Poesie di Enrico Tartagni


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Il Pettirosso
Nella chiara mattina
sconfina la rugiada nella brina.
Splende nel gelo il pettirosso.

 

Foglie secche
E domani è un altro giorno.
E stavo pensando al domani
perchè sono strani i pensieri
son domande nel passato
che hanno risposta già da tanto deposta
poi vedo e m'accorgo che
che ora non c'è più nulla da fare
se non controllare delicate foglie secche sulla strada
scansarle non calpestarle loro son vive io no
e contare le loro tante caselle
e vedere se tutto è al suo posto
un ordine straperduto in un extra spazio nascosto
e il pensiero che mi chiede: dove vuoi che io vada?
Insistente non vuol perdere il senso.
Resta qui! di la non ci sono più le nostre amate stelle
resta con me, che con te tutti i miei domani raccolgo.

 

Dejavù
La bolla d'aria
riempie il cielo
in tutto il suo spazio
ed esplode.
Il respiro n'espande il mondo
irriconoscibile
s'adagia sulla terra
morbido
ne cerca il profumo
lo riconosce
già vissuto
era già stato visto come eteree onde.
Gentile
esplora un cosmo
per darne un altro
e nasce il fiore
già rinato
era già di là
per riempire e riempire e riempirne la bolla.
Dimenticherò
la pianta instabile
dell'inizio d'ogni amore

 

La Coscienza di Zeno
Stesso parallelo
stesa meridiana
da parete al Sole.
Al suolo
non ci incontreremo mai
saremmo come la siepe
steli alti sino alle stelle
piegati fili di spighe
intrecciano ciuffi di menta
ai fossi.
Oggi ho un arbusto di biancospino
che accompagna il mio cammino
spine sulla pelle alle mani.
Oggi piangevo
pensavo ad Italo Svevo
al mastodonte per leggerlo gli dico
aspetto il soffio del vento
sepolto dalla valanga del monte
o dal fischiettar del merlo
che volando sento.
Oggi ho occhi con gocce di lacrime
e di coscienza
il meglio è farne a meno.
Male soffrire in partenza d'amore
come Zeno sa fare.
Nel lungo parlare
in terra non guariremo mai.

 

 

Morire d'Estasi
Non prevedo un Massimo decadente di routìne
ne un mite impavido d'amore Palladìn
d'acqua di pioggia qui fuori dall'asfalto sìno ai campi ne scorre in abbondanza
così dalla finestra io rischioso mi rigiro a riguardar la stanza
ci sono i quadri due comò con i ricordi con su della Lladrò le sue statue
un telephòn e le luci ai comodini baluginanti vacue.
Stanno lì.
Morire d'estasi se fuori piove
è come dell'Amore fare le ultime prove

 

Gita a Livorno e Dintorno
Hai problemi surreali!
Ti fa male fare dei tramonti i viali!
Fèrmati ai cipressi piantati da me alla griglia
che lassù mangiamo di Livorno sugo e triglia
ripareremo con minuti baci le valvole dei cuori
bevendo d'edulcorato Bolgheri doc
aroma e ardore.
Poi io professor enologo ti rimando indietro
ove cucinerai uova alla qòc
pulirai di Vetril alla finestra il vetro
e tutto il resto ti farà un gran bene

Alla Stazione
Sono in quella fase alternata
tra porte
e corridoi da marciapiede:
portare il rigido bagaglio
alla stazione sconosciuta di partenza
o millantare un testo da abbandonare in sala d'attesa
s'un sedile impavido da stazione d'arrivo?
Ma, no,
prima aspetto d'insistenza che un Sole
sappia trovare un'alba in un altrove
tra i tanti buchi d'Universi
per scoprirne discendenze alternative
poi, si,
forse ricordare e dimenticare
e portare a spasso al guinzaglio
subdole orbite sbandate tra quella stazione e l'altra
consegnandole a spiccioli nomi
e, dopo,
infine avrò il tanto Tempo che ha una linea retta
che va in la e non sa e mai sa
di rincorrersi nell'esatto Nulla
che intrattiene in se tutte le Stelle

 

Una farfalla sul muro della notte
Farfalla della notte
posi i miei deliri sul tiepido muro
senza Sole.
Se seguo la linea del tuo volo
imparo quanto sia
inconsistente maquillage
il peso del sogno
e dei suoi colori.
Le tue ali di Dea senza respiri
sostengono il devoto ruolo
punteggiare di scarti la via
spolverio di scintille impreparate
scaturite dal nulla
dalla culla di tanti
piccoli amori

 

Ombre, e virgole, alla finestra
Sono soltanto virgole, ottuse, fra le mie ombre.
Sto come l'ombra sul mare in tempesta,
sto alla finestra,
volgo la testa,
sporgo lo sguardo dal confino vicino,
riposo pendenti le mani, che non sanno più scrivere,
al davanzale e, fuori, per asciugarle nel dolore,
c'era la brezza
e sapevo, che ne avrei adombrato il profumo dal mare.
Per non pensare, ne blocco le onde,
alla mia ombra,
dal mar del Pacifico fin sopra le Ande,
e vedo,
i tuoi occhi imperiosi, da questa finestra,
tra le ombre del cielo in tempesta

 

Ad Elany
del resto Elany Zen
non mi rimane nulla
meditavo: ho un peso che gli anni non sanno
è quello che manca al tempo, appunto
rimarchevole pensiero
e poi, guardare in alto sopra il cielo e vedere tutto nero!
il mondo non ascolta i cuori
non ne ha il mestiere e il senso
e i desideri non sanno d'avere il peso dei miei anni
ma starò qui a sognare
forse mi dirò: sei un piccolo bambino!
medito
ma non chiedo più della mia mamma
il passato non mi chiama
l'ho consunto
nel compenso
lascio crescere l'amore
che alla cima alla fine m'avvicino

 

L'infinito
Un cielo è
la finestra aperta sul mare dei miei miti
distopica apertura di persiane
la scia dell'aria mi fa
di dura tempra
il vuoto
indecifrabili molecole
motivo
apnee
colori da make up
considerazioni sul restauro strutturale
scala
me=
lo=
di=
ca
dei ritmi
do
energia allo strale musicale
i miei colpi al ...
al cuore ... tum ... tum tum ... tum
sistemano frequenze dal pensiero
la forza nuova che ricama
il sesso al sentimento
ecco che sei lo smalto alle mie tracce
lo sky a lembi azzurri che riflette
pixel d' aria viva
dispnea
ecco la mappa dei sintomi distonici
voli nell'hotel dans le ciel d'elettroni da finestra

Preghiera, di un Soldato... (ex) ad Ago
Ascolta
e guarda piano, lontano,
abbiamo tempo per capire
in un Tempo che cerca la sua Fine
e non sa che non ce l'ha,
no, aspetta, ho messo troppi anni in mezzo
per capire
per servire ai giorni qualche lacrima, un pianto
un sorriso
e l'ansia della Morte
ed ora
dopo anni e anni, secoli duraturi di lotte e di paure,
dai tuoi occhi
dal tuo corpo
dalle tue parole
dai sogni che spargi intorno
rapidi come i voli delle inermi impalpabili farfalle
m'invado di libertà
e se ho salvato la vita di un Uomo,
sollevato da terra il passerotto nel suo nido,
adesso so che gioia e felicità
stanno in un posto che non vedevo
che non guardavo
e che nulla è stato vano

 

Sotto l'Azzurro del tuo Cielo
l'esile sospiro del mio cielo stanco,
toglie il velo all'azzurro dipinto,
soffio che le nuvole non sentono,
e i colori si confondono in lembi di memorie,
confusione ove sotto siamo esili anime leggere,
su piani lontani di voli di bianche farfalle,
facciamo frusciare i nostri abbracci,
e in forme di spiriti,
non conoscono più i baci,
ecco splendido morbido sogno,
un istante folle d'amore,
mi fermo ad aspettare,
sotto l'azzurro del tuo cielo

Un gradino
Passo dopo passo
parole su parole
ti costruisci una vita
che non sai cosa sia
un paradiso
sopra manti di mani
mani con mani
che costruiscono scale senza scalini
una catena che spezza se stessa
idea da idea
e ti costruisci un amore sui cieli
friabili stelle memorie e neurosi
che bastano ad ogni tuo giorno
per salire alla casa sopra i tetti
basta che ogni giorno
ti costruisci un gradino.

Spazi & Spazi
do spazio al dolore
copro la vista
sfioro la pelle
m'addormento guardando luce di stelle
mi stendo stanco di guardare
se in fondo al letto ho ancora i piedi
non so più camminare
e così osservo ombre cinesi della notte
che margaret proietta su muri crollati
si perchè mi diceva stendi l'intonaco!
copri le crepe!
ma non ce la facevo
... ero stanco ...
do spazio al mio sonno
mi toglie il dolore

 

Mare caldo. Ombrellone chiuso.
dunque la sera ti porterà da me
mi riporterà un pensiero
quasi memoria
seppie che aspettano d'esser ossi d'una riva al mare

sono
il ricordo
semplicemente
erano altre sere sulla spiaggia

di bellezza mi redarguivo la voglia
eri conchiglia ed eri sirena
nuda spaziava la notte
riempiva di stelle che facevan più luce di un sole
la vita
sapevo che tutto sarebbe stata una fine

quel risciaquio dell'onda
timida ci sprizza spuma alle caviglie

calo il nostro mare nel caldo dei corpi
era quello si davvero che sapevo di perdere
che adesso non c'è più

e dunque il pensiero mi riporta da te

 


immagine di Francesca Ricciardi

Senza Ossigeno
Potrebbe essere un Cielo...
è un Mare...
galleggio a squame morte
branchie chiuse e non respiro
acqua sporca mi riempie il tondo al vaso
pesco la mia vita in fondo al mare della nascita
spente l'illusioni navigo oceani infiniti sempre più puliti
pescecane gorgogliante tranciato a ferite nelle pinne tiro l'amo
rosso colore diluito sul fondo il sangue tinteggio il Mare della Morte


ok va bene sono molto debole, non un debole, molto debole...
Mistica
il sentire di un passaggio raso terra
tra lo sfiorire e le sue rose ...
consuma la catarsi
alla pelle strappata
alle ferite ......
sono spine il caso non cercato
nell'inatteso girovagare nel giardino
ricreato sulla terra
da questo dio mio sperduto senza guardarlo ...
so adesso che posso dire
concedi all'anima di sciogliervi il mio corpo ...
chiudo gli occhi
e
so
pure le labbra ...
mistico il pensare di sentire d'amare

Rotazioni
Essere l'uomo volante
contemporaneo
gira le spalle
all'infatuazione

per poi
sui voli degli uccelli
sveleggiare di babordo al tribordo

l'aria che sostiene la Terra è sempre quella
la fa roteare
in rotazione tra le stelle

e poi
in fondo a quella rotta
l'Uomo Volante
scoverà la sua Morte


I Canadesi di Villanova di Bagnacavallo
Una passeggiata in una sera solitaria di maggio
solitario in riva al fiume del Lamone
a Villanova in quel di Bagnacavallo da Ravenna
e le file dei bianchi canadesi
si riposano dell'inutile fatica
d'attraversare il ponte per gli indifesi.
Proprio era un altro tempo
quando il grano si mieteva a luglio
e i fossi di campagna si sciacquavano d'acqua pulita
per le rane
e le sterrate stradine erano lavoro ai contadini
giochi per i bambini
dove i sentieri si adornavano di frutta
e avevano consegnato il senso alle divinità.
Solitaria nel mondo
la campagna
coi suoi nascosti sacerdoti
col suo fluire sotto al bosco
regalava
dal limo nero del suo fiume
fino al nero delle stelle
i sogni liberi dell'uomo ad aria rossa del rosso dei papaveri
ed era col verde delle rive insinuanti che gli parlava...
poi...
diurno celòstata il campanile che rintocca a Villanova
mette nel cuore il silenzio del sentire
d'aver perso anche il rumore dello scorrere del fiume
e lassù
nel cielo
dove punto
sotto e sopra
dove vorrei ritrovare quel che cerco
proprio ho un altro tempo che avrà il suo limite a finire...
a disegnare bianchi del cielo esornativi
i sentieri degli aeroplani d'alta quota
e in terra ho cancellato i miei.

 

Instatico
dunque avevo detto
qui c'è tempo ancora
eppure a me qualcosa manca
nel giardino ci sono tanti colori
e l'aria che respiro ne ha uno
tutto suo
indugio sotto i tigli
senza avercene un senso
ai miei passi
che metto in fila sui ghiaini
stesi ai sentierini
che s'inoltrano fuori d'ogni mio
refuso di coscienza
tra cespugli adombri di lavande in fiore
aprendo fantasie sepolte sotto
ammassi di foglie morte
oso guardare indietro
ove finiscano avanti a me
mmm...
ma non c'è mai una fine...
eppure sc...uoto percuoto le parole
che s'arrovigliano contente nella mente
libere da questo sacco
ne traggo immagine d'ogni desiderio mai risolto
d'ogni sogno mai rifinito
e adesso qui instatico non so
ne sento
più niente
segno sulla terra giorni ormai vissuti
l'infilo negli odori del giardino
tra i profumi
occhielli che si vestono di colori ...mmm...
ma dunque ecco finito il tempo
manca qualcosa ancora...
una parola...
un colore...

 


dipinto di felice casorati

Tappeto di sottigliezze
O'-Kèy!
stendi qui davanti a me
il tuo tappeto nuovo di verbi
su, altre mie parole vi spargerò
sotto, un piccolo seme rosso d'amore
crescenti
fioriranno di sottigliezze
da gambo verde di speranza
e margheritine invisibili al pensiero
indivisibili petali di bianco corona
per staccarli non serve una mano
mi basta il vento di un sospiro
dal cuore

 

 

Mani nel Tempo
queste mie mani coprono il tempo
scrivendo parole disposte
impronte
a perdere valore...
a durare un giorno
fosse solo verità
o ciò che vorrebbero dire
o disposte alle carezze
se ti sfiorano la pelle
quando credo di aver preparato il tempo
alla speranza
disteso sui prati
o sulla neve di manitù
mani tremanti
disegno onde che allungano il tempo

 

Ciò che sono ...
quando il tempo che mi fu dato passò
io ero lì e guardavo
lo spasso dei giorni violenti della coscienza
e la mia coerenza era quella di piangere
per mancanza di parole
e di dolore inerme in colpa d'esser nato
davanti a tanta conoscenza inutile al viver
come uomo
ho aspettato di sapere
come se avessi potuto
un giorno
orientare ciò che ero
ma sorpreso ora so che sono
il contrario di ciò che sono

Moderne memorie d'amore
il ricordo ha il suo management-luci e
indotti della pazienza d'illusioni
eterodirette-memorie lucidate a straccetti a pulìr d'argent
plurivalenti di pendenze negli alcaloidi dell'onore del signore
dormirò d'armonia e aspirerò paraplegia
e quando col bacio dopo la persa fantasia
fingerai il piacere dell'amore et doucement
mi fermerai sul letto predisposto destinato
ad imprigionare nell'anima mèmori-cell perfette
non è una stella il ricordo che si spegne
sono parole scritte che non si son dette ...
cancella

Le parole.
Perchè se le parole escono
escono
altrimenti
restano chiuse
in prigione dentro al cuore
e viaggeranno
poi
con altre menti
voleranno
poi
sulle ali degli angeli.

Ascoltare la conchiglia
ha le logiche conseguenze.

Io
la mia
la tengo sotto l'acqua
in un mare a cui non penso
e non ci penso
se si confonde la voce con le onde.

L'ascolto
non so se usa le parole
se dentro mi nasconde un cuore
o se nel cavo ci sono io.

Le parole sono uscite
o non sono più le mie
o sono ali per gli angeli
o sono tesori di conchiglie
in fondo al mare

Poesia a mano
ti scriverò una poesia a mano
l'inchiostro...non ce l'ho...
intanto scrivo metto in rima
poi il nero per la stilo antica al conàd lo comprerò...
... quale è st'orgasmo che mi spinge al vano
interrogarmi di quel che è bene
di quel che mi fa pena? ...
il sole nasce perchè a vuoto gira
non gli occorre che una mano glielo scriva
ha persino le comete che intorno ci si impiglian piano piano
... mi fermo ansante forse stanco sulla cima
di tanto Infinito nel numero da circonciderci parole ...
giro di rivoluzioni però il mio senso
raccolgo innato una manciata di discorsi da buttar la sul vento
non sento più la mano
m'è sparita
il polso
sfiora letterine sfluscie
che mi par la mia sgonfia piva
penso
mi cade la matita a sfera ...
non ha inchiostro ...
sbatto la tastiera ...
è sera ...
il mercato ha chiuso la sua sfera ...
ti scriverò infretta
domani a mano la suddetta pò ...
poesia d'amore

L'Universo
Spendiamoci di spazi
e di territori
non abbiamo confini
per questo mi fermo qui.
Rifare il giro
sottratti attimi furenti
al tempo...

Ibernazione cibernetica.
Esproprio emozioni accettazioni intenzioni
appropriazioni di parole in eliminazione
parole negligenti incontrollate
incontrollabili
scritte nel vuoto sotto al bianco
dilapidate nel non senso cibernetico
sbattacchiate puttane da tastiera
parole urlate che nessuno sta a sentire
tanto non distinguono l'acca dalla ti amo!
licito parole
all'incanto
senza musica
senza crusca separata dal georgofilo
senza sapere se siam muti o se siam qua ad ammazzar
villani
Mon amour penace
c'est mon terrifiant mot
che più mi scappa sorbite adulazioni
da pentagramma parolaio sgrammaticato
rannicchiato computista inebetito
d'interazioni vidimazioni
animazioni
vibrazioni
inibizioni...
inazione...
...
Interruzione dispositivo remoto in ibernazione dell'utente...
anche i morti può succedere che rispondano...
andate a fanculo!

 

Moda passata
Passata di moda
ho letto un delicato ricordo di te
girando una foto bianca e nera retrò
sporgente il tuo viso di donna
leggo
un abbraccio stretto stretto ed un bacio
un addio che non sia la fine mio dio
morirei soffocando di sangue sparito al cuore spaurito
non è questo il tuo viso che io conosco
stai ferma e se sorridi io non lo vedo
e tu me l'hai scritto lì dietro
aspetta ch'io ritorni
a parole non dette
non so
se ti aspetterò
sciupando memoria in whisky and soda
asciugando il pianto
girerò la tua foto a retrò

 

La mia piccola casa.
E di cupole d'oro
nei cieli
e degli Angeli Dei
di tetti cotti di Soli
di marroni della Terra e dal sangue rubati
ci si possa pure fare riparo della vita
farne fame e simbolo e orgoglio
di uomini potenti d'impossibilità
attenti a far del male a chi
non ha piedi per camminare,
...parlami stringimi lavami perchè trafitto qui me ne sto...
io mi faccio tomba
e sepolcro
del perduto col dolore
dei rimpianti di quando la mia casa era
un intatto Universo.

 

Un principe azzur...
il Principe Azzurro penetrò col suo cavallo
nella Foresta Nera
cercava di raccoglier un'orchidea nera da posar nel vaso
della bella dama della sera...
nella notte vagabondo per il mondo scavalcava il vallo
e s'adombrava delle tenebre pensando da lontano
... invano è amar la storia avuta col destino
fermo lì ad aspettare che l'amore ti riempia il calice col vino
dai sprona il tuo destriero saso
fuggi scappa galoppa
non rimaner straniero
leggero principe ammantato con l'azzurro a cicciar la poppa
o prigioniero di un Amore oscuro

La Foglia
guarda quelle foglie amore la sul ramo tira un fil... divento
scusami il pensiero come sempre ancorato al mito e se mi assento
ancor prima che la brezza porti via la foglia alla mia sorte
con delega scritta sulle ore da cancellare dal planning delle scuse
bè almeno lascia solo che stia io dietro a chiudere le porte
confondo sempre i numeri in apprensione davanti al bivio
ok ti preparo un sentiero che sia come un calice che perde pieno d'afrodisiaco sentore
Si l'orario è già passato
leggero volo della foglia dal ramo al clivo
perdona l'inesatta correttezza del mio dato

 

verso l'infinito
ieri avevo tempo per stirare la tua veste bianca
questa notte tutto m'è sfuggito dalle mani
ed io adagiato sopra a un letto spoglio dalle voglie
aspetto che gli angoli alla stanza si smussino da soli
domani forse sbatterò i tappeti al scendi letto
la polvere s'accumula ed io non la sento se non pesa
copre i miei pensieri che non hanno spazio sotto alle dure coltri
e se mai io lo facessi forse tu discreta eppur stanca e lontana
mi acclameresti prima ancor che io parta per il mio breve giro
domani verso l'infinito

 

Santo Natale
Morbida come la neve
lieve di manto una carezza a Natale
e le nuvole scure al disopra son bianche
e guardano l'azzurro del cielo
e la notte le sue stelle
noi sorridenti amiamo chi ci ama
portiamo doni e speranze nessun addio a chi ci ama
e anche più in la spingiamo il desiderio di pace
la mano cerca la mano
un augurio
un benedici la casa e chi ci sta dentro
perchè non ha confini non ha un tetto
nemmeno un camino
ha un cielo
e tutti i suoi venti spazzano via l'odio e il rancore...
perchè il vento della notte è Amore
per tutti sotto il morbido bianco manto del Santo Natale.

 

Livello di terrore
Di una notte sola non so che farmene
.... anche se è tardi
se è profonda
tenuta in mano dal terrore
......
una notte davanti
e le ore silenziose
non passano da me
........
aspetto di vedere un vuoto
o di provarlo dentro al cuore
di respirare senza moto
veleggiare con la mente gonfia vela
su onde scure sui livelli oscuri delle barche che non ho
no, non ho la notte che m'illumini il pensiero
non so riempire un vuoto corridoio se non ho...
amore

 

al cell
il ricordo ha il suo management-
luci e indotti della pazienza d'illusioni eterodirette-
memorie lucidate a straccetti a pulìr d'argènt-
plurivalenti di pendenze negli alcaloidi dell'onore del signore-
dormirò d'armonia e aspirerò paraplegia-
e quando con bacio dopo la pesa fantasia-
simulerai il piacere dell'amore et doucement-
mi fermerò sul letto predisposto-
destinato ad imprigionare nell'anima mèmori-cell perfette-
non è una stella il ricordo che si spegne-
è una parola scritta che si cancella

 

L'Aria
L'aria del mattino non pesa
se non la respiro
non ha peso
sta ferma
foglia secca leggera l'accarezza
spariscono tra cielo e terra
non lo so
aspetto la stella che sfiora le nubi
neve sul mare
non lo so
avrei tempo per parlarti nel viaggio
che il sole ha smarrito il suo giro per scioglierci il ghiaccio
le parole son secche
sciolte in paura e pensiero
son pesi
non lo so
impressionante stare sospeso
sul respiro non pesa
l'aria della sera

 

 

La Bellezza
Nella forma del gioiello
l'armonia della mente.
La Bellezza è nel Pensiero

 

Morte a Paris
nous sommes déjà morts à Paris
e allora cosa mi avevi detto?
che di morir con me tu volevi
son qua che aspetto ancora
sul marciapiede sbecchettato de Parìs...
e sei di là della nostra route de l'amour...
perchè?
se mi stai osservando il sangue scorrere
dal rosso al nero de les Egouts de Paris ...
sorridi e non ti avvi a raggiungermi toujours?
Pour quelle raison.
nous sommes dans cette prison?

 


Ignava Ratio
anime e spettri...spettri della notte
collusioni nel cielo nero
non ne vedi una stella
e non sai perchè...
non ce n'è
clandestini tra orbite d'amori
incanti e costituzioni mundi
in entropie vaganti fuori d'ogni energie
cadremo e diremo salvateci da dio
ignava ratio
contingente di paure e falsità
sono io e siamo noi
e ciò che è è ciò che non è
proveremo a volare per non precipitare
a penetrare mondi bui
nell'oscuro sanno farsi eterni
e apriremo porte a tante stanze che mai transiteremo
e il ritorno è come l'inizio
e noi anime e spettri
aspettiamo ragione

 

Coscienza nell'Infinito
Come s'assottiglia lo spessore...
quanto?
delle storie in teche d'ossa...
tanto!
la vista perde colore...
tutto
mi guarda dalla rupe e dalla sua fossa...
sempre
sono di cuperose lividi e drupe...
spine
neri mortali nei nel sangue brividi...
molto
trema del suono lento del sonno e langue...
quando?
sono solo sottile sole rosso di un sogno...
infine...
la morte non s'aspetta la fine della storia

 

Terremoto
del restante abbandoni
del nuovo lasci
nel momento antico resta
nel momento nuovo stai
nelle molecole del tempo guarda
nelle stasi dell'anima muovi
sopra vuoti navighi
sopra sensi sospendi
sotto spasmi muori
sotto respiri voli
a cercare il posto dove la terra si ferma
dove il confine non trema
dove l'amore si apre

 

Doppia Verità
pur nel silenzio
posso parlare di te
in doppia verità passando
scissione d'amore o di spirito
e tu sei verità che batte al muro della mia confessione
dentro un dovere d'amore
in due non siamo divisi
so solo dire non dire
stiamo in silenzio

 

Fine di un giorno
... buonanotte
dimmi quando
tornerai
perchè adesso dormirò
chiusa la porta
ne spalancati vetri
alla finestra
sopprimo il mondo
fuori
alle sue nuvole sospeso
come se fossero i miei pensieri
incassati negli armadi
e sogni
che disperdono polvere
lanciata alle stordite di lontananza stelle
per riabituare l'universo
all'amore senza senso
... buonanotte
ma prima
per ritrovarti
dimmi quando ti ...
m'aprirai la porta

 

Un segno
Cieli immensi
un segno un disegno un sogno
un peso
di respiro d'anima
istruzioni
per irradiazioni
di macule mentali
macrosmatici sensi
nella deriva d'oltremare
dimenticati
nella stanza della nascita
tra umani imbarazzi
e metafisici sospiri io...
sono la...
in infinita minima cellula del centro...
lascio andare
a un'onda
una corrente
una ragione
scivola
nel mare dei sensi che mi definiscono i colori...
li segnano...
segnali
ne fanno disegno
nell'urto dei Cieli...
un incesto-esplosioni
trascinano l'Universo
alla sua fine
e del confine
al ... il rumore del suo fondo è
quello dell'amore...
e allora senza rive irriverente
vesto il mio abito
il migliore
sine dolore
lo tingo
d'irride l'universo.


Un Uomo
La metafisica stanchezza
intuizione e
dogma...
dolore da toccare col corpo
o colore sporcato dal male
filosofia d'assenze
che nasconde il primo
e l'ultimo
noi abbiamo quello che è
niente cioè
spazi infiniti che spingono all'eterno
stelle irridenti quando le nomini cadenti
orbite di lune sparite nel buio
o nell'arco che fa esplodere un sole
siamo quel che siamo e che resta e sta
nullità
metafisica stanchezza
che sporca l'anima di un uomo

 

Beatles
Saltano all'improvviso
colpi al groove
battesimi di note
arte astratta fusa
musica ad immagini...
e scarafaggi neri puliscono il cielo...
spiriti che scrivono col suono
l'amore e i passi
che attraversano
le anime

 

Pioggia grigia
Pioggia grigia sull'oggi
il giorno si oscura.
Guarderò il sole di domani.

 

Marcy...per sempre
Semplice spostare un ombra
facile cambiare il nome di una donna e darle un volto
deviare il corso di un suo capello al vento
cambiar colore ai cieli di un tramonto...
trasformare fredda paura nel caldo di un abbraccio...e
e soffiare contro la polvere che invade le memorie?
i ricordi non li ricordo
e vorrei che ogni istante non fosse che uno solo
da spedire su in fondo al di la di tutte quelle stelle
e dall'altra parte poi rivoltare il sole
che da il rosso alla tua pelle ed al tuo sfondo...
è così che voglio abbracciarti per tenerti da nessun'altra parte
che non sia l'ultimo raro ricordo...

ect ect

Ascoltami
… non ho cornici da impiallicciar ricordi
non ho duri cartoncini sopraffini per trattener vetri da infrangere
nell’attimo di gloria
ascolta
non ho una fotografia da ritagliar in mille pezzi con le forbici di mamma
per ricomporre tra un secolo già dietro ai suoi millànni
pàzol di memorie lise più del fondo dei blùgìns di James Dean
ascolta
non ho uno schermo nero da riempire di colori
ho soltanto una visione da mettere in cornice
prima ancora che s’infiltri tra i ricordi
l’immagine e la storia
non ho mani norvegesi che sappian disperder le parole dentro i fiordi
non una Pentax-Canòn da fissare sulle finestre aperte alle capanne
o porte spalancate sul buio nulla che quando tira il vento fan dìn dìn
no, guarda ascolta
non ho tempo per te

Il dono più bello
... ammassi di parole
turbinio di stelle
solo un sogno ribelle
vulnerabile spirito caldo di sole
desiderio ed orpello
e i miei occhi ridevano
perchè la bocca piangeva
i fiori al giardino nascevano piano
e la mente i ricordi spingeva
la fuori oltre il muro di cinta
un mondo scordava di essere nato
di aver avuto un'anima pura
e sento
di aver imparato ammassi di vuote parole
il dono più bello essere vento
da spargere all'aria .... al riparo del male
e le parole son polvere

 

Spirito Santo
Ah come la mente rovesciata sorbisce
atmosfera stanca d'indulti
energia per involarsì sì
catoblèpa...
su rotondi pensieri spirito santo
e così sia
Arian catidràl ...
Ahi! hai mille volte mille sguardi
posto in inedie
e religioni
addosso
e pesano le tessere coi colori
e visitare in amore ed odio
liste d'attesa
in saecula seculorum
deus degenerato
dal passo abbandonato
sull'eretico selciato.

 

Occhi di Santo
in un amore di troppo
scansati un po'
non di tanto
quel che basta...
per respirare
o per pensare
per aver luce
un tramonto che seduce
sai io piangere non so
mi dicono hai occhi da santo
ma se troppo mi copri avrò l'anima esausta

 

Una culla
perchè non c'è un tempo che abbia una ragione
perchè quando scruto la nuvola che viaggia dentro ai tanti cieli io penso al rumore dell'amore che sorprende fa male e poi lenisce
e non sono la non sono qua non sono che una parola che finisce
perchè non c'è uno spazio che abbia il suo luogo...
perchè non c'è una vita che abbia il proprio sfogo
che non debba piangere sulle perdite nei battiti del cuore
perchè se io mi muovo e sposto il corpo l'onda del mare schiuma
perchè dalla roccia bollente al sole non ho il salto del puma
perchè il vento si alza spazza via la polvere che s'oppone
perchè ...perchè...dimmelo tu il perchè brucia il sole
e se la stella esplode nell'immensità del nulla
sulla terra si dondola una culla
 

Plancton
perchè fare di me un deserto
da me un mare senza planctòn
diatomee e correnti dei sargassi
pescecane o squalo in gabbia
medusa o larva di pesce ghiaccio
stella marina in bufera aperto
venti dei temporali che la tempesta scalda al fòn
krill vacuo degli abissi d'aria o grassi
ora io miraggio piantato come ombrellone nella sabbia
come faccio?
 

 

Chiusi dentro
Terremoto nell'Universo
e della Natura-Universo non v'è partenza
da dove viene e della sua conoscenza
del saperlo noi dobbiamo farne senza......
L'errore è uno soltanto, è la Coscienza...
dell'essere e del divenire
in transito perenne senza sito e senza storia ...
Uno Spazio ultravioletto
visibilmente nella Stringa
conforma deforma pro forma
aderisce alla Forza d'esplosione che lo spinge...
vicino, o dietro, nasce l'Embrione
che di vuoto si dipinge
e piange con vomiti di stelle
e nei boom e nel suo superboom
traccia già le linee della luce
che nessun dal cuore una speranza finga

 

Vento conosciuto
Stamane tira un vento conosciuto
sulle mille grobbe dell'Islanda
di fumi grigi degli incensi
di un boato immemore dei secoli...
da lunghe caverne antiche con dipinti
tremanti al terremoto
ha il senso dell'intonaco che crepa, stronato
stronca le foreste ne dilapida i mille e mille latifogli
sposta le radici al piede del vulcano in accensione
stamani è con me un vento
che oscura la mia pelle

 

Non voglio perderti...
... ovunque tu possa passare
lascerò lì la mia polvere di stelle
a seguirti
se ci sono foglie secche tra le impronte
le raccolgo per rimetterle sui rami
degli alberi segnerò il tronco d'incisioni
ovunque io possa passare
penserò ai sentieri ed alle sere
finite a seguirti coi pensieri
e scruterò nel buio delle notti
le mie incisioni sopra ai tronchi
ch'io non mi sperda di paura
nel dovunque tu possa essere
passata...

 

Una Favola, un Amore
Se mai avessi pensato
un tempo creduto
come in una favola
di dare recondito passaggio al tuo ricordo
avrei messo le mani sul tuo seno
accarezzato la nuca al tuo bambino
così poi dalla mente emarginato
con il mio male inconscio mai dovuto
seduto senza piedi alla nostra tavola
io misero piccolo e sordo
ma divino
sarei diventato Novum organum di un Amore pieno

 

 

Io viaggiatore
... circondo il viaggio di confini ...
rado l'erba che sia savana tra gli universi
che veda il cielo che non muti di colore
che cambi le luci delle stelle nella notte
per riconoscere l'origine della terra
pianto canne al vento e stendo la mia tenda
lascerò che sbatta al vento le mie polveri
... so guardare indietro le mie tracce ...
strappo un telo per ripulir le scarpe che sono i miei pensieri
e vedo quello che ho con me tra le mie mani
... un volto un pianto un sospiro un desiderio...
non ho un corpo da riportare indietro
non ho risvolti d'immagini sospese
solo un anima d'infinitesimali che pesano nel petto
tornerò con scarpe nuove per scambiarle col destino...
... circondo il viaggio di parole...

 

Fughe della memoria (Anna e io)
Anna e io
passiamo sopra alla memoria di un bambino
amavo quello che la vita sconosciuta regalava
senza sapere se fosse verità o ...
o bugia
mi bastava la manina nella mia
e del tuo rosso in viso
mi coloravo i sogni di tutta la giornata
e del piccolo sorriso
mi facevo cornice di felicità
perchè...
si io non so dimenticare che l'amore
si è stampato sulle pietre dei miei giochi
sulle fughe della memoria
andrò a dormire in tutte le mie sere di bambino

 

di bolina risaliamo il vento ...
... veleggiamo d'arie varie - sotto chiglia nemmeno una pinna che nuoti - contro le correnti - e di gennaker si confonde lo spinnaker - abbiamo onde di traverso - che pulirebbero specchi sporchi di danni di sett'anni - e sulle tolde pesci morti tentàn - saltando sulle scaglie - di tornare a nuotare sotto l'onde - non sanno degli oceani scomparsi nell'ardore del calore - e i miei pensieri all'ombra del sole non lo vedono ancora - si vogliono librare sopra cieli senza mari - lanciati da prodieri stanchi e senza il timoniere - lo skipper guarda le linee e le sue rotte - i suoi occhi sono azzurri - asciugato il mare - ed urla dalla prua - andiamo di bolina sopra il vento ...
 

 

Occhi da Santo
in un amore di troppo
scansati un po'
non di tanto
quel che basta
per respirare
o per pensare
sai io piangere non so
mi dicono, hai occhi da santo
ma se troppo mi copri avrò l'anima esausta

 

Tanti sono i Perchè ma non hanno alcuna importanza...
accendendo un lumicino seppur piccolo come la rifrazione di un occhio che sa guardare
non credo che sia facile aprire una porta con sul campanellino scritto il nome amore
entrare sarebbe come inoltrami nella foresta che ha il più oscuro degli ingressi
e non uscirne più a riveder la terra bianca del sentiero sotto i pini gli abeti e i fiori della terra...
ma so quanto sia difficile considerare del mondo nel suo girare vago ed infinito il senso


 

Un volo
... sapevo volare sapete
poteva sembrare strano
ma non credete che parlare fa venir sete
invece si e non immaginate che pregare sia vano
so volare se ... se dal vetro guardo la luna
a volo di confine sul bosco
tra piccole stelle che conto
al buio del cielo ad una ad una
lo so già faccio fatica
lo riconosco
mi manca una parola
ed è la più antica
quella che dal cuore s'invola

 

Una finestra sul cortile...
vetri d'Iràn fanno entrare sospiri
lanciati e smarriti da torri a campanili
suoni secchi di campane
e dolci di parole che sono sussurri sui voli degli uccelli...
nidi nascosti alle tegole dei tetti di Bologna
righe sulla pagina scritta alla finestra
intarsi in luci e ombra
dei giardini rincorsi in fretta ed a memoria

 


Il Segno del Cavaliere
Con lancia d'abete
spazza foglie secche dai sentieri della Fede
pozzanghere asciuga alla bella segreta damigella
al povero contro il freddo da un taglio al suo mantello
sotto alle stelle l'armatura depone per dormire col cavallo
alla Chiesa perdona il suo passaggio ad onor del Cristo
odora di terre straniere e sabbie coi miraggi
taglia teste che non sanno dei suoi viaggi
arrotonda tavole e deschi per gli amici
di spada lascia sangue nelle sfere
Uccide per il Cristo
il Cavaliere.

 

L'ultimo volo della Farfalla
Una farfalla è venuta a morire sulla mia mano... leggerissima...come la Morte...
Perchè volano le farfalle...
per far dell'aria leggerezza di colori
consegnar pollini e profumi a Dio
e ai fiori ed alle nuvole di sopra
dar loro il bianco puro delle Dee

 

Cielo blu
c'era un nome su nel cielo
blu scritto a matita su d'una nuvola
rosa colore del tramonto semplice
da dire
normale da ricordare
lieve da rubare
e gli uccelli creati apposta per volare
s'intrecciavano di limpidi scarti e squitti
d'argento suono sfumati
c'era un nome sorto a caso tra le stelle
della notte quella più serena
e che la calma al cuore non fa
passare più...
amore

 

Rifrazioni della sera
Nei risolti dell'accaduto si spegne la rifrazione
della sera
esperienza possibile nell'esistenza trasparente dei colori
nei fiori
puro pensare nell'incedere degli occhi sulla distesa
della vita
quello di aver fatto di un esperimento di nascita
un futuro
e quando stacco la pena del mio spirito dal prato
del mio dio
rinasce nel risalto dei profondi sogni l'astro luminoso
della notte

 

Una lama di luce ...
poi sai che non è tutto fuori
luce e buio
e nei pensieri
che per usare le parole
hai bisogno di aprire il cuore
e poi so che se spalanco questa porta
di lì mi porterà via con sè la mia paura
sparirò in un nero d'altri pensieri ...
o su antichi sogni ...

 

Leggero su un prato di margheritine vado...
La parola va avanti leggera
non calpesta l'erba
non sa fare
assimila il profumo
il sapore del taglio del fieno
e descrive la dolcezza della
margherita al sole...
il pensiero segue silenzioso e attento, ha
una casa nascosta dal prato.

 

Inizio
Il Respiro del Vuoto ritmava il Tempo
spostava Polvere a Stelle impoverite.
Scoppiano Atomi di Luce.

 


(immagine di Margaret Lucova)

La metto così...
Strappo il filamento mnemonico di rete
devasto di confusione il sentimento.
Di ricordi sarà sete.

 

Erlebnis
guarda
ho scritto parole da Sibilla di vergini virtù
sottili erlebnis d'idee
e di coscienza
alternate agli oblii dei sogni
eros che straripa dall'alto
e s'allunga
dove l'anima più bella si ammanta di eristica bellezza
degenero nel male e ne annuso i fiori velenosi
guarda ora cosa scrivono le mie mani
parole che hanno già lontano i già dimenticati ritratti dei pittori
che han fatto della pietra tela
errori in generale ricoverati in valli caverne d'erte rupi
e le speranze al macero del tempo
guarda!
scrivo graffiato nella roggia
t'amo

 

Ghiro
Dolentissimo male
solerte nel passare ad altro foglio
lavata l'anima di bianco
spoglio la carne nel suo rigoglio
e stendo pensieri esterni al vuoto
su un filo d'attacco stanco
e gli occhi ruoto
a cercar di capire l'individuo
raccapricciante diavolo residuo
che infesta l'aria che respiro ...
dovrei dormire più di un ghiro

Clinamen
e ora il Màhler
s'espande
tra le stelle
orbita
e dell'universo
clinamen
esplora
codici
vento sui confini
e la tempesta stende
sui Màhrer
del cosmico deridere
un polverio
d'atomi
d'eternità ammalati

 

Precipitante
La balistica planetaria scaglia
pianeti...
Giove Saturno e i Maledetti ...
dove le orbite si escludono spingendo...
in laterali voli
d'angeli ...
Precipitante cade
scivolando da coppi e tetti
sul
piano terra

 

Il giro del Sole lassù
... e in un altro cielo ancora ...
Mi sto muovendo sul rapido giro
radente deciso della Morte
sarà il momento
come tagliare il tronco all'albero
e lasciar le sue radici
a respirar la terra
sarà un vuoto d'orbita in cielo
come perduto è il nulla all'anima della bestia
del Sole indeciso lassù
inalerò il respiro
raccoglierò le paure
e i gemiti di Morte
nell'ultimo giro

 

Il principio è dove c'è la fine.
Ho camminato fino alla meta della stanchezza
fatto percorsi spaccando confini senza linea
girato intorno a tanti ritorni immaginati
ho guardato la mia casa da lontano
che era sempre uguale e non la riconoscevo
la punta delle scarpe ho esaminato
non hanno il ricordo della mappa dei miei giri.
sacre Indagini misteriche
che sanno dove finisce il mondo
ma non lo dicono
Un atto non dovuto
cercare
per capire che il principio è questa casa sconosciuta

 


immagine di Dafne Eleutheria

Motivo
No non ti dico di no...
disegnato il valico alle disparità dei chiaroscuri
intellegibile paura del volare
passiamo sopra le inermi diversità
intransigenti in noi stessi preghiamo l'eternità...
di lasciare andar le anime a riveder le stelle
e qui non v'è più aria dell'inferno da pulire coi respiri
e il polline dell'amore disperso tra la terra
rinascerà di altri fiori
cosa temi nel guardare questo valico?
la sua immensità, il suo ineffabile andar di la...
dioscuro della parola non ti dirò di no
perché abbiamo un posto nello spazio
minime monadi senza forze ormai
quando discendiamo dal volo sulle stelle
dalla preghiera al suo motivo
noi siamo un solo si

L'Inganno dell'Amore
Trovare lo spazio dove scrivere ti amo
nel pensiero che m'inganna.
Trovare la lusinga del ricordo
nello spazio che mi manca.
Trovare il desiderio di spostarmi sino a te
nell'incudine del tempo.
Trovare l'invenzione dell'Amore
nell'indecente ovvietà del tempo
Dove trovare la spiegazione dell'Amore ...
non lascio al Tempo
lo spazio dell'inganno

 

Il fosso
Siepe d'erba fino alle stelle
fili di spighe intrecciano
ciuffi di menta ai fossi

 

Foglie sul pavimento
Facciamo prima a parlar d'amore
più che a spazzare il pavimento
dalle mie bugie come voglie marce asciugate al vento
o a rintracciar metastasi del cuore nelle sue vie ...
sono schegge i nostri baci
parole scritte su sbriciolati angoli
a rimpiazzo di promesse
o a spolverare la polvere dall'arte ...
dai prendiamo il nostro dolce caffè amaro della notte
prima
che non si raffreddi ancora l'amore pazzo
e restiamo fermi per sempre a guardar le stelle
fino a travisar di loro lo sconosciuto senso del brillar
più belle...
sdraiati al pavimento
ci asciugheremo lacrime
al caldo sospirar nel cielo
dopo lo sapremo se saremo
foglie per tutte le notti al vento ...

Onda gravitazionale
... come un pavimento di sabbia controvento -
nell'indulgenza della pazienza in scadenza -
sommersi dall'onda gravitazionale -
noi bianchi peccati schiariti dal male -
corrispondenza caustica dei nostri triti sogni -
immobili nel grande sonno -
apparteniamo al caso -
e alle lievi cadenze degli infiniti perdoni ...

 

Destroyed village
io non ho anima ...


La Sera del Mondo
uno scatto sulla sera,
no guardate nulla di importante
cosa di tutti i giorni...
già,
le giornate...ecco!
per fortuna che tutti
vigliacchi proci o porci
che comandano sul Mondo
non possono rovinare la Bellezza
e dalla Solitudine distaccata
la Gentilezza della nostra giornata,
e le sue fantasie,
le sue speranze,
i suoi sogni,
le sue leggerezze d'aria e di pensieri,
non possono i puzzolenti
stronzi e settari ed affiliati ai club della Morte...
morirete e sarete solo all'inferno...
è così, peggio per loro.
Noi semplici anime volanti d'etereo nulla
dobbiamo vivere la serenità di un resto di vita,
che sia breve,
che sia lunga,
non importa...
l'increspatura dello Spazio nel suo Tempo è
per tutti noi...
Sentimento preistorico già da tanto tempo uscito da buie
e nascoste caverne e grotte
in graffiti e disegni di pietra
e poi in parole strumenti in leggende miti e favole
e poi scritto su testi e lapidi e pietre estreme e fantascienza...
gioie della vita vecchie
sciolta la Coscienza umana
antiche come me

 

Il gatto allo specchio
... non mi serve un nome
sanno chi sono
inosservato punto la mente
una parola si sente
e non si capta il perdono
so già qual è il come

Un amore lontanissimo ormai
se fosse facile innamorarsi lo farei nell'istante
se fosse un sogno quello che faccio quando guardo dalla finestra di una stanza astronave in volo
se fosse la verità il brivido lontano ormai nel pensare intensamente ad un ricordo del remoto
se fosse illusione del momento rimuovere un amore trapassato
se fosse facile pensare al biancoviso davanti al mio nella sera già dal buio ripulita
se fosse un sogno alla finestra nel vetro inumidito di respiri non sposterei più i pensieri
se fosse la verità che ho tra le mani e non so stringerla per non farla più involare ...
se fosse una illusione ...
ma non lo è ...
sarebbe amore ...

 

L'odio
... e depongo la mia Serbia
all'ara ed all'altare
al dio che non sa
scalfisco la protervia
l'amaro il sale la scala e il mare
per scovar la pace che non ha
e a te vergine donna dono
un senso di vendetta
una punta sfatta di perdono
soltanto dalla mia paura protetta
...

Natale cristiano
E quando la festa grida gioia
spendo l'ultimo secondo a ridere di me
smorzo anche la noia
sospiro voglio avere un bacio
che sia per sempre remember del tuo amore
viola profumo della tua pelle
lucina d'albero di natale e stelle
da appendere alla punta del mio cuore
bucato dal ricordo che ho di te
felicità per sempre e poi taccio

Urania: Uomini nei muri

Uomo del muro
segno un mondo d'abissi
v'appoggio illusioni...
e la macchina del delitto
tra il seme delle stelle
nebbia su invisibili foreste
doppio dentro
in un inferno a rovescio
frugo il cielo al pianeta maledetto
... no non urlare al Titano degli Dei
non ascolterà neanche nel Dopomondo ...
dipingo una ruga
sull'incognita dell'uomo
e dal muro atterro
sul Pianeta Proibito.

Io viaggiatore
circondo il viaggio di confini
rado l'erba che sia savana tra gli universi
che veda il cielo che non muti di colore
o che cambi le luci delle stelle nella notte
per riconoscere l'origine della mia terra
pianto canne al vento e stendo la mia tenda
che lascerò a sbattere nel vento le mie polveri
... so guardare indietro le mie tracce ...
strappo un telo per ripulir le scarpe che sono i miei pensieri
e vedo quello che ho con me tra le mie mani
... un volto un pianto un sospiro un desiderio...
non ho un corpo da riportare indietro
e non ho più un volto
solo un anima d'infinitesimali che pesano nel petto
tornerò con scarpe nuove per cambiare il mio destino?
circondo il mio viaggio di parole...

 

Un amore un altro ancora...
Perchè dirimere il silenzio con lo sguardo di preghiera
perchè se mai avessi pensato di dare recondito ricordo
ad ogni tuo passaggio di riflesso
avrei messo mani alle carezze sul tuo seno
perchè non dirmelo allora della narcotica speranza
perchè ancora devo aprire il dizionario della rabbia filosofica
perchè se questo è quello che rimane di un amore
prefazione di uno specchio d'acqua nel mare
devo cercare piaghe e pieghe tra pagine di carne
e tra onde alla rinfusa che ritornano alla sponda
per ricordare quali siano le parole dello sguardo di un amore...

 

La Bellezza
Nella forma del gioiello
l'armonia della mente.
Bellezza nel Pensiero.
 

Morte a Paris
e allora cosa mi avevi detto?
che di morir con me tu volevi
son qua che aspetto ancora
sul marciapiede sbecchettato de Parìs
e sei di là della nostra route de l'amour...
perchè?
se mi stai osservando il sangue scorrere
dal rosso al nero de les Egouts de Paris ...
sorridi e non ti avvi a raggiungere l'amour?
Pour quelle raison.
nous sommes dans cette prison?

 

nave volante
il mare dopo la tempesta non conosce onde
l'amore dilaga e regala le sue onde
stendiamo vele per navi volanti

 

La Coscienza
All'alba il sole.
Se non sorge muore.
Tonda prigione di sofferenza.
Io cammino vergine sull'erba
mai tagliata
dietro ho il sentiero
del fronte non ho il senso.
Vado d'eterno
e di stolido infinito
in avanti
e ci sarà il pensiero
circonferenza d'abito cucita di sibili di stelle.
D'azoico archèo sommerso
armonio inebriante
ricopro la Terra...
non ne ho consenso
dormirò sulla sua erba.

 

Stelle d'inverno
Sottile spessore della sera
luce livida d'inverno.
Si sparecchiano le stelle.

Farfalla d'autunno
Ala nuova di volo
s'apre sul fiore.
Illusioni d'autunno

Amore
cara amica mia fata dei boschi o sirena dei mari oppure stella alpina sul mio sentiero di montagna ... vigile beltà di sguardo felino... il dirupo sorvolo col pensiero e l'oceano di vela ... e sei farfalla d'azzurro nei cieli esplosi da galassie fatte atomiche e mi trasporti sulle tue membra di diafani tessuti trasparenti e t'adombri del bianco e nero delle mie amnesie ...resisto al fenomeno di essere perchè semplicemente io non sono... il contorno dell'aria intorno lo disegni sospesa nella tua divinità...dimentico di quello che è materia verifico il tempo restante... cara amica mia abbiamo l'eternità che ci lascia tessere analisi allo spirito...bellezza infinita che osservo nel delirio.

 

Quanti
... quanto
di questo dilagar nel tempo
sinonimo di amore
devia dai punti cardinali
... remota paura

 

Significante
Infinita,
e gli inconciliabili occhi,
progressione nel male,
disegni un cielo come
se fosse un mare
e ci metti onde
trasporti le materie
indefinita regressione della ragione.
E intanto che
langue
tiro la tenda
a coprir di tela il vetro
dell'incoscienza del linguaggio
... debbo farmene una colpa ...
passo all'insignificante segno del piacere

 

Autunno
La latitudine è una proprietà
fa corridoi
nuovi
la gioventù ripercorre
altre strade
antiche
corte stagioni
strette
vede i persi sentieri medievali
armati
un tempo un vai e non tornare
l'abitudine si fa deserto
secco
le immagini possibilità
sparite
miraggi...
per continuare discorsi senza capirli
meglio il silenzio delle foglie secche d'oro

 

Forbidden Planet
Clinamen
e m'inclino a formarti un mondo
un'anima rotonda
deviata dal suo codice natura
depura l'acqua che mi dai da bere
il senso di una parola in coerenza
...immagina che nessuno ne possa fare senza...
cinestetiche sensazioni organiche che vanno
a mutarsi in verbo amore
dolore
che cade verticale e sbatte
gli atomi spontanei della mente...
...facili emozioni che mutano il colore...
dove mi porta la caduta
lì io sarò verticale
sarò urto d'amore
devio
e sarò pensiero
nel tuo pianeta proibito.

 

Finzione
Cos'hai in mano che mi tendi?
Un fiore, una linea rossa sulle onde?
Un tappeto d'azzurro che d'amore s'incendia?
Mi contraddico nel dirti resta qui con me.
Dato che siamo anime in volo cosa pretendi?
Filosofia naturale di un pensiero senza sponde.
Un mondo laterale di giardini che di colori si compendia.
Le mani in un abbraccio si stringon come se...

 

4 you...
Il cuore ha bisogno anche di una matita, ogni tanto...
Se fai scorrer la matita
piano piano sulla mia mano
sul dorso sul palmo tra le dita
e scrivi t'amo
anche I love you

sarà come aver inciso
heart at home
e non invano

sulla terra della Luna.

Se avessi
s’avessi uno spazio in più
nel cuore
ci metterei il vuoto d’aria che mi crei tu
con il tuo amore
se avessi una corrente in più
nella mia mente
ci attaccherei i tuoi baci e
se avessi sangue blu nelle vene
ti vorrei nella mia reggia
se avessi spazio dentro
nei giorni e nelle loro notti ti direi lentamente
t’amo…ma…
se fossi gatto ti graffierei sulla tua pelle…
se avessi tempo

 

Sala d'attesa
Questa sera...che è già una notte
con i suoi turbini di sogni in sala d'attesa
non ho nemmeno una parola da dirti sommessa e sola
solo un piccolo silenzio lento nell'aspettare l'alba
solo una carezza...se non ne hai disturbo...sulla tua pelle
solo un soffio che non sia tempesta ma liscia brezza
d'asciugarti i brividi tra le mani e i piedi
questa sera ho solo questo messo in disparte nel tumulto del giorno...
questa sera che sa riconoscere un temporale da una fine pioggia
questa sera ancor prima del buio già dimenticata
questa sera non ti dirò nulla che non sia una parola muta
in questa notte...che già è luce... che già ha disperso sogni e paure
non disturberò il silenzio del tuo sonno

Fantasma (nessun oggetto)
Non mi ricordo ma è come se fosse Verità...
all my troubles seemed so far away
Fantasma: se avessi un sogno ancor da fare non ci sarebbe per me più quella spicciola speranza d'esser rimasto si ma simile a fantasma. Senza tregua la stanchezza assume posizioni in avanti tra gli atomi e i respiri e di altri moti sconvolge il residuo degli ioni e col sangue imbratta teli vetri e muri della stanza e tu ... tu già hai proferito l'ultra parola d'anemia emodinamismo delle mie bolge nelle vene. E muoio...o mi sospendo? Movimento al corpo ...fantasma in posizione...in sospetto con badante al sesso...e la mano a riparare il buco al cuore...e aspetto d'indovinare l'insieme delle sillabe ...t'amo...non mi scappar di lato...o di unire sulla corda due note con un suono. Il ricordo è come il sogno non può essere cambiato

 

Il tuo rosso melograno
Muovi i tuoi colori come il vento al melograno.
Il punto è il rosso che s'estingue nel bianconeve del tuo volto.
E le foglie smosse donano giallo oro al verde folle delle fronde.
Metteremo la mano al ramo per coglierne del frutto il suo colore.

 

Mi regali un tramonto...come luce dorata
La bella sera s'appanna alla svetrata finestra sul giardino
una luce strana di soffusa confusione nei colori
è l'anima della mia stanza
d'oro copro la speranza
che aleggia e lascia stare le stasi dei dolori
come stella su un cielo nero
lascia scie sulla lavagna per un tempo intero
i miei tanti destini nell'eremo dell'anima disegno
l'amore se non resta lascia un segno
che sia una copia del tramonto quella che m'imprimo?

 

Perduto tra le luci della notte
Avvolge il cielo
il respiro di Marte
non conta aver fede in altra parte
o che l'amore ci metta sopra un telo...
ascolto nelle notti un frusciare tra le foglie
pare scricchiolio di passi nel superar le soglie
lo strano rumore del silenzio che san fare solo le anime...
e il respiro delle luci m'impaurisce e mi fa cadere esanime

 

Ti ho chiamato Amore fino alla luce dell'alba
...e pensare che era un'alba già col sole
e non era stata una notte scialba, e dire che...
avevo letto sul nostro letto la parola amore
sensibilità andata a finire sotto candide lenzuola col calore
e dire che ho raccolto fuori-stagione mazzolin di viole
ascoltato musiche di bach che venivàn da lontano
mentre calava la luna
mentre spegnevo alcune stelle...le più belle...
mentre scalavo altissimo in pensiero la tua duna
io, e dire io...e te... e dire tu che non si dice te
baciavamo il sorgere del Mondo a nuova vita
strettostretto il lascito d'amore tra le dita
a dare il bacio dell'addio ad una luce che svanisce pianopiano
...

 

Vela sottovento
Ho esonerato il vento al male
descritto di deriva il mare
sapevo a chi portare l'acqua senza sale
dove posare sorridendo un bacio e dare
la mano da stringere sul cuore ...
un fremito stanco e antico di dolore ...
sarebbe un brivido se il peso che m'opprime
in ogni limite il pensiero
che la paura in verità dirime
consegnato all'onda e alla sua vela
fosse un canto che solca l'acque sottovento
ti spiegherò a cosa la memoria anela
ti consegnerò il referto di un morire lento ...

 

Malinconia 21
Ed ecco un tempo nuovo ...
la mia malinconia esige d'esser trascurata
dalla falsa gioia regalata
e le verdi distese d'erbe e d'animali
non contraddistinguono differenze
queste sono immense
dense cadenze
e ci diciamo d'esser...
ri-velata tra di noi cade stanca
la parola
in un adige senza riva
senza la perduta rima
che non sa d'esser fiume di prateria
l'inquietudine dilaga e sommerge l'esigenza
ed ecco un giorno antico ...

Silenzio!
Nel silenzio non trovo niente
una farsa sarebbe se in esso ascoltassi eco di verità
e allora ascolto nel silenzio ansimi sussurrati dal non esistere
e non capisco come mai il silenzio non abbia tempo
non ha origine
non ha ragione
nasconde le parole per farmi ascoltare l'urlo
del suo inizio
... e nel suo silenzio la paura del silenzio la mia m'incute...
poi non è così
sulla fine
scivolo via dall'armeggiare contro il rumore del suo mondo
e il suo silenzio è la mia pace

 

Il limite dell'Amore
Il limite compresso
è questo di più non posso fare
fermo star qui adesso compromesso
come se guardassi il mare
osservare se le nuvole del cielo gli fan...
cambiar colore
o cambiare sponda
per vedere se l'onda gli ritorna
se si squarcia l'acqua con dolore
per far passare il monte
cercare senza vista nella notte
il tempo per sognare
e gli spazi
per esser quel che sono che non so tanto le parole sono rotte
dire alle memorie "state pronte!"
i miei confini sono questi
quelli dell'amore
che ha lasciato tra le stelle la sua sonda

Un Amore perso al gioco.
Ho un'amica al tavolo da gioco dall'altra parte
alla quale ho dato un cuore
una fetta stretta della mia sorte
addomesticata con attenzione la mia morte
dedicai a quel volto un bacio dal mio amore
non c'è speranza col destino col gioco delle carte.

Soffio al cuore
Soffi squilibrati che del cuore rompono la corsa
buchi nel respiro che fan saltare dell'amore la risorsa
... e tu sei già lontana piccolina alla fine del sentiero
quando del ritmo io regolo il tempo al mio pensiero

Gli amori perseguiti-
... e guardava fissa i miei occhi stanchi
stese le mani tremanti lungo i fianchi
aveva lastre lisce di lacrime di pianto
che velavano i pensieri come seta il manto
ma io restavo lì a mirar la stella nera
che del suo ciel mi riempiva l'infinita sera.

 

Io sono un soldato
scrivo di me
che sono un soldato
e dovrei imparare a morire.
La dignità del soldato.
Le parole insidiano l'animo.
E l'ordine supremo
quando il soldato sa.
Che la Morte è stesa
dentro il soldato
fratto il cuore.
La paga costa
il sacrificio
la dignità del Soldato
non si compra.

 

La mela di Giove
"Non mangiare di quella mela!"
Disse al bambino l'uomo dagli occhi santi.
"Ma allora il mondo cosa mi rivela?"
Disse il piccolo al sentiero aperta la sua vela.
"Non pensare nel tuo futuro d'averne un guizzo"
Nacquero nel pargolo filosofia e scienza umana.
"Con queste virtù io vivrò e la testa rizzo"
Passò un secondo con tutta Conoscenza
e il pargolo morì in una macchia rossa sopra Giove.
"Lo sapevo di mangiar la mela non potevo fare senza"
Diceva il pargolo al Santo che chiuse gli occhi alle cose nuove.
 

Una risposta.
trascrivo adesso un movimento delle labbra che è un pensiero
che illumina l'immenso del buio della mia stanza...
... c'è un filo di luce adesso qui
trema nell'aria come corrente di sangue nel corpo
un attimo solo di percezione e sarebbe miracolo dei sensi
per leggere le parole
le poche parole che mi scrivi
nell'etere dei fili che chiudono il circuito dell'amore
c'è un filo di luce che m'appare sottile filamento d'oro
che lega un cuore a un cuore
un sguardo dietro al velo dello schermo
una luce appariscente...credo ma forse apparente ...
che tremolante toglie corrente al sangue
che diviene nel tempo discordanza
che non mi fa capire l'ascolto dell'amore...

non riesco a dire
tutto quello che racchiude
il tempo che non ci resta...
s'è spento adesso
qui
il filo di luce...

 

Il campo di grano a maggio
Il grano di maggio ancora non sa cosa sia la morte
la spiga da mietere è già vita che preme
e poi nel campo di grano io potrei andare a cercare
anche solo se invano
uno spazio da seminare
... vorrei però aver nella mia la tua mano ...
ecco vedi là in fondo una linea ed è già confine da ritagliare
... non riesco a distrarre la vista ...
il grano raccolto non teme la fine
sparisce per sempre il suo chicco
ma rinasce sempre più ricco
e ove cada il suo seme
voglio averne una falce che di dolore mi tagli di netto
e prima del taglio camminare nel campo perfetto
ma il tempo è immenso
un mano che stringe solo una mano non ha senso
se non sai cosa è un campo di grano.

Alta marea
sempre cercammo solitari sponde nascoste d'alta marea
sempre andammo verso un'onda che ci pareva la più alta
sempre penetrammo a testa fitta in tuffo la sua schiuma
sempre cercammo di scoprire nell'aldilà del mare una nuova terra di luna illuminata
sempre con la mano si raccoglieva sabbia dalla spiaggia per farne nuovi lidi da calemma
sempre amavamo a sdraiare i nostri corpi sul caldo della rena del tramonto al mareggiare
sempre le nostre mani s'intrecciavano sul sentore della sera nella nostra anima distolta dai suoi flussi
sempre avevamo in quell'ora stordita d'amore le nostre bocche a cercar di farne baci d'attrazione
sempre scrutavamo la linea dell'acque che nel buio s'andava ad oscurare e ne annusavamo odori
sempre sempre intrecciavamo anche i sospiri e la paura che in quell'ora sosteneva i nostri cuori...
sempre sempre sempre and again andavamo a cercare l'ora della più alta alta marea ove per sempre noi annegare ...

 

Il temporale
Oscuro come dove un ricordo non si sostiene senza il moto-
Atono non sposto un pensiero ove io abbia un peso-
Assente scorro le nuvole che cambiano di posto solo perchè son nere-
Veloce come uno schianto in un sibilo di vento incito i momenti che davanti passano a denudarmi d'astenia-
Quando il temporale scoppia sono pronto per dormire sotto alla sua forza.

Poesia inutile inutile poesia
Voglio dire con me stesso
che la poesia è astrusa di pericoli all’indole e alla psiche
non posso adoperarla come fosse un Dagestan
od un impulso a far del male a Metafisica e ad Andronico di Rodi
o per con essa urlare all’attacco o i miei prodi!
scatenando diavoli streghe e pianti di prefiche.
Libero mercato di versi di parole e metatarsi
per arrivare al cielo e alle sue stelle
e poi cadere come pera cotta alla Newton nel suo spiedo
e ritrovarmi tra paglie sterco e scoregge di viandanti d’animali nella stalla…wow!
Io spreco il tempo a ricordare alla Memoria
che non ho un verso per rimediare al mio medio la silloge di Socrate
sono soltanto un uomo
però questo non è il male
il dolore è per me credere che Poesia mi possa
consegnare ai Santi.
Più o meno.

Una parola semplice
Semplicità della mia parola
normale diceria che mi soccorre
quando la memoria via via s'invola
per essere a la page
s'arruola ai dizionari anche da sola
confetti e dolci more
aggiornandosi allo stage
resta ferma e all'improvviso fluida corre
è semplice lei è amore.

 

La finestra di Margaret.
... ecco perchè penso di restar con te -
pagata la mia colpa lesa -
alla finestra aperta dentro il cielo -
coi rami degli abeti alberi betulle ed agrifogli pendenti a graffiare i vetri -
e i pour-parler cinguettanti degli uccelli nel tuo bosco -
in cima al monte di Castel Firmian troncati di sospiri i desideri -
no, tu che non mi guardi ed io mi sento perduto guardando di lontano -
sui pendii che voglio scendere che affronto col respiro mozzo andando in su -
si, ed io che mi rigiro rotolando sui pensieri discendenti che mi fanno male -
che sbircio alla pagina di un libro le parole sfogliandolo pianpian -
... ecco perchè per riveder nessuno io voglio alla finestra ritornar da te.

La discussione
Intimidita dalla discussione
la situazione indirizzata
passa il tempo a srotolare dritta l'onda al mare.
Impaurito dalla discussione
volevo dirti "t'amo" ... dopo...
sembra a me di amarti ancora ...
ascolta ... che il sentimento tira fuori ...
meglio non parlare
ad altri che siamo qua tra rami e luna non importa
noi intirizziti di raggi e stelle a spegner sigarette e a sistemare tra le nuvole il fumo della nostra vita.
Presto, intontiti, raccordiamo il ritmo dei respiri, irrecuperabili i giorni del passato ... accordiamo poi gli strumenti del futuro ...
è bello avere una pazza amica, del suo cuore ho imparato già tutte le canzoni.
La discussione passa il traguardo, mi tiene sottobraccio, mi sussurra, come una foglia che scivola sull'aria al vento,
t'amo...
sei tu che t'allontani

 

Le prospettive
...di color d'acquamarina prepariamo il vernissage...
Prepariamo le prospettive dell'incontro
nella vita non bisogna parlar di niente
non si deve disegnar la lontananza
dipingere un cielo che non esiste
accessori del pittore che segna
dentro la cornice della vita
il contorno alla distanza...
se stai qui ferma davanti a me dal vero
riempio i tuoi occhi architettura dell'incontro
steso il letto d'acquarelli inaugurato il vernissage
di color d'acquamarina e sfumate correzioni delle tinte
ragionando di linee e sfondi sul perché dei discorsi ritoccati...
precisiamo le prospettive dell'addio.

 


Posta Elettronica.
Davvero guidare un sentimento è
come aprire un guscio dove dentro cresce un frutto
da gustare
formale
e opposto al mio pensiero d'ideale
ah ma tu sei l'amore ...
e sei
in tutto
la funzione d'organismo nella mente
e sai
adesso
che m'hai visto
sensibile d'evoluzione
che d'ogni fobia ha fissato fenomeni e facoltà da falansteri
che sono il guitto che s'appoggia alla tua guglia
folgorato d'illuminazione resterò
frustrato
e frutto
d'un amore frenologico
poi
chiuderò il mio spirito dietro a un click....click click...
clik.

 

Immagine di Marcy Falco
Il gatto nero di Marcy Falco -
avevo gambe per volare via
e occhi neri per perforare la coltre dei pensieri bui
e piedi silenziosi sul manto dei dolori
e se guardavo su avevo lune ed astri per guida
e stare soli nella notte
per capire dove sorgeva amore
nella luce che s'accende alle finestre dei palazzi
io ho strade da attraversare
e piazze da esplorare
io ho occhi gialli lucenti della luce delle stelle della piazza
e zampe di silenzio morbide per sfiorare le pietre dei percorsi inesplorati...
altro non avevo per saltare sui tetti delle stelle

Irrazionalismo
Di la c'era uno che pensava
sono io che comando
di la c'era una che pensava
sono io che decido
e il tempo trascorreva nell'attesa
un giorno sembrò fermarsi il sole
e la notte non passava
il sole spento non era quello dei due cuori
era quello dei cieli senza confini
e la notte non passava
dentro a quello che stava di la un pensiero di paura l'invase
dentro al cuore di quella che stava di la un pensiero di speranza s'insinuò
forse un nuovo sole s'accenderà...

 

Vola su da Lei Pensiero.
Muovo gli occhi e la mente non si sposta...
... del resto
amor mio
passare di qua
accanto a te stare
oppure
volare col pensiero
soddisfare
progettare
amare
dove terra non ci sia
o non c'è
come all'Isola di Peter Pan
che differenza fa...
nessuna
se io non facessi presto.

Le nostre mani...i nostri fiori...
desideri dunque...
sono fiori
e mani che s'intrecciano
a raccogliere petali caduti
strappati
agli steli
e noi due
amanti farne mazzi
d'amore

 

Il mio libro
Con limpide parole le paure pesano
il Tempo
gli a capo
gli spazi.
la calligrafia
e i fiori di raso tra le pagine dei ghirigori.
D'un soffio
accarezzo lo spleen
d'ennui nel sogno abbandonato
il sole fermo:
sottolineo l'orizzonte.

Il Santo Natale
... natale blu
natale rock
spendere una vita e aspetto ancora te
ridendo come se tu m'avessi detto se...
occhi sperduti oltre il lassù
caduto però subendo knocout e shock
delle lucine d'oro
oppure rossobianche
neve che cade come se penetrasse un foro
lacrime di ghiaccio ormai stanche
riduzione al tempo d'un giorno
la festa per togliersi di torno
amare solo se dal tuo viso
mi giungerà un sorriso
od un regalo considerato di natale
a liberarmi d'ogni male
amo...il natale...solo...se ci sei tu.

 

Una sosta nel sogno
Sostanza dal sogno sbalzata
smarrito il punto d'assestamento sbando.
Correggo spazio di svolta
stravanato sosto.

 


n.b. immagine da Marcy Falco

Dalla nostra stanza voleremo...
Amore mio
non volare rasoterra
sospesa
sopra dio
deserto tra le stelle
non sfiorare questa terra
che s'infradicia di sangue
e di sudore
sospendi
il tuo respiro
in alto
sopra il cielo
che si stende dietro ai vetri dell'amore
la
dove volano i pensieri
porta il sogno tra quegli angeli lassù
più in alto ancor di più
di dove dio non ricorda d'aver mai messo gli angeli
e il mio cuore...
volo rasoterra
finchè tu non mi comandi
d'aprire la finestra
amore mio.

 

fiore di luna
deserti sulla luna
e poi un melograno
nato dal mare di corallo
deserti sulla terra
e poi un fiore di luna
ipomea nell'anima dell'uomo
so che dei tanti petali staccati alle mie rose
non me ne rimane uno
ma tu sei lassù
stampa e amore d'argento
in luce di luna
e così mi passeranno davanti tutti i deserti della terra
e mi s'illumineranno tutti i mari della luna
quando il sole che brucia il mio dolore
s'accenderà di nuovo.

 

Doppia Verità
... sparisci adesso da dentro questa mia illusione
portento di un miraggio a doppia verità
e inversamente vi scindo il mio amore
si dentro
ai lontani specchi
riconosco
gli spiriti in percezione
e i tuoi baci
dogma di un concilio religioso
non possono fare di me uno sposo ...
... e se tu sei
farfalla istante
che dal fiore vola via
e poesia indivisibile
indeterminabile dolore
intuizione che sfugge
ad ogni tocco
che l'universo da
io sparisco
senza nome alcuno
di dotta ignoranza
nella tua visione

 

Fino all'ultimo respiro
Col respiro che si tronca
col respiro che mi stanca
con il Sole che non passa più alle stesse ore
con la Luna che mi fa la pelle terracotta
con le nuvole che sciaman controvento
con il senso dell'ardore che sbanda e sbotta senza mano sulla curva dell'amore
con l'appoggio delle catarsi che battono sconnesse dentro al cuore
con l'urlo levissimo che sale sulle montagne del dolore
con le catene che mi stringono al rancore
con il tuo bacio impresso nella mente e nel rumore ...
respirerò finché non mi copri col tuo sudore
col respiro che mi stronca...

 

La coppa di vino bianco
Delizia che guardi e mi soffondi di luci blu vapori d'à-basùr
ascolta il silenzio del mio pensare.
< Basta filosofi e sapienti...
stasera vediamo il grande mondo
in una bianca coppa da svènir nei sentimenti
sopporteremo le parole del filosofo
vendiamogliele !
che c'insegna come si beve di sapienza
ci fermiamo ad ascoltare
chi è salito al nostro piano
per derubarci della coperta con le stelle
lo scacceremo
prima che colpisca
coi nostri baci
dalla finestra aperta
dal nostro esile mondo sottile senza piani
senza osservare
ascoltiamo alberi sui cespugli dalla notte muovere
in cima
in silenzio
nel buio
aspettiamo che l'invidia vada
a raggiungere i suoi cieli chiusi
e strisci a terra e non ci tocchi
e l'erba e i fiori suoi cresceranno soli senza colori
e il cielo girerà dalla notte al giorno
e senza che quegli sguardi sopiscano i dolori delle menti ...
stasera noi saremo il vasto mondo
nella nostra coppa di bianco vino.>

 

Al Bar del Fricandò
Nessun punto in esterno ci sposta l'asse delle sedie
ruota estremo il nostro bar sul luogo delle stelle
e nell'ultimo giro
straniera
sul nero del caffè che mi tinge la lingua
versi il dolcelatte della tua bocca
che m'allevia il sapore ...
non mi serve aspersorio
di zuccheri e miele
mi passa il dolore di fiele
svapora l'odore del male
l'infiammato rossore ruvido di pelle e di sale
si...
quando lieve levi la tua mano di carezze
e di dolcezze al caffè tu mi servi
il rumore s'estingue.

 

Devastato il mattino...
...poi piegai la schiena
a sfiorare il velo del mattino...
lamine sottili tagliano il cuore
si sfalda la base della Vita.

 

Non parvenza
l'insieme di un mondo costringe un uomo a dipingere
muri oscuri
non suoi
e la sua mano veloce usa pietre d'altri mondi
e colorate dentro la montagna ma poi ...
non sa che fuori il mondo lo circonda
e con la paura della sua parvenza
l'uomo pensa che il mondo è un buio ...
profondo nero colore
che il suo spirito non sa capire
e l'uomo sa che l'anima lo invade...
e la poesia non è ancora parvenza...
anima e corpo
si confondono
... sospesi ...
e nei secoli a venire
e l'uomo ne scosta il Tempo del quale si fa tenda
diventa non parvenza...
e se esce dal buio
nel suo cuore
troverà altre pietre
altri colori
altre scritte
altri graffi sopra i muri ...
colorati ...
Passiamo la soglia ...
c'è un colore sopra di noi
... in sospensione ...
aaaaah la morte...la morte...
non lo vediamo
l'immagine è quella
quella che l'uomo non conosce
un soffio primordiale
e non ha ancora conoscenza di poesia...
...mio dio...
ora è Poesia
sulle pareti
dentro l'Uomo
...
ed è Parvenza...

 

Coscienza.
...mi persiste profumo potente impalpabile e cinge il senso cosciente dell'intimo e l'aspetto nello spirito, prima tremavo sulla sua curva misteriosa, nel cielo colorato d'eterno adesso gli occhi puntano aperti sull'infinito, non occorre il bisogno del mistero...

 

Big Bang
...il mattino m'apre dizionari di mitiche parole filosofie di scienze umane che s'addicono alle vetrate cristalline di finestra che m'apro sopra il mondo di strade e di pensieri che intanto lo sanno di girare intornointorno e intanto che ci stanno su a pensare tornano all'inizio della palla...ci son le nuvole lassù in alto sotto al cielo sui coppi di questa casa mia piccina piccina dentro e fuori che sa d'essere rifugio di pena e di fettine sottili di un amore ... e qui piove sui tetti stratosferici che rimbalzano la notte la luce delle stelle ma la terra e l'acqua e la foresta e l'aria ancora che s'incontrano sull'altre curve della palla si beano del sole, l'unica stella che c'è in questa parte d'inutile big bang...

 

Felice giornata.
Sedizioso
passo il giorno
sfilo tutte le sue ore
...non s' accorge del mio Erlebnis...
dalla asta d'alabastro
e inchiodo le sue ombre
meridiana che segna la notte prima del giorno
all' angolo che incide il sole coi suoi giri al muro.
Uscendo
per errore
dal buio stampo i suoi raggi agli intonaci che stesi coprono i miei...
pensieri ?
è lunga la storia e la mia strada non contiene tanti pesi
perchè ho visto quanto
artefatto d'amore
esso sia duro...
però all'angolo
se mi supererai
se mi supererai due volte
mi separerò senza missiva dal giorno silenzioso.

Davanti alla Bellezza.
...emozioni...davanti alla bellezza-fare gli esami per sostener lo sguardo-sapevo aspettare l'incontro-ed esserne alla pari-la bellezza non sa riconoscere il bene o il male-e il male e il bene sono un'altra cosa-aspetto con ansia d'attesa la bellezza-lei passa veloce e sembra non guardare-e se la tocco non riesco a sfiorarla-la bellezza base della vita e non se ne importa-la schiva e non sa di essere vita-la bellezza sfugge ai suoi stessi sensi-se avessi un padrone sarebbe la bellezza-la bellezza è l'erba verde del prato bagnato-perlina acquosa della zolla-ammolli del primo mattino-lacrime spezzate delle stelle-intanto tu prepari le sete della notte-i lini del mattino-i raggi per illuminare cotoni colorati rovesciati sugli scaffali dei ricordi-t'ammorbidisci le mani per le carezze-abbiamo un'unica illusione di bellezza-d'esser certi d'essere vivi-io avevo speso un po' della mia notte a cercare nei tuoi piedi il calore che avevo perso nelle mie corse sulle stelle-però è per questo che son caduto giù dall'emisfero sfiorando l'argento della Luna-perciò dai dimmelo che se io sono sogno è perchè tu sei rimasta riflesso negli specchi-ah si profondità d'immagini e velocità delle mie corse fondono la luce che ci circonda-tu rimani ferma lì bellezza al margine dell'immagine-e della bellezza ne ho solo rifrazioni e di quelle la perdizione...e la tua bocca preparata di rosso di corallo per i baci...

Il Libero Pensiero
Pericoloso
mi tinge d'oscuro.
La fine aspettare non oso.

Parole cianfrusaglie da spegnèce la tivù!
...comunque me pareva d'aver visto
ed ascortato
er servizio der tigì
che domenica c'aveva er parlamento aperto
al pubblico (poverino!) e lei...
e Lei ce stava a provà de fa la cicerona
per spiegà li segreti
e la Storia del Palazzo...
der Palazzo...si quello proprio tout court
corridoi, stanza e le tualèttes
ma...
nun ne sapeva ni èntes
sbalbettava
cianfrusaglie
di parole raccattonate
n' imbarazzo
quasi un furt!
per Ella
e per noi
che la stavamo a guardà
aò e che guardavamo a fà...uà!
ed allora
ho girato de là
...e che mi stava a significare?
c'era...
lu Parlamento della Sicilia
argh!

 


La nostra Isola in mezzo al mare
Per stare qui con te
puoi stare qui con me
che così
al deserto del fiore
che nasce
al centro del dì
nell'isola
in mezzo al mare
non faremo male

Ahi Pisa, vituperio delle genti
del bel paese là dove 'l sí sona,
poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sí ch'elli annieghi in te ogni persona!
Ad un passo dalla Storia.
Passo dalla Storia -
In finta di niente senza pestare i piedi
non rovinerò il selciato mai asfaltato
vivrò di niente forse per -
Diventerò disumano-essere
guardando
trascurata l'errata prospettiva
la Capraia
o una Gorgona -
Un tempo d'etisìa
in piccole manciate
da sprecare
e nelle tue mani l'acqua
che s'insinua in posizioni d'anima
a far bagnare le emozioni
per farmi crescere
e traguardarne roccia e detriti -
Souvenir d'infinite eternità
la mia perduta mente disillusa
quella remota strada
in mutatura
via stanca
stucca
d'un biroccio d'origini pesante -
Sovrapporre insostenibile
i ricordi impermeabili
alle ombre multiforme
e mescolar le sponde
a rimediare l'isola ove riporle
abbandonate ai lati degli estremi lembi -
A destra
e non a manca dell'ingrossato cuore
per nei gas della Storia e dei suoi mari poter sparire
sparire
instrambata oscurità.

 

 

Free zone...
volteggia il rapace tra i sentieri delle stelle
delle spire ghermisce atroci destini
artigli appigli
nel vuoto
ed in ogni spazio incombe sui nidi ...
a dio abbiamo lasciato il senso del pieno
di parole pesante
a noi aerei i pensieri
senza molecole leggeri ...
periplo del cielo
il versante sfugge al volo della memoria
ha correlazioni d'oltreimmensità
la mia zona libera.

 

Un Viaggio.
Serbo una paura dentro me che non mi servirà...
... studio quel che so,
non so ciò che non so,
e dove cercarlo è un'avventura,
un viaggio di lontano,
da me lontano ed ho paura,
non so se ritornerò,
quando il sonno si compie dentro di me,
no non m'importa più se ne morissi,
sento il peso del cosciente,
della paura
devo entrare
nell'altra dimensione.

 

Cieco
Come chiamarlo questo Mondo?
Aperti gli occhi
sull'ardore della sera rossa
distendo onde a sangue
stendo tempo respiro e parole
tocchi di scienza a mani senza corpo...
e poi...

luci che abbagliano
di schizofrenia
d'astrusi limiti immondizia
di speranze illuso
d'impotenza e nebbie nelle pupille...

e poi
aderire al mare degli spazi
coprirsi d'ansimi di morte
e dei rimasugli d'anima
e di spiriti assunti
e voli d'aironi
nello spazio delle nubi
farne finestre aperte

e poi...
salto fuori nel vuoto
organizzo in uno sputo un sogno
d'esser cieco preservativo
gonfio di sangue volo
del mondo nel suo buio...

 

Un dono
Quando penso ad un amore
credo che il mio pensiero voli
più alto e stratosferico d'un raggio della luna
e le mie mani piccole accarezzano un fiore
quando io e te soli
come fossimo distesi nel calore della duna
recintata intorno a noi tutta la zona
parliamo di quello che può essere un colore
di quello che sei tu stupendo dono!

 


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