Poesie di Gian Luca Sechi


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Pensieri forbici
Una corda al polso
la tua
che mi vorresti migliore
all'altro braccio,
famiglia,
dovrei essere perfetto;
una corda alla caviglia
degli amici
perché sia sempre divertente
ed all'altra gamba
di chi ancora non ho incontrato;
tirato ad ogni angolo,
questa gravità che mi schiaccia
cado come sasso
nell'acqua
e saranno i cerchi
allargandosi
a parlarvi
della mia voglia
di volare.

Vedere il futuro
Ho tracciato
la mia strada
inventandola
metro per metro
ma questa nebbia
fa sì
che solo al posare
il piede
sia certo del mio passo
e sento
il rumore
della via percorsa
crollare
perché non mi è data
possibilità di rimedio;
che sia giorno
o sera
non posso sapere,
troppo incerta la luce,
ma credo che sentirò
la voci
laddove si incontreranno
tutti i sentieri degli uomini.

Paura
Non il dolore
nè la malattia
od il ricordo
e neanche
l'inesorabile
trascorrere
del tempo,
ma è la paura
ad ucciderci,
piano,
ad ogni minuto,
così forte
da non riuscire
a guardarci
negli occhi
e così grande
da farci tracciare
ancora confini,
sempre più stretti;
viviamo allora
nell'incoscienza
perché per quanto
lentamente
cerchiamo di far
battere il cuore
in realtà
stiamo già morendo.

Il ricordo
Specchio immobile
di lago
riflette ogni cosa
e ne scorgi
la perfezione dei dettagli
restandogli vicino;
ma nell'allontanarsi,
al tremare
di ogni passo e
della terra,
se ne increspa
la superficie
fino a che
non resta
a fissarti
solo acqua scura
in cui nascondere
il tuo dolore
ora così diverso
dal cielo.

L'amore respira
Il nostro amore
era fatto di vento,
la brezza leggera
che t'accarezza il viso,
che solleva le vesti
e scompiglia i capelli,
il soffio deciso
che gonfia le vele
che agita bandiere
nei giorni di festa
e la terribile forza
che piega la roccia
che strappa gli alberi
come aerei di carta,
che separa le acque
dalle acque
con potenza divina.
Il nostro amore
se n'è andato,
era fatto di vento
ed il vento
non si può fermare.

Ansia
Come roccia
cerco di affrontare
queste onde
ma la loro forza
mi chiude la gola
e mi spezza
il respiro
e con dita gelide
mi fanno tremare
e solo ai brividi
posso pensare
perché l'idea
non è accolta
nella mente,
non trova spazio
il presente,
solo questa urgenza
a spingermi
dove non c'è strada,
solo il buio fondo
dietro gli occhi.
Mi sento scivolare
nel burrone dell'anima.

Autunno
Nudo è l'uomo,
ciascuno lo può vedere,
con la pelle tirata
sulle ossa sporgenti,
cammina diritto
attraverso le strade
illuminate,
fiero del vociare intorno,
soddisfatto dell'attenzione
dei giornali,
delle televisioni;
da tempo ormai
son cadute
la dignità,
la pietà,
il rispetto
che lo coprivano
donandogli calore,
ma non come fronde
perché non ne nasceranno
i germogli.
Arriverà un inverno
troppo freddo
e sarà l'ultimo.

L'ala della fenice
S'è levata ancora
l'ala di fuoco
a coprire
il cielo
d'occidente
e muore
il giorno
per rinascere
più puro
e mai uguale;
e se solo
guardandolo
potessimo imparare
che c'è ancora
tempo per rimediare
agli errori
potremmo tornare
a chiamarci uomini
e fratelli,
noi che siamo solo
sciocchi passeggeri
convinti di guidare
il mondo.

Gara con il tempo
Il tempo
non si stanca
mai.
La gioventù
lo rincorre
lo raggiunge
lo supera,
ma lui
mantiene
il suo passo
e quando la vecchiaia
inizia a perdere
il fiato
si fa sempre
più vicino,
fino a tagliare
inesorabilmente insieme
il traguardo.

Lingua universale - Malinconia
Così profondo
è a volte
lo spazio
del mio respiro,
da contenere
tutte le idee
ed i desideri
d'amore e
così scuro
è il silenzio
in cui
quell'unica nota
vibra
con la voce
del mondo;
ma così difficile
è tacere il pensiero,
accontentarsi
di ciò che è stato
sfuggendo alla lama
di ciò che poteva essere.
Non è mortale
la mano
che suona in me
note così dolci
da non potersi
scrivere.

Senza corazza
Ad ogni passo
perdo un pezzo
lungo la strada
e tutto
il buono di me
resta impigliato
alle spine
lungo il cammino
ed ho paura
che non resterà
più amore
quando arriverò
alla meta,
perciò spero
che tutti voi
che ne avete
avuta una parte
possiate testimoniare
che in me
un tempo
albergava un'anima
e la bellezza.
E la fiducia.

Uomini
Distruggiamo
quello che non capiamo
o veniamo distrutti
dalla paura.
Amiamo
una volta,
bruciando fino in fondo
questo cuore
di carta,
ma non soffia vento
dentro la nostra carne
che possa
spazzar via
la cenere rimasta;
costruiamo
muri sempre più alti
e specchi ancora più grandi
per la continua necessità
di veder il riflesso
che ci aiuti
a distinguerci,
perché ancora
non ci conosciamo
e tutti questi tratti,
che portiamo
marchiati con orgoglio,
non ci allontanano
di un passo
dagli istinti
delle bestie
e solo alzando lo sguardo
o chiudendo gli occhi,
sentendoci
tutti ugualmente nulla
al confronto del cielo,
potremmo davvero chiamarci
uomini.

Dimentichiamo
Non per il ricordo
proviamo dolore,
ma perché dimentichiamo.
Dimentichiamo d'esser
stati bambini
rimproverandoli per un grido
o una domanda
e scordiamo i momenti
in cui stavamo imparando qualcosa,
certi, ora, di essere i migliori
nel farla,
dimentichiamo le cattiverie dette
e non quelle ricevute,
le promesse mancate
e non quelle mantenute,
ma solo per farle pesare;
dimentichiamo tutti
gli errori
commettendoli all'infinito,
dalla notte dei tempi
e la nostra anima
è macchiata.
Senza memoria,
senza domani,
continueremo a fare sempre
più luce fuori
ma sarà notte e freddo
dentro.

Sonno
Proietto immagini
sullo schermo
delle palpebre chiuse,
dapprima volontarie,
ma non schiave,
chè possano prender vita
senza attendere
il permesso della coscienza
fino ad oscurare
il reale
divenendo più vere
del vero
e di certo più sincere;
non vi sono
tracce dei suoni
del mondo
qui dove
non faccio fatica
ad essere me.

Buone azioni
Come lacrime bianche
cadono
in questo mare oscuro
e non v'è speranza
che possa
tornar candido,
solo grigio,
grigio che opprime
che occulta
che soffoca
e quanta cura porta
renderlo un poco
più chiaro
quando è più semplice
ridere e nascondersi
che piangere e affiorare.
Spesso si parla
di questa vita ingiusta
ed allora
smettiamo di volgere
altrove lo sguardo
perché possiamo
essere giustizia
in questo mondo.

Il sistema
Bussai
alla porta
della giustizia
e mi fu detto:
"Non sei abbastanza grande
per passare",
m'accostai alla porta
della verità,
vi era un cartello:
"Di questo ingresso
se n'è abbandonato l'uso",
proseguii e scorsi
una gran moltitudine
in coda
e tutti
non facevano che parlare
della meravigliosa possibilità
alla fine della strada,
ma ero troppo vecchio
e stanco
per poter affrontare
tutte le scale
verso quell'ingresso lontano
con sopra scritto:
"Speranza".

Dissolvenza in nero
Quanta attesa
ho sprecato
e quanta pace ora
qui, dove finisce il cammino
e la verità
è che non c'è differenza
tra me ed il percorso
perché io scelsi
le strade e non loro me,
come spesso m'è
piaciuto di credere.
Nessuna luce,
nessun immagine,
solo silenzio
senza dolore
e non ho paura
di lasciare ad altri
quel mondo
che temevo d'abbandonare
con tutte le domande
che tanto paiono banali
ora che finalmente so.

Paese d'infanzia
E' cambiata la strada,
ormai non si solleva
neanche più la polvere,
è cambiato il rumore
che entra dalle finestre,
incessante e straniero,
è diverso il vento
che non sussurra più dolce
ma insinua e scompiglia
parlando di cose
che di certo conosce
ormai meglio di me;
solo quelle rocce
mi ricordano, perché
troppo breve il mio passaggio
fu in questo paese,
quando correndo per le strade
dietro un pallone
ne ero il padrone
ed ora già mi sento
di lasciare ad altri
questo regno
dolce ed amaro ad un tempo
come gli anni perduti.

Delirio
Mi corrode, mi invade
come tremende ondate
di una marea schiumosa
e si porta via
la luce che era in me
e distrugge le sponde
della mia falsa ragione.
Mi sfinisce, urlo impotente
di un' anima divisa
in due parti uguali
in contraddizione, diverse
nel credere, le stesse
nel divenire una falsa illusione.
E sarà un' attesa snervante
che logora, inutile, lunghissima
come tutte. Stanno correndo in milioni
dentro me, non li fermerò,
pensieri, parole non dette, che in
un tramonto mi sarà dato di pronunciare.

A chi non ha pace
Un tempo
quando non credevamo
di essere padroni
di Dio
la morte
era cosa naturale;
abbiamo teso
tutte le nostre scienze
verso la sua
sconfitta,
come se fosse
davvero possibile
e anziché
imparare a guardarla
da vicino
siamo riusciti, allontanandola,
soltanto
a prolungarne
l'attesa
e la paura.

Estate
Bambino
il pomeriggio d'estate
s'andava a riposare
solo il tempo
per uno sguardo
al campo dietro casa
e mi faceva paura
e mai avrei voluto
trovarmi lì
nel calore soffocante
in cui pareva
nessuno potesse esistere.
Dietro i vetri
il ronzio delle cicale
mi trascinava fuori
col pensiero,
dove tutte loro
in una moltitudine informe
cantavano per sé
cercando di spiccare
sulle altre,
senza sapere che
sarebbe arrivato l'inverno
a cancellare i loro
inutili sforzi.

Parole
Noi che crediamo
di possedere il mondo,
dall'alto della nostra scienza
per cui ci sentiamo padroni
ricordiamoci
che tutto il nostro
rumore
tornerà a essere aria
e tutta
la nostra tecnica
polvere
e non basta
la facoltà di
parlare
per giustificarci
nel doverlo fare;
perciò torniamo a essere
uomini
perché intorno
io non vedo
altro che bestie
e vuoto
d'amore.

Ipocrisia felice
Penso
e in questi giorni
non è
cosa da poco,
tra tutte le cose
intorno
create per piacere
è l'unica
che me ne dia davvero
e poco importa
se è più
nel dolore
che trovo conforto
ma non riesco
proprio a vestirmi
di niente,
coprirmi la faccia
con un foglio
disegnandoci sopra occhi e sorriso
mentre sotto non vedo
e respiro
e vi sento
tutti
tutti
ad aspettare domani
finchè non
sarà già oggi
e oggi ieri,
finchè
tutti i giorni
saranno andati
e il foglio caduto,
appassito,
mostrerà allo specchio
un volto
che non conosco
più.

Musa
Se potessi cogliere
la poesia perfetta
allora, alla mattina,
ricorderei i sogni
e parlerei
dal mio inconscio
senza più dover
tradurlo,
senza significati
misteriosi che all'anima
sola appaiono chiari
ma in gola si fanno banali
e sarebbe come
poter allungare la mano
e afferrare tutto ciò
che si vede,
anche la luce
e con un passo
attraversare
il mondo
e le stelle,
sarebbe come
urlare nel fumo
e diradarlo
e servirebbe
a riportarti indietro
a quando
hai fatto di me
un grumo solo
di dolore e versi;
ma già mi accorgo
che non è in me
la capacità di scrivere,
ma in te
quella di togliermi
il bisogno.

L'amore
Siamo soli
qui
in questa moltitudine
in cerchio
a inseguire chi
ci sta davanti
senza raggiungerlo mai
sogniamo sempre
qualcosa e
quando la prendiamo
cambiamo noi
o il sogno.

Bolla di sapone
Con un soffio,
gesto così delicato
e spensierato,
hai voluto crearmi
e per diletto
hai continuato a guardarmi
mentre il tuo respiro mi allontanava
e, mentre ancor vicino,
specchiavi il tuo viso
ero felice del tuo sorriso
senza capire,
perso nel volo
sempre più lontano
bramando il tuo tocco;
senza sapere
che mi avrebbe ucciso
in un istante
giacchè non ero
per te
che uguale
a tutte le altre.

Natura umana
Fuggi da me che vuoi gioire
malinconia è il mio stato perenne
torna se ti sentirai di soffrire

allora non sforzerò per capirti
vedendoti solcar dal dolore
parlerò per mancar di ferirti

or di sorrisi non faccio emozione
già non suscitan altro che rabbia
certi li contan come evasione

e rinviene la frase famosa
che trovai sì tanto profonda,
vera e non proprio giocosa

un amico che soffre fa male
empatia la dice la scienza
io la chiamo natura banale

ma il difficile è l'esser contento
dell'amico quando ha fortuna
senza udir dell'invidia lamento.

Pace in terra
Guardo il tramonto
l'orizzonte bruciare
nella pace della sera
e m'inondo di luce
scoprendomi buono,
in pace con tutte le cose.
E vorrei lasciare il mondo
come lo intendo ora da adulto
e camminare senza passato
verso quel grande fuoco
nel sogno che tutti
possiamo incontrarci lì
travolti dall'amore
senza denaro, senza guerre
fratelli come siamo stati pensati
da un Dio
che non può non esistere
se esiste un mondo
così bello
fuori e dentro di me.

Vuota
Mi sento sfiorire
nel pieno degli anni
e non è questo il modo
non è questo il mondo
che preparavo per noi
senza accorgermi
che un noi
per me
non è mai esistito,
perché ti ho creata
a mia immagine
così come mai sei stata,
a misura dei miei vizi
piena di poesia
la mia.
Con le mani
mi son chiuso gli occhi
e con la bocca
ti ho soffiato pensieri
gonfiandoti l'anima;
ciò che è nato
credevo fosse frutto di noi
ma un noi
per te
non c'è mai stato.

Un sogno piccolo
Ognuno
coltiva dentro sé
un sogno
e spesso
non cresce
ma si secca
e resta peso morto
sui giorni uguali;
i grandi s'illudono
su piani universali
mentendo agli altri
e prima a sé,
i piccoli
si infrangono
su sogni minori
e il dolore nasce
dalle spine
della pianta morta
che era seme
di speranza.

Il canto della sirena
Sottile e increspato
o dolce creatura
lontano ho viaggiato
e non conosco paura
di terra, uomo, cielo
ne ho visto le forme
dagli occhi ho tolto il velo
nel sentiero le mie orme.
Ma quale voce potente
seta, roccia, mai uguale
che nessun mortale sente
e così vera appare
muta, brillante lama
di sole nel temporale
luccica, è di squama
o miraggio del male?
Canta, nascosta al giorno
guidami nell' oblio
perchè è da questo mondo
che desidero l' addio,
non morte, nè dolore
cullami nelle tue note
mostrami l' amore
nelle mie stanze vuote,
ma non siano di rabbia
i versi tuoi sublimi
e coprirò di sabbia
coloro che per primi
hanno scorto tra le onde
una figura misteriosa
che fugge tutte sponde
e di creder non si osa
e la mia sarà certezza
di tenerti sopra i flutti
e con semplice carezza
cancellare ciò che tutti
han voluto che tu fossi
solo voce, niente corpo
perchè dall' invidia mossi
e grazie a te io son risorto
e te guardo, tu sei vera
e i miei giorni potrai cantare
ma ricordati alla sera
non ti lascerò più andare.

A Dio
Ho scavato solo
per trovare
roccia e
ho nuotato
pensando di riaffiorare
arrivando sul fondo
e credendo di volare
precipitavo,
sono qui e
mi arrendo,
ti prego,
amami e
lascia che per una volta
io lo senta.

Le tue azioni
Dovrai affrontare
prima o poi
quello che verrà dal
tuo agire
e se non avrai imparato a
crescere nei giorni
che ti sono stati concessi
lo farai in quell' attimo
in cui
ogni goccia che avresti
affrontato come scherzo
lasciandola scivolare
sarà unita in
un' onda
e pianterai bene i piedi
a terra per non cadere
che ironia
proprio tu che
pensavi di poter
sempre
volare.

Rane
Nello stagno
a sguazzar contente
convinte ognuna di
possedere la verità
lanciamo le
nostre grida al cielo
dove non arriva
che un indistinto
brusio.

Di vita e...
Forse quand' io
avrò capito e
quando questo rumore
sarà esausto
tornerò nel silenzio
ove non sarà gesto a
scatenar brusio e
ogni umano affanno
sarà placato. Un
mondo nuovo o anche
il nulla in cui errare
vuoto di questioni, silente
di finita incertezza, sarà
la medesima cosa, una
porta da un breve sentiero
puntellato di lucciole fioche
terminante nella sala radiosa,
nell' immobile danza della
assoluta certezza. Voi che forse
non sperate questo, fatelo per me,
poichè non importa la durata
del nostro incespicare, ma che un
giorno, finalmente, poss' io esser preso in braccio.

Fortuna e volontà
Siam sempre pronti
a volare
affidandoci a
una flebile brezza

convinti che ci
possa sostenere

siam sempre pronti
a saltare
credendo in
due deboli braccia

certi di
poterci aggrappare

a volte la brezza
è uragano

a volte la forza
la scoviamo

sempre respiriamo
a volte viviamo

Passanti
Se davvero
avessi saputo
che non ti avrei
più rivisto,
forse avrei pensato
ad un saluto migliore,
più sincero,
più commosso,
ma troppo spesso
ho dato per scontato
il controllo sulla vita;
ed ora che ricordo
quell'ultimo giorno,
dopo anni insieme,
d'amicizia, di scuola
o di complicità,
mi chiedo
come sia possibile
d'improvviso voltarsi
e passare oltre.

Sardegna
È facile
amarti d'estate,
Madre,
ma io
ho visto
i tuoi inverni rabbiosi,
gli scatti d'ira
trasformarsi in vento,
le urla dei fantasmi
di alberi piegati
e supplicanti il cielo,
la solitudine delle strade
deserte ad ogni ora
e le spiagge vuote
e lisce come lastre
d'avorio;
questo amo di te,
Madre,
non la luce giocosa
ma il tuo respiro sincero
all'unisono col mio.

Farfalla
Guarda quella casa
è da lì che vieni
ricordi, dentro, il suo calore
avvolgente e materna culla
in cui si formò il tuo spirito
senti quella voce
pensavi di non aver mai
udito prima
e ti ha guidato su
vie mai percorse e ne
avevi perso la speranza
guarda quegli occhi
è te che cercano
finalmente è il tuo amore
che bramano, ora sei
nato per il mondo
e ora già devi andare, morto
perché non è più
la tua casa
la tua voce
e i tuoi occhi
solo, per un attimo, uno
sbatter d'ali hai volato
cadi nel nulla ad
attendere, per la vita, la vita.

Storia di molti
I tuoi occhi di luce
m'accecarono,
m'ammalò
la tua parola di vento,
perso
nel bosco dei respiri
vidi il grandioso tempio
e ne divenni padrone
solitario,
geloso del possesso;
ma cieco, malato e perso
non seppi mai che
il suo nome era Illusione.

Ogni notte
Ciò che non posso vedere
non ha confini.
Nel buio
del mio letto,
occhi aperti,
scopro
lo spazio
oltre le stelle;
ed è reale
più della luce
delle giornate
che potrei affrontare
ad occhi chiusi
nell'attesa
di scivolare
in volo leggero
all'arrivo
del sogno.
Libero solo
quando lascio il pensiero.

Io esisto
Se mi ricordi
se porti il mio segno,
fa che lo sappia,
anche un piccolo cenno
che non dimenticherai
perché tutte le tue onde
hanno smorzato gli spigoli
e non ti potrò più
graffiare,
non sarò più
con te
e saperlo
e farlo mio
non saprai mai quanto
fu difficile
perché mi nascosi
al mondo
in un angolo della mente,
in fondo ad un cassetto
che aprirai
non per cercarmi
e senza volerlo
mi ritroverai
e volterai lo sguardo;
ma queste parole
ti aspetteranno
quando tornerai
da me
che ci sarò sempre.
Io sono
il passato.

Soldati
Sottile il confine
a dividerci
dalla risposta
ed a volte
gli fummo così vicini,
senza saperlo,
convinti
che non fosse
ancora il momento;
ma infine,
passata la linea,
ad ogni minuto
scordammo
tutte queste cure
ed anche perché
tanto ci fecero paura
e questa vita,
questo mondo,
fu come un cerchio
ad ogni minuto
più piccolo
mentre ci incamminammo
nell'eterno.

Incoscienza
Mi diverto
a giudicare,
guardarti correre
e fermarti
stordito
con l'illusione che
sia davvero
il mondo a girare
mentre è solo
una ruota
nella tua gabbia.
Mi diverto
a disprezzarti,
ma se avessi
la forza
d'uscire da me
capirei la mia illusione
di libertà
vedendomi sporgere
lo sguardo
oltre le mie sbarre
in questa trappola
che ho chiuso felice
senza possederne
la chiave.

I giorni difficili
Non sono stanco
ho bisogno
di fermarmi
perché sento mancare
il fiato,
a volte il respiro
è difficile da prendere
e la parola
da lasciar andare;
seppur giovane
di cose ne ho viste
e anche loro
mi han guardato
negli occhi
ed ognuna
s'è abbattuta
come scure
su tronco
che pareva invincibile;
ma già sento il legno
gridare e lacerarsi
mentre cade,
muore,
brucia.

Non dimenticare
La sento
è là fuori da qualche parte,
così lontana
eppure appena aldilà del vetro,
perché è nel tempo
impigliata
alla mano di chi
non la conosceva
e le ha donato un anno;
la vedo
appena aldilà del buio
quando chiudo gli occhi
e c'è la sabbia
fresca alla sera
e il rumore delle onde
e parole d'amore.
No, quelle non riesco
a sentirle più,
non sono quelle banali
del cinema
ma è il suono che hanno
le frasi più semplici,
dato da chi è felice
e dietro queste palpebre,
dietro questi vetri
mi piace ripetermi
di essere libero,
ma perché allora
questa paura
di due ombre
che non conosco più?
Ombre unite
di persone divise.

(Omaggio a Jeff Buckley, ispirata da Forget her)

Scegliere
Continuare ad accusarti
è come accusare
il sasso
che la mia mano
mi scaglia addosso;
colpevole fu il corpo
che ti scelse
ma ancor di più
la mente
che avvallò
e mentre cerco
di riordinare i frantumi
sono certo
che tra i pezzi
mancherà il coraggio
perché non era neanche prima
nell'intero.

Nessuno mi conosce
Solo la pelle
mi impedisce di fuggire,
questa pulsione all'infinito
che ogni giorno mi strattona
è una strana malattia
che con terribile dolcezza
mi consuma
e se davvero non
usassi le parole
forse sarei un pazzo
o un maratoneta
o un barbone
o un assassino
alla continua ricerca
di qualcuno con cui parlare,
senza voce,
qualcuno che
nel guardarmi negli occhi
mi riconosca
senza sapere
il mio nome.

Ode al dolore
Cancellare
il dolore,
come le onde
sulle orme,
forse
ci renderebbe liberi,
come bambini
prima della parola,
cambiare
le scelte,
guardando il domani
dall'alto senza nubi,
forse
ci aprirebbe gli occhi,
come al mattino,
dopo un lungo sonno;
ma davvero vorremmo
vedere al posto
di questa nostra casa
di lacrime, sangue e rimpianto,
un campo vuoto
e incolto?
Siamo ciò che abbiamo
visto,
l'aria che abbiamo
respirato,
le persone che abbiamo
perso
e per ciò che riusciamo
a provare,
forse,
ne è valsa la pena.

Immagini in rete
Vedo le foto
in cui gli altri sono felici
ed io lontano
non sono più del loro mondo,
eppure c'è stato un tempo
in cui non avrei immaginato altro,
c'è stato un tempo
in cui avrei dato tutto per partire
e sono qui,ora, a sperare
di tornare indietro
e maledico questa
debole umanità
che mi obbliga
a non essere felice
e a desiderare
quello che avevo
o che potrei avere
e mai
quello che ho,
che mi obbliga a continui
compromessi col futuro
per la paura
di restare solo
e che mi obbliga
a fingere che niente
mi importi,
perché in questo mondo
moderno e connesso
non mi è data la possibilità
di mostrare paura.

Cambiare il mondo
La poesia
deve essere levigata
come un sasso di fiume,
chè non abbia
nel leggerla
da graffiarti la gola
e possa scorrere libera
nello spazio
di un respiro,
inspirare,
leggere,
espirare
e nel passaggio
dovrà spalancare
le porte e gli occhi
perché nel farla tua
avrai cambiato il mondo,
sarai uno con chi
l'ha scritta,
uno con chi
prima di te
l'avrà letta
e non sarai più solo.

Un altro tempo
In un altro tempo
come chiesa
ti avrei consacrato
la mia anima,
ma non qui e non ora
perché non sei la prima;
in un altro tempo
per esserti grato
non avrei avuto passato
ma solo un presente
vestito di sogno,
ma non qui e non ora
perché non sei la prima
perché quel tempo
è già stato,
l'anima è profanata
la chiave è perduta
il sogno svanito
e i giorni ormai
sono acqua torbida
sopra il letto del fiume
del ricordo.

Clochard
Nessuno mi conobbe
in questo mare di genti
perché guardarono le labbra
invece degli occhi
perché sentirono il rumore
invece delle parole
perché aspettarono il prossimo
che mi tendesse la mano.
Nessuno ebbe attenzione
per i miei gesti evidenti
perché aspettarono il tempo
invece di andarlo a cercare
perché nascosero il cuore
disimparando ad usarlo
perché affrettarono il passo
ognuno sul suo binario normale;
e così
nessuno mi conobbe
o mi vide tremare
ed io morii solo
sotto miliardi di stelle.

Un istante di verità
È grido che strazia
dal fondo della gola
non ci sono parole
oltre la mezzanotte
finchè le cercherai,
perché senza squarciare
non dovranno uscire
e la verità ti strapperà
gli occhi,
il suo vento ti inchioderà
al muro
dicendoti: "Eccomi,
non mi cercavi?"
e non avrai mezzo
per fermarla su carta
piccolo uomo
condannato a dieci dita
che mai arriveranno
al cielo
una lettera dopo l'altra
a formare
un grande, spazioso,
tremendo cerchio
senza uscita
perché non ci sono parole
oltre la mezzanotte
e tutto svanisce
come i sogni all'alba.

Scrivo
Scrivo
perché non so volare,
è come al sentire
un colpo improvviso,
quando chiudo gli occhi,
perché
non ho altro modo
di affrontare
ciò che non controllo,
come quel gorgo scuro
che mi risucchia le viscere
quando non sono preso
dalle indispensabili
cose inutili
di ogni giorno.
Scrivo
e neanche lo faccio bene,
perché non so dipingere,
perché non so suonare,
ma questa penna
che buca il foglio
lascia passare l'aria
che mi serve
per respirare
la mia vera vita

Anni insieme
Non sono buono
per quanto mi piaccia
crederlo,
mostrami
il tuo lato
più dolce
e lo colpirò,
dandoti la colpa
della mia crudeltà,
facendomi scudo
dei miei difetti,
ovvia conseguenza
della tue mancanze,
soffocherò in gola
ogni parola
di incoraggiamento,
per farmi forza
con la tua fragilità,
per vincere questa
guerra,
che non so quando
iniziò ad andare
contro tutte
la mie promesse.

E' difficile parlarvi
La mia poesia
è fatta di fumo,
una nube di colori,
ma di per sé
trasparente
e profuma di
tutte le cose
delle quali
ho sentito l'odore
e tutto ciò
che posso
è affondarci le mani
che ne restano pregne
e non riesco a
imbottigliarla
o chiuderla in scatola
perché per quanto
il tappo sia prezioso
o il fiocco elegante,
solo in pochi
non vedrebbero
che una bottiglia
ed un pacco
vuoti.

Vivere oggi
A volte
di notte
questo cielo
che mi sovrasta
è estraneo
e questa terra
che respira
parla una lingua
oscura, straniera
e corro
senza un perché
inseguito
da desideri
che non mi appartengono
e non riesco nemmeno
a parlarmi,
in ascolto rapito
di tutte le voci
intorno che vogliono
raccontare la mia vita
senza saperla,
imponendomi sogni falsi
e inutili;
ma poi, a volte
al mattino
nel sole, nel vento
e nel silenzio,
per un momento,
sono ancora io
e sono libero.

Primo amore
Era disarmante
la sua bellezza,
il suo guizzare
con tutti i suoi colori,
t'avevano detto
che bruciava
ma prima o poi
dovevi provare
ad afferrare il fuoco
solo un attimo
prima dell'urlo
di tutti i nervi
sconvolti da un dolore
che non avresti mai concepito;
eppure ancora
non te ne puoi staccare,
perché lontano
è buio,
perché lontano
è freddo
e ne conserverai il segno
di quando stringendolo
già ti sfuggiva,
lo desidererai
sfiorandolo,
per sempre,
che in fin dei conti
è solo una vita.

Le parole nascoste
Forse
se questo pugnale
non l'avessi tenuto
stretto per la lama
e l'avessi usato
per ferirti
allora il suono
della tua carne
lacerata
sarebbe riuscito
a mutare
i miei pensieri,
ma ora
questo pugnale
è penetrato
nel profondo
e non può più
essere estratto;
per questo non c'è
un domani diverso,
per questo ti
dico addio,
perché possa smettere
di inseguire
la luce che ruota
per dirigere il mio
naufragio
sugli scogli del faro.

Anima
Il vaso che t'ho donato
t'ho detto
abbine cura!
Gli hai appena
dedicato uno sguardo
e l'hai posato
in bilico
tra le correnti
finchè un soffio
l'ha spinto in frantumi
e ogni pezzo
si è nascosto
così in fondo
negli angoli bui
dove gli occhi
non arrivano e io
ci ho provato,
devi credermi,
a sistemarlo
e a quante ho
chiesto un aiuto:
un pezzo in una vecchia canzone
un pezzo in un quadro oscuro
un pezzo in una foto sbiadita
e tutti quelli che ritrovo
in un profumo, un rumore
in ogni mia poesia.

Compleanno 12-2
Un altro anno,
ho smesso di festeggiarli
quando non ne ho visto
più la differenza,
ho sepolto la meraviglia
sotto manciate di argilla
e so di non essere cresciuto
ma di aver cambiato solo
forma
e vorrei scavare
ritrovando quel bambino,
dirgli
di non imparare la parola cinismo
perché gli potrebbe
piacere,
vorrei dirgli
di lasciare almeno una spiraglio
quello da cui vengono
i nodi in gola
e le risate senza motivo
perché è l'unica fonte
d'aria
per cui l'anima
possa avere la voce
per parlarmi,
per parlarti,
per parlarvi
ancora.

Il mio paradiso
Non è il destino
a scegliere per noi,
ognuno prende le sue decisioni
è il fatto che non coincidano
a separarci,
perciò non aspettiamo
miracoli
e ricompense
siamo qui per trovare
e perdere
trovare e perdere
fino alla fine;
così, come chi
lungo la strada
ci troverà
sappia di doverci lasciar andare,
anche noi siamo
consci del fatto
che niente ci è affidato
per sempre
ma lo dovremo rendere
un giorno,
è la nostra prova.
E' tua la scelta di andare
è mia la condanna a restare
in attesa di trovarti
nel sogno dei miei vent'anni
che immagino sia
il paradiso.

Speranza
E ora che ti ritrovo
dopo aver creduto
di essere riuscito
a perderti,
dopo la distruzione del mondo
e tutta la rabbia
e anni di cecità
mi viene da chiedere
le solite cose banali
e quanta gente avrà già visto
le stesse cose;
come posso credere che sarà diverso
per me,
non ho più la forza
perché solo finzione
mi aspetta
e penso con sollievo,
da non credere,
a quando sarà finita
questa recita
dove non mi è concesso
di avere l'unica
cosa al mondo
che vorrei
e non mi illudo certo
ma non smetto di sperare
quella insulsa, maledetta, tremenda speranza
che non so da dove venga
così che la possa
soffocare, schiacciare e dirle
di lasciarmi andare
qui o oltre
dove possa essere libero.

Amavo
Strappami il cuore
ti prego perché
non smette di dolermi
e pulsare
come se pensasse
davvero di
aver ragione
di me che già tante
ne ho messe a tacere
di voci
tutte le volte che
presuntuose
predicavano il mio bene
non mi conosce più
pensa davvero che sia ancora
quello?
Quello, debole e inesperto
illuso povero stupido
continua a dirmi che
c'è davvero qualcosa che
dura per sempre
no ti avevo creduto
strappami il cuore
perché ora
così forte
non mi serve di certo
incapace di usarlo.

Innamoramenti
Sono nato in primavera
nell' aria profumata
sotto il sole che non brucia
tra il giallo, il verde, il rosso e l' azzurro
com' era dolce quella primavera
in cui, solo, lungo la strada
non riuscivo a sentire più il tempo
come se non esistesse,
com' era dolce quella primavera
e com' è lontana ora
mentre affondo le gambe
nella neve e sento
le ossa dei morti
spezzarsi sotto i piedi nudi
e ferirmi con miriadi di schegge
perché non li debba dimenticare
e voglio pensare che siano sterpi
e voglio credere di poter guarire,
dovrò tagliare i miei piedi
perché il freddo dell' inverno
mi costringerà a perderli
e carponi la prossima primavera
sentirò da vicino
il profumo dei fiori
e sotto il giallo e il verde
e il rosso, così vicino, scorgerò
le tombe malcelate e saprò che un altro
inverno mi attende
e ancora, per il gelo
perderò le gambe e le braccia
solo il tronco resterà a primavera e
sarò disteso sopra quelle ossa
sotto quello splendido
ingannevole tremendo azzurro,
così mi coglierà l' inverno pietoso
e non sarà più niente di me
solo il suono delle ossa
che si spezzeranno
sotto il passo
del prossimo illuso.

Passi
Perché quel nostro
perpetuo e immoto
avanzare
non è che l' attesa
di un ritorno.

Al poeta
Non cerco approvazione
prostituendo la mia mente
per due soldi di gloria
gettati dall' alto come
spiccioli ad un barbone
solo per toglierlo
di torno e guardare altrove.
Più alta
è la mia mira
avvicinarmi a Dio
creando in voi la vita
che sto provando io
travolto da un pensiero
che saprebbe di assoluto
se non fosse che poi scritto
è tuttaltro che infinito.

Addio
Vive e respira
si muove e m' oscura,
parla con voce possente
il padre del mio presente,
benché ingrigito, lo sguardo spento,
mai domo e implacabilmente lento
racconta di cose che non voglio udire
a me che sbircio nell' avvenire.
Delle due ombre unite
una sola di due vite
è restata, ma l' altra,
fredda, dolce e scaltra
s' allontana su strade assolate
dimentica di troppe vane parole gettate
nel vento di travolgente trasporto
di quel sentimento mai morto,
brillante lezione d' esperienza
che accresce d' indesiderata sapienza
l' animo mio attonito e smarrito
ormai schiavo di desiderio impazzito.
Con gli occhi aperti aspetta
colmo d' insoddisfatta fretta
il risveglio dell' antico carattere,
strenuo e saggio nel sapersi battere,
contro gli affondi dell' avverso destino
che avevano fatto d' un bambino
un ricercatore di gioia sicura
contro la lacerante paura
che accadesse in questo volo
di restar per sempre solo.
Ma che sia questo lo stato,
ironia e risa del fato,
che potrà farlo tornare
come prima e mai uguale?
Ha pianto, riso, cantato,
scritto, detto ed urlato
nel buio e nella luce viva
fors' anche mentre dormiva
con la mente ha creato contorni
del dipinto in cui i suoi giorni,
pressati dall' infinito bisogno
si son fusi col vero sogno
d' aver trovato una pace sincera
che scacciasse la notte più nera
dai ricordi di chi nel dolore
cercava solo di dare l' amore.
Illusione, è soltanto questo,
ve lo dico con sorriso mesto,
che ci aspetta nel nostro affannarci,
della quale solo possiamo accontentarci
e perderci, dimentichi della finzione
trovando unica consolazione
nel reciproco convincimento,
di due spiriti vero giuramento.
In vero, tu che non volesti credere,
sappi che non sconfigge perdere
per quanto possa esser strano
ho la vittoria su ogni piano,
poiché, disperato e sincero, non fui io
colui che, libero e primo, disse addio.

Nel profondo
Sinuose voragini
tra opprimenti volte e
soffitti infiniti puntellati di
cime contorte capovolte e
gocciolanti sudori gelati puri
di luce negata s' estendono in
corridoi cupi e levigati dai
pavimenti sfuggenti incorniciati
da tele di ragno deserte come
il luogo disabitato che collegano
al pensiero di una vita animale.
Scricchiolano, cigolano, tremano, fremono
tra aliti bollenti spinti dalla
gola bruciata da un' aria vecchia
e morta e lo scheletro dell' anima
che ha penetrato questi anfratti
indica il groviglio inesplicabile in
un gesto inespresso che condurrebbe
alla meta, la fine della ricerca
estenuata stillante sangue dall' unione
divisa in lacrimata speranza perduta
verso una luce che non volesti raggiungere
per l' oscuro mistero di poter essere vivi.

Piccola confessione notturna
Odio questa fragilità
che mi infrange anche
sulle piccole cose,
come onde sugli scogli,
senza però col tempo
modellarle;
odio restare nascosto
dietro questo atteggiamento
e violentarmi per
non mostrare debolezza,
ogni attimo
sempre uguale,
convivere con il desiderio
ansioso di cambiare
e la certezza di
non farcela
eppure quando vi guardo
non scorgo in voi
nessuno di questi
tratti,
ma neanche voi
riuscirete mai
a trovarli in me
perché,
pur disprezzandovi,
non riesco ad essere
che come voi.

Proverò a fermarti, amore
Lame di luce
i tuoi occhi come creta
hanno modellato
il mio sentire fragile
da indifferenza ad abbandono
e ogni tuo espirare
mi ha allontanato dalla
terra sicura
e perduto tra i flutti
del mio orgoglio in tempesta
ti ho eretto statue d' oro
nelle piazze della mia cecità,
a te nuova padrona dell' avvenire
signora di un arrendevole regno.
Forse ora credi davvero
di poter fuggire dal male
ma ogni tuo battito è
un grido,
perchè hai voluto crearmi?
Ogni mia parola è un anello
della catena che ti
legherà a me, inconsciamente libera
ed io, per la vita,
prigioniero.

Vento
Immenso,
caldo e sconfinato,
bianco puro desiderio
intrappolato dietro le parole e
i gesti timidi e
allungare le braccia
per gioco mai così serio
e paura di rompere
un equilibrio così fragile
mi hai voluto accompagnare
e ti guardavo
senza niente sapere
leggero soffio di vento
così potente da aprire
il cielo, così
deciso da tracciare
una strada
da sponda a sponda
più vera di un ponte
e più forte del mare
che a noi si è
dovuto arrendere
e ci sarà sempre
amico, testimone
di una storia
portavoce millenario e
fidato, mi racconterà
di te, ti
racconterà di me e
unirà per sempre
le nostre mani.

Noi
Ho visto mille luci
balucinare sottili in tremuli
soffi, perchè
il vento respira e
più tendi l' orecchio
più lo fai soffocare e
ho cercato di non capire
di sfiorare quell' attimo
per portarlo via o
farmi trascinare, un salto
a braccia tese e
grida di rabbia, gioia
dolore che sono
solo modi di vederlo
questo mondo che
mi assale, spaventa,
i suoi occhi vuoti puntati
e non riesco a tremare,
piccolo e grande
poeta dell' incertezza, ho
vissuto di silenzi e
le ho sentite parlare,
le correnti, soffici e salate,
lacrime di compiacimento
ho ondeggiato sulla mia
zattera di orgoglio, e blu
e nero e argento il riflesso,
dure le rocce e le sabbie,
ma dall' alto del volo
così distanti da noi.
Noi, dividiamoci il cielo,
è nostro e se non basterà lo
riuniremo per poterci vivere e
sempre e mai, prima e
dopo, più della vita saremo
tutto, tutto, oltre i colori
del tempo.

Voci
Ombre grigie, di
idee spezzate a metà
turbinanti e sfuggenti
di un sorriso che non tornerà
espressioni sprezzanti
di affilate lame di pioggia
più rosse della ferita
che aveva fatto crollare
palazzi di sabbia invincibili
contro soffi di tempesta
quando bastava una lacrima
per sciogliere il volto duro
sotto quella maschera allegra
con gli occhi chiusi.
Cime bianche irraggiungibili
mari troppo bui sono
solo piccole cose perchè
nel loro silenzio bisbigliante
s' odono frasi sconnesse
consigli d' inutile buonsenso
petali di un fiore nato
in una notte e nessuno
che lo stesse a guardare.


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