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Poesie pubblicate il 25-26 Luglio 2017
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Antologia poetica
L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -

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Poesia a tema
Le strade della vita

 



 

La moglie di Libio
La moglie di Liborio,
detto Libio,
vicino mio di casa,
a lui fa dire tutto
quel che vuole.

Gli mette in bocca
parole mai pensate
lo condanna
senza far processi
lo condanna
pure se ha ragione.

Se lei testimoniasse
dinanzi a un tribunale
Libio andrebbe dritto
in cella di prigione.

Ma l’abbraccia e l’ama.
Non ha alcun rimorso
se crea dei casini
che sconvolgono una vita.

Ecco come agisce
la moglie di Liborio,
detto Libio,
vicino mio di casa.
Tutti ormai lo sanno
qualcuno l’odia
qualcuno ha compassione.

Alcamo, 06.03.2015 ore 21,20

Da SETTANTA QUATTRO
Marino Giannuzzo

L'estate fulcro d'altalena
Cani abbandonati sull'asfalto
ripassano con mimiche errori
che non hanno commesso
e alle mosche felici non importa
del loro dolore e pregano copertoni

Gli alberi,più che a crescere
sperano di non dimagrire
e le foglie assetate
in disperato sforzo
si ricompattano per un'ombra
che possa attirare
qualcuno al loro tronco a pisciare

Un vetro riflesso
minaccia a ingigantire il calore
e dar fuoco alla supplicante campagna
per vendicarsi di chi lo staccò dalla bottiglia
ove bevvero vellutate labbra
delle quali s'innamorò

A specchio di dentiere
riciclate a sorridere
o ferme ad enigma
ovunque sudore,
olio esausto dell'anima
ai mille adatti degli occhi usurata,
esce da ferite improvvise
riparate dal sale
testate dal sole

L'estate è un fulcro d'altalena
e alle due estremità
il tempo alle spalle e l'ignoto
e il dondolo simula assensi
tra cielo e terra
ma non si capisce a che cosa

Si sogna con paura l'inverno
imbalsama, sorrisi, ansie e paure
e nella non vita a pausa
il cuore fa manutenzione ai suoi ritmi
per tenersi pronto
a nuove gioie improvvise
ma come incaute gemme primizie
puntualmente gelate

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Robe da ciodi
Se no voli scoltar metive i tapi.
Democristiani e comunisti ensieme
e po scusème tanto, perdonème
a Roma ancora vivi gh'è du Papi.

No l'è question che gh'enteressa a i capi
ma quei che credee ci stà soto i teme
se possa baratar santi e biasteme
e scancelar parole scrite a lapi.

E no gh'è pì rispeto né creansa
non se ragiona pì come a sti ani
co 'n poco de servel, ma co la pansa.

Tuti che vol saver anca se nani
l'è deventà sotila la speransa
de tègnerse per man come cristiani.

E quanti pori cani!
Ensoma mi voi dirve en tuti i modi
che propi le me par robe da ciodi.

Da Robe da ciodi e sbaci de seren
Bruno Castelletti

Cose da non credere
Se non volete ascoltare mettetevi i tappi.
Democristiani e comunisti assieme
e poi scusatemi tanto, perdonatemi
a Roma ancora vivi ci sono due Papi.

Non è questione che interessi a chi comanda
ma coloro che credono e sono governati temono
si possano barattare santi e bestemmie
e cancellare parole scritte a matita.

E non c'è più rispetto né creanza
non si ragiona più come un tempo
con un po' di cervello, ma con la pancia.

Tutti che vogliono saperla lunga anche senza adeguata preparazione
è diventata esile la speranza
di tenersi per mano come fratelli.

E quanti poveretti!
Insomma io voglio dirvi in tutti i modi
che mi sembrano proprio cose da non credere.

Da Robe da ciodi e sbaci de seren
Bruno Castelletti

viaggetto in occasione Cerimonia di Premiazione III Edizione del Premio Letterario
"Donne tra ricordi e futuro"a Camaldoli e Pratovecchio-Stia, 24-25 giugno 2017.


Una Stia nel PratoVecchio
Tutta la conoscenza mia di Stia
era:"Stia ferma!"…"Stia zitta!"…"Stia bene!"…
Faceva anche pensar scenette amene
dell'aia col pollaio d'una zia…

Zia vecchia, zio vecchio…Tutto un vecchiume:
casa vecchia…aia vecchia…prato vecchio…
così giungevan quei nomi al mio orecchio.
Ma…Pratovecchio-Stia è…un bel comune!

Col medioevo tutto incorporato,
tra piazze, strade, portici, santuari,
Camaldoli…La Verna…luoghi rari
che sanno di intimo…del tempo andato…

E a Camaldoli-Pratovecchio-Stia
un mondo di cultura vi ho trovato
e ben due giorni interi vi ho passato
immerso tra i racconti e la poesia.

Lorena de' Fiorini ha smosso il tutto
con tanta gente affabile in aiuto.
La Cerimonia-Premio ha anche avuto
ribollita, formaggi e buon prosciutto.

I personaggi sono stati tanti
tra i letterati, con le istituzioni,
i concorrenti da più e più regioni,
e l'ombra mistica di antichi santi.
Armando Bettozzi

III
Te seguiré más allá de la Nube de Oort.

Te seguiré hasta los templos del futuro.
Escalaré peldaños de ónix o de cemento.
Y entre las lunas de Saturno te hallaré
y las canoras lunas de Cúneo
suspendida entre las estrellas del firmamento.
Se muere entre tus manos con óxido, el corazón,
húmedo planeta de emociones…
Sin embargo te amaré entre pirámides milenarias
bajo el cielo enrarecido de Marte
Te desearé como un Cyborg a una flor de baquelita
mientras que Japeto brilla a los lejos.
Exclamaré: ¡Eros, inspiras tan diversos placeres
como los extraños cielos de los exoplanetas!
Tus manos de jazmines venusinos rozarán
mis mejillas quemadas por los soles de Alfa del Centauro.
Y en el vergel que flota en el espacio oscuro
nos amaremos como dos ríos que se juntan
porque tú y yo, somos un poco como peregrinos errantes
en el desierto marciano, y los sueños, espejismos
que avivan nuestra sed sin apagarla, pero por ésta
aún sabemos que estamos con vida…
Manifestaciones sombrías, salvajes, que exhalan
tus cabellos plateados por el astro me inspiran
a seguir buscándote, princesa, más allá
de los planetas exteriores y de la Nube de Oort.

Da "Amores, barniz gris"
Federico Rivero Scarani

Per fare una poesia
(Poesia del penultimo verso)

Per fare una poesia
ci vuole su in cielo
almeno una nuvola,
qua e là qualche stella,
un braccio di mare,
un sogno d'amore,
un magico fiore
(o un verso migliore),
e tutto il cuore.
Piergino Pedrocco

Polvere di stelle
Mentre leccavi il gelato
sotto i portici di Bologna
e mi guardavi fisso
pensando a chissà cosa
m'è venuta voglia di baciare
le tue labbra di nocciola
come se uno specchio ci avesse ringiovanito.

Polvere di stelle:
ecco quel che siamo
e vogliamo brillare sempre
a dispetto del tempo che passa.
Dimmi che sono stato per te
un frammento di luce
e nel buio ti cercherò.
Enrico Galavotti

Dalla croce all’ulivo
Se ti mettessi un dito nell’occhio mi vedresti meglio?
Però t’accorgeresti di me e del vento che mi porto dietro
Dovresti pur dire qualche parola senza per forza
Darmi la tua croce che se vuoi la reggo
Ma al primo fosso ti pianto
Un albero d’ulivo che crescerà forte ed onesto
Come un bambino
E non sarà né tuo né mio ma della terra che lo accoglierà
Del sole che lo scalderà

Del vento che lo farà giocare

Del frutto che lo farà sperare.

23-7-2013
Maria Attanasio

Las calles
Las calles de Buenos Aires
ya son mi entraña.
No las ávidas calles,
incómodas de turba y ajetreo,
sino las calles desganadas del barrio,
casi invisibles de habituales,
enternecidas de penumbra y de ocaso
y aquellas más afuera
ajenas de árboles piadosos
donde austeras casitas apenas se aventuran,
abrumadas por inmortales distancias,
a perderse en la honda visión
de cielo y llanura.
Son para el solitario una promesa
porque millares de almas singulares las pueblan,
únicas ante Dios y en el tiempo
y sin duda preciosas.
Hacia el Oeste, el Norte y el Sur
se han desplegado -y son también la patria- las calles;
ojalá en los versos que trazo
estén esas banderas.
J. L. Borges  

Le strade
Le strade di Buenos Aires
sono ormai le mie viscere.
Non le avide strade,
ingombre di folla e trambusto,
bensì le pigre vie dei quartieri,
quasi invisibili ai frequentatori,
pervase di penombra e di crepuscolo
e quelle più fuori
spoglie di alberi pietosi
dove appena si avventuran sobrie casette,
oppresse da immortali distanze,
a perdersi nella fonda visione
di cielo e di pianura.
Son per il solitario una promessa
perché le popolano migliaia di anime singolari,
uniche dinanzi a Dio e nel tempo
e senza dubbio preziose.
Fino ad Ovest, a Nord e a Sud
si sono espanse -e son pure la patria - le strade;
possano queste bandiere
essere là, nei versi che traccio.
J. L. Borges    Traduzione di Nino Muzzi

La pace nella notte
Un usignolo al buio sta cantando
io non ho sonno e ad altre sponde volo
i tempi antichi miei sto risognando.

Anche lui sembra tanto triste e solo
ogni tanto si sposta, sta pensando?
L'ascolto e lui cinguetta civettuolo.

Un fil di fumo al ciel si sta avvitando
fuma la stalla ed un lumino muore
mentre la notte ormai ci sta lasciando.

Sfrecciano i mezzi, quanto gran rumore,
oddio, la pace, dove si è nascosta?
Ma lui cinguetta il grande adulatore

sembra che voglia farci una proposta
e della pace sventola il vessillo
ma a questo invito più non c'è risposta

il mondo vive ormai di affanno e assillo
la pace in guerra s'è riconvertita
ma lui continua col suo dolce trillo

perché la pace chiude ogni ferita.

(Donnas 22.3.2017 - 7,05)
Salvatore Armando Santoro

Un albero importante
Era una giornata assolata
le foglie brillavano
i rami sussurravano
ed io, ho appoggiato
i palmi delle mie piccole mani
al tuo tronco
e ho sentito l’eco delle risate
dei miei ragazzi
in quel tempo che furono bimbi
raccolte da te
estate dopo estate…
erano momenti che sembravano eterni…
ora il ricordo della loro infanzia in te
è diventato parte di questa terra
la tua linfa lo alimenterà
ed io, ad ogni estate
quando il capello diverrà sempre più grigio
mi accosterò a te per risentire …
la loro spensieratezza
per farmi ritornare la mamma giovane che ero
per rivedermi abbracciata a loro
sotto la tua folta chioma.
laura toffoli

Up VI
brucio sotto la pioggia col cuore fissa dimora in una tempesta
se gelido il vento mi copro la pelle coi sogni
puntando gli occhi sulle lontane stelle
mai domando il destriero coraggio e sempre col fuoco nel battito

Da “I draghi sposano le principesse di carta
Jacqueline Miu

Evanescenza
L'oro del grano trascolora.
I biondi riccioli hanno ceduto il posto
ad un mare di scaglie di luna.
Sandra Greggio


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Come è possibile che un uomo ancora giovane come me, cresciuto in una sana famiglia, con un diploma di ragioniere ottenuto col massimo dei voti e pieno di interessi culturali e sportivi, si possa ridurre in questa situazione di degrado e di abbandono? Questo era il pensiero che assillava Antonio e che gli ritornava alla mente ogni giorno, puntuale come la sveglia del mattino. Tutto era cominciato un anno prima, nel giorno dell'inaugurazione dei nuovi locali della Banca Popolare dove lui lavorava. Per quella occasione di festa sua moglie Teresa aveva indossato un abito elegante di color fucsia con una scollatura a cuore che lasciava intravedere o quantomeno immaginare tutta la bellezza del suo seno. Il vestito e il corpo snello e slanciato (che nulla aveva da invidiare a quello di una modella) avevano attirato l'attenzione del direttore, dottor Ferroni, un uomo scapolo, dai modi gentili e di bello aspetto. Tra i due fu subito simpatia e la simpatia presto si trasformò in una relazione amorosa. Dopo solo tre mesi Teresa lasciò il marito e andò a vivere nella villa del direttore, alla periferia del paese, ai piedi della collina.
Salvatore Cutrupi



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