Poesie di Dario Menicucci


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Premurose penombre
Quante strade
ho calpestato,
quante cittá indifferenti
quante campagne.

Sono così stanco
di vagare di paese
in paese
di questi interminabili viali.

Oggi voglio rimanere qui
acciambellato
tra queste mura dolcissime
ad annusare l'odore buono del silenzio.

A cercare nelle ombre di casa
gli intimi profili di chi mi dava amore,
senza parlare,
soltanto con un gesto.

Tra questi orli di premurose penombre
mi lascerò cullare dalla malinconia
e disciolto in languide memorie
finalmente accoglierò la notte

Soltanto i gabbiani
Frenesie di luce
sulle onde,
inarginabili
movimenti di colore.

Brividi di schiuma
sugli arenili
e il vento che arriccia
la pelle del mare.

Il libeccio
aggredisce le scogliere,
scuote i viali
di sale e tamerici.

Spinge le nuvole
al di là dei crinali,
le inarca, le sfrangia,
le scioglie nel sole.

Un grido assordante
si piega sui tetti
batte sui vetri
di palazzi provati.

Diventa più acuto
in fondo alle strade
un cupo lamento
sulle piazze di sera.

Soltanto i gabbiani
sembran giocare
con amplie planate
e ardite piroette.

Compiendo spirali
con le ali spiegate
ricamano il cielo
già pronto al tramonto

Il crocifisso
Luce
diafana
sospesa

lascia
un orizzonte
di tenebre.

Si raccoglie
sul corpo
nudo

lo accarezza
con mani
pietose.

Solo
poche righe
di sangue

dalle mani
lacere
e dal costato.

Colano
sul legno
freddo

sui piedi
e i chiodi
silenziosi.

Il volto
chino
sulla spalla

riverso
tra i capelli
sparsi.

Il dolore
della carne
sconfitto;

un'onda
d'amore
vince la morte

Verso la notte
Spettri di nuvole
indugiano sulle ombre.

L'ultimo orizzonte
è un'indefinita macchia di silenzio.

Lentamente si dileguano
l'impronte sbiadite della pioggia.

I colori della notte
annunciano l'imminente morte del sole.

La luce oramai
è un sussurro flebile nel vento

Amare delusioni
Amicizia
amore

parole troppo semplici
da dire

aprono il cuore
a un uomo come me
forse un po' ingenuo
che un tempo ci credeva.

Quante illusioni
quante fantasie

sono sfumate
lungo questi viali

sogni e promesse
svaniti in un momento
ai primi cenni
di un vento di tempesta.

Volti e sorrisi
tenere carezze

di ognuno resta
un languido riflesso

sulla mia pelle
aspre cicatrici
profondi solchi
di amare delusioni

Briciole d'amore
In equilibrio
oscillo
su fili di lacrime.

Sospeso
sopra un baratro
attendo.

Spero
nello scorrere
del tempo.

Non c'è
più niente
all'orizzonte.

Anche
l'ultima luce
si è spenta.

Frugo
disperatamente
nel mio cuore.

Rimangono
rare briciole
d'amore.

Le sento
inesorabilmente
svanire.

Non poterle donare
è il mio dolore
più grande

GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA
DELL' AUTISMO

Vorrei incontrarti (da un genitore a un bambino autistico)
Vorrei essere
i tuoi occhi
per vedere
il tuo mondo

le tue orecchie
per udire
il suono
del tuo silenzio.

Cammino
intorno
alle tue mura
senza porte

cercando
uno spiraglio
per sussurrarti
il mio amore.

Sento
il tuo cuore
battere forte
tra queste pietre

così vicino
da percepire
i sospiri
della tua anima.

Eppure
sei
lontanissimo,
irraggiungibile

più distante
dell'ultima stella
spersa
nel cielo.

Ho coperto
di dolcezza
il tuo impenetrabile
scrigno

aspettando
un giorno
di poterti
incontrare

Paese
Reti intricate
di pigre viuzze

penombre
di finestre aperte
e porte socchiuse.

Profumo d' erba
nell' aria,
di pane e concime

un carro
che cigola
dietro un vecchio cavallo.

Brigate
di uomini antichi
nella piccola piazza

donne sedute
intorno alla fonte
coi cesti in grembo.

Melodie di campane
sui prati fioriti
sul brioso ruscello

salutano rondini
e bambini festanti.

Paese,
un cuore di case
nel sole della collina

Il... bisticcio dei colori
Finita è la notte
con i suoi temporali
ritorna la luce
e pian piano il sereno.

L'ultimo grigio
borbotta nel vento
spinto da parte
dal blu del mattino.

Il rosso bisticcia
col rosa e l'arancio
perchè solo lui
vuole orlare l'aurora.

Il giallo abbagliante
del sole nascente
pretende il suo posto
dov'è l'orizzonte.

Sull'onde irrequiete
un brusio concitato
del verde smeraldo
dell'azzurro cobalto

nervosi parlottano
con l'argento riflesso
reclamando il diritto
di dipingere il mare.

L'alba paziente
per far tutti contenti
assegna ad ognuno
un pezzetto di cielo

poi tesse merletti
con ogni colore
li intreccia ai vapori
in un arcobaleno

Che posso fare io? (Dopo l'ennesimo attentato)

Che posso io
di fronte a tutto questo
umilissimo
artigiano di parole?

Raccontarvi dell'alba
sui margini del cielo
di come sparge
l'oro sopra i monti

dell'orizzonte
che dorme là sul mare
dove le nuvole
s'incendiano al tramonto.

Farvi volare
con l'ali d'un gabbiano
sull'onde mosse
dal vento del mattino

potrei aiutarvi
ad ascoltare il canto
dei prati in fiore
e quello della pioggia.

Portarvi in alto
la notte tra le stelle
per carezzare
la pelle della luna

farvi sentire
la voce dell'amore
il dolce odore
di un sogno appena nato.

Farvi toccare
il candore di una madre
l'immensa grazia
in ogni sua carezza

la meraviglia
sul viso di un bambino
quando germoglia
un giovane pensiero.

Forse vedendo
con gli occhi di un poeta
tutto il bagliore
che orla il mondo intero

il male e l'odio
potrebbero svanire
donando luce
ai cuori senza pace

Nonna e nonno
Vi ho trovato stanotte,
siete scesi dal cielo,
siete entrati pian piano
nel candore di un sogno.

Forse era un Natale
di quand'ero bambino
una magica sera
di lumini dispersi.

Nonna stava leggendo
un gran libro di fiabe
e io stavo ai suoi piedi
per volare lontano.

Poi salivo una scala
appoggiata alle nubi
e con nonno appendevo
uno spicchio di luna.

C'era aria di festa
di soave armonia
un profumo d'amore
che non ho più provato.

Ora siete svaniti
nel riflesso dell'alba
per tornare a dormire
tra le stelle lontane.

Ma è rimasto nell'aria
quel sapore di buono
che terrò stretto stretto
tutto il giorno nel cuore

Il relitto

Su di un fianco
giace
una nave.

Spettro
immobile
e silenzioso

avvolto
in un velo spesso
di salsedine.

Affiora
il suo sinuoso
profilo

un vago ricordo
del suo antico
splendore.

Come
una nobildonna
decaduta

composta
nella sua bara
di sabbia.

Le onde
timorose
la sfiorano appena

le accarezzano
piano
il corpo riverso.

Solo voli lenti
di gabbiani
a lambirla

il loro canto
sommesso
aleggia nel vento.

Il cielo
alla fine
richiama la luce

adagia
sul mare
colori più cupi.

Un' ombra nera
ora è dietro
la poppa

dove un tempo
viveva
un viale di schiuma

L'illusione
Seduto sulla notte
mi lascio avvolgere
dalla vastità del silenzio.

Labili tracce di luna
accendono misteriosi
margini di nuvole.

Sottovoce il vento
chiede alle onde
di non fare rumore.

Fantasmi di navi
dormono sospesi
appoggiati al nulla.

Lasciano nelle tenebre
esili frammenti
di tremuli lumini.

Nella risacca
finalmente libero
i miei pensieri.

Ti immagino luce
come questa riflessa
delle stelle sul mare.

Un sogno d'argento
adagiato sugli orli
dell'acqua increspata.

Poi il cielo si chiude
e gli astri si sciolgono
nella volta ormai spenta.

L'illusione svanisce
nell'oscuro sussurro
di quest'aria di sale

Verso Montenero (Livorno)
Il sole oramai
ha perso i raggi
e barcollando indugia
sui margini dell'orizzonte.

Compiendo spirali
sale la strada
fra pini piegati
oppressi dal cielo.

La distesa del mare
già veste di scuro,
si orna di isole
e di navi sospese.

Un leggero vapore
sulle case giù a valle,
sul frusciare del vento
che accompagna la sera.

Un brusio nella piazza
della folla in preghiera,
gli echi di un canto
dall'austero Santuario.

Nota: Montenero è un quartiere
collinare di Livorno che si
affaccia sul mare. Famoso il
santuario dedicato alla Madonna,
patrona della Toscana.

Alba sotto le Apuane
Sui profili dei monti
poggia il cielo,
un puro incontro
di luce e colore.

L'alba decora
i crinali innevati
scioglie i suoi rosa
in riflessi cangianti.

Il vento già sveglio
prepara le nuvole
le pettina appena
striando l'azzurro.

Immobile il mare
guarda e sorride,
accoglie il mattino
vestendosi d’oro

Un altro inutile giorno
La strada scivola sui campi,
orla le colline
poi
scompare nella luce.

L'auto
fruscia nel vento
aprendo a ogni svolta
irraggiungibili orizzonti.

Attraverso paesi sparsi
di orti antichi
e case di pietra
usate dal tempo

città anonime
di marciapiedi affollati
di vie imbronciate
uguali e profonde.

Ritorno sul piano
quando il sole si immerge
toccando le spiagge
a ridosso del mare.

Mi soffermo a guardare
tra le nuvole viola
i rosa e gli arancio
attenuarsi nel cielo.

Finalmente raggiungo
la mia casa di ombre
quando il giorno è finito
e il sole si è spento.

Sul portone mi volto
verso il viale ormai nero
a cercare un'impronta
dentro l'ultima luce.

Ma non resta una traccia
né una tenue memoria
di un altro inutile giorno
di questa vita gettata

L’ultimo desiderio
Accoccolarmi
tra le soffici braccia
di queste nuvole
cariche di primavera
e di malinconia.

Disperdere il dolore
di questi giorni
amari e interminabili
nei turbinii di vento
o nel calmo fruscio della pioggia.

Perdermi
negli avvolgenti profumi
antichi di casa,
nel vocio buono
di queste mura di carezze.

Desidero
un gentile silenzio
per abbandonarmi
nel brusio dolcissimo dei cuori
di chi ancora sa darmi amore

Vecchiaia
Delicati sistemi
in continuo
compenso

involucri logori
che pian piano
si svuotano.

Ecco
cosa siamo.

Perfetti
ma vulnerabili

deboli organismi
col tempo più fragili.

Camminiamo
sul ciglio di un baratro
sorretti dall'amore

l' unico appiglio
che ci tiene in vita,
che ci fa sopravvivere.

Basta una minima asperità
per precipitare nell'abisso,
nel buio infinito
della solitudine.

E ora
mi è addosso,
la sento strisciare
sulla mia pelle.

Stringimi forte
donna mia
non lasciarmi cadere.

E' la tua luce
la mia sola speranza
per trovare la via

per arrivare là in fondo
dove finirà
il mio cammino

Un'altra domenica
Si dissolve
la domenica
in monotonie di vento.

Disperatamente
l'orologio
batte nei chiaroscuri.

Ore lentissime
di inesorabile
nulla.

Gorghi
di pensieri confusi
espandono il dolore.

L'eco di un grido
si pietrifica
nel mio cuore.

Nessuna parola
sui fogli
bianchi.

Solo ombre
di lacrime
silenziose.

Inutilmente
frugo
nei ricordi.

Cerco nel tramonto
almeno
un sospiro felice.

Sui tetti
già poggiano
riflessi di luna

Il profumo dei ricordi.
Irrompe l'estate
dalle finestre spalancate
tracima dai davanzali
esonda nelle stanze.

Colma la sera
di odori pungenti
di gelsomini
di brezza di mare.

Nel giardino di casa
rumori di giochi
di urla e di risa
di ragazzi e palloni.

Lo stretto vialino
orlato di fiori
le lampade fioche
con le loro falene.

Ritorno all' infanzia
a quand'ero bambino
a quando nell'aria
c' era sempre un sorriso.

I miei nonni seduti
a raccontare le fiabe
a parlare alla luna
di stelle e d' amore.

Mio padre scherzava
intorno alla brace
mia madre coi piatti
d'anguria e gelato.

Il tempo trascorre
si scioglie pian piano
le luci si spengono
e arriva il silenzio.

Rimango affacciato
ancora un momento
a sentire il mio cuore
a contare quei giorni.

Con gli occhi socchiusi
mi abbandono alla notte
al profumo del vento,
dei ricordi lontani

Senza più musica

Ho finito
le parole.

Mi guardano
i quaderni dei miei sogni
inesorabilmente chiusi.

Non sento più
danzare spensierate
le note
custodite nel mio cuore.

La musica
che riempiva questa stanza
si è dissolta per sempre.

Nel tempo immobile
ora aleggiano sospesi
soltanto
fili di dolore

L'altalena
Febbraio
ha rubato al cielo
i colori.

Nel parco
un fruscio di foglie
e profili d'ombre.

Nessun grido
di bambini,
nessun sorriso.

Soltanto il silenzio
dondola
malinconico.

L'altalena
aspetta invano
accenni di vita.

Vorrei salire
per sentire ancora
le mani di mia madre.

Spinte gentili
colme di gioia
e d'amore.

Sento invece
la notte
imminente.

L'amaro odore
d'un tempo
ormai svanito

Un uomo da circo
Ho domato la vita
sospeso nel vuoto
in precario equilibrio,
su minuscoli fili
tesi tra le passioni
e inflessibili regole.

Ho ingannato il dolore
con le vesti e i lustrini
di un vecchio pagliaccio,
ho nascosto il silenzio
tra bagliori di luci
ed i suoni assordanti.

Con un gioco di mani
ho lanciato i miei sogni
in ellissi perfette
per far credere loro
di esser senza catene
di esser pronti a volare.

Ora il circo riposa
ma sul volto ho già il trucco
per un nuovo spettacolo,
funambolici numeri
nel mio grigio tendone
d'inganni e illusioni

In questa vastità
Mi attardo
nei colori spenti
di un'altra città disadorna.

Vie disperate
di maschere di uomini
avvolte dai gemiti del mattino.

Mi trascino
sui marciapiedi di fango
di piogge recenti.

Il sospiro di febbraio
fa vibrare la lacrima
che mi lacera il viso.

Soltanto un attimo
un raggio di sole
mi ha accompagnato.

Mi ha tenuto le mani
scaldandomi il cuore
e si è dissolto nel vento.

Sono così solo
in questa vastità
che invoca il tuo nome

L'equilibrista dell'orizzonte
Tende le braccia il sole
prima di adagiarsi
sull' orlo del mondo

equilibrista dell'orizzonte
in punta di piedi
sui viola del tramonto.

Con un sospiro liquido
travasa lentamente
nell'acqua i suoi colori

trasforma i blu in arancio
e quei tappeti d'onde
in pozzanghere di luce.

Tra fremiti dorati
e gemiti scarlatti
si scioglie sopra il mare

ritorna nell'abisso
lasciando su nel cielo
un brivido di fuoco.

E languidi chiarori
confusi tra le nubi
rimangono sospesi

sottili trame rosa
sui margini argentati
della nascente luna

L'ombra
Curva sull'acqua
un'ombra
cammina nella luce.

Sospinta dal vento
oscilla tremando
sull'orizzonte.

Si muove tra l'onde
al canto schiumoso
della risacca.

Accarezza la sera
l'azzurro finale
bordato d'arancio.

Come una vela
splende e s' inclina
ai fili di brezza.

Avvolta dal mare
infine si scioglie
dentro il tramonto

Sfumature d'aurora
L'aurora
appende i suoi colori

dipinge
tra gli orli delle nuvole
profili di colline

sveglia
le altissime scogliere

disperde
sul mare blu profondo
i suoi granelli d'oro.

Il sole
ormai fa capolino

stempera
coi rosa e con gli azzurri
le vesti della notte

abbraccia
le spiagge ancora in ombra

disegna
coi raggi più distanti
i margini del mondo

Il tuo viso
Il tuo viso
mi racconta di te
dei tuoi ricordi
lievi e malinconici

della tua luce
rimasta un giorno
prigioniera di un sogno
smarrito nel vento.

Eppure fieri
i tuoi occhi assorti
cercan lontani
dolcissimi orizzonti

un sole diverso
intriso di colore
di nuova vita
ebbra d'armonia.

Vorrei essere io
quell'orlo d'oro
tra l'onde sparse
delle tue chiome

per accarezzarti i pensieri
e poi scenderti in cuore
e cancellare le ombre
con un sussurro d’amore

Canto di pioggia
Ticchettii nelle pozze,
intrecci
di cerchi concentrici.

Le gocce vivono,
saltellano un attimo
sui marciapiedi.

Case asperse
di luce grigia,
vapore adagiato
sulle colline.

La piazza si ferma
e trattiene il respiro,
ripone i rumori.

Proverò a imitarla
liberando i pensieri
per ascoltare in silenzio
questo canto di pioggia.

Memorie di un sogno
Impercettibili
movimenti di nuvole
colme di tramonto

processioni lente
su trame
di ultimi colori.

Altissimi voli
a ridosso del cielo
di luce finale

e odori aspri
di brezza e di sale
di notte imminente.

Sono tornato
a questo mare
in cerca di memorie

a ricordare i giorni
del profumo
d'amore.

In controluce
ti guardavo sorridere
in attesa di un bacio

abbandonati
al limio delle onde
al silenzio del vento.

La sera
ci cullava gentile
ci accarezzava la pelle

ci portava
in un sogno dolcissimo
che era il nostro segreto.

Un giorno svanisti
nel fruscio della schiuma
tra i granelli di sabbia

come un raggio di luna
tra i riflessi scarlatti
della giovane aurora.

Mi hai lasciato da solo
a guardare le stelle
scomparire pian piano

dileguarsi nel giorno
come candide lacrime
sulla pelle del cielo

Ponti sul canale (via dell'Arnaccio)
Ponti sulla luce,
frenetiche vibrazioni
verso le nuvole

antichi mattoni
e mucchi di pietre
nella bruma dei campi.

Ombre di uccelli
sgusciano furtive
tra riflessi di sole

l' asfalto serpeggia
parallelo al canale
tra alberi e canne.

Quanti giorni uguali
su questo viale
a inseguire i pensieri

a cercare risposte
per un nuovo futuro
un orizzonte diverso.

Invece ogni volta
i soliti campi
questi incroci di vie

poi la strada che gira
per raggiungere casa
la città silenziosa.

E così neanche oggi
arriverò fino in fondo
dove il cielo si apre

dove c'è quel chiarore
e un mare radioso
calmo là ad aspettarmi

Tra le tue braccia
Penombre,
velati sussurri,
il profumo dolcissimo
del nostro amore.

Ricamo il tuo seno,
i tuoi fianchi
nudi.

Ad occhi chiusi
mi sciolgo in te
nell'incanto della tua pelle,
delle tue labbra.

Perso nel tuo sorriso
accolgo il tuo cuore
nelle mie mani

tremo
ai tuoi fremiti,
ad ogni battito.

Accoccolato
tra le tue braccia
sento sbocciare
i petali di un sogno

Sera sul mare
Giá la luce
incerta e distratta
si addensa sul mare
e le ombre
discrete e allungate
affollano i viali.

Gli azzurri
vivaci del giorno
ormai vestono in grigio
e le nuvole
immobili in cielo
si bordano d' oro.

Il vento
pigro e assonnato
non ha voglia di correre,
se ne sta
accoccolato in disparte
sulle alte scogliere.

L' orizzonte
ora sgombro di navi
delimita il mondo,
impedisce
alle onde lontane
di cader nell'abisso.

Un profumo
di pioggia e d'autunno
si mescola al sale,
addolcisce
gli aspri sapori
di alghe e di mare

Solo il poeta
Vola
in alto
il poeta

lassú
dove nessuno
potrà mai arrivare.

Scorge colori
che l'occhio
non vede

la voce dell'alba
le parole
del vento.

Cammina
sui margini
dell'orizzonte

sui veli di luna
per mano
alle stelle.

Si scioglie nel blu
guardando
un tramonto

parla
col tempo
con l'arcobaleno.

Cavalca
la brezza
insieme ai gabbiani

tra i margini
d'oro
di nuvole rosa.

Il suo cuore
è uno scrigno
di sogni e memorie

di languide frasi
e strofe
d'amore.

Ha il sole
nell'anima
romantica luce

bagliori
scarlatti
e gocce di pioggia.

Ma se cade precipita
fino in fondo
all'abisso

dove immensa
é la tenebra
e nessuno é mai andato

Nonna e nonno
Vi ho trovato stanotte,
siete scesi dal cielo,
siete entrati pian piano
nel candore di un sogno.

Forse era un Natale
di quand'ero bambino
una magica sera
di lumini dispersi.

Nonna stava leggendo
un gran libro di fiabe
e io stavo ai suoi piedi
per volare lontano.

Poi salivo una scala
appoggiata alle nubi
e con nonno appendevo
uno spicchio di luna.

C'era aria di festa
di soave armonia
un profumo d'amore
che non ho più provato.

Ora siete svaniti
nel riflesso dell'alba
per tornare a dormire
tra le stelle lontane.

Ma è rimasto nell'aria
quel sapore di buono
che terrò stretto stretto
tutto il giorno nel cuore

Natale in campagna
Torna acqua
la brina
liberando i prati
dalle mani forti
della notte.

Un sole fragile
si adagia sui monti,
indugia negli orti
di case
silenziose.

Qui,
ai margini spersi
di sterminate campagne
non è diverso Natale
da un giorno qualunque.

Solo brusii
aleggiano ovattati
sugli alberi spogli,
scampanii lontanissimi
disciolti nel vento.

Alba di neve
Si dilegua la notte
con le sue smanie
con i suoi turbinii
di gelo.

L'alba
placa la tempesta,
posa lieve i suoi rosa
sul piano.

Il bianco infinito
orla i campanili,
dilaga sui prati,
inonda le montagne.

Nella soffice quiete
le melodie dei cristalli,
l'incanto di luce
d'un raggio di sole

La fiammella e la candela
Freme contenta
la giovane fiamma
si slancia
si inchina
gioca con le ombre.

Nel buio
sospesa
la tiene uno stelo
lucido e fiero
tra gocce rapprese.

Tutta la notte
rimane impettito
col lumino
che danza
sugli orli disciolti.

Poi bussa sui vetri
il primo chiarore
un timido sole
che svela
la stanza.

Trova
per mano
vicine vicine
due piccole anime
di fumo e di cera.

Vigilia (Natale 2016)
Labili girotondi
di lucine colorate
si sciolgono malinconici
sulle pareti di penombre.

I pastori sparsi
del presepe spoglio
sono piccoli spettri
intorno alla capanna.

Echi lontanissimi
di ragazzi festanti
salgono dalle strade
tra brusii di vento.

L'irreale silenzio
ti accompagna da me
per un effimero
attimo di gioia.

Cerco disperatamente
un pensiero felice;
tutti domani
dovremo sorridere.

La ballerina delle posate
(dedicata a mia mamma)

Sapevo
di ritrovarti qui
tra i tuoi fornelli vivi
tra pentole e vassoi.


Antichi profumi
di casa e di memorie
inondano le stanze
mi entrano nel cuore.

Come da bambino
mi accoccolo in penombra
rimango qui in silenzio
per non farmi vedere.

Sembravi danzare
con le posate in mano
sospesa sulle punte
tra le fiammelle accese.

Giorni lontanissimi
di risa spensierate
di giovani pensieri
e tenere carezze.

Di tempo ne è passato
di gioie e di dolori
qualcuno ci ha lasciato
un vuoto dentro il cuore.

Eppure anche stasera
ti scopro qui a ballare
con passi un pò più incerti
ma con lo stesso amore.

Natale 1950
Il piccolo e meraviglioso
stento alberello
sfoggiava impettito
i suoi tappi di sughero
avvolti con cura
nella lucente carta stagnola.

Tra i rami più bassi
sbucava gioiosa
la capannuccia di legno e cartone
con i suoi tre pastori
di terracotta
e la stella cometa.

Il ceppo più grande
nel caminetto
regalava scintille e scrocchi festanti
e un lieve tepore
appena appannava
le vecchie finestre.

Un vocio di bambini
intenti a giocare
riempiva le stanze
e di uomini in gruppo
che scherzavan contenti
coi bicchieri di vino.

Dalle antiche credenze
spolverati emergevano
i preziosi vassoi
carichi adesso
di invitanti pietanze
dai mille profumi.

Finalmente a tavola
sistemato il caldano
la più vecchia diceva
a chi non aveva appetito:
"Mangia,mangia, non essere timido;
oggi è Natale!”

Un sogno... dolcissimo
(filastrocca per bambini)

Quando ormai la luna è tonda
nella notte più profonda
sto al calduccio nel mio letto
abbracciandomi l' orsetto.

Sto sognando un bel gelato
dal sapore prelibato
sopra un prato di dolcetti
di croccante e di confetti

caramelle e cioccolata
tra le mani di una fata
che la taglia a pezzettini
per bon bon e cioccolatini.

Vedo un lago di melassa
dove l' acqua è molto bassa
e un grand' albero di mele
da cui scende latte e miele

sopra un mare di biscotti
tra le onde e gli isolotti
una nave coi bambini
tra cornetti e pasticcini.

Ora l' ombre son sparite
con le stelle son svanite
ed il sole in ciel s' accende
e di luce tutto splende.

Alla mamma e al fratellino
darò subito un bacino
ed al babbo una carezza
con amore e gentilezza.

Ma non posso più aspettare
devo a tutti raccontare
questo sogno straordinario
che ho già scritto sul diario.

Anime nere

Vaghiamo nel buio
di questo tempo
incapaci di ascoltare
la voce del vento.

Il sole è soltanto
una palla nel cielo
le stelle lumini
di un altro cimitero.

Viviamo
nel terrore del diverso
indifferenti
al grido di chi soffre.

Intrisi d'odio
e di egoismo
incolpiamo poi un dio
dei nostri peccati.

Senza più un sogno
a cui aggrapparci
non riusciamo più a ridere
e neppure a donarci.

E' soltanto apparire
agli occhi degli altri
oramai ciò che conta
vale più dell'amore.

Siamo anime nere
ormai prive di luce
siamo piccoli uomini
senza un grammo di cuore.

Ricordo un tempo
Appare e scompare
la luna
dietro nuvole nere.

In disparte
poche stelle
annoiate.

Lumini lontani
di fantasmi di navi
erosi dalla notte.

Gracili raggi
formano a largo
isole di luce.

Il mare pacato
parla col vento
con voce serena.

Ricordo un tempo
quando per mano
ascoltavamo le onde.

In silenzio per ore
a seguire gli aerei
a sentir la risacca.

Armonie di due cuori
ritrovate un momento
in un vocio di gabbiani

L’amore non muore (2 novembre)
Torno a cercarvi
come ogni sera
in queste stanze
tra mura di ricordi

affondo nei pensieri
colmi di dolcezza,
di parole buone
di antica saggezza.

Il tempo ha limato
le asperità del dolore
le ferite acute
del vostro non esserci

ha riacceso un sorriso
nei miei sogni sbiaditi
come nei giorni
delle vostre carezze.

E finalmente vi trovo
tra le candele discrete,
nella gentile danza
delle loro fiammelle

e mi scendete in cuore
stanotte più forte
per ricordarmi ancora
che l'amore non muore.

Una preghiera nella polvere (30-10-2016 dopo il terremoto)
Si alza un pianto
nel cielo di polvere
sopra le pietre
dei paesi squarciati

un lieve lamento
dalle chiese recise
un grido straziante
dalle case umiliate.

Gemono immobili
sui resti dispersi
gli antichi ricordi
le dolci speranze

sulle macerie
i brandelli di vita
i sogni strappati
in un breve momento.

Scende pian piano
nei cuori sconfitti
il mesto sapore
di lacrime amare

ma dal silenzio
nasce un brusio
miliardi di voci
per una preghiera.

Da solo con la pioggia
Ascolto le gocce
battere sui davanzali,
sulle finestre
inesorabilmente chiuse.

Il cupo lamento del vento
accompagna il temporale,
si trascina sui muri fradici
fin nei cortili imbrattati di fango.

Prigioniero delle nuvole
il cielo ha smarrito i colori
e le strade vuote e di ombre
sono immobili ad aspettare.

Nella casa di ruvide memorie
profondo è il silenzio
ed io con la mia penna in mano
da solo col pianto della pioggia.

Il treno per la luna
Sotto un chiarore
rarefatto
profili astratti
si mostrano irreali
nei mantelli della notte.

Il mare
trapunto dalle stelle
dorme in fondo al viale
nel suo giaciglio d'onde
di sabbia e di scogliere.

Sulle strade
si è spento ogni rumore
e il vento
che indugia senza fretta
rotola le foglie.

Nel camice
di umida foschia
si ode in lontananza
un sibilo improvviso,
un grido di metallo.

Un treno sfavillante
scivola sospeso
e va dritto all'orizzonte
tra i prati dove aspetta
il cerchio della luna.

Nuvole di seta
Matasse
di nuvole di seta
si addensano
in cima alle colline.

Il sole
ripone i suoi colori
orla
appena l'orizzonte.

La luce
si attenua sulle piazze
libera
le ombre nei cortili.

Nel vento
gentile sulle foglie
si sentono
le mani dell'autunno.

Il profumo
di sale e di risacca
sfuma
e torna in fondo al mare.

Gocce
leggere sopra i vetri
annunciano
il canto della pioggia.

In penombra
La lampada
timidamente
scioglie la sua luce

l' adagia
leggera
nella stanza.

Ne posa
un filo sul tuo viso
un altro tra i capelli

ti illumina le braccia
la loro pelle
nuda.

Un velo
un po' più scuro
indugia sulle gote

insiste
sulla fronte
sui margini degli occhi .

Due gocce
scintillanti
che muovi con malizia

mi cercano
in penombra
mi chiamano vicino.

Un bacio
una carezza,
amore e desiderio.

E' tornato il sereno
Riappare l'azzurro
sulle isole e il mare
sulle vele distese
vicine al tramonto.

Le nuvole corrono
sospese nel vento
si vestono d'oro
e di rosso scarlatto.

L'odore di pioggia
si è perso nel sale
tra le onde di schiuma
delle alte scogliere.

Due gabbiani si alzano
con le ali spiegate
vanno a dire alle navi
che è tornato il sereno.

La ragazza del bar
Danza aggraziata
la giovane donna
tra tazzine di schiuma
al tintinnio dei bicchieri.

In punta di piedi
sembra volare
tra le vetrine
sulle briciole sparse.

Esegue leggera
le sue piroette
sospesa su aromi
di paste e caffè.

Un gesto garbato
al vecchio al bancone
ai bimbi assonnati
a chi va a lavorare.

Parole gentili
a chi è triste e da solo
è il primo sorriso
del nuovo mattino.

Vicino a te
La sera
ruba i contorni
ai profili

scioglie
i margini
nel nulla.

Gli ultimi
angoli
di luce

battono
eterei
sulle tue gote.

Umide
scie
del tramonto

sfumano
nei tuoi occhi
e sulle tue labbra.

Mi stringo
dolcemente
a te

ad ascoltare
il tuo respiro
quieto

la notte
con la magia
delle sue note

del nuovo sogno
che mi hai
donato.

Brezza d'autunno
Sale dal mare
brezza d'autunno
si addensa sui vetri
sui viali di fango.

Malinconica canta
nei tetri cortili
di silenzi di piogge
e uomini scuri.

Trascina i cartocci
di foglie passate
increspa le pozze
di acqua impastata.

Nell' umida luce
del primo mattino
trema il colore
del sole bagnato.

Un vago vapore
attenua l'azzurro
insiste sugli alberi
depredati dal vento.

Si dissolve leggero
il soave profumo
il dolce ricordo
dei giorni d’estate.

Libeccio (a Livorno)
L' orizzonte
affonda
nella bruma

solo spettri
di navi
nella nebbia.

Si alza
un brontolio
di onde

la schiuma
fruscia
e si spande.

Il sole
si inchina
sui veli

cosparge
di verde
i vapori.

Il vento
riprende
la corsa

scuote
il viale
di tamerici.

Ora
il mare
straripa

il suo grido
sulle piazze
e i palazzi.

Con gli occhi dell'amore (a Lucia e Andrea che si sono sposati sabato)

L'amore
avvicina le stelle

trasforma
la luna di pietra
in un lago splendente.

Il silenzio
in un dolce sussurro

le attese
in promesse di baci

le notti
malinconiche e buie
in corolle di sogni.

La pioggia
in un canto di gocce

il gelo
in una calda carezza

il grigio
del cielo d'autunno
in un rosa struggente.

Mi hai donato
gli occhi dell'amore.

Questa lunga strada
verso l'ignoto
sarà per me
un viale di luce.

Follie d'ottobre
Follie di colori
in un arcobaleno,
sortilegi mistici
nei disegni del cielo.

Ossessioni di suoni
nelle grida del vento,
la magia dell' amore
tra le mani di un vecchio.

Sento l' autunno
su di me e sulla terra
e un coro di pioggia
sulle foglie strappate.

Poeti e amici virtuali
Cuori distanti
uniti da trame di parole
battiti sincroni
mossi dagli stessi sospiri.

Simili emozioni
ai rosa di un' aurora
e languidi pensieri
ai viola di un tramonto.

Stesso struggimento
di fronte a un foglio bianco
e voglia di volare
al ritmo di una strofa.

Anime gentili
a cui svelo i miei segreti
che ritrovo al mio risveglio
e prima di dormire.

Amici silenziosi
dai volti sconosciuti
di cui però conosco
ogni angolo del cuore.

C’era una volta l'etica
E' così facile
sbagliare.

Solo esili confini
separano il corretto
dall' imperfetto.

Lecito
ma non spassionato
consentito
ma non disinteressato.

Vivo in equilibrio
tra ciò che mi chiedono
e quello che vorrei essere.

La pelle si logora
però,
si frantuma il cuore;

rimangono
soltanto detriti,
cumuli di macerie.

Con fatica
ogni giorno
cerco sempre
la strada per il bene.

Provo ancora
a seguire
le sue tracce scolorite,
tra poco invisibili.

Che dirò
ai miei figli ?

Quale percorso
indicherò
se la via per il giusto
e quella per sopravvivere
corrono lontano
senza incontrarsi mai?

Montagne
Orli di roccia
scolpiti in cielo

schiuma di nuvole
sopra nidi di case.

I boschi
toccano l'azzurro

la luce
inonda il silenzio.

Echi di vento
nell'immensità.

L'acqua nuova
gioca nel ruscello

non sa ancora
che presto sarà mare.

L'arcobaleno
Dondolii di foglie
nell'esile pioggia,
nel fragile vento
calmo e taciturno.

Le gocce rapiscono
frammenti di luce
sfuggite alle nubi
in alto distratte.

Il rosa nel cielo
annuncia il sereno
e spicchi d'azzurro
dai margini d'oro.

Poi un raggio di sole
si affaccia sul mare
e appende i colori
di un arcobaleno.

Il pianto delle ciminiere (Raffineria Loc. Stagno Livorno, ex Stanic)

Già il sole siede all' orizzonte
e io sono ancora su questa strada
che mi corrode le ossa e l' anima.
Un altro giorno senza nome
si sta per compiere in silenzio
senza una traccia o una memoria.

Ai margini spettrali della città
costeggio profili tristi e disarmonici
di capannoni e fabbriche
tra colossi d' acciaio e fumo,
muti guardiani di una terra
tetra, senza musica e colore.

Mi fermo a cercare gli occhi
di quegli uomini grigi e delusi
immaginando il loro rancore
e invece scopro un sorriso,
una smorfia serena di pace
e non di rabbia e malinconia.

Allora mi chiedo: "Che vita è la mia ?
Perchè questa smania m' invade
come fossi da sempre incompleto ?
Perchè quest' uggiosa monotonia
di anni uguali senza un sussulto
in attesa di un barlume di luce ?"

Quindi torno a guardare i giganti
che si piegano sotto l' arco del cielo
ora avvolti dalla notte e dalle ombre;
stanno immobili sotto il velo di nubi
come a reggere il manto di stelle
che risplende tutt' intorno alla luna.

Sento spandersi il loro sgomento
per catene che non sanno spezzare
e un dolore che non posson lenire;
e allora mi unisco a quel pianto
per un mondo dove i sogni e i pensieri
sono aliti, un brusio di foglie e di vento.

Solo colore
Il sole
esplode
all'orizzonte

dilaga
in cielo
e sul mare.

Corre
un'onda
di fuoco

travolge
le nuvole
viola.

Il tramonto
accende
l'infinito

lo inonda
di pozze
di luce.

Un frammento
di giorno
sublime

solo colore
e la voce
del vento.

Cercando un'emozione
La solita notte
sparge i suoi sospiri
i suoi interminabili silenzi.

Sui vetri aperti
fili di brezza e polvere di luce
annunciano il crepuscolo.

Seduto
nelle penombre della stanza
immagino le melodie del mare

annuso l'aria
per percepire i profumi
del cielo e dell'estate.

Provo un verso
per volare con la mente
prima di tornare ai marciapiedi

ma il cuore lacero
di nuovi dolori
rende vana la ricerca.

Mi incammino allora
tra le vecchie e conosciute
vie della città.

Mi soffermo
in cerca di emozioni
a guardare l'alba scavalcare i tetti

i primi rosa
macchiare le nuvole
arruffate in cielo.

Ma già so
che non avrò
quei brividi di un tempo

quella voglia
di volare nell'aurora
per toccare i suoi colori.

Di quel ragazzo
che riempiva i fogli di parole
non è rimasto niente

dei suoi piccoli sogni ingenui,
persi nel tempo
sull'asfalto di strade senza nome.

Settembre
E' così scura
la terra.

Sui prati
una luce pensierosa
incombe sul verde,
sull'erba sopraffatta dai gialli.

Settembre
si scioglie nell'autunno
dipinge di ocra le foglie
inonda di fuoco i tramonti.

Sul mare
una brezza frizzante
tende le ultime vele
arriccia la schiuma vivace.

Dintorno
c'è un velo di nuvole
un denso odore di pioggia
presagi di imminenti temporali.

Soltanto l'amore
Rimangono
solo astrazioni

lontanissime
e flebili tracce

confuse percezioni
di indefinibili
profili.

Raccolgo
i frammenti scomposti
dei ricordi

dolorosi cocci
frantumati.

Li allineo
senza riuscire
a ricomporli.

Troppo fitta
è la nebbia
in quest'ultimo
sentiero.

Eppure
il tuo volto
appare nitido
ad ogni svolta;

soltanto l'amore
dà memoria
al tempo.

Alle prime luci del giorno
Lascio la casa,
il silenzioso brusio
delle memorie

per gettarmi
nel soffocante abbraccio
della città.

I marciapiedi
già muovono nervosamente
le loro membra

alzano la voce
pronti a gridare
la loro disperazione.

Il sole relegato
dietro i palazzi
depone una luce straziante

svela un mondo
di cemento
e muri usati dal tempo.

Scendono dai tetti
acuti stridii
di corvi e di vento

sale un gabbiano
cercando il mare
alla fine dell'ultimo viale.

Nel prato arso dal sole
Nel prato
arso dal sole
non è rimasto
più niente.

Solo brandelli
d' erba bruciata
che tremano piano
al vento rovente.

Nè' canti ne' voli
ne' segni di vita,
nessun rumore
nessun sorriso.

Un piccolo mondo
oramai abbandonato
vinto dal tempo
arido e dimenticato.

Ricorda il mio cuore
un di' palpitante,
uno scrigno felice
di vita e d' amore.

Oggi un involucro
duro e malconcio
una vecchia dimora
di fantasmi e silenzio.

Noi due
Variopinti pensieri
intonano
sublimi melodie.

Colline colorate
si bagnano
di luce e di mare.

Il verde si tuffa
negli azzurri
accecanti.

Veli lontani
sfrangiano a tratti
l'orizzonte.

Il cielo
è un'onda rosa
di nuvole schiumose.

Noi due
minuscole barche
cullate dal vento.

Un uomo senza desideri
Nell'inerzia
del flusso di una vita
non avevo compreso
di aver smarrito i sogni.

I progetti seducenti
che muovevano i miei passi
si sono dileguati
tra i miei giorni senza storia.

La loro sfolgorante luce
si è spenta nella nebbia
lasciandomi da solo
nel torpore del silenzio.

I giorni e le notti
si alternano monotoni
senza palpiti o illusioni
avvolti dalle stesse tenebre.

Non desidero più
neanche un'emozione
di sentire dentro il cuore
la bramosia di desiderare.

31 agosto
Ordini imperfetti
si piegano su piazze
dai tetti infuocati.

Il rosso rovente
grida sugli alberi
uccisi dal sole.

Le foglie supplicano
sui rami arsi
prigioniere del vento.

Il silenzio di case
e strade deserte
mi scende dentro

incatena i miei sogni
mi entra nel cuore
annebbiando i pensieri.

Sta morendo agosto
in fondo all' anima
insieme all' amore.

Nel vuoto immenso
che avvolge l' afa
si spande un dolore

sugli occhi aridi
un lucido velo
d' estate e di pianto.

L'eco del silenzio
Ecco le ombre.

Grondano sui muri
rubando i contorni,
assediano le stanze.

Sulle pareti
gli ultimi accenni
della luce sconfitta.

Sui tetti infuocati
il sole che cade
prossimo al mare.

Il tempo si ferma
sospeso nel vuoto
e chiama la notte.

Nello spazio immobile
la mia solitudine
e l' eco del silenzio.

Il nostro giardino di glicini in fiore (dedicata a mia figlia)
Abbiamo camminato
a fianco
nel giardino di rose
e di mura di glicini in fiore.

Tenendoti per mano
ti ho accompagnata
lungo il sentiero
dei tuoi giorni ingenui.

Ho disperso nel vento
il mio dolore segreto
per lasciarti
più a lungo bambina.

Con timore ho guardato
l'uscita lontana
sapendo che un giorno
l'avremmo raggiunta.

Il tempo e gli affanni
e i tuoi nuovi sorrisi
ci hanno portato
a quel grande cancello.

Ho visto una donna
varcare la soglia
e uscire felice
con in mano i suoi sogni.

Soltanto una lacrima
ti è scesa sul viso
porgendomi un bacio
e una dolce carezza.

Ho lasciato socchiuso
quel grande cancello
per il nostro giardino
di glicini in fiore.

Malinconia
Immobile
nella mia malinconia
guardo il mondo
corrermi accanto.

Mi ritrovo a vagabondare
nei corridoi senza vita
cercando qualcosa
che non ricordo.

Sfoglio distrattamente
lettere ingiallite
vecchie fotografie
di sorrisi dimenticati.

Frugo il passato
lasciato nei cassetti
chiusi e polverosi
come il mio cuore.

Ascolto il vento
barcollare sui davanzali
salutando il tramonto
pronto sopra il mare.

Mi perdo nei colori,
nelle ultime penombre
per vivere in silenzio
le smanie della notte.

Alba sulla rada
Nessun rumore
in mare
e in cielo.

Solo un flebile
tintinnio
di barche

e impercettibili
sospiri
di vento.

Il primo
gabbiano
si libra

a salutare
la nuova
luce.

Conquisterò la notte
Con questa pagina
di sogni e di parole
conquisterò la notte.

Sarò la mano
che accenderà la luna
e ad una ad una
appenderà le stelle

la fantasia
che farà di questa carta
un gran veliero
o un panfilo nel vento

il nuovo sogno
che nascerà all'aurora
da poche gocce
d'inchiostro sopra un foglio.

I segreti del mondo
Un vecchio mi ha detto
con un triste sorriso:
"Sono troppo giovane
per conoscere il mondo.

Ho chiesto a un uomo
che attraversa i deserti
se le stelle bisbigliano
quando il buio è profondo

a un altro che vive
dove il cielo si piega
tra le onde lontane
dove muore la luce

se davvero i colori
ritornassero in mare
con i raggi del sole
per dormire la notte.

Ad un uomo dei ghiacci
i misteri del vento
cosa fa tra la nebbia
o se c'è la tempesta

a un altro che vive
a ridosso del cielo
sopra i monti più alti
quasi quanto la luna

che si prova a toccare
quell'azzurro profondo
le sue candide nuvole
o quell'astro d'argento.

Ma nessuno di loro
proferiva parole
per timore di dire
il suo antico segreto.

Quelle forme diverse
delle linee degli occhi
quei colori lontani
della pelle del viso

impedirono a tutti
di fidarsi l'un l'altro
e svelare i misteri
custoditi nel tempo.

Ora sento nel cuore
che la strada è finita
che per me le domande
non avranno risposta

che per colpa degli uomini
che han paura degli altri
morirò coi miei dubbi
sui segreti del mondo".

Cambia il tempo
Cambia il tempo.

Perso tra le nuvole
il sole cerca il mare
e si appresta all'orizzonte.

Un canto struggente
di onde e gabbiani
lambisce gli arenili.

Il vento vaga
sulle acque di schiuma
alzando pian piano la voce.

Dolce nell'aria
scende un vapore,
lievissimo profumo di pioggia.

Sogno di una notte d'estate
(dedicata alla mia amica Dolores)

Già dormono
le acque.

La luna
appare gracile
e lontanissima.

Una barca
dondola solitaria
in un letto di luci.

Piccole lampade
orlano timidamente
il lago che sogna.

E la neve incontrò il deserto
(ispirata dalla storia d'amore tra Walter Bonatti e Rossana Podestà)

Alle porte delle nuvole,
funambolo del vento
incontrò una stella.

Bellissima e fragile
lei, luce del deserto,
lui, figlio dei monti.

Con dolcezza la prese
tra le mani di roccia
e scoprì l'amore.

L'astro di sabbia
si accoccolò
e si lasciò cullare.

Rimase per sempre
appesa sul cuore
di quell'uomo che amava.

Ora brillano insieme
dove frusciano l'onde
tenendosi per mano.

La notte, a volte...
Nella stanza
di tenebre
sospira l'orologio.

Il suo cuore
metallico
batte cadenzato.

Un leggero lamento
che cola
sulle pareti.

Secondi,
minuti,
di buio e di nulla.

Cadono ore
inutili
e dolorose.

La stanza
è una scatola
nera.

L'oscurità
vince
la luce indifesa.

Un mondo
immobile
di ombre e silenzio.

Gli spettri
mi toccano
la pelle.

Mi graffiano,
mi scavano
dentro.

La notte
a volte
è una fredda lama.

Squarcia la pelle
per lacerare
l’anima.

Sarebbe bello
Sarebbe bello
abbracciare il mondo
tenendoci per mano

fare
un grande girotondo
di cuori innamorati.

Lasciarsi
cullare dalla notte
senza aver paura

danzare
sotto un cielo di sorrisi
dipinto dalle stelle.

La strada per il mare
La strada garbata
affonda
nella campagna.

Costeggia orti
di case sparse
e vecchie mura

supera i colli
con le sue svolte
vicine al cielo.

Poi torna dritta
per adagiarsi
in fondo al piano

dove il mattino
gioca con l'oro
dei prati in fiore.

Si apre infine
quando la brezza
si riempie di sale

e tutto intorno
l'odore d'erba
torna a scemare.

Il verde intenso
diventa azzurro
di onde abbaglianti

l'asfalto sfuma
tra i viali di fuoco
a ridosso del mare.

Vi porterò lontano
Con la fantasia
e un pugno di parole
vi porterò lontano

dove non c'è odio
dove non c'è guerra
ma solo l'armonia

di strofe di tramonti
e amori appassionati,
dentro una poesia.

Una notte di piccole stelle
Piccolissime
lacrime di luce
tremano
nel vento.

La notte
accarezza
il sangue
della terra.

Nascosta
tra le nuvole
piange
la luna.

Comprerò un sorriso
Svogliatamente
mi attardo
a guardare le nuvole
giocare nel primo azzurro.

Tra poco tornerò alle strade
per guadagnare il mio pane,
per essere fiero
dell'abito elegante
nuovo e sgargiante di mia figlia.

Con la mia borsa di pelle
colma di dolorose bugie
camminerò tra persone senza volto
nei rumori assordanti
di un'altra città.

Incrocerò vecchi soli,
uomini sudici di guerre sconosciute,
donne e bambini seduti per terra
dai grandi occhi
affamati d'amore.

Forse getterò
nel bicchiere di un mendicante
le mie monete inutili
trovate per caso
in fondo ad una tasca.

Comprerò la sua gratitudine
per sentirmi ancora uomo
il suo sorriso povero
per un attimo falso d'armonia
con un mondo vuoto e indifferente.

Un mattino d'estate
Il primo mattino
tesse l'azzurro
di trame di luce
e di nuovi colori

cuce sui margini
delle nuvole sparse
nastri d'arancio
con fili dorati.

La strada già mormora
riprende a pulsare
i palazzi si aprono
per vivere il sole

la piazza si anima
di ombre di voli
di giovani in gruppo
ancora assonnati.

Nell'aria salata
di onde e risacca
i tiepidi odori
del vento d'estate

di prati fioriti
ed erba tagliata
di dolci e di pane
appena sfornati.

Il cuore indurito
si scioglie pian piano
si lascia rapire
da questa armonia

sorrido pensandoti
e immagino un bacio
di tenerti per mano
sull'orlo del mare.

Viaggiatore smarrito
Fitte nebbie
sopra oceani
di niente.

Come un viaggiatore smarrito
ho frugato nella polvere
per scorgere un segno,
una traccia sulla via.

Ho vacillato nella notte
stanco di lottare
contro il vento di tempesta.

Intorno a me
il subdolo vuoto del tempo
apparentemente inutile.

Poi finalmente ho capito
di essere io
a non voler vedere
le mie strade dolorose,
a nascondermi nel buio
di una vita senza luce.

Anche questa notte
verrò a cercarti
per seguire ad occhi chiusi
il battito incessante
del tuo cuore.

So che il suo splendore
alla fine
mi salverà.

Quella casa in Borgo Sant'Jacopo
(dedicata alla mia famiglia)

Dall'immensa finestra
entrava un mondo
di campi e di rondini,
e odori intensi
di vento e di mare.

Da quella veranda
toccavo le nuvole
l'azzurro del cielo,
le luci screziate
del primo tramonto.

Mia nonna ai fornelli
col grembiule di lino
tra le pentole e i piatti,
aggiungeva sorrisi
a quei mille profumi.

Mio nonno seduto
a capo del tavolo
di formica azzurra,
rideva e scherzava
narrando storielle.

Mia madre legava
i fiocchi alle trecce
di mia sorella,
o metteva gli elastici
alle sue lunghe code.

Mio padre già pronto
fissava i vassoi
di invitanti leccornie,
le preziose zuppiere
di gnocchi e frittelle.

Ricordi di un tempo
lontani e indelebili
di giorni fantastici,
costellati di baci
e di sogni dolcissimi

di affettuose carezze
premurose e gentili
di momenti soavi,
in cui ogni gesto
traboccava d'amore.

Sugli Appennini
Non ancora fiume,
il torrente
è un vivace nastro d'acqua
e di ciottoli fruscianti

rotola allegro
protetto dai monti
in mulinelli
di morbida schiuma.

I prati si mostrano
colorati di fiori
pettinati dal vento
che scende frizzante

intrecci di ali
di uccelli e farfalle
rallegrano gli alberi
le piazze dei borghi.

Sulle alte colline
le case di pietra
si stringono intorno
alle piccole chiese

ai campanili
nascosti dai boschi
vicini ai crinali
a ridosso del cielo.

Nell'aria gli aromi
gentili d'estate
di erba tagliata
e di umida terra

un rumorio
di insetti festanti
un suono lontano
di allegre campane.

Il giovane e i due vecchi
Misteriosi colori
sulle onde del mare
e rossi ovattati
carichi di tramonto.

Passeggia un ragazzo
sulla giovane schiuma
lasciando le orme
sui granelli di sabbia.

Mi guarda e sorride
con gli occhi brillanti
e sicuro mi dice:
"Io sono il passato".

Senza voltarsi
svanisce lontano
dentro i riflessi
del lucente orizzonte.

Un vecchio in disparte
abbassa la testa
indugiando tra le ombre
del piccolo viale.

Sussurra alla brezza
con un filo di voce:
"Oramai che mi resta,
a che serve la vita ?"

Un altro fischietta
dov'è la risacca
mentre gioca e saltella
guardando i gabbiani.

Ha il volto disteso
e pieno di gioia
come fosse riuscito
a domare la vita.

Un' ombra mi vede
e mi viene vicino
e con voce serena
inizia a parlare:

"Non lasciarti confondere
dagli inganni del tempo
lui conosce il passato
il presente di ognuno

ma non vede là in fondo
dove porta il cammino
dove sfuma la strada
alla fine degli anni.

Non credere al fato
che qualcosa sia scritto
che il destino manipoli
il tuo nuovo avvenire

ricordati amico
non esiste la sorte
solo tu sei il presente
solo tu sei il futuro".

Scrutando l'orizzonte
Scruto l'orizzonte,
i suoi irraggiungibili
margini scarlatti
alla fine del mare.

Intravedo scivolare
lontanissime navi
sotto gomitoli
di nuvole nere.

Si muovono lente
in un vivace silenzio
nell'ultimo brivido
del sole che filtra.

Tra capriole di onde
e piroette di vento
guardo rapito
sciogliersi il tramonto.

Soltanto esistere
Cammino
verso la fine
del tempo.

Anche i colori
della sera
sono tramontati.

Custodivi
il senso
dei miei giorni.

Li hai curati
donandomi
un sogno.

Piano piano
la nostra luce
è svanita.

Ho provato
a dimenticare
il tuo sorriso.

L' ho nascosto
tra la polvere
e il dolore.

Ma cancellare
il passato
uccide l'anima.

E' come
non essere
mai stato.

Adesso
ho imparato
a esistere.

Vorrei
una nuova
piccola emozione

vivere
almeno
quest'ultimo viale.

Un bacio sotto le stelle
Il cielo è un mosaico
di silenzio e colori
di nuvole e sogni
di onde di luce.

Una trina di voli
di gabbiani nel vento
di riflessi di sole
laggiù all'orizzonte.

Una tela preziosa
di albe raggianti
di lune incantate
di notti splendenti.

Questa sera, per mano,
scaleremo il tramonto
per un bacio d'amore
sotto il mare di stelle.

Il sussurro della sera
Anche il sole
torna a casa
e scende laggiù
all'orizzonte
dove il mare
si continua nel cielo.

Il tramonto
ha riposto i colori
e la sera si sveglia
con le sue ombre
e i suoi intangibili
chiaroscuri.

Un poco alla volta
il mondo si acquieta
come il vento
sulle colline
e gli uccelli
vicini alle nuvole.

La città frenetica
smorza i toni
e il suo grido
divenuto una voce
adesso
è un sussurro.

Nel vento di maggio
Sopra i campi
di umide zolle
e allegre farfalle
è risorta la vita.

Sconfinate distese
d'erba e di terra
di verdi sgargianti
e tiepida brezza

e più in là le colline
vestite di nuvole
di piogge gentili
di primavera.

La strada si accoccola
tra gli orli dipinti
di alberi in fiore
e piccole case

tra canti gioiosi
di uccelli festanti
che echeggiano lieti
nel vento di maggio.

Il dolce abbraccio dell'ultima notte
Tra le ombre
il mare
sussurra.

Chiede al vento
di parlare
sottovoce

di non correre via
verso
l'orizzonte.

Alle onde
di infrangersi
piano

di sciogliersi
senza fare
rumore.

Ai gabbiani
di volare
in silenzio

lontani
dalle navi
nel porto.

Al crepuscolo
di attenuare
le luci

per non svegliare
la luna
che dorme.

All'alba
di trattenere
i colori

e non destare
le stelle
assopite.

Bisbiglia
alle colline
di riposare ancora

nel dolce abbraccio
dell' ultima
notte.

In attesa
Il telefono
è una scatola muta
e senz'anima.

Riposto
come una reliquia
tra gli oggetti
di casa
mi fissa
pensieroso.

Fermo
ai margini
di un altro viale
guardo le evoluzioni
di nuvole grigie
nel cielo di piombo.

Aspetto,
mentre la pioggia
cosparge
i vetri dell'auto
di piccole gocce
di effimera luce.

Sulle strade
si muovono
nervose colonne
come tentacoli
di un mostro
in catene.

Ombre di uomini
si trascinano
sui marciapiedi
nell'assordante fragore
della città
scolorita;

un triste grido
che amplifica
il silenzio nel mio cuore
dove un'eco stremato
sussurra ancora
il tuo nome.

Nel bosco
Il ruscello
è un'ombra d'acqua
e fiori riflessi

gli alberi
giganti gentili
a guardia di radure.

Il mattino
entra timido
tra i rami intricati

stempera appena
i chiaroscuri
del sottobosco;

con carezze
di polvere di luce
e di esili colori.

A ridosso del sale
Oramai
bisbigliano
solo i tenui colori
di un tramonto
di fragili nuvole.

Un tremulo viale
di luce
unisce la terra
all'orizzonte.

Non più vento,
non più
i canti gioiosi
dei gabbiani.

Il cielo
è già pronto
alla notte.

A ridosso del sale
della risacca
giovani cuori
vibrano.

Sincroni battiti
d'amore
tra echi di onde
e fragranze
di mare.

Un grido nel crepuscolo
La fine del giorno
mostra
le sue spoglie
di orli rarefatti
dai colori
indefinibili.

Accerchiato
da vortici di silenzio
ascolto
l'uggioso e monotono
gocciolio
della pioggia.

Solo il vento
grida nel crepuscolo
e supplica il cielo
di lasciare liberi
gli ultimi
granelli di luce.

Intorno a me
lo sterminato vuoto
di un'altra notte inutile
di fronte
l' invalicabile baratro
della mia solitudine.

Trovarti accanto

Trovarti accanto
al mattino
rende l'alba più preziosa
il risveglio
un miracolo da vivere.

Scoprire il tuo profumo
nella stanza
trasforma i pensieri
in fremiti
in sogni inebrianti.

Aspettare le tue mani
sulla pelle
rende il tempo desiderio
ogni attimo
un frammento d'infinito.

Accostarmi alle tue labbra
dolcemente
rammenta al cuore
il senso della vita
la grandezza del tuo amore.

Si scioglie il sole
Il sole
s'inchina
sul mare

rovescia
cascate
dorate.

Immenso
acrobata
di luce

immobile
sopra
l'orizzonte.

Affonda
i piedi
tremando

vibrando
tra onde
di fuoco.

Con calma
scioglie
i suoi raggi

libera
colori
abbaglianti.

Tinge
il cielo
di rosa

lo screzia
di toni
d'arancio.

Si aggrappa
stretto
alle nubi

le macchia
di rosso
scarlatto.

Poi scivola
in fondo
all'abisso

nell'acqua
già eterea
di luna.

E lascia
in cielo
un chiarore

che accoglie
le timide
stelle.

Sussurrami mare
Sussurrami
mare,
tu lo sai
dov'è amore ?

Dove dorme
in silenzio
lontano
dal mondo ?

Forse è in fondo
all'abisso
o laggiù
all'orizzonte

o nascosto
tra i flutti
per non farsi
vedere ?

L'ho cercato
nel vento
sopra i raggi
del sole

tra le stelle
di luce
e la luna
incantata.

Ma nessuno
conosce
questo luogo
remoto

o magari
è il creato
a tenerlo
segreto ?

Forse l'uomo
non merita
di portarlo
nel cuore

dove vive
l'invidia
l'odio insieme
al rancore.

Dove c'è
indifferenza
per chi soffre
e sta male

per un bimbo
che ha fame
dove infuria
la guerra.

Se lo trovi,
ti prego,
digli
di ritornare

che quaggiù
sulla terra
non abbiamo
più tempo.

Qui c'è solo
violenza
e nemmeno
un sorriso

l'uomo uccide
i suoi simili
li abbandona
tra le onde.

Non sa più
dare un bacio
una dolce
carezza

le sue mani
conoscono
solo il freddo
dolore.

Scende il vento
Scende il vento
piano dal cielo
appoggiato alla luce
ai suoi tenui colori.

Scivola lento
sui raggi del sole
rotola lieto
sulle colline.

Muove gli alberi
lungo i viali
alza le foglie
sui marciapiedi.

Gioca nei vicoli
e nelle piazze
canta sui tetti
con i gabbiani.

Si tuffa in mare
e inizia a danzare
sopra le onde
sulle scogliere.

Tocca le spiagge
le navi lontane
le isole immobili
là all'orizzonte.

Poi quando è sera
aspetta la luna
le siede vicino

e carezza le stelle.

Un'altra primavera
Nell'aria
frizzante
del mattino

un fremito
di vele
sopra il mare.

Di barche
che balzano
sull'onde

tra spruzzi
di schiuma
biancheggiante.

In cielo
già volano
aquiloni

gabbiani
che giocano
nel vento.

Intorno
schiamazzi
di bambini

il profumo
di un'altra
primavera.

Livorno e il suo mare
Il mare è un tappeto
un forziere segreto
di onde argentate
leggere e aggraziate

un lenzuolo brillante
di schiuma frusciante
di tramonti incantati
di orizzonti infuocati.

La città rumorosa
al suo fianco pensosa
posa intrisa di sale
di libeccio e maestrale

tra le nubi i gabbiani
nell'azzurro lontani
fanno voli armoniosi
archi in cielo gioiosi.

Sotto l'alta Fortezza
spira sempre la brezza
corre sulle piazzette
sulle pigre barchette

che sonnecchian beate
sopra i Fossi, cullate
dai riflessi abbaglianti
dai colori accecanti.

Se la bruma si spazza
dalla bianca Terrazza
s'intravede orgogliosa
la Gorgona sinuosa.

la Meloria è di fronte
dove c'è l'orizzonte
tanto cara ai gabbiani
un po' meno ai pisani.

Note: a Livorno ci sono
due fortezze (Nuova e
Vecchia), i Fossi (i canali
che seguono il perimetro
della città vecchia) e la
Terrazza Mascagni. In
mare, di fronte alla città,
c'è l'isola della Gorgona
e le secche della Meloria
con i due isolotti con la
Torre e il faro. Famosa è
la battaglia della Meloria
dove la Repubblica Marinara
di Pisa subì una devastante
sconfitta per mano dei Genovesi.

Notte di sospiri
Notte di sospiri
e luce di luna.

Il mare
è un prato di stelle

le navi
un sussurro di lanterne.

Sulle onde
profuma la schiuma

sull' argento
un brivido di vento.

Sulla pelle
un ricamo di sale

dentro il cuore
un fremito d'amore.

Cristo velato
Una culla di pietra
accoglie la morte
sotto drappi
di materia
increspata.

Trasparenze
e giochi di luci
accarezzano
spoglie
adagiate.

Tra le pieghe
dei veli scolpiti
sospira
lo spirito
ancora.

Dal candido
cuore del marmo
sembra nascere
di nuovo
la vita.

Dov'è l'amore ?
Dov'è l'amore ?
L'ho cercato
disperatamente
tra le pieghe del tempo

tra i colori invitanti
di albe
e tramonti.

Ho lasciato
al mio cuore
seguirne le impronte

ma era solo l'inganno
di un sogno
intrigante.

Ora so
che è un sussulto
una fiamma lucente

quando infine
si spegne
non rimane più niente.

Brezza di mare
Si leva
una brezza
frizzante

un alito
fresco
e leggero.

Passeggia
sulla pelle
del mare

sul dorso
d'acqua
e di sale.

E un fremito
corre
sull'onde

un brivido
dipinto
d'azzurro.

Si alzano
in cielo
i gabbiani

intonano
un canto
alla luce.

Volteggiano
tra i raggi
del sole

sull'oro
e la bianca
risacca.

Il vento
poi torna
a tacere

si siede
sui grani
di sabbia.

Aspetta
paziente
la sera

per danzare
tra i flutti
e le stelle.

Quell'ultima gracile luce
Girovago
nelle stanze
vuote
dei miei giorni.

Gettati
negli angoli
i miei pensieri
nei loro abiti neri
e i miei sogni
scoloriti.

Sul muro
batte forte
l'orologio
e mi dice
che di tempo
ne è passato.

Tra la polvere
e le macerie
raccolgo
i brandelli
dei miei
vecchi progetti.

Proverò
a ricomporli
ancora una volta
per alzarli al cielo
verso quell'ultima
gracile luce.

La magia della sera
Il cielo
versa piano la sera
l'adagia sui tetti
la poggia sui davanzali.

Le ombre
si svegliano sui muri
giocano per terra
inondano le strade.

Sui viali
sorgono le stelle
le loro mille luci
che brillano festose.

La luna
intinta nell'argento
si tuffa nei canali
in mezzo alle fontane.

Il vento
inizia la sua corsa
portando sulle piazze
le fragranze della notte

sussurra
un canto melodioso
spargendo tutt'intorno
un filo di magia.

Promesse di un'aurora
Un altro crepuscolo,
germogli di luce,
dove ogni sogno
appare più vero.

Un'altra aurora,
colori che nascono,
dove fioriscono
nuove promesse.

Un giovane cielo,
stille d'azzurro,
dove si aprono
i raggi del sole.

La prima brezza
che bussa sui vetri
per dirmi il tuo nome
e che ancora mi ami.

Mentre dormi
Nella stanza
timidamente entrano
il brusio del mattino

e luci rarefatte
che appena delineano
il tuo profilo.

Il cuscino
accoglie ancora
i tuoi sogni

il tuo viso
tra i capelli
sparsi.

Un raggio
improvviso
del nuovo sole

delicato
ti viene
a cercare

e forse rapita
da un sogno
dolcissimo

increspi le labbra
in un lieve
sorriso.

Impercettibili
pieghe
che riconosco

che ogni volta
mi svelano
angoli di paradiso.

Sotto le Apuane
Le onde
sono suono di vento
un grido di colori

le nuvole
ampolle di luce
nettare di sole.

Le montagne
grandi e possenti
risplendono pigre

corolle di boschi
e marmo abbagliante
in mezzo al cielo.

L'azzurro
immenso e profondo
esonda senza limiti

imbeve la terra
il mare tranquillo
e più in là l' orizzonte.

E indefinibile
un senso di pace
mi entra nel cuore

e cancella gli affanni
per mutarmi in essenza
di questa armonia.

Un mattino di primavera
Il mattino
ha svegliato i suoi colori
ha dischiuso le sue mani
sul mare e le colline.

Nel blu
un volo di gabbiani
che roteano leggeri
lambendo gli arenili.

Nel sole
un' isola lontana
tre navi all' orizzonte
e vele tese al vento.

Nell'aria
intrisa di salmastro
l'odore inconfondibile
di fiori e primavera.

Nei cuori
la voglia di tepore
di un bacio e una carezza
di un brivido d'amore.

Vorrei incontrarti (da un genitore a un bambino autistico)
Vorrei essere
i tuoi occhi
per vedere
il tuo mondo

le tue orecchie,
per udire
il suono
del tuo silenzio.

Cammino
intorno
alle tue mura
senza porte

cercando
uno spiraglio
per sussurrarti
il mio amore.

Sento
il tuo cuore
battere forte
tra queste pietre

così vicino
da percepire
i sospiri
della tua anima.

Eppure
sei
lontanissimo,
irraggiungibile

più distante
dell'ultima stella
spersa
nel cielo.

Ho coperto
di dolcezza
il tuo impenetrabile
scrigno

aspettando
un giorno
di poterti
incontrare.

Odor di primavera
Nella campagna
di nuove
margherite

canta
il ruscello
all'alba.

D'intorno
i versi
melodiosi

d'uccelli
trepidanti
sugli arbusti.

Nell'aria
frizzante
del mattino

si sente
odor
di primavera.

Del sole
che sparge
il suo tepore

sui prati
già pieni
di colori.

La brezza
agli alberi
assopiti

sussurra:
"E' tempo
di svegliarsi".

Incontro di luce
Nessuna nuvola
nei colori
assopiti
del nuovo mattino.

Solo veli di umido
dove il sole
delicatamente
adagia i suoi rosa.

Senza fretta
l'orizzonte
mostra le montagne
i loro orli di bruma.

I crinali intinti
nel bianco
dell'ultima neve
toccano l'azzurro.

E' la terra
che s' alza
a lambire il cielo
per una carezza

per cercare
un contatto,
un candido incontro
di purissima luce.

Impronte di colore
Affiorano
impronte di colore.

Le tinte liquefatte
del silenzio
macchiano il crepuscolo.

Le mani del vento
impastano
le nuvole

ne modellano i margini
sull' ultima
notte.

L'inverno
tende al cielo
le sue mani

braccia spoglie
su impalpabili
gocce di luce.

Al di là del dolore
Il mare
è un deserto liquido
di onde indifferenti
e di urla di vento.

La luce dell'alba
lo svela sconfinato
e invalicabile.

Un cimitero di onde
dove gli uomini
sotterrano
chi cerca
di ritornare uomo.

Avvolto in stracci
logori
una madre
stringe un bimbo
imbrattato d' odio
e di guerra.

L'acqua ormai bagna
il flebile pianto,
quelle mani stremate
forti d'amore
e disperazione.

Nessuna lacrima
in occhi
che non sanno
più piangere

nessun lamento
su quelle labbra
impastate di sale
e di violenza.

Tra le grida, intorno,
gelide di paura
e lo scricchiolio
di legno marcio
della barca inclinata,
un pescatore

un volto antico
scolpito dal sole,
impotente
nel piccolo scafo
già colmo di corpi.

Gli sguardi si toccano
indugiano un attimo,
poi entrambi
tendono le braccia.

La donna impassibile
si lascia morire
stringendo ora in mano
soltanto la schiuma
di quell'azzurro infinito.

L'uomo, di pietra,
abbraccia quel dono
e capisce
che esiste qualcosa
al di là
del semplice dolore.

La notte imminente
Tremuli tratti
di sera,
granelli di stelle
e pulviscolo
dell'ultima luce.

I colori cadenti
del giorno
lasciano orme
sempre più fragili,
impalpabili.

Il vento
in punta di piedi
torna all'orizzonte
per dormire
tra le nuvole.

Tra poco
sorgerà la luna
e ti ritroverò
tra le nostalgiche pieghe
del silenzio.

Disegnerò
allora un sogno
dove potremo perderci
senza timore
del tempo

senza avere paura
del dolore degli anni
e che la notte imminente
porti via
il nostro amore.

Il mare
E' uno scrigno segreto,
una culla di luce,

una trina di schiuma
modellata dal vento.

E' colore e armonia
come un arcobaleno,

è un tripudio di note
è poesia in movimento.

E' uno specchio di fuoco
dove gioca il tramonto,

è un cuscino di stelle
trapuntato d'argento.

Vocìo di pioggia
Il cielo
ha gettato le nuvole
sui campi e sulle strade
le sue mani nere e grigie
intorno alle montagne.

La pioggia
urla disperata sulle pozze
oramai fiumi e laghi
di polvere impastata
e fango sudicio e denso.

Il rumore
assordante del temporale
entra prepotente nelle case
irrompe dalle finestre chiuse
rimbomba nelle stanze.

Copre
il lento ticchettio dell'orologio
come se il tempo, pensieroso,
si fosse fermato un attimo
ad ascoltare la tempesta.

Poi il vento
finalmente si posa
e il grido si quieta in un vocio
di gocce che tornano a frusciare
dolci note di sublime malinconia.

Il nostro immenso amore
Mi sono cosparso
di notte
per appropriarmi
dei segreti delle stelle,
per riscoprire la dolcezza
del silenzio
e non aver paura,
per provare
una volta ancora
l'estasi
del sorgere di un sogno.

Ho preso il sole
tra le mani
per inondarmi di luce
e del suo calore,
per scacciare il gelo
di giorni vuoti
e silenziosi,
per capire
se riuscivo ancora
a sentire
il profumo dei colori.

Ti ho tenuto
stretta in cuore
per salvarmi
dall'oblio del tempo,
per continuare a vivere
la mia illusione
e non perdermi,
per nutrirmi
fino alla fine
dell'infinita meraviglia
del nostro immenso amore.

Aspettando primavera
Un vento uggioso
dondola gli ulivi
gli esili rami
bagnati di pioggia.

Sulle foglie le gocce
si muovono lente
convergono in laghi
di luce sbiadita.

Fradicia è l'erba
piegata sui sassi
sui viali fangosi
zuppi d'inverno.

Le nuvole cariche
nascondono i monti
con drappi pesanti
di bruma e vapore.

La terra è in attesa
di un bacio di sole
dei suoi raggi gentili
delle loro carezze.

La vecchia signora
Ti stavo aspettando
vecchia signora
e tu sei tornata
un'ultima volta.

Seduta in disparte
dove il buio è più nero
mi fissi severa
senza dire parole.

Ho capito che c'eri
quando il tempo si è spento
quando un gelo improvviso
ha riempito la stanza

quando in ombra gli spettri
si son messi a tremare
e anche l'ultimo sogno
è scomparso dal cuore.

Ma non ho più paura
di guardarti negli occhi
quando posi le mani
e mi sfiori la pelle.

Sento in me i tuoi pensieri
quell'antica domanda:
"Perchè odi la vita
e non vuoi più lottare?".

Non avverti il silenzio,
questo triste lamento,
la violenza che grida
perchè sa di aver vinto ?

Ma tu forse non sai,
non riesci a capire,
tu che sola sei madre
di dolore e tormento.

E ora siedimi accanto
un momento a cullarmi
poi accompagnami là
dove il tempo non conta

dove vive la luce
e non c'è più la notte
e ogni piccola stella
è un sorriso d'amore.

Neve a marzo
E' tornata la neve
sulle cime
più alte

si è adagiata sui boschi
come zucchero
a velo.

Ha disteso un mantello
sulle spalle
dei monti

candidi scialli
di merletti
e di raso.

Ha cosparso di luce
i picchi
e le rocce

trasformando le vette
in matasse
di sole

i crinali in cuscini
di seta
lucente

in parentesi bianche
nell'azzurro
del cielo.

Scalature di grigio
Indugio
nei chiaroscuri di un temporale
cercando spiragli d'azzurro
che non ci sono.

Solo scalature di grigio
soffici e cupe
e imbronciati
drappi di vapore.

Sui viali
di alberi depredati
borbottano
carovane di auto.

Le loro orme
vivono attimi
prima di sciogliersi
nella pioggia.

Oggi
l'inverno ha vinto.

Le sue gelide gocce
battono impietose
sul mio cuore
nudo.

Un uomo in giacca e cravatta
Avvolto
nella camicia ben stirata
mi soffermo in penombra
a sistemare i bottoni
della giacca elegante.

Qualche goccia
di gel sui capelli
e sono pronto ad andare
nel mio mondo plastificato
di strade affollate e chiassose.

Nelle tasche però
porto il peso del mio dolore,
nella borsa di lucida pelle
la mia vita di falsi sorrisi
e di malinconica solitudine.

Indugio
e ritorno di nuovo allo specchio;
la cravatta che scende sul petto
sembra adesso ancora più triste,
un'immensa lacrima blu.

Nel focolare
In una culla di pietre
crepitano giovani scintille
che saltano e giocano
su cuscini di legna.

Divenute fiammelle
si alzano al cielo
e gridano fiere
correndo sui rami.

In fretta si forma
un fuoco possente
nel cuore dei ceppi
dei tronchi più grandi.

Col tempo si sparge
un letto di brace
che splende tranquillo
con un lieve frusciare.

Piano piano si spegne
senza fare rumore
lasciando soltanto
un velo di fumo.

Rimane un mucchietto
di cenere fredda
di frammenti anneriti
senza vita né voce

ma anche memoria
di luce e tepore
un ricordo gioioso
di forza e colore.

I sospiri dell'inverno
La nebbia
si accoccola
sui colli

cela
morbida
i crinali.

Il vento
rotola
le foglie

esalta
l'odore
della pioggia.

Un velo
di neve
copre i monti

con orli
di timidi
ricami.

Nel gelo
sussurrano
i colori

nel cuore
i sospiri
dell'inverno.

Vibrazioni d'amore
Mormora l'alba
sottovoce

freme
si spande
si posa.

Impalpabile
pulviscolo d'oro

trema
indugia
si perde.

Tra righe d'azzurro
e nuvole rosa

la luce si sporge
danza
poi gioca.

Il sole irrompe
e ti tocca la pelle

si sgrana sul viso
ti orla
le labbra.

Un caldo silenzio
conquista la stanza

libera timide
vibrazioni
d'amore.

Tintinnii di gocce
Tintinnii di gocce
raccontano
la pioggia.

Sussurri monotoni
e cadenzati,
che scivolano
struggenti
sopra il silenzio.

Sui tetti
le nuvole svogliate
si accoccolano
avvolte
in camici rappresi.

Il vento
bisbiglia sui viali,
accarezza le foglie
gialle e fradicie
pronte a librarsi.

Le pozze
si muovono festose,
piccoli laghi
dove il cielo
versa timidi colori.

Ombrelli frettolosi
ravvivano le strade,
gli incroci
d'acqua
rumorosa.

Un gabbiano
volteggia sulla piazza ,
poi sale
per cercare
il primo spicchio di sereno.

Profumo di pane
Fragranze buone
di pane
e antichi profumi
mi riportano
a dolci carezze
e urla lontane,
festanti

a mia madre
e mia nonna
con le mani impastate
di acqua e sorrisi
di farina e d'amore.

Calde memorie
di anni più ingenui
e di giovani sogni
che riuscivo
a toccare.

Quel tempo
ora è andato;

ma ritrovo
le stesse emozioni
nel suo odore
di casa,
quando giunge
improvviso
e riempie le strade.

Un giorno senza colore
L'alba si attarda
tra le stelle.

Il sole
mendica spiragli
tra gocce di nubi
appiccicose.

Solo spettri di case
nella nebbia
e fantasmi di alberi
grondanti.

I veli densi del mattino
aggrediscono le finestre,
deformano le geometrie.

Sulla strada
illusioni di vita
si muovono
tra effimere macchie di luce.

Certi giorni d'inverno
non hanno colore:

mutano i cuori
in gusci pietrificati
di gelida malinconia.

 

Pietà Rondanini
Un mormorio
senza tempo
di pietra
e dolore.

Profili liquefatti
in un abbraccio
di marmo
e silenzio.

Vita e morte
in un equilibrio di luci
e pieghe
lievi.

L'amore
non permette
al corpo
di cadere.

Dona il proprio
di madre
per cullarlo
un' ultima volta.

Tra le gocce della sera
Inesorabilmente
la luce si consuma,
sui prati senza fretta
la terra si scolora.

Arrivano le ombre
e danzano sul mare
il vento ora più quieto
si stende sopra l'onde.

Le gocce della sera
già colano sui muri
e tingono di nero
l'interno dei cortili.

Un vortice di tenebre
mi scende sulla pelle
si mescola ai pensieri
mi entra dentro il cuore.

Ma tu sei qui con me
mi stringi tra le braccia
terrai lontano il buio
con un alito d'amore.

Ricami di nebbia
Dorme sul lago
riflessa
la luna

in soffici gusci
di nuvole
chiare.

Gli alberi
ondeggiano
tra fili di bruma

specchiando
le chiome
nell'acqua che freme.

Danzano insieme
le ombre
e i fantasmi

al magico canto
del vento
pungente.

Nascoste le stelle
son rimaste
a guardare

i ricami di nebbia
di una notte
d'inverno.

Le mie mani
Su questa pelle
scuri e indelebili
i segni del tempo,
minacciose ombre
come nubi grigie
nel cielo di notte.

Ricordo mio nonno
con le mani stanche
intrise di fatica
e poi di mia madre
operose ed esperte
che costruivano amore.

Ora guardo i miei palmi
e mi chiedo sgomento:
" E io cosa ho fatto?
Che dirò alla mia gente
se frugando le mie
le troverà nude e vuote?"

Non giocano più
a rincorrer la luce
i colori del sole,
la strada si è spenta
e la terra già odora
dei raggi di luna

stringo i miei pugni
provati e sconfitti
colmi di niente,
tra le dita soltanto
silenziosi rimpianti
e lacrime di vento.

L'artista
L'uomo sfiora Dio, a volte,
prende un po' della sua luce
per donarla
a chi non sa vedere.

Scioglie il suo respiro
per farne melodia,
ricami con le note
eccelse sinfonie.

Usa le sue mani
per modellare i sogni
per far parlare il cuore
l estro e la follia.

Immagini sublimi
di pietra o sulla tela,
d'amori senza tempo
tra i versi sopra un foglio.

Momenti di bellezza
e magiche emozioni
di marmo e di colore
di musica e poesia.

Verso marzo
Il maestrale
tende le bandiere
in piazza
allegre schiere
di bimbi coi palloni

nell'aria
frizzante della sera
aleggia
odor di primavera
di frittelle e bomboloni.

Sui prati
le prime margherite
ondeggiano
alcune ormai fiorite
nell'erbe profumate

brillano
intorno le mimose
in strade
umide e fangose
ma d'oro colorate.

Il sole
pronto a tramontare
si siede
dove finisce il mare
sull'acqua già imbrunita

promette
di ritornar più forte
di accendere
queste giornate corte
di risvegliar la vita.

San Valentino
Oggi nel vento
c'è un vivace fermento
uno sbuffo di nuvole
e sospiri di sole.

In cielo e sul mare
si sciolgono i cuori
in languide attese
di baci e carezze.

I giovani scrivono
sulla carta " Ti amo "
e frasi romantiche
sopra un piccolo dono.

Quando poi verrà sera
di speranze e di stelle
il silenzio sarà
un ricamo d'amore.

Via Palestro
Muri sporchi
crepati
tra gli occhi socchiusi
di palazzi
chini sui portoni.

Marciapiedi rotti
umidi
di fango appiccicoso
su stanche pozzanghere
oramai evaporate.

La vecchia scuola
dalle enormi finestre
mi guarda in silenzio
imbronciata.

In fondo alla piazza
di alberi brulli
sonnecchia la chiesa
tra case e cortili

Questa è la mia strada,
un desolato nastro d' asfalto
e auto incolonnate

come me,
un' ombra malinconica
ai margini della città.

Il mosaico di una vita
Brandelli di giorni
e memorie
sbiadite.

Ho provato inutilmente
a comporre il mosaico del mio tempo,
di una vita alla deriva.

Tra cumuli di tessere scolorite
languono
il silenzio del mio passato

e il sottile
ma inesorabile dolore
della malinconia.

Non più
incastri perfetti
e simmetrie

e i profili di sogni
che pian piano
apparivano.

Sui piccoli frammenti
si trascina invece
il vento del mio inverno

che li riporta alla polvere
oramai consumati,
confusi e dispersi.

Domani
So già
cosa farò domani
chi incontrerò
cosa dirò

quali strade
percorrerò
quali suoni udirò
quali colori vedrò.

Stesse città
stessi marciapiedi
sempre uguali
senz'anima.

Mille persone
incontrerò
senza un nome
senza un volto.

Rimarrò poi da solo
a parlare col vento
aspettando la sera
le sue malinconie.

Ricorderò
che bastava
un tuo sguardo
ad accendere i miei giorni

un tuo sorriso
a far nascere
un sogno
meraviglioso.

Ritornerò a casa
stanco
e cercherò invano
la tua voce;

so già
che sentirò
soltanto l'eco
del silenzio.

Ai confini del mondo
Inarginabili
maree di nuvole
dilagano
verso il tramonto.

Arazzi preziosi
con orditi scarlatti
intrecciati
in cielo.

Il mare smeraldo
si imbeve di sole
di candida schiuma
spazzata dal vento.

Sulle onde tranquille
si propaga un bagliore
esaltando la sera
i suoi vivi colori.

Nell'azzurro più intenso
l'orizzonte si piega
per lambire la luce
ai confini del mondo.

Pioggia sui capannoni
Nuvole nere
scorrono
nel cielo
silenzioso.

Strisciano
sulle montagne,
sugli alberi
addormentati.

Scivolano
lentamente
fino ai margini
della città

fino ai tetti
di capannoni e case
sui prati
abbandonati.

Su squallide periferie
di lamiere
e plastica,
sudicie di fumo.

Fioca la luce
trema nella pioggia
aprendosi
sul lucido asfalto.

Solo scie di schiuma
sulle strade
che velocemente
svaniscono.

Un brusio lontano
di fantasmi di uomini,
sui muri fradici
le loro ombre furtive.

In cerca di un sogno
Cammino sulle nuvole
in cerca di un sogno
perduto.

Mi fermo
tra i raggi del sole
per ritrovare il calore
di un abbraccio dimenticato.

Mi attardo
a giocare coi rossi
di un vecchio tramonto
dai colori più intensi.

Intorno
il profumo di sera
della luna imminente
che fa capolino.

Un tempo
questo cielo infinito
era il nostro segreto
un tappeto d'amore.

Stanotte
queste giovani stelle
sembran piccole lacrime
trasportate dal vento.

Baffino
Era solamente
un gatto

un cuore ingenuo
di pelo grigio e bianco,
un'ombra innocente
nelle stanze silenziose
della mia vita.

Non ha mai chiesto niente
se non di starmi accanto,
una carezza
ormai prossimo
alla fine dei suoi passi.

Non sentirò più i suoi versi
non vedrò più
i suoi occhi di viva luce.

E qualcuno dirà:
" Era soltanto
un gatto".

Soltanto inverno
Triste asfalto
ombre di auto
e rumore di vento.

Accerchiato dall'inverno
mi muovo
nei suoi colori senza vita
nei suoi odori gelidi
e silenziosi.

Aspetto invano
la luce aprirsi,
spandere
il suo respiro
armonioso.

La vedo invece
strisciare
sui campi di brina,
sugli alberi scarnificati
incapace di alzarsi.

Sento
la sua agonia,
la straziante supplica
affinchè il sole
ritorni a scaldare.

E così sarà,
nell'eterno ciclo
che ogni volta si compie,
mentre sulla mia strada
non tornerà più
un'altra primavera.

In un mondo mediocre
E' rimasto
un mondo infelice,
di falsa allegria.

Ha vinto la stupidità,
l'arroganza
dei mediocri.

Essere parte
di questo squallore
mi lacera l' anima.

Speranze inutili
hanno lasciato spazio
a sconsolati silenzi.

Vivo nell' inerzia,
nella tragica certezza
di questa desolazione.

Fragili nostalgie
generano tristezza
e meste malinconie.

Ho sopportato il dolore
per poi abbandonarmi
a un'uggiosa solitudine.

Tedio e noia però
generano sgomento
e sinistre inquietudini.

Vegeto ogni giorno
aspettando l' oscurità
per liberarmi nel buio.

Oramai come un' ombra
appartengo alle tenebre
e all'oblio della notte.

Riflessi sul lago
Dondola il borgo
nelle acque serene,
nei colori festosi
di una notte di luce.

Sulla riva dipinta
e le sponde increspate
vibra il rosso dei neon
di locali chiassosi.

Qualche filo d'argento
orla isole d' oro
dei riflessi posati
dai lampioni eleganti.

Dove il lago è più scuro
nuota quieta la luna
nel suo drappo di veli
tra ricami di stelle.

Due cuori
Navi
pronte a partire
siedono all'orizzonte
e accarezzano il cielo.

Il sole
dipinge il tramonto
e stempera il mare
vestito d'azzurro.

Due cuori
nell'ultima luce
sussurrano al vento
parole d'amore.

Lampare
Cielo senza luna
di piccole stelle,
di vento calmo
che mormora piano
le sue parole.

Un dondolio
di lampioni
che appaiono
e scompaiono
e i profili del porto

svelano appena
la costa lontana,
i moli deserti
con gli spettri di navi
fermi a dormire.

Fasci di luce
spaccano il buio
la notte profonda
che avvolge il mare
e le sue onde.

Dalle lampare
si alza un'eco
di uomini e reti,
nell'aria l'odore
di pesce e di sale.

I giardini del cielo
Sboccia
pian piano
il cerchio di luna

nel pallido velo
di gocce
di nebbia.

Le stelle
si aprono
come corolle

petali sparsi
nella volta
celeste.

Uccelli lontani
sembran
farfalle

tra fronde di nuvole
nei giardini
del cielo.

Il tuo cuore immenso
Camminami vicino
e prendimi la mano
arriveremo insieme
fino alla fine del tempo.

Doneremo un sorriso
al passare degli anni
al silenzio la musica
alla notte i colori.

Regaleremo un sogno
a chi si sente sconfitto
mostreremo la strada
a chi non ha più speranza.

Il tuo cuore immenso,
la sua inesauribile luce,
la forza che mi dai
per costruire l'amore.

Piove
Piove sui tetti
sui viali spogli
sul fumo denso
della città.

Piove sulle ombre
sui nostri silenzi
sulle lacrime amare
di questa terra.

Morbido e grigio
il cielo discende
riempie le pozze
i fossi e i canali.

Le gocce si sciolgono
coprendo il lamento
il dolore del mondo
sospeso nel vento.

Un pianto sommesso
antico e profondo
che intride l'asfalto
e i cartocci di foglie.

E un velo si stende
sulle strade e le piazze
per celare un istante
tutti i nostri peccati.

L'alba di un nuovo mondo
Siamo noi il futuro,
le nostre mani
gli strumenti per evolvere.

Infinitesimi
ma fondamentali ingranaggi
di un incommensurabile
universo in movimento.

Ma non c'è più amore;
soltanto cuori aridi
incapaci di vedere
in noi e nel creato
bellezza e armonia.

La nostra sconfitta
più grande
sarà far crescere
i nostri figli smarriti
sopra le nostre macerie.

Avranno timore
del prossimo
e del domani,
non avranno fiducia
nel sapere
e nella capacità degli uomini.

Forse,
cercando nel profondo
delle nostre anime,
potremmo ritrovare
i semi della luce iniziale
per donare loro
l'alba di un nuovo mondo.

Profili di luce

Ad occhi chiusi
ascolto il sussurro
del tuo cuore

note
che bisbigliano
ti amo.

Mi sciolgo
nel profumo
della pelle

del tuo respiro
sul mio viso
e sulle gote.

Immobili
nella magia
di questa notte

ascoltiamo
la dolcezza
del silenzio.

Brilliamo
come briciole
di luna

di luce
raccolta
dalle stelle.

Cuori di pietra
Sopravvivere,
è questo
che rimane.

Cuori duri
chiusi,
sassi insensibili.

Trasformiamo
in roccia
la nostra pelle

per sopportare
mille
tempeste.

Proviamo
a imitare
i ciottoli del fiume

restiamo
immobili
nella corrente.

Per
non soffrire,
ma inutilmente.

E' solo il tempo
a gettare polvere
sulle ferite.

Basta un refolo
per farle
affiorare.

Vorremmo
non dover
più piangere

ma è il dolore
a distinguerci
dalle pietre.

Una poesia
Nella casa vuota
l' eco del silenzio
striscia sulle pareti
nell'oscurità della sera.

Il mormorio delle ombre
richiama memorie
e antichi dolori
non del tutto sopiti.

Sul legno del tavolo
una penna appoggiata
tra pagine bianche
mi invita a sedere.

Mi sussurra di mari
di sogni d'amore
di stelle lontane
nel cielo infinito.

Mi ricorda quel tempo
in cui riuscivo a volare
se soltanto guardavo
i suoi occhi di luce.

Mi richiama l'infanzia
almeno un momento
quando ero libero
da queste catene.

Poi il fruscio della strada
mi riporta alla stanza,
su quei fogli di carta
ora c'è una poesia.

L'ultimo tramonto (31 dicembre 2015)
Continuerà l'inverno
anche domani.

Ritorneranno i ricordi
le vecchie amarezze
i crucci sopiti
i profondi silenzi.

Ma stanotte un sorriso
illuminerà i nostri cuori
nasconderemo i pensieri
tra i fuochi nel cielo.

Sulle colline
già incombe la sera
l'orizzonte si apre
ai raggi del sole.

Lontano sul mare
l'anno saluta
presentando i colori
del suo ultimo tramonto.

Un altro giorno senza nome
Movimenti di ali
nel rosa di un'aurora
di nuvole sui crinali
cosparsi d'inverno
e di pulviscolo della notte.

Galleggio sulla strada
correndo tra penombre
verso impressioni
di un orizzonte
lavato dalla nebbia.

Consumerò lentamente
un altro giorno senza nome,
di periferie indifferenti,
di marciapiedi faticosi
che non mi conoscono.

Per non morire
ti cerco lontanissima
nei miei pensieri profondi
ma fuggi via
ti sciogli piano nel chiarore;

come il fumo
di quelle ciminiere
che langue un momento
prima di perdersi
nell'aria densa del mattino.

Ancora insieme
Veli blu
di prima sera
nei tenui grigi
di un cielo terso
di fine dicembre.

Le fioche luci
dei lampioni
appena accesi
delineano
lievi chiaroscuri.

Risa spensierate
di ragazzi
si sciolgono
sulla piazza
in echi lontani.

Un mormorio
di automobili
e di vento
accoglie
le prime stelle.

Ascolto
lo scalpiccio
delle nostre scarpe
sul marciapiede
umido.

Sento
i nostri respiri
vicini,
le nostre mani
che si sfiorano.

Ti cerco,
e tu abbassi
gli occhi
quando ti scopro
a guardarmi.

E sorridiamo
felici
di trovarci uniti
a camminare
a fianco

insieme
ancora una volta
verso l'ignoto
del nuovo
anno.

Il nuovo anno
Nella strada nessuno.
Solo portoni bui
e fruscii gelidi di vento.

Tra scheletri di alberi
e ombre di lampioni appena accesi
appaiono gli involucri vuoti
di palazzi senza vita.

Senza voltarsi,
l'anno vecchio si dilegua
trascinando i suoi resti,
rimanendo nascosto nelle tenebre dei vicoli.

In fondo al viale
trema impaurito il nuovo anno
in un triste dondolio
di nastri di luci e addobbi colorati.

Inverno
Scorgo campi inanimati
e spoglie di orti appassiti.

Filari di case grigie
dove si trascina la strada.

Fango fradicio sull'asfalto
e foglie affondate nelle pozze.

Nessun colore intorno
solo odore di altri temporali.

Nel lamento gelido del vento
si cela il pianto della terra.

Come sono stato buono ! (Letterina a Babbo Natale)
(poesia per bambini).

Dopo il mese di novembre
c'è il lunghissimo dicembre
che finisce, meno male,
con le feste di Natale.

Sono stato un buon bambino
con gli amici e il fratellino
nè uno scherzo nè un bisticcio
e neppure mai un capriccio.

Sono sempre andato a scuola
senza dire una parola
nonostante il malumore
sopportando il professore.

Qualche volta, con perizia,
ho gettato l'immondizia
ed un' altra, da angioletto,
ho persino fatto il letto.

Non ho mai nascosto al cane
la sua ciotola col pane
e non ho legato affatto
la gran coda del mio gatto.

Sempre baci di mattina
a mio padre ed a mammina
e poi a letto, verso sera,
recitavo una preghiera.

Se ripenso a quanto ho detto
penso d' essere perfetto
un bambino giudizioso
gentilissimo e affettuoso;

di chi sta nel vicinato
di sicuro il più educato
e tra tutti quelli buoni
chi si merita più doni.

Il sorriso del mare

Corre il crepuscolo
verso l' orizzonte
in mano le stelle
e pezzetti di luna.

Il sole si appresta
a dipingere il cielo
prepara i suoi rosa
i suoi rossi e i suoi gialli.

Il vento fischietta
pettinando le nubi
e intorno i gabbiani
gli rispondono in coro.

Calmo il mare sorride
increspando le onde
quando infine la luce
gli accarezza la pelle.

Perso nel blu
Frammenti di colore
intridono il cielo
bordando di rosa
margini di nuvole,
le loro geometrie sinuose
di luce e di vapore.

Impalpabili granelli di vento
modellano le spiagge
con volute di sabbia,
arricciano l'onde
e sfrangiano la schiuma
della risacca.

Abbandonato al silenzio
mi lascio cullare dal fragile sole
e sopiti i pensieri
mi accoccolo sulla tua pelle
perso nel blu
dei tuoi occhi e del mare.

Irraggiungibile
Si è posata
un'ombra
sui tuoi occhi azzurri

è scesa
piano
fin sulle labbra.

Ha rubato
il sorriso
alla tua bocca

leggermente
socchiusa
e senza parole.

Hai piegato
la testa
 

il cuscino

fatto
di lacrime
e di memorie.

Ora
il tuo sguardo
fissa la notte

che dalla stanza
ti è entrata
nel cuore.

Ti sei
smarrita
nel tuo dolore

in quel tuo mondo
per me
irraggiungibile.

Tra i ruderi del tempo
Ho camminato
tra i ruderi
del tempo

ascoltando
il vento
sibilare sui muri.

Soltanto
crepe profonde
e calcinacci

e un velo di luce
sospeso
nella polvere.

Tra le macerie
ho abbandonato
i sogni

i cocci
infranti
del mio cuore.

Mi sono
fermato
ad ascoltare

per percepire
almeno
un rumore.

Solo silenzio
e mucchi
di pietre

e io
immobile
ad aspettare.

Per non soffrire
ho provato
a imitare

i silenziosi
frammenti
di queste rovine.

Ma infine
il mio cuore
ha dovuto capire

che non è
possibile
sfuggire al dolore.

I due vecchietti
In cielo
promesse di luce.

Impercettibili
pagliuzze d'oro
trapuntano le nuvole.

Un altro mattino
di rumori di auto
di marciapiedi affollati

di sbadigli
di bambini assonnati
di fronte alle scuole.

Sulla panchina
due vecchietti
sorridono.

Lei
appoggiata a lui
che gioca col cane;

poi
gli aggiusta il cappello
e lui la accarezza.

Mentre lascio la via
sento scendere in cuore
il calore del sole.

E' arrivata la notte
E' arrivata la notte
si è accoccolata sul mare
lo ha avvolto stretto
nel suo mantello

ha posato le mani
sulle colline
ha nascosto i colori
tra i suoi capelli.

E' scesa sui tetti
in mezzo alle piazze
sopra i palazzi
della città.

Ha ovattato i rumori
sfumato le luci
ha intriso le strade
dei suoi profumi.

Ha dipinto la luna
lontana nel cielo
ha acceso i lumini
di tutte le stelle.

Un'alba di fine autunno
Il mare non parla,
guarda il cielo tuffarsi
nel vago orizzonte.

Il nuovo mattino
intesse un ricamo
di soffici nuvole

cosparge la terra
di colori e profumi
dell'ultimo autunno.

La città sospira,
solo un lieve brusio
ne racconta il risveglio.

Labili
Fragili nuvole
indugiano
in un cielo instabile.

Il sole radente
richiama
i suoi raggi effimeri.

La momentanea brezza
arresta
la sua breve corsa.

Ogni cosa è
transitoria,
tutto è temporaneo.

Come foglie caduche
disegniamo
labili traiettorie.

Vaghiamo
con passi
incerti

in cerca
di un fugace
brivido d' amore.

Attimi sospesi
Silenziose attese
di navi a largo
di isole taciturne,
e appese al cielo
le ultime stelle.

Le impronte arancio
del crepuscolo
macchiano le nuvole,
sui tetti affiorano
pozze di luce.

I primi mormorii
risvegliano la città
ancora addormentata,
accenni di vita
sulle strade deserte.

Il sole assonnato
scala lento le colline
esita sui crinali,
attimi sospesi
prima dell'aurora.

Dicembre (2015)
In punta di piedi
è entrato dicembre
e si è seduto in disparte,
forse temendo
di fare altro rumore
in un mondo che grida.

Sui volti dei giovani
l'anno alle porte
ha dipinto un sogno,
negli occhi di un vecchio
un velo nostalgico
colmo di malinconia.

Un mese diverso
di ombre e speranze
e di contrasti. E il Natale...?
Forse un'altra illusione,
ma che porti comunque
un po' d'amore nei cuori.

Qualcosa da cercare

L'autunno
carica le tinte
della sera.

Mi attardo
a vagabondare
nel deserto
di palazzi e strade
corrose dalle ombre.

Con me
il fedele amico
silenzio.

Ascolto l'aria vuota,
annuso il velo umido
che si appiccica
alla pelle.

La città dorme
e io sempre più solo
con la mie malinconie.

Parlo col vento,
guardo le stelle
gelide come la luna.

Vorrei trovare una luce
o magari
avere soltanto
qualcosa da cercare.

Ritrovare la gioia
Percepire i colori
di un giorno qualunque,
i profumi e la musica
nelle strade affollate.

Sto cercando
disperatamente
gli antichi equilibri,
di ritrovare
armonie perdute.

Questa vita
mi ha portato lontano,
mi ha fatto dimenticare
i semplici sorrisi.

Mi illudono
gli attimi fugaci
di fragile felicità.

Vorrei avere nel cuore
un'alba infinita
o un eterno tramonto
e se scende la sera
un tripudio di stelle.

Dov'è quel tempo

Ricordo un ragazzo,
il colore dei suoi sogni,
il profumo delle sue speranze

i suoi sorrisi sereni
quando toccava il cielo
certo del domani

i suoi occhi di luce
quando camminava sicuro
sull'orlo dell'orizzonte.

In questo giorno uggioso
che già sa d' inverno
ritorno a quei giorni

e nella nebbia di prima sera
mi chiedo: "Dov'è quel tempo?
O era forse un'altra vita?"

Dalla porta socchiusa
La notte
ha razziato
i colori

ha dipinto
le pareti
di silenzio.

Neppure
le ombre
strisciano

rimangono
nascoste
nelle tenebre.

Il velo denso
del buio
mi opprime

deforma
il lamento
dell' orologio.

Nella stanza
vicina
quella donna

è tornata
di nuovo
a trovarmi.

Percepisco
il suo respiro
affannoso

il suo sguardo
dalla porta
socchiusa.

Scivola piano
per venirmi
a toccare

sulla pelle
le sue mani
avvolgenti.

Suadente
mi invita
a seguirla.

Forse all'alba
svaniremo
insieme.

Notte d'autunno
Aria torbida
di ultima
notte

e luce limbale
che offusca
i margini.

Affiorano spettri
misteriose
presenze

alberi neri
avvinghiati
alla nebbia.

Nel viale bisbigliano
ombre
di foglie

le panchine in attesa
di un accenno
di vita.

Tra i rami intrecciati
si cela
la luna

disciolta in un camice
di gocce
rapprese.

Avanza l'autunno
Avanza l' autunno
nelle stanze deserte
i suoi chiaroscuri
le sue luci opache.

Indugia alle finestre
poi scivola sui muri
con le sue ombre lunghe
coi suoi tenui colori.

Nel cielo grigio e bianco
si è spento ogni sorriso
soltanto nubi nere
che coprono l' azzurro.

I fremiti di foglie
di alberi nel vento
che battono sui muri
degli umidi cortili.

Non giocano i bambini
sui fiori le farfalle,
sui prati erba piegata
la bruma del mattino.

Nell' aria odor di pioggia
dei veli della nebbia
che bagna l' orizzonte
la terra addormentata.

Un canto malinconico
di uccelli ormai lontani
già pronti per migrare
cercando un' altra estate.

Un triste tramonto
Finalmente
la luce
si piega

si scioglie
in un triste
tramonto.

La luna
già apre
il suo velo

asciuga
le lacrime
al cielo.

Il vento
disperde
il lamento

di nubi
raccolte
in preghiera.

Anima
Spirito puro
intinto
di luce

candido
soffio
di vita.

Ho macchiato
la tua pelle
immacolata

con le debolezze
del mio essere
uomo.

Ti ho
lasciato
nelle tenebre

ma
sei tornata
nel mio cuore.

Tu,
unica ombra
bianca

essenza
immortale,
respiro di Dio.

Alla fine di questa notte
La strada
muore nella tenebre
tra le bocche
spalancate dei portoni
e le luci fioche
sciolte nelle pozzanghere.

Le invisibili
tracce del silenzio
gemono
sull'asfalto di pioggia,
di ombre malinconiche
e lampioni deformi.

Ti aspetterò ancora
abbracciando la luna,
i suoi raggi tremuli
sparsi sul mare
e forse ci ritroveremo
alla fine di questa notte.

Una notte d'estate
Il silenzio
ingigantisce i rumori:

il brusio del cortile
il vocio della strada
i passi cadenzati.

Il velo afoso
dell' estate
si stratifica sulle pareti.

Ore surreali
di caldo umido
e languidi palpiti.

Dal rettangolo
della finestra
mi affaccio alla notte.

Esito di fronte
alle tenebre.

Lontano,
un baluginio
che trapela.

Il chiarore limbale
deforma
le dimensioni note.

Solo ombre che indugiano
intorno alle lampade
e girotondi di falene.

Ti stringo forte a me
fino a percepire il tuo cuore
sotto la pelle sudata.

Tu e io,
la sfera di luna
e il cielo
tempestato di stelle.

Verso l'autunno
La strada
si appresta
alla collina

tra campi
ombrosi
e alberi d'ocra.

Una linea grigia
nella muta
campagna

in un equilibrio
di luce
e di foglie.

Il sole umido
di primo
mattino

odori
d'erba
e lieve di nebbia.

Nel frizzante
fruscio
del giovane vento

placidi voli
di uccelli
lontani.

Il loro saluto
all'estate
e ai colori

dal cielo
di veli
e gracili azzurri.

Aylan
Una donna con gli occhi gonfi di lacrime,
guardando la foto di Aylan riverso
sulla spiaggia, ha detto:
non sembra morto, sembra dormire.

Aylan
Non dorme
Aylan,
no,
non dorme.

Adagiato
sulla battigia
accarezzato
dalle onde.

Non dorme
Aylan

i suoi sogni
deposti
sui granelli
di sabbia

il suo piccolo
corpo
nella fragile
luce.

Non ride più
Aylan

il suo ultimo
pianto
è rimasto
nel vento.

Non c'è
sangue
su Aylan

lorda le mani
di chi
gli ha negato
la vita.

Preghiera alle nuvole
( ai miei zii Laura e Sergio )

Nuvole bianche,
silenziosi velieri
tra le onde del sole
nel mare di stelle.

Portate il mio pianto,
un ultimo ormai,
alla mia terra di sale
di profumo di vento.

Non potrò più vedere
gli orizzonti incendiarsi
i gabbiani danzare
quando canta il libeccio.

Rimarrò qui straniera
nel paese di neve
che mi ha dato un futuro
senza un goccio d' amore.

Ora sono sepolta
tra queste montagne
insieme ai miei sogni
a speranze recise.

Disperdete le lacrime
nella brezza dell' alba,
sopra quella risacca
i brandelli del cuore.

Nota:
i miei zii, disoccupati,
emigrarono in Svizzera
nel 1954. Hanno vissuto
col desiderio di tornare
a Livorno, loro città natale,
gli ultimi anni della loro
vita. Purtroppo il sogno è
morto con loro. Hanno
preferito restare con figli e
nipoti. Mia zia, innamorata
del suo mare, scriveva
poesie in lingua italiana
che venivano pubblicate
da un giornale locale
bernese " Il faro ".

Tramonto a settembre
Il sangue
del sole
precipita
all' orizzonte.

Un brivido
di luce
corre
sulle onde
irradiando
il mare.

Nei colori
del cielo
presagi
d' autunno.

Il profumo dei ricordi
Irrompe l' estate
dalle finestre spalancate,
tracima dai davanzali
esonda nelle stanze.

Colma la sera
di odori pungenti
di gelsomini
di brezza di mare.

Nel giardino di casa
rumori di giochi
di urla e di risa
di ragazzi e palloni.

Lo stretto vialino
orlato di fiori
le lampade fioche
con le loro falene.

Ritorno all' infanzia
a quand' ero bambino
a quando nell' aria
c' era sempre un sorriso.

I miei nonni seduti
a raccontare le fiabe
a parlare alla luna
di stelle e d' amore.

Mio padre scherzava
intorno alla brace
mia madre coi piatti
d' anguria e gelato.

Il tempo trascorre
si scioglie pian piano
le luci si spengono
e arriva il silenzio.

Rimango affacciato
ancora un momento
a sentire il mio cuore
a contare quei giorni.

Con gli occhi socchiusi
mi abbandono alla notte
al profumo del vento
e dei ricordi lontani.

Un cuore in attesa
Dicono che Il tempo
plachi il mare
quieti il cielo

consenta al vento
di attenuare
il suo impeto.

Aiuti l' anima
a curar
le ferite

a scacciare il dolore
e lenire
il tormento.

Ho lasciato
allora Il cuore
ad aspettare

la mia pelle
abbandonata
al silenzio.

Ho imparato
con pazienza
a non piangere

a non cadere
in memorie,
per non soffrire.

Ma son diventato
un' ombra
che vaga

senza meta,
in un mondo vuoto
senza orizzonte.

Un altro giorno
sta svanendo
lentamente

come una lacrima
in un angolo
del viso.

Una bara d'armonia
Serata densa
di bruma e vapore
di nuvole bianche
pettinate dal vento.

Di luna rotonda
diluita e sfumata
di lumini festosi
di isole e fari.

Magie del creato
equilibri perfetti
una notte fantastica
trapuntata di stelle.

Ma dal mare un sussurro
sopra il velo delle onde
un sospiro profondo
tante voci lontane.

E' il lamento dei morti
sconosciuti e negletti
che han trovato una bara
in tutta questa armonia.

Il loro pianto sommesso
in un filo di brezza
tra i profumi d' estate
e del caldo scirocco.

Non posso fermarmi
Pensavo fosse l' ultima
invece un ' altra svolta
strettissimi tornanti
sempre più irti e duri.

Viali interminabili
costellati di incroci
salite senza fine
ripide e sconnesse.

Non riesco a raggiungere
quel leggero chiarore
che intravedo distante
tra la nebbia e le ombre.

Sarà forse la notte
che avvolge il mio cuore
sottraendo i colori
il mio sogno di luce.

E non posso fermarmi
per cercare la strada
per trovare un indizio
e riprendere fiato.

Se il mio passo indugiasse,
sopraffatto dal buio,
perderei nelle tenebre
quel barlume lontano.

La nostra culla d'amore
Perdermi in un sogno
vorrei,
con te.

Soltanto noi
un unico cuore
un unico battito.

Dipingerei di musica
il cielo e la terra
per non udire il silenzio

di carezze e sorrisi
le pareti del mondo
per ingannare il dolore.

Chiederei alle stelle
la loro luce più grande
per illuminare la notte

per tenere lontane
le sue gelide mani
e non avere paura.

Convincerei il vento
a non alzare le onde
a non gridare sul mare

ma a sfiorarci la pelle
con un filo di brezza
con un dolce sussurro.

Regalerei al tempo
i miei ricordi più belli
le mie segrete illusioni

lo pregherei di fermarsi
e lasciarci per sempre
in questa culla d' amore.

Soltanto macerie
Questo tempo
così monotono
così indifferente
così implacabile

sgretola i miei sogni
uno dopo l' altro
lasciando di loro
esanimi carcasse.

Disperatamente
continuo a frugare
in queste macerie
immobili e dolorose.

Avrei desiderato
riaffiorasse un ricordo
almeno una traccia
scolorita e flebile.

Ma tutto è svanito
in fondo all' abisso
che ne ha divorato
persino la memoria.

So che anche tu sei lì,
in mezzo alla polvere
tra quelle ombre mute
che mi stanno a guardare.

E senza dire parole
mi lasci al silenzio
di questi anni grigi
densi di malinconia.

Nell' abbraccio rovente
del vento quieto d' estate
la mia vita in frantumi
sopra i cocci del cuore.

Verso Santorini
Sterminate
distese
d' azzurro

brividi blu
e frenesie
di scintille.

La nave
lambisce
il mare

lievemente,
in punta
di piedi.

Quasi immobile,
il suo corpo
abbandonato

a un quieto
e impercettibile
dondolio.

Solamente
un caldo fruscio
di vento

e il crepitio
dei gorghi
di schiuma

svelano
il lento
movimento.

Nel trionfo di sole
finalmente
un' isola.

Il suo profilo
iniziale
di scura collina

ora è un mosaico
di puri
colori

una trina di case
e di candida
luce.

Vicini
Vortici di stelle
nell' alone immenso
della luna

spirali di nuvole
tra le mani forti
del vento.

Notte di luce
di sapore di mare
di odori d' estate

di onde altissime
vive di schiuma
sulla scogliera.

Scorgo il tuo viso
nel vago gioco
di ombre

i tuoi occhi
nel dondolio
di lampade appese.

Vicini ascoltiamo
questo grido
di libeccio

che ora mi pare
un armonioso coro
di sirene.

Eccomi
Eccomi,
sono finalmente
arrivato.

Non potete immaginare
quanto dolore
abbia lasciato
su questa via.

Ho portato con me
un ultimo sorriso
un po' di speranza
quel che resta dei sogni.

Ma qui
non ho trovato nessuno,
solo fantasmi ad aspettare.

I colori e l' amore
che mi spronavano ad andare
sono scomparsi,
si sono persi nel tempo.

Tra poco
i primi raggi di luna
vinceranno il giorno

e già scorgo in penombra
altri spettri ingannevoli
a tendermi la mano.

Il silenzio del tramonto
Non geme
il sole
morendo

si inabissa
in silenzio
senza lottare.

Le sue lacrime
d' oro
sul mare

il suo sangue
su orli
di nuvole.

Nel cielo
azzurro e viola
sconfinati voli

ma neppure
un canto
di gabbiani.

Il vento
aspetta
la prima stella

immobile
e acquattato
dietro la collina.

Solo il battito
impercettibile
dei nostri cuori

nell' evanescente
bisbiglio
della risacca.

La vittoria della notte
La luce
si piega
dietro i palazzi.

I colori
si colmano
di grigio.

Condannato
il sole
precipita.

Le sue mani
insanguinate
screziano il cielo.

Tingono di viola
schiere
di nuvole.

Un gemito di vento
saluta
il giorno.

Le prime stelle
si affacciano
timide.

Insieme alla luna
sorridono
in cielo.

Una danza
vibrante
di lumini

per festeggiare
la vittoria
della notte.

Tim e Tom ( i due pesciolini rossi )
Malinconiche
trasparenze.

Timmy adesso
non nuota più.

Sull' acqua immobile
il suo corpo d' argento

lievemente inarcato
in un riflesso arancio.

Come un esile petalo
adagiato sulle onde.

Sarà finalmente
in un lago smeraldo

in un fresco ruscello
tra cascate schiumose.

Conoscerà la luna
il cielo e le stelle

il rumore del vento
il profumo del fiume.

Tom continuerà
il suo girotondo

nel suo mondo di plastica
e di false conchiglie.

Ancora più grande
sembrerà il silenzio

tra i vetri opachi
della piccola vasca.

Nota. Tim è morta due giorni fa'.
Viveva nella vasca con Tom
dal 2005. A ottobre sarebbero
stati 10 anni.
Con gli anni il loro colore rosso
era quasi scomparso diventando
argentato.

Insieme alle rondini
Un' onda rosa
sulla città nuova
gocce di sole
appena nato.

Nel cielo terso
lenti gabbiani
colori d' aurora
e rondini in volo.

Le loro virate
sui viali deserti
le grida festose
che riempiono il cielo.

Mi chiamano fuori
sul balcone di casa
dove trovo i colori
un tiepido abbraccio.

Mi inebrio di luce
dei profumi del giorno
di questo mattino
d' estate e speranza.

Mi lascio rapire
da questa magia
dai canti gioiosi
dal filo di brezza .

Mi immagino allora
di fluttuare nel vento
di librarmi con loro
in un' alba abbagliante.

In compagnia delle mie ombre
Si apre l' alba
come un fiore
alla luce.

Un coro
di gabbiani
accoglie il giorno.

Senza fretta
la città
si accende.

I primi colori
sui tetti
e sui viali.

Mi preparo
a vivere
i marciapiedi.

Esito
accerchiato
dalle mie ombre.

Mi accompagnano
sulla soglia
di casa.

Le vedo svanire
dallo specchio
dell'auto.

So che
non lasceranno
queste mura.

Le ritroverò
questa sera
ad aspettarmi.

Insieme
veglieremo
un'altra notte.

Fino all'arrivo
di un nuovo
crepuscolo.

Con la mia penna
Questa pioggia
non durerà per sempre,
un giovane vento
sta spazzando le nubi.

Passeranno altre notti
altre ombre verranno
ma già vedo radiose
nuove albe accecanti.

Coi miei versi sbilenchi
raccontavo i colori
delle onde e del sole
di abbaglianti orizzonti.

Descrivevo i gabbiani
i loro voli armoniosi
e come al tramonto
questa terra s' incendia.

I miei lunghi sospiri
se mi davi la mano
se sfioravi la pelle
per venirmi a baciare.

Poi una sera svanisti
mi lasciasti da solo
e io caddi nel vuoto
dove persi i miei sogni.

Ho vagato nel buio
rimanendo in silenzio
ed ho scritto parole
di fantasmi e di morte.

Piano piano col tempo
ho rivisto un chiarore
son riuscito a salire
verso il cielo e la luce.

Nella penna consunta
ho rimesso l' inchiostro
per narrarvi altre storie
del mio mare e d' amore.

C' era una volta un cuore maestoso
C' era una volta
un cuore maestoso
abitato da amore
da sogni e armonia.

Viveva felice
in una nicchia radiosa
immerso e cullato
da musica e pace.

Un giorno le tenebre
vi scesero dentro
portarono il gelo
cancellarono i suoni.

Rimase da solo
nel tetro abbandono
un guscio svuotato
ferito e in disuso.

Pian piano il dolore
divorò la speranza
consumò la sua carne
vi scavò delle crepe

Esausto e morente
fu dimora di ombre
di oscuri fantasmi
taciturni e sinistri .

Ora giace in silenzio
in fondo al mio petto
tra le mani una lacrima
e quel ricordo di luce.

Un aquilone nella tempesta
Granelli di tempo
dispersi
nella brezza

polvere di giorni
corrosi
dal vento.

Ore monotone
scorrono
inarrestabili

in un flusso
infinito
e malinconico.

Si dissolve
lentamente
questa vita

senza correre
senza sussulti
ma inesorabilmente.

Vorrei riuscire
a fermarmi
un momento

vorrei capire
se è questa
la via giusta.

Se c' è sempre
quel vincolo
che ci univa

o è scomparso
tra la noia
e il silenzio.

Mi sento come
un aquilone
nella tempesta

e solo un filo esile
a tenermi
nelle tue mani.

Aurora
Si mostra
l' aurora
accarezzando
i palazzi
trafiggendo
i cortili.

Fremiti di foglie
salutano
l' ultimo sussurro
della notte.

Nel sole
che sorge,
l' eterno mistero
di un altro giorno.

Il guardiano del mare
Ombre di navi
nella scia
della luna.

Sulle onde
un velo d' argento
e riflessi di stelle.

Sopra uno scoglio
in mezzo alla schiuma
un faro silenzioso.

Solitario guardiano
che squarcia le tenebre
ed il buio del mare.

Il suo fascio abbagliante
che ruota instancabile
sospeso nel vento.

Un saluto alla sera
alle nuvole in cielo
ai gabbiani posati.

Una piccola torre
che di notte diventa
un gigante di luce.

Vele nel sole
Un mormorio bianco
nella brezza impetuosa,
geometrici fremiti
gonfi di maestrale.

Vele inclinate
sospinte dal vento
che sembran volare
insieme ai gabbiani.

Barche che guizzano
lambendo l' azzurro
che corrono e vibrano
sulla schiuma arricciata.

Un mare di fuoco
dipinto dal sole
di giallo e d' arancio
e blu all' orizzonte.

La luce impazzita
che gioca sull' onde
e avvampa o si smorza
al passaggio di nubi.

L' odore d' estate
si rovescia nell' aria
dilaga nell' anima
inondandoci il cuore.

Dopo un giorno di pioggia
Ora la luna
si tuffa
nelle pozze

tra riflessi
di stelle
e di nuvole bianche.

Lampioni
immobili
sui marciapiedi

adagiano
fragili aloni
di luce.

Fanno vibrare
l' asfalto
bagnato

gli scuri fantasmi
che affollano
i viali.

Rimango da solo
in compagnia
delle ombre.

Il silenzio
della strada
ti chiama.

Il tuo viso
affiora
tra i pensieri

i tuoi occhi,
la tua bocca
sorridente.

Poi un bacio
una languida
carezza.

Ti tengo
stretta
in cuore.

Un ricordo
dolce
e amaro.

Come
questa notte
di sereno

dopo
un giorno
di pioggia.

Farfalle
Aliti sui prati,
armonie di colori,
aggraziati
battiti d' ali.

Garbati equilibri
sulle corolle,
eleganti e sinuose
sui fiori dischiusi.

Funambolici voli
nel sole di giugno,
silenziosi ricami
nel verde lucente.

Brevi momenti
intensi di vita,
pennellate fugaci
nel vento d' estate.

I segreti del giorno.
E' scomparsa
la notte
scivolando sul mare.

Ha lasciato
una coda
spessa di vapore.

Il cerchio del sole
fa capolino
senza filtrare.

La luce si attarda
sospesa
sulla nebbia.

Nei veli densi
fugaci presenze
di uomini e barche.

Un canto lontano
di vento e gabbiani
nel cielo nascosto.

Il sale si scioglie
nell' umida cappa
e si posa sul viso

sulla bassa scogliera
sul viale di ombre
non ancora svanite.

Imbocco la strada
senza vedere
dove mi porta.

Senza capire
se il nuovo giorno
svelerà i suoi segreti.

Le stagioni dell' orizzonte
Lontano lontano
al capolinea del mondo
dove il mare finisce
e continua nel cielo

silenzioso si stende
a guardar le stagioni
incurante dei giorni
del passare del tempo.

Quando arriva l' inverno
lui si copre di nebbia
e rimane nascosto
dietro il denso sipario,

poi nel tiepido sole
si riveste di luce
torna ad essere nitido
senza veli ne' ombre.

Quando arriva l' estate
coi suoi mille colori
lui si accende di rosso
come fosse di fuoco

quindi torna a dormire
nelle vesti d' autunno
in un grigio mantello
di vapore e di vento.

Nelle notti più chiare
senza nubi ne' onde
io rimango a fissarlo
al chiaror delle stelle

posto in fondo alla scia
della luna d' argento
così immobile e dritto
così immenso e distante.

Il tramonto dei colori
Il sole
immenso
si cinge
di luce.

Una corona
d' oro
scioglie
l' orizzonte.

L' arancio
vira al rosso
e abbraccia
le nuvole.

Riflessi d' ocra
nell' azzurro
del cielo
e del mare.

Un presagio
di ombre
nasce
lontano.

Si percepisce
il respiro
affannoso
della notte.

Le sue mani
scure
già sfumano
le colline.

Presto la luna
saluterà
un mondo
senza colori.

Il vecchio
Sulle onde
già le tenebre
sussurrano.

Un velo nero
si è adagiato
sulle nuvole.

E' sceso
inesorabile
sul mare.

Un' ombra scura
è riflessa
sull' acqua.

Si muove piano
nell' ultima
luce.

E' un vecchio
solo
a piedi nudi.

Passa
in silenzio
senza guardarmi.

Il vento
cancella
le sue orme.

Lo vedo svanire
in fondo
alla spiaggia.

Come un fantasma
nel buio
della notte.

La mia città ( Livorno )
Brezza di maestrale
sui viali di tamerici
scogliere di schiuma
e onde azzurrissime.

Barche e silenzio
nei canali immobili
a ridosso di piazze
di ponti e stradine.

Antiche fortezze
a guardare le navi
dondolarsi nel porto
o svanire nel sole.

In cielo i gabbiani
a sfidare il libeccio
tra le nuvole rosa
e tramonti di fuoco.

Gente orgogliosa
dal cuore sincero
uomini e donne
di luce e salmastro.

Il canto del vento
a scandire le ore
ed intenso nell'aria
il profumo del mare.

In porto
Macchie
di sole
sulle navi.

Vibrazioni
di colore
sull' acqua torbida.

Braccia ciclopiche
ruotano
sotto le nuvole.

Scivolano in cielo
tra voli
di gabbiani.

Barche nere
di piccoli uomini
in controluce.

Sfumano lontane
dove il mare
è più scuro.

Un tintinnio
di cime
nel filo di vento

mentre il faro
sonnecchia
aspettando la notte.

Conchiglie
Mulinelli di schiuma
sulla battigia
un rincorrersi d' onde
in mezzo alla ghiaia.

Brandelli di alghe
e vecchie conchiglie
frammenti che affiorano
dalla sabbia bagnata.

Qualcuna che rotola
sospinta dai gorghi
nel flusso ritmato
della stanca risacca.

Hanno lucidi corpi
di madreperla
intricati e sinuosi
con volute e spirali.

Sono piccole briciole
di vite passate
un segno tangibile
del loro passaggio.

Colorati ricordi
sugli involucri vuoti
che poco alla volta
si sciolgono in mare.

Nella luce radente
del sole che muore
un vecchio e un bambino
che vanno per mano

raccolgono insieme
quei gusci dispersi
queste tracce corrose
di lontane memorie.

Armonie di gabbiani
Certe volte
barchette di piume,
altre invece
ali spiegate
in leggere planate
in veloci spirali.

Col libeccio
gridano al vento
alle onde in tempesta,
se è bonaccia
cantano piano
alle navi assonnate.

Volano bassi
radenti a scogliere
ai deserti arenili,
oppure nel cielo
tra orli di nuvole
alle soglie del sole.

Volteggi armoniosi
nello spazio infinito
sull' azzurro del mare,
comunque liberi
come sogni che nascono
come nuovi pensieri.

Uscendo dal porto di Mahon ( Minorca )
Ricami d' azzurro
nel verde e nel giallo
carichi di luce
e vento d' estate.

La terra rossa
s' inerpica sulle colline
per tornare al mare
screziando scogliere.

Sospesi nell' aria
vele e gabbiani
qualche nuvola bianca
e più in là l' infinito.

Nota: agosto 2014.
Il porto naturale di Mahon
si trova alla fine di una
stretta e frastagliata
insenatura lunga svariati
chilometri. Lungo il percorso
ci sono molte diramazioni
che entrano tra il verde
delle colline, tappezzate
di stradine di terra rossa.
L' ultima parte, verso il mare
aperto, è alta e rocciosa.

La luce dell' amore
L' amore
è un vincolo indelebile.

Ha radici profonde.

Neanche la morte
può reciderle.

Fa sognare,
fa sorridere,
riempie di gioia,

ci dona le ali
per poter volare
fino alle soglie
del sole.

Può dare dolore però,
lasciare un vuoto
apparentemente
incolmabile.

Può farci cadere
in mezzo alla polvere
in mezzo al rimpianto.

Comunque nel cuore
rimane un barlume
nell' anima un fuoco.

Basta un momento,
un ricordo che affiora
e subito avvampa.

Ci ritroveremo
un giorno.

Non so dove
non so quando,

ma insieme
ci sazieremo di nuovo
del suo bagliore
della sua essenza,

della sua prorompente
e inestinguibile
luce.

Cuore appassito
Apocalittiche nubi,
dislocati arabeschi
nel cielo ormai scuro,
e briciole di stelle
che sembran tremare
nel loro camice bianco.

Ho sepolto i miei giorni
strappati a brandelli
con le mani logore,
ho provato a tenerli
per cucirli poi insieme
a questo tempo inutile.

Ho preso il mio viso
tra le dita esitanti
ora deboli e stanche,
per sentire il calore
e cercar di capire
se ancora c' è vita.

Ne' sussulti ne' fremiti,
il mio cuore è appassito
dentro un' anima vuota,
e nemmeno c' è voglia
di sudare o di piangere
per questi anni gettati.

In queste tre bare
ci sono i miei sogni
le speranze e il futuro,
e di fianco una croce
di un Dio che è nascosto
e non conosce il mio nome.

Soltanto in te
Questa
è la mia vita:
un involucro
chiuso di parole
inutili e segrete.

Ma in te
ripongo
una speranza.
Soltanto in te.

Per non cadere,
mi aggrappo forte
alle tue mani,

come un bimbo
al seno di sua madre.

Un arcobaleno bianco
La luna immensa
si inarca
sulle nuvole.

Come
un arcobaleno bianco
tra le stelle.

I suoi raggi
si specchiano
in mare.

Anche l' orizzonte
si copre
dei suoi veli.

Nei tuoi occhi
un riflesso
d'argento

e nel cielo
di questa notte
la luce del nostro amore.

Ombre al tramonto
Si allungano
le ombre
verso le colline.

L' orizzonte oramai
accoglie il sole
e se ne inonda.

Immenso
il mare
si veste di luce.

Ogni suono
si placa,

ogni verso
si attenua.

Poi
all' improvviso
anche il vento tace.

Tutto è pronto
per dar vita
alla notte.

Da solo
Palazzi nel cielo,
colossi senza vita
immobili e silenziosi.

Aerei che fuggono
verso chiusi orizzonti
e terre sconosciute.

Le loro strie bianche
aprendosi esitano
lontane sul mare.

Ombre di uccelli
accompagnano le nuvole
in un drappo tutto grigio.

Un brulicare di uomini
uguali e senza volto
e il gemito della strada.

Gorghi di auto
in un abbraccio acre
di umido e fumo.

La città mi opprime
e mi lascia più solo
in un sospiro di vento.

Pioggia in campagna
La pioggia batte
sulle pietre
spandendo echi
sulle pozze.

Si chiudono le nubi
sull' aria cupa
di un cielo immoto
senza i suoi colori.

Ad uno ad uno
ogni suono
si spegne
lasciando muta
la campagna.

Impalpabile sei,
irraggiungibile,
e sulla mia pelle
l' umido odore
di questa terra.

La leggenda del girasole
In un angolo ombroso
di un bel prato fiorito
nacque un esile stelo
di un minuscolo fiore.

Poca erba e colori
in quel luogo nascosto
solo polvere e pietre
molto buio e silenzio.

Tutto il giorno guardava
il suo sole nel cielo
così alto e lontano
così caldo e lucente.

Lo fissava con gli occhi
nel suo moto continuo
si girava pian piano
per seguirne il percorso.

Distendeva le braccia
per poterlo toccare
allungando il suo corpo
così magro e sottile.

In un' alba abbagliante
quella sfera radiosa
pose gli occhi di fuoco
sulle mani protese.

Scese giù sulla terra
per cercar di capire
di chi fossero i petali
quell' esigua corolla.

Quando fu a lui vicino
percepì un grande amore
così puro e profondo
che mai aveva sentito.

Trasformò la creatura
in un gran girasole
e la pose in un campo
proprio in mezzo alla luce.

Ora lui può ammirare
il suo astro che sorge
nell' aurora sfumata
dietro le alte colline,

può seguire il suo corso
nell' azzurro profondo,
incendiare il tramonto
per poi sciogliersi in mare.

Gelida brezza
Questa nostra vita
è un fiore meraviglioso
colorato e fragile
in balia del vento.

Folate imprevedibili
capricciose e inattese,
delicate a volte
spesso invece impetuose.

All' inizio una madre
cura il figlio e lo nutre
lo protegge e lo cresce
lo cosparge d' amore.

Ed un padre gli spiega
i segreti del mondo
gli prepara la strada
per poter poi volare.

Un amico c' è sempre
pronto a dare una mano
e una donna vicina
riempie il cuore di gioia.

Ma alla fine sei solo
sopra il prato deserto
quando arriva l' inverno
e non c' è più calore.

Quella gelida brezza
che continua a sferzare
la tua vecchia corolla
e lo stelo incurvato.

Senza amore
Nella piccola vasca
si muove
un' ombra malinconica.

In gabbia
saltella un canarino
che non può volare.

Come può vivere
un pesce
senza mare,
un uccello
senza cielo ?

Come un cuore
senza amore.

Un prato
senza fiori
in un giorno
senza luce

è come un tramonto
senza colori
in un mondo
senza suoni.

Questa vita
senza te

è come un' alba
senza sole
dopo una notte
senza stelle.

Presagio d' amore
I tuoi tratti,
il tuo profilo.

Con la mente
ogni volta
ritorno
ai tuoi pensieri...

ma è soltanto
col cuore
che riesco
a dipingere
un presagio
d' amore.

Un nuovo cielo
Convergenze,
intersezioni di astri,
geometrie di luce
prive di margini.

Linee d' orizzonte
senza confini,
curve di stelle
tangenti l' infinito.

Sarà questo
un nuovo cielo
colmo d' amore,

solo per noi,

infinitesime
briciole d' universo.

Un mare d' amore
Pochi istanti ancora
ed il sole
sciogliendo il suo cerchio
spargerà sulle onde
brividi di luce.

Il vento placido
cammina lento
sui riflessi dorati
lasciando una scia
e orme di schiuma.

Il silenzio del cielo
abbraccia la sera
colorata d' azzurro,
l' orizzonte bordato
di nuvole viola.

La sfera di fuoco
ora siede sull' acqua
alla fine del mondo
dove c' è il precipizio
e pian piano scompare.

Dolcemente ti stringo
e ti porto al mio petto
per baciarti le labbra
con un velo di sale
ed un mare d' amore.

Lucciole
Lieti lumini
sospesi negli orti
stille di luce
disperse nel grano.

Minuscole stelle
discese sui prati
in magici voli
nella tiepida brezza.

Tremule lampade
che sfidano il buio
lanterne gioiose
in cerca d' amore.

Creature di fiabe
color della luna
uscite da un sogno
di una notte d' estate.

Creature del buio
Non hanno occhi
le ombre,
per piangere
la loro solitudine

non hanno bocche,
per liberare
il lamento
del loro dolore.

Non hanno mani,
per accarezzare
il corpo sinuoso
della notte stellata

non hanno labbra,
per assaporare
il brivido languido
di un tenero bacio.

Non hanno orecchie
le ombre,
per ascoltare
il canto del vento

non hanno un cuore,
per accogliere
il dolce sospiro
di un istante d' amore.

Sono spettri sui muri
che fuggono la luce,

creature del buio
che in silenzio
accompagnano
le mie malinconie.

La sconfitta di un uomo
Sopravvivere,
istinti primordiali.

E' questo che rimane.

Oramai insensibile,
sono un guscio vuoto
incapace di emozionarsi.

Sentimenti sopiti
passioni perdute
dimenticate.

Non riesco più ad odiare,
neanche ad odiare.

Non provo più rabbia
o sconforto,
non voglio più vendette.

Il tempo
trasforma il dolore.

Angoscia e disperazione
generano abbandono
e indifferenza.

Non mi vergogno più
di aver smarrito
l' orgoglio.

Mi sento un bozzolo
privo di vita
che vegeta
nella sua solitudine.

Non so più piangere,
ma cercherò una lacrima
per l' amore
che non potrò più dare.

Le lacrime dell' inverno
Un sole diverso
dietro il mantello
di nuvole.

I suoi fasci dorati
formano a terra
drappi
di morbida luce.

La primavera straripa,
irrompe nell' aria,
la riempie di suoni,
di colori e profumi.

Alla fine del cielo
uccelli lontani,
i loro voli segreti,
misteriosi percorsi
dietro le colline.

Macchie di neve
sulle cime più alte,
le ultime lingue
in grembo ai crinali.

Forse le lacrime
dell' inverno morente,
il suo gelido pianto

tra le braccia possenti,
dolci ma inesorabili
del fluire del tempo.

Vento impetuoso
Con gli occhi
cerco i limiti del cielo.

Ma inutilmente.

Davanti a me si stende
un mare senza fine.

Nuvole minacciose
corrodono i contorni
nascondono le isole
sospendono le navi.

I gabbiani al riparo
dietro le colline
aspettano il sole,
la fine della burrasca.

La fragranza del sale
mi ricopre le labbra,
sul volto il libeccio
e le gocce gelate.

Son venuto a gettare
sulle onde impazzite
le mie cupe inquietudini
questi uggiosi pensieri.

Lascerò le mie angosce
tra le crespe di schiuma
sulla rabbia indomabile
di questo vento impetuoso.

Maggio
Farfalle aggraziate,
lucenti riflessi,
intrecci di raggi
e battiti d' ali.

Nuovi profumi
nei primi colori,
dipinti di petali
versati sui prati.

Sui tetti le rondini
nel tiepido vento,
ragazzi nel sole
e sogni d' amore.

Nell' aria le note
una musica dolce,
attesa nell' anima
un coro nel cuore.

Battiti
Sincronie
nello spazio,
battiti armonici,
gocce sparse
d' amore.

Ritmici sospiri
coincidenti,
fremiti di pelle
e sussurri.

Il lume
accarezza le tende.

Brividi di luce
trafiggono appena
le tenebre.

Sulle pareti
le nostre ombre,
per mano.

Cinque terre
Case nel vuoto
strinte
a rocce di luce.

Punti di colore
ebbri di mare.

Ricami di sale
nelle baie appartate,
di ghiaia e gabbiani.

Nelle piccole piazze
a ridosso delle onde,
barche dimenticate
e un lento oscillare di reti.

Una chiesa
prega in ginocchio
sulla scogliera,
china nel vento.

Navi lontane
in equilibrio
sulla riga dell' orizzonte.

Nelle pieghe dei monti
orli sfrangiati
dell' ultima neve

e il sole abbagliante
che inonda d' arancio
mutevoli
lembi di nuvole.

Tulipani, dimore delle ninfe
Creature lucenti
dai corpi esilissimi
armoniosi e eleganti,
danzavano sinuose
sopra i petali aperti
delle loro dimore.

Le vide un ragazzo
volare e giocare
sospese nel vento,
e tra loro una ninfa
di tutte più bella
con le ali d' argento.

Il giovane incredulo
rimasto stregato
da quella fanciulla,
sentì il proprio cuore
riempirsi di gioia
mai prima provata.

Tornava ogni sera
per sentire il suo canto
e guardarla librarsi,
sotto il manto stellato
e la luna incantata
in quel cielo d' aprile.

Ma quell'anima pura
non poteva sapere
cosa fosse l' amore,
e l' umano perduto
con il cuore spezzato
si lasciò consumare.

Quelle fate leggiadre
lo notarono stendersi
sopra l' erba bagnata,
sul suo viso una lacrima
sulle labbra un sorriso
malinconico e dolce.

Non capendo il perchè,
intuiron soltanto
che era morto per lei,
ed allora decisero
di cospargere il prato
di corolle dischiuse.

Da quei giorni lontani
ogni anno in quel mese
puntualmente ritornano,
e la terra si accende
di quei fiori aggraziati
e di sgargianti colori.

Nota: presa da una
leggenda olandese
che spiegherebbe la
fioritura improvvisa
dei tulipani ad aprile.

Ricordi in piazza della Repubblica ( Livorno )
Piazza di polvere
di vento e ricordi
di statue ingrigite
e frettolosi passanti,

di barche svogliate
sedute ai suoi piedi,
di riflessi nell' acqua
dei fossi incassati.

Piccioni e gabbiani
che volano in alto
nel cielo profondo
sull' antica fortezza.

Nostalgie del passato
di quand' ero bambino
delle corse gioiose
a inseguire un pallone.

Sorrideva mia madre
in quel sole radioso
mia sorella per mano
con i fiocchi alle trecce.

Ora tutto è cambiato
da quei giorni felici
impregnati d' amore
di dolcezza e allegria.

Silenziose panchine
immigrati e badanti,
un groviglio di auto
e memorie sbiadite.

Nota: piazza della Repubblica
è situata a ridosso dei fossi,
canali che si diramano tra i
quartieri storici di Livorno, e
di fronte alla Fortezza Nuova.

Sulla battigia
Malinconiche note
questa mattina
nella voce del mare,
nel tonfo monotono
cadenzato e lento
della risacca.

Pensierose onde
sotto un sole lavato
da nuvole dense,
e una docile brezza
che increspa i granelli
sulla spiaggia deserta.

Cammino con te,
con la tua ombra
riposta nel cuore,
col tuo profumo
ritrovato nel vento
nel sapore del sale.

Ma tu sei distante,
sei come quell' isola
irraggiungibile,
che fa capolino
nascosta nel velo
di vapori leggeri.

Mi volto a guardare
la candida schiuma
sulla battigia,
cancellare le impronte
il tuo nome che ho scritto
sulla sabbia bagnata.

Farfalle sulle lapidi
Un vecchio mi disse
sono i nostri defunti,
sono anime libere
che ritornano a casa,

per un ultimo addio
a chi porsero amore,
per ridare colore
a sorrisi ormai spenti.

Sono candidi spiriti
che si alzano al cielo,
con un volo leggero
ora senza più vincoli,

sono effimere essenze
d' armonia e di colore,
sono un palpito d' ali
nella luce e tra i fiori.

Le ho guardate librarsi
sulle lapidi spoglie,
sulle croci ingrigite
sopra i gigli appassiti

ho sentito una gioia
inondare il mio cuore,
come dolci carezze
come un bacio d' amore.

La paura .....dei marziani
Nella piazza qui vicina
alle cinque di mattina
in un fascio sfavillante
posa un bel disco volante.

Tra i colori sfolgoranti
mille luci lampeggianti
scorgo uno con due colli
con tre gambe tutte molli.

Verde come un cetriolo
sulla fronte un occhio solo
che mi guarda incuriosito
circospetto ed impaurito.

Poi mi chiede gentilmente:
tu sei un uomo veramente ?
Sei quell' essere sventato
sempre triste ed arrabbiato

che distrugge tutto quanto
senza scrupoli e rimpianto
e avvelena terra e mare
che ti danno da mangiare ?

E che inquina l' atmosfera
dove vivi giorno e sera
dov' è l' aria ossigenata
che poi viene respirata ?

E che ama i propri figli
che difende con gli artigli
e poi lascia a loro un mondo
senza vita e che va a fondo ?

E che uccide tutti quelli
che chiamava suoi fratelli
o per soldi o per potere
o soltanto per mestiere ?

E che crede in un Dio buono
nell' amore e nel perdono
e in suo nome fa la guerra
sparge mine sottoterra ?

E che lascia poi morire
giù nel fango senza agire
i bambini e quella gente
senza pane e senza niente ?

Non sapendo cosa dire
mi preparo ad annuire
muovo il capo sconsolato
con vergogna e desolato.

Con la voce molto grave
mentre torna all' astronave
la creatura un po' avvilita
parla e aggiunge sbigottita :

non temete oh voi umani
non vedrete mai i marziani,
siete folli, una sciagura
siamo noi ad aver paura.

Come le tamerici
Inginocchiate
di fronte all' infinito,
adagiano le chiome
sulle scogliere,
sul suolo riarso.

Corpi corrosi
da libeccio e salmastro
imbevuti di cielo
piegati dal vento.

Profonde radici
però,
aggrappate alle rocce
ad appigli sicuri.

E' questa la forza
che le rende fiere,
padrone del mare.

L' antico legame
che nutre le fronde
e le tiene ancorate
alle coste scoscese.

E noi così simili
a quei tronchi sbattuti,
bisognosi di linfa,
di quei solidi vincoli
che ci offre la terra.

Amore nel vento
Trasparenti raggi di sole
aprono spicchi di sereno
nel grigio e nero del mattino.

Inaspettate folate umide
rendono l' aria vischiosa
in questo inizio di giorno.

Aria densa di scirocco
strisciando sulle onde
ha invaso costa e città.

Si è posata sui tetti deserti
sulle strade assonnate
nei cortili ancora in ombra.

Le vie lentamente si svegliano
avvolte nel velo ovattato
che stempera suoni e colori.

Senza un punto d' arrivo
mi lascio spingere via
dalle mani calde della brezza.

Vagabondo sui marciapiedi
tra palazzi uguali e accigliati
su piazze vuote e spazzate.

Nella luce impregnata di polvere
ritrovo la nostalgia del tuo viso
l' amarezza del tuo abbandono.

Proverò a lasciarti per sempre
in questo cielo carico di nuvole
in questa bufera che nasce.

Ma niente riuscirà a cancellare
le tue impronte sul mio cuore,
questo amore ora perso nel vento.

Su quella strada
Vidi un bambino
su quella strada,
giocava contento
fra i sassi e l'erba
e in mezzo ai fiori.

Vidi un ragazzo
su quella strada,
ostentava orgoglioso
la sua giovinezza
ridendo e gridando.

Divenne un uomo
su quella strada,
fissava malinconico
la linea lontana
dell' orizzonte.

Ora c' è un vecchio
su quella strada,
senza voltarsi
cammina in silenzio
verso il crepuscolo.

Nota: scritta nel
1995 circa.

Una lacrima
Un antico cruccio,
una spina rovente
dentro il mio cuore,
amaro riaffiora
malinconico e lieve
e spegne l' allegria.

Dagli occhi socchiusi
sgorga una lacrima
silenziosa e profonda,
una goccia caldissima
che languida indugia
mentre trema alla luce.

Svanisce e riappare
dalle rughe indurite
sulle pallide gote,
poi arriva alle labbra
lasciando una riga
di acqua e di sale.

La cerco sconfitto
posando le dita
sulla pelle del viso,
ma ora è scomparsa
come questa memoria
di un dolore lontano.

Apparenza
Noi
maestose chiome
protese al cielo,
adorne di fiori
dai mille colori.

Noi
rigogliose fronde
traboccanti di foglie,
cosparse di sole
splendenti di luce.

Noi
tronchi svuotati
privi di linfa,
nudi e indifesi
senza più amore.

Noi
radici fragili
in terra arida,
intrisa di odio
veleni e dolore.

Noi
di giorno sorrisi
e ostentate certezze,
di notte paure
e lacrime silenziose.

Nota: mostriamo spesso la
nostra chioma, tenendo
nascoste le nostre intime
fragilità. Poi quando siamo
soli ........

Notte sul mare
Guarda,
anche l' ultima luce
è svanita.

i colori che screziavano
il tramonto
ora dormono
dietro l'orizzonte.

Finalmente la notte
ha invaso le spiagge
si è posata sulle onde.

Nel cielo,
la falce di luna
poche nubi distratte
tante piccole stelle.

Nel silenzio,
i nostri respiri
il tuo cuore che batte

e la schiuma del mare
che sussurra al vento
indecifrabili parole.

Io non ti conosco ( in memoria di Alessandra Quaglierini )
Non ti conosco
amica mia,
sei passata
ed io non ti conosco.

Non conosco
i tuoi sogni,
nè so
dove sono
a dormire.

Mi hai sfiorato
in silenzio
senza una parola,

ti ho guardato
distratto
senza chiederti
niente.

Adesso sei
lontana,
ed io ho capito
che non ti conosco.

Scritta nel 1996

Nota: Alessandra è morta nel 1996
all' età di 34 anni. Aveva un anno
più di me. Timida e gentile aveva
sempre stampato in viso un sorriso
malinconico. Figlia di amici dei miei
genitori, ci conoscevamo fin da
bambini, ma, probabilmente
a causa del mio carattere
esuberante, non avevamo mai
approfondito l' amicizia. La sua
scomparsa mi colpì molto e mi
fece riflettere: quante persone
ci gravitano intorno ogni giorno,
e quanto poco sappiamo di loro.
In quel caso, il mio rammarico
lo esternai in questa poesia.

La voce di Dio
Musica
è speranza,
melodie sublimi
in una danza di note.

Luce
è amore,
un delirio sul fiume
sulle onde del mare.

Silenzio
è armonia,
il momento in cui i sogni
germogliano in cuore.

Il profumo del sole,
dei fiori nei prati,
i loro mille colori.

Il cielo e le stelle,
la luna incantata
in grembo alla notte.

E forse nel vento
la voce di Dio.

Aspetterò primavera
Farò come l' erba
che giace raccolta
sotto la coltre di neve

come il ruscello
che immobile dorme
nei cristalli di ghiaccio

come quest' albero
nudo e imbronciato
nel suo freddo silenzio;

aspetterò primavera
una breve bonaccia
per tornare a vivere.

Tempesta sul mare
Cambia il vento
portando intenso
odore di pioggia.

Vapore sparso
nell' aria
si addensa
in nuvole bianche
imbevute di grigio.

L' orizzonte
appiccicoso
inghiotte le isole
ad una ad una,
cancella le navi.

Il tiepido azzurro
si carica di verde,
di toni più cupi.

Il sole senza luce
rimane sospeso
su una cappa umida.

Una smania di onde
annuncia imminente
la tempesta sul mare.

Ai sapienti
Le vostre certezze,
le sentenze sicure
traboccanti bugie.

Frasi inutili e vuote
colme di inganni
di promesse e illusioni.

Il sapere arrogante
dettato con sprezzo
con parole forbite.

Ed io uno stupido
che ancora cerca
una misera verità.

Ne ho avuto di tempo
per capire il senso
individuare la strada.

Eppure sono qui
di nuovo ad ascoltarvi
a farmi confondere.

Troppi veleni nel cuore!
Dovreste provare
ad imparare dagli altri,

a respingere il falso
con un poco d' amore
con la forza del giusto.

E quietate le grida
potreste forse trovare
la verità del silenzio.

Un sogno
Riposa la mente
nelle spire del giorno,
creando illusioni
e visioni fantastiche.

Si veste la musica
di brillanti colori,
le note saltellano
sopra un arcobaleno.

Nelle mani del vento
le nubi si sfrangiano,
sembrano arazzi
con orditi di luce.

Due soli si abbracciano
sull' orlo del mare,
l' orizzonte risplende
mentre sorge la luna.

Ora schiere di stelle
danno vita alla notte
e ricamano sogni
sulle ali del tempo.

Finalmente ti trovo
a giocare con gli angeli,
mentre voli sospesa
nella pioggia di fiori.

Diventiamo molecole
di universi infiniti,
inseparabili atomi
in un nucleo d' amore.

Marzo
Nuovi colori
sul mare,
sulle colline.

Nel cielo
promesse di luce
e d' amore.

Sulle onde
i gabbiani
aspettano le rondini,
altri nel blu
a lambire le nuvole.

Il vento bisbiglia
sulla strada del mare
sulle vele in attesa
di potersi spiegare.

C' è fiducia
nell' aria,
nel profumo del sole
che ci scalda la pelle.

Tutto è pronto
a rinascere
a tornare alla vita,
una dolce speranza
di un momento migliore.

Questa attesa senza fine
Conosco le tue mani
ogni linea
le loro carezze,

il profumo
della tua pelle
dei tuoi pensieri
del tuo amore.

Conosco le tue labbra
ogni piega
i loro baci,

i tuoi occhi
così azzurri,
il loro sorriso
le loro lacrime.

Conosco il tuo cuore
la sua tristezza
i suoi silenzi,

queste ombre
così cupe
che mi parlano di te;

questa attesa senza fine,
il tuo viso
sempre più lontano.

Non so
Non so
chi ci ha donato la terra
il cielo infinito
l' azzurro del mare,

al sole la forza
ai prati i colori .

Non so
chi dipinge la luna
quando arriva la notte
ed accende le stelle,

chi ha creato l' amore,
il sorriso di un bimbo
quando abbraccia
sua madre.

Non so
dove nascono i sogni
dove cresce speranza.

Non so
perchè
nei nostri cuori,
è sempre l' odio
a vincere.

Nota: c' è tanta bellezza
intorno a noi e amore,
però.................
In riferimento a quello
che è accaduto a Tunisi.

Pescatori
Volti
levigati dal vento
scolpiti dal sole.

Rughe di sale
sulla pelle bruciata,
impronte di reti
e riflessi di luna.

Orizzonti nel cuore
e onde
di passate tempeste.

Non più sangue
ma mare
nelle vene e nell' anima,
i bagliori dell' alba.

Negli occhi la luce
l' azzurro profondo
una scia di gabbiani.

Colore nel grigio
Tristi pozzanghere
e asfalto bagnato
tra rivoli d' acqua
e marciapiedi fangosi.

Gocce sulle finestre
imprigionano la luce,
linee che indugiano
sui vetri appannati.

E' tornato l' inverno
sulle strade incassate
con la bruma sospesa
ed il vento tagliente.

Le calde promesse
dei giorni passati
ora sono nascoste
dietro nuvole nere.

I sorrisi di sole
sbocciati sui volti
sono scomparsi
svaniti nel grigio.

Mi fermo a guardare
la pioggia che cade
con te alla finestra
che mi tieni la mano.

Per me c' è colore
in quel cielo coperto
ed un fiore e una rondine
posati sul cuore.

In una poesia
Sensazioni,
voci dell' anima.

Amore e dolore
disciolti nell' inchiostro,
sogni e speranze
su pagine piegate.

Fogli accartocciati
colmi di ricordi
di vite già finite
germogli delle nuove.

Memorie di sorrisi
di pianti ormai lontani
di giorni luminosi
o tetri di rimpianto.

C'è un velo di sudore
sulla mano stanca
la riga di una lacrima
che brucia sulla gota.

Ma un filo di magia
aleggia nella stanza
c' è l' eco di un sospiro
una danza di parole.

Ho bisogno di te
Si presenta
marzo.

Un nuovo sole
ci accoglie
e ultime nebbie
leggere
nei campi.

La ruvida mano
dell' inverno,
finalmente,
ci lascia alle coccole
della primavera.

I verdi cupi
dei prati
si accendono
sotto colline
radiose.

Soltanto nel vento
vaghe inquietudini,
le mie nostalgie,

il bisogno di te
ogni giorno più grande,
di averti vicina.

Sei il solo vincolo
che mi tiene
alla terra.

Ma tu non ci sei,
ed io,
in questa campagna,
unico albero
senza radici.

Amore senza tempo ( a mia mamma )
Quanti errori
mamma,
occasioni perdute.

E tu con me
a contarle,
ad una ad una.

Ma non dici parole
per non ferirmi
comunque fiera.

Mi guardi ancora
con l' antico sorriso
di quand' ero ragazzo.

Gli occhi ridenti
vibranti di luce
intrisi d' orgoglio.

In ogni tuo gesto
ritrovo un amore
che non ho più provato

nelle tue mani
che donano sempre
e non chiedono mai.

Aspetterò questa notte
per pregare il tempo
di portarmi lontano

e tornare bambino
almeno un istante
per un'altra carezza.

Centro commerciale
Oceani di auto
su piazzali assordanti.

Scale mobili,
metalliche illusioni
e promesse abbaglianti.

Un grido di uomini
ammassati
in cerca di un sorriso.

Compriamo
attimi di gioia,
il bisogno di esistere.

Carrelli stracolmi
riempiono il vuoto
dei nostri silenzi.

Le luci e la musica
all' uscita poi scemano,
l' entusiasmo si perde.

Questa falsa magia
si spegne d' incanto
sulla strada di casa.

Resterà quel sacchetto
distaccato e lucente
di anonimi inganni.

Basta una carezza
Un altro lunedì
anonimo,
denso di pioviggine.

Periferia
senza sorrisi
dove ogni giorno,
dentro,
si muore un po' di più.

Nel piccolo bar
tristezza
e grigio appiccicoso.

Ai tavoli
un mormorio di vecchi
e tazzine di caffè.

Assonnata
una coppia di giovani
è ferma al bancone.

Lo sguardo perso di lei
e lui
leggermente in disparte
la fissa in silenzio.

Poi con la mano
appena la tocca,
le sfiora una gota.

Il volto si accende
di un bagliore radioso
di luce d' amore.

Gli occhi socchiusi
divengono mare
un' onda in tempesta.

Un sussulto di vita
riempie il locale
trabocca nell' aria.

Ne sono sommerso;
quando torno alla strada
c' è un raggio di sole.

Lettera dal paradiso
Non piangere mamma,
non piangere più
se non sono con te.

Accarezza il vento
sentirai le mie mani,
nel sussurro del mare
udirai la mia voce.

Guarda il cielo la sera
mi troverai tra le stelle,
sotto il velo di luna
che svanisce al mattino.

Sarò in ogni tuo sogno
nel riflesso dell' alba,
nei sorrisi di un bimbo
che si apre alla vita.

Vivrò nel tuo cuore
nel tuo primo pensiero,
in tutti i tuoi giorni
fino alla fine del tempo.

Ed un' ultima cosa:
ricorda a mio padre
che vi amerò per sempre.

Note: scritta per il concorso
Giulia Brignone ma non
inviata.

Restami a fianco
Restami a fianco
e stammi vicina
lungo il cammino.

Non so dove andremo
dove porta quel vento
che ci ha accompagnati

tra distese di rocce
sulle guglie innevate
nell' azzurro profondo

verso gelidi piani
così candidi e freddi
e orizzonti infiniti

sopra onde di foglie
e colline di sabbia
poste a picco sul mare.

Ma la terra mi ha detto
di disperdere amore
sulla strada che resta

all' arrivo del giorno
scopriremo il mistero
di questo lungo viaggio.

Delirium
Avido d' amore
creo con la mente
effimere realtà,
in tenui trasparenze
e vetri opachi
di una bottiglia vuota.

Supplico il silenzio
di dare pace
a quest' anima malata,
ma difficile è vivere
se cuore e mente
si tengon per mano.

Questo è il mio rifugio,
un mondo distorto
di creature deformi,
un' orrenda strada
ma meno crudele
di una vita mai vissuta.

Nota: se cuore e mente si
tengon per mano significa
se sensibilità e intelligenza
coesistono.

Tramonto in un giorno di libeccio
Strie luminose
ruotano in cielo
come eliche
di una girandola,
una convergenza
di linee pure
che ora incendiano
l' orizzonte.

L' eco impetuoso
della burrasca
grida con forza
la prepotenza del vento,
che porta a riva
il sapore del sale
ed acre e pungente
l' odore del mare.

Sembra il romanzo
scritto da un pazzo
la bugia di un quadro
dipinto da un folle,
il sole assomiglia
ad una grande zucca
di un intensissimo
colore arancio.

Vorrei in te armonia
Traiettorie incerte
di uccelli nel vento,
confusi orizzonti
in tempeste di luce,
intersezioni di linee
che sfumano il cielo.

Archi melodici
in arie sublimi,
ellissi di nuvole
tra astri sospesi,
screziati chiarori
in nuovi crepuscoli.

C' è colore tra noi
e musica e amore;
vorrei in te armonia
non sussulti aridi,
o false promesse
e illusioni bugiarde.

Ma lontano è il tempo
di mattine radiose,
già sparsa è la sera
di etereo languore,
tra poco è la notte
di ombre e silenzi.

Fiori alla luna
Innamorato della luna
Grom il gigante
sognava un suo bacio.

Dalla casa sui monti
attendeva la notte
per poterla ammirare.

Fece un mazzo di neve
e legò i suoi cristalli
con un arcobaleno.

Aspettò poi l' inverno
con le nubi di gelo
per donarle quei fiori.

Con un velo di ghiaccio
stese un candido ponte
sopra gli orli del cielo.

Il suo cuore batteva
traboccante d' amore
quando fu a lei vicino.

Non aveva compreso
che il tappeto di vetro
non lo avrebbe sorretto.

Andò in mille frantumi
e lui cadde nel vuoto
sulla terra lontana.

Ora Grom è tornato
a guardare il suo astro
quando il sole svanisce.

Ma frammenti dl petali
sono ancora sui nembi
nella gelida brezza;

quando tutto è coperto
fan cascate di fiocchi
come onde nel vento.

Altri sono dispersi
nell' azzurro infinito
nello spazio profondo;

se la notte è serena
sembran gemme sospese
fanno un manto di stelle.

Un altro giorno qualunque
Rarefatti bagliori,
opache linee
d' azzurro.

Un freddo mattino
apre le porte
ad un sole svogliato.

Campagne gelate
e città fumose
tra colline di neve.

Vago di paese in paese
come uno spettro
tra ammassi di case.

Trascino il mio cuore
oramai così simile
a questa terra di brina.

Vedrò la luce cadere
nuove ombre arrivare
di un altro giorno qualunque.

Tornando a casa
Corre l' auto
scivolando nel buio.

L' inverno
batte sui finestrini
e li riga di lacrime.

Un altro giorno di pioggia
si è consumato.

Il sole è scomparso,
i profili lontani
hanno perso i contorni.

Luci sfuocate
annunciano palazzi
spettrali e malinconici.

La città è vicina,
si apre confusa
in fondo al viale.

Dalla radio
una vecchia canzone
dà vita ai ricordi
ad antiche emozioni.

C' era calore
tra le mura di casa,
qualcuno aspettava
con il tremito al cuore.

Ora è solo il silenzio
a riempire le stanze
e memorie sgualcite.

Poi i pensieri svaniscono
di fronte al portone;

tra le mani il mio nulla,
tutto intorno la notte.

Guardando il mare
Sfumature d' azzurro
e verde intenso,
gradazioni di grigio.

Giochi di nuvole e onde
di raggi che filtrano
in cerchi di luce.

Gabbiani e aquiloni
in acrobatici voli,
colori nel cielo.

Corre una vela
sulle ali del vento
sui riflessi increspati.

Il profilo di un' isola
tra le barche appoggiate
e l' orizzonte di fuoco.

Le navi immobili
sembran sorridere
tra le braccia del mare.

Neve sul mare
Un valzer sulle onde
al canto della risacca
un fremito bianco
sulle dune di sabbia.

Calette di ghiaia
in fondo a scogliere
dipinte di nebbia
coperte da un velo.

Cristalli di neve
lambiscono il mare
sciogliendosi a riva
tra spruzzi di schiuma.

Lontana una vela
si appoggia al vapore
al candore del saio
che è sceso dal cielo.

Una sera d' inverno
Sui viali,
impronte
di stelle.

Insistono
sugli alberi
frammenti
di vento.

I prati
hanno smarrito i colori,
l' essenza dei fiori.

L' inverno
piange il calore
che non conosce.

Dorme il mio cuore,
sotto un velo di neve.

Il sole è Dio ( William Turner )
Contorni
dispersi nel colore,
evanescenti linee
disciolte nell' oro.

Scalature di giallo
in tempeste di mare,
profili di navi.

Nel cielo nero
archi di sole
e mulinelli di nuvole.

Un grido d' ocra
su acque azzurre
in fragori di onde.

Nelle mani di un uomo
il segreto dell' alba
del suo cuore di luce.

Sulle tele il suo mondo
di silenzi e dolore
di bagliori e di fuoco.

Il sole è Dio sembra sia stata
la frase detta da W. Turner un
attimo prima di morire.

A mia figlia
Ho camminato sulla fantasia
in un esercizio di equilibri
senza infrangere le regole,
provando ad ingannare la vita
in bilico tra codici e desideri
come un acrobata del circo.

Mi hanno dettato gli assiomi
imposto la via da percorrere
annidandosi nei miei pensieri,
obbligandomi a non gridare
a credere di non poter volare
e che in fondo sia giusto soffrire.

Quando mi guardi e mi vedi triste
vorrei aprirti il buio di quest' anima
spiegarti le mie paure più grandi:
di non aver dato ali ai tuoi sogni
non averti insegnato a sorridere
e a gestire con coraggio la sorte.

Qui c' è la maschera di tuo padre
un uomo che non lascerà tracce
e pian piano svanirà tra le ombre;
ma ora spero di entrarti nel cuore
per tracciare delle linee indelebili
delle trame di dolcissimo amore.

Ancora inverno
Ancora inverno
nei giardini,
le sue umide impronte
nelle stradine.

Il paese assopito
stende le braccia
sulla collina,
abbracciando il pendio.

Una smania di vento
sulle piante spogliate,
nel chiarore di nuvole
sotto il cielo screziato.

Dietro i primi crinali
l' orizzonte nascosto,
l' illusione del sole
nell' inizio di sera.

Un latrato lontano
il vocio della piazza
voli bassi di uccelli
altro freddo nel cuore.

Poeti soli
La città smorza i toni,
racconta sottovoce
il declino del giorno.

Sussurri dai marciapiedi
e sul davanzale
un brusio di ombre.

Sopra un foglio piegato
scarabocchi confusi
appunti di pensieri.

Parole su parole,
l' alone di una lacrima
sulla carta e l' inchiostro.

I poeti non solo
lavorano di notte.
Se soli,
anche di domenica.

La strada tra i campi
Conosco una strada fuori città
che si perde tra i campi.
Nella luce di maggio
si tinge di mille colori.

Più in là poche case
ed una
cinta di fiori,
dove vive una donna
che aspetta in silenzio.

Su questa via
vorrei lasciare
il dolore di uomo,
per vivere in lei
un amore dolcissimo.

Un leggero dolore
Non capisco
questo languore,
è come non avessi
ancora trovato
ciò che mi completa,

questa smania
che mi divora,
questo silenzio
che mi grida dentro.

Le ombre
hanno posato
sui pensieri
un velo di tristezza

e un leggero dolore
è sceso impietoso
in fondo al mio cuore.

Ali strappate ( piccolo omaggio a Reyhaneh Jabbari )

Ballerò per voi
fluttuando libera
come una rondine,
ma non potrò cantare
per questo nodo
che mi stringe la gola.

Ho parole mai dette
di odio e di amore
che morranno nel cuore,
e un ultimo sogno
sulla corda gelida
di un ruvido cappio.

Dall' alto del palco
di lacrime e legno
vi donerò un sorriso;
prenderete i miei anni
ma non potrete impedirmi
di danzare nel vento.

Nota: questa poesia è arrivata
alle fasi finali del concorso
una poesia per Giulia 2014,
dedicato a Giulia Brignone.

Febbraio in periferia
Alberi stanchi
in periferie disadorne
e silenzi di strade.

Crepe e mattoni
di malinconici muri,
umidi e sporchi
di piogge lontane.

Sui vetri appannati
odori di case,
sui panni ingrigiti
che oscillano al vento.

Tra i sassi e l' erbacce
un cane s' attarda,
un gatto sonnecchia
sul tetto di un auto.

In ombre e cortili
cosparsi d' inverno
abbozzi di fiori
di grandi mimose.

Grappoli d' oro
in giardini nascosti,
odore pungente
promessa di sole.

Fiocchi di neve
In aria,
danze sinuose.

Petali di nuvole
sospesi nel vento
liberi da vincoli.

Tessono trine
sui prati e sui rami,
ondeggiano adagio
per poggiarsi sui tetti.

Fanno dono ai crinali
di un immenso mantello,
di ricami alle strade
e alla terra d' ovatta.

Tra spiragli di nebbia
ora spicchi d' azzurro,
mentre tutto riposa
sotto un camice bianco.

Cuore di cristallo
Noncurante del gelo
dalle gocce di nebbia
nasce un esile fiore,
una gracile gemma
di purissimo bianco
tra le vesti d' inverno.

Dischiude i suoi petali
come mani minuscole
per accogliere il sole,
ma non c' è più calore
sulla terra inclemente
già affollata di ombre.

Quindi torna la notte
col suo vento radente
e il silenzio profondo,
con la luna distratta
dietro nubi sfumate
e lontanissime stelle.

Quando sorge il mattino
ciò che ha dato la vita
ora è un manto di brina,
e tra il fango e la neve
splende un piccolo cuore
di abbagliante cristallo.

Nota: ho dedicato la poesia a Giulia Brignone e a tutte le persone
decedute in tenera età. Le ho immaginate come un fiore vissuto solo
un giorno, capace però di lasciare un segno d' amore indelebile.

Parole vuote.
Ascolta
non c' è un suono nell' aria,
ne' un rumore.
In ogni cosa
che mi circonda,
c' è solamente silenzio.

Ed è questo il mio dolore:
non riuscire più a comprendere
ciò che prima mi era noto,
questo flusso continuo di parole
che scivolano via
di cui adesso
non riconosco il senso.

Le due facce della medaglia
Nero
silenzio
dolore.
Un' unica faccia
di una medaglia.

Quante volte
ho lanciato
la moneta della vita
per ottenere
inesorabilmente
lo stesso risultato.

Quante volte
ho imprecato
contro la sorte.

Poi sei arrivata tu,
mi hai preso la mano
e mi hai insegnato a sorridere.

Bianco
musica
amore;
il vento è cambiato.

Ho cercato con stizza
la parte oscura
di quel passato
per fissarla negli occhi,
ma non l' ho trovata.

I due lati opposti
di quel metallo
erano perfettamente uguali.

Luci del porto ( Livorno )
E' vuota adesso la città.
Finalmente la notte
ne ha preso possesso.

Soltanto il vento
continua a correre
in mezzo alle vie,
e malinconico sibila
nelle crepe dei muri
negli angoli delle piazze.

Dai fiochi lampioni
flebili giungono
le luci del porto,
e fanno vibrare
le onde increspate
dal gelido inverno.

Dormono le navi
sul velo di nebbia
leggermente inclinate,
e un tintinnio di barche
tristemente si perde
lungo la strada del mare.

Il riposo del vento.
Aerei lontanissimi
si nascondono tra le stelle.
Sento il loro rumore
sulla mia testa,
un grido sordo
che si confonde nel vento.

Più sotto la strada
sembra contorcersi,
come per liberarsi
dal languore di una notte
troppo uguale alle altre.

Piano piano il libeccio
ha placato la corsa,
ed anche lui ora siede,
ad ascoltare il silenzio.

Un' emozione nuova
Il sole si è spento
dietro le case.

Dalla grande finestra
l' ultima luce
appena ti illumina,
e tu in penombra
in punta di piedi
a riordinare le cose.

Senza fare rumore,
mi fermo a guardarti
in fondo alla stanza,
e ancora una volta
riesci a donarmi
un' emozione nuova,

un flebile attimo
che vorrei fermare,
per render più dolce
questa lunga strada
verso l' ignoto.

Un amore possibile
Ho attraversato l' oscurità
di giorni taciturni,
mesi e anni di silenzio
provando a capire
se esiste veramente l' amore.

Ho camminato senza meta
su strade di sabbia e di pietre
vagando in cerca di me stesso
e del senso di questa vita
prigioniero dell' oblio e del dolore.

E tu eri lì accanto a me,
i tuoi occhi lucidi e sorridenti
con pazienza ad aspettarmi.
Sarebbe bastato un semplice bacio,
una timida e leggera carezza.

Ritornerò da te domani
per chiederti armonia,
altri granelli di luce,
un nuovo futuro insieme,
ignoto,
ma infinito e possibile.

Di fronte al Pascoli ( casa di riposo per anziani a Livorno )
Ancora una volta
mi ritrovo qui,
davanti a queste mura
tinte di bianco,
vestito della mia impotenza,
a guardare gli alberi
spogliati dal vento.

Quei rami protesi al cielo,
sembran le braccia
scarne di un vecchio,
ed i nodi
scavati nel legno,
bocche fisse
in un grido di pietra.

Perchè qui
ogni cosa è silenzio;
il silenzio
che precede la fine.

Nota : scritta un giorno d'inverno del 1988,
durante una visita a mia nonna malata di
Alzheimer. Vivevo da solo con i miei nonni,
ed erano per me, quasi come altri due genitori.
Dopo poche settimane da questo incontro, lei
qui morì. Da alcuni mesi, non mi riconosceva.

Casa mia
La luce si è nascosta
tra le mura dei vicoli.

Dalla finestra lontana
soltanto il silenzio
invade la casa,
e mi entra dentro,
lasciandomi solo
con i miei fantasmi.

Ogni angolo,
ogni oggetto,
è come un lembo
della mia carne,
ogni mattone
di queste pareti,
una cellula
della mia pelle.

Rivedo mio nonno
nel corridoio,
mentre mia nonna
mi guarda pensosa
seduta in poltrona.

Un' eco di voci
rapisce improvviso
il profilo dei volti,
ma resta nell' aria
un po' di magia,
e profondo e indelebile
l' amore intimo
della mia gente.

Nota: abito tuttora nella casa
dove ho vissuto con i miei
nonni.

Nuvole nel sereno
Bianche e compatte
si muovono increspandosi
verso i confini del cielo,
intinte nell' oro
del sole invernale
che fa capolino.

Lentamente si sfrangiano
in drappeggi scarlatti
quando irrompe il sereno,
smarrendo i contorni
nella timida brezza
del nuovo mattino.

La pianura si alza
e diventa montagna
per provare a lambirle,
per toccarne la grazia
e quel senso di pace
coi suoi guanti di neve.

Ora il cielo più sgombro
si è vestito di luce
e di un abito azzurro,
resta un velo esilissimo
tra le scie degli aerei
e gli uccelli lontani.

Per non dimenticare (27 gennaio giornata della memoria)

Ero un uomo
di sangue e speranze,
in cuore progetti
strappati dall' odio.

Ero una donna
un' urna d'amore,
uno scrigno segreto
di sogni e passioni.

Ero un bambino
un germoglio di vita,
un tenero fiore
nel primo mattino.

Ora siamo memoria
dell' umana follia,
cenere e fumo
dispersi nel vento.

Il mio inverno
Bagliori lontani,
turbinii di vento
e odore di pioggia.

Immobile la terra,
attende silenziosa
il ritorno dei colori.

Orli di neve
si sono adagiati
sui crinali più alti,

le mie illusioni,
tra meste pozzanghere
e foglie accartocciate.

Perdonami
Giochi di ombre
nella luce soffusa,
sulle spalle nude
e sulle lenzuola.

L' odore della pelle sudata
inonda la stanza.

Il tuo amore
scivola sulle pareti,
languido e disperato.

Devo andare via.

Mi salutano
i tuoi occhi lucidi,
un altro sospiro
mi accompagna alla porta.

Come potrò spiegarti
che questo non è
amore rubato ?

Esco in silenzio,
e so già che domani
tornerò a mendicare
una tua carezza.

Ancora una volta
userò le tue lacrime
per dissetare il mio cuore.

Ti chiederò tutto questo,
e tu lo farai
senza chiedermi niente.

Ti prego,
se un giorno potrai,
perdonami.

Sul tuo seno
Mi accoccolo
sul tuo seno.

La tua pelle
sulle mie gote,
ed il cuore
che riempie la stanza.

Le labbra increspate
in un lieve sorriso
sul tuo viso disteso
tra i capelli sparsi.

Resto immobile
per non svegliarti,
con gli occhi socchiusi
per fermare il tempo.

Raccoglierò ad uno ad uno
i tuoi pensieri,
per portarli con me
in tutti i miei sogni.

Di ritorno dal mare
Il sole ha lasciato le vie,
ha scalato i palazzi
per sedersi sui tetti
nel suo letto di luce.

Sotto un cielo di fiamma
un oceano di nuvole,
come onde infuocate
dentro laghi d' azzurro.

Nelle strade deserte,
mormorii ormai flebili
lentamente ci portano
a un principio di ombre.

Prendo il lungo viale
che ritorna dal mare
con in mano un sospiro
e il profumo del sale.

Attraverso la piazza
quasi in punta di piedi,
poi un saluto alla sera
senza fare rumore.

Salgo piano le scale
che mi portano a casa,
sulla pelle ho la brezza
quei colori nel cuore.

Regalami un brivido
Cerca il mio cuore,
l' ho riposto da tempo
perchè inutile e vuoto,
questi occhi ormai aridi
stanchi e privi di lacrime
senza vita ne' luce.

Qui c' è il mio sangue
che ha scorso per anni
tra inganni e illusioni,
le mie labbra socchiuse
così immobili e mute
senza baci o parole.

Prendi i miei sogni
segreti e nascosti
in mezzo ai pensieri,
portali in cielo
per farli volare
un' ultima volta.

Accarezzami il viso
e questa mia pelle
sconfitta e indurita,
regalami un brivido
un nuovo sussulto
un momento d' amore.

Laggiù
Laggiù
dove l' arco del sole
si tuffa tra le onde
e le isole splendono
nella sfera di luce

laggiù
dove il sale del mare
cavalca le nuvole
e le linee convergono
alla fine del cielo

vorrei stare con te,
e aspettare la luna
in un cuscino di stelle.

Laggiù,
questa notte con te,
non avrei paura.

Dai miei nonni. ( cimitero dei Lupi a Livorno )

Vi ritrovo qui,
in fondo al viale
chiuso da croci,
tra queste foglie
spazzate dal vento.

Il silenzio vi chiama,
e venite al mio fianco
per ridere insieme,
come un tempo,
così lontano.

Poi le ombre sfumano
nell' incerto chiarore
di questo tiepido sole.

Mi soffermo all' uscita;
nel brusio della strada
stringo forte i ricordi.

Ho lasciato una lacrima
sull' immenso cancello,
e sui marmi ingialliti
un pezzetto di cuore.

Note: ho vissuto con loro,
da solo, durante gli anni
della mia adolescenza.
Sono stati come altri due
genitori.

Come le foglie
Brandelli di foglie
intrise di pioggia,
gemono sull' asfalto
di questa strada,
vestite dei colori
di un altro autunno;

ricordano i sogni
di un uomo vinto,
un giorno verdi
e pieni di illusioni,
prigionieri adesso
in una rete di tenebre.

Tra poco il vento
le spazzerà via,
lasciando di loro,
un' effimera
umida ombra.

Mezzanotte
Assorta,
fissi il vuoto dell' ora,
e una timida piega
ti affiora sul viso.

Nel silenzio,
le lancette balbettano,
i secondi,
danzano nella stanza.

Fuori,
la strada,
non sembra respirare.

C' è magia nell' aria,
aleggia sospesa
sopra un velo di pace.

Socchiudi gli occhi
per contare i pensieri,
e sopire un momento
le tue malinconie.

Quindi torni da me,
col tuo sguardo d' amore
e un sorriso di luce.

Questa sera,
un altro sogno
mi è stato donato;

forse la notte
svelerà i suoi segreti.

Una lunga tempesta
Un uomo non piange;
così mi hanno detto.

Ed allora,
vengo a nascondere
le mie lacrime
tra queste gocce di mare,
il mio silenzio,
nelle grida del vento.

Sono io
quell' isola lontana
che appare e scompare
fra le nuvole e le onde,
in attesa di quiete,
di uno spicchio d' azzurro,
alla fine,
di questa lunga tempesta.

Vincerò il mio dolore
Adagio si attenua
scindendosi in rivoli,
per poi all' improvviso
tornare a comporsi.

Delle volte bisbiglia
parole di fuoco,
che vanno a riaccendere
ricordi lontani.

Il tempo lo mitiga
velando i pensieri,
spargendone briciole
nei mesi e nei giorni.

Rimane nascosto
aspettando la notte,
nutrendosi d' ombre
e di questi silenzi.

Mi guarda negli occhi
e aspetta il momento,
per scendermi dentro
dove è solito stare.

Questa sera rimani
non lasciarmi da solo,
impedisci alle spine
di trafiggermi il cuore.

Basterà un tuo sorriso
per lenire le pene,
se terrai le mie mani
vincerò il mio dolore.

Il cielo a gennaio
Guardo le nuvole
accovacciarsi
sulle colline.

Più il là il mare
non geme neppure.

Ci sono mattine
a gennaio,
in cui tutto si tinge
dello stesso colore.

Si dilegua in cielo
la scia di un aereo
poco fa luminosa,
ed ora svanita
in un giorno d' inverno.

Milly
Per tutti era Milly
ma soltanto sua madre
conosceva il suo nome.

Due occhi di cielo
sopra un giovane viso
di chi ha vissuto il dolore.

E' venuta da noi
coi suoi miseri stracci
e un sacchetto di sogni.

Ha svenduto il suo corpo
a chi compra l' amore
per tre sporche monete.

Ha bucato le braccia
per effimere gioie
e lenire il tormento.

Ora giace nel vicolo
alla fine del viale
nella notte di nebbia.

Tra le luci soffuse
dei lampioni deformi
quel che resta di lei.

Non vedrà più la luna
la sua fragile terra
e sua madre che aspetta.

Pianto nella pioggia
Per ogni goccia caduta,
c' è una croce vuota,
un bambino nel fango,
un altro uomo ucciso.

Non basta più
questa pioggia
a lavare il dolore.

Ancora una volta,
ha vinto l' odio
di chi disprezza la vita,
la violenza
di chi ci nega speranza.

Quante lacrime nascoste
per non sembrare fragili
a chi ci vuole umiliare.

Cercherò un po' d' amore
nei vaghi raggi di luna,
ma in questa notte d' inverno
non c' è nemmeno una stella.

Calafuria. 9 gennaio.
Nessuna nave
all' orizzonte.

il cielo si stringe
nel suo camicie grigio,
l' ombra di un' isola
nell' infinito.

Rotea un' uccello
verso la riva,
come smarrito;

prima,
un tuffo sui flutti
dalla buia scogliera,
poi ritorna a planare
tra le nuvole e il mare.

Nota: Calafuria è una
località a picco sul mare
nei pressi di Livorno.

Così è la vita
Il sole ti ha ritrovata,
vecchia contadina,
a guardar dal campo
il treno passare,
mentre un bimbo,
sorridente,
si volta e va,
stringendo forte in mano
la sua grande mela rossa.

Nota: è la prima poesia che
ho scritto. Avevo 17 anni.
La vita: un treno che corre
per la contadina, mentre
il bambino non se ne cura,
ma stringe forte la propria,
la sua grande mela rossa.

Onde di luce.
Onde di luce
si rincorrono
sulle colline.

Giù nella valle
pochi alberi muti
a custodire il silenzio.

Soltanto su croci
dei campanili più alti
sibila il vento.

Proverò finalmente
a farmi cullare
da quest' attimo di pace.

Vicino all' albero di Natale
Pochi fili di luci
tra addobbi spogli,
pastori immobili
sotto stelle spente.

Saremo più buoni,
diremo bugiardi
ai bambini ignari
e inconsapevoli.

Un nuovo inganno
si sta per compiere,
un altro anno uguale,
di parole e di niente.

Rimarrò qui da solo,
vicino a quest' albero morto,
strappato alla terra
per un attimo di felicità.

Diego ( figlio di 19 mesi degli amici Mario e Rosalba )

Quei boccoli biondi
di sole e di luce,
sparsi sugli occhi
color della terra.

La sua pelle di neve
ed un grande sorriso,
mentre dona carezze
con le piccole mani.

I suoi semplici baci
così candidi e puri,
sono inni alla gioia
sono doni del cielo.

E' una goccia d' amore
che riempie le stanze,
questo soffio di vita
nel grigiore del tempo.

Senza ritorno.
Dove vai strada ?
Dimmi, dove conduci ?

Ti ho seguita in silenzio
con la testa china,
non guardando le altre
che correvan parallele.

Tra poco la notte
ti porterà via,
ed il mio viaggio
non avrà ritorno.

Nota: avevo 17 anni quando scrissi
questi versi. Morì per overdose di
eroina un amico di mia sorella, poco
più grande di me. Cercai di imma=
ginare cosa potesse aver pensato,
poco prima di accorgersi che era
finita.

Tramonto
Ghirigori di nuvole
hanno sconfitto il sole.

Il profumo del vento
è svanito all' orizzonte.

Tremano gli alberi
posseduti dalle ombre.

La notte ha vinto
rubandomi un sogno.

L' anno che è nato.
Nel vicolo
di pozzanghere e spazzatura,
è rimasto a dormire l' anno vecchio,
chino sui marciapiedi,
appoggiato al silenzio.

Un gatto
gioca con le ombre,
poi si dilegua
scivolando sui muri.

Dove piega la strada
sulla piccola piazza,
un brusio di bambini
con il loro pallone.

Nel tiepido sole,
sento impalpabili
le mani del nuovo,
nella luce che filtra
il suo ingenuo sorriso.

Una lacrima tra i fuochi d' artificio
Ho scorto una lacrima
sui tuoi occhi delusi,
un profondo dolore
in quel tenue sorriso.

Hai abbassato la testa
per non farti vedere,
con la mano un saluto
dalla porta socchiusa.

Sono andato nel buio
verso il nuovo anno,
con un' altra spina
sulla pelle ormai lisa.

Son rimasto da solo
nella pioggia di luci,
quella goccia di fuoco
sul mio cuore impietrito.

Un lungo inverno
Profili di colline
scompaiono tra i tetti,
sotto un cielo senza nuvole.

La strada corre trai campi
e orti abbandonati,
nel verde cupo dell' inverno.

Rari uccelli silenziosi
volano alti nel blu,
che illude di primavera.

E' l' improvviso sussurro
dell' esile vento
a riportare il gelo;

è il certo presagio
di un lungo inverno
che tarderà a morire.

Ed io chi sono ?
Sono solamente un uomo,
un intreccio di sogni,
un groviglio di paure,

una combinazione
di amore e dolore,
di gioia e disperazione;

e ogni giorno,
immerso nelle emozioni,
mi ritrovo a decidere
di fronte al baratro del dubbio.

Cammina, cammina.
Cammina, cammina,
sono arrivato lontano,
dove la strada si apre
per dividersi poi
in mille sentieri,
sempre più fragili.

Qual' è il percorso,
quale la direzione ?
Soltanto le nuvole
posano all' orizzonte,
e incerte ombre
di prima sera.

Nessun segnale
che indichi il cammino,
nessuna traccia
che riconosca.

Il sole già indugia
ai margini del cielo,
il tempo del giorno
è giunto alla fine;

profondo è il silenzio
che copre la terra,
ed io son da solo
a cercare la via.

Il grido della città.
Lentamente
si muovono le nuvole,
prima di svanire nell' azzurro.

Col respiro,
cerco il profumo
di piogge lontane;
ma inutilmente.

La città mi avvolge
con i suoi tetti altissimi,
le sue strade contorte
nascoste tra i palazzi.

Dentro di me
sento il suo grido
disperato e assordante,
pari soltanto al suo silenzio.

Giostre in piazza della Repubblica ( Livorno ).
Piccioni infreddoliti
fremono sui davanzali
dell' immensa piazza,
sulle statue severe
che guardano le giostre
e i loro nastri di luci.

Si dissolve la musica
in quest' aria umida,
sulle nubi imbronciate,
fra gli spogli banchetti
ed i pochi bambini
con i loro schiamazzi.

Solo tristi sorrisi
in un giorno di festa
e di mesta allegria,
un sottile grigiore
che serpeggia per strada
e sull' acqua dei fossi.

Nota: i fossi sono i canali
che si diramano tra i
quartieri storici della
città. Scorrono ai vertici
e sotto la piazza.

In città, questa crisi, si è
avvertita molto in questi
giorni di festa.

Una nuova alba.
Piano piano
la notte si dilegua.

L' intenso blu del cielo
si attenua alle colline.

I primi gabbiani
ricamano archi,
innalzando
un canto alla luce.

Un altro giorno,
per provare a vivere.

Continua a parlare.
Raccontami i tuoi sogni,
starò in silenzio ad ascoltare,
meravigliose storie,
piene di vita e di colore.

Guarderò i tuoi occhi
colmi di luce,
le tue mani
intrise d' amore.

Ma ti supplico:
continua a parlare.
Ciò che dirai,
sarà mio per sempre.

Sono un carabiniere ( al mio amico Mario Amicizia ).
Sono un uomo
un concentrato di regole,
con questa divisa
cucita alla pelle.

Sono una cellula
di un unico Corpo,
che s' inchina alla gloria
e si nutre d' orgoglio,

per i Nostri fratelli
lasciati alle guerre,
sulle strade roventi
a combattere il male.

Lavoro in silenzio
restando nell' ombra,
devoto alla terra
dei Nostri morti,

fedele negli anni
al mio giuramento,
in un mondo libero
di giustizia per tutti.

Notte di silenzio.
Nuovamente
mi ritrovo a guardare
la città che dorme.

Sulla terra umida
si sente distinto
l' odore della notte.

Il vento mi stringe la pelle
e sul viso affiora
un brivido lunghissimo.

Un' auto scivola tra le ombre
lasciando alla svolta lontana
un attimo di luce.

Mi abbandono
in questo silenzio,
tenendo per mano
la mia solitudine.

La neve nel borgo.
Ha sciolto i capelli la luna
spargendoli sui monti
e sui tetti carichi di neve;
ha disperso i cristalli
sulle strade del borgo
e sui suoi campanili.

Sembra un mare di luce
che si perde tra i boschi
con le onde d' argento,
e i suoi mille riflessi
fanno specchio alle stelle
alte in cielo a guardare.

Dorme il gelido vento
appoggiato ai crinali
e alle nuvole bianche,
che ora lasciano andare
qualche fiocco leggero
col suo lento ondeggiare.

Ovattati rintocchi
di campane lontane
danno vita al silenzio,
è una notte di quiete
dove tutto è armonia
e risplende di pace.

Felice Natale a tutti.

S.N. ( sistema nervoso ).
Appeso a fili esilissimi
batte il mio cuore,
ed elettriche emozioni
ne scandiscono il tempo.

In me, sotto questa pelle,
una rete fitta e invisibile,
dove corrono insieme
odio amore e passioni.

Ecco affiora un ricordo,
vibra lieve un pensiero,
mentre sento sbocciare
desiderio e speranza.

E' un intreccio chimico
che si smaglia e vive,
un equilibrio di fluidi
in cui nascono i sogni.

Un mistero profondo
di grazia e armonia;
di un dio prodigioso,
il lavoro più grande.

Nota: tutti hanno cantato il cuore, non
so se qualcuno, il S.N. E' qui che
nascono e transitano tutte le emozioni.

Quel lieve sorriso.
Respiro la tua pelle,
e intorno i tuoi sogni
induriti dal tempo,
da una vita in salita.

Eppure è un sorriso
sul tuo viso stanco,
sulle labbra chiare
leggermente increspate.

Vorrei con la mano
accarezzarti i pensieri,
e mettere un fiore
su questa malinconia.

Alba sul porto ( Livorno )
Timide stelle
si sciolgono
nell' aurora.

Le nuvole
dietro le colline
si sfumano di rosa,
ma il sole
dorme ancora,
e la prima luce
stempera appena
le ombre della notte.

Lontana
la nebbia
libera le navi,
che ora in silenzio
riprendono la via.

Un mattino a dicembre.
Tutto è totalmente immobile.
Ogni creatura tace
e sembra aspettare un segno.

Brilla il mare sotto le colline
e un' isola fa capolino
nella bruma fra le onde;

è come un ricordo
perso nel tempo,
che languido riaffiora,
in questo spicchio di luce
del giorno che nasce.

La corsa del vento.
Stanco di giacere
il vento si sveglia,
ma come sempre
si ritrova da solo.

Ed allora impaurito
comincia a vagare
sulle cime dei monti,
poi sempre più giù,
per profonde valli,
su pianure e su spiagge
e così tra le onde,
senza fermarsi,
fino alla fine del mare.

Il suo primo sussurro,
divenuto lamento,
ora è un grido altissimo
che rimbomba nell' aria
inondando gli spazi.

Eppure qui intorno
non ascolta nessuno.

Tra poco la luce
lascerà alle ombre
i margini del cielo,
e lui piano piano
troverà nuova quiete,
ritornando a dormire
tra l' orizzonte e le stelle.

Con tre fili di luce ( a mia figlia Rachele )
Con tre fili di luce
ed un tuo sorriso
creerò l' amore

con un tuo sospiro
ed un soffio di vento
plasmerò la gioia

con le note che hai in cuore
ed il canto del mare
sconfiggerò il silenzio

con le tue carezze
e una goccia di pioggia
cancellerò il dolore.

Sei un barlume di vita,
sei la sola armonia
nel delirio del tempo.


( I genitori sono persone che non hanno
età, che svincoliamo dal concetto di tempo,
quasi fossero immortali. Fino a che non
accade qualcosa che ci fa capire.....
)

Vicino a mio padre ( ospedale di Livorno )
Il tempo questa sera
sembra essersi fermato.
L' interminabile corridoio
striscia adesso,
immerso nella notte.
Brusii di voci ovattate
rendono irreale il silenzio.

Avvolto nel tuo dolore
continuo a guardarti,
e per la prima volta
ti scopro vecchio.
All' improvviso capisco
di non aver compreso
il passare degli anni,
e una pena mi prende
fino a stringermi il cuore.

Mai ho desiderato,
così tanto l' aurora.

Veramente amore.
E' notte ancora.
Nel dormiveglia
i miei occhi
frugano il buio.

Ma inutilmente;
è soltanto
il tuo respiro profondo
a raccontare il tuo sonno.

Ed allora pian piano
ti vengo a cercare.

Con la mano
ripasso il profilo,
soffermandomi
su quelle imperfezioni
che con gli anni
ho imparato a conoscere.

E nasce un sorriso;
sono certo che questo
sia veramente amore.

Giovane amico
( a Gigi Annarelli, grande scrittore )

Ti guardo giovane amico
per narrarti favolose storie,
ma ho finito le parole;
hanno rubato i progetti
che avrei voluto donarti
ed il coraggio di vivere.

Mi ricordi un ragazzo
che scrutando il mare,
si circondava di luce
senza vedere il buio,
che non aveva paura
di dover combattere.

Di fronte allo specchio
c' è un uomo stanco,
che non sa più soffrire
ne' ridere o piangere,
che non ha più illusioni,
alla fine domato e sconfitto.

Avrei bisogno di nuova vita,
di emozionarmi ancora,
e mi ritrovo a nutrirmi
del candore dei tuoi sorrisi,
della gioia delle tue fantasie,
della forza della tua ingenuità.

Non lasciarti sconfiggere
dall' arroganza degli uomini,
insegui i tuoi desideri
senza stancarti di custodirli,
non lasciarli svanire
tra stupidità e indifferenza.

Perchè quando in fondo
ti volterai a guardare,
i tuoi sogni saranno li';
qui ho i miei senza vita,
schiere di ombre senza volto
dimenticate nell' oscurità.

L' odore della vita.
La luce,
ha steso le mani
sulla terra,
e indugia
sul viso di un bimbo
aggrappato
al seno di sua madre.

Dalla piccola piazza
nascosta tra gli alberi,
giovani grida
riempiono le vie,
colme d' estate.

All' ombra di un platano,
un vecchio,
assorto,
fissa vicina
la fine del viale;

poi chiude gli occhi
e alza la testa,
per cercare nell' aria
l' odore del sole.

L' inizio di un giorno.
Ritrovo quel vento
di ultima notte,
mi saluta portando
i bagliori iniziali.

Un giorno qualunque
di non so quale anno,
taciturno e distratto
mi scivola accanto.

Dallo specchio dell' auto
solo incerti chiarori
e le scie sull' asfalto
che la pioggia cancella.

Tra profili di nuvole
e penombre di foglie,
una via sconosciuta
che mi porta lontano.

Amore prigioniero.
Seguimi.
Ti porterò oltre il dolore,
oltre il silenzio,
dove dimorano i sogni.

Fai un' urna delle tue mani
per accoglierli, per proteggerli.

Aiutami a rendere libero
quest' immenso amore
che vive prigioniero
dentro il mio cuore,
e finalmente insieme
riusciremo a sconfiggere
l' orrore dell' indifferenza.

Amore per sempre
Un giorno,
conobbi una ragazza
che con giovane entusiasmo
mi spiegò l' amore;

oggi,
conosco una donna
con qualche pena in più,
ma che ancora
mi parla di lui.

Nella stanza vuota.
Il silenzio è già qui,
oggi, prima di sera;
è soltanto la pioggia
a scandire il tempo.

Nella stanza vuota
percepisco distinto
il mio respiro.

Avvolto nei ricordi,
sfido le ombre
intorno a me,
e disperatamente
cerco le tue mani.

Dietro una siepe.
( 25 novembre giornata contro la violenza sulle donne )

Ho sepolto l' anima
dietro una siepe,
dove i miei sogni
sono stati recisi.

Avrò paura di amare,
di guardare il futuro,
avrò il timore di baci
e carezze innocenti.

Quando i segni sul viso
saranno scomparsi,
questa pelle provata
troverà un po' di pace;

ma nel cuore umiliato
rimarranno le ombre,
delle tracce indelebili
di una vita violata.

In memoria.... ( 4 novembre )
Ho contato le croci
ornate di bianco
sui prati verdissimi,
interminabili file
nelle vesti eleganti
colme di ipocrisia.

Le gocce rapprese
tra i veli di nebbia
e le lapidi anonime,
sembravano lacrime
sul volto scolpito
di un Cristo riverso.

Nel buio di piazze
le statue imbrattate
mi guardano mute,
polverose memorie
di eroi sconosciuti
che nessuno ricorda.

Degli uomini illustri
hanno messo dei fiori
sui marmi umiliati,
tra piccioni arruffati
bottiglie di birra
e siringhe gettate.

Gabbiani.
Voli radenti,
poi le ali
aperte a corolla.

E' il libeccio a portarci
l' odore del mare.

E tra spruzzi altissimi
e la schiuma delle onde,
macchie grigie e bianche
danzano nel vento.

L' aeroplanino di carta ( per bambini ).
Con un foglio tutto bianco
del quaderno sopra il banco
con tre pieghe e un ricciolino
io ci fò un aeroplanino.

Ha le ali lunghe e dritte
sulle code due marmitte
per librarsi nella stanza
come fosse in una danza.

Salti voli e piroette
acrobatiche curvette
poi fa il giro della morte
se lo tiro un po' più forte.

Alla fine vira a destra
per cader nella minestra
della mamma che arrabbiata
dice: basta !! scorrucciata,

questo aereo piccolino
sarà messo in un cantino;
ma poi addenta un' albicocca
e lui le finisce in bocca !!

Cimitero di campagna ( Vicarello Li )

Una piccola folla
è composta
davanti al defunto.

Un pianto più alto
si leva sulle lapidi
tra rondini e foglie cadute.

Ai margini dei viali
la polvere copre
le croci e le pietre.

Tutt' intorno
è un dondolio
di fiori appassiti.

Carrara. Novembre 2014.
Le nubi alle colline
orlano i crinali
di rosa e di bianco,
avvolgono gli alberi
le loro foglie gialle
dipinte d' autunno.

L' odore di pioggia
è rimasto sospeso
intridendo le strade,
e il sole nascosto
non riesce a scaldare
questa terra ferita.

La città sotto i monti
sembra ancora più fragile
quando irrompe la luce,
e il candore del marmo
dalle cime ora sgombre
si rovescia sui tetti.

Lascerò qui il mio cuore
sui brandelli e i ricordi
degli oggetti violati,
ammucchiati nel fango
tra il fragore del porto
e l' indifferenza del mare.

Ricordo d' inverno.
Aurore scarlatte
sfumate di nebbia,
crepitii di pioggia
sui viali di foglie.

L' inverno mi assale
svuotandomi dentro,
e ruba a quest' anima
ogni suono e colore.

Ritorno ai tuoi occhi
così tristi e lontani,
e nel pallido sole
solitudini immense.

L' albero con le foglie lucenti.
Piegato dagli anni,
un vecchio albero,
lascia alle fronde
lambire la strada.

Senza accorgersi di lui,
le auto ai suoi piedi,
si affrettano veloci
sull' asfalto bagnato.

La chioma maestosa
puntata d' arancio,
si muove lentamente
armonica e sinuosa.

Oscillando i suoi rami
sembra chiamarmi,
con i gesti aggraziati
di un vecchio saggio.

E sottovoce mi parla
con la voce del vento,
che fruscia sui nodi
e le crepe del legno:

è triste il tuo cuore,
lo percepisco distante,
come avesse nascosto
la passione e l' ardore.

Guarda il mio corpo
condannato alla terra,
a restare immobile
a contare i decenni.

C' è intorno a me
solamente una via,
le colline sfumate,
poche case lontane.

Tra le mani ho la sorte
di questi piccoli uccelli,
do' riparo e una casa
ai minuscoli insetti;

ma non conosco il mare,
il gorgheggio del fiume,
gli abbaglianti ghiacciai
sopra immensi deserti,

non conosco l' amore,
le carezze di un bimbo,
l' emozione di un bacio
di una madre raggiante.

Se tu hai tutto questo
non ti puoi lamentare,
prendi in mano la vita
non esiste il destino.

Ma poi torna il silenzio,
le parole svaniscono,
nello spazio ricolmo
di grigiore d' autunno.

Quelle foglie lucenti
di sgargianti colori,
ora sembrano lacrime,
mille gocce di pianto.

2 novembre
Tengo per mano
i miei morti,
per portarli
dalla mente al mio cuore.
Come reliquie
raccolgo i ricordi,
per dar senso a una vita
che ha smarrito i colori.

La memoria li chiama
ad uno ad uno
di fronte a me;
ed ora son certo
che non sarò solo
quando fra poco
scenderà la notte.

Prima dell' alba.
Canta il vento
carico di stelle
e di malinconia,
si muove strisciando
tra comignoli e fumo
poi danza sui tetti;

sconosciute nenie
arcane e struggenti
sussurrate alla luna,
cantilene lontane
come voce di morti
che ci chiedono un fiore.

Furtive e radenti
nella nebbia vagano
misteriose figure,
silenziosi fantasmi
di un passato sepolto
che mi cercano ancora.

Ricompare indelebile
un antico dolore
che credevo lenito,
e un lamento di ombre
sopra un eco di pianto
mi inonda di smania.

Ma la notte è finita
e bagliori scarlatti
danno vita alle nubi,
inquietudini e ansie
ora brillano insieme
mentre nasce la luce.

Piano piano.
Finalmente intorno c' è luce;
il giorno è colmo d' azzurro
di cielo, di mare, dei tuoi occhi.

Mi scuote un intimo fremito,
ma lascio vibrare il silenzio
e alla pelle sussurrare parole.

Seguo il profilo delle tue dita,
e sul palmo appena dischiuso
le linee plasmate dagli anni.

Quanta vita è svanita nel tempo;
tra i ricordi di ingenue emozioni
trovo ancora la stessa dolcezza,

nel rubare qualche timido bacio
e venire pian piano al tuo fianco
per tenerti in penombra la mano.



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