Poesie di Myriam Rose Ruah


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"Amare è un po' morire"
(canzone)

Sei come un vortice che arriva pian piano
non riesci più a muoverti ed a fuggire
poi lento ti trascina via lontano:
amare, ho capito, è un po' morire.

Sì, amare è un po' punire
amare è molto perdonare
perdersi e non saper cosa dire
chiedere nulla e, sempre donare

Sei come un'onda che a un tratto ti travolge
non riesci a star a galla od a risalire
come oscuro lenzuolo forte t'avvolge:
amare, ho capito, è un po' morire.

Sì, amare è un po' punire
amare è molto perdonare
perdersi e non saper cosa dire
chiedere nulla e, sempre donare

Sei come il vento che ti piega la schiena
non riesci a stare in piedi, ti fa sfinire
lacera come lupa e ride come iena:
amare, ho capito, è un po' morire.

Sì, amare è un po' punire
amare è molto perdonare
perdersi e non saper cosa dire
chiedere nulla e, sempre donare

Sei fango che t'affonda e sole che brucia
ti vorresti nascondere e un po' coprire
ma ogni vergogna si trasforma in audacia:
amare, ho capito, è un po' morire.

Sì, amare è un po' punire
amare è molto perdonare
perdersi e non saper cosa dire
chiedere nulla e, sempre donare

Sei luna che ammalia e notte che nasconde
sei ogni stella in cielo da voler scoprire
sei l'ombra che paura un po' sempre infonde:
amare, ho capito, è un po' morire.

Sì, amare è un po' punire
amare è molto perdonare
perdersi e non saper cosa dire
chiedere nulla e, sempre donare

"Angoscia"
Mandibole ingoiano nastri
nero il cielo, nera la strada.
Tu sola attendi, più degli astri
che la mia essenza a te vada
dalle tue mani all’anima.
A me sincera, sola e intima
tu, più che mare all’ebbra sabbia
più che luna alla notte oscura.
più che ciechi usignoli in gabbia
a cantare angoscia alle mura.

"Donami un sogno"
(canzone/swing)

I sogni son degli aquiloni
volano leggeri su nel ciel,
tu, puoi anche tenerli per mano
s'accendon di colori nel sol.

Donami un sogno Amor
donami un sogno ancor
la vita diverrà
pura felicità

Son snelli come cormorani
e del mare le profondità
non temono, son senza eguali,
in forza, coraggio e libertà.

Donami un sogno Amor
donami un sogno ancor
la vita diverrà
pura felicità

Fuggon da ogni grigia prigione
e trasformano ogni realtà,
son carezze e tenero amore
languidi baci con batticuor.

Donami un sogno Amor
donami un sogno ancor
la vita diverrà
pura felicità

Son sorrisi dall'eternità,
mani e abbracci di fraternità,
alberi che battono i rami
donando fiori ed ogni bontà.

Donami un sogno Amor
donami un sogno ancor
la vita diverrà
pura felicità

Puoi anche sentir tutti i profumi
e cambiar forma ad ogni cosa,
potersi librare leggeri,
donar baci e rose a chi ci va.

Donami un sogno Amor
donami un sogno ancor
la vita diverrà
pura felicità

"Regina di fiori"
Sei fresca e profumata
come Rosa orgogliosa,
timida e vellutata
come Viola odorosa.

Di tutti i fiori sei la Regina
profumi e colori ogni mattina;
ti chiudi, come dolce preghiera,
al rosso calante della sera

Candida come Giglio,
invitante Orchidea,
al tramonto, consiglio
all'aurora, la dea.

Di tutti i fiori sei la Regina
profumi e colori ogni mattina;
ti chiudi, come dolce preghiera,
al rosso calante della sera

Anemone in attesa,
Azalea vistosa,
Mimosa sempre tesa
a volte capricciosa.

Di tutti i fiori sei la Regina
profumi e colori ogni mattina;
ti chiudi; come dolce preghiera,
al rosso calante della sera

Bucaneve vitale,
Calla sempre elegante,
Biancospino a Natale
Dalia grata e importante.

Di tutti i fiori sei la Regina
profumi e colori ogni mattina;
ti chiudi, come dolce preghiera,
al rosso calante della sera

Felice Fiordaliso
e Fresia misteriosa
doni sempre un sorriso
d'Amica e dolce Sposa.

Di tutti i fiori sei la Regina
profumi e colori ogni mattina;
ti chiudi, come dolce preghiera,
al rosso calante della sera

"Amaro calice"
Sai, è capitato anche a me
di provare dentro di sé
una tristezza profonda
che, improvvisa come un'onda
t'avvolge e ti porta via
come preda, in sua balia.
Sì, la temo come morte
casa senza luci e porte,
come notte senza stelle
spilli e ghiaccio sulla pelle.
E poi, si viene inghiottiti
in un pozzo, sbigottiti,
gridando in alto alla luna
senza più speranza alcuna.
E provare un gelo assurdo
fin nell'anima, ricordo....
e mi giro e mi rigiro
senza aria né più respiro.
E così, per non morire
non mi resta che fuggire!
Rifugiarsi in una chiesa
solitaria e silenziosa
e nel silenzio sentire
- mentre avverti di morire -,
una voce che rincuora
ti pervade come aurora....

               ***

E la sento questa voce
fresca e dolce come foce
che mi parla nell'anima
come cara amica e intima.
" ...solo un cuore troppo umano
può stringere la tua mano
e capire fino in fondo
cosa c'è in te, profondo.
Sai, è capitato anche a me
di donare tutto di sé
e sentirsi rifiutato
come un folle, maltrattato....
ma se vuoi risalire
e da quel pozzo, poi uscire
tu, quell'amaro calice
di solitudine indice
così, come feci allora
devi berlo tu, in quest'ora!
Il Potere è inganno
e la vita solo affanno.
Non temere la tristezza
la trasformo io in dolcezza
e non dirti mai incompreso
che, la vita mia ho speso
per donare a tutti Amore....
tuo Amico Io, e Signore!"

"Sogno"
E dolcemente
con gli occhi ti accarezzai.
Incautamente
in un sogno io inciampai.
Eri corallo,
Luna e perle di fiume.
Eri l'atollo,
una vela ed un lume.
Eri la foce
che suona ogni mattino.
Eri la voce
più casta d'un bambino.
Eri nel vento
leggera più dell'aria
e in un momento
farfalla solitaria.
E follemente
nel mio cuore danzi
e nella mente
il sole, a me dinanzi.

“Un canto di Speranza”
Il popolo che viene laggiù dal sole
trova il gelo nella terra del tramonto.
Ed opulenza infarcita di parole
senza futuro che, quello d'un racconto.

Maestro, ti prego, aiutaci a cantare
una canzone che, possa liberare
questo mondo che, no! non sa più amare.
Un canto di speranza torni a vibrare!

Il popolo che viene dall'Oriente
ora esulta e canta per un folle botto
e ha già deciso che l'intero Occidente
sì, presto sarà kebab, fumante e cotto.

Maestro, ti prego, aiutaci a cantare
una canzone che, possa liberare
questo mondo che, no! non sa più amare.
Un canto di speranza torni a vibrare!

Il grande imperatore dei grattacieli
nasconde il dito dietro a mille bottoni
e crede che, la Storia, con i suoi veli
nasconda i suoi assassinii di milioni.

Maestro, ti prego, aiutaci a cantare
una canzone che, possa liberare
questo mondo che, no! non sa più amare.
Un canto di speranza torni a vibrare!

E la tua Sposa che avevi liberato
non ha forza di poter ammaestrare
il suo talamo è scosso e macchiato
sua prudenza è paura di lottare.

Maestro, ti prego, aiutaci a cantare
una canzone che, possa liberare
questo mondo che, no! non sa più amare.
Un canto di speranza torni a vibrare!

Eppure lo avevi detto così chiaro
che sol dei piccoli è il vero Regno
benedicendo una barca come un faro
d'un duro pescatore, ignorante e indegno.

Maestro, ti prego, aiutaci a cantare
una canzone che, possa liberare
questo mondo che, no! non sa più amare.
Un canto di speranza torni a vibrare!

Che ridere che fa, tutto questo orgoglio
e questa maschera di falsa bellezza
fango del più infido ed assurdo imbroglio
che vede nel potere unica salvezza.

Maestro, ti prego, aiutaci a cantare
una canzone che, possa liberare
questo mondo che, no! non sa più amare.
Un canto di speranza torni a vibrare!

"Sporcarsi d'amore"
E ho fuggito il fango della vita
per quell'acqua che un giorno mi pulì
e affronto ogni ripida salita
con lo sguardo all'orizzonte ogni dì.
E oggi vorrei sporcarmi d'amore
per capire questo camminare
che mi fa ancora battere il cuore,
cadere, rialzarmi e poi cantare.
Sí, dar un senso alla propria vita
che è una continua sorpresa
dove ora, alla solita salita
non vorrei ci fosse una discesa.
Così, vorrei sempre più sporcarmi
ebbro di gioia e pura follia
per poter infine, in Te annullarmi
tra le rime d'una Poesia.

"Io non mi sento diverso"
(canzone di lotta)

E la Mariagiovanna
non l'ho mai conosciuta;
l'acido sulla panna
ricetta sconosciuta.
I funghi, mi piacciono
sì, ma ben trifolati
che, quelli che "vedono"
son tutti cucinati.

Io non mi sento diverso,
ma forse lo son sempre stato.
Io, in questo mondo perverso
mi sento, fesso e fortunato!

E la Boccadirosa
non m'ha visto belante
con la cosa rugosa
sì, spesso esuberante.
Che quando ero in divisa
altre erano le prove
in questa Patria invisa
tra nere e rosse alcove.

Io non mi sento diverso,
ma forse lo son sempre stato.
Io, in questo mondo perverso
mi sento, fesso e fortunato!

E lo Scudo crociato
e la Falce e martello
m'ha visto uno sfigato
tra eskimo e manganello.
E mai nessuna Loggia
m'ha visto incappucciato
anche se tutto poggia
nell'ombra dello Stato.

Io non mi sento diverso,
ma forse lo son sempre stato.
Io, in questo mondo perverso
mi sento, fesso e fortunato!

Ed il mio "lo giuro!"
non l'ho dimenticato
lo terrò sempre puro
anche da "cancellato".
E la buona battaglia
combatto nel silenzio
contro questa marmaglia
a cui urlo: "rinunzio"!

Io non mi sento diverso,
ma forse lo son sempre stato.
Io, in questo mondo perverso
mi sento, fesso e fortunato!

E questa mia Fede
non cede ad un baratto
d'una Chiesa che crede,
come un affare fatto,
cedere per prudenza
o per sottomissione
a ogni falsa credenza
e folle perdizione.

Io non mi sento diverso,
ma forse lo son sempre stato.
Io, in questo mondo perverso
mi sento, fesso e fortunato!

"Sbagliato"
(canzone)

Sbagliato, io son sbagliato
anzi, io direi fottuto
se poi, non fosse sgarbato
per quelli in cerca d'aiuto

E, sono l'uomo sbagliato
- semplicemente perfetto -,
nel posto più complicato.
Sbagliato, ma sì, l'ho detto
che nessuno è perfetto
come me, ma nel fare guai!
Si, sbagliato e adesso lo sai.

Sbagliato, io son sbagliato
anzi, io direi fottuto
se poi, non fosse sgarbato
per quelli in cerca d'aiuto

Davvero, non c'è questione
al presente od al passato
e non è la depressione
a farmi dire "Sbagliato!"
che, lo sono sempre stato.
Non è questione di Storia
o di Era senza memoria.

Sbagliato, io son sbagliato
anzi, io direi fottuto
se poi, non fosse sgarbato
per quelli in cerca d'aiuto

Perfetto ed utile idiota
sempre pronto al sacrificio
a spalare infida mota
e senza alcun artificio;
sconosciuta par condicio
per chi, con sangue e sudore
al lavoro rende onore.

Sbagliato, io son sbagliato
anzi, io direi fottuto
se poi, non fosse sgarbato
per quelli in cerca d'aiuto

Sbagliato onorar la Patria
con silenziosa fedeltà!
Sbagliata anche la memoria
di chi visse con lealtà
in nome di una dignità
che non fa chinar la testa
anche con l'anima mesta!

Sbagliato, io son sbagliato
anzi, io direi fottuto
se poi, non fosse sgarbato
per quelli in cerca d'aiuto

Sbagliato servir lo Stato
e con cieca disciplina.
Si finisce "cancellato"
o sotto la ghigliottina;
venduto come sgualdrina
bestemmiando d'esser nato
umile servo o soldato!

Sbagliato, io son sbagliato
anzi, io direi fottuto
se poi, non fosse sgarbato
per quelli in cerca d'aiuto

Sbagliato hanno detto del Cristo
come di chi offre carità
poiché, resta sempre tristo
chi vive d'ingenua bontà.
Sbagliata è pur l'onestà
di noi, che sogni viviamo
e, per quel Sogno, moriamo.

Sbagliato, io son sbagliato
anzi, io direi fottuto
se poi, non fosse sgarbato
per quelli in cerca d'aiuto

"Poeta sbagliato"
Poeta sbagliato
nel posto scavato
dal tempo e dal fato.
Di me si fa scherno
il vento d'inverno
che brucia d'inferno.
Attendo ogni goccia
che un fiore poi sboccia
su cuore di roccia.
Poeta scavato
nel posto sbagliato
da un sole malato.
Un solo sorriso
si piega ogni viso
ed è Paradiso.

"E vorrei cantare ancora"
E vorrei cantare ancora,
ma non trovo una parola
per dirti oggi, come allora:
"Tu sei l'Unica, la Sola!"

Sì, io canto tristezza
mentre suoni tenerezza
con nel cuore una certezza,
calde lacrime in carezza

Raccontarti delle stelle
abbracciati in riva al mare
a scaldar la nostra pelle
di carezze così rare.

Sì, io canto tristezza
mentre suoni tenerezza
con nel cuore una certezza,
calde lacrime in carezza

E vorrei provare ancora
quell'immenso fuoco dentro
che t'illumina e colora
e fa di noi il solo centro.

Sì, io canto tristezza
mentre suoni tenerezza
con nel cuore una certezza,
calde lacrime in carezza

Tutto passa in un momento
il tramonto già aurora
e la pace è tormento
ci pare un secolo un'ora.

Sì, io canto tristezza
mentre suoni tenerezza
con nel cuore una certezza,
calde lacrime in carezza

E brucerà per noi il vento
di sale amaro l'inverno,
ma di te io non mi pento
e ti giuro amore eterno.

Sì, io canto tristezza
mentre suoni tenerezza
con nel cuore una certezza,
calde lacrime in carezza

Se non sarà più estate
canterà per noi l'inverno
sulle onde già increspate
del nostro mare fraterno.

"Poeta"
E tu mi chiedi cosa faccia io per vivere.
É semplice, fratello: cerco di non morire!
Così, mi adatto sempre e con onore, a perdere
illudendomi che tutto dovrà pur finire.

Forse, sopravviverei togliendomi di torno?!
Ora, mi chiedi, se conosca la Felicità.
Certo, io la prendo a sassate ogni santo giorno
scambiandola per la Noia: che assurda cecità!

Ma adesso, però, su non chiedermi dell'Amore
che io non saprei davvero cosa risponderti.
Vedi, che mi scappa già da ridere e, di cuore?
E poi, perché mai dovrei fingere ed illuderti?

Conosco io, solo l'Allegria delle parole
ed il profumo dei fiori e dell'erba bagnata
il calore di mille sorrisi come il sole
e la dolcezza infinita di un'alba ch'è nata.

29agosto2017

"L'Onda"
E guardo che arriva
si ferma e ritorna
abbraccia la riva
lucente l'adorna.
Sai, così fa l'onda
bagna e tira via
affonda e circonda
eppur, tuttavia
ci strappa un sorriso
di sole sul viso.

Così fa l'amore
ti gioca, se vuoi
non conta mai le ore
così, che mai t'annoi.
Ignorante e ingenuo
eroico un po' folle
riflessivo o fatuo
così, come volle
il nostro destino
di voli e declino.

Così come il mare
- mare di ricordi -,
che ci fa tremare
sogni che non scordi.
Così, l'Amor nostro
libero di cielo
chiuso come chiostro
leggero di velo
di silenzio e chiasso...
passo dopo passo.

"My Blues"
Io, sì che piangerò
tutte le nuvole che ho;
io, so che poi berrò
l'amaro calice... oh no!
I know... I know... I know!

La vita mia è un Blues
tra cielo, mare e jeans,
le stelle, are your Eyes
che accendono my files

Io, sì che piangerò
tutte le nuvole che ho
io, so che poi berrò
l'amaro calice... oh no!
I know... I know... I know!

Tu sei sempre il mio Swing
della strada il suo Ring
mio suono e mio Sing
mio ritmo, Our Song

Io, sì che piangerò
tutte le nuvole che ho;
io, so che poi berrò
l'amaro calice... oh no!
I know... I know... I know!

Tu sempre sarai my Love
rosa e spina in a Glove
nella stanchezza, my Cove
nella tempesta, my Dove

Io, sì che piangerò
tutte le nuvole che ho;
io, so che poi berrò
l'amaro calice... oh no!
I know... I know... I know!

"Macchina del tempo"
La mia macchina del tempo
fa viaggi solo all'incontrario
che, tutti dicono ricordi.
Ma giunta la sera, in un lampo,
essa sempre, in modo arbitrario,
ti dona frutti che non mordi
di cui immagini il profumo.
E puoi chiamarli sogni anche tu
prima che diventino fumo
e, coi ricordi, non ci sian più.

"Onorevole !"
Quell"ombra d'uomo fugace che sordida traspare in te
m'impone lo stesso vacuo quesito, un senso, un perché.
Tradir l'immatura fiducia d'un popolo imbelle
ti rende leone d'un tempo di capri un po' eroi
che osservano gabbie, reclusi in trasparenti celle.
Quel lucido ed affettato viso di orinatoi
ci accresce quell'acido fiume di melma compressa
che esplodere vorrebbe, ma si tacita repressa.
Lo stesso loquace rispetto d'un piede che scansa
il fisiologico rifiuto d'un ventre di cagna.
Se non fosse così irraggiungibile quell'ansa
d'un colle romano, vestigia sì, d'immonda fogna,
basterebbe così poco per rifar connotati
alla tua élite di stercofili così collocati.
Verrà il tempo - sì che esso è oramai maturo -,
d'adagiarti, esamine, a un poco onorevole muro.
Per il momento, mi sollazzo di questo assurdo sogno
prodonimo di quella plebea e pia illusione
- fuoco di paglia d'uno stato d'urgente bisogno -,
che, per dar fiato alle bocche, chiamiam rivoluzione.

"La Ballata della Vita"
La Ballata della Vita canterò
anche se nel cuor la notte nera avrò.
Canterò di ogni fiore, io canterò,
canterò di ogni amore che proverò.

E se la pioggia sempre mi bagnerà
e se il Sole i suoi raggi mi negherà
nella noia e nel dolore canterà
questo cuor mio fanciullo in libertà.

La Ballata della Vita canterò
anche se in gola più fiato non avrò;
la Ballata come un folle danzerò
anche se in tasca più un soldo terrò.

E se la nebbia ogni cosa coprirà
sul nel ciel la mia stella brillerà;
se la neve come coltre ghiaccerà
il mio canto, tutti vi scalderà.

La Ballata della Vita canterò
anche se tra spine e pietre io cadrò;
per la vita che nasce mi rialzerò
per la vita che finisce lotterò.

E se di nero vedrete vestirò
un sorriso per voi pur sempre io avrò;
mille pensieri in tasca nasconderò
come poesia in fiore sboccerò.

La Ballata della Vita canterò
canterò pur nel mare che affronterò;
canterò e mai più io tacerò
il canto della Vita che Dio creò.

23.agosto.17

"Barcellona, 17 agosto 17"
Racchiusa nel tuo scialle di dolore
le orbite smarrite, perse chissà dove
le lacrime affogate nel tuo cuore
gridavi al solo Dio che si commuove
di donare un senso ai mille tuoi perché.
La morte non ha senso o forse un po', chissà
il senso, infondo, è nascosto dentro sé.
Sopravvivere a un figlio, assurda crudeltà
com'è assurdo il mondo, senza più pietà.

Che triste follia chiamar Dio Bontà
e uccider cosí, urlando il suo Nome
un giovane che, infondo, ha la sua stessa età.
Stare ancora a chiedersi il Perché e il Come
e non capir che il Male è la pazzia
che alberga dentro noi, mai nessuno escluso,
assieme ad Amor, Bellezza e Poesia.
Che salvar si può, questa matta Civiltà
tenendola assieme, con Pace e Libertà.

20agosto17

"Mille notti"
Ed ho soffiato sulla brace dei ricordi, mille notti.
Come fuoco di bianco candore sei apparsa : eri l'Aurora.
La Luna, le Stelle, il Sole : nulla più m'importava, che te.
Tutte le Stagioni finiscono con uno stanco Inverno
cosi, cadde rugiada e venne la prima gelida neve
a coprire, lenta e inesorabile, ogni nostro pensiero.
I verdi sospiri di Primavera non ti incantano più
e, nel vento, la sopita cenere, brucerà di sogni.

19.agosto.17

“Babele”
(canzone)

Non capisco perché la gente
guarda, ma non osserva niente
chiusa dentro i suoi mille perché;
oggi a me, forse domani, a te....

Babele, che capolavoro:
fiume di fiele, strade d'oro,
una sola e unita umanità,
su nel cielo presto arriverà

Io gli parlo d'umanità
lui risponde con serietà:
"É un seme che non dona più,
un frutto acerbo che casca giù...."

Babele, che capolavoro:
fiume di fiele, strade d'oro,
una sola e unita umanità,
su nel cielo presto arriverà

Questa è nuova intelligenza
fare soldi con la pazienza
di chi oggi, scambia per carità
lo smercio di schiavi e umanità....

Babele, che capolavoro:
fiume di fiele, strade d'oro,
una sola e unita umanità,
su nel cielo presto arriverà

Far ricchezza con la povertà
che geniale folle novità
parcheggiare per ogni strada
uomini, accada quel che accada....

Babele, che capolavoro:
fiume di fiele, strade d'oro,
una sola e unita umanità,
su nel cielo presto arriverà

Questo è il vero progresso
alla mafia chiedi il permesso
e se hai casa, fatti più in là
lo sai, ospitare è carità....

Babele, che capolavoro:
fiume di fiele, strade d'oro,
una sola e unita umanità,
su nel cielo presto arriverà

Girotondo, bel girotondo
guerra e peste per tutto il mondo
e se la gente non ce la fa
c'è la Torre, che mai crollerà....

Babele, che capolavoro:
fiume di fiele, strade d'oro,
una sola e unita umanità,
su nel cielo presto arriverà

Questa è la vera novità
il millennio della povertà
essere Africa dappertutto:
il Potere prima di tutto....

Babele, che capolavoro:
fiume di fiele, strade d'oro,
una sola e unita umanità,
su nel cielo presto arriverà

La Torre è ormai finita
con vita nuova garantita
in cambio della tua libertà
pane e tetto non ti mancherà….

Babele, che capolavoro:
fiume di fiele, strade d'oro,
una sola e unita umanità,
su nel cielo presto arriverà

"Ho scelto"
Ho scelto con cura
le parole da non dire
un po' per paura
che io potessi ferire,
ma forse molto più
che si potesse ridere
- quando tutto è giù - ,
della voglia di piangere.

Ho scelto con fretta
quelle parole d'amore,
tanto, chi dà retta
alle faccende di cuore.
Ed ora che il tempo,
pare, stia per fuggire
- vorrei che in un lampo -,
tutto, potesse finire.

07agosto17

"La sabbia chiese al mare"
(canzone)

La sabbia chiese al mare:
"dimmi, mi ami tu?
Io, ti vorrei amare...
non resisto più!"
Il mare le rispose:
"cosa vedi tu?
Le stelle, mie spose
- la luna, ancor più -,
di te sono gelose
dal tempo che fu!"
- "Vienimi ad abbracciare
e perditi in me.
No, non farmi aspettare
con i miei perché!
Insieme danzeremo
con le onde di blu,
e non ci lasceremo
la notte, mai più!"
Ma il mare le rispose:
"ti vorrei amare,
ma come fan le rose
potrei straziare
i tuoi bei grani d'or.
Restiamo amici,
vincerà così l'amor.
Esser felici
e danzando in libertà
- come tu dici -,
forse sai, ci placherà !"

05.08.17

"Stupido orgoglio"
Nebbia e buio e catrame sotto i piedi
questa è la mia anima stasera:
amore, amore che non sei più con me.

Yet, it would be enough to say:
Stupid pride of this crazy day
Who took you away from me... away!

Il vento spazza cesti di parole
il cielo piange lacrime d'angoscia:
amore, amore che non sei più con me.

Yet, it would be enough to say:
Stupid pride of this crazy day
Who took you away from me... away!

Rotoli di pietre scendono a valle
e un fiume di fango allaga la città:
amore, amore che non sei più con me.

Yet, it would be enough to say:
Stupid pride of this crazy day
Who took you away from me... away!

Gli alberi urlano e s'arrendono al cielo
liberando foglie di fiele e sangue:
amore, amore che non sei più con me.

Yet, it would be enough to say:
Stupid pride of this crazy day
Who took you away from me... away!

"Mediterraneo"
E teng 'ncuntrato ajére
nu uaglione, era straniére,
e uardava 'ncopp'a praja
luntàn, all'orizzònte.
Teng ritte: "fràte che faje ?
Ij leggo, 'ncopp' a fronte
toja, tanta malincunïa !"
- "Ije? Ie veco a terra mia
vicin e oramaj luntàn:
core strinto rind' a mane.

E tu, tu dimme e' ro' sie
sí straniere comm'a mie
e malate e nostalgïa ?"
- "Ije, ie songhe italiane
cu a stessa malatïa
- nira nira e africane -
ca nun me vuò lassá chiú.
E veco nire, pur o blù
do Mar nuòsto amare,
scosso cumme a sti lampare."

E ije veco tanta gente
ca nun tene propeto nente
scappa 'ra famme o' 'ra uerra
- rind'a l'uocchij 'nzonno -,
ver int'a nòsta Terra
Paravis , è nun ò scuorno!
E o sango si fa amãre
a uardà e chistu mare
re 'tramente, mille fetente
se fann gròss 'ncopp'a sta gente.

"Tiembe ca passe"
E bambeniélle
arrete a nu pallone
e vècchiarélle
ngoppe a lu purtõne

Tiembe ca passe
ca passe e te ne vaje
si come o viende
ca nun s'afferma maje.

Ciele e mare
Song o stesse culore
doce e amare
come Ammore e Dulore.

Tiembe ca passe
ca passe e te ne vaje
si come o viende
ca nun s'afferma maje.

Sole e Luna
jucane a l'ammore
maje nisciuna
pò capì stu cõre.

Tiembe ca passe
ca passe e te ne vaje
si come o viende
ca nun s'afferma maje.

Ohi Marì, Marì
tu sï a nenna mia;
nun voglie ammurì
senza e tè: accusì sia!

Tiembe ca passe
ca passe e te ne vaje
si come o viende
ca nun s'afferma maje.



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