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Poesie pubblicate il 23 Gennaio 2018
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Antologia poetica
L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -



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Poesia a tema
Speranza per il futuro

 


 

Am Fenster, abends
Vor nachtgrünen Matten
unterwegs zu Wörtern,
Klartext zu einem
dunklen Gedicht.

Das innere und das äussere Land,
der Himmel flösst Gärten, Getrennte
gehen dort Hand in Hand.

In zeichenmächtiger Schwärze
vom Dachrand flatternd ein Vogel,
Gedanke, Engel in Fetzen,
der im simmernden Grau-Licht
verschwand.
Erika Burkart

Di sera alla finestra
Dinanzi a prati verde-notte
sulla traccia di parole,
testo in chiaro per una
oscura poesia.

Il paesaggio dentro e fuori,
il cielo fa galleggiare giardini, separati
camminano là meno nella mano.

Nel segno potente del nero
il frullo di un uccello dalla gronda,
pensiero, angelo in stracci,
che scomparve nel sobbollire
di una luce grigia.
Erika Burkart      Traduzione di Nino Muzzi

Ballata di Punta Ristola
Indolente nel letto mi rigiro
il mio pensiero nel Salento vola
secca è la lingua, arsura nella gola,

e l'amaro, che l'animo avvelena,
il dolce che hai lasciato non cancella
mentre il frullare d'una colombella

ridesta la vision del promontorio
che Ristola tien sveglia nella mente
insieme a te che ormai rimani assente.

Tu questo amaro più non addolcisci
anzi con un coltello il cuor ferisci.

(Donnas 21.7.2017 – 19,56)
Salvatore Armando Santoro

Pasqua in trincea
Pasqua in trincea:
un ricordo lontano la gioia
forse non nata.
 
L'odio invade la terra
il fratello combatte il fratello
senza un perché
seguendo gli eroi
avventurieri e patrioti
che tana non hanno
che fomentano guerre
inutili guerre.
 
La Pasqua è scoppiata nei cuori
come bomba che allarga i confini
al di là di ogni trincea.
 
Il cannone rimbomba lontano.
 
Il ricordo d'una vecchia campana
a rintocchi celeri e forti
ha invaso la testa
dell'uomo colpito in trincea
che giace senza soccorso
tra tanti
che più non han vita.
Ha finito la guerra.
 
Tace la vecchia campana.
Tace anche il cannone.
E' Pasqua,
il soldato riposa per sempre
tra gli inutili eroi.
 
CL, 11.04.2001 ore 0,30

Da Versi sparsi
Marino Giannuzzo

Ho smarrito dei sensi il più importante
Ho smarrito dei sensi
Il più importante
lasciato su un binario laterale,
chi lo trova non si farà del male:
son io che l’ho perduto
e qui mi chiedo
se mai ritroverò la strada.
Più non la vedo,
la nebbia mi confonde,
sale la nebbia,
io vago nella notte,
notte di nebbia,
notte del mio cuore.

Da Vita di una donna
Carla Malerba

Fora me ciamo
(A i me amici)

No gh'è santi che tegna,
morir bisogna.
Sti bei discorsi
no i me piase gnente
no i scolto gnanca
e sèito a strolegar
per farla franca.
E quando vedo
che no ghe la cavo,
per farme en po coraio
me digo de scondon
(e penso a vualtri):
mi no ghe c'entro, mi
ghe toca a i altri.

Da Robe da ciodi e sbaci de seren
Bruno Castelletti

Fuori mi chiamo
(Ai miei amici)

Non ci sono santi che tengano (non c'è niente da fare),
morire bisogna.
Questi bei discorsi
non mi piacciono niente
non li ascolto neppure
e continuo a fantasticare
per cercare di farla franca.
E quando vedo
che non c'è nulla da fare
per farmi un po' coraggio
dico a me stesso di nascosto
(e penso a voi):
io non c'entro, io
tocca agli altri.

Da Robe da ciodi e sbaci de seren
Bruno Castelletti

Nulla invisibile
Il vento,gregge di respiri
che da tempo evasero dai denti,
incendia, raffredda
alimenta, sottrae
sporca, pulisce
carezza, scompiglia
pettina campagne
fa ballare alberi,
un nulla invisibile
presta a ogni cosa la voce
fiato d'organo
suona nei vicoli
arruola lamenti,li occulta
strozza urla al dolore
attenua adii
incatena amori
bussa a porte e finestre
illude indomite attese
avverte prede e predatori
in una partita ove a volte
si schiera alla fine
-Vento,vela dei pensieri
li porta lontano
e spesso impetuoso
li frantuma agli scogli
-E' un postino di lacrime
e il cuore un mittente,
a volte arriva in ritardo
al destinatario già morto

Da:Destini E Presagi
Michael Santhers

Ti porto con me
Che io come oggi mi metta al sole
O che mi frughi dentro a cercare parole
Che corra nella mia città a sfidare il giro del sangue
Che io faccia sesso o canti d'amore
Che pianga dal ridere
Che speri nel meglio sfidando l'orrore
Che sia io e nessun altro
Da dove io sono
Ovunque sei
Ti porto con me.
Maria Attanasio

In città
Ogni tanto la vedevo
sola seria ma ridente,
fissandomi stranamente
per un poco la temevo.

Dall'angolo affollato
nessun cenno mi faceva,
in vita spesso mi diceva
ch'ero molto ammalato.
Enrico Galavotti

Distanze
Quando arriverò sulla luna,
le mie parole si faranno
fredde e d’argento,
i nostri nomi taglieranno l’aria
senza mai incontrare carne,
tu alzerai gli occhi al cielo,
mi urlerai qualcosa,ma
io non potrò ascoltare
e le mie mani
non avranno più alcun peso,
sul profilo dolce
del tuo viso.
Ricorderai la storia
del principe e la volpe,
ma ormai sarà tutto andato
nel freddo che vibra l’universo.
esistono amori ipotetici,
grandi storie d’amore,
destinate al nulla,
come neve che si scioglie,ancora
prima della frustata del sole.
Michele Aulicino

Melamara
bastardo e megalomane ego me io
scrauso e soporifero il sangue da alternativo poeta
mostro ereditato dal talento di altri divoratore d’anime
drogato di ipocrisia con infezione da sogni
a volte però
non spesso solo ogni tanto
debole e in fiducia con altri
calmo di tutte le tormente che mi difendono il cuore
lastra di ghiaccio sciolta al sole di un credo
rivolto più spesso all’amore per cui morire piuttosto che darsi al nulla

fenomeno da baraccone o artista per un alto volere
compassionevole o idiota diverso da massa perché senza gloria
resistente pilota al timone del proprio destino
chiglia assassina di onde sopra un mare che non ha mai visto i propri confini

chiuso in questa delicata prigione capisco il mio male
ne onda per infinite maree ne astro
al passo col dolore di divenire più di uno sputo di sperma nell’amnio casa
in attesa che ciò che mi consuma o mi prende i battiti abbia più vasti oceani

ho la costanza nello sbaglio in cui persevero per curiosità bambina
mai veramente sazio di qualsiasi cosa non abbia in sé passione
ardo continuamente ardo senza mai smettere cerco combustione alternativa al fuoco
perduto ma mai perduto veramente perché in fondo io appartengo ai sogni


sono un pericolo per me stesso e per gli altri
sfodero l’arma della parola con uso abuso e gloria
incido la pelle di tutti gli spiriti che contagio
finché a loro volta non diventano talenti di un bestiale male
chiamato febbre d’Oltre

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Proposta
Scordiamoci di vivere un momento:
facciamo finta d’esser tutti morti …
Sarebbe proprio un bel esperimento
vedere quanti se ne siano accorti.
Carlo Chionne

Culla perpetua
Correvo, l'aria
mi schiaffeggiava
donandomi sensi si vita,
i pensieri fluttuavano con il corpo
in una magica spirale
e l'aria era tiepida,
una culla perpetua.
Ho scoperto i colori
di un risveglio,
il calore di un abbraccio al mattino
e la dolcezza di un respiro.
Rallentare sarà facile e sicuro
per altre notti,
altri respiri,
per un bacio svegliato.
Tiziana Cocolo


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