allegra
e la luna a guardare

il ritorno ai miei passi
molto prima di tutti
un po'svelto un pò lento
sulla strada di casa

le mie notti a pensare
i miei occhi al domani
con il cuore in attesa
di un nuovo sorriso
 

Ho aspettato il mattino
l'orologio della notte
scandiva il tempo
dei miei silenzi
vedevo solo nuvole grigie
aquiloni spezzati dal vento
giardini senza fiori
ascoltavo la mia solitudine
ho aspettato il mattino
e alla luce dell'alba
ho cercato le orme
dei miei sorrisi nascosti
 

Tornerò
tornerò un giorno
a guardare le stelle
del mio primo cielo
a bagnare i miei fianchi
nell'acqua del mare
che mi vide bambino
a sentire il profumo
dei fiori d'agrumi
nel giardino dei nonni
a specchiarmi sereno
nelle rughe del volto
degli amici rimasti
tornerò un giorno
in quei campi di pace
dove sono i miei morti
voglio ancora donare
parole d'amore
a chi prega per me
 

…di un giorno qualunque
quando il buio
col suo nero mantello
avvolge i rumori
di un giorno qualunque
la fatica del corpo
s'abbandona alla notte
nella mente e nel cuore
frenesie di ricordi
appare un pallone
sull'erba del prato
il panino ripieno
di fichi maturi
il fumo nascosto
del primo tabacco
un pesce d'aprile
tra scherzi e risate
la nave sull'onda
del mare ingrossato
la notte sui libri
odor di caffè
la macchina nuova
con marca sportiva
la grigia uniforme
alle spalle una stella
ritorna il rumore
di un giorno qualunque
è il treno dell'alba
che fischia ai miei sogni
 

La mente veleggia
una panchina verde
m'accoglie di sera
in fondo al viale
della strada di casa
m'abbandono al silenzio
ai respiri del vento
alla luna che nasce
al profumo d'un fiore
e la mente veleggia
verso spiagge lontane
un'occhiata ai ricordi
poi ritorna da me
se una goccia improvvisa
m'accarezza la guancia
un saluto al lampione
e riprendo la via
 

Sorridete anche a noi
voi parlate degli altri
di tutto e del nulla
di chi siede nei bar
della squadra che vince
della pioggia che cade
poi gioite di voi
del maglione firmato
dei profumi francesi
dei sospiri nei sogni
dei colori che amate
sorridete anche a noi
dai capelli già bianchi
coi malanni nel corpo
con la mente che inceppa
sui silenzi del cuore
 

Certezze
equivoci
nella mia mente
nella tua mente
nelle nostre menti
malintesi
nei miei silenzi
nei tuoi silenzi
nei nostri silenzi
speranze
nei miei sorrisi
nei tuoi sorrisi
nei nostri sorrisi
certezze
nel mio amore
nel tuo amore
nel nostro amore


Tappeti verdi
foglie
staccate dal vento
tappeti verdi
senza fiori né sposa
sassi
portati dal fiume
nell'acqua le tracce
dei loro colori
luci
di lampade spente
come notti d'inverno
senza cori di stelle
volti
lontani nel tempo
tra le mani soltanto
frammenti di cuore
 

L'odore d'incenso
nell'antica chiesa
del nostro rione
ogni giorno di festa
la parola di Dio
con la tunica bianca
chierichetto di turno
gli sguardi al mio prete
nel servire la messa
un dopo l'altro
peccatori pentiti
ricevono l'ostia
che pulisce i peccati
e alla fine del rito
dopo il segno di croce
a mio padre la mano
verso il pranzo di casa
sento ancora più forte
l'odore d'incenso
nei dolci ricordi
di questa mia notte
 

Dalla legge degli uomini
s'allunghi il passo
quando un vecchio barbone
chiederà il tuo mantello
il bimbo assetato
cercherà sorsi d'acqua
l'animale smarrito
non trova il padrone
dalla legge degli uomini
non sarai condannato
la sentenza del giudice
non darà alcuna pena
ma sarai prigioniero
per senso di colpa
dei rimorsi dell'anima
tra i rimpianti del cuore


Il gusto nocciola
… e penso ai tuffi
nel mare natio
ai banchi di chiesa
con messa in latino
al gioco del cerchio
sbattuto dai fianchi
ai balli di gruppo
nell'aria le mani
ricordo le gite
panini nel sacco
gli sguardi rubati
da gonne già corte
il gusto nocciola
dei coni gelato
il volto dei cari
chiamati lassù
 

Il tempo dove sta
scheletri diafani
della carne privata
riempiono anonimi
obitori dell'aria
in vita mercanti
pellegrini o guerrieri
nella morte uniti
dallo stesso destino
coccodrilli e serpenti
sono loro guardiani
controllori severi
d'affamati avvoltoi
nel silenzio del nulla
tra miraggi di pioggia
son tenuti all'oscuro
del loro domani
sol se l'anima piange
per dolore o tristezza
due semi di roccia
appoggiano un fiore
ma sfiancati dai secoli
prigionieri del vuoto
ora chiedono a Dio
il tempo dove sta
 

Al par d'un poeta
Tratteggio su riga
un fiore che sboccia
Il sorriso d'un bimbo
Una stella che cade
Riempio le strofe
coi sospiri del vento
il rumor della pioggia
l'aquilone che va
su musica e suoni
talora m'inceppo
non trovo parole
nascosta è la rima
quand'alfine trascrivo
le ferite del cuore
io muovo il mio verso
al par d'un poeta


Mi riprendo il futuro
gocce ripiene
di muta tristezza
bagnano i solchi
della fragile mente
è pioggia che inonda
il giardino dell'anima
s'inoltra spavalda
pei sentieri del cuore
sembra notte il mattino
l'energia s'allontana
malinconico giorno
sono neri i pensieri
mi nascondo all'amico
voglio stare da solo
analizzo ogni passo
resta scuro il mistero
è la solita strega
che ritorna improvvisa
sceglie a sorte il momento
si fa gioco di me
ma non m' arrendo
lotto contro l'ignoto
mi riprendo il futuro
per sorridere ancora
 

Sto scrivendo di stelle
da qualche giorno
sulla stessa panchina
mi lascio il mondo
oltre l'erba del prato
apro la penna
seduto in quel parco
rifugio da sempre
di poeti e cantori
sto scrivendo di stelle
delle onde del vento
della luna che cambia
di peonie e azalee
ricordo il melo
i giardini d'aprile
le foglie in autunno
i filari maturi
parlo di pioggia
della neve sui monti
delle fiabe nell'anima
dei tramonti del sole
metto nei versi
l'usignolo che canta
le musiche e i suoni
di danze lontane
riservo al cuore
il tempo più lungo
ha ferite d'amore
vuole stare con me
 

Sbatto forte le ali
…….e all'alba
stropicciarsi gli occhi
al canto del gallo
vedere bianco
nelle nuvole grigie
la voglia di andare
camminare nel verde
chinare la testa
per sorridere al fiore
dal vento di bora
lasciarsi soffiare
spazzare i pensieri
dalla mente e dal corpo
ascoltare d'intorno
il frinir di cicale
sentir le campane
che segnano l'ora
poi fermarsi contento
nel ceppo, nel tronco
di un albero antico
modellato dal tempo
c'è un aliante nel cielo
voglio esserci anch'io
sbatto forte le ali
sto imparando a volare
 

All'ombra del salice
un bastone bianco
si muove
a passo d'uomo
sul ciglio della strada
accompagna il padrone
che torna a casa
all'imbrunire
lui spende il giorno
sulla riva del fiume
seduto sui sassi
levigati nel tempo
col flauto di legno
ammalia le carpe
intrattiene gli uccelli
con le briciole in mano
se divampa la noia
quando il sole è più forte
sulle note dell'acqua
s'addormenta pensoso
riempie i suoi sogni
di paure e speranze
all'ombra del salice
che piange per lui
 

Lucciola nella notte
sulla pelle
usata da tanti
gocce di sudore
antropomorfo
addossate stagnano

sulle guance
baci impazienti
alle labbra negati
lasciano impronte
d'istinti bestiali

su dalla gola
rumori artefatti
come gemiti finti
decidono i tempi
della gioia fugace

prima dell'alba
chiusa la gonna
spento il falò
tanto freddo nel cuore
tormenti nell'anima

domani sera
all'ora consueta
s'accende un lampione
gli stessi odori
più scuro il buio

oltre la siepe
sigaretta accesa
l'uomo forzuto
controlla guardingo
la schiava di turno
lucciola nella notte

Sta passando lei
sento forte
un profumo d'amore
nel mio giardino
sta passando lei
nel viottolo accanto
risvegliando d'incanto
i miei silenzi
da persiane socchiuse
desideri celati
ansiosi seguono
l'avviarsi leggiadro
alla casa dei nonni
sbocciano pensieri d'amore
fantasie nella mente stregata
confuso balbetta il mio cuore
 

Sta passando lei
un dolce profumo
inonda l'aria
del mio giardino
sta passando lei
nel viottolo accanto
risvegliando i silenzi
dell'ora quieta
l'usignolo felice
riprende il suo canto
s'accende di luce
la corolla di un fiore
le foglie s'affidano
ai sospiri del vento
la rosa s'inchina
ondeggiano rami nudi
s'allontana la nube
sornione vigila il gatto
lontano un cane abbaia
da persiane socchiuse
occhi curiosi spiano
l'incedere sicuro
leggiadra e bella
alla casa dei nonni
sono sciolti i biondi capelli
ciuffi d'erba tra i sassi
sbocciano pensieri d'amore
fantasie nella mente stregata
batte forte il mio cuore
 

L'amico gay
la corsa è finita
senza medaglia
la testa china
lascio la pista
più volte amica
ho perso la gara
è andata così
sotto la doccia
gambe indurite
luce negli occhi
il volto è sereno
altre volte sconfitto
pensieri tristi
rivedevo le curve
per cercare gli errori
stavolta no
il campione oggi è lui
compagno di banco
di studi di sport
sorrisini e sberleffi
malcelate ironie
inquietudine a scuola
guazzabuglio nel cuore
sulla pelle sudata
tutto scivola via
sul viso lacrime nuove
è già domani
alza al cielo la coppa
ora applaude la folla
è la prima vittoria
del mio amico gay
 

 Nel giorno che va
non piove più
riprendo il cammino
a passo lento
lungo i colori
della mia strada
foglie ferme sui rami
anche il vento è cessato
apro lo sguardo
ai rumori della quiete
un bimbo indossa
la maglietta col nome
il cane abbaia
al gatto soriano
sull'auto in corsa
un fiocco rosa
la campana diffonde
rintocchi già noti
un amico malato
è mancato ai suoi cari
silenzio nel cuore
continuo i miei passi
ignorando la fretta
voglio guardare ancora
i dipinti del cielo
catturare i profumi
che accompagnano l'aria
assorbire il tepore
del sole che resta
rallentare il mio tempo
nel giorno che va
 

L'amico lontano
Parlami di lui
dell'amico lontano
di come sta che cosa fa
se coltiva le rose
sorride agli uccelli
strimpella le note
della sua chitarra
se vive in campagna
fuma ancora la pipa
riceve regali
per il suo compleanno
digli di me
quando lo vedi
che passeggio col cane
dormo bene di notte
studio un poco l'inglese
vivo in buona salute
solo qualche pastiglia
ascolto musica jazz
scrivo qualche poesia
parlo ancora il dialetto
della nostra città
digli ti prego
senza insistere troppo
che conservo da sempre
nel cassetto del cuore
i sapori e i profumi
delle nostre stagioni

Ispirata dal libro Montedidio
 

UNITRE (università della terza età)
storia dell'arte
disegno e pittura
computer di base
inglese avanzato
merletto a fuselli
scrittura creativa
fuori dall'aula
bisbigli e sussurri
quaderno in mano
attendono l'ora nuova
contando i minuti
nella bacheca
fogli appuntati
offrono a tutti
avvisi e proposte
gite e mostre
che intrigano l'anima
s'apre una porta
sorrisi appagati
nutrita la mente
camminano lenti
parole in friulano
verso cose di casa
liberate le rughe
accesi i fornelli
briciole di noia
vetri appannati
i pensieri fuori
lunedì pomeriggio
rifiorito l'umore
torneremo a nuotare
abbracciando emozioni
nelle acque amiche
dell'isola felice
 

Ragazza madre
turgido seno
placa il pianto
del neonato affamato
diciottenne
pupille chiuse a metà
scelto in fretta
il mestiere di mamma
dubbiosa interroga
l'incerto futuro
del loro insieme
senza di lui
piange il piccolo ancora
ecco l'altro capezzolo
raggi tra il buio
ormai l'alba è vicina
tante cose da fare
pesare l'infante
cambiar pannolino
asciugare le lacrime
sperare e gioire
 

Le tue bugie
musica jazz
a basso volume
scintille di legna
nel caminetto acceso
cioccolatini di marca
dentro parole d'amore
due bicchieri slanciati
lo spumante nel frigo
una luce tenue
accanto al divano
nell'aria colori di fiori
fuori la luna
nell'orologio a muro
corrono le lancette
il campanello tace
passa l'ultimo tram
con le guance bagnate
racconterò al mio cuore
le tue bugie
 

>Un torbido fumo
Un torbido fumo
è apparso all'alba
sull'erta collina
del mio camminare
è la nebbia
dell'ultima stagione
impalpabile nube
inceppa le lancette del cuore
ammanta di grigio
passato e futuro
s'infiltra sinuosa
come viscida serpe
tra i tortuosi anfratti
del cervello offuscato
paralizza il respiro
è pulviscolo tossico
che tutto inquina
solo l'anima ignora
così almeno pare
è arrivata la nebbia
della mia stagione
guardo indietro sereno
allargo le dita indurite
conto difetti e bontà
addiziono meriti a pregi
sottraggo colpe e peccati
è tutto pari
forse eviterò l'inferno
 

La tua valigia bagnata
Se questa notte
Squilli d'amore
Sveglieranno i sogni
Della ragazza in te
Non sarò io
Lui è tornato stasera
Per rubare un cuore
Che già conosce
Per portarti con se
Tra le luci e i suoni
Della nuova città
Guerriero senz'armi
Osserverò impotente
Tra scontati perchè
La tua valigia bagnata
Da lacrime di gioia
 

Nel sonno volare
Accendo la musica stasera
voglio danzare da solo
abbracciarmi le spalle
inventare piroette
sentire il soffio
di venti lontani
emozioni nuove
regalate dal cuore
la luna è piena stanotte
voglio nel sonno volare
su montagne innevate
sui laghi di ghiaccio
stupefatto osservare
i crateri di fuoco
di un vulcano attivo
e alle luci dell'alba
nelle terre del Nord
guardare i salmoni
che risalgono i fiumi
le navi vichinghe
che salpano i mari
poi un'ampia virata
verso i caldi del Sud
ammirare in silenzio
minareti e moschee
dromedari e cammelli
nelle dune di sabbia
poi planando approdare
come stanco gabbiano
su scogliere bianche
di limpidi mari
al risveglio domani
coi rumori di sempre
sole negli occhi
profumo di fiori
salutare il giorno
che puntuale ritorna
cantare agli uccelli
sillabe in versi
dipingere l'aria
coi colori del cielo.
 

Ho di nuovo paura
Quando la notte
passo dopo passo
s'inoltra nel buio
e il giorno deve ancora arrivare
d'improvviso il corpo s'inceppa
la mente percorre sentieri amari
e mentre il respiro soffoca
fili infilati nella cruna dell'ago
ricamano nuove ferite
sui tessuti dell'anima mia
sono solo capace di dirmi
che non devo avere paura
ma il nodo stringe la gola
formicolii nelle mani tremanti
sulla schiena perline di ghiaccio
sudore ora fascia la pelle
le pupille dilatano gli occhi
il cuore scatena i suoi colpi
l'attacco di panico ha bussato
inerme accompagno il disagio
mentre stormi di corvi
disegnano pareti nere
nella mia stanza attonita
e' buio intorno a me
una foglia appiccicata sul vetro
soffia forte il vento
interrogo lacrime mute
affido al cielo un Ave Maria
stremato vacillo, mi arrendo
ho di nuovo paura


Quando il sole
stanco del giorno
affonda lentamente
nell'orizzonte del mare
e i rumori della sera
svegliano il sonno della notte
la mia mente s'inerpica
pei sentieri dei desideri
visioni stereoscopiche
di panorami inediti
suoni e sussurri
armonie nei cieli
seducenti sirene
i segreti dell'anima
pentagrammi e versi
danze di musica
bimbi e fate
di mondi lontani
coriandoli e stelle filanti
sorrisi timidi
tra pioggia di lacrime
catene spezzate
di schiavi liberi
fuochi d'amore al vento
magie del cuore
sulla fronte ghirlande di mirto
incantesimi di betulla
scintille di fantasia
nutrono i miei sogni
 

La statua
ciabatte gonne maglioni
piante ombrelli formaggi
al mercato del venerdì
profumi e colori per tutti
nella piazza affollata di gente
la statua del valoroso guerriero
oggi trascurata riposa
domani sorriderà ammirata
ai turisti del pullman straniero
 

Quel Clown
Carovane di roulotte
Sono entrate in città
E' arrivato il circo !
Dal tetto dell'automobile
L'altoparlante diffonde
Orari e giornate
Ci sarò anch'io stasera
Sotto il tendone
Voglio ammirare
Domatori e leoni
Elefanti e cavalli
Voglio farmi stupire
Dal mangiatore di fuoco
Da giocolieri e funamboli
Voglio trepidare in silenzio
Coi trapezisti e gli acrobati
Aspettando il momento del clown
Che regala illusioni e sorrisi
Quel clown che piange ridendo
Che sembra mi somigli un po'
Mentre la musica va


Scempi e soprusi
Mostri di cemento
imposti dall'uomo
incuranti offendono
angoli di paradiso
palazzi abusivi
abbracciati alle spiagge
avvelenano acque trasparenti
di mari cristallini
speculazioni edilizie
di famelici costruttori
feriscono a morte
bellezze della natura
colpevole ignoranza e apatie
alimentano perpetue bruttezze
e accorati appelli
di generosi ecologisti
non fermano scempi e soprusi
disastri ambientali arcinoti
assistono indifferenti
alle agonie di paesaggi violati
 

Sono emozioni
Ho affidato alla mente
consonanti e vocali
per dare parole nuove
ai miei pensieri
ho letto le storie
di mille scrittori
per odorare il nettare
delle loro passioni
ho chiesto ai miei sogni
di farmi poeta
per dare versi
alle mie speranze
ho rubato agli archivi
le rime più belle
per scuotere il cuore
di chi non ama
sono emozioni che volano
su ali cariche
di desideri e sospiri
 

A volte
a volte
nelle narici
il sapore dei fiori
dove nacque il mio sangue
l'odore del mare
dove infante annaspavo
fianchi cinti di zucche vuote
a volte
acre bruciore di roghi d'agosto
erba di casa inondata dal sole
aroma di olive cadute e raccolte
essenza di bergamotto
che ingentiliva le ascelle
nei giorni di festa
mosto nell'aria
d'acini pigiati a piedi nudi
a volte
anzi sempre nel cuore
il ricordo di chi tra le bombe allattò


Fiori di speranza
Mente deformata
da nevrotici conflitti
cerca nuovi equilibri
tipologie di sfere umorali armoniche
plastiche duttilità cerebrali
tra schemi spezzati
sinergie disciolte
sipari chiusi di trame obsolete
Una luce di fede s'accende
germogliano ora
nel giardino della mente
fiori di speranza
neuroni rigenerati
accendono il palcoscenico dell'io
sorrisi sopiti conquistano
le pieghe arrugginite
di un volto ritrovato
 

I bisogni del cuore
Negli archivi profondi della mente
Schegge di emozioni danzano
Sull'altalena della fantasia
Come puledri indomiti
Cercano mari d'erba
Negli abissi dell'io
Soggiogati da voci aliene
Come leoni in gabbia
Mugghiano invano
Sono pensieri d'amore incatenati
Sono dolci illusioni arse
Nei crateri ancora vivi
Di arcaici vulcani cerebrali
Sono speranze e aneliti
Soffocati da processi neuronali
Ignari dei bisogni del cuore


Ma ti accorgi poi
nei giorni tristi
ti senti
un fiore senza profumo
un ruscello senza acqua
un uccello con le ali spezzate
ma ti accorgi poi
che il sole ti scalda ancora
le stelle brillano anche per te
il bambino del giardino accanto
ti sorride gioioso
e così
riprendi a camminare
tra le pianure e i pendii
della tua strada


Notte di Natale
A mezzanotte
fedeli devoti
cantano inni di gloria
E' nato Gesù
profumo d'incenso
purifica il cuore
dei peccatori
nel silenzio dell'anima
vibrano musiche di pace
si respira amore
tra le panche di legno
sul sagrato
volti segnati dal freddo
e dall'ora tarda
regalano sorrisi di fratellanza
le campane suonano a distesa
promesse e speranze
nella notte di Natale
 

Barconi stracolmi di anime e corpi
giungono muti su litorali di speranza
uomini e donne(bambini dentro)
pelle impregnata di sale e sudore
respirano ormai sapori di liberta'
sorrisi nuovi sui volti rinati
paesaggi di festa nei loro cuori
ma indifferenza e oblio
cancellano presto le loro anime
restano vivi solo corpi invecchiati
segnati per sempre da sogni svaniti

Terra
vulcani abbandonati
segni di antica vita
scandiscono il tempo nella terra dei silenzi
uccelli assetati
verso rivoli secchi volano
il viandante pellegrino
con la bocca schiusa
denuda l'anima dell'erba calpestata
pioggia battente
assapora i colori di conchiglie chiuse
immutati i semi dell'abbandono
dormono.

Illusioni
Un vento leggero solleva i bianchi capelli
un tiepido sole riscalda le membra indurite.
E' una gradevolissima giornata!
Ritornano ancora i pensieri di sempre
riaffiorano le nostre infinite speranze
galoppano,galoppano le tenere illusioni.

Dalla finestra
Agito le mie mani per salutare te
intravedo il tuo
triste sorriso
dalla finestra guardi nel vuoto
sai che chi parte può
non tornare
Porto dietro un profumo d'amore
questo sogno mai più finirà
verrò presto a guardare i tuoi occhi
troppo forte è il ricordo di te.

Senza veli
Ti sei mostrata
al fin senza veli
ha barcollato il mio gracile cuore
non era un sogno
dei soliti sogni
io non dormivo ero sveglio con te
Vecchi ricordi in un
solo momento
antiche gioie sbiadite dal tempo
sorrisi,baci,affettuose
carezze
profumi intensi di rose sbocciate
Ora ricordo ho già visto il
tuo volto
tu sei l'amore, l'amore risorto.

Dalla finestra
Ho visto da
lontano il tuo triste sorriso
quando frettoloso agitavo le mani
Dalla
finestra guardavi nel vuoto
sai che chi parte può non tornare
Il tuo
volto, i tuoi doni ho portato con me
neanche un giorno ti potrò
scordare
Stai alla finestra, io tornerò

E' primavera
Resta poco tempo per
amare
la lancetta corre più veloce che mai
Il cuore chiede ciò che gli
spetta
pur zoppo vuole ancora camminare.
Tavole imbandite ricche di
niente
frasi e discorsi senza passione
abiti scuri, cravatte nuove
fiori appassiti, dov'eri tu?
Voglia d'amare,è primavera!
dolce
stagione, non più per te.

Uomini saggi
Anni
trascorsi su libri importanti
giovani amori mai posseduti
Prima il
dovere dicevano i saggi
meglio studiare poi si vedrà
Un altro amore
sognato, anelato
mai cominciato eppur già finito
Sveglie notturne,
occhi assonnati
appunti e libri compagni fidati
Un bacio vero?miraggio
nascosto
Soldi, ricchezze, inviti speciali
le notti a leggere ormai
terminate
gloria,denaro è tutto normale
Visto che bene?sorridono i
saggi
Tanti consigli in silenzio ascoltati
d'amore i fremiti sempre
strozzati
Grazie sentito signori attempati
dei primi anni un ricordo
non c'è
Sposarsi è l'ora sentenziano i saggi
scegli una donna,
l'amore?....cos'é?

Una carezza e via
Mi hai donato la tua lampada
quando brancolavo nel buio
Hai parlato
sapendomi sordo
la tua mano ha pulito il sudore
Ora è chiara la mia
mente confusa
sento e vedo bianco intorno a me
Una carezza e via, non
ricordo il tuo nome
ma so come trovarti fra la folla
Un profumo d'amore
emani tu

Compleanno
Una candela in più sulla
torta
una ferita nuova dentro il petto
Applausi muti tutti verso me
abbracci vuoti insieme agli amici
Alla festa del mio compleanno
una
sedia vuota aspetterà
Hai segnato in rosso un'altra data
sul tuo
calendario dell'amore.
Conserverò soltanto ricordi belli
non riuscirà a
odiarti il mio cuore
Seguirò con affetto la tua nuova felicità
Sei
stata dolce nei miei giorni tristi.

                          La festa
della gente

Sono spenti i lampioni
nella piazza ormai vuota
La festa
della gente si è conclusa
Nei miei occhi i sorrisi degli altri
il tuo
volto non scorgo tra loro.
Tu non eri alla festa della gente.
La musica
domani suonerà ancora
nella piazza i lampioni illuminati
La festa della
gente sarà nostra
se tu verrai.

           Tutto è tenero

Non
calpesto più le formiche
guardo i fiori sbocciare sui prati
gli uccelli
cantano sui rami in fiore
le farfalle mi stanno a guardare
Ora stupisce
il mi freddo cuore
tu nutri d'amore i miei pensieri
Tutto è tenero da
quando ci sei.

Sogno d'amore
Un improvviso sogno d'amore
agita la mia
mente pigra
L'odore della tua pelle sudata
si sente forte intorno a
me.
Vedo sciolti i tuoi lunghi capelli
li accarezzo tremante di gioia
Un dubbio nel sonno mi assale
Solo domani saprò se c'eri.

Da quando ci sei
Non calpesto più le formiche
guardo
i fiori sbocciare nei prati
Gli uccelli cantano sugli alberi in fiore
le farfalle mi stanno a guardare
Ora stupisce il mio freddo cuore
ora
tu nutri d'amore i miei pensieri
Tutto è tenero da quando ci sei.

Cuore Ignorante
Il calore della
tua mano
riscalda il mio cuore ignorante
Il tuo discreto sorriso
spazza
via le mie titubanze
E' tutto vero!
La mia solitudine è entrata
d'incanto
nel grande universo dell'amore.

Notte di Natale
A mezzanotte dietro
un'inferriata
Suore Clarisse cantano inni di gloria
E' la notte di
Natale
Io peccatore, purifico la mia anima
In mezzo ad altri umidi
peccatori
Finita la messa mi imergo di nuovo
tra le ambizioni della
vita quotidiana


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