Poesie di Gabriele Marcon


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Una poesia
Una poesia è…
Una poesia, se posso
Permettermi di raccontare,
È versare sudore, lacrime,
Parole gentili o rancorose.
Una poesia e’ vedere un barlume
Di luce e tuffarsi dentro.
È sedersi per terra e
Raccogliere
L’ispirazione.
È giocare con le rime,
Scherzare con i punti,
Ricordare
Di vivere.
Una poesia e’ lasciarsi
Portare dietro le quinte
Del mondo
Della mente
Dello stomaco
E chiudere gli occhi.
Una poesia sono
Cinque minuti di neve
Bianchissima
E ghiaccio
Bollente.
Di terre sconosciute,
Di voci spiate;
Di facce mute
Di voglie represse
Di viaggi
Sul posto.
Una poesia nessuna
Te la porta via;
Ti calma poi ti scalda.
Una poesia, la tua poesia,
Si riconosce:
C’è l’impronta della tua
Anima.
Una poesia e’ arte
Purissima.
Pioggia incontaminata.
Cibo buono.
Vino che bevi goccia
Dopo goccia, parola dopo
Parola.
È ubriacarsi senza
Vergognarsi.
È la tua bocca profumata.
Il tuo seno intimidito.
Una poesia sei tu.
Una poesia non si
Spiega.
Una poesia non mente mai.
Una poesia nasce adulta ma
Parla a tutti.
E non muore mai.

JB
Tornavo a casa.
La macchina era vicina
E io camminavo contando i passi.
Appoggiato ad un muro, un uomo
Sfila da un sacchetto una bottiglia
Di JB e butta giù due generose sorsate.
Poi richiude il prezioso contenitore
E lo avvicina
Al petto
Abbracciandolo come se proteggesse
Un neonato.
È provato dall’alcol e dalla
Vita improvvisamente fuggita.
Tutti gli passano accanto
Veloci, spiando
La sua sofferenza.
Schivando la sua
Sofferenza.
La nostra
Sofferenza.
Solo che non lo
Sappiamo.
Di mezzo c’è una
Bottiglia
Di JB.

Emozioni
L'immagine di un volto amico;
Il suono che annuncia il
Passaggio di un treno in
Mezzo ad una silenziosa
Campagna;
Mille cornamusa che incantano
Un momento e agitano le acque
Chete;
Ricordi di un futuro mai
Avveratosi e di un ostinato,
imprescindibile presente;
Oggi è già domani ma con un
Fiore tra le mani;
Lui, Lei e quel che resta di
Una giornata senza nuvole.

Tutto, niente di meno
Ora, proprio ora,
Dimmi come ti senti;
Cos’hai provato, respirato,
Ricordato.
Sei lo stesso di prima?
Avevi aspettative? O solo
Curiosità? O forse insopprimibile
Desiderio?
È’ stato come una delicata carezza
O un fremito fuori dall’ordinario?
Le hai tutte le immagini? I gesti,
Le parole comprese e quelle senza
Pretese…tutte? Ti è sfuggito un
Verbo, un espressione, un intenzione…
Forse l’attenzione?
Sei ricaduto nell’ineludibile presente
Assente cancellando ogni traccia di
Vera presenza? Impossibile, certo.
Si, e’ stato tutto, molto di più e
niente di meno.

Gatti e volpi
L'amaro cammino oltre la dolce vita.

Un marciapiede di fiori e strass e lontano
una foresta di rabbia e patimenti.

Spazi superflui, necessità non necessarie,
dolori curati con innocue aspirine.

Buchi scavati con le dita, putride ferite
sanguinolente e dignità non in vendita.

Nessuna bilancia perché non serve pesare:
aprire gli occhi, ascoltare le grida aldilà
del confine.

Nulla e nessuno è così distante se cancelliamo
il finto paese dei balocchi e riportiamo nei
libri i gatti e le volpi.

Il semaforo
C'è un semaforo.
Troneggia all'incrocio di due vie.
Una di queste vie non finisce mai.
Su una di queste vie passeggia una ragazza.
Sull'altra passeggia il suo ragazzo.
Si incontrano al semaforo.
Si abbracciano.
Proseguono lungo la via che non
finisce mai.
Come il loro amore.

Quelle mattine
Quelle mattine…
Quelle mattine sono sempre uguali.

Quelle mattine se ci fosse il sole
Ci sarebbe solo più luce; se piovesse
Solo pozzanghere.

Quelle mattine ti gireresti dall'altra parte
Anche se poi non è proprio quello che vuoi.

Quelle mattine le raccoglieresti da terra
Come fango, ne faresti una bella polpetta
E la scaglieresti in faccia al giorno che comincia.

Quelle mattine ti vien da pensare a chi sta peggio:
Oltraggio, dileggio.

Quelle mattine ti guardi allo specchio e
Non ci vedi nulla.

Quelle mattine vorresti che fosse già sera:
Un bel salto triplo ed è pronta la cena.

Quelle mattine…
Dovresti uscire e vedere se te la cavi.
Solo questo.  

Tu e lei
Resta dove sei,
non pensare a lei.
Mantieni lo stallo
e vedrai l'effetto
causa di se stesso.

L'alter ego, concedigli
spazio: sonderà la tua
coscienza conservandone
solo l'essenza.

Lei ti cercherà: è destino.
Tu ci sarai : non è insolito.
Ripulito e alleggerito
cadranno le barriere fra
te e l'oscuro sapere.

Peso leggero, interessato
passeggero in questa
parentesi tra il reale e
l'astratto: astrazione dalla
realtà.

Lei è arrivata .
Ti osserva in quell'angolo
retto di questa terra ottusa
e confusa.

Ascolta i suoi passi leggeri,
mai fuori tempo: consapevoli
non presuntuosi.

Imperfetta perfezione;
concediti un soffio di
serena riflessione.

Lei, ora, ascolta il tuo
silenzio: esponiti pure
senza astio.

Un mare in tempesta,
l'emozione si desta:
è arduo tener testa a
quell'intrusione tanto
onesta.

Un inizio, una fine:
tu e lei cullatevi nel
mezzo, in equilibrio
tra il presente, il futuro
e l'origine.
 

Donna
Dolce dama devota,
donami distillati
d'amore duraturo.
Dionisiaco, danzerò domando
dannati demoni drogati d'odio.
Desto, distinto, disincantato,
decanterò degnissime doti,
donna divina.

Il gattino
Una strada trafficata, due marciapiedi
Ai lati.

(Autovetture, rumore)

Un vecchio signore attende di cominciare
La traversata.

Le tante primavere nelle ossa e due pesi
Per braccio, consigliano cautela.

Uno zaino a rotelle e un borsone: quasi
Tutta la sua vita.

(Pensiero astratto, distratto)

Lo sguardo dritto avanti a sé, gli occhi gentili,
e qualche metro alla meta.

Ed ecco che da un piccolo cespuglio, un gattino
Fa capolino.
L'uomo sorride, dimenticando lo sforzo: una
Volta, forse, il suo cuore aveva lacci d'acciaio.

(Fatica da smentire; piccoli piaceri)

Il piccolo animaletto lo attende impaziente;
si fa sentire ed ammirare nella sua eleganza.

L'uomo è dall'altra parte; depone i pesi, apre
Il borsone ed il micino può finalmente fare
Colazione.

(Non finirà; non adesso!)

Riprende il suo cammino e intanto nel suo piccolo
Rifugio rientra il gattino.

Pioggia sporca
Una bella giornata di pioggia.
Fine fine, fitta fitta.

Picchietta forsennata sulla tela
Del mio ombrello, usato come scudo
A protezione di avance senza freni.

Credo desideri comunicare con me.
Lascio cadere lo scudo e mi sento come
Il re nudo.

È sporca, contaminata.

Nella sua prodigiosa discesa è stata
Adulterata da vizi, alchemici intrugli e
Abissale egoismo.

Che posso dire, se non:
" tu sei naturale, noi snaturati".

27 gennaio 2017
Confuso tra numeri e carta, mi bruciano gli occhi.
Fuori è buio ma sereno.

Dalla finestra scorgo il passo, ora veloce ora lento,
di individui a me simili.

Saluto il ragazzo che ramazza: quattro spiccioli,
un paese abbandonato per non morire di fame e
qualche gratuita umiliazione.

Oggi è il 27 gennaio e tutto sommato mi ritengo
fortunato.
Posso almeno dire "sono un uomo" e mia moglie
"sono una donna".

Milioni di persone settant'anni e più non potevano
neanche pensarlo. E, forse, qualcuno anche nel 2017.

Spengo il PC, ripulisco per bene, raccatto le mie quattro
cose e vado a far compagnia agli individui a me simili.

A volte, troppo simili.

Il significato
Il significato è…
Il significato è il punto e a capo;
il centro, l'assoluto.

Il significato si può dapprima
ignorare poi disprezzare, osteggiare
financo odiare.

Il significato si può anche
desiderare e poi amare,
renderne grazia oggi e per sempre.

Attraverso il significato appari
come liberato, purificato:
per la prima volta compreso.

Rivelare il significato può spaventare,
disilludere, amareggiare:
meglio che non significare.

Diciamolo, quel significato lo si è
sempre cercato;
si è manifestato e ci ha paralizzato,

Ha sgretolato il fragile conosciuto;
assestato un colpo allo sparlato;
messo a tacere l'arzigogolato.

Il significato…
Trovato, rimuginato, metabolizzato.
Ha significato.

Il fiume
Il fiume scorreva leggero;
si prendeva tutto lo spazio
lecito e naturale.

Non piangeva, sorrideva;
non si lamentava, si divertiva.
Ha fatto il possibile per non
invadere spazi non suoi.

Non ha parlato, ha urlato;
non ha pianto, era spaventato.

Qualcuno ha limitato la sua libertà,
indebolito i suoi argini, cancellato
la sua profondità.

Sempre più cemento, sempre meno
rispetto.
Sempre più avidità, sempre meno
amore.

Il fiume non ha resistito ed è
esondato:
ha ucciso, distrutto e
strappato il cuore dal petto.

Non è colpevole.

Sulla soglia di casa
Apro gli occhi, mi sa che devo fare in fretta.
No, ho solo anticipato la sveglia: disdetta!
Sarà che le lenzuola mi fan sentire troppo
costretto.
Oppure è il mio sonno che non ha più alcun rispetto.
Va bene, va bene, mi tiro su. Ci siamo.
Ma per favore, prima di andare una cosa la voglio
sentire: ciao amore, ti amo.
Non è un vizio, uno sfizio, uno strazio.
Son parole di sostanza che addolciscono la partenza.
No, per niente sprecate, riciclate, abusate.
Direi che son fiori di prato profumati.
Stelle nel cielo, le più brillanti.
Colline lussureggianti e occhi di bambino sorprendenti.
Si, ho proprio bisogno di sentirle sussurrare.
E’ una necessità viscerale, per nulla banale.
Attenzione però: devono essere pronunciate quando
le due anime sono abbracciate.
Gli occhi negli occhi e i cuori confusi: meglio, fusi.
Ora avete capito? Nessuna lezione, solo una breve
descrizione.
L’amore è anche questo, sulla soglia di casa:
prima di uscire è come ricevere una rosa.
La tieni nel cuore e quando lo desideri non
sentirai più alcun rumore: solo amore.

Una donna
Una donna già mamma poi nonna;
un monolocale come spazio vitale;
l'esistenza ormai solo virtuale.

Un uomo già figlio e poi padre;
non porta più il cuore
a quella donna
nel monolocale.

Il sentiero
Fuggire da chi fugge:
è questo che mi strugge?

Scrollerò il mio piccolo mondo
troverò quella luce al fondo

Il sentiero da sempre esiste:
un nuovo sguardo, senza finte

Piccolo il mio mondo
brilla quella stella al fondo.

Voci
Apro la porta ed eccomi al solito
angolo privo di geometria.
Tavoli e gente, appunto, al solito.

Prima mi investe poi mi inebria
un'infilata di brille parole:
strane,
non straniere.

Si accodano una dietro l'altra,
miscelandosi e combinando un
delizioso girotondo di marchio
sudamericano.

Suoni,
svolazzi,
timbri a volte duri altre dolci:
briglie sciolte.

Un incontro di anime stanche,
forse sofferenti
ma legate insieme
per urlare
in questo
tempo
il loro
tempo:
gioia circoscritta e
vitale.

Il paese lontano,
l'origine di tutto
oltre il tutto.

La goliardica compagnia si divide.
Il suadente accento ora è muto:
l'abbraccio
sentito,
l'appuntamento
a un dopo.

Malgrado me
Un nuovo anno,
l’ultimo
prima del prossimo.
Quanti,
prima dell’epilogo?
Quante sveglie,
chilometri di pensieri,
fantasmi che ti braccano.
Tratti di lucida nevrosi.

Spazi privati ben custoditi
e custodi
di fragilità appresa.

Celare con un sorriso distratto
il fastidio,
sensazione prepotente di fuga:
essere intrappolato
dal proprio passato.

Vivere al ritmo incalzante
di intime emozioni,
ispirate
da semplici passioni:
esserne protagonista,
malgrado
me.



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