Pagina iniziale

Tematiche e testi

Poeti del sito

Narratori del sito


 Poetare | Poesie | Licenze | Fucina | Guida | Strumenti | Metrica | Figure retoriche | Creazione | Autori | Biografie

2017
Poesie del mese

Antologia poetica
L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -


Novità | Concorsi di poesia | Poesie consigliate | Racconti consigliati |
Invia i tuoi racconti      Recensioni       La sorgente delle poesie      La Nuova Giostra della satira      Rubrica di annunci
                                                                                                             

Invia le tue poesie

Angolo della Lettura

Consiglia una poesia

 Scrivi il commento ai testi

 

Leggi i commenti ai testi

 

21 Febbraio

Poesia a tema
La leggerezza necessaria del qui e ora

So che…
domani mi dondolerò
tra punti e virgole del mio io
so che…
cercherò la giusta terapia
nel tempo imperfetto
so anche che il tempo vive
nelle noti dell’oggi
se pur ritorna sempre
nel prima e nel poi
nell’ istante
che porta in grembo
la libertà inerente
al suo flusso eterno
ma vivo ora
nell’istante dell’oggi
tra ansie e sogni
che nel cuore si quietano
e nel cielo si completano
Antonia Scaligine

Ognuno             6.11. 2016
Ognuno vuole vivere 100 anni, ma del suo prossimo non se ne cale affatto.
A ognuno basta non pensarci mai che un giorno tutto è out, insieme al sole.
Quel che possiede deve cedere qua, a chi gli resta indietro.
Eppure a ognuno continua imperterrito l'affanno del profitto, dei soldi,
di Mammona, senza tregua nè riposo. "Più possiedi, più vali".
La mera filosofia un po' di tutti ormai.
Mia suocera diceva alzando il capo, e dice ancora all'età di 93 anni:
"Voglio vedere la morte di tutti". E ci sta riuscendo godendo il male altrui.
Mia mamma, povera, affamata e sola anche durante la guerra
godeva se la gente stava bene, trovava lavoro, faceva i soldi, si sposava.
Si augurava soltanto di fare anche lei il resto delle sue funzioni
matrimonio, battesimo dei figli, dei nipoti e infine immancabilmente
la morte in tarda età.
Ma era troppo buona, troppo attaccata al bene degli altri, quindi soffriva
se stavano male parenti, amici, conoscenti e estranei, al punto di non voler
più soffrirne lei stessa e a 72 anni ci lasciò. Sua madre l'aveva fatto a soli 52,
il papà di mio padre a 60.
I buoni hanno l'empatia innata.
O imparano a vivere sotto una campana in un mondo di sogni o,
muoiono prematuramente.
Mia mamma odiava l'ingiustizia.
Per lei ci voleva il paradiso, senza dolore e pene.
Ma la maggioranza che ci circonda è puramente egoista...
Merita l'inferno dantesco.
Rosa Giusti De Ruggiero

Se sta imbujànno sempre'n po' deppiù…

Roma…a la malora!
Er lume de la stella se st'a spegne…
E li colori mezzi scolorati
se stann'a scolorà sempre deppiù…
lassànnola scorata più che mai
a sta città, che mo' anch'a li barbari
je st'a ffà pena…Stella che nun brilli!
Che te sei mess'a ffà 'mmezz'a sto guaio,
che 'nvece d'aggiustàllo lo ingrandisci…
S'assomma a quer casino che ce stava,
la nullità che j'hai portato mo'
co quela gran bardanza
de come si arivàsse er sarvatore!
E quer…solito dì: "Ma aggià ce stava…"
vò solo dì: oprì bocca…e dàje fiato!
Ma che…'n ce lo sapevi quer che c'era?
Si tutto stava a posto, grazzie ar cacchio!
Però si fùsse stato tutto a posto,
quela portrona…manco da lontano…!
Si 'n vai via…pòro popolo romano!
Cala er sipario! E sòrtetene…è ora:
prima che Roma vadi a la malora!
Ché…co tte qui, 'n guarisce, ma…peggiora.
Armando Bettozzi

Dall'altra parte del mondo
Né più mai andrò sulle sponde dei miei pensieri,
come fa l'alba di oggi e il tramonto di ieri;
né più mai navigherò sul mare le onde
dopo che la brezza dei sentimenti mi confonde.

Dove c'è la figura di lei
Là si poggiano gli occhi miei,
dove dall'altra riva il ricordo annebbia la mente
così feci della mia vita un arco inutilmente.

"Perché- mi dice con pietà- piangi prima di me?
perché dai tuoi occhi stenti
un lamento dopo di te?

Altro non è che l'aurora del domani,
e con gesti spenti
annunci il mormorio delle tue mani".
Fabrizio Lama

Uomo alla deriva
Sciupa i suoi giorni migliori
in un incessante peregrinare,
attraversa aride praterie
alla ricerca della verde oasi
con l'animo assetato di verità
il cuore riarso d'amore.
Come lenire il pianto e il dolore ?
Dove trovare l'acqua rigeneratrice
che sazia e ridona l'innocenza ?
Traviato spesso dall'angoscia
l'uomo vaga confuso,
stordito dalla vana gloria.
Il principale attore dell'universo
infelice inquilino della terra
prigioniero delle cose
accecato dall'egoismo
come vascello alla deriva.
Eppur è costruttore della storia
abile carpentiere del creato.

Mantieni la rotta puntando al faro !
C'è ancora speranza sotto questo sole,
in mezzo a questo turbolento mare,
se bevi alla coppa dell' Amore.

Anche sui campi di battaglia
prima o poi rispuntano le viole.
Stefano Giannini

Nevica
Fiocchi di malinconia
si posano sul tuo volto divino
Gocce di bellezza profumata
trasudano dai tuoi occhi
Impeto e tumulto,
tempesta furibonda
e assalto a spada tratta,
feroce guerriglia
e disordine informe
Questo scateni
nell'animo mio
Terence

Der herbstliche Garten
Der Ströme Seelen, der Winde Wesen
Gehet rein in den Abend hinunter,
In den schilfigen Buchten, wo herber und bunter
Die brennenden Wälder im Herbste verwesen.

Die Schiffe fahren im blanken Scheine,
Und die Sonne scheidet unten im Westen,
Aber die langen Weiden mit traurigen Ästen
Hängen über die Wasser und Weine.

In der sterbenden Gärten Schweigen,
In der goldenen Bäume Verderben
Gehen die Stimmen, die leise steigen
In dem fahlen Laube und fallenden Sterben.

Aus gestorbener Liebe in dämmrigen Stegen
Winket und wehet ein flatterndes Tuch,
Und es ist in den einsamen Wegen
Abendlich kühl, und ein welker Geruch.

Aber die freien Felder sind reiner
Da sie der herbstliche Regen gefegt.
Und die Birken sind in der Dämmerung kleiner,
Die ein Wind in leiser Sehnsucht bewegt.

Und die wenigen Sterne stehen
Über den Weiten in ruhigem Bilde.
Laßt uns noch einmal vorübergehen,
Denn der Abend ist rosig und milde.
Georg Heym, Gedichte

Giardino d'autunno
Anima delle correnti, essenza dei venti,
scendete giù, dentro la sera, fra breve,
in baie di falasco, ove boscaglie ardenti
marciscon d'autunno più aspre e vive.

Vogano in bianche parvenze i vascelli
e il sole cerca ad ovest il suo occaso,
ma i lunghi salici con tristi ramoscelli
stanno sull'acqua e le vigne, in sospeso.

Nel silenzio dei giardini morenti,
fra gli alberi d'oro che vanno in malora
corron le voci e salgon mormoranti
fra pergole spoglie che la morte sfiora.

Da morto amore nel barlume dei pontili
sventola un panno e flottante saluta,
e il freddo della sera nei sentieri soli
porta un odore di natura appassita.

Le campagne vuote sono più pulite,
spazzate dall'autunno quando piove.
E nel tramonto le betulle più minute,
mosse da un vento in nostalgia lieve.

E stanno fisse in alto poche stelle
nello spazio in immagini tranquille.
Fateci passare una volta ancora,
perché rosea e tenera è la sera.
Georg Heym, Poesie  Traduzione: Nino Muzzi

45. Maya
Dalla cristiana Europa
i più cattivi esportati
con vele e cannoni
insieme con dei buoni
a credere nell'amare,
Maya,
rammentare la grandezza
dei variopinti matematici
ed il cacao quasi moneta,
che tornarono nella foresta
e bruciammo le biblioteche
annientando gli Aztechi,
succede attualmente
che il turismo s'espande
e l'indios persiste,
non è un'impresa
incontrarsi
e le loro città perdute
che son sogni di pietra.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

Tè e caffè
il caffè delle idee
gorgoglia eccitante
mentre il te delle opinioni
stimola al cospetto
dell'ironia a fior di pelle.
Vivere sotto le acque
dell'umanità che campa
di espedienti in superficie
ti affoga nell'oblio
dell'ingegno di Esiodo
dall'amore al caos
per giungere inerti al principio.

(Esiodo, VIII sec. a.c. richiamo A 4 nel libro A della metafisica di Aristotele)
Claudio Badalotti

In compagnia della morte
Certe volte la morte ti è compagna,
bussa forte alla porta del tuo cuore
preme il batacchio e fa tanto rumore
e quel fragore dentro te ristagna.

La cerchi, in giro annusi come cagna,
speri che l'aldilà sia poi migliore
col gesso ti trasformi in professore
e il testamento fai sulla lavagna.

Andar vorresti via dalla gentaccia,
ma restando anche in pace con te stesso,
che il tuo sparir non sia ad altrui minaccia

rifuggendo il ricatto e il compromesso,
del male fatto cancellare traccia
dormir sereno all'ombra d'un cipresso.

Si sa la vita non è come il giorno
si nasce e poi si va senza ritorno.

Si rassomiglia solamente in parte
in fondo è come il gioco delle carte

spesso si perde a volte anche si vince
vi sono pecore ma vi è anche la lince

ci son sirene con l'arpa e le cetre
ma ci son tante strade con le pietre

ci sono giorni di sole e di tempesta,
ci son mesi di lutto e anche di festa.

Qualcuno prova a seminar la pace
ma c'è chi pianta guerra ed è mendace.

E allora pensi che via da tanta erbaccia
capra e cavoli salvi e pur la faccia.

- Sonetto ritornellato
(Donnas 16.2.2017 - 16,16)
Salvatore Armando Santoro

La guerra di… Pier… Luiggi …
Davanti al mio … PC seduto,
ti guardo e lacrimo PD, perduto:
una furtiva lacrima trema,
mentre un sorriso sfiora D’Alema …

Dai, Pier Luigi, fermati adesso,
ma sparagli addosso durante il Congresso…
Con Roberto ed Enrico ti scavi la fossa,
se canti ancora: “Bandiera Rossa” …

Con Matteo Renzi, senza rancore,
prova a cantare: “O Bianco fiore” …
Carlo Chionne

Sono felice..
per ogni passo che faccio
nel mio cammino,
ogni passo… è un passo verso il realizzare,
non è felice colui che raggiunge la meta
ma è felice chi vuol realizzarla con entusiasmo…
rimarrà per sempre in noi la traccia del nostro volere
più che quella della festa..
festa del mio arrivare
tra suoni di tromba
immersi in petali di bianca rosa
profumo di miele sulle labbra
intriso di salsedine di mare al tramonto
quando calmo mostra vitrea bellezza di dea
ma se volgo lo sguardo indietro

vedo i miei passi incisi sul viale alberato da speranze

….e mi vedo respirare gioia d’esisteste.
laura toffoli

Non so che volare
non so che volare
l’ala è un sentimento che vince la gravità le forze superiori dell’intelletto
vento d’angoscia kafkiana a caccia di clausole impossibili d’azione
in un bunker sicuro dell’immaginario imparo a camminare sui sogni
col fremito fuoco nel sangue che bolle per qualche dolce idea
si suicidano le rose nel proprio profumo per non cedere all’inverno

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Haiku
un vento all'alba
spazza nuvole basse-
ritorna il cielo
Salvatore Cutrupi


20 Febbraio

Poesia a tema
La leggerezza necessaria del qui e ora

Cielo
Cielo, nella tua azzurra trasparenza
stai sfogliando di petali e di stimma
l'anima mia fiorita,
pervasa da un profumo di viola;
ecco che s'alza, prende il vento, vola
e torna in alto donde era partita.

Che viaggio di sogno!
Che paesaggi di pace!
Ma in quale stella fulgida è finita?

Oh amico cielo, dammi una dozzina
dei tuoi anni luce e un'esca diamantina
d'amore, di pensiero e d'armonia,
sì ch'io ritrovi l'anima smarrita,
ma libera e felice
in quest'azzurro immenso!
Santi Cardella

Foschia a Viverone
Fuman le zolle e verso il cielo sale
una foschia che alzando si dirada
scolora il borgo, sfuma dalla strada,
riappare dentro il prato il cascinale.

E il campanile della cattedrale
di nuovo svetta in mezzo alla contrada
ondeggiano le vele nella rada,
di questo lago d'epoca glaciale.

Starnazzano germani e gallinelle
anche i gabbiani strillano ondeggianti
sento il sibilo delle cinciarelle

tra le siepi di bacche rosseggianti
frammiste ad azzurrine campanelle
che il gelo ha reso stinte e agonizzanti.

- Sonetto
(Donnas 26.12.2016 - 23,30)
Salvatore Armando Santoro

Intuito femminile        24.07.2016
Di bufale siam pieni, di balle ancor di più.
A chi dobbiamo credere se non al nostro intuito.
Noi donne che ne abbiamo da vendere e donare,
noi non siamo al governo e, se qualcuna c'è,
vien tanto minacciata di sottostare agli uomini,
al volere dei maci (forma italianizzata di -machos-),
dominatori nati,
che deve rinunciare al suo stesso volere.
Di questo ne son certa, osservando pignola
le reazioni di femmine arrivate al potere.
Ad un apice che, come afferma il maschilista,
non compete a una donna.
E così siamo bloccate, come in ogni altro campo,
dal più forte di braccia, da violenza e ignoranza.
Perchè, dici e ridici ciò che vuoi e ti piace,
uomo tu, maschio e fallo? Solo questo sai fare:
cattiverie, le guerre, dittatura e il dolore.
Se davvero noi donne, un bel dì nel futuro,
spero assai assai vicino, ti potremo zittire,
l'umanità completa troverà la sua pace.
Quest'ultima farebbe parte del quotidiano
pel quale ringraziamo modeste, la natura e la nostra bontà
di donne forti e umane. Noi niente a che vedere
abbiamo col marziano che risiede negli uomini,
che senza i suoi conflitti esistere non sa.
Rosa Giusti De Ruggiero

"Immagina"
Immagina
se tutto fosse più semplice
se tu non fossi più complice
d'un sistema assurdo e duplice.

Immagina
la mano stretta nella mia
strade piene di poesia...
tutto il resto lascia che sia!

Immagina
un mondo pieno di colori
solo danze musica e cori
sogni, prati e niente rumori.

Immagina
un volo di farfalle e fiori
sorrisi acerbi e nuovi amori
niente guerre, ma pace e onori.

Immagina
un mondo né scudi e né muri
e cuori più nobili e puri
tutti più felici e sicuri.

19.02.2017
Ben Tartamo

L'ombra
Curva sull'acqua
un'ombra
cammina nella luce.

Sospinta dal vento
oscilla tremando
sull'orizzonte.

Si muove tra l'onde
al canto schiumoso
della risacca.

Accarezza la sera
l'azzurro finale
bordato d'arancio.

Come una vela
splende e s' inclina
ai fili di brezza.

Avvolta dal mare
infine si scioglie
dentro il tramonto
Dario Menicucci

Lungomare a febbraio
Salutano le palme
mosse dal vento sul lungomare
risponde un cartone da pizza
un gatto che ha licenziato il padrone
e la borsetta di una prostituta

Non fa nè freddo né caldo
e qualche respiro a zonzo
non sa da che parte stare
e cerca uno starnuto
o un colpo di tosse
per involarsi oltre la noia

Nello sciabordio il mare
canta l'eterna litania
schiaffeggia gli scogli
e ubriaco si culla
sproloquia vocali risorte
le arrotola al silenzio indomito

Rutti del progresso
attenuati ai posteri
i rumori dei motori
contano marchette di magnaccia
e il peso di anime alleggerite
sulla stadera delle colpe
oscillante in assensi ai peccatori

Rotola una sigaretta accesa
figlia abortita di una stella
che in terra ha illuminato
ciglia e spasmi a cottimo

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Politica e affini: quel che dovrebbero essere, e non sono.
Ma si dan da fare per essere, invece: illogicità…perversione…avidità…giochi di potere…giudizi banderuoli e solo interessati dei due pesi e due misure…comportamenti che trascendono ogni normalità…intrighi…arroganza…continui ripensamenti…tradimenti interni ed esterni…incapacità nascoste dietro i bla-bla-bla…dichiararsi aperti e puliti, ma con le mani e le facce evidentemente! sporche...bugie date per verità anche davanti a evidenze chiaramente contrarie…certezza di dire imbecillità, che cercano - senza riuscirci - di vendere come furbizia, intelligenza, capacità di sapersi districare, voglia di fare il bene del popolo…furbizie che ritengono incantatici, ma che non incantano più nessuno, e dimostrano invece tanta cretineria, tanta faccia da cxxx, tanta incapacità…fautori di ingiusta giustizia…nella loro gara dei non-sensi…
E sempre, o troppo spesso, solo capaci di additare gli altri - i colpevoli di tutto! -…e sbandierar bandiere di libertà e democrazia solo a sé riferenti…


Difficile capir…
senza laurea specifica


Per capir bisognerebbe aver seguito
laurea in…Scienze Piapercul-ladronicali,
ch'è quella cioè, che vien richiesta all'ardito
che ardisca adir…cariche…politicali;
titolo - il solo - che attestar sa i capaci
di fare al caso…Strappar via - cioè - i consensi
come e peggio anche, d'uccellacci rapaci,
col vero-bugiardar…coi pensi e i ripensi…
Però, oltre ad avere quel che s'è studiato,
occorre quel "più" che non s'apprende ai corsi,
che alla nascita a qualcuno vien donato:
la faccia al fondo somigliante…dei dorsi.
Che sian, questi, "regola" o siano "eccezioni"
può solo dirlo l'onestà intellettuale
sia di giornali che di televisioni
che libera inver, abbian testa e visuale.
Ma quanti?!…E quali…?! Se son burattinai
spesso, essi stessi di quei signori…strani,
e son di loro i "sempre" o, al contrario, i "mai?
Vai a pescar quali sian davvero i "sani"!
E poi…posson dir sol di conoscenze
dei fatti e dei misfatti…Ma del perverso
moto che li smuove…senza quelle Scienze,
capirne il senso…non ci sarebbe verso!
Armando Bettozzi

Un dolce sussulto d’amore
Ad ogni tua carezza
scuote il mio piccolo cuore,
da te avvolto in un fascio di tenerezza.
Sei amore,
Sei vita,
Sei aria
che agogno sì fortemente
respirar la tua creanza
che non lascia mai la mia mente,
famelica della tua gentil fragranza.
Esule, nell’alma tua patria trovai,
Cittadino del tuo cuore
Tra mille fiori e rosai
Giaccio in un regno d’amore.
Salvatore Camonita

Der Winter
Der Sturm heult immer laut in den Kaminen,
Und jede Nacht ist blutigrot und dunkel,
Die Häuser recken sich mit leeren Mienen.

Nun wohnen wir in rings umbauter Enge
Im kargen Licht und Dunkel unsrer Gruben,
Wie Seiler zerrend an der Tage Länge.

Die Tage zwängen sich in niedre Stuben,
Wo heisres Feuer krächzt in großen Öfen.
Wir stehen an den ausgefrornen Scheiben
Und starren schräge nach den leeren Höfen.
Georg Heym, Gedichte

L'inverno
Il vento nei camini urla sempre forte,
ed ogni notte è color sangue e scura,
le case si allungano in facciate vuote.

Si abita ora un'angustia murata tutt'intorno,
con fioca luce e buio delle nostre fosse,
sfilacciando come cordai la durata del giorno.

Si rannicchiano in bassi abitacoli i giorni,
ove rauco gracchia il fuoco in ampi camini,
noi stando in piedi ai vetri congelati
fissiamo di traverso i cortili desolati.
Georg Heym, Poesie  Traduzione: Nino Muzzi

Vanità immensa: tutto è vanità
A proposito del ..tutto è cambiato dopo Alessandro(Magno)
Qoelet – che ho tradotto in endecasillabi e settenari - ha detto a suo tempo:

“Una generazione va e una viene,
eppure la terra sta sempre ferma.
Sorge il sole e tramonta
e si affretta al suo luogo.
Va verso sud e verso nord il vento
e ritorna sempre sulle sue spire.
Tutti i fiumi scorrono verso il mare,
che non si riempie mai.
Ogni discorso resta a mezzo chè
l’uomo non sa concludere.
L’occhio non si sazia (mai) di ciò che vede
né l’orecchio si riempie di ciò che ode.
Ciò che è stato è quello che sarà. Niente
di nuovo sotto il sole.
Qualche volta si sente
dire – ecco questa è
una cosa nuova – ma
questa fù già nei secoli
che furon di noi prima.”
Claudio Badalotti

Haiku
giorni di neve-
l'altalena del parco
abbandonata
Salvatore Cutrupi

Il ritorno
Quando avverrà,
sarà primavera inoltrata.
Squarci d'azzurro
e capriole di nuvole
nel sereno dell'animo
e pace tanta pace,
turbata solo dal garrire di rondini
e dal ronzio di api
sulle corolle di leggiadri fiori.
Quando avverrà,
tiepido sarà il vento
ed io ti vedrò tornare
insieme a lui.
Sandra Greggio

Desideri:desiderati…generati….che meravigliosa realtà.
Paffuti desideri
dialogano con il nostro io
cercano d’uscire
divenire fiori del nostro giardino:
più radiosi li pensiamo
più splendenti tra le mani li avremo
quando il tempo non ha tempo;
è nella sua sacca che si formano
dove vortici delle nostre convinzioni più vere
inconsistenti, ma forze importanti del nostro io
li mescolano
usciranno magicamente come bianchi conigli
e noi…come Alice nel Paese delle Meraviglie
li vedremo vivi con candido stupore…
…incantesimi di vita veri.
laura toffoli

segui il sole ragazzo
segui il sole ragazzo
la sofferenza non è fatta di parole ma di carne - diceva mia madre
troppe parole per dire “ti amo” eppure bruciare non basta
tu mi recidi le ossa con le promesse mentre io vorrei solo darti i voli
segui il sole ragazzo
testarde profezie d’orgoglio autunnale piogge per me preghiera
un saluto all’estate tu sola dispersa i viali affannati di traffico
persuadi l’intelletto solletica carne perversione moritura di foglie autunnali
fantasmi spazzati dal vento condanna le mie emozioni
segui il sole ragazzo
qualche goccia di miele a pioggia sulle tue labbra mio desio serale
rubati i battiti tagliati i polsi al buio per il suo sanguinare astri
ti vorrei nel mio capo sul mio petto sotto la pelle a fornicare con paura
oh perderti mio amore – sarebbe peggio dell’eterno cercarti nel sogno

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


19 Febbraio

Mentire al senso compiuto
Rimbomba il rombo di parole inutili
nella perfezione del mio silenzio
e cerco cento storie da pensare
lungo la strada che mi porta via
da questi luoghi noiosi per scoprire
la verità del senso delle cose.

Il senso del non senso delle dita
di una mano che servono ben poco
oltre a quel cibo che mangi ogni volta,
e a sfogliare il corriere quotidiano
per legger nelle notizie del giorno
prima, ciò che oramai è già accaduto.

Cento righe di versi a suscitare
rappresentazioni immaginative
senza raggiungere mai la certezza
probabile che libera
dal modo d’ essere o la qualità
delle cose che vedi e che non sai.

Cento versi d’amore sul passato
per fingere il ricordo
di ciò che vorresti dimenticare.
Cento modi di consenso apparente
al contrario delle altre cinque dita
della mano sinistra che non uso.

E allora muovo le cose dal loro
posto per mentire al senso compiuto
e compiere nell’autonimo il vero.
Claudio Badalotti

Ruderi
Erbose soglie rinfresca la memoria
antichi ardori, ricordi pascoliani,
un tempio senza affreschi, rovinato,
il tetto il cielo ormai se l'è mangiato.

Ed ora il sacro unito sta al profano
divinità ne hai tu veduta una?
Laggiù un altare, un sacrificio umano
agnelli e capre han pascolato invano.

Si mescolano i muggiti coi belati,
degli escrementi in alto van gli odori
l'aria risente a volte di stallatico
qualcuno dice che non è simpatico.

Ma dura poco, il vento spazza tutto
quello che forse offende un po' l'olfatto
e l'acqua lava e tutto porta via
odori ed escrementi e così sia.

Ma cosa c'entrano in fondo questi versi
con un rudere finanche sconsacrato?
E chi l'ha detto poi che c'è un altare?
Se sali sopra forse vedi il mare.

(Donnas 15.12.2016 - 18,41)
Salvatore Armando Santoro

L'infame
Se ti dicessi che mi fai paura con quel tuo fare da uomo duro
cominceresti a prendermi in giro e a difenderti contro l'accusa.
Ma sai assai bene che nel tuo intimo ammazzi quasi in ogni ora
qualcuno che odi, perchè sai odiare, e stesso tu te ne fai vanto
quando racconti di un tuo prozio che sedici vittime ha sulla coscienza.
Chiaro che é morto, sepolto e in cenere, non gli puoi dire la verità
che qualche volta ti é uscita da dentro parlando con me come allo specchio.
"Ho preso di lui, non ne ho alcun dubbio. Se non lo faccio é perché ai suoi tempi,
uccider la moglie non era un reato, ammazzare un rivale non faceva scalpore,
un figlio ribelle doveva sparire e un vicino molesto, senza in flagrante,
era morto d'infarto."
Così per me, sei un potenziale, vero assassino.
Persino gli amici di tua gioventù, su un libro donatori a un tuo compleanno,
scherzando di grosso non pesaron parole scrivendo la dedica usando il tuo nome
accanto al cognome dello sterminatore, famoso infame gran dittatore.
C'é poi ancora un tuo vanto ulteriore che se i tuoi accoliti sotto il regime,
ti avessero detto di uccidere i tuoi, anche a loro tu avresti tagliato la testa
se avevano idee diverse da te.
Che aggiungere ora, io non saprei?
Ai miei lettori il giudizio finale.
Rosa Giusti De Ruggiero

"Mistero a me stesso"
Sono un mistero a me stesso:
che scoperta, che successo!

Quello che alberga dentro me
forse non ha nome e perché
e pare solitudine
forse è solo abitudine
a credersi soli al mondo
risucchiati nel profondo,
ripiegati su se stessi
tra lacrime e successi.

Sono un mistero a me stesso:
che scoperta, che successo!

Quello che vedi, fratello
è una maschera e un sacello
consacrati a un Dio d'Amore
che espugna ogni cuore
con tenerezza e libertà
profumandola di verità.
Anche il mio ha già rapito
che era spento e assopito.

Sono un mistero a me stesso:
che scoperta, che successo!
Ben Tartamo

Sfumature d'aurora
L'aurora
appende i suoi colori

dipinge
tra gli orli delle nuvole
profili di colline

sveglia
le altissime scogliere

disperde
sul mare blu profondo
i suoi granelli d'oro.

Il sole
ormai fa capolino

stempera
coi rosa e con gli azzurri
le vesti della notte

abbraccia
le spiagge ancora in ombra

disegna
coi raggi più distanti
i margini del mondo
Dario Menicucci

Coda d'inverno
Affetta le nuvole
il sole con le sue spade dorate
poi le affila sui rami
e pulsa la clorofilla
su brufoli verdi

I torrenti perdono flusso
e da baritoni a voci bianche
e l'erba morta ai lati
si ravviva,danza e applaude

L'inverno,un cane pulcioso
ha abbaiato a tutti
e ha morso qualcuno,
stanco perde il pelo
tranne sulla coda
da usare a frusta
in difesa alla muta

Intontiti
vecchi e lucertole
assorbono calore
con ansimi e sbadigli
e paura d'essere predati

Campi Arlecchini
pezze di contadini
cucite da merli,
a volte il filo si spezza
e sostituito da una scia d'aereo

Qualche bavero
abbandona le guance
e le carie martellano gli occhi

Da:Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
Michael Santhers

Una canzone
Tu,"mostro"sei nascosto a strati sotto la mia
giovane pelle,mentre fuori la vita va.
Ad occhi chiusi fingo di dormire,
sogno mondi ancora mai visti,
sentimenti ancora mai provati e un senso di
libertà e pienezza mi invade e mi fa sorridere,
sono viva.
Uno sguardo al buio e ho di nuovo le mie paure,
fragile non mi difendo,mostro la forza che non ho,
vivo ciò che non vorrei,mentre tu "mostro"
sempre più giù mi spingi,stai prendendo in me
quella che si chiama spensieratezza,
non mi hai dato il tempo di sbagliare
di essere capricciosa
di marinare la scuola con le amiche
di essere anche maleducata con i miei genitori
non mi hai dato il tempo di innamorarmi
di guardare oltre l'orizzonte
tu,tu solo,ora,sei padrone di me,
tu dipingi i miei giorni in bianco e nero,
delinei ogni confine,tra me e te ci sono spine,
sanguino ogni volta che ti avvicini,
mi violenti a tuo piacimento,e come l'acqua che lascia
l'umidità,ti allarghi sempre più dentro di me,
e rassegnata sono ogni volta a donarmi a te.
Tutto tace,anche le ore senza nessuna novità,
in un mondo lontano anche i bambini crescono nel silenzio di
un tempo fermo,e giro le mie pagine lentamente,
l'una sopporta a fatica il peso dell'altra.
Oggi, voltando una nuova pagina, ho udito una canzone
uscire dalla tele,diceva:
ricorda di disobbedire perchè è vietato morire.
E all'improvviso ho capito:
ti son venuta a cercare mio cazzo di male
ti ho abbracciato
così ho vinto io.
Patrizia Prestano

Dolci i tuoi occhi
Dolci i tuoi occhi sveli
Come stelle luccicanti
Nelle volte dei cieli
Come astri fiammanti.
Ed io lo sguardo a te volgo
Abbagliato da cotanta luce
Mirando il tuo viso e non distolgo
Il core mio che riluce
Del tuo Ardente bagliore
Frutto del tuo essenziale candore.
Salvatore Camonita

L’ultimo viaggio
A Giovanni Falcone
                25 maggio 1992

La stele è percorsa da parole d’oro,
passa la bara grande, imponente,
l’anima ricorda il volto fiero,
la folla invoca il tuo nome, ad ogni istante,
i cuori accompagnano l’ultimo viaggio,
battono all’unisono, in ardente preghiera,
ma niente è abbastanza, per renderti omaggio:
grida vergogna la città intera;
batte la pioggia sui volti, sulle mani,
si riversa sui fiori, sui ceri,
quante persone, quante emozioni!
Passan frusciando gli abiti neri,
gocce di pioggia, gocce di pianto…
Il feretro prosegue il cammino,
nascondo una poesia sotto il manto,
per offrire una carezza al tuo destino.
Antonella Iacoponi

Was kommt ihr, weiße Falter ...
Was kommt ihr, weiße Falter, so oft zu mir?
Ihr toten Seelen, was flattert ihr also oft
Auf meine Hand, von euerm Flügel
Haftet dann oft ein wenig Asche.

Die ihr bei Urnen wohnt, dort wo die Träume ruhn
In ewigen Schatten gebückt, in dem dämmrigen Raum
Wie in den Grüften Fledermäuse
Die nachts entschwirren mit Gelärme.

Ich höre oft im Schlaf der Vampire Gebell
Aus trüben Mondes Waben wie Gelächter,
Und sehe tief in leere Höhlen
Der heimatlosen Schatten Lichter.

Was ist das Leben? Eine kurze Fackel
Umgrinst von Fratzen aus dem schwarzen Dunkel
Und manche kommen schon und strecken
Die magren Hände nach der Flamme.

Was ist das Leben? Kleines Schiff in Schluchten
Vergeßner Meere. Starrer Himmel Grauen.
Oder wie nachts auf kahlen Feldern
Verlornes Mondlicht wandert und verschwindet.

Weh dem, der jemals einen sterben sah,
Da unsichtbar in Herbstes kühler Stille
Der Tod trat an des Kranken feuchtes Bette
Und einen scheiden ließ, da seine Gurgel

Wie einer rostigen Orgel Frost und Pfeifen
Die letzte Luft mit Rasseln stieß von dannen.
Weh dem, der sterben sah. Er trägt für immer
Die weiße Blume bleiernen Entsetzens.

Wer schließt uns auf die Länder nach dem Tode,
Und wer das Tor der ungeheuren Rune.
Was sehn die Sterbenden, daß sie so schrecklich
Verkehren ihrer Augen blinde Weiße.
Georg Heym, Gedichte

Perché venite, bianche falene…
Perché venite, bianche falene, a me sovente?
Voi, anime morte, perché fremete sì sovente
sulla mia mano e poi come una traccia
della vostra ala mi resta un po' di cenere.

Voi che abitate dove i sogni riposano
ripiegati in eterne ombre, nel tramonto,
come nelle cripte i pipistrelli
che nella notte svolazzano stridendo.

Odo nel sonno sovente gli urli dei vampiri,
simili a sghignazzi dai foschi crateri lunari,
e vedo in fondo agli alveoli cavi
del buio senza patria alcune luci.

Cos'è la vita? Una esigua torcia
circondata di ceffi ghignanti dal buio fondo
che talvolta già avanzano tendendo
le mani ossute verso la fiamma.

Cos'è la vita? Piccolo vascello nei gorghi
di mari dimenticati. Orrore di cieli induriti.
Oppure come di notte sopra i campi deserti
perso chiaro di luna che vaga e scompare.

Male a colui che vide uno morire un giorno
quando non vista d'autunno nel fresco silenzio
la Morte si accostò all'umido letto del malato
dando il commiato ad uno la cui gola

come il sibilo e il fremito di un organo sfiatato
lasciò esalare l'ultimo respiro rantolando.
Male a colui che vide morire. Porterà sempre
il pallido fiore dello spavento, greve come piombo.

Chi ci schiude le terre dopo la morte
e chi la porta dell'inquietante runa.
Cosa vedono i morenti per rovesciare
inorriditi il bianco cieco dei loro occhi.
Georg Heym, Poesie  Traduzione: Nino Muzzi

 

Tutti i Santi
sepolti in misericordiosa terra nulla siamo se non speranza
calda alcova al verme tiranno predatore di carne per suo volere
sereni mai furono per amore i pianti all’eterno dolore noi sacri
incauti passi sia ritrovarci uniti al dopo
oh mia vita
oh mia morte
tu pensa non col prego alto per Dio assoluto ma al trovarmi
trovami anima cara tra le stelle congiunte in splendore
trovami nel buco nero di un credo più forte del sapere stolto all’uomo
trovami perché non sia il cero bianco a illuminarmi ora
oh mia vita
oh mia morte
spezza la quiete triste del silenzio col peso del fango tritate ossa
amami amami oro sopra il riposo il tuo ricordo
bunker nell’eternità rimasti a voi ideali
amami amami oro a te i trionfi delle mie battaglie

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Haiku
dorme il silenzio-
stasera parlo poco
e a bassa voce
Salvatore Cutrupi

Maschera
Oggi trucco perfetto.
Pelle rosata e guance in tinta,
leggero il rossetto,
azzurra la matita.
Quindi tutto a posto,
specie aggiungendo un sorriso
appena accennato.
Ma c'è un particolare.
Oggi più che mai gli occhi
sono un serbatoio di lacrime.
Ma solo per intenditori.
E…credetemi,
sono molto, molto pochi.
Sandra Greggio

 Ventaglio di sazietà
Respiro il divino
nell’alito del vento
silenzi di montagne
lento nell’animo
tra un pensiero e l’altro
s’insinua espandendosi..
laura toffoli


17-18 Febbraio

Hälfte des Lebens
Mit gelben Birnen hänget
Und voll mit wilden Rosen
Das Land in den See,
Ihr holden Schwäne,
Und trunken von Küssen
Tunkt ihr das Haupt
Ins heilignüchterne Wasser.

Weh mir, wo nehm' ich, wenn
Es Winter ist, die Blumen, und wo
Den Sonnenschein,
Und Schatten der Erde?
Die Mauern stehn
Sprachlos und kalt, im Winde
Klirren die Fahnen.
Hölderlin, Gedichte

Metà della vita
Con pere gialle
e piena di rose di macchia
si protende la terra sul lago,
voi cigni soavi,
e ubriachi di baci,
tuffate la testa
nell'acqua, sacra e frugale.

Ahimè, dove li prendo, quando
è inverno i fiori e dove
il raggio di sole
e l'ombra della terra?
I muri stanno in piedi
senza voce e freddi, nel vento
cigolano le banderuole.
Hölderlin, Poesie  Traduzione: Nino Muzzi

Con te
Amore mio,
porta sempre una matita in tasca
in modo da segnare
i giorni infausti,
quelli arroganti, monotoni,
i giorni sbocciati appena
e quelli già fioriti, e le parole
per fermare quelli che incontri
e ti vogliono derubare,
per sottolineare bene
il nome e il cognome di quelli che
ci vogliono solo far male
così, io e te, sapremo
chi dimenticare.
Maria Attanasio

Ero piccolo
Ero piccolo e guardavo le foglie
della vite così grandi fra i grappoli
dei sogni colorati dell’autunno,
così distanti e veri
che la gente coglieva
con un taglio deciso senza scrupoli.
Vedevo i papaveri ormai sfioriti
e guardavo le rose senza petali,
e i gigli rinsecchiti.
Non capivo perché le cose belle
finissero così.
Poi ho scoperto le note,
che un sommo a Samo con tanta pazienza
ne pose sette in fila,
invisibili, permanenti e vere
impalpabili ma udibili e soavi,
così su e giù, su e giù per quelle scale
mi sentii instancabilmente felice.
Claudio Badalotti

Risvegli
Un dì mi sono ancor svegliato
lenta ho tirato su la tapparella
il sole la mia stanza ha illuminato
sentivo solo un cinguettio sui tetti,
lo sbatter d'ali d'una palombella.

Guardai lenta la Dora che scorreva,
ascoltai lo sciabordar d'acqua tranquilla
il mio pensiero ancora rincorreva
un sogno che ormai è chiuso nei cassetti
ma che nel cuore mio stanco fibrilla.

Quel sole e il fiume che da presso scorre
con la mia vita analogia permette
pensavo d'esser forte come torre,
debole ero e oggetto sono stato
di scherno di mendaci giovinette.

Mai l'esperienza basta, mai matura
la nostra vita, nell'error sempre si vaga,
per chi ha sentimento è proprio dura
ma il conto poi ad ognun sarà portato,
ad ogni azione avversa c'è una paga.

(Donnas 18.12.2016 - 18,24)
Salvatore Armando Santoro

Di te                15.02.2017 ore 2:50
Di te nessuno ebbe mai pietà. Il loro stomaco era sempre pieno.
Tu spesso a letto andavi senza cena. A pranzo c'era stato poco o niente,
giusto appena a riempir lo stomacino di una femminuccia esile e pallida
che la zia chiamava volentieri e assai spesso, scignetella (piccola scimmia)
per le occhiaie e il viso già scavato.
Non perchè il tuo papà fosse un pigrone. Anzi! Lui lavorava giorni interi
di sabato e domenica persino, dormendo poco, dando tutto di sè.
Purtroppo lo sfruttavano a dovere. Così portava quei pochi pidocchi
la sera tardi e mamma, che scendeva a far la spesa per preparare lesta
un pasto caldo, si accorgeva che tu, stanca e sfinita, dormivi già all'inpiedi.
La fame era sparita, e tu volevi soltanto andare a letto e niente più.
Quante volte, sol dopo due bocconi, il palato e la gola infastiditi,
solleticavano e tu rimettevi ciò che avevi ingerito troppo in fretta.
Gli zii, i cugini stavan tanto bene, erano obesi e incrapuliti a morte,
come potevan mai capire te?
Anzi, non ci pensavano nemmeno! Avevan tanti soldi, erano avari.
E sono quelli che vivono a lungo pensando solo ai propri, egointeressi!
Se fossi deceduta per inedia non eran fatti loro, vita loro.
Quelli che son capaci di allungare i loro giorni fino ai 90 anni,
che dico, ai cento anni, son davvero i più egoisti che ci siano al mondo.
Fortuna o non fortuna, l'ingiustizia la odio e la detesto a inferno colmo,
dove certo un bel giorno finiranno bruciati dal gran fuoco, per l'eterno.
Rosa Giusti De Ruggiero

"E vorrei"
E vorrei stringerti
fino a farti male.
Toglierti il respiro
lasciarti e prendere
come più mi pare.
Per poter capire
per poter sentire
se si può morire
- morire d'amore -
per una come te
che non sa l'amore
l'amore che cos'è.

Tu sei mare e sale
tu sei nebbia e cielo
tu sei neve e roccia
tu sei grano e terra
sei follia e pace.
E vorrei fuggire
- forse scomparire -
come può sparire
la gioia dentro me.
Per una come te
....per una come te
che forse, più non c'è.

15.02.2017
Ben Tartamo

Cala la dolce notte stellata,
E dormire accanto a te
Mia cara amata
Mi rende gaudioso come un re.
Odo il tuo respiro soffice
Tutt'uno al mio
Si leva in un vortice
D'amore e di brio.
Sei il mio sogno
Di tenero amore,
Di cui ha bisogno
Il mio piccolo cuore.
Salvatore Camonita

L’orsacchiotto
Al piccolo Aylan

L’aroma del mare si spande lontano,
la brezza sussurra la ninna nanna più bella,
mentre accarezza la piccola mano,
l’anima vola su una stella,
che si innalza nella luce più dolce,
e lascia al suo passaggio una scia di pianto…
Scompare la signora con la falce,
nasconde una lacrima, sotto il manto;
il tuo spirito è un vento di pace,
a molti, sarà offerto un rifugio, un tetto:
i cuori si aprono all’amore, alla luce,
su un raggio di luna, ti attende un orsacchiotto.
Antonella Iacoponi

 

  Dolore nell’evidenza
Accecata dal sale
non riesco a vedere
tasto il terreno
eppure sento
vedo oltre il vedere
oramai vedo
e tutte le parole sono vuote
a riempirle è un vuoto colmo di lacrime
ora vedo
e vedere fa male
molto male,
sulla sommità della collina
con palpebre abbassate
mentre mi scendono lacrime amare
mi siedo a meditare
ascoltando il rumore dell’acqua e del vento
e un flauto con note melanconiche mi accarezza l’anima
quasi a consolarmi,
e inizio a cantare
una canzone di quand’ero bambina,
tintinnante di luce vera,
e così lentamente riapro gli occhi
e vedo il sole all’orizzonte.
laura toffoli

Februarius
Tra carri
simulatori del reale
giri di volti nascosti
da crine e mascherine
febbraio scorre
il suo breve tempo
percorre
tra cupido e baci d’amore
Intanto la luce ci preserva
spazi di cristallo tra ali di freddo
e si allaccia un po’ di più alla sera
Il cuore poetizza
l’ amore spiegazza
sogni strizza
e si trastulla nel vento
che soffia tra piume di Venere
e ghironde di Giove
L’anima rincantucciata
nell’angolo più caldo
del suo sonno
imperla il silenzio e aspetta
le fantasie del sole
del lunario Marzo
che batte ciglia sui cigli
di pioggia e vento
Antonia Scaligine

Il naufragio della Goliath
una nave con vele a fuoco in cambusa marinai ubriachi
la pace è un segnale nell’universo lontano dal mare
superbo un Dio di acque prende a pugni la chiglia
in fiamme le paratie le cime il ponte il timone ma l’uomo
festeggia le ore lontane da casa col cuore in speranza
danza sui ricordi delle tempesta i mostri passati
prende e disarma tempesta un gorgoglio infernale zavorra
alti più alti gli astri lontani dalla mancanza di un abbraccio
oh Faro l’albatro nella discordia tetri giganti cecchini
minuetto trionfale di demoni coi tentacoli alti di spume
il viaggio mai più sarà a più grande amore ritorno
vele a fuoco lontane dall’alba ancora un sussulto - Morte avanza

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


16 Febbraio

Il volto della libertà
Se la libertà non ha più un volto,
il cigno versa lacrime amare,
se il vento le ha strappato le ali, non vola in alto,
le stelle restano invano ad aspettare,
la luna ripone il cappello sull’argentea chioma,
se la libertà si veste con gocce di sangue,
l’iris più non ride, ha perso il proprio aroma,
il fuoco di Prometeo langue:
una fiammella fugge dall’odio e dall’arroganza,
tentando di non farsi catturare;
se la libertà ha abbandonato la speranza,
il suo alito non può accarezzare il mare,
e un brivido gelido percorre l’aurora,
se le sue ali son state gettate via,
occorre fabbricarne altre, per volare ancora,
con ferrea volontà, costanza e poesia.
Antonella Iacoponi

An die Parzen
Nur Einen Sommer gönnt, ihr Gewaltigen!
Und einen Herbst zu reifem Gesange mir,
Daß williger mein Herz, vom süßen
Spiele gesättiget, dann mir sterbe.

Die Seele, der im Leben ihr göttlich Recht
Nicht ward, sie ruht auch drunten im Orkus nicht;
Doch ist mir einst das Heilge, das am
Herzen mir liegt, das Gedicht, gelungen.

Willkommen dann, o Stille der Schattenwelt!
Zufrieden bin ich, wenn auch mein Saitenspiel
Mich nicht hinab geleitet; Einmal
Lebt ich, wie Götter, und mehr bedarfs nicht.
Hölderlin, Gedichte

Alle Parche
Solo un'estate concedetemi, o potenti!
e un autunno per un canto più maturo,
sicché il mio cuore più contento, sazio
del dolce canto, possa poi morirmi.

L'anima che in vita vi negò il diritto,
non avrà pace neppur giù nell'orco;
ma quel che un dì mi fu sacro, la Poesia,
che al cuor mi preme, mi sarà riuscita.

Benvenuto dunque, o silente mondo dell'ombre!
Sono contento, anche se la mia cetra
non mi seguirà nel profondo; una volta
ho vissuto da Dio, e più non chiedo.
Hölderlin, Poesie  Traduzione: Nino Muzzi

La tua pelle
Che fosse la tua pelle
Il vestito che avevo addosso
Lo credevo davvero
E andavo a passo lento
Dentro metri quadri di solitudine
Parete contro parete
Spigoli e rotonde dell’altrui incomprensione
Un mondo che pure bastava
A eludere il sospetto
Che non fosse poi così innocuo
Quel dolore al petto.
Maria Attanasio

Parlar di te
Parlar di te
è ormai
banale,
ferita fosti
e sei,
ma niente
innanzi
all'universo
in cui
Tu,
dio grande
qual ti credi,
in realtà
pulviscolo
come tutti
appari.
Isabel Gide

C'è Honda e onda
C'è l' "Honda" potente
che passa spietata
mostrando alla gente
una borsa scippata!
C'è l'onda di tasse
più ingorda e furiosa
che affligge le masse
rubando ogni cosa!
C'è l'onda d'aumenti
ch' è sempre in cammino.
e, per quanto scontenti,
svuotiamo il taschino!
C'é l'onda d'immigrati
che l'Italia conquista
e noi conquistati
li perdiamo di vista!
C'é l'onda del calcio
che tutti trascina:
chi gioca a pallone
e chi sta in panchina!
C'è l'onda di lutti,
di guerre e paura:
qualcuno ha minato
la pace futura!
Soltanto Dio Santo
con l'onda di bene
può dir, per incanto,
"Son finite le pene!..."
Lui ha la bacchetta
per ridarci allegria,
lo sa che abbiam fretta
di aver pace e armonia!
L'onda della pace
vorrei per tutti quanti:
cristiani, musulmani,
ebrei e protestanti!
Con l'Honda dei miei sogni
che mai potrei acquistare,
corro subito in Chiesa,
per la pace, a Dio, pregare!
Gilbert Paraschiva

Viltà e virtú
Ripudia le Viltà Abbraccia le Virtù.
Libera il capo dalla Corona della Superbia
e Ornati col Diadema dell'Umiltà
Sfilati la Veste di Lussuria
e Avvolgiti nella bianca Tunica di Castità
Slacciati il nero Manto dell'Invidia
e Appuntati il Tabarro dell'Onore
Deponi il Nerbo dell'Ira
e Impugna lo Scettro della Pace
Abdica dal Podio dell'Avarizia
e Collocati sul Trono della Longanimità
Abbandona il Regno dell'Accidia
e Conquista il Reame dell'Operosità
Stringi le ingorde Fauci
del tuo pago e adiposo Addome
e Sazia la digiuna Bocca della Fame:
Dissetala coi Frutti della tua ricca Opulenza.
Migra dalla larga Strada delle meschine Viltà
sii Paladino della Giustizia
Percorri il nobile Sentiero delle mistiche Virtù.
Ingoia le Tenebre della Menzogna
e Sprigiona la Luce della Speranza
sii l'Angelo della Verità e Cavaliere del Rispetto
in questo Mondo di Violenza.
Sii lo Spirito dell'Amore nell'Animo dei Cuori.
Soffoca le Viltà nell'Ombra dell'Oscurità
e sii artefice del Trionfo delle Virtù
nello Splendore della Salvezza.
scheggiadivetro

Preghiera
La mente
di pensieri strazii
la dignità cessa.
Oltre l'orgoglio
la tua preghiera eleva
o
liberatoria
la fine aspetta.
Bernardo Gentile

La voce dei poeti
La voce dei poeti,
urlo strozzato che dal petto sale,
che si perde nell'indifferenza generale,
voce accorata che d'amore parla,
che nel cuore scava delle genti,
che l'evidenza pone,
i difetti addita della natura umana,
suggerisce il buon senso
e concretizza azioni
affinché il bene comune sia realizzato.

Fiato sprecato, quello dei poeti,
rinchiusi in una stanza con una penna in mano
o davanti ad un PC con schermo piatto,
lasciano scorrere i pensieri,
soluzioni adeguate propongono e perseguono
il buon senso suggeriscono ai governi
a chi comanda, che spesso impoverisce,
che tutto ha rovinato, che ha fatto e disfatto.

Tempo sprecato quello dei poeti
a scriver versi che pochi leggeranno
ad affannarsi, sciuparsi e logorarsi,
che si fanno affogar dalle passioni,
nel sentimento restano ingolfati.
La guerra li sconvolge e li ossessiona,
invocano la pace ed urlano anche forte,
parlan d'amore ma nessun li ascolta,
tutti travolge lugubre la morte.

(Donnas 18.12.2016 - 20,47)
Salvatore Armando Santoro


 

Ortopedia sentimentale
le pietre miliari di un grande amore sono attimi fuggenti
disobbediscono allo spicciolo credo del facile
hanno fauci toste per mostri e paura
le pietre miliari di un grande amore sono indistruttibili dal tempo
in una equazione d’incognite e fantasmi noi due il numero certo
qualcosa di rotto in comune guarito col manuale dell’Ortopedia sentimentale
stecche alle ali e piccoli sogni
nel tempio del cuore che ospita grande Promessa

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

                                                Ahi serva Italia di dolore ostello,
                                                nave senza nocchiero in gran tempesta,
                                                non donna di province, ma bordello !
                                                 (Dante -Purgatorio VI- Sordello-)

Oranitalia
(vista l'aria che tira…)

Da fetide fogne, da umide forre
rivedon la luce quei musi appuntiti.
Parea s'evolvesse quel nostro destino,
a cieli radiosi volgemmo lo sguardo,
il turpe passato gettato alle spalle.

Ma ancora squittiscon, non son sterminati,
nel nostro giardino diffondon bubboni.
Le strade si riempion di gente malata,
la peste diffondon quell'anime prave
e quei giusti sogni sepolti in catene.

Non vedo un Rieux che possa salvarci,
non odo d'un piffero il magico suono.
Nel ciel s'allontana, s'offusca una stella,
e ha nome Speranza quell'astro sognato,
che torme di ratti hanno già cancellato.
Piero Colonna Romano

io adoro la vita
squarcio di luce
nell’albero vita ramificata
adoro il suo calore
adoro sentirmi protetta
adoro averla vista…
laura toffoli


15 Febbraio

Sei di tutti i giorni il mio pensiero,
Sei la mia donna amata,
Sei la moglie di cui vado fiero,
Sei dell'amore la mia fata.
Spira dall'azzurro mare la brezza,
Mentre rosei Petali di rosa
Emblema della tua gentilezza,
Oh mia dolce sposa,
Si levano in aria al tuo cammino
Lasciando la tua aurea
Di fragole e gelsomino
Oh mio amore, oh mia dea.
Salvatore Camonita

Pensiero per te 26
Oggi per il mondo è una giornata gelida
ma nel mio cuor bolle tanto amor.
Stella, mia brillante e amorosa luce
guidami tra le fauci del mondo &
fammi volare sul tetto d'una vetta.
Li urlerò la gioia d'averti
L'inebriante felicità d'amarti.
Filippo Genini

Maestro
Nei coltivati campi e nei cari orti,
Testimoni d’un gran lavoratore
Di vitale fatica e di sudore,
Brutti e inutili palazzi son sorti.

Come nave che varie isole e porti
Ha passato, così il tuo gran valore
D’eccelsa sostanza e il moral vigore,
Ondeggiavan sempre impetuosi e forti.

Ma spirasti. Giunse l’eterno sonno
E l’assenza dall’oscurata vita,
Non fu mai fin all’ora così vera.

Io che trascorro il viver da eremita
Cosciente, te, forza dolce e fiera
Onoro con il pianto, amato nonno.
Andrea Bucci

Ballata del malato grave
Dottore, mi resta poco da vivere
dottore, ho solamente pochissime ore
su questo letto tra poco passerò a miglior vita
la morte vincerà questa ultima partita.

Dottore, mi resta poco da vivere
dottore, io non perdo il mio buonumore
se per favore mi può chiamare moglie e figli
per poter dare i miei ultimi consigli.

Dottore, mi resta poco da vivere
dottore, sulla mia pelle che strano colore
in questa stanza dove la mente insegue il passato
dove il ricordo non si è più cancellato.

Dottore, mi resta poco da vivere
dottore, quanti battiti ha ancora il mio cuore
e tra le mani già tremanti io stringo la croce
che dei miei peccati già si è sparsa la voce.

Dottore, mi resta poco da vivere
dottore, nelle gambe quanto dolore
e fra le coperte il freddo entra nelle mie ossa
dottore, ho un piede già nella fossa.
Davide68

Il viale incantato
A Ginevra

Vieni piccina, dammi la mano,
questo è il viale incantato,
la fantasia vola lontano,
su ali di fate, nel cielo screziato,
qui il tempo si ferma, ma le cose
continuano a accadere; ecco la magia!
Splende la natura, sbocciano le rose
a mille a mille! Una profumata scia
di mammole ricopre il viale,
un passero canta contento,
tra i rami di un albero antico, speciale,
che offre alcune nespole; un alito di vento
accarezza la punta del tuo nasino,
e reca l’aroma del mirto, che bello!
Hai sete? Il sole avvolge il mattino;
vieni tesoro, qui presso scorre un ruscello,
L’acqua è limpida, cristallina,
ci accompagna un fringuello, in danza gioiosa,
accanto a un olmo c’è un’altalena,
ed ecco l’incanto più bello: le tue risa.
Antonella Iacoponi

Magnà…fa male!
(l'avventura de magnà)

Magnà sta diventànno 'n' avventura…
Gni giorno c'è quarcosa in più a ffà male,
e tutti stann'a méttece pavura
su 'gni canale, e su quarsìa giornale…

Ognuno vò ffà véde la bravura
ner dìcce in modo guasi maniacale
er danno che pò ffàcce la verdura,
la carne, er pesce…l'acqua minerale…

E stann'a ffàcce: "Attenti a questo!…A quello!"…
E allora, scanzi quello…Scanzi questo…
'N sai più si che magnà…Ed è un macello,

perché rischi d'entrà in anoressia.
E pe evità er "pò èsse" - ar più presto -
davero! ce l'avrai, 'na malatìa!

E ar dunque me sò ffàtto un'idea mia:
me magno quer che passa…er mi' convento,
li manno a quer paese, e sto contento.
E in caso…a panza piena è mèjo!…er via...
Armando Bettozzi

Quelle mattine
Quelle mattine…
Quelle mattine sono sempre uguali.

Quelle mattine se ci fosse il sole
Ci sarebbe solo più luce; se piovesse
Solo pozzanghere.

Quelle mattine ti gireresti dall'altra parte
Anche se poi non è proprio quello che vuoi.

Quelle mattine le raccoglieresti da terra
Come fango, ne faresti una bella polpetta
E la scaglieresti in faccia al giorno che comincia.

Quelle mattine ti vien da pensare a chi sta peggio:
Oltraggio, dileggio.

Quelle mattine ti guardi allo specchio e
Non ci vedi nulla.

Quelle mattine vorresti che fosse già sera:
Un bel salto triplo ed è pronta la cena.

Quelle mattine…
Dovresti uscire e vedere se te la cavi.
Solo questo.
Gabriele Marcon

Die Launischen
Hör ich ferne nur her, wenn ich für mich geklagt,
Saitenspiel und Gesang, schweigt mir das Herz doch gleich;
Bald auch bin ich verwandelt,
Blinkst du, purpurner Wein! mich an

Unter Schatten des Walds, wo die gewaltige
Mittagssonne mir sanft über dem Laube glänzt;
Ruhig sitz ich daselbst, wenn
Zürnend schwerer Beleidigung

Ich im Felde geirrt - zürnen zu gerne doch
Deine Dichter, Natur! trauern und weinen leicht,
Die Beglückten; wie Kinder,
Die zu zärtlich die Mutter hält,

Sind sie mürrisch und voll herrischen Eigensinns;
Wandeln still sie des Wegs, irret Geringes doch
Bald sie wieder; sie reißen
Aus dem Gleise sich sträubend dir.

Doch du rührest sie kaum, Liebende! freundlich an,
Sind sie friedlich und fromm; fröhlich gehorchen sie;
Du lenkst, Meisterin! sie mit
Weichem Zügel, wohin du willst.
Hölderlin, Gedichte
I capricciosi
Sento da lungi, quando mi dolgo di me,
suono di cetra e canto, e tosto il cuor si tace;
in breve sono pure trasformato,
tu m'illumini, o purpureo vino!

sotto l'ombra del bosco, ove il violento
sole meridiano mi brilla dolce sopra il fogliame;
là siedo tranquillo anche quando
infastidito da un'offesa grave

vago per i campi - s'irritano però con troppa gioia
i tuoi poeti, o Natura! facili al lutto e al pianto,
quei vezzeggiati: come bambini
che la madre tratta con troppa tenerezza,

sono scontrosi e pieni d'egoismo;
deviano zitti dal sentiero, li confonde tosto
un nonnulla; escono
di carreggiata, resistendo a te.

Eppure se tu, Amante! li tocchi appena, benigna,
loro diventano calmi e pii e ti obbediscono lieti;
tu li dirigi, Maestra!
con lieve briglia ovunque ti aggrada.
Hölderlin, Poesie  Traduzione: Nino Muzzi

Fuggire dall'amore
Giornata opaca sotto un cielo bigio
l'ultima foglia per terra ormai marcisce
la bianca neve giù dal cielo cade
i prati appena imbianca, non le strade.

E sono qui, vicino alla finestra,
la Dora osservo, scorre silenziosa
altri rumori la mia mente scuote
dei dolci affetti ha ormai le stanze vuote.

E penso a quell'autunno a Monteroni
a quelle estati solo e abbandonato
in quel B&B silente e fuori mano
che il mar guardava in basso da Gagliano.

Penso anche a quell'ultima nottata
passata ad osservar dei fior di campo
lo so soltanto io cosa ho provato
per non scordare tutto ho registrato.

Ed è un tormento oggi riascoltare
quelle parole mie buttate al vento
non so davver per chi mi disperavo
per una donna che da solo amavo.

Ora il castello tutto è demolito,
lei l'ha distrutto con il suo squallore,
c'è nebbia intorno ai monti e cade neve
raffredda questo cuor che fiele beve.

(Donnas 19.12.2016 - 15,51)
Salvatore Armando Santoro


 

La vita ha un solo nome “Amore”
Accarezziamo la vita
e lei si abbandonerà
alle tenerezze dell’amore
che frantuma gli umori casuali
tagliuzza i cuori
nelle emozioni
nelle vibrazioni
che si rincorrono
nelle braccia sicure dei nostri sensi
nel clamore del mondo che corre
senza calendario
Approcci di baci
scudi di abbracci
preludi divini
si svelano
si sperano
si soffiano
si gridano
con un solo nome
Amore
Antonia Scaligine

Sesso e consesso
Tra Gigli magici e Raggi tragici,
Pomi d’Ottone e tanti manici,
tu non sapevi o Marra Meo
che ogni giulietta ha il suo Romeo?
Eppure le era così devoto
da fare polizze al Milite Ignoto.
Carlo Chionne

Bozzoli di sabbia
tantra di onde alta marea contro gli scogli erto il faro perduta la luce
sconfitta Ragione è amore sussurra il vento ai bozzoli di sabbia
in riva conchiglie prato funereo per alghe assopite prima di morte prima dell’alba
farfalle di spume farfalle salate nell’incolore livido del mattino
blu oceano spara all’etere le sue fiabe colme di tesori
Orfeo di sogni navigatore solitario con ala fior d’acqua l’albatro cuore
Euridice d’abissi strappata alle correnti marine profonde sussurra sirena
un canto marinaio che corre lungo le ere fino al prossimo Orfeo
che compone nel suo immaginario balena estreme passioni

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Haiku
aspetto un sogno-
lascio la porta aperta
tutta la notte
Salvatore Cutrupi

Musica d’amore
Ho bisogno della tua musica
regalami i tuoi sorrisi
aprono in me radiosi pensieri
carichi d’armonia,
mano nella mano
col mare che ci guarda sognare
nell’istante d’un istante
dove presente nel presente
diventa una voragine nell’immenso
e il tutto ci divora
ci rende enormemente immensi
fusi nell’idea completa
che ci completa a vicenda
girotondo nel vortice
suoni e colori
e poi ancora colori e suoni
mio magico turbine…
le mie labbra sulle tue
un t’amo…sussurrato.
laura toffoli


14 Febbraio

"Dedicata, a te!"
E m'apparve insolita ed imperfetta
una fugace e timida certezza
-forse orgoglio con pavida fierezza
d'ariete-, dinanzi a saggia capretta.

Il rosso dei papaveri nel sole
divampò il fuoco nel nostro cuore
confondendo rapido, sesso e amore
singhiozzando d'accenti le parole.

Come onde sulla sabbia danzavamo
mi dicevi: "Sono tua", e io sognavo
come faccio ancor oggi, e non capivo
che piano piano noi, ci perdevamo.

E, all'improvviso, balenó un grido
a lacerare il blu dell'infinito
mentre scrivevi al cielo con un dito:
"Tu non fuggirai mai...di te mi fido !"

E furono i gabbiani a ricordare
che l'estate sì, stava per finire
e che con lei, doveva pur svanire
la nostra storia da dimenticare.

E chissà se tu, mi pensi un po', ancora
in questi meriggi senza parola
dove il nostro pensiero solo, vola
al nostro piccolo amore d'allora.

13.02.2017
Ben Tartamo

Profumo d'amore
Sono un fanciullo d'oltre settant'anni
che sogna di svegliarsi in quella stella
ove straripa, casca e forma un lago
d'acque splendenti e sotterranei affanni,
il fiume delle lacrime d'amore.

Sono uno stralunato sognatore
che ama l'aroma delle antiche stille,
solitario e inguaribile poeta.
Non so scordar l'essenza, né l'odore,
ma la boccetta è fuori dal pianeta.

Sono d'arcani istinti giocatore
che in cieca fede la sua sorte affronta
in attesa di due carte vincenti;
una, verde, sta invitta nel mio cuore,
l'altra la sogno: in te sta la sua impronta.
Santi Cardella

A Te
L'eco del tuo cuore,
Risuona morbide vibrazioni
D'intenso dolce amore,
E rivoli di emozioni.
Il tuo sorriso,
Gaudio reca in me
Di felicità intriso
Solamente per te.
Effluvi di rosa
Dipartono dalla tua pelle
Tant'è che il corpo mio non posa
Divenendo più ribelle.
Salvatore Camonita

Paint in black
Paint in black cantavano gli Stones
e non sapevi di sfidare il destino.
Paint in black e bruciasti il cammino
nel sogno che cancella la realtà.
Paint in black era lava bollente,
sorriso indecente, essenza universale
che lenta sentivi traboccare
nei giorni senza fine del sole artificiale.
Paint in black e già eri prigioniera
della pazzia del mondo che gela le vene,
morde il cuore, strappa la carne,
consuma le ossa,
con tutti foresta,
per tutti straniera.
Paint in black cantavano gli Stones.
Quel nero è ora sul tuo viso;
un viso limato dal dolore,
sfigurato da un lamento indistinto,
segnato da un infinito sconforto,
da un'angoscia che non ha nome.
Che ha visto volare nel cielo,
leggiadra e turchina,
una madre mendace,
madre eroina.
Romano

Soffocante ardore interiore,
magma incandescente,
sacro fuoco che ogni essenza consuma
con la voracità di un cane randagio
Tutto ciò che
è vivo
è reale
è corporeo
è palpabile
viene roso da affilati instancabili piccoli denti,
che lentamente lacerano e inesorabilmente consumano...
Miseri roditori mai sazi rosicchiano
pezzo per pezzo
ogni briciolo di normalità,
di ritegno,
di istinto d'autoconservazione,
di esistenza ordinata e immutabile...

Sacro morbo della follia
Divina scintilla della Creazione
Sublime delirio della composizione

A TE

doniamo sacrifici propiziatori

A TE

rendiamo completamente
ogni brandello di tranquillità
ogni speranza in una vita serena e imperturbabile

A TE

cediamo
la nostra anima
la nostra volontà
ogni sorta di razionalità
invocando e attingendo a piene mani
l'ultimo, straziante,
mai appagato,
estremo, sublime
Supplizio.
Gaia Giacon

inascoltato
E' come se fosse la neve,
urla che grida dal mare ovattato,
diniego di verità inascoltate,
false credenze disperate,
vite vissute paralizzate,
quasi per vincere la morte.
Io
la sposto la sera,
la metto da parte,
basta silenzi dinnanzi.
Fuggo da qui,
fingo d'aver conosciuto l'istinto,
d'avere abboccato al suo pianto,
mi copro d'allori e sorrido,
la voce,
trabocca,
inesorabilmente cade
nelle ultime ore
d'ogni mia silente follia.
antonio sangervasio

Il re del mondo
Senza sosta, per millenni lo sguardo verso il cielo.

Il respiro appesantito
smuove le maree di mille mari;
in solitudine il pensiero è solo un'immaginazione
ed il sogno appena sbocciato
è una rosa senza stelo.

Sulla strada, nel deserto, passeggia pensieroso
il ricordo di memorie già perdute:
nella eterna lotta fra odio e amore,
guerra e pace in equilibrio statico
nella memoria del primordiale gene.
Dario Sanseverino

Il tuo viso
Il tuo viso
mi racconta di te
dei tuoi ricordi
lievi e malinconici

della tua luce
rimasta un giorno
prigioniera di un sogno
smarrito nel vento.

Eppure fieri
i tuoi occhi assorti
cercan lontani
dolcissimi orizzonti

un sole diverso
intriso di colore
di nuova vita
ebbra d'armonia.

Vorrei essere io
quell'orlo d'oro
tra l'onde sparse
delle tue chiome

per accarezzarti i pensieri
e poi scenderti in cuore
e cancellare le ombre
con un sussurro d’amore
Dario Menicucci

Bisogno di amore
Abbiamo bisogno di amore,
l'età non conta mai se forte è il sentimento
e nel mio cuor fermento
quello strano calore
che ad emozione nuove spinge
e di colori intensi ognor la mente tinge.

Abbiam bisogno di parole dolci
perché l'animo non vuole sofferenza
cerca una voce amica ancor
che risvegli con passione intensa
quelle emozioni che son chiuse in cuor.

Abbiam bisogno di carezze
quella sua mano che sfiorava il corpo
quelle sue labbra morbide e carnose
quella sua voglia di farneticare
tra le lenzuola umide nuotare
le sensazioni impudiche svegliare.

Abbiam bisogno ognor di ricordare,
foto e filmati da revisionare
su una parete bianca proiettare
nel buio della notte riguardare
farsi eccitare da figure oscene
sciogliere dentro il petto i miei dolori
espellere dall'animo le pene.

Abbiamo bisogno di soffrire
per capire cosa sia il piacere
per riprovare le gioie tutte perdute
abbian bisogno di silenzio
per ritrovar noi stessi e ancor sperare
capir gli errori, sapere perdonare,
quell'amore sciupato ritrovare.

(Donnas 20.12.2016 - 23,42)
Salvatore Armando Santoro


 

Viaggio
Sto volando
ho un gabbiano per compagno
tra ali azzurre di cielo
respiriamo zefiri cristallini
profumano di rosa i velati veli
e vediamo archi arcobaleno
ad uno ad uno
comparire sul nostro cammino
in lontananza il sole brilla
socchiudiamo gli occhi
la luce intensa
ci inebria
ci rovesciamo
e planiamo sul morbido giaciglio.
laura toffoli

aqpod
le nostre strade non si sono mai incontrate- lo so
ma io ti aspetto da sempre
nel mio capo faro per il tuo viaggio vorticano venti cinghiali assassini di vela
che tu non conosci
così divento qualcosa in più del cuore che porto a fiamma
spirito oltre il mio corpo
ti danzo ti proteggo ti tormento con stelle il sonno
pur di dirti “amore”
adesso
qui
per sempre
ovunque
dentro o fuori sta vita
temporale sul lago crespe le acque in fremito Luna
l’ora perfetta è l’ora del tuo arrivo dal sogno
con la pioggia partorisce l’ostrica dolce una perla con dita sottili
mentre di noi si sa solo che siamo dispersi – la perla diventa un sole
adesso
qui
per sempre
ovunque
dentro o fuori sta vita

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


13 Febbraio

Come un cane
Come un cane ci sei sempre
ti scaccio e t'allontani un poco
ma dopo da lontano guardi,
ti accucci e aspetti triste
non vuoi sentir ragioni
resti vicino e andare via non puoi
senza di me sembra restar non vuoi.

Ogni tanto abbai
i tuoi sono latrati rabbiosi a volte
altre abbastanza tristi,
implorano perdono in modo strano,
sei orgoglioso ed anche mi fai pena.

Ti guardo da lontano,
apprezzo questa tua fedele attesa,
mi fai finanche tenerezza,
non voglio più cani nel recinto;
ma il tuo sguardo mi osserva da lontano
non credi che io ti possa abbandonare
di questo mio rancore sembra chiedi il perché,
fai finta d'andar via ma stai con me.

Ancora sei fedele, sai aspettare,
pensi che di te possa fidarmi, sei un amico,
e tu senza un padrone non riesci a stare,
sempre scodinzolavi e festa mi facevi.

Ti guardo da lontano e dentro soffro
in fondo sei il mio cane,
mi intenerisco un poco
e poi ti butto un pane.

(Donnas 21.12.2016 - 00,30)
Salvatore Armando Santoro

Amori fugaci
Amori d'estate
foglie d'autunno
verso l'inverno
senza più parole
perdono la strada
con le prime nebbie.
Fausto Beretta

Questa vita qui
C’è questa vita qui
tra una costola e l’altra
e tu sai bene
che mostrare i fianchi non ripaga.
Sai meglio di tanti
che il dolore è come sabbia tra i denti,
come quando ti sbucci un ginocchio sull’asfalto
e fai finta di niente.
Tu lo sai che c’è una schiera di Santi
che nemmeno mi guarda,
e angeli disarmati che incontro per strada
io saluto mettendomi in fila
arrivi quello che poi arriva.
Maria Attanasio

"E mi piace ogni cosa"
E mi piace sì, ogni cosa
di quel che dici, di quel che dai
e quei sorrisi che poi mi fai
con quella bocca tua di rosa.

Ed i tuoi occhi di cristallo
le tue mani di velluto
i tuoi seni, che tessuto
i tuoi fianchi son da sballo.

E vivo un sogno ad occhi aperti
io non riesco a concentrarmi
e non riesco più a svegliarmi
ma smanio sempre per vederti.

E pur lo so che tutto questo
prima o poi sì, dovrà finire
che l'innocenza può morire....
ma senza te è buio pesto.

E pur la luna è gelosa
del tuo viso, delle mani
io ho paura del domani
oh dolce amica e mia sposa.

Urlo al cielo il mio terrore
così vorrei con te fuggire
dove nulla può mai morire
sì, come il nostro dolce amore.

12.02.2017
Ben Tartamo

Un fatto, una poesia
R.IT, 02 febbraio 2017

Don xxx….ha detto il vescovo di Padova…abbiamo maturato la certezza di sue gravi responsabilità morali. Si tratta di comportamenti inaccettabili per un prete, per un cristiano e anche per un uomo"….
Il vescovo ha voluto incontrare la stampa oggi, per spiegare come la Diocesi reagisce allo scandalo delle cosiddette "orge in canonica", con tanto di inchiesta della Procura scattata a dicembre con le accuse di violenza privata e sfruttamento della prostituzione….con tanto di armamentario di sex toys e dvd pornografici. "
"Il comportamento…. di don xxx…lo rende non idoneo ad esercitare il ministero".

In varie trasmissioni tv è intervenuta la 49enne che ha denunciato le volenze subite…e che ha fatto scattare lo scandalo che coinvolge chissà quante altre donne/ragazze e forse altri preti…Il don è stato "sospeso a divinis".
Malgrado tanto scandaloso/violento comportamento, molti dei suoi parrocchiani lo reclamano: "Ci ha fatto del bene…"!


Don…Astinenza
Ma…allora…dite 'n po', don Astinenza,
quarcuno v'ha obbrigàto a ffàvve prete?
Perché…si 'n potevate fànne senza
d'annà a stà immèzzo 'ndove che sapete…

ner puttanismo, cioè…(me scuserete…
ma pe èsse chiari…)…sotto la parvenza
de chi è bbòno e bravo… e che co… l' "ariete
sbuciatutte", co immonda iriverènza

ve séte rivelato er mascarzone
che séte sempre stato (che sinnò
nun potavate fà la brutta azzione

de pìà p'er culo chiesa e religgione,
che peggio de così, proprio 'n se pò),
'n v' arimaneva ch' ann'a ffà er pappone!

Ma queli parocchiani infinocchiati
ve stann'a recramà…!...Poràcci!...
Invece de strillà tutt'incazzati:
"A brutto còso! Devi annà pe stracci!
E ce starà 'na legge che te sbatte
drent'a 'na cella…pe purificàtte!"
Inzomma, er mascarzone, come sia,
sempre! è protetto: puro in sagrestia,
si cià a che ffà co ggènte troppo…pia!
Armando Bettozzi

Il giardino delle lanterne
Ho bisogno di sognare
e che si ripeta all'infinito,
ho bisogno di amare.

Così il neonato della madre
così la mente della poesia
così l'erba è vita per le capre.

Io ho bisogno di fantasticare,
coltivo una verde pianticella,
penso ai frutti che potrà dare.

E quante foglie e quante volte,
le vedrò cadere come i sogni
e volare via tra mille giravolte.

E dei frutti potrò goderne?
Non fa nulla, gioisco adesso
nel giardino delle lanterne.

Tra esse sicure si può girare,
si può sognare e amare, qui
la vita si può sempre godere.

Nel giardino ho messo a dimora
la pianticella e tra i suoi rami
ci saranno i fiori a primavera.

E d'inverno dalla finestra
controllerò che i merli
ci siano nei giorni di festa.

Il vento spazzerà le aiuole
e i rami protesi come scarne
braccia, verso la luce, il sole.

C'è una verde pianticella
nel giardino e la mia anima
in una luminosa lanterna.

Colorerà ogni angolo cupo,
con l'amore e, la fantasia
scalerà il più alto dirupo.

Coltivo una verde pianticella
non so se godrò dei suoi frutti,
è lì accanto alla mia lanterna.

Il passato è andato nel rimpianto
il presente mi scivola tra le dita
e il tempo scorre sopra a tutto.

E poi … una gemma tra i rami
sboccia, è di una rosa rossa,
nasce adesso e non domani.
Maurizio Mazzotti

Francesco
Tra campi in fior e terra generosa
Sì sposa Assisi su uno speron di roccia,
Al riparo del subasio monte,un dolce vento che spirando pose il germoglio
Dell amor!
Di Bernardone figlio umano ,
Già avea in se lo spirito immacolato
Quinci tra soffici sete spezie d'oriente
Carezzato visse il primo tempo
Pria d'esser chiamato all 'alto ingaggio
Pose corazza lancia e spada sognando
Battaglie campali vittoria di rosso sangue
Della cavalleria l' ideale
Del Bon cor giovinetto come suoi pari
Appezzava la Gaia vita
Quanti pianti l Umbria ! i suoi figli
Sempre in ira per ogni città vicina
Ma quando dal sonno si desto '
Rifiuto 'il caldo cibo
L' oro zecchino un sicuro letto di piume ,
Frizzante vino .
La parola di colui che nei secoli non more
Fecesi di novo carne più umile
Di chi di fame si dibatte.
Ah come feriscono or le mani i
Rovi come si laceran i piè
Tra zollose strade
Alla porziuncola il novello rinascere
Oltre i vizi del mondo
Tu re dei derelitti ,ultimi e dimentichi!
Pioggia lenta ,fredda ,nemica
Non fermi la fatica
Non fiacchi la salita
Ne il vento spegne il foco
Che vi pungola il petto.
Ma fratello santo
Una la pena
Il gregge eletto s'e' fatto
Cupo e' perverso
Nella Roma dei pontefici
Serpeggia ingordigia
Gettano ai cani
Povertà ,castità
Per i beni temporali.
Gregorio all 'altar di cristo
S 'aggrappo al crocefisso
In lui con gli occhi fisso
Riconobbe chi dal fosso
Rialso ' il nome di Pietro .
Nella luce dell immenso
Cammini uomo riconverso
Al primo amore
Santo tra i santi
Guida all 'altissimo
Noi poveri sterpi
Che bruciam
Di peccato
Al vento mondano

Dedica al santo di Assisi
Corrado Cioci

 

Lemere
spegni i pianeti
il loro vociferare brillio turba dolcezza
silenzio negli scafandri del petto
togli al tribunale di ombre il potere
ospita il mio palpito tra le pause dei respiri
sfonda i muri il tempo che li alza del dittatore dimora
chiedi a Karajan di inneggiare Schumann dall’oltretomba
per amarci

arpeggia silenzio ma fuori di falene le ali scappano a pioggia
trema insicura luce prossimo non vedente un lampione
sulle strade del destino camminano fedeli al buio ovattato i fantasmi
com’è dolce l’apparir della notte quando ci s’infiamma

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Tu e lei
Resta dove sei,
non pensare a lei.
Mantieni lo stallo
e vedrai l'effetto
causa di se stesso.

L'alter ego, concedigli
spazio: sonderà la tua
coscienza conservandone
solo l'essenza.

Lei ti cercherà: è destino.
Tu ci sarai : non è insolito.
Ripulito e alleggerito
cadranno le barriere fra
te e l'oscuro sapere.

Peso leggero, interessato
passeggero in questa
parentesi tra il reale e
l'astratto: astrazione dalla
realtà.

Lei è arrivata .
Ti osserva in quell'angolo
retto di questa terra ottusa
e confusa.

Ascolta i suoi passi leggeri,
mai fuori tempo: consapevoli
non presuntuosi.

Imperfetta perfezione;
concediti un soffio di
serena riflessione.

Lei, ora, ascolta il tuo
silenzio: esponiti pure
senza astio.

Un mare in tempesta,
l'emozione si desta:
è arduo tener testa a
quell'intrusione tanto
onesta.

Un inizio, una fine:
tu e lei cullatevi nel
mezzo, in equilibrio
tra il presente, il futuro
e l'origine.
Gabriele Marcon

Poesia foglia appena nata di febbraio…12
Ascolto la pioggia
nel tamburello legno
ricordi di portone

attenta l’anima
rivive il passato
fusione d’armonie.
Germoglio di pensiero intriso di malinconia…
laura toffoli

S-canzone per San Valentino
Non dirmi ti amo
lo sai, non è vero
magari potremo
ma ormai non ci credo.

L'anello è ossidato
da tristi ricordi:
gli sfiati di un tunnel
stracolmo di fumo.

La sola mia vita
non vale poi nulla
se quella partita
giocata è in panchina.

E ancora mi chiedo
che senso ha l'amore:
caduta dal pero
nell'urto ho capito

che solo da sola
respiro pulito.
Mi trucco un po' il viso
librando un sorriso.

Magari domani
chissà, nel vedermi,
dirai per disprezzo
"per finta t' ho amata".
Addis Marinella

Ofelia
(da un dipinto di Millais)

Va verso il mare e m'incanto a guardare,
l'acqua la culla e lei sembra dormire,
fronde s'inchinan, col loro stormire
par che un saluto le vogliano dare.

Lieve la veste, le forme a svelare,
labbra un sorriso vorrebbero aprire,
ma sul bel viso, a volerlo abbruttire,
passan ricordi, malvagi a pensare.

Mente che visse promesse d'amore,
perse ragion per la grande illusione,
marcio sfuggì per crudele emozione.

Or che nel mare avrà liete le ore,
or che svaniscon frementi passioni,
potrà cantar le più dolci canzoni.
Piero Colonna Romano

Giudica un uomo dalle sue domande
e non dalle sue risposte.”Voltaire”

Per poter trovare delle giuste risposte
ricerca di un significato della nostra esperienza
sono necessarie delle domande dentro cui sono nascoste
dubbi ed incertezze sulla nostra esistenza
senza domanda , che diventa certezza,
perché amarsi
perché io ti credo mio Dio
perché odiarsi
chi sono io
di ogni cosa scopriremmo l’infondatezza.
Se non ci fossero i punti interrogativi
noi non saremmo più vivi
Se non mi ponessi più dei perché
sarei un essere senza più tempo , ahimè
e se perdessi la certezza della mia esistenza
non ci sarebbero più domande sulla mia esperienza .
Tutto ciò che esiste, esiste per uno scopo ed un fine
in ogni cosa che esiste c’è un legame affine
Antonia Scaligine

Haiku
nevica ancora-
chi di voi mi sa dire
se dura a lungo
Salvatore Cutrupi


12 Febbraio

Canto di pioggia
Ticchettii nelle pozze,
intrecci
di cerchi concentrici.

Le gocce vivono,
saltellano un attimo
sui marciapiedi.

Case asperse
di luce grigia,
vapore adagiato
sulle colline.

La piazza si ferma
e trattiene il respiro,
ripone i rumori.

Proverò a imitarla
liberando i pensieri
per ascoltare in silenzio
questo canto di pioggia.
Dario Menicucci

Pittole
(A Solange)

Anche se l'ora è tarda
e il fritto non tanto consigliato,
mannaggia a te, mi stuzzichi la gola
di quelle pittole mi sarei abbuffato
tutte le avrei mangiate, no una sola.

Tu sai quello che mangio,
non sono tutto ancor vegetariano,
la carne no, quella proprio la scanzo,
da macelli e macellai sto lontano,
il pesce preferisco e scarto il manzo.

Ma te sai far di tutto
ed anche il locale per me era carino,
poi quel piatto che bene decoravi
con pasta frolla e soia in canestrino,
un sorriso e con poco tu m'accontentavi.

Ma la distanza è tanta,
dalla Valle d'Aosta a Galatina
le pittole mi costerebbero salate
farle da me convien con lievito e farina
o comprarle al negozio surgelate.

(Donnas 21.12.2016 - 3,54)
Salvatore Armando Santoro

Segreti in scena
(a Laura)

Silenzio sacrale
avvolgeva la platea
mentre lei tutta
si offriva al dramma
il suo era un pianto
strozzato in gola
in quella scena
che allo spettatore
prendeva l'anima

così ad ogni replica
lo stesso dolore
lo stesso pathos
quel momento forte
che tutti captavano
richiamato da dove
solo suo era il segreto

" non so cosa hai
di te richiamato
e sapere non lo voglio …
ma riusciresti a ripeterlo?"
Le dissi in preghiera
quella prima volta
ch'era apparso

" si, ma ti prego
non chiedermelo più"
E più a lei l'ho chiesto,
fu un segreto nostro
per un segreto solo suo.

Magia del momento
magia del teatro!
Fausto Beretta

Tenerezza (dedica a mia moglie Cinzia)
Infra le note di una canzone,
D'amore e sentimento
Una dolce ed intensa emozione
Allontana il tormento
Di quando non ti avevo accanto.
Beato e' giacer con te vicino,
Nelle lunghe notti d'inverno
Abbracciato come un bambino
Al tuo sinuoso corpo materno.
Ogni mattin al risveglio,
Col sussurro dell'amore
Penso non ci sia di meglio
A rendere gioioso il cuore.
Salvatore Camonita

Guardandomi nell’anima
Cinico, epicureo,
un po’stoico, un po’ scettico,
come l’esser furtivo
del greco nel divenire macedone
(rinunciando alla Polis),
essere individuale
nell’imparare ad essere.
Il mondo rimane quello di prima,
epistemologia,
particelle indivisibili e vuoto
turbamento e dolore
per qualsiasi voglia di verità
che non trovo se non
guardandomi nell’anima,
pensiero senza voce ne parole
che mi riporta amore.
Claudio Badalotti

Campotosto
Scricchiola la porta
urlano i fili sporchi
ricamati di rosso
da una tela risorta
di nostalgia,
ingenue quei petali di neve
invano tentano di nasconder
le cicatrici della memoria… scossa.

Nessuna bara si adagia
nei campi del dolore,
un lago incastonato
da sua maestà Gran Sasso
stuprato da infamanti menzogne
elargite dagli avvoltoi
di larga pecunia.

Desolante il paesaggio,
tutto si sgretola
tutto finisce…

Niente potrà cancellare
le speranze, i ricordi,
nemmeno la voglia di ricominciare
a ricostruir con tenacia e vigore…

La terra dei nostri nonni,
dei nostri genitori,
dei nostri figli,
dei nostri nipoti.

Campotosto, il paese del mio cuore.
Alessandro Borghesi

Foto
Trattengo il ricordo di te bambino
mentre mangi zucchero filato,
sei una foto in bianco e nero,
non si nota il rosso del naso freddo,
e sei buono come mai più sarai.
Maria Attanasio

 

Le stesse rughe
E dopo gli anni
delle corse a perdifiato
mi ritrovo a camminare
dentro i miei passi stanchi
con il fardello pieno
di cose scadute sulle spalle
e il tempo che accompagna
l'usura del pensiero
e della pelle

m'accorgo così
guardandomi allo specchio
di avere sulla fronte
le stesse rughe stanche
che portava mio nonno,
la stessa faccia magra
di mio padre

mi vengono in mente
i banchi della chiesa
con mia madre seduta
a cantare il Signore
e così sento il bisogno
di recitare preghiere,
quelle che più conosco,
prima l'Ave Maria
e dopo il Padre Nostro.
Salvatore Cutrupi

L’Indotta
gusto pianeti la parte selvaggia in me proferisce Lakmé al suicidio di pioggia
fedele ai presagi d’autunno te caldo e biscotti di nuvole grigie senza stormo
ogni tanto una danza di foglie sul parabrezza dell’orizzonte distratto ai tramonti
smarrito nelle prossime ere d’amore riempio il cilindro d’alba abile prestigiatore
di creta perlare ali finte sul busto finto del mio ego diurno
nulla conservo di ieri se non fedele al principio con l’eredità di creare
di qualche Dio figlio di qualche Dea erede di piccoli sogni
oh cuore mio oh mio cuore - batti per la magia mia sposa

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Donna
Dolce dama devota,
donami distillati
d'amore duraturo.
Dionisiaco, danzerò domando
dannati demoni drogati d'odio.
Desto, distinto, disincantato,
decanterò degnissime doti,
donna divina.
Gabriele Marcon

O Trumpora ! O mores !
(Cicerone, I, 4)

La Raggi dei Raggiri
passata è ai Raggi X
ma è sempre su di giri:
The five stars are six.

Romeo aveva un orto
di erba grillaiola
Marra meo perché sei morto,
lasciandola da sola?
Carlo Chionne

Distrazioni
Ero distratta dal lunare paesaggio
petali bianchi sull’onda,
ero distratta dal tuo penetrante sguardo
gocce di sole nei tuoi occhi,
ero distratta dal canto crepuscolare dell’usignolo
nei fitti rami di bosco,
ero distratta dal rumore del vento
nelle fessure del legno,
ero distratta dal cammino di vita
nel mio percorso,
quante disattenzioni
per raggomitolare pensieri intensi
di ogni istante d’insieme…
laura toffoli


10-11 Febbraio

Per le vie del mondo
Vent'anni, quasi non ricordo,
tanto è il tempo che è passato
ma rammento il sole
che ogni giorno splendeva,
la febbrile felicità di vivere,
il desiderio di essere
più veloci del tempo,
di raggiungere il domani
prima che fosse trascorso l'oggi.
Era una vita, sospesa fra sogno e realtà,
andavo per strada con nelle orecchie
la canzone dei Nomadi.
Io vagabondo, diceva,
e mi vedevo vagabondo
per le vie del mondo
passo dopo passo
lungo una strada infinita
che mi spalancava alla vita.

Oggi ancora sento quelle note
ma arranco piano
verso una meta indefinita
e se mi volgo all'indietro
mi par di scorgere
lontano lontano
l'ombra d'un ragazzo
che sognava di andare
per le vie del mondo.
Gli mando un saluto
e una lacrima stanca
mi scivola via.

Da La pietà
Renzo Montagnoli

"La strada"
(canzone - swing)

Quanta strada mai farà
questa vecchia auto qua
quante buche prenderà
per giunger da te lassù!

(Rit. 2 v.)
Solo,
semplicemente solo
per la strada me ne vò
Solo,
vedo un ombra al mio fianco....
Pero!

Il motore piu non va
la marmitta tosse fa
per i fari poi, chissà
Ci arriverò mai lassù?!

(Rit. 2 v.)
Solo,
semplicemente solo
per la strada me ne vò
Solo,
vedo un ombra al mio fianco....
Pero!

E tu sei scesa di già
lasciando 'sto baccalà
che non sa come farà
a raggiungerti fin sù.

(Rit. 2 v.)
Solo,
semplicemente solo
per la strada me ne vò
Solo,
vedo un ombra al mio fianco....
Pero!

Un angelo con la gru
pregherò di scender giù
vedrà che non reggo più
ritto al gelo e solo, qua!

(Rit. 2 v.)
Solo,
semplicemente solo
per la strada me ne vò
Solo,
vedo un ombra al mio fianco....
Pero!

Quante preci costerà
questa mia avventura qua;
chissà come finirà
questo viaggio lassù!

(Rit. 2 v.)
Solo,
semplicemente solo
per la strada me ne vò
Solo,
vedo un ombra al mio fianco....
Pero!

09.02.2017
Ben Tartamo

Memorie di un sogno
Impercettibili
movimenti di nuvole
colme di tramonto

processioni lente
su trame
di ultimi colori.

Altissimi voli
a ridosso del cielo
di luce finale

e odori aspri
di brezza e di sale
di notte imminente.

Sono tornato
a questo mare
in cerca di memorie

a ricordare i giorni
del profumo
d'amore.

In controluce
ti guardavo sorridere
in attesa di un bacio

abbandonati
al limio delle onde
al silenzio del vento.

La sera
ci cullava gentile
ci accarezzava la pelle

ci portava
in un sogno dolcissimo
che era il nostro segreto.

Un giorno svanisti
nel fruscio della schiuma
tra i granelli di sabbia

come un raggio di luna
tra i riflessi scarlatti
della giovane aurora.

Mi hai lasciato da solo
a guardare le stelle
scomparire pian piano

dileguarsi nel giorno
come candide lacrime
sulla pelle del cielo
Dario Menicucci

Un giorno di scirocco senza vento
Si l'amo, l'amo,
l'amo quella figlia di puttana
che mi fa ancor soffrire,
per vendetta l'ho tradita molte volte
il mio letto era come un confessionale.
Le donne poi scappavano confuse
senza l'assoluzione,
ero io a confonderle, a ingannarle,
loro pensavano d'essere a teatro
occupavano il centro della scena.
Io, invece, le snobbavo
a letto d'un altro amore a lor parlavo.
Mi guardavano un poco imbambolate
si sentivano alla fine anche un po' usate,
qualcuna s'è arrabbiata,
un'altra ha reagito,
come se io le avessi fatto un po' il solletico
m'ha detto che non ero diplomatico.
Lei non voleva me, cercava il letto,
l'aveva detto prima ancor d'entrare in casa
che lo faceva per semplice diletto.
Di che stupirsi allora? Di che meravigliarsi?
Io un'altra amavo
e glielo avevo detto,
anch'io cercavo solo una evasione,
d'esser diplomatico proprio non ci stava,
non ne vedevo affatto la ragione.
Ora son solo, compagne non ne cerco,
non m'interessa aver soltanto sesso,
con o da solo posso far lo stesso;
senza passione io non voglio niente
sarebbe deprimente
e senza un po' di sentimento
che fatica il rapporto
come un giorno di scirocco senza vento.
Ora lo sai, gran figlia di puttana,
lo sai ma a te non frega proprio niente,
neppure a me più frega un accidente:
ora tu sei diversa, così come sei ora non ti voglio
e te lo dico, sì, sinceramente,
resta pure vestita,
di certo come un tempo non ti spoglio.

(Donnas 21.12.2016 - 20,11)
Salvatore Armando Santoro

Ecco perché
Così distante è quel chiaro giardino
dove la forma scioglie il suo colore
e solo il cuore resta inalterato
agli occhi di chi ne ha l'accesso?

Lungo i sentieri impervi della vita,
suole più volte ho consumato a iosa
per colpa di una voce ripetuta
che alla sostanza sempre m'invitava.

Non sarai degno di guardare altro
se prima, dentro, non avrai visto te.
O… viceversa?
Ecco perché devo crescere ancora!

*
2010
Aurelio Zucchi

La bellezza e la strada
Nel caotico traffico
il sorriso di ragazza
che incrociavo
illuminava la sera
suoni e rumori
assorbiti erano
dal suo sguardo
nel suo grembo
la mia stanchezza
trovava del cielo
l'altra metà
la vera bellezza
che in quel momento
umano rendeva
il ritorno a casa.
Fausto Beretta

Tra i marci Boschi…
Tra i tanti marci Boschi a Querce e Ulivi,
e la…dormiente fra le CinqueStelle,
Italia - mamma delle cose belle -
aspetta uno che l'ami - e presto! arrivi.
E ai Verdi prati - ormai solo acquitrini -
riporti Azzurri fiori, e ai destini
dei figli suoi certezza nuova, porti,
con le maniere belle…ma anche forti!
Armando Bettozzi

L'amore respira
Il nostro amore
era fatto di vento,
la brezza leggera
che t'accarezza il viso,
che solleva le vesti
e scompiglia i capelli,
il soffio deciso
che gonfia le vele
che agita bandiere
nei giorni di festa
e la terribile forza
che piega la roccia
che strappa gli alberi
come aerei di carta,
che separa le acque
dalle acque
con potenza divina.
Il nostro amore
se n'è andato,
era fatto di vento
ed il vento
non si può fermare.
Gian Luca Sechi

A Cinzia
Spiegate al vento le mie ali,
Verso diafane correnti,
Plano per rotte siderali
In balia dei miei sentimenti.
Volo verso colei che muove il mio cuore
Nel continuo scorrere delle ore mute,
La donna che genera in me amore
Tenere dolci parole mai taciute.
Lei è la magia della vita mia,
È l'elisir d'ogni mio giorno,
È la continua allegria
È l'interno, l'esterno e il contorno.
Sei il sogno e la realtà,
Sei la dolcezza e l'amore
Sei emblema di nobiltà
Tu donna gemma del mio cuore.
Salvatore Camonita

Le ragazze al sole
Le ragazze al sole ridono,
finita la lezione
il mare negli occhi è puro amore
e la salsedine sui denti
le fa vincitrici tra tanti perdenti.
Le ragazze al sole hanno un pallone in borsa
e qualche goccia di sudore addosso,
il futuro è angolo e dosso
ma ancora non le angoscia.
E prima che tutto si compia
c’è questo punto sospeso nel tempo
al quale non si scampa,
sì ma non adesso.
Maria Attanasio

Nuove icone
Prima i poveri speravano
ambito premio celeste
ora che qualcuno muoia
e meno dividenti a briciole

La croce cementata sul cuore
era un confine
tra anima e ragione
poi un bambino insonne
vide che la mamma
era la vera befana, morì la favola
informò tutti grandi e piccoli
e da grande pensò
che Dio fosse umano
e con troppi difetti,più dei suoi

Un tempo nelle case,ai muri
stampe d'icone Bizantine
e bastava un lampo,un tuono
un diamante d'acqua
a rubare una spiga di grano
e subito a baciarle
e con la mano destra
a simulare d'inchiodarsi
tra cielo e terra all'orizzonte
ora invece al miraggio
d'oro giallo e nero
e per averlo a ogni costo
con la lingua biforcuta
a pulire parti intime negate al sole
a camaleontici Santi in terra

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers
 

Strisce… annodano sentimenti
Strisce d’azzurro intenso -
si specchiano -
sui solchi lago -
d’una campagna brulla -
che tace -
dopo un cigolante temporale,-
                                      -
il carrozzone tempo -
si muove veloce -
di paese in paese: -
zingaro è il suo temperamento, -
e pare cantare -
quando tace la burrasca, -
sciogliendo i nodi -
della verde rinascita… -
…                                                     - -------------------
spostandomi col pensiero
come il vento…vedo…
                        |  abbracciano |
…                                                     - ____________
uno scrigno di baci -
che si è aperto -
rilasciando farfalle -
su una spiaggia deserta -
con un mare solitario: -
farfalle splendide -
dai mille colori -
che si sono alzate in volo -
come sogni -
e son bolle trasparenti -
abbracciate da -
 strisce d’azzurro intenso-

E sorridono i miei occhi
al radioso presente


_________________________
 Ti bacio ancora…e ancora…
perdendomi nell’azzurro rosa
del cielo
tuo intensissimo amore….

_________________________
laura toffoli
 

L'unico
L'unico uomo della mia vita
verdi aveva gli occhi
ma, ad uno sguardo esperto,
cambiavano sfumatura,
a seconda del tempo e dell'umore.
In ogni caso,
quando mi accarezzavano,
sempre uguale era il loro colore,
quello dell'amore.
Minuta la costituzione
e scarne le sue mani
quando, arrivato il momento,
cercavano le mie.
Ora che la tempesta della vita
me lo ha rubato,
intatto resta il suo dolce sorriso
e continua il dialogo senza tempo
con l'unico uomo della mia vita: Papà
Sandra Greggio

L’erba dei sogni
Il fiato c’è, costante
ritmico come sempre.
Nel vuoto del silenzio
le parole si mescolano spinte
dalla voglia insistente di pensare
fuori dalla prigione delle solite idee.
Mi siedo nell’androne
in cerca di una luce
dalla porta d’ingresso che non s’apre.
Poi un suono di musica suadente
socchiudo gli occhi e smetto di pensare
in ginocchio nell’erba
dei sogni smossa dalla confidenza
dell’aria settembrina del tuo sguardo.
Claudio Badalotti

Aforisma
Ho provato a stare a passo con l’Umanità ma io ero più veloce.
Jacqueline Miu


9 Febbraio



Poesia a tema
La leggerezza necessaria del qui e ora

 

 

 

Quartieri
Camerieri a grilletto
fabbricanti d'ossequi
e commesse frigo
di denti a parentesi
in turbine domata

Pittore il sole
dipinge con oro e pece
in cornice di fumo e piombo

Gusci di lamiere
occhi multicolore
guerci lampeggianti
a veglia d'asfalti zebrati
e diagonali di spartizioni

Furti riflessi
vetrine dirimpettaie
pomeriggi grigi
a scarpe batocchio di noia

Gare di pistoni
al capolinea dei rumori
per una coppa di silenzio
unta d'acqua Santa

Tacchi a spillo e minigonne
aste e bandiere a
illusori approdi
a penne ossa di cani
sfuggite a solletichi di mani

Alberi, ponteggi di sogni
smantellano foglie
ammucchiate a cuscini di passeri
a monete di passi

Da:Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
Michael Santhers

Cosa tremenda accade
Penetrato il cuore
ti sei insediata in esso
in posizione centrale-
Tremenda sei-
Bellissima nel tuo greco peplo
che tutto lascia trasparire
tutto immaginare-
ora rivelazione, ora nascondimento.
Nel dolore gioia e pena ancora...
Difficile a dirsi-
Ho ancora paura, solo un po',
ma basta-
Il tuo splendido
ammaliante
canto dice tutto di te
e l'animo se ne inebria
desiderando abbandono al vortice.
L'incendio divampa
ed il vento della passione
compie il resto...........
Acquaviva

Io capra
Dai vieni, abbracciami forte,
fammi mancare il respiro,
accendiamo la notte.

Brillano i tuoi occhi di zaffiro,
ho il tuo cuore in cassaforte,
innamorato batte forte, è vivo.

Io capra? Mi fai girare la testa,
io vecchio e t'amo, nel cuore
ho le campane in festa.

Dai vieni, abbracciami forte,
come i ragazzi pieni d'amore,
quelli appoggiati alle porte.

Io capra? Non te ne importare,
sei bella e viva come un fiore,
che ci vedano tutti amare.

Lasciamo che la gente sorrida,
mostriamo i nostri capelli grigi
Io capra? No, io amo te e la vita.

Io capra? Sono vecchio e ti amo,

vedo un aria trasparente e pulita,
ogni volta che ci abbracciamo.
Maurizio Mazzotti

Sogni
Ogni notte l'anima
Si perde nei mondi
Paralleli del sogno.
Tutto lì è possibile
Ma niente è reale.
Vedo paesaggi ignoti,
entro in case non mie,
raccolgo fiori meravigliosi,
assaporo cibi straordinari.
A volte precipito
In abissi paurosi,
l'angoscia è soffocante,
ma basta che la luce
del giorno riapra le porte
della realtà per ritrovare
la mia dimensione…
aspetto con ansia la notte,
posso vivere le avventure
e provare le emozioni
che la vita mi nega.
Cristina Perilli

Libera
Come un gabbiano
che vedo molto vicino
mentre la motonave
si dirige verso Gabicce
mi stai alla destra
e se allungo la mano
quasi ti tocco.
Aspetti da me qualcosa
mi tieni compagnia.
Posso solo guardarti
e appena il nostromo
ci rifocilla
mi diverto a lanciare
le teste di saraghina
che tu
con una virata fulminea
catturi al volo
e mi ritorni vicino
perché sai che mi piace
vederti libera come l'aria.
Enrico Galavotti

Fedeltà
Pensavo d'esser guarito
invece basta guardar quel cane,
veder come mi punta da lontano,
parlare non può
ma dice tante cose con lo sguardo.

Io soffro per lui,
pensavo d'aver smesso di soffrire
di poter da quell'amor fuggire
come dall'arco il dardo.

Lui aspetta perché senza di me non vuol tagliare
quei pochi metri che mancano al traguardo.

(Donnas 21.12.2016 - 22,51)
Salvatore Armando Santoro

Danza della coincidenza
Facciamo che in qualche punto dell’universo non ancora descritto.
s’incontrano due rette distinte ed in quel punto succede che
si perde in cielo un aquilone fuggito per essere libero da un bimbo e dalla sua nervosa mano,
uno a caso uccide qualcuno sbagliando, in una casa arriva l’inferno
quello che si firma con cognome e nome capisce che ha ancora tutto da imparare,
lo stupido si sveglia dalla propria stupidità e capisce qualcosa,
gente senza cuore sente battersi dentro una nuova coscienza,
l’opportunista ti riporta indietro gli avanzi presi alla tua tavola,
il bugiardo seriale comincia a dire la verità e gli ricrescono i capelli,
quelli senza vergogna sostituiscono gli specchi e finalmente si vedono,
chi si è perso ritorna, chi hai perso ritrova la tua casa.
Chissà se è proprio vero che due rette non s’incontrano mai.
Maria Attanasio

tinseri
poi è sera con le sue ombre capanne col dolce degli astri invisi fantasmi
alle porte del sonno qualche dilemma qualche speranza in attesa di luce
t'intristi tinseri il navigare col buio sotto una Luna falce per il piccolo volo
farfalle nel petto e mai più dubbi t’innalzi col fuoco fino alla calma
divori le mappe di mai più reali muse coi petti brucianti promesse
diventi un diavolo poi un angelo poi nulla
ti reinventi un temporale dentro cui progettare i tuoi mondi
e ti pigola da dentro il capo il piccolo verme del boia
tutto fino alla morte – tutto un vano cercare
ma poi sarà davvero vana la nostra battaglia – oggi perdenti domani il trionfo

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

La nottola di Minerva
Civetta un poco astrusa
che spicchi il volo sul far della sera,
la mia ragione è vera
ma fra non molto ne sarà delusa.

   
Retro di un tetradramma d'argento in uso ad Atene 1 euro greco
nel 480-420 circa a.C.
La figura di quest’uccello capace di vedere di notte è strettamente legata alla dea della saggezza che, fin dalle prime raffigurazioni, è dipinta con la civetta appollaiata sulla testa


Gli occhi e il becco del rapace seguono la linea della lettera φ (fi), simbolo alfabetico greco della filosofia che accomuna armonia, bellezza e amore per la conoscenza e per la ricerca in senso lato.
La nottola di Minerva compare nell’ultimo capoverso della Prefazione dei Lineamenti di filosofia del diritto di Hegel, che la dipinge come l’uccello che inizia il suo volo sul far del crepuscolo. La filosofia non può essere l’anticipo di un mondo che dovrà venire: è il proprio tempo appreso col pensiero.

“….Quando la filosofia dipinge a chiaroscuro, allora un aspetto della vita è invecchiato, e dal chiaroscuro, esso non si lascia ringiovanire, ma soltanto riconoscere: la nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo. » Con ciò il pensatore tedesco intende significare che la filosofia giunge a comprendere una condizione storica solo dopo che questa è già trascorsa (quando il processo di formazione della realtà è già ultimato), attuando il senno del poi senza poter offrire capacità precognitive.
Secondo Hegel la filosofia sboccia sempre al momento culminante delle civiltà: Socrate e Platone sono vissuti
quando cominciava la decadenza della Grecia, ed essa iniziava a lacerarsi al proprio interno, non sono fioriti
quando la Grecia vinceva contro i Persiani.

Claudio Badalotti


8 Febbraio

Pensarti
Devo pensarti cattivo
perché ogni cosa non mi tremi dentro
e lontano per non sentire ancora il tuo odore
e vigliacco per essere forte.
Devo pensarti insicuro per avere conferme,
immaginarti al buio per trovare luce.
Devo saperti infelice per credere ancora nell’amore.
Maria Attanasio

Sconcezze
Oggi per trovare un ago nel pagliaio
basta una potente calamita
invece per trovare certi impiegati Statali
ci vuole la guardia di finanza
se non addirittura intere forze di polizia

Accantonando il fatto
che gli asini lavorano e i politici oziano
tra loro non c'è altra differenza
entrambi ragliano e rubano
i primi i soldi, i secondi il fieno
a fine carriera gli equini finiscono al macello
i politici alle Maldive

Arresti e arrosti domiciliari stessa cosa
il recluso mentre cucina
a causa del calore la vocale e
si deforma e chiude il cerchio
e il tribunale in appello
ordina all'imputato l'acquisto
di un nuovo barbecue

Da: Poesie Cialtrone
Michael Santhers

Piccolo sogno
Avevo fatto un piccolo sogno
Di quelli che ti fanno svegliare serena
Che ti lasciano addosso il buonumore
Anche se il giorno poi scorre normale
Non succede nulla di buono, nemmeno quel giorno.
Ma avevo fatto un piccolo sogno,
Non mi meritavo un giorno migliore
Nadia Borean

"Alberi"
Danzano felici gli alberi
salutano liberi al vento.
Il canto, soffio d'un momento
un sentimento di passeri.

Così, mi vestirò di fiori
lascerò gli amori sfiorire
dire che è dolce il morire
gioire dimentichi, fuori.

Sorridono tristi le nubi
stridono cubi di cemento
su questo manto nero al vento.
Che incanto, la città sui tubi!

Dicono che scorri oro nero
credono ch'è vero progresso
e che esso porterà successo.
Sì, han promesso. Un cimitero.

Ora danzano ossuti alberi
cantano liberi alle foglie;
raccoglie il vento tetre doglie
e accoglie, cuori di passeri.

05.02.2017
Ben Tartamo

Fragilità
Il mio cuore
è come una foglia spazzata da vento,
l'acqua ed il gelo
ne ha frantumato le arterie,
se ne sta attaccata al terreno
coperta di sabbia
appena respira;
osserva il cielo ormai senza forza,
spezzata in più posti,
la linfa ormai più non scorre
tra quelle sue vene consunte,
ha perso il colore,
l'opaco prevale sul giallo
che muore.

(Donnas 22.12.2016 - 11,11)
Salvatore Armando Santoro

Un fatto, una poesia
dalle cronache.

Si rinnova in continuazione la storia di Legge/Magistratura complici…
Questa volta, con la …bella di notte romena (Duina) che anni fa ammazzò una povera ragazza innocente conficcandole la punta dell'ombrello in un occhio fino al cervello…
Cosa è successo all'assassina Duina? Che assai, ma assai prima della scadenza della pena è stata fatta uscire dalla gabbia…come un uccellino…E già s'è postata in internet ridente e gaia in bikini su una spiaggia…Questa è la "civiltà" di chi imporre vuol la civiltà…(Gennaio 2017).


Percorso …di riabilitazione
(percorso in confusione)

È il "percorso di…riabilitazione",
che viacce spiana, e quelle buone affossa
ma serve - dicon - perché sia rimossa
l'atrocità d'un fatto, e dar la scossa

a chi il fattaccio ha fatto, e compassione
gli spetta di…diritto, e alla riscossa
ha da tornare a farsi - ed a ragione -
la vita sua…E…pace! a quella… in fossa.

Bella invenzione per premiare il reo
e condannare a morte doppiamente
chi già mort' ammazzato giace. E far correo

un farisaico far idealizzato
alla facciaccia del mort'ammazzato
che il reo gioire vede, impunemente…

Legge, tu bari con te stessa: è un dato!
Se invero fossi Legge schiferesti
tal fare, e il reo…terresti incarcerato!
Armando Bettozzi

Lenz

1

Im Westen der neue Mond.
Vor des neuen Mondes Horn ein Stern.
Ein schmales hohes schwarzes Haus.
Drei beleuchtete Fenster.
Drei Fenster.

2

Auf der gelben Grelligkeit sind blassblaue Flecken.
Bloß meine Augen sahen die blassblauen Flecken.
Wohl taten sie meinen Augen. Warum hat keiner die
blassblauen Flecken gesehen auf der gelben Grelligkeit?

3

Tauche deine Finger in das siedende Wasser.
Verbrühe deine Finger.
Lass deine Finger vom Schmerz singen.
Kandinskj, Klaenge

Primavera

1

Ad Ovest la luna nuova.
Di fronte al corno della luna nuova una stella.
Una casa snella, alta, nera.
Tre finestre illuminate.
Tre finestre.

2

Sul barbaglio giallo ci sono chiazze di blu pallido.
Solo i miei occhi vedevano quelle chiazze di blu
pallido.
Ai miei occhi facevano bene. Perché nessuno ha visto
quelle chiazze di blu pallido sul barbaglio giallo?

3

Intingi le dita nell'acqua bollente.
Scottati le dita.
Lascia che le tue dita cantino di dolore.
Kandinskj, Suoni  Traduzione: Nino Muzzi

 

L’antivigilia del venerdì di
Sesto San Giovanni

Traffico d’auto ferme
nell’ interminabile
coda dell’antivigilia
che vivi al venerdì di Sesto San Giovanni.
Una folla di pensieri imbottiti
d’ansia per il ritardo,
ronzio dell’acufene
di quei motori al minimo,
volti sudati e tesi
un po’ muti o ciarlieri
per ripassare il tempo trascorso insieme e soli
nell’attesa del verde che non arriva mai.
Pere cotte che guardano,
sguardi smunti e assopiti.
Poi accendo la radio
e mi attendi stordita,
poi ti spengo la radio
e mi badi stupita.
Percosse sul volante che non c’entra
e tu mi chiedi ancora”che cos’hai?”
mi guardi e non rispondo
ma si apre uno spazio e inverto la marcia.
Così ce ne torniamo come anonimi
guidanti al varco dell’inesauribile
antivigilia del venerdì sera
di Sesto San Giovanni.
Claudio Badalotti

Il mondo che frana
e i miei passi sepolti sotto il terreno …
ma i denti del tempo non sono riusciti
a saziarsi:
di orme, dolenti, pesanti, celate,
da foglie appassite,
da putridi rami e dal fango …
così le speranze si son liberate e hanno
ripreso a cercare.
Ora vagano in alto, come un eco lontano,
e assai bene nascoste nell’ aria:
potessi volare, salir sulla luna, rovistare,
nelle stanze del cielo,
e poi ritrovarle senza più,
abbandonarle.
Antonio Scalas

Haiku
Metà inverno
Crisantemi appassiti
sopra le tombe
Salvatore Cutrupi

Se questa sono io
altra migliore vorrei essere

Siamo brandelli di nulla nell’essere
e questa sono io ,altra migliore vorrei essere
sempre più disponibile al bisogno
di bambini , ragazzi per offrire loro un luogo
con le caratteristiche di una casa
Per loro mi libero non in /verso
ma in aiuto e volo verso loro
e i loro nomi diventano le mie parole
quelle che forse se ne dicono troppe
a frotte e a sproposito che mordono la lingua
e crescono nelle piantagioni delle stupidaggini
Ogni parola però richiede un perché
e ogni azione un cos’è
per farle uscire dalla mia vita piatta
mi sono affidata al mio cuore
che è diventato un occhio profondo
che ha visto e ha dato ascolto all’altro
insieme agli amici di Marcellino.

[nell'anniversario dell'Ass. Amici di Marcellino Taranto ]
Antonia Scaligine

Sentiero d’acqua
L’acqua cheta
scorre tra grovigli d’edera
e lanternine appese
a rami terrazzati verderame,
gemma l’aria di sorrisi
su visi porcellana
al chiaror d’una luna monaca,
rumoreggia l’acqua cristallina
tra nere sabbie nella notte pece,
e là, nel cammino quiete
si sdraiano i sapori dolci
nel respiro del novello vello
impagliato dalla ragnatela natura.
laura toffoli

eternity
“We are more than something.”

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


7 Febbraio

Poesia a tema
La leggerezza necessaria del qui e ora

Qui e ora
Non voglio guardarmi con gli occhi
pensando a come ero
l’ombra del passato è come
una bolla gelata nella memoria
Non voglio accarezzarmi con un sorriso
pensando a come sarò
minuto dopo minuto la vita si rinnova
di quello che sarà senza dubbio
sarà vita , sarà morte , chi lo sa
non voglio cadere nelle solitudini passate
e neppure nei desideri e dettagli imprecisi
Qui ed ora
come il mare che ogni giorno bacia la sponda
così nel lento , veloce scivolare del mio tempo
vorrei afferrarmi con tutta la mia forza al
Qui ed ora.
Antonia Scaligine

Tu Porti Via
i Sogni Miei


Tu porti via
i sogni miei:
è volerti mia
che mi sfascia il cervello.
Ma il cuore no,
brucia sempre di più.
Sento tutto l'amore
per te, mio sogno,
che luce non ha.
I miei occhi..di te
dove giorno passa
senza un tuo sorriso
ed io muoio la notte
senza nascere nei tuoi sogni.

- 05 - 02 - 2017 -
Luigi De Simone   
 

Con questo dolore
E devo dormire con questo dolore,
farci figli ,
fingere che non ci sia.
E avvelenarlo e farci sesso,
dargli respiro tra un compromesso un rimorso.
Lo devo allevare questo dolore
nasconderlo ai tuoi occhi
togliertelo dalle mani
Aspettare con questo dolore l’alba
senza dirti rimani.
Maria Attanasio

Orizzonte
Il mare e il cielo
stasera son neri
come la pece
sembrano foglio
dipinto tutt'uno
ma a ben guardare
scorgo una piccola
fioca scintilla
è la cruna di un ago
ed io sottile divento
sono filo che passa
e sparisce beata
là in quella fessura.
Tinti Baldini

una notte senza te
una notte insolita mi attende,
della tua mancanza il cuore si sorprende
e addolora queste ore illuminate dalla luna,
anch'essa spenta,quasi assente.

e nutro la mia solitudine del tuo ricordo,
ancora troppo vivo per poter fermare
l'ennesima goccia di pianto,
che scende sul mio viso orfano delle tue carezze.

una notte desolata,senza sogni,
tra la forza incontrastata del mio amore..
ed inizio ad affrontare i miei rimorsi,
che non lasciano dormire il mio dolore.
andrea sbarra

Ho freddo
È scomparsa una stella;
nel vuoto è il suo ricordo.

Ma s'ode nelle tenebre
un canto misterioso
in fuga fra gli ulivi
che dormono lontano.
Zefiro parla piano
per non svegliare il mare.

Ho freddo. Dio, che brividi!
Fra le canne che gemono
prende forma il ricordo.
Ho bisogno d'amore.
Santi Cardella

Ricordi
Gendarme corrotto,la noia
s'addormenta
e entrano senza bussare
cacciano i pensieri buoni
assoldano quelli cattivi
saltano dagli occhi
funamboli sulle rughe
bevono sudore
giocano col cuore
a farlo sorpassare dall'orologio

Mondo in bianco e nero
e una voragine che trascina
la speranza nella nebbia
fino a un punto fisso, il dolore

A volte basta una folata di vento
a scuotere una porta
e i gaglioffi impauriti si dileguano
temendo sia la coscienza
a indurli al baratro

Certi ricordi
nei cassetti della mente
sono brutta copia
della nostra esperienza
su foglio nero
letto in controluce
e servono a testimonianza
che abbiamo corretto
il tema della vita

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

"Immensa"
Hai nel cuore spicchi di luna
tra i capelli raggi di stelle.
Le tue labbra sono poesia
le mani, petali di rosa.
E come te non c'è nessuna
campo di fiori la tua pelle
sei sogno vero e fantasia
donna immensa, soave sposa.

05.02.2017
Ben Tartamo

Haiku – Bianco Natale
Bianco Natale -
sulle pietre scintilla
stella cometa

(Donnas 18.12.2016 - 21,31)
Salvatore Armando Santoro

Hymnus
Innen wiegt die blaue Woge.
Das zerrissne rote Tuch.
Rote Fetzen. Blaue Wellen.
Das verschlossne alte Buch.
Schauen schwelgend in die Ferne.
Dunkles Irren in dem Wald.
Tiefer werden blaue Wellen.
Rotes Tuch versinkt nun bald.
Kandinskj, Klaenge

Inno
Dentro oscilla l'onda blu.
Panno rosso lacerato.
Stracci rossi. Ondate blu.
Vecchio libro sigillato.
Guarda in deliquio lo sfondo.
Erra nelle tenebre del bosco.
Il blu dell'onde è più fondo.
La vela rossa affonda tosto.
Kandinskj, Suoni  Traduzione: Nino Muzzi

 

Muse
asciutto in attesa di pioggia pronto per nascere petalo
poeta sergente a falangi d’idee straordinarie
perdente ferito dal cogito dell’impossibile ogni tanto atleta
tra le corsie del tempo corridore contro mostri e diavoli

infermiere nei tempi bui a qualche carezza
non ascende la stella in me taccio d’inerzia
mondo buio ad alta fedeltà il silenzio
in concubinaggio con la solitudine le ombre
scoiattoli a caccia di ghiande d’anima
coi muscoli al caldo di lampioni
in attesa di muse
oligarche innamorate d’immaginario

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


6 Febbraio

Ausgang
Du hast in die Hände geklatscht. Neig' nicht deinen
Kopf zu deiner Freude.
Nimmer, nimmer.
Und da schneidet er wieder mit dem Messer.
Wieder schneidet er mit dem Messer durch. Und da
rollt der Donner am Himmel. Wer führte dich tiefer ein?
Im dunklen tiefen ruhigen Wasser sind die
Bäume mit den Spitzen nach unten.
Immer. Immer.
Und da seufzt er. Ein schwerer Seufzer. Wieder seufzte er.
Seufzte er.
Und da schlägt der Stock auf etwas trockenes.
Wer zeigt da die Tür, den Ausgang?
Kandinskj, Klaenge

Uscita
Hai battuto le mani. Non piegare la testa alla tua gioia.
Mai, giammai.
Ed ecco che lui taglia di nuovo col coltello.
Di nuovo taglia in due col coltello. Ed ecco il tuono
che rotola nel cielo. Chi t'introdusse più a fondo?
Nell'acqua scura, fonda e tranquilla, gli alberi
stanno rovesciati con le cime in basso.
Sempre, sempre.
Ed ecco che lui singhiozza. Un singhiozzo
profondo. Di nuovo ha singhiozzato.
Ha singhiozzato.
Ed ecco che il bastone batte su qualcosa di arido.
Chi è qui che indica la porta, l'uscita?
Kandinskj, Suoni
Traduzione
: Nino Muzzi

Lettera alla Madre
Tu lo sai che tutto è cambiato
e quando tutto cambia
è il nulla che avanza e fa strage di noi.
Io no, io ancora mi frugo l’anima
a cercar parole, io so
quando ho torto o ragione
e aspetto in silenzio che tutto si compia.
Tu lo sai bene si lotta fino a quando
vale la pena poi, si lascia andare,
sai che un altro amore mi è di riposo
e mi guarda andare a bastonare la notte.
Sai che io sono qui a mischiare le carte
che c’è un’altra “mano” da giocare…
…poi l’inverno passerà,
le ferite cicatrizzeranno
ma solo i vili dimenticano tutto,
io no, io ho sulle labbra
ancora il mio sogno
e medito così poca vendetta
che mi godo tutto il tempo che resta.
Maria Attanasio

Solitudine
Emerge dal mare un liquido dolore,
con sapore salmastro inonda il corpo assopito.

Percorrendo a ritroso le onde tremanti
lo sguardo stanco giunge all'orizzonte.

Un intrigo di nuvole grigie disegna un volto:
canuto rugoso e triste, il volto di madre!

Affoga nel mare il ricordo, mi riscopro
solitario frammento in languida angoscia.
Luigi Panzardi

La tela del ragno
Tessuta la tela argentea
che illude l'ignaro pellegrino
di eludere la sottile trama,
con agile mano dissimula
l'umil ferro
si da apparir smeraldo.
Lieve, randella come clava
la sembianza di ogni
sua forma e soavità.
E di leggerezza si compone
ogni sua missione,
muove pedina decisa,
con placida sensazione.
E smulina così suo
tal strumento,
rasentando il muro,
che passion ci prende
a suonar tamburo.
Sembra arduo il suo
incedere in salita,
non manca mai però
di porgere un sorriso.
In allerta tiene ogni
suo sensore,
in ogni mentre cupo,
come pecora sciolta
a brucar parole,
che rifugge a prima vista
la tana del lupo.
Alvaro Antonio

Lardo salato
sul tuo palato.

Venti dell'Est dimenticato
soffiano contro corrente.

La barca indomabile viaggia
verso la fine del sogno.

Ma Lui sembra quasi
soddisfatto.

Addio piccolo uomo
capriccioso, irascibile
e testardo.
Stefano Ripamonti

Ponti sul canale (via dell'Arnaccio)
Ponti sulla luce,
frenetiche vibrazioni
verso le nuvole

antichi mattoni
e mucchi di pietre
nella bruma dei campi.

Ombre di uccelli
sgusciano furtive
tra riflessi di sole

l' asfalto serpeggia
parallelo al canale
tra alberi e canne.

Quanti giorni uguali
su questo viale
a inseguire i pensieri

a cercare risposte
per un nuovo futuro
un orizzonte diverso.

Invece ogni volta
i soliti campi
questi incroci di vie

poi la strada che gira
per raggiungere casa
la città silenziosa.

E così neanche oggi
arriverò fino in fondo
dove il cielo si apre

dove c'è quel chiarore
e un mare radioso
calmo là ad aspettarmi
Dario Menicucci

"E la vita va"
E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre

Nani e ballerine
scene e musicanti
docili sgualdrine
i politicanti

E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre

Usano i colori
nebbia per le menti
droga per i cuori
di noi deficienti

E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre

Siamo poi fratelli
nelle ovvie avversità
cani coi coltelli
sciacalli di viltà

E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre

Facile rubare
nelle tasche vuote
salvo poi blindare
quelle piene e note

E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre

Ripudiam le guerre
ma smerciamo armi
in lontane terre.
Pupazzi e gendarmi

E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre

La Costituzione
dà pane e lavoro:
che bella invenzione
un capolavoro!

E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre.

Popolo migrante
ospitiamo pure:
non è importante
nè case e nè cure

E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre

E cambiamo tutto
per non cambiar niente:
morte al farabutto
che sa usar la mente

E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre

Evviva i teppisti
e zitti i patrioti
son solo fascisti:
Italiani idioti!

E la vita va
con le sue mostre
nulla cambierà:
solite giostre

04.02.2017
Ben Tartamo

Vivere
Voglio continuare a vivere,
anche con qualche dolore che affiora,
come una muffa antica,
tra le mie stanche membra.
Voglio vivere per sconfiggere l'abbandono,
per allontanare le prefiche,
le seminatrici di pianto e di sofferenza.

Voglio continuare a vivere
per sconfiggere la morte,
quell'evento posto ai confini della vita
con le sue croci e gli inutili fiori
con le orazioni ed i lumini
con i compianti inutili
dopo le recriminazioni fatte in vita.

Voglio continuare a vivere
nei tuoi pensieri, se più non mi vedi,
rileggendo i miei versi
queste inutili parole che ho disperso al vento,
seminato tra zolle aride e pietrose,
tra le siepi spinose che straziano il cuore.

Voglio continuare a vivere
attraverso quello che ho detto e non hai capito,
quello che hai distorto e distrutto
attraverso quelle parole che a me hanno dato sofferenza,
a te indifferenza.

(Donnas 23.12.2016 - 11,51)
Salvatore Armando Santoro

 

Uno scrivere copiato….
Chi copia l’altrui scrivere
è un misero ladro
un perdente
che non sa di niente,
perché del suo modo
non riconosce il giusto ventre,
deve farsi luce
con la luce degli altri
non sa che di contro
avrà tenebra
offuscamento dell’anima
per non aver realizzato sé stesso,
incapace di natura di creare
originali espressioni
misero te…
mi fai solo pena
grande pena
…usa la penna veramente…
se no sarai sempre copia altrui…
brutta bruttissima copia…
misero te….
laura toffoli

Haiku
nel sottobosco
fiori di tarassaco-
e di trifoglio
Salvatore Cutrupi

occhi su carrozze di cristallo urla novembre ubriaco di pioggia
ali pesanti di troppo cielo si muore nelle vene emboli i sogni
tramonti guerriero mai pace in alleanza col cuore
ogni inferno il silenzio t’innamori del rumore che uccide la morte nel capo
nubi con booster di acqua tremi di freddo ma dentro
abbracci un’idea scintilla nel fondale abisso a volte speranza
esumi un fantasma perché ti parli di bene o d’amore o di sorrisi
attendi che asciutta l’ala sfidi l’aria per il semplice piacere di vivere

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


5 Febbraio

Poesia a tema
La leggerezza necessaria del qui e ora

Vorrei abitare sul divano del presente,
guardare la tv (a parte "Forum" e qualunque canale
che mandi in onda un processo), fare briciole,
fare all'amore, fare alla lotta,
baciare, giocare, gridare,
fare e ricevere coccole e carezze.
Vorrei ci guardassimo negli occhi,
così vicino che ci scappi da ridere.
Stare insieme, qui, ora eppoi non lo so.
Simone Magli

Il terzetto
E il terzetto dove lo metto?
Dove lo metto io già lo so
nella mia mente ci siete da un pezzo
e nel mio cuore conserverò.

Eran bambini quando arrivai
tanti anni indietro nel loro paese
correvano allegri per il rione
ora son vecchio, e pago le spese.

Ma vi ricordo con tanto affetto
anche se sono adesso lontano
a ritornare tra voi ora aspetto
perché io sto bene a Boccheggiano.

Dedicata ad Emanuele, Antonio e Chiara
(Donnas 26.12.2016 - 12,48)
Salvatore Armando Santoro

Kohlen für Mike
Ich habe gehört, daß in Ohio
Zu Beginn dieses Jahrhunderts
Ein Weib wohnte zu Bidwell
Mary McCoy, Witwe eines Streckenwärters
Mit Namen Mike McCoy, in Armut.

Aber jede Nacht von den donnernden Zügen der Wheeling Railroad
Warfen die Bremser einen Kohlenklumpen
Über die Zaunlatten in den Kartoffelgarten
Mit rauher Stimme ausrufend in Eile:
Für Mike!

Und jede Nacht, wenn der Kohlenklumpen für Mike
An die Rückwand der Hütte schlug
Erhob sich die Alte, kroch
Schlaftrunken in den Rock und räumte zur Seite
den Kohlenklumpen
Geschenk der Bremser an Mike, den Gestorbenen, aber
Nicht Vergessenen.

Sie aber erhob sich so lange vor Morgengrauen und räumte
Ihre Geschenke aus den Augen der Welt, damit nicht
Die Bremser in Ungelegenheit kämen
Bei der Wheeling Railroad.

Dieses Gedicht ist gewidmet den Kameraden
Des Bremsers Mike McCoy
(Gestorben wegen zu schwacher Lunge
Auf den Kohlenzügen Ohios)
Für Kameradschaft.
Bertolt Brecht

Carbone per Mike
Ho sentito che in Ohio
all'inizio di questo secolo
una donna abitava a Bidwell:
Mary McCoy, vedova di un controllore di binari
di nome Mike McCoy, caduta in miseria.

Però ogni notte dai treni sferraglianti
della Wheeling Railroad
i frenatori gettavano un pezzo di carbone
oltre lo steccato nell'orto delle patate
gridando con voce roca in fretta:
"Per Mike!"

E ogni notte, quando il pezzo di carbone
per Mike sbatteva contro il retro della baracca,
si alzava la vecchia, s'infilava
ubriaca di sonno nella vestaglia e metteva da parte
il pezzo di carbone
regalo dei frenatori per Mike, morto
ma non dimenticato.

Lei però si alzava molto prima dell'alba
e nascondeva
i suoi doni alla vista del mondo, perché
i frenatori non avessero noie
con la Wheeling Railroad.

Questa poesia è dedicata ai compagni
del frenatore Mike McCoy
(morto per i polmoni troppo deboli
sui treni a carbone dell'Ohio)
per solidarietà.
Traduzione: Nino Muzzi

Il gattino
Una strada trafficata, due marciapiedi
Ai lati.

(Autovetture, rumore)

Un vecchio signore attende di cominciare
La traversata.

Le tante primavere nelle ossa e due pesi
Per braccio, consigliano cautela.

Uno zaino a rotelle e un borsone: quasi
Tutta la sua vita.

(Pensiero astratto, distratto)

Lo sguardo dritto avanti a sé, gli occhi gentili,
e qualche metro alla meta.

Ed ecco che da un piccolo cespuglio, un gattino
Fa capolino.
L'uomo sorride, dimenticando lo sforzo: una
Volta, forse, il suo cuore aveva lacci d'acciaio.

(Fatica da smentire; piccoli piaceri)

Il piccolo animaletto lo attende impaziente;
si fa sentire ed ammirare nella sua eleganza.

L'uomo è dall'altra parte; depone i pesi, apre
Il borsone ed il micino può finalmente fare
Colazione.

(Non finirà; non adesso!)

Riprende il suo cammino e intanto nel suo piccolo
Rifugio rientra il gattino.
Gabriele Marcon

Avesse avuto lei il manico del coltello
che le scavava il petto
e poter ripetere all’infinito
una parola che non fosse “aiuto”
che ce ne sono di vigliacchi in giro,
tra loro si riconoscono
e si proteggono
e sono maschi e non uomini,
sparano una vita a salve
prima di colpire uccidere senza morire, mai.
Maria Attanasio

A ricordo di zia Maria
Nata nel borgo all ombra degli ernici monti,spendesti i giovanil giorni,
quell’ameno luogo di tuo conforto,fu un di ante che noi fossimo
fatti,scudo a roma conquistatrice!
Quante corse per le viuzze antiche nel tempo tuo beato
Allo spirar di venti e ai profumi della primavera,
tra vetusti palazzi e i primi amori di giovinetta,
miravi sempre con ardor a novi sogni.
Ma or tutto si resta,non echeggia piu
La tua voce,le strade le fontane un ricordo.
Era il primo vagito di febbraio,il sol con suo passo entrava
In acquario,il sonno che non desta ti strappo’
Con feroce pasto all’amor nostro,ai tuoi offici,
a chi con te divideva i meriggi.
Attonito al nunzio sto del triste inganno
Carne delle mia carne,perche ti abbandonasti
Al rio fato?
Vennero al tuo cospetto,l’amati figli
E parenti lugenti,mesti penitenti
Resi,abbattuti al passo della nera signora
Che niun dimentica pronta a ogni ora!
Il tuo volto non avea piu il sorriso che
Conobbi,ma livida silente
Le chiome sparse sul cuscino
Le membra turgide e alcun sospiro.
Li mi sovvenne i giorni di nostra vita,
feste spensierate,giornate al mare
carni cotte su ardente brace
discorsi persi nel ricordo.
Amatissima nostra parte,
sei nel sentiero di color che
abbracciano la luce,
al giudizio dell’essere supremo
che a noi ti diede e ora richiamato
al suo petto.
Non si more in eterno,vivendo
Nel cor l’alma santa ha gia mutato
Libera nel giardino senza tempo.
Ti vidi porre nella negra terra,
ancor i monti ti fanno schermo
la fontana ove tu giocavi
sgorghera’ ancor!
Ti culla il paesello
Rifugio per te!
Mira l’orizzonte,
e l’alte mura che mangiano l’infinito
corrado cioci ricordando zia maria

…rivolgersi alle autorità…rispettare le autorità…ci pensano le autorità…fiducia nelle autorità….Tutto giusto, tutto bello….Ma…quanto c'è di realmente vero nel reale svolgersi della vita vera della gente?...!
La polizia non può "toccare"…non può entrare in certi territori fuori legge…La realtà mostra quotidianamente priorità che non sono quelle delle aspettative di chi è richiesto di fidarsi delle autorità…I delinquenti hanno il nulla osta a delinquere (esagerato? Succede….le cronache lo dicono…)….Il voto viene…scavalcato da grandi autorità…La legge, o quantomeno la sua applicazione, mostra troppe incomprensibili sfaccettature per essere davvero credibile e davvero giusta …(le cronache…di mala giustizia…)…I partiti…i loro rappresentanti…troppo occupati a fare gli affari loro… etc...etc…etc…


L'otorità…
(senza …otorità)

L'otorità…?!...Le pòssin'acciaccà!
Ma mica te sto a ddìtte tutte quante!...
No, no…! Sto a ddì sortanto a chi 'n sa ffà…
e a quele poco serie…Che ssò tante!

Tu immàgginate solo chi sta llà
pe ffàsse tutte quele…sacrosante
magnàte…e quer che serve pe aiutà
amichi e parentàme …e chi è …sbarcante…

Inzômma a ffà l'affari sui, oppuro
l'affari der partito…o tutt'e due
E a noàntri…tonnellate de bromuro

pe ffàcce stàcce bbòni a ddàj'er vôto,
e a ffàlli ruminà pèggio de 'n bue,
e avé quer bòn percento ch'è devoto…

Ma si quarcosa brutta te succede,
er me-ne-frego viene fòra in toto….
Da te 'n te pòi difènne,
ché…nu' lo pòi toccàllo, chi t'offènne…
L'otorità…ar più, manco cell'ha
'st'otorità…Dì 'n po': che s'ha da fà…?
E nu' è 'na diceria…ma se vede…
Ché… "aiuto!" è - pe noàntri - un gridàje ar vòto!
Armando Bettozzi

"Crack on the reality"
Gridavano manichini
e dall'alto di scure gru
osservavano sul mare
la danza delle stelle blu.
E bruciavano bambini
con madri intente a cullare.
Nulla più per cui danzare.
E maschere e burattini
giornali mossi da TV
maiali da ammaestrare
scimmie con il naso all'insù
e fuochi fatui e bikini.
Cosa ci facessi io e tu
me lo volevan spiegare
scienziati dai modi fini
con algoritmi cretini
in grado di influenzare
sacerdoti efebi in tutù.

04.02.2017
Ben Tartamo

 

Rondini
ci alziamo in volo
ti danzo novembre con pioggia
nudo in solitario il cuore tiene in vita i battiti
poeti fantasma innamorati dell’amore
ci alziamo in volo
spezzati come ogni mortale dall’orgoglio
trascinati per i capelli dai sogni
smarriti in un fugace brivido di piacere
ci alziamo fino alle nuvole
piccole rondini alimentate dal credo
intrecciate ai fili invisibili della speranza
a volte smarrite con gli occhi desiderio fino agli astri
ci alziamo fin dove la nostra ala regge
la fatica
i temporali
la sorte

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Pensiero a mare del 3/2/2017
Lame bluastre
si scambiano la scena
sul sagomato bordo
d’una palmata rosata corda, e in fuga
le nebbie le vedi
quando la lanterna del giorno
agita la sua corolla
vicino al faro sentinella
dove gabbiani si risvegliano
col richiamo di piegate barche
sul ventre ricco di pesce,
e tu, mi sorridi con gli occhi
quando levo il mio sguardo al cielo
aspettando il lembo azzurro
per respirare il sospirato sereno.
laura toffoli

Tu che sai
Quanto vivono le foglie
che si staccano dai rami,
perché il buio e l'attesa
hanno lo stesso colore,
quando la nave è ferma
dove volano i gabbiani,
come fa la ballerina
a danzare sulle punte
e il tramonto a tornare
anche domani?

dimmi maestro, tu che sai

chi sceglie i colori
per dipingere i prati,
a che ora la natura
sussurra i suoi segreti,
come mai più nessuno
disegna gli usignoli,
cosa pensano i paesaggi
quando cade la neve,
perché da casa mia
non si vede più il mare?
Salvatore Cutrupi

A che serve ascoltare
scrutare, aspettare, sognare e guardare
lontano:
se non c’è un porto, se non c’è il mare,
né un’ onda veloce che a me la riporta.
A che serve quel cielo,
così sfavillante,
in quell’orizzonte e in quell’ alba,
se solo una piccola parte, del giorno,
è per me luminosa,
se nelle mie braccia, del vento,
soltanto una piccola brezza a me resta.
Antonio Scalas


4 Febbraio

"Stan sui rami"
E sfoglio di petali le rose
per dimenticarmi d'un dolore,
Nell'aria sentirò il profumo
che mi ricorderà delle cose
del nostro dolce e smarrito amore.
Mentre canto e, piano, mi consumo.
Cammin contando pietra su pietra
dimentico di polvere e nebbia,
Scuro, oramai ogni raggio di sole.
Il cuor non ha più casa e, s'arretra
dietro un vitreo scorrer di sabbia.
Si spengono in gola le parole.
Mi commuovo al suono delle foglie
che, vestono a festa primavera
su tappeti di fiori appassiti.
Anche la terra urla per le doglie
piegandosi su di se alla sera.
Stan sui rami passeri smarriti.

02.02.2017 h 00:00
Ben Tartamo

Suoni antichi di Natale
Per una volta ancora riascoltare
tutti i rumori all'alba del rione
i carri trainati dai cavalli,
quelli a mano dei primi venditori

con gli ortaggi degli agricoltori
la gente contrattava dal balcone,
le greggi in strada, col canto dei galli,
e i passeri sui tetti a cinguettare.

Rumori ancora sparsi nella mente
che si univano spesso nel Natale
al chiacchierar confuso della gente

alle campane della cattedrale
e già i bimbi in strada allegramente
urlanti come a luglio le cicale.

Oggi assordanti sono i tanti mezzi,
che ci affogano tra i cattivi olezzi

il treno che attraversa all'improvviso
e fischia senza dare il preavviso,

non lontano il fragor dell'autostrada
com'era dolce il ruminar di biada

e quei rumori in fondo più graditi
chissà dove son oggi seppelliti.

- Sonetto ritornellato
(Donnas 26.12.2016 - 12,10)
Salvatore Armando Santoro

La fin
Eh bien, tous ces marins - matelots, capitaines, 
Dans leur grand Océan à jamais engloutis... 
Partis insoucieux pour leurs courses lointaines 
Sont morts - absolument comme ils étaient partis.

Allons! c'est leur métier ; ils sont morts dans leurs bottes! 
Leur boujaron au cœur, tout vifs dans leurs capotes... 
- Morts... Merci : la Camarde a pas le pied marin ; 
Qu'elle couche avec vous : c'est votre bonne femme... 
- Eux, allons donc : Entiers! enlevés par la lame
Ou perdus dans un grain...

Un grain... est-ce la mort ça ? la basse voilure 
Battant à travers l'eau ! - Ça se dit encombrer... 
Un coup de mer plombe, puis la haute mâture 
Fouettant les flots ras - et ça se dit sombrer.

- Sombrer - Sondez ce mot. Votre mort est bien pâle 
Et pas grand'chose à bord, sous la lourde rafale...
Pas grand'chose devant le grand sourire amer 
Du matelot qui lutte. - Allons donc, de la place ! - 
Vieux fantôme éventé, la Mort change de face : la Mer !...

Noyés ? - Eh allons donc ! Les noyés sont d'eau douce. 
- Coulés ! corps et biens ! Et, jusqu'au petit mousse, 
Le défi dans les yeux, dans les dents le juron ! 
À l'écume crachant une chique râlée, 
Buvant sans hauts-de-coeur la grand'tasse salée...
- Comme ils ont bu leur boujaron. -

- Pas de fond de six pieds, ni rats de cimetière :
Eux ils vont aux requins ! L'âme d'un matelot 
Au lieu de suinter dans vos pommes de terre,
Respire à chaque flot.

- Voyez à l'horizon se soulever la houle ;
On dirait le ventre amoureux 
D'une fille de joie en rut, à moitié soûle...
Ils sont là ! - La houle a du creux. -

- Ecoutez, écoutez la tourmente qui meugle !…
C’est leur anniversaire – Il revient bien souvent –
Ô poète, gardez pour vous vos chants d’aveugle ;
- Eux : le De profundis que leur corne le vent.

.. Qu’ils roulent infinis dans les espaces vierges !…
Qu’ils roulent verts et nus,
Sans clous et sans sapin, sans couvercle, sans cierges…
- Laissez-les donc rouler, terriens parvenus !

 Tristan Corbière

La fine
Eh sì, questa gente di mare - marinai, capitani,
dal loro grande Oceano per sempre inghiottiti...
Partiti spensierati per percorsi lontani
son morti - tutti interi com'erano partiti.

Suvvia! È il lor mestiere, morti nei loro stivali!
La borraccia a tracolla, nella cerata ancor vitali...
- Morti... Grazie: la Comare non ha il piede marino;
che dorma con voi: è l'esperta di rimedi alla mano...
- Loro, suvvia dunque: Tutt'interi! Sollevati dall'onda
o perduti in un uragano ...

Un uragano... è forse la morte? La bassa velatura
sbattuta fra le onde! - che si dice appesantita...
Un'onda di mare a piombo, poi l'alta alberatura
che sferza raso l'onda - che si dice affondata.

- Affondare- sondate questa parola. La pallida
morte vostra è niente a bordo, nella sferza dell'onda...
Niente al confronto delle grandi risa amare
del marinaio che lotta. - Suvvia, dunque, posto! -
Vecchio fantasma agitato, la Morte cambia volto:il Mare!...

Annegati? - Ma via! son d'acqua dolce gli annegati.
-Colati a picco, corpi e beni! Fino al piccolo mozzo,
la sfida negli occhi, fra i denti la bestemmiaccia!
Sputando nella schiuma una cicca rantolata,
bevendo senza conati la gran tazza salata...
- Come hanno bevuto dalla propria borraccia. -

- Macché fossa di sei piedi o topi di cimitero:
loro vanno agli squali! L'anima marinara,
invece di trasudare nelle vostre patate il suo siero,
ad ogni ondata respira.

- Vedete all'orizzonte una lama d'onda levata;
la diresti il ventre innamorato
di una prostituta in calore, un po' sbronzata...
Loro sono là! - L'onda ha un vuoto -

- Ascoltate, ascoltate la tormenta muggente!... -
È il loro anniversario. - Ricorre assai sovente!
O poeta, conserva per te il tuo cieco canto;
- A loro il De profundis soffiato dal corno del vento,

...che rotolano infiniti negli spazi puri!...
che rotolano verdi e denudati,
senza chiodi, né bara, né coperchio, né ceri.
- Lasciateli rotolare, voi, stirpe di arrivati!
Traduzione: Nino Muzzi

I miei nipotini (tre  poesie in una sola )

       Serena                                                    Lorenzo
Dono di bellezza --------------------- entusiasmo  che cresce
di ogni cosa  c’ è un perché -------nella parola e verità   
che minuetta in un sorriso  --------nebacio che dissipa
scaccia da me il corso degli anni --il fastidioso tempo di questa nonna
libellula dal ronzio spensierato----
raggi  di  sole
riccioli e capricci   al pettine --------ogni giorno ritornano
sorgente che scroscia  gioia ---------segnale d’amor  puro
nel mio cuore, cratere d’emozioni -scopre  sempre una ragione di vita
Antonia Scaligine

Pioggia sporca
Una bella giornata di pioggia.
Fine fine, fitta fitta.

Picchietta forsennata sulla tela
Del mio ombrello, usato come scudo
A protezione di avance senza freni.

Credo desideri comunicare con me.
Lascio cadere lo scudo e mi sento come
Il re nudo.

È sporca, contaminata.

Nella sua prodigiosa discesa è stata
Adulterata da vizi, alchemici intrugli e
Abissale egoismo.

Che posso dire, se non:
" tu sei naturale, noi snaturati".
Gabriele Marcon

L'odore delle stelle
Quando ti ho detto
che sarebbero cadute...
poi sono cominciate a cadere.

con le loro scie di fuoco,
desideri brillati
come vecchie bombe inesplose
nel cielo,
verso il cielo.

e gi occhi ti ardevano,
bruciavano i gas nobili
di tutto l'universo,

la musica ti sbatteva contro
come un mare
pieno di veleni,

la mia mancanza
era poco più di una solitudine.

così hai cominciato a cantare,
mentre le mie mani cercavano
un appiglio di carne
tra le stelle,

la tua voce
bagnava rossa
di velluto
ogni parola,

poi toccò a te,
e quindi a me,
ardere
e
cadere.

se tutto scorre,
quello che rimane
è sempre
l'odore delle stelle.
Michele Aulicino

Bianca la luna
Alla gelida luce
l'onda s'adagia
bagna sulla riva
l'ombra distesa
calda di saliva
nel cielo calmo
cupo nel sereno
bianca la luna
Rosino Maranesi

Tra le tue braccia
Penombre,
velati sussurri,
il profumo dolcissimo
del nostro amore.

Ricamo il tuo seno,
i tuoi fianchi
nudi.

Ad occhi chiusi
mi sciolgo in te
nell'incanto della tua pelle,
delle tue labbra.

Perso nel tuo sorriso
accolgo il tuo cuore
nelle mie mani

tremo
ai tuoi fremiti,
ad ogni battito.

Accoccolato
tra le tue braccia
sento sbocciare
i petali di un sogno
Dario Menicucci

Dicono
Dicono
che finito l’amore
qualcuno poi raccoglie le briciole
ma ci sono ancora in giro brandelli della mia pelle
da qualche parte impera il mio DNA,
tu non lo sai.
Dicono
che le colpe si dividono
ma chi ha amato meno
ma chi ha amato meno
è sempre più forte,
chi è bravo a fingere
ha poco da dimenticare.
Non lo sai, ma si va da qualche
parte nell’ anima a morire.
Maria Attanasio

Italia
Lingua d'europa
strappata nel mare
ora alla mercè
di squali e mosche
e a pararli un'esca
rifiuto d'ogni fauce

Vista di profilo
sembra un cane
col cranio fracassato ai confini
con i piedi sott'acqua
e la coda alzata
a invito di copule

E' una bilancia
ove ognuno mette il suo peso
e lo scrive allo specchio
sulle schiene degli altri,
a farselo leggere
sgradita sorpresa alle spalle

Galleggia a puzzle
scomposto sull'acqua la storia
e ad assemblarlo
mancano i morti
sepolti d'inchiostro

Bandiera bucata
tirata a coperta
e chi più dorme
congelato all'addiaccio

Tagliola con esche immolate
premiate con medaglie
di cartone dorato
incorniciato da denti cariati

Italia
prostituta a cottimo di rimando
e i clienti pagano
con inchini al senno di poi
e ostie di filigrana

Da: Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

 

Tu
Dove passi lasci il segno
ora una lacrima
sul petalo di un fiore posata
ora il singhiozzo di un ruscello.

Dove passi lasci il segno
e il tuo profumo
si spande nell'aria.
Che parla di te.
Sandra Greggio

Byroniade
completamente nuda Londra si spoglia del fiume nell’ombra
ogni tanto con la pioggia si smarrisce un cuore dentro il peccato
un gabbiano per l’ultimo volo lancia la voce chiglia sul vento poi muore
strette tra le mani di una prostituta le ultime stelle rimaste nascoste agli occhi
un antico Poeta recita odi ai cari fantasmi dentro un’arena
freddo come la morte il sangue delle fronde stipate nelle grondaie
fischia il vento al vuoto baldi in fiamme solo i lampioni cari a qualche randagio
amanti in bolle calde di miele si mescolano nei voli alle farfalle

nubi arpionano tuoni per farne saette nelle mani di un Dio burlone
voci rimaste rovine perdono qualche pezzetto di storia sotto la pioggia
infetti dal virus di gioia si abbracciano nell’eternità gli amanti
Byron ubriaco usa la mano di un fallito per comporre un canto
il coito breve di sopravvissute falene null’altro copre di volo la strada
abbaiano i cani in catene Jericho è una città per i morti nel zinco lontani dai vermi
una giovane Musa mostra le cosce al passante - mentre
recita un sonetto di Shakespeare

Da “La Rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu

Profuma il tuo profumo

Profuma di dolce cocco

il palmo della tua mano,


bacio sussurro sfiora


sa di incantesimo

musica di voci d’eco

nel pugno aperto di stelle,

ci parlano loro
le stelle

e noi, le stiamo ad ascoltare

nei nostri sogni
abbracciati al sonno,

abbracciami per sentirti
abbracciami per capirti
abbracciami per sentire l’universo…
laura toffoli


2-3 Febbraio

Poesia a tema
La leggerezza necessaria del qui e ora

 Se non ora, quando?
Adesso!

Vago è il tempo
che soffia tra le mani
tra guizzi di lancette
lascia sempre una traccia “Noi “.
Chiediti: Chi sono io?
Solo allora avrai la
sensazione di essere
sentire il gusto di vivere
il gusto di incontrare
l’io e Dio nel “ Hic et Nunc “
Ma se io sono qui , ora
sono nel presente ,nell’ adesso
e allora , che senso ha attendere l’alba
sognare, innamorarsi se è solo apparenza ?
Il tempo aggrada il ricordo
di gioia e di dolore
e tutte le sensazioni
imprimono la somma
e lo registra sulla pelle e nell’anima .
Se il tempo è presente
la mente e il tempo non si incontrano mai
però la mente è sempre rivolta
al passato o al futuro
più facile a dirsi che a farsi
si vive spesso progettando il futuro
e affliggendosi per il passato
Che paradosso vero!
Si cerca la felicità nel futuro
senza vedere quello che sta accedendo oggi.
Antonia Scaligine

Anomala giornata
Ho visto un uomo camminare spedito
con due bastoni, uno per ogni mano
sembrava un pastore a vuoto senza pecore
oppure erano di vetro o forse in cielo
camuffate da nuvole malintenzionate
-un amico m'ha detto stava facendo trekking
ovvero pascolare all'Americana

Il tempo non passa mai
come fosse zavorrato dalla noia
e ho truccato l'orologio pigro
con un bilanciere più veloce
ma in divergenza con le campane
e ho insultato il parroco
che ha risposto disegnando
con la mano quattro punti cardinali

Ho cercato con arguzia di spiare
la mia amata sconosciuta
ladra d'ogni mio pensiero
che danzante proiettava ombre Cinesi
dietro una tenda trasparente
e sgomento l'ho vista più lontana del solito
dal mio cuore solitario, sofferente
poi mi sono accorto che avevo
il binocolo al contrario

Tornato a casa ho acceso la televisione
cercando d'interagire a un dibattito,
tutti mi guardavano e nessuno rispondeva
e ho lanciato sullo schermo una scarpa
e nella nebbia sono scomparsi tutti

Stanco sono crollato sul divano
e nel sogno il professore d'Italiano
urlava dicendo che per rivendicare
il manico d'una zappa si scrive
manico mio e non manicomio
fatto sta che mi sono svegliato
con un pigiama allacciato da fibbie

Da:Poesie Cialtrone
Michael Santhers

"Sentimenti"
Risaliranno la corrente
come salmoni, i sentimenti
e dalla mente torneranno
senza impedimenti, poi al cuore.
Salteranno speditamente
con fragore ed iridescenti;
le lente code agiteranno
lucenti e poi, senza pudore
semineranno dolcemente.
Onore e fede nelle menti
follemente, alimenteranno
sorgenti di soave amore.

01.02.2017 h 00:00
Ben Tartamo

Sull'ali della sera
partono l'ombre
come sospesi aliti
accappiati
dallo specchio icastico,
rotolano a valle
nell'egro mare...
quest'involucro opaco
dove con l'ego sommo
l'io dimora,
gamete impercettibile
abbrancato
alle ceneri dell'archetipo,
vuoto imperfetto
tra covile e cuna,
è un fiume pullulante
di piraña,
polpa avvizzita
masticata da vacuo sermone,
canti e contesti
tra celeste e pane.
Giuseppe Stracuzzi

Natale 2016
Alle volte vorrei dimenticare
oscurare per sempre la memoria
ma le feste mi fanno ricordare
quegli anni pien di gioia e di baldoria

buttati sulla strada a ruzzolare
sperando fosse eterna la vittoria
e non s'aveva allora il cellulare
difficile spiegar oggi è la storia.

Quei ragazzini dietro a dei pianini
che assordavano le nostre mattinate
e i montanari con pifferi e acciarini

sulla porta a far le serenate
seguiti da accattoni e da indovini
tutte nella memoria le ho archiviate.

Di tanti pranzi a base di arancini
di vecchi e rumorosi macinini

rimane in cuore il fumo del camino
e il suon d'un giradischi canterino.

(Donnas 25.12.2016 - 11,20)
Salvatore Armando Santoro

Annoiato
nauseato da una realtà che mi divora piano
gusto il sangue della mia carcassa putrescente
ad ogni passo mi sento più pesante
oppresso da inutili deliranti paranoie
e oramai il fardello si fa insostenibile
ma nemmeno il dolore mi scuote dal torpore
vago in coma cosciente nei meandri della mente
e vado alla deriva nel caos abnorme dei pensieri
Terence

Zu Aachen, im alten Dome,
liegt Carolus Magnus begraben.
(Man muss ihn nicht verwechseln
mit Karl Mayer, der lebt in Schwaben.)
Ich moechte nicht tot und begraben sein
Als Kaiser zu Aachen im Dome;
Weit lieber lebt' ich als kleinster Poet
Zu Stukkert am Neckarstrome.
Zu Aachen langweilen sich auf der Strass'
Die Hunde, sie flehn untertaenig:
"Gib uns einen Fusstritt, o Fremdling,
das wird Vielleicht uns zerstreuen ein wenig."
Ich bin in diesem langweil'gen Nest
Ein Stuendchen herumgeschlendert.
Sah wieder preussisches Militaer,
Hat sich nicht sehr veraendert.
Es sind die grauen Maentel noch
Mit dem hohen, roten Kragen -
(Das Rot bedeutet Franzosenblut,
Sang Koerner in frueheren Tagen.)
Noch immer das hoelzern pedantische Volk, Noch
immer ein rechter Winkel
In jeder Bewegung, und im Gesicht
Der eingefrorene Duenkel.
Sie stelzen noch immer so steif herum,
So kerzengerade geschniegelt,
Als haetten sie verschluckt den Stock,
Womit man sie einst gepruegelt.
Ja, ganz verschwand die Fuchtel nie,
Sie tragen sie jetzt im Innern;
Das trauliche Du wird immer noch
An das alte Er erinnern.
Der lange Schnurrbart ist eigentlich nur
Des Zopftums neuere Phase:
Der Zopf, der ehmals hinten hing,
Der haengt jetzt unter der Nase.
Nicht uebel gefiel mir das neue Kostuem
Der Reuter, das muss ich loben,
Besonders die Pickelhaube, den Helm
Mit der staehlernen Spitze nach oben.
Das ist so rittertuemlich und mahnt
An der Vorzeit holde Romantik,
An die Burgfrau Johanna von Montfaucon,
An den Freiherrn Fouque, Uhland, Tieck.
Das mahnt an das Mittelalter so schoen,
An Edelknechte und Knappen,
Die in dem Herzen getragen die Treu
Und auf dem Hintern ein Wappen.
Das mahnt an Kreuzzug und Turnei,
An Minne und frommes Dienen,
An die ungedruckte Glaubenszeit,
Wo noch keine Zeitung erschienen.
Ja, ja, der Helm gefaellt mir, er zeugt
Vom allerhoechsten Witze!
Ein koeniglicher Einfall war's!
Es fehlt nicht die Pointe, die Spitze!
Nur fuercht ich, wenn ein Gewitter entsteht,
Zieht leicht so eine Spitze
Herab auf euer romantisches Haupt
Des Himmels modernste Blitze! - -
Zu Aachen, auf dem Posthausschild,
Sah ich den Vogel wieder,
Der mir so tief verhasst!
Voll Gift Schaute er auf mich nieder.
Du haesslicher Vogel, wirst du einst
Mir in die Haende fallen;
So rupfe ich dir die Federn aus
Und hacke dir ab die Krallen.
Du sollst mir dann, in luft'ger Hoeh',
Auf einer Stange sitzen,
Und ich rufe zum lustigen Schiessen herbei
Die rheinischen Vogelschuetzen.
Wer mir den Vogel herunterschiesst,
Mit Zepter und Krone belehn ich
Den wackern Mann! Wir blasen Tusch
Und rufen: "Es lebe der Koenig!"
Heinrich Heine, Deutschand, ein Wintermärchen (Caput II)

In Aquisgrana, dentro il duomo avito,
Carolus Magnus giace nella bara.
(A non confonderlo io v'invito
con Karl Mayer che in Svevia dimora.)
Non vorrei, io defunto, riposare
nel duomo d'Aquisgrana da Kaiser;
da piccolo poeta preferisco campare
a Soccarda sulle rive del Neckar.
Ad Aachen i cani si annoiano per via
e chiedono con umile sgomento:
"Dacci una pedata, o straniero, che sia
per noi la distrazione di un momento."
In questo nido di tedio sono stato
un'oretta senza meta a passeggiare.
Ho rivisto l'esercito sfilare,
non mi è sembrato molto cambiato.
Sempre i grigi mantelli mai dismessi
con il colletto rosso, rialzato-
(Il rosso significa sangue dei francesi,
cantava Koerner nel tempo passato.)
Sempre il legnoso popolo pedante,
con ogni mossa ad angolo retto
e come avesse stampato sulla fronte,
fossilizzato, un orgoglioso aspetto.
Sempre sui trampoli in processione
tutti azzimati e tutti impalati
come se avessero ingoiato il bastone
con cui un tempo venivan carezzati.
Sì, la sferza non è scomparsa mai,
solo che se la portano nell'anima;
l'amichevole dar del Tu richiama
ancora il vecchio dare del Lei.
I lunghi baffi poi altro non sono
che il vecchio codino in metamorfosi:
prima scendeva sul dorso quel codino
e adesso sta pendendo sotto i nasi.
Mi piacque poi il costume rinnovato
da cavaliere, devo lodarlo molto,
soprattutto quell'elmo chiodato
con la punta rivolta verso l'alto.
È così nobile e richiama alla memoria
l'aureo tempo della Frühromantik,
Johanna von Montfaucon la feudataria,
il barone Fouqué, Uhland e Tieck.
Ricorda bene la così bella Età
di Mezzo con il servo e lo scudiere,
che tenevano in cuore fedeltà
e uno scudo sopra il sedere.
Ricorda il torneo e la crociata,
la Minne e i servitori fedeli,
i tempi della fede illetterata,
quando non si stampavano i giornali.
Sì, sì, quell'elmo mi piace, testimone
di facezie, quelle più a modo!
È stata una vera regale invenzione!
Non manca infatti di pointe, c'è il chiodo!
Ma se poi il temporale si desta
temo solo che la punta richiami
su quella vostra romantica testa
dal cielo i più moderni fulmini!-
Ad Aachen sull'insegna postale,
ho rivisto di nuovo quel pennuto,
per cui io nutro un odio viscerale!
Pien di veleno mi guardava dall'alto.
Ma se un giorno mi vieni, brutto uccello,
a portata di mano, io ti strappo
tutte le penne e vedrai che ti taglio
anche tutti gli artigli d'un colpo.
Se poi tu dovessi, su in alto,
sedere appollaiato sopra un ramo,
chiamerei a spararti a diporto
i cacciatori di uccelli del Reno.
Chi abbatte quell'uccello per me,
lo ricompenso con scettro e corona,
quell'uomo intrepido! La tromba suona
e noi gridiamo:"Evviva quel re!"
Heinrich Heine, Germania, una fiaba d'inverno (Capitolo II)
Traduzione: Nino Muzzi

Sera sul mare
Giá la luce
incerta e distratta
si addensa sul mare
e le ombre
discrete e allungate
affollano i viali.

Gli azzurri
vivaci del giorno
ormai vestono in grigio
e le nuvole
immobili in cielo
si bordano d' oro.

Il vento
pigro e assonnato
non ha voglia di correre,
se ne sta
accoccolato in disparte
sulle alte scogliere.

L' orizzonte
ora sgombro di navi
delimita il mondo,
impedisce
alle onde lontane
di cader nell'abisso.

Un profumo
di pioggia e d'autunno
si mescola al sale,
addolcisce
gli aspri sapori
di alghe e di mare
Dario Menicucci

Un fatto, una poesia
La stessa ispirazione di "Si questo è 'r …progresso…!
Per meglio diffondere il criminale progetto della colonizzazione ideologica nelle scuole, i sostenitori del "gender" attirano subdolamente i bambini/ragazzini al teatrino…dellle loro trame…
Lo spettacolo s'intitola"Fa'afafine . Mi chiamo Alex e sono un dinosauro", per il lavaggio del cervello dei più indifesi: bambini e bambine, ragazzine e ragazzini. (Gennaio 2017).

Pure questo è un …biblico…non so che, che non si può fermarlo?!

Il…fascinoso "nuovo"…"
Distributor' d'ideologie perverse
stanno a incalzar coll'arma dell'inganno
che fan passar qual nuovo fascinoso
lo spaglio d'invasivi insetti, a danno
di pianticelle ignare e foglie terse
e sanno farlo con un far giocoso:
attirano l'ingenuità al teatrino
e, subdoli, gli falsano il destino.
Armando Bettozzi

Elle di… LAURA
Gocce fitte fitte
sempre più fitte
da divenir righe,
righe di cartone
col cielo scuro
lampo e tuono
suono di tamburo
e di perle riverse
su pani di terreno
nero nero nero,
ma ecco il sereno
atteso dal sospiro
d’una terra zuppa
di azzurra vita
scesa dalle stelle
quando la cesta terra era calda
acerba nella fruttuosa stola
piena di vogliose rosse bocche
traboccanti di gelatinosi succhi
zampillanti d’ardente desiderio
………………………….passione vita.
laura toffoli
 

Passeri nascosti
Su pensieri
eremi del tempo,
il freddo che danza
ricama parole di gelo.
San Biagio,
sul passo che avanza
si erge e s'innalza
con brivido caldo
di annunci,
di ali,
di timidi cerchi,
di piume leggere,
e di candele incrociate.
Silenzio fiorito
briciole del tempo
sul sentiero infinito,
ove passeri nascosti
giocano l'evento.

(Buon SAN BIAGIO a tutti i poeti)
Tiziana Cocolo

Haiku
soffi al tramonto-
le parole del vento
a bassa voce
Salvatore Cutrupi

Voci di parole, fiori e figure
Voci di parole, fiori e figure
gironzolano in mente,
e vedo scritte e dipinti sui muri
delle strade di un paese
che non conosco ma che
ogni volta rammento
con la stessa curiosità infantile.
Do parole ai colori,
alle immagini e ai fiori
pongo le vecchie sillabe
al posto delle nuove
poi le mescolo insieme
per rimetterle in fila
lungo i vicoli aperti del pensiero,
ma non bastano ancora,
danzano sulla neve
libere dentro i versi
di sofferte poesie
che non voglio svelare
per chiedere perdono,
come un ramo spezzato
che non serve altro che accendere il fuoco.
Claudio Badalotti

Quel che manca
Sono quel poco che manca per…
Uno scalino per arrivare in cima
Il petalo che forma il quadrifoglio
Un colore per ottenere l'arcobaleno
L'accento per dare un senso ad una parola
Il punto per finire una frase
I bottoni per chiudere un golfino
Sono tutto quello che è vicino alla pienezza
Ma ancora non riesce a raggiungerla.
Sandra Greggio

Trump patch 2.1
nel giorno del drago a sette teste
un anziano alzava con le proprie mutande un muro di pace ai confini
sulla schiena gli prendevano forma delle ali di gomma
che lui trascinava sopra i contanti cercando gente in ginocchio
credette per un attimo di essere Dio
e si fabbricò dei fulmini
mentre i ribelli cercavano nel sangue del paese la spia
un centro massone repubblicano dove sacrificavano vergini al re
quel giorno il drago prese a sputare fuoco da tutte le teste
tutti gridavano “Ecco l’Apocalisse! Ecco l’Apocalisse!”
predicatori inneggiavano la fine del mondo
mentre l’anziano barone ingoiava dietro la scrivania del successo un Viagra

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu


1 Febbraio

Un fatto, una poesia
CitizenGO: vari articoli e appelli, negli ultimi mesi, contro la colonizzazione ideologica nelle scuole. In questi giorni, poi, stanno programmando/divulgando lo spettacolo "Fa'afafine . Mi chiamo Alex e sono un dinosauro", per il lavaggio del cervello dei più indifesi: bambini e bambine, ragazzine e ragazzini.
"Alex ha sempre le idee chiare su ciò che vuole essere: i giorni pari è maschio e i giorni dispari è femmina."
Sai chi è Alex? Il protagonista dello spettacolo teatrale "Fa'afafine", rivolto in queste settimane agli alunni delle scuole italiane dagli 8 ai 16 anni. Migliaia di bambini e ragazzi saranno condotti dalle loro scuole a teatro per assistere alla storia di un bambino transgender che si sente sia maschio che femmina, ma aspira ad avere un terzo sesso indistinto. Non ci credi? Ecco la trama ufficiale dello spettacolo…Molti insegnanti stanno rinunciando…(Gennaio 2017).

Pure questo è un …biblico…non so che, che non si può fermarlo?!

Si questo è 'r …progresso…!
Sicché…saréssimo arivati qua
pe sbarellà er ciarvèllo tenerèllo
de pupi e de pupette…pe sazzià
la vòja matta de storpià pischèllo

e pischèlla, de chi vò ruvinà
natura e tutto…E ner più gran macèllo
(da quanno che sto mônno st'a girà)
vònno 'nfilàcce…Sinnò…è troooppo bbèllo!

Stann'a 'ntignà co sta brillante idea
spacciànnola pe…un segno der progresso…
Però…morammazzàto! Si a 'n gran cesso

pe ffàje scaricà tanta diarèa
-che j'è arivata in testa puro, a certi -
ce fai ridùre er mônno da sti…esperti!…

Però…Ma in fônno…Sì! Che ce ne frega!...
Piselli e farfallette…interscammiàti…
Na bbèlla soluzzione…Nun se nega,
pe ffàlli - arfine - lobotomizzàti!
Che questo qui è 'r momento adatto a ffàllo…
ch'er mônno è ito in crisi co l'idèe…
Pe cui sò bbòne puro le diarèe
pe lo strafà de chi è'n…pòro sciacallo!
Armando Bettozzi

Rose
Rose
mediano, attenuano il dolore
esaltano la gioia
a volte finiscono nei bordelli
e non vedono l'ora d'appassire

Hanno spine per difendersi
passano dall'ostico al suadente
fino a pungere un dito
per una goccia di sangue
asciugato da labbra d'amore
o d'apprensiva madre

Spesso usate a cavallo di Troia
e ogni petalo un soldato
malintenzionato

Sarebbe meglio
lasciarle nel giardino
a occhi senza secondi fini
e ammirarle dono del creato

Da:Pensieri Alternativi
Michael Santhers

Il treno è fermo in stazione.
Dalla banchina osservo i volti
incollati al finestrino del tempo:
un vecchio vagone sbuffa
il vapore di sogni lontani.
Simone Magli

Come il grano
Si sta
Come spighe di grano fra i lutti
del vento
come d'inverno la neve
sui monti, così
è il mio cuore.
Fabrizio Lama

Vecchiosbronzo
Sono l'uomo che si lamenta tutte le sere
ritratto davanti ad una giornata piovosa
acquosa ed annacquata di rosso e vaniglia.

Sono l'uomo dalla scarpa bucata
maglione di lana sciarpa di ciniglia

Sono quello che scansi per strada
quello che non sorride alla canuta
sono un viandante da sobborgo
trasandato ed altero
altro che uomo del mistero

Sono settembre che barcolla indecente
son sale di maree andate
son pastascotta col sugo
peperoncino e Reinhardt fra le note
sono un filtro tra le dita
una biancarosa passita

Son biancheria spossata bucherellata
truccosciolto sul viso
son un acino di sorriso

Son una troia lasciata a casa
sono quello del comunque vada
sono quello che nella giacchetta
ancora tiene una Madonna e una vecchia cassetta

una vecchia cassetta di quando giovane ero
uno spensierato bolero
con foglio e penna fra le mani
nelle nebbie della Padana
a lasciarmi scorrere tra le mani...
Matteo Bertoncello

La chioccia
L'avete vista chiocciare la gallina?
Quanta cura ripone alla sua prole?
L'avete vista mai con quanto amore
rivolta zolle e raspa con fervore?

L'avete vista come insegna e guida?
Come tutti i pulcini le stan dietro?
Mamma diventa per la prima volta
ed il pulcino apprende, ad essa ascolta.

Nel mondo degli umani l'ascoltare
è diventato un hobby e dura poco
si vuole in fretta grandi diventare;

ormai si sa come attizzare il fuoco
basta uno zippo, che si può acquistare
dal cartolaio insieme a un videogioco.

Ma poi succede che a pagare il conto
dei propri errori qualcun altro è pronto

che apre e svuota il proprio portafoglio
ma l'error si contesta per orgoglio.

Ma quando son finite le risorse
a voglia che tu cerchi nelle borse

non c'è manco più nulla da mangiare
ma è troppo tardi per recriminare.

- Sonetto ritornellato misto in versi liberi e rimati
(Donnas 28.11.2016 - 20,31)
Salvatore Armando Santoro

Geheimnis
Wir seufzen nicht, das Aug' ist trocken,
Wir lächeln oft, wir lachen gar!
In keinem Blick, in keiner Miene
Wird das Geheimnis offenbar.

Mit seinen stummen Qualen liegt es
In unsrer Seele blut'gem Grund;
Wird es auch laut im wilden Herzen,
Krampfhaft verschlossen bleibt der Mund.

Frag du den Säugling in der Wiege,
Frag du die Todten in dem Grab,
Vielleicht daß Diese dir entdecken,
Was ich dir stets verschwiegen hab'.
Heinrich Heine

Segreto
Noi non piangiamo, l'occhio è asciutto,
spesso sorridiamo, ridiamo addirittura!
Neppure uno sguardo, neppure un tratto
rivelerà questo nostro segreto.

È sul fondo dell'anima che giace,
da taciuti tormenti insanguinata;
se nel cuore selvaggio urla una voce,
la bocca resta comunque serrata.

Chiedi al fanciullo nella culla,
chiedi ai morti giù nella bara,
chissà se mai qualcuno ti rivela
quello che io ti ho taciuto finora.

Traduzione: Nino Muzzi

 

Ricordandoti…papà
Cerco la tua voce
o papà
nel ricordo d’un momento
trascorso tra le tue braccia
quand’ero tenera scolara,
e il tuo sorriso
che amorevolmente
mi riempiva l’anima
quando nella tasca avevo la lacrima,
ma non mi basta
il tuo ricordo passa
passa come veloce foglia
staccata dal ramo
e la vedi, ma non puoi afferrarla
e allora…mi manchi papà,
la tua forza è nel mio essere
per rialzarmi sempre,
ti sogno alle volte
ma non basta,
caro papà
so che mi ascolti
e ora, accanto ti sento
non finirò mai di cercarti nel vento
dove ora tu sei
e nel vento continuerò a urlare..
ti voglio bene…papà.
laura toffoli

Soffio di sorrisi
Sereni sorrisi
di volti indecisi
stampati nel nulla,
ma vivi,
sorpresi,
tranquilli,
nell'onda infinita dei sensi
che inebria e travolge in un lampo
ogni nostro timido sguardo
Sereni sorrisi
di bimbi festosi,
di amanti focosi,
di timide labbra
socchiuse e dormienti
di nulla impazienti.
Sereni sorrisi
avvolti in un soffio,
donati da un sogno
e firmati da te.
Tiziana Cocolo

Haiku
notte d'incanto-
al mattino un fermaglio
sul pavimento
Salvatore Cutrupi

Un canto scordato
Anche se a volte non intingo
la penna nella poesia
il mio verso non resta
prigioniero del mio silenzio
si fa luna
è lei che canta la mia poesia
è lei che mi sorride
perché ho la fortuna
di ammirarla ogni sera
e aspetto la notte per incrociare
quei granelli d’eterno
che scivolano nella clessidra
delle mie mani
Questa è l’ora giusta per comporre d’amore
e il tempo m’aiuta , l’anima ascolta.
È come aver scritto una canzone
prima le noti e poi il ritmo
intonato , scordato , che importa
è il pianoforte del mio cuore che suona
Antonia Scaligine

topino
un libro in attesa di mani con febbre di parole
nel suo fegato una fede millenaria
nella speranza
nella pioggia
nelle lacrime
qualcuno pensa l’abbia scritto Dio
per questo respira
altri credono sia uno scherzo della Natura
comunque credono

un manichino in cantina in attesa di un cuore
ha il volto impassibile persino alle stagioni
vorrebbe innamorarsi – pensa
di una piccola ballerina chiusa nel carillon di lacca rossa
peccato lei abbia già una liaison con il soldatino di ferro
così piange in se stesso
fino a svuotarsi il corpo
fino a diventare per se stesso un deserto
col sogno di oasi e di pace

tra piccoli tronchi di legna per il camino un topino
teme il freddo ha fame non sopporta la pioggia
rosicchia carcasse di noci e fissa la notte
in attesa che la fatina dei sogni gli riporti l’estate


ha sedici anni non compirà diciassette sopporta il dolore
sorride col veleno nel sangue e si morde le labbra
ha il coraggio di guardare la morte col brillio degli occhi
il vero ardito non vede mai forse il proprio premio
così restiamo innamorati degli angeli
quelli invisibili alle circostanze
al vissuto di ogni giorno nelle scarpe sbagliate
ai fumetti sui muri senza discorsi
al trapianto di verde davanti casa
alle isole pedonali deserte col buio

mentre loro gli angeli
sorvolano per inerzia divina gli oceani
mai stanchi di mettere in mostra la propria piuma
per Dio! voglio solo essere umano
così anche l’angelo spera
e crede nel potere delle lacrime

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


Torna su

Poetare.it © 2002