Racconti di Maurizio Mazzotti


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Ho conosciuto un uomo nel parco, vive su una panchina con suoi cani.
Stringi i cani! Stringo le cose da togliere e quelle da tenere, ma io nella mia vita, non ho preso niente da togliere, era tutto da tenere, se le tolgo, dopo, non le ho più, di sicuro in seguito mi mancheranno e questo non è bene.

Qualcosa però mi toglie il respiro, "è questa cravatta che stringe", questo l'ho preso a Gallipoli, non lo tolgo gli cambio posto, per la miseria esce fumo dal forno, c'è puzza di bruciato l'avessi tolto prima l'arrosto, è tutto andato, è vero che non c'è fumo senza arrosto, ma così è troppo.

Urla il vicino:" ha segnato la Roma", urla, "ma quello perché lo fa giocare"? -Ma lo potrebbe togliere dal campo e invece se lo tiene- tanto un altro lo dovrebbe mettere, togliere mettere. cambia non cambia, tanto se tolgo qualcosa, poi ne metto un altra, non rimane mai per molto tempo uno spazio libero, sarebbe uno spreco, ti ho detto stringi i cani! Porco cane perché devo stringere i cani?

Tolgo un piede, metto l'altro, uno per volta senza perdere l'equilibrio, l'equilibrio mentale, nel parlare, anche nel mangiare, metto una cosa e tolgo un altra, nel parlare, se non le scrivi, le parole non prendono molto spazio, nella mente si sostituiscono in fretta "si sa, loro volano".

Stringi i cani! Ancora con questi cani, anche loro adesso devo togliere? Credo proprio che non si può fare, stringo i cani d'accordo.
Una volta stretti i cani, stringo la cinta, i denti, la fascetta, la curva, stringo, stringo, faccio spazio nella stanza, nell'auto, nella vita, prego si accomodi c'è ancora posto per qualche cosa, per una cuccia, non troppo stretta però, stringo io i cani, "porco cane è proprio una fissazione questi cani", poi sbavano e perdono il pelo, ti adorano incondizionatamente è un buon affare, lo stringo e non me lo faccio scappare.

Adesso questa cartella la elimino, faccio spazio nel disco, aspetta vediamo cosa c'è dentro, ma guarda è bellissimo! Lo tengo magari stringo un poco e la faccio entrare in un'altra cartella, stringo, stringo, voglio vedere come va a finire.

Stringi i cani ti ho detto!

Adesso ho altro da pensare, devo uscire e ho i jeans da stringere, sai fanno la coscia lunga che non guasta, stringi, stringi, qui non rimane niente, stringo le sedie, così magari, gomito, gomito, ci stiamo tutti, il Sabato, la Domenica e tutti i giorni … le vacanze?

Portiamo il materasso da campeggio" sai quello gonfiabile" ben piegato stretto, stretto, entra nel cofano, anche se è piccolo, "caspiterina" i cani! Dove metto i cani! Dai, ci stringiamo un poco.

Signore, si sente bene? "Porco cane era un sogno". Si grazie, anzi non molto, questo parco è un poco stretto e la panchina è scomoda, "senta piuttosto, ha visto dei cani"?

No non li ho visti.

Lo sapevo, aveva ragione quello, dovevo stringere i cani.

Stringi, stringi, si è fatto notte e sono ancora solo come un cane, mi è rimasto da tenere stretta la panchina, fino a domani mattina.
Ei! Ora mi hai svegliato, rimani un poco con me, magari mi dai una mano a cercare i cani, magari mi fai un poco di compagnia, ti posso raccontare una storia, ci stringiamo, ti faccio posto, mettiti seduto.

Prendi la busta sotto la panchina, dentro ci sono delle fotografie.

Io abitavo in questa bella zona, lavoravo proprio qui, vedi questo negozio?

Ecco questo per tanti anni è stato un punto di riferimento per quelli del quartiere, qui si parlava di cose semplici, problemi famigliari, successi personali, di figli, nipoti, dei vicini fortunati e di quelli che lo erano meno, certo l'edicola era come un confessionale laico, un portierato alla massima potenza, si sapeva un poco di tutti, la modernità è proprio una bella trovata, ogni epoca l'ha avuta, ma quella di oggi la trovo un poco meno a misura d'uomo, "la globalizzazione"che parolone.

Che dici i cani torneranno da soli?

E poi le banche che non ti aspettano vanno di fretta, le rate del mutuo, ingiunzioni di pagamento, stringi, stringi, sono qui su una panchina troppo stretta anche per i cani, che come sai sono scappati.

Ecco qui sono io bambino, vivevo ai margini di una cittadina balneare, come tra campagna e mare, don, don … i marmocchi con i pantaloni corti si avviavano lungo la strada che portava alla chiesa per la messa della mattina, lungo la strada c'era una fontana, a Dicembre sembrava una statua di ghiaccio, sospesa nel gelo, mentre stonata la campana chiamava a raccolta, lei brillava in attesa di essere liberata.

Vedi questo è Massimo, con il carro sul viottolo della fattoria, avanzava seduto annoiato con la gamba che ciondolava e la paglia fumante che sborda, gialla come l'oro, fumava il sigaro con ampie boccate, sorrideva e salutava in mezzo a una cortina di fumo, come quello dei camini delle case che sono lungo la via, qualche randagio ai lati dell'allegra processione, scodinzola in cerca di un pezzo di pane.

Questo è Il prete all'entrata della chiesa con ampi gesti invitava a fare in fretta, la funzione deve iniziare, io sono il chierichetto e devo aiutarlo a servire la messa.

"O Signore di soltanto una parola e io sarò salvato"

Vedi questo è Carlo, quelli erano bei tempi, aveva una grande passione, " il calcio balilla" io e l'amico Carlo, eravamo imbattibili, giriamo per tutti i bar a sfidare coppie fortissime e vinciamo, siamo quasi famosi per il litorale, poi un giorno Carlo parte per il militare, non l'ho visto più il Carlo allegro che conoscevo,"dicono che sia crollato" non mi riconosce e chiede sigarette a tutti avanti e indietro per lungomare, sempre il solito cappotto inverno, estate, mi sembra impossibile ma lui è da un'altra parte, non sembra ne felice ne triste, è passato un tempo infinito da allora.

Eccoli sono tornati i cani, guarda come sono felici di trovarmi ancora qui.

Sai mi sono accasato in questo parco perché la Caritas non li tiene i cani, come le chiese e poi alle otto e trenta ti sbatte fuori, non fa differenza se piove o nevica, poi troppo lingue che non conosco, in mezzo a tanta gente mi sento globalizzato nella solitudine.

Se vuoi, sono qui con i cani tutti i giorni, apriremo la busta e per ogni fotografia ti racconterò una storia, di questo progresso che per molti è un regresso.

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