Racconti di Emanuele Locatelli


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche



Emanuele Locatelli
Scrittore, Autore, Coautore, Editore di :
1 Il Dolore Annebbia Il Cuore Diario Borderline
2 Energia . Poesie 2006 - 2007
3 Il Mondo che non c’e’. Poesie 2008 - 2009
4 La Casa Dei Ricordi. Racconto. Poesie 2009-2010
5 Lo Zio Ted. Racconto. Poesie 2009 –2010
6 Fra Le Onde del Cuore, Racconto Poesie 2010-2011

COAUTORE DI:

ANTOLOGIA 10 ANNI DI IMMAGINI ( 1993-2003 ) DEI GABBIANI LECCO.

AMORE & PSICHE I VOLTI DELL’AMORE IMMAGINI E PAROLE 2007 EDIZIONI BAYER E OVER MEDIA CONSULT.

ANTOLOGIA PREMIO INTERNAZIONALE ( MEMORIAL GENNARO SPARAGNA” 2007 EDIZIONE ( LO STRAVAGARIO EMOZIONALE)

ANTOLOGIA DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “ ALI DI ALIANTE 2008” EDIZIONE. LO STRAVAGARIO EMOZIONALE

ANTOLOGIA 3 PREMIO INTERNAZIONALE MEMORIAL GENNARO SPARAGNA 2008 EDIZIONE: L’ESPRESSO.

ANTOLOGIA FOTOGRAFICA ( I GABBIANI LECCO 1999-2009) EDIZIONE IMMAGINI .

ANTOLOGIA 1° PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA CITTA’ DI TORVAIANICA 2009 EDIZIONE. LO STRAVAGARIO EMOZIONALE.

ANTOLOGIA DI POESIE DEDICATE ALLA MAMMA ( MIA VITA MIO CUORE 2009 ) EDIZIONE. LO STRAVAGARIO EMOZIONALE.

ANTOLOGIA 4° PREMIO DI POESIA INTERNAZIONALE ( MEMORIAL GENNARO SPARAGNA 2009) EDIZIONE. LO STRAVAGARIO EMOZIONALE.

ANTOLOGIA 5° PREMIO INTERNAZIONALE DI NARRATIVA ( LE VOCI DENTRO 2010) EDIZIONI LO STRAVAGARIO EMOZIONALE.

ANTOLOGIA PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA (MEMORIAL GENNARO SPARAGNA 2010) EDIZIONI LO STRAVAGARIO EMOZIONALE.

ANTOLOGIA PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA ALI DI(ALI DI ALIANTE) 2010 EDIZIONI LO STRAVAGARIO EMOZIONALE.

ANTOLOGIA PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA (ABICIZETA) 2010 EDIZIONI LO STRAVAGARIO
EMOZIONALE.

ANTOLOGIA PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA (MEMORIAL GENNARO SPARAGNA 2011) EDIZIONE LO STRAVAGARIO EMOZIONALE

ANTOLOGIA 5° PREMIO INTERNAZIONALE DI NARRATIVA ( LE VOCI DENTRO 2011) EDIZIONI LO STRAVAGARIO
EMOZIONALE.

ANTOLOGIA 1° PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA CITTA’ DI TORVAIANICA 2011 EDIZIONE. LO STRAVAGARIO EMOZIONALE.

ANTOLOGIA PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA ALI DI(ALI DI ALIANTE) 2011 EDIZIONI LO STRAVAGARIO EMOZIONALE.

ANTOLOGIA PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA (ABICIZETA) 2011 EDIZIONI LO STRAVAGARIO
EMOZIONALE.

ANTOLOGIA DI POESIE DEDICATE ALLA MAMMA ( MIA VITA MIO CUORE 2011 ) EDIZIONE. LO STRAVAGARIO EMOZIONALE.


Emanuele Locatelli Scrittore
www.emanuelelocatelliscrittore.it

sito personale
http://www.emanuelelocatelliscrittore.it/
http://emanuelelocatelliscrittore.blogspot.it/
 

Leggi le poesie di Emanuele

Era una delle miei solite mattine, una classica mattina per i paesani di Olginate e una solita per i miei abituali giri mattutini.
Mi alzai dal letto come non mi ero alzato mai, non avevo pensieri, ero libero e sereno, andai in cucina e misi la moca del caffè sul gas, alzai la tapparella e vidi la gioia, ero felice, ero estasiato, tutto il paese di Olginate era ricoperto di bianco, ma non era la classica nevicata da due spruzzi e poi via, sentivo nel mio cuore che avrei trovato qualche cosa di più.
Così finì di fare colazione, perché come diceva sempre la mia bellissima mamma "La Colazione aiuta a vivere meglio la giornata" e poi anche perché sinceramente io personalmente se la mattina non bevo almeno una tazza di caffè finisce poi che mi ritrovo ancora una volta nel letto a dormire come una tartaruga in letargo.
Andai in bagno mi lai per bene, faccia, piedi, denti, barba, sotto ascelle, insomma mi lavai tutto, proprio tutto quanto prima di andare in camera a vestirmi per uscire a fare la mia classica passeggiata lungo le magiche rive del lago di Olginate.
Usci di casa intorno alle 9.00 circa, sotto la neve, da solo come un lupo solitario.
Presi la solita strada che passa dal vecchio castello di Capiate a quella strettoia che gira verso il vecchio ponte della ferrovia, lì dove c'era il bellissimo vecchio ponte di marmo romano e le ormai apocalittiche palafitte, fino ad arrivare al porto dove una volta c'era il vecchio traghetto di Leonardo da Vinci.
Camminavo con fatica in mezzo alla neve e alla palta così che dal nervoso dopo soli dieci minuti di cammino decisi di cambiare direzione.
Passato il castello di Capiate, arrivato giù al lago invece di voltare a sinistra e andare verso il centro ho preso la strada di desta quella che porta verso la Madonna del lago, quella che …..

Badabam … Che Botta, di colpo mi ritrovai a terra, in mezzo alla neve, sdraiato sui fianchi tutto accucciato come nel letto la notte nel sogno.
Ma questa volta non era un sogno, perché il caffè lo avevo già bevuto da un pezzo, la solita passeggiata la stavo facendo ed ero caduto in mezzo alla neve e mi trovavo tutto fradicio e inzuppato, infreddolito e congelato.
Di colpo svenni, il sonno ….

Mi svegliai di fretta e spaventato era un incubo, avevo sognato, feci per alzarmi dal letto e stiracchiarmi di nuovo, ma il mio letto, il mio letto era fatto di bianche piume!

Così spaventato e stupito mi rifugiai sotto la coperta di lana che avevo sulle spalle e a mente lucida cercavo di capire..
Allora, ragioniamo…?
Il letto era fatto di piume, davanti a me c'era un fuoco acceso, sopra le mie spalle avevo una coperta di lana, intorno a me mura di roccia e una chiara sorgente che incuriosito mi attirava..
Mi avvicinai.
Oltre l'acqua della chiara sorgente si vedeva la superficie, sì la superficie, un isoletta in mezzo al lago di Olginate, oltre la quale potevo vedere le sponde del lago dove comincia il paese ..
Un Momento Aspetta , ho detto superficie, ho detto Isoletta, non è possibile sono in una grotta in fondo al lago e io non so nuotare ..
Aiuto, Aiuto, Annego.

Ad un tratto dalla chiara sorgete si sente una voce che dice: "Calma, Calma, Non avere paura, qui non c'è ragione, ne paura, stai calmo e sereno, non temere, nessuno qui ti vuole fare del male!".
A tono sospettoso risposi : " Ma chi sei, Perché ti vuoi prendere gioco di me ? Cosa Vuoi Da me?
La chiara sorgente emano una forte luce così intensa e lucente che non mi permise di guadare poi divenne colore, poi divento fuoco, e poi terra, e poi aria e poi ancora acqua, e poi alla fine divenne umana.
La chiara sorgente era li davanti a me sotto i miei occhi che diceva: Ecco ora hai capito chi sono?
Io risposi di no.
La sorgente si avvicinava a me pian piano e io dalla paura indietreggiavo.
La sorgente si fermo e disse di nuovo:
Vedi Emanuele Non devi avere paura!
Io sono la purezza, sono l'essenza, sono l'amore, sono tutto quello che tu hai sempre sognato e che non hai mai trovato.
Vedi caro Emanuele tu come la maggior parte dei comuni mortali passate la vita a scappare dalle vostre stesse emozioni e da voi stessi che non vi rendete conto che tutto quello che state cercando realmente lo avete già.
Guarda nel tuo cuore Emanuele trova la gioia e l'amore, ma non cercare, ricorda non cercare lontano l'amore che hai già nel cuore e soprattutto non scappare, perché in questo caso scappare è come morire. Ricorda caro Emanuele.

Ero allibito, stordito e molto incredulo, le parole di quella saggia senza nome m sembravano vere ma non ne avevo le prove, non avevo la certezza, come potevo credergli.
Così gli chiesi: " Mia Signora se quel che dici e vero dimmi mia cara Signora come posso crederti, quale prova puoi darmi perché io possa credere in quello che tu ora mi stai dicendo, come posso credere che l'amore non ha prove?
La Chiara Sorgente rispose: " Vedi caro Emanuele l'amore è fatto di insidie e di insicurezze, di dolori, di rimpianti, di gioia, e di gratitudine, ma la cosa più importante è che l'amore è un complemento, è l'unione fra due persone, è la vita che vuole vivere al massimo, è l'insieme di tutte le emozioni, è il sentimento arso dalla passione, è la vita che vuole fiorire come un seme, o un prato in fiore, vedi caro Emanuele l'amore non ha prove, l'amore è come la fede e la speranza, l'amore è un sentimento che si lì comprende tutti quanti, sì è un complemento, ma l'amore, quello vero, quello puro è sorretto da un forte legame di verità, di fiducia, di speranza, di sincerità.
Come il sacro cerchio degli elementi, come il corpo che lega anima e mente, come l'amore lega due persone, un complemento lega la vita di due persone.

Caro Emanuele tu sei troppo pessimista, guardi l'amore dal lato sbagliato cerchi l'amore della tua vita dove non lo portai mai trovare senza pensare che forse lo hai sempre, sempre avuto con te.
Guarda nel tuo cuore e vedrai con occhi diversi e non dar retta al giudizio della gente che tanto parla e meno si preoccupa di far parlare di se.
Non so se mi spiego.

Ok, ti credo mia Chiara sorgente forse ho capito..
L'amore è come la perfezione, l'amore è la perfezione e non può essere descritto con parole o con gesti, altrimenti perde il suo valore e la sua perfezione, l'amore è và vissuto cosi com'è senza problemi, senza vergogna, ne inibizioni.
Grazie Chiara sorgente dimmi tu ora cosa devo fare.

La Chiara sorgente mi disse vieni qui Emanuele, guarda attraverso le mie mani la vedi quella luce?
Si la vedo, la vedo!
Ecco Emanuele, quando davanti a te senza volerlo guardando negli occhi l'altra persona vedrai questa luce splendere come mai nessuno ha fatto mai, beh quella è la luce del cuore, prendila, cattura, non lasciarla sfuggire, perché è la magia che aspettavi da tutta una vita e è quella persona che sarà l'amore della tua vita, quella che insieme a te darà un senso in più ai giorni tuoi.
Guardala Emanuele guardala hai capito!

Si, mia Chiara sorgente ho capito.
Ora dammi le mani Emanuele …

Dalle braccia della Chiara sorgente a forma umana si staccò una goccia d'acqua chiara, limpida e lucente, che cadde sulla mia mano destra e diede forma a un bellissimo anello d'argento con un cerchio inciso sopra, un cerchio diviso in due con due pallini in mezzo, il cerchio del Tao ma solo di colori diversi, un cerchio rosa e uno azzurro.

La Chiara Sorgente mi disse:
Questo anello è un simbolo, un oggetto, una prova, ma sono sicura che non ti servirà a nulla, ricorda, guarda dentro il tuo cuore, scopri la gioia e l'amore ma soprattutto quando guardando gli occhi di qualcuno vedrai questa luce, ti sentirai volare e sentirai battere cosi forte il cuore, và…
Ama con tutto il cuore, quello è amore.
Non è una prova certa o di fatto, ma è la certezza più sicura che ti posso dare, abbi fede quello è amore.
Ora Emanuele mi dispiace ma il tempo è scaduto e il tuo viaggio è finito..

La Chiara sorgente disse: Ora guardami negli occhi e ricorda queste parole trova la luce, trova l'amore e scegli, solo tu lo puoi fare.
Guarda la luce di miei occhi, ora guarda il tuo cuore…
……………………

Mi svegliai per terra nella neve , ma non ero bagnato, ne infreddolito, la neve intorno a me si era sciolta, lasciando sotto di me solo prato e dentro di me tanti dubbi e incertezze.
Mi alzai per tornare a casa, mi voltai verso la fossa di neve che ormai aveva preso la mia forma, una goccia d'acqua cadde dal ciliegio innevato e quel pezzo di prato dalla mai forma tornò a fiorire.
Una voce: Non Dubitare, arriverà il vero amore!

Da allora o meglio dal mese scorso passò solo un mese e quella foce appartenente alla chiara sorgente, sparì per sempre e io credo di aver capito cos'è il vero amore, ora aspetto che arriverà l'amore.
Perché infondo l'amore non si trova e non si cerca, l'amore arriva quando arriva e quando nessuno se lo può aspettare.
Non è che oggi esco dicendo, oggi trovo l'amore, l'amore arriva sì ma arriva da sé.
Da allora non ho mai trovato il vero amore ma è passato solo pochissimo tempo e sono sicuro, anzi sicurissimo che quando meno me lo aspetto, arriverà.
Grazie e Buona Vita.
Emanuele Locatelli di Olginate.

"Ora và verso le porte dell'oltre, verso gli immensi confini, fra gli spazzi aperti, lì dove batte il cuore, là dove cresce e prende vita l'energia, qui…
Fra Le Onde Del Cuore".

Era una mattina del 1994 quando mi svegliai aggrovigliato al letto con i piedi sul cuscino, le braccia a penzoloni lungo i fianchi e la testa nascosta sotto le lenzuola.
Era una fresca mattina primaverile dove tutto sembrava apparentemente normale ma …
Non riuscivo più a parlare, non avevo più la voce e non sapevo come fare.
Ad un tratto sentii bussare alla finestra, mi avvicinai, alzai la tapparella e aprii la finestra ..
"La luce, non vedo più niente, la luce, è troppo forte, la luce mi abbaglia e caddi per terra come un salame".
Mi svegliai di nuovo bagnato fradicio e sudato pensando di aver fatto solo un brutto sogno, ma .. davanti a me sopra il mazzo di rose bianche sulla mia scrivania volava una bellissima farfalla tutta colorata e a strisce come un arcobaleno, mi avvicinai per osservarla meglio quando mi accorsi che non riuscivo più a parlare, la mia voce non c'era più era un pò come svanita nel nulla … allora non era un sogno … la mia voce era davvero sparita e io non stavo sognando ..
La farfalla si alzò in volo in un fantastico, magico volo, era bellissima, portava i colori del mondo proprio come un arcobaleno, era avvolta da un incantevole intreccio di luci colorate, non avevo mai visto una luce più bella, ero attratto dal suo splendore e incantato da quel maestoso volo, si posò sulla rosa, fece un attimo di silenzio e poi disse:
Ehi tu !
E io risposi: puoi parlare!
Certo rispose la farfalla, posso parlare, leggerti il pensiero e fare tante altre cose,
perciò non conta se ora tu non hai più voce perché possiamo comunicare col pensiero, ora se vuoi le risposte alle tue domande apri le orecchie e stammi ad ascoltare e capirai perché ora tu sei rimasto senza voce.
Ero allibito, stupefatto, era assurdo non ci credevo ma era così, stavo parlando con una farfalla.
Ora però e meglio tacere e stare ad ascoltare quel che la farfalla d'importante ha da dire.
La farfalla si presentò dicendo. Io sono la magia, la regina dell'essenza, sono colei che domina ciò che è e non è, sono l'acqua che scorre nei fiumi, sono il fuoco che brucia la notte, sono la terra che da la vita, sono l'aria che respiri,
l'uomo che sei diventato, sono l'emozione che ti brucia dentro, sono la luce che abbaglia il tuo cuore, sono la magia che da la vita, sono la vita.
Stupidamente o forse ingenuamente le chiesi:
Perché se sei così potente ti mostri a me sotto le spoglie di una bellissima si, ma piccolissima e indifesa farfalla?
La farfalla rispose: Come ti ho detto io sono magia e se sono farfalla davanti ai tuoi occhi è perché una farfalla è quello che alla tua giovane mente è consentito ancora di vedere.
Ma non ti preoccupare tutto può cambiare.
Vedi caro Emanuele oggi voi umani vi date limiti, tracciate schemi, confini e orizzonti, non date spazio neanche alla fantasia, alle emozioni, ai sogni, alla magia, non avete tempo nemmeno per voi stessi, andate troppo di fretta, state perdendo pian, piano ogni cosa e diritto per cui avete sempre lottato e la cosa terribile è che non vene rendete conto perché andate troppo di fretta.
Avete fretta nel pensare, poco tempo per dormire, vi rimane poca vita da vivere, due minuti per due parole, fretta per fare l'amore, non avete tempo per riposare, volete fare e fare e non riuscite a fare niente e di tempo ne rimane così tanto, tanto è vero il detto che c'è più tempo che vita.
Infondo l'uomo non è fatto di solo carne e di ossa, l'uomo come la donna è fatto di sogni, di speranze, di sentimenti, di principi e di valori e di magia.
Dov'è la magia della vita, dov'è l'amore?…

Come sei saggia mia cara farfalla o meglio, magia ma dimmi come devo fare per ritrovare la mia voce?

Mio caro Emanuele mi disse la farfalla, io non posso dirti chi sei, ma posso indicarti la via, posso illuminarla perché tu non cada ma non posso dirti dove andare o cosa fare, un consiglio però te lo posso dare.
Volta lo sguardo, guarda dentro di te, cerca la gioia e con essa la felicità che gli appartiene, trova l'amore e cerca te stesso, io sarò la tua luce, la tua guida, ora seguimi ..

Così scesi dal letto, mi misi i pantaloni e la maglietta rossa attilla, scesi le scale, andai in giardino e cercai la farfalla che si era posata su un filo d'erba ancora un pò bagnato dall'aurora mattutina.
Mi avvicinai alla farfalla che mi disse: "Ora scava, qui sotto questo filo d'erba".
Mi misi in ginocchio nel prato, con le mani iniziai a strappare i primi fili d'erba verde bagnata e iniziai a scavare con semplici mani nude.
Ci volle un attimo quando fra qualche filo d'erba e qualche centimetro di terra umida spunto una vecchia scatola di cartone, rimasi in silenzio ma poi mi torno alla mente..
Era la mia vecchia scatola di cartone, quella scatola in cui nascondevo i ricordi più belli e più brutti nella mia infanzia, le mie vecchie fotografie, i miei ricordi, il mio passato, la mia vita, i miei giocattoli, le mie origini, quello che sono ..
Quella era la mia scatola dei ricordi, quella scatola di cartone contenente mille emozioni che nascisi fra la terra da bambino e che non ricordavo neppure di avere nascosto ecco ora ricordo…
Ora ho capito quello che volevi farmi capire..
Mi girai verso la farfalla, presi coraggio e di getto apri quella vecchia scatola che tanto da bambino mi presi cura di nascondere per il tanto soffrire e il poco star bene.
Tolsi il coperchio rividi i miei ricordi erano stupendi, il dolore non c'era più, quella vita che tanto con premura mi ero preso cura di nascondere sotto terra in una scatola di cartone, non aveva alcun dolore, era vita, arano ricordi, soltanto dolcissimi ricordi e li m'accorsi di aver soltanto perso tempo nel cercare di nascondere il dolore che avevo dimenticato di vivere e in tanto il tempo ininterrottamente passava e io invecchiavo.
Iniziai a sentirmi vivo, ero felice, ricordavo chi ero, la mia vita, le mie origini, i miei fratelli, i miei genitori…
Dalla scatola di cartone uscirono delle fasce di luce che mi oltrepassarono il corpo, verso gli occhi, mi ritorno la voce, la mai mente ritornò limpida e serena e io iniziai a ricordare ero assalito dai ricordi del mio passato, sentivo un emozione dietro l'atra.
Piansi come non avevo mai pianto, ero felice, triste e stanco ma fiero di essere arrivato al traguardo, finalmente riuscivo a ricordare la mia vita sue mille emozioni.
In quella scatola erano contenuti i ricordi del mio passato che avevo nascosto per come per nascondere il dolore senza sapere che avrei nascosto me stesso e senza sapere che non si può fuggire dal proprio destino.
In quel momento capì l'importanza della mia vita, di quanto è bello ricordare, di come è bello sognare e che è umano emozionarsi ma soprattutto quanto è bella la vita.
Mi voltai per ringraziare la farfalla di avermi aiutato a ritrovare la mia voce, la guardai e a cuor sincero gli dissi:
"Grazie, farfalla grazie di avermi fatto ricordare e di avermi fatto capire l'importanza della vita, grazie ora so chi sono, so cosa voglio, cosa valgo e quel che posso dare, farò tesoro della mia vita e delle mie esperienze, ora ho capito l'importanza dei ricordi e di ricordare ecco è giunta l'era della casa dei ricordi.
Grazie farfalla, grazie ancora, ti ricorderò come il ricordo più bello che avrò e ti prometto che da questa scatola di cartone nascerà un palazzo…"

La farfalla fiera e soddisfatta prese il volo verso il cielo, lasciando dietro di se un arcobaleno così bello come non si era mai visto per cadere poi dal cielo fin dentro il mio cuore, il prato tornò a fiorire e io in quel momento capì l'importanza della vita, del ricordare e delle emozioni, perché in fondo cosa rimane a un uomo se non i ricordi e l'emozioni.
Salì le scale, tornai in casa, entrai in camera e misi sotto il letto quella scatoletta di cartone che ora col passare del tempo è diventata piano, piano, giorno dopo giorno, ricordo acculato dopo ricordo…
La Casa Dei Ricordi.

Poi presi u quaderno e una penna e iniziai a catturare le particelle di emozioni che volavano nella stanza, come un pittore, uno scultore, o meglio un poeta ho iniziato a creare fogli colorati, messia cornice per ricordare esattamente come in una foto quelle emozioni che mi anno accompagnato nella vita e che non voglio dimenticare, quelle emozioni buone o cattive che siano e ci rendono uomini.

Non importa se è stato solo un bel sogno perché è stato un sogno che mi ha cambiato la vita, l'importante è che ora sto vivendo.

Da quel giorno emozione, dopo emozione, ricordo dopo ricordo, foglio di carta, sopra foglio di carta, da quella piccola scatola di cartone come un bambino sei nato tu.
Oggi prende vita..

"La Casa Dei Ricordi, Emozioni o pezzi di vita che rimarranno per sempre.
Alla mia famiglia, i miei amici e tutte quelle persone che mia accompagnano nella vita: Ben venuti nella casa dei ricordi, fate come se fosse a casa vostra!
Con Amore Emanuele Locatelli".

Era l'estate dell'anno 2009 quando lo zio Ted andò a trovare i nipoti per le vacanze estive, come tutti gli anni da quando Simone e Erica erano nati lo zio Ted si recava al castello di Cesana Brianza da suo fratello Bil per curare i nipoti mentre Papà Bill e Mamma Sara andavano a trovare la nonna in Sardegna per tutto il trascorrere del mese di agosto.
Lo zio Ted era solito ad arrivare fra i primi giorni del mese di luglio cosi da trascorrere qualche giorno anche con suo fratello Bill e la sua dolce amabile mogliettina Sara.
Lo zio Ted arrivava sempre carico di regali e di doni per tutti ma la cosa che di più in assoluto attendevano con ansia i piccoli nipotini erano i magici racconti che lo zio era solito a raccontare davanti ad un fuoco in giardino arrostendo per cena le salsicce di maiale con un bel bicchiere di vino di qualità per gli adulti ed un bicchiere di aranciata dolce per i fanciulli.
Così passò un altro anno e arrivò l'atteso momento dell'arrivo dello zio Ted che appena arrivato in stazione già con il suo libro di racconti per i bambini e una sacca piena di doni per tutta la famiglia, i bambini iniziarono a inquietarsi agitati: "Zio Ted, Zio Ted, Ben tornato, siamo venuti a prenderti con Papa perché la mamma è rimasta a casa a fare le valige!".
I bambini erano estasiati del arrivo dello zio Ted così tanto che dal momento che ha messo piede giù dal treno non hanno smesso di fargli domande del tipo:
Zio Ted hai scritto un altro libro per bambini? Zio Ted sai un'altra storia? Zio Ted raccontaci una storia!".
Papà Bill imbarazzato del comportamento troppo infantile dei suoi figli con tono autoritario ad alta voce disse: Basta bambini o vi metto in castigo! Lo zio guardando suo fratello ribadì: Caro Bill non rimproverare i tuoi figli sono solo bambini ed è normale che vogliano che gli racconti una favola, ricordi cosa facevamo noi da bambini? Beh io si e capisco i tuoi bambini".
Così presi i bagli dello zio e messi a tacere i bambini salirono tutti sul automobile e partirono verso casa, al castello di Cesana Brianza.
La piccola Erica era identica alla bellissima sorella di zio Ted e di Papà Bill morta alla sola tenera età di 16 anni Bella allegra, Vivace, Bionda come il sole che sorge la mattina, gli occhi nocciola come un po' a mandorla come quelli del cerbiatto e quelle mani d'artista che uguale alla zia morta da adolescente sapeva dipingere e qualsiasi cosa con un tocco di pennello sapeva tramutare nella cosa più bella e stupefacente del creato, per il piccolo Simone invece era uguale al Papa piccolo selvaggio come un indiano d'america in galoppa al suo destrerio, il piccolo Simone pur di cavalcare saltava in groppa anche al povero cane Red che poveretto era costretto a scappare a gambe levate ogni volta che il piccolo Simone gli si avvicinava e ci credo con tutte quelle frecce di plastica che gli tirava convinto di cacciare i bufali nelle praterie; ma d'altra parte sono solo bambini e da che mondo e mondo si sa che i bambini hanno bisogno di giocare per vivere e crescere bene sereni e felici.
Dalla stazione al castello non passò che tre quarti d'ora prima che Papà Bill fermò la macchina dicendo: Siamo arrivati e prima che il piccolo Simone non saltò giù dal finestrino della vettura dicendo: Non vedo l'ora di avere la patente cosi posso saltare su e giù dai finestrini quanto voglio e correre con la macchina tutta velocità sulla strada come fa papa la sera quando torna tardi! Di colpo zio Ted guarda suo fratello in faccia e dice: E poi ti lamenti dei bambini è .. Si prudente anche tu fratellino mio, che se no rischi che tuo figlio ti corra dietro lui con la macchina a mezza notte e non tu, dargli il buon esempio..!
Arrivati al castello mamma Sara usci di corsa abbracciò lo zio Ted e disse: andiamo, andiamo o chiude la bottega devo prendere l'affettato guardi tu zio Ted i bambini ..?
Si andate ci penso io disse lo zio Ted.
I bambini presero per mano lo zio e lo portarono in giardino mentre la signora Carmela, la donna di servizio, portava le valige dello zio in camera degli ospiti.
I bambini sorridenti e felici dissero: Zio, Zio raccontaci una storia, una delle tue magiche favole, una di quelle che sai tu.
Così lo zio visto che al momento non gli veniva in mente nulla prese spunto dal albero di mele e un tartaruga che sostava nel laghetto di famiglia che giusto ad puntino gli ricordavano una favola ad eccellenza.. e così la storia iniziò.

C'era una volta nel paese delle favole un giovane ragazzo molto ricco e di notevole famiglia ma anche molto affascinate e molto intelligente, era considerato un ottimo partito da molte donne ma come lui ben stesso sapeva lo era solamente perché era il figlio di un noto avvocato che era molto ricco per via del lavoro dei suoi risultati e della parcella cara che presentava ad ogni chiamata.
Il giovane uomo, Felipe era si molto ricco e questo dava a lui la possibilità di studiare con i più grandi professori, dottori e filosofi della città ma era costretto per via della sua alta classe sociale a restare rintanato in colleggio a studiare mentre la maggiorparte dei ragazzi della sua età andava alle feste, ai balli del paese e questo suo essere così ricco, gli impediva anche di avere amici sinceri e donne che lo amavano veramente perché la maggiorparte dei suoi amici e delle donne che conosceva erano più interessati ai suoi soldi che era e si riteneva veramente, un normale ragazzo di 25 anni.
Finite le lezioni Felipè usci di scuola e passando per i solito parco del paese dove la sera si metteva a pensare a come sarebbe stato festeggiare la festa degli innamorati con una compagnia fedele e leale e che non pensava solo ai suoi soldi, fra i rami del melo vide una splendida ragazza, bella Bionda alta con due occhi azzurri e un sorriso celestiale, Felipè rimase incantato dinnanzi a tanta bellezza era lì come un baccalà che la guardava con la bocca aperta e la mente che sognava di passare la festa degli innamorati con lei.
Così Felipè prese coraggio si avvicino alla meravigliosa ragazza e disse:
"A te che rallegri le mie giornate tristi con un solo sguardo qual è il tuo nome ..?" La ragazza si giro un poco scocciata e rispose: "Sono Leila , sì Leila è il mio nome e tu dimmi cosa cerci ragazzo invadente ..?".
Felipè ora mai estasiato gli disse: "Oh mia splendida creatura a te che mi hai rallegrato la giornata vorrei invitarti a ballare alla festa degli innamorati che ci sarà domani sera ..!" la ragazza rispose: "Io acconsentirò alla tua richiesta solamente se mi porterai una mela rossa" così la ragazza rientrò a casa e Felipè al settimo cielo inizio a saltare su e giù per le bancarelle del paese cantando "Amore, amore mio a te che ai dato un senso ai giorni miei", fruttarolo una mela rossa..! e il fruttarolo rispose: Mi dispiace niente mele quest'anno ha fatto troppo freddo prova da un'altra parte.
Il ragazzo cantava per il paese felice, "Una mela rossa e lei mi sposerà..!" ma pian piano che il ragazzo le bancarelle girava più si accorgeva che di mele rosse quest'anno non ne erano maturate nemmeno una.
Girati tutti i fruttivendoli del paese il ragazzo triste, sconsolato e rassegnato torno alla panchina del parco sotto quel melo dove aveva incontrato il suo più grande amore, quel melo dannato che di frutti quest'anno nemmeno uno ne aveva maturato.
Il ragazzo seduto sulla panchina piangeva dicendo: "Perché proprio a me questo atroce destino, ora che trovo il mio vero amore, una donna che chiede solamente una mela rossa, quest'anno nemmeno una il destino a voluto far maturare, tutte gialle, tutte verdi, ma nemmeno una rossa, o povero me, ricco di accidia ma povero me in amore.." la saggia tartaruga che sentiva il ragazzo piangere e affondare pian piano in una disperata agonia sofferta così dolorosa che lui stesso diceva: Se questo dolore è l'amore non ne voglio più a che fare! La Tartaruga si mise a piangere anche lei e sentendo tutte quelle parole che il ragazzo diceva provo a parlare con L'albero il Melo.
La Tartaruga usci dallo stagno andò verso il melo e gli chiese: "Melo come mai quest'anno niente mele rosse e il melo rispose: "Tartaruga ha fatto troppo freddo e le mele non hanno fatto in tempo a maturare sono rimaste gialle l'unico modo per far diventare queste mele rosse è che tu ti getti sulle mie radici a picco sul cuore fino a quando le mie mele non si saranno riscaldate di passione e il tuo sangue non le avrà colorate di rosso". Cosi la Tartaruga incredula inizio a girare per tutto il paese a cercare una mela rossa per darla a quel povero ragazzo e per fargli capire che l'amore non è fatto di solo dolore e la Tartaruga girò per quasi tutta la notte e il giovane ragazzo tornò in colleggio a dormire disperato.
La Saggia Tartaruga girò quasi tutta la notte per le strade della città chiese a tutti i meli del paese ma niente la stessa storia "L'inverno era stato troppo freddo e le mele non erano maturate" così all'alba la Tartarugatornò al melo del parco e disse: "Svegliati melo e preparati a far maturare le tue mele rosse.", la Tartaruga andò sotto terra si getto sulle radici del Melo, conficcò la punta della radice nel cuore e inizio a cantare di passione come gli aveva chiesto il melo e intanto il melo diceva: "Più giù, affonda la radice nel cuore o non servirà a nulla, più giù.." e in tanto la Tartaruga cantava e il tempo passava.
Il sole pian piano iniziava a sorgere e le mele iniziavano a prendere colore piano, piano fino a diventare rosse.
Era L'alba e la Tartaruga aveva cantato di passione tutta la notte fino a far diventare tutte le mele del albero di mele rosse.
"Svegliati Tartaruga" disse il Melo, le mele sono diventate rosse, "Svegliati", ma la Tartaruga dal troppo sangue versato era morta e ora mai per lei non c'era nulla da fare.
La mattina come suo solito il giovane Felipè andò al parco alla solita panchina, ma quando arrivò trovo il miracolo che la Tartaruga con la sua vita aveva fatto per lui, le mele del albero erano diventate tutte rosse.
Così Felipe raggiante e contento più che mai ne prese subito una, anzi due e di corsa andò a bussare alla porta della sua amata per consegnarle le mele ed invitarla al ballo degli innamorati.
Così il giovane ragazzo busso alla porta di Leila e aspetto che venne ad aprire, ma quando arrivò: "Ecco mia amata le mele che hai chiesto, una mela rossa per il ballo". Ma Leila scocciata gli disse: "Questa mattina è arrivato il figlio del ambasciatore con un anelo di diamanti e un anello di diamanti vale più di due mele rosse, andò con lui al ballo" così chiese la porta in faccia al ragazzo che prese le mele e le getto in strada che finirono sotto il calesse che passava sulla strada e si schiacciarono in tanti piccoli pezzettini.
E pensare la povera Tartaruga che aveva sacrificato la sua vita per quelle stupide mele, Felipe adirato di rabbia corse in colleggio a fare i bagli e andò a ritirarsi in monastero esclamando un ultima parola prima di entrare: Che cosa strana e stupido l'amore, mi faccio Monaco così non dovrò amare mai più nessuna donna.
E così Felipe fini per farsi Monaco, Leila invecchiò da sola avida e senza un soldo, l'ambasciatore torno al suo paese e la Tartaruga mori per regalare un sogno ad un uomo che nella vita dell'amore non aveva capito niente.
Ecco che finisce la storia con un profondo concetto ..
"Vivi l'amore così com'è senza imprese impossibili o doppi giochi, vivi l'amore così com'è fin che dura, perché quante vero che l'amore non è eterno e che avrà sempre un inizio e una fine, vivilo e non farti problemi".

E così finisce la storia, arrostendo salsicce e salami con lo zio Ted nel falò in giardino aspettando il rientro di mamma e papà, e un ultima parola di zio Ted rivolta a mamma e papà: Loro si che si vogliono bene!


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche