Poesie di Alessandro Caparesi


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Rette parallele
Capiamo, c’invidiate,
siete un soffio
un alito di stenti,
v’affannate e tribolate,
malanni e sofferenze
poi per cosa?
La mia compagna ed io
siamo diversi:
sempre vicini, fedeli,
puntati all’obiettivo
e distratti mai,
neanche a rivolgervi un desio.
Sì, ci è sconosciuta una carezza
o una celata intersezione,
un bacio di sfuggita l’abbiam visto
solo alla TV,
difetta anche
una trigonometrica eccezione
e l’opposto v’è di vanto,
ma al luogo illimitato,
dove è tutto e non,
dove il limite smette il suo nome,
dove voi non avete accesso,
o difettosi,
ne avremo da recuperare il tempo andato.
C’è poco da sorridere.

Tanto basta
Mi parli di complementarietà e destino
di due metà della stessa mela
di cuori che battono all’unisono…
tutto molto commovente, tesoro mio,
ma distante dal vero,
siamo l’incontro casuale di due imperfezioni:
il quando – avrei voluto incontrarti prima,
il dove – può anche star bene,
il cosa – le affinità che ci attirano,
il perché – le nostre differenze più o meno sottili,
somma e moltiplicazione di difetti,
incrocio esatto/errato di qualità presunte o potenziali,
ma figurati: non sappiamo neanche
quel che vorremmo da noi stessi!
Guarda: ci piacciamo e ci critichiamo,
ci attiriamo e ci allontaniamo avviluppati dall’elastico
del nostro dilettevole meraviglioso amore.
E’ tanto e tanto ci basta.



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