Poesie di Roberta Vezzosi


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Tra certezza e incertezza
tra certezza e incertezza
la vita un campionario di guai
manichini lasciati un po' ovunque
nel retro di un magazzino
e tra falsità, opacità, di specchi lasciati
in quà e là,
a intravedere, quali sogni volere
e tra pellicce di mia madre provate mai comprate
una dolcezza così forte, confetti non dimenticati
e nel modo di fare, lasciati un po' andare
le cose come onde del mare
si snoderanno a provare
che non sempre
chi è pieno di guai
è una persona sbagliata
si tratta di una vita fatta a giornata
andranno per lui tutti i sogni-giorni migliori
quelli lucenti che come un coltello tra i denti
non ti faranno mollare
dimenticare
che esiste un modo migliore
di cercare le parole
cercare la nota migliore...

Uomini bambini
Ho visto il viso di uomini bambini...splendere
quando si ferma la roulette
(sul numero giusto) della vita.
Anche il destino va verso il cielo, si protende
finchè quel sogno
la solita iena, uno sciacallo se lo prende.
Rimane un cappotto lurido
ed un giubbotto fetido,
non so se basteranno cicatrici ed esperienze.

E non è sempre possibile battersi alla pari
a volte anche un solo binario può esserti fatale
ma ho visto anche delle persone gentili splendere
dare, senza chiedere più niente, incredibilmente
gentilezza, armonia
si diffonde senza eroi, non c'è razze, niente classi, ne divieti
così sbadatamente
ti carezzano la mente.
Ma ho visto il viso di uomini bambini splendere...
quando si ferma la roulette; sul numero giusto della vita
anche il destino va verso il cielo si protende
finchè quel sogno, la solita iena, uno sciacallo
se lo prende.

Sempre a ballare
non saremo certo i primi
nel prato della vita
semmai lo siamo stati
non lo saremo più
balleremo il nostro tempo
un tango un po' invecchiato
di passati amori
o grandi delusioni.

ci muoveremo tanto
ma balleremo male
non saremo certo i primi
i migliori a ballare
ma làsciati un po' andare
sul prato della vita
sentiremo la passione anche svanire
ma noi saremo sempre li a ballare.

Verso la libertà
Vorrei tornare a un viso sbiadito
contorno velato da un biondo un po' antico
come nocche di lavandaie sbucciate di bucato
vorrei bucare la scuola per scarsa armonia,
mio padre, mia madre, che stupida follia.

E ora sono qua, ad aspettare il mare
ma a 16 anni fa anche troppo male
le spiagge sono calde
deserti di metalli
la sera sulla sabbia soffiano lautari.

Li ho visti sul mare anche ridere cantare.
Il rumore forte non li fermerà
non posso dire non posso
ci vuole coraggio
e torno al rumore; runore di ogni giorno
perchè a ogni alba si vesta un nuovo giorno.

Cammino per corridoi, strade, deserti
dove la notte non ti lascia mai
dove fino alla fine, la fine di un giorno
un sole non ritroverai.

Fammi partire, andare lontano
perchè se un tempo non scorre, non ti sfiora mai
ho passato diversi inverni, anni, coralli
dove dormire era cura per i guai.

Lasciatemi partire, andare lontano
fra case granai, sparsi nel tempo
dove fino alla fine
alla fine di ogni giorno
se un sogno vive al tramonto
non muore mai.

Senza tetto ne legge
senza tetto ne legge
verso la libertà.
Senza tetto ne legge
senza tetto ne legge
verso la libertà.

Una finestra avanti
Un uomo è andato una finestra avanti
un uomo si è fermato una finestra indietro
un altro è andato via, uno fortunato è volato.

Siamo arrivati nella piazza sopra la stazione, sopra al fiume,
il ponte con le palizzate ha prima
una larga curva a braccio.
E’largo il braccio della strada
e ci abbraccia senza vento
è umido anche questo ultimo dell’anno…

Ed è secca l’estate
quando calma urla il suo furore
dietro al campo da calcio,
davanti al bagno della “Barcaccina
farà un caschè anche un sole rosso
ed è per questo che piange l’estate, (ogni anno)

accanto all’erba secca…
ai giardini dei palazzi dei vicini
che ci passano l’estate
da quarant’anni

C’è sempre un ragazzotto da aspettare
che mai ti porterà una verità.
Ha sempre un ragazzino un’amore,
nelle tasche fra le biglie colorate
c’è sempre un uomo in frac
con una rosa e un cappello da buttare.
Fra le braccia del fiume aperte,
accanto a una coperta
una bottiglia, delle scarpe di cartone…
accanto a una coperta,
una bottiglia di un barbone
con delle scarpe di cartone.


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