Chi rompe, paga
Chi rompe, paga! Or cosa vuoi pagare?
Mi hai rotto il cuore, me lo puoi sanare?
Vuoi per te i cocci, ma son tanti e tanti
che si son sparsi per questa città.
Se ci pensavi in tempo li incollavi.
Quand'erano due pezzi li aggiustavi.
Ma é troppo tardi ormai...
Senza un trapianto,
entro un mesetto é certo ed é sicuro
mi atterri cuore e coratella pure!
2024
Sei capace di restare fino a sera a digiunare,
ma a una certa ora crolli, hai bisogno di energie
sotto forma di antipasto, mozzarella e ricottella,
un piattone di fagioli, due bistecche di maiale,
tre porzioni di frittura, poi due fette di pastiera,
tre babà e una zuppetta, due gelati e un sorbetto,
annaffiando il tutto in vino, birra, Strega, caffé nero
e un amaro in gran bellezza.
Ce ne andiamo a coricare per svegliarci il giorno dopo
giusto all'ora di mangiare...
07.05.2022 ore 21:50
Ti senti avvilito?
Ti senti avvilito, atterrito e smarrito?
Trasformati in Jolly, in un pagliaccetto
che sembri davvero felice e giocondo
dove ridon, non solo, la bocca e le gote,
ma gli occhi strizzati e le rughe a raggi.
Specchia ora il tuo volto in uno specchietto
che te lo ingrandisce di ben 7 volte!
E prova a non ridere spontaneamente...
vedrai che te stesso, il tuo cuore, il tuo animo,
pur non volendolo nel tuo frangente,
scoppietteranno adesso all'unisono,
in una, con l'eco, sbellicata risata.
Un'altra giornata di sole
05.09.2023 ore 09:30
Un'altra giornata di sole
che passa, ma senza di te.
Sei sotto a quell'albero
amato quando cercavi
un po' d'ombra, ora tua tomba.
Vi abbiamo piantato le rose.
Sei stato degli anni con noi,
eppure sono stati assai pochi
i tredici o novantuno
per i felini gattoni.
La cosa che non credevamo
é sostituirti con l'altro
che ti somiglia, tra l'altro,
che i cari amici propinano
vedendoci tristi, scorati.
Ma loro non sanno il dolore
che solo a pensarci proviamo
sebbene sian già passati
sei mesi da che dipartisti.
Soffrivi e l'estremo rimedio
é stato l'eutanasia.
Il nostro timore é che possa
succeder lo stesso col nuovo.
Ancora noi ti ringraziamo
per ogni giorno di gioia,
di preoccupazioni, di fusa.
Uscivi felice al mattino,
non é che tu andassi lontano,
ma tornavi provato la sera.
Se poi ci vedevi avviliti,
malati, accasciati, provati,
restavi vicino a curarci,
il tuo gran calore a donarci
le fusa, l'impasto e i tuoi "Miao".
E quando restavi lí fuori la notte,
d'inverno, all'addiaccio,
noi quasi non riposavamo,
il nostro pensiero era a te.
Oh caro gattino, gattone,
finché il cordoglio é ancor vivo,
restiamo a pensarti e cerchiamo
il solo rimedio che resta,
l'accommiatarci da te.
Bel Sudoku
01.09.2023 a mezzanotte
Anche se sono stanca, stanchissima, strastanca,
mi attira un bel Sudoku, uno dei complicati
che mi sbatte i neuroni e mi sfida a duello.
Sono andata due volte a passeggio ieri sera.
L'aria mite e il paesaggio bucolico mi hanno deliziata.
Ne ho fatto quasi quasi novemila di passi;
potete immaginare la stanchezza che sento
dopo aver rassettato, cucinato, lavato i pavimenti,
fatta la cucina e anche riordinato lo studiolo!
La mattina avevo saltellato e ballato Zumba
intensamente per sgranchirmi un pochino
con un tutorial fresco di musica latina.
Eppure l'abitudine non ti fa fare a meno
di giocare coi numeri come quasi ogni sera
e ti consoli se quel mneumonico gioco
ti riesce perfetto fino all'ultimo quadro.
Piove spesso...
29.08.2023 ore 13:15
Piove spesso sotto l'ombrello
e ti ritrovi bagnato fradicio
insieme alla borsa e al borsello.
Ti manca solo di scivolare,
diventare un pagliaccio,
come un giullare per chi ti vede
e si fa una risata,
senza accorrere in tuo aiuto,
godendo e gioiendo
del tuo stato d'animo
in questo momento.
Per fortuna ti alzi illeso
e ti sembra in un batter di ciglio
di esser rinato a nuove sfide
per dare un calcio di qualità
a chi ti vuole vedere a vita
bagnato fradicio, nell'indigenza.
Adesso sei pronto a scalciare
e a lottare per rivendicare
il tuo posto nel mondo
che per te non é più tondo,
anzi di angoli acuti é stracolmo!
Gelato alla vaniglia
Gelato alla vaniglia,
tu mi riporti a mamma
che come ricompensa
di un buon voto a scuola,
ci comprava con gioia,
a mio fratello e a me,
una crema squisita,
vicino a casa nostra.
Lì c'era un lattivendolo
in un piccolo spazio,
che preparava allora
derivati del latte
tanto squisiti e unici,
direi ineguagliabili,
che so paragonare
adesso vagamente
a un gusto di gelato
che si produce in Svizzera.
Lo mangerei sia a pranzo
che a cena e a mezzanotte
tanto é buono al palato,
alla lingua, ai sentimenti.
Per fortuna non amo
le cose zuccherate
e lo posso evitare
non comprandolo spesso.
Se in casa tua non trovi
ciò che puo' danneggiare
il tuo corpo, i tuoi organi,
persino la tua indole,
scompare per incanto
la voglia di quei cibi che,
con l'andar del tempo,
non son fatti per te.
Ma il ricordo é affiorato
e mi ha fatto assai bene.
Son ritornata bimba.
Cosa che ci voleva...
É il primo agosto
É il primo agosto,
forse anche l'otto...
Mi sento di stucco,
divento un gran riccio.
Guai se mi tocchi!
Solo un bel salto,
una capovolta,
or mi riportano
al sasso che ho addosso
che é rimastomi
qui sulla testa!
Ai miei tempi
22.07.2022 ore 16.35
Ai miei tempi la pazienza,
sia di mamma che papà,
gli costava oro colato.
Se facevi una domanda
ti tappavano la bocca.
Non citiamo poi i lavori
manuali o, di pazienza.
Non appena i nostri adulti
si accorgevano che noi
non ne avevamo voglia
ci prendevano a ceffoni
e mandavano a dormire.
Poi, puntuali, il giorno dopo,
senza troppe cerimonie,
ci forzavano a sbrigare
quei lavori odio-noiosi
fino a che non finivamo.
Voi ragazzi fortunati,
ma si fa solo per dire,
in quest'epoca un po' matta
dove tutto é capovolto,
voi or siete diventati
padri-capi e loro, i figli
senza troppe cerimonie,
ci forzavano a sbrigare
quei lavori odio-noiosi
fino a che non finivamo!
Che fortuna avete voi,
ragazzacci pien di vizi,
dove il mondo é capovolto,
voi i padri e loro i figli.
Ho il ballo di San Vito
25.07.2023
(Passeggiando per Napoli mia)
Scusa se non insisto, sono indisposto,
mi sento afflitto, un senza tetto.
Porta pazienza, presto io mi rifaccio
e mi rimetto da questa scossa.
Non sai quanto ci soffra, se non ti vedo,
se non ti ammalio. Non mi lasciare!
Io ti vorrei invitare a fare un giro sulla mia moto,
ma... ho il ballo di San Vito!
I libri moltiplico
13.05.2016
I libri moltiplico, poi li dimezzo.
Mi mancano un sacco, li compro di nuovo.
Diventano tanti, li distribuisco.
Ho la nostalgia, li vado a cercare.
Poi penso: Internet mi da la cultura.
Ma un libro ha il sapore, per sua bella natura
di carta, di stampa, che ridonano il cuore...
Quando vedi un maggiolino
Nov. 2020
Quando vedi un maggiolino
ch'entra nella tua cucina
cosa fai per prima cosa?
Chiudi tutte le finestre
per non farlo andare via
ed aspetti il suo saluto
che ti dona saltellando
sulla mano, augurando:
'Buon mattino'
Sono amica di un maggiolino...
E cambiate a piacimento
20.11.2022 ore 11:15
tutto quello che vi pare
con la scusa di migliorare
prestazioni e le funzioni.
In realtà fate più un danno,
specialmente a chi ha più anni,
imbrogliate le matasse e
non si capisce un asso.
Google, Whatsapp e Internet
ti fanno passar la voglia
d'essere ogni giorno usati.
La migliore soluzione
che io trovo a questi imbrogli é
trascorrere più tempo a comprar e legger libri,
a cantare e a ballare, ascoltar la radio e fare
delle lunghe passeggiate che
ci fanno ossigenare
e più a lungo pur campare.
Bastano poche frasi
19.03.2021
Bastano poche frasi, tre parole,
per crear l'atmosfera di un concerto
che ti scuote persino i capillari,
facendoti sentir mancar le forze,
fortuna non in piedi, ma in poltrona...
Bella fanciulla
13.03.2020 ore
03:15
Bella fanciulla che sorridi alla vita, dimmi un pochino se pensi al
domani.
Oh, certo, vuoi diventare famosa! Ma in quale campo ancora non sai...
Il tuo talento o, meglio, i talenti, accattivanti e convincenti,
ti son da sprono per un futuro grandioso, radioso e arricchente.
Tu sai cantare, ballare, insegnare. Ami la gente, gli uccelli, i pesci,
i gatti assai, ma anche i ragni. Le piante, il mare, la spiaggia,
l'estate.
Qualunque cosa tu faccia ti appaga. Sei fiduciosa, solare e gioiosa.
Ma proprio a quelle che sono geniali, la vita spesso regala sorprese
amare, tristi e persino fatali per usurpargli un giaciglio tranquillo
e per rubargli il sorriso dal viso.
Tu non demordere mai e poi mai! Anche se cadi rialzati subito
e in un baleno, ridendo e scherzando, ritorneranno il sole e il tepore
di cui hai bisogno per correr lontano dove ti guida l'istinto deciso
di fare quello che é il tuo desìo.
Ed esci tu...
26.11.2019 ore 17:30
Ed esci tu... (Scritto dopo un disegno spontaneo che ho fatto a matita,
un pezzo astratto con angoli e curve. Vi scopro una testa
e anche una gabbia, forse é il corpo. Ma non é un cammello, bensì...).
Sembri un leone, quello egiziano o veneziano
o di qualsiasi altra parte del mondo che fa da vedetta, ci protegge le
spalle. Ma io ti trasformo in un pesce gigante per farti fare la guardia
nel mare, affinché il pescecane non si avvicini,
perché gli diciamo che noi siamo umani. Umani pacifici che odian la
guerra. Sarà da vedere se ci crederà.
Spot
07.12.2020 ore 00:32
Non ti lasciano mai in pace, ti costringono a comprare.
Non appena vuoi chattare, fanno scariche di spot.
Se ti lasci abbindolare, ti schiavizzano la mente.
Quanta gente che si muove nel PC da dipendente
come da drogato d'alcol, di tabacco o marjuana,
alla fine si ritrova una casa pien di oggetti
che non servono a un bel niente e col conto chiuso in banca.
"Ma come si fa a desistere da quel paia di stivaloni
dal design originale che son certa
fa impazzire anche gli angeli nel cielo?"
"Non riesco a trattenermi quando vedo il nuovo iphone,
non é fatto apposta sexy per dover esser comprato?"
E così chi ci rimette sono sempre quelli illusi
che arricchiscono i vampiri, le gran lobby, sfruttatori.
Forse un giovane inesperto lo si puo' persin capire,
dargli pure l'attenuante, vuole il Casio di quel Vip.
Ma un uomo o una donna, ormai adulti e con famiglia,
come si fanno ingannare ed estorcer fino all'osso?
Forse devon ricordare i bei detti socialisti:
"Se io non fossi un indigente, non saresti un dirigente."
"Se sei ricco, gran magnate, é perché io son pezzente."
Siamo noi, la colpa é nostra, se mettiamo i paraocchi,
se non esterniamo in tempo tutto il nostro malcontento!
Mia manna ci portava 22.03.2022
ore 13.30
Mia mamma ci portava nelle case
in cui giaceva a letto un morto steso,
con leggerezza, eppur con serietà,
per darci già l'idea che oltre alla vita,
c'era la parte opposta da accettare,
da non dover celare, del tutto naturale.
Grazie a mia mamma ed al mio papà,
non ho mai avuto, come tanti altri,
la paura, il terrore della morte.
Dio
12.10.2021
Dio si é sbagliato quando ci ha creati.
Perché, non puo' sbagliare anche lui?
Ci ha fatti a sua immagine e somiglianza, no?
Quindi... al posto della pace, ci ha dato il dolore;
invece della salute, le malattie;
invece dell'amore, l'odio tra i popoli;
al posto della solidarietà, l'egoismo...
Dio ha creato tutto, no?
Il bene e il male.
Forse, a un altro pianeta ha donato il bene e, a noi, il male
Ho avuto il morbillo.
05.06.2021 ore 22.30
Ho avuto il morbillo. Grazie Natura!
Ho avuto la varicella. Grazie Natura!
Ho avuto gli orecchioni. Grazie Natura!
Anche se mancavo a scuola, ero molto diligente e venivo lo stesso promossa
a pieni voti.
Addirittura, ho fatto la terza e la quinta elementare senza il
sussidiario.
Mio fratello, che mia madre voleva venisse infettato da me ad ogni costo,
gli dava da mangiare dal mio piatto e da bere dal mio bicchiere, ma rimase
immune.
A nove anni purtroppo, lui stava quasi morendo a causa del tifo...
Da grande prese l'Herpes Zoster. Ne soffrì molto; anche quella volta finì
in ospedale.
Io da grande ho sviluppato un buon sistema immunitario.
Oggi i bambini vengono vaccinati contro le malattie esantematiche...
Bastano poche frasi
19.03.2021
Bastano poche frasi, tre parole,
per crear l'atmosfera di un concerto
che ti scuote persino i capillari,
facendoti sentir mancar le forze,
fortuna non in piedi, ma in poltrona...
Ai vecchi
08.04.20121
ore 11:05
Morite! Morite! Voi vecchi dementi!
A noi cosa importa, non valete più niente!
La vostra pensione, sia grassa che magra,
finisce nel pozzo multimiliardario.
Tanto la vita di chi ha 70 anni é solo di peso e fa solo danni.
Se voi lo poteste lo leggereste persino nei cuori
di chi vi illudete vi voglia bene e voglia, viviate.
Un vecchio di meno vuol dire bottino per i familiari e gli amici vicini.
Lasciate la casa o il monolocale, ce ne sono mille che sperano andiate.
Le nuore verranno alleggerite del peso pel quale non muovevano un dito.
Tutti gioiranno della dipartita. Meglio sia oggi, che domani, finita!
Quando vedi un maggiolino Nov. 2020
Quando vedi un maggiolino
ch'entra nella tua cucina
cosa fai per prima cosa?
Chiudi tutte le finestre
per non farlo andare via
ed aspetti il suo saluto
che ti dona saltellando
sulla mano, augurando:
'Buon mattino'
Sono amica di un maggiolino...
I libri moltiplico
13.05.2016
I libri moltiplico, poi li dimezzo.
Mi mancano un sacco, li compro di nuovo.
Diventano tanti, li distribuisco.
Ho la nostalgia, li vado a cercare.
Poi penso: Internet mi da la cultura.
Ma un libro rimane per sua bella natura
di carta, di stampa, che ridonano il cuore...
Non ricordo
10 agosto 2020
Non ricordo come avessi ricevuto il privilegio
di far parte di quel gruppo che lanciaron
sul mercato la famosa gran bevanda dolce,
scura, col caffè, dentro a un litro di bottiglia.
Fin allora c'era solo la bottiglia piccolina.
Ma ricordo molto bene che, chi ci portava in auto
ogni giorno dai clienti potenziali a cui offrivamo
un buono di una cassa di bottiglia, quel signor
non sopportava di restar intrappolato dentro il traffico
di Napoli e cercava scorciatoie lunghe il doppio, ma fluenti,
sostenendo che così, risparmiava anche benzna.
Ma la cosa sorprendente che mi porto ancora dentro
assai allegra e fantasiosa, erano le fontanine ove aprivo
il rubinetto e sgorgava sia la scura che la chiara
ogni volta a litri e a litri. Ne ho bevuti di bicchieri che
non dissetavan, anzi, ne volevo sempre più! Non sapevo,
allora giovane, ero solo ventunenne, che quell'alto contenuto
di sostanze zuccherine non ti puo' chetar la sete.
Dopo che ne ho ingerita tanta, or la trovo nauseabonda.
Preferisco una birretta analcolica tedesca.
Sognavo di Tessa
14.12.2009 ore 05:00
Sognavo di Tessa dagli occhi d'incanto,
giocava con me e rideva, rideva,
mentre la sveglia suonava, suonava.
Viso a viso noi due stavamo.
Poi sdraiata sul grande divano
la reggevo nell'aria abbracciandola
e lei con le mani ballava e applaudiva.
Quegli occhi felici alla giapponesina,
mi fanno squagliare il cuore di gioia.
Ritorno al passato, a quando all'età
della mia nipotina, mia nonna giocava
cosí insieme a me...
Io sono un usignolo
Aprile 2019
Io sono un usignolo che canta, sogna e vola.
Osservo da lassù la pazzia di quaggiù.
Ne soffro spesso ma, per fortuna, assai presto
sposto lo sguardo e fisso il bello che ho davanti:
un bambino, un gattino, la gioventù negli occhi
di chi mi porta indietro al mio lungo passato.
Cosí ritrovo insieme alla spensieratezza,
anch'io la resilienza, dono che dona forza
per tirare la vita, quanto più posso, avanti.
Tu ermetico
10.11.2020 ore 05:45
Tu ermetico che scrivi per non far capir niente
a chi ti paga e legge, perché non ti domandi
se davvero ti apprezzano dal profondo dell'anima
o soltanto perché i tuoi libri li stampi
con i soldi che hai, e li fai divulgare dai santi in paradiso?
I lettori, nel cuore, si chiedono che cerchi,
che cosa vuoi con l'uso di certi paroloni
che neanche tu in fondo riesci a decifrare...
Cosa vuoi dir se questi termini arcaici e ostrusi,
complessi, enigmatici, ricercati e affettati,
non vengono irrorati da ciò ch'é percepito,
perché non ispirati dalle Muse d'Olimpo?
I sentimenti e il pathos non fai partecipare.
Usi quell'intelletto di chi ricerca lemmi
con la tecnica fredda scaturita dal nulla,
pretendendo persino di farsi definire:
scrittore, narratore, poeta, prosatore.
Ascolta ora il tuo slancio e ciò che ti zampilla
dall'infinita fonte che sgorga e che trascina
ogni genio del WordPad
come un uccello in volo per il mare ed il cielo!
Ai Covid idioti
10.11.2020
Alla gente senza cervello
gliela darei la libertà
di far quello che le va
a condizione che quando si ammala
continui ancora a festeggiare,
senza rompere scatole e pace
a chi vuole restare in salute.
La soluzione é l'applicazione
per sapere chi tiene il Corona.
Chi ancora lo nega non venga accettato
negli ospedali già troppo intasati.
Io metterei questi Covid idioti
su un'isola a parte, ben isolati.
Se la vedessero con chi come loro,
negano ancora fatti e realtà.
Son stata dura, ne son consapevole,
ma certo voi, che mi state leggendo,
avete capito perché ho esagerato:
perché riconoscano che hanno sbagliato.
Vorresti
02.11.2019 ore 23:55
Vorresti fuggire, ma devi apparire...
Vorresti ballare, ma devi sgobbare.
Vorresti mangiare, ma devi stirare.
Vorresti cucire, ma devi servire.
Vorresti dormire, ma devi accudire.
Vorresti evacuare, ma devi lavare.
Vorresti cantare, ma devi zittire.
Vuoi passeggiare? No, cucinare?
Vorresti uscire, ma devi pulire.
Vorresti sognare, ma devi zappare.
Tua vita quest'é, un'altra non c'é!
16.10.2020 ore 14:20
Ma come ti permetti?
Ma come ti permetti ancora adesso
di sostener l'idea che una donna
non lavori così come fai tu
che te ne vai in fabbrica o in cantiere?
Sapessi quanta rabbia che mi fai!!!
Vorrei che ci scambiassimo ora i ruoli
per farti constatare di persona
che sono io a farmi il mazzo tanto
e che tu, tra una pausa e un caffè,
in realtà te la prendi molto comoda,
mentre io, senza un minuto
per andare in bagno, mi dimeno
a lavare e a cucinare e a a, a a, aa, a a, a a,
senza una paga, senza una pensione!
Maledetto governo che mi sfrutta,
governo familiare e dello Stato,
per darmi mal di schiena mal di testa,
affinché tutto brilli e lindo e pinto
faccia felice il maledetto uomo
che non si sforza per capirmi un po'.
Non ce la faccio più, voglio scappare
in capo al mondo e finalmente fare
ciò che mi pare con la libertà!!!
E passan le giornate
9 settembre 2020 ore 20:20
E passan le giornate senza una via d'uscita!
Quello spiraglio sembra divenga più sbiadito.
Quando verrá il momento del trasloco anelato,
della liberazione ormai solo sognata?
Abbi ancora fiducia, non lasciarti scorare
da chi non se ne frega, da chi pensa ai suoi casi.
Eppur non sono altro che della tua famiglia
quelli che fan spallucce e ti lasciano a terra.
Meglio contempli il sole finché l'estate dura,
di poi, autunno e inverno ti daranno fiducia
che trascorrendo il tempo si avvicina la fine
dell'attesa che libera o, cosí o, colà.
Sarà l'ultimo giorno di tua vita o soltanto
l'ultimo che ti tiene, ti ferma ancora qui
in prigione da anni e da cui vuoi fuggire,
scappare, scomparire, per non tornarci più?
Grande donna la mia mamma
09.09.2020 ore 01:35
Le altre eran pettegole e cialtrone,
mia mamma col "Sorrisi e Canzoni"
non si curava delle malelingue
cantava la vincente di Sanremo.
"Non posso parlar mal di un'altra donna
ho anch'io una figlia qui, davanti a me."
Eran le sue parole oneste e sante
imparate a sua volta da sua mamma.
Così anch'io ho sempre odiato il gossip
e me ne sto a ballare e a canticchiare
l'ultima che ho ascoltato nell'antenna
ricordando i felici bei momenti
che guardo in foto e in video sospirando.
Prima del Covid, quando noi andavamo
a sgranchirci le gambe e anche la mente
nei locali vicini e nei lontani.
Che bei tempi trascorsi che aneliamo
tornino presto sia per noi che voi!
Un'altra stupidella
09/08/2020 ore 01:10
"Un'altra stupidella da prender nella rete.
Un'altra gallinella da spennare ben bene."
La femmina in questione di soli 28 anni,
straniera, preoccupata, rispettosa,
impacciata, dinanzi al ginecologo,
rimase lì di stucco quando lui le parlò:
"Signora, lei ha un mioma! Lo dobbiamo estirpare.
Prenda l'appuntamento dalla mia segretaria."
Quel dottor per le donne era un chirurgo e aveva
la sua gran bella clinica con vasta clientela.
La timida signora, giudicata ignorante,
forse un po' deficiente, proveniente dal sud,
ch'era però, docente, professoressa amata,
rispettata e in carriera, non si ""ammoccò" il responso
della visita breve del furbastro dottore.
Prese l'appuntamento dal primario famoso
dell'altrettanto famoso ospedale sul Lago.
La tutt'altra persona, d'altra pasta e altro cuore,
tranquillizzò la giovane, dicendole da padre:
"Io qui non vedo niente. Lei sta bene, si calmi.
Torni, per precauzione, fra sei mesi e vedremo."
Tolta la pietra grossa di peso sullo stomaco,
la mamma di due bimbi, tornò a casa serena.
Dopo i sei mesi ancora la rassicurazione,
che non ci stava niente di cui farsi pensiero.
Sana come un bel pesce, non ci furono mai un mioma,
nè altre patologie serie o minacciose.
Ma se quella fanciulla, invece di aver dubbi
si fosse lì per lì, lasciata già immolare a quei ferri
taglienti che l'inumano e odioso ginecologo suo
voleva maneggiare su di lei, ai suoi 71 anni
sarebbe certo giunta con strascichi e dolori
che avrebber di sicuro accorciati i suoi giorni.
Maledetto profitto, mèta e scopo
degli altrettanto maledetti medici!
Come mi disse in seguito un amico,
un affermato principe del foro,
il 50 per cento dei dottori
si comportano proprio in questo modo
(Bei tempi, ancora lontani dal Coronavirus!)
Spensieratezza
13.02.2018 ore 16:30
Spensieratezza su carta gialla!
Ti scrivo che quando fuori c'é il sole
tutta la casa diventa assolata.
Sole sui mobili, sui fogli, sui quadri,
su frutta e verdura, sulle piante fiorite.
Mi viene la voglia di mettermi in gioco.
Invento una nuova ricetta col riso.
Spensieratezza, grazie al mio sole
che mi riscalda fino al midollo,
mi dona l'estate e i trenta gradi.
Mi spoglio di tutto!
Via i vestiti, via i pensieri!
Mi butto sotto la doccia cantando
a squarciagola in spagnolo 'La Bamba'.
comincio a ballare, mi sciacquo e risciacquo .
Spensieratezza accompagnami tu!
Fa che i miei occhi divengano blu.
Le mie cellule cerebrali
23.04.2019 ore 19:30
Le mie cellule cerebrali si restringono
sempre più diventando piccoline
cosí da rendermi più scemolina.
Se io non le alleno dovutamente
con la lettura e il sudoku,
coi cruciverba e la sciarada,
imparando a memoria poesie e canzoni,
il passo indietro mi nuocerà.
Il tempo manca, la vita si accorcia
ed io me la passo nel cucinare,
nel lavare, pulire, riordinare
una casa non mia, fuori dal mondo,
di un vampiro che sa approfittare
da ingrato com'é, della mia coscienza
troppo allenata a fare del bene.
Chi penserà al mio futuro?
Devo per forza pensarci da me,
prenderla comoda, senza guardare
a destra o a manca o al suo vantaggio,
ma andare a passeggio
con un bel libro tra le mie mani
che leggo girando una strada, una via,
attraversando un crocivia
o su una panchina osservando il colore
del mio bel caldo e radioso sole.
"Per chi non lo sapesse...
27.03.2020
Per chi non lo sapesse, noi siamo quelli là
che hanno buttato fuori persino l'inquisitore !
Per chi non lo sapesse, noi siamo quelli là,
che hanno liberato la città in quattro giornate !
Per chi non lo sapesse, noi siamo quelli là
che stan curando il virus col Tocilizumab !
Per chi non lo sapesse, noi siamo quelli là,
i napoletani, che portano il cuore in mano !"
Assurdo!
11.04.2020 ore 23:50
Assurdo é persino questo Augurio:
"Buona Pasqua a tutto il mondo intero!"
Assurdo proprio come cercar perle,
se non abbiamo il collo sulle spalle!
Ma assurdo ora sarebbe sparpagliarle
come la rena sull'onda del mare!
Assurda appare pure la speranza!
Assurda tu, speranza che mai muori,
dacci il futuro qui, adesso, presto!
Prima che sembri assurdo tutto il resto!
Sembra
11.04.2020 ore 21:36
Sembra eterna quarantena!
Sembra gran dolore e pena!
Sembra una nottata eterna!
Sembra un sogno con catene!
Sembra non ci sia più forza!
Sembra stare un una morsa!
Sembra tutto ottenebrato!
Sembra stare in un teatro!
Sembra una tragedia greca!
Sembra senza via d'uscita!
Sembra di mangiar veleno!
Sembra tu non stia mai pieno!
Sembra manchi qualche cosa!
Sembra ormai vuoto ogni scopo!
Sembra, sembra, ma non é!
Presto ne usciremo, ueh!
Voglia di studiare
27.007.2018 ore 23:30
Quando hai voglia di studiare, ma la vita ti impedisce,
non puoi far altro che questo, senza libri e due matite:
tu devi tenere sempre le tue orecchie spalancate,
pronte a tutte le parole pronunciate nella scuola
dal tuo proprio educatore.
Questo é ciò che ha fatto sempre la ragazza-genio che,
ogni giorno interrogata sulla cattedra saliva
per ripeter la lezione che il maestro il giorno prima
avea esposto alla sua classe.
Così solo lei doveva, senza errori e senza 'ma'
or rischiar l'intero anno non avendo il sussidiario
della terza elementare e persino della quinta,
quando c'erano gli esami.
Stiam parlando della bimba nata nel '49.
Lei, regolarmente brava, ci riusciva a superare
le compagne e i compagni con la sua attenzione e voglia
di piacere a tutte e a tutti.
In particolare a mamma, al papà e a suo fratello.
La sua mamma ne era fiera.
Era lei che la spronava a riuscire e a farsi luce tra le teste vuote
attorno.
E la bimba, da prodigio, realizzava quel gran sogno.
Lo continuò da grande, fino alla maturità.
Ogni anno lei solerte, senza approfittar dei Suoi
che dovevano tra l'altro, finanziare anche gli studi
del suo piccolo fratello a cui niente era negato,
evitava di comprare tutti i libri necessari come quello di diritto o
della letteratura, della fisica e di chimica, escludeva anche l'inglese,
dove era la più brava, continuava attenta e tenace,
imperterrita a raccogliere i meticolosi appunti di materie principali.
Diventata donna e madre, ella stessa da docente,
poi riuscì addirittura, a insegnare in un'università famosa.
Cosa che negata fu ai suoi familiari o amici.
Solo lei rimase il dono di natura: Superbrain!
Bella fanciulla
13.03.2020 ore 03:15
Bella fanciulla che sorridi alla vita, dimmi un pochino se pensi al domani.
Oh, certo, vuoi diventare famosa! Ma in quale campo ancora non sai...
Il tuo talento o, meglio, i talenti, accattivanti e convincenti,
ti son da sprono per un futuro grandioso, radioso e arricchente.
Tu sai cantare, ballare, insegnare. Ami la gente, gli uccelli, i pesci,
i gatti assai, ma anche i ragni. Le piante, il mare, la spiaggia, l'estate.
Qualunque cosa tu faccia ti appaga. Sei fiduciosa, solare e gioiosa.
Ma proprio a quelle che sono geniali, la vita spesso regala sorprese
amare, tristi e persino fatali per usurpargli un giaciglio tranquillo
e per rubargli il sorriso dal viso.
Tu non demordere mai e poi mai! Anche se cadi rialzati subito
e in un baleno, ridendo e scherzando, ritorneranno il sole e il tepore
di cui hai bisogno per correr lontano dove ti guida l'istinto deciso
di fare quello che é il tuo desìo. Se il buon Dio 15.10.2010 Se il buon Dio ti fa del male, il cattivo dio ti sbrana. Se il tuo prossimo ti schiaccia, il nemico ti spellecchia. Se il tuo capo sfrutta tutto, il tuo Stato pappa il resto. Che ti resta da sbranato, da schiacciato e spellacchiato? Non rimane niente più di un brav'uomo come te: operaio o netturbino, impiegato o ciabattino, ragioniere o fattorino. Guarda ben t'han sotto sotto divorato anche le ossa! Cambio casa e me stessa 7 aprile 2019 ore 18:20 E me ne vò di nuovo, stavolta senza te! Da un mese ci ho provato e non é andata liscia così che ho cambiato in pochi dì due case: una, immensa, grandiosa, l'altra, un buco radioso. Il casermone é freddo e non si può far niente, la stanzetta compatta é calda e accogliente. I cento metri senza un poco di armonia, i quaranta son pochi, ma pieni di allegria. Dove mi sento bene a mio agio e tranquilla lì voglio rimanere e la pace godere. Anche da te la casa é immensa e assai spaziosa, ma se non ci sta bene, che se ne fa la Rosa? Solo lavoro ingrato, non pagato e sfruttato. Certo il tuo desiderio era ch'io rimanessi per sempre accanto a te, come schiava e badante. Ma ti chiedo una tregua di cinque giorni soli per ogni settimana, tanto sia la domenica che il sabato li dono a te e al tuo castello che mi hanno tolto tanto: salute, forze e anche tutte le mie speranze. Non ne vale la pena e per fortuna mia vivo ora in un'epoca in cui noi donne un passo in avanti abbiam fatto guadagnandolo a calci sia in faccia che nel culo. Siam state pugnalate con ferite inguaribili fino al sangue che é scorso a litri, a iosa piene di sofferenze ricevute a caterva dai maschilisti odiosi, assassini impietosi. Spero con tutto il cuore che le mie nipotine e le loro potranno fare passi giganti per raggiunger davvero quel che chiamano adesso, la parità di sesso. E che ogni donna possa trovare il suo rifugio, non come l'angioletto del focolar-prigione, ma liberata, equa remunerata e mai più soggiogata. Che siamo fatte asini, buoi addomesticati? Calpestati, schiacciati e infine assassinati? Perciò trovo la via per scapparmene via dal gran carcere odioso, da una vita tortuosa. Salvo me stessa e dedico la sana dipartita a mia mamma e a mia nonna che se la sono perduta. Ebbene, devo dirlo! 14.02.2019 ore 23:50 Ebbene, devo dirlo! Io non ci credo affatto che se mando a un concorso alcuni dei miei scritti essi vengano letti. L'importante per questi che organizzano gare é che noi ci iscriviamo. Siamo noi concorrenti che infine sosteniamo le quote da pagare per premi da assegnare a chi ha dei santi in cielo, già prima della corsa, già dall'anno passato. É triste e deprimente. Sento qui, in mezzo al petto, una pietra pesante rigirarsi e voltarsi. Devo finire adesso per non correre in bagno a svuotare lo stomaco. Voglio dimenticare! P.S. Oggi ho fatto il digiuno... Adoro i fiori 15.02.2019 ore 00:22 Adoro i fiori, ma non li amo. Mi danno tristezza e delusione. Oggi bellissimi, domani appassiti. Somigliano a noi esseri umani. Spariscono subito e se non li curi abbassano il capo dopo un paio di minuti. Ieri, pel giorno di San Valentino, ho ricevuto ventun tulipani. Splendidi, freschi, di tutti i colori. Cerco espedienti per tenerli in vita. Ma appena inizia la decadenza li metto lontani da occhi e presenza. Quelli di seta sono più belli. Li adoro e li amo perché sembrano veri. Sono per me degli scacciapensieri. Pesciolino d'argento 5.2.2019 ore 3:50 Mi sono affezionata a un pesciolino d''argento che vive grosso e vegeto nel bell'appartamento di mio figlio minore che sta a Singapore. Mi squizza sotto gli occhi non appena entro in casa. Si nasconde, poi esce, mi rivede e sparisce. Non lo vuole capire che io non potrei mai schiacciarlo o eliminarlo. Ora gli voglio bene... Mi chiedo solo cosa potrei dargli di più? Vorrei fargli un regalo per non vederlo più darsela a gambe se mi avvicino un po' a lui. É davvero carino, vivace e birichino. Ditemi voi, si puo' mai toglier la vita a un esserino docile che ti fa compagnia e ti dona allegria mentre là fuori nevica? Figli ingrati 22.01.2019 ore 18:30 Lei ha due figli a cui non manca niente, mentre lei vive quasi da pezzente. Uno, e lo si può dire, é milionario, l'altro non é sposato e non ha prole. Lei ha dato tutto a loro, non ha niente. Loro mangiano le prelibatezze in ristoranti rinomati e cari. Si fanno le vacanze da pascià. Ai Caraibi, a New York, o alle Antille, in Cina e in Giappone o in Australia. "La mamma da fastidio, ha sett'anni, é l'ora che si tolga dai coglioni. Che vuole da noi figli? Meglio se non si fa più vedere né sentire." Eppure quella mamma come tante, ha fatto tutto solo per i figli, li ha viziati, protetti, mai menati, e quasi mai neanche rimproverati. Li ha serviti alla stregua di negretta coi suoi padroni ingrati e pretenziosi. Erano in tre, i maschi dentro casa e lei gli cucinava separato. L'uno voleva gnocchi, l'altro il brodo, quell'altro trote, e lei gli obbediva. Non diceva mai no, non ci riusciva,. Mai un grazie o un gesto un po' gentile. Come il padre dicevan canzonandola: "Tu appartieni ai fornelli, vai in cucina e prepara soltanto da mangiare! Fai i piatti, metti in ordine e riprendi con lena ancora a cucinar per noi!" Infatti lei mangiava solo frutta, solo banane, arance e alcuni datteri. Le bastava per non contribuire anche col cibo a avvelenarsi l'anima. Che altro dire? Voi avete capito che le mamme che adorano i figlioli, che danno loro tutto il loro sangue, presto se la vedranno con la vita che non le lascia altro che morire nella tristezza amara senza amore. I figli ti rispettano e ti aiutano finché lo tieni tu il coltello in mano. Il contrario significa la fine per un umano con il cuore in mano. Ad Agrigento 21.01.2019 ore 9:40 Ad Agrigento vengono offerte case-tugurio a un euro solo, a patto che chi se le compra, le metta in sesto e le faccia uscire come un bijou. A flotte a flotte si son presentate da tutto il mondo genti col soldo che porteranno vera rinascita, sangue nel corpo, lì dove prima tutti fuggivano, da quel paese, in cerca altrove di un po' di fortuna. Ora lì migrano turisti pronti a sborsare i loro quattrini per far felici gli autoctoni poveri, che a braccia aperte son pronti ad accogliere quelli che presto li arricchiranno. Così non accettano i profughi 'inutili', quelli che meglio sia muoiano in mare. Senza sapere che proprio quei profughi saranno un giorno a pagare pensioni ai loro figli e ai loro nipoti che altrimenti morirebbero giovani, senza futuro, senza risorse. Fossero stalle, tuguri e simili, li ristrutturi il vostro governo! E li conceda ai poverelli, quelli che muoiono perché umanità e civiltà stanno sparendo da questa terra per fare spazio a diavolerie che accorceranno la vita di tutti. Download maledetti. 17.01.2019 ore una Ma perchè fa quel che vuole sto' cornuto de computer? Ogni volta mi costringe a cambiare posizioni per distruggermene altre. Prima io potevo leggere nel world pad i precedenti, ben in ordine elencati, i miei scritti, nomi e titoli. Ma un bel giorno mi hanno indotta, a malavoglia a scaricare, e ripeto, solamente per la lor forza maggiore, che ne so che cosa? E ora, non si legge niente più! Questo pure chiamo stress, procurato in tale caso, da pura necessità, perché é utile per me, trovar titoli ordinati. Ora tutti son spariti e mi tocca ritrovarli quando mi servono all'uopo. Quanto odio stì download! Ve li spaccherei in capoccia! --Sei davvero diversa 14.01.2019 00: 20 Sei davvero diversa dalle donne conosciute finora in vita mia. Contraddittoria é vero, ma pur sempre piena di idee fondate ed assai chiare. Vuoi libertà e rispetto e lo capisco. Ma che tu non aneli a tornar giovane, ai tuoi vent'anni, io non lo capisco. O forse solo a dieci di anni in meno, adesso che ne hai già ben settanta.. Anche questo é un po' strano. Tu mi replichi: "Li ho tutti dietro alle mie spalle ormai e i ricordi son belli solo quelli degli ultimi 20 anni. Gli altri, no. Quand'ero una bambina, una ragazza, volevo tornà indietro volentieri assaporare anni migliori, di tranquillità. Non erano felici gli anni miei, passati pien di stress, di rabbia, noia, a fare ciò che non mi andava a genio. Doveo solo ubbidire e sottostare agli ordini sanciti su dall'alto. Ma or tutto é diverso, per fortuna. Un quarto di mia vita é stato roseo, sereno, spensierato, appagante. É adesso che io devo un'altra volta cambiare per tornar calma e tranquilla! Forse non spensierata come allora, ma libera, giostrando sia i miei passi, sia tutti i movimenti che io voglio, scrollandomi di dosso un giogo duro, mesto, che mi farà certo ammalare. Io resto positiva come sempre per un motivo valido e fondato: Ne conosco di donne che i settanta purtroppo non li han neppur sfiorati. Mia nonna a metà vita ci rimise, come una mia cugina, una mia amica e zia Titina e altre che le ossa troppo presto vi hanno messo al fresco. Fammi godere ancora un po' di musica, ballare, saltellare e cacciar fuori la mia energia mai spentasi, ma viva come quella di una ragazzina. E cerca di capirmi, ho il cuore a pezzi, come ogni mamma per i figli suoi!" -- Forse ha ragione lei, devo capire. Ma sono un uomo, tento, provo e mi sforzo. Non scevro da difficoltà. -- Intuito femminile 24.07.2016 Di bufale siam pieni, di balle ancor di più. A chi dobbiamo credere se non al nostro intuito? Noi donne, che ne abbiamo, da vendere e donare, noi non siamo al governo e, se qualcuna c'è, vien tanto minacciata da dover sottostare al volere dei maci (forma italianizzata di -machos-), dominatori nati, e deve rinunciare al suo stesso volere. Di questo ne son certa, osservando pignola le reazioni di donne arrivate al potere. Ad un apice che, come affermano gli uomini, non compete a una donna, ma solo a loro e basta. Così siamo bloccate, come in ogni altro campo, dal più forte di braccia, da violenza e ignoranza. Perché, dici e ridici ciò che vuoi e ti piace, uomo tu, maschio e fallo? Solo questo sai fare: nefandezze, le guerre, dittatura e il dolore. Se davvero noi donne, un bel dì nel futuro, spero assai assai vicino, ti potremo zittire, l'umanità completa troverà la sua pace. Quest'ultima farebbe parte del quotidiano pel quale ringraziamo, modeste, la natura e la nostra bontà di donne forti e umane. Noi niente a che vedere abbiamo col marziano che risiede negli uomini, che senza i suoi conflitti esistere non sa. Per le eccezioni no, non posso aggiunger altro. Lo so, ci sono donne che nascono soldati. Noi altre per natura siamo soltanto mamme con quei padri amorevoli con l'indole dolcissima che però sono anch'essi soltanto l'eccezione. Solo all'idea. 19.12.2018 ore 01:20 Solo all'idea. Mi sento meravigliosamente! Me ne vado da qui! Esco di prigione! Lascio questa casa in capo al mondo. I tedeschi hanno un'espressione molto più bella per dire -in capo al mondo. L'esprimono in gergo con: Am Arsch der Welt = Nel culo del mondo. Ed é proprio lì che mi trovo. Da 3 anni e 7 mesi. La mia libertà é stata schiacciata. Violentata. Vituperata. Torturata. Sbriciolata. Ma io la sto rimettendo in piedi. La sto ricucendo. Con tanta santa pazienza. La sto recuperando. Quasi come un puzzle. I pezzi sono qua. In me. Dentro me. In ogni cellula del mio corpo. Del mio cervello. Del mio cuore. Del mio fegato. Dei miei reni. Delle mie frattaglie (trovo bella questa parola, devo usarla). Ogni giorno che passa, sto meglio. Ho la promessa di un appartamento. Lì, nella mia città. Sogno il trasloco. Sogno a occhi aperti 24 ore su 24. Tutto quello che farò quando abiterò di nuovo lì. Ogni passo che farò. Come mi riprenderò fisicamente. Moralmente. Spiritualmente. Come arredare tutto a mio proprio piacimento. Secondo il miei gusti. Senza vivere più in un cantiere. Pieno di polvere e umidità. Appendere finalmente i miei bei quadri al muro. Potrò andare a letto quando voglio. Durante la notte? Durante la notte. Durante il giorno? Durante il giorno. Uscire di casa quando voglio. Andare dai miei due amatissimi figli. Abbracciarli a più non posso. Incontrare le mie nipotine. I miei due gioielli. Fargli i regali che desiderano. Fare la spesa quando mi va. Comprare solo ciò che mi pare. Leggere quando ne ho voglia. Cantare. Saltare. Ballare. Aiutare il prossimo. Lavorare le ore che desidero. Pregare. Mi son sentita ogni giorno troppo agitata nel vivere qua. Sto meglio. Fra 10 giorni mi danno le chiavi. Conto i secondi che passano. Gli attimi. Le ore. Le mattine. I mezzogiorno. I pomeriggi. Le sere. Le notti. Tutto chiaro? E tutto, per la libertà. Solo all'idea. Risuscito! Mentre fai guanti e sciarpetta 25.08.18 ore 21:00 Mentre fai guanti e sciarpetta a un'età che non ha età, perché non ci pensi su e ti trucchi, fai i capelli, metti un vestitino sexy e non te ne vai a ballare? Ci guadagni in autostima, allegria e gioia dei sensi. Danza e musica ti danno ciò che la calza e il calzino, anche se di lana vergine, non ti posson dare mai: movimento, sentimento, con la gente sempre fresca, e la forza di star sveglia, perché nulla é più gradevole di un gran sabato in pedana. Se poi fosse una rotonda sul bel mare o su un bel lago, tanto di riguadagnato! Vuole dire estate, caldo, luglio, agosto, una delizia nella vita piena e colma di giornate col magone, con acciacchi e nuvolacce. Le canzoni, i ritornelli, boogie-woogie e rock an'roll donano ciò che a noi serve: l'energia che ci ricarica sulle note di un refrain. L'importante é cantare a squarciagola 27.11.18 L'importante é cantare a squarciagola se in compagnia o se sei da sola. In compagnia, ballando in discoteca, da sola, in gabbia, per smaltir la rabbia. Quando non puoi uscire a 'prender aria' perchè devi sgobbare e faticare, una canzone all'uopo da calore, guarisce, elargendo buonumore. La candelina in più Oh mamma, mamma bella sulla torta c'é uno sbaglio: la candelina in piú, la candelina in più. Oggi é il mio compleanno e voglio festeggiare, perché ho un anno in più, perché ho un anno in più. Ma io ne compio otto e non ne compio nove. La candelina in più mi fa arrabbiare un po'. Vorrei vedere te se ti metton sulla torta la candelina in più la candelina in più. Ammirando Marechiaro 6 sett. 2018 ore 13:25 Andrò a vedere il mare! Come sono felice! Ovunque or esso sia, ovunque io lo vedrò, a Portofino o a Iesolo, a Taormina o a Ugento, resta sempre il mio mare! Voglio sguazzarvi dentro. Godere il suo fruscio. Spero che tutti al mondo lo possano ammirare, almeno per una volta sentirlo nelle vene che scoppia nel profondo. Tra i coralli e le gemme, strisciati dai piccini o dai grandi abitanti, fra i miliardi di vite che lo tengono in vita, provo l'ebrezza. E mi delizio, allegra. Perché se sei costretto dalla vita assassina a perderlo, a lasciarlo, trasferirti lontano, una parte che sei, ti muore tra le onde, tra il suo tenue colore. Autunni-tonno 26.09.2018 Ed ecco di nuovo l'autunno col tempo che ti sembra un tonno appena pescato, intontito, che cerca ancora la vita. Il mare, nuotare, sguizzare, ma noi lo dobbiamo sgozzare, tagliare e inscatolare per venderlo a prezzi da oro senza informare che loro, quei poveri tonni pescati, son pieni di plastica sporca di nano pellicole, parti che noi ingeriamo ormai ignari del male che possono fare. Che c'é da ridere? 30.10.2018 ore 12:50 Che c'é da ridere? Dimmelo tu! Pulisco da me e va tutto ben, poi salgo da lui e trovo cloaca, mi viene anche il vomito tanto che é sporco, si lava i denti e lascia lo schifo del sangue fradicio su spazzolino e nel bicchiere per risparmiare acqua e risciacquo. Ma dove siamo? Quando poi esce si compra cose per sé inutili, mai usate e vane che costan spesso un patrimonio. Come suo padre, che lui stesso ha descritto come incallito risparmiatore che se andava in un gran magazzino a comprar sempre cose costose da non usar mai. Cose che giacciono ancora lassù nell'abbaino o giù in cantina a rubar polvere e umidità. Soldi buttati in un pozzo senza alcun fondo, ma l'acqua, quella é da risparmiare se si lavano i denti o ci si risciacqua facendo la doccia. Il bagno in vasca non si fa mai! Lo stesso accade con gli asciugamani che se non glieli cambiasse la sottoscritta, li lascerebbe per settimane e mesi appesi nel bagno. Ma che c'é da ridere? Il mio viso é segnato da delusione, lavoro da cani e oppressione. Quando ha trascorso in due settimane i suoi 10 giorni di lavoro a Friburgo, mi ero ripresa, stavo già meglio senza di lui, senza il suo peso di ben cinque uomini per me ogni giorno sopra le spalle. Che Dio non mai si dimentichi me! Mi faccia trovare una casa carina, ridente e spaziosa che prenderò repentina, con gioia e piacere, per viver di nuovo da sola per me, senza arrabbiarmi, senza cadere nel vortice ottuso di una latente crescente depressio! Ti riscatto domani Ti riscatto domani, oggi t'impegno. So che mi costerà, ma non ho i mezzi per comprare a lui il portacravatte. Non vorrei mai levarti giù dal collo, mia amata collanina regalatami con grandi sacrifici da papà. Ma l'amore ti acceca e mi ha accecata, al punto che l'ho messo al primo posto. Priorità che non credevo mai di dare a un uomo rivelatesi presto come un mostro, un marito violento che voleva soltanto farmi sua, per poter poi sfruttare le mie doti di studiosa indefessa a suo vantaggio. Credeva che per lui fossi disposta a dargli da mangiar, a impoltrirlo, sostenendo il suo egoismo innato, il suo menefreghismo ereditato. Ma mi aveva promesso che cambiava, che finalmente i suoi 23 anni lo avevan maturato col mio aiuto a crescere e non fare il debosciato. Promessa falsa fatta con scaltrezza. Appena lo sposai mi mandò il padre che, senza nessun pelo sulla lingua, mi disse: "Tu hai studiato. Hai due diplomi. Tuo marito non ha arte né parte. Tu devi mantenerlo e nessun altro!". Ero già incinta. Ed ecco che di colpo mi sentii fritta e rifritta, ormai spacciata, senza una via d'uscita. A quei tempi il divorzio era reato, specialmente da parte di una donna significava dichiararsi all'atto una puttana, una poco di buono che veniva abbandonata da quella società che preferiva la morte d'agonia lunga e sofferta di una donna giovane e indifesa, non la dovuta libertà dal peso di sovrumane responsabilità... Per fortuna la collanina é qui. Me la ripresi presto dal suo pegno. Ma lasciai l'orco solo dopo anni di dolori, e di perversità. Eppure mai diedi soddisfazione di lasciarmi schiacciare dal suo -ismo, (Vedi: egoismo, razzismo, estremismo.) nel cervello, nel cuore, nel mio inconscio. Ed é da allora che tenendola al collo ho fatto tutto pur di evitare di farmi un'altra volta schiavizzare da un uomo-mostro dello stampo là. Anch'io sono poeta e ritrovarmi tra quattro sbarre d'oro mi spaventa. Mi toglie l'aria, ma non ho una scelta se non pensare a te che relegata in una vera e squallida prigione ti fa sperar di trovarci gli antichi, amati miti della nostra infanzia. Vorrei al più presto esser liberata, vorrei scappar da qui a qualsiasi ora, proprio come lo speri tu, con tutto il cuore. La differenza tra me e te sta in questo, che se tu esci, certo ti risvegli dall'incubo per sempre. Puoi rivivere. Io non potrò mai uscir, ho settant'anni. Non avrei più nè soldi, nè la forza, per affrontare questo mondo folle. Straccio magico 9.3.2018 ore 11:20 Ma che bello questo straccio, per pulire ovunque e tutto! Mi regala l'allegria quando l'uso in ogni fuga, quando l'uso nel lavabo, dentro il bagno, per i vetri, in cucina e in sgabuzzino. Si riempie di capelli, polver, sporco d'ogni tipo, ma appena tocca l'acqua, bella insaponata e fresca, torna nuovo e scintillante. Fin ad or, da casalinga, non avevo mai trovato un fenomeno così. "Non mi devo più stancare a lavarti e risciacquarti con solerzia ed attenzione, perché tu, straccetto giallo, fai tutto da te, per me". Mere e chiare 8.3.2018 ore 11:20 "Finalmente, ecco che adesso, che c'ho quasi cinquant' anni, scopro cosa sia la luna! I suoi quarti, le sue mezze. Chi ha mai trovato il tempo di sedersi sul balcone alle undici di notte a potere contemplare stelle, cielo nero e grigio, la pioggiorellina estiva o, la neve calda e bianca. Una mamma é sempre qua, sull'allerta per i figli. Una moglie é sempre qua, a servire il suo padrone." Era quello che scrivevo a un inizio primavera. Ora che ne ho ormai settanta, or capisco cosa sia tempo libero, aria intorno, il respiro e il sospiro senza costrizioni, pianto. Dite, ma ce n'é voluto! Perché mai , questa domanda? Conoscete come me il rapporto uomo e donna fino a qualche annetto fa. Come ancora oggi in tante devono subire e dare senza troppi chiagnistei, reazioni inopportune. La controreazione sfocia in violenza sia morale che in violenza corporale. Fino ad arrivare oltre, sì, persino all'assassinio. Noi vogliamo continuare a sperar, perseverare per raggiungere, un bel giorno, l'anelata parità nella nostra società che rispetti donne proprio come si rispetta l'uomo. Ma per prima siamo noi che dobbiamo rispettarci care donne, noi, profondamente amarci! Siamo grandi e straordinarie nel profondo di un buon cuore che deve continuare sì, a essere benevole, dolce, caro, rispettoso, ma per questo cominciare seriamente anche a pretendere il rispetto e apprezzamento pei servizi e pel lavoro che da sempre, senza posa, elargiamo a padri, figli, a fratelli e al marito. Prendi un libro tra le mani, leggilo fino a finirlo. Prenditi la libetà di guardarti nello specchio, fare un bagno nella vasca con una candela accesa. Stenditi sul tuo divano ogni volta che ti senti stanca, senza più le forze di continuar lo sforzo, molto spesso invano e inutile, per chi non apprezza nulla, chi sa solo disprezzare. Cominciando dallo Stato che se eri casalinga, tu per la comunità, non hai mai e mai lavorato. Che vergogna! Noi viviamo ancor tutt'oggi in un mondo ove le donne da inferiori son trattate e perciò poi ripagate con uno stipendio basso. Ci pensate? Anche in Germania, il per cento di stipendio giunge fino al 24 meno di retribuzione, perchè femmina, sei donna! Cosa aggiungere a un compendio scarno, magro, di tre frasi? Continuate voi le rime sia che siano state mere, sia che siano state chiare. Finalmente! 10/10/2012 19:25 Finalmente! Ma di tempo ne è passato! Se ci pensi, un anno intero! Calcola ogni settimana, le domeniche e le feste e le ore, spesso i minuti in cui non facevo altro che aspettar solo un tuo cenno, un accenno, una chiamata o una breve cartolina, una mail, una richiesta di amicizia su facebook. Niente, niente, niente, niente! E adesso finalmente tu mi dici, ci vediamo tu ed io senza nessuno? Sì, perchè in verità ci incontriamo ogni week-end nel local che frequientiamo per ballar, confabulare con chiunque e mai tra noi. Siamo entrambi testa dura, io di meno, tu più fiero, non ti pieghi. Dimmi, cosa ti ha piegato fino al punto di comprendere che mai nulla puo' dividerci, nè il tempo, nè l'umore perchè siamo fatti entrambi l'un per l'altro, io e te? Mi hai amata dall'inizio, dalla prima volta in cui, dopo appena aveo compiuto i miei anni sola sola. Sei apparso sul cammino che sembrava ostacolato da un ricordo inesistente. Dal momento che ho sentito la tua voce assai animata, son rimasta affascinata. E il tuo gran daffare pazzo per riuscire a conquistarmi, quello mi ha ancor più incantato fin al punto di sentirmi, dopo solo pochi giorni, veramente innamorata, senza quasi via d'uscita, dal tuo fascino affettato. Fu lo stesso anche per te? Se no, perchè mi mandavi ogni giorno tante mail con canzoni e fiori e frasi che mi conquistavan più di che immaginassi io stessa. Io povera cocca cotta, con un cuore pien di te. Che momenti! Che gran gioia! Solo chi or vive ancora questo sentimente a caldo, puo' capirmi e insieme a me, eccitarsi ed agitarsi come fa un'adolescente di appena quindici anni. Or che sei tornato a me e che non sai farne a meno, son convinta di noi due. T' amerò finchè vivrò. Tiramisù e Amaro d'Udine 13.06.2006 Su questo foglio c'entra un bel poema o, una poesiola che ci tiri su. Tengo un'amica che lì proprio é nata dove il Tiramisù vi fu inventato. "Col Maraschino é da preparare" diceva sempre, perché il pasticciere del suo paese di Udine provincia, la prima volta così l'avea creato. Inoltre, raccontava che l'amaro, famoso per le varie terapie, anche laddove aveva lei i natali, il farmacista, l'unico in paese, lo aveva, appunto, bello e misturato. L'Amaro d'Udine é come il buon dolce, la panacea per stomaco e per animo. Provate, dopo esservi 'abboffati' o, per dormire meglio dopo cena, a bere un bicchierino di 'cicuta' e vedrete se non mi ringraziate! Per quanto poi riguarda quel buon dolce non ce n'é più pubblicità da fare. Tutto lo sanno fare ed apprezzare con le varie varianti a più non posso. Concludendo, preparalo nostrano, mangialo e, per la digestione, prendi un amaro d'Udine del luogo. Ti sentirai una silfide felice, uno che sa godere la sua vita. Non recito più 25 luglio 2008 Non recito più, mi sono stufato, milioni e miliardi ho racimolato. La prole é invecchiata, ho dieci nipoti che nel loro profondo la fine aspettano giorno per giorno, del sottoscritto. E passano il tempo a contar ciò che spetta a ciascuno di loro, dal mio testamento. Mi sono tra i piedi, mi tirano i piedi. E inopportuni diventan banali, perché non sanno che a bocca asciutta quel giorno saranno che tra lustri verrà, in cui i miei averi mai più troveranno. A chi voglio li dò, non di certo a lor. Ora ricordo 28.06.2014 Ora solo ricordo sempre più della mia fanciullezza, del passato. Finora il tempo mi scappava via come acqua che precipita da rupe. Ma tutto qui sta, in cuore , nella testa. Non si può cancellare dai neuroni. Eppure queste cose, questi fatti sembravano cassati dal gessetto. Riaffiorano facendo a volte male, a volte no, mi fan sentir felice. Sì, quante volte volevo essere un'altra! I miei panni m'andavano assai stretti! Ricordo che per strada avrei cambiato i connotati, adesso con quell'una, dopo un minuto, con quell'altra là. Perché mai? Vi chiedete giustamente. Perché mi dirigevo verso scuola e non avevo letto la lezione. Temevo l'interrogazione con la mala coscienza da placare. Purtroppo la gelata realtà non la potevo certo io cambiare. Restava ciò che era e ne ero triste, mesta, insicura, sconsolata. Subito per fortuna usciva il sole che nella mia città non manca mai, e mi sentivo or risollevata uscita da quell'incubo, cresciuta. E i piedi freddi riprendean calore... Il professore non era venuto. Mischia Francesca 8.1.2015 ore 00:35 Tu fai il -mischia Francesca-, accumuli di tutto e sempre alla rinfusa. Non sai che combinare e te lo metti a fare. Con una mano sola o, due o, qualsivoglia, cominci collezioni di inutili vasetti o di cuscini usati, di borse e di borselli che non metterai mai. Basta buttare i soldi e ne trovi di roba senza gusto nè stile, orripilanti e enormi. Il posto dove metterci bidoni alla rinfusa, lo troverai di certo. Poi il Kitsch oggi è di moda. Cantinola o abbaino ti servon da atelier in cui or ti ritiri tornando da lavoro senza neanche voglia di mangiare qualcosa. Le tante cianfrusaglie ti riempion il cuore, la fame si dilegua nell'ammirare estatico tutti quei pupazzetti di stoffa colorata o, quello del Donaggio che regalasti allora all'amata fanciulla dei tuoi sogni volanti. Un giorno tutto questo lo lascerai ai tuoi posteri, poveretti, arricchiti di pesi da scrollare, eliminare presto per fare posto alla propria raccolta alla rinfusa, che finchè c'è la vita riempirà l'infinito... Il mio papà poeta 15.2.2018 ore 20:10 Il mio papà, genio della poesia, ci consolava tutti con le rime. Cambiava i testi di canzoni e opere mentre cuciva nel laboratorio. Lui era capomastro in sartoria e lavorava a casa ogni giorno. Iniziava al mattino con la Tosca per finire con l'aria dell'Aida. Ma i testi suoi erano esilaranti. Ci facea sbellicar dalle risate. Io n'ero abituata e, certe volte, mi leggevo il libretto e le parole per confrontar le frottole di babbo con i testi assai tragici, di pathos. Ebbene, le sue rime erano esatte, le sapeva coniar come un poeta. Da non dimenticare, anche mio nonno, il padre di papà, scriveva dediche per ogni compleanno ed onomastico, che facean restar tutti di stucco. Siamo famiglia Giusti come quello che scrisse tanti brani in versi e in rime che ancora oggi vengono insegnati negli atenei perché fan parte ancora della letteratura nostra, l'italiana. Gattino spelacchiato 14.02.2018 ore 23:03 Gattino spelacchiato, dagli occhi blu curiosi, sarai il mio futuro, l'amore che mi aspetta. Chissà su quale strada tu ti farai trovare in cerca di chi salva una vita assai breve per chi ti vuole bene. Ci ho pensato per anni di adottare un tuo simile, ma il pensiero che un giorno poi mi lasciasse sola, mi ha sempre frenata. A te non potrò mai dire di no, perché sarai tu, solo tu, che avrai scelto me. Per ora io ti sogno, ti guardo e ti contemplo in ogni sito mio che ho nel facebook. Ogni volta che esco spero che tu mi appaia. Son sicura oramai che tu mi stai cercando come io cerco te. Spensieratezza 13.2.2018 ore 16:30 Spensieratezza, su carta gialla scrivo che quando fuori c'é il sole tutta la casa diventa felice. Sole sui mobili, su fogli e su quadri. Spensieratezza su frutta e verdura. Ti viene la voglia di metterti in gioco, inventi una nuova ricetta col riso. Spensieratezza, grazie al mio sole che mi riscalda fino al midollo, mi dona l'estate e i trenta gradi. Mi spoglio di tutto: via i vestiti e i pensieri e mi butto sotto la doccia con una canzone come "La bamba". Comincio a ballare. Spensieratezza accompagnami tu! Lavora! Lavora! Lavora! 11.02.2018 ore 21:30 Lavora, lavora, lavora, che tutti saranno contenti! Soltanto tu non ti senti di andare avanti così. É troppo, ma non lo capisce nessuno all'infuori di te. Lor credon che tu sia d'acciaio, ti schiacciano, troppo pretendono. Sta' attenta che se sfuggi al riposo ti trovi un bel giorno allungata, senza respiro, nè vita. Ti fanno la festa e... vai via. Intelligenza 29.01.2015 C'è gente che, sai, ne ha poco o niente, per questo ha bisogno di più intelligenza. Son quelli per cui potrebbero farsi dei corsi specifici o, addirittura non male sarebbe mandarli ai tropici. Forse quel mare, quel sole abbagliante li renderà un po' acuti e felici. Aprirà loro gli occhi su ciò che vuol dire vedere, sentire, annusare, tastare, provare. Fanno venir su i nervi e scocciare a quelli che intelligenza ne han da buttare. Il guaio é che spesso, si vantano pure di certe prodezze che non hanno mai fatto. San essere grandi millantatori. Ma se chiedi una cosa, ne capiscono un'altra. Glielo scrivi su carta, ti procurano altro, li mandi al lavoro non capiscono un tubo, li preghi di leggere un piccolo articolo, lo devon rileggere tre volte o quattro... Alla fine han capito soltanto una frase, se sei fortunato. "Accendimi il fuoco!" lo spengono e basta. "Prendimi il vino" ti portan l'aceto. "Gioca a scopone", prendon asso a figura. "Dormi che è ora!", restan lì impalati. Per non parlare di quando hai bisogno imminente di aiuto. Ti guardano attoniti come una scimmia e ti fanno fare tutto da solo. Non sanno che sia l'iniziativa. Che non gli sia mai stata insegnata? Che fare? Aspettare o, mandarli al paese di quelli che mettono tutto a soqquadro e stanno a guardarti come bestie da soma. Ed ecco, ho trovato! Il nome più adatto per quelle persone: asini in piedi, ciuchi, somari. Forse la sola cosa da fare è mandarli nei campi a raccogliere olive, una alla volta, mature e pronte. Ma anche per questo ci avrei il mio dubbio. Non sanno neanche distinguere le olive da bacche da uccelli. Perciò meglio dargli un libro di scuola da legger per ore e lasciarli stare tranquilli a oziare, tanto non hanno granchè da offrire al resto del mondo, all'umanità. Non vengon trattati come i malati, ma forse lo sono. Perciò rassegnamoci senza parole dobbiamo accettarli così come sono. Tu non abbai 05.02.2018 ore 00:30 Tu non abbai, ma ridi se ti dico che a me mi fai del male ascoltandomi poco o, quasi niente. E poi ti trovi perso, fai dei guai persino irreparabili, da stupido. Bastava soffermarsi un pochettino sul da farsi o, meglio, star attento a ciò che dico, per non cadere spesso con la faccia, come fai tu, per strada, nei fecali. Tu ti rialzi e chissá se rimuovi subito quello sporco dalla faccia che ti lavi, poi, spero, la mattina. Accada ciò che accada, non ti importa di rotolarti a volte nella melma. Tu sei fatto così, io d'altro impasto. A volte 04.02.2018 ore 22:50 A volte, per potermi riposare, scendo giù in cantinola per fissare la lavatrice che rotola i panni, l'asciugatrice che gira e rigira. E mi rilasso, non penso più a niente, di lunedì, di sabato o domenica. Ma il gioco dura poco, ché fulminea devo tornare a continuare il resto. In una casa non finisci mai di fare e di disfare e non hai tempo neanche di guardarti nello specchio o, andare in tempo a fare la pipì. Ma ciò ch'é da sbrigare é doveroso. Non vuoi di certo far accumulare il lavoro che svolgi, il quotidiano? Svegliati dai tuoi sogni dei due oblò e riprendi a pulire, a cucinare, sciacquare, strofinare, spolverare. Un giorno finirà, ma chissà quando... Mal d'Africa Lo chiamano mal d'Africa. Che sia quel gran dolore che mi scava nel cuore e mi grida: "Ritorna!"? Non guardarti più intorno, pensa a te stesso e, vedi che tutto il mondo cambia, vive e resiste anche senza di te. A te chi penserà quando non resterà che vecchiaia e rimpianto per non aver capito l'incanto che oramai porterai sempre dentro? Adesso che sei in tempo. vattene nottetempo! Finalmente godrai il mare, il sole, il clima dei luoghi che tu sogni ogni notte da anni, da che eri bambino, da che ti fu negato. Lode a un ventaglio Quante cose che compriamo sono veramente belle come quel ventaglio a intaglio che hai appeso nella stanza dove ti ritrovi tardi ogni sera a meditar? Tu lo miri e ti consoli. Non somiglia a tutti gli altri che si trovan sul mercato. È piuttosto un pezzo raro! È di pelle luminosa con dei fiori e dei colori che si abbinano perfetti: rossi, blu, crema e verdino. Non potrà stancarti mai. È di più un'opera d'arte che sol semplice ventaglio. Occhi e cuore godon tanto che ti appare raffinato quanto il quadro di un pittore ispirato dall'estate. E chi le avrebbe mai 26.4.2012 ore 00:28 E chi le avrebbe mai volute con amore scrivere le parole che scaturiscon sole e mi danno dolore dal midollo al mio cuore? Sembra tutto un po' opaco. I colori sfumati, i pensieri sbiaditi da questa delusione che non vuole sparir. Ma mi devi lasciare, voglio ricominciare. Con un carico appresso poi resterò lo stesso dall'addio di tormento, facendo ogni giorno soltanto un passo indietro senza guardare avanti... Che mi aiutino i Santi! Alla mia Lina cara 25.01.2018 ore 14:10 Ho un'amica speciale. Mi sta sempre vicina. Lei mi vuole assai bene, gliene voglio assai anch'io. Il dolore é che abita a duecento chilometri, ma non manca giornata senza alcunché contatto. Potrebbe essermi figlia, ma la sento più mamma per i santi consigli che mi da con calore. La mia Lina saluto ed abbraccio col cuore... Io ho solo un gatto 16.2.15 Io ho solo un gatto mi manca la volpe. Volevo comprarla ma non ho un giardino. Volevo affittarla ma è pericoloso, così ho pensato a una coda pel collo. Nemmeno piú quella si trova al mercato, son state vietate dagli animalisti. L'ho presa sintetica, ma non dice niente, non è ispiratrice, nè musa danzante. Bennato si è fatto venir la canzone dal cuore, dal rock e dal suo gran genio. Vorrei tanto anch'io che i miei versi un bel dì venisser cantati e decantati e che salissi sul podio dei vip per recitarli a squarciagola, cantarli a mò di opera lirica e ottener meritato successo per le ore passate a scriverli, a stenderli, a metterli a posto e rivederli decine di volte per non deludere i miei ascoltatori. Che si avverino presto queste mie parole! Ne compio un bel po' tra qualche tramonto. Il più gran regalo del mio compleanno. Sai, io sono nata nel quarantanove. Nel mese più brutto e più bello dell'anno. E per mia fortuna, quasi alla fine, vuol dir fine inverno e inizio estate, perchè per me logico sia avere, solo due stagioni, inverno ed estate, un maschio e una femmina sempre a confronto, dove prevalga il ruol femminile, positivo e pacifico, allegro e solare. Volevo un gatto, ce l'ho ed è bello. Volevo la volpe, la sto ancora cercando... Quando lo vidi Anno 2002 Quando lo vidi la prima volta, credei davvero fosse un po' matto. Ma non sapevo ch'era un bugiardo, falso e crudele, come un selvaggio. Ero il suo ostaggio quando menava e mi trattava come una schiava. Me ne scappai! Trovai la via per terminare la pena mia. In quel frattempo eran passati ben venticinque di anni ingrati! Ancora oggi non so spiegarmi come abbia fatto a sopportarlo, senza reagire, senza uno sgarbo. Ammetto pure che in certi attimi l'avrei strozzato con queste mani. Ma non potevo, son troppo umana, e lui tra l'altro era un violento, un parassita, un gran villano, un disgraziato da lasciar stare. Me lo dicevano oltre che i miei, amici, compagni, persino i suoi! Si rifiutava di lavorare e pretendeva tutto da me, persin che fungessi da madre e padre pei figli nostri. Lo feci a lungo fin quando un giorno cambiai direzione. Ma perdonai. Come sperai che con la nuova lui si cambiasse! Che un'altra donna lo migliorasse! Gli parlai ancora, lo sostenei, a viver quieto lo incoraggiai, pensando roseo, più positivo. Non feci caso che mi derideva. Poi quando seppi che anche l'altra da lui fuggiva o, meglio ancora, che dopo usatelo, l'avea scacciato, mi vergognai io al posto suo. Gli tolsi sguardo, pietà e parola. Indifferente mi era adesso, più miserabile e più meschino di quando allora gli ero vicino. Se psicopatico o deficiente vorrei lo giudichi tutta la gente che di lui sa e, anche di me. Ma soprattutto faccia il Signore i conti alfin per quel che è la verità o l'illusione di questa vita di confusione. Quando un giorno Quando un giorno morirò, fra cent'anni o forse più, non ne voglio piante e fiori, nè ghirlande o mazzi grossi. Vi dovete lì agghindare, o piuttosto, un po' spogliare indossando bei costumi caldi, allegri, sexy, sgargianti dai colori variopinti: gialli, rossi, verdi e blu. Canticchiar, saltar, ballare come a Rio a Carnevale. Poi gridate a squarciagola: Rosa godi l'altro mondo più di questo mondo qua: va' a ballare pure là, dove aspetti che veniamo, ma andandoci pianino, a continuar la festa con la gioia e l'allegria che tu sempre hai tanto amato con cui noi hai contagiato. Grazie Rosa, arrivederci, per poi non lasciarci più! Gianninella, che donnona! 9.1.2018 ore 5:00 Mi ricordo ch'eri bella, fresca sposa maritata. Ti conosco da bambina, ti compravo caramelle, ti compravo le ciambelle. E crescevi a vista d'occhio; grossa grossa diventasti che soltanto a 12 anni già sembravi di 18. Arrivasti a un metro e 80. La famiglia si chiedeva, chi la sposa a questa qua? Ma trovasti Gennarino ch'era anche tuo vicino, di un centimetro più alto, lui faceva al caso tuo. Così voi veniste a stare proprio accanto a casa nostra. Famigliola allegra e viva, pien di luce e pulizia. Ma restaste a lungo in due anelando dei bambini. Così che toccava a me fare un po' di compagnia alla bella Gianninella fino a quando ci lasciaste, una casa vi trovaste, e dopo un accordo strano, tua sorella vi prendeste lì con voi ad abitar. Quell'accordo fu che lei Rafilina fina fina a te regalasse un figlio. Tuo marito la possesse e il bambino vostro divenne. Un bambino con due mamme e un papà debole e pio che alla fine vi impazzì per gli scrupoli che ebbe dopo le improperie e colpe che tu, bella Gianninella gli accollasti anno per anno. Fosti sì felice e come del figliolo tanto amato! Ma i tuoi conti non facesti quando Gennarino e lei, tua sorella Rafilina, se la intesero anche dopo. Rafilina era illibata quando per la prima volta lei provò che fosse il sesso tanto che le piacque assai e a Gennaro su due piedi non intese rinunciar. Gli diventa calda amante e tu Gianninella bella la seconda diventasti. Or contava solo il bimbo ma Gennaro, uomo di cuore, lui capi che tutt'e due l'avevato solo usato. Sesso a destra e a sinistra se ne andò in depressione dalla quale vi uscì fuori solo quando poi morì. Perché? 18.01.2018 ore 01:30 Perché non mi paghi a dovere? Eppure io t'insegno cultura! Qualcosa che manca al tuo spirito, qualcosa che manca al tuo cuore. Hai ancora ignoranza abissale alla vetusta tua età dei cinquanta; l'avremo anche io, lui e loro, ma a te manca davvero tanto! Hai molte lacune profonde ed io ti miglioro ogni volta che noi ci incontriamo da te. Ti porgo metalli preziosi, gioielli di rara natura, l e perle che cita Gesù. Ma tu non capisci che i soldi! Pei soldi non hai fatto figli, pei soldi vivi da eremita. Li accumuli e ancor non afferri che tutto é soltanto prestato. Domani o dopodomani se ne vedrà bene il nipote che tu poi tra l'altro non ami. Ti sperpererà tutto quanto... Dai, inizia già adesso il tuo pianto! Ridammi l'allegria 16.02.2011 ore 12:00 Ridammi l'allegria, quella che mi faceva ridere dalla mattina a sera che portavo nel cuore piena di sole e fiore che mi dava la forza di resistere a te. Me l'hai rubata tu facendomi soffrire, le pene dell'inferno, dandomi tanta angoscia con la tua gelosia infondata e pesante, inutile e straziante. Se finalmente lasci ch' io viva la mia vita ritroverò di colpo la mia fresca allegria. E ti racconto 15.01.2018 ore 06:16 E ti racconto fiabe, e ti racconto storie. Son filastrocche, a volte come piacciono a te. Ma nascondono tanto, dal dolore alla gioia, parolona azzardata, anche felicità. Resto comunque donna, poco apprezzata o amata. La competività che l'uomo prova in sè quando teme che tu potresti scavalcarlo é l'ostacolo amaro che ti lascia lì inerte paralizzata al punto da farti rinunciare per poi continuare a fare il tuo lavoro, quello tuo abituale, in silenzio, da schiava. Pulisci, lava, rassetta, cucina, stira, riordina. Va' fuori a lavorare! Da docente a commessa, da accademica a colf, l'importante é servire. Taci e forse ricevi, sporadico, un elogio. Piega la testa, svuotala o, almeno, fa la finta, se no verrai schiacciata con commenti crudeli e apprezzamenti infami. Questo é ciò che mi accade se cerco di cacciare la testa fuor dal sacco per dire infin la mia, per farmi un po' valere. Ma resto donna e basta! Ho detto già il mio troppo. Sono l'amica di un uccellino 20.08.2014 Sono l'amica di un uccellino che sta sul terrazzo sera e mattina. Canta e fringuella, mi sembra un'orchestra. Faccio il suo verso perché mi risponda, e a volte lo fa, svolazzando giù in fondo. Poi tra un cip cip e un brì brì all'improvviso va via da qui. Resto incantata dal suo fischiettìo quando di nuovo riappare e cinguetta. Son certa, capisce che io lo ascolto e si nasconde sull'albero in alto. Poi torna in vista restando silente. Ma dura poco. Il concerto riprende. Mal di denti 18.11.2016 ore 22:45 Sembra niente il mal di denti. Ma ti leva il sonno e i sogni. Tu che odi medicine devi sopportarlo e basta. Te lo tieni, soffri, aspetti. Per fortuna va e viene. Mettici panno di lana e si calma per adesso. Poi domani, sì, al più presto corri dal dentista e vedi cosa far per ritrovare la tua pace senza pene. Perché sol chi lo conosce puo' capirti molto bene... Ricordando Maria 2017 Non eri una bambina molto allegra. Io ti ricordo spesso un po' accigliata, insoddisfatta, triste e sconsolata. Io che ridevo sempre ne soffrivo. Mi dispiaceva che fossi così. Ma ricevevi tanto, ti ricordi? Da unica figlia avevi anche i braccioli per imparare il nuoto, e alla Befana, che coincide col tuo compleanno una volta ti fecero un keyboard che mio fratello ed io preferivamo ai giocattoli cari ricevuti, che noi non usavamo, per noi inutili. Poi rivedo la foto al matrimonio di una nostra cugina giovanissima. Tu eri bellissima, elegante e avevi una figura perfetta, svelta e snella, ma eri distratta, mesta, insoddisfatta. Nell'altra foto in cui sul tuo balcone, leggi un libro seduta sotto il sole, sorridi e mostri fiera belle coscie; sei cresciuta e sei, credo, innamorata. Spero che tu da allora abbia vissuto una vita gioiosa, spensierata. Che apprezzando i valori più importanti abbia trovato ciò che meritavi e specialmente che il tuo futuro ti dia felicità e tanto amore. É questo quel che conta, son sicura, che riempirà i tuoi giorni di calore. Questione di tempo. Questione di tempo finché mi amerai. Il verme alla noce: Aspetta e vedrai. Di certo ti foro e ti chiederai com’io abbia fatto, ma non capirai. Pazienza e costanza ci vogliono or, profondo desio asceso dal cuor. Domanda cruciale: Con me resterai? Questione di tempo, semmai te ne andrai. Le scimmiette e le banane Come tutti sanno le scimmiette hanno sempre il desiderio di mangiar banane. Quel che loro fanno un intero anno è giocare insieme e mangiar banane. Ma non tutti sanno lor perché lo fanno, per restare allegre mangian le banane. Non tenere il muso, non restar confuso. Fa’ come le scimmie, mangia le banane, mangia le banane, mangia le banane! Fammi un pupazzo di neve “Fammi un pupazzo di neve per quando viene Natale”. - Io te lo faccio di panna, perché tu ti chiami Hanna. - “Mettigli sciarpa di lana e il berretto col fiocco, i guanti con un ditino e gli scarponi marroni. Questo è il pupazzo più allegro che abbia visto quest’anno. È per la bimba più bella, è per la piccola Hanna”. Purtroppo 20/02/2017 Purtroppo io non ci credo a punizioni, inferno, purgatorio e posti simili. La Geenna era il luogo in cui gli ebrei gettavano le cose impure e sporche inclusi i cadaveri dei rei. So bene che se tu vivi cent'anni e in tutti questi anni sei un'infame, alla fine ti aspetta solo il posto dove andiamo a finire tutti quanti. Questa é la vita, é l'unica realtà. Credo nella giustizia ingiusta e cruda. E lì fu Napoli! Cosa dici tu? Un oscuro momento Un oscuro momento, l'improvvisa visione che il mondo mio intero cambiano in distorsione. La visione? Sei qua! Ma si tratta di un sogno... Attraverso l'immagine il ricordo é tornato. Ripescato passato che io voglio scordare. Perchè non sei del tutto sparito da mia vita? Stanca! 27.10.2016 ore 19:28 Vengo a dirti che sono seduta troppo scomoda per sentirmi ispirata o con la voglia di scrivere qualcosa. Inoltre, sono stanca. Stanca di esser donna. Stanca di non potermi riposare quando il corpo lo comanda. Stanca di dovermi alzare presto la mattina anche se ho dormito solo poche ore. Stanca di sentirmi sempre in debito con qualcuno che in definitiva non merita il resto di niente. Stanca, perchè ho vissuto quasi un'intera vita in questo modo. Stanca di aver fatto quasi tutto per gli altri e di non aver alla fine quasi niente per me. Stanca di cercare, cercare, cercare, senza trovare ciò che mi occorre. Stanca di dare dare dare, fortissimamente dare dei colpi nell'aria. Stanca di non capir più niente della mia esistenza da schiavetta, da servetta, da angelo della casa senza un segno di gratitudine in cambio. Stanca di aver solo avuto vampiri attorno. Stanca di non poter fare ciò che veramente mi aggrada. Stanca di sentirmi troppo spesso stanca. Son stanca al punto di non farcela più a tirar innanzi. E ho solo 67 anni... Ognuno 6.11. 2016 Ognuno vuole vivere 100 anni, ma del suo prossimo non se ne cale affatto. A ognuno basta non pensarci mai che un giorno tutto è out, insieme al sole. Quel che possiede deve cedere qua, a chi gli resta indietro. Eppure a ognuno continua imperterrito l'affanno del profitto, dei soldi, di Mammona, senza tregua nè riposo. "Più possiedi, più vali". La mera filosofia un po' di tutti ormai. Mia suocera diceva alzando il capo, e dice ancora all'età di 93 anni: "Voglio vedere la morte di tutti". E ci sta riuscendo godendo il male altrui. Mia mamma, povera, affamata e sola anche durante la guerra godeva se la gente stava bene, trovava lavoro, faceva i soldi, si sposava. Si augurava soltanto di fare anche lei il resto delle sue funzioni matrimonio, battesimo dei figli, dei nipoti e infine immancabilmente la morte in tarda età. Ma era troppo buona, troppo attaccata al bene degli altri, quindi soffriva se stavano male parenti, amici, conoscenti e estranei, al punto di non voler più soffrirne lei stessa e a 72 anni ci lasciò. Sua madre l'aveva fatto a soli 52, il papà di mio padre a 60. I buoni hanno l'empatia innata. O imparano a vivere sotto una campana in un mondo di sogni o, muoiono prematuramente. Mia mamma odiava l'ingiustizia. Per lei ci voleva il paradiso, senza dolore e pene. Ma la maggioranza che ci circonda è puramente egoista... Merita l'inferno dantesco. Intuito femminile 24.07.2016 Di bufale siam pieni, di balle ancor di più. A chi dobbiamo credere se non al nostro intuito. Noi donne che ne abbiamo da vendere e donare, noi non siamo al governo e, se qualcuna c'è, vien tanto minacciata di sottostare agli uomini, al volere dei maci (forma italianizzata di -machos-), dominatori nati, che deve rinunciare al suo stesso volere. Di questo ne son certa, osservando pignola le reazioni di femmine arrivate al potere. Ad un apice che, come afferma il maschilista, non compete a una donna. E così siamo bloccate, come in ogni altro campo, dal più forte di braccia, da violenza e ignoranza. Perchè, dici e ridici ciò che vuoi e ti piace, uomo tu, maschio e fallo? Solo questo sai fare: cattiverie, le guerre, dittatura e il dolore. Se davvero noi donne, un bel dì nel futuro, spero assai assai vicino, ti potremo zittire, l'umanità completa troverà la sua pace. Quest'ultima farebbe parte del quotidiano pel quale ringraziamo modeste, la natura e la nostra bontà di donne forti e umane. Noi niente a che vedere abbiamo col marziano che risiede negli uomini, che senza i suoi conflitti esistere non sa. L'infame Se ti dicessi che mi fai paura con quel tuo fare da uomo duro cominceresti a prendermi in giro e a difenderti contro l'accusa. Ma sai assai bene che nel tuo intimo ammazzi quasi in ogni ora qualcuno che odi, perchè sai odiare, e stesso tu te ne fai vanto quando racconti di un tuo prozio che sedici vittime ha sulla coscienza. Chiaro che é morto, sepolto e in cenere, non gli puoi dire la verità che qualche volta ti é uscita da dentro parlando con me come allo specchio. "Ho preso di lui, non ne ho alcun dubbio. Se non lo faccio é perché ai suoi tempi, uccider la moglie non era un reato, ammazzare un rivale non faceva scalpore, un figlio ribelle doveva sparire e un vicino molesto, senza in flagrante, era morto d'infarto." Così per me, sei un potenziale, vero assassino. Persino gli amici di tua gioventù, su un libro donatori a un tuo compleanno, scherzando di grosso non pesaron parole scrivendo la dedica usando il tuo nome accanto al cognome dello sterminatore, famoso infame gran dittatore. C'é poi ancora un tuo vanto ulteriore che se i tuoi accoliti sotto il regime, ti avessero detto di uccidere i tuoi, anche a loro tu avresti tagliato la testa se avevano idee diverse da te. Che aggiungere ora, io non saprei? Ai miei lettori il giudizio finale. Di te 15.02.2017 ore 2:50 Di te nessuno ebbe mai pietà. Il loro stomaco era sempre pieno. Tu spesso a letto andavi senza cena. A pranzo c'era stato poco o niente, giusto appena a riempir lo stomacino di una femminuccia esile e pallida che la zia chiamava volentieri e assai spesso, scignetella (piccola scimmia) per le occhiaie e il viso già scavato. Non perchè il tuo papà fosse un pigrone. Anzi! Lui lavorava giorni interi di sabato e domenica persino, dormendo poco, dando tutto di sè. Purtroppo lo sfruttavano a dovere. Così portava quei pochi pidocchi la sera tardi e mamma, che scendeva a far la spesa per preparare lesta un pasto caldo, si accorgeva che tu, stanca e sfinita, dormivi già all'inpiedi. La fame era sparita, e tu volevi soltanto andare a letto e niente più. Quante volte, sol dopo due bocconi, il palato e la gola infastiditi, solleticavano e tu rimettevi ciò che avevi ingerito troppo in fretta. Gli zii, i cugini stavan tanto bene, erano obesi e incrapuliti a morte, come potevan mai capire te? Anzi, non ci pensavano nemmeno! Avevan tanti soldi, erano avari. E sono quelli che vivono a lungo pensando solo ai propri, egointeressi! Se fossi deceduta per inedia non eran fatti loro, vita loro. Quelli che son capaci di allungare i loro giorni fino ai 90 anni, che dico, ai cento anni, son davvero i più egoisti che ci siano al mondo. Fortuna o non fortuna, l'ingiustizia la odio e la detesto a inferno colmo, dove certo un bel giorno finiranno bruciati dal gran fuoco, per l'eterno. ~~~ Se ti dicessi che mi fai paura con quel tuo fare da uomo duro cominceresti a prendermi in giro e a difenderti contro l'accusa. Ma sai assai bene che nel tuo intimo ammazzi quasi in ogni ora qualcuno che odi, perche' sai odiare, e stesso tu te ne fai vanto quando racconti di un tuo prozio che sedici vittime ha sulla coscienza. Chiaro che e' morto, sepolto e in cenere non gli puoi dire la verità' che qualche volta ti e' uscita da dentro parlando con me come allo specchio. "Ho preso di lui, non ne ho alcun dubbio. Se non lo faccio e' perche' ai suoi tempi, uccider la moglie non era un reato, ammazzare un rivale non faceva scalpore, un figlio ribelle doveva sparire e un vicino molesto, senza in flagrante, era morto d'infarto." Cosi' per me, sei un potenziale, e vero assassino. Persino gli amici di tua gioventu' su un libro donatori a un tuo compleanno scherzando di grosso non pesaron parole scrivendo la dedica usando il tuo nome accanto al cognome dello sterminatore famoso infame gran dittatore. C'e' poi ancora un tuo vanto ulteriore che se i tuoi accoliti sotto il regime, ti avessero detto di uccidere i tuoi, anche a loro tu avresti tagliato la Testa perche' avevano idee diverse da te. Che aggiungere ora io non saprei? Ai miei lettori il giudizio finale. ~~~ Voglio soldi! 18.12.2016 ore 1:50 Voglio soldi! Voglio far soldi! Ora, da vecchia, mi vien la voglia! Non ci ho pensato bene in passato, ma adesso so che sono importanti. Se in tempo e debito li avessi apprezzarti sarei ancora in possesso di ciò che avevo: due appartamenti svenduti male che mi potrebbero un po' ripagare dei sacrifici fatti a comprarli. Mi frutterebbero due bei pigioni di circa buoni 300€ al mese. Perciò ora voglio in tanti modi trovar la maniera per ricomprarli, più fini, eleganti in centro città, di costruzione nuova di zecca e, perchè no, un palazzo intero con sito e vista sul lungolago. Devo soltanto riuscire a sfondare. Chi vuole stringe. Chi vuole ottiene. Lei, lui ce l'han fatta. Ce la fò anch'io! Il treno 2008 Si ferma al capolinea. Ti alzi col tuo trolley. Riparte all'improvviso. Brusca frenata. Caschi giù con la testa. Addio vita! Fai bene, mia Lene! 03.04.2014 ore 2:10 Ed ecco che appare la bimba felice. Col suo sorriso ti bacia e ti dice che anche oggi ha bevuto e mangiato, riempito il pancino ed ha cantato la canzoncina del coccodrillo che lei considera persino bello. Perchè è bella lei, con quegli occhioni e l'espressione un po' da gattone! Lene ti dona ilarità, ti porta a sorridere ed, ecco qua il sole caldo in un giorno di pioggia. Così ti ritrovi sopra a una spiaggia d'estate, al mare e la vispa Teresa, la farfalletta di poesiola famosa, col nome in due rime: Fai bene, mia Lene! Rosè 01.11.2016 Parlar di te, descriverti, squadrarti è un'impresa un po' ardua senza il sole. Tu, che se il sole non fosse là in cielo, avresti rinunciato anche all'amore. A che serve la vita senza il sole? Senza il calore e il dolce suo tepore? Non ho risposte, ho solo una canzone che come dici tu, insieme al sole, dona voglia di vivere e incentivo a far di più con zelo e con costanza.. La canzoncina mia che canto a te ti porta estate, mare e buonumore. Che cosa posso aggiungere, Rosè? Ti amo ma mi dai tanto dolore quando dici che a te bastano musica, amici, spiaggia, gioia con il tuo sole non menzionando mai se provi amore per me là nel profondo del tuo cuore.. Il tutto si rivolta. Il tutto si rivolta da un attimino all'altro senza darti una tregua, senza pausa nè alito. Eri quasi sull'orlo della disperazione per una passioncella superficiale e vuota, poi in tempo hai capito che in fondo non ne vale la pena, nè l'impresa. Ama chi t'ama ma abbandona chi non t'ama. "È finita Patà!" diceva quel vicino che infine l'atterrò la moglie poverina. È finita! Lo dici adesso anche per te. Comincia un'altra vita di gran felicità. Energia, forza, pace pien di salute e amore Amore salutare per l'antica passione, suonare la chitarra che ti dà sensazione e mai una delusione. 27.08.2010 ore 24:15 Oh! Oh, quanto a te curioso chiederei se tu invero aneli quel gran luogo che ai tuoi avi donò natali e vita! All'età veneranda, i tuoi settanta, ti sei prefissa di tornarci alfine per lasciarvi le penne con le pene. Sarà Lucca o Firenze la tua mèta, l'ultima ove cerchi ispirazione, libertà in abbondanza e ammirazione? Quesito quasi amletico che lascia al fato con una moneta in lancio la scelta giusta o quella del tuo cuore. Tenta orsù adesso, ché quella risposta rivoluziona in tempo il tuo futuro. 18.11.2016 ore 00:12 Via dei Guelfi, 4 Io sono uscita piangendo. Tu sei entrata piangendo. Quanto la vita è ingiusta sì come sa essere giusta! Io non ci avrei mai creduto che un giorno si fosse venduta la casa ove io ho vissuto ben sette anni di vita. Riuscivo a parlarle di cuore che non la volevo lasciare. "Ti amo, mi sento assai bene tra queste tue mura invecchiate". Quel luogo piuttosto centrale, il terrazzo, il giardino, l'ambiente, mi erano ormai familiari, non lo potevo negare. Un dì, dopo tanti dinieghi, sei apparsa tu lì e l'hai voluta. Mi hai tolto ciò che io speravo riuscissi a ottenere alla fine. E invece te la sei comprata e io son dovuta sparire. Te l'ho al più presto ceduta. A che prezzo? Te l'eri già chiesto? Quell'uomo che è apparso con te dalla prima volta al tuo fianco e che io credevo tuo padre, lui non l'avrebbe mai presa. Ma poi, il tuo amante ha ceduto e ti ha persino promesso di metterla a nuovo a sue spese. E proprio lì dentro ove tu sognavi le notti con lui, lui lì ti ha confessato di essersi innamorato di un'altra e non esser più tuo. Ne hai fatti di pianti e di pianti, ti sei lamentata con me. Io ho fatto il mio meglio per darti coraggio e tirarti un po' su. E adesso chi tira su me che ho perso la casa che amavo, che i miei sentimenti ho gettato e cosparsi nell'aria viziata? Son triste. Non mi è ancora passata la gran nostalgia di quel luogo a cui tanto anelo tornare. Comunque io credo ai miracoli, et dum spiro, spero. 20.06.2015 ore 22:30 A Michiko 2009 La bella di Tokio, collega mia cara, mi chiede ogni volta che cosa io ci faccia in queste due ore di libertà, quassù nella nostra università. "Ma scrivi davvero?" Quasi, quasi non crede che bastino solo a disposizione due fogli e matite per ricominciare con la micromagìa qualcosa a stilare. E non sono poi tutte da disprezzare le idee che ti metto lì nero su bianco. Credo esse abbiano tutte uno scopo, non solo incitare a fare di meglio, sia nella vita che coi sentimenti, ma a volte a cambiare radicalmente modi di vivere e di pensare. Così accade nel libro di Dickens: "A Christmas Carol", dove un ex diavolo ora un angelo è. Prima di dire addio alla vita quelli che un tempo gli eran nemici poi diventati sono suoi amici. Sembra un finale da capogiro ma è solamente un miracolo vero. A Mafalda Di Leo In certe notti non sai perchè non riesci a dormire e resti sveglio. Ma questa notte io conosco il perchè. Come nasconder l'amara vicenda? Quanto la vita sia traditrice? Mai e poi mai, l'avrei creduto che proprio lei venisse colpita. Sembrava vegeta, sana, intoccabile, con quel suo fare così giovanile. Non solo l'età ancora immatura ma tutto il resto, carattere e aurea, facean pensare che fosse una donna pien di salute e voglia di vita, d'avere ancora il doppio degli anni, compiuti in dicembre, dinanzi a sè da poter goder. E invece la grande nemica in agguato, in pochi giorni se l'è portata. L'ha tolta a noi, lasciandoci un vuoto che consciamente ancor non palpiamo. Ci mancherà quando non la vedremo in bicicletta in giro in città, quando purtroppo non sentiremo l'allegra voce e la sua risatina accompagnata da una battutina. Mamma perfetta, nonnina perfetta, parlava entusiasta dei suoi familiari. Dei nipotini, in particolare. Aveva un buon cuore e tutto pigliava con filosofia, quella del sud. Cosa rimane ancora da dire? Che la tristezza è un'altra nemica, che chi l'amava non dimenticherà una persona sì cara e umana, che non doveva subire la sorte infame e crudele di quella morte. 06.02.2013 ore 05: 20 Alla cornacchia 2014 Col sole in faccia fò una beccaccia a quella racchia di una cornacchia. Lei mi pernacchia, se la ridacchia. Giacchè è una vecchia prima la schiaccio poi la spellecchio. Sono un maschiaccio... Volontà È la nostra volontà che ci porta a fare questo o quest'altro, qualsivoglia. L'importante siamo noi. Il cervello, il cuor, l'istinto spingono a pensare bene sia del prossimo vicino che del prossimo lontano. Fino a quando siam convinti di una cosa che ci piace, la teniamo qui attaccata tra le braccia e non molliamo. Non appena un dubbio cade da baleno a ciel sereno se non lo cassiamo in tempo lo lasciam moltiplicare. Addio vita, amor, lavoro, soprattutto la salute ne rimangono colpiti trasformandoci un bel po'. Per fortuna che riprende il cammin per la salita ed il sole esce di nuovo e ci spinge a continuar. Non vogliamo mai cadere con la testa ma sul culo che attenua tutti i mali con due botte e lividure. 10.11.2016 nell'autobus ore 13:40 I nostri 27.10.2016 ore 23:23 I nostri genitori continuano a vivere in noi e noi continuiamo a vivere in loro. Gesti, pensieri, azioni, persino l'intonazione della voce e il nostro viso riflesso in uno specchio, ci riportano a loro. E ci chiediamo, anche dopo decenni dalla loro scomparsa, se davvero ci abbiano lasciati... Al gatto 27.10.2016 ore 23.10 Devo ammetterlo: Mi fai impazzire! Con quegli occhioni fissi nel vuoto che voglion dire chissà che cosa, col portamento da Re o Regina, con quel coraggio che incute rispetto. Ebbene tu, gattino o gattone, mi fai sciogliere il sangue insieme al cuore. Tu mi ricordi Tu mi ricordi una vita passata, vissuta e trascorsa decenni all'indietro. Un momento di spinte, salite e discese con te, sol per te, e tu insieme a me. Non mi hai mai lasciato. Rimasta sei dentro, chè fino al mio punto più debole e forte mi hai illuminato, svegliato, ispirato. Non sono più triste, abbattuto, avvilito, come apparivo qualche attimo fa. Ho perso il pallore. Ho il color dell'amore scritto qui sulla fronte e su queste labbra che or sanno ridere come non mai, san godere il sorriso, mostrarlo alla luna, al gran sole e a te. E te ne son grato, ragazza mia bella! Con spensieratezza hai rubato di un uomo, tutto ciò che possiede: la sua anima intera. Mi sento rinato, io vivo per te. Non andartene mai. Abbi cura di me! Cento 21.11.2010 Cento, migliaia di volte ti avrei telefonata! Prendevo la cornetta, subito riabbassata. "Le mando un sms o una email concisa? Voglio sentir che dice, scoprir come reagisce." Ceder non è da me. Son uomo, non mi piego. Eppur questo è un dolore, anche per me di tempra dura, fredda, testarda. Credimi ci ho sofferto come a un braccio di ferro, senza una fine o tregua. È durato in eterno ogni attimo, solo, senza di te al mio fianco. Mi faceva patire, colto persin dal pianto. E adesso son tornato, combattimento amaro, come un cane mazziato. Di tutto ho fatto, ho detto pur di dimenticare. Dall'amore spossato. Sei lì davanti agli occhi se vado a riposare. Ti sogno. Non mi lasci nemmeno un'ora in pace. Nel sonno più profondo sono perso, agitato. Mi sveglio ma la mente, come la notte intera, in un baleno cede, è di nuovo con te. Lavoro, ma il pensiero mi logora, ossessiona. La tua grande presenza mi sembra di un gigante. Che cosa posso fare? A chi dovrò rivolgermi? Solo a te. E son qui! Mandami a quel paese, oppure dimmi sì. Acqua di fonte e vino aspro Scrivere e non smettere più per ore e ore. Sembra facile, utile per i molti. Ma non sempre ti fa approdare dove vorresti. È come aprire il rubinetto di una fonte dalla quale puoi far sgorgare acqua o vino. A volte, senza pensarci un istante, ti viene tutto di botto, spontaneo e credi di aver trovata la soluzione ai tuoi problemi. Paragonerei questo all'acqua di fonte che arriva a casa tua e con la quale mitighi felice la tua sete. Altre volte, non sai nemmeno da dove cominciare, intontito come ti ritrovi dalla vita, dai fallimenti, dalle delusioni, da ciò che ti va storto. Ed ecco che lo senti come vino acido in bocca, non ancora aceto, ma simile. Proprio come sta accadendo a me stasera. Aiuto! Ho sete! Ho fame! Soffro! Ho paura! 28.04.2016 Perchè non ci sei tu al posto mio? Quale sorte malvagia mi ha colpito? Pensi, la meritavo a questa età? Ne ho soli 6 e soffro da morire! Sai dove sono? Al gelo, al freddo. Fuori. I miei due genitori sono uno. Mio padre è morto lì, in fondo al mare. La mamma è assiderata, malaticcia. Era finita pure lei nell'acqua. Poi qualcuno è venuto e l'ha salvata. A me è andata bene. Ero in barcone, dal lato che non è affondato subito. Ci hanno salvati in tempo, per un pelo. Mi han gettato di peso in una barca dove c'eran coperte, viveri, acqua. Oh, quanto vi son grato! Ma il papà mi manca e la mia mamma non sa più cosa fare adesso che ci ritroviamo qui, alla frontiera, dove ci son soldati armati e rudi pronti a sbranarci tutti o, perlomeno, a non vederci più attorno a loro. E se al mio posto ora la magia, quella celeste, ci scambiasse i ruoli e uno di loro, pieno d'odio e schifo, si trovasse a provare i sentimenti, il dolore di pelle, pancia e piedi, che provo io in questa situazione, come definireste il mutamento: giustizia, parità o, bentistà? L alegge del taglione non esiste. Questi assassini potenziali fanno e incutono timor, orror, terrore. Che siano proprio loro i terroristi che uccidono milioni di persone, senza fare scalpore come i 30 che raramente muoiono per sbaglio? Ebbene. Aiuto!, Ho fame! Ho sete! Soffro! Non hanno ormai più alcun significato. Sono io a venir perseguitato con i miei miseri 6 anni addosso. E chissá quanti ancora ne vivrò? E come li vivrò da oggi in poi... Come quel bimbo lì, nato nel ghetto con la sua prospettiva di soffrire la fame e diventare poco di buono per morire ucciso anch'io per sbaglio, ingiustizia e odio e razzismo, da un poliziotto il cui grande diletto è togliere di mezzo le altre razze, spazzare via chi a genio non gli sta. Perchè il suo cuore in realtà è già morto e vuol la morte dell'intero mondo. Io sono qui che aspetto il mio destino e mi domando incredulo perchè non ci sia tu adesso al posto mio.
Te lo dico 26.01.2015 ore 01:02 Te lo dico. Lo devo dire. Sei un poco triste per i miei gusti. Voglio allegria, gioia, colore, le distrazioni che fan bene al cuore. Tanto, guardare in faccia realtà, le situazioni che fanno pietà, ti portano a vivere molto di meno, o perlomenico, una schifezza. Che puoi cambiare, rivoluzionare? Quanto vorresti aiutare chiunque ne ha di bisogno, chi adesso sta male! Ma poi alla fine, sai bene anche tu, che è proprio te stesso il primo qui al mondo che ha bisogno di aiuto, e anche urgente. Perciò, dimentica e cura il tuo cuore, cantando ballando e facendo l'amore. Perchè assai presto, ed è sempre assai presto, viene l'odiata odiosa a pigliarti per mani e piedi con la violenza. Che immenso dolore! Non c'è resistenza... Quando vuoi Quando vuoi uscirne fuori, sia per quanto valga o costi, cerca sempre di pensare che la vita tua è la tua, che il tempo perso è perso anche a scrivere "scrattate", parolaccia appena uscita, mia invenzione ora coniata, per cambiare qualche cosa che in realtà ripeti a iosa e non fa più alcun effetto. Esci dall'anonimato, alza le tue chiappe e vola! Va' un po' fuori, scorda il resto che ti dona solo male! Medita con l'aria fresca. Giova a te molto di più di un idiota deficiente che non vuol capire niente della tua bontà, del cuore che ti porti in mano sempre a favore della gente. E anche quelli da lontano, tu conforti con preghiere, che poi guarda caso, a loro beneficio si rivelan. Prega un po' per te, tesoro, pensa almeno a viver meglio, a goder quel che ti resta senza rinunciar a ciò che ti offre gioia e calor. 10.02.2011 ore 10:10  Se 19.08.2010 Se sei a terra non conviene esternare i tuoi lamenti che ti atterrano di più. Fatti invece due sudoki o le parolin crociate e vedrai che scorderai su due piedi la tristezza. Come sottofondo scegli musichetta brasiliana per vederti tutt'intorno gente allegra che reagisce anche lei con l'allegria per scordare i suoi problemi. E ricordati che tu non sei l'unica persona che patisce a questo mondo. Anzi devi ritenerti fortunato e avvantaggiato. Cosa vuoi? Sei ancora in vita? Datti un pizzico sul braccio così te ne accorgerai. Quanto dolore! Ma verrà il giorno Quanto dolore! Tu che ne sai? Non mi eri vicino, non eri me. Ce l'ho fino a dentro le ossa e al midollo quel che ho passato. Solo io so cos'è. Mi duole tanto da farmi sentire annichilita, inerme, fragile com'ero allora, ipnotizzata dal gran terrore che mi incuteva. Era un infame, un disumano, che si metteva su me e il bambino che non potevamo difenderci o spendere una parola in nostra difesa. E subivamo quell'umiliazione d'esser menati e fatti del male come succede a una ragazza che all'improvviso, senza preavviso, viene assalita e violentata. "Com'eri stupida", puoi replicare senza sapere, senz'essere in me. "Perché non ti sei mai ribellata, non hai reagito, non sei fuggita?" Allora? A quei tempi? Con le chiare minacce: "Quando io mi arrabbio, non vedo più niente. Mi si abbagliano gli occhi, son capace di uccidere"? E poi raccontava di un suo prozio che in vita sua avea assassinato, ben sedici uomini e donne. Il bimbo, ora uomo, ne ha 41 di anni ed io ero solo una giovane donna indifesa che per salvare il bambin dalle grinfie, ho sopportato di tutto, tacendo. Avendo l'orrore dinanzi agli occhi, di ciò che suo padre potea perpetuargli, non c'era una scelta se non di aspettare un giorno futuro di liberazione. Credevo persino, scendesse il Messia a trarmi in salvo. Pregavo, piangevo a singhiozzi, in silenzio. Perchè guai se mi avesse sentito! Ne avrei prese altre di santa ragione! Non so andare avanti, mi viene un malore, allorquando ricordo e racconto dell'orco. Chissà quante donne han subito la sorte che è toccata a me? Ci perseguita ovunque, noi vogliamo scordare, ma le immagini tornano, specialmente all'età in cui abbiamo più tempo di pensare al passato. Quanto oggi vorrei cancellare con l'acqua o la candeggina, l'afflissione vissuta, la crocifissione che ogni dì mi portava ad attender la fine. Sono sola, ed è brutto, ma l'idea di dover fare i conti con uno che somigli all'infame, mi fa' esser felice di questa via d'uscita tardiva ma incruente. Auguro a quella donna che or mi sta leggendo, di avere la fortuna un giorno e di scappare come l'ho fatto io. "Verrà il giorno" , ti dico, come scrisse Manzoni. E quel giorno anelato della resa dei conti è vicino anche a te ogni ora e buon'ora. Se 15/10/2010 Se il buon Dio ti fa del male, il cattivo dio ti sbrana. Se il tuo prossimo ti schiaccia, il nemico ti spellecchia. Se il tuo capo sfrutta tutto, il tuo Stato pappa il resto. Che ti resta da sbranato, fatto male, da schiacciato, spellecchiato, da sfruttato, da pappato? Non rimane niente più di un brav'uomo, pover'uomo, operaio o netturbino, impiegato o ciabattino, ragioniere o fattorino. Guarda ben che sotto sotto divorato hanno anche l'osso. Altruismo (Gettata di getto) Son sempre stata un angelo, non ho mai approfittato, anzi ho lasciato che gli altri sfruttassero me. Lo so che è inusuale, che si chiamano stupidi quelli che come me si lascian divorare, consapevoli eppure, senza reagire mai. Ma se avessero tutti un po' di tal bontà, non staremmo a stò punto di crisi maledetta. Se tutti ci pensassero che stiam qui per morire, nulla appartiene a noi. Tutto quello che abbiamo, case, chiese, palazzi, i posti preminenti, l'oro, i gioielli Armani o il caviale e i tartufi, tutto è solo prestato, anche nella tua pancia. Fra qualche ora è lì nella cloaca insieme al panino raffermo della gente affamata! Queste sono le cose che ho sempre sostenuto e applicato qui nella mia vita piena. Sì, piena di gran cuore e gran soddisfazione che insiem a studi e scritti, ballo, canzoni e motti, mi donan quel che tu, avaraccio schifoso, pieno dei tuoi pidocchi e delle pulci sporche, non godrai mai nei giorni della tua vita vuota. Uno spicchio 27.4.2010 ore 6.30 Uno spicchio di luna una sfera di sole polvere di stelle e la laguna blu. Che cosa vuoi di più? Ripensi ad "Avatar", al film che hai visto tu, come tutti, in 3D. Vorresti stare lì in quel mondo fatato che viene dagli umani in breve degradato. Ma lo vorremmo forse un poco noi di qua perchè abbiam l'impressione che vivere di là ci faccia bene e come! Pien di pace e calore. Ma chissà? Ma chissà quanto ci vuole per portar fuori il liquore preparato con maestria dalle figlie della zia che in vacanza dilettate si son con tanti gelati e un rosolio di ciliege che nulla sottrae allo Sherry!? Siam felici di provarlo con il naso e con la lingua su di una fettin di pane, su spaghetti e arrosto medio, per mischiarlo con sapori che gli dian maggior profumo. Io lo proverei persino sulle trote, sul caviale . Perchè no? Sui gamberetti come gusto assai speciale. L'avocado gli si addice. Con le arance abbinerei anche cachi e frutta secca come i datteri maturi o i fichi di Gallura. Dai, provate il buon liquore con quel che or più vi addice e leccatevi i baffetti chè migliori non ce n'è! Una mosca Una mosca qualunque in un gran magazzino è molto fortunata. Ha la vita facile e lunga. Ha tutto ciò che le occorre e mai nessuno si sogna di ucciderla. Ha tanto spazio per sè, vola di scatto lontano infastidendo un altro cliente. Ma chi vive meglio di lei? Se ci viene in mente di paragonarci a un insetto sì immondo eppur utile al mondo, possiamo concludere che in certi momenti della nostra vita, con grande piacere scambieremmo i due ruoli per evitare fastidi e dolori, momenti atroci, qualsiasi malore. Occhipinti 18.11.2012 Io son un vino rosso secco, corposo, vivo, che subito ti inebria, ti rende caldo, stanca. Dimentichi le pene, rilassi corpo e anima, si paca anche il tuo cuore che non sa più che fare, quali pesci pigliare. Fortuna tua che bevi il migliore tra i buoni dei vini siciliani: Occhipinti, sincero. Ma la vita è un'attesa! L'ho scoperto da bimba quando nella mia mente aspettavo già tanto. Mi parlavan di scuola e di televisione, delle ferie sù a Roma, di un grande matrimonio. Si doveva sposare la zia giovane, Anna, e i preparativi furono già una festa. Che bello ricordare i vestiti da scegliere, le scarpe, i cappellini! E lo stesso accadeva ogni anno alla Pasqua. Si combaciava spesso con l'evento del sole, la nostra primavera. Mamma scegliea le stoffe e i modelli più nuovi, cucivano le sorelle di mamma e di papà. Scendevamo poi giù a Via Chiaia a mostrare il nostro nuovo look. Era una tradizione indossar tutto nuovo e l'attesa era bella, un sentimento vivo che provo anche in questi attimi in cui lo stilo a voi. Fresco, chiaro, infantile. Poi divenne un po' adulto. Era felicità che la mia gran città sa dar a chi ci vive. Proprio come un bambino che non vede i contorni, che mano nella mano della sua genitrice capisce solamente la gioia di cominciare e di attendere quello che lo sta ad aspettare. Alla fine Alla fine di ogni giornata, piacevole o nera che essa sia stata, mi piace volare a rifugiarmi nella pagina azzurra di poetare. Ci trovo racconti, ci scopro dolori insieme a esperienze sentite, vissute un po' anche da me o da chi io conosco. E in quelle riscopro ricordi lontani, rivango la terra che ho calpestato, ritrovo gli amici che ho perso per strada. Mi sembra di chiudermi in un involucro, nella corazza della conchiglia, quella che intatta mi custodisce fino a quest'ora, e mi prepara in dormiveglia al sonno profondo pieno di speme. Grazie a voi tutti, poeti e scrittori cado felice in trance della notte che auguro a voi, a me ed a tutti d'esser serena come una ode di un giorno di maggio che apre le braccia alla calda stagione anche se fuori tuoneggia e divampa il temporale della realtà. Tu pittore Tu pittore, dipingimi il cielo mentre nevica. Tutto schiarisci di bianco puro, il prato si copre di luce abbagliante allo splendore del sole e non c'è più niente di cui lamentarsi. Anche il gelo avrà il candore della luce estiva e nell'aria, la purezza del cielo alle grandi altitudini ci ridona l'anima. Poi ci sta Poi ci sta questa battuta un po' amara che ti ritrova tra ciuchi e somari. "Il bue che chiama cornuto il simile" perchè non riesce a specchiarsi in fiume. Cosa distingue costoro dal resto in una camera al buio più pesto? Ma il pesto lo faccio ancor nel mortaio con l'olio d'oliva del mio portinaio. Me lo porta ogni estate tornando da Sala, suo luogo d'origine, e che si consola se in cambio descrivo, a lui e famiglia, in napoletano, la scena col raglio di un asino in volo quel dì in cui il vento, impetuoso e violento, dal cielo su un monte lo fece atterrar. Da lì il famoso proverbio del luogo per i creduloni ingenui e burloni: "Lui crede persino che l'asino vola". Ma è accaduto, questa è vera storia. Ridiamo, ridiamo Ridiamo, ridiamo, perchè ci avviliamo? Sogniamo, sogniamo, domani partiamo, voliamo per monti e mari lontani, andiamo in Austrialia e non torniam più. Nel bottom del cuor c'è il mio gran desiderio andarmene a Perth per morir con gli occhiali da sole e il sombrero nel capiente marsupio di un canguro gigante. Poi laggiù il bel clima vanta ventisei gradi ogni giorno dell'anno e nessun porta mai nè il cappello nè i guanti. Per i molti è pazzesco aver queste speme tanto fuor del comune, lontan miglia e miglia. Ma in fondo, se pensi ai tanti cretini che ti giocano a lotto per anni e decenni sapendo che a uno soltanto fortuna su centoquaranta milioni cadrà, allora ti dico, è meglio guidare il tuo carro laddove si vede già chiaro spiraglio di luce. Potrà darti coraggio e farti felice e vedrai anche sarde che mangian le alici... Che me ne fo' Che me ne fo' dei tuoi concetti saggi se li hai copiati spudoratamente? Come cacci farina dal tuo sacco se è vuoto o a stenti ne contien due grammi? Sutor, ne ultra crepidam, ricorda che il passo che ti supera la gamba ti fa sol ritrovar col cul per terra! Per un po' di compagnia Per un po' di compagnia vi regalo l'allegria. Io vi dò zucchero e miele voi a me veleno e fiele. Val la pena di tentare basta essere leali. Come me non c'è nessuno: sono buona, onesta, dolce, ma la vita è assai crudele, ne approfitta come voi. Io son grande e generosa voi piccini e pidocchiosi. Chi sta bene tra voi e me? Ricavatelo da sè. Per un egoistaccio Certo che devi ancora imparare a trattare la gente che conosci come è di dovere, non a modacci tuoi o a piacimento tuo, non tenendo alcun conto, mai dell'altrui bisogno. Non esiste soltanto il tuo sfacciato egoismo. Sia parenti che amici hanno delle esigenze. Le devi rispettare e saper soddisfare. Se no vattene via a fare l'eremita, solo, come tu stesso hai esternato spesso. Cerca un'isola morta, silenziosa e deserta, noiosa quanto te, dove contare puoi tutti i passi e le ore finchè vita si spegne senza calore e amore. Il poeta Il poeta è un esaltato che dà sfogo alle aggressioni con parole e frasi e rime. La poetessa lo è un po' in più. La mia donna canta Mi piace da morire quando canti per me! La voce ed il tuo estro mi fanno sentir bene. Non tutti crederanno che mi doni la vita. Quando torno stremato, dal lavor consumato, l'energia che io sento crescere dentro me la devo solo a te. Io te ne sono grato e assai riconoscente, non ho bisogno più di medicine e inguenti. Lo consiglio anche agli altri: sceglietevi una donna che da mattina a sera è come un unsignolo. La vita di schifezza che molti vivon or la possono cambiare con: do re mi fa sol. E chiamale stupidelle E chiamale stupidelle queste mie due poesiolle sol perchè non son tristi come vorresti tu! Disgrazie e dispiaceri messi nero su bianco, essi fan sensazione, non l'essenzial bisogno d'approfittar di attimi tanto, tanto sfuggenti, di sereni momenti che gli ormoni allegrotti smuovono in fondo a noi. Sapete tutti bene quanto assai son struggenti quegli altri momenti di nostra breve vita. Del domani un bel nulla, nessuno ne sa niente. Perciò facciam svanire, molto presto sparire la paura, il terrore, tutti i pansieri tetri, di visioni di panico che per ognun di noi sobbalzano in TV, giornali e media affini. Non mi vò a prolungare, già mi sento un po' male. "Goditi questo sole", dico a te fiore rosa. Gioventù è passata e lo specchio è sfocato quando ti ci rispecchi, chè i bei giorni son qui. Restiam freschi di dentro, consoliamoci il cuore leggendoci un bel libro che ci ridona l'animo con preziosi pensieri. Da dire o da non dire? Da dire o da non dire? Quesito enigmatico posto quasi da Shakespeare o da un innamorato. Parlar, tacere o forse soltanto mormorare senza farsi sentire, o mettersi a pensare. Ma pensare un po' troppo ti puo' fare fissare; e con la fissazione ci si puo' anche ammalare. T'immagini le cose che in realtà non sono e cominci a soffrire soltanto inutilmente benchè sia consapevole che non è vero niente. Gesù ci dice inoltre che è da abbondanza in cuore che la tua bocca parla. Perciò concludo ora: a volte devi dire, a volte non lo dire. Che presa in giro! Che presa in giro! E non te ne sei accorto? Tu, intelligente, furbo, raffinato, ti sei fatto in un niente abbindolare e adesso non sai più che cosa fare. Non ne volevi più di bambinelli, quattro eran tanti con la prima moglie. Ma la seconda donna che hai amato, senza chiederlo prima, ti ha incastrato. Stavolta non si puo' tornare indietro, è una ventenne innamorata matta che lo desiderava un bel bebè da un padre esperto e vecchio come te. T'è piaciuta la fresca ragazzina? E or pagale appien, volente o non le conseguenze di una relazione che presto ti fa andar anche in pensione... 7/7/2012 La poesia è... La poesia è melodia se hai orecchio per la musica sei di certo anche un poeta. C'era il sole C'era il sole. Alzai le serrande e scomparve. Come un piccolo gesto puo' cambiare tutto! Così è per le idee. Mentre vedi il mondo chiaro davanti a te, appare un grigiore. Pian piano si trasforma in pece, catrame più nero della notte senza nè luna nè stelle. Come quando in guerra all'improvviso cade una bomba sulle nostre teste. E non moriamo. Miracolo? Soprannaturale? Accade. E dopo, altrochè sole! Altrochè luce! Essere in vita è più del sole quotidiano! È sulla tua pelle, nel tuo sangue, nelle tue viscere, nel tuo midollo. "Ci sono, ci sto. Ho ancora del tempo dinanzi a me. Chissà quanto? Posso toccare, tastare, gustare, odorare, sentire, vedere... E chissà quanto sarà bello ogni istante, ogni attimo, ogni batterdocchio della mia esistenza da adesso, avendo assaporato il fiele della morte scansata! Grazie orripilante esperienza che fa apprezzare quello che tenevo per scontato. Grazie a chi a cosa, non so. Ma mi sento felice. Sì, adesso credo di sapere cos'è la felicità: La luce del sole mentre ti ci avvicini sempre più". 3/10/2012 Quando lo vidi Quando lo vidi la prima volta credei davvero fosse un po' matto. Ma non sapevo ch'era bugiardo, falso e crudele, come un selvaggio. Ero il suo ostaggio quando menava e mi trattava come una schiava. Me ne scappai, trovai la via per terminare la pena mia. In quel frattempo eran passati ben venticinque di anni ingrati e ancora oggi non so spiegarmi come abbia fatto a sopportarlo senza reagire con uno sgarbo. Ammetto pure che certe volte l'avrei affogato con queste mani. Ma non potevo, son troppo umana, e lui tra l'altro era anche un porco un parassita, un gran villano, un disgraziato da lasciar stare. Me lo dicevano oltre che i miei, amici, compagni, persino i suoi! Si rifiutava di lavorare e pretendeva da me che fungessi da madre e padre pei figli nostri. Lo feci a lungo fin quando un giorno cambiai direzione. Ma perdonai. Come sperai che con la nuova lui si cambiasse! Che un'altra donna lo migliorasse! Gli parlai ancora, lo sostenei, a viver quieto lo incoraggiai, pensando roseo, più positivo. Non feci caso che mi derideva. Fu quando seppi che anche l'altra da lui fuggiva o meglio ancora, che dopo usatelo, l'avea scacciato, mi vergognai io al posto suo, gli tolsi sguardo, pietà e parola. Indifferente mi era adesso, più miserabile e più meschino di quando allora gli ero vicino. Se psicopatico o deficiente vorrei lo giudichi tutta la gente che di lui sa e pur di me. Ma soprattutto faccia il Signore i conti alfin per quel che è la verità o l'illusione di questa vita di confusione. 27/05/2002 Adesso Adesso solamente capisco la ragione di questo mio istante d'insonnia e confusione. Tu non mi manchi affatto perchè tengo il bisogno di un amore intatto, non di quel brutto sogno. Io non ti ho mai voluto ma mi volevi tu e quando ti ho lasciato son risalita sù dal baratro profondo che distruggeva il mondo ogni qualvolta noi ci incontravamo in volo. Non c'eri tu con me, vedevo ancora lui, e stavo male in più se mi stringevi a te. Per questo voglio solo restare con me stessa, non sono più la stessa ma sto meglio così. 25/04/2012 Credo Credo nell'amore che scioglie gli oceani spezza i mari schiaccia i monti prosciuga i fiumi spellecchia l'acqua serpenta i laghi scinde la goccia spacca l'anima sgretola l'elettrone scandina il protone sbriciola il cuore. 28/01/2002 A Michiko La bella di Tokio, collega mia cara, mi chiede ogni volta che cosa io faccia in queste due ore di libertà, quassù nella nostra università. "Ma scrivi davvero? Quasi, quasi non crede che bastino solo a disposizione due fogli e matite per ricominciare con la magìa qualcosa a stilare. E non sono proprio da disprezzare le idee che ti metto nero su bianco. Credo esse abbiano tutte uno scopo, non solo incitare a fare di meglio sia nella vita che coi sentimenti ma a volte a cambiare radicalmente modi di vivere e di pensare. Così succede come nel libro di Charles Dickens: "A Christmas Carol", dove un ex diavolo ora angelo è. Prima di dire addio alla vita quelli che un tempo gli eran nemici qui diventati sono suoi amici. Sembra un finale da capogiro ma è solamente un miracolo vero. 05/11/2009 Ich kann Ich kann jetzt nicht einschlafen nach diesen heißen Stunden die ich mit Dir verbrach. Sag mir ob Du es schaffst, oder, genau wie ich, die Sehnsucht spürst in Dir. Die feindliche Sehnsucht, die Seele, Geist und Herz, ohne Barmherzigkeit, in mir bluten lässt. Ich wär die ganze Nacht an Dir geschmiegt geblieben, an Deinem warmen Körper so glühend wie ein Vulkan, aktiv, im Eruption. Come definiresti Come definiresti questa gente che dopo essere stati tuoi studenti, a volte per diversi e molti anni, ti lascian senza darti il preavviso, e se per strada vedon la tua faccia ti girano la loro e fanno finta di non averti mai e mai visto prima. A volte sono io a corrergli dietro per chieder gentilmente come stanno e dargli un salutino del buon angelo. Eppure eravamo quasi amici... Hanno appreso con me correttamente la nostra straordinaria bella lingua, termini tecnici, quelli commerciali, letteratura, le frasi idiomatiche, ed ora all'improvviso se ne vanno senza alcuna parola di commiato, senza un addio plausibile, appropriato. Ci resto male e so che non è il caso di farmi sentir io, io di cercarli. So che non voglion esser toccati, non vogliono venir importunati. La loro privacy è tanto importante, che se li cerchi per un paio di volte son capaci di farti anche querela. Che strana gente forestiera e fredda! Che diversa veduta della vita! Noi che siam troppo umani ci restiamo a dire poco, male e assai delusi. Ma è così, e quasi mi vergogno d'avergli dedicato la poesia, nemmeno questo meritan, credetemi. 22.09.2012 ore 14:45 Dormi sereno amore Dormi sereno amore. Gli occhi chiusi si muovono ancora mentre leggo per le ballate dei grandi del passato. Ti affascinano, sebbene tu non le comprenda del tutto. Ma ecco che il sonno vince l'interesse e ti assopisci al suono della mia voce. Spero proprio che queste mie letture serali ti avvincino da grande quando leggerai da solo. Così da renderti saggio e discreto, colto e sapiente, mio dolce piccolo amore di otto anni. 1985 A Tessina Il mio tesoro dorme. Piangeva ch'era stanca, e adesso si riposa sognando di volare, salire ad alta quota come un uccello in cielo. Si sente assai felice ma non ricorderà questi momenti belli, più che altro per me, che la osservo incantata, estasiata, stordita dalla sua splendidezza, della sua dolce età. Il mondo le sta innanzi, l'aspetta ancora tutto quel che senza sorprese a lei sorprenderà. Voglio solo le cose meravigliose e gaie, dolce bambina mia che di mesi ne hai sei. Come l'uccello, il tempo inesorabilmente se ne vola lontano e passa e ti sorpassa. Tra poco lentamente ti vedrò grande grande, non solo per l'età, ma anche per bravura, perchè ne son sicura, la tua bellezza e il cuore che ti distingueranno da tutti gli altri al mondo, felice ti faranno. Sei unica giá adesso, dolce, tranquilla, bella, con gli occhi a mandorlino e la boccuccia d'or. Non sai quant'io ti ami! E ti ritrovo a letto col visino sul mio. Tu mi sorridi ed io... ti bacio con amor! C'è chi c'ha! C'è chi c'ha una faccia tosta che non te la puoi pensare! È più tosta della selce quasi come quella tua. Ma la tua nessun al mondo la potrà mai superare. Quel che hai fatto, solo tu lo sapevi immaginare. Sei volata sulla luna senza chiedere se anch'io ci venivo insieme a te. Mi hai mostrato la tua sonda mi hai donato dieci baci ti sei presa sei maschioni e non sei tornata più. 14/02/2006 Berenice Quanto sembri felice, beata Berenice! Su questa grande foto mi sembri una nutrice dipinta da Botero. Non hai angoli o pizzi, tutta armoniosa, tonda, nulla ti sposta, resti pacifica e tranquilla anche se sul gran naso si poggia una zanzara. Tu l'atterri di colpo e provi se ti piace, perchè mangi di tutto e non t'importa affatto che il tuo compagno estetico chirurgo assai famoso, ti ripeta amoroso che ti può trasformar. Tu continui a mangiar colatella, intestini, cuore, cervello e fegato del ciccio maialino che hai cresciuto tu con orgoglio e calor. Frittata di linguine Quella che faccio io è una variante che mi sta bene assai e son sicura, se la provate piacerà anche a voi. Le uova le risparmio e così metto per mezzo chil di pasta, lunga o corta, solo quatt'uova e poi di pecorino, diciamo due abbondanti cucchiaioni, d'olio extravergine anche due cucchiai, sale, aglio e pepe ed il prezzemolino. La qualità di pasta preferita son le linguine, restan più al dente. Naturalmente quella già avanzata può andar da ziti, a spaghetti o anche penne. Per dar colore, se la tengo pronta, ci metto un mestolino della salsa, rendendo la frittata morbidetta. La friggo poi pian piano d' ambo i lati e appen la crosta è d'oro e croccantina, la lascio raffreddar. Servo a fettine. Me la sto già gustando con la mente, or la preparo a voi velocemente. Scrivi! Ho scritto sì, ma sol per un'ora e adesso si abbatte la critica amara, squillante, avvilente qui dentro nel cuore e dentro la mente perché non ascolto i saggi consigli di chi già mi apprezza e pretende l'impegno di versi in saggezza. Devi metterti qui, incollata al computer per almeno quattr'ore, ogni giorno descrivere e saper scervellarti, ristancarti e stancarti per poter dire che, a te stessa e al tuo mondo, sei una vera scrittrice che si dedica tutta immolata all'altare della letteratura senza posa nè tregua. Ma tu sei una sportiva. Ami le passeggiate che più lunghe esse sono, più ti rendon felice. Qui divisa in mentale e attività fisica ti ritrovi in tortura se far quello o quest'altro. Meglio ancora se invece ti prepari la cena... Si fa presto buio pesto, siamo ancora in inverno. Mangi una piccolezza, và a letto e più tardi, ti rialzi e ti fai, lungo il lago tranquillo, un giretto che ispira a stilar i pensieri che ti frullano in testa al calar della notte. 2/1/2011 Fatti abbracciare Fatti abbracciare, non ci pensare. Un bell'abbraccio ti dà coraggio. Se tu ci credi oppure no, con un abbraccio si puo' guarire. Ti passa calore e profumo di fiori. È una promessa non solo una volta. Prova e bisprova ti piacerà. Sorriderai e di più amerai. Quando un giorno Quando un giorno morirò, fra cent'anni o forse più, non ne voglio piante e fiori, nè ghirlande o mazzi grossi. Vi dovreste agghindare, o piuttosto, un po' spogliare indossando bei costumi caldi, allegri, sexy, sgargianti dai colori variopinti: gialli rossi verdi e blu. Canticchiar, saltar, ballare come a Rio a carnevale. Poi gridate a squarciagola: Rosa godi l'altro mondo più di questo mondo qua: va' a ballare pure là, dove aspetti che veniamo, ma andandoci pianino, a continuar la festa con la gioia e l'allegria che tu sempre hai tanto amato con cui noi hai contagiato. Grazie Rosa, arrivederci al gran "nonlasciarcipiù". Di nuovo Di nuovo zero zero zero zero, vuè! È l'ora dei vampiri o degli spiritelli ma tu non dormi ancora e sai che ti fa male. Domani è un altro giorno di stress e buon umore ma non esagerare se no abbassi il morale. Il sonno giova e sana, anche se non a tutti piace completamente perchè sembra di perdere un poco della vita. Eppur dobbiam buttarci ogni notte per forza nelle braccia del caro e ammosciante Morfeo che sol se cadi in trance si riesce a placare anche se fuori il tempo infuria, sbuffa e strepita. Chiudi porte e finestre, tappa bocca ed orecchie, ignora la tempesta, imbocca la coperta e... sogni d'oro zecchino. 00:00 24/08/2012 Come sei giovane! Come sei giovane! Quanto sei bella! Perchè ci soffro, lucente stella? Come ha potuto il tempo impietoso me sorpassare ed io non vedere quanto pian piano mi trasformavo e decadevo? Come un'antica città allora magna ora in rovina, una carogna. Io rattrappito e imbianchito non ho più forza nè voglia di dentro, lì dove c'era freschezza e potenza purtroppo oggi non si alza più niente. Io ti riguardo e ti riosservo mia dolce fanciulla ancora intatta. Almeno lo spero, se non per me, per chi un bel dì per sè ti avrà... Cosa che io non potei fare perchè una vergine mai seppi avere. Piu disperato che sconsolato vo' alla deriva finchè mi arriva l'ultima ora del gran flagello che mi divora. 04/07/2008 Questi poveri dottori Questi poveri dottori sostenere li dobbiamo! Vivon male se stiam sani, se di rado ci ammaliamo? Fin al sangue i mediconi per i cronici son buoni te li spellano a ogn'ora. Quelli vivi fino a ieri non gli danno più profitto, ma alla porta, stan già tanti che si stan facendo avanti. I più giovani fan pena, per fortuna son di meno. Sono i vecchi i redditizi, perchè avevan tanti vizi che ora devon giustamente pagar profumatamente i servigi, lunghe cure, soluzioni ed emulsioni. Voi chirurghi, specialisti, voi oculisti e voi dentisti fate tante operazioni per spillar grassi milioni da chi non vuole accettare che poi o prima rincasare dobbiam tutti giù alla terra come i vermi a primavera, come ognun prima di sera. E anche voi figli di Ippocrate in quel dì constaterete, non possiamo indietreggiare ma soltanto sottostare all'evento che puo' dare alla fin solo la morte. A ciascun la stessa sorte! 29.06.2010 Amo Dostoyevsky Amo Dostoyevsky, amo il suo "Idiota" tale perchè folle Amo Dostoyevsky, amo il suo minuto lungo un'eternità. Amo i suoi personaggi femminili, sfortunati, eppur vivi. Amo la sua religiosità che non ho più. Amo la sua realtà così attuale, nuda e cruda. lo amo perchè nato l'11/11 ed io il 22/2. lo amo da ragazzina, lui mi ha fatto amare la Russia e i russi. Alioscia, Ivan, Miskin, Aklaya, nomi familiari. Amo Dostoyevsky ancora vivo, ancora qui, ancora vegeto. Che genio! Che personalità! Che immortale! 9.8.12 ore 24.00 |