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Poesie  pubblicate il 28 Aprile 2017
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Antologia poetica

L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -


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Poesia a tema
Ricordi nostalgici

 

 

Tra aprile e maggio
Tiro alla fune tra aprile e maggio
e in agguato il gelo pronto a schierarsi,
le gemme guardano il ghiro
in avamposto sventola la coda
poi l'ammaina a segnalare sorprese

Una nuvola nera sonda gli umori
e qualcuno capisce che appartiene
più a Giuda che al cielo radioso
e i cappotti tornano a ridere al collo
mentre qualche vecchio con trincee sul viso
tara l'ernia a termometro
incrocia le dita a scongiuro
nasconde un seme nella terra dell'unghia

Incombono elezioni, speranze a cottimo
e i politici a caccia di fiori a simbolo
di suadenti messaggi idilliaci
ma qualche volta la natura
sbotta ai raggiri e interviene,
il sole sospende ai falsi il calore
imita Ponzio Pilato
e piovono sassi di vetro
inchiodano petali al suolo
come a dire meglio morti
che prigionieri ad applaudire profumati
il consolidato nefasto

Da: Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
Michael Santhers

Mare incantato
Mare incantato
che mi rubi il cuore,
nella memoria del tempo mi trasporti
mi culli nell'arpeggio di sirene
che Ulisse vinse ed ascoltò soave,
e all'amplesso mortale si sottrasse.

Mare, mare,
che m'hai rubato il sonno
quando la sera restavo alla finestra,
nella notte guardavo i tuoi bagliori,
l'Etna brontolava e i suoi lapilli
tremante al ciel, dalla fucina bollente,
con violenza scagliava, mentre la montagna
i fianchi di braci ardenti rosseggiava.

Ma quell'arpeggio di luna nella notte,
che il mare inargentava e le mie spiagge,
quello, quello ricordo,
mentre sopra un foglio
annotavo due versi a una compagna,
che ho archiviato nella stanca memoria
che del mio tempo
passione e sentimento mi rinnova
affinché eterna in me resti la storia.

(Donnas 1.2.2017 - 15,17)
Salvatore Armando Santoro

Passione
Così, viaggi nel mio sangue,
nutri cellule e cuore,
mi fai male dopo tutto il bene,
ti fai largo nel mio niente,
siamo tu ed io
i nostri assassini
innocenti come bambini.

4/4/2017
Maria Attanasio

Colpa, Dolore e Figli
La colpa alfine se ne andrà
con chi responsabile ne è stato
di loro memoria alcuna resterà
fretta dei figli sarà
con loro di cancellarla

e' il dolore che si perpetuerà
ferita aperta per generazioni
chiederà giustizia
desiderio dei figli sarà
di ricordarlo perché mai più
altri lo provino.
Fausto Beretta

Ninfee (di Claude Monet)

Su impronte
fluide

rarefatti
brusii di colore

ed esili tracce
di luce aspersa.

Nuvole di petali
sfumano nei verdi
del sole accennato

liquefatte corolle
come candide isole
disciolte nel blu.

Sulla tela
sottilissimi gialli
e fremiti scarlatti

eteree essenze
di impalpabili
fiori d’acqua
Dario Menicucci

Doloroso viaggio
Incredula e sgomenta sei rimasta
quella notte che il sonno t'ha interrotto
quando appreso hai di tuo fratello
la prematura scomparsa.

Un doloroso viaggio hai intrapreso
in quello stranier paese dove il parlar
non conoscevi e portare hai dovuto in
patria il corpo senza vita ai tuoi cari.

Difficile rassegnarsi al tal dolore
poiché la lontananza aveva reso
ancor più forte il fraterno amore.

Un giorno mi domandasti
per saper l'anima sua dove fosse
ed io ti ho risposto che di lui
il luogo del riposo non conosco.

So di certo che sta lì, e nessun
voto sulla terra spostarlo potrà
da dove Dio lo avrà posto.
Arturo Guzzardi

"Poesia allo specchio"

(da "Come Parole nel Vento" - cento poesie ed un racconto, per adulti bambini)

Stop! Su, fermati a pensare!
No! A destra non puoi svoltare
....sinistra? Vuoi barare?!
Ogni auto è uno specchio
e se poi, strizzi un po' l'occhio
si trasforma in un bel cocchio!
Le ruote, in puledri bianchi
e via, in volo, mai stanchi
tra cielo e nuvole in banchi.
Un girasole per sole
cielo, un fiume di parole
tra i punti, mille capriole!
E togli il broncio dal muso
e se poi, appari un po' fuso
cosa importa? Vige l'uso
in questa nostra realtà
d'usare una maschera, ma....
le abbiam vietate, noi di qua!
Il cuore è trasparente
ognuno di noi ha una lente
per comprendere ogni gente.
Non serve parlare molto
le parole in ogni volto
ed il senso ognun ha colto!
É poesia allo specchio
di sorrisi, pieno un secchio
ed al bando, ogni malocchio!
Ben Tartamo

Albione
Albione, non sei perfida,
lo dico con franchezza,
e il tuo visetto giovane
è pieno di bellezza,
eppure tu sei l’incubo
che non mi fa dormire:
io per la tua tirannide
rischio di scomparire.

Albione, come l’edera,
conquisti e non ragioni,
con i tuoi detti semplici
invadi le nazioni.
Forse così ti vendichi
di quell’imperatore
che attraversò la manica
e ti causò dolore?

Quel porporato esercito
in verità istruiva
un popolo di barbari
che odiava e non capiva,
ma adesso, Albione, prosperi
con ciò che criticavi,
con quegli stessi metodi
dettati dai miei avi.

Su quel Divide et impera
fondasti un gran paese
e adesso il solo barbaro
è chi non sa l’inglese.
So che parlare è inutile
a chi non presta ascolto,
comunque io rivendico
quel che mi è stato tolto.

Un tempo il mio bel popolo
aveva una cultura,
ora subisce, debole,
l’odiosa dittatura
di chi si crede giudice
di tutto l’universo
e non fa che deridere
l’insolito e il diverso.

Noi siamo lingua nobile
di musica e poesia,
tu sei sempre più squallida
lingua d’economia.
Se tu rinneghi i cantici
in nome del profitto
sarà la lingua albionica
a diventar dialetto!

Ascolta il ritmo sdrucciolo!
Lo so, ti suona strano:
tu parli a monosillabi
e io parlo italiano.
Rileggi Alfieri e Foscolo
e ammira la potenza
del verso incorruttibile
di chi fa resistenza.
Luca Marella 
 

lunanide
sono lunanide
soffro di anomalie stagionali
chiome d’alberi smosse dal vento e parafulmini speranze mentre piove
giriamo senza ombrello in una città di disperati
con agglomerati di sogni
tutti smolecolati nell’aria
per dipendenze contro la solitudine
per drogati in attesa d’amore
cerco il respiro perfetto
con te in una bolla di sapone
piena estate lavica gocciolina di sudore gli occhi smarriti
appartengo a qualcosa di cui non conosco l’essenza
e ti vivo
così come posso
indipendentemente dal tempo che fa
dai momenti di gioia o di dolore
ti vivo nelle banalità
per curare le anomalie stagionali
con chiome di alberi smosse dal vento
e qualche temporale in cui fare piangere di felicità
a volte
gli occhi io
rapitore seriale di fulmini

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu

La gioiosa danza
Passa il vermetto
a passo di danza
elegante movimento
sulla foglia verde
di rame screziata
d’una vite carica
d’uva dorata,

eccolo, par danzatore
di ninna nanna
di carillon dolce dolce
che sparge per l’aria
dolcissime note di piume
bianche bianche
che han movenza
di lieta armonia,

ed ecco, i sorrisi
dei giocosi bimbi
che tra labbra rosse
intonano canti
d’armonia spensierata
nei filari d’uva
dove il vermetto si ferma
a riposar un poco
sotto l’ombra d’una foglia
per ascoltarli gioir
del profumato e allegro giorno
regalo della preziosa vita.

E lieto sia il cammin sulla vostra via….
laura toffoli

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