Poesie di Luigi Preziuso


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Il 24 Gennaio millenovecentoquarantatre, nasce Brugnera (PN)
Luigi Preziuso, dove, "per mancanza di risorse economiche" frequenta solo la scuola elementare e l'esame di ammissione alle medie. Successivamente fa l'apprendista falegname e dopo alcuni anni emigra
con la famiglia nella vicina Svizzera, dove rimane per 12 lunghi anni. La terra straniera e la nostalgia per il Paese natio, stimolano in lui, la fino ad allora assopita passione, per rime e filastrocche, dialettali e non solo. Cosa che tuttavia ti tenne solo per sé. Nemmeno i membri della sua famiglia erano a conoscenza di questa sua passione. Ci vollero i grandi eventi sportivi come i Campionati del Mondo di calcio, Spagna 82 e le grandi imprese del ciclista Francesco Moser, a far si che Luigi si decidesse a mettere per iscritto quello che aveva dentro. Il poeta vive attualmente assieme all'adorata moglie, in quel di Francenigo di Gaiarine (TV).
 

 

I n  v i l l e g g i a t t u r a
Mi trovavo in villeggiatura
In un bel paesino di media altura,
Ero ai margini di un bosco
In una calda serata del mese d’agosto.
In una panchina appoggiai il fondo schiena
E rimasi a guardare la luna piena
Che lassù nella volta stellata
Faceva la solita passeggiata.
Vestiva il suo più bel vestito d’argento
E vagava per il firmamento
Contornata da miriadi di stelle,
Che al suo cospetto… sembravan solo fiammelle.

agosto 2015
 

È veramente dura
Avere una malattia come compagna di vita
Rende dura la cosa e costa fatica.
Appena questo succede nella realtà
Si invoca ogni Santi chiedendo pietà.
Auspichiamo l’intervento della Madre Divina,
Non sentivamo il bisogno di farlo prima.
Si chiede l’aiuto di Dio onnipotente,
Ma di farlo prima non ci sfiorava la mente.
Solamente e soltanto ad estremo bisogno
Lo si invoca ogni istante e persino nel sogno.
Questa purtroppo è una gran triste realtà
Prima lo imprecavamo, ora chiediamo pietà
E Lui nella sua immensa bontà,
Perdonandoci ogni cosa e ci salverà.

27 – 03 - 2017
 

Treviso in festa
L’intera Regione è addobbata con il tricolore
per conferire agli Alpini il meritato onore
essendo sempre pronti con la loro presenza
in ogni luogo dove serve assistenza.
In ogni paese dove madre natura
ha inflitto grandi danni incutendo paura
l’indomito Alpino è sempre presente
sempre prontissimo ad aiutare la gente.
Per questo l’Alpino è tanto amato
e in tutto il modo viene onorato.
a Treviso sono arrivati alla spicciolata
per presenziare alla grande adunata.
E la domenica sarà il più bel momento
quando si troveranno tutti all’assembramento
da dove partiranno in mattinata
tutti i protagonisti della sfilata.
Come poi vuole la tradizione
saranno le Fanfare ad aprire la manifestazione
seguiranno i vari scaglioni
con i loro vessilli e i lor gonfaloni.

20 - 03 - 2017


T r e v i s o
12 / 13 / 14 /2017
Sotto un sventolar di bandiere
Ci sarà il raduno delle penne nere.
Tutta la Provincia è in fermento
E si prepara al grande evento.
Giovani, vecchi, donne e bambini
Applaudiranno i migliaia di Alpini
Che dall’assembramento
Smuovendo l’intero reggimento
Sfileranno orgogliosi
Tra due ali di curiosi.
Gli Alpini, da sempre si sa,
Sono una grande risorsa per le comunità.
Ovunque succeda un disastro o una calamità
Sono tra i primi, ad arrivare là.
Terremoto, slavina o inondazione
L’Alpino è sempre pronto ad entrare in azione.
Non c’è niente al mondo, neppure il destino
Che possa fermare un nostro Alpino.
Perciò dalla gente è tanto amato
E in ogni dove viene osannato.

23 - 03 - 2017


Adunata Alpini a Treviso
Il 12 maggio a Treviso città
degli Alpini l’adunata ci sarà.
Lungo le vie un tripudio di bandiere
per onorare le Penne Nere
che giungeranno da ogni dove
col tempo bello, ma anche se piove.
Loro arriveranno da paesi vicini e lontani
con gli immancabili salumi nostrani
soppresse salami e formaggio “pincion”
e assieme a quel, “ tant vin de quel bon”.
Speriamo che quel giorno il tempo sia clemente
in modo che a Treviso arrivi tantissima gente
e che non si debba sfilare sotto ad un gran acquazzone
come già successe, nella vicina Pordenone.
Sarebbe veramente un grande peccato
per tutto quello che è stato organizzato.

19 - 03 - 2017
 

Treviso con gli Alpini
La Città della Marca si è ben organizzata
per ospitare la grandiosa Adunata.
Centinaia di migliaia saranno gli Alpini
che di Treviso varcheranno i confini.
Da ogni dove fin qui giungeranno
con le loro fanfare per noi sfileranno.
Sfileranno fieri, orgogliosi e compatti,
scandendo il passo, con i loro scarponi chiodati.
Ne andranno fieri i cittadini
che la loro Città ha ospitato gli Alpini.

18 - 03 - 2017
 

Ancora una lunga notte insonne
E non certo per colpa delle donne
Ma per colpa di coloro che sono al Governo
Che ci fanno passare una vita d’inferno.
Ci stanno letteralmente dissanguando
Ogni giorno qualcosa va aumentando,
Solo che per noi è il caro vita che sale
Mentre per loro è il caro stipendio che vale.
Di quei quattro papponi disonesti
Che a rubare son molto lesti
Ce ne dobbiamo al più presto liberare
Se vogliamo le cose migliorare.
Diciamo basta agli sprechi e ai stipendi d’oro
Facciamo in modo che si sacrifichino anche loro
Con pala e picco, mandiamoli a lavorare
E con mille Euri, facciamoli campare.

03 - 03 - 2017
 

Sul lettone
Ieri sera sono andato a letto
Col mio pigiama prediletto
Mi son disteso per benino
Con la testa sul cuscino
E ben comodo sul lettone
Ho fatto questa considerazione.
I nostri ” bravi” governanti
Per non dire lestofanti
Ci hanno procurato tanti di quei guai,
che come i rotoloni regina non finiscono mai.

01-02-2017
 

A Milano in piazza Duomo
palme e banane son sbucate d’incanto.
La Madonnina, dal suo posto più alto
è scoppiata in lunghissimo pianto
nel vedere la sua piazza tanto amata
da un simil scempio rovinata.
Ora Lei di lassù, avvolta nel suo celeste mantello
spera di non veder anche qualche cammello
passeggiar e sarebbe strano
per le vie della sua MILANO.
Già sono troppi i clandestini
che lascian per strada i lor ricordini
ci mancherebbe solo che qualche cammello
lasciasse per terra un suo ricordo più bello.
 

La primavera si avvicina
La primavera si sta avvicinando
Ce lo dicono le gemme, che stanno spuntando.
Salici, pioppi e alberi da frutto
Ci dicon che ormai l’inverno è fottuto.
La neve dei monti pian piano si scioglie
E dai salici nudi spuntan le prime foglie.
La primavera avrà presto ragione
E ci porterà verso la calda stagione.

24 – 02 - 2017
 

Cercando l’amore
Con una barchetta sotto la luna
Vado errante per la laguna.
Imbronciato il mio cuore
Assetato d’amore
Va vagando qua e là.
Sta cercando l’amore ma senza fortuna
Chiede aiuto alla luna
Che sta in guardia lassù.
A trovare l’amore presto aiutami tu.
Mi risponde la luna promettendomi che
Un amore duraturo ci sarà presto per me.
Fiducioso rientro, aspettando quel dì
Che un amore sincero, mi dica di sì.

22 - 02 - 2017
 

A mia moglie
Fra miriadi stelle, per me ne brilla una soltanto
Ed è solo per questa che stasera io canto.
È una canzone a lei solo dedicata
E la canterò con la mia voce stonata.
È un testo ricco e pieno di storia
E ce l’ho ben impresso nella memoria
Sono parole che escon dal cuore
Anche se non sono tutte, parole d’amore,
Ma non sono però parole cattive
Anzi sono allegre e molto effettive
E dimostreranno il loro effetto
Quando ci accingeremo ad andare a letto.

22 - 02 - 2017
 

Il mare d’inverno
Se anche tu come me, ami la pace e la tranquillità
allora il mare d’inverno è una gran bella realtà.
La spiaggia è deserta la gente non c’è
di quella spiaggia mi sento il Rè.
Uno scoglio è il mio trono e mi siedo sovrano
mentre il mio sguardo spazia lontano.
Intorno a me il silenzio è regnante
a volte persino inquietante.
Ma talvolta la sua voce è molto eloquente
mi dice tutto senza dir niente.
Il fruscio dell’onda che s’infrange spumosa
mi invita a baciare la mia amata sposa
che seduta accanto a me sul trono roccioso
mi sta guardando col suo sorriso radioso.
Una coppia di cigni col loro piccolino
scivolando sull’onda ci arrivano vicino
ci guardan curiosi, forse hanno fame
e aspettano da noi un pezzo di pane
purtroppo per loro, il pane non c’è
anche se di quella spiaggia io sono il Rè.

16 - 01 - 2017
 

La notte di Alloween
Oramai è una tradizione ben consolidata
Che per la notte di Alloween, un grossa zucca venga intagliata.
Dopo averla svuotata per benino
all’interno viene messo un lumicino.
Ognuno la va a posare sul davanzale,
poi si traveste, come a carnevale
qualcuno si veste come una strega,
un altro come un fantasma e gira con una sega,
qualche altro come uno scheletro che cammina
e vanno gironzolando, fin che vien mattina.
Ma prima ancor che il gallo emani il suo primo canto
ognun sparisce come per incanto.

Novembre 2016
 

L’estate di San Martino
Sul far dell’aurora qualcuno dorme ancora
mentre la luna pian piano si scolora.
Pure le stelle che illuminarono il firmamento
spariranno nello stesso momento.
Il sole sta spuntando, a breve apparirà
e vagando per il cielo se ne andrà.
Mostrandoci il suo splendore
donandoci il suo calore
scaldando per benino
l’estate di San Martino.
Sembra di essere a settembre,
ma siamo già a novembre,
questo lo dice il calendario
che è perfetto e sempre in orario.
Il tempo è un gran tiranno
scorre senza affanno
cammina sempre in fretta
e nessun di noi aspetta.

Novembre 2016
 

La luna
Dal mio terrazzo guardo la luna,
cerco l’ispirazione ma senza fortuna.
Così rimando sera per sera
finche la luna mi appare intera.
Da sempre la luna ispira i poeti
dal Carducci al Foscolo e persino Ungaretti,
che seppur con modi diversi
nero su bianco hanno messo bei versi.
Osservando quell’astro quasi infuocato
in un battibaleno mi sento ispirato.
Mi siedo allora alla mia scrivania,
cercando di coniare una vera poesia.
Ma niente da fare non sono in vena,
dalla finestra rivedo la luna piena
che accompagnata da miriadi di stelle
a volte mi ha ispirato poesie molto belle.
Ma questa sera non ho avuto fortuna,
allora lascio perdere tutto… e riguardo la luna.

Ottobre 2015
 

A Matteo Renzi:
Caro Renzi che stai al Governo
Ci stai riducendo la vita in un inferno.
Da quando ti sei, nel palazzo installato,
“Senza che nessuno ti abbia votato”
Solo guai ci hai provocato!
Andavi blaterando a più riprese
Che avresti fatto una riforma al mese
Ma nel lungo tempo che è passato
Nulla di buono hai combinato.
Ci hai riempito di tasse e balzelli vari
Tanto da farci uscire dai binari
Costringendo senza far nessuna fatica
Oltre 600 piccoli imprenditori a togliersi la vita.
Con ottanta Euro ti sei comperato
Una misera parte dell ’elettorato,
E vedendo quello che hai combinato,
A calci in culo sarai cacciato
Ora hai pure deliberato:
Che occupare le case altrui, non è reato!
Quanto mi piacerebbe vedere
Dopo il tuo quotidiano vagabondare,
Che in casa tua non puoi più entrare.
Purtroppo questa mia soddisfazione
Rimarrà solo un’ eterna illusione,
Visto che la tua abitazione
Gode di una super protezione
A spese di un elettorato
Che veramente di te si è stancato.
 

Dedicata ad un’amica
I tuoi occhi lucenti colmi di tristezza,
Mi parlan di te della tua giovinezza,
Loro mi dicono con tanto candore,
Che invano vai cercando da tempo l’amore.
L’amore vero, l’amore sincero
Quello che la felicità può darti davvero.
Tu! hai la stessa età di mio figlio,
perciò mi permetto di darti un consiglio.
Cercati un uomo che ti sappia amare,
Che tutto il suo cuore ti sappia dare.
Trovati un amore che sia duraturo
Che dia sicurezza al tuo futuro.
Cercati un uomo, con pochi difetti
E soprattutto che ti rispetti.
Trovane uno, che ti dia tanto affetto
E non ti consideri soltanto un oggetto.


Buon Anno
Prima che tardi si possa fare
Col rischio che mi possa dimenticare,
Per il Santo Natale che sta per arrivare
I migliori voglio fare, a tutti voi di Poetare.
Che il nuovo anno che sta per entrare,
Tutto quello che desiderate vi possa portare.
In primis, Salute! gioia e tanto amore,
Con qualche soldino, per il buon umore.
Inoltre auguro che per tutti sia
Un anno ricco di genuina poesia,
Come voi tutti sapete fare
Cari amici di poetare.
 

Il festival di San Remo
Una volta era proprio così,
Era il vero festival della canzone Italiana,
Quando le canzoni erano tali. Vere e proprie poesie,
Molto orecchiabili, che entusiasmavano tutti
Con i loro indimenticabili versi.
Tutt’ora vengono cantate ed ascoltate molto volentieri,
I cantanti di allora sono ancor oggi molto in auge.
Ora, è un festival di sprechi,
Di conduttori che vengono strapagati,
Di canzoni e cantanti che vengono applauditi
Soltanto quella sera, poi svaniscono, come neve in primavera.
E’ il festival delle donne a cui si slaccia la spallina
Facendo vedere il seno, o che casualmente mostrano la farfallina.
Non riesco a capire perché alla televisione
Nessuno abbia il coraggio di dire che S. Remo
Non è più il festival della canzone Italiana così com’era.
Ma sono tre serate di musica qualunquistica
Con delle canzoni che un tempo non venivano considerate tali.
 

Veramente non c'è niente
Oggi che bellissima giornata
La nebbia si è tutta quanta diradata
Il sole mostra in cielo il suo splendore
Diffondendo tutt’intorno un tiepido calore.
Ormai, siamo in un autunno molto inoltrato
E i bagni in mare sono solo il ricordo di un passato.
A grandi passi ci avviciniamo al Santo Natale
Poi, arriverà pure la Befana e Carnevale,
Porterà con sé giochi e scherzi divertenti,
Con i nostri figli, faremo finta d’essere contenti.
Ma in cuor sappiamo noi perfettamente
Che d’essere contenti, non c'è proprio niente.
 

Solidarietà per i marò
Veloce scorre e passa il tempo,
A grandi passi s’avvicina l’Avvento.
Dovrei essere assai contento
Per questo grande e lieto evento,
Invece mi sento amareggiato
Per il lungo tempo che è passato.
Anzi, più che amareggiato, sono basito
Visto che nessuno ha ancora mosso un dito,
Per i nostri due bravi soldati
Che in India sono segregati.
Grazie al Prof. Monti e ai suoi consiglieri
I due Marò sono ancor prigionieri.
E chissà quanto ancor ci rimarranno
Spero che non passi ancora qualche anno.
E pensare che in Italia, entrano cani e porci, indisturbati!
E non si riesce, o non si vuole, rimpatriare i nostri 2 soldati.
 

A mia moglie
Alla dolce mia signora
Che con me vive tuttora
Vorrei dirle semplicemente
Che io l’amo veramente.
E da quel dì, che a me si è unita
Assicurarla che non l’ho mai tradita
E mai la tradirò
Finché un alito di vita avrò.
Questo perché, la famiglia unita
Vale per me, più della vita.
Da ben più di quarant’anni, mi accudisce amorevolmente
Ha sempre un occhio di riguardo, senza farmi mancar niente.
Lei cucina, lava stira e cuce
Il suo lavorar non si riduce
Anzi con l’avanzare dell’età…
Il suo lavoro aumenterà.
Per questo ed altro ancora
Voglio dire alla mia amata signora,
Che per lei, il mio cuore batterà
Finché l’ultimo battito emanerà.


La bufera non c'è più
Oggi è una bellissima giornata,
Almeno, da noi non piove più.
La perturbazione se ne è andata
Ed il vento non si sente più.
Riprendiamo ancora a passeggiare
Come facevamo d’ estate in riva al mare
Assieme ad amici e conoscenti
Facciamo quattro chiacchiere contenti.
Respirando ancor, quest ’aria sana
Che la pioggia ci impedì, per più d’ una settimana
Tenendoci chiusi in casa segregati
Come se fossimo tutti degli ammalati.
Or che la bufera è terminata
Riprendiamo la quotidiana passeggiata.
Ormai a noi, poveri vecchi pensionati
Non ci resta che rinvangar i tempi andati,
Ripensando a quel che si faceva in gioventù
E a quei bei tempi che purtroppo non tornan più.
 

I l  s o l e
Il tempo sta cambiando
Ormai non tuona più
Finiti sono i lampi e non piove più.
Il sole sta intraprendendo
Il suo viaggio giornaliero
Tra poco mostrerà dal cielo
Il suo volto molto fiero
Diffonderà il suo calore
Riscaldando il nostro cuore.
Oggi più di ieri, volano i miei pensieri
Verso quei disastrati
E poveri alluvionati
Che oltre a pulire il tutto,
stanno facendo la conta dei danni
Sperando di non subire ulteriori ed altri malanni.
 

I l  t e m p o
Anche oggi mi sono alzato
E ho visto il cielo assai imbronciato.
Seppur molto contrariato
La situazione ho accettato.
Tanto è risaputo ed appurato
Che il tempo, non si è mai sposato
E questo un po’ ”mi duole”,
Perché lui può far ciò che vuole.
Il tempo, che sia clemente o distruttivo,
Influisce non di poco sull’umore di chi è vivo.


Che grigio ed uggioso mattino
Il sole non riesce a far capolino
Coperto da una spessa nuvola bigia
Che su nell' ampio cielo si pigia
Diventando sempre più scura
Tanto da incuterci molta paura.
Il ricordo delle recenti e disastrose alluvioni
Che hanno subito alcune nostre regioni,
Si impossessa della mia mente
E rivedo quella povera gente
Armata di pale, di scope e bidoni,
Senza aspettare l’aiuto delle istituzioni
Che cercano di ripulire dal fango, le loro abitazioni.
Quella povera gente, meriterebbe ben più d’una medaglia
Invece stanno ricevendo una multa da EQUITALIA.
 

L’ autunno
Il triste autunno è arrivato
Ogni albero s’è già spogliato
Si è liberato dalle foglie
E tutto nudo la neve accoglie.
Un candido manto lo avvolgerà
Per tutto l’inverno lo coprirà
Ma al tepore della primavera
Riavrà la sua folta e verde “criniera”.


La casalinga
La casalinga, questa emerita, sconosciuta
E bistratta, da ogni così chiamata istituzione
Che non riconosce che la sua è una vera professione,
E gli nega la meritatissima pensione.
La casalinga pur non percependo nessun salario
Lavora in continuazione senza nessun orario
Lavora incessantemente da mani a sera
Senza goder di ferie, ne d’ inverno, né in primavera.
Accudisce con amore figli, marito, genitori e a volte pure i nonni
E non percepisce nessuna ricompensa, per il suo lavoro di tanti anni.
Non ci sono i mezzi! Mancano purtroppo i soldi, dicono le istituzioni,
Ma per gli innumerevoli sprechi, si spendono centinaia di milioni.
Le loro pensioni d’ oro non si possono toccare
Per una sola legislatura, si prendono un vitalizio da invidiare
Mentre le povere nostre casalinghe non si possono pagare
Chinando sempre il capo, devono solo lavorare.
 

Gli alluvionati
Bombe d’acqua, vento e forte bora,
Che altro deve capitare ancora
A quei poveri alluvionati
Che lungo la Penisola son sparpagliati?
Sia in alta o bassa Italia
La furia dell’acqua, su di lor si scaglia,
Travolgendo e trascinando a fondo
Tutto ciò che incontra, in un nano secondo.
Tutto questo, mentre i nostri governanti,
“ Che vadano al diavolo! Tutti quanti “
Stanno vedendo come fare
E le tasse poterci aumentare.
State pur certi che gli alluvionati,
Oltre che esser stati mazziati
In un prossimo futuro saranno tassati per sicuro.
Questo perché ai nostri politicanti
Stanno più a cuore gli emigranti
Che noi Italiani tutti quanti.
W L’ITALIA W IL TRICOLORE
PER COLPA DELLA POLITICA
IN ITALIA SI MUORE!


Novembre
Che bellissimo e anomalo inizio Novembre
Sembra d’ essere in Settembre
Il calendario dice che l’autunno è inoltrato
E questo non è certo sbagliato
Ma con queste bellissime giornate
Pare sia ancora estate.
Chi abita vicino al mare
Ci va ancora e per nuotare
I fanatici della tintarella
Approfittano di qualche giornata ancora bella.
Un antico proverbio dei nostri nonni recita
“Per i morti, la neve ricopre gli orti “
Niente di più sbagliato,
Quest ’anno gli orti abbiamo innaffiato.
Ma tutto questo non durerà presto l’ inverno arriverà
E freddo e neve ci porterà.
Cosicché noi tutti rimpiangeremo
Queste giornate di ciel sereno


Moena (TN)
La bellissima Moena è adagiata in Val di Fassa
E di lei si innamora colui che di là ci passa.
Circondata da alti monti e da rigogliosi boschi
Non ce ne sono molti di così incantevoli posti.
Le bellissime alte cime che dominano Moena
Appaiono ancor più belle con la luna piena.
Ogni singola casa, è ben pitturata
E almeno una facciata, di fiori è adornata
Quei variopinti fiori formano delle cascate
Migliaia sono i turisti che le hanno fotografate.
Così ogni turista che da quelle parti passa
Non potrà che dire: Quant’è bella la Val di Fassa.
Che fanno parte di questa valle ci sono diverse cittadine,
Tutte molto belle ed assai carine
Ma nominarle tutte è molto sconveniente
Potrei dimenticarne qualcuna e offendere così la gente.
Mi limito ad esaltare la bellezza di Moena
E di invitarvi a visitarla perchè ne val la pena.
 

Gocce di rugiada
Minuscole gocce di rugiada
Che adornano e dissetano
Gli ultimi boccioli di rosa
Della stagione,
Esaltando ancor di più
Il loro inebriante profumo,
Che mi ricorda da vicino
Quello usato da mia moglie,
Risvegliando in me il desiderio
Di teneri e dolci abbracci.
 

Si avvicina l’inverno
Sono le otto del mattino
Ho appena sorpassato un motorino,
Mi trovo in macchina e dal finestrino
Vedo il sole giocare a rimpiattino
Con delle nuvole argentate.
Finita da tempo è oramai l’estate
Non ci sono più le calde giornate,
Quest’anno le abbiamo solo sognate.
L’autunno è ben inoltrato
Anche il bosco il suo colore ha cambiato.
È finita la bella stagione
Il freddo avrà presto ragione.
L’inverno sta avanzando
E noi ci stiamo preparando,
Silenziosa la neve dal cielo scenderà
Tinteggiando di bianco paesi e città.
 

Ormai va albeggiando
Il sole sta spuntando
Lentamente su nel cielo salirà
Piano piano si va svegliando la città.
Il tempo scorre in fretta
Passa e non aspetta
Il suo è un ritmo regolare
E nessuno lo può fermare
Si rincorrono le ore, i giorni i mesi e gli anni
E per la nostra età incominciano gli affanni
Qualcuno si lamenta perché sta invecchiando
E maledice il tempo che veloce sta’ passando
Io ad essere sinceri non mi lamento affatto
E di avere la mia età son più che sodisfatto.
Oramai ho superato da tempo la settantina
E sono felicissimo di risvegliarmi alla mattina.
 

La luna si è assopita le stelle addormentate
Anche le ultime coppiette se ne sono andate.
La spiaggia è deserta in quest’ora mattutina
Ed io sono solo sulla battigia che cammina
Solo il brusio dell’onde mi tiene compagnia
Mentre mentalmente vo recitando un poesia
Camminando lentamente arrivo alla scogliera
Mi siedo su di uno scoglio e formulo una preghiera
Oh! Madre mia Santissima che di lassù mi stai ascoltando
Ascolta questa voce che Ti sta implorando
Presso Tuo figlio intercedi Tu per noi
Digli che siamo fratelli e perciò anche figli Tuoi
Fa che abbia un occhio di riguardo per tutti noi fratelli
E che ci faccia passare ancora dei giorni molto belli.
 

Il sorriso
Un bambino che nasce, sorride alla vita
E per i genitori la gioia è infinita.
Quando un bambino viene allattato
Il suo sorriso è davver soddisfatto
Il suo è un sorriso di un bimbo felice
Anche se a parole ancor non lo dice.
Il sorriso di un bimbo è molto loquace
Ci racconta tutto, anche se il bimbo ancor tace.


La felicità
La felicità di una donna, quando ha dato alla luce un bambino
La si legge nel suo sorriso e di quello del suo uomo, che sta a lei vicino.
Per nove lunghi mesi, in grembo se l’è portato
Grande è la sua gioia ora che il bimbo è nato.
Accarezzando dolcemente, quel batuffolino rosa
Pensa di aver fatto veramente una gran cosa.
Sorridente accanto a loro c’è pure il neo papà
Che spruzza da ogni poro, un mare di felicità.
Il suo… è un sorriso contagioso che coinvolge tutti i presenti
Che, per quel lieto evento, sono assai contenti.


All ’ amico Piero Colonna Romano
Anche quest ‘anno come ogni anno,
Piero festeggia il suo compleanno.
Oggi 13 Marzo ne fa settantatré
E ne compie due più di me.
Per questa bellissima evenienza
Da me che abito in riva al Livenza
Giunga al carissimo amico Piero,
L ‘augurio più bello e più sincero.
Gli auguro inoltre,
Che dal intervento che sta per subire
Si possa al più presto ristabilire
Perché, in un futuro, spero non troppo lontano
Sarei onoratissimo di stringergli la mano.
Perciò Piero, non disperare,
Sei in buone mani… ti sapranno ben curare.
A presto caro Amico
Auguri! Auguri !! Auguri!!!
 

La felicità
Piange una mamma, piange un papà
ma le loro son lacrime di felicità.
Il loro bambino ha appena sorriso alla vita
e le loro son lacrime, di gioia infinita.
Sul volto della mamma spunta un dolce sorriso
mentre le lacrime gli rigano il viso.
Pure il papà è assai contento
anche se sta piangendo in quel momento.
Mentalmente va ringraziando nostro Signore
per avergli donato questo piccolo fiore.
 

La cosa più bella
il sorriso di una donna mentre allatta il bambino.
è la cosa più bella che ti può dare il destino.

 

Dedica a mia moglie
Splende il sole brilla la luna
viverti accanto è una vera fortuna.
Questo dico sempre a mia moglie
che al mio rientro con un sorriso mi accoglie.
Assieme passiamo dei bei momenti
lo voglio dire ai quattro venti
mentre lo dico mi elargisce un sorriso
che ancor di più gli illumina il viso.
Io voglio gridare al mondo intero
che amo mia moglie! l ' amo davvero.

 

Commemorazione
Nove Ottobre, segnava ieri il calendario
Della strage del Vajont ricorreva l’anniversario.
Tanta e tanta gente, era presente a Longarone
Per ricordare degnamente le vittime di quella disastrosa alluvione.
Solamente il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Quel giorno da Longarone, sé tenuto assai lontano.
Che il 9 di Ottobre ci sarebbe stato il 50° anniversario, lo sapevano anche i cani,
In Polonia il Presidente, ci poteva andare all’indomani.
Il capo del Governo On. Gianni Letta
È partito per Lampedusa, veramente in tutta fretta
Bisognava porgere omaggio alle vittime dei clandestini extracomunitari
Piuttosto che omaggiare, le 1910 vittime di tutti i nostri cari.
Questi sono i nostri governanti, che sventolano il Tricolore,
ma che ai nostri CARI morti non porgono nessun ONORE!!!
 

Per accompagnare degnamente
Il nostro mangiare quotidiano
Ci vuole innanzi tutto un ottimo vino italiano.
Che con la sua fragranza con il suo gusto delicato
Ci aiuti a digerire quel che abbiamo noi mangiato.
Che sia un CHIARETTO D'ALBA, o un OLTREPO PAVESE
L'importante è che sia un vino
Del nostro bel paese.
Se preferite del NEBBIOLO,
Del VERDICCHIO o GRIGNOLINO,
Gustatevi per appieno
Quel buon bicchier di vino.
Se volete accostare al pasto della sera
Del CANNONAU, della BONARDA, oppur del BARBERA,
fatelo tranquillamente che passerete una bella sera.
Ora che si avvicina veloce il freddo inverno
Si potrebbe pasteggiare pure con l'ottimo INFERNO.
Se i vostri gusti non sono pari ai miei
Potete ancora scegliere fra l'AMARONE,
LO SFURZAT o il TOCAI.
Altri e altri ancora ne potrei io elencare
Ma si andrebbe per le lunghe e non mi voglio dilungare.
 

Nella vigna
Si sente un allegro vociare
Son tutti intenti a vendemmiare
Armati di forbici e cappello in testa
Il vendemmiare è sempre una festa.
L’uva raccolta per ben pigiata,
In spumeggiante mosto viene trasformata,
Dopo un’adeguata fermentazione
In vino, avviene la trasformazione.
Dopo otto giorni,il primo travaso
Il vino, ha ora bisogno di un PO di riposo,
Poi si effettua qualche altro travaso,
Quindi il giorno di San Martino
Si possono gustare le caldarroste, col nuovo vino.
 

Un vero nettare
Quando ogni grappolo d'uva, dal sole baciato
Raggiunge il colore giallo dorato
Oppure di un rosso rubino,
È pronto per diventar un ottimo vino.
Quel'effervescente nettare versato nel bicchiere
Procura in chi lo beve un sottilissimo piacere.
Soltanto a chi è astemio, il buon Dio non ha donato
Il piacere di gustare, questa delizia per il palato.
Prosecco, Barolo, Dolcetto o Bardolino
Si tratta veramente di un nettare…. di-vino.
 

11 Settembre 2001
In quell'infausta mattina, mentre a New York si lavorava
Avvenne un'esplosione che nessuno si aspettava.
Alcuni terroristi ,vigliacchi e pure talebani,
Fecero esplodere le torri gemelle, usando due aeroplani.
Migliaia e migliaia, furono le vittime, incolpevoli, quindi innocenti
Che rimpiangono ancor oggi amici, parenti e pure i conoscenti.
Quella vile, terribile, ed inaspettata esplosione
Ferì l'intero Mondo, non soltanto la singola Nazione.
Oggi, a dodic'anni di distanza
Sento il dovere di questa rimembranza.
E il mio pensiero vola, copre la distanza
Esprimendo all'America tutta… la mia sincera condoglianza.
 

Ricordo
Undici Settembre segna oggi il calendario
E di un triste vile attentato ricorre l'anniversario.
Centoquarantaquattro mesi di tempo ne è passato
E a dimenticar quel fatto non ci ho mai provato.
Non penso sia possibile dimenticare un così simil evento
Che alcune milliaia di vittime a causato in momento.
Vittime che in quel momento stavano tutte a lavorare
E una vigliacca mano assassina le ha voluto massacrare.
Per far crollar le torri gemelle hanno usato due aeroplani
E a pilotar gli stessi c'erano dei fanatici talebani.
Che noncuranti di quello che stavano per fare
Hanno centrato le due torri per poterle far crollare.
Causando in un battibaleno morte e distruzione
Che ha sconvolto il Mondo intero e non solo la singola Nazione.
 

La testimone
La luna, da sempre è testimone oculare
delle coppiette che all'aperto voglion fare all'amore.
Siano esse clandestine, oppur regolari,
non si possono nascondere ai raggi lunari.
La luna, è discreta e non proferisce parola
Questo… ad onor del vero un po li consolà.
Pure le stelle,che son molto belle
e della luna sono sorelle
dall'alto del cielo le stanno a guardare
zitte zitte, senza parlare.
Forse saranno un poco invidiose,
di quelle coppiette tanto amorose
questo perché se pur molto belle,
son tutte quante ancora zitelle.
 

L'emigrante
Quando nelle lunghe ed insonni nottate
di questa calda ed afosa estate,
mi giravo e rigiravo nel mio letto
oramai intriso di sudore
frugando tra i ricordi ben riposti nel mio cuore,
mi rivenne in mente quando a meno di diciott'anni,
dell'emigrante avevo indossato i panni.
Eravamo negli anni sessanta e in quella tarda primavera,
tutti giù dal treno,appena varcammo la frontiera.
Allineati in fila indiana, zitti senza parlare,
ad una severa visita medica, dovemmo sottostare.
Oltre che fastidiosa, è stata assai umiliante,
ma questa era la prassi per ogni emigrante.
Se le donne erano incinte,
o ha qualcuno mancava un dente,
dovevano tornare indietro, senza dire niente.
Altro che in Italia con i nostri immigrati
che entrano a milioni, senza essere controllati
portandosi dietro malattie e tanti virus vari,
ma di cacciarli indietro, in molti son contrari.
Bisogna curarli qua, a spese di noi contribuenti,
magari facendo finta.... di essere pure contenti
 

G r a z i e  a m o r e
Oggi, MI sgorga dal cor sincero
Un immenso grazie
Al mio unico amore vero.
A quella Grande donna:
Che dividendo gioia e pianto
DA lunghi anni sta al mio fianco.
Con alti e bassi come DA per tutto
Ma sostenuti dall'amore sopratutto.
Camminando sempre uniti
Abbiam sofferto, ma ci Siam pure divertiti
E oggi son qui col cuore in mano
Per dirle che: immensamente davvero l'amo.


Senza fretta
Il viale del tramonto, purtroppo non è più lontano
Ed mi sto avvicinando, camminando piano,piano.
Di lasciare questa valle, non ho nessuna fretta,
Anche se, tiranno è il tempo, passa , scorre... e non aspetta.
Settant'anni son passati,in un battibaleno
Con pioggia, vento e neve, ma tanto bel ciel sereno.
Sembra ieri sol quel dì, che ancor bambino
Nel cortile della scuola , is giocava a rimpiattino.
Oggi; mi ritrovo con quattro bei nipoti; peraltro tanto amati
Che dai miei due figli, mi son stati regalati.
Credo che immaginiate, che saprete ben capire,
Che non ho nessuna fretta, di voler morire.
Mi sento ancor giovane e mi voglio divertire ancora,
Come ho fatto sino ad ora, con la amata mia signora.
Ora che faccio parte del bel sito di poetare,
Vorrei scrivere tanti bei versi e poterli ancora pubblicare.
Gradirei lasciare un bel ricordo, hai mie cari nipotini,
Per far si che li possano leggere, agli eventuali loro bambini.
 

…E la barca tornò sola
Da quando la barca, a casa sola è ritornata,
la mamma, più che triste è proprio desolata.
Nessuno come me potea sapere
quanto lei amasse il babbo, “pescatore”
che quella sera era uscito per pescare
e a casa non è riuscito più a tornare.
Il suo ritorno per noi era un festa,
ma quella notte in mare, infuriò una gran tempesta
un'ondata , anomala e disastrosa,
fu la causa di un orfano
e di una giovine vedova, fresca sposa.
Accompagnata dalle onde e sospinta dal vento
la barca tornò sola, messaggera del triste evento.
E' difficile accettare che il destino:
sia tanto crudele, da regalarci vedove
e di lasciare orfano un bambino.


La voce dell’onda
Quando, in una notte serena
In ciel brilla la luna piena
Su uno scoglio in riva al mare
Seduto in silenzio, stò a meditare.
Ascolto la voce dell’onda,
Che s’infrange lungo la sponda
Ripetendomi in continuazione,
Il ritornello di una vecchia canzone.
Sono tante le canzoni del mare
Tutte quante che parlan d’amore
Rinnegando ognuna la guerra,
Auspicando la pace, sia in cielo che in terra.
Mi sorridon tutte le stelle
che quella notte appaion ancora più belle,
Sembrano si, tante gemelle
Luccicanti come fiammelle.
Mentre la luna dai riflessi d’argento
Accompagna ogni mio movimento
Ricordandomi che è giunto il momento
Di andar a riposar.
 

L'aurora
Sul far dell'aurora, si spegne la luna,
il sole pian, piano, splende sulla laguna.
Ogni pescatore, ormai è tornato
e il suo pescato, è già sul mercato.
Re sole, con i suoi primi bagliori,
risveglia di vongole, i cercatori,
che di buon'ora si sono alzati
per raccoglier quei bivalvi, davver prelibati.
A tal'ora la spiaggia, non è popolata,
da qualche anziano, vien visitata,
che ogni giorno, di prima mattina
ama compiere una passeggiatina
sulla riva di quel mare stupendo...
sembra , si stia davver divertendo,
ma in cuor suo starà certo piangendo,
pensando alla vita... che sta finendo.
 

Grazie
Un grande grazie all'Esimio
Prof. Lorenzo De Ninis
per il grosso lavoro che svolge ogni giorno.
Dopo averlo fatto, mese dopo mese
per qualche giorno le pubblicazioni,
verranno sospese.
L'ineguagliabile e stimato Prof.
Nostro amato Vate,
alcune giornate di vacanza
le ha più che meritate.
Infaticabile, ogni giorno della settimana
legge la posta quotidiana,
che ogni poeta di poetare,
tutti i dì gli fa trovare.
Quando di leggere, ha Lui finito,
la deve inserire nel nostro bellissimo sito,
fatto di racconti, poesie e commenti,
che con altri siti non ci son parimenti.
GRAZIE PROF.
 

Le calli Caorline
Visitando le vie e le calli Caorline
Ricche di bancarelle, di negozi e di vetrine,
Anche il turista, molto, molto esigente,
Può dire che il soggiorno a Caorle,
Non sia per niente deludente.
Lo shopping lo si può fare, da mani a sera,
Questo, sia in autunno, in inverno, o in primavera,
Naturalmente anche nelle lunghissime giornate
Della calda e affollatissima, bella estate.
Per questo posso dire e con ragione,
Che Caorle, è bellissima in ogni stagione.


Il volo di un gabbiano
La luna si è assopita,
Addormentate son le stelle
Una leggera brezza marina,
Accarezza la mia pelle.
La spiaggia è deserta,
Deserta e silenziosa,
Seguo il volo di un gabbiano,
Che vola senza posa.
L'odore di salsedine,
Mi penetra nel naso
Ma sono qui per questo,
Perciò non ci fo caso.
Respirare costantemente,
Quell'aria fresca mattutina,
Secondo la mia cara nonna,
E' l'equivalente d'una medicina.
Perciò sul far dell'alba,
Prima del levar del sole,
Vado camminando a piedi nudi,
Perchè niente mi duole.
 

L' attesa
Con quel violento temporale,
la serata s'era messa male.
Poi, la notte si è rasserenata
e la luna è ritornata.
Pure le stelle, son tornate,
accanto a lei, si son fermate,
ed in un momento
s'è riacceso il firmamento.
La luna si è incantata,
città è addormentata,
non si sente alcun rumore,
solo il battito di un cuore
che fremente, sta ad aspettare
che il suo Lui, possa tornare.
Di mestiere: è un pescatore,
con la sua barca, sta in alto mare
e se tarda nel ritornare,
Lei, non fa altro che pregare.
Il sole sta sorgendo,
un motore sta ruggendo,
Lei, s'affaccia alla finestra
e s'accinge a farle festa.
La lunga attesa è terminata,
ricomincia così, un'altra giornata,
sperando nel tempo bello
per ricominciare il ritornello.
 

La colonia
Oggi, sono un ultra settantenne e
ogni talvolta che mi trovo a Caorle
davanti alla colonia di Pordenone,
mi prende un tal magone
che mi fa quasi perdere, il lume della ragione.
Quella che un tempo era una bella colonia,
oggi mi provoca persino l' insonnia.
In passato ,era gremita per l' intera stagione
da ragazzini provenienti da tutta la regione.
Ora, giace in un triste abbandono
non si ode più alcun suono,
di ragazzini che col loro vociare,
indicano che stanno a giocare.
Con la mente, ritorno bambino,
quando la campanella, ci svegliava al mattino,
per prima cosa si recitava una preghiera,
poi si usciva per l' alza bandiera,
rientravamo per la colazione,
poi tutti fuori le la ricreazione.
A ripararci dal solleone
a quei tempi non c' era l' ombrellone
per proteggerci dal calore solare,
c' era una grande tenda rettangolare,
che appesa in modo adeguato,
ci regalava un angolino ombreggiato.
Che bei giorni son stati quelli,
erano giorni sereni e tranquilli,
sono bei ricordi di gioventù
e quei giorni purtroppo... non tornano più..
 

Sul far dell'aurora
Sul far dell' aurora
la spiaggia è deserta in quell' ora,
hai piedi, non ho nessuna calzatura,
sto passeggiando, senza premura.
In quell 'alba ancora grigia,
Vò errante per la battigia,
ascoltando il brusio delle onde,
che con quel rumore diffonde
che sul nostro bellissimo mare
anche i pesci stanno facendo all' amore.
 

L'estate
L'estate e forse con ragione,
per i nostri ragazzi è la più bella stagione.
La scuola è finita,inizia una lunga vacanza
ed i più grandicelli nutrono in cuor una speranza.
Andare al mare, con tanta gioia nel cuore
e poter trovare, finalmente l'amore.
Anche se l'amore estivo non sarà duraturo,
è pur sempre una bella esperienza per il loro futuro.
 

I ragazzi di Ragogna
( Piccolo paese del Friuli )

Siamo ragazzi, siam di Ragogna,
facciamo all' amore, senza vergogna.
Facciamo all' amore, ripudiamo la guerra,
vogliamo la pace, sia in cielo che in terra.
Siamo ragazzi, ragazzi Friulani,
facciamo all' amore, oggi e domani.
Facciamo all' amore, in modo sincero,
vogliamo la pace, nel mondo intero.
Siamo ragazzi, sopra tutto Italiani
noi con le armi, non ci sporchiamo le mani.
Siam tutti amanti di questa terra,
evviva l' amore, abbasso la guerra!.
 

Ad ogni sitano, vicino o lontano,vorrei ad ognun di loro, poter stringer la mano. E guardandoli negli occhi lucenti,chieder loro, se di me son contenti.

A Maggio
Quando a Maggio, sboccia ogni rosa,
La giovane donna, sogna di farsi sposa.
Questo lei sogna e lo spera davvero,
Certa che un giorno, sarà tutto vero.
Verrà accompagnata, dal padre all’altare,
Dove lo sposo, la starà ad aspettare.
Tremante come una foglia,
Della chiesa, varcherà la soglia,
Lei, avvolta nel suo bel abito bianco,
Mentre la mamma, a fatica,
trattennerà un suo pianto.
Poi arriverrà il momento più bello,
Qundo al dito, si infileranno l’anello,
Giurandosi d’innanzi al Signore,
Fedeltà con l’eterno amore.
Le campane, fenderanno l’aria,
col loro bel suono giocondo,
Portando in giro pel mondo,
l’eco del loro si.


La principessa
Lassù nella volta celeste
Per la notte, la luna si veste.
Indossando in quel momento,
Il suo più bel, vestito d’argento.
Trattandole, come fossero sue sorelle,
Chiese un parere ha tutte le stelle.
Al che, risposero, una per una,
Stasera sei splendida,oh mia cara luna!
Credendo che stessero tutte ha scherzare
La luna, si specchiò nel bellissimo mare,
E disse: Vedendosi bene riflessa,
Rassomiglio davvero , ad una principessa.
 

Che brutta serata
Il 15 Luglio, che brutta serata.
Colpita: Da una violentissima grandinata,
la bellissima Caorle, fù devastata.
Il campeggio “Al Sole” di Falcon èra
è stato al centro di una vera bufera.
Tende divelte, roulotte semi distrutte,
colpite dalle piante, dal vento abbattute.
La deserta spiaggia, era tutta imbiancata,
sembrava davvero un gran nevicata.
Sembrava d'esser in autunno inoltrato
e non in un mese di Luglio, molto infuocato.
Quella forza tremenda della natura,
a messo alla gente, un'enorme paura,
paura, che era veramente fondata
e pure una vittima, venne contata,
scivolando sulla strada resa ghiacciata,
da quella grande e inattesa grandinata.
 

La laguna
Che bellissima serata,
la laguna di Caorle, di stelle è ammantata.
Una giovine coppia, assai innamorata,
esce dall'ombra dove s'era appartata.
Con lo sguardo rivolto verso la luna,
decide di fare un giro in laguna.
Prendono una barca priva di motore
e s'allontanano senza rumore.
Scivolando pian, piano, sulla cresta dell'onda,
vanno dirigendosi, verso l'opposta sponda.
Cercheranno un luogo di quelli appartati,
per poter fare all'amore... senza esser spiati.
Loro son giovani , di belle speranze
e la laguna di Caorle, ne ofre tante.
 

La luna
La luna, in fase crescente,
baciata dal sole, di luce è splendente.
Quanti giovani innamorati
sotto quei raggi, si sono baciati.
Quanti ti amo e ti amerò eternamente,
dall'alto la luna, da sempre lo sente.
Quante promesse non mantenute,
sotto la luna, si son ripetute.
Quando la luna, è in fase calante,
nella sua ombra, si rifugia l'amante,
l'amante infedele, non quello sincero
quello che non conosce, l'amore vero,
quello che... racconta la luna,
nella sua vita. non avrà fortuna.
 

A C a o r l e
Passeggiando per Caorle,
Di giorno o di sera
Dalla Chiesetta dell’Angelo,
Lungo tutta la scogliera,
Si possono ammirare
Sotto il sole o le stelle,
Delle sculture davvero assai belle.
Quelle stupende e superbe creazioni,
Sono visitabili in tutte le stagioni,
Sono state realizzate su pietra rocciosa
E la cittadinanza tutta,
N’è davvero orgogliosa,
Le hanno messe in bella vista
Per attirare così il turista,
Sono poste bene in evidenza,
Nella cittadina in cui sfocia il Livenza.


La regina del firmamento
Quando in ciel la luna brilla
E ogni stella ben favilla
La regina del firmamento
Illumina il mare, con dei riflessi d’argento.
Sotto quel tenue chiarore lunare
Caorle, ancor più bella, mi appare.
E in quel magico momento
Trovandomi davanti al monumento
Che ricorda ogni caduto Lagunare,
Mi vien voglia di pensare...
Che per quanto bello sia,
È anche crudele! il nostro mare.
 

Vera filastrocca
Lassù tra i " MONTI " coperti di neve,
c'è una " PASSERA" che cerca il becchime,
ma siccome non c'è più mangime,
noi tutti ci han voluto incolpar.
Hanno aumentato cosi la benzina,
ritoccando pure il canone R.A.I.
e per metterci ancor più nei guai,
pure l'I.C.I. , ci hann rifatto pagar.
Lasciandoci senza saliva,
hanno aumentato purtroppo anche l'I.V.A.
dimostrando un grande coraggio
delle autostrade han rivisto il pedaggio
e come se ciò non bastasse,
hanno inventato delle nuove tasse.
Per far ciò, han dovuto studiare
perciò, il loro stipendio si son dovuti aumentare,
mentre noi per arrivare a fine mese,
dobbiamo accollarci tutte queste spese.
Faremo dei salti mortali,
per poter sbarcare il lunario,
mentre il nostro misero conto bancario,
pian , piano, vedremo sparir.
Per questo ringraziamo MONTI , PASSERA e
tutti coloro che si sono installati al governo.
 

L e F r e c c e  T r i c o l o r i
Sono nostri ,sono i migliori ,
sono i piloti delle frecce tricolori .
In quel di Rivolto ,sono stanziali
e sono amati ,da tutti i connazionali .
Nell'alto del cielo li vedi sfrecciare,
senza stancarti di starli a guardare
mentre disegnano delle figure
che sembrano vere e proprie pitture.
Ogni loro evoluzione ,ti carica di emozione
quando poi lasciano uscire il tricolore,
senti una fitta dirigesi al cuore.
Noi ,di loro ,siamo molto orgogliosi
perché in tutto il mondo. sono famosi
e ,in ogni dove ,vengono invitati
perché, sono i migliori e i più preparati .
La pattuglia acrobatica , e ogni sua esibizione
è un vero vanto per la nostra Nazione.
 

Stai sveglia Sacile
Sei sveglia Sacile, non dormi 'sta notte
Perché aspetti l'alba con le prime note.

Quelle note sublimi d'un concerto Divino
di migliaia d'uccelli che sono in giardino.

Allodole, Tordi, Merli e Fringuelli,
diffondono in aria i lor ritornelli.

Stai sveglia Sacile, dormirai questa notte,
quando si spegneranno le ultime note.


V i s i t a t e  S a c i l e
Sul fiume Livenza sorge Sacile
ed ivi, si specchia il Duomo, col suo campanile
e lungo le sponde ben rassodate,
ergono antichi palazzi con ampie vetrate.
Quelle vetuste costruzioni, oggi ben restaurate,
da molti turisti, vengon fotografate.
Una gita in barca, sul fiume Livenza
è senza dubbio una bella esperienza,
ed il lieve borbottio, del suo scorrere verso il mare
quante storie ci sa raccontare
e scivolando lentamente sotto i ponti della Città
si notano degli angoli, di notevole beltà.
Perciò caro amico, non esitare
il nostro paese, vieni a visitare
Perché Sacile, non lo dico per boria
è una bella Città, ricca di storia.
 

B u o n a P a s q u a
Che la pasqua del Signore
Porti gioia e tanto amore
Che questa bella Festività
Porti pace in Paesi e Città
Che questa mia , non desti meraviglia
Ma che porti pace in ogni famiglia
Che questa Pasqua di Resurrezione
Porti la pace in ogni Nazione
Questo augurio, lo faccio a cuor sincero :
Che regni la pace nel Mondo intero.
Tanti auguri e saluti cari
Anche a tutti voi Poetari.
A Lorenzo e famigliari
I miei auguri particolari.
Luigi Preziuso Pasqua 2010.

Dedicata a mia moglie
( Per San Valentino )

Vorrei l'azzurro cielo
poter toaccar con una mano
per scriver con le stelle,
Marisa io Ti Amo.
E ricordati sempre :
Che se il mare fosse inchiostro
e il cielo fosse un foglio,
non basterebbe a scrivere
il Bene che Ti Voglio.
 

L ' i n v i d i a
Su uno scoglio in riva al mare
sto per ore a meditare,
massaggiandomi la fronte
con lo sguardo all'orizzonte
vedo la sagoma in lontananza
di uno jot, che lento avanza.
Seguendo con lo sguardo,
quel suo lento navigare,
mentalmente vo pensando;
Dove andrà mai, ad approdare?
Invidiando per un istante,
quel sconosciuto navigante
che scivolando sopra l'onda
fin che notte si fa fonda
approderà col suo battello,
in un posto molto bello.
Come una molla in piedi scattai
e a voce alta al mondo gridai
Che l'invidiar l'altrui ricchezza
non è mai fonte di saggezza,
ma il sapersi accontentare,
ci saprà certo compensare.
 

L ' I t a l i a
La nostra Italia, da noi tanto amata,
purtroppo è una terra, assai martoriata.
La sua bellezza, quasi tutta naturale
spesso è colpita, da una catastrofe eccezionale.
Non c'è Provincia, che non si lamenti
d'esser colpita da brutti eventi,
qualcuno inaspettato, qualcuno provocato,
che il nostro Paese ha devastato.
Incendi di boschi, ed alluvioni,
hanno invaso le nostre belle Regioni.
Provocando morte e distruzione,
si sono aggiunti terremoti, nella nostra Nazione.
Valanghe, slavine e smottamenti,
ci hanno portato via amici e parenti.
Anche Venezia, nel Mondo tanto amata,
dalla Laguna, vien spesso allagata.
 

V e n d e m a 1 9 9 0 ( Fatto realmente accaduto )
Al vintithinque de Setembre, Danilo la vendemà
e al rimorchio pien de ua al 'vea caricà.
Dopo aver saludà, co un baso la Pierina,
le partì, par portar l'ua do in cantina.
Ma quando che le stat, sul pont de S. Giovani,
ghe a sucèss al pi grando dei malani.
La broca del trator, al'improviso la ghe a saltà
el rimorchio pien de ua, do par la scarpada, al se a rebaltà.
Quando che Danilo, indrio al se a voltà
e tut quel disastro, lu la vardà;
la scuminthià a dir: " Porca vaca," "porca troia",
tuta la me ua, le in medo ala soia."
Alora le corest a ciamar, femene, omini e tosatei
parchè i ghe iutesse, a cior su tuti quei garnei.
Ma ormai era scuro
a cior su ua no sse vedea de sicuro
e tanta de quea ua rebaltada,
la par tera le restada.
Le stat cussì che Danilo Pannontin
in medo ala soia la fat al vin.
25Settembre1990

 
Vendemmia 1990
Il venticinque di Settembre Danilo, ha vendemmiato
e il rimorchio pieno d'uva, aveva caricato
dopo aver salutato con un bacio la moglie Pierina,
Lui è partito per portare l'uva, alla cantina.
Ma giunto nei pressi del ponte di San Govanni
gli successe il più grande dei malanni.
il rimorchio dal trattore, all'improvviso si sganciò
e con tutto il suo carico, giù nella scarpata si rovesciò.
Quando Danilo all'indietro si è voltato
e tutto quel disastro lui ha constatato,
ha cominciato a dire "PORCA VACCA, PORCA TROIA,"
tutta la mia uva è in mezzo alla soia.
Allora corse a chiamare uomini,donne e bambini,
affinché lo aiutassero a raccogliere tutti quei granellini.
Ma il giorno s'èra fatto oramai scuro
e a raccogliere uva non ci si vedeva più di sicuro,
perciò molta di quell'uva rovesciata per terra, fu lasciata,
così il buon Danilo Pannontin ,
li tra la soia , fece il vin .

 L ' u b r i a c o n e
( del paese )
Appena alzato, di buon mattino
per prima cosa si fa un grappino.
Non passa nemmeno mezz'ora,
che il nostro uomo, ne beve ancora.
Inforcato che ha, la bicicletta,
va all'osteria e si "ciucia un'Ombretta,"
dopo una breve chiacchierata
un'altra "Ombra" viene scolata.
Ha ben pensato di farsi un crostino,
assieme a quello, si beve un quartino.
Con gli amici gioca a " tresette"
ormai diverse, sono le " Ombrette."
? giunta l'ora del desinare
che già comincia a barcollare,
quando intraprende la via de ritorno
lui, si sente davvero assai "storno,"
la testa comincia a girare
e vede gli alberi a roteare
in piedi, non riesce più a stare,
ed è molto facile per lui cascare,
difficile però è il rialzarsi,
perché non sa, dove aggrapparsi,
scivola, inciampa, ricade nel fosso,
dove un cane, è alle prese con un osso,
lasciando quel cane, per un attimo l'osso,
annusa l'ubriaco e… gli piscia addosso.
 

L a  t r i n c e a
Nella trincea, scavata sulla nuda terra,
combattono i nostri figli un'assurda guerra,
va dicendo una madre triste e desolata,
davanti alla Madonna, da lei tanto venerata.
In ginocchio sull'altare, con devozione lei sta a pregare,
sperando intensamente, di vederli ritornare.
Intanto nella trincea, infuria la battaglia
finiti sono ormai, i colpi della mitraglia,
armati di solo fucile, con un unico colpo in canna,
l'ultimo pensiero è rivolto alla cara mamma,
che ignara di tutto questo, fiduciosa aspetta,
mentre il proprio figlio, ha gia pronta la baionetta.
All'ora concordata, gia da tempo stabilita
sferrano l'attacco, sperando finalmente, di poterla farla finita.
Un urlo di vittoria; saluta il levar del sole,
ora le nostre mamme, non resteranno più da sole.
Hanno vinto la battaglia, la guerra è finita,
ritorneranno a casa, quelli che sono ancora in vita,
ma in molti, anzi in troppi, sono rimasti stesi a terra,
purtroppo questo è il prezzo, che si paga ad ogni guerra,
per salvar la Patria, sono partite tante migliaia,
ma a ritornare a casa, sono soltanto poche centinaia.

 

A l p a n e v i n
Seguendo un'antica tradithion
che sse tramanda da diverse generathion,
sse sse riunisse tuti in compagnia
la sera prima del'Epifania
femene, omini e fantulin
e sse va tuti a ciamar al panevin.
La sse magna pintha a sboconade,
sse beve vin brulè e sse fa quatro cantade
e secondo la direthion che ciapa al fògo,
sse tira le prevision par l'ano novo.
Sse le fulische, le va verso matina,
alora ciàpa al ssac, e và a farina,
sse invethe viceversa le và ala sera,
poenta e fasioi a pien caldiera.
Questo e altro ancora, i ne a insegnà
i nostri veci, che prima de noialtri i a campà,
anca a 'ver pi rispeto par la natura,
ma sse ven desmentegà tuti, mi o paura.


 
Il falo' (dell'Epifania)
Seguendo un'antica tradizione
che si tramanda alcune generazioni
ci si riunisce la sera prima dell'Epifania,
e si accende il falò, in allegra compagnia.
Mangiando la "pinza," dolce tradizionale
si beve il vin brulè , si canta tutti in coro
e secondo la direzione dove va il fuoco,
si fanno le previsioni per l'anno nuovo.
se il fuoco, va verso la mattina
allora prendi il sacco e vai a cercar farina (perché il raccolto sarà scarso )
se il fuoco, viceversa andrà verso sera,
allora ci sarà polenta e fagioli piena la cagliera. ( raccolto abbondante )
questo ed altro ancora, ci hanno insegnato
i nostri vecchi, che prima di noi hanno campato,
anche ad avere più rispetto per la natura
ma ce lo siamo scordati tutti e questo mi fa paura.

E'   n o t t e
Accompagnato  dalla  luna,
va  il  pescator  a  pescare  in  laguna

                      e  mentre  sta  per  uscire  al  largo,
                        al  cielo  volge  lui  lo  sguardo,

   mentalmente  come  ogni  sera,
   va  formulando  una  preghiera,

                      Madre  Santissima  che  stai  lassù,
       dalle  insidie  del  mare  proteggimi  tu.

 

A u t u n n o
Sul far dell'autunno, con le belle giornate,
amo compier le mie passeggiate
lungo i viali ingialliti del parco.
Visto che non sono più un ragazzino,
camminare mi stanca un pochino,
mi siedo allora, vicino ad una magnolia
e guardo il lento cader di una foglia.
Penso, or pian , piano ogni pianta si spoglia

e l'inverno già bussa alla soglia,
anche l'ultima rondine, ormai se ne è andata
per ritornare a primavera inoltrata
ma a saltellare fra i nudi viali,
sono rimasti gli uccelletti stanziali.

L a  s p o s a
In quella giornata radiosa
sembravi davvero una rosa,
mentre vestita da sposa
papà ti portava all'altar.

Tremante come una foglia,
della chiesa varcasti la soglia
accolta dal dolce sorriso,
dello sposo, stampato sul viso.

In piedi davanti all 'altare
il Don, stavate ad ascoltare,
mentre vi stava illustrando
i doveri che andavate incontrando.

Poi venne il momento più bello,
quando al dito vi infilaste l' anello
giurandovi d' innanzi al Signore,
fedeltà con reciproco amore.

Le campane, fendettero l' aria
col loro bel suono giocondo,
portando in giro pel Mondo
l' eco del vostro sì.

Che siate voi felici,
felici e sempre contenti
all 'augurio di amici e parenti
mi voglio anch 'io associar.  

Alla corrida
Il gallo, fa chicchirichì,
La gallina, fa còcòdè,
il tacchino, fa glu, glu,
quale verso sai far tu ?
Forse è un verso irriverente,
ma assai comune tra la gente.
Fu oggetto di disfida,
in passato, alla corrida.
Certamente non fu cosa bella,
ma è stato fatto, pure con l'ascella.
Qualcuno, poi si divertiva
e nel frattempo applaudiva.
Mentre il buon Corrado, domandava
di che verso si trattava,
cera qualcuno che ridacchiava
perché di una pernacchia… Si trattava.
 

La valle del Biois
Nell'entroterra Bellunese, ai confini col Trentino,
c'è una verde valle che veramente è un bel giardino,
ricca di alte cime, di boschi e di sentieri,
vi ci vado da molti anni, sempre volentieri.
Per accedere a quel luogo, bello ed incantevole,
si attraversa Agordo, costeggiando il bel Cordevole.
La gente della valle, umile ma cortese
costituisce un buon richiamo, per quel bellissimo paese.
A "Falcade" e a "Caviola," a "Sappade" o a "Feder",
si contano a migliaia ogni anno i forestier,
così pure a "Tegosa," a "Fregona" o a "Pisoliva,"
sempre molta gente in ogni stagione arriva.
C'è chi viene per divertirsi e respirare l'aria pura,
c'è chi invece, poveretto, viene solo per far una cura.
Chi vuole divertirsi e le gambe un po' sgranchirsi,
deve solo trovar l'orario, perchè qui non manca l'itinerario.
Una bella passeggiata, giusto per passar due ore,
è quella che ci porta alla piccola chiesa di "Jore,"
situata in mezzo al bosco, circondata da alti pini,
è un continuo andirivieni, di adulti e di bambini.
Ma coloro che si sentono, buoni camminatori,
si possono cimentare con l'alta via dei pastori,
per salire alla "Forca Rossa," o al "Col Bechèr"
si può partire da "Sappade" oppure da "Fedèr."
Mentre in casère o malghe, si acquistano prodotti genuini,
cercando in mezzo al bosco, di funghi si riempiono i cestini,
ma oltre ai funghi, il bosco, offre frutti delicati,
come fragole, mirtilli e lamponi profumati
e sui verdi prati, esposti al biondo sole,
tra miriadi di altri fiori, odorano le viole.
 

Preghiera a un donatore di sangue
Antonio:
Tu che di sangue sei un donatore,
tu che infondi speranza ed attenui il dolore
di chi ne ha veramente bisogno,
e che ti invoca, persino nel sogno.
Questa purtroppo è una triste realtà
bisogno di sangue ce n'è in quantità,
a te non serve chieder pietà,
perché gia ce l'hai e con molta umiltà,
con le tue, molteplici donazioni,
hai riportato la gioia, in molte abitazioni
ed io vorrei tanto poterti premiare,
ma non ho i mezzi, non ti posso pagare!
perciò ti prego con questa mia…
di rimanere sempre sulla retta via,
e pregherò per te il Signore,
che non ti faccia mancare,
affinché tu il sangue possa ancora donare.
Grazie Antonio

Tempi magri
Me pore nono al me 'contea,
che ai so tempi poc o gnent, da magnar i 'vea;
co 'na feta de poenta i fea marenda
e par thena, al sofito i pichea 'na renga,
pian , pian, a turno un bocon lori i tocea
e fortunà era l'ultimo, se la coda ghe restea.
I radici i era conthadi, co un s-ciant de lardo e un s-ciant de seo
e a carnaval, era do o tre frithe, su par al speo,
ma 'ste robe, no i le pol capir i nostri fioi,
lori i ven 'bituadi a dormir su bèi nithioi,
ma mi… che i me dis vecio brontolon,
e ricorde de ver dormist, un pèr de ani, in tel paion.
Al paion, era quel che inquò, i ghe ciama let
e l'era fat co un pèr de tòle e do cavalet
e al posto de un stramath co tante mòle,
era un bel sach, pien de scartòth sora le tòle.
 

Tempi magri
Mio nonno mi raccontava,
che ai suoi tempi, poco o niente avevano da mangiare,
con una fetta di polenta, facevano colazione
e per la sera, al soffitto appendevano un'arringa
e a turno un boccone di polenta intingevano
facendo in modo,di mandarla all'altro lato della tavola
dove si trovava l'altro commensale che faceva altrettanto.
Il radicchio era condito con un po' di lardo e un po' di aceto
e a carnevale c'èra un pezzetto di carne infilzata sullo spiedo.
Ma queste cose non le possono capire i nostri figli, a loro
abbiamo insegnato a dormire su candidi lenzuola,
ma io che mi dicono vecchio brontolone,
 mi ricordo di aver dormito per un paio d'anni sul paglione.
Il paglione, era quello che oggi chiamano letto
ed era fatto con due tavole e due cavalletti
ed al posto di un materazzo con tante molle,
era bèl sacco pieno di involucri delle pannocchie sopra due tavole.

 

Io l' amo
Alla donna che ho sposato
di cui son sempre innamorato,
voglio dir semplicemente
che io l'amo veramente.
E se a volte litighiamo
Voglio sappia che io l'amo,
e che l'amo con l'ardore
dei vent'anni che ho nel cuore.
 

Stà nevicando
Questo mese di Marzo,
è davver pazzerello
il tempo non vuol
ancor volger al bello,
questo, dovrebbe essere
il mese della primavera
invece, nevica, eccome! 'sta sera.
Soffice e lieve c scende la neve,
senza rumore cade dal cielo,
stendendo per terra,
il suo candido velo.
Sui nostri prati,
dovrebbero esserci già i fiori,
ma oggi la neve, copre i loro colori,
son bianche farfalle che, volando leggere,
colorano di bianco anche le cose più nere.
Nel sud Italia, la prima rondine,
dovrebbe già esser tornata
Invece… tutt'intorno una gran nevicata.

Lassù
Lassù tra le stelle del firmamento
vorrei esser con te in questo momento
e viaggiando sul carro dell'Orsa Maggiore
poterti parlare del mio grande amore.
Siccome che in cielo le stelle son tante
vorrei baciarti ad ogni istante
e passando col carro vicino alla luna
dirti : Che l'averti incontrato,
è stata una vera fortuna.
 

Le Torri Gemelle
Erano alte, erano belle,
eran chiamate le torri gemelle.
Nel cielo di New York, svettavan maestose,
in tutto il mondo eran famose,
anche se non di rara beltà,
eran l'orgoglio dell'America,
ma quell'undici settembre, di prima mattina,
vi fu una vera carneficina,
una manciata di terroristi e ancor di più Talebani,
le fecero saltare, con due aeroplani.
Migliaia e migliaia di vittime, tutte innocenti,
le rimpiangono oggi amici e parenti.
Nessuno, prima d'ora aveva tanto osato,
colpire l'America, con un così vile attentato.
Soltanto una mente contorta e molto bacata,
ha potuto escogitare quella terribile imboscata;
ha saputo agire, con sì tanta viltà
e incutere paura, all'intera umanità.
13 Settembre 2001

Ritornerà Primavera
Il ventuno di marzo, ognuno lo sa
la primavera ritornerà,
tanti bei fiori ormai sono sbocciati,
fra l'erba verde dei nostri prati.
L'allegro uccelletto, col suo cinguettio,
va dicendo a tutti: "Ci sono anch'io!"
pure le rondini sono tornate,
per passare con noi la calda estate
e ripartir poi, l'autunno inoltrato,
cercando un paese, dal sol riscaldato.
"Com'è triste l'autunno," diranno i bambini,
ora cadon le foglie e non ci son più gli uccellini,
ma il prossimo anno, anche questo si sa
la primavera ritornerà.
Ritorneranno gli uccelletti canori
e sui nostri prati tanti bei fiori.
 

La polenta
Nel paiolo pieno d'acqua,
ribollente là in cucina,
la farina, vi versava,
piano, piano, la nonnina.
Rimestando lentamente,
col suo metodo sapiente,
alla fine il risultato,
fu un bel piatto profumato.
La polenta ancor fumante,
sulla tavola imbandita,
con qualsiasi pietanza
al palato è assai gradita.
La nonnina, ancora arzilla,
la serviva con l'anguilla,
ed il nonno,per la sua bontà,
ne mangiava in quantità.
Lo zio Serafino,
la preferiva col cotechino,
io, però, vi consiglio,
di gustarla col coniglio,
ma, esalto pure la bontà
di polenta e baccalà.
Il tutto quanto accompagnato,
da un bicchiere di buon vino,
che s'accoppia molto bene,
a questo piatto genuino.
 

Il vero senso dell'amore
Incamminandomi, lentamente
verso il viale del tramonto,
del mio piccolo passato,
sto traendo il resoconto.
Mi sto rendendo conto e,
lo dico seriamente,
che abbiamo fatto poco,
addirittura quasi niente.
Abbiamo solo, seminato odio,
dimostrando poca intelligenza
e abbiamo raccolto sempre
e solo, tanta violenza.
Abbiamo imparato ad odiare il prossimo
solo, per il colore della pelle,
dimenticando che a questo mondo,
siamo tutti, fratelli e sorelle.
Su questa nostra madre terra ,
sta imperversando una assurda guerra,
che alimenta, ancor di più il rancore
e ci fa scordar… Il vero senso dell'amore.
16 -01 - 2010

P e r  n o n  d i m e n t i c a r e
I Caduti di Nassiriya

Dodici Novembre
segna oggi il calendario
e dei caduti di Nassiriya
ricorre l'anniversario.
Da quel funèsto giorno
gia del tempo è ormai passato
e a rimembrar quel fatto
mi sono preparato.
A mezz'asta è il tricolore
che sventola sul mio balcone
per ricordare il giorno,
di quella barbara esecuzione.
Erano diciannove, giovani, aitanti e fieri,
erano diciannove, 15 eran carabinieri
che con orgoglio e con passione
stavano svolgendo la loro missione.
Due, erano civili, cinque, erano soldati
però quei diciannove non sono più tornati.
Quel giorno a Nassiriya
successe il finimondo
una violentissima esplosione
li mandò tutti all'altro mondo.
Quel inconsulto gesto di fanatica follia
in un battibaleno se li son portati via.
Oggi, ricordando quelle bare
avvolte nel tricolore,
mi si è rinnovato, tutto il mio dolore.
Volevano portar la pace e la democrazia
ma hanno trovato la morte, in quel dì a Nassiriya.
 

La capretta
Una simpatica capretta,
sta brucando dell'erbetta,
un bel caprone esce dal bosco
e con lei s'accoppia, proprio sul posto.
Lei tranquilla lascia fare,
non può certo rifiutare,
quello è un atto naturale
e non può certo farle male.
Anzi lei è ben contenta,
di quel far non si lamenta,
va belando ben felice
e quel momento, benedice,
perchè presto lei lo sa
che un bel capretto nascerà.
Così finisce un'avventura
della nostra splendida natura.
 

W la befana
E' in arrivo la befana,
con la lunga sua sottana
con una scopa, per vettura
ed è brutta, da far paura.
Ma non serve la beltà
per aver tanta bontà,
con la scopa, sua volante
di sorprese, lei ne fa tante.
Entra in casa dal camino,
ha per tutti, un regalino
per i bimbi buoni, buoni,
porterà tanti bèi doni ,
ma per il bimbo, un po' birbone
porterà solo carbone.
Questa qua è una storia vera
la befana, arriverà sta sera,
con le sue calze rotte ,rotte,
arriverà, dopo mezzanotte.
05 -01 - 2010

F i n a l m e n t e
Quando sotto al tuo balcone
io venivo a passeggiar
sperando intensamente
di poterti un dì incontrar,
la tua mamma un po' antiquata
non ti faceva mai affacciar,
mentre io inutilmente
stavo per ore ad aspettar.
Ma col passar del tempo
la situazione dì ben cambiò
e un bel giorno tra di noi
il grande amor scoppiò.
E quell'anno a primavera,
coi bei ciliegi in fior,
finalmente coronammo
il nostro, bel sogno d'amor.

I vostri vecchi
Guardate gli occhi dei vostri vecchi,
oggi hanno i colori dell'autunno,
ma ieri hanno donato sguardi vivi
come bacche di agrifoglio,
teneri, come fiori di biancospino.

Guardate le mani dei vostri vecchi,
oggi contano i giorni sulle ginocchia
ma ieri hanno lottato, costruito,
seminato carezze, momenti di gioia.

Guardate i passi dei vostri vecchi,
oggi avanzano lenti, discreti come ombre,
ma ieri hanno percorso pianure di speranza,
sudando lungo i vicoli arroganti del dolore,
caduti: si sono rialzati.

Guardateli e rispettateli i vostri vecchi,
prima che il tramonto li porti via,
se oggi siete qui, è perché loro hanno soprattutto
AMATO.


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