Poesie di Il Passero


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Un incontro
Appari nel tuo essere per me sconvolgente.
Sei cinica e dura
Ma il tuo profumo di donna mi stordisce.

Ti rivedo in quella notte
Con le tue lacrime
Ti rivedo in quella notte in cui ho sentito
amore per te

Non so se si ripeterà
Non so se era solo un attimo fuggente
.
Ma so che vorrei amare quella donna

Accarezzare i suoi capelli
Toccare la sua pelle baciare le sue labbra
E stringerla

Stringerla tra le mie braccia
per sentirla perdutamente mia.

Non
Non viziarmi
non so stare lontano da te.
Non tenermi nel tuo letto
se poi me ne fai andare via.

Sento la stanchezza
raggrumata
ma i miei occhi vagano
spalancati alle luci della notte
la mia mente si contorce
nell’attesa del domani

non viziarmi più

Che io possa perdermi nei tuoi occhi
che io possa stravolgermi in un tuo sorriso
non ti dà il diritto di beffeggiarmi.

Perché so anche morire
piuttosto che appassire.

un momento
che piacere entrare in questo agone
mi sento ancor più vivo
a combattere sordi
che non vogliono sentire

che piacere il mio piacere
a scorrere una rima
che non torna e sorda diventa muta

parole perse in un lamento

C’e bisogno
Abbisogna che te lo ti dica
Mio caro censore

Erigerti a sputar sentenze
La tua presa mi sembra un po’ incerta

vorresti essere un colonnato

Ma hai solo qualche mattone
Pericolante in rime perse

Un pensiero
Ho preso la penna
Poi guardandola mi sono detto

Ma ne vale la pena di scrivere versi
Saranno i più belli

O soltanto uomini persi
Che vagano alla mercè di quelli

Che non hanno più cuore

Un colonnato
Tutte queste parole che ci riempiono
Ma poche sono quelle vere

Tutte queste parole che non trovano mai
Le tue passioni
le tue virtù
i colori del mondo

Mi raccomando la metrica la metrica
E quello che hai dentro muore
In un commento.

la vita
Quando tutto è iniziato
non avevo ancora la coscienza del pensare

Percorrendo strade anfose ho scoperto il mio mondo

Condiviso in un prodigio scoperchiando
Ho trovato l’essere

Perdendomi in una spirale sono precipitato

Tempi lunghi mi avvinghiano
Per ritornare ogni volta ripartendo

E in questo continuo
ritrovo
Luoghi già amati
Persone già conosciute
momenti già vissuti

Un canto di sirena
Venisti scalza senza parole
vestita di stracci
coi tuoi steli al sole

Fioristi in una notte di luna
sotto un cielo stellato

ti raccolsi tra le mani
ma i tuoi petali sbriciolanti
volarano via

per cantare al mondo
il tuo amore           

La mia vita
Cullato da questa brezza
Assaporo il mio sudore
Che asciuga sulla pelle

il vento mi ristora
Scoprendomi dei fardelli della vita

Quanti fallimenti sono in quel percorso
guardandoli mi ritrovo più vecchio

così succede con gl’anni

Da bambino ai un mondo da conquistare
La tua vitalità è la tua spinta
che scema nell’avventura che ancora non conosci

e mi ritrovo qui in questo momento infinito
a rivedermi

Perduto
Hai rubato la mia vita
Mi hai gettato via
come un ferro vecchio sto arrugginendo

Cosa rimane del mio mondo
incespico su quello che resta
precipitando nella putrida bolgia


Non sono che un peso
Ritorno in un presente che ne diventa espressione
Per poi cadere nella squallida quotidianità

Perduto prigioniero di quello che è morto
Rivivo nel ricordo
In una fragilità che mi uccide

ma ritornerò per essere di nuovo

ora è troppo il dolore che provo

Mercanti di paura
Vampiri dell’umanità
Seminano il loro fardello di morte

Vivono per punire
Vivono per distruggere

Impara a conoscerli impara a combatterli

Propinandoti una pillola per ogni tuo male
Cancellano i tuoi ricordi
Fino a renderti un automa

Per loro non sei altro che un circuito di neuroni
Che possono manipolare con la chimica

Non lasciano crescere
Tarpano le ali

Hanno il timore di restare soli
Soli con la loro paura
Si attaccano alla altrui vita
Fino a distruggerla
Vendono morte

impara a conoscerli
impara a combatterli.

Incubo
Se solo potessi capire
come veramente è
potrei finalmente dormire.
Se solo potessi aprirti
per vedere
se veramente cerchi
tra l’altra gente un’anima gemella
allora sparirei
come una cometa
anche se sei troppo bella.

Cercarti
Se solo potessi ti rivivrei
fosti quella che più amai
Il ghiaccio e la neve
mi han rubato tutto
e le fatiche
son finite al vento.
La tua filosofia è più grande
della mia vigliaccheria
o non sai nemmeno che ci sia
vorrei aprirti
gl’occhi lo stomaco ed il cuore
per vedere se c’è ancora amore

Dissacrante
In questa bolgia di parole
Mi distacco da voi

Non sono cresciuto invano
Per non capire

Tutti scrivono di tutti
E rimangono genuflessi
Alle virtù degl’altri

Propiziandosi un posto al sole
Vendono la loro nullità

Un grande amore
Riscopro nel tempo
in sentimenti decaduti
quale grande amore ci ha colpiti.

Rileggendo le tue lettere.
Ricordando le mie passioni.

Giovani pieni di vita.
Perduti in un lampo.
Sfidando tempi, spazi ci siamo uniti
in un amore che continuando
si è sbiadito scolorito
ormai affievolito

Ma sono nel futuro i suoi frutti
guardali puoi vederli
in un mixage di noi stessi
in un continuo perpetuo
crescere scoprire la vita
fiorire prosperare
figli del nostro grande amore

29/08/80

ti ho amato,ti amo
al tuo fianco vivrei in assoluto

tu per me mi apri il cielo
con te o pensando a te
vedo amore e libertà

vicino al tuo fianco mi son sentito libero
ho avuto in te il mondo
e il mio cavallo bianco

non cambiare mai
non contorcerti in viziose espressioni

resta viva come sei ora
e libera donna.

30/07/78

Tu che pronunci parole allegramente stonate
Tu che col colore della tua chioma
Appari di un anno lontana
Tu oggi sei parte di me

Avrei voluto scoprirti
Avrei voluto vederti
Bagnata nell’acqua salata
Accarezzare i tuoi capelli
Fino al fondo dei tuoi piedi

Ma oggi tu te ne vai ancora
non rimane altro
che un sogno pulito.

A mio padre
Non ho mai scritto di te eppure

Da bambino ti cercavo per capire
Affascinato dal tuo conversare
Rispondevi sempre ai miei perchè
Poi crescendo ho capito la vita
E ti ho visto così fragile

Mi hai lasciato che ancora ti cercavo
Con te non avevo barriere
Come due amici che parlano insieme

Abbiamo condiviso emozioni
Mi hai insegnato la strada del sapere

Ti ricordo in questa festa
Dal profondo delle mie radici che mi legano a te

Non controllo
Precipitandomi Mi ritrovo contrito
in un sentimento compio il rituale

senza passione
divento espressione incompiuta

Rimango amorfo
in un’attimo che non ritorna
perdendomi

Una partita a tarocchi
Il tarocco che non conosci
La carta che non sai mai giocare
Così Francesco cantava

Che bellissimo gioco quello che ti ritrovi tra le mani
Quindici sono le carte che tiene
altre due le hai celate

la scartata nessuno la conosce

La dea bendata la scopri
Guardandole

Ad ogni giocata comprendi l’arcano
Dei tarocchi il segreto
Ti svela la sua mano

Una partita a scacchi
Muovo il mio pedone
Quello di re
La tua contromossa e di regina

Poi nel centro partita
Attacco per conquistare il centro

tu rispondi rintuzzando
nel finale le torri conquistano le colonne
i cavalli non sai mai dove vanno

che bella partita
vinci tu vinco io
scacco matto
caro avversario mio

A Poetare
Vi ritrovo a notte fonda
Quando nel suo silenzio
Sono con me stesso

In quei momenti di quiete
Assaporo i vostri espressivi

Abbeverandomi alle fonti delle vostre muse
Percorro il sentiero dell’umano poetare

Riempiendomi d’infinita immensità

Un mondo futuro
Quando sarà che ogni essere
Di questo pianeta
Potrà considerarsi tale

Quando sarà che nella cultura dei popoli
Vivrà la verità

Quando sarà che ogni animo
Si occuperà senza remore
Dello spirito di ogni vita.

Volare
Vorrei volare
oltre oltre
fino a vedere questo universo

risposte vaghe.

Ma solo tu lo puoi scoprire.

Apriti al vero, cerca il sentiero
che porta fuori da questo immondo impero.
Scopri chi sei
e finalmente volerai.

Sognando
Sentivo , oltre la porta quell’odore
che piano piano
mi portava la sporta che mia madre
stringeva in una mano.

Mentre sul mio letto
fumavo una sigaretta
sognando un’altro tetto
cercando di dimenticare in fretta.

Correvo con la mente là
dove il cuore sente.
Mi guardavo
con occhi nuovi
con occhi un po' smarriti
ricordando che poi
sarei dovuto andare
là dove il tempo
veloce come un lampo
mi sbatteva via lontano

dove gli aceri sfioravano le pozze
in figure fuggenti
di corpi inanimati dalle linee rozze.

Avevi senz’altro gl’anni verdi
l’espressione un po’ insicura e
toni ancora acerbi.
Correvi fra quei campi
per ritornare poi
guardando con stupore.

Ma ancora non capivi.

Un’illusione vaga ci circonda
è rimasta addosso come una piaga.
Fuori
una nuova primavera
ma la perdesti ancora
sognando un’altro inverno
aspettando un’altra sera.

Mistero
Dove sono tutti quei volti
da noi amati
in quale misterioso paradiso sono precipitati.

Sorgono alla mente in sogni strani
percorrendoli in lineamenti vaghi
in toni confusi.
tutti quei volti
da noi conosciuti

Li ricerco nelle immagini, nei suoni
incubi persi speranze perdute.
Dove sono andati tutti quei volti
da noi amati

Risposte confuse
mondi paralleli
universi sconosciuti nel tempo nello spazio

Dove,dove
tutti quei volti.

Ricompaiano ad ogni notte
ad uno ad uno
stranamente contorti
in immagini bieche.

Poi rincorrendoli
mi perdo continuamente.
nel mistero della vita.

Una vera giustizia
Nella giustizia io credo poco
Confusa in vendette
castrativa repressiva.

I paladini del mondo colpiti nel cuore
Vomitano tutta la loro onnipresenza
La loro giustizia decaduta e interessata
È terminata.

Controllori di popoli alfieri della libertà
Hanno tradito tutti coloro che vi hanno creduto.

Quale giustizia porterà il proprio verbo
Quale sarà la nuova ragione

Nel mondo ciò che è giustizia sia di tutti gl’esseri
Ciò che è lo diventi nella propria verità

Un passato
È cosi viva la tua presenza in me ma tu non capisci
Immagini di tempi lontani ritornano

Dolcemente mi appari vestita in frange
coi capelli ricoperti di fiori

Percorri il sentiero adornato di ginestre
portandomi in dono il tuo amore
Tra le mie braccia ti addormenti al nostro calore

Ho ritrovato l’esatto momento in cui ti ho perduta
dove sei morta nello sforzo di essere madre.

Ti ho ricercata per tanto tempo
In ogni angolo di mondo
Tra morti e vite

E oggi
oggi è cosi forte l’averti rincontrata
Ma tu non capisci
Continui a perderti attratta da corpi

Ascolta il tuo cuore
Anche se non ti ricordi
la verità è dentro a ognuno di noi

Come potrei dirti tutto questo se non ti avessi già
Amata
Come sapresti leggere in me se non fossi già stato tuo

Amami con la tua dolcezza
Amami con la tua tenerezza
Amami come era allora
Liberi nel vento figli di un grande amore

Il dolore del mondo
il dolore del mondo
Lo puoi sentire

Nella guerre nelle violenze
Negli assassini nei violentatori
Nelle loro infinite vittime

nelle paure nelle angosce
nell’essere braccato torturato violentato
nell’essere un corpo martoriato

anche noi lo possiamo sentire
tutto il dolore del mondo.

In un arco flessuoso gemono vittime e carnefici

Scambiandosi nel tempo identità
In una lunga guerra nel bene e nel male
In un continuo calvario

illudendosi che nel dolore ognuno impari ad amare
ma continuando ad essere corpi per punire o martoriare

A Mia
Non ho più attenzioni
Non ho più tempo da dedicarti
non ho più premure per ascoltarti

È così triste il mondo
popolato da moltitudini di idioti
che non accettano mai la verità dell’altro
Cercando continuamente di cambiarlo.

Vorrei saper da quanto tempo non sono più nel tuo
Cuore?
Non porti neanche più l’anello che ci univa

Non è la stessa cosa
Io non ho bisogno di un monile per averti nel cuore

Non è la stessa cosa
Non ho più tempo per ascoltarti
Non ho più tempo per amarti.

Contrasti
Il tuo mondo non l’ho mai capito.
Il tuo mondo non lo convivo.
Il tuo mondo l’ho già vissuto.
Il tuo mondo l’ho già finito.

I tuoi capelli, ricordi,
non son mai stati veri.
Le tue labbra, ricordi,
non son mai state mie.

Il tuo mondo l’ho sempre rinnegato.

Nelle tue parole un sapore di sibilla.
Nei tuoi occhi un colore di passato.
Nelle tue mani il contrasto degli ambienti
che hai sempre ricercato.

Tu ed io un tempo
ricordi lontani.
Il tuo mondo ora l’hai incontrato..

Prigionieri
Siffatti a immagine propria
Cosi malfermi e insicuri
Perduti in cumuli di rovine
Increduli alle forme più alte
gruppi sempre più numerosi
Si infangano di bassezze

E’ dilagante la loro imbecillità
Aleggia nell’aria
la senti
nella pienezza del suo putridume

Il canto del cigno muore nel vento
a noi Rimane il vuoto di un lamento.

Ti rincontrerò
Nulla di quello che è stato ormai ci appartiene

È un grido un lamento una preghiera

Ti rincontrerò e ti chiederò di nuovo
di amarmi

Ora ed altri tempi saranno testimoni dei nostri amori
In un oblio che ci avvolge

Ricompieremo il passato per poi
Perderci ancora e rincontrarci

Nella nostra dannazione

Una pena
Non son giunto,per colpa
mia ,ma di farmene un calvario
lo lascio agli altri
che mi festeggiano per quello che non sono
o per un diverso tono.

La mia allegria ormai la bevo
tra un bicchiere e l’altro
passando per qualcuno che certamente
ha perso il treno e si danna
riempiendosi di veleno.

Tra le antiche case cerco un po’ di pace
all’ombra di una strega
che mi ripari da questa mia pena.

Fuori gl’uccelli si rincorrono
volando in corti spazi
disegnando la fantasia dei sogni
ricamata come arazzi.

Non per vergogna ho calpestato i vostri Dei.
Non so neanch’io perché
non smetto di pensare alle Lei
Abbandonato
m’accorgo di ciò che sento e non me ne pento.

Nel Tempo
Passano gli anni
ti guardi intorno
non vedi altro che affanni
dimenticandoti anche del nuovo giorno.

L’essere e l’avere ti rimangono in bocca
con il sapore amaro dell’alcool
bevuto nelle uguali sere.

L’essere e l’avere ti si riversano addosso
abituandoti a vivere col corpo
le storie più vere.

Mi affaccio al davanzale
cercando un po' di sole.

Anche se domani il più furbo
ruberà la mia credulità
nel mio viaggio non getterò la mia verità.

Essere o avere
In questo dilemma di certo so
che non brilla la vostra gemma.

Ormai lo leggo nei vostri volti

O dall’essere son bruciato
prima ancora di averlo completato.

Al mio amore
Dolcezza infinita
ti schiudi tra le mie dita

sfogliata dalla brezza di aliti d’amore.
Hai scardinato la mia serra

strappato radici grasse
dalla mia secca terra.

Ora ti guardo
sarai quel che sarai
forse colomba al vento
oppure rinchiusa in un convento.

Fra le tue parole si schiude l’amore.
Amarti significa vivere con gli altri

aspettami ti prego
non lasciarmi nel mio ego.

dedicata a Cristina: l'amore è il vettore più grande dell'universo e non mi
sento asssolutamente un'ingenuo un abbraccio

Nuovi confini
E parlate d’amore
rivendendovi
assurdi e miseri
nelle vostre piccole ore.
Amore l’ho perduto l’ho viziato.
in questa cruda realtà
Nella mia società
l’amore sbiadisce.

Amore grande,amore
lo vedo solo tra le stelle
negli occhi di bimbo scalzo
tutto ossa e pelle
o tra le dune alitate
mosse da questo vento
che le fa infinitamente belle.

dedicata a Cristina: l'amore è il vettore più grande dell'universo e non mi
sento asssolutamente un'ingenuo un abbraccio

Nella notte
Frugar di notte
fra i miei ricordi
celatamente silenziosamente
ritrovarli.

Si riempiono gl’occhi
sento il loro sapore
sento il loro odore.

Frugar di notte
e sentirsi pieni
di sentimenti perduti, lasciati, bruciati.

Frugar di notte
nelle menti altrui
riscoprir pensieri,trovar sentieri.

Frugar di notte.

Con te stesso
Dolci sinuosi inebrianti occhi
trovano luci esplosive

lasciando dietro una parte di te

Il cammino diventa sempre più stretto.
Poi riscopri di avere perduto il mondo.

Senti ogni giorno che passa
quando sei solo con te stesso
tutta la viltà e la crudeltà della tua razza.

Sogni mondi nuovi
orizzonti sconosciuti
e l’odio che hai dentro ti trasforma
nella parte più oscura
La tenebra ti avvolge
fulmineresti col sol pensiero

ma al nuovo giorno alla sua luce
riscopri la gioia
in un bambino che sorride.

Amore perduto
Perché io ti ricordi domani
dovrò attingere nella tua figura
ripensandoti mi apparirai fredda
come il filo che portava
distaccata la voce

come se in quei pochi metri
l’immensa lontananza del perduto.

Che stasera non dimentichi di nulla
e in un prossimo futuro:

non possa confondermi
dalla luce dei tuoi occhi
dal calore delle tue labbra
dalla dolcezza dei tuoi seni.

Il Dubbio
Quando le nostre anime
se caso mai
lasceranno questi corpi
per impadronirsi di altri
io canterò al Dio che non vedo.

Quando le nostre menti se ne andranno
per vagare nei mari dell’infinito
io canterò al Dio che non sento.

Quando dopo la putrefazione
nasceremo nello stelo di un fiore
io cantero al Dio che non credo.

Ricordi
Un’estate ormai finita
Rimpiango il tempo già passato
Rimane il tuo sorriso
tra i ricordi che mi porto
L’inverno freddo e cupo
si tinge ormai in un sospiro

Ho aperto il mio cuore a una donna che mi nega
Le sembianze sono strane
eppure son sicuro
Mi ha svelato il suo respiro

In un gioco molto strano
ho trovato la sua mano
Poi come forse è già accaduto
mi respinge sempre invano.

Eppure io l’ho vista a ciel sereno
Ascoltare il mio baleno

Gratificata nel suo cuore
mi respinge senza amore

Non rimane che un ricordo
tutto pieno di passione.

Cantico
Che io t’amo
lo sanno anche le farfalle
che me l’han letto nel palmo della mano.

Che io t’amo
anche le strade l’hanno capito
dal mio passo tremolato.

Che tu occupi la mia mente
lo sa tutta la gente
che vede nei miei occhi ciò che il cuore sente.

Che ti sogno anche la notte
lo sapran tutti
comprese le bigotte.

Un pensiero
Scrivendoti
Aspetto immagini
Poi vedendoti
Ti ho vicino

Corriamo verso lidi sconosciuti
Il cammino diventa sempre più incerto

Sulle orme di altri
Seguiamo
Sperando di essere nel vero

Il tempo ci rende sconosciuti ad entrambi

Oltre arriverò
Oltre arriverai
Là ci chiederemo
poi di nuovo il solito sbiadito
ma primavere rigogliose vorrei abitare
estati fulgenti assaporare
copiose di tutte le bellezze
in armonia con noi

La vita
Parlare delle nostre vite
ci porta ad essere sequenziali

uscire dai ritmi
ci rinnova nel desiderio

la possibilità di conquistarla
diventa più grande

poi fuggire
poi lasciare poi morire

è tutto cosi lontano
ermetico
rinchiuso in segreti

avere la forma
avere la spinta
avere

E’ meglio essere che rimanere

Da bambino
Maria Cristina dolce bambina

I tuoi occhi i tuoi capelli.
Un sorriso uno sguardo

le tue fossette
le tue lentiggini
il tuo essere Maria Cristina
Dolce bambina

Amico mio
Vorrei poterti parlare ancora di me
come facevo allora.
Vorrei poter sentire ancora di te
come era allora.
Caro amico mio.
Avrei voluto augurarti il Buon Natale oggi
Ho lasciato aperto il mio cuore
quando vorrai potrai entrare.

Il Calvario
Come vecchi bruciati dal sole e salsedine
si gonfiano i secchi riempiti di sangue e di spine
Quando finirà questo calvario?
Quando cadrà la fine?
Sulle tombe dei morti
sui corpi stravolti
sulle piazze svuotate
nelle case bruciate.
Quando finirà questo sudario?
Quando cadrà la fine?
Sulle fabbriche vuote, nelle scuole piangenti
sulle infinite ruote nelle macchine ruggenti.
Quando, quando, nei vostri occhi spenti.
Dall'orizzonte apparirà
allora
vi ricorderete dei vostri piagnistei
e pregherete
soffocando a stento la saliva
affidandovi ai vostri ignudi Dei.
Quando il cane che abbaia
trasformerà i suoi latrati in guaiti
e i vostri cuccioli spaventati
vi cercheranno con occhi smarriti
allora forse vi sentirete finiti.
E per quelli che saranno
l'alba diventerà corallo e
una nuova musica intonerà le note
per un diverso ballo.

Al mio primo amore
Mi ritorni alla mente
in un vestito chiaro
Coi tuoi occhi scuri
Coi tuoi capelli corvini
Col tuo bel viso
Mi ritorni alla mente con le tue dolci labbra
Il tuo sapore il tuo calore
Il mio desiderio
La gioia vissuta in quei momenti celati
il mio cuore scoppiava per te per noi.
Mi ritorni alla mente
Già madre donna irraggiungibile
Poi un bacio e ho sentito tutto il tuo amore.
E quando ti ricordo mi appari in un vestito chiaro
Con la pelle un po' scura
Coi tuoi occhi neri i capelli corvini
Col tuo viso da ragazzina
Calda accogliente
Perdutamente mia.

A Nadine
Ti ho cercata, di nuovo
nelle ore della giornata.
La notte quando mi sveglio
frugo nella mia mente
alla ricerca di una tua immagine
che mi riparli di te.
Amore che te ne stai così lontana
la tua essenza viaggia sopra a ogni confine
e ti riporta a me
Vorrei volare e rubarti il cuore
Nella tua dolcezza ho riscoperto l'amore.
In te la mia ipocrisia si sfalda
frantumandosi in piccole gocce .
Non importa se mi si spezza il cuore.
Non importa se così poche sono state le ore
ma sei tu che mi rimani dentro
con il tuo ricordo d'amore.

Libertà
Vecchia e antica amicizia
la mia novità
ti ha collocato nell'istmo della pigrizia.
Quando il vostro volto teso e contratto
mi addita
sento che qualcosa mi vien tolto.
quando dai vostri circoli chiusi
io fuggo
e dei pensieri più stravolti mi faccio paladino
mi sento rinato in questo cosmo meschino.
Lo so che ai vostri occhi
appaio come naufrago di mare
come straccione affamato
che chiede un po' di pane.
Nella mia credulità
aspetto ancora il vento
che mi aliti all'albero maestro
e mi porti lontano
piuttosto che passare sui vostri avanzi
e crogiolarmi piano.
Vento che gonfi il mio cuore
fammi volare oltre i confini dell'amore
strappami da questa terra
piuttosto che farmi appassire nella loro serra

Oltre
Quel giorno strano
che io ricordo bene
il mio cuore si è fermato.
Lì al di sopra
sentivo quel silenzio .
Per ben tre volte l'ho amato.
In quel posto
il tempo si è fermato
cercato, ritrovato.
Poi quel corpo inanimato
ho riconquistato.
Leggero come l'aria.
In quella stanza l'ho provato.
Un bagliore
poi se n'è andato

Il tempo
Qual è il tempo
qual è il tempo per vivere
qual è il tempo per morire
qual è il tempo
qual è il tempo per amare
qual è il tempo per capire
Nel tempo ci perdiamo nel tempo ci ritroviamo
Tutto questo tempo che ci riempie e ci rende
così miseramente confusi
Bugie nel tempo che sembrano verità
la nostra considerazione del tempo è così limitata.
Nel tempo vorrei trovare le mie vere radici
per essere per sempre nel tempo
Senza più perdermi.

Donna
Non sei diversa
Soltanto tu
Così bella inebriante mi appari
Mirabile visione
Soltanto tu
Così perversa così sensuale
Nei tuoi giochi di essere
corpi perfetti sinuosi inebrianti.
Soltanto tu.

Essere
Se io fossi ciò che sarei
volerei.
Se io fossi ciò che sarei
capirei.
Se io fossi ciò che sarei
sarei

L'essere donna
Donna che riempi i miei pensieri.
Esseri sempre più affascinanti che ti
inebriano.
Continuando a imprigionarti nel desiderarle.
È cosi difficile per me negarle
Amore e indifferenza
mi attraggono e mi respingono
gratificate da uno sguardo
giocano col tuo cuore
continuando a voler essere sognate
a voler essere anelate
ogni donna che amerai sarà l'altra parte di te
che non conosci mai
Sarà tutto quello che puoi bramare
per poi cadere nell'oblio credendo
che possa anche finire
E tu lo rinnovi ogni volta che entri in lei
per morire dentro e rinascere poi di nuovo
in una cornucopia che ti rimanda esattamente all'inizio
confuso azzerato pronto per un nuovo gioco
Donna sarai sempre
la parte di me che non conosco mai

Una parte di noi
Come pulcino che esce dal guscio
continua da tanti anni nel suo trambusto.
Ecco riapparirmi la condizione strana
di essere già stato di sentirmi ancora
ciò che io sogno
completamente libero
volare in spazi aperti, in nuovi universi.
Ma poi per caso, quasi per gioco
mi ritrovo tra voi
in nuvole, orizzonti
a rinverdir speranze
rinfrescando memorie
tra morti e vite
perduto prigioniero
ricercando identità
che poi rinnego.

Vuoti
Vecchie case ammassate, strofinacci consunti
si vedono dalle inferiate.
Fioche luci, ricordano dell'infinito cammino
lontani punti.
Come ratti infognati, ci appaiono
i volti di sudore bagnati.
A fianco il bel giardino verde e rigoglioso
a testimoniare l'ignoto.
Per i curiosi il senso diventa ricerca,
tanti rimangono vuoti
nei cuori e nei volti
sperando di trovare tra loro un suono nuovo
che si elevi dal coro.
Menti bacate
si scorderanno fra le cose del tempo
la morte
che come falce ne farà scempio.

Mantenere
Conoscere il proprio destino
mantenerlo
oltre la tua amata vita.
Alla riva spersa tra scogliere
con suo maleodorante lezzo
tutto rimane inalterato
così appariscente,
e tu perseveri continuando a perderti
complice
in spirali interminabili
affascinato da corpi sempre più belli
sempre più perfetti.
coniugando alle parole sublimi sensazioni
fino a venderti l'anima

Conquiste
Pensieri di ieri
pensieri neri.
Correre in nuovi lidi
cercarsi, trovarsi, amarsi.
Nei pensieri miei cupi e mesti
si imbarcano marinai dai cuori scuri.
Così navigando in oceani
scoprimmo terre nuvole orizzonti
scegliendo di essere
ciò che cercammo d'avere.
Nel nostro stupido rincorrere
trovammo nuove terre
per seminare pensieri vecchi e continuare.
Non volammo sopra
non cercammo oltre.
perdendo ancora la voglia di essere
pensieri aperti.


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