Poesie di Filippo Travaglini


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Tra sogni e realtà le voci di dentro


Un giorno
Decisi un giorno, di raggiungere finalmente
quell’eremo solitario. Erta é faticosa,
è stata la salita..
Sapevo però, che sarei stato ripagato.
Esiste da tempo immemore,
in quel luogo, un gelso tanto vetusto,
che con i suoi turbini pieni di foglie
tenzona al vento
lasciando che l’ ombra danzi ai suoi piedi
concedendo al viandante solitario
frescura e ristoro..
Come il viandante seduto su quella pietra
monolite del tempo
messo lì, chissà da quando, per dare sosta e riposo
a chi dopo tanta fatica ha raggiunto quel luogo,
anch’io mesto e assorto nei miei pensieri
assaporo la solitudine del posto,
ascolto il silenzio rotto ogni tanto da un sibilo di vento..
I miei occhi stanchi guardano l’orizzonte
che tremolante, sembra danzare,
cosi come le nuvole sembrano disegnare
figure astratte nel cielo infinito.
Ad un tratto, quando l’estasi è padrona dei sensi
immersi in tanta bellezza, ecco, vedo il tuo volto
i tuoi occhi brillanti, i tuoi capelli soffiati dal vento
il tuo sorriso ammaliante.
Il desiderio di te è tan grande
Che l’anima si perde nel sogno di un poeta principiante..
 

Ombre
Sulla strada
giacciono pigre le ultime ombre
esse ormai
resistono per poco al sorgere del nuovo giorno.
Anche tu, come il sole
riesci a fugare
le ultime ombre che magre,
ancora resistono nella mia mente.
Vorrei che,
per me,
tu
sole della mia vita
illuminassi tutto intorno
senza lasciare che alcun crepuscolo
oscuri il nostro amore…


La mia Musa
bella donna
e sbarazzina,
sa essere,
elegante ed intrigante,
la desidera ogni i fante.
persino Dante si sarebbe innamorato
e nella cantica la collocata
non c'è cosa che ella faccia
che a me,
non mi piaccia
se la penso al mio fianco
già la amo non sai quanto...
 

Nel mio cuore una rosa
Nel tardo meriggio
Di un giorno d’autunno
Vidi,
sul ciglio di un prato
una rosa,
era sola,
in mezzo al cespuglio di spine.
Pensai , la raccolgo.
Come se essa
capisse il mio gesto
apri i suoi petali
per essere mia
e lasciò che il profumo
inebriasse i miei sensi…
una volta recisa
le dissi sei mia.
Lei in un gesto d’assenso
Chinò la corolla,
e profumò tutto intorno..
con odore pungente
inebriò la mia mente.
Tanto tempo è passato ed io sono felice
Lei è ancora nel cuore
Ed ha messo radici.
 

E poi verrà….
E poi verrà un giorno,
Mesta e assorta,
appoggiata
Al tuo bastone,
percorrerai il viale alberato
facendo attenzione, a non calpestare
le foglie a terrà, ormai morte nel autunno inoltrato.
Il tuo incedere lento
ma a volte, più ansiosa e più veloce
per raggiungere il cancello
oltre il quale troverai parte dei tuoi ricordi più belli.
Lì, in fondo tra cipressi
Carichi di rugiada nella fredda mattina d’autunno
Vai ad incontrare
Seppur celato da un freddo marmo
L’amore della tua vita…
Quanti ricordi, quanti baci, quante carezze..
Hanno riempito di gioia,
il tuo cuore e il mio
Ormai solo ricordi conservati
Come un mazzolino di mammole
in un bianco fazzolettino di lino..
 

Sperduti nella brughiera
O selve ardite,
nella sperduta brughiera.
Tra le nebbie
a coprir il manto,
dolce e setoso dei prati verdi,
dei fitti boschi,
tu brughiera rubi la mia anima
per concederti al fato


Lei il mio sogno
Approfittando del caldo meriggio,
una passeggiata lungo i viali alberati
osservando, tra le frondi
il cielo blu e infinito
scorgo, proiettato su di esso il tuo profilo,
ilare, giuliva, gaia e sorridente.
Ecco che vieni a riempire i miei silenzi.
Da te mi abbevero o fonte della mia vita
non smettere mai di sgorgare
acqua per rinfrescare le mie membra
ma soprattutto non smettere mai
di diffondere il profumo del tuo amore
di cui si alimenta la mia anima....
Ti amo vita mia...
 

Complice il vento
Accadde.
Una sera d’autunno
Ero li,
tra i cipressi
Un sibilo mi riportò alla realtà
Era il vento,
sembrava chiedermi,
Perché sei cosi mesto
Assorto nei tuoi pensieri
Non ho potuto trattenermi
Dal raccontargli,
che ero innamorato
tanto innamorato
gli chiesi di parlare con te
e come se avesse udito le mie
parole tra le chiome
si alzò un canto.
Soffierò tra i suoi capelli
Una brezza dolce
e suadente,
vedrai capirà.
 

Soli nel Vento
Ti pensavo,
seduta dietro di me
sul sellino posteriore
liberi nel vento
tra le colline verdeggianti.
Ah.. la mia mente che non riposa,
fantastica nei suoi pensieri.
E' un sogno oltre la siepe,
quello che accarezza i nostri cuori...
Volere volerti,
mi frange il cuor
che all'anelito pensiero si abbandona.
Mi manchi,
mi mancano
le tue languide carezze,
i tuoi respiri ansiosi,
la tua pelle profumata
mi mancano
le tue labbra
morbide e vellutate.
O numi,
allontanate da me i pensieri
del cuor che s'innamora.
 

Nei miei sogni una sirena
Ti ho immaginata così
mentre
uscivi dal mare
come una sirena,
l’acqua salata,
trepidante
accarezzava la tua pelle
ti ho immaginata così,
mentre distesa,
sulla morbida e calda sabbia
concedevi ai raggi del sole
di baciare il tuo corpo.
Io, fremente
vedevo il tuo seno palpitare
come avrei voluto sfiorarti,
toccarti, baciarti,
leccare la tua pelle,
assaporare il sale su di essa
ahimè o mia sirena
ti ho solo immaginata.
 

Aquila reale
Se mai,
dopo la mia dipartita
dovessi tornare,
vorrei essere cosi
fiero e regale,
possente ed elegante,
acuto e astuto,
volare alto,
cullato dal vento,
sfiorare le nuvole
e urlare a tutti,
la mia libertà...
 

Oggi voglio ricordare mio padre

Notte di San Lorenzo

Con lui,
in anni lontani,
in questa notte magica
osservavo le stelle cadenti,
ricordo con amore,
con quanta abilità e fantasia
mi descriveva l'evento,
non avrei mai smesso
di ascoltarlo
gia fantasticavo con la mente.
rammento,
con quanta tenerezza
mi stringeva
tenendomi riparato
sotto il suo braccio,
a evitare che
la brezza della notte
raffreddasse il mio corpo,
e poi, con estrema dolcezza
quando si accorgeva che
la mia anima giaceva
tra le braccia di morfeo
mi stringeva a se.
Cosi, immerso
nel buio profondo della notte,
come un viandante con il suo fagotto
tornava felice verso casa.
Odo ancora il suo respiro
mentre ancora affaticato
per la salita delle scale
mi pone nella mia culla.
Caro papà spero,
che questa,
sia la notte magica di un tempo,
ti voglio immaginare,
mentre domini,
una stella cadente
che luminosa e incandescente
cerca di fuggire
al tuo possesso.
Mi manchi tanto.


Il pescatore innamorato della bella campagnola
O campagnola che stai sullo scoglio
vieni a navigare con me sul mio naviglio,
voglio dirti tutto il bene che ti voglio
bene che dal tuo cuore mi darà un consiglio,
sei bella e sei cara e piaci tanto a me
io nutro nel mio cuore un grande amore per te…

Non posso amarti o pescator dell’onda
perché ancora io son fanciulla e tu sei grande,
sono nata in campagna, dove nascono,
le ghiande e le castagne
e ci nevica d’inverno, devi saper
che non ho la dote per far l’amore con te….

Sono pescatore ed ho nel mio battello
tanto corallo da ricoprirti,
le braccia il seno e il tuo corpino bello,
cosi potrai andare alle feste da ballo
vestita e imbrigliata come un angelo,
ed io, potrò rallegrarmi pensando a te….

Se ti dessi retta o pescatore
dalla mia mamma le potrei prendere,
essa mi dice di non far l’amore
coi pescatori che vanno per mare,
perché tra vento e burrasche potrebbero annegare
per questo o pescatore non posso amare te….

Le tue pupille incantatrici
di illuminare il mare son capaci
vieni bella che ti renderò felice,
navigheremo tra carezze e baci
non temere paura non c’è né
io sono il tuo amore per te….

Bello mio, ti guardo con le mie pupille
e il mare che brilla
sembra un cielo pieno di stelle,
tu mio caro sei pieno di scintille
mi fai fremere e il mio cuore è
innamorato sempre più di te….

Vieni fanciulla fammi felice
il mio amore è affidabile e vivace
e non ti cura di chi parla e dice..


La befana
La befana
sta per venire,
porta il sacco
sulle spalle.
Intravedo i suoi doni,
che consegna
ai bimbi buoni.
Lei cavalca
una scopa,
non appena
la notte imbruna
solca il cielo con luna.
Discendendo
i caminetti
trova calze e scarpette
e ridendo mette e mette
a chi doni
e, a chi il carbone.
Di gran fretta
si allontana
mentre soffia
la tramontana.
La stan sognano
tutti quanti
se sia brutta
vecchia e storta,
a nessuno
questo importa.
L’importante è il suo venire
a rendere
i cuori più giulivi.


Orizzonti
Di fuoco, nel deserto,
luccicanti sulla neve,
verde ai tropici,
di felicità, per gli innamorati
buio, nei cuori tristi
in ogni caso tremolanti
come stereogrammi.
Più li osservi,
cerchi di vedere,
capire,
più nascondono
segreti che
ti sembrano irraggiungibili.
Chiudi gli occhi
e con la mano cerca di sfiorarli
senti la brezza che ti accarezza,
ti fa sognare,
ti sembra di librarti
nel cielo blu
di quegli orizzonti infiniti.


Anno vecchio, Anno nuovo
Verrebbe voglia
di dire seppur
con retorica
anno nuovo
vita nuova,
forse,
è opportuno
festeggiare
ma con l’anno vecchio
che sicuro
non può più tradirci.
Quel che è stato
è stato,
c’è chi ha gioito
e c’è chi ha pianto,
chi ha promesso
e chi ha tradito,
facciamocene
una ragione
questa è la vita.


Morale
Un dì il maiale
vide il vicino
un anziano ciuchino,
poverino chino
sotto il fardello.
Schernendolo disse,
fai come me,
rilassati e mangia
dalla mattina alla sera,
i pasti sono abbondanti
e succulenti.
Il ciuchino,
con sguardo timido
rispose:
la stessa cosa dicesti
l’anno passato.
Ma che ti è successo
non hai più
la macchia nera
sul muso.


Vita
Immensa è
la solitudine,
difficile l ’esistenza.
Sentimenti profondi
si risvegliano
e il pensiero della vita
va al mistero
che essa racchiude.
Cresce,
la consapevolezza
della sconfitta,
troppo pressante e reale.
Abbandoni, rimpianti,
piaceri di libertà.
Concedi una sosta
ai tuoi pensieri
vola al di sopra delle cose,
vola lontano
e dimentica la misera nudità
di questa esistenza.

Per te
Sei apparsa,
come il bagliore
di una meteora,
illuminando
l’universo
intorno a me.
Hai attraversato
il mio cielo
facendo luce
nel buio
che nascondeva
il mio cuore.

Musa
O musa.
Ispiratrice
dei miei
sentimenti,
hai svegliato
i miei amori,
scosso
il mio torpore,
tracciando
nell’anima
mia il solco
della conoscenza.

Al poeta

Sommo Poeta.
Uomo insigne,
tu, che vivesti
di virtù
e conoscenza,
cavalca
impavido,
il grifo bianco
e convinci
Caronte,
a traghettare
tanto odio
oltre lo stige.

Inquietudini
Costretto dal fato,
disteso in quel letto,
solo, immerso
nel buio della notte.
Al di là della finestra
rumori di foglie secche
e rami spezzati dal vento
squarciano gli inquieti silenzi.
Atmosfere fatate,
irrompono nella quiete
del buio profondo
e sotto il patio antico
il cigolio di una vetusta
sedia a dondolo
cullata dal vento,
crea nell’animo
il terrore di armaghedon.
Tra gli alberi flotte di ombre,
come antichi templari
scacciano le inquietudini
più profonde.
e i raggi argentati della
luna d’inverno,
illuminano l’anima
imprigionando
le infide paure.

Ti penso
Amore
dolcissimo,
quando l’alba
scaccia la notte,
le paure fuggono
alla luce del sole,
ti penso,
e il pensiero
di sopportare
la tua lontananza
squarcia il mio cuore
Fai presto,
fai presto a tornare
il desiderio di te,
di saperti lontana
è solo tristezza.
Averti tra le braccia
è gioia infinita

Lei
I capelli
soffiati dal vento,
lacrime,
come gocce di brina
argentata,
accarezzano
il tuo viso
riflettendo
la luce della luna,
il tuo sguardo
penetra
il mio cuore
e la bellezza
della tua anima
trafigge
i mie sentimenti,
tutto,
il tuo amore
è dentro di me.
Nulla potrà
cancellare
questo momento
neanche
la lontananza
che ci divide.

2 novembre

Ogni anno in questo giorno
c’è l’usanza di andare
al cimitero.
Un pensiero, una visita,
una preghiera
per i propri cari,
defunti ma mai dimenticati.
Anche quest’anno
nella nebbia d’autunno,
percorreva il viale di ciottoli
che conduce,
alla sommità della collina.
Là,
tra i cipressi profumati
in mezzo a quei poveri loculi,
singhiozzano mille fiammelle
che brillano
come le lucciole nel mese di luglio,
Mesto e pensieroso

con il suo grave fascio di fiori
a rendere omaggio
a tutti i suoi cari.
Ognuno lo deve fare
è un dovere
a cui non si può mancare,
ricordare il loro sorriso
e dimenticare le lacrime che
solcarono i visi,
rende loro più felici.
Essi non sono morti sono
solo transitati.
Anche se,
per una sola volta l’anno
torniamo a salutarli,
ricordarli farà felice i nostri cuori,
e sentiremo
che sono sempre vivi
e onnipresenti
intorno a noi.  

Un sogno…
Un sogno
ingabbia
la mente,
un sussulto
desta
i sensi.
Svegliarsi,
così,
all’improvviso
e
accorgersi
che
un angelo,
ha sfiorato
la propria anima.

Le stelle
La sera
quando ti capita,
alza gli occhi,
guarda
le stelle
che brillano
in cielo,
prova a contarle
ognuna
è un pensiero
per te.

Fioca luce
Possa
la fiamma
di questo cero
riscaldare
il tuo cuore,
illuminarti
la via,
buia e senza fine.
Possa essere
la meta,
della tua anima,
lontana,
ma da te
raggiungibile.
Per mio padre, il suo ricordo è sempre vivo nel mio cuore.

Dolore
Fredda
è la mattina
nuvole grigie
cariche di neve
si stagliano nel cielo.
Si ode tra i boschi
il cinguettio
di un fringuello,
sembra felice
invece,
è un lamento
cerca il compagno
perduto nel vento
e non sa,
che non lo ritroverà
perché una
vile cartuccia
non lo permetterà.

L’aia
C’è il gallo
nel pollaio,
che urlando
a squarciagola,
a tutti va dicendo
io mi sento
un re reggente.
Del pollaio,
la gallina
è la regina,
che cantando
coccodé tiene
in ala il suo bebè,
e nell’aia
circostante
c’è un brusio
incessante.
Tiene banco
il paparone
che fa solo
lo spaccone
e credendosi
uno stallone
fa le fusa
alla cavallona,
questa che si accorge
della trampa
non ci pensa un solo
istante e con un calcio
ben mirato,
lo sistema per lo stufato.

Fantasia della mente
Mi ritrovo
in un castello
che a vista par fatato
e, girandolo
notte e giorno
sono giunto
in un soggiorno.
Passeggiando quà e di là
mi son seduto su un sofà,
posto innanzi
a un caminetto
con di fronte uno stipetto
messo lì da tanto tempo
sembra dir
io son contento.
E in un angolo son posti
gli alari neri e tosti.
E’ una stanza
che fa paura
la c’è anche un’armatura,
ma non dimenticare
è solo un’avventura.
Poi girandoti da un lato,
ti accorgi,
non c’è nulla di fatato
è una fregatura
della coscienza
che ti tira con la lenza
non è lì che sei presente
ti risvegli nel tuo letto
che ti abbraccia con affetto.
Meno male,
che i sogni restan tali
altrimenti ci si rimane
proprio male.

Perdonami
Il tuo volto,
sporco di sangue
e bagnato di lacrime.
Loro non ti capivano
e tu imploravi tuo padre
Il nostro padre
di perdonare
I tuoi aguzzini.
Sul tuo viso
un flebile sorriso
tra tutti gli uomini vedi me,
consapevole di essere
incapace di aiutarti.
Perdonami
forse avrei dovuto fare di più.
Troppi sono quei popoli
che ti condannano
persi nel buio
della loro ragione,
non vedono la luce
che li guidava.
Ora,
sento le loro urla,
il terrore,
li trascina
nel baratro della loro vita.
Perdonami
forse avrei dovuto fare di più.
E tu, ora non saresti su
quella croce.
Le tue carni non avrebbero
subito l’infamia del trapasso
di quei vili chiodi.
Perdonami
forse avrei dovuto fare di più.

Le parole che non ti ho mai detto
Beffardo il destino.
Quella sera d’autunno
la voglia di venirti a trovare
era grande e invece,
l’ infida scala ha posto
termine alla tua vita.
Caro papà, vecchietto adorabile
la tua anima è volata via.
Tutto avrei potuto
immaginare,
mai, avrei voluto
udire quel tonfo
io fuori a cercarti con la voce,
e tu che giacevi a terra
e non rispondevi,
che momento tragico
ha segnato la mia vita
Te ne sei andato
mentre il buio della notte
che ti ha portato via
veniva scacciato dall’alba,
il sole che sorgeva
mi rendeva sempre più reale
che tu non eri più con me.
Finalmente,
riuscivo ad aprire la porta
che ci divideva,
arrivarti vicino e vederti disteso
con la faccia,
coperta di sangue
che irruente, usciva dal cranio
venivo assalito da pensieri infiniti,
mai provati prima.
Davanti a me scorrevano
le immagini della tua vita
semplice e piena di dolcezze
ora sono solo scene spezzate,
ricordi frammentari, indelebili.
Il tuo corpo
giaceva immobile
pian piano diventava freddo,
il tuo viso, sereno mi rassicurava
che eri contento di avermi
vicino in quel momento estremo.
Ricordo, la complicità tra di noi
la tua gioia,
quando ti sei reso conto
che tuo figlio realizzava
il suo sogno professionale,
lo esprimevi
con quel tuo modo buffo
di accennare ad un sorriso
che ti rendeva,
grande e unico.
Ricordo ancora, che mai
c’è stata incomprensione tra di noi.
Adesso, è tutto finito,
al tuo funerale
tante sono state le persone,
che volevano salutarti
facendomi sentire orgoglioso
di aver avuto un grande papà,
un papà dal cuore immenso.
Che stolto,
non me ne ero mai accorto.
Adesso, almeno una volta
vieni ad accarezzare i miei sogni
perché, vorrei con te,
scambiare i miei pensieri e dirti
“le parole che non ti ho mai detto”.
Tuo figlio

Mia gioia
La tua bellezza.
Lo splendore
della tua anima,
l’azzurro
dei tuoi occhi
e la dolcezza
del tuo sorriso,
sono
impressi
nel mio cuore.

Nella mia mente,

velocemente
rincorro,
il tuo amore
fuggente….

Ricordi
Il primo incontro.
Tanto tempo
è trascorso,
nei nostri cuori
imperversava la gioia
i nostri corpi
conoscevano il furore,
ricordi
venticinque anni
sono passati
sembra ieri
invece
è ancora oggi.

La primavera
Si ode il risveglio,
si sente il profumo,
si vede,
la luce più intensa.
Un dolce tepore
avvolge ogni cosa
è la natura,
torna a rivivere.
Le prime gemme
ancora infreddolite
si affacciano
a nuova vita.
Tutto,
intorno
cambia il colore,
gli uccelli intonano
nuove melodie,
i bambini, si rincorrono
giocando sui prati.
C’è un vecchio
che torna felice
sotto il suo grave
fascio d’erba tagliata.
Là, all’orizzonte
dietro la collina
con il sole che volge
al tramonto
si ode, lontano
Il suono
di una campana.
Annuncia,
è Pasqua,
Gesù è risorto
gioite con me,
gioite
è gia primavera.

Luce..Profumi..Colori...
La giornata
è assolata,
l’aria,
dolce e vellutata.
ho voglia,
di passeggiar
con la mia amata,
qua e la,
papaveri rossi
bianche pratoline
e fiori infiniti,
colorano i campi
là,
in mezzo
al verde
una lucertola
fa capolino.
I profumi dell’aria,
i colori dei fiori,
e il nostro amore
fanno gioire
i nostri cuori.

Epilogo d’autunno
E’ tempo.
L’autunno finisce,
il freddo,
è già qui,
le foglie secche,
stanche di ondeggiare,
soffiate dal vento
scendono insieme
alla prima neve,
adagiandosi
prive di vigore
sulle loro sorelle
ormai morte.
Qua e là,
ancora
qualche castagna
dimenticata
dai laboriosi
abitanti del bosco.
I primi fiocchi,
fanno rabbrividire e
ricordano che
bisogna dormire.
L’inverno è già qui.

Ai quarantenni di un po’ di tempo fa’
Quarant’anni
son passati.
Siamo qui tutti arrivati,
cari amici intervenuti
voglio darvi
un benvenuto,
che il futuro
ben ripartito
ci riservi
altre partite.
E nei prossimi
quarant’anni
tra fatiche
ed affanni
qualcuno mancherà,
ricordar lui si dovrà.
Amici miei
con affetto
e con ardore
vi saluto
col mio cuore.

L'amico
Amico mio carissimo.
Sei partito all’improvviso
lasciando un vuoto
nel mio cuore.
Ora, devo confessarti
che avvolte,
provavo invidia,
nel vederti
plasmare e accarezzare
con la maestria
delle tue dita,
quelle creature
fredde e prive di anima,
ma frutto
della mente
e della tua arte.
Come
avrei voluto che tutte,
fatalmente
si fossero
animate e,
con fare
ammaliante
e fervida astuzia
avessero
convinto
il male che ti attanagliava
ad abbandonarti,
restituendoti
la vanità
e la gioia
di tornare ad
accarezzarle.
Ma il fato ha deciso
diversamente.
Ciao amico mio.

A Vito PANCELLA,
Uomo Insigne, Scultore, Pittore, Creatore di gioia, amato e stimato
nel mondo dell’arte.
Mio grande Amico, in ricordo con stima e con affetto..…..

La mattina di natale
Mi sveglio,
è presto,
con fatica,
la testa va
fuori dalle coperte,
fa freddo
e un brivido
attraversa il mio corpo.
Oggi è natale,
che gioia
scende la neve
e tutto è imbiancato.
Sulla quercia di fronte
uccellini che volano
qua e là.
Sul vetro della finestra
riflesso,
vedo me bambino
con tanti sogni
nel cuore e
il desiderio infinito
di assaggiare
con il pensiero
quel duro pezzo
di torrone farcito.

Cipresso antico
Sulla vetta del colle
in quel vecchio cimitero
ondeggia maestosa
la tua chioma,
cipresso antico
tra quei poveri loculi,
affondi le tue
radici vetuste
vegliando
da tempo immemore
i corpi dei trapassati.

Innamoramento
Un soffio
di vento
un battito d’ali,
un colibrì,
sogna di volare
in paradiso.
Ad un tratto
un sospiro,
una rosa,
apre i suoi petali.
All’improvviso
l’innamoramento
ed ecco
il paradiso.

Indomito e gelido
Stamattina
di buon ora
Eolo
si è svegliato,
i suoi destrieri
ha accarezzato.
Burian,
delle steppe siberiane
non vuol sentir ragione,
decide da solo
la direzione,
troppo austero
per ascoltare ordini.
Con irruenza
lui ama vedere,
le onde del mare
infrangersi

sulle mute scogliere
ed Eolo, padre amorevole
lascia che il prediletto,
segua il suo istinto,
e gli soffia sul petto
l’amore profondo
di un padre giocondo.

dietro una finestra, una vita
Sono solo.
Osservo le luci
di questa città,
cosi vicina e frenetica,
ma cosi lontana.
Nella solitudine
Il pensiero della libertà,
il ricordo
delle persone care
gli errori commessi,
rendono torbidi
i miei sentimenti
rendendomi
consapevole
della sconfitta.
Vorrei liberare
la mente
dai tristi pensieri
assaporare
il piacere della libertà.
Vorrei volare
al di sopra delle cose
volare lontano
e dimenticare
questa mia
misera esistenza.

cara gioventù
Cara gioventù.
Ti ho perduta.
Così.
All'improvviso.
Mi sono girato
e non c'eri più.
Era bella,
la spensieratezza,
la gaiezza,
gli anni,
verdi
e lunghi,
adesso,
aridi e corti.
e solo
per un momento,
vorrei
tornare
a respirare
l'aria dei
miei sei anni
così
lontani nel tempo,
persi nella memoria
tali,
da farmi
sentire vetusto
come un vecchio albero.
Però,
ricordare
lieta il cuore
ed aiuta la mente
a non pensare
che la vita
ormai
sta scendendo
come acqua
verso il mare.
Comunque
è stata bella.

Tu....
Perduto
in un deserto
bianco.
Intorno a me
il nulla,
all’improvviso
un segno,
un fiore
una speranza.
Il cuore gioisce
per la ritrovata via,
con gli occhi
lo fisso
per non perdere
l’attimo di gioia.
Il vento
soffia sul viso,
tra i capelli,
una carezza
sembra un sogno
e all’improvviso
tu...

San Pio
Hai dedicato
la vita
alla povera gente,
la povertà
è stata la ragione
della tua vita,
la preghiera
il fine
della tua esistenza,
umile uomo,
fratello insigne
osteggiato nei pensieri
e nelle opere,
hai dispensato
fermezza
e risolutezza,
in tanti sperano
seppur con l’aiuto
degli uomini,
molti pregano
la tua intercessione
e la tua
misericordia.

profumo di te
è un caldo
pomeriggio,
sussulti,
ronzii
nella mia mente,
forse sono api
che girano intorno;
o no,
sono
i miei pensieri
inseguono,
si appropriano,
annusano il fiore
che tanta fatica
è costato trovare.
In questo meriggiare
alle prime ore
del vespro
l’odore della tua pelle
è come la zagara
che, imprigionato
il caldo morente,
se ne libera con
la prima brezza
catturandomi
con inebriante fragranza….

Alla donna che amo

Delizie di un anno
Ecco gennaio,
che freddo che fa’,
febbraio,
si ride di già,
è primavera,
deve ’essere marzo,
ad aprile,
il signore risorge,
maggio orgoglioso,
è tutto un erboso
giugno vanitoso,
apre all’estate
è luglio,
il bel grano è tutto odoroso
agosto decide,
io mi riposo,
settembre,
porta l’uva gioioso
ottobre nebbioso,
apre i suoi tini,
novembre con i santi,
si prega e si aspetta
dicembre,
che bello ci porta il neonato glorioso

Carmine
Forgiare
Durlindane
non era
il tuo mestiere,
ma, ricordo
l’ineguagliabile
maestria,
con cui
impugnavi
il tuo martello
incutendo terrore
al povero incudine.
Riuscivi a sagomare
quanto di più strano
ti balenava nel genio.
Ti chiedo ora
affinché io
non perda un amico
di modellare
un dardo.
tanto appuntito,
per poter
trafiggere
ed uccidere
il male che ti
attanaglia…..

A Carmine Fantini insigne artigiano del ferro in ricordo e con affetto

11 Settembre 2002
Mi sveglio presto
osservo l’orizzonte,
un anno è ormai trascorso,
si odono i rumori
si sente l’odore acre,
si percepiscono le urla,
si vede la follia degli uomini
cupa e orrenda.
I giganti di metallo
spazzano via non solo i detriti
ma anche l’umanità
di quelle anime ancora
alla ricerca del proprio corpo.
Noi rimasti auspichiamo che la follia
si disperda
come polvere nell’universo.

11 settembre 2001 tragedia…dolore..
Ad un tratto,
un rombo di motori,
mille occhi scrutano
mille orecchie odono.
Sono le urla di tante vite
al capolinea
della propria esistenza,
quante lacrime,
quanto dolore,
quanto sangue,
quanti amori lasciati
quanti pensieri infranti
in quella miriade di pezzi di vetro.
L’odio degli uomini
non uccide solo i corpi
infrange i sogni
e distrugge la speranza
di una convivenza comune…..

Dolor di bimbi
Oltre il muro
di un vecchio istituto
si odono
grida di bimbi
intenti a giocare.
Nessuno comprende
il linguaggio
nessuno sà
che ognuno
di loro cerca la mamma
che non troverà.......

Cercare se stesso
Immerso
nei sogni
ad un tratto una luce.
Su una croce scura
l’uomo,
soffocato
dalle sue ansie
trafitto
dai suoi tormenti
annaspa nel buio.
L’oblio dei sensi
e lo sconvolgimento
dei pensieri
scandiscono
il pianto di un bimbo
che a stento,
cerca di ricordare
la più dolce
delle preghiere.

A Carol con affetto
È difficile pensare
che tu ,
possa essere stato
forgiato da Dio.
Il carattere, la volontà
l’energia di un uomo
che ha parlato agli uomini,
che ha osservato e baciato
il volto di tanta gente,
che ha stretto milioni di mani
oggi ti vediamo vecchio e stanco
consapevole di quanto hai fatto
e di quanto vorresti ancora fare.
Anche se così tanti anni ci separano
vorrei averti
come padre premuroso
come fratello maggiore
come amico carissimo
dal quale ascoltare
ogni prezioso consiglio
affinché la mia anima
possa avvicinarsi alla tua,
farmi prendere per mano
per attraversare con te
serenamente
i sentieri della vita.

Periodo di pasqua del 2004 omaggio al nostro amatissimo
Giovanni Paolo II.

Alla donna che amo
Dolce amore,
ogni volta che ti penso,
il mio cuore si apre.
Fai presto,
fai presto a tornare
la tua lontananza
è solo tristezza
averti tra le braccia
è gioia infinita.

Vecchio
O vetusto,
tu che
hai assaporato
la freschezza
della gioventù
vissuto le
tribolazioni
della vita,
conosciuto
il terrore e
l’odio
della guerra
placa ora
la sete
nella fonte
della
tua sapienza………..

Abete
Da lontano
confondi
la tua maestosità
con la foresta
che ti circonda.
Sotto la coltre bianca
stendi i tuoi rami,
nessun brivido
ti attraversa
però,
sei triste.
Sei triste
perché il tuo animo
è scosso dal dolore
di quell’espianto
il tuo piccolo
è stato portato via.
Non essere triste
ora lui si trova
in un magnifico giardino
e tra qualche anno
potrà osservare,
dall’alto
della sua maestosità
i monti lontani,
pensando alla sua mamma
sarà felice
perché adesso
vedrà giocare
sotto i suo rami
tutti quei bambini
soli ed abbandonati.

Ricordando mio padre Vincenzo
La tua vita
semplice
e piena di sofferenze
la tua morte silenziosa
come un battito
d’ali di farfalla.
Papà mio
mi hai lasciato
ma il tuo ricordo
resta saldo
nel mio cuore
e,
sulla fredda pietra
voglio
incidere la tua vita
a perenne
memoria……

Perdutamente tuo
Il tuo sguardo
cattura
il mio cuore,
La tua presenza
illumina
la mia anima,
la tua bellezza
stordisce
i miei sensi,
eccomi
sono pronto,
per essere
accompagnato
sui sentieri
selvaggi
dell’amore

Sognando l’africa
L’alba del mattino
colorata di rosso
cattura lo sguardo
il ricordo dell’africa
scorre nelle vene.
Gli occhi di giada
e i denti d’avorio
fanno fieri
quegli uomini,
soli,
a ricordare
il profumo
……..delle loro savane.

Immigrato del mondo
O meteco,
tu che hai osato
affrontare
le ire di nettuno,
ti trovi ora
ad affrontare
il giudizio di tanti,
non ti capiscono,
non sanno
quali sono
le tue sofferenze.
Abbandonati
ai ricordi
pensa
agli affetti lasciati
e affronta
con dignità
la tua nuova
condizione.

Ultimo tra gli ultimi
Una città frenetica
una sera d’inverno
passeggiando
nella nebbia
incontro un uomo
è disteso,
coperto
da un cartone,
nella penombra
sale tenue un vapore,
è il respiro
del suo cane
unico ed ultimo amico
lui era lì
sembrava sorridesse
fiero della sua coperta,
un cielo di stelle
in una fredda sera
d’inverno.

La coccinella
Su un filo d’erba
ai bordi di uno stagno
una coccinella
affranta dalla solitudine
cercava compagnia,
vide una foglia
con tante macchioline rosse
presa dall’entusiasmo
convinta che fossero
i suoi simili
ci volò sopra.
Si accorse in ritardo
che era un ranocchio.
questi
senza preamboli,
al volo lo afferrò
e con un sol boccone
lo divorò.

Mediterraneo
Un tempo,
le tue acque
di color
blu cobalto
erano l’orgoglio di Roma,
essa pensava di dominarti
ma chi può
dominare tanta bellezza.
Hai conosciuto
i grandi faraoni,
Annibale,
Isabella e Orlando
continui a bagnare
le isole dei vulcani
tu, mediterraneo
che infrangi le tue onde
sulle spiagge della sirena del sud
apri le braccia ai tuoi
numerosi figli
accogliendo in te
quanto di più strano
raccolgono nel loro percorso.
Solo Nettuno,
può capire
Il tuo dolore
per la morte di tanti uomini
che ancora pensano
di poterti dominare.
Nessuno ancora
si rende conto
che tu c’eri
ci sei
e ci sarai
nei lustri avvenire.
Tu Mediterraneo
imperituro
continuerai a
cullarci con amore.

Parole
un sogno,
Ingabbia
il mio cuore
Il pensiero
di averti
confonde
la mente,
come l’acqua
del fiume,
corre a raggiungere
il mare
per assaporare
la nuova dimensione,
cosi,
il desiderio
di amarti
insegue
la tua anima.
Il tuo respiro da vita
alla mia vita
il ricordo
dei tuoi occhi
illumina il buio
intorno a me.

Tristezza
È triste,
sentirsi solo,
osservare il cielo
in compagnia delle stelle.
E’ triste,
sentirsi abbandonato
osservando il mare
cullare tante vele.
E’ vuota,
la mia vita
da quando la tua mano
non stringe più la mia,
buia è la mia esistenza
da quando i tuoi occhi
non incontrano più i miei
e nel cielo dell’alba,
e triste,
vedere i gabbiani
volare alti
e ricordare che anch’io
sfioravo quella luce
quando tu
mi eri accanto

vigliacco
Ci risiamo……
Ecco l’ennesima tragedia,
Un boato profondo
Un rumore cupo.
Vigliacco
Che non rispetti
L’altrui vita
hai colpito
a tradimento
ricoprendo di polvere
Il viso di quell’uomo
Ai sporcato di sangue
La tua stessa anima
Vigliacco
Non pensi al dolore di una madre
Al pianto dei figli
Al singhiozzo di un padre
Alle lacrime di una donna
Ormai sola
vigliacco
il tuo gesto
hai distrutto
il sogno di un uomo
tutto è ammutolito
tale da sembrare
che anche dio
ci abbia abbandonati.
-in ricordo di Filippo Raciti-

Paura del buio
di notte
mi sveglio
angosciato
credendo
d' essere
stato abbandonato,
un sussulto
nel buio
desta i miei sensi.
Con il cuore
ansimante
ti cerco fremente,
la tua mano,
la sento,
tesa verso di me
mi afferra
e mi conduce
verso l'alba
nascente.

L'acqua la sua vita
Nel cielo le nuvole
sfiorano le vette,
sulle sue ali
il vento le traghetta,
la pioggia con dolcezza
i fiori accarezza,
l'acqua dei ruscelli
fiduciosa non demorde,
guarda il blu,
medita e dice
tornerò lassù.........

Notte di Natale
E' già sera,
sono le venti
il tavolo imbandito
i bambini ansiosi
di aprire i regali
la nonna è orgogliosa
della sua cucina
sono tutti felici
e intanto il tempo vola
tra una bevuta e una castagna
ci avviciniamo alla mezzanotte
presto bisogna prepararsi
l'avvento è vicino.
La magia avvolge questa notte
la neve, bianca e soffice
sobria scende ad imbiancare
quella povera capanna
in mezzo al paese
Burian soffia
e la pelle rabbrividisce,
già si odono le campane
annunciano il lieto evento
e nato.
E nato Gesù
che sia gioia per tutti,
pace e amore
in ogni parte del mondo.....

notte di natale 2003 la prima senza mio padre

Sogni di fanciullo
Povero bimbo,
con quanta ansia
aspettavi il natale,
le vacanze, i doni
e la nonna che
ti regalava
un biglietto sgualcito
di cinquecento lire.
Intanto correvi
e giocavi in mezzo
alla neve e le tue
manine, rosse per il freddo
ti facevano sognare un
paio di guanti
sogni che si infrangevano
nella povertà di
quel padre
che ti osservava con orgoglio
e nel suo cuore vedendoti
crescere forte,
pensava
un giorno sarà meglio di me....

La befana
Come un incanto
la luna brillante
risplende nel cielo
il freddo è pungente,
un'ombra furtiva
mi crea un delirio,
sembra una strega
tremo di già,
ma una voce sottile
accarezza il mio cuore
sono io, la befana
e voglio il tuo aiuto
per consegnare
parte dei doni
ai bambini buoni.
Con gioia nel cuore
io non commento
prendo il mio sacco
e vado...
verso il convento..

Caro papà
ti ricordo giovane
fiero d’esser contadino
fiero del lavoro dei campi
che tanta stanchezza ti procurava.
Io con orgoglio osservavo
le tue mani stanche
stringere con forza quei legni
padroni dei ferri del tuo mestiere.
Quanti anni sono passati
ormai non li conti piu’
li senti tutti al tuo fianco
e giorno dopo giorno
mi rattrista vedere il tuo corpo affievolirsi,
per te le stagioni diventano
sempre di meno e
in te avanza prepotente l’inverno
che con il suo vento gelido
lascia il tuo cuore freddo e triste.
Ho sentito la tua flebile voce chiamarmi
vuoi che sia al tuo fianco
per aiutarti a non scivolare
sull’infido ghiaccio
estremo rischio del tuo inverno.
Ciao papa’ sono qui…


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