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Antologia poetica
L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari - Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte - La poesia per i poeti -

DESIDERI



Io vivere vorrei addormentato
Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita.
(Sandro Penna)



                               Il cerilo
O fanciulle che il dolce suono seguite con soave
voce, non più le membra ho docili. Fossi il cerilo
che con le alcioni passa sereno sul fiore dell’onda,
uccello di primavera, colore delle conchiglie!
(Alcmane, traduzione di S. Quasimodo)



Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel, ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio;

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:

e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.
(Dante, Rime)
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
Guido, io vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per magia
e messi su una navicella, che ad ogni soffio di vento
andasse per mare secondo il vostro e mio desiderio;

sicché tempesta o altro cattivo tempo
non ci potesse causare ostacoli,
anzi, vivendo sempre tutti d’accordo,
crescesse il desiderio di stare insieme.

E il valente mago (Merlino) ponesse con noi
poi la signora Vanna e la signora Lagia
insieme con quella che è tra le trenta donne più belle (di Firenze):

e qui ragionassimo sempre d’amore,
e ognuna di loro fosse contenta,
così come io credo che saremmo noi.
(Traduzione: Lorenzo De Ninis)

Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori
Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori,
le piazze, i templi e gli edifizi magni,
le delizie e il tesor, quale accompagni
mille duri pensier, mille dolori.

Un verde praticel pien di be’ fiori,
un rivo che l’erbetta intorno bagni,
un augelletto che d’amor si lagni,
acqueta molto meglio i nostri ardori;

l’ombrose selve, i sassi e gli alti monti,
gli antri oscuri e le fère fuggitive,
qualche leggiadra ninfa paurosa:

quivi vegg’io con pensier vaghi e pronti
le belle luci come fussin vive,
qui me le toglie or una or altra cosa.
(Lorenzo il Magnifico)
Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori
Cerchi chi vuol il lusso e gli alti onori,
le piazze, i templi e i palazzi maestosi,
i piaceri e la ricchezza, che si accompagnano a
mille dure preoccupazioni, a mille dolori.

Un verde praticello pieno di bei fiori,
un ruscello che intorno bagni l’erbetta,
un uccellino che si lamenti d’amore,
calmano molto meglio le nostre passioni;

gli ombrosi boschi, le rocce e gli alti monti,
le grotte oscure e le fiere fuggitive,
qualche bella ninfa timida:

in questi posti io vedo con pensieri dolci e pronti
i begli occhi (della mia donna) brillare vividi,
qui (in città) me li tolgono ora una ora un’altra cosa.
(Traduzione: Lorenzo De Ninis)

Ci sono sere che vorrei guardare
Ci sono sere che vorrei guardare
da tutte le finestre delle strade
per cui passo, essere tutte le rade
ombre che vedo o immagino vegliare

nei loro fiochi santuari. Abbiamo,
sussurro passando, lo stesso sogno,
cancellare fino a domani il sogno
opaco, cruento del giorno, li amo

anch’io i vostri muri pallidamente
fioriti, i vostri sonnolenti acquari
televisivi dove i lampadari
nuotano come polpi, non c’è niente

che mi escluda tranne la serratura
chiusa che esclude voi dalla paura.
(Giovanni Raboni)

  Notti selvagge - notti selvagge!
Se io fossi con te
notti selvagge sarebbero
nostra voluttà!

Futili - i venti -
per un cuore in porto -
niente più bussola -
niente più carta!

Remando nell'Eden -
Ah! il mare!
se in te stanotte
potessi ancorare!
(Emily Dickinson)
- Traduzione di M. Bacigalupo -

Potessero le mie mani sfogliare
Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.
Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.

Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.

T’amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!!
(Federico García Lorca;
traduzione di Claudio Rendina)
 
  Rondini, o voi dove andate?
Rondini, o voi dove andate
che par che il cielo v'ingoi?
O amiche rondini, fate
fate ch'io venga con voi.

Rondini, io getterò via
tutto ciò che amai, tutto ciò
ch'è inutil peso, terrò
soltanto l'anima mia.

Rondini,è certo che poi
senza l'ombra d'un pensiero
sarò leggero leggero
come il vento, come voi.

E tu taci, anima mia.
Mentre che scema la luce
andiamo dove ci conduce
questo volo, andiamo via.
(Marino Moretti)

Pianura
Certe sere vorrei salire
sui campanili della pianura,
veder le grandi nuvole rosa
lente sull'orizzonte
come montagne intessute
di raggi.

Vorrei capire dal cenno dei pioppi
dove passa il fiume
e quale aria trascina;
saper dire dove nascerà il sole
domani
e quale via percorrerà, segnata
sul riso già imbiondito,
sui grani.

Vorrei toccare con le mia dita
l'orlo delle campane, quando cade il giorno
e si leva la brezza:
sentir passare nel bronzo il battito
di grandi voli lontani.
(Antonia Pozzi)
 

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