Poesie di Cristina Perilli


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L’inganno
E un demone entrò nella mia casa,
con mille lusinghe
confuse il mio cuore.
Lo accolsi e gli offrii
Tutto ciò che possedevo,
gli aprii tutte le stanze
e penetrò anche negli angoli più oscuri…
Ero felice di aver aperto
Finalmente a qualcuno,
mi sembrava che portasse la luce
dove c’era stato solo il buio,
ma i demoni
non conoscono la gratitudine
amano solo se stessi
e il potere che hanno sugli altri.
Si è ormai impossessato
Di tutti i miei averi,
ha cambiato l’ordine delle cose,
entra ed esce come vuole,
la mia casa è il suo regno.
So che se ne andrà
Senza avvertirmi,
lascerà dietro di sé
una casa demolita.

Il mio tempo
Il tempo divora
Se stesso
E i sogni passati
E le gioie vissute.
Cancella tutte le speranze
Nutrite, come un soffio
Di vento nella polvere.
Un battito d'ali è
La giovinezza,
un fremito di vita
le mie illusioni.
Coloravano i miei giorni,
accendevano fuochi
nel cuore.
Il futuro era
Un orizzonte dorato
Trapunto di stelle.
Ora è solo un nulla
Profondo di grigio.

Sogni
Ogni notte l'anima
Si perde nei mondi
Paralleli del sogno.
Tutto lì è possibile
Ma niente è reale.
Vedo paesaggi ignoti,
entro in case non mie,
raccolgo fiori meravigliosi,
assaporo cibi straordinari.
A volte precipito
In abissi paurosi,
l'angoscia è soffocante,
ma basta che la luce
del giorno riapra le porte
della realtà per ritrovare
la mia dimensione…
aspetto con ansia la notte,
posso vivere le avventure
e provare le emozioni
che la vita mi nega.

Vuoto
Eppure basterebbe
Gioire per l’azzurro del cielo,
per il profumo dei fiori,
per l’incanto di un tramonto….
L’infinita bellezza della natura
Dovrebbe bastare
A colmare quel vuoto
Doloroso
Che sento.

Nuvole
Oggi le nuvole si addensano
Scure
Sono le benvenute
Per la mia anima schiva
E ombrosa.
La luce abbagliante
Del sole di agosto
Mi fa sentire nuda,
le mura della mia casa
sono come di vetro
e non trovo protezione.
Finalmente le nuvole si addensano,
sono un preludio
alla dolcezza dell’autunno,
al calore della tana,
quando è possibile
non essere visti
e stare sicuri
nei propri pensieri.

Specchio
Sono come uno specchio appannato
Dalle illusioni.
Solo quando esse svaniranno
Allora tornerà a brillare
E a riflettere la vita.
Ho bevuto con avidità
Alla fonte della passione.
Era per me una bevanda nuova,
il sapore mi deliziava,
il profumo mi inebriava.
Per lei ho abbandonato
Altri cibi e altri sapori,
dimenticato la giusta misura….
Ora cerco di non avvicinarmi
Più a quella fonte
Me le mie labbra
Sono di nuovo secche….

Il dramma
Spesso la vita
Ci costringe a fingere,
a muoversi su di un palcoscenico,
in uno spettacolo allestito da altri,
davanti ad un pubblico
che ci osserva con attenzione.
Noi siamo lì, impacciati,
la voce trema, il corpo è insicuro
nei suoi movimenti,
loro aspettano il minimo errore
per deriderci ed umiliarci.
Tutta la vita
Cerchiamo un personaggio
Adatto a noi
E speriamo di essere credibili
Per guadagnarci un applauso
Che ci confermi che abbiamo scelto bene
Il ruolo, studiato abbastanza la parte,
impostato bene la voce.
Diversamente c’è l’angoscia della sconfitta,
la paura di non avere il tempo
per trovare un altro spettacolo,
difficilmente si può recitare lo stesso personaggio,
è necessario reinventarsi
e ricominciare il dramma.
Ognuno è attore di sé
E spettatore degli altri
E la cosa triste è che non riusciamo
Ad essere solidali.

Il viaggio
Per tutta la vita
Ho cercato la strada giusta
Da percorrere.
Ho seguito le diverse indicazioni,
ho pagato gli ingenti pedaggi,
per scegliere una via
forse ho perso la bellezza di un’altra.
Per tutta la vita
Ho affrontato salite
E tratti impervi,
pieni di voragini,
spesso vi sono caduta dentro,
ma con tenacia ne sono uscita
ed ho proseguito a camminare.
Ben poche volte la mia strada
È stata scorrevole,
quasi mai
sono stata tenuta per mano
ma ho dovuto guidare coloro
che si sono messi a viaggiare con me.
Ora, forse a metà del mio percorso,
sento tutta la fatica che mi pervade,
mi fa rallentare,
non riesco a muovermi ma devo
tenere per mano i miei figli e continuare
finchè non riusciranno
a trovare il loro sentiero.
Quando arriverò alla fine
Mi rimarrà il profondo desiderio
Di condividere il viaggio
Con un compagno,
per gustare insieme i paesaggi,
riposarsi nelle brevi soste,
scegliere nuove direzioni.
Ma sarà troppo tardi,
perché non ci è data la possibilità
di viaggiare due volte.

Le monadi
Parole, sguardi, gesti, emozioni,
quanto è difficile comunicare!
Siamo infiniti esseri,
una moltitudine di atomi,
me ognuno è una oscura profondità,
un groviglio di sentimenti,
desideri, pensieri,
impossibile da decifrare.
Ognuno è nel suo guscio
Protetto dalle maschere dell’io.
Quanto è difficile comunicare!
Facciamo solo tentativi,
cerchiamo negli altri parti di noi stessi.
Siamo monadi silenziose
Che si illudono di amare.
Parole, sguardi , gesti, emozioni,
tutto si perde
nell’indifferenza
dell’intero universo.

Il teatro della vita
Immergersi nella vita,
respirare gli aromi,
udire il frastuono e le dolci note,
ammirare i sorrisi
e i colori infiniti.
Sentirsi parte dell’immenso,
dell’infinito cammino,
con le stelle,
tutto l’universo che vive
in una eterna armonia
di suoni e palpiti.
Essere una nota nella misteriosa
Melodia del cosmo.
Non sentirsi più
Come uno spettatore
Che osserva timoroso
Il teatro della vita.

L’approdo
Vagare nell’oceano
Delle infinite emozioni,
una piccola vela
scossa dai venti
è la mia anima.
Non trovo la giusta
Direzione,
continuo il mio viaggio
senza meta.
Tutto è vano
Ogni approdo insicuro, colmo di insidie,
ogni tentativo di ancorare
questa fragile esistenza
ad una sponda salda
sfuma come un miraggio.
E’ penoso vagare
Tra le alte onde
Scure e minacciose,
l’angoscia mi sovrasta
non vedo soluzione
al mio peregrinare.
Continuerò a vagare
Nell’oscurità
Fino a che non vedrò una luce,
prima lontana,
poi sempre più intensa,
sarà la fine del mio viaggio
o l’inizio di un nuovo cammino?
Però non avrò più paura
Perché non sarò più sola.

Il limbo
Quando si è nel mare
Dell’incertezza
E tutte le decisioni
Sono ancorate saldamente
In attesa di maggiore coraggio.
Quando ogni scelta si spegne
Nel timore dei cambiamenti
E ci sembra che l’anima
Sia chiusa e ferma
In un limbo grigio e opaco.
Allora dovremmo
Rompere gli ormeggi,
spiegare le vele,
seguire il vento per dirigerci
verso lidi sconosciuti,
superando la stasi delle emozioni
come una nave che esce dalla bonaccia.

Contrasto
Se guardi il cielo
In una notte di stelle
Ti accorgi della ridicola presunzione dell’uomo.
Credersi il centro dell’amore di Dio
Quando non si occupa neanche
Un puntino in tutto l’universo.
La tua vita scompare di fronte
A quella delle stelle,
che pure sono infinite.
Nascere, morire,
la legge ineluttabile spegne
ogni nostra vanagloria
nel ritmo incessante del cosmo.
Quanta ingenuità nell’amare
Credendo che sia per sempre.
Non esiste per noi
Un tempo che va oltre
Gli esigui confini della mente,
non esiste nessun
barlume di eternità.

Il buio e la luce
Quanti misteri si celano
Negli abissi del cuore!
Non basta una vita per svelarli tutti.
Quando crediamo di aver
Fatto luce nell’oscurità
Dei cunicoli,
ecco che ne scopriamo altri
ancora più bui.
Ardua impresa è cercare se stessi,
illuminare sempre nuovi sentieri
è faticoso, ma solo così
avrà avuto un senso la vita.
Non come quelli
Che si illudono di aver espugnato
Regni e palazzi
Mentre non possiedono
Neanche una mappa
Del loro cuore.

L'amore possibile
Ignoro ancora
L'amore possibile,
chiaro orizzonte
a me precluso
facile cammino
sempre ostacolato.
Conosco soltanto
Ambigue prodezze
Anime oscure
Prodighe di inganni.
Frammenti di gioia
Rubata,
un vibrare di luce
poi vacillare di tenebra.
Ignoro ancora
L'amore sincero,
istanti donati col cuore,
scambio di vite
compiute,
non le fatue convinzioni
e le ingannevoli parole
di chi intende solo
prosciugare questo lago
di desiderio.

Attimi di gioia ferita,
dal cuore lampi
di ghiaccio
turbano l'ineffabile
misura.
Non raggiungerò mai
La pace
Delle stelle.

Mistero
Dove si racchiude
Il mistero?
La mente dà valore
Alle cose, al tempo,
misura le gioia
e il dolore.
E' lì che risiede
La scintilla,
è lì che prende
forma l'abisso.

Il passato
Un insetto ripugnante
Si è annidato nel mio cuore.
Parassita
Si nutre della luce
Che a fatica
Dipana l'oscurità.
E' lì da molto,
da quando l'innocenza
fu turbata e i sogni
lacerati.
E' sempre vivo
Pronto a divorare
I germogli di felicità
E cresce, e cammina
Sulla tenera speranza
Di serenità possibile.
Cerco di nasconderlo
Tra siepi di coraggio
E mura di ottimismo,
ma è sempre lì,
ad impedirmi di guardare
lo schiarire del cielo
nell'alba di un amore.

L'esistenza
Ombre sottili
Nascoste tra le fronde
Rigogliose
Dell'universo.
Malinconici esseri
Fugaci, cercano
Rifugio,
anime oscure
generate dal nulla.
Non si può sfuggire
All'ineluttabile
Precarietà
Dell'esistere

Sono come racchiusa
In un guscio
Osservo la vita
Con inquietudine,
vortice insensato
nella deriva del mondo,
effimero caos
che l'anima rifiuta.
Il guscio protegge
O forse nasconde,
rifugio del cuore
spaurito,
incapace di essere.

Autunno
Aspetto che l’estate
Muoia in un giorno di pioggia,
che il grigio delle nuvole
confonda i colori.
Troppo acceso è ancora
Il verde delle foglie,
troppo azzurro il cielo,
troppo splendente il sole.
Aspetto che la quercia
Si vesta di arancio e marrone,
che i tramonti mi riempiano
di aspra malinconia,
aspetto il vento
che aiuterà le foglie
a morire…
Cupa dolcezza dell’autunno,
illusione di pace,
regno del silenzio
sarà la mia anima.

L’invito
Vorrei spegnere le luci,
abbandonare questa festa
dove mi sembra di non
conoscere nessuno.
E’ tutto un fragore
Di voci, suoni,
canti che non so intonare,
balli vorticosi
che non riesco ad imparare.
Perché mi è stato dato
L’invito?
Non posso andare via
Non ho ancora
Gustato il banchetto.
Questo spesso
Mi sembra la vita,
un assurdo ricevimento
dove si entra per caso
e si esce solo quando
lo decide il misterioso
ideatore.

L’oro e la sabbia
Scorgere l’oro nella sabbia
È l’unica felicità possibile.
Mi cade tra le dita,
granelli ora visibili
e ora confusi.
A volte tutto splende
E il cuore
È colmo di luce.
Ma se il sole si cela
D’improvviso
La sabbia appare oscura.
Non c’è più l’oro,
è fredda sulle mani,
pietre nel buio dell’anima.
Però il sole può riapparire…
Basta attendere
Che le nubi si aprano
E vedremo di nuovo
Solo oro tra la sabbia.

Il saper vivere
Che significa saper vivere?
Forse danzare
Al ritmo del mondo,
adeguarsi al frastuono degli eventi,
illudersi di dialogare
nella Babele degli uomini?
Perché non è apprezzato
Colui che preferisce
Ascoltare il silenzio?
E’ così dolce il rumore
Dei pensieri,
come le onde del mare
in un caldo pomeriggio
d’estate.
Arrivano lentamente
A lambire la riva, poi vanno via
Senza lasciare traccia alcuna.
Sono pensieri lievi,
chiusi nelle stanze della memoria,
pronti ad uscire
solo se apriamo con le chiavi
della solitudine.
Il vero dialogo
Si ha con se stessi
E se questo non è
Saper vivere
Allora io non sono mai
Appartenuta
A questo mondo.

Il viandante
Aspetto che la vita
Mi sorprenda.
Sono come il viandante
Seduto sulla riva di un fiume
Lento e greve,
non mi muovo e lascio
che la vita decida
cosa portarmi.
Saranno le mie vite
Passate o l’affascinante
E misterioso futuro?
Forse, mentre aspetto,
dovrei cogliere
la bellezza del paesaggio,
fare attenzione
a chi mi rivolge la parola,
cogliere i fiori
prima che appassiscano….
Oppure dovrei alzarmi
E camminare,
fermarmi in un altro punto.
E’ da sciocchi limitarsi
Ad aspettare,
dobbiamo scrutare l’avvenire
come esploratori di terre
sconosciute.

Essere sempre inquieti,
non trovare mai la giusta
collocazione,
sentirsi stranieri
nella propria casa..
Vortici oscuri,
gorghi paurosi risucchiano
ogni luce,
sono momenti di terrore
che paralizzano.
Servirebbero delle mani forti
Pronte ad afferrarci,
braccia solide
in cui racchiudersi e nascondersi
fino a scomparire.
Non avere più paura
Di cadere e
Ancorarsi saldamente
A quelle braccia.
E’ questo per me
Il senso dell’amore.

Incanto
Quante volte
Ci illudiamo di aver trovato
Gemme preziose!
Restiamo abbagliati
Dalla loro lucentezza,
non ci sembra possibile
di avere un così grande tesoro.
Ogni pietra
Risulta perfetta,
di un valore inestimabile,
vorremmo mostrarle a tutti,
renderli partecipi
della nostra ricchezza.
Poi un giorno
Si rompe l’incanto,
tra le dita ci sono
solo opachi sassolini,
cerchiamo di ritrovare
in qualche modo
il loro antico splendore,
ma ci illudiamo…
Avevo un’immensa ricchezza
Ma non l’ho saputa investire.
Mi resta nell’animo
Il riflesso
Delle gemme perdute.

Il volo
Si può scegliere,
restare sicuri nel proprio nido,
sotto il calore delle piume,
con il cinguettio familiare
degli altri uccelli,
seguendo il ritmo delle stagioni.
Oppure spiccare il volo,
verso orizzonti sconosciuti,
per conoscere
nuove creature,
librarsi in cieli più aperti
e misurare il proprio coraggio
nell’affrontare i pericoli.
La vita ci mette alla prova
Quando ci costringe
A scegliere.
Io ho sempre temuto
Di non ritrovare il mio nido.

L'amore
Quando si respira l'universo
E guardiamo il mondo
Con gli occhi dell'anima.
Quando i colori sono più vivi
E gli odori più intensi
E tutta la realtà profuma di luce
E anche il buio risplende.
Quando gli spazi hanno
Nuove dimensioni
E la mente non trova ostacoli
Al suo vagare.
Quando le emozioni
Dominano l'esistenza
E non c'è più quiete
Né limite al loro vibrare.
Quando i sensi guidano
La ragione e ogni prudenza
Viene rigettata per fare posto
Al desiderio.
Allora si può dire di amare…
Ma l'amore si nutre
Del nettare dell'anima
E quando svanisce
Lascia dietro di sé
Un fiore sterile e appassito.

Notte di fine estate
Notte di fine estate,
rumori, luci, voci,
fremiti di vita
ovunque.
Da lontano
L'eco di un tuono,
rimbomba,
a tratti il chiarore
di un lampo.
Poi la pioggia…
Ora tutto è avvolto
Da un velo di amarezza,
chi si preparava
ad uscire
ha perduto ogni trepidazione,
per strada più nessuna voce.
Solo le auto interrompono
Il suono dolce della pioggia.
Notte di fine estate,
è bello tornare
alla quiete dei miei sogni.

Il giardino
La mia anima
È come un giardino segreto.
Racchiude splendidi fiori
E alberi frondosi,
ma anche angoli oscuri
e siepi intricate.
Ora nel verde
Iniziano a comparire
Sterpi secchi e legnosi,
i fiori appassiscono
e i semi non germogliano più.
Ci vorrebbe un paziente
Giardiniere,
per ridare vita
a ciò che sta morendo,
per riordinare le aiuole
e pulire i viali.
Non ci sarebbero spazi
Segreti per lui,
avrebbe le chiavi
di tutti i cancelli.
La mia anima
È un giardino abbandonato
Che attende solo
Di essere ricoltivato.

Paese
Un drappello di case
Si staglia sotto
Una coltre di nubi nere.
Prive di armonia,
custodi di miseri vicoli
e piazzette,
testimoni di perenne
meschinità..
Solo l'esile campanile
Sembra voler sfuggire
Al grigio che incombe.
Con il suo tenue giallo
E il dolce suono
Mi riporta i miei
Anni di cristallo
E la mia libertà
Quando il futuro
Profumava di speranza.

Esistere
Questo breve spazio
Che ci è dato occupare,
prezioso, irripetibile,
ma anche ineffabile.
Questa pallida forza
Che sorregge ogni fenomeno,
unico, voluto
ma anche insensato.
Anche se la nostra luce
Dura solo un istante,
è comunque parte
dell'eterno splendore.

La vita si illumina
Solo nell'oscurità della
Notte riusciamo
A scorgere le stelle.
Solo nel buio dell'anima
Ci sentiamo avvolti
Dalla sofferenza.
Il sole sorge e la
Sua luce eclissa
Le stelle,
se anche la vita si illuminerà,
il dolore diverrà opaco
come le stelle
nel cielo dell'alba.

Dualismo
Il corpo vive
Segue la corrente
In faticosa armonia
Con il flusso molteplice
Degli eventi.
L'anima è inerte,
estranea attende
il suo vero sentire.
Una rete di nebbia
Avvolge le emozioni.
Questo rapido fluire
Dei giorni!
Non avrò il tempo
Di trattenere l'aria tra le mani.

Solitudine
E' meglio amare
La propria solitudine,
amica fedele,
specchio dell'io
nascosto.
Gli altri non ci saranno
Mai vicini,
sempre qualcosa
lacererà il dialogo.
Immobile è il cammino
Dell'amore,
illusione di corpi ciechi,
un velo di silenzio
copre i sospiri
e le parole sussurrate,
strati di ghiaccio dentro
le anime appassionate.
E' meglio confidare
Nella propria solitudine,
avremo meno paura
del momento che ci vedrà
tornare al muto
universo.

Silenzioso tumulto
Non si può dare ordine
Al caos dei pensieri
Quando le parole si
Fermano sulla soglia
Della coscienza.
Dentro di me
Un rincorrersi tumultuoso
Di emozioni, immagini, idee.
Come torrenti in piena
Che si incrociano
Mescolando le loro
Torbide acque,
inondano i campi
chiusi della mente.
Quasi nulla riesce
A rimanere limpido,
tutto è confuso e
le parole sono ferme lì,
come pesci tra i flutti
melmosi,
e in me c'è uno strano
fittizio, silenzio.

L'odore del tempo
L'odore del tempo
Emana da questa pioggia
Livida,
non smette,
incessante,
su tutto
è un grondare di lacrime,
dolente riposo
di meste creature.
Non smette
Implacabile
Coltre di nubi
Infinite,
chiude ogni pezzo di cielo.
Anche l'anima trema,
una foglia inzuppata di pianto.

La corrente
Il fiume percorre
Paziente
Il suo cammino,
raccoglie in silenzio
gli affanni, le gioie
e le imprese passate.
Tutto è memoria
Nell'acqua
Che scorre spietata,
indifferente arriverà
alla foce
e disperderà ogni cosa.
Incessante è la sua
Opera
Inutile
Ogni tentativo di fermarla.
Adagiati sul fiume
Attendiamo l'epilogo
Del nostro viaggio.

Pioggia
Grigio di cielo, di pioggia,
di vento,
fredde ragnatele di
tristezza,
brividi di cupa incertezza
percorrono l'anima,
come gelide serpi
si insinuano nel flebile calore
della speranza.
Grigio di cielo, di pioggia,
di vento,
si svela l'insensata
banalità dell'esistere.

Le parole
Non sempre le parole
Sanno definire
Ciò che anche alla
Mente risulta oscuro.
Non sempre le parole
Bastano ad esprimere
Gli indistinti moti
Del cuore.
Qualche volta fraintendono
Le vere intenzioni
O disvelano i profondi
Desideri.
Non sempre le parole
Ci aiutano ad amare.

Nostalgia
Una conchiglia si era aperta,
una mirabile perla
nascondeva.
Rifletteva i raggi
Dorati del sole,
biancore splendente
di calda luce.
Vorrei che si aprisse ancora
Perché c'è solo
Un livido inverno,
un grigio di fredda paura,
nel cuore.

Foglie
Come lacrime di vento
Smarrite nel vuoto
Cercano una via.
Foglie,
senza meta
malinconico è il loro vagare.
Comune destino
Per le creature vane:
nascere, morire,
spazzate, travolte
dall'inesplicabile nulla.
Nascere, morire,
un impercettibile battito
del cuore dell'universo.

Rinascita
Tra le crepe dell'anima
Inaridita
Si scorgono scintille
Di fuoco,
gocce di miele dorato
e zampilli di acqua
cristallina.
Voglio assaggiare ancora
Il nettare delle stelle,
scaldare il cuore
al tepore dei tramonti,
sentire le note
armoniose del vento.
Voglio tornare a vedere
Sorrisi
Anche dove c'è dolore,
a camminare sicura
anche sui sentieri
del nulla.
Voglio tornare
Ad amare
Anche se c'è solo un grande
Vuoto.

La sera
Questa montagna è forse
Troppo alta,
presto sarà buio
e non riuscirò ad arrivare
in cima.
Questa montagna è forse
Troppo ripida,
irto il sentiero
e colmo di sassi pungenti.
Questa montagna è forse
Irraggiungibile,
vorrei fermarmi e placare
i battiti del cuore,
stanco, sfinito,
anela solo alla quiete
della sera.

Il presente immobile
Entra nel mio spirito
Il vento dei ricordi,
lame di ghiaccio
conficcate nel cuore.
Sboccia il dolore nei
Campi della memoria,
fiori neri
dall'odore acre
coprono il verde.
Entra il vento dei desideri,
porta con sé foglie tremanti
e polvere di angoscia
dall'orizzonte nebuloso del futuro.
Solo nell'istante immobile,
unico fugace tempo di quiete,
nessun vento spira.  

Difesa
Ho costruito mura imponenti
Tra me e il mondo.
Ho preferito chiudere
I cancelli del mio giardino,
troppo fragile è lo stelo
della mia anima,
troppo impetuosi i venti e le bufere.
Ogni volta
Che ho fatto entrare qualcuno
Ho subito la sua presa avida
E ho dovuto ricostruire lentamente
I resti e le macerie,
dopo che tutto era stato depredato.
Ora le mura
Saranno più alte,
difficilmente si apriranno le porte,
guardo il mondo fuori
ma niente mi appartiene.

Cambiamenti
E' tempo di ricomporre
I frammenti del mio
Essere,
abbandonare i sentieri
di chimera
e i sogni di carta.
E' tempo di riordinare
Il tumulto delle mie
Emozioni,
allontanare le effimere
seduzioni
e le sfavillanti promesse.
E' tempo di essere
Presente alla mia vita,
nella pienezza di ogni
attimo.         

Ricordi
Ricordo una bambina
Gracile di aspetto
E fragile anche dentro.
Intorno a lei
Solo figure incerte,
tormentate,
pochi sorrisi,
rari gli abbracci.
Ricordo una bambina
Lottava per sembrare forte,
sempre a cercare
un rifugio
dove non sentire…
I libri i suoi più cari amici,
dispensavano
gioie sognate, momenti felici…
Ricordo una bambina
Che non trovava
Calore tra i grandi.
Un giorno cadde
In un abbraccio insidioso…
E lei diventò sempre più
Ombrosa e diffidente…
Ricordo una bambina
Che avrebbe voluto solo amore
E vedere ogni tanto
Il sorriso di sua madre….

Pomeriggio di agosto
Un vento insolito
Scuote le foglie,
i rami sono posseduti
da una forza vigorosa,
ondeggiano incessantemente
in un tormentato fruscio.
Il cielo si sta offuscando,
presagio di nuvole e pioggia
nell’aria umida e calda di agosto.
Una dolce tristezza scorre
Tra le pieghe del cuore
E scioglie ogni aspra inquietudine.

Oscurità impenetrabile,
a tratti una gelida luce
confusa tra le ombre.
Indefinite e potenti
Sono le tue emozioni,
esplodono improvvise
come le stelle,
irradiano calore e travolgono
la materia informe.
Plasmano i corpi celesti,
portando una nuova forza
che può distruggere
o aiutare a rinascere.


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