Poesie di Tiziana Cocolo


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 Tiziana Cocolo

Nata ad Albenga (SV) nel 1959, Tiziana Cocolo ha un’esperienza ventennale come docente di scuola primaria. Ha iniziato ad insegnare in giovane età, subito dopo aver conseguito il diploma Magistrale, ma sta continuando a consolidare la sua esperienza con aggiornamenti e studi personali in campo pedagogico e psicologico.
Appassionata di informatica, attualmente collabora alla realizzazione di siti scolastici.
La sua maturazione in campo sentimentale, unita ad una profonda analisi sui propri vissuti, alla soglia dei quarant’anni, le hanno permesso di acquisire una spiccata sensibilità nel coinvolgere il lettore in una personale interpretazione di emozioni, cercando di cogliere e comunicare quell’impercettibile equilibrio tra il reale e l’immaginazione.
Pur non seguendo metriche e canoni poetici, i suoi pensieri sono caratterizzati da una musicalità semplice, fresca e spontanea.
Il sottile accostamento di luci, ombre, suoni, colori, sapori e sentimenti, hanno delineato “Il tempo dei girasoli”, definito dall’autrice come “quel momento catartico che noi tutti, prima o poi, attraversiamo durante la nostra vita, ma che pochi si fermano ad ascoltare e a descrivere” Lei lo ha fatto: si è solo fermata ad ascoltare se stessa. Ascoltandosi ha poi appreso ad ascoltare gli altri e nella raccolta "Il tempo della consapevolezza" dà di sé una visione più profonda e consapevole del suo continuo cammino alla ricerca di equilibrio e di stabilità.

Potete leggere altre poesie di Tiziana collegandovi al sito: http://www.tizianaweb.it/

                    

Eremi del cuore
 

Agosto
Aspro il contorno
stremato dal raggio,
su sassi assetati
di curve uniformi.
Consapevolezza rovente
del tempo incoerente,
giace stremata
di rossa sfumata
la tavolozza del pittore.
Paesaggi profondi,
bollente respiro,
come lucertole fugaci
labbra socchiuse anelano
la frescura di un istante.

(Buone vacanze sitani!)
 

Papaveri sul Monte Rovere
Là, in fondo alla pineta nera,
crepitava una mitragliera,
il piccolo forte bombardato
dagli obici, al calar della sera.
Non sventola più sul pennone
la bandiera straniera,
si ode uno squillo di tromba,
il trombettiere annuncia l'avanzata,
La pugna è greve,
come pure il rumore della accozzaglia,
incerte le sorti,
o la vita o la morte.
I fanti piumati son all'attacco:
sono avvolti nell'anfratto
dall'odore agro della battaglia,
alla fine della giornata
il nemico è in ritirata.
E' sera, il fante depone il fucile
nella rastrelliera,
dopo la battaglia.
Il dolce canto di una capinera,
sul pennone del vecchio fortino,
risale la nostra bandiera.
La sera cala silenziosa tra i monti,
i boschi d'abeti diventano neri
e cambiano anch'essi colore,
quasi per preparare una stupenda
cornice all'Alpe che sta raccogliendo
l'ultimo bacio del sole.
Oggi fioriscono i papaveri
intorno al forte
e gli operatori sono tutti morti.
Erano vivi, sentivano l'alba
vedevano il fulgore del tramonto,
amavano ed erano amati.
Ora son distesi
nei piccoli cimiteri in mezzo ai boschi
e non nasceranno più i papaveri
attorno al forte morto
se non nel loro ricordo.

(Rivisitazione dello scritto del poeta "Il Gabbiano")
 

Spiaggia
Ombre di menti, spuma di ricordi
sulla spiaggia del tempo.
Ode la salsedine
ancorata alle conchiglie
fremiti accesi, colori e profumi,
gesti nel vento,
ricordo e risento.
Il tempo ci sfuma capelli di vaniglia,
ma sotto le ciglia,
lo sguardo del tempo ci segna
e il chiaro cammino
su vortici  disegna.
Sottile il lamento
lambisce le guance,
di ciò che sarà,
ma subito è gioia
in odor di santità.
 

Il divenire nel tempo
Giovane è il segno del fiore
che schiude il cerchio del divenire nel tempo,
scuote le ali sul volare del giorno
giocando il volere d'amore.
A chi sa scrivere il tempo
nel momento del volere,
completamento di un magico sogno,
è volere, è sapere, è capire.

Da Tempo senza fine

Cieli del tempo
Cieli del tempo,
uguali, diversi
di noi non più persi
tra i passi del mondo.
Gioiosi d'incanti,
sfumati ed erranti,
scaldati dal fuoco
che innalza i respiri
e copre con coltri di cuori
il sole nei soli.

Da Tempo senza fine
 

Linfa del tempo
Navigatore del pensiero
linea tracciata sulla dolcezza,
sentiero segreto,
noto a chi nota
la linfa del tempo.
Sente la luce,
ne segue il cammino,
e se pur dura è la sorte
sorge l'istante
del tutto assoluto.
Come zolle sul terreno
solchi di vita
vivono il tempo,
calda d'inverno è la coltre
che copre il fermento
dello stelo di un fiore,
aperto al domani.

Da Tempo senza fine
 

Sento i tuoi occhi stanchi
che stringono un sorriso,
mentre con le mani
giri pagine di vento,
disegnando tramonti di corallo.
Sento i tuoi passi volare,
lungo la strada dei ricordi,
mentre le parole
risuonano nel tempo
come ancore sommerse
da un mare sofferente.
Tutto resta agganciato
a quella polvere vissuta,
nostalgici ricordi
sulle ali di un gabbiano.

(per papà 19/04/12)
 

 

Il senso della croce
Ombra di chiodi
sul muro del tempo,
echi di forme,
stuoli di aironi,
pensieri nascosti.
Il senso della croce
gioca gl'istanti
di un infinito presente,
disegna gl'incroci
gioca gli eventi.
Il tutto ritorna,
inchiodato alla croce
e il vento cancella
momenti vissuti,
la mente confonde
il vivo vissuto
e dentro si sente
il futuro presente.


Come si cambia
Accademia della Crusca,
una regola gentile,
riprendiamo il femminile.
Sindaca e ministra
fan lezione alla maestra,
incisora ed ingegnera,
fabbra, chirurga e poi barbiera
come cambia l'atmosfera!
La tenente e la soldata
nella storia ormai passata,
arbitra, ed assessora
nel cortile della scuola,
benvenuta all'architetta
che ci tiene all'etichetta.
E poi a lei
che scrive senza meta,
una donna,
una poeta.
 

Eremi del cuore
Inesorabile crollare
di neve costruita,
sugli eremi del cuore.
Dolce il rintocco
di campane accese,
sul limbo sconfinato
del nato divenire
e mondi
e coltri
sovrapposti,
finiti ed infiniti,
sul canto di noi
viandanti ed eremiti.
Giunti alla soglia
del tiepido desìo,
uniche domande
sovvien pensare:
che il cammin già fatto
ripeta ancor
l'immortal destino
di vie e vite nuove
già vissute.
Sotto la neve canta
la cenere del sole
che scioglie e si ritrova,
sugli eremi del cuore.

Da A spasso nel cuore
 

Passeri nascosti
Su pensieri
eremi del tempo,
il freddo che danza
ricama parole di gelo.
San Biagio,
sul passo che avanza
si erge e s'innalza
con brivido caldo
di annunci,
di ali,
di timidi cerchi,
di piume leggere,
e di candele incrociate.
Silenzio fiorito
briciole del tempo
sul sentiero infinito,
ove passeri nascosti
giocano l'evento.

(Buon SAN BIAGIO a tutti i poeti)
 

Soffio di sorrisi
Sereni sorrisi
di volti indecisi
stampati nel nulla,
ma vivi,
sorpresi,
tranquilli,
nell'onda infinita dei sensi
che inebria e travolge in un lampo
ogni nostro timido sguardo
Sereni sorrisi
di bimbi festosi,
di amanti focosi,
di timide labbra
socchiuse e dormienti
di nulla impazienti.
Sereni sorrisi
avvolti in un soffio,
donati da un sogno
e firmati da te.
 

Unico universo
Sussurra il silenzio
come unica espressione
di un mondo in implosione.
Rotola il rumore delle stelle,
energia del pensiero,
ed è esplosione.
Anime in arrivo,
universo in espansione,
tutto rinasce,
tutto è emozione.


Le tue mani
Piccole gocce di fatica
danzano sulla tua fronte
come note di poesia.
Le tue mani
toccano la realtà,
giocano con le linee,
plasmano la materia,
inseguono la perfezione.
E nuove forme
vedono la luce,
sono parte di te,
donate agli occhi,
lette dai sensi,
sentite con il cuore.
Sono la tua poesia.
 

2017
Un respiro all'infinito
già lo tocchi con un dito,
abbracciato alla cometa,
in un cielo blu di seta,
fatal traguardo come meta.
Gustosi e inebrianti
I
sospiri,
e
gl'istanti,
dell'ingresso trionfale,
di una luce che ora sale
e s'insinua sul guanciale
di chi sogna ed ancora sa sperare
nella gioia conviviale.
2017
 

Passeggeri di speranza
Nel cuore gentile
di una nuvola,
l'abbraccio delle stelle
appare fatuo
e il suo essere ribelle
attrae il sole,
che illumina radioso
sottile polvere di parole.
Notte lucente
per passeggeri di speranza,
eventi imminenti
gioia in cammino
per un giovane anno.

(Mille auguri sinceri sulla pagina azzurra)
 

Bacio mascherato
Bacio mascherato
in una carezza,
sogno vestito da realtà
frammenti di stelle
in una nuvola di luce,
il tuo pensiero
rassicura timori:
-Le cose delicate
sono le più belle,
la fragilità
è la loro forza-
 

Tu, poesia
Tu, poesia,
chiave dello scrigno,
dove pensieri e voleri
si intrecciano
con nastri di seta profumati,
conosci la combinazione
degli ingranaggi della mente
e proteggi l'incanto,
abbracciando il mio cuore.
Io e te,
nello scrigno di cristallo,
trasparenti per noi,
invisibili al mondo.
 

Sole
Entri in un pomeriggio adombrato
e fai del sole l'unica forma d'arredo
indispensabile al cuore.
 

Chiedo al tempo
Chiedo al tempo
di appagare
tutta la pienezza dell'attimo,
con l'eterno di una carezza.
Chiedo al tempo
di restituire agli occhi,
ciò che il cuore
non smette di vedere.
 

Vagando
Vagando sul nastro dell'asfalto
il calore della tua presenza
nei miei pensieri,
s'insinua tra gocce
di pioggia trasparenti,
ove la luce non fa che
rispondere al richiamo
di fanali fuggenti.
Non può il pensiero
superare il limite imposto,
dagli occhi indiscreti
di rilevatori sul posto,
allora va lento il motore,
attardando il respiro
su traguardi infiniti.
 

Amatrice
Fumi e sfumature
di un nulla esistente,
ceneri di memoria
ove la vita grida
la sua voglia d'esistere.
Il coraggio e la paura
in un istante di sole,
mentre un sasso rotola
nei meandri del pensiero
di chi resta e sa che un sorriso
è la sola ancora d'attracco
per una nave alla deriva.
Anime vaganti
su terreni disfatti,
partite senza un perché
raggiungono la metà,
mentre lo sguardo di chi resta
non vede oltre il muro di quel sogno
spezzato in una notte d'estate.
Tutti o nessuno
è la misura dell'essere,
scritta camminando
sul sentiero dell'abbraccio.
 

Guardando ciò che penso
Guardando ciò che penso,
inspiro la gioia
della possibilità di viventi.
Giorno dopo giorno
mi meraviglia la dolcezza,
la spontaneità,
lo sguardo colmo di quel dono
che ho visto nell'attimo
del nostro incontro.
Un dono condiviso
che ora è il nostro noi.
Oltre all'amore,
la certezza
che ogn'istante
sarà forte la stretta
all'abbraccio del tempo,
guardando ciò che penso.
 

Ali
Sembianze ricorrenti
a volte fatue,
vagano per la mente
cercando una ragione.
Scavano varchi,
inseguono tuoni,
spezzando brividi insonni.
Volti di sasso privi di contorni
stampano respiri,
senza gesta e movimento.
Ma un battito d'ali
avvolto dall'oblio
torna e rincorre
correnti remote.
Quel vento della sera
ora asciuga e si disseta
di una lacrima.
 

Polvere e scintille,
lento il rintocco della vita,
che traccia solchi
come la goccia che scava
fuori e dentro noi.
Polvere e scintille
corpo ed anima,
il tutto e il nulla
in una goccia si speranza.
Lento il respiro che spira
tra nubi assetate
che il sole riscalda,
lento il pensiero
che pare sfuggire
nel chiaro sentiero
di orme perdute.
Perfetta lentezza,
per meglio capire
il fiume che scorre
e nel suo lento fuggire
si tuffa appagato nel mare
ed è come pregare
che il senso perduto
acquisti un solo momento,
ritrovato immutato
nel taccuino del tempo.
 

 

Mai la noia
possederà i cuori
nella stagione delle nuvole,
quando allegre zampette
scavano solchi di sorrisi.
Tutto saltella nella mente,
con la codina al vento
tutto è in fermento,
occhi scuri di colore
fan tornare il buon umore.
Melissa, tu soffio di gioia
ove il tempo non s'annoia.
Ode a questa cagnolina,
fulmine di fervore
fa salir l'adrenalina,
nata nella stagione delle nuvole
mentre il tempo s'incammina.
 

Vacanza dalla vita,
abbracciando sentieri assolati,
buie sembianze
sul chiarore dell'essere,
dove il cammino s'insinua
fra fette di luce
e granite di stelle.
Sorsi si luna
rinfrescano il pensiero,
speranze di fede
s'intrecciano nel mare.
Vacanza dalla vita
il volto del ritorno,
sulle ali di un gabbiano.

(buone vacanze "Poetare")


Il volo del gabbiano
Percorsa da brividi
di vento,
permeata dal tocco
del profondo,
pervasa dal meraviglioso
che sai darmi,
tu, poesia
preludio intraprendente,
tu, sostanza della mente
e poi il volo del gabbiano.
 

Sul fiume del tempo
Canoe,
sul fiume del tempo
prigioniere di baci,
su equilibri filanti
e ancora capaci
di profumi e parole.
Con l'acqua parlanti
scivolano lente,
sul cuore della mente
che ragione non sente
e cullare continua
l'antico pensiero.


La bolla del tempo
Involucro glissato
negli abissi della memoria,
luci spente su sagome informi,
muti ascolti di giorni passati
dove il sentire è penombra sul nulla.
La bolla del tempo
incatena chi dorme,
chi fugge il destino
chiudendosi dentro
al silenzio confuso.
Spacca la bolla,
crisalide stanca,
vola nel tempo
e lasciati andare.
Nuovi orizzonti
aspettano il varco
di una chimera
che guarda e che spera
che il tutto rinasce.
 

Primavera
Gioca il profumo
sul contorno del fiore
e ali gialli di luce
infondono modelli
di nitidi aneliti di sole,
mentre la primavera
spinge sulla neve
per nascere ancora.

(dalla raccolta "Profumi di luce")
 

Luna di corallo
Cielo rosa questa sera
tra nubi di cristallo
che accendono gli occhi
con luna di corallo.
E alti i pensieri tremuli
sui davanzali di primule,
strette nelle foglie
e il freddo ancor ci coglie,
noi che restiamo sulle soglie
di timori e batticuori.
Una domanda e un perché
fragile e perso
nel verso di un poeta,
dove la risposta del tempo
sull'alto piedistallo,
rincorre il domani
e s'inebria del corallo
Poi l'istante spegne
l'ombra passeggera,
e si riscalda l'atmosfera,
sul cielo rosa, questa sera.

Da Profumi di luce
 

La solitudine
Nel cuore corre tra gesti e parole,
di chi nel frattempo di tutto si duole,
geme le gesta nel muto frastuono.
Non entra il silenzio, là dove si nutre
il triste respiro di gioie insolite,
non teme la voce di chi non ascolta,
pensieri voluti o profani rintocchi.
Da solo quel raggio non scalda nessuno,
si brucia e poi arde del tutto e del niente,
corre e riflette sul vetro dell'oltre,
ove regna il destino
in un unico abbraccio.
 

Nel mezzo del cielo
immerso in stella accesa
vidi l'ora da lontano,
beata e presa
del sol dell'oltre,
poi l'ombra in petto sciolse
e non si volse,
ma da lontan accolse
prendendo a mano a mano
fino in fondo il cuore,
speme mia.
( Ispirata dal Paradiso, Canto XXX Dante- Divina Commedia )
 

On air
On air,
tu nell'aria.
forza nella mia fragilità,
coraggio nella mia paura,
conquista nella mia libertà,
pensiero nel mio progetto,
conoscenza nel mio ignoto,
luce nella mia ombra,
lacrima sul mio sorriso.
 

Azzurri
I sogni sono predestinati,
come la gioia di un sorriso,
sofferenza di un'emozione,
emozione nella sofferenza.
Era scritto,
per noi
che ancora ci crediamo.
 

San Valentino, attimo fuggente
Il tempo non scorre sempre
Allo stesso ritmo.
Ci sono degli istanti di felicità
Che svaniscono così in fretta
Che sembrano appena sfiorati dalla
Sua corsa ansimante.
Come i sospiri degli innamorati
E gli eterni amanti.
Che giungono ogni giorno
Dal resto del mondo
Per vivere il giorno più bello
Navigando lungo i canali del Torcello.
Dove il tempo non passa mai.
Venezia con le sue bellezze e le sue luci folgoranti
E' il paradiso degli eterni amanti.
I suoi colori sono un incanto.
Da Piazza San Marco
Al Canal Grande e il Ponte di Rialto
La luna si diverte
A fare la ronda.
Di evanescente luce misteriosa
Raccoglie il nettare d'argento
Al chiarore della pallida luna.
Quando il mare s'increspa e le barche
Scivolano via silenziosamente
Sotto lo sguardo stupito della gente
Le gondole addobbate di nastrini colorati
E i gondolieri che sembrano di un artista stilizzati.
Portano a spasso gli eterni innamorati,
Mentre il leggero movimento del mare
Li fa cullare.
E cercano di fermare quell'attimo fuggente:
San Valentino di un gabbiano
Per sempre innamorato della vita.

(rivisitazione de "Il Gabbiano")
 

Insieme nel cuore
Accordi accorati
tra voci di stella,
passi passati,
di nuvola errante.
Il freddo assolato
ferma l'istante,
tutto racchiude
in occhi socchiusi,
tutto continua
nel giro del tempo.
Insieme nel cuore.

Da Tempo senza fine
 

Un posto al sole
Il sole accarezza la nebbia
e delicatamente apre un varco
per dare un raggio di luce
ai nostri cuori.
La serenità
Oltre ai confini del pensiero:
avere tutto senza possedere,
dare senza volere.
Laggiù, un posto al sole,
dove solo il ritorno dell'aquila
trapassa la luce
e accende il profumo
sui margini del sorriso.

Da "Profumi di luce"
 

Portami su una stella
Portami su una stella,
ma solo stanotte.
All'alba
la terra ci chiama,
la gioia ci vuole,
la luce ci cerca.
Qua,nel nostro
posto al sole,
è la nostra prospettiva.
 

2016
Giochi di giostre
echi di risposte,
linee indefinite
sull'arco del tempo:
tutto passa,
tutto resta,
come sospiri
scolpiti sulla roccia.
Forti di noi
su deboli riflessi,
in un turbine infinito
che tutto muove.
Combinazioni di eventi
intrecciano l'istante
con l'emozione di speranza.
Come sospiro
scolpito sulla roccia,
una porta si apre ancora
sul domani.

(Auguri per un nuovo anno ricco di poesia)
 

Son parole di Natale
Son parole di Natale,
sopra alberi innevati
e nei cuori consolati
dall'amore che dà luce,
dalla gioia che dà pace.
Sotto il velo del pensiero,
emozione si intravede
per chi crede all'impensato,
per chi sa che ha regalato
questo battito che sale,
son parole di Natale.


Luna
Musica silenziosa
par che l'aria ripercuota
in quell'oblio divino,
mentre scendono le tenebre.
Oh notte placida e gioconda
raggio verecondo
di luna cedente,
che mendica inerte
per le vie deserte
dei miei pensieri.
Vago e rimembro
anch'io
al par di un'ombra fugace,
ma l'alba gioca l'ascolto
e la vita m'insegue,
tracciando passi
sul risveglio.
 

L'energia del cuore
Entra nel cuore,
ascolta i battiti,
segui una poesia
che corre e scorre
negli anfratti della memoria,
in meandri stretti e bui
in attesa di luce.
Frammenti di parole
si staccano vagando in cerca
di inizi mai iniziati
d'incompiute finali
perchè il tutto si ricrea
nulla si esaurisce
di quest'energia tenera e calda
che batte nel tempo.
Entra nel cuore,
il cuore entra in te.

Da I momenti del cuore
 


Il tempo dei tempi
 

Annuncio di nozze
Una cerimonia calda di luce
e profumata di poesia
unità i nostri cuori
con un sigillo oltre il tempo,
dove le aquile volano alte
e l'amore sorvolerà i pensieri
diffondendo al mondo
l'unicità della nostra gioia.

(Tiziana e Mauro sposi 3/10/2015)
Invito ufficiale al sito Poetare


Carezze del vento
Dolce tormento,
carezze del vento,
che spinge
e dipinge
mutevoli aspetti,
di giochi e dispetti,
di rime volate,
di gioie posate
su frasi avanzate.
Carezze del vento
mi sfiorano piano:
non è la tua mano
ma vorrei che lo fosse.
 

Nel vero del sogno
Frutto maturo
sul ramo più alto
riflesso sull'acqua sorgiva,
nell'impeto prorompente
del suo divenire.
Tu e il pensiero,
la fusione espansa
del natural sentire
di foglie e voglie
che si disseta
del vero di un sogno.


Ti amo
Il sole riposa accanto a te,
alitando deboli sospiri
per ventilare i tuoi sogni.
Il mattino attende un tuo sorriso
come un cucciolo,
con gli occhi
imploranti attenzioni.
L'importanza di ciò che sei
è ancora più definita
dalla semplicità dei tuoi gesti
che muovono le nostre giornate.
Parole e gesti si fondono
in un nodo prezioso
come i tuoi occhi
che si riflettono sul lago
all'alba di un sogno.

 


Bianchi arcobaleni
 

Cade l'aurora
Cade l'aurora.
Gioco di luna
presa nel grembo,
sottile sorpresa
d'oro vestita
e larghe corone
in feudi lucenti.
Passa il volere,
cresce l'intento
e tocco cercato,
voluto da chi
gode vita e istante.
Parole
che danno gesti
più dolci del sogno
e tu sei il gesto
che vive il risveglio.


Ballando con le allodole
Linea che trapassa l'essere,
coro che colora l'orizzonte
onde di luce sulla sponda eterna.
Oggetti eterei
che palpitano di certezze,
sensazioni trasparenti
che parlano di significati.
Cosa ci resta,
se non il ritrovarci insieme
a ballare con le allodole,
a parlare con i sogni,
a guardare con il respiro
a scrivere con la speranza:
caldo è il sorriso
sulla perfezione dei graniti.
Linea che trapassa l'essere
e ricongiunge il cerchio,
per ammirare il senso del tutto:
là dove tutto ha un senso.
 

Disegno il futuro
con il pensiero di Hemingway
che scrive e mi racconta
"Io non sono i miei anni
né la taglia che indosso,
non sono il mio peso
o il colore dei miei capelli.
Non sono il mio nome,
o le fossette sulle mie guance,
sono tutti i libri che ho letto,
e tutte le parole che ho detto
sono la voce assonnata al mattino
e il sorriso che provo a nascondere,
sono la dolcezza della mia risata
e ogni lacrima versata,
sono le canzoni urlate così forte,
quando sapevo di esser tutta sola,
sono anche i posti in cui sono stata
e il solo che davvero chiamo casa,
sono tutto ciò in cui credo,
e le persone a cui voglio bene,
sono le fotografie nella mia camera
e il futuro che dipingo
Sono fatta di così tanta chiarezza
ma forse tutto ciò mi sfugge
da quando ho deciso di esser
tutto quello che non sono."
Buon compleanno
all'anima che vive in me
che oggi fa capolino
tra le bionde spighe di giugno.
 

Il raggio della vita
Inchiodati con le dita
sopra l'iceberg della vita,
lo sentiamo come il vento
il trascorrere del tempo.
Ancorati e raffreddati,
siamo fuori ad aspettare
chi ancora ci può amare.
Non vogliamo congelare
e impariamo a navigare
aspettando primavera.
Ci chiediamo poi, dov'era
quell'isola felice
decantata dai poeti.
Se il cuor ancor ci dice
di guardar oltre le stelle,
saran loro, proprio quelle
a condurci nel calore
di un immenso nuovo sole,
che ci scaldi poi le dita
con il raggio della vita.


Ode all'amore
Ode all'amore:
nulla possiedo
se non la tua assenza.
La sento insistente
e se tu fossi presente
non sarebbe lo stesso;
non ti avrei per possesso
ma per fugace realtà.
Innalzo per ore
ode all'amore,
che segna l'ardore
del mio tempo migliore,
di luce e calore
sentiti col cuore.
Ode all'amore
per tutte le stanze,
non son rimembranze,
ma soffi di vento
che toccano il fondo
e spalancano piano
finestre sul mondo.
 

A volte la vita
A volte la vita
ti impone o ti invita
a scelte da fare
e ti trovi ad andare
per sentieri diversi
da quelli che
cantati nei versi.
Cammini e non vuoi
destare sospetti,
ma sai che t'aspetti
qualcosa di più.
Lo vedi nel blu
dei cieli invernali,
in stelle splendenti
e nel cuore lo senti.
Ma non puoi evitare
di camminare,
presa nella fredda spirale
del libeccio o del maestrale.
Dal vento ti lasci trascinare
in scelte da fare,
da cui vorresti scappare.
Poi resti a danzare,
perché chi ti invita
è pur sempre la vita


Dedicato alle mamme
Maggio
mese dell'amore
che vince l'inverno
e il freddo del cuore
con il linguaggio dei fiori,
nei loro caldi colori.
La luna ruffiana
si culla
dolcemente fra le nuvole,
mentre attende
la sorella aurora
E' mattino,
questa notte è nato
un nuovo fiore,
una rosa
sul tappeto di papaveri rossi.
I prati e le golene sono fioriti,
mamma anatra con i pulcini
in fila indiana seguono
la corrente del fiume.
I raggi del sole creano un vero capolavoro
di ricamo tra i rami e le fronde
mentre le rondinelle amiche
fanno la spola
tra le sponde del silenzioso fiume.
Seduto sotto il gazebo
del mio giardino,
su quella rosa si è posato
un uccellino
Il suo canto così delizioso
fa incantare il cuore
col sapore del profondo,
sulle labbra
di tutte
le mamme del mondo.

(Auguri)
 

Papaveri rossi
Papaveri rossi,
come labbra socchiuse
in piccoli baci
tra il verde brillante
di remote speranze.
Sarà fuoco,ci brucerà?
non lo so
e non mi interessa.
Papaveri rossi,
è l'estate che avanza
è la gioia che danza,
sulle stagioni del cuore.
 

 Brezze
Il vento porta sapori
nelle sue brezze
e sfiora i pensieri
nello spazio
annullato
dalla razionalità.
La voce, pur flebile
urla la sua presenza,
in disparte
e con dolce insistenza,
chiedendo alla vita
il silenzio
di una brezza nel cuore.
 

Un'ala di riserva
“Gli uomini sono angeli con un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.”
Mi sono fermato.
In un luogo bellissimo fra questi monti.
Da dove si ammira l'infinito orizzonte
Nell'ora della quiete e del tramonto della sera.
Che t'invitava alla riflessione e alla preghiera.
Anche il mare era spennellato con i colori acquerellati
Dell'arcobaleno splendente.
Ero lontano dalla folla della gente.
E stavo per abbandonarmi come un gabbiano
All'ebbrezza del vento.
Per vivere e assaporare in ogni momento.
L'avventura della libertà e della vita.
Oh si, la libertà!
Che cosa meravigliosa è vivere.
Sognare e di essere libero.
E librarsi come un bianco gabbiano sulle onde del mare.
E vivere e stendere l'ala,
L'unica ala con la fiducia di chi sa di vivere.
E di amare la vita.
Volteggiare nello spazio dell'infinito.
Dove il silenzio si può anche ascoltare.
Viverlo e assaporarlo fino in fondo.
Come l'avventura della libertà.
"Vivere è stendere l'ala,
L'unica ala con la fiducia di chi sa di vivere.
Nel volo un partner grande come te, Signore.
Perché il silenzio è un lembo di cielo
Che scende verso l'uomo.
Per aiutarlo e confortarlo”
Ma non basta di saper volare con te, Signore.
Tu mi hai dato il compito di abbracciare
Anche il fratello
E di aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali.
Che non ho aiutato a distendersi.
Nell'azzurro del cielo.
Che in fondo altro non è, che il sentiero
Impervio della vita.
Che è rimasto con l'unica ala inesorabilmente.
Impigliata nella rete della miseria e della solitudine.
Per portare a compimento ciò che nella
Vita non ho potuto fare.

(Dalle riflessioni del “Gabbiano”)


Specchi
Specchio chiaro
della mente
che rifletti il mio presente,
fai sembrare inconcludente
ciò che è nitido e attraente.
Ogni verso,
ogni scrittura
che delinea la figura,
di misteri,
di paure,
di poemi
e di avventure.
Specchio alato
che rifletti il mio passato,
ciò che è fatto
se ne è andato,
nei sentieri seminato.
Specchio puro
del futuro
dentro te non vedo scuro,
ma la limpida certezza
del profumo di dolcezza
che appartiene al mio sognare,
ma che so
si può avverare.
 

Rondinelle
Le ultime luci del giorno
che sfumano all'orizzonte
tra cielo terra e fiume.
E' una rondine, è arrivata una rondinella,
è' venuta a fare una scappatella
in quest'angolo di terra rossa e bella.
Vola tra tetti e sull'acqua dell'Armella
al crepitio dell'antica novella.
"Sono venuta da molto lontano
dai paesi arsi e bruciati dal sole
per trovare la pace e l'amore,
perché domani c'è un temporale.
Qui nel fiume volo veloce
tra le canne e i pioppi e i ragazzi
mi fan la croce:
mi butto nell'acqua, sopra vi guizzo
che è sempre festa e faccio lo sghiribizzo".
Qui a sera quando cala il silenzio
ovattato dai monti, i boschi diventano neri.
La capretta bruca il foraggio
e guarda il cielo, perché fra non molto
dopo aprile arriva maggio.
Nelle ultime luci della sera fra le acque e i colli.
voci si sentono di versi molli
che portano in giro le rondinelle
dove svolazzano i cardellini,
le cince e gli stornelli.
Colme le tazze di vini novelli
e il profumo dei vigneti e dei giardini.
Questa è la nostra terra,
nella pace dei cuori e nella guerra
con i colori profumati dei campi,
i papaveri rossi e colorati,
con le farfalle sopra appollaiate
che fan bella la vita
di tutti gli innamorati,
lungo il sentiero
del fiume a cercar le carezze
e i sospirati baci.

(Auguri di Buona Pasqua a tutti i poeti!)
 

Grandi ali
La nave fluviale
partita da Mantova
era seguita da uno stormo
di grigi aironi
che andavano in cerca del pane della vita.
Il viaggio attraversava
un paesaggio da sogno
tra canneti, paludi e mare.
Attraccata al molo,
la folla stava attendendo
impaziente,
i cigni nuotavano
sul bordo dell'acqua
tra i fiori di loto:
sembrava un dipinto
dell'impressionista Monet.
Il magnifico lago superiore,
le piante fiorite
sulla terra di Virgilio
che cantò questi luoghi
con immortali versi.
La gente freme,
con i loro pensieri,
le loro previsioni
le loro gioie.
La vita è meravigliosa,
gli alberi fioriti,
la primavera arrivata.
Di fronte al fiume
sono seduto anch'io,
vecchio pittore
con l'affanno nel cuore,
un cinguettio e un batter d'ali
di bianchi gabbiani,
mi hanno richiamato alla realtà
"Vivo per i tuoi occhi,
mi nutro della tua luce,
esisto solo avvolgendomi
nelle tue grandi ali,
per vivere in te
e restar con te
per sempre,
Mio angelo benedetto !"


da "Il Gabbiano"
(in memoria 19-04-2012)
 

Lama di luce
Da un punto nascosto
nell'alba del cuore,
spunta una luce
una lama sottile,
che segna il confine
nel suo divenire.
Confini segnati, divelti,
osteggiati,
non posso,
non voglio
ma devo passare
quel fosso lo devo saltare.
Lama di luce
che segni la via
che il tempo conduce
seguendo la scia,
guidami all'ombra
di un sogno felice
guidami al punto
che il cuore mi dice.
 

Sabbia
Granello di sabbia
racchiudi il destino,
di terre
di mondi ,
sospesi nel vuoto;
di luci,
di ombre
di voci inespresse,
di suoni profondi,
di ritmi interrotti,
di rombi assordanti,
di occhi sognanti.
Granello di sabbia
racchiudi la vita,
ferita, provata
respinta, impazzita;
racchiudi il mistero
del sogno mai vero
aspetti la brezza dell'onde leggera
che bacia la sponda
e ...arriva la sera.
 

Impronte sul cuore
Impronte furtive
sulle rive lasciate
da ombre vaganti
che il vento cancella
soffiando in avanti.
Impronte di mani
sul libro non letto,
che invitano piano
a svelare l'arcàno.
Impronte sul cuore
che fanno tornare
indietro nel tempo,
nei solchi celati
di un lieto tormento;
di quando eravamo
ancorati al destino
di gioia, di dubbio,
di sete, di noia,
col pensiero proteso
in eventi migliori:
è attesa pensosa
lo sbocciar di una rosa.
 

Strade
La strada perduta
che taglia l'aurora
è ora la sola
che porta con sé
un timido volo
nell'ombra di te.
La strada bagnata
è quella cercata
tra i prati, tra i fossi
tra i vortici accesi
del vento pungente,
tra il rosso dei raggi
tra i rami spezzati
del tempo che cambia,
che muta il destino
nell'aere divino.
La strada trovata
inseguita, bramata,
è quella che appare
più limpida e pura
è quella da sempre
sicura.
 

La polla
Un lembo di cielo avvolge
la polla sulla montagna benedetta.
E' bello ancor che la natura
al suo dono si presta:
il mughetto, il fior dei peschi
e l'erba tutta e tanta sparsa
nei bordi della foresta,
e il vento e la pioggia le nubi vaporosi e bassi.
a levigare i bianchi e appuntiti
dalla montagna i sassi.
Sale ripido il sentiero.
Sembra che sian saliti ieri,
su per la montagna benedetta.
Ecco la polla, è qui sotto di noi,
sgorga in un luogo fresco,
antico, e misterioso. L'acqua!
Un miracolo della vita,
un elemento che non cesserà
di meravigliare chi l'ammira.
Ma, le nuvole basse,
sono gonfie, biancastre
e vanno a riposarsi dentro,
come pure la pioggia e il vento
su tra le mani i nostri pensieri,
sono gli stessi di ieri
a riposar le nostre stanche membra!
Tu plasmi sulle tele,
tu sull'ara per la tua preghiera
e tu col canto e la bella armonia,
tu del verso lo spirito che s'eterna,
trovate il solo diletto
all'estroso scandir di voci amiche.
Portate insieme
i colori nuovi della pace bella,
dove regna la pace e il silenzio,
che altro non è che "un lembo di cielo che scende verso l'uomo"
Viene dalle grandi montagne e marine
senza risucchi della luna fredda,
ove regna il grande amore per la vita e
ove Dio riposa in noi.
Tiziana e Diego Cocolo


Piccola vedetta "Lombardi"
dietro la tenda
giochi di sguardi.
Vedi e non vedi
parli e ci credi,
dicono i fatti
e poi noi distratti
leggiamo il profondo
nel gioco dell'oltre.
Sai tutto e racconti,
i giorni confronti,
le ore scandite
dal sogno di vite.
Bianchi colori,
grandi valori,
luci disfatte
sentenze inesatte,
giudizi confusi
profumi profusi.
E poi nel giardino,
quel senso divino
di crederci ancora,
all'oggi,
al domani
che apre le mani
e stringe il ricordo.
Per noi che ci siamo
e nulla chiediamo,
se non il conforto
di un caffè in mezzo all'orto,
viviamo la gioia
scaldata e protetta
dall'occhio fugace
di "Lombardi" vedetta.


"La luce del Natale"
Sono giunto fin quassù,
Ho percorso un sentiero irto
E ombroso.
I raggi del sole erano cocenti
La baita è solitaria
La chiave e sotto la porta
Dentro ci sono tutti i conforti
Dalla finestra si ammira un paesaggio
Bellissimo
Sono al cospetto dei giganti
Della montagna innevata
La notte è trascorsa tranquilla.
La stanchezza e la ninna nanna del fiume
Mi hanno permesso di dormire in pace,
Cullato dalle onde della serenità.
La pianura è ormai vicina.
Mi sono fermato ad ammirare
I riflessi che, scintillanti
Come mille lame,
Continuino a tagliare l'aria di
Questo mattino di dicembre
Un mattino diverso che certamente
Mi porterà lontano
Dalla banalità del quotidiano
Al di là di ogni sentiero si schiude
Un nuovo orizzonte,
Ma noi non lo sappiamo e continuiamo
Ciechi, di camminare in mezzo
Alla strada della vita.
Se ho intrapreso questo viaggio,
E' perché qualcuno mi ha chiamato
Dalle porte dell'infinito
Per farmi finalmente capire
L'incomprensibile
Ora il vecchio fiume della vita
Richiama la mia attenzione:
Il suo letto è ampio e l'acqua è profonda
Sembra addirittura immobile,
Come l'aria, come il vento,
Senza saperlo,
Sono giunto tra il
Meraviglioso verde dei boschi.
La giornata è trascorsa veloce,
Dovrò fermarmi a dormire, nuovamente
E' già sera.
La luna è spuntata dietro le vette
Innevate delle montagne.
Su di uno spiazzo
Vi è una baita dei pastori
Il torrente scorre fresco
Nella radura
La grande luce che ci accompagna
Lungo i sentieri della vita
Non finirà mai se la teniamo
Accesa e la luce ha bisogno solo
D'amore,
Di un grande infinito amore
Per non spegnersi.
Teniamo accesa dentro di noi
la luce del Natale.

(Buon Natale a tutti
in ricordo di papà Diego-Il Gabbiano-
)


Passeggiata
Camminando
tra i tuoi dipinti,

in questa pagina
d'autunno.
 

 

Nel ricordo di una passeggiata
Una passeggiata
nel bosco,
soffiava un venticello fresco
e invitante.
Ci siamo seduti sotto le ombrose abetaie
e le alte cime ci stavano a guardare
mentre il sole faceva capolino
dietro le nuvole bianche
lei con i suoi occhini scuri
mi stava a guadare
ad un tratto mi disse:
"Dimmi qualcosa che si imprima
in eterno nel mio cuore,
svelto,
o non lo ricorderò più questo momento
in questo luogo solitario e di pace.
Raccontami un sogno
da stringere tra le mani.
in quest'attimo fuggente
fra i fruscii dei rami del bosco
e il canto degli uccelli.
Non lasciare che sfugga questo momento
senza che la mia mente
segua il passaggio
delle tue orme.
Dammi la tua bocca
profumata di rose di maggio
e fa che io plachi la mia sete,
questo è un deserto arido da tempo…
Dammi le tue mani e seguirmi
nei sentieri del corpo,
tra i disegni di timide luci
che filtrano dai verdi rami
del bosco del tempo,
dentro le impronte dei nostri volti
sul cuscino di fiori
profumati del bosco
In questo luogo solingo
fuori dalla tempesta
e la neve della montagna
che è nei nostri occhi…
fra questa meravigliosa natura
dimmi parole che infrangano
il vuoto del silenzio,
che irrompano nel mio petto
e che giungano alla mia gola
padrone della mia voce.
Dammi il tuo respiro
Il mio è solo un alito sottile….
Dammi il tuo cuore,
io ti insegnerò la strada
per giungere alla mia anima"

(in memoria di Diego
per il suo compleanno-23 giugno
)
 

Una curiosa visita in redazione
"…14 febbraio
non sappiamo
se fosse venuto per iscriversi
perché non siamo riusciti
a comunicare con lui…
Il giovane e simpatico "gabbiano",
entrato alla chetichella,
è salito al primo piano,
ha visitato con sussiego
ed interesse i vari locali
e ci è sembrato soddisfatto,
tanto da non voler più andarsene.
Lo abbiamo chiamato Pippo,
di sicuro ora
abbiamo un amico in più…"
Poche parole, lette di getto,
su un giornale nel cassetto
e per chi lo riconosce,

che scrive ora
al primo piano,
ove ogni cosa appare
soltanto a chi
ricorda i suoi ricordi
in riva al mare.
(Tratto da un art.sulla rivista
Fiamme d'Argento)

(dedicata a papà Gabbiano)
 

Pagine di vita
Giochi di luce,
improvviso brivido nel vuoto
e il tutto si arrotola
in un vortice di favola.
Futuri di coltri
oltre i raccolti,
mastici di vento,
aliti gelidi
di raggi sfocati,
ove i destini
intrecciano i giorni
tra le pagine della vita.
E noi che innalziamo
con lo sguardo nell'oltre
un ricordo accorato,
e come dipinto su tela
la tenue candela
che arde e che brilla
come in mare i suoi flutti,
un augurio a noi tutti.
 

Tributo a Talarico
A visitar singolar museo
particolar invito,
dello storico brigante
Giosafatte Talarico,
a cui modesta via
fu poi dedicata.
Botole e nascondigli,
libri e schedari,
di paglia i suoi giacigli.
Brigante per caso, coi suoi profitti
romantico difensor di deboli ed afflitti.
Inimicato al mondo,
protezion cavalleresca
con cuore profondo
egli concesse
a poveri ed oppressi.
Fece richieste
a ricchi e prepotenti,
brigante stimato
eppur per altri
terribil nemico diventato.
Taglia sul suo capo a nulla servi'
cosicchè preoccupato il re,
con lui pattui',
una specie di contratto,
pensionato regale
su un'isola nel mare,
ove poter viver esiliato
ma tranquillo e libero per giunta
col suo mitico cappello
di feltro a punta.
 

Spine sottili
Nitide sensazioni bruciate
dal gelo della realtà.
Volontà di opporsi alla
profonda indifferenza.
Spine sottili ricordano
fatti sotterrati nella memoria
e si insinuano sempre più
nel profondo.
Ma basta una coda
che traccia cerchi
e un muso ansimante
perché la realtà torni tra le cose buone.
Le buone cose della nostra casa.
 

Isole di pensieri
Ai margini del mondo
isole di pensieri
vagano in un fluttìo di vento,
mentre la brezza lava il respiro
con una parola di tristezza.
Il freddo e il gelo
di un cuore malato,
stretto in un destino
che non perdona.
Mentre l'estate incalza
in giochi di raggi bollenti
e il calore
è solo fuori.
 

Gemma sbocciata
Risuona ancora la tua voce
sulle corde tese di una gemma sbocciata.
E tu raccontavi:
"Vorrei essere come l'onda
che va e che viene.
Come il silenzio della notte
che altro non è
che la musicalità della meravigliosa
natura che ci circonda
con la sua bellezza.
Vorrei essere un bianco gabbiano,
per condurti lontano,
in quel mondo dove regna l'amore.
Vorrei essere il vento,
che fa muovere
le onde di questo mare tempestoso.
Vorrei essere la pallida luna,
che ruba nella notte buia
una stella dal firmamento,
per illuminare il tuo sorriso.
Vorrei custodirti per sempre
nel forziere del mio cuore"
Papà, sarai sempre per me
la gemma più bella.

19-04-2013
(In ricordo di Diego ad un anno dalla sua dipartita)
 

Foglio
Un foglio
accartocciato nei ricordi,
copia di pensieri,
poemi sordi,
anelito di vita
sull'imperitura fragilità.
Corpo trafitto, mente dolente
un cuore riposa,
ma sente presente
la luce del sole.
Che scalda, che vibra
che vive silente
nel fondo dell'onda,
sull'acqua del fiume,
che lascia profonda
l'impronta di sé.


Tu, Gabbiano
Ove i cieli scoprono
l'ordine delle cose,
ove gli eventi fremono l'attesa,
ove tutto è compiuto,
nell'impasto del mistico destino:
tu, gabbiano.
Segno dei tempi,
fragile e forte di presagi,
un segno, un'impronta di ala,
un alito di vento tra terra e cielo.
Cos'è la tua poesia
se non quegli occhi vivaci,
attenti e tenaci
che scrutano lontano
oltre il battito dei cuori.
Un gabbiano
venuto da lontano,
respirando il bianco vapore
della tiepida letizia,
appoggiato in quel luogo
da cui non sei mai partito
e nel quale resterai per sempre.
 

Dolci eredità
Dolci eredità
le tue parole
"Questa notte vi era un cielo stellato
un cielo freddo e un suolo gelato
il vecchio fiume scorreva silenzioso
mentre la timida luna, scivolava nel cielo
verso l'occidente addormentato.
Era l'unica fiamma che illuminava la notte
infinita ed oscura.
Era come una vecchia lanterna sospesa in cielo
L'argine del fiume e la campagna innevata.
Nei campi qui e là vi erano ciuffi d'erba profumata
il luogo era silenzioso e il fiume cheto
le voci attenuate giungevano da lontano
davano vita alla fragranza muta.
Dolce e pallida luna schiusa a metà
poiché suo fratello orizzonte morde già
ma presto la luna che sembra legata ad un filo di lana
scomparirà nell'infinito mondo freddo e gelato
Fra non molto la notte buia sparirà si schiarirà,
lasciando il cielo libero al caldo sole
che muta e scruta l'universo.
Con i suoi raggi scalderà la madre terra
e dopo la neve,
nuovi frutti"
La neve ci ricopre
e riscopre un nuovo noi.
 

Il valore dell'uomo
Scende,
candido manto
che tutto copre
e sotto germoglia
il tuo pensiero
mentre cosi' scrivevi:
"Il valore dell'uomo
ha un diverso sapore
anzi è un suono:
un sibilo del vento nel deserto
il muggito delle onde del mare
il fruscio intricante delle foglie dei boschi.
il battito misterioso delle ali di un fringuello
il battito profondo della vita
nel ventre materno.
E' il rimpianto di chi scopre,
di chi guarda alla morte
con la consapevolezza che tutto passa
senza finire mai del tutto
perché il valore dell'uomo è nel messaggio.
che lascia ai figli,
nella memoria degli amici
e nella scoperta della poesia
che è in ciascuno di noi"
Sotto la neve
il calore della speranza.

(in ricordo del nostro "Gabbiano"e un
grazie a chi lo ha ascoltato
)
 

Sussurri di ali
Sussurri di ali,
rintocchi di occhi
edè subito
luce.

(Auguri a tutti)
 

Come se
Come se
quello squarcio di sole
aprisse un varco,
strappasse il grigio
di nubi appassite
disegnando una via
verso un percorso segnato.
Come se
il tutto apparisse
più vero e reale
e lungo quel viale
i timidi passi
si facessero corsa
nel tempo che incalza.
Fiori e colori
su piani e livelli,
sguardi compianti
di strette di mano.
Di là,
quel sapore di cielo
ristretto all'ignoto,
quel colore sbiadito
in foto vissute,
lo stare insieme
affiancati al rispetto
di parole volute,
mentre fremono occhi
di labbra tiepide e mute.
Come se,
noi
in volo col gabbiano.

(ciao papà)


Il fontanile
Apparir gioia confonde
il blu cobalto gelato
dell'anfratto ferito
e la linea sprofonda
in un tutto uniforme.
Strati e pensieri
come appoggiati
al fondale lacustre,
ove luce profusa
attraversa ansimante
le felci abbracciate.
Petali di foglie
sfogliate dal vento,
toccano il canto
di passi donati
sul far del pontile.
E da quel fontanile
scolpito nei sassi
bevi l'aurora
di labbra appoggiate.
 

La vita della vita
Nebulosa spezzata
oltre l'impossibile,
sprazzi di luce
inondano il viso
e la vita della vita
esplode in un divenire
di gelide correnti,
dove transitano voli
solitari e bollenti
Sull'orlo della sera
spirano poetici venti:
tutto è uguale
nulla è ragione,
eppure quel fior
germoglia e sboccia
fuori stagione.
Congiunzioni di menti,
giochi del destino,
seduta sul fiume
ho atteso il presente
nel ritorno di volti,
e stretta su ignoti orizzonti
inseguo lo scrivere,
ove il "viver" par solo un mezzo
per entrare davvero
a vivere.


Lacrime di luce
Soffiando,
venti assetati spostano i desideri
e immense ali fluttuano al di la del conoscere.
il rumore di una cascata ricorda
lo scorrere dei sogni
grandi imprese attendono
sulla soglia del volere,
ma tutto questo è nulla
e il nulla osserva
incuriosito dalla semplicità
con la quale si può dissolvere,
accendendo le lacrime di luce.
 

La memoria del futuro
Livelli e conoscenze
di cuore in cuore
toccati dal pensiero,
creduti nella fede,
pensati nel mistero.
Il sempre dell'oggi,
orchestra del tempo,
passeggiata della vita.
Braccia distese sul destino,
memoria del futuro
che spandi e dissolvi
l'armonia dell'ignoto,
"noto a chi
cresciuto tra voi
se ne allontana".

(" di …manzoniana memoria")
 

Il ruscello scorre ancora
Il ruscello scorre ancora,
ma si è fermato il vento.
Come vorrei tornare
a quel momento,
per riprendere ciò
che mi hai lasciato:
il silenzio del creato
la beltà dei monti
nei riflessi dei tramonti.
Dalle sognanti valli addormentate
alle superbe vette incastonate,
passa un cono ombra
ad oscurare il sole,
non è il regno delle tenebre
ma solo l'eterna mole
dei ghiacciai.
Nessuna vita palpita d'intorno,
solo la voce del mio alter ego,
è il pennello di Diego,
e di Chateaubriant il canto:
"Si dipinge bene il proprio cuore soltanto
attribuendolo ad un altro"
 

Veliero
Dipingesti un giorno
il mio veliero,
la rotta dei miei sogni d'oltre mare
dei viaggi che ho già fatto
col pensiero
perché piace al cuore mio
fantasticare.
Pronta è la ciurma
che ho fretta di salpare,
verso l'isola azzurra del mistero
e nessuno più mi può fermare.
E poi là, in alto mare
bianchi delfini inseguono
la scia dell'onda
e in me sprofonda
la sete di energia.
Tutte le vele gonfia il maestrale,
fuori dal porto una sottil pena
l'anima m'assale
Ma non mi dolgo,
sta per arrivare
la terra inaspettata.
Sei tu,
l'hai progettata
e dirigi ancor
questa mia vita.
 

Fiume sincero
Scendono placide e leggere
le increspature
del fiume sincero,
senza dirmi niente
esse scorrono lente.
Ma tu, come stai lassù?
Ogni giorno attendo,
con la stessa speranza
di quel tempo lontano,
attendo col cuore invano
sull'argine del fiume,
al chiaror di un lume.
Caro sguardo dell'estate
addita alla calura,
dolce parola di rosato labbro,
possente la sorte e la natura
di quelle pupille.
Sopra la terra
il fiume
e come noi tra i numi
sospirar lassù cosi'vicini.
Mi sembra sempre di sognar
come due angioletti cosi' piccini
con le manine giunte per pregar.
Quando novellamente
nasce il cuor morente,
làè amoroso affetto
di sofferente felicità.
 

Sull'argine maestro
Ho sognato il tuo sorriso,
ho sentito le tue palpebre
aperte sul destino,
ho camminato con te,
a un passo dal torrente.
Sull'argine maestro
mi hai mostrato
rane e formiche
sul senso delle cose,
e l'importanza del dare
in un ricordo
il motore e l'essenza
del vedere la luce
in trasparenza.
" Oh si, il mio libro di poesie"
l'inchiostro riprende a scorrere,
i tasti fremono come rondinotti
che riprendono a volare
dopo una breve sosta.
"Bisogna sempre migliorarsi della vita"
parole profumate dei tuoi limoni :
"My Old Calabria"
Ho sognato il tuo sorriso
ma forse è realtà,
siamo noi qui, appisolati,
anelando santità.
 

Mattino di giugno
Riflessi scintillanti,
come mille lame
tagliano l'aria
di questo mattino di giugno,
un mattino diverso
che mi porterà lontano,
camminando ad un passo
dal nostro quotidiano.
Capire l'incomprensibile
in una semplice spiga
che buca il pensiero,
mietendo in se stessa
il pane della vita.
In un chicco,
forme e livelli
forgiati dal tempo,
perfezione di sfumature,
ricchezza di contenuto.
Come possiamo credere
di esser giunti alla meta,
se lo spazio ci nutre
e ci sazia di etere,
come sfamarci
se non della verità
di quando il tutto è compiuto.
Al di là del frumento,
un nuovo sentiero si schiude,
e noi camminiamo ciechi,
pieni di noi,
a volte irriverenti,
ma attirati dal magnetico
riflesso scintillante,
nostra guida e protezione,
nel mistero della mietitura.
 

Una gazza bianca e nera
Ricami gli spazi celesti
e le vie infinite
dei nostri pensieri,
alito di luce
che avvolgi il mattino
e ti infrangi silente
nel vento della sera.
Il gorgoglio del fiume
ti tenta e ti ascolta,
i battiti del tuo cuore
sono là,
nel mare della quiete,
fermi nel moto eterno,
chiari nella volontà
sciolti nella saggezza.
Ci parli eppur taci,
ci ascolti
e sono loquaci
le gioie sbrigliate,
come nuvole al vento
che il calore dissolve.
Una gazza bianca e nera
sorvola la mente,
la sua ombra s'insegue,
poi torna nel nido,
e la vita continua.
 

Il coccodrillo
Resistere al tempo,
sopravvivere agli eventi
convivere con entità,
suoni labili,
eco della vita.
Il coccodrillo lo sa,
cambia e progredisce
sta al gioco del tempo
giocando la partita
del non ritorno.
Guarda oltre,
matura, fortifica la mente
escogita giochi complessi,
vive le sue possibilità
trovando nuove alternative.
Eppur vive,
forte e determinato,
lui è l'ultimo restato
di preistorie arcane
nel suo storico passato.
Giovane e arzillo
con in bocca la preda
par che sempre sorrida:
è questa la sfida
al giorno che nasce.

(23 giugno 1927-auguri papà)
 

Scilla e Cariddi
I rumori si fondono
nell'oceano delle parole,
i silenzi s'infrangono
nel mistero della natura,
le domande come eco delle acque
annullano i bisogni di risposte,
sulle increspature della mente.
Come Ulisse
superiamo perigliosi passaggi,
difficoltà inevitabili
sul percorso della vita.
Là, su uno scoglio
Cariddi, la ragione, c'inghiotte,
sull'altro il cuore Scilla ci divora.
"Cade in Scilla , chi vuol evitar Cariddi"
Eppur solo l'eroe giunge alla meta,
sintesi d'equilibri,
scudo di certezze,
tenace in volontà.
Dolce è il riposo,
sullo sfondo di messi dorate,
contrasto al raggio di sole,
orgoglio e protezione,
d' inesauribile d'energia.
 

Il lumino della speranza
Riconoscibile e visibile
non al centro della storia,
ma di tutta l'eternità,
il lumino della speranza.
Un invito accettato o rifiutato,
libero di essere nostro,
perché la luce produce ombre
solo per mettere in risalto
la bellezza del suo splendore.
E dopo l'ombra, l'ignoto.
Là, al centro della nostra esistenza
fino alla fine dei tempi,
ove la manifestazione
saprà sciogliere le catene
in un canto d'usignolo.

Tempo senza tempo
Tempo senza tempo,
in uno spazio
ove le dimensioni
si fanno sguardi
e le verità donano
il significato
della gioia.

E tu, papà
"Non mi è stato difficile riconoscerti
perché avevi il mio stesso colorito,
non ti ho potuto toccare
neppure con un dito"
Si, fra le bambine nate
quel mattino c'ero anch'io.
E tu papà,
in sella alla tua Vespa,
mentre l'aria profumava di limoni,
come un cavaliere errante,
giungesti al mio orizzonte.
Due cuori all'unisono d'allora
e poi sempre vicini nel lontano,
frementi nell'attesa
che le nostre anime
vivessero l'istante
e lo stacco divenisse verità.
"Soltanto la tua voce si sentiva
dalla stanza nursery", dicevi,
in quel giorno meraviglioso,
quando ti conobbi.
Stringevo i pugnetti
e avrei lottato per te
fino agli estremi
per dimostrarti ciò
che forse non ho mai saputo dirti:
"Grazie papà di avermi creata,
ti voglio bene"

 

Fragile soglia
Fragile soglia,
equilibri mobili,
eteree sensazioni,
sottili fratture
dell'essere.
Faglie aperte,
spinte e trascinate
nel profondo,
dove la vita
combatte
e si erge imperitura
Là, soffre la natura,
geme il substrato,
cede la ragione.
Il perché del tutto,
di chi freme
e impasta di paura,
il cibo di speranza
e c'è chi ringrazia
nel quotidiano,
di esserci ancora.

(in memoria delle vittime)


Pellegrinaggio
Quali spazi elevati in terre sommerse,
i tuoi voli supremi compiuti e afferrati,
nel tenue sospiro di un mese passato,
hanno sostato in menti assolate
o in freschi e tranquilli torrenti.
Il tuo fiume della vita:
pellegrinaggio della memoria,
ora scorre in te che hai compreso
e sei rinato da tutto ciò
che lungo il cammino hai seminato.
Amore, bellezza, sapere e pietà:
passioni della vita, purificazione dell'umanità.
Come dirti ora: andiamo al mare,
se il mare sei tu,
scaliamo quel monte
se il sentiero sei tu,
ammiriamo quel lago
se la sua effige è la tua.
Come dirti ascoltami,
se le mie parole sono il tuo ascolto,
come ascoltarti,
se il tuo silenzio è il coro dell'etere.
"A maggio vengo a casa",
dicevi, "a maggio",
quando la natura si apre
alla pienezza della vita.
Non è l'orto degli ulivi,
non sotto il tuo gazebo,
accanto al muretto realizzato,
non c'è la tua stampante
quella che s'inceppa,
memore del passato prossimo;
solo profumi di occhi che scrivono nel mare,
adesso,
sei nel posto piu' prezioso,
nella purezza del massimo splendore,
sei il mistero,
sei noi.


Sono qui
Sono qui, seduto su una nuvola
i miei pensieri sono i tuoi,
le mie mani come ali
agitano i tuoi pensieri
e asciugano con un sorriso
la tua ultima lacrima
perché si trasfiguri in gioia.
Il senso della vita,
dall'alto in prospettiva
è chiaro e nitido come il respiro
delle rondini di maggio,
ora che libero dall'ancòra terrena
veleggio soffice eppur completo.
Non restano ricordi ma solo verità,
tutto è unico nell'unione,
nulla è perduto, ma ritrovato.
Gesti ed episodi a briglia sciolta
galoppano senza timore
perché ciò che è, resterà,
ieri è solo un presente domani
e il domani un passato reale.
Senza tempo l'eterno fluire,
eppur siamo noi il tempo,
ciò che è stato e sempre sarà.
Docili pensieri si appoggiano al Pensiero
fragili contatti sono forti certezze,
soli ma senza solitudine
insieme ma senza moltitudine.
Il calore del freddo e il brivido sudore
colori moltiplicati in bianchi arcobaleni.
Vita e morte fondenti in desideri vissuti,
occhi di luce brillante, fede, stupore e bellezza
ogni giorno, per sempre.
Il senso delle cose, la rivelazione,
non vista da chi non vuol vedere.
Il cielo, non solo
coppa di nero cristallo
ricolma di fulgide gemme,
ma lampade accese
dal vigile cuore
di un Padre che attende sereno
il ritorno di un figlio.

 



La dama del lago
 

 

Lo stato del mio essere
Come se fosse
come se riuscisse
nel momento del dolore
a vedere il colore del suo potere.
Grandi attimi
gelide pareti
istinto dato dal credere
ragione affermata dalla fede.
Il sogno continua,
la luce non abbaglia
gli occhi che sentono
la luce degli odori,
e chi si sofferma sa di aiutare
la vita a scrivere la propria poesia.
 

 

Generale

Generale, dentro a quel computer

ci stan racconti e le tue poesie

e dall’altra parte i sogni spesi

da chi le legge nei suoi pensieri

e le parole diventan gesta

il sole, l’acqua e la tempesta.

Ma il giorno dopo leggiamo il commento

spero tu sia contento.

 

Generale, questa santa donna

che ti scarrozza anche giorni interi,

i viaggi lei li intende veri,

se c’è il ristorante, i piatti interi

da degustare, non da lavare

e da essere ospiti anche a Natale

e sognare

per tutti quei giorni

non ancora arrivati.

 

Liberamente adattata dalla canzone

di F.De Gregori

 

               LA

Generale, dentro a quel computer

ci stan racconti e le tue poesie

                  RE

e dall’altra parte i sogni spesi

               LA                 FA#-

da chi le legge nei suoi pensieri

      SI-

e le parole diventan gesta

            LA

il sole, l’acqua e la tempesta.

                        MI

Ma il giorno dopo leggiamo il commento

                        LA

spero tu sia contento.

RE LA

RE MI LA

 

-Per mio padre-

2012: sussurri dalla mente
Se pensi che amare
possa creare un ponte
tra la tua mente e l'infinito,
stai già arrivando là dove
forse il tuo io
non ti avrebbe mai portato.

Alberga in noi
Alberga in noi,
Particella di Dio
o seme d'ignoto,
"noto a coloro che sanno"
e sul loro cammino
un giorno vedranno
la luce del volto.
Universo stellato,
laggiù nel substrato
della nostra coscienza
è là fiore e frutto
di reminiscenza.
E' la nostra potenza,
ragione del vero,
coperta dal tutto,
svelata nel nulla.
Là dov'è sito l'inizio,
simmetria della massa,
ci è dato l'indizio
di nuovi orizzonti.
Teoria della forza,
unione di stelle,
per noi che guardiamo
oltre noi stessi,
fermiamo lo sguardo
su nuovi ingredienti,
togliamo i lucchetti
dal nostro cervello,
sede di pace, unione e chiarezza.
Spezziamo il divario,
e varchiamo le porte
di noi:"santuario".

(Calorosi e mistici auguri a tutti )

Spirito di lago
Al sapore di verde
nell'azzurro odoroso,
sul volto specchiato ,
a volte a ritroso,
aleggi lento , quasi in sordina
tra chiare luci e collina.
Allunghi la vita, con filo infinito
come infilato nella cruna dell'ago.
Domini l'acqua giocando sospeso,
dei giorni futuri sfidi l'atteso,
e gareggi tra gocce e colori
rendendo migliori
i pensieri nel vago:
benvenuto spirito di lago.

Onde calme
Onde nella mente
dai dirupi protette,
cercano lo spazio
per diffondere il lamento.
Tempo , destino e pensiero,
libertà di vedere
ciò che il sogno ha solo sfiorato.
Onde calme di lago amico,
sentiero verso l'unione
di luoghi ed emozioni.
Esserci,
finalità di vivere il nuovo,
nella nostra consapevolezza.

Sulle rocce del lago solitario.
Piccolo mostro,
affondi le radici
sui fondali della mente
di un lago impenetrabile.
Bussano alla porta,
il chiarore della luce
e la purezza del respiro;
chiede ossigeno
nei tunnel fumosi,
la linfa vivente dell'essere.
Anfratti del pensiero
tentano la fuga dal non ritorno
ed ancora nebbia
sulle rocce del lago solitario.
Immagini ancestrali
di insicurezze ataviche,
inaffidabili desideri
dell'inevitabile abbaglio,
in gesti d'abitudini insolute.
Piccolo rituale
di battaglie perse
sul terreno della volontà.
E tu, fumatore di speranze,
che guardi il lago
e sogni un limpido domani,
offri a te stesso
un'altra possibilità
sull'altare della vita
e torna ,
combattente vittorioso
dalla "tua" guerra.

(ode all'ex fumatore "e non")

Auto bianche
Colorate di santità
sfrecciamo libere
fresche e serene,
noi auto bianche,
ali leggere
che coprono i sogni
e salvano il tutto,
chiedendone il niente.
Sappiamo guidare
nel buio futuro,
guardare oltre il varco
del soffice muro,
di mani egoiste
e per noi le conquiste
dell'esser felici
son quei sacrifici
del giorno qualunque.
Bianche automobili,
parcheggiano piano
ove regna sovrano
l'umile volto,
di chi fa del rispetto
un dono prezioso.
 


 

Il tempo del melograno
-tributo a V.Van Gogh-


 

Il tempo del melograno
Scintille scoccate
nel verde cespuglio,
come spicchi di sole
tenuti per mano:
tempo di melograno.
Piccole gemme gentili,
promessa di frutto,
sui teneri fili
dei nostri ricordi.
Secchi steli di ieri,
nel freddo nebbioso
è ora un risveglio armonioso
di petali accesi.
Sostanza e promessa
ad api concessa
di nettare dolce
e per noi che restiamo
l'estate ci aspetta.

Gli occhi della cicogna
Traguardi di volo,
dolci atterraggi
nei bruschi risvegli:
gli occhi della cicogna
aperti sul mondo,
chiari come la luce
scuri come la notte.
Spazi infiniti,
chiusi nel domani,
protetti e celati
nel mistero di significati.
Stringe la vita,
che freme, che sfugge,
che vuole volare,
che deve arrivare,
sulla cima più alta
dei suoi desideri
E guarda i suoi ieri
dall'alto del tempo,
bagnata soltanto
da un soffio di vento.

E poi la vita.
E poi un giorno,
incontri la vita,
il rosso, il rosa, il giallo,
i colori delle parole,
il suono delle emozioni,
il profumo della dolcezza,
l'eco del silenzio,
il volto della poesia.
E poi il tempo,
che scorre, che muta,
che scolpisce e scalpita
come il ronzio del pensiero
e gioca d'azzardo con il sogno.
Sfida continua,
la lotta, il riposo,
il ricordo, il sorriso
la pazienza, il tramonto.
E la ruga sul volto,
che scende, che scava,
lo stanco respiro
di voler ritrovare
il tempo nel tempo,
il tutto in quel giorno.
E poi, la vita.

Tesori
Appoggiate al respiro,
velate da volti,
librate nei voli,
sensazioni d'universo.
Tesori di volontà
che fremono e spingono
idee e sentimenti
in vortici di luce:
corse infinite
per ritrovarci.

11 giugno
Rose tra melograni,
petali rossi di memoria,
il canto sullo scoglio
del sole all'orizzonte,
foto di ieri edè già storia.
Giorni stretti,
chicchi di melograno,
diversi ed eguali
costretti e protetti
dal gioco del tempo.
Volo del cigno,
dell'11 giugno
sempre ed ancora
color dell'aurora,
sul volto cambiato,
ma il tempo passato
non lascia l'impronta
e c'è sempre una svolta
sull'imbrunire.
I pensieri, loro lo sanno,
rose tra melograni:
il giorno del mio compleanno.

Colonne d'eternità
Scolpite sul tempo della memoria,
chiare colonne protese all'infinito,
angolo di pace, ombra di ricordi.
Intorno è il tutto,
sponde di un fiume che scorre tra gli ulivi,
profumo di canti intonati sul silenzio.
Contenitore e contenuto
di mirabili pensieri,
poesia del buio scolpita sulla luce.
Chiare colonne disegnate sul domani,
come forti braccia che stringono se stesse,
con la forza della fede
e col mistico dono dell'oltre
soltanto per chi crede.
Chiare colonne alte sul pensiero,
intorno zolle di terra fremente e viva
e steli d'erba in prospettiva.
Cornici di una tela unica,
dipinto di ciò che resterà:
semplici momenti
che profumano d'eternità.

Poetici percorsi
Scrivono sulle pareti del vento,
alte cattedrali di fede,
costruite e protette
nello scrigno della vita.
Guardano in basso
e i nostri gesti,
come piccole clessidre,
riavvolgono il tempo
in nuove dimensioni.
Ci riconosciamo in loro,
come guardiani solitari
sulla folle dei pensieri,
dove ridere e piangere
si fondono e s'abbracciano
in poetici percorsi.

Ballando con le allodole
Linea che trapassa l'essere,
coro che colora l'orizzonte
onde di luce sulla sponda eterna.
Oggetti eterei
che palpitano di certezze,
sensazioni trasparenti
che parlano di significati.
Cosa ci resta,
se non il ritrovarci insieme
a ballare con le allodole,
a parlare con i sogni,
a guardare con il respiro
a scrivere con la speranza:
caldo è il sorriso
sulla perfezione dei graniti.
Linea che trapassa l'essere
e ricongiunge il cerchio,
per ammirare il senso del tutto:
là dove tutto ha un senso.

Rivelazione
L'immagine nitida trionfa
nel luccichio d'ali di libellula,
la forza e l'esilità della vita.
Un solo sasso
per increspare la perfezione,
tanti istanti per ritardare
l'offuscamento dei ricordi.
Ma la rivelazione di questa pace
aumenta la perfezione
fermando cerchi nell'acqua
da pietre che resteranno
strette nelle dita.

Verde melograno
Colorando l'impercettibile:
"Per agire nel mondo,
occorre morire a se stessi.
L'uomo non sta sulla terra
solo per essere felice,
neppure per essere
semplicemente onesto.
Vi si trova
per realizzare grandi cose per la società,
per raggiungere la nobiltà d'animo
e andare oltre la volgarità
in cui si trascina l'esistenza
di quasi tutti gli individui"
Così l'arte per Vincent Van Gogh ,
così per il poeta la poesia:
perché le grandi cose
nascono dentro,
maturano piano,
ci prendono la mano,
per attraversare lo scibile.
Così il verde melograno
colorando l'impercettibile,
lascia sapori indelebili
Così la vita
"cosi' aspra ,cosi' bella".

Anima
Disseta la terra,
anima di inconsistente materia
che vibri nell'aere antico
e getti le radici
di un nuovo divenire.
Bevi la linfa
del sogno condiviso,
sui livelli della memoria
di uno sguardo profondo.
Nutriti di bellezza
e dimenticati il buio,
perché sei luce,
nel frangente dei tramonti,
sull'argine dei desideri.
Rinfrescati di nuovi sorrisi,
anima del profondo
e rallegrati di te
che sei in superficie
vita nella vita,
il sole della sera
che mai scenderà.

Raggi e parole
Anima della poesia,
poesia dell'anima
che rivesti
di strati lacustri
il dolce cullarsi
di rime e pensieri.
Esisti leggera,
cammini sospesa
tra raggi e parole
e nulla ti sfiora.
Ma talvolta all'aurora
mostri il tuo volto,
ti fermi ed ascolti
il dolce colore
di un timido fiore.
Avvolgi il respiro
trattieni il tepore
e ritorni nel cuore:
anima della poesia.

Polvere
Strati indefiniti
senza forme e dimensioni,
caldi tessuti orditi
tesi all'orizzonte,
sabbie ineguali,
familiari impronte
ignoti deserti
e poi tutto di fronte.
Mari e terre
di occhi e sensazioni,
se guardi le senti
queste forti vibrazioni
che giocano l'istante.
Polvere di vita,
vicina e già distante,
dall'eco indefinita
ma forte e incoraggiante.
Ti segue, t'appartiene
fugge e poi ti prende
freme, avvolge
e non s'arrende,
sorride e piange
sola o fra la gente.
Polvere lieve e leggera,
scrive poetando
sul vento della sera.
 


 

Profumi di luce


Il braciere

Misterioso tepore
di antico braciere,
tempo della memoria
di luoghi e di sere.
Fuoco perenne
di ricordi vissuti,
nel canto solenne
di richiami perduti.
Viaggio per miglia,
tra vite incrociate
e poi là, la famiglia
in un mattino d'estate.
Fuoco che unisce,
edè ancora capace,
quella terra col mare
oltre il tempo fugace.
Là nel candore, sorrisi di sole
forti radici di secolare splendore.

(Auguri di Felice Pasqua a tutti)

151°
Dimenticare il futuro,
l'immagine dell'essere,
certi di valere anche solo per un pensiero,
cercare conforto in un suono amico
che risveglia gli echi del cuore
non traviati da retoriche, divisioni,
guardare indietro correndo avanti,
evitare che la mente si offuschi
e sia sempre lucida nella sua dignita'.
Come chiamare tutto cio'?
Amore, giudizio, responsabilita'
no, si chiama semplicemente serenita'.
La serenita' dell'essere individuo
nell'insieme di sensazioni,
non siamo una squadra,
non siamo soldati,
non abbiamo grandi fratelli
e non ci servono alibi per decidere.
Come sarebbe bello vivere
in un paese dove ognuno
non aspetta l'anniversario o la ricorrenza
o il Natale per pensare,
non solo a se stesso.
Sapete, qualcuno ci riesce,
l'augurio e' che il numero aumenti.
PS: l'anno prossimo sarà
il 151°anniversario dell'Unità d'Italia.
Auguri Italia!

Zio Elfric
Solchi nel cortile
in lungo e in largo,
lontana estate
le tue corse sfrenate,
attento lo sguardo
con occhi vivaci
e davvero loquaci.
Ti racconto cane Martino,
di lui quel mattino,
fedele e giocoso
in un tempo ritroso,
guinzaglio alla mano
il rumore del treno,
lo sento, abbaiava
e poi lui che sbavava,
dal finestrino.
Di stare vicino
non era capace
ed ora lui giace
lontano nel sogno.
Zio Elfric per te,
lo sai,è stato
quel fratello per me,
quel fratello mai nato.

Sole a mezz'asta
La svolta nel riquadro del tuo spazio,
il gemito di mille pensieri
e l'amore fremente nel buio.
Sole a mezz'asta,
la vita che si ribella
al niente imposto.
Tutto ritorna, tutto rinasce,
ciò che non vive
non t'appartiene.
Tu sei la forza immensa
nella fragilità,
corri per la strada che sogni,
nessuno ancora ti può fermare.
La svolta sei tu,
nello spazio che lasciato libero
ti accoglie,
al di là delle barriere.

Trekking in corsia
Trekking di corsia,
la scalata per la vita,
quotidiana,
sorda e cieca,
senza rumore,
senza risposte.
Temerari alpinisti
tenuti in sicurezza
da fili di flebo
e sguardi silenti,
da mani capaci
di forti respiri,
di occhi loquaci,
di volti gentili.
Tra le buie corsie
speranza di luce,
il passo leggero
parole sommesse,
preghiere e mistero.

La spada nel fianco
La spada nel fianco,
pomeriggio d'estate,
la febbre, il tormento,
sul cuore l'unguento.
Le domande son tante,
il tremore, costante :
costato dolente
e sangue fluente.
Mi giunge la voce:
"riprendi, cammina"
edè già domattina.
Un passo alla volta
e siamo alla svolta
del tempo che passa,
non più a testa bassa.
Più alto è il respiro
di mè che mi giro
e rientro nel branco:
la spada nel fianco.

Alberi sospesi
Una mano nel buio del giorno,
che accarezza il cuore
sciupato e ferito dalla vita,
sentimento forte come la roccia
che vibra e palpita
del suo essere per sempre.
Fra le fronde stropicciate
di alberi sospesi,
un corpo intrappolato
legato al niente,
sciolto dal nulla,
salvato dalla speranza.
Una mano e il dolore,
ricurvo nel sé
proteso all'infinito
che respira nel suo domani
la forza di ricominciare.

E' giunto il tempo
Luci bagnate
dal gelido cristallo,
è tinto di giallo
il timido abbraccio
di pace e delizia
nell'aure natalizia.
E' giunto il tempo,
di coltri innevate,
di gemme dorate
sull'alba stampate.
Una mano accarezza
le ore e i minuti
di quella saggezza
trascorsa nei giorni,
e la lieve tristezza
disciolta nel sogno
distende il respiro,
mentre il mondo continua
l'eterno suo giro.

(Auguri al grande "Poetare" e ai suoi "grandi")

Cantico antico
Strette raggiere
infondono candore,
mentre la terra geme
il rimpianto
e corre al richiamo
di parole perdute
e di germogli aperti
sul margine del tempo.
Lassù, dove il calore
è la radice del tutto,
il sole freme
e scrive su noi,
ancora e sempre
il suo cantico antico.

Luna di corallo
Cielo rosa questa sera
tra nubi di cristallo
che accendono gli occhi
con luna di corallo.
E alti i pensieri tremuli
sui davanzali di primule,
strette nelle foglie
e il freddo ancor ci coglie,
noi che restiamo sulle soglie
di timori e batticuori.
Una domanda e un perché
fragile e perso
nel verso di un poeta,
dove la risposta del tempo
sull'alto piedistallo,
rincorre il domani
e s'inebria del corallo
Poi l'istante spegne
l'ombra passeggera,
e si riscalda l'atmosfera,
sul cielo rosa, questa sera.

La luce avvolge
La luce avvolge
ciò che le tenebre
non sanno coprire.
Il sogno dorme la realtà,
un bacio riposa
nei miei pensieri,
aspettando la sera
dove finalmente
ti avrà:
gioia che giochi
nei miei occhi.

Un posto al sole
Il sole accarezza la nebbia
e delicatamente apre un varco
per dare un raggio di luce
ai nostri cuori.
La serenità
Oltre ai confini del pensiero:
avere tutto senza possedere,
dare senza volere.
Laggiù, un posto al sole,
dove solo il ritorno dell'aquila
trapassa la luce
e accende il profumo
sui margini del sorriso.

Il guardiano del tuono
Occhi inzuppati
nel nero della notte,
il guardiano del tuono
attende:
lance di fuoco
fendono il sospiro
e il volo di una falena
cerca riparo e respiro
nell'angolo dei sogni.
Turbini e nembi,
folle indistinte di fremiti,
il cui colore prende forma
da improvvisi strascichi
di abbagli sordi e silenti.
Frastuoni ineguali
disegnano contorni nel buio,
il guardiano del tuono
attende:
là dove il calore di una presenza
è luce della vita.

Per Beatrice
Un ricordo per la grande poetessa Beatrice.
Non ci sono parole, le "Sue" ci restano nel cuore.

-'E' un fruscìo questa vita
che tra le mie dita scorre
filamenti di seta
intrecciano il tempo che rimane.
Cerco il Tuo volto
ma la notte inghiotte il giorno
un giaciglio di fortuna
ché la paura non abbia scampo.
Concedimi la gioia di un risveglio
un mare calmo
il sapore fanciullo del pane appena fatto
chicchi di grano'-
Ciao Beatrice.
 




A spasso nel cuore


A spasso nel cuore
Tenero batuffolo d'intimità,
rivesti il cuore di carezze,
spogliando le labbra di sapore.
Lungo sogno d'inverno
tuffato nell'abbraccio.
Insieme,
a spasso nel cuore,
a due passi dal Natale.
(I primi auguri,dedicati ai poeti di "Poetare")

2008
Una mano stringe
il primo attimo
del tuo fragile volo,
tenero anno,
forte di fragilità,
caldo nel gelo,
rosso nel bianco,
luce di luce.
A te,
che combatti il tempo
accendendo il domani di promesse,
che nascondi il senso delle cose,
che sveli il percorso di una stella,
che sorridi nel pianto da neonato,
che germogli di stagioni
che ti doni a noi
come vento passeggero,
che sai stupirci ancora.
Una mano accarezza
il respiro dell'abbraccio.
Una mano si apre
alla dolcezza dell'unione.

Il tempo di Martino
Dolce gioia del mattino
salta e gioca il mio Martino,
occhi nocciola di cockerino.
Mordi la mano,
svegliami piano,
mordi il divano,
corri lontano di fantasia.
E poi la poesia
gioca le rime,
pensa e ripensa tra le zampette
e il sole riflette
la semplice coltre di morbido pelo
che copre il tuo cuore.
Che belle le ore,
che donan tepore,
gennaio d'agosto,
tempo di Martino.

Poi là, solo le stelle
Sogno,
zucchero a velo del tempo,
inconsapevole consapevolezza
di una realtà che morde il sorriso
e lambisce le rive di solchi infiniti,
poi là, solo le stelle.

Parole sul silenzio.
Parole sul silenzio,
sole sulla luna,
stelle sul cuore
e un amore
squarcia la luce
sulla penombra di un mondo
che abbassa lo sguardo
e sorride sul tempo.

Il tagliaerba
Fili sui pensieri,
profumo di erba tagliata,
fragranza sottile.
Inebrianti circostanze
inducono al verde brillante,
ricamano zolle di speranze
su germogli sbucati nel nulla.
Il terreno incolto
prende forma
edè ancora in ascolto
di gesti arrivati,
sul prato del tempo.

Tela di lino
Poesia della realtà
scritta su tela di lino,
appoggiata sul dolce riposo
dei tuoi occhi nei miei,
colorata dai soli
appesi al muro di seta,
levigata da rime
perse tra cuscini di parole.
Gesti vissuti.
onde infinite,
coltri di ciniglia
sull'estate di papaveri:
nido d'amore senza tempo.


 

Tempo senza fine


Tempo senza fine

Un abbraccio grande
stringe il sole
tra le labbra.
Nutri il mio pensiero
con calorie del cuore,
mentre leggo
nella delicatezza
il sapore che m'illumina.
Tempo senza fine.

Il divenire nel tempo
Giovane è il segno del fiore
che schiude il cerchio del divenire nel tempo,
scuote le ali sul volare del giorno
giocando il volere d'amore.
A chi sa scrivere il tempo
nel momento del volere,
completamento di un magico sogno,
è volere,è sapere,è capire.

Nell'anfora del tempo
Equilibri della vita,
fragili cristalli
nell'anfora del tempo,
pezzetti di respiro impercettibili
stretti dalla forza del volere.
Perfetti e irregolari
invisibili e presenti,
come cerchi sotterranei
scorrono ai limiti dell'io,
quasi inesistenti.
E poi qualcosa accade
nell'anfora del tempo
e i cocci frantumati
formano un disegno
uguale e differente
nel gioco di luce permanente.
E poi la mente
scuote le pareti,
gira errante e persa,
cerca le sue reti
perché solo imbrigliata al quotidiano
ritrova la sua libertà.

Come i miei occhi
Come i miei occhi
che ti guardano,
oltre il velo della luce,
sulla profondità
del nostro sorriso,
giace nel dormiveglia
l'altra metà dei miei sogni,
sensazione avvolgente
stampata sulle ali
di quella farfalla
che non smetterà mai di volare.
                        (a mio padre)

Cieli del tempo
Cieli del tempo,
uguali, diversi
di noi non più persi
tra i passi del mondo.
Gioiosi d'incanti,
sfumati ed erranti,
scaldati dal fuoco
che innalza i respiri
e copre con coltri di cuori
il sole nei soli.

Strada sul tempo
Strada sul tempo,
pennellate pastello
che poi con il vento,
riassumono toni.
E noi, quei colori,
cangianti e vaganti,
guardiamo passare.
Sul cielo si fonde
il rosso vermiglio
del secco giaciglio
di foglie sfogliate
su pagine amate.
Amore con gli occhi,
e come un'artista
oltre ogni punto di vista,
sta la castagna appoggiata,
sulla strada del tempo
non ancora passata.

Bacche rosse
Albero dei frutti,
abbracci il tempo dei respiri,
il freddo non ti tocca,
troppa fiamma
dentro il cuore,
denso e dolce è il seme
tra baci e bacche rosse.

Linfa del tempo
Navigatore del pensiero
linea tracciata sulla dolcezza,
sentiero segreto,
noto a chi nota
la linfa del tempo.
Sente la luce,
ne segue il cammino,
e se pur dura è la sorte
sorge l'istante
del tutto assoluto.
Come zolle sul terreno
solchi di vita
vivono il tempo,
calda d'inverno è la coltre
che copre il fermento
dello stelo di un fiore,
aperto al domani.

Insieme nel cuore
Accordi accorati
tra voci di stella,
passi passati,
di nuvola errante.
Il freddo assolato
ferma l'istante,
tutto racchiude
in occhi socchiusi,
tutto continua
nel giro del tempo.
Insieme nel cuore.



Attraversando il tempo

Attraversando il tempo
Attraversando il tempo,
nulla ci tocca,
solo il tocco del tempo,
sul cuore del noi,
e intorno
l'invidia delle stelle.

Sulla circonferenza
Sulla circonferenza della notte,
la voglia di sentirci
attraversandoci.
Labbra di miele
incrociate su un bacio.

La forma dei sogni
Nell'intreccio del desiderio: una rosa.
Tratti di matita prendono forma
sotto lo sguardo attento
di ali di farfalla
che librano sul foglio,
dando del tutto la forma dei sogni
e del sogno la densità di un respiro.
Sei tu la rosa, nel bacio estasiato.

Nell'impasto del tempo
La luna sul sole
nell'impasto del tempo.
Il pensiero del sempre
nel cielo si stringe
quando il rosso dipinge
l'impatto assoluto.
Due mondi.
Due occhi.
Due cuori
in un solo splendore,
la luna nel sole.

Inesauribile dolcezza
Un alito di vento si disseta
alla fonte di piacere
di inesauribile dolcezza
come un bacio scaldato
da un soffio di bene.
E la carezza del sole sulle labbra
aperta alle braccia della notte
stringe il respiro,
mentre i pensieri vagano
in cerca di quell'unico cuore
che sa contenerli,
proteggendo quel bagliore di luce,
senza parole.

La scommessa del tempo
Giorno dipinto nell'abbraccio
dell'apparire di forme,
lavate da lacrime di pioggia,
scaldate da gemme di sorrisi
scritte da pensieri condivisi.
Angoli di ali
volano gli spazi,
giocando al tramonto
la scommessa del tempo.

Soglie invitanti
A noi,
guerrieri d'amore,
incatenati alla libertà
reduci dai sogni,
sposi dei desideri,
invidia del sole
e orgoglio della passione.
Soglie invitanti, a passi delicati
nel chiarore di sorrisi
incrociati e intrecciati.
Desiderio di libertà
e fluttuare di emozioni
da tempo costanti
ma crescenti nell'intimo,
come schegge di passione
che implodono in noi.
Le stelle trapassano il sole
per ammirarci.

Nel castello dell'infinito
Avvolta nel soffice tappeto dei miei pensieri,
danza di occhi sul corpo della notte, dolce di noi,
carezza in una capanna d'amore
nel castello dell'infinito.

Quiete
Quiete nel castello
baciato dai sensi,
respiri si fondono
in cornici d'infinito
e pensieri lambiscono torri
che toccano il profondo.
I significati del sole
sul mistero dell'amore.

La dinastia del sogno
Ancor prima del corpo,
quando apristi nella fronte del sole
la dinastia del sogno,
là era già il nostro noi.
Ombre passeggere combattono
con parole inventate,
catturano luce nell'arco di corone di piume
che brandiscono un suono sottile
e la voce contempla la vittoria
nel disegno dell'incontro.
-Ispirata da "Secondo ricordo" di Rafael Alberti-

Sulla pianura dei tempi
E un bacio si trasforma in nuvola
portatrice di ombra e sollievo
sulla pianura dei tempi,
lambita dalla serenità del mare
di nostra dolcezza.
Dentro la nuvola,
sole di sorrisi.

Il tempo dell'alba
L'alba vive i nostri sogni,
prende i nostri sensi
donandoli all'infinito.

E l'infinito ricongiunge al tramonto
due parti di un unico pensiero,
due respiri che s'appartengono.

Assaggiamo la luce
Col termometro delle stelle
assaggiamo la luce
di un bacio colorato di vento,
naviganti noi,
presi dal tempo
dominatori dallo spazio,
avvolti da quell'inquietudine di pace
che fa del quotidiano
un sogno da scoprire,
che fa dell'apparire
la certezza di un domani.

Color del bocciolo
Un bacio sottile
flesso dal vento
prende luce
dai tuoi pensieri.
Color nel bianco,
griglia da fili di sogni tessuta,
pensiero ricorrente
che fresche fronde accarezzano
intonando il nome
della freschezza.
Velo da sposa,
color del bocciolo
di labbra socchiuse insieme
nel profondo di un desiderio,
ti sfiora le dita,
ti cerca come unica,
inesauribile,
fonte di dolcezza.

Le sfumature dell'aurora nella complicità del tramonto
E' il tempo che ha scelto noi,
perché la nostra luce
sa dipingere
le sfumature dell'aurora
nella complicità del tramonto.
Una spalla su cui
appoggiare i sogni,
il tempo di un bacio,
un inizio per sempre.

Per mano al domani
Respiro svegliato,
sapore della notte
che implementa la stella
dell'abbraccio di bocche,
baciate da intimi fuochi.
La notte nelle notti,
per mano al domani.

Foglia senza tempo
Preludio d'autunno,
la foglia stropicciata
di una realtà senza tempo.

Pensiero di occhi
Pensiero di occhi
in questo attimo immenso.
Un sussurro nel sonno
immagine di serenità.

E poi
E poi,
l'abbraccio del tempo
sul pensiero
appoggiato al domani.



 
Sul fuoco di nuvola
E tu, sguardo di poeta
che tanto innalzi il suono
a misura del colore,
che armonico e fuggente
come intriso da goccia di caffè
sul fuoco di nuvola nascente,
scuoti la parola.
E nel mistero del prodigio
di abbracci dentro al cuore
che temono l'assenza,
fiero a passi lievi
varchi la soglia del segreto
e il giorno corre agile e silente
mentre s'ode,
la campana nel domani.
(Ispirata da -e tu poeta- di E.Belculfinè)


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