Poesie di Wilma Marian Certhan


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Che io sia ora
(esercizio poetico caeiriano)

Che io sia ora qualcosa o qualcuno
e che stia qui è certo
perché sto scrivendo che sono qui
e scrivo e sono qualcuno che scrive
di essere qui e di essere qualcuno ora

ma che io fui o che sarò qualcosa o qualcuno
nessuno può saperlo
quel che fui -se mai fui- non esiste come qualcosa che fu
perché se esistesse ora
sarebbe questo qualcuno che scrive ora
e non quel che fu
e non esiste nemmeno
quel che sarò se mai sarò qualcosa o qualcuno
per lo stesso motivo per il quale non esiste
quel che fui
se mai fui qualcosa o qualcuno

allora questo è il punto:
sentire nel momento che si sente
di essere qualcuno o qualcosa
è sufficiente
e tutto il resto è niente

Così parlò Qoelet
(12.2.2012)

Sotto il sole ancora splendono
la gioia come la mestizia
e s’avvicendano angoscia e grida -
tutto sta nel posto assegnato
campi case monti e valli
mari laghi fiumi e cielo
ruscelli come uccelli e sabbia e onde -
sorrisi non si sprecano
meglio lasciarli come luce e lume
per giorni bui o chiari

E tutto procede come deve
sempre uguale sempre diverso -
vanità è vanità
e la fine
è sempre alla fine
d’un cammino storto
d’un viaggio contorto
d’un tortuoso pensiero
così d’una discesa
senza intoppi

E nessuno sforzo vale
ché ci s’incaglia a ogni modo
nel filo teso
nascosto sotto l’ultimo
incredulo
passo falso


Desiderio
"Vorrei essere sabbia
e che tu fossi il mare
per impregnarmi di te
" (Sandra Greggio)

Per gioco
S'io fossi un ago e tu filo di scozia
insieme imbastiremmo un bel ricamo
sul telaietto della nostra vita.

E se invece…

fossi tu l'ago e io fossi un pagliaio
in me ti perderesti
inevitabilmente…

tu fossi lago vorrei esser onda
ché l'un dell'altra non può fare a meno…

o fossi mare ancor sarei tua onda
ché senza onda non può esister mare
non ci sarebbe l'onda senza il mare

Natale
Un giorno come un altro.

Ma oggi rinasci tu -
tu, piccolo fiore,
che non assorbi tempo.

E questo giorno non è più
uno dei tanti.

Chissà perché
         - ancora -
nessuno sa  imitarti
e nessuno conosce
il senso del tuo amare…

C’è appena una pausa
per guardarsi intorno
        - basta questo solo giorno -
domani la memoria
sarà tornata mummia.

Allegra triste
(8.8.2011)

Allegra triste furibonda arcana
lieve gioiosa tremebonda greve
audace attenta tempestiva austera
arguta melanconica meravigliata attonita
fresca gentile chiara dolce estatica
astuta pazza faceta irragionevole
severa buona altruista lunatica
beata accorta ridicola flemmatica
sognatrice fantastica terribilmente seria
romantica ieratica ironica fanatica
stupefatta filosofa infantile ed ingenua
delirante superba e fortemente critica
e vuota e piena, silenziosa e loquace
algida tenera innamorata e fiera
dispettosa magnifica e pure metafisica
perspicace orgogliosa sensibile e poetica
ma soprattutto è infelice e felice
l’anima dei poeti benedetti
che dell’inferno indifferenti ridono
perché la loro vita è qui e adesso
nel paradiso d’una musa immersa.

Ritorno
***
(30.3.’011)


Ritorno
ridondando
ritmando
virgole di ricordi
rattoppi di memoria
per riannodare
rivoli di rime
arcane disordinate
e ricavare e riscuotere
romantiche rêveries
rubate ai raggi ramati
d’un’aurora ribelle
che ridendo rabbrivida.

Così, sei la mia isola
***

(in volo, 30.3.2011, h 14.30)

Guarda come ti abbracciano
le corone dei monti che s’avanzano
e quel cerchio disegnato d’orizzonte -
- arco delle mie braccia -

Mentre ti parlo, non senti
come s’ondula la voce?
Sibilo sussurro
sinuoso anche il silenzio -
- arco della mia voce -

E poi quell’edera
e i gelsomini e i glicini
come s’attorcono
ad abbracciare muri
ringhiere tetti e te -
- con l’arco dei miei sguardi -
teneri e audaci sguardi!

Ecco - ora la mia solitudine
s’inarca tende le mani
s’insinua nel tuo petto
ti circonda - arco del mio sorriso -
unico detentore del potere - solitario
sogno ancestrale che t’avvolge!

È unico questo abbraccio - è totale.
Non lo senti?

Isola frastagliata sul delta del Po -
io sono il fiume coi suoi mille rivoli
a te d’attorno ad ora ad ora ad ora.

Così ti abbraccio
invisibile desiderio d’infinito

Così sei la mia isola
io il tuo Po.

Vorrei che fosse
(4.1.’011)
         - dedicata -
 
Vorrei che fosse
sempre mezzogiorno
quando il sole è a picco sulle cose
e non ci sono ombre -
 
così che la realtà
coincida con le immagini
che l’anima si fa
nel teatro interiore -
 
e mentre scorre il film
che lei proietta
gioiscano i tuoi occhi
si esaltino le menti
-  tua e mia -
 
credendo veri i sogni.

Allora, sì..
Sono forse poeta?

Non so
se basti un sogno -
nobile -
un diamante lunare
luminoso elegante -
di notte reso dolce,
abile citaredo -
e all’alba frantumato
dal buio delle cose
intorno
e dalle lontananze.

Se basta,
allora, sì.

Sono poeta.

Un segreto
Un segreto è come un regalo
accolto in un giorno festoso,
ma è come l’aria
invisibile e trasparente.
Talvolta è leggero, ammiccante,
talaltra pesante
                fardello sul cuore
o soffio vagante che fa
                male all’anima.
 
Avere un segreto
è come tenere se stessi - da soli -
sul greto secco d’un fiume
e a rimpiattino e a boomerang
ciottoli e sassi lanciare.
 
A volte il segreto
ti scoppia nel petto e non sa
che in onde sonore si espande
e in lungo ed in largo da sé
si parla e si dice
 
finché
più segreto non è.

Stella polare
(a Silvano, grazie)

Barlume che s'accende
a tratti, e subito scompare...
intermittenza di pensieri,
punto fermo, stella polare.

Pensiero
Pensiero che mi pensi
m’attraversi mi scruti
non insistere troppo
a scandagliarmi.

Si vaporizza l’Io
e non l’afferri.
Solo quando tu dormi
l’Io si ricondensa.

Pensiero-farfalla
(17.5.’09)


Idea fugace svolazza
un istante nella mente
poi glissa dentro l’anima
per non farsi scoprire
né chiarire.

È un lampo.
Caleidoscopio.
Intreccio di rinascite.

Pensiero che sfarfalla
poi chiude i battenti
e tutto tace.
Torna la quiete
si rasserena il cuore.

È de-fibrillazione.
Vitalità.
Soglia di nuove speranze.

Vi x A x Vi
Vivere per amare
o amare per vivere:

questo è il vero
ed unico
dilemma!

Ora solare
No, non permetterò a nessuno
di togliermi un’ora del mio marzo,
né dell’aprile o maggio o dell’estate,
non faccio tira e molla col mio tempo,
mi voglio abbandonare
ad ogni istante, voglio riempire
ogni millisecondo
del bene che m’incrocia
sulla punta di lingua.

Voglio poter pensare
in quell’ora tutta mia
dell’alba sonnolenta e bianca
ad ogni filo di capello-argento
ad ogni sfumatura di colore
dell’iride di occhi azzurrocieli
alla modulazione d’una carezza-voce
ai gesti pieni d’entusiasmo
e noia, alle vicissitudini di vite
che aspettano soltanto di cambiare.

Voglio che la mia ora sia solare,
allegra, viva, limpida o annoiata,
ma che sia sempre la nostra ora buona
che ci accomuni in un pensiero-filo,
e le parole viaggino nell’etere
da te a me, da me a te, in filigrana
e in sottovoce acuta cercando
nelle nostre anime rifugio.

Nessuno potrà togliermi il mio tempo

ché lo divido con te
in perfetta armonia.

Prendi la meridiana
Prendi la meridiana
che con disegni stilizzati in cifre
abbellisce la faccia di un palazzo
e con pensiero in latino
ti ricorda: Tempus fugit!

Se osservi bene
non è il tempo che fugge
ma un’ombra cupa
che nel suo cammino
copre in rincorsa lenta
e a malavoglia
da una sezione all’altra
un semicerchio muto.
D’estate pigramente
è segnaore, dalle sei del mattino
fino a sera. D’inverno no,
dorme giornate intere.

In quell’andirivieni
sta nascosto il sole.
Viaggiando nel suo cielo,
mostra la meridiana
in sembianze d’ombra viva,
che se la guardi troppo ti spaura,
come punta di spada acuminata
pronta a staccarsi
e conficcarsi in cuore.

Tempus non fugit.

La nostra stella vanitosa
in fiamme
mescola carte false.
Il giorno dopo
riprende l’illusione
e di te ride.

Nel tuo mistero
Amore vuole gioia
e gioia amore.

Precaria gioia, effimera,
nel cuore d’ogni altro
inaccessibile,
ci fa atei affettivi
e non crediamo più
che amore sia reale.

Ospitami nel tuo mistero.
Mostrami la tua gioia.

E finalmente crederò
all’amore,
pulsazione divina
in te e in me,
luce d’aurora
che insieme ci fa
sempre ri-nascere.

Amarsi veramente
è generare se stessi
in ogni istante.

Fiori poetici
Sono un giardiniere di parole?
Bel complimento, gradito
oltre ogni dire.
Solo non so se meritato viene.
Spargo piccoli semi
nella terra d’Erato
e lei vi soffia l’alito di vita.
Insieme lavoriamo notte e giorno
ché c’è da concimare
ed innaffiare, togliere erbe
e sassi, risistemare i solchi.
Quando in fragile boccio
s’apre un seme
vegliamo la sua crescita
con gioia ed ansia piene.
Poi applichiamo sostegni
ai delicati steli.
Attesa e cura ci ripagano spesso
con fiori profumati dai vividi colori.
Ma non ci accontentiamo facilmente
e, con impegno, creiamo abbinamenti
e nuove specie.
Cerchiamo sempre il meglio,
ci appaga solamente
smuovere corpi e sensi,
offrir visioni limpide
ed armonia di suoni,
fresca brezza nel cuore
e nell’anima amore.
Magari il mio giardino
fosse vera poesia!
Ché l’esser giardiniere
è il lavoro più nobile che sia.

Oltre
- a V. L. -

Ho costruito
un ponte di parole
per raggiungerti
quando il cuore vuole
oltre lo spazio e il tempo
oltre il destino.

Sarà fragile
ponte di parole
sospeso sull’Infinito
che lo tiene
ma le parole sono tese
e forti
come funi d’acciaio
e d’oro fuso
e basteranno per passare
oltre.

Esistere nascendo
         ***
Imbattersi in un destino
non riconoscerlo nemico
fino a quando
non dia inizio all’insidia
e come topo famelico
rosicchi la pazienza
lasciandone brandelli
sul selciato dell’anima.
 
Può essere
sia un punto di partenza.
Dal male, a volte,
può germogliare un bene
che, pur piccolo, si colga
come un fiore, reso gagliardo
dall’essere inatteso.
 
E allora ci si aggrappa
alle vesti della fiducia
che sostiene la speranza
                               che sostiene ogni azione.
Si dà così
la scalata al desiderio
fino a scorgere bagliori
                  di vita vera
all’apice del mondo,
all’apice del tempo,
forse anche del cielo
 
e cominciare ad esistere
 
finalmente nascendo.

Sublime senso umano
Invisibile lampo
m’appare
nell’alveare di cristallo.
Sua orma è un tocco
lieve
che si rifrange
in polifonia di sensazioni.

Ed ogni arnia
è immersa
nel tuo Bene
                    immenso.

Il tempo amico
Restare insieme a te,
sempre a braccetto,
mai faremo passi falsi.

Tu non trascorrerai
soltanto,
ti lascerai percorrere.

E sempre t’intrometterai
tra la mia fine e me.

Io ti custodirò gelosamente
come fossi il tuo angelo designato,
sapendo di averti a fianco
come angelo mio custode.

E resteremo amici
per sempre: questo è il patto.

E quando avrai esaurito
tutte le tue forze
ancora mi vedrai accanto
accarezzarti, incoraggiarti.

E mano nella mano

-se dovremo finire-

insieme solamente

finiremo.

Poesia
(...a Cristina, Poeta esimia)

Io non sapevo di portarti in grembo,
ché mente vergine non può concepire.
Così credevo. Ed invece…

La gestazione procede bene,
lenta con calma, continua
con ritmo regolare.

Onde in fermento mi scuotono il cuore,
le accoglie l’anima vibrante d’amore
insieme a chi mi feconda i pensieri.


E molto spesso

tu nasci,

Poesia.

 

In anteprima
(... A noi due)

Vivono i poeti
su altalene di sogni
oppure accoccolati
su amàche di seta trasparente,
profumate di desiderio,
legate con fili di ricordi
a fusticin di loto
e ben fissate con spine acuminate
di rare rose rosse.
Di notte, al lume della luna,
s’inerpicano su scale aggrovigliate,
guidati da fantasie escheriane
per ritrovarsi esausti
sempre allo stesso punto
magari capovolti
ma con la sensazione
d’aver toccato il cielo.

Vivono i poeti
come eterni bambini
felici d’esser nati
in un mondo ideale.
A volte s’entusiasmano
in voli di falena,
si lasciano attirare
da luci immaginarie
seguono lunghe scie
di segnali intermittenti
fino quasi a rischiare
di bruciarsi le ali.
La realtà, per loro,
è sempre creata su misura,
commissionata e poi confezionata
in ateliers di lusso
dove in cambio di niente
il prezzo chiesto è l’anima.

Ma tra tutti i poeti
qui ne segnalo due
alla benemerenza.

Due poeti speciali
che vivono soltanto in anteprima
e mai concludono la scena.

Amore di mare
Stamane il tuo richiamo amoroso
è dolce tenero sereno pacato
è lungo insistente continuo gioioso
è morbido acquoso leggero assetato.

Oggi sei sensuale
nella tua trasparente uniforme
bianco celeste blu da marinaio
con le stellette rosso-dorate
che t’inanella il sole.

E la tua voce sommessa
è languida eco al mio
profondo “Ti voglio”.

Stamane il tuo richiamo passionale
mi pulsa l’anima.

In lontananza
(28.10.’08)

Scivola lenta l’anima
sopra questo mio mare -
non si sa come - divenuto lago.

Non un’onda la spinge
ma il solo lieve soffio
del pensiero.

E già la vedo in lontananza
toccare in un anelito
d’amore

la tua.

Pennellate al tramonto
(14.10.’08)

Oh, mio sole,
mi rapisci lo sguardo
ed il cuore
dipingendo ogni sera
pennellate di rosa screziato
d’ambra e d’ocra
e di purpure velo.

La tua arte è pura emozione,
i tuoi poteri e il tuo fascino antico
mi regalano suggestione e magìa.
Tu prepari la casa alle stelle
che ogni notte s’insediano a mille
quando il vento scompagina nubi
nella mia anima fatta nitida, azzurra.

Prenderò dai tuoi occhi
un sorriso, serberò
una porzione di cielo…
fino a quando di me tu sarai
l’altra ala che ora mi manca
per volare insieme di notte
tra scintille di sogni e sussulti.

Se mi ubbidisse l’aria
Se mi ubbidisse l’aria
- e l'acqua e il vento! -

… poche urgenti richieste
avrei da porre loro.

All’aria chiederei
d’invader la tua anima
e la mia
- per farle respirare -
e ancora un’altra cosa
vorrei
- ma è un segreto tra noi -
non posso dirlo ora -

All’acqua vorrei fare
una sola preghiera,
come supplica quasi:
«Tutte le notti irrora
le radici dell’amore
così che cresca bene
e come albero rigoglioso
ci regali ogni giorno
maturi frutti del desiderio -
(affetto, comprensione,
tenerezza, bontà …)
e alleggerisca il peso
della vita».

E al vento,
fermandolo un istante
ché possa ben sentire,
direi semplicemente
di portarmi puntuale
quando sarò lontana
l’eco sommessa
della tua dolce voce.

Non so se chiedo troppo,
ma nobili desideri
innocui ed innocenti
(ordini perentori!)
si potranno esaudire!?

Se muore la parola
Se muore la parola
tutto si ferma,
sbiadiscono i colori delle rose,
attonito sta il cielo
ad avvolgere il mondo,
consapevole del suo
essere inutile.

A me, tutto d’intorno,
cresce il silenzio,
come torre d’avorio
mi rinchiude,
altro non so e non vedo,
altro non sento
che il battito del cuore
sempre più lento
sempre più distratto,
consapevole del suo
essere inutile.

Se muore la parola
io piango il lutto
mentre l’abbraccio
per tutto quel che è stata,
per l’amore che ha cullato
in te, in me, in noi,
ma insieme a lei

anch’io

io dentro muoio.

Se la parola muore
non esiste più nulla.

Ah, il mio mare, il mio mare!
(17.9.’08)

Ah, il mio mare, il mio mare!
Blu viola cobalto smeraldo.
Volevo contare le onde, seguirle
nel ritmo danzante di tango e casqué
e una ne scelgo e la seguo dal fondo alla riva.
Ma lui la scompone, la storce, contorce -
      (è sempre la stessa o è nuova o è altra
       e poi altra e altra ancora?) -
la strizza, la schizza, finché sulla sabbia stramazza.
Ma poi la rialza e riprende il suo gioco,
il mio mare, inquieto gigante, mai vinto, mai dómo.
S’avvolge e ri-volge, si svolge,
gomitolo d’acqua e anche gatto
che tiene le fila, che tira, che sfila.
Finché la sua tela
cangiante di voce e colore
alfin ricompone, al sole distende,
celeste serena acquietata,
appena ondeggiante respiro, blu intenso,
azzurro respiro di mare, ampio specchio di cielo.
Ha messo in programma per me la scena di tango e casqué.
Ma oggi è tornato - galante - al suo posto, il mio mare,
e osserva - felice - d’avermi resa felice.
Ah, il mio mare, il mio mare!

Come un sol giorno
Come un sol giorno passa la vita.
Oro puro   - a momenti.
- Poi -     fango sulla via
impedisce il cammino.
In sabbie mobili sprofondare!
È meglio.
 
Il nero offusca il bianco.
Luce che proviene da un sol punto
-  non copre  -  non dissolve il buio,
che sempre      -fitto-buio-nero-denso-
crudele s’avanza a lambire
l’argine cupo dell’anima.
 
Luce bipolare soltanto
le vive tenebre vince.
 
E tu        e io
saremo Luce
 
- insieme -
 oltre la Luce.

E se la notte
Nei lunghi giorni accalorati estivi,
passano lente le adipose ore
al par d’esauste giovinette
sulla via del ritorno dal lavoro.

Là, dove il cielo tocca l’acqua e a sera
tinge di rosso luccicanti scie,
scorgi talvolta le barche cariche ondeggiare
e piano piano avvicinarsi al molo.

È proprio allora
che senti ardere e confondersi i pensieri.

Aspetti. E il cuore tace. Finché
cambia la scena e s’illumina il cielo.
L’Orsa ti chiede di salir sul carro
e t’abbandoni infine.

E se la notte, poi,
profuma d’essenza di rosa porporina,
pensami, se ti parla di me
presso i vetri socchiusi
del balconcino cui sorride il lago.

Strade
Meta irraggiungibile.
E forse neppure ne ha.
- O non sa di averla? -
Immobile volontà nomade.
Cammina per vie note
e lunghe strade deserte
e altre affollate. Esplora
sentieri sconosciuti, malfermi
stretti vicoli, a tratti acciottolati.

Lei va senza sapere dove né perché.
Nessuno può fermarla.
Neanche un perentorio
ordine scritto di sua maestà
Se Stessa. Lesa maestà!
È disobbedienza civile.
Obiezione di coscienza.

Lei va. Piano. Convinta va.
E non si ferma mai.
Piano piano … lei va…
Tìtuba appena un po’
solo ad incroci multipli,
in piazze sconfinate,
in viali troppo vasti.

Meta forse non ha,
ma un fine sì.
Raccogliere Bene
e tenerne riserva,
come scoiattolo magro,
per bui e freddi giorni
dell’inverno dell’anima.

Quello che lei percorre,
e notte e giorno e notte,
è un labirinto di vie. Ma tutte,
tutte quante
portano a te soltanto.
E lei lo sa. Per questo va
e va e va, senza fermarsi mai.
Immobile volontà nomade
che sempre a casa torna.

Lei.

La mente.

Era nata Lodoletta
Era nata Lodoletta,
ma il suo destino
ben presto cambiò.
La sottoposero
ad un rito oscuro,
-mantra lo chiamano -
Seduta inerte
senza pensiero,
-tarpâr le ali -
questo le fecero.

Chiusa in se stessa,
per lo più attonita,
ferma impassibile,
raccolse polvere
polvere polvere.
Era sommersa
oppressa repressa,
da tanta polvere
da tanto immobile
da tanto pesante.

Finché un bell’angelo,
puro, smagliante,
la sollevò con le sue ali,
la spinse in alto e le disse piano:
“tu hai le ali” -
“tu puoi volare” -
La Lodoletta rimase stupita.
Volò tentando, alleggerita,
prima pian piano,
poi sempre più su.

E da là in alto,
rivide il mondo
con occhi nuovi,
e odiò i mantra
e chi tarpa le ali.
Ora lei vola, libera vola.
Incontro al vento.
Incontro al sole.
Diventa albatros.
Diventa gabbiano.

Tocca le stelle,
sospira alla luna,
cancella il male,
sorride al mare.
Dipinge l’alba
e l’arcobaleno.
Guarda il tramonto
con emozione.
Sogna ogni notte
il suo angelo buono.

Era nata Lodoletta
ed ora vola

anche senz’ali.

E si racconta il mare
E si racconta il mare -
raccoglie tutte le sue forze
e dice - e anche non dice -
quando ritorna su di sé la voce.
Inquietudine rimanda
e spesso pace.

A me che l’osservo
stranita - (o straniera ormai per lui?) -
confida i suoi molti tormenti:
ha visto morire innocenti,
ardere vive, a pelo d’acqua,
fiamme. “Dov’eri tu?”
m’apostrofa. Ero e non ero -
persa nella sua liquida forma,
impressa a fuoco nel più profondo
gorgo dell’anima mia.

“Narrami ancora
- ora -
della pace, dell’armonia,
della feconda
solitudine bambina.
Prendimi il cuore
- ora -
come allora”
mi legge nel pensiero.

E si racconta il mare -
a me che vibrante l’ascolto,
riconosciuta immagine
d’un suo Amore profondo,
custodito nelle pieghe
delle sue onde lievi, o alte,
o nei marosi.
 

 

 

Sirio
Scrivo silenzi
sopra la mia pelle
abbacinata spenta.

Traccio segni
dell’inesprimibile
sul velo dorato
delle notti insonni.

Adagio vertigini
dell’anima
sul dorso vellutato
delle stelle.

E sempre tu ritorni
in lieto volo
a colmare i frammenti

dell’attesa.

Il Poeta
(17.7.’08)

Tu che hai dentro
tanta forza, tanta verità,

tu che raccogli in un’ampolla
e regali l’Infinito,

tu

sai fermare il vento
e farti beffe di destini ingrati.

Tu sei l’Alfa e l’Omega,
e sei anima trasparente di cristallo.

Tu sei “il Poeta”
e cavalcherai l’Eternità.

Errore scientifico
(5.7.’08)

Afa! Parola bisillaba breve
che in sé non è originale:
tre lettere, di cui due uguali.
È morbida, aperta, banale,
ma - subdola -
tormenta e fa male!
Quell’effe centrale
è come un pompiere impazzito,
non spruzza acqua fresca sul fuoco,
ma soffia vapore bollente
sui corpi, nell’aria, sui muri,
vampate invisibili e scure
che il sole nascondono. Eppure,
attaccano al collo criniere,
appiccano anima e cuore
lasciando stremati
perfino i pensieri.
La scienza continua a sbagliare:
il caldo rovente d’estate
non viene dal sole allo zenith,
ma nasce da questa parola carina,
viziata di protagonismo.
Mio Dio, cosa fa
quest’afa che fa!

Avrei voluto
(22.4.'08)

Avrei voluto diventar sirena,
celarmi nei meandri della notte,
cantare rapsodie per te soltanto,
Amore, che m'hai preso nella morsa
dell'Infinito e delle molli brame.

Avrei voluto uscire dalle onde
del mare inquieto del tuo cuore e dirti
quanto l'inganno sia aspro e dolente,
quando l'angoscia stringe e a malincuore
sopporto che mi manchi canto e riso.

Avrei voluto diventar leggera
come un filo di seta sui tuoi occhi,
commuovermi sognandoti ogni notte,
vedere in pieno giorno il tuo tormento,
cullarlo e poi disperderlo nel vento.

Avrei voluto amarti più di quanto
già t'abbia amato sin dal primo istante
in cui mi sei apparso sul sentiero
della mia vita e dei miei giorni bui,
illuminando come un sole nuovo
tutta l'anima mia e i suoi dintorni.

Avrei voluto essere, per te,
la lieve brezza che accarezza il viso
su alti monti e nelle valli amene.

Insieme a te avrei voluto, sì,
far risplendere anche di notte le catene,
quelle d'oro che ci tengono legati,
come perle alle conchiglie
dell'ostrica di mare.

Avrei voluto gettare via per sempre
ogni male che subdolo m'agguanta
e mi soffoca il cuore e m'addolora.

Avrei voluto, per te, essere viva
e invece mi dibatto in buie grotte
con turbolenti pensieri da scacciare,
che non vogliono uscire e stanno a frotte,
indolenti ed oscuri a farsi forti
di se stessi insieme e maledetti.

Avrei voluto…
ma non so più che posso!

Dovrei essere frusta e spada e uncino,
e vento forte e turbine e tempesta,
e tuono e fulmine e tromba d'aria in testa,
per annientare le invadenti voci
che vorrebbero in me prender dimora
e soffocarmi urlandomi terrore.

Forse ce la farò con il tuo amore,
che - tanto immenso - riempirà il mio cuore
senza lasciare nessuno spazio vuoto
in cui il veleno possa radicare.

Amami, amore, occupami anche l'anima
tutta intera, com'io sto nella tua,
e insieme giungeremo, senza più ansimare,
sulle vette più alte e più lontane
dell'Infinito e dell'Eternità.

Avrei voluto…
ma non so più

se posso!

E sei ancora tu
(03.04.’08)

A volte, di notte,
provo a concentrarmi
sul Nulla,
per liberare la mente
e ritrovare il filo
per tessere i miei sogni.
E vedo uno spazio immenso
tutto buio e vuoto.

Per accertarmi
che non ci sia
neppure l’ombra
della più pallida ombra
perlustro
con uno sguardo acuto
ogni millimetro quadrato.

Dall’angolo più remoto
d’improvviso
m’appare una Luce,
un punto
tanto luminoso
che m’abbaglia l’anima.

E sei ancora tu

nei miei pensieri.

Felice di sentirti

… e il sonno

può aspettare!

Distillato d'angoscia
Angoscia pura
in distillato d’essenza
aspiro
nell’aria rarefatta
della sera.

Da membra intorpidite
spumeggiano
diafani sogni amari
che irrompono
negli interstizi cerebrali
lasciandomi al mattino
senza fiato -
e freddo il viso
imperlato
al termine dello scontro
cruento
sostenuto.

Quando nasce…
(ad Andrea e a tutti i bambini
che “riescono” a vedere la luce
e ad “essere” luce
)

Quando nasce un bambino
si sposta l’asse dell’amore
e - tutto - si concentra su di lui.
L’aria diventa frizzante,
il mondo risplende di colori nuovi.
Si fa silenzio intorno
per contemplare il mistero
che piano si svela - e leggero -
ad occhi increduli.

Prende forma la Bellezza.
Non è più
un concetto astratto.
La vedi in tutta
la sua concretezza.
È un concentrato
di Tenerezza, Amore,
Luce che s’accende nel cuore
e per sempre vi rimane.

Quando nasce un bambino
è la festa della Vita
che regala una nuova goccia
d’Eternità,
è la Gioia smisurata
del respiro di Dio
che nel primo vagìto
si esprime.

Quando nasce un bambino
risuonino a festa
tutte le campane,
risplendano nel cielo
tutte le stelle!
Per coronare il nuovo re
si mobiliti l’universo intero,
perché un bambino è un dono
d’un valore inestimabile!

Quando nasce un bambino…

- Quando nasce… -
 

 Glicine

Dov'è finita tutta quella
tua baldanza?
Spandevi al vento
il tuo profumo intenso
e grappoli di fiori
dal vivido colore!
E ora?
Sei nudo tronco,
rugoso,
abbarbicato, storto.
Ma che c'è dentro
quella tua forza attorcigliata
stretta?
Oh, lo so bene!
Nascondi la speranza
d'eterna giovinezza!
[ispirata da Il glicine, di Renzo Montagnoli]
 


 
La voce
La mia voce in estensione
illimitata di suoni armonici
su tutta la scala delle note.
Così, il canto della rondine
libera, tra l’azzurro del cielo
e del mare… un soprano!
Nessun sussulto a incrinare
la limpida sinfonia dei giorni.
Ah, la mia voce!
Ora corre sul filo d’un rasoio,
meccanica voce, sganciata
dal pianoforte dell’anima.

E la tua voce? Sommessi
desideri di esprimere
tutta la tenerezza
che ti possiede.
Per me. Serenata ed echi di foreste!
E rimaniamo sospesi
su altalene di sogni,
col dubbio d’essere
qualcuno e perché e per chi.
Ah, la tua voce!
Una catenina d’oro puro
rosso, che ci tiene legati
all’anima del mondo,
mentre fai risuonare note melodiche
al pianoforte celeste.
Sei tu a suonare per me.

Ah, la nostra voce!
Inconfondibili intrecci
di desideri d’esserci,
luci accese a rischiarare
ombre, a fugare triste solitudine,
la sera, a comprimere
su pagine d’amore
liberi pensieri di vita,
da silenzio a silenzio
di voce in voce.

Perché possiamo
ancora
insieme

esplorare l’Infinito!

Insieme.
Noi.
La tua voce.
La mia.

Web
Web: esplosione
di voci silenziose -
anime trasparenti
visibili -
umanità che affiora
ricca, segreta, vera,
stravagante, seria,
elegante,
da uno schermo -

Corri
Corri,
corri veloce,
piccola lepre,
come inseguita
da cinque levrieri.

Poi d’improvviso
t’accorgi…
sei sola.

La tua brusca frenata
ti fa sbattere
il muso
contro un muro
d’indifferenza.

E resti
stordita, immobile,
riversa

in depressione carsica.

Muta.

Stella cometa
Sicura,
si tuffa piano piano
la mia Stella cometa
dentro la calma acqua
d’un lago,
dietro di sé lasciando
a tratti a tratti
lunga scia luminosa,
come invito a seguirla.

E già mi vedo
in tuta da sub,
sommozzatrice esperta,
io che non so nuotare
nel grande mare della vita,
cercare la mia Stella
dentro la calma acqua
d’un lago
seguendo piano piano
lunga scia luminosa

dei suoi occhi.

Haiku.10
…alla Luna

Luna sorniona
fai vibrar nell’anima
tanti tuoi amanti.

Ti ho rubato del tempo
(dedicata all’Altissimo, Onnipotente, Buon Signore…
e Principe della Poesia
, Lorenzo De Ninis)

Immagino un piccolo studio ovale
situato al primo piano d’una torretta
di una casa signorile d’epoca
con balconcino arcuato stretto
somigliante a uno spicchio di luna
che s’affaccia, dall’alta collina,
su un lago morbido e ridente.

Alle pareti, in scaffali di legno pregiato,
dorsetti blu e amaranto di libri rari
intervallati da oggettini antichi:
un cavalluccio a dondolo,
un’anforetta , una statuina in bronzo….
Piccoli quadri ad abbellire la cappa
del camino, a lato della scrivania.
Unica nota un po’ fuori tempo
il personal computer, che riporta all’oggi.

Immagino un signore elegante,
intento a sfogliare la posta in arrivo,
di giorno, di sera,
e smistarla e posizionarla
in pagine azzurre di cielo
brillante di cristallini liquidi.
Tu, grande Lorenzo, gentile e severo,
austero sorriso e tutto bontà,
nuovo mecenate dell’arte poetica,
aggiungi vigore alle menti,
dispensi emozioni, avvicini distanze
di spazio e di tempo.

Chissà di che colore sono i tuoi occhi!
La tua mente è istoriata di nervature
ricoperte di lamelle finissime d’oro,
il tuo cuore batte all’unisono,
in questo momento, col mio e con quello
di tutti quei “bravi” poeti
che ospiti
nel tuo studio blu.

Tutto il fascino, il mistero e la signorilità
della villa ottocentesca, tua dimora,
coi suoi fregi e merlature
e i suoi stemmi principeschi,
coi suoi giardini alla francese
che raccontano storie d’altri tempi,
sono iscritti nel tuo DNA,
conferendoti la nobiltà dell’antico casato,
e ti fanno essere un amabile signore intelligente.

Ho rubato anch’io il tuo tempo,
i tuoi assorti Silenzi, "Niño bueno"
e in cambio, ora,
voglio farti questo piccolo dono
per dirti grazie infinite
e dimostrarti la mia riconoscenza.
Un giorno, magari non lontano,
potremmo… chi lo sa!...
forse anche stringerci la mano!

(Gentile Lorenzo, spero voglia gradire questi miei sentiti Auguri di Buon Natale e di splendido Anno Nuovo che Le invio accompagnandoli con la poesia che Le dedico per la sua straordinaria gentilezza e sensibilità. Il sito che Lei ha aperto e gestisce con tanta cura è davvero una bella opportunità per chi sa apprezzarne e valorizzare le caratteristiche. Dunque il mio grazie è poco rispetto a quanto Lei fa, ma è sincero e soprattutto affettuoso. La poesia è più dettata da una mia immaginazione come fosse un racconto, ma mi piaceva far sapere a Lei ed anche ai frequentatori del sito come si può dare consistenza e caratterizzare un personaggio "importante" (perché tale Lei è) attraverso una specie di nicchia in cui lo si colloca. Sono consapevole che ci sia più fantasia che poesia, ma quello che conta è il pensiero.
Grazie. Wilma Marian Certhan)

Mesta allegria
Mesta allegria nel cuore,
autunno di pensieri
e di emozioni.
Sto al margine della Vita
come fossi sul terrazzino
della mia casa.

Dall’alto della mia anima
sento ricordi, speranze,
vaghi desideri indistinti,
risalire a fatica
l’erta della mia coscienza
come lenti escursionisti.

Un vento freddo
ci fa rabbrividire.
Tutto mi pesa
assurdamente
sul cuore confuso!
Ho nostalgia
del futuro.

Se riesci
(16.5.’07)
... a V. L.

Se riesci ancora
a sentire il profumo delle viole
e a inebriare i tuoi sensi

Se riesci a commuoverti
guardando di notte
il cielo stellato sopra di te

Se riesci ancora
a vedere il viso di una donna
nel volto chiaro della luna
e a parlarle in silenzio

Se riesci a far vibrare il tuo animo
ascoltando una voce,
la sua

Se riesci ad emozionarti
per un dialogo che consideri autentico
e per il calore di un sorriso

Se riesci
a sognare ancora
la libertà di sognare

Se riesci
a vivere con intensità
sulle ali della tua fantasia

Se riesci
a tenere desti i desideri
e a cullare speranze

Se riesci ancora
ad innamorarti e ad amare

Se riesci ancora
ad effondere tenerezza e passione

Allora tu sei grande
e sei
giovane dentro!

A Sua immagine e somiglianza…
(17.11.’07)

Esiste una morte bambina,
allegra, istintiva, carina,
che gioca a nascondersi,
oppure a battaglia navale,
e che cerca
con le mosse più astute
di far scacco matto
persino agli angeli
in tenera età.

Lei poi si trasforma
in gentil giovincella,
si veste alla moda,
si trucca e si pettina a modo
e tiene oltremodo all’esteriorità.
S’acquatta a volte, di notte,
su strade e cunicoli e svolte,
e senza rimorso o pietà
vi lascia il cuore spezzato
di giovane vita a metà.

Esiste una morte matura,
che pensa, che sogna, che va,
che nutre e divora,
che fa…
e mite e sazia sorride.
La notte s’incanta
a guardare le stelle,
le conta fino ad esser esausta
e nel sogno le accende
per farne bel dono a chi ama
e a chi l’amerà.
Ma poi, d’improvviso, si stanca,
diventa cattiva realtà,
inghiotte veleno e viltà,
si sradica e geme
e spegne delusa
la luce dei suoi occhi blu.

Esistono rughe sul viso,
fatica di muovere un dito,
e smorfie e aridità,
avare catene di affetti
perduti o strappati dal vento.
A stento
Lei ascolta il suo cuore,
che diamine! È muto pallore!
Neppure saluta , né guarda
negli occhi nessuno,
e senza capire perché,
ignara nel nulla
per sempre
lei va.

Ed eccola ancora
di nuovo!
Rinasce in ogni secondo
in angoli e anfratti del mondo.
Lei è stabilmente con noi,
perché, se ben ci pensiamo,
ahimè, siamo stati creati,
pur senza alcuna speranza,

…. esattamente….

“a Sua immagine e somiglianza”!




 

Haiku.9

un omaggio a Lorenzo De Ninis

(foto di Vladimir  Lijavitzsky)

 

Luce di lago

d’argentati riflessi

cuore s’accende.

Wilma M. Certhan
 

Haiku.8
... alla mia Musa ...

Haiku d’amore
scrivo per te di giorno -
la notte sogno.

Comicità
... ovvero ...
I microcosmicomici


Al giorno d’oggi
sono sofisticati e austeri
i treni,
con doppi piani
e soffittatura a specchio
che fa apparire doppio
anche lo spazio
d’ogni scompartimento,
e una certa distanza
si rivela
tra me e me
e tra tutti i passeggeri
con se stessi.

Vedersi sottosopra
come appesi al soffitto
- senza mai cadere -
donne veder gesticolare
come pupazzi artigianali
mossi da invisibili fili,
muover di scatto il capo
come robot impazienti -
chi con matita in bocca
e fogli sparsi in mano -
irrequieti bambini
a vociare per nulla -
giovani innamorati
ignari d’esser visti
involontariamente -

Veder altri svestirsi, rivestirsi,
intabarrarsi, imbalsamarsi
e poi mummificarsi
con giri, giri e rigiri
della sciarpa al collo,
incappellarsi
come marchesi e duchi -
son tutte mini-comiche dal vero
di un micro-cosmo
d’onnipotenza saturo!

Strana scena davvero,
surreale, inconsueta,
mette dinanzi agli occhi
tutto il ridicolo
e la precarietà
di quell’umanità che siamo,
fragile dentro,
ma che vuol camuffarsi
ad ogni costo
in “anima di ferro”!

Emozioni di vita
Increspature sottili
dell’acqua tiepida
d’un lago
in superficie  -
 
Onde monotone
e incerte
nel loro lambire
piano
la solitaria spiaggia
d’inverno  -
 
E poi,
onde su onde,
senza tregua,
e alti marosi -
 
In cielo nubi
s’addensano
e migrano
come i pensieri
ad accogliere altra luce,
altri orizzonti -
 
Viene infine la quiete,
si rasserena il cielo,
e tu,
ritrovi dentro l’anima
la vita effervescente
delle tue emozioni -
 
Prima lievi, sottili, delicate,
poi forti, impetuose, passionali,
e poi - avvolte su stesse,
ingarbugliate,
o agitate dai venti chiusi
della tua memoria.
 
Infine mute, guardinghe,
solitarie, tormentate
 
    e addormentate
 
        dentro sogni infranti.

Un pianto lungo un secolo
In quest’ultimo scorcio
d’autunno brumoso
un pianto lungo un secolo
sento snodarsi piano
e premere e cercare
una via per uscire.

Ma soltanto
passi stanchi
e lenti
ne mostrano l’esistenza
nel buio denso
dell’anima.

Haiku.7
Se tu mi manchi
non ho più le ali bianche
per volare via.

Un ritratto
Guardo un volto
lievemente accigliato,
scopro un velo
di tenerezza
negli occhi iridati.
Il sorriso tradisce
la bontà del cuore.
Le labbra
sono come sorgente
d’oro genuino,
la pelle d’ambra
levigata dal sole.
È il ritratto
di un’ineffabile
immagine di luce.
(ispirata da "Ritratto", di V. Cardarelli)
- dedicata a Vladimir Lijavitzsky -

Autoritratto
Nascosto se ne sta
nel mio ritratto, dipinto
su pochi centimetri quadrati,
il mio spirito, assorto.

Lunga capigliatura e folta, ieri,
dai bei ribelli riccioli ammansiti,
oggi argentei, sottili e corti fili
dorati di ricercata libertà.

Lunghe le ciglia e brevi sopracciglia
su due occhi inutilmente grandi
con fili d’erba,
bagnati di rugiada, ad iridarli.

La bocca allegra spenta,
labbra timidamente colorate,
trasognata espressione di umiltà.

Linee del tempo impresse sulla fronte
a segnare nostalgici ricordi
e tante tante gioie malinconiche.

L’immagine che appare, un po’ velata,
è, in trasparenza, l’anima
impregnata di tristezza.

Ora no! Ho troppo da fare.
Sarà per un’altra volta…


Inarrestabili,
galoppano a briglie sciolte
due bei cavalli sauri,
e tirano una carrozza
in pompa magna
rivestita di trine
e di nero velluto.

Spavalda, su, a cassetta
troneggia Lei,
l’impavida!
E sghignazza.
Segue con gran frastuono
disordinata banda
di tromboni e grancasse.

Lo scalpitìo selvaggio
e il gran baccano
scuotono il mio torpore,
e d’improvviso m’accorgo
che mira verso di me
la carovana.

Terrorizzata, immobile,
sgrano i miei occhi grandi
e… che sorpresa!
I cavalli s’impennano
impauriti, impettiti.

Lei fa un tonfo sonoro
scivolando avantindietro
catapultata a terra,
poi batte in ritirata,
il viso viola
per la vergogna
dell’onta inaspettata.
Per poco non ci lascia Lei le penne!

Per pura precauzione
io mi scanso di lato
e soddisfatta sorrido,
non senza aver tirato
un lungo sospiro di sollievo
e aver detto a gran voce:
”marameo!”

E spero non si vendichi
dell’affronto subìto,
ritornando all’attacco
di soppiatto, sotto mentite spoglie.
Se così fosse,
sarebbe a tutti chiaro
che non possiede affatto
l’inglese “sense of humour”!

Intanto, ho già studiato
la mia prossima mossa:
le darò l’indirizzo sbagliato!

Haiku.6
Rondine vola
su garruli sentieri
piena d'amore.
Così felice
arditamente sfiora
i miei pensieri.

Lux animae
(8.11.’07)

Spengo stranita
carina e felina,
ma solo per poco -
soltanto per gioco -
la luce dell’anima.

E attendo.

Così…
Per costringerti
a cercarmi
a tentoni
e ritrovarmi
riaccendendola.
(Vladimir Lijavitzsky

Il colore dell’Infinito
“Anima con le pareti spoglie”
oscura immagine
di te
che mi tormenta
e mi trafigge il cuore!

Vorrei,
-ah… se vorrei!-
rivestirla di broccati
di fine seta rossa,
con ricami d’oro puro
al modo originale
dell’oriente.

Farò delle mie mani
ricamatrici esperte
per disegnarti un’anima
allegramente piena
dei vivaci colori
della mia.

Accogli, te ne prego,
questo piccolo mondo
che viene dal profondo
e annunciami
di nuovo
che la tua anima
ha ritrovato per le sue pareti
il colore d’Infinito.

Un pensiero diverso
m’opprimerebbe
solo!

Ora,
scrivo con l’armonia
delle dolci note di Axis
che a te rimando,
lievemente,
teneramente,
sul filo del ricordo,
perché ne resti traccia
-in te - in me-
- in noi -
eternamente!


                (a un poeta)
Caleidoscopio
Il caleidoscopio
dei colori
della tua anima
fa impallidire
il mondo!

Di me diranno
Fredda stagione è questa
che mi costringe a restare
imbacuccata dentro un sogno…
… ogni notte lo stesso..!!
E di me certo diranno:
«Eterea creatura,
da sola stazionava
sotto casa di una Luce
e coi suoi occhi
guardava fisso
lo scorrere del Tempo
che, lento e pigro,
dentro il lago assopito
scivolava
e goccia a goccia
vi si dissolveva.
E il suo sogno,
da incantesimo nato,
era una bolla trasparente
irrigidita,
appesa al filo dell’Eternità.
L’inesistenza dentro
osservava l’esistente fuori,
come occhio di Dio,
che tutto vede
senza mai esser visto!»

Prove tecniche
Scusate voi, se non m’intendo assai
di tecniche digitali e fotografiche!
Mi pare, appena un po’, di ricordare
che per fare una foto
tradizional-analogica-mente
la pellicola si lasci impressionare.
Un’immagine nuova, digitale,
invece si può fare solamente
con mega e micro puntiformi pixel.

Ma se il pensiero digitalizzato
si getta nella mischia
e in milli-milionesimi secondi
corre sui fili tesi della rete
inseguito da tera, giga, exa
e multipli di bytes,
impressionare - dicono - dovrebbe
i cervelli dei cyber-spazi-nauti
irreversibilmente.

Dunque, attenzione,
amici blu iridati,
se i naviganti diventano astro-nauti,
e volano anche di giorno fra le stelle,
il rischio è alto…
si va…
            … per la tangente,
forse davvero
irrimediabilmente!

Haiku.5
Cade la pioggia.
È l'anima che piange.
Mi consolerai?

È un attimo
(16.6.'07)

Solo per un saluto,
per un arrivederci
a presto,
la tua calda mano
stringe per un attimo
la mia.

È quasi mezzanotte.
Un brivido
m’attraversa
tutto l’essere
e miele si scioglie
nelle vene.

Fermati, attimo,
sollevami leggera
tra le stelle.
Attimo d’incanto,
fermati,
almeno nella mente!
"Sovente l'attimo s'arresta, dilata il tempo dell'immagine,
si imprigiona nella poesia
"... così scrive il grande Silvano Conti...
E, se pur si tratta di un gesto quasi banale, quell'attimo lo rivivo
ogni volta che rileggo quello che ho scritto.

Inquietudine
Oh, inquietudine di lago e di mare!
Stridono i venti di tramontana
su quest’alba affranta,
s’increspano le onde della vita
e la mia barca sta
per naufragare.

Insaziabile della mia malinconia
m’avvolgi tutta
in un velo trasparente,
e stringi e mi trascini
e mi mostri le tue meraviglie.

Mi spingi fin sull’orlo
d’un vorticoso abisso,
poi mi lasci intravedere
la porta spalancata
d’un paradiso di bontà,
suoni, colori,
ma mi obblighi soltanto
a indietreggiare.

Tu sei le mie notti insonni,
i miei sogni proibiti,
l’ottenebrar di mente,
il respiro a balzi del cuore,
il pianto inconsolabile
dell’anima ferita,
e sei sempre lì sul punto
di farmi soffocare.
Oh, inquietudine di lago e di mare!

Per me, soltanto hai in serbo
una lunga, tortuosa
e oscura galleria senza sbocco?
Oppure ti redimerai
donandomi alla fine
mille luci soffuse
di antiche e smaltate lampare?
Oh, inquietudine di lago e di mare!

La Scala della Vita
Immaginar mi fece un sogno
la mia vita
come la scala
di fine marmo pregiato
del più alto e lussuoso
grattacielo di Manhattan.

Senza fretta e con tanti
“oh!” di meraviglia,
devo salire
gradino per gradino,
con brevi o lunghe soste
in qualche pianerottolo accogliente
per calmare l’intimo, sofferto affanno.

Piano centosettantasette
è il mio traguardo.
Da lassù, quando sarò arrivata,
tutta per il mio cuore è la città.
E aver fatto fatica
ne sarà valsa la pena.

Ad occhi aperti, appena sveglia,
mi son trovata sola
su una scala a pioli
appoggiata sul niente,
con rotti gradini o mancanti,
che spesso ondeggia e traballa.
Di soste sperate,
neppur la più pallida ombra.

Mi tengo aggrappata con forza,
a volte mi gira la testa,
il cuore in frenetica corsa,
il fiato mi manca,
sospendo il giudizio e lo sguardo.
Se penso al traguardo finale
è vertigine pura.

Non so quanti siano
i gradini per me.
Ma l’ultimo, poi,
quando l’avrò raggiunto,
mi serberà in sorpresa
un buio precipizio abissale,
un tuffo sonoro nel vuoto assoluto,
o un mondo di luce e d’amore?

Tempo
Tempo puro, tempo vuoto,
tempo denudato, tempo!
Null’altro che tempo!

Se non segui il movimento,
il dinamismo degli eventi,
il lavoro, gli amici, l’amore,
se non segui l’onda della vita,
là dove il tempo se ne sta
discreto, impalpabile presenza,
nascosto dietro
tutte le attività che svolgi,
allora tu sei solo tempo,
sei pausa, senza sapere
fino a quando, sei
il peso stesso del tempo
d’incommensurabile spessore,
e sei infinita attesa!

Ma sei già morto
dentro un tempo vivo
o vivi in un tempo morto?

Un mondo di emozioni
Stupirsi del mistero della vita,
amare l’Infinito,
lasciarsi trasportare
dalle onde rarefatte del silenzio
verso gl’irraggiungibili
spazi siderali
fino alla più lontana
periferia dell’universo,
scendere con la fantasia
negli abissi oceanici
per cercare tesori rabdomantici,
scavare nelle profondità del tempo
ripercorrendo i sentieri
del passato e del futuro
e vivendo intensamente
ogni attimo presente:

non so se tutto questo
è POESIA,
di certo è
indispensabile alimento,
linfa vitale
del mio mondo
di emozioni!

Toccata e fuga
(in QUA Maggiore)

All’ànsito dei giorni
che mi soverchia l’anima
s’aggiunge ora soltanto
un tremito di labbra -
impercettibile vezzo
d’articolar l’amore
in tacite parole senza suono,
un battere di ciglia
che coglie un istantaneo lampo
di vivida luce
dai tuoi occhi chiari,
e un ultimo disperato grido
che si frantuma
in sommessi sussulti
soffocati nel cuore
al tocco lieve
della tua anima in fuga.

Aspettando…. Cristina
(10.10.’07)

Da giorni e giorni
la mia mente vagola
cercando ed inseguendo
con quattro occhi sincroni
la luce del tuo sguardo
poetico sul mondo.

Per andare e venire
dai flutti tesi
dell’alta marea delle parole,
per stringere pensieri
fra le dita
e non lasciarli scivolare via
come la sabbia,
nell’attesa di te,
del tuo meraviglioso verseggiare,
m’immergo in uno strano e lieve
ondeggiare dell’anima
e tutto quel che trovo
è questo minuscolo
ed umile dono
che hai letto.

Tu, poeta dell’anima
Tu, tenero poeta,
che ti soffermi pensoso
sui filamenti di un sogno
ancora impigliati
nell’incerta veglia
d’una rorida alba -

Tu, fragile poeta,
che raccogli pepite d’oro
sulle lucide sponde
dei tuoi laghi interiori
e me ne fai
prezioso dono -

Tu, ingenuo poeta,
che metti a nudo l’anima
e l’ami, nel profondo,
perché ti senti vivo
regalando carezze
e inattese speranze -

Tu, mio unico poeta,
che inventi la mia vita
e mi catturi
nei tuoi desideri
per farmi poi
librare
in volo estatico -

Oh, magico poeta,
tu mi fai…

esistere!

Parole… pensieri…
Parole che non osiamo dire,
pensieri che non osiamo pensare.
Anche di questi eventi
inesistenti nella coscienza
è intessuta la nostra vita.

Chi sei tu?
Chi sei tu
che in religioso silenzio
al mio fianco cammini?

In tutto questo tempo
in cui c’inerpichiamo
su per sentieri aspri
e vivi e solitari
neppure una volta sola
incrociamo
i nostri sguardi.

È tanta la paura
di tradire
le emozioni violente,
di rivelare
l’esplosione silente
dei nostri cuori in affanno…
O non si tratta forse
d’implosione?

Noi,
due atomi d’amore,
dispersi
nell’immensità dell’universo,
ascoltiamo
la voce del silenzio
che grida forte
dentro le nostre anime

e ci scopriamo…

esistere!

Teneramente
AppassionataMente
RagionevolMente
TremendaMente
LealMente
DolceMente
SommessaMente

AccortaMente
TimidaMente
ConsapevolMente
MalinconicaMente
EmotivaMente
SentimentalMente

ProfondaMente
AmorevolMente
DelicataMente
ImmensaMente
DisperataMente

Tener-A-Mente

... Cielo...
..., Cielo, rattrista
il brivido cangiante
Cielo, stordisce
l'impavido tuonante
Cielo, seduce
il variopinto arcuato
Cielo, abbaglia
il luminoso rovente
Cielo, entusiasma
il rubino infuocato
Cielo, incanta
il tremulo stellato
Cielo, esalta
l'accogliente sorniona
signora del Cielo!

Apatia selvaggia
(al modo di Pessoa)

Nel buio della notte
della mia anima
sento echeggiare
le onde del mio mare.
Salgono dal profondo
alluvioni di emozioni.

L’oscurità m’assale,
mi travolge.
Ma è il rotolìo dell’onda
che s’infrange sulla riva
a salvarmi finalmente
dall’apatìa selvaggia.

Gabbiani in volo
A sera, rosso tramonto
sul tuo lago
colora le tue fantasie.
Un gabbiano s’alza
lento,
immobile forse,
solo da una corrente termica
sostenuto e sospinto.

Sulle sue ali
trasporta desideri,
illusioni, speranze.
Rendigli lieve il volo,
digli con segni chiari
se e dove l’attende
quell’anima che cerca
con così tanto ardore.

E due gabbiani in volo
insieme staranno
leggeri, come l’aria
che li solleverà,
e con le ali aperte
andranno

verso l’eterno
Infinito presente,
verso il futuro
e il passato recente,
ebbri dell’immortalità.

Gioia d’attimi.
Felicità sognata.
C’eri tu con me.

Tormento d’amore
L’amore, quello vero,
se esiste,
dev’essere un gigante.
E tra i giganti, il Re.
Tutto “maiuscolo”.
Di nobile lignaggio.
Sempre scortato
da damigelle e paggi:
quali l’Intensità, l’Infinito,
l’Eterno presente,
il Desiderio,
che più s’esaudisce
più a dismisura cresce.
E poi l’Unicità
e l’Appartenenza,
perché no!?

Posso testimoniare
che l’ho sperimentato
questo AMORE.
E un bel nome ho anche dato
a Sua Maestà: l’ho chiamato
Infinito!
Ché mi sembrava
il nome più appropriato!
Ma non ho mai compreso
come funzioni
la freccia di Cupido.
Se solo un cuore
s’impegna di trafiggere
e l’altro anestetizza
che Amore strano crea?

Forse
bisogna accontentarsi
di amare e basta,
senza ritorno alcuno?
Se così fosse,
che lo si sappia almeno.
Semplicemente.
Per non disperarsi.

E gli si cambi nome,
per favore!
Lo si chiami Re Invisibile!
O soltanto
Batterio Microscopico!
O ancora meglio,
Signor Nulla!

Loro si parlano
Vuoi ingannare
la tua anima
ancora?

Forse
l’avrai già fatto
tante volte,
l’hai abituata
e s’è assuefatta.

Guarda l’onda,
che inabissa
i suoi misteri…
Fa’ come lei,
ancora!

Ma la mia anima
mai
potrai ingannare!

Loro si parlano
con sincerità,
a mia e tua insaputa -
e non sanno
mentire!

Per tenerti al sicuro,
posso soltanto
dirti
che manterrò il segreto
già trapelato.

Messaggi dell’anima
L’anima non parla
se non ha nulla da dire.
Ma quando in lei
traboccano
sentimenti, emozioni,
desideri, speranze,
fino a farle paura,
a gran voce li grida
per poterli diffondere
nell’universo intero -
voci della sua pena -
o della gioia, invero! -
sperando che l’ascoltino
anche i cuori
di pietra!
Il risultato?
Non se ne cura affatto.
O quel che dice
vale ,
oppure niente vale.
E fa lo stesso.
Purché lei abbia detto
l’oltremisura dentro!

Dedicata a Cristina
Bussati, Cristina,
bussati!
E se non basta,
suonati il campanello
senza staccare il dito
finché non ti aprirai!
C’è dentro già
un’ospite in attesa -
di riguardo -
che t’ama alla follia
e che ti guiderà
tenendoti per mano.

Tutti dobbiamo bussarci
e accoglierci per primi
perché siamo noi stessi
ciò che di meglio abbiamo!
E quando l’anima piange
Non è solo tristezza
che attanaglia le vene.
Le lacrime
sono acqua benedetta
che la lavano via.

Perciò, Cristina,
bussati,
e accogliti ogni giorno
col sorriso più splendido
che hai...

Porto un anello
che porta al tuo cuore,
sogno il tuo viso
sorridente e sereno,
due occhi accesi da far male,
le sopracciglia a far da corona
e la tua bocca in dolce fermento.

Le tue parole sono di perla,
sei un vero omaggio
per l’anima mia.
Scrivo per te
i miei fragili canti
anche se in cambio
mi offri il patibolo.
(ispirata da scritti di Marina Cvetaeva)

Tu ed io
Tu ed io, anima mia,
dobbiamo fare un patto.

Lascerai ch’io dimentichi
mentre tu lo ricordi
solo un pochino ancora…

Poi ti cederò il passo.

E mentre io lo ricordo,
appena un po’, te l’assicuro,
tu dimentica.

Sì, dico davvero, non lo credi?
Dimenticalo!

Ma devi fare in fretta!
Te ne prego,
più veloce della luce!

Così che poi anch’io
possa non ricordarlo più.

Per non affliggerti troppo,
anima mia.
Come accade ora!

Haiku.2
Vela spiegata
profilo d'orizzonte
sei tu che vieni.

Cenere
Ritagli di tempo
in ogni mio giorno
con cura maniacale
ho allineato
a formare
piccoli passi
che m’aiutassero
a sognare.

Lampi fugaci
di semplici desideri
ho conservato in ordine
nello scrigno segreto
della mia anima
stanca.

E ora
tutto
è
cenere
indecifrabile. 

Aspetterò tempi migliori
Stare con le persiane chiuse
tutto il giorno
quando fuori c’è il sole
che a cascate riempie di calore
e di luce primordiale
il prato, il cielo, il mare,
la terra, l’aria,
il volo delle rondini…!

E io che volavo tra le nuvole
col mento in su a spiare
i loro umori, le forme diafane
e le continue metamorfosi
genetiche!
Ora più non riesco
neppure a respirare…!

Sono reclusa, sepolta viva
a forza, non oso avvicinarmi
a uno spiraglio che mi segnali
cosa accade fuori, che mi confermi
se il vento ha voglia
di trascinarmi via
tetri pensieri.

Sento, soltanto, che dentro
mi s’affollano fantasmi,
che l’anima impaurita
sbatte a forza le sue ali
impigliate nelle sbarre
della follia, dell’odio,
dell’idiozia, della malvagità,
dell’ignoranza,
dell’arroganza pura!

Dovrò trovare il modo
per cancellarmi come
un segno di matita
scritto sulla pagina sbagliata.

Deciderò di rendermi
invisibile a me stessa,
di sentirmi leggera,
trasparente, di fluire
come un’onda magnetica
nel mondo.

Cercherò
di guardarmi da lontano,
come fossi spettatrice
di un film che proietta
il mio futuro nel presente
e ripete a ritroso
il mio passato, confondendo
le carte della vita.

E aspetterò tempi migliori!
Convincerò la mia anima
che stiamo insieme giocando
a nasconderci dal lutto
che incomberebbe,
spietato,
sul cuore inerme.
E aspetteremo insieme
tempi migliori!

Haiku.3
Berrò un sorso
di rugiada celeste
per sublimarti.

Eclissi di cuore
Si compie piano piano
un'eclissi totale
del cuore.
Non so come avviene.

Forse è un astro d'ametista
o di smeraldi e rubini
a interporsi
fra lui e il suo Sole.

A tempo scaduto,
resta l'ombra visibile
soltanto
in un'opaca radiografia.

Uomo
Ti ho visto,
mio caro Narciso,
specchiarti furtivo
più volte
in occhi di donne.
Di notte, col cielo stellato,
di giorno, su un prato
all’odor di calendule,
d’estate, cullato dall’onda
del mare, col cuore
sorretto ogni volta
da un solo pensiero:
scoprire te stesso,
in ogni tuo sguardo,
in ogni tuo specchio.

Ed è così
che riveli,
inconsapevole -
al mondo,
l’idea
che hai dell’amore:
ami la donna-specchio
di te, ami te stesso
riflesso
negli occhi
d’ogni donna
che dici o che credi
d’amare!

Magici poeti
Magici poeti della notte
trasformano emozioni
in immagini
e pensieri.
Con la lenza
dell’anima
prendono per la coda
le parole più belle
e con esse descrivono.

Poi le affidano al vento
per farle trasportare
fin dentro cuori nuovi,
così da poter essere
veramente udite
lette comprese
tenute strette a sé
gelosamente
e per sempre custodite.

Il Tao
Nel flusso continuo,
incessante, inarrestabile
del mondo,
stanno le nostre anime,
immerse
in una danza
cosmica, vibranti.

Dov’è la tua anima
ora?
La sento vicina vicina,
nel tempo,
accostata alla mia,
anche se, nello spazio,
distante m’appare,
lontana.

Vorrei
fossimo fluidi,
leggeri,
così da seguire
dolcemente
il movimento
lento
del Tao.

Oh, vedessi,
oh, sentissi,
tu - io,
fondersi la tua anima
con la mia,
in un eterno
Infinito
presente!

Haiku
Uno sguardo.
Una intesa.
Ed è subito amore.

Un puzzle
Ho sminuzzato tutta la mia vita.
L’ho divisa in frammenti
piccolissimi, che ho affidato
alla brezza della sera,
perché li disperdesse
nell’aria - lontano -

Me li ha restituiti
ad uno ad uno
la brezza del mattino
per ricomporli -
come per gioco un puzzle -
e da lì ricominciare.

Ora un quadro è completo
da ammirare -
o almeno…
da guardare!
-
il prossimo è tela bianca
in attesa del pittore.

Tronchi allineati
su file di camions
a rimorchio.

Sterminio di giganti.

Interi
boschi abbattuti.

Addio, chiome frondose!

Addio, ombra ristoratrice
nella calura estiva.

Addio,
per sempre,
verde bellezza!

Rigor mortis
Nulla più m’impressiona
quanto la rigidità della morte.
Non il pallore
d’un viso emaciato,
è normale sofferenza -
non il freddo di mani o di labbra,
è comune esperienza -

Non il gelo
che a volte c’è
in parole non pensate
e pronunciate tuttavia,
o in parole suggerite
da un demone malvagio
per ferire di proposito!

Ma il rigor mortis
è inesprimibile mistero!

Lei blandisce, pace mostra
e fine d’ogni dolore,
dei tormenti dell’anima,
e chissà cos’altro ancora,
forse angeliche visioni,
forse vita più serena
in perduti paradisi.

E alla fine del “negozio”
chi le crede e a lei cede
avrà avuto veramente
la sua parte di vantaggio?

Il mio… Bravo
Tutto è avvenuto
con la fantasia,
dentro un sogno
mattutino…


Camminavo a passo spedito
con il mio breviario
in mente (non in mano!).
Ripetevo il mio Zahir
che così m’accompagnava.
D’improvviso alzo lo sguardo
e lo vedo lì davvero:
a cavalcioni su un muretto
sta aspettando proprio me!

Il mio cuore già s’affretta,
corre corre all’impazzata,
lo raggiunge in un secondo.
Io invece sto tremando
non riesco a camminare.
Lui mi guarda e mi sorride,
le sue calde braccia aperte….
Non so più cos’è avvenuto…
So soltanto che il mio Bravo
era proprio un Bravo bravo!

... E non è detto
che un bel sogno
non diventi realtà!

E d’ora in poi
mi ubriacherò
di musica, di libri,
di dialoghi virtuali,
descriverò
l’improvviso naufragio
e l’isola di approdo
e il salvataggio,
respirerò
sogni leggeri,
intreccerò dorati fili
di speranza e riempirò
cesti di stelle.
Berrò la luce
di due occhi amici.

E non udrò
e non vedrò
passarmi a fianco
il tempo
sfiorarmi le caviglie
e oltrepassarmi
sul filo del traguardo.

Starò sempre
più indietro
col mio tempo
così da non accorgermi
quando s’oscurerà
la mente
e mi verrà
rapita l’anima
per sempre,
perché sarò
troppo impegnata
a vivere
davvero!

Magnetismo
Tu insegui il vento,
io l’aria.

Se ti voltassi
ti specchieresti
nei miei occhi
e io nei tuoi.

Saremmo attratti
dall’Infinito,
e risucchiati
dall’Eternità.

Oh, magnetismo sublime
delle nostre anime!

Se non ti volti,
continuerò a inseguirti,
aria che mi dai vita,
per poter respirare
e
per esistere!

Ma l’anima
forse
col tempo
si smagnetizzerà?

Oh, non permetterlo…
mai!

Non puoi trovare
un’alba in un tramonto.
Ogni giorno
ha la sua alba
e il suo tramonto.
Tutto è in ordine!

E anche la tua vita
procede come deve.

Unico è il suo tramonto,
malinconico e triste
senza più nuove albe,
e con languore incompiuto
come volo di rondine
senz’ali.

La mia Musa
Quasi sempre di notte
arriva
il mio cantore.

Nel bel mezzo
di un sogno
mi scuote appena
e mi seduce
a tal punto
che mi fa
sobbalzare.

È un sussurro, un sospiro,
un’angelica voce
che parla silenziosa.

Vuota l’anima
compiacente,
mi costringe ad ascoltare
e detta, detta,
finché non ha finito
di snocciolare
tutto il suo pensiero.

Infinito calpestato
forse deriso
comunque non compreso
e non riconosciuto.
Infinito defraudato
deluso amareggiato
sfruttato indebolito.
Infinito sciupato
forse per sempre
e irreparabilmente.

Vado cercando
quel che non vedo
ma intuisco
e sento…
… l’essenza
di un’anima lontana -
il suo eterno fluire -
il suo velarsi
e svelarsi -
e ancora rivelarsi
in una cara voce e vellutata,
che or ora c’era
e adesso
più non c’è.

Distanza
Non c’è distanza
quando non ci sei,
se proseguiamo
il dialogo virtuale
e m’intrattieni
a lungo,
e mi emozioni.

Non c’è distanza
se col tuo
dialogo interiore
in ogni istante
mi parli
ed io col mio
ti parlo.

Non chilometri
che ci separino.

Da lontano,
non possiamo
sentire la nostra voce,
ma il battito del cuore,
che corre
sul filo del pensiero,
sì!
È distanza questa?

Distanza è soltanto
quel solco
profondo
invalicabile
tracciato
dall’indifferenza.

Tu lì, io qui,
teniamo saldi -
sempre -
i due capi
del filo sottile
di seta
che ci unisce
col suo baluginìo,
per ritrovarci
dopo ogni smarrimento.

Per chi è in sintonia
e in risonanza -
come per chi si ama -
non esiste distanza.

Anima
Solitario paese evanescente
da mille echi abitato e da ricordi,
spessa trama - vieppiù infittita -
di una vita
trascorsa a piantar chiodi,
a fissare puntelli,
a superare ostacoli
come cavallo in corsa
addestrato
in un maneggio.

Urla il silenzio - indomito -
là, nei tuoi segreti anfratti
ed io l’ascolto -
e l’amo - oggi -
straniera in casa mia -
e il mio domani vedo
come rosa,
sbocciata in mezzo ai rovi,
a primavera.

La primavera dei poeti
Sentono i poeti in anteprima
l’alito tiepido della dama di fiori.
S’inebriano dei profumi
e dei colori dei suoi doni.
Trasfigurano il canto
di rondini ed allodole
in melodiose armonie
da rapire l’anima.

Il loro sguardo leggero,
fuggevole accoglie
nuove gemme d’eucalipto,
teneri rami di mirto.
E trasparente s’invola
sulle ali delicate
della nobile vanessa Io
in direzione dell’Eden.

La fiaba più bella
In una luccicante sala blu
s’attende il grande ballo -

D’un tratto appare
il principe -
occhi dolcissimi,
luminosi e iridati
come acqua marina -
gli cinge il capo
una corona di stelle.

Lei, Cenerentola
titubante, impacciata
nel suo regale abito
avuto in prestito.
Ma è dentro il cuore
che lui guarderà.

Ero sola ….
(Milano, 14.3.2007)

Impalpabili echi
d’un lontano silenzio
giungono stasera
a fibrillarmi l’anima.

Seguono l’onda lieve
del ricordo,
sciabordano nel cuore,
si fondono
con intense emozioni.

Echi eloquenti
d’un silenzio lontano
in cui si scioglie
amore.

E….
mai più…
sarò sola!

Un’immagine di luce
di continuo percorre
il mio pensiero.

Se la fermo, sfuma
il suo splendore
e si confonde.
Se la lascio andare
pervade l’anima,
m’abbaglia e mi consuma.

Dovrò trovare il modo
di scoprire a chi appartiene,
a chi somiglia, o di farla sparire.

A un amico poeta
Fluttua nell’anima
un’emozione nuova.
Ti balena un’immagine
nella mente serena.
Parole e versi
ti risuonano dentro.
Trasformi il mondo
in angeli e sirene,
inventi l’Infinito.

Distilli goccia a goccia
il tempo dell’amore.
Sublimi desideri
e sentimenti
in liriche e poemetti.
La fantasia ti fa
volare in alto
e ti mostra
universi sconosciuti.

Sei cercatore d’oro
nell’alba
e in un tramonto.
Il tuo sentire
si espande
dal tuo cuore
nel mio.
Questo sei tu,
Poeta!


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