Poesie di Eleonora Pozzuoli


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Eleonora Pozzuoli



Giglio
Sento strane
corde
cedere sotto i
miei sogni.
Abbattere un
pezzo puro di
buio
equivale alla
mia amarezza.
Sotterrare semi
gialli di
girasoli
equivale alla
tua gioia.
Sei un amante
coraggioso,
meticcio sapore
di giglio e
cocaina.    

Felce su selciato
Fuoriesce un nuovo
lento
liquido.
Scende dal collo
alle mani.
Entra nel cuore
e lo gonfia
come una rana
di notte.
Mi sto intossicando
e lascio agli
altri
la scelta di
vivermi.  

Svenimento
Giaci a terra
come un cesto.
Ci metto i petali
d’amore
che il vento
annerisce.   

Capezzoli stanchi
Lieve, notturna
la nenia risuona
ancora.
Calma piatta
nasce
nei boschi e
nei suoi vecchi
capezzoli stanchi.

Triste, ottusa
la vecchia spera
ancora.
Ombre nere
danneggiano
il sonno e
deridono la
sua follia.

Ella annoda le
dita allo specchio
per cercare una
pelle più liscia,
ma l’attesa
vanifica illusioni
con innesti di
rughe omicide.

Appannata
Appannata di
sete
mi giro verso
di te;
il letto è un
cratere rosso
elettrico.
Reagisci al mio
amore
con un sudore
innaturale.
Io mi conservo per
tempi migliori.

E’ ora
E’ tempo di deporre
le ambizioni .
E’ l’ora del the
da degustare
all’ombra delle
sofferenti spalle
premurose.
E’ il giusto momento
per socchiudere
le palpebre.
E’ il giusto momento
per tirare
le tende e riposarsi.
La luce cade
obliquamente
nella mia vita.
È inutile evitare
un contatto.
Ora bisogna essere
pronti e diretti
per vincere
la partita.
Ho corso e parlato
con gli occhi spalancati.
È ora di chiuderli.

Se non fosse per te
Avevo deciso di
svuotarmi.
In fondo ero
pronta,
perfetta,
poverina.
Tenevo la corda
a mezz’aria.
In fondo ero
affranta
da dubbi di
latta.
Con un piede
guadagno
il mio fosso,
sentendomi
accesa,
di carta e farina.
Ho deciso di
riempirmi.
In fondo con
te, io
sento la vita.

La notte di S. Lorenzo
Quando strade
si uniscono e mi
rapiscono

Stelle cadono e mi
illuminano

Stelle scendono e
assorbono il nero
del cielo.

Tu resti fermo e
rischi di farmi
impazzire.

La baciata
Ballammo tutta
la notte
al ritmo latino
dei tuoi fianchi.
Ci guidò
la voglia
di un nuovo amore
da raccontare
una volta finito.
Non è finito.
Non abbiamo ballato
a sufficienza.
Le nostre diaboliche
imprese
mi tradiranno.
Io resterò baciata
e stregata da
una sfacciata sfortuna.

Neri di pece
Occhi di pece,
neri oceani interni.
Occhi di pece,
giochi andati a male.
Quanta bellezza
sei e
quanto calore
hanno profuso
le tue mani.
Occhi di pece,
neri come corvi
su cieli azzurri.
Neri come musiche
d’angolo.
Neri come
l’amore

Capirmicapirticapirsi
Io ti chiedo
di CAPIRMI.
Io ti chiedo
solo un vuoto.
Mi ci butto
da lontano.
Mi contraggo
e mi suicido.
Quando chiedi
di CAPIRTI
non è facile,
non è facile.
Puoi ballare
Puoi abbracciarmi
Puoi baciarmi
Puoi ritrarti
….. ma……..
di colpo, mi
risucchi e
CAPIRSI
diventa inutile.

La donna ribes
Vado al fondo di me,
sirena e farfalla
mi gioco il futuro.
Navigo nel mio passato,
canotto e fagotto
mi soffoco il cuore.
Scopro una strada di ribes,
occhioni e boccuccia
mi lecco le dita.
Lisci i capelli d’amore,
magrezza e pallore
mi cambi la vita.

Rosso Malvelo
Il mio velo si
stende rosso
sul tramonto.
OGGI.
Mi sento
convessa,
di un amore
indifferente.
OGGI.
Farfalle gialle
di sole si
stendono sul
mio cuore.
Ho sofferto il
freddo.
IERI..
Ho amato
l’amore.
IERI.
Ho ridato luce
a me stessa.
SEMPRE.

Velvet
         A Pablo Neruda

Odo la sera farsi notte stellata.
Il tempo ha creato illusioni
e mi sono vestita di dubbi.
Non sono affatto perplessa
ma continuo a sentirmi sfumata.
Scolorite anche le mie ambizioni
trascorrerò intere notti a pensare.
Canto pensieri onesti
e mi accorgo di essere donna.
Sento il mio viso più velvet:
è una lacrima che passa piano,
ma continuo a sentirmi sfumata.
Come panna da montare al volo,
mi sformo eppoi schizzo.
Odio stressare il mio cuore:
il cavaliere non mi salva
se non domo le mie gelosie.
Troppo tardi ho fermato i miei passi.
Io continuo a sentirmi sfumata.
Nessun uomo può darsi all’amore.
Io continuo a sentirmi sfumata.

Appendimi
Ho appeso i
miei occhi
nel verso sbagliato.
Mi sembrava di
averli tenuti
aperti.
Li avevo puliti
con acqua salata.
Mi sembrava di
averli resi
felici.
Stanotte ho
lasciato me stessa
nel tuo letto.
Se passi di qui,
appendimi sotto
casa mia.

Col rosso di sera
Muoveva passi
come da lontano.
Cadeva la cera
gelata da far
ridere.
Sembrava il
miglior regalo
per una come me.
Scendeva la neve
calda da far
piangere.
Sono sola
e annaspo.
Sono sola
di sera

Per C.
Prima Pioggia
Autunnale:
tanto dolore
da distrarre,
da tenére a bada.
Non ho nascosto nei
cassetti i miei
“perdonami!”.
Li ho urlati alla
luce della luna, nel
Vicolo Cieco.
Prima Paura
Autunnale:
tanta lana
da lavorare,
da crearci un maglione.

Stonata
Stono, stasera, stirando
coperte.
Maliarda, MacroRagione,
proteggimi
Le mani. Il cuore fa
del suo meglio
per non dimenticare
te, Altissima e Sensuale
CIMA TEMPESTOSA.

Fraseggio, forse, forzando
versi.
Boschiva, MiniSensazione,
profuma
Le stanze. Il naso fa
cenni di annuire
per non perdere
te, Fittissimo e Crepuscolare
IDILLIO SCOMPOSTO.

Lungo le guance, lame
di lacrime.
Romantico, MedioAmore,
innalza
La luna. Il poeta fa
del suo meglio
per non dimenticare
te, Cupissima e Irrinunciabile
ISPIRAZIONE PRIMITIVA.

Giallomorte
Dammi una mela
rossa
d’amore e
mordila per me.
Resterò a contemplare
l’acceso
tuo sguardo e
rinuncerò.
Dammi una scelta
alternativa
di vita e
vivila per me.
Mi lascerò convincere
che il giallo
sia un bel colore e
sorriderò.
Foglie gialle
cadono,
gialle come gialla
la tua giacca,
la tua pelle,
gli anni tra noi due
vecchi naufraghi.
Tutto intorno è
globalmente ingiallito,
intento a tempi
peggiori.
Non vedi quanto
giallo,
non più oro,
ci molesta e ridicolizza?
Noi, povere teste
(sotto sabbie giallomorte)
non più irrazionali!

Do ut des
Do perché tu dia
ai miei giorni
un sesto senso
avvolgente,
conturbante,
ubriaco.
Adoro pendere
dalla tua voce:
mi dice
di divincolarmi
ma di tenerti
legato ancora.
Per quanto possa
correggere i verbi
che sto sbagliando,
per quanto possa
guastarmi
annoiarmi
snervarmi,
conservi una dolce
ironia
da uomo perfetto.

Fredda
Fredda fretta di
amarti,
portarti via,
maledetta io
tra rovi.
Freddo accorato
appello,
asportarti il
cuore,
che la passione
mia sia
benedetta.
Ho cancellato
i bordi del
mio viso.

Nel tempo
Certamente
frantumavo le
parole in
giochi amorosi.
Tu sapevi
chi erano gli
stolti appesi
all’albero.
Io prendevo
le mani e le
facevo stare
allegre.
Ora mi racconto
la fiaba
senza trama
che conosci.
Ti somiglia
per la mancanza
di sfumature.

Loneliness
Non devi dolerti
del dannato
mio dormire.
Alleno atri e
ventricoli alla
dipendenza.
Pancia rotonda
e seno sceso
sono le
armi mie migliori.
Per la
Solitudine.

Di novembre
Non so
ancora
parlarti
ad occhi
asciutti.
Sei stupendo
e
mi accorgo
di
cercarti
col cuore
spugnoso.
Non so
ancora
definirmi
intelligente
se non con
rancore.
E mi
arresto
a
pensare
a
provare
Dolore.

Uscire
Usciamo
stasera
dai nostri
ruoli?

Non mandarmi
a letto
baciata
stressata
accontentata.

C’è desolazione
nelle case
in fondo al
nostro viale.
C’è separazione
di equilibri
e comunanza
di apatie.

Non ricordo
il momento in
cui mi sono
arresa a questa
indole da ebete
per vivere.
Certo, deve
essere stata
dura, all’epoca.
Deve essere
stata
originale,ieri,
l’idea di amarti
a prezzi scontati.

Stasera esco
dal mio ruolo.
Mi aspetti
fuori dal tuo?

La mia specialità
(uccidere chi amo)

Non ho che
piccole perle.
Se te le
donassi,
diventerebbero
chiodi.

Notte tardi
Siamo opposti.
Io amo
la vita.
Tu ami
l’amore.
Tu hai troppo
silenzio.
Io disperdo
baci e parole.
Tu conti
le ferite
su tre dita.
Io
le nascondo
in soffitta

So Seventy
Converto tutto
il tuo amore
per me
in odio.
Vorrei capire
come faccio.
Vorrei chiederti
se sei serena
o se fai finta
di distrarre il dolore
da te.
Chiudi porte
con coraggio
e passeggi
senza rancore
sulle mie bestemmie.
Vorrei fermare
il tempo
per perdonarmi.
Vorrei trasformarmi
e darti indietro
le tenere mani.
Vorrei scoppiare
e
ricompormi, figlia
perfetta,
nel tuo grembo
nobile e sacro.

22 giugno
Non mi sento
mai nelle orecchie
e se
avviene
fa sempre tanto
male.
Evidenzio il
cervello con
sottili strati di
pelle e parole.
Sono solo
perle finte.
Sono sola
e danzo opaca.
Tutti sanno
cosa
impormi
cosa
è giusto per me
cosa
mi serve.
Io vi chiedo
semplicemente:
c’è Amore o
Rassegnazione,
tra le mie righe?
Perché io non
mi sento.
Io afferro la
curva nera dei
numeri,
lasciando a marcire
le formule arcane.
Io Io Io
non sono che
fuliggine.

Ho un dubbio
Se non resti
nelle vene,
perché mi
arresti?

That’s not a marriage
Le mie fedi
nuziali
mi hanno tradita,
trucemente appiattita
tra la gonna
ed i mignoli in
salsa rosa.
Denti su denti
scavano il cuore.
Come a cercare
una luce,
invano.
Come a sfibrare
le labbra.
Come un
matrimonio sessuale.

Nada
Il vento
dispone perle
sulla mia pelle
trasparente,
profumandola.

Teardrop
Ascoltando
i canti degli
Indiani d’America,
una goccia
scende
lavando le ore,
le stelle tinte
di notte.

Testa di viola
Vado a dormire
bruciata disfatta
desiderosa di
un’altra vita.
Kaputt anche
stanotte.

Dalle la mano
Libri di biblioteca.
Odorano di
muffa e sorrisi.
Odorano di
donna e mani
preziose.

Mi lascio
penetrare
in un letto di
aforismi.

My happiness
Sgretolate tutte
le paure,
mi siedo felice
sui perché
stellati.

Mi frastaglio
Cometa sfericamente
impressa
di grigio
colore,
mi frastaglio
e mi infrastrutturo.
Non ti tengo
in grembo
ma ti lascio
in onda.
Esperimento
storicamente fallito
di amore
schiavo e dipendente,
mi avvinghio
e stillo lacrime.
Non mi trattieni.
I tuoi occhi
ruvidi
mi incollano
alla parete
di ieri.

Triste vaniglia
Masticai l’ultima
corsa
in fondo al viale.
Avevo gambe
tremolanti .
Avevi occhi
travestiti .
Sapevo di
mandorle e vaniglia.
Sapevi dell’odore
della sera.
Esplorarsi per un
attimo .
Vederti solo
da un lato.
Ora chiudo le
mani in un saluto.
Domani sarai un
amico triste e
addolorato.
Io sarò una donna
scolorita e civettuola.

19-08-01
Non passi nel
tempo che uccide.
Non passi nel
sole che resta
a bruciarmi.
Dispiego le ali
da sola.
L’attesa diventa
profumo.

Coralli tra i denti
Affondo lame
nella pelle,
ferendo anni e
ginocchia rotte.
Il cuore resta
malandrino e solitario.
Il sole sventola
su lacrime e
patetiche allusioni.
Sono bella
nei tuoi tramonti
rossi e dolorosi
come coralli
tra
i denti.

Fino a morirne
Le nebbie del
cuore mio vigliacco
scendono nei
solchi tuoi accoglienti
distruggendo un
formale equilibrio.
Nebbia mattutina sulla
casa mia incartapecorita.
I miei fianchi maschili
cercano un riparo
nei tuoi.
Nebbie omicide
incastrano dolore nei
capelli miei disfatti.
Le nostre certezze
ridotte a
fermagli scadenti e arrugginiti.

Splash serenade
Come un tuorlo
d’uovo gigante,
come un treno
passato remoto,
rompimi la testa
a suon di sogni.
Prometeo non
più incatenato,
sei diavolo e fulmine
maschio.
Sei perla da lucidare
nelle mani ,
mentre pesci
nuotano al largo.
Ti lascio serenate
storpie
al lume della
mia femminilità.

Tra sciami
In bilico
tra sciami
d’api e dolori
io cado
decado
derido me stessa.
Condenso una
lenta
morte
tra sciami
d’altre vite già
corrose.
Sono sostanza
collosa
porosa
arsa al sole
dell’inganno.

Hard to say
              To Lauryn Hill and her music

Parole difficili
bloccate
in gola.
Difficili come
alte vette
da scalare.
Pericolose, in
attesa, impaurite
come teste da
mozzare.
Parole difficili
tagliate
a mezz’aria…
ma non rotolano.
Sono incastrate
come
fiori nei vasi.
Parole difficili
prive di acqua…
ma non appassiscono.
Parole e lacrime.
Dure da dire.
Dure da donare.
Le mie parole
per te
sono struggenti e
piene di ossessione.

The power of good-bye
Basta un serafico
addio
da educande
per riempire
il giorno di
deprimenti
ricordi.
Io e te,
vecchie amiche.
Io e te,
gocce d’oro
rubate.
Siamo appese
ad un vento che
scompiglia
ed i visi mortifica.
Fummo autentiche
amanti
di un inesplorato
paradiso, ora
sventrato e muto.

Dhonna dileguata
Come una povera h
nelle antiche iscrizioni
latine,
io mi faccio dieresi,
io mi dileguo.
Ero DONNA
Sono DONN
Sarò D
senza sapermi
raccontare.

Otto
Volare tra i petali
e l’amore.
Posarsi, adagio, su
una lama.
Sangue e panno
ad assorbire.
Cantami, o diva, il mio
morire.

Solo me
Volevo restare sola
all’ombra di te
ma ho scelto una
seta
lontana da te;
l’ho puntata incerta
sui fianchi e sul passato,
ne ho fatto un abito
nuovo, sensuale, lunare.
Volevo dormire sola
all’ombra di te
invece ho scosso la
pelle
lontana da te;
l’ho svegliata incerta
tra brividi ed acqua,
ne ho fatto una corazza
nuova, sensuale , lunare.
Volevo morire sola
all’ombra di te
ma ho scelto una
spiaggia
lontana da te;
l’ho percorsa incerta
tra rimpianti e speranze,
ne ho fatto una donna
nuova, sensuale, lunare.

Prima di privarmi
Di te
ho già aggiunto
gioia alle lacrime.
E non mi basta.
Ho voglia ancora
di strafare,
stravolgendo
l’ordinario.
Di noi
conservo un’alba
allacciata al tramonto.
E non mi basta.
Ho la tua pelle
inserita in strati
di dolcezza
languida.
Deve esserci
l’addio.
Prima di privarmi
di te,
mangio ingorda
la tua polpa.

Contusione
Sai cos’è
che c’è?
Non sopporto
quel tuo modo
arrendevole
di darti
alla mia pelle.
Non comprendo
il fuoco
fievole
che spacci
per antico.
Il nostro Amore
è
una contusione.
Non potrà
durare.

Autocritica
Sono una donnaccia
abbattuta dal far troppo.
Sono una femminuccia
impaurita dal far poco.
Sono una matura
abituata alle seccature altrui.
Sono un’immatura
inesperta dell’altrui soffrire.

Per un padre
Quando ho bisogno
di te,
lascio che arrivi
la notte.
Ho voglia di te?
O di piangere?
Ho voglia di te?
O di soffrire?

Caso strano, tu
mi manchi.
Non si fa chiaro
(neanche col sole)
il ricordo.
Eppure tu vivi, forse
ideale, in me.
Ho voglia di piangere?

Mezzaluna sei in me.
Accendo il dolore.
Passettini nella stanza…
In tondo, nel mio cuore…
passettini nella stanza
non vedo comete
cadere…
Ho voglia di soffrire?

Stelle. Vento. Fiori.
Luna. Profumi. Estate.
Piango. Cerchio chiuso.
Avrò un figlio e
non ho avuto un padre.

Quando ho bisogno
di te,
smetto di essere luce.

Time after crime
Dopo il crimine
mi lucido le mani
insaporendole di sangue ed alloro.
Oltre il limine
mi insudicio le natiche
cospargendole di stelle ed olio.
Dopo il tempo consentito
mi aggrappo alla bottiglia
ingollandone anche il fondo
VUOTO A RENDERE.

Appollaiata
Appollaiata
soffro mali da
svenimento.
Lacerata
nel tendermi
ad arco,
lotto contro
frecce che
non
riesco ad
evitare.
Mi saettano
accanto e
le sento ridere
di me.
Mi compiaccio
del tenero
scricchiolio di
mani che
non
riesco a
discernere.
Mi carezzano
soavemente e
le sento uccidermi,
IO COME LATTA.
Appollaiata
cerco occhi da
svenimento.
Sul mio petto di
plastica
deponi rose
blue oltretomba.

Acqua di vasca
Giorno caldo,
nel bagno
è ottobre.
Nella vasca
riempita
fino all’orlo
fino a sfinirmi
fino a togliermi
le mutande
il fiato
le speranze
il pane
il candore
le certezze
di una vita
affettata male.
Giorno caldo
senza luce e
rancore.
Nella vasca
mi divarico
mi bagno
mi snodo
ti sogno.

Destinati
È stato
Imprevedibile
Romantico
destino.
Non è che
ci stia male.
Non è che
stia fingendo.
Un giorno e
Conoscersi.
Un giorno e
Buongiorno.
Un giorno e
Da sempre.
La mia voce
ti rilassa
e riempie
tra buchi
temporali.
Io sono
una fragile
ancella.
Tu sei
un duro
imprevisto.

Ovale
Rapprendo di
nuovo le
ossa magre.
Carezzo di
lato i
capelli biondi.
Non sono
più
la stessa di
ieri.
Non voglio
che
le stelle si
infiammino.
Non voglio
che
mi chiamino
- eleonora -
perché
non sono
più
la stessa.
Sono di
nuovo ovale.

Veri colori
Le lacrime
scoppiano nella
testa
ridotta a
pezze.
Il momento
atteso mi
delude
per le parole
confuse
non giunte
alla pelle
ma
restate
ancorate
al petto.
Vedo ancora
i tuoi
veri colori.

Quando ti aspettavo
Ho sempre
con me
un paio di
piedi.
Ci corro
da anni,
tra trame
fitte come
boschi
e pause
ovattate di
dolore.
Mi alleno
più di
una volta
al giorno:
Salto
Inciampo
Scappo.
Quando ti
aspettavo,
ero ferma
davanti al
tuo viso.
Dormivo
appoggiata ai
minuti.
Cullavo i
miei piedi
stanchi.
Quando ti
aspettavo,
mi guarivi
esplodendo
in sorrisi:
mi mancano
tanto, ora
che fuggo
lontano.

In the cut
Disperdo lo sguardo
e l’aria è salmastra.
Ora si produce
in giri incantevoli
di fate,
di petali ascendenti
in Paradiso.
Questa fiaba
non mi libera.
Resto disfatta,
con poco cibo e denti
insufficienti.
Non mi manca
il tuo amore.
Sei un angelo con
muscoli al posto
delle ali.
Non mi manca
il tuo amore.
Sei uno stupido
riscatto pagato e
consegnato alle mie
follie.
Non mi manca
il tuo amore
ma
la bellezza del
tuo viso.

Nevrotica mente
Hai mangiato
il mio cuore
di camomilla.
È un gesto
che non ho
apprezzato,
mio tesoro,
e tu conosci
il mio passato
da vendicativa.
Sarà per questo
che
non dormi più,
ora?

Tres besos
Senso apparente
di
fiori e gioia
quando
invece
vorrei scoppiarti
dentro
per amarti,
farti mio,
diventare te.

Black flower
Attendo giorni
lievi
come sogni.

Deformo le
mani blue
come forni.

Prosciugo questo
fiore
nero di lacrime

e amo.

Londra girls
Frastuono interiore.
Non ti ho mai
cercata tanto.
Città sensuale,
fumante come
thè
verde speranza.
Ti ho incontrata
tra Camden Town
e
stelle vorticose.
Mi hai inasprita
e dolcificata.
Hai saputo
usare le tue
armi.
Ora alzo le
mani
affinché tu
non possa uccidermi.
Io e Silvia
parliamo dei tuoi
cieli,
delle ore disperse,
delle risate,
delle fredde
docce per dissetarci.
Ora siamo
Londra girls.
Ora siamo
le ragazze di una
Londra infedele
e
solare,
minuta nelle praterie
e
delirante nei nostri
voli senza paracadute.

Nelle notti più che mai
Mi rimproveri
perché ti amo
solo
di notte
e
perché alla luce
candida, operosa
e
buona
preferisco le
taglienti note
di luna e nebbie.
Sembra che
la tua pelle
goda dello
stesso sapore
del buio.
Sembra che
i tuoi dubbi
si facciano
sensuali e regali.
Nelle notti
più che mai,
sudo sul tuo
cuore fertile
e
sbucciato.
Lecco la tua
seconda pelle,
le ferite e
i respiri infine.
Non ti resta
che questo.
Lasciati sbranare
nelle mie notti.
Ti lascerò a
gocciolare, chiuso
come un bellissimo
ombrello cinese.

Dolci infiorescenze
Intuisco il tuo odore
dall'amore
che lento mi dai.
Semmai
cingerò con
svelte gambe
questo fiore,
tenero sogno
riapparso,
che ti appartiene.

 
Racconti
Il tessitore azzurro

"Oltre certe storie vai, ma non sai se torni…"
Parla piano, La Pina + Soul Kingdom

Un giorno, Mena passerà davanti all'uomo dei suoi sogni.
Ancora non lo sa, la deliziosa fanciulla: è troppo impegnata a perdere chili e rosicchiarsi le unghie. Ma un giorno, Mena saprà di che pasta è fatto Amore.
Troppe volte, tanti uomini l'hanno guardata con spregiudicatezza. Alcuni le hanno sus-surrato quelle strane parole all'orecchio, e l'orecchio di Mena si è fatto ancora più bello e piccolo. Si è chiuso in un vortice di derisioni. Non ha sentito più. Altri uomini, le hanno donato il loro cuore su un vassoio d'argento; lei, pronta, li ha infilzati, quei cuori… uno dopo l'altro, li ha fatti arrosto e li ha mangiati con gusto. Ancora non ha sentito parlare, però, del Tessitore Azzurro.
Dicono sia un uomo saggio e silenzioso. Quest'uomo, metà cavaliere metà seduttore - assassino, tesse le sue storie come maglie d'avorio. I fili che egli intreccia, sono preziosis-simi… e difficili da tenere in mano, senza che si spezzino. Il Tessitore Azzurro abita in una casa piccola e lontana, persa in un punto in cui il vento soffia fresco e profumato di mughetti. Egli trascorre le giornate attendendo una donna unica, speciale, degna di quelle
.liane d'amore e d'avorio.
Un giorno quella donna passerà… il vento si fermerà a contemplare la sua bellezza, e la condurrà davanti il saggio Tessitore Azzurro.
Sarà Amore. Sarà morte forte e buia.
Immagino Mena, superficiale e superba come sempre… busserà - toc toc - alla porta del Tessitore. Lui l'accoglierà, speranzoso ed incantato dagli artifici femminili che, prima, non lo avevano mai condizionato. Lei aprirà un grande squarcio nel cuore vergine del saggio: prenderà tutto il tempo. Basterà un incrocio di sguardi: il Tessitore guarirà, e Me-na s'innamorerà.
Vento. Vento profumato. Vento e pioggia. Tuoni alti e neri.
Mena, tormentata e dispersa, inizierà a sentire dei colpi alla schiena. Le frustate arrive-ranno sonore, precise, in obliquo, in verticale, a pelle viva e cuore inscatolato. Non le re-sterà un solo punto del corpicino che non avrà conosciuto dolore e rimorso.
La immagino, allora, innamorata e addomesticata, bussare ancora alla porta del Tessitore, con i fili d'avorio strappati dalle sue tormentate mani. Il Tessitore Azzurro, dopo averla accolta nuovamente, le darà solo il tempo di un bacio… poi, seducente, la riempirà di ricordi e lacrime.
Un giorno, Mena passerà davanti all'uomo dei suoi sogni.
Ciecamente.
E' proprio così, che andranno le cose.


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