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Poesie pubblicate il 25 Febbraio 2018
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Antologia poetica
L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -



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Quadro clinico
ogni mattina inizio a lavorare alle 8
faccio il poeta
alle 10,30 mi prendo un caffè (15 minuti)
pausa pranzo dalle 13 alle 15
e poi dritto fino alle 18,30, ogni giorno
ma non tutti i giorni della settimana
sabato e domenica liberi (e faccio anche un sacrosanto mese di ferie all’anno!)
 
qualcuno mi critica ma io lascio perdere, quelli mica s’intendono di poesia
Andrea Dalla Libera     

Un vento
Aspettati un vento improvviso
di terra, un vento per i panni stesi ad asciugare,
un vento di odori così pieno di ricordi
che può fare solo male.
Aspettati un vento e proteggi la pelle,
copri le spalle in questo andare
che è un po’ tornare dove non sai,
dove sei pronto a ritrovare le mani
e i passi, i punti e le virgole di discorsi
che vile e sorpreso, non hai fatto mai.
Maria Attanasio

Umanità
Spingere il tuo respiro
fra le pagine accoste d'un giornale
per coglier la notizia che riveli
che non in tutti c'è l'indifferenza
che erode le tue fedi.

Come un nibbio da un picco alto scoprire
un riverbero verde tra i cespugli,
eco d'una lontana provvidenza,
segno d'una lucertola
in cui ostinato credi.

Alle soglie d'un tempio millenario
darti conto con intimo pudore
che non è stato vano il tuo cordoglio;
il non voler morire
come onda che s'infrange sullo scoglio.
Santi Cardella

Il sole della terra
Prima era un cielo nero
senza il sole della terra
ora scrivo di me che guardo il sole
come splende sembra una stella
ed io non credo lo sia
accarezzo fiori gialli profumati
mi paiono calicantus
morbidi come sono non credo lo siano
apparenze che mi lasciano sgomento
sbigottito osservo un micio
dolce e morbido nel passo sinuoso
e si fa accarezzare
lui ha il senso del fiore
la conoscenza del nulla
e non se ne vanta
come mi piace camminare insieme a lui
sa dove portarmi
dentro al bosco che si profila
di la dal muretto storto del mio cortile
scrivo di me che mi son perduto
dentro ad un groviglio di strade cittadine
quando dentro casa mia so di averci già
tutti i fiori dei giardini
che il sole scalda sulla terra.
enrico tartagni

'O vico e tant'tiemp fa
Nzerra'a cantina,se fatt'tard,
passata è a mezanotte,
se stuta a luce
e me trov'miez'a via.
Vac'rasenn'e mur'
e chest'fa o poco e vin,'
parlo cu ll'ombra mia,
e sta vita è tutta
na malincunia.
Nu lume arde e luce
nant'a na Madonna
me fermo pa guardà;
porta na vesta azzurra,
ten'na spada mbiett'.
E' mamma ca chiagne
o figlio suie,
che le murett' ncroce.
Na lacrima lucente
le sponne all'intrasatte
a dint a ll'uocchie,
chiagne ancora sta Madonna,
e chest'o vin fa.
M'arretiro a casa mia,
nu poco fatto a vino
addò nisciuno aspett'a me,
chella ca m'aspettava,
mo se nè partuta,
pe nun turnà mai cchiù
Meglio a sta miez'a via:
ca Madonna o lume
e o poco e luna.
M'arrocchio comm'a nu
criatur,sott'a stu muro.

2302 2018
silvio canape

Dopo la bufera
Il pianto del grano non conosce pietà!
Passata la bufera,
che ha genuflesso le spighe,
chiede perdono.
Ma quale peccato ha commesso?

Strisciano in ginocchio,
all'ultima nuvola girano lo sguardo
le spighe sconfitte,
con la spina dorsale piegata.
Domani il sole risplenderà:
si reggeranno a vicenda
scrolleranno l'acqua e la terra
che gli steli appesantisce ed umilia,
svetteranno ancora tremanti.

Sì, domani il sole asciugherà la brina
fredda del nord che umilia le spighe,
della notte passata col volto nella terra
scorderanno l'umiliazione.
Il sorriso ritornerà sul campo
che un refolo di vento accarezza,
il sanguigno volto del papavero
ondeggerà tra le spighe risorte
e nuove farfalle bianche
volteggeranno alla vita.

(Donnas 8.6.2017 – 00,14)
Salvatore Armando Santoro

Sulla roccia 
Sull'umida roccia
il mio cervello
spappolato è rimasto
caduto dalle mani di Dio.
 
I corvi l’hanno beccato
e il sole lo ha seccato.
 
Tu avresti raccolto
la rimanente polvere,
tra gli spiriti
certo il più gentile,
nell'urna sacra e vergine.
 
Sei perita
tra i flutti della vita
e questa roccia
sarà per sempre maledetta:
ogni viandante
si segnerà passando
con terrore.
 
Alcamo, 28.12.1972 ore 0,30

Da Versi sparsi
Marino Giannuzzo


"Lebbroso"
Geloso, chiuso in te stesso là te ne stavi
raggomitolato come un filo di luce,
geloso pur di quel dolore, che ingoiavi
come fiele offerto sulla tua ignota croce.

Curioso, raccogliere nei tuoi occhi tristi
candidi sorrisi come di neve al sole,
curioso, poi vederti abbracciare altri Cristi
affamati d'affetto e gonfi di parole.

Lebbroso! Ti invitavano sempre ad urlare
scacciato come una mosca su carni al sole.
Lebbroso io, mille ferite da leccare
stasera, farei bastarmi due parole.

22.02.18
Ben Tartamo

 

Terre lontane
"terre lontane nuvole nelle tasche un cuore pieno di sogni
piccoli passi grandi corse desio benzina per dare allo spirito un fuoco
povero di tutto tranne di immaginario vesto magia
pazzo come piace alla storia mai eroe di tutti i temporali della vita - il re"

Da “Poets and Lovers
Jacqueline Miu


Poesia consigliata
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Stabat nuda aestas
Primamente intravidi il suo piè stretto
scorrere su per gli aghi arsi dei pini
ove estuava l'aere con grande
tremito, quasi bianca vampa effusa.
Le cicale si tacquero. Più rochi
si fecero i ruscelli. Copiosa
la résina gemette giù pe' fusti.
Riconobbi il colùbro dal sentore.

Nel bosco degli ulivi la raggiunsi.
Scorse l'ombre cerulee dei rami
su la schiena falcata, e i capei fulvi
nell'argento pallàdio trasvolare
senza suono. Più lungi, nella stoppia,
l'allodola balzò dal solco raso,
la chiamò, la chiamò per nome in cielo.
Allora anch'io per nome la chiamai.

Da Alcyone
Gabriele D'Annunzio

-consigliata da Giuseppe Gianpaolo Casarini
 



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