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2017
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23 Marzo

Sto per...
Spoglio come un albero, al vento,
mi estendo ( vago, m'arrendo )
e mi brinerò al canto di quest' ora.

a poco a poco......
Fabio Strinati  

"C'era scritto "
C'era scritto biodegradabile
nel nostro di enne a.
Sì, materiale indistruttibile
solo per metà.
Anche se tu osservi impassibile
questa realtà
nulla mai è immarcescibile.
Certo, si vedrà.
Ogni cosa è deperibile
questa roccia qua
che pure t'appare inscalfibile
l'acqua l'aprirà.
Non c'è nulla d'incorruttibile
tutto sparirà.
Cieli nuovi, l'Inconoscibile
ci regalerà.
Nuove terre, l'Impenetrabile
presto, ci darà.
Ma l'Amore sembra impossibile
Esso, rimarrà.

19.03.2017
Ben Tartamo

Non cercare risposte, trova una domanda.
Simone Magli

Noi
Il me e te
che era noi
si è perso nelle fogne
di una città travolta dal traffico
puzzolente di altre genti
che non saranno mai voi
né come me.

19/3/2016
Maria Attanasio

Mirar nostalgico
Al di là dell’ombra stanza
nei prati a campana
si rincorrono onde di fresche gemme
tra mani carezzevoli, panieri intrecciati
e nella verde fresca trama
si lasciano imbrigliare fili di luce,
nodi d’albero secolari
son saggia corolla, ed io, seduta
tra catene del tempo
sono a mirar tale bellezza
sotto una pioggia di petali rosa,
ripenso ai dì passati
e immersa
nella delicata azzurra nostalgia
sorridere il mio volto sento
per la pienezza della vita mia….
laura toffoli

Haiku – Autunno
Giorno d'autunno -
cromatici colori
pioggia di foglie

(Donnas 12.1.2017 - 6,28)
Salvatore Armando Santoro

Ballade des Dames du temps jadis
Dites-moi où, n'en quel pays,
Est Flora la belle Romaine,
Archipiades, ne Thaïs,
Qui fut sa cousine germaine,

Echo, parlant quant bruit on mène
Dessus rivière ou sur étang,
Qui beauté eut trop plus qu'humaine?
Mais où sont les neiges d'antan?

Où est la très sage Héloïs,
Pour qui fut châtré et puis moine
Pierre Esbaillart à Saint-Denis?
Pour son amour eut cette essoine.

Semblablement, où est la roine
Qui commanda que Buridan
Fût jeté en un sac en Seine?
Mais où sont les neiges d'antan?

La roine Blanche comme un lis
Qui chantait à voix de sirène,
Berthe au grand pied, Bietrix, Aliz,
Haramburgis qui tint le Maine,

Et Jeanne, la bonne Lorraine
Qu'Anglais brûlèrent à Rouen;
Où sont-ils, où, Vierge souvraine?
Mais où sont les neiges d'antan?

Prince, n'enquerrez de semaine
Où elles sont, ni de cet an,
Que ce refrain ne vous remaine:
Mais où sont les neiges d'antan?
François Villon
Ballata delle dame del tempo andato
Ditemi dove, in quali contrade,
si trova Flora, la bella romana,
o Alcibiade oppure Taide
che fu sua cugina germana.

Eco, che parla se si fa rumore
sopra un ruscello o sopra uno stagno,
ad umana beltà ben superiore?
Ma dove son le nevi dell'altr'anno?

Dove si trova la saggia Hélöis,
per cui fu castrato e poi frate
Pietro Abelardo a Sain-Denis?
Per l'amore ebbe queste ferite.

Similmente dov'è la regina
che ordinò di gettare Buridano,
legato in un sacco, nella Senna?
Ma dove son le nevi dell'altr'anno?

La regina Bianca come un giglio che
cantava con la voce delle sirene,
Beatrice, Alice, Berta dal gran pie'
Haramburgis che governò il Maine,

e Gianna, la buona Lorena
che gl'Inglesi bruciarono a Rouen;
dove son, dove, Vergine sovrana?
Ma dove son le nevi dell'altr'anno?

Principe se chiedete dove sono
in questa settimana o in quest'anno,
le parole della ripresa Vi rispondono:
Ma dove son le nevi dell'altr'anno?
François Villon   Traduzione: Nino Muzzi

 

XII
Te seguiré hasta los templos del futuro

escalaré peldaños de ónix y de cemento
algo en mí comenzó a asustarme
son los vientos de la última tormenta
pero igual te seguiré porque eres mi hada
andaré a tientas por latitudes sureñas
seré un engranaje bien aceitado quizás
igual te seguiré hasta que me diga basta
aléjate de mi vida de mi aire y de mi sueño
o quizás ofrezcas tus días para mi consuelo
en el oasis de la vida te seguiré princesa.

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

XII
Ti seguirò fino ai templi del futuro

salirò gradini di onice e cemento
qualcosa in me cominciò a spaventarmi
sono i venti dell'ultima tormenta
però lo stesso ti seguirò perchè sei la mia fata
andrò a tentoni per latitudini meridionali
sarò un congegno ben oliato forse
lo stesso ti seguirò finché non dici basta
via dalla mia vita dall'aria e dal mio sogno
o magari offri i tuoi giorni per il mio conforto
nell'oasi della vita ti seguirò principessa.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani   (Traduzione di Gina Lombardini)

 

aliena
d’argento divento se mi specchio coi sogni io folle
fiume freddo e scuro ma gli occhi alle stelle cercano pace
nella gelida acqua mi tuffo col fuoco di volo gabbiano
se dispersa tu corri e prima che io tocchi il fondale - strappami ai mostri!!
cuore nero di pece dicembre pietra il battito sordo al mondo
dal mio seno veleno
siamo dispersi
siamo feriti
siamo già morti dell’amor schiavi
spine di ghiaccio cadere di bianco il mio sangue solo bandiera al dolore
dormiremo insieme dice un fiore
stringimi a te mi sussurra il vento
ma io al tuo viso torno quasi fossi condannata a tenerti
nel mio vuoto dell’osso
altrimenti posso anche chiudere gli occhi senza speranza
piume pensieri quando si armano coi tuoi occhi
volano via da me le parole
voliamo ma batte il vento contro
dolce solo il bianco ovunque tremare significa vita

d’argento il paese solo io nell’oscurità non ho pace
partiremo solo il tempo per un arrivederci
Dio fa freddo in carne freddo fa fino alle ossa
in processioni vergini templari in bianco i fiocchi di ghiaccio

perché mi dici che m’ami io ho paura
perché mostrarmi aprendoti il cuore – fiamme

notte più nera del nero Inferno stanotte
tempesta gaia alle porte dei sognatori
io in strada nel cappotto che mi nasconde alla mia ombra
tu sei con me e nel fiume di sangue che scorre
solo ogni tanto
dal suo lontano
un lamento

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu

Adunata Alpini a Treviso
Il 12 maggio a Treviso città
degli Alpini l’adunata ci sarà.
Lungo le vie un tripudio di bandiere
per onorare le Penne Nere
che giungeranno da ogni dove
col tempo bello, ma anche se piove.
Loro arriveranno da paesi vicini e lontani
con gli immancabili salumi nostrani
soppresse salami e formaggio “pincion”
e assieme a quel, “ tant vin de quel bon”.
Speriamo che quel giorno il tempo sia clemente
in modo che a Treviso arrivi tantissima gente
e che non si debba sfilare sotto ad un gran acquazzone
come già successe, nella vicina Pordenone.
Sarebbe veramente un grande peccato
per tutto quello che è stato organizzato.

19 - 03 - 2017
Luigi Preziuso

Nella giornata mondiale della poesia qualche azzardo:

Haiku (La fatica)
La terra dona-
il contadino attende
la primavera.

Haiku (Rinascita)
Passa l'inverno-
diadema di lacrime
in primavera.

Haiku (Nell'oltre)
Il tempo fugge
rughe sul cuor disegna-
l'ultimo inverno.
Piero Colonna Romano

Marmo bianco
Luce del marmo bianco
e liscio del pensiero,
nel compormi l’idea
dell’ andare oltre il mondo quotidiano
libero nell’immenso dalla voglia
del bere e del mangiare,
oltre la logica del far di giorno
ciò che nel buio del sonno mi è impedito.
Le vesti più non servono,
mi basta il corpo nudo
che non si vergogna d’essere tale
di marmo bianco e freddo
immobile solo nell’apparenza
dell’immanenza michelangiolesca
del restare nel sempre.
Claudio Badalotti

 Il tempo galoppa con le stagioni
La nuova stagione è arrivata
che bello , è primavera,
ma è solo l’ombra del tempo
che rincorre il percorso
dell’uomo sulla terra
quando nuda
danza su foglie sospese
con mani giunte
nel tempo dell’amore
nel dolore di Cristo
Ruota e gira con ali di farfalla
e il sole scioglie il colore
e diventa profumo
come una crema
sulla pelle di fata
Tutto si disperde
nell’aria che respiriamo
ma se qualcuno da quell’azzurrità
ruba i nostri spazi , i nostri respiri
il dolce fiorire diventa
un lento morire.
Dopo ogni tempesta
il sole ritorna a splendere
ad addolcire i nostri brividi
a disperdere i rimasugli
della stagione andata
per le vie della terra
Antonia Scaligine

Il cancello
Ogni volta che passo ti vedo.
Seduta su un muretto,
davanti a quel cancello,
dove entra chi non c'è più.
Hai lo sguardo perso lontano,
gli occhi fissi di chi più non ha speranza.
Chi guardi donna sola?
Quanti ricordi affollano la tua mente?
Passano le persone e tu,
chiusa nel tuo dolore,
assisti impotente all'alternarsi delle stagioni.
Sai bene che non cambierai abito.
Col freddo o con il caldo tu sei altrove.
Anche tu oltre il cancello.
Ma prima del tempo.

(Questa poesia prende lo spunto da una donna che è sempre seduta davanti al cimitero,
con lo sguardo perso lontano. A lei ho voluto dedicare questi versi.)
Sandra Greggio

Haiku
E' primavera
Oscilla un filo d'erba
la neve muore
Salvatore Cutrupi


21-22 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Nel giardino della mia infanzia
Profumi, suoni e colori
girandola d’emozioni…
la lavanda viola della nonna tra le lenzuola del suo letto grande grande
il vento che odorava di pioggia che batteva alla vecchia porta annerita dal tempo senza sosta
le margherite bianche nella coroncina tra i capelli biondi e lisci come seta
il rincorrersi a perdifiato coi calzettoni rossi tra I giallognoli caldi covoni
gli innocenti sguardi rossi tra i banchi di scuola coi grembiuli neri e il fiocco blu inamidato
le campane dal suono di festa nelle mani intrecciate alla mamma e al papà
il gelato di verde pistacchio sopra il vestitino merlettato buono della domenica
le estati profumate di fiori, e aperte a gioiose e spensierate risate per le strade deserte delle infinite serate
ma...ora l’infanzia
non è solo un elenco
di ricordi ricordati alla rinfusa:
per me è lo sguardo puro
rivolto a un mondo
che si crede sicuro
un mondo perfetto..
ma forse è giusto ricordare questo pensiero
il pensiero dei bimbi che si sentivano felici e amati;
sono stata fortunata allora
e adesso… posso cullarmi ogni tanto con questi bei ricordi
e il peso del presente
diviene passo lieve e sereno,
e riesco ad apprezzare la vita
dalle sue mille sfaccettature
ogni momento
nel suo evolversi d’evento.
laura toffoli

XI
Sal de lágrimas de mil ángeles

que tiene en su origen
la destrucción.
El Resucitador te traerá la mala suerte
de tus ancestros
hasta que te persignes mirando hacia el sur.
Voces de amantes antiguas te cercarán
entre las brumas
de los dioses sin tiempo.
Desde la Oscuridad escucharás la voz
de ella que te guiará
hacia el amanecer de auroras verdes.

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

XI
Sale di lacrime di mille angeli

che ha nella sua origine
la distruzione.
Il Risuscitatore ti porterà la cattiva sorte
dei tuoi antenati
fino a quando ti farti il segno della croce
guardare verso il sud.
Voci di amanti antiche ti scannarci.
tra le caligine
degli dèi senza tempo.
Dall'oscurità obbedirai alla la voce
di essa che ti guiderà
verso l'alba di auroras verdi.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

Dentro
Dentro un vecchio muro crepato e tinto
che soffre, adolescenza intaccata
in vortici di rogne,

e in eterno, nel sonno le maschere avvolte
dove nascono le cimici uguali

e le cantilene, gli indefiniti aliti e sepolti
sotto occhiaie di pensieri e patimenti
e i timori pesti mai andati,

e in eterno, in graffi sospesi nell’aria
come suoni in una scomoda mente.
Fabio Strinati  

L'illusione
Seduto sulla notte
mi lascio avvolgere
dalla vastità del silenzio.

Labili tracce di luna
accendono misteriosi
margini di nuvole.

Sottovoce il vento
chiede alle onde
di non fare rumore.

Fantasmi di navi
dormono sospesi
appoggiati al nulla.

Lasciano nelle tenebre
esili frammenti
di tremuli lumini.

Nella risacca
finalmente libero
i miei pensieri.

Ti immagino luce
come questa riflessa
delle stelle sul mare.

Un sogno d'argento
adagiato sugli orli
dell'acqua increspata.

Poi il cielo si chiude
e gli astri si sciolgono
nella volta ormai spenta.

L'illusione svanisce
nell'oscuro sussurro
di quest'aria di sale
Dario Menicucci

"Poeta"
Il mio mare
È duro di sassi
Di troppe parole.
Il mio mare
È spietato di sale
Di lacrime versate.
Il mio cuore
È amaro cesto
Di timidi dolori.
La mia casa
È un bianco muro
Su cui Poesia
Spara i suoi colori.

09.03.17 h 12:50
Ben Tartamo

Diritti…? Sì!! Doveri…? No, grazie: Voleri!!

Italia
dei diritti e…dei voleri


Repubblica fondata sul…decoro
che spesso e volentieri è…indecoroso
dacché sol coi diritti e coi …voleri
(nell'oggi che vuol essere…amoroso)
per certi di noi qui, e pei forestieri
e in accanito modo più per loro,
ci s'incorona come fosse alloro.

Dimentica di quale vero alloro
sempre s'è cinta bilanciando al giusto
i diritti e i doveri in sintonia,
pria d'inoltrarsi in tale passo angusto
(padre e madre di social malattia),
e non di quel…pseudo capolavoro
che invade camere, governo e foro.

Giustizia vola via da mille e un foro
per tutto uno sbagliato intendimento
che fa strafar le leggi in gestazione
e poi le applicazioni a piacimento,
secondo un'accertata negazione
del "prima sia il dovere"…e del disdoro,
di cui chi vuol delinquer fa tesoro.

Sono i doveri asperità passata,
senza un futuro, e presto cancellata
sarà dai dizionari e dalla scuola.
Di tutta questa storica parola
ne lasceranno un po' per i più…micchi,
senza distinguer tra poveri e ricchi,
basta che sian bravi ed obbedienti
a leggi e istituzioni, e sian credenti.
Armando Bettozzi

Sono un lupo
in vetta su
la neve,
spalle al bosco,
smarrito.
Simone Magli

Nel tempio del tempo
una piccola poesia
non so perché
m’avvinghiò
s’appropriò di me
mi entrò dentro
mi fece sua, ne
scaturì una fonte che
mi baciò l’arsura dei capelli.
Con chiari zampilli
trasparivo dai visceri e
lungo i rivoli delle vene,
allora incerta, entrai
nel fitto bosco della verità inumidita.
Aurelia Tieghi

Esilio
Fiorisce l’alba,
il decalogo del mattino
infonde pienezza ai sognatori,
docce fredde ai pessimisti.

Quante stronzate si sentono…

La chioccola della stoicità
mi passa le parole da ricordare
nelle memorie di un pubblico diario
agli eccentrici discendenti.

Quante bugie leggeranno…

Insulse poesie
romantiche dichiarazioni
il galateo adolescenziale,
niente può far ricucire lo strappo.

Quanti pianti gratuiti…

L’alto intelletto impreca
il tormento di lasciarmi andare
verso pianeti liberi da ogni trasporto,
prossimi ad implodere come buchi neri.

Quanti periodi passeranno…

Per dimenticare il tuo falso perdono.
Alessandro Borghesi

Da qui io ti sento
ma non ti vedo ancora,
il tempo passa tutto in un’ora
di vento e tempesta
e milioni di gocce e noi in una goccia sola.
Da qui ti sento,
ma non ti vedo ancora
le parole sporcano fogli
che ingialliranno soli
da qualche parte in fondo all’anima,
da qui i tuoi occhi sono denti
mi masticano ancora.

19/3/2017
Maria Attanasio

Egocentrismo
Smettila di scrivere cazzate,
tu lo sai,
sei un angolo di mondo,
troppo minuscolo,
appena impercettibile,
tu sei appiattita sul mondo
quindi non occupi un bel nulla.

Il goniometro non serve
il piattume non si misura
è una linea retta che va all'infinito
nel finito del mondo,
che ritorna quindi su se stessa,
non ha angoli da determinare
né cateti da misurare
né altezze da trovare
e la circonferenza del mondo si conosce.

Sei piatta su te stessa,
con le tue illusioni,
con i tuoi giochetti squallidi,
con le tue fantasie oscene,
con i tuoi sentimenti fasulli
che confondi col mondo,
che non ti appartiene,
che non ti vede:
sei stella cadente
anche se tu pensi sempre di brillare.

(Donnas 14.1.2017 - 15,08)
Salvatore Armando Santoro

70. Un accenno di primavera
Un accenno di primavera
con torpore sul terrazzo
e un'ape s'accinge a scrutare
la menta e il rosmarino
che danno segno di riattivarsi
e lo stormo di piccioni
sopra i tetti rossi:
è una natura mossa,
trapiantando nei nuovi vasi
con un grande sole
mi sembra innato
il piacere provato.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

 

Zolle
Vive in un casolare
e si alza quando cantano i rumori,
le scarpe grosse ai piedi
all'alba va nei campi
a lavorare,
le labbra screpolate
per lungo tempo al sole
lei torna a casa stanca
all'imbrunire,
negli occhi la fatica
e i solchi della terra nei pensieri

addosso ha una maglietta
di cotone,
i seni riparati,
nascosti a sguardi strani,
una camicia senza scollatura
ed una lunga fila di bottoni,
la coda dei capelli sulle spalle
e un cesto di purezza
tra le mani.
Salvatore Cutrupi

Miracoli
hanno perfezionato il Paradiso si fumano spinelli dietro il banco bianco di nuvole dense
Dio vive in una poltrona in pelle e gioca a playstation viaggiando in etere su siti di appuntamento
criceti alieni ci allevano in zoo a forma di isole dove pescare occhi alle stelle – i sogni
Ray Charles vivo e vegeto ubriaca di blues l’eternità da Radio Zombie
mia madre è rimasta così giovane in una cornice d’argento
Gallifrey s’è scoperto nascosto in una supernova poco lontana da Terra
il cuore umano se innamorato cuoce pop corn con i battiti
siamo tutti nello zapping quotidiano di santi e falene

spediamo lettere d’amore con anime in busta attraverso galassie
il mare ha un fondale sul cielo e i pesci allevano al sole la loro pelle umana
distribuiamo Justin Biber come anfetamina per i dislessici d’amore giovani
distruggendo il pedale dell’acceleratore nel nostro shuttle respiro - per uno sbaglio

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu

Treviso con gli Alpini
La Città della Marca si è ben organizzata
per ospitare la grandiosa Adunata.
Centinaia di migliaia saranno gli Alpini
che di Treviso varcheranno i confini.
Da ogni dove fin qui giungeranno
con le loro fanfare per noi sfileranno.
Sfileranno fieri, orgogliosi e compatti,
scandendo il passo, con i loro scarponi chiodati.
Ne andranno fieri i cittadini
che la loro Città ha ospitato gli Alpini.

18 - 03 - 2017
Luigi Preziuso


19-20 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Vivezza
Sei ... non sei ...
dovresti prendi fai vai torna
non capisci ...
Allora ho galoppato
l’infanzia l’adolescenza
nuvole per cavalli nella brughiera
lì in periferia in solitario
inconcludentemente.
Saccheggiato nidi e tane
d’ innocenti esseri
pisciato su aiuole fiorite
rovesciato gerani da balconi
insolentito vecchi inermi
e non bastava mai perché
nessuno si accorgeva
che esistessi.
Solo la voce il contatto
di lei mi riconciliava
vedeva capiva nulla voleva
sapeva accettava me l’alieno
e amore materno sempre mi dava.
bruno amore

69. Carnevale
La festa delle maschere
e dei cibi tipici
con musica, colore,
una folla a cui piace
immergersi nel folclore,
dove anche la follia
ha un ambito comico
e le simpatiche maschere
sono il contrario di nascondersi.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

X
Te llevarán cálices oscuros y amargos

te nombrarán con palabras de acero
jugarán con tu cordura y tus sueños
ellos, los inefables seres sin tiempo
buscarán en la bruma tu nombre
para hacer que éste se embriague
y luchando como titanes saltarán
sobre tu sombra querida, sin vacilar …,
pero a pesar de este sombrío augurio
yo te elevaré con mi canto y mis besos
a ti, querida princesa de un cuento
que escribirá una niña en mil años
y estaremos presentes alma con alma
más allá de la última sombra que lleva
y nos amaremos entre nubes y ríos
bajo el tibio sol y la luna llena.
http://www.elpais.com.uy/cultural/poesia-xxx-federico-rivero-scarani.html

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

X
Ti porteranno calici scuri e amari

ti chiameranno con parole d'acciaio
giocheranno col tuo senno e i tuoi sogni
loro, ineffabili esseri senza tempo
cercheranno nella bruma il tuo nome
per far sì che esso si ubriachi
e lottando come titani salteranno
sulla tua ombra amata, senza vacillare…
ma nonostante questo fosco augurio
io innalzerò col mio canto e i miei baci
te, amata principessa di un racconto
che scriverà una bambina in un millennio
e saremo presenti anima con anima
ben oltre l'ultima ombra che porta via
e ci ameremo tra nuvole e fiumi
sotto un tiepido sole e la luna piena.
 

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

Angosce
L’anima che invecchia tra gli alberi
dove un legno secco marcisce
è preda del suo spreco inciso
sulla pelle fustigata, estenua del presente,

scende sconosciuta fuliggine
che piano si nasconde.
Fabio Strinati  

"Nel labirinto"
Nel labirinto
fuggo sospinto
dal mio tormento.
Se vedo il cielo
è un momento:
pallido velo
d'oscura realtà.
Dove sei Beltà
nell'assurdità
d'una prigione
di mondanità
ed illusione.
V'è una fiamma
- voce di mamma -
che non m'inganna
e mi sospinge.
Follia o manna?
Luce che finge?
Ma il cuore batte
freme e combatte
in questa Notte
senza mattino.
E sogna lotte
contro il Destino.
Nel labirinto
fuggo d'istinto
mosso dal vento
che mi percuote.
Tetro momento
fiamma che scuote.
Non son più io...
Dove sei Dio?!
...È tutto oblio
verme e cenere
roccia d'un Fio
in itinere.
Fatta è sera
ma tu Preghiera
dolce e amara
torna bambina.
Oh Vita avara
fatti piccina!
Torna, Speranza!
Torna, Costanza
ed Innocenza
del tempo che fu.
Fede: Te senza
non posso far più!

18.03.17 - Alba
Ben Tartamo

Rosa del mistero
Sotto il mandorlo in fiore, al chiar di luna,
per dissetare l'anima, nel sonno
carezzo le mie rose ad una ad una.

Con gli occhi chiusi aspiro il loro aroma
e m'immergo nel mare dei ricordi
estraendole a caso.
Ma che fa qui una rosa senza stelo?

Quando riapro gli occhi piano piano,
tra tante stelle che hanno acceso il cielo,
sussurrandone il nome
cerco quella che trema più lontano.

Quale felicità sconosco e anelo?
Cela quell'astro dentro le sue spire
l'ombra d'un sogno che non vuol morire?
Santi Cardella

Un fatto, una poesia
Dalle cronache:
…quanti rumori per l'aria! le prime volte che non se ne diceva un gran bene (di una parte soltanto, beninteso!)
Adesso, attacchi da tutte le parti…Reclamano il riconoscimento dei "diritti acquisiti"…Che valgono meno di zero pei comuni mortali…Si stabiliscono paghe "fai da te"…Sono, alle volte, più… colorati - nelle proprie funzioni - di qualsiasi altro cittadino…Hanno facilità - se e quando li accomoda - nell'attacco e nella distruzione del potere che non sia il loro, o della loro parte…Finalmente, tutto riconosciuto senza le solite, faziose, ipocrisie…(Marzo 2017).


Magistra-pura!
Che a la toga le sia data
la suprema indipendenza
è una cosa ch'è appropriata.
Sempre che non sia bacata
da interessi ed ingerenza!
Se così è, va richiamata!

E perfino castigata,
quando ce ne sia l'urgenza.
Dato che la succitata
esclusiva le fu data
non per far…beneficienza
ma per renderla inviolata.

Non perché fosse dotata
di potere e onnipotenza
fuor da quel per cui è nata:
a giustizia, cioè, votata!
No! per accondiscendenza
alla "parte" sua più amata.

Non perché fosse immischiata
coi…color di appartenenza
e pagarsi la mesata
senza una ragion sensata
co' una somma fantascienza
certe volte immeritata.

Non può fare indisturbata
quel che vuol con strafottenza.
Non dal cielo è nominata!
Non può esser rispettata
se il suo far non ha attinenza
con quel ruol cui è destinata!
Armando Bettozzi

Quanti ricordi
Quanti ricordi in questo cuor bugiardo
s'affacciano di notte, alla mattina,
quante promesse poi svanite al vento
dopo la solita squallida sveltina.

E me lo chiedo spesso, nel silenzio,
se fosse amore vero o sol pulsione
or che la calma mi risplende in petto
ripasso nel sereno la lezione.

Vedo donne e sorrisi maliziosi,
visi che son lontani e che non scordo
poi qualcuna l'incrocio per la strada
lei mi racconta ed io me lo ricordo.

E mi svela i segreti del suo cuore
mi rinnova i piaceri condivisi
provo una tenerezza allor profonda
ma amari sono adesso anche i sorrisi.

Ed ognuna racconta i suoi dolori,
delle tante passate delusioni
del tempo che trascorre e che trasforma
ma lascia in cuore intatte le passioni.

Ma i conti poi si fan con il reale,
con lo specchio che rughe ci regala
volti cambiati, fine dei sorrisi,
e la passion che come un filo esala.

Un filo sottilissimo, diafano,
ma in quei visi scavati c'è di tutto
il rimpianto per quel che non ritorna,
per l'amore che ancor non s'è distrutto.

(Donnas 17.1.2017 - 9,46)
Salvatore Armando Santoro

 

Primavera nell’io

Griglia di sogni

farfalla trasparente

desideri intrecciati

fiori di ciliegio
sbriciolano tristezza
nei quadrati blu del cielo

nella griglia di sogni dell’immaginazione
vola la farfalla trasparente io
sì desideri intrecciati mi innalzano


alito di vento….respiro dell’anima.

laura toffoli

Luce dentro
Ci sono ombre
che hanno la luce dentro
come quando una lucciola
accende il buio,
come stelle che tornano
quando un soffio di vento
allontana le nuvole,
come i lampioni scuri
delle notti d'inverno
quando disegnano i marciapiedi
ai passi traballanti
di uomini soli.
Ci sono ombre piene di colori
come gli arcobaleni
dopo un temporale,
come il sorriso
di un bimbo scalzo
mentre solleva al cielo
un aquilone,
come gli occhi neri
di una donna ferita
che torna a sognare.
Salvatore Cutrupi

La tua immagine
Prima di imparare a disegnare,
la tua immagine la pensavo nelle tele
della mente, e ogni cosa la prendevo
dai miei sogni:
il tuo volto dalla luna, i tuoi occhi
dalle stelle, le tue guance dai lillà,
la tua bocca da una rosa.
Poi come un’ allodola, in un prato,
sei arrivata e ho imparato a raccontare
con la voce temperata,
di una brezza.
Ora il mare, l’ acqua fresca, le cascate
le dipingo tratteggiando,
la tua anima.
Ora il cielo, le sue stelle e la sua luna,
le pitturo con la luce
del tuo sguardo ed il fiore e il suo sapore,
miscelato da buon miele, lo disegno,
accarezzando la tua pelle.
Antonio Scalas

Filastrocca del papà
scritta insieme ai miei nipotini

Si dice che il papà non è importante
basta che dia il nome all’infante
non è vero, si diventa papà
non solo perché ti fa
ma perché lui con te sta
e ti ama in quantità
quando ti stringe e ti è vicino
gioca con te come un bambino
con treni di latta e calci alla palla
canta e felice con te balla
Sempre pronto ad ascoltare
desideri ad accontentare
Lui per te è un cavaliere
pronto a difenderti dalle bufere
Solo di lui ti puoi fidare
la sua mano tutto ti può dare .
Sempre vicino a te starà
perchè lui è il tuo papà

auguri a tutti i papà
Antonia Scaligine

Electa Es - 2017
manichini con spina dorsale controluce abbaia il vento Gennaio
davanti al porto aria dormiente nemmeno un gabbiano soltanto foschia
prima alba da apocalisse i marciapiedi senza umani rimpiangono un cuore
qualcosa da cercare verso il mare e in lontananza soltanto altre nubi
mattino e fa buio come nel torace da dove urli
ci maledici Signore con questo corpo nato per la tua voliera
sono malato di ogni peccato che mi gira a fuoco il sonno
strappami alle fiamme dei sogni Signore e dammi pace


io prometterò di credere nei miracoli
nelle distorsioni temporali create da un tuo Tardis post Moffet
prometto che curerò le sirene dal mal di mare
e di gettare sabbia sotto i piedi di una Sfinge innamorata dell’uomo
adesso fissando il faro mi sento più te e meno me stesso
i bar sono ancora chiusi le ombre sono assassinate da nebbia
io solo a perpetrare un battito boa agli spettri dei tuoi discepoli
albatro torno a casa un bacio sotto l’albero poter trovare

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu


18 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

La carrozza dei ricordi e dei profumi
Sono tanti gli spazi ignoti della mente
ogni tanto però qualcosa riluce
a rammendare tracce di noi
fra i seni addormentati della memoria
Se pur su strade diverse
il tempo gira sempre
tondo, tondo all’ infanzia
e viaggia con la giovinezza
e la vecchiaia
tra fragranze fuggevoli
profumi indelebili
come quel camice bianco
dall’odor di ospedale di mio padre
o di sapone di bucato di mia madre
’A nazzicata de Pasche giù fino a valle
e le Perdúne , con cappucci bianchi
dietro due occhi di pentiti e stanchi .
Magia conservata nel cuore custode
del tempo passato che nel presente si sente .
La cucina dei nonni del paese
profumava di legna, di canditi
di “ scarceddhe “
con la carrozza noleggiata
con nocchiere e frustino
era l’attesa più gioiosa
per me bambina
con le lunghe trecce di capelli ricci
silenziosa, senza capricci
con quei sogni che scacciava la miseria
quella che nel dopoguerra
ha infranto l' infanzia .
Antonia Scaligine

Mientras por competir con tu cabello,
oro bruñido el Sol relumbra en vano,
mientras con menosprecio en medio el llano
mira tu blanca frente al lilio bello;

mientras a cada labio, por cogello,
siguen más ojos que al clavel temprano,
y mientras triunfa con desdén lozano
de el lucente cristal tu gentil cuello;

goza cuello, cabello, labio y frente,
antes que lo que fué en tu edad dorada
oro, lilio, clavel, cristal luciente

no sólo en plata o víola troncada
se vuelva, mas tú y ello juntamente
en tierra, en humo, en polvo, en sombra, en nada.
Luis de Góngora, 1582

Mentre il sole sfidando il tuo capello,
oro brunito, sta brillando invano,
mentre con certo sprezzo in mezzo al piano
la bianca fronte ammira il giglio bello;

mentre occhi seguono, per afferrarlo,
ogni tuo labbro più del primo garofano,
e mentre trionfa con forte disdegno
del lucente cristallo il fine collo;

goda collo, capello, labbro e fronte,
prima che quel che fu in età dorata
oro, giglio, garofano, cristallo lucente

non solo in argento o viola spezzata
ma in terra e fango, e tu unitamente,
in polvere, ombra, nulla sia mutata.
Luis de Góngora, 1582   Traduzione di Nino Muzzi

Verso Montenero (Livorno)
Il sole oramai
ha perso i raggi
e barcollando indugia
sui margini dell'orizzonte.

Compiendo spirali
sale la strada
fra pini piegati
oppressi dal cielo.

La distesa del mare
già veste di scuro,
si orna di isole
e di navi sospese.

Un leggero vapore
sulle case giù a valle,
sul frusciare del vento
che accompagna la sera.

Un brusio nella piazza
della folla in preghiera,
gli echi di un canto
dall'austero Santuario.

Nota: Montenero è un quartiere
collinare di Livorno che si
affaccia sul mare. Famoso il
santuario dedicato alla Madonna,
patrona della Toscana.
Dario Menicucci

68. Saper di non sapere
Saper di non sapere
apre conoscere
aspetti della realtà,
fino alla scienza
che cambia la coscienza
costruendo civiltà,
ci stiamo plasmando
con la scoperta della creazione.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

IX
Te sostuve en el infinito y hasta en el invierno cruel

pasaron los tiempos
y la avenida perfumada nos unió como en un principio
intuiste el desafío
que el amor te predispone
ahuyentaste temores falsos cariños y viéndome
pediste una isla donde ocultarte
de los sonidos agudos de las esfinges.

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

IX
Ti ho sostenuto all'infinito e fino all'inverno crudele

sono passati i tempi
e'avenida profumato ci unì come in un principio
intuiste la sfida
che l'amore ti predispone
cacciasti timori falsi attenzioni e vedermi.
ha chiesto un'isola dove nascondersi
dei suoni acuti delle sfingi.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

Davanti San Sebastiano
Soprappensiero
congiungo le mani non aduse
in un gesto antico che imparai
non senza subite prepotenze
e mi scappa una preghiera
dalla mente.
Sfiora le labbra e ci sorrido
tanto viene fuori dolcemente.
Poi un pensiero segue
quelli non ubbidiscono vengono
indifferenti anche d'altrove e
mi raggiunge in questo luogo
dove siedo da credente
non perchè lo sia
un posto quieto non c'è mai gente
e ci separo il danno dall'affanno.
Davanti al Santo cui mio padre era devoto
quello trafitto da dardi sanguinante
nessuno in casa sapeva perché quello
lo capimmo quando tornò
dalla prigionia di guerra
emaciato sfinito come Ronzinante.
bruno amore

Canzone per un viaggiatore
La vita ha un binario di sola andata
Ed a ciascuno, assegnato, è il vagone
Chi ha la valigia di pelle pregiata
Chi legata con spago, una di cartone

Chi viaggia attraverso, ridenti, pianure
Chi trova salite sempre più dure
Dove non esiste alcuna stazione
Per fare una sosta, mangiare un boccone

Chi corre ammirando paesaggi di mare
Chi da gallerie non riesce ad uscire
Con la paura che il controllore
Ritenga il biglietto, tuo, senza valore
E nell’ Officina nessun vuol costruire
Moderne vetture per poter ospitare
Molta più gente che possa viaggiare
Ammirando pianure, paesaggi di mare

Perchè i dirigenti dell’ Officina
Viaggiano comodi seduti in poltrona
Che siano molti quelli a godere
Di miti paesaggi, a loro non dona

Così si viaggia nella ferrovia
In classi diverse, per categoria
Rimane soltanto la consolazione
Che, tutti, si arriva alla stessa stazione.
Giuseppe Dabalà

Vuoto
Ho in prestito illusori letarghi d’animale
come invisibili le tane patite e noi, frasche
abbandonate all’interno di un vuoto assonnato.
Fabio Strinati  

Con una sola gamba
Pensavo di morire,
provavo un senso di disgusto della vita,
d'impotenza,
non mi sentivo più me stesso,
soffrivo a dover dipendere dagli altri,
volevo già morire,
pensavo al come e al quando
in quel lettino disteso.

Eppure il mio cervello era convinto
d'aver la gamba,
la sentiva muovere ed agire.
Il comando partiva,
ma non so poi dove finiva.

La gamba più non c'era,
toccavo il moncherino,
la ferita era ancora fresca e dolorosa,
non mi sembrava vero.

Mi sono abituato alle stampelle,
inizialmente ero disperato,
poi ha vinto la vita
e nuovamente nel cielo ho navigato,
sui pullman e sui treni son salito,
la macchina ho guidato,
anche per fare dello sport mi sono organizzato.

La mia mente era leggera
quando al bar sedevo con gli amici
al mio infortunio manco più pensavo,
finanche ci ridevo
d'aver perso del peso all'improvviso
senza aver fatto dieta,
senza alcun sacrificio.

Ogni tanto un dolore acuto m'assaliva,
una smorfia il mio volto illuminava,
ai dolori degli altri allor pensavo
che han dormito nel lettino accanto
dell'ospedale dove anch'io ho giaciuto.
Ed un lieve sorriso sul volto è rifiorito
in fondo ero ancor vivo
non volevo esser neppure compatito.

(Donnas 18.1.2017 - 18,34)
Salvatore Armando Santoro

Plat d’Ecò
tesoro non nevica più
e le strade sono meno silenti dei passati Natali
sarà che ho smesso di fumare da poco e allora cammino
io e questo pugno di diavoli col pusher speranza dietro porta
non c’è sentore di gioia ma solo aspettative
come quando un drogato sognante di morfina arriva a Paradisi più alti
e non mi corrompe la noia la città il fragile vetro di ogni negozio
solo questa ombra che non sì stacca da me perché ti cerchi
devi nascere paraculato – mi sussurra ridente una vecchia
ma ha ragione
in fondo non ti ho mai trovata solo immaginata solo sognata
in fondo ho fatto l’amore con te così tante volte da annoiarmi
per volerti viva
per volerti negli occhi
già non nevica più
mi sembra di diventare di cenere
mille cellule di me segugi senza guinzaglio per ogni strada
mentre tu tremi da qualche parte nell’etere
passero ghiotto di briciole dolci d’un amore che hai sempre sognato
oh io
oh io
io non so proprio niente
io sono solo un drogato del cazzo di te
oh io
on io
tesoro non nevica più
vorrei massaggiarti ma Whatsapp nell’eden non esiste
o probabilmente dovrei stapparti a un Inferno di spettri come Euridice
ed eccomi qui templare in mezzo ai pagani con patologie ispirate a Guerre Stellari
smarrito infelice speranzoso
tu cara dimmi solo che esisti che resisterai fin oltre l’alba
così se nevicherà

non sarò io
oh io
ma noi

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu

Corda blu
Spicchi di triangoli rovesciati
fessure blu
spazi di vento nel canale
se pur lontane
porte vicine nello spazio
sulla linea dell’occhio
che le fonde magicamente
per vedere il respiro del mare
come occhio
che raggiunge il mio spirito
per ampliarlo.
laura toffoli

Astinenza
Che voglia che ho di vivere,
dirti ancora sì
Continuare a sorridere,
perché è bello così …

Mi piaci quando mangi,
mi piaci quando bevi,
persino quando piangi
perché sai che un giorno devi
andare via di qui …
ma era bello così! …

Lascia che io ti dia
(Che fretta hai di partire? …)
un bacio… poi andrai via…
e se dovrò soffrire …
sarà bello così! …

Non creder che mi arrenda,
mi rinchiuda in me stesso …
Dai, tira quella tenda:
facciamo un po’… di sesso …
perché è bello così …
Carlo Chionne

Haiku
L'inverno invecchia
Gemme di primavera
gonfiano i rami
Salvatore Cutrupi

Poesia consigliata
-Leggi le altre-


Il sonnellino
Guardai, di tra l'ombra, già nera,
del sonno, smarrendo qualcosa
lì dentro: nell'aria non era
che un cirro di rosa.

E il cirro dal limpido azzurro
splendeva sui grigi castelli,
levando per tutto un sussurro
d'uccelli;

che sopra le tegole rosse
del tetto e su l'acque del rio
cantavano, e non che non fosse
silenzio ed oblio:

cantavano come non sanno
cantare che i sogni nel cuore,
che cantano forte e non fanno
rumore.

E io mi rivolsi nel blando
mio sonno, in un sonno di rosa,
cercando cercando cercando
quel vecchio qualcosa;

e forse lo vidi e lo presi,
guidato da un volo d'uccelli,
non so per che ignoti paesi
più belli...

che pure ravviso, e mi volgo,
più belli, a guardarli più buono...
Ma tutto mi toglie la folgore...
O subito tuono!

ch'hai fatto succedere a un'alba
piaciuta tra il sonno, passata
nel sonno, una stridula e scialba
giornata!

da "I canti di Castelvecchio"
Giovanni Pascoli

consigliata da Santi Cardella


17 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Profumo d'infanzia
Il dolce profumo
pungente dei mandarini
mi riporta nel mondo fatato
della lontana mia infanzia,
scrigno d'affetto e felicità,
custodito con amore
nel fondo del cuore.

Allora
vedevo mia madre
tritare alacre
scorze di acri limoni
per i dolci natalizi;

vedevo mio padre
la sera, con noi attorno,
buttare nel fuoco
bucce d'arancia,
e sfrigolanti faville profumate
si disperdevano brillanti
come stelline rutilanti
su nel buio del camino;

vedevo i miei fratelli
gustare fresche fette
d'arance e mandarini;

sentivo me stesso
felice, protetto
dal caldo dell'amore.

Fuori fischiava il vento
e la luna combatteva
coi nembi minacciosi.
Nessun altro rumore,
se non l'allegro crepitio
della legna che ardeva
nell'ampio focolare.
Vedevo
sentivo
e il cuore era in pace.
Nino Silenzi

Preludio
La voce arranca, arretra tardiva al tramonto

crepa e sospira,

consuma un tempo nell’ambiguo vuoto circostante,

mentre scompare il vento che lì finisce e straripa.
Fabio Strinati  

Il vecchio e il nuovo
Il vecchio e il nuovo spesso in ciel si staglia
questi due mondi si osservano in cagnesco
il vecchio tace, il nuovo in alto scaglia
il suo possente ardire banditesco.

Il vecchio resiste ha già sfidato il tempo
anche nel mare la sua forza insiste
ha sofferto l'arsura ed il maltempo
ad ogni assalto nuovo ancor resiste.

Il vecchio vive anche d'esperienza
sa che il nuovo non ce la può fare
lui non ha fretta, ha tanta pazienza,
il nuovo, il vecchio non potrà scalzare.

Basta soltanto un semplice ritocco,
rifare le finestre e qualche porta,
ha resistito al vento e allo scirocco
la sua imponenza vive e non è morta.

E' lì, sereno, ride del moderno
anche se fu abitato da un rapace,
il tempo, dei tiranni si fa scherno
ad ogni tirannia segue la pace.

(Donnas 20.1.2017 - 9,24)
Salvatore Armando Santoro

Profilo d'Italia
L'Italia ha il profilo
di un cane bastardo
che mentre rincorreva il progresso
s'è fracassato la testa contro l'Europa

Fegato il Molise
ormai spugna satura
avvelenata dall'olio esausto
di fritture di pesce

A Bruxelles
Frankenstein, in segreto
riesuma le Regioni
per renderle vive al progetto

A chi tocca il nefasto?
Mary Shelley (Angela Merkel) è impazzita
per cambiare la trama,
urla ha finito l'inchiostro
calamaio vuoto l'Italia

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Les passantes
Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu'on aime,
Pendant quelques instants secrets.
A celle qu'on connait à peine
Qu'un destin différent entraîne
Et qu'on ne retrouve jamais.

A celle qu'on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s'évanouit,
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu'on en demeure épanoui.

A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage
Font paraître court le chemin
Qu'on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu'on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré sa main.

A la fine et souple valseuse
Qui vous sembla triste et nerveuse
Par une nuit de carnaval
Qui voulu rester inconnue
Et qui n'est jamais revenue
Tournoyer dans un autre bal

A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d'un être trop différent
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D'un avenir désespérant.

Chères images aperçues
Espérances d'un jour déçues
Vous serez dans l'oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu'on se souvienne
Des épisodes du chemin.

Mais si l'on a manqué sa vie
On songe avec un peu d'envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu'on n'osa pas prendre
Aux cœurs qui doivent vous attendre
Aux yeux qu'on n'a jamais revus.

Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lèvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l'on n'a pas su retenir
Georges Brassens

Le passanti
Io dedico questa poesia
a ogni donna, quale che sia,
amata in certi segreti istanti.
A quella conosciuta appena
che un altro destino trascina
con sé e mai più non incontri.

A quella che alla finestra
un attimo compare e, lesta,
scompare poi in un istante,
ma la cui snella figurina
è così graziosa e carina
che ne rimani raggiante.

Alla compagna di viaggio
i cui occhi, intrigante paesaggio,
ti rendon più breve il cammino,
che sei forse il solo a capire
e nondimeno la lasci partire
e neppure le sfiori la mano.

All'agile e fine danzatrice
di valzer, inquieta e infelice,
che a carnevale una sera
ha voluto restare nascosta
e che non hai più rivista
a volteggiare una volta ancora.

A quelle che sono già prese
e vivon delle ore noiose
con un uomo troppo differente
ti hanno fatto, vana follia,
intravedere la malinconia
di un avvenire disperante.

Voi, care immagini scorte,
speranze di un giorno e poi morte,
vi dovremo dimenticare.
Per la poca gioia che consente
è raro che ci ritorni a mente
un episodio del nostro passare.

Ma se la vita è un fallimento
si pensa con certo rimpianto
a quelle intraviste felicità,
ai baci che non si osò dare
ai cuori pronti ad aspettare
agli occhi che mai si rivedrà.

Allora nelle sere di sgomento,
che popolano il tuo isolamento
dei fantasmi da rievocare,
rimpiangi le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che tu non sapesti fermare.
Georges Brassens      Traduzione di Nino Muzzi

Alba sotto le Apuane
Sui profili dei monti
poggia il cielo,
un puro incontro
di luce e colore.

L'alba decora
i crinali innevati
scioglie i suoi rosa
in riflessi cangianti.

Il vento già sveglio
prepara le nuvole
le pettina appena
striando l'azzurro.

Immobile il mare
guarda e sorride,
accoglie il mattino
vestendosi d’oro
Dario Menicucci

Moda passata
Passata di moda
ho letto un delicato ricordo di te
girando una foto bianca e nera retrò
sporgente il tuo viso di donna
leggo
un abbraccio stretto stretto ed un bacio
un addio che non sia la fine mio dio
morirei soffocando di sangue sparito al cuore spaurito
non è questo il tuo viso che io conosco
stai ferma e se sorridi io non lo vedo
e tu me l'hai scritto lì dietro
aspetta ch'io ritorni
a parole non dette
non so
se ti aspetterò
sciupando memoria in whisky and soda
asciugando il pianto
girerò la tua foto a retrò
enrico tartagni

Va benissimo.
Già alle tre del mattino
il mio cuore è come fermo
il respiro sospeso
la mente bloccata ed in attesa
del... niente.

Dolore, il suo nome, mi avvolge
nelle sue spire amare
e non mi lascia, non mi lascia.

Vuole me, mi violenta
ed io non riesco a cedere.
Il male è forte
mugghia e soffia come oceano
che pretenda riversarsi in povero
chiuso mare.

Dov'è salvezza? La intravedo...
tra le nebbie.
Ma sempre si allontana,
mentre tento l'approdo.

Sto consumando molte candele,
le mie candele.
Mi volto
e già molte sono spente...
Mi rivolto..., non molte...
Ne avrò ancora al sorgere del giorno?
Acquaviva

Il ricordo
Specchio immobile
di lago
riflette ogni cosa
e ne scorgi
la perfezione dei dettagli
restandogli vicino;
ma nell'allontanarsi,
al tremare
di ogni passo e
della terra,
se ne increspa
la superficie
fino a che
non resta
a fissarti
solo acqua scura
in cui nascondere
il tuo dolore
ora così diverso
dal cielo.
Gian Luca Sechi

67. C'è chi scia
C'è chi scia
con le pozzanghere sulla neve
fino all'ultima goccia
forse d'inverno breve
e i pupazzi, l'igloo
nell'entusiasmo bianco.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

VIII
Los dioses te crearon

te enseñaron
alguno se enamoró de ti
otros te envidiaron
y lanzaron pestes y terremotos.
Los dioses no olvidan
juegan, a veces, contigo hasta marearte
cambian de forma
y te seducen
en ocasiones bestialmente.
Los dioses te necesitan
para poder existir
en este universo con lunas.

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

VIII
Gli dèi ti hanno creato

ti hanno insegnato
qualcuno si s'innamorò di te
altri ti invidiaron
e lanciarono pestilenze e terremoti.
Gli dèi non dimenticano
giocano, a volte, te finché marearte
cambiano di forma
E ti conquistano
in occasioni bestiali.
Gli dèi ti hanno bisogno di
per poter esistere
in questo universo con vetri.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

Speranza
Sbatte nell'ansia di quelle pozzanghere
sparse occasionalmente
su quell'asfalto nero
e s'infrange gaia con schizzi di luce
la speranza nella città impazzita
della ragion veduta
dentro il traffico diurno delle idee.
Pesce rosso che dietro il vetro guarda
il resto di quel mondo
che ti ha messo in prigione
ne odio, ne vendetta, ne solitudine
vanagloria di guida
in contromano nei sensi vietati
della tua libertà,
come la pioggia poi
si asciuga sulla pelle della faccia
senza lasciare traccia,
se non la soddisfazione di avere
pensato di volere.
Claudio Badalotti

Tu
Dove passi lasci il segno
ora una lacrima
sul petalo di un fiore
ora il singhiozzo in un ruscello.

Ora il rumore del vento
simile ad un lamento
ora il fruscio che fan le foglie
quando si parlano.

Dove passi lasci il segno
ed il tuo profumo
si spande nell'aria.

E tutto parla di te.
Sandra Greggio

caveau sotto ferita
in un attimo di peccato tutto quello che sapevi sull’amore svanisce
diventi un peccatore consapevole dello stato inesistente del tuo bene
e sei stanco
stanco di provare a migliorarti con la forza
così cominci a drogarti di sogni per stare in piedi
nonostante il desio
di non appartenere ad alcuna regola
in un attimo di peccato tu mi strappi alla carne
con gli occhi
diventi un argano
una fionda
una pallottola cieca
assorbi dal tendine la tensione
mentre ti spingi
ti spingi crudele nella vena
e siamo distanti dai nostri veri valori
siamo due caduti senza soccorso
sopravvissuti in una giungla di nebbie
con lava ma sotto la pelle e il corpo freddo a caccia di termosifoni
in un attimo di smarrimento ho trovato l’amore
senza cartello
senza ingredienti
senza istruzioni per l’uso
vestiva da folle quel giorno a Dicembre
tu sembravi felice col sole negli occhi
e senza discutere ho capito il futuro aperto la porta
adesso va tutto bene ma sono pieno di dubbi
non ho bisogno che di fiamme e poca d’aria
tu mi uccidi
tu mi quieti in questa bolla di morte
mentre col dito tracci pericolo nel mio innocente palmo

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu


16 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Profumo d’infanzia
Profumo d’infanzia che aleggi nel mio cuore
come l’aria pura sui monti del Zoldano.,
e tingi di rosa i miei ricordi
come la primavera, colora, i rami dei ciliegi
sulle colline di Monfumo.

Sei il profumo del pane appena sfornato,
caldo e fragrante, in quel casolare di campagna
dove c’eravamo rifugiati durante la guerra.
Sei il profumo dei panni lavati in riva al Sile,
su tavole di legno,dalle lavandaie che cantavano,
e sorridevano ai barcari,
che sfilavano, ritti, sulla tolda di silenziosi barconi.
Sei l’odore, aspro, dell’erba dopo il temporale
e del fango sulle rive dei fossi,
che correvano lungo i campi coltivati,
dove a notte cantavano i rospi le loro serenate.
Sei l’odore del grano nei campi assolati,
di quei torridi meriggi d’estate
quando il tempo restava sospeso,
incatenato ai raggi del sole,
mentre il silenzio riposava nel torpore,
e si ridestava al suono delle campane
che chiamavano al vespro.
Sei l’odore delle cantine in penombra,
della frescura che vigilava sul riposo del vino,
addormentato nelle botti di rovere.
E del profumo dell’uva pigiata nei tini,
che troneggiavano sull’aia, quando settembre dipingeva
i boschetti di betulle, e i platani del viale della chiesa.
Sei il profumo delle notti stellate, di gelidi inverni,
quando, dalle stalle fumanti, uscivamo rabbrividendo
nel buio della notte e guardavamo, incantati,
firmamenti colmi di lune e di stelle.
Poi, l’odore delle braci infuocate, sotto le coperte,
per riscaldare le lenzuola gelide,
e il profumo e l’odore del corpo di mia madre
che mi teneva stretto al suo petto,
stretto, da sentire battere il suo cuore.
Come batte, forte, questo mio fragile cuore,
che il pensiero di te, teneramente profuma.
Giuseppe Dabalà

VII
De los dioses simplemente somos

un resto de nostalgia.

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

VII
Degli dèi semplicemente siamo

un resto di nostalgia.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

"Il nostro vero amore"
E vorrei amarti qui
sotto la luna confusa
come tra nuvole e cielo.
Vorrei stringerti a me
tra salici e pioppi
come muschio e terra.
Essere fango e guazza
filo d'erba e farfalla
come lepri d'autunno.
Il nostro amore, però
è lettera già scritta
abbandonata alle correnti
relegata in fondo di bottiglia.
I flutti, il vento, il sole
il destino, il tempo, lo spazio
tutto ci separa e soffoca
nel grigio silenzio.
Il nostro vero amore
- giocoso e fecondo -
fiore solitario
d'uno scuro selciato
è nel coraggio d'una libertà
che chiamano follia.

13.03.2017
Ben Tartamo

Tracce
Cosa troviamo in questo nostro mondo
dove convive tanta gente strana?
La strada è lunga ma si ricongiunge
ritorni sempre nella stessa tana.

Prendi l'aereo e fai un lungo volo
in circolo tu giri inutilmente
è vero, trovi a volte terre nuove
cambia anche il colore della gente.

Vedi sorrisi e pianti e drammi antichi,
in fondo cambia la pentola che bolle
ma il riso poi alla fine si coltiva
in mezzo all'acqua e tra le stesse zolle.

Pensi d'esser diverso, ti stupisci
del modo altrui nel fare e nel pensare,
ma in fondo se le usanze sono tante
con loro ti devi sempre confrontare.

Con te non porti né libro o mattone
il vero è custodito nel tuo cuore
solo l'amore si può conservare
e non puoi dire d'essere il migliore.

(Donnas 12.1.2017 - 6,10)
Salvatore Armando Santoro

Lavoro
C'è chi gioca a nascondino
e mai nessuno lo trova
-chi costretto coniglio
sotto aureole del falco affamato
-chi di vetro,per ricordarsi d'esistere
si scrive il nome col dito sull'alito
raffreddato dal cuore

Lavoro
-per chi cottimo eterno
pagato dal silenzio assordante
-per chi sinonimo d'ozio
protetto da Santi
-per chi miraggio
in conflitto coi sogni

-Una fune tirata da denti cariati
-un orologio corrotto,passato a più polsi
-due tasche a orecchie di cane
-tre simboli,
-tre indifferenze promiscue indistinte
per
chi in cielo
chi in terra
chi invisibile al limbo

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Will there really be a "morning"?
Is there such a thing as "Day"?
Could I see it from the mountains
If I were as tall as they?

Has it feet like Water lilies?
Has it feathers like a Bird?
Is it brought from famous countries
Of which I have never heard?

Oh some Scholar! Oh some Sailor!
Oh some Wise Man from the skies!
Please to tell a little Pilgrim
Where the place called "morning" lies!


The Daisy follows soft the Sun -
And when his golden walk is done -
Sits shyly at his feet -
He - waking - finds the flower there -
Wherefore - Marauder - art thou here?
Because, Sir, love is sweet!

We are the Flower - Thou the Sun!
Forgive us, if as days decline -
We nearer steal to Thee!
Enamored of the parting West -
The peace - the flight - the amethyst -
Night's possibility!
Emily Dickinson

Ci sarà davvero un "mattino"?
C'è qualcosa di simile al "giorno"?
Potrei vederlo da sopra le montagne
se io fossi alta come loro?

Ha i piedi come gigli d'acqua?
Ha le penne come un uccello?
È giunto da Paesi rinomati
dei quali non ho mai udito il nome?

Oh, qualche studioso! Oh, qualche marinaio!
Oh, qualche saggio venuto dai cieli!
Prego narrate a un piccolo pellegrino
dov'è il posto chiamato "mattino"!


La margherita segue il sole delicata -
E quando cessa la sua corsa dorata -
Resta ai suoi piedi docile -
Lui - svegliandosi - trova il fiore là -
Perché mai - Vagabonda - siedi qua?
Perché Signore, l'amore è dolce!

Io sono un fiore - tu sei il sole!
Perdonami se col giorno che muore -
Io mi avvicino a te furtivamente!
Innamorata dell'occaso morente -
Della pace - del volo - dell'ametista -
Della possibilità della notte!
Emily Dickinson  Traduzione di Nino Muzzi

Si pianti le cucuzze…!...
Si nell'orto ce pianti le cucuzze,
cucuzze! poi, riccòji.
Si ce volevi tirà fòri er vino,
dovevi d'allongà belli filari!

Poi - dice - "contadini, menti aguzze"…
Le vòrte - sì! - ce còji
a ddì così…Ma guarda qua er casino
pe avé piantato…piante de somari!

Nfra cui c'è quela mèjo, e 'n po' più bbèlla,
che uno s'aspettava chisàche…
Ma nemmànco co li raggi der sole,
se svéja…Dorme!...E come 'na fanella
sta giocànno a "li perché"…
Perché sta llì…si manco sa che vòle?!...

E quànno, poi, è tutt'er cuccuzzaro
ch'er contadino vò,
'n se rènne conto quanto pò èsse caro
a avécce zucche e basta…Ché àrtro 'n pò…!...
Armando Bettozzi

66. Con le ali
Dei diversamente abili
si può vedere la differenza,
giudizio labile
per forme d'intelligenza
e sempre più ricchezza
per cuori con le ali.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

In treno
Ti vedo con la testa
appoggiata al finestrino
del treno in corsa
con lo sguardo
di una giovane
che sogna nel buio
mentre il lume
riflette nel vetro
il volto pensieroso
di una donna matura.
Vorrei spegnere la luce
e baciarti
ma la stazione è vicina
e tu ti sei già alzata.
Enrico Galavotti

Inermi le mie mani
rimangono.
Insensibili i miei occhi
restano.
Freddo il mio cuore
è.
Applausi,lacrime,
commozione, non
meritano.
Solo compassione, rabbia,delusione
per questa nostra
irresponsabile sudditanza.
Stefano Ripamonti

Un cuore
Un cuore crepato
che ancora non crepa
non si rassegna, prega.
Ci danzano sopra
con scarpe chiodate
ma questo cuore spera
e batte le sue aritmie innamorate!
Maria Attanasio

Crescere..
Armonia di parole
è poesia
poesia è
musica per l’anima …
anche in poesia
come nella vita….
si cresce ogni giorno
secondo dopo secondo
si amplia la nostra coscienza
fino allo scadere della clessidra,
ogni parola dell’altro è crescita
stolto è colui…
che non ascolta gli altri
che non vede gli altri come maestri
così…non crescerà mai
mai evolverà
la sua vita sarà vana… se non sarà umile
umiltà è farsi piccoli
sempre….
allora si capirà la grandezza….dell’altro
si capirà il valore della vita.
laura toffoli

Luna , la tua luce zuma sul mare
a Dio ci conduce

Luna , ti chiedo stupita
cosa vedi da lassù
forse una strada in salita
una curva che nasconde l’arrivo
una donna sola con le sue lacrime sorde
un uomo ancora immerso nell’odio più antico?

E tu mi rispondi , stupita
la luce che filtra dai lumi
torbidi della tua città
nascondono la verità
quel ribollio della terra
mi soffoca e ogni suono
che mi arriva è un impreco

Luna , e se ti dicessi
che alcuni di quei suoni sono umani
suoni di fatica , di disperazione
che logora l’attesa
su quella zattera che non approda
per le tempeste di morte ed emozioni

che l’amore fa fatica ad attecchire
nei cuori dei giovani
confusi tra miriadi di spettri
avvolti da fumi e follia
e da chi vuole tenere
al guinzaglio il mondo

Se tu potessi parlare, luna
ogni sera con le stelle ad una ad una
diventeresti la voce della mia città
che più non parla e si lascia andare
nel lento gioco di ombre e veleno .
Luna ,mentre la tua luce zuma sul mare
leva l’onda e spingi la zattera all’approdo
là dove la terra si unisce al cielo
Antonia Scaligine

Il pilota e la farfalla
diventiamo bellissimi disegnando stelle per un universo buio
buttiamo dei respiri nel motore di un aereo per la pesca a strascico di nuvole
con cui nella cabina di pilotaggio inventeremo macchine per fiocchi di neve
inibite fino in prossimità del Natale quando il cielo pioverà diamanti
e noi vestiremo pigiamini con draghi in prossimità di un fuoco baldo nel camino
faremo finta di essere piloti o pionieri di una causa
ci abbracceremo ma solo attraverso delle radici negli occhi
in fiamme e alle fiamme diretti
per la legge che nulla di ciò che arde
veramente muore
legheremo le nostre speranze a un crack di sogni
saremo bambini per sempre e oltre la morte
piloteremo emozioni astronavi per mondi alieni
rigenerandoci con piccoli abbracci di cui timidi ne nasconderemo la forza

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu


15 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Polvere di stella
che voli
sul dolce

voce vanigliata

quando t’ascolto
assaggio
il tuo sapore ingenuo
Aurelia Tieghi

Il cuore
(tu lo sai)
contiene un bene
che non si riesce a dire
a fare
a benedire maledire
si può solo
lasciarlo andare.
Maria Attanasio

VI
Tú eres aquello

que los griegos, egipcios y sumerios
alababan,
matriz, origen, el principio de la nada.

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

VI
Tu sei ciò

che i greci, egiziani e sumeri
vantavano,
matriz, origine, il principio del nulla.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

Un altro inutile giorno
La strada scivola sui campi,
orla le colline
poi
scompare nella luce.

L'auto
fruscia nel vento
aprendo a ogni svolta
irraggiungibili orizzonti.

Attraverso paesi sparsi
di orti antichi
e case di pietra
usate dal tempo

città anonime
di marciapiedi affollati
di vie imbronciate
uguali e profonde.

Ritorno sul piano
quando il sole si immerge
toccando le spiagge
a ridosso del mare.

Mi soffermo a guardare
tra le nuvole viola
i rosa e gli arancio
attenuarsi nel cielo.

Finalmente raggiungo
la mia casa di ombre
quando il giorno è finito
e il sole si è spento.

Sul portone mi volto
verso il viale ormai nero
a cercare un'impronta
dentro l'ultima luce.

Ma non resta una traccia
né una tenue memoria
di un altro inutile giorno
di questa vita gettata
Dario Menicucci

Le due serpi
In un giardino ove la primavera rinverdiva
Il rinato orto e lancerte fuggitive trovavan riparo sotto sassi o cavi alberi tra i cespugli odorosi mi si pararon a fermare il passo due serpi minacciose e orrende
Che l occhio non sopportava tal turpitudine
Strisciando e sibilando avanzavano con loro grottesco incedere
Qual orror nel mirare che quelle bestie avean sprazzo umano
Un avrebbe generato per sua natura identica creatura l altra il ventre per contatto si sarebbe incinsa dell mala creanza
Fui più volte tentato di lasciar quello strazio
Fuori matura e oltraggio
ma con mano ferma presi
Un legno con furore difesi il mio
Calcagno dal veleno maledetto
E sudicio sguardo
Madre Gea a te vengo supplice e basso
Caccia via allontanale dal mio cor
Dal sentiero si che e solo un guasto parto
Di due si fece tre per poi una sola venne
Con Gradasso
Ma io che non ero lasso Brandi il legno
E ne Fracassi il cranio
Sì che cadde senza vita
Fece del suo sangue lago
Ritornai più leggero e senz 'affanno
Sulla strada del sol nascente
Beato tra il mar e le stelle
Corrado cioci

Il sorriso d'un bimbo
m'inchioda l'anima
di cielo.
E nei suoi occhi
mi scaldo di sole
perdendomi di mare.

14.03.2017
Ben Tartamo

Gatti e volpi
L'amaro cammino oltre la dolce vita.

Un marciapiede di fiori e strass e lontano
una foresta di rabbia e patimenti.

Spazi superflui, necessità non necessarie,
dolori curati con innocue aspirine.

Buchi scavati con le dita, putride ferite
sanguinolente e dignità non in vendita.

Nessuna bilancia perché non serve pesare:
aprire gli occhi, ascoltare le grida aldilà
del confine.

Nulla e nessuno è così distante se cancelliamo
il finto paese dei balocchi e riportiamo nei
libri i gatti e le volpi.
Gabriele Marcon

Chemp: dove le nuvole accarezzano la montagna
Cristo si è costruito un suo rifugio
là, nella Valle, dove il Lys
ad abbracciar la Dora corre
tra pietre antiche e boschi abbandonati
tra lecci e vecchi tronchi di castagni
tra il sereno frusciar di morte foglie,
Lui, tra i sentieri il primo sole coglie.

Ed i capelli gli accarezza il vento
e le nuvole bianche del mattino,
lo sveglia un nuovo canto d'usignuoli,
il mormorio del bosco,
un frusciare d'acque fresche,
il gocciolio lento e riposante
nelle vasche che il tempo un dì ha scavato
che pecore bianche e mucche han dissetato.

Sorride, il Cristo, ed il Creato guarda:
Lui sa quanta fatica quel pianoro assolato ha procurato,
quanto sudore,
quante pietre ammucchiate,
quanti sentieri lastricati,
e terra nuova a ricolmar le conche
dove una vite il suo liquore ha dato,
dove un muggito un tempo ha regalato
una preghiera fatta d'acqua fresca,
di tazze colme di latte con castagne,
d'erba falciata e poi seccata al sole,
al vento con pazienza rivoltata,
per secoli a spalla trasportata.

E' il suo paradiso:
Lui l'ha chiamato Chemp!
Da lassù guarda il suo mondo,
tanto vicino eppur tanto lontano e sempre in guerra,
un paradiso dove ancor sopravvive un po' di pace
e un bosco di castagni,
un ruscello che ancor sprizza acqua pura.
Un'oasi serena, dov'è tornato il canto degli uccelli
ad allietar le notti con la luna,
che scivola su un cielo pieno di stelle brillarelle
a ricamare il giorno nuovo che sorge
tra gli alberi che danno ancora le castagne,
con le nuvole bianche
che accarezzano all'alba le montagne.

(Al mio amico Angelo Bettoni che mi ha fatto scoprire il paradiso)

(Donnas 11.3.2017 - 8,34)
Salvatore Armando Santoro

Decadenza indotta
La gente ride a comando
a ogni dente la promessa
di un numero in banca
poi piange per l'audience
e in zona franca
ebete ai miraggi
e maquillage alle mimiche
a specchiarsi nel dorso d'occhi
vaganti agli intrusi

E' l'era dei selfie
che non interessano a nessuno
tranne a se stessi
e a elogi di tornaconto

I maiali tra fauci e religioni
tra giardini e pozzanghere,
selezionati,manipolati
coi nervi di lana
magri non hanno più lardo
e le setole inviso ai pennelli
invece gli umani sempre più grassi
avidi divorano esche
ai centri commerciali

Oggi contano tutti
affinchè consumatori
poi consumati malati
la sanità li rifiuta
e li passa lucro alle esequie

La poesia non va più di moda
è passepartout di ladri
all'anima tetra,
cassaforte d'appropri stimati

Ormai le stelle Caveau di maschere
rifiutate da facce

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

There came a Wind like a Bugle -
It quivered through the Grass
And a Green Chill upon the Heat
So ominous did pass
We barred the Windows and the Doors
As from an Emerald Ghost -
The Doom's electric Moccasin
That very instant passed -
On a strange Mob of panting Trees
And Fences fled away
And Rivers where the Houses ran
Those looked that lived - that Day -
The Bell within the steeple wild
The flying tidings told -
How much can come
And much can go,
And yet abide the World!
Emily Dickinson

Giunse là un vento come suon di tromba -
tremò fra l'erba
e sopra la calura un verde gelo
strisciò così funesto
che sbarrammo le finestre e le porte
come dinanzi a uno spettro di smeraldo -
L'elettrico crotalo del Giudizio
che via guizzava velocissimo -
sopra un pauroso groviglio di alberi affannati
e steccati divelti
e fiumi che trascinavano le case
corse l'occhio di chi visse - quel giorno-
La campana di dentro al campanile
pazza annunciava un turbinio di notizie -
quanto può giungere
e quanto può passare,
e il mondo sempre resiste!
Emily Dickinson  Traduzione di Nino Muzzi

65. Crescere
Consumismo vorace
come un buco nero
che divora risorse
col bottino da sfruttare,
sembrano necessari
infiniti artifici
con accenni di ripresa,
eppure sul clima
c'è qualche firma
e molti ammirano
l'amorevole madre
che ci attende crescere.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

Who the fuck is Alice
l’aria è sottile fino ai polmoni
masticata diventa carbone ed io un uccello con piume e branchie
quando le apnee di sole richiedono muta per il nuoto al buio
sempre che il blu non pesi di stelle sui miei sogni
dimmi perché dovrei essere diverso da quello che sono
navigatore dittatore genio superbo pazzo e insonne
dimmi perché vorresti dare un metro all’uomo
nessuno è immune ai propri atti
in fuga smarrito qualunque città a coda di drago una gabbia
chiatte a forma di nubi sopra le acque Tamigi

l’aria è sottile quasi una lama
io ladro di nuvole una tomba di pietra la porta di Keats già batte il vento
nevica con creature in pozioni di panna nel caffè Starbucks resiste
è ufficiale! siamo tutti remoti tutti un download sul generis dei fantasmi
Londra è un server di flashback dall’inossidabile dentatura
pakistan cab s’infiltra nel traffico fermo al semaforo canta “Who the fuck is Alice”
e allora appoggio la testa alla prima vetrina con chineese butter cakes
sognando
in un piccolo perimetro della mia anima canto – Re di tutti i ladri di sorrisi

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu

Petali
Un prato di margherite
bianche e gialle
accanto ai miei passi,
pieni d'azzurro,
in questi giorni di marzo
colorati di sole

a lato del sentiero
un'altra margherita
rosso arancione,
forse più vecchia
o forse nata ieri,
le mie dita si allungano
per staccarla dall'erba,
per contare i petali
del m'ama o non m'ama

ma all'improvviso
la mano già tesa
si ferma e poi si blocca,
non si può -lei pensa-
strappare alla terra
un fiore di primavera
per un gioco d'amore.
Salvatore Cutrupi

Dedicato a due nonne
Quelle due donne
dal carattere forte e sapiente
da trascinare i cuori
loro affidati
nei passi del loro tempo presente,
son lì che mi guardano
dalla foto gialla e nera
e il loro viso che un po' è nel mio
è ora fissato in un foglio ricordo:
i loro sorrisi e i loro perché
dai loro sguardi li vedo
in una porzione di spazio
il sereno che tendeva al temporale
era per loro, normale cammino di vita,
ma insegnarono ad amarla la vita
ed io che son nata
quando tutto era sistemato alla meglio
vedo il loro lavoro
nel progetto del mio animo,
ringrazio i loro sorrisi e i loro perché
dentro di me ci sono loro due,
quelle due nonne
che erano al tempo che fu
bambine, donne e mamme…
un bacio volgo a loro
sul loro bellissimo volto…
mentre una calda lacrima riga il mio.
laura toffoli

Il cielo senza nuvole
Il cielo senza nuvole,
il sole caldo d’ una primavera
accelerata, e sul tavolo
una cartina bianca,
ed un pensiero
che si stava componendo:
“Di attimi che non volevo
lasciare, di attimi
che dovevo annotare,
di attimi che infine scrissi
col carbone d’ un cerino,
per non perderli
in spirali di fumo e di catrame”.
Antonio Scalas

L’eternità infinita.
Che m'importa il sapere del prima se la fine
è il principio del poi che mi è del tutto ignoto.
Se poi il poi è l'infinito, allora sono nato
utilmente, per aver ottenuto del tutto
quello che mi mancava,
il perché del perché, sia nel più sia nel meno,
senza contraddizione
che non sembra e mi pare d'esser vero nel nulla.
L'esser vero del nulla,
la libertà del tutto,
e allor,” chi sa se il vivere un morire non sia
ed il morire, un vivere
”. (*) Nella morte la vita,
l'eternità infinita.

(*)Euripide 486 - 406 a.c.
Claudio Badalotti

L’autunno
Solo un ricordo rimane della torrida estate,
cade incessante la pioggia…
I colori si confondono,
caldi nelle venature delle foglie
che caduche evocano silenzi.
Cala piano sulla terra un velo di nebbia
che rattrista i cuori fino al sorgere del sole.
Anche il vento infreddolito si fa spazio
fra le foglie ingiallite portando via i caldi ricordi estivi.
Davanti al caminetto acceso sfoglio l' album di vecchie foto di dieci estati fa
Mentre fuori il ticchettio sui vetri di una fitta pioggerella rompe il silenzio della stanza.
Ed è così che assieme alle foglie e ai ricordi sbiaditi,
se ne va via volteggiando leggera,
quella parte di me che è ancor primavera
Il soffio del vento inerme da sospiro al mio cuor solitario
che aleggia tra i dolci desideri che l’ autunno da...
Il vento delicato, sobrio e maestoso ,
a calar del sole riaffiora la mia infanzia ,
s’affaccia la giovinezza ,
lasciandomi il ricordo sublime e
l'autunno si spoglia dei rami .
Raccolgo come fiori le foglie accese di sole
sbiadito nell'intenso incendio del nuovo paesaggio.

Autori 1Carmine De Masi-2Rossella Patti-3-Rosaria Brita-4-Andreina Cifelli- 5 Filomena Buccione-6-Antonella Coduti-7 Martina Andrea Ottogalli-8Loredana Picciuto-8Giuseppina Castello- 9 Lucia Nappa.


14 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Ogni persona è buona, ma vivendo può dimenticarselo.
Simone Magli

64. Così come sei
Così come sei
naturalmente donna
sensibile creazione
e noi pieni d'emozione,
per sempre impressa
nella mia poesia
solo per te
sempre con te
ritornare ai giorni
dove sbocciarono i sogni
con semplici parole
cosparse d'amore.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

La felicità
Accoglila imprevista com’ è
potrebbe avere vita da farfalla,
osservala mutare,
coltivala, poi moltiplicala ,
distribuiscila come i pani e i pesci,
sorseggiala fresca,
fanne fortezza per quel poco
o tanto che durerà
la felicità.
Maria Attanasio

V
Eres una mañana de primavera

que se aferra al invierno helado

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

V
Tu sei una mattina di primavera

che si attiene all' inverno gelato.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

L’ultimo desiderio
Accoccolarmi
tra le soffici braccia
di queste nuvole
cariche di primavera
e di malinconia.

Disperdere il dolore
di questi giorni
amari e interminabili
nei turbinii di vento
o nel calmo fruscio della pioggia.

Perdermi
negli avvolgenti profumi
antichi di casa,
nel vocio buono
di queste mura di carezze.

Desidero
un gentile silenzio
per abbandonarmi
nel brusio dolcissimo dei cuori
di chi ancora sa darmi amore
Dario Menicucci

Figlia di chi

dell’albero genealogico?

rami materni
fogliami interni
rami paterni
scorzarossa o
sangueblu?
sangueamaro o
sanguedolce?

dolceamaro?

figlia dell’occasione
figlia di un re minore
figlia di nessuno o
figlia del mondo?

figlia del cielo o
figlia del mare?

figlia dei fiori
figlia delle stelle
figlia dei dolori
figlia del bene o
figlia del male?

Figlia della vita…
Aurelia Tieghi

L'aria di primavera
Mentre l'oriente s'accende di luce
dapprima lieve, poi più deciso
risuona il canto di un cuculo.

Un esile croco solleva il suo capino
a carpire i primi raggi di sole
e nella roggia, fra l'acqua che gorgoglia,
canta una rana il suo inno alla vita.

L'aria ancora ferma or si muove
spira una dolce brezza
che appena smuove le foglie della siepe.

Un profumo di vita s'espande nel mondo
risveglia menti assonnate
fa rivivere ricordi di gioventù
a chi da tempo non l'ha più.

Mi lascio cullare come un bimbo
apro le braccia, chiudo gli occhi
e felice mi affido all'aria di primavera.

Da Sensazioni ed emozioni
Renzo Montagnoli

Haiku
Dolce pianura -
Vita di primavera
caleidoscopio
Claudio Badalotti

Vecchio piano
Un vecchio piano coverto di polvere
Giaceva in una soffitta ormai mangiato
Dal tempo e da fil di setose ragnatele.
I suoi tasti muti le sue corde rigide
Sembrava morir di lenta agonia.
Ma orsu destati dal tuo torpore
Ove sono gli anni ruggenti dells tua gloria?
Quante note avrai vibrato
Tra tormento ed estasi
Quanti a quel piano pieni di passione
Con te creavano ,e soffrivano!
Quante notti al piano sotto tenue luce
Tra mille pensieri il pianista con te
Sfiorava l altissime del sublime
Malinconiche o vispe
D amore o di pianto
Sempre quelle nenie toccavano il cor
Nelle uggiose giornate d ottobre
Quando la pioggia cade lenta e pigra
Al ticchettio sui vetri alternavan
Musiche ,sentimenti !
Una fanciulla col condor della sua vita
Canticchiava quei motivetti che dal
Basso saliva !
Rammenti? I concerti il clamor del plauso che sale ,sale a voi rendeva omaggio
Ed era come un tuono che squarciava il silenzio dopo ogni canto .
Veloci volavan le dita sugli avorei tasti
Un turbinio di note ed emozioni che nascevano come acqua per dilagare nei torrenti dell anima !
Ora tutto tace .
Ove sei pianista compagno ,
Dell eburneo strumento
Attore e regista di tanto godimento ?
L 'uomo crea il tempo serba
Come piccoli frammenti siamo in questo
Mondo sovente lasciamo il segno
Un eco di ciò che fummo!
La cantina impietosa macera il legno
Il ventre che tonava tutte le sere
Ora rifugio di un topolino
Le corde rugginose son vene senza più
Sangue !
E tu pianista sei stato un sasso
Che ha increspato lo stagno della vita
Ma già l onde sono tornate alla riva
In un attimo e il velo torna cheto! Leggeri come i fori di pesco in primavera siam corpuscoli al mite vento.
Tutto è muto dormi tra la malinconia del passato ed un presente che ti ha dimenticato tutto diventa ombra
E vano
Corrado cioci

In Toscana le chiamano budelli
Sembra che dentro me ci sia un magnete
che attiri le donnette più leggiadre
mi dicono che io abbia gli occhi buoni
ma non mi fregan certo gli imbroglioni.

Infatti, fino ad oggi il mio pescato
è stato scarso ed anche un po' scadente
nessuna ancor però m'ha dato scacco
neppure m'ha infilato dentro un sacco.

M'abbordano parlando di passione
ci infilano la santa trinità
condiscono con finto sentimento
ma io so bene come soffia il vento.

Sto in guardia e sono sempre diffidente
se s'accorgono poi che il limone
qualcun altro l'ha spremuto avanti,
allora dio insieme coi suoi santi

dal cielo li trasportan sulla terra
s'arrabbiano senza dirmi la ragione
ripetono che io tardo a capire
ma sordo non lo sono e so sentire.

Inventano allor tante storielle,
non sanno come fare per sganciarsi
mi dicono: “Sei poco diplomatico”,
ma vengo dal liceo e son matematico.

Che posso farci? Mica è colpa mia!
Donne vi son che san scalare i vetri,
in Toscana le chiamano budelli,
donnette che stan bene nei bordelli.

(Donnas 8.3.2017 - 23,43)
Salvatore Armando Santoro

Bramosie
Voli elettrizzati
occhi lucidi magnetici
ali a croci sovrapposte
e orizzontali sui rami
pieni di brufoli
pronti a esplodere

Passi molleggiati
peli, chiodi scaccia chiodi
nonchalance a giri di boa
morsi e dinieghi recalcitranti
concessioni e rifiuti
appagamenti e stupori
la bramosia ha un solo scopo
i posteri

L'erba si riprende la terra
i semi sono trappole e regali
vinti e persi nel posto sbagliato
da chi l'ha nascosti o svelati

C'è un pittore trasparente
con gli anni inseguiti dallo zero
senza volto dipinge
con mille colori
dalla parte giusta del sole
tornato dalle ferie

Echi di canti nelle valli
vengono da millenni
a portare gioie e speranze
a dire che il tramonto
è solo altra sponda di rinascita

Da: Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
Michael Santhers

Ebbene sì “ la vita è come un quadro”
In tanti modi
è stata paragonata la vita
ad una bicicletta
ad una fotografia
ebbene sì
anche ad un quadro
Il pennello del mio tempo
fissa i colori , ombre e luci
su uno sfondo di vetri colorati
dai riflessi azzurro/verdi
o su muro tra ombre bianco /nero
Io sono l’autrice
a volte non so cosa dipingere
ogni immagine se pur copiata
da un’altra prende vita e vita dà
Commetto alcuni errori
quando intingo troppo
il pennello nel colore
o nella sabbia della mia terra
che del quadro è la mia impronta .
Dipingo come mi pare
chiaramente
mai liberamente
so quando inizio
ma non quando finirò
mi illudo e lascio qualche firma
senza alcun valore
intanto aspetto
la firma del Gran Pittore
Antonia Scaligine

Brex song
portami
portami lontano da questo disastro
portami via alla tristezza
al vuoto
alle paure delle lacrime
stringimi con forza d’orso al tuo cuore
senza mai lasciarmi
dimmi senza mai puntare il dito
che mi ami
dimmi che quando sbaglio sono ugualmente perfetta
e se
se a volte tu possa arrivare a staccarti
tu cerca di guarire i nostri opposti che si attraggono
nonostante distanze
Natale non è fatto solo di doni
accendimi stella se afflitto da male
usa la luce che in me mai congela
per cercare col me ossigeno di uscire dal buio
e se smarriti totalmente i tuoi valori
aprimi una strada nel tuo torace nelle arterie
condivideremo il dolore stringendoci semplicemente l’uno all’altra

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu


13 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

C'è un fiore che profuma d'infanzia, l'amore.
La sera quando si apriva la porta
quei passi incerti e sotto le coperte
io un desiderio, sparire con forza.

La puzza del vino nella stanza
le parole, farfugliate nel buio,
sollevato in una macabra danza.

Il sangue impastato con la saliva,
le ossa che cedevano sotto i colpi,
non una parola mentre colpiva …

Un solo pensiero, ora smette,
in un angolo muto il pubblico,
e lei che gli offre le sigarette.

Dio a te ha chiesto perdono,
quando ha smesso di colpire
e nella testa avevo il tuono.

L'opera andava terminata,
gli strappavi le sigarette
per vederla insanguinata.

Come uno straccio saltava,
stesa per terra, presa a calci,
piangendo e urlando pregava.

Fermati! Così ci ammazzi!
Io attaccato a lei e, tu colpivi
mentre noi fuggivamo scalzi.

Il buon profumo della signora
nascosti al riparo della bestia,
lei si chiama forse Eleonora.

Ho pregato tanto che guarissi
mentre mi rubavi l'infanzia,
ma nella mente avevi l'eclissi.

Ho pregato ma non ho pianto
mentre eri inerme nella cassa
e nel cuore avevo un rimpianto.

Che cosa racconterò ai miei figli?
Come sarà il profumo dell'infanzia?
Li terrò con cura come teneri gigli.

Sono diventato padre due volte
e ho curato il giardino e i fiori,
le mie storie le ho tenute sepolte.

Ho pregato e Dio mi ha ascoltato,
intorno a me c'è profumo d'infanzia,
quello che mi era stato negato.
Maurizio Mazzotti

Stierkampf
Das ungleiche Spiel ist zu Ende.

Es wird nach den genauesten Regeln
unter dem Beifall der Kenner
öffentlich
und doch staunend
und allein mit dem Tod gestorben.

Goldener Sand wird sofort über Blut und Leiden
gedeckt. Die Musik spielt einen Marsch und das
dunkle Gespann mit den wehenden Fähnchen
öffnet endlich, zu spät,
einen Weg aus dem quälenden Rund der Arena.

Mauerringe von Mädchen
in weißen Kleidern
sehen dem Tod
lüstern mit zu und träumen sich,
Sonnenblumenkerne im Mund,
in die Arme des Töters.
Hilde Domin

Corrida
L'impari gara è finita.

È morto secondo regole precise
fra gli applausi degli esperti
pubblicamente
e tuttavia sorprendente
e solo con la morte.

Sabbia dorata vien subito gettata
a coprire il sangue e la sofferenza.
La musica suona una marcia
e la coppia di cavalli scuri
con le bandierine svolazzanti
apre, finalmente, troppo tardi,
un varco fuori dal cerchio di dolore
dell'arena.

Tribune colme di ragazze
in abiti bianchi
seguono con sguardi sensuali
la morte e sognano se stesse,
coi semi di girasole in bocca,
fra le braccia dell'uccisore.
Hilde Domin  Traduzione: Nino Muzzi

63. Giorno della memoria
Dal silenzio sugli armeni
al grido degli ebrei
sul percorso della guerra
le anime si persero,
industrializzando la morte
con la promessa dell'oblio
ci è toccata in sorte
l'orrenda storia
d'inventare genocidio
ed è il giorno della memoria.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

L’amore è un pericolo
È ritrovarsi sospesi in volo
Tuffarsi dentro un cuore nero
Perdersi di giorno
Buttarsi nel fuoco
Lasciare figli in giro
Sprecare un’intera biro
A scrivere d' amore.

2016
Maria Attanasio

IV
Hay secretos que guardamos tanto

que los ocultamos hasta de nosotros mismos

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

IV
Vi sono segreti che osserviamo sia

che li nascondiamo fino a noi stessi.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

"Bambine"
Sono bambine
lasciale stare
così carine
che posson fare?
Sì, son armonie
non fan rumore
sono sinfonie
per ogni cuore.
Se fanno chiasso
è per giocare
ed a ogni passo
devon cantare.
Son birichine
e un po' leggiadre
tanto piccine
di dolce Madre.
Cantano amore
chiedon rispetto
son Fede e Onore
rabbia e dispetto.
Se piangono Eroi
non chiedon morte
son ciò che vuoi
in ogni sorte.
Patria e Bellezza
follia o Virtù
son Giovinezza
del tempo che fu.
Stan tra le rime
tra cielo e mare
son come fiume
da navigare.
Farle tacere?
Farmi morire
vuoi vedere!
Perché zittire
il mio cuore?
Imbavagliare
questo rumore
come tagliare
alberi ed ali.
Spegnere il Bene
lasciando i mali
senza catene.
Sono bambine
non fanno male
son malandrine
piuma speciale
nere d'inchiostro
bianche di neve.
No, nessun mostro
ma mano lieve
dolci carezze
e bei sorrisi.
Sono certezze
e paradisi
son Felicità
giocoso suono.
Sono Libertà
Pace e perdono.

12.03.17 h 16:15
Ben Tartamo

Un fatto , una poesia
Da programmi TV, 7 marzo 2017:

…davanti a Montecitorio: dalle martoriate Marche, i terremotati con le loro pecore, senza più casa…senza più ovile…porcile…stalle varie…Desolazione, disperazione, fame, paura, delusione e umiliazione da parte dello…stato…Quale?!..bèèèèè-bèèèèèèhhhhhhh…..!!!!
E poi, però: "Allarme!...La destra cattiva avanza…co la "demagoggìa e 'r "populismo"…"…Ma de che…!


Puro le pecore…!
Puro le pecore…! a Montecitorio…
Appress'a queli pòri disgrazziàti
strafottùti!...Com'è da repertorio
de burògrati sonno…o…assatanati.

E politichi anche peggio…E ar mortorio
de 'no stato de ignòbbili sbandati
pe cui c'è un caso solo obbrigatòrio
da risòrve: li ròmme e…l'importati.

Àrtro che pecore…! Un gregge de lama!...
E ffàcceli passà 'mmèzzo a du' file…
E de la scena, aggià se sa la…trama…!...

E poi portàlli immezz'a li maiali,
nde la fanga…senza più un porcile,
a ddìje de …li nòbbili ideali…

…………………………………………..

Detto questo…Ma….che annàte cercànno?!...
Quelli, de 'i ca…si vostri…che ne sanno!...
Ma, dai…! Dìmola 'n po' più chiaramente:
de voàntri se ne frega! quela ggènte.
A noàntri ce se léccheno finché
nun ciànno quelo…che ce vònno avé…
Armando Bettozzi

La mia piccola casa.
E di cupole d'oro
nei cieli
e degli Angeli Dei
di tetti cotti di Soli
di marroni della Terra e dal sangue rubati
ci si possa pure fare riparo della vita
farne fame e simbolo e orgoglio
di uomini potenti d'impossibilità
attenti a far del male a chi
non ha piedi per camminare,
...parlami stringimi lavami perchè trafitto qui me ne sto...
io mi faccio tomba
e sepolcro
del perduto col dolore
dei rimpianti di quando la mia casa era
un intatto Universo.
enrico tartagni

Che un giorno
Che un giorno sorga il sole
a sciogliere ogni nebbia,
a guarirci da ogni male,
ad asciugare ogni lacrima
d'amore che non fu.
Piergino Pedrocco

Due palle
Amico mio a legger ciò che scrivi
davvero mi si son gonfiate tanto
perché non parli un poco di natura?
A starti dietro, sai è davvero dura.

Da un pezzo è ormai salita l'inflazione
un grande affanno su parità e rispetto
e poi questa stancante tiritera
solo a starne a parlare si fa sera.

Io ho le palle ormai come un pallone
penso che le dirette interessate
si son stancate a legger le fregnacce
le rappresenti come poveracce.

Anche Renzi ha provato a regolare
con una legge tutta la materia,
poi gli sono arrivati tanti guai
e questa legge non faranno mai.

Meno male, se no che cosa scrivi?
Di crociati ce ne son stati tanti
li ho visti andar per mare, monti e valle
e poi ci sei anche tu: oh, dio che palle.

Dedicata ad uno che che si è fissato di essere paladino delle donne e di difenderle con cappa e spada!
E sai nel giorno della festa della donna di fregnacce se ne ascoltano tante. Una in più ed una in meno cosa cambia?


(Donnas 8.3.2017 - 15,01)
Salvatore Armando Santoro

Il vento
Fustigatore di polvere e piume
ladro di parole sprecate
coiffeur al lutto del mare
maitresse di polline e petali
insegna valzer agli alberi insonni
semina agli occhi zizzania
rumina respiri affannati
frusta scarti e cervelli vetrati
gioca a rumori molesti
musica furti,li suona alibi e pretesti

Allenatore di nuvole
le fischia, le sprona, le spreme
le espelle,le fa giocare ad implori
-il vento un nulla invisibile
prende vita a ogni cosa che muove
è macina d'ogni umore disperso

E' un sadico,gioisce ai lamenti
li amplifica alla pace atterrita
e smette quando il silenzio è ubriaco

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Winter pastel
credimi! ti dirà la tua faccia nello specchio al mattino
non sarai mai troppo grande per i sogni –
col gelo d’inverno tremerai da dentro nel cuore
aspettando che il fiato di un’idea presa a frullarti la testa ti scaldi l’aria
svegliati! 25 Dicembre vocina da neon bislacco e convalescente
vorrai una leggenda così in ginocchio aspetterai
fumando
fumando
ore
sigarette
tormenti
farai una pausa dai sentimenti
mentre qualcuno cercherà di ricomporre i cocci del te sparsi per l’Universo
sfruttando l’ interminabilità del momento
dirà al tuo silenzio di uscire dalle crepe
e curerà il tuo stomaco vuoto
con farfalle e campane suonanti la Domenica
cucinerà per te nuvole con piume con la vita e con la morte
al buio si sistemerà sotto le coperte
dandosi un nome che farai fatica a ricordare se non quando chiuderai gli occhi

così
raccoglierai le briciole della gioia seminate dall’oscura speranza
accenderai sebbene incredulo - una candela davanti a un Re senza parole
tormentando l’inverno col sole rimasto nei versi che scriverai domani
nutrita la crisalide che dal tuo stomaco irrequieta - chiederà il volo

chiedimi meraviglia! sembrerà dirti qualche passante nervoso
un astronauta pellicano decollerà da un negozio sopra una renna di plastica
ti domanderai se tutti – proprio tutti siano pronti per l’amore
sorridendo - chiuderai quel cappotto che tiene al caldo il tuo cuore
certo che nel finito umano

tu palpiterai per cose di cui non vorrai mai liberarti

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Tempo positivo
Nella ragnatela tempo
divento un essere positivo
e nel sentirmi bene
apro varco verso il futuro
vita in vibrazione
realizzazione interiore
nella verità pura e luminosa.
laura toffoli


12 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Haiku
ero bambino -
i calci ad un pallone
fatto di pezza
salvatore cutrupi

Lavori usuranti (Società Civile)

Anticipo pensionistico
Molti s'usurano
dopo anni a cercare lavoro
e inutili a svolgerlo
pertanto zero al compenso
anzi sanzionabili per turbativa
ad altri capaci a trovarlo

I padroni dovrebbero versare
i contributi anche ai propri animali
e i soldi confluire in associazioni
contro il loro maltrattamento,
il guaio è che per proteggere
i proventi dai disonesti della gestione
causerebbe usura agli onesti della stessa
quindi da pensionare in anticipo
con i soldi dei fondi a custodia
e gli animali verrebbero trattati ancor peggio
additati a oggetto di causa
al mal funzionante progetto

Anche i politici fanno lavori gravosi,rischiosi
intenti a vita a cercare lontani paradisi fiscali
e quindi è giusto che vadano in pensione
molto prima dei comuni operai
che se non altro affaticano poco il cervello

Anche certi tifosi
appartengono alla categoria,
provate a immaginare
quelli del Campobasso calcio
a cercare invano per tutta la vita
di vincere uno scudetto

Da:Poesie Cialtrone
Michael Santhers

Dal cielo al mare
C'è ancora l'eco delle tue emozioni
sospesa fra gli azzurri paralleli;
l'attenta scelta delle inquadrature
per catturare un luogo ed un momento
nel sudario spirtal del sentimento.

Fiamme di verde sulle curve spighe,
bagliori sulle aeree praterie
destate dalla luce del tuo amore,
veli scostati per scoprire il mare
nei suoi sentieri d'alga e di corallo,
o il cielo nei ricami fra le stelle.
Spazi senza confine
per un viaggio d'amore senza fine.

Quando sfoglio le tue fotografie
il vento alza le sabbie del ricordo
sui paesaggi dell'anima, svelando
l'intima pace che ti dava il sole;
e fuggono le mie malinconie
fra i solchi innamorati del tuo sguardo,
ove sono sbocciate le viole.
Santi Cardella

Vecchiaia
Delicati sistemi
in continuo
compenso

involucri logori
che pian piano
si svuotano.

Ecco
cosa siamo.

Perfetti
ma vulnerabili

deboli organismi
col tempo più fragili.

Camminiamo
sul ciglio di un baratro
sorretti dall'amore

l' unico appiglio
che ci tiene in vita,
che ci fa sopravvivere.

Basta una minima asperità
per precipitare nell'abisso,
nel buio infinito
della solitudine.

E ora
mi è addosso,
la sento strisciare
sulla mia pelle.

Stringimi forte
donna mia
non lasciarmi cadere.

E' la tua luce
la mia sola speranza
per trovare la via

per arrivare là in fondo
dove finirà
il mio cammino
Dario Menicucci

Heckenrose
Mir träumte ich sei eine Heckenrose
mit blassen Blättern
über dem engen Kelch.
Du gingst vorbei.
Da war ich eine Hagebutte,
bunt und voll Samen.

Ich träumte von einem gepflügten Feld,
du wie quellendes Korn
in der Furche.

Doch wie ich erwachte
da war mein Leib
kaum gewölbt
und unsere Stimmen
leichter als Wind
der mit dem Laub einer Birke spielt.
Hilde Domin

Rosa di macchia
Ho sognato di essere una rosa di macchia
con petali pallidi
sul calice stretto.
Tu sei passato.
E io ero già frutto di rosa
rosso e pieno di semi.

Ho sognato di un campo arato,
tu come grano germinante
dentro al solco.

Però quando mi sono svegliata
il mio corpo
era appena arcuato
e le nostre voci
più lievi del vento
che gioca con la fronda d'una betulla.
Hilde Domin  Traduzione: Nino Muzzi

62. L'anima che è
L'anima che è
una sorta di cervello,
eppure no, mistero
dopo l'ultimo alito,
e non è nel fegato,
nei polmoni o nel cuore,
nessuna evidenza scientifica
ma perenne scrutare
alla fonte dell'esistere
e la promessa di permanere
assicurata dalla fede.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

Tu non meriti le mie promesse,
potrei non mantenerle.
Meriti costanza e dedizione,
passione e cura, parole e pane
e qualche giorno speso
appoggiati ad una ringhiera faccia al sole,
questo te lo posso dare.
Maria Attanasio

III
Una variación del poema "Las vocales" de A. Rimbaud.


A azul, E amarilla, I roja, O verde, U negra, vocales,
sus orígenes escapan a los sentidos humanos;
A, azul mar que lame las orillas blancas con su espuma
y del cielo su color más antiguo que la humanidad.
E, amarillo sol que despunta en el horizonte reluciente
donde van los pájaros a embriagarse de luz y calor.
I, roja como la sangre inquieta de los enamorados
durante la primavera, crepúsculo vespertino bermejo
que toma de la mano a la noche para que se instale
sobre los seres y las cosas con sus estrellas y lunas.
O, verdes campos y colinas de mi país al sur del hemisferio,
ojos glaucos de mujer que seduce a hombres y mujeres,
verdes plantas de jardines emotivos donde florecen jazmines.
U, negra noche colmada de hastío, con la soledad pegada
como una negra mancha en la espalda, negra sombra
de peligros nocturnos donde las rameras conversan con los asesinos;
U de viento ululando por las ruinas de oscuros terrenos uliginosos.
Todas ellas se unen en una correspondencia vedada al hombre.

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

III
Una variazione del poema "Le vocali" di A. Rimbaud.


A blu, E gialla, I rossa, O verde, U nera, vocali,
le sue origini sfuggono ai sensi dell'uomo;
A, azzurro mare che divora le rive bianche con la sua schiuma
e del cielo il suo colore più antico che l'umanità.
E, giallo sole che spunta all'orizzonte lucente
dove vanno i piccioni a ubriacarsi di luce e calore.
I, rossa come il sangue inquieta degli innamorati
nel corso della primavera, crepuscolo vespertino bermejo
che prende per mano alla notte per che si insedi
sugli esseri e le cose con le sue stelle e vetri.
O, verdi campi e colline del mio paese al sud dell'emisfero,
occhi glaucos di donna che seduce a uomini e donne,
verdi piante di giardini toccanti dove fioriscono jazmines.
U, nera notte colmata di stanchezza, con la solitudine incollata
come una nera macchia nella schiena, nera ombra
di pericoli notturni dove le prostitute conversano con gli assassini;
U di vento ululando dalle rovine di oscuri terreni paludoso.
Tutte esse si uniscono in una corrispondenza vietata all'uomo,
in un'alchimia che collega la parola con l'oggetto.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

"I nostri paradisi"
(canzone)

Sei stata brava, hai scoccato il tuo arco!
E proprio bene, ha colpito la freccia:
ora il mio cuore è tutto un varco
il tuo sorriso, è la sua breccia.
Cosa farò, io dirti non saprei
e forse volerò come aquilone
- dimmi se potrò, tu sai, io non vorrei -
essere fuoco alla tua passione.
Perché, danzerò nei tuoi pensieri
sai, li renderò nuvole leggere
e ci faranno ombra ai ricordi di ieri.
Proteggeranno da queste chimere.
E diverrò il fumo dei camini
e tu sarai finestra di sorrisi
urla felici, giochi di bambini
e terre infinte, i nostri paradisi.

11.03.17 h 15:30
Ben Tartamo

Il giorno dei dolori
E lo sentivi che fermo non stavo
in questi giorni fiorivano i dolori
e lo sapevi che non eran fiori
uscir volevo e tanto mi agitavo.
Era di marzo e come tutti i pesci
guizzavo in quei liquidi nuotando
a te sembrava stessi camminando
e forse mi dicevi:”In fretta esci”.
Da quello che m'hai detto, poi son nato
nel pomeriggio dell'11 di Marzo,
non c'era lusso e neppure sfarzo,
era di venerdì, non l'ho scordato.
“Infatti, se riguardi il calendario,
il sedici era di mercoledì
ma io ricordo che era un venerdì,
un giorno che per me è straordinario”.
“E il venerdì è il giorno del Signore,
un giorno sacro per chi è credente,
ed io quel giorno ce l'avevo in mente
per questo t'ho chiamato Salvatore”.
Questa storia nel tempo hai ripetuto,
che all'anagrafe allora succedeva
di registrare quando si poteva
e, tu lo sai, a questo ci ho creduto.
Ma oggi un poco a te io sto pensando
ti sogno a letto con quel tuo pancione
con me che do un ultimo calcione
mentre per colpa mia tu stai penando.
Domani allor sarà giornata lieta
ti penserò dormiente nel Salento
il tuo sorriso l'accarezza il vento
e tu vivrai nei versi d'un poeta.

1937.05.08 Matrimonio di mia madre (accompagnata da mio nonno). Io sono nato alle ore 16 dell'11 Marzo 1938, che era un venerdì (e non 16, come scritto sull'atto di nascita e sulla carta d'identità, che risulta essere un mercoledì).

(Donnas 10 marzo 2017 - 16,00)
Salvatore Armando Santoro

Ideale di valore
ho intenzione
di diventare questo,

per far ciò
crederò in me
inventerò me stessa ogni giorno
userò la potente immaginazione
che è la forza dell’universo…
per la continua infinita creazione.
laura toffoli

Gli inferni hanno il dono di portarci alla vita e quando i sogni hanno smesso di tradirti,
ti renderai conto che la cosa straordinaria non sarà cercare qualcosa che non esiste, ma farti trovare da ciò che ha resistito con te - al buio.
“caste virtù nutrite con legno e tarli per dare leggenda – poesia sperimentale”

Se dovessi seguire le necessità del corpo, vivrei nella consapevolezza di dover aspettare la morte, ma io inseguo quelle della mente che mi fanno sentire sempre giovane.

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

All'Alba
Recidiva è la quotidiana
presunzione di felicità
come il rinascere del sole,
calmo e sicuro,
d'ogni mattino.

Tu mi dici:" l'alba è stupore",
ma dell'amore io voglio certezza.
E non mi basta
la tua lieve carezza
come il vento all'aurora.

Vedi, ora il mare è calmo,
non soffia il libeccio
non grida il maestrale:
solo i gabbiani affamati
stridono intorno a quella barca
carica di pesce.

Ed io, digiuna,
non ho di che cibarmi
perché ho tutto e ho nulla
se d'amore non mi nutro.
Addis Marinella


11 Marzo

La potenza del perdono
E' bello sempre amare,
donare agli altri puro il sentimento
fortunato è colui che lo sa fare
che come canna ognor resiste al vento,
il vento piega ma non può spezzare.

E ha nel cuor la pace
che lo spirito acquieta, da sereno,
scalda come sotto la cenere la brace,
con la dolcezza smorza anche il veleno
ogni pensier maligno spegne e tace.

Lo so, il mondo è ingrato
sempre il veleno è pronto a regalare
ma il Cristo non ha poi salvato,
(perché lui ci ha insegnato a perdonare),
anche coloro che l'han condannato?

(Donnas 14.1.2017 - 22,25)
Salvatore Armando Santoro

Maledetto vento
Maledetto vento
ruba la voce ai lupi
stridula il valzer alle canne
confonde prede e predatori
e arbitro imparziale
fra due mani a fermagli
di gonne e capelli
fa vincere l'imbarazzo
tra un pubblico
di nasi e sorrisi

Vibra antenne
e le notizie arrivano in playbak
qualcuna s'impiglia a una paresi
poi cade nella nebbia dello schermo
e bestemmia

Come monello
bussa alle porte e poi scappa
a nascondersi dietro gli angoli
a vedere chi s'affaccia
e qualcuno nel dolore
apre a una speranza

Invola giornali
li posa sott'occhi
di chi non avrebbe mai letto
e una foto tappeto a una scarpa
e muore l'ennesima volta

Maledetto vento, rigattiere di aliti
somma i lamenti dei morti
e li scaglia nelle orecchie sbagliate

Da: Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
Michael Santhers

Ratloser abend
Wie kann ich dich auf den Arm nehmen
und über den Strom tragen
als sei ich der heilige Christopher
und es wichen die Wasser vor mir?

Ich, die ich die Schwere des Abends
nicht heben kann
wenn die Liebe auf meinen Brüsten glänzt
indiskret wie ein Schrei aus Jasmin
der die Leute auf der Straße verstört.
Hilde Domin

Serata perplessa
Come ti posso prendere in braccio
e trasportare oltre la corrente
quasi io fossi San Cristoforo
e le acque mi si aprissero davanti?

Io, io che non posso sostenere
la pesantezza della sera
quando l'amore sui miei seni brilla
indiscreto come un grido di gelsomino
che frastorna la gente per la strada.
Hilde Domin  Traduzione: Nino Muzzi

61. Paese baciato
Paese baciato
da vulcani e terremoti
Italia forse saggia
nell'affrontare la sfiga,
c'è chi subisce con contegno
qualcuno se ne frega
finché non c'è segno
di fulmini divini
e trema anche Giove
col tessuto del destino,
se non basta la coscienza
costruita dalla conoscenza
ci sono multiformi preghiere
in ogni tradizione:
conviverci in armonia.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

Io scrivo dell’amore
come vorrei che fosse,
non dell’amore che è stato,
che è, che sarà.
Sarebbe, lo facessi , vilipendio
all’ amore che corre su agili gambe,
che opera con mani esperte,
nel mondo rivelato all’ Amore.
Maria Attanasio

II
Su agilidad es igual

a la de un ángel
la hizo bailar en la tarde
con sus colmillos clavados al cuello
sangró la tarde
sangró la joven.

Una voz lánguida y melancólica
le decía en el desmayo:
“siempre los hombres
fueron esclavos de los hombres
porque así lo exigían sus dioses
durante milenios
sacrificios”.
Y en el crepúsculo
sangró la tarde
sangró la joven

su palidez
le mostró a él
que nunca podrá amar a una mujer…

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

II
La loro agilità è uguale

a quella di un angelo
la fece ballare nel pomeriggio
con i suoi zanne incatenati al collo
sanguinato la sera
sanguinato la giovane.

Una voce lánguida e malinconica
gli diceva nel malore:
"sempre gli uomini
sono stati schiavi degli uomini
perché lo richiedevano i suoi dèi
per millenni
Sacrifici".
E al tramonto
sanguinato la sera
sanguinato la giovane.

la sua pallidezza
gli mostrò a lui
che non potrà mai amare una donna…

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

Barca dell’amore
Fiori di cristallo
tra dita di sale
e liane di vento
nella lastra cielo
d’un mare velo
tra corde sabbia
e punte scoglio
baciate da raggi,
e
tra le alte onde
su lembo terreo
faro guardiano
occhio di falco
guida luminosa
verso il porto
sicuro approdo
d’amore sincero.

10/03/2017
laura toffoli

Le mie Muse
Questa sera sul palco
saranno le mie Muse
e pure al mio fianco
dalla regia appartato
con stupore sempre
sarò nel loro fascino

chiuso il sipario
finiti gli applausi
scioglieremo i legami
strade nostre diverse
una volta ancora
ci faranno perdere

bagaglio comune
per nuove avventure
nuovi lavori e prove
sempre dentro saranno
quelle parti di noi
che ci siamo donati

nostre anime
nostri sorrisi
nostre grida
sempre giovani
nostre stelle
forse ultime.
Fausto Beretta

Zia Graziella (Ieia)
Passa un giorno poi un altro
e sul tuo caro viso
si infittiscono le rughe.
E mai riesco a dirti
quanto preziose sono per me.
Leggo in loro l'infanzia dei miei figli
la tua dedizione per loro.
Ti dedico questi pochi versi
nel giorno dedicato a te
donna generosa ed altruista
che della sua vita ha fatto una missione.
Sandra Greggio

Come si cambia
Accademia della Crusca,
una regola gentile,
riprendiamo il femminile.
Sindaca e ministra
fan lezione alla maestra,
incisora ed ingegnera,
fabbra, chirurga e poi barbiera
come cambia l'atmosfera!
La tenente e la soldata
nella storia ormai passata,
arbitra, ed assessora
nel cortile della scuola,
benvenuta all'architetta
che ci tiene all'etichetta.
E poi a lei
che scrive senza meta,
una donna,
una poeta.
Tiziana Cocolo

… Questo viaggio …
Questo viaggio che chiamammo Amore
sta per giungere ormai a destinazione:
oh! quante volte si fermò il mio cuore
alle stazioni per cambiar vagone …

Ora viaggio quasi sempre solo:
tengo sempre allacciata la cintura
in attesa dell’ultimo mio volo
e sarà quello a farmi più paura …
Carlo Chionne
 

Educazione alla Felicità
La nostra tragedia è di dedicarci mediocremente alla nostra felicità. Cosa produce in noi la resilienza? Cosa ci indica la via all'opera giusta e al divenire di un sogno?
Quale anima non rifugge la solitudine e chi ama molestare le proprie attese, le proprie gioie?
Con questo corpulento dubbio io fuggo dal silenzio. Non sono per la fredda tomba dell'essere, restare davanti alle pietre a osservare la storia umana o come in noi la scintilla si spegne. Io sono per la vita in ogni suo totale, ogni battaglia fatta o portata avanti con tutte le risorse - se quella battaglia è per un ideale, un sogno, ciò che più amiamo al mondo. La nostra tragedia è di non educare le nostre menti alla felicità, al cedere, al chiedere perdono, a dire semplicemente grazie. Se in una mattina qualunque, una mattinata fredda di dicembre, i vostri piedi scalzi nonostante il pavimento ghiacciato, potessero danzare invece che trascinarsi e le vostre labbra aprirsi in uno stupido sorriso, non è vero che vi sentireste innamorati di qualunque cosa in quel momento vi abbia portati ad abbracciare una strana gioia? Non è vero che a volte smarrire il controllo di quelle emozioni ordinate fa sentire liberi o almeno sembra rendano meno inutili quelle ali dentro che non siete mai stati capaci ad usare? Educare la mente alla felicità significa potere dare un senso al battito del cuore. Non è vero che offrire un abbraccio è molto più bello che riceverlo? Nemmeno l'inverno ha il potere di togliere a chi apre le porte del cuore, la forza che questo ha di portare avanti i grandi sogni.
Jacqueline Miu


 

10 Marzo

Potenza dell'amore giovanile
(Firenze)

Soli nell'affollato bar
alla loro isola seduti
con occhi affascinati
beveva di lei che comare
mai smetteva di parlare

di profilo vedevo lui
giovane con occhiali
bruttino con brufolini
lei di spalle signora
capelli sciolti agitava

li osservavo discreto
da un tavolo vicino,
fiume di nettare
il parlare di lei
inebriava lui

si alzò alfine bruttina
sempre parlando
quasi in preghiera lui
goffo le scostò la sedia
con maldestro inchino

pagarono separati
parlando sempre lei
lui le apri la porta
e se ne andarono
felicemente soli

della gente nel bar
non s'accorsero
nemmeno del cassiere
fuori bellissimi
si alzarono in volo.
Fausto Beretta

Tanga color nero
Ho trovato un tanga color nero
me l'hanno dato quando le pulsioni
erano tante ed anche condivise
in alto allor volavano gli ormoni.

Ero colmato di frasi armoniose,
allora le calunnie eran dormienti
si sono svegliate tutte all'improvviso
insieme a cattiverie anche taglienti.

Ma quelle mutandine striminzite
come un trofeo un dì me l'han donate
se ne stavano tristi nel borsone
forse ad altri le hanno regalate.

Da un po' che ho messo la parola fine
ad una storia senza capo e coda
troppo tardi ma al fine l'ho capito
l'amore tante volte è solo moda

da indossare secondo l'occasione,
poi spesse volte viene rinfacciato
ripetendo di non aver capito
forse perché non ho manco pagato.

Infatti, a star dietro ai se, ai si dice,
si scoprono alla fine gli altarini
e meno male che son stato accorto
al meglio ho poi investito i miei quattrini

con donne forse più professionali,
senza raggiri o falsi giuramenti
che hanno anche parlato schiettamente
dicendo d'esser libere e indecenti.

(Donnas 17.1.2017 - 18,42)
Salvatore Armando Santoro

Al telefono
Nel dormiveglia,sudato masticando aria
balbuziente rispondo al telefono
qualcuna dice..lei fortunato è stato estratto
al che io fulmineo con le mani al petto
a confermarmi integro e forse anche pettinato
rispondo..guardi non c'è stato nessun terremoto
non ero io sotto le macerie
forse ha sbagliato numero
poi mi rendo conto
che il sisma devastante era nell'anima
e le macerie cupi pensieri nel cervello
e quello squillo mi stava salvando

Ringrazio e dico
non importa del premio telefonico
un incubo mi stava schiacciando
e la sua bella suadente voce Signora
m'ha fatto volare tra delizie in cielo

Il gatto capisce tutto,miagola
geloso mi graffia,arriccia la coda
e mi riporta alla vita di sempre

Da: Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
Michael Santhers

Un'altra domenica
Si dissolve
la domenica
in monotonie di vento.

Disperatamente
l'orologio
batte nei chiaroscuri.

Ore lentissime
di inesorabile
nulla.

Gorghi
di pensieri confusi
espandono il dolore.

L'eco di un grido
si pietrifica
nel mio cuore.

Nessuna parola
sui fogli
bianchi.

Solo ombre
di lacrime
silenziose.

Inutilmente
frugo
nei ricordi.

Cerco nel tramonto
almeno
un sospiro felice.

Sui tetti
già poggiano
riflessi di luna
Dario Menicucci

Dem das Gehörte quillt aus dem Ohr
und die Nächte durchströmt:
ihm
erzähl, was du abgelauscht hast
deinen Händen.

Deinen Wanderhänden.
Griffen sie nicht
nach dem Schnee, dem
die Berge entgegenwuchsen?
Stiegen sie nicht
in das herzendurchpochte Schweigen des Abgrunds?
Deine Hände, die Wandrer.
Deine Wanderhände.


Wortaufschüttung, vulkanisch,
meerüberrauscht.

Oben
der flutende Mob
der Gegengeschöpfe: er
flaggte - Abbild und Nachbild
kreuzen eitel zeithin.

Bis du den Wortmond hinaus-
schleuderst, vom dem her
das Wunder Ebbe geschieht
und der herz-
förmige Krater
nackt für die Anfänge zeugt,
die Königs-
geburten.
Paul Celan

A chi sgorga il sentito dall'orecchio
e dilaga per le notti:
a lui
racconta ciò che hai origliato
dalle tue mani.

Dalle tue mani vaganti.
Non si tesero a ghermire
verso la neve, incontro a cui
crescevan le montagne?
Non scesero
nel silenzio trascorso da battiti di cuore nell'abisso?
Le tue mani, le vaganti.
Le tue vaganti mani.


Sedimento di parole, vulcanico,
sovrastato dal fragore del mare.

In alto
la inondante folla
delle controcreature: egli
alzò la bandiera - icona e imitazione
s'incrociano vanitose nel corso del tempo.

Finché non lanci fuori
la parola lunare, da cui
ci viene
il miracolo della risacca
e il cratere nudo
a forma di cuore
non testimoni dei primordi,
delle regali procreazioni.
Paul Celan Traduzione: Nino Muzzi

60. La poesia del vivere
La poesia del vivere
per diverso tempo
in me è prevalsa
sul rame dello scrivere
ma avere uditori
è solo onore,
spesso lavorarci
immerso nel senso
d'esprimere versi
che fluiscono dalle radici:
linfa dell'anima.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

Le solidarietà
…senza serietà….


L'Italia è 'n gran paese…Però…è strano!
Qui, er mascarzone è quelo più aiutato,
e puro er papa in questo s'è schierato…
Chi 'nvece è bbòno e bravo…mai 'na mano!

Co chi lavora e vò èsse …solidale
che ffa?...Lo spia…e lo pìa a bastonate
si vede che - presempio - le …strisciate
le fa puro pell'artri...Eh, sì…va male!

Ma si quarcuno vòle fà der bene
te pare che dev'èsse gastigato?
E uguale fa co chi è beneficiato…
si cià quarcuno che se lo mantiene

e, poveraccio, manco ce lo sa…
Sto stato va e je fa passà li guai
a lui che pìa, e a chi je dà…'N sia mai
a azzardà 'n po' de …solidarietà!

Poi, 'nvece, a chi fa er finto solidale
ner modo giusto, e cioè ner peggio modo,
je làssa fà 'gni cosa più illegale,
abbasta che lo fa a la "ce stragodo!"…

E immezz'a l'invasione…avòja a gòde!...
Côr sòrdo a pioggia e senza li controlli…
Sortanto in de sto caso 'n se fa rôde,
sto stato de le chiacchiere e de 'i bolli!

Ma…quant'è solidale! si pe caso
protesta, chi 'n vò fà …er disoccupato,
e tantomeno - certo - l'esodato!
"Che ciài raggione - fa - ne so persuaso!"…
('Na solidarietà…ch'allunga er naso!)
Armando Bettozzi

Donne
Amate
Odiate
Vilipese
Dipinte
Vendute
In croce
Autodafe'
Cantate
Urlate
Prima e dopo
Mai vinte
Unico fiore
Ancora qui.
Maria Attanasio

I
Se me apareció resplandeciente y radiactiva

porque soy el último minuto del reloj,
en nuestra piel está escrito el destino en latín
con letras góticas; ¡si al Cielo me pudiese elevar!,
no estaría en el fango sumergido de este mundo abortado.
Y por eso te apareces ante mí con tus luciérnagas
en el sueño de inconclusos corredores te encuentro
después de tantos años, estás cambiada para mal,
fuiste un hada y ahora eres una bruja cansada
de tanto andar deambulando por los sueños ajenos;
conjurándote al amanecer busco una luz que me guíe
salvándome de tus ojos celestes sin savia que llore
como una enorme tormenta acostada en el sur.

Da Las venas del crepúsculo
Federico Scarani

I
Mi apparve splendente e radioattiva

perché sono l'ultimo minuto dell'orologio,
nella nostra pelle è scritto il destino in latino
con lettere gotiche; chissà se al cielo mi potesse elevare!,
non sarebbe nel fango sommerso di questo mondo abortito.
E così ti presenti davanti a me con le lucciole
nel sogno di incompleti corridoi ti incontro
dopo tanti anni, siete cambiata per male,
fosti una fata e ora tu sei una strega stanca
di conseguenza camminare aggirarsi per i sogni estranei;
evocandoti all'alba cerco una luce che mi guidi
salvandomi dai tuoi occhi celesti senza linfa che pianto
come una enorme tempesta
giacente nel sud.

Da Le vene del crepuscolo
Federico Scarani

" Stasera ho parlato con Dio "
Stasera ho parlato con Dio.
Detto così, lo so anch'io
puo sembrare assurdo,
folle, inverosimile.
Stasera, ho parlato con Dio,
ma non con un dio così,
a propria immagine
o dimensione, no!
Stasera, ho parlato
con un Dio amico.
E, come un vero amico
che non vedevo
o sentivo da tanto tempo
cosa mai potevo dirgli?
Ad un Dio così
non si può che chiedere scusa
e sperare che, oltre a comprendere
possa perdonare
questa mia mancanza di sensibilità.
Perché è un Dio sensibile
il nostro Dio.
Un Dio d'Amore,
tenero, immenso, infinito.
Inconcepibile!
Ancora una volta,
nel suo pudore
di chi sa cos'è il dolore
ha fatto finta di non ricordare,
di non dar peso alle mie mancanze.
Nella sua lealtà, però
mi ha guardato
nella profondità del mio essere.
E, ancora una volta,
come solo un amico vero sa fare,
mi ha donato il suo tempo,
le sue poche ma sagge parole,
i ricordi, le immagini, i suoni
e i profumi della nostra amicizia.
Mi ha fatto sentire importante
e, nel salutarmi, mi ha sussurrato:
" Abbi cura di te, Io ci sarò.
Sempre."
Ben Tartamo

Con le parole
che resistono alle insidie del tempo,
con le parole che resistono
al vento,
quando anche le pietre si ribellano
al loro antico silenzio.
Con quelle stesse parole
che tu chiami d’ amore,
vorrei incollarmi
(come quel muschio a quella roccia),
alle tue labbra, e assaporare
i tuoi baci,
momento dopo momento.
Antonio Scalas

.
vedo
le mie vesti roteare nel vento
l’orizzonte che corre nelle nuvole treno
i sandali con lacci abbandonati gli uni sugli altri riposare
il resto del cielo fatto a fette dal temporale
il pesce che ancora respira a riva tra conchiglie sasso
i vetri insaponati dalla salsedine attaccati a stradine di legno che si incrociano
i ganci arrugginiti sulle porte chiuse dal tempo dal graffiante suono
..
sento
tra le mani la trasparente aria
preziosa perla incastonata nella mia vita…

tocco te…e vedo la vita e sento la vita.
laura toffoli

Un po' di tempo
Non temere, dammi solo un po' di tempo
e a poco a poco la mia mano
si staccherà dalla tua, lentamente.
Dammi solo un po' di tempo
dimenticherò le tue carezze
e le mie labbra non cercheranno più le tue.
Riporrò in un angolo della mente
i tuoi lineamenti, il tuo sorriso un po' triste,
i tuoi occhi che cercavano i miei
Dammi il tempo di una foglia che rinasce
di un fiore che appassisce .
Ma non chiedermi mai, mai, mai
di dimenticare la tua voce,
le tue parole che suadenti mi incantavano
come la voce delle onde del mare,
che ha messo stabile dimora nel mio cuore.
Sandra Greggio

Haiku
parole antiche-
ritornano alla mente
idi di marzo
salvatore cutrupi
 

Perché non vivere con uno scrittore.
(note sfuggite alle Leggi di Murphy)

In noi scrittori, la pazzia è congenita – uccidiamo i nostri nemici nei libri (I mean It). Godiamo di tutte le imperfezioni che spacciamo per talenti.
Siamo una razza di sarcastici, ironici, transatlantici d'impazienza, suscettibili, permalosi, arroganti, sensibili cacciatori di momenti che vivono con scompensi della storia o sempre a disagio col proprio tempo e naturalmente, pecchiamo di squilibrio e di sovrastima. Siamo abili nel torturare la gente con le parole e renderla felice (se ci capita ) col silenzio. Afflitti da “verbomania” e trombosi d’idee, curiamo il male d’orgoglio con frequenti bagni d’ego sempre ma proprio sempre a duello con quella megera chiamata “coscienza”. Detestati da ogni sana posologia e Dentro dalla lista di “precauzioni per il sovradosaggio” – valiamo in oro il peso dei nostri sbagli – delle nostre notti insonni e delle battaglie per i diritti dell’uomo a scoprire! Curiamo la paura del non sapere con altri traumi e senza mai temere gli effetti collaterali di cui se realmente altamente e indelebilmente tossici, ne diventiamo dipendenti. Usiamo quella Icon droga chiamata desiderio che più di ogni oppiaceo ci esalta! Noi non balbettiamo gli stati d’animo – noi spariamo con gli stati d’animo siamo i migliori cecchini in fatto di guerra del silenzio. Sappiamo muovere truppe della mente più velocemente di un dittatore e quando dichiariamo guerra a un’idea, beh facciamo di tutto per vincerla. Perché per noi il perdere - ci tocca nell’onore, ci uccide. Per noi morire dentro è peggio che morire nella carne. Come tutti i bambini ci basta una matita, un Ipad, una tastiera per essere felici. Non cresciamo mai e godiamo del nostro stato infantile fino al termine dei nostri giorni. Se denutriti cerchiamo sentimenti tali da abusare del nostro corpo e della nostra mente febbrile. Amore e odio è sentito non dallo spirito ma da ogni cellula che fabbrica il nostro corpo. L’egocentrismo è il Top Crack di noi stessi. Non conosco in natura cura al talento o a questa condizione umana multiforme - ma posso acclamare che questo incondizionato spirito ribelle che ci anima, ci rende voraci e capaci di scoprire cose che solo la creatività può osare fare. Prevaricati da una ambizione Medusa- perversione per cui degeneriamo in fabule con trionfi e vittorie quasi sempre istantanee senza platea. Spesso ci comportiamo da mammiferi normali, occasionalmente ci mescoliamo alle folle camuffati da antieroi o anti poeti o impiegati dell’eden temporaneamente esonerati dal divino per troppa competitività sul posto del lavoro.

Bruchiamo notizie. Le maciniamo, le frolliamo nelle nostre teste e ponderiamo dopo lunga digestione una sorta di “quick movie” di cui diventiamo il main character.

Siamo ricercatori non del bello ma dell’attimo che ti colpisce allo stomaco – un jab ben assestato al lettore allo spettatore a qualunque mente di cui ne vogliamo sfidare l’attenzione.

Noi i tabù li facciamo cadere- una sorta di Rave anti dogmi quando il positivismo diventa sete di potere-.-

Obiettivamente chi vorrebbe mai curare un folle incolume all’ordinario, strafatto di sogni e drogato di speranze?

A volte però capita che noi si diventi dei fari per popoli in balia della storia e in attesa di soccorso. Il nostro coraggio spinto avanti con una forza pari ai nostri deliri. Vinti quei demoni che ci attanagliano, evitando di cascare nella mediocrità del copiare gli “esseri celestiali” sacrifichiamo ogni cosa per l’ardore di un bene. In quel momento anche se feriti, anche se solo umani noi apriamo le ali e mostriamo al mondo un volo impossibile nella natura e l’ordine delle cose ma possibile per quelli alimentati da ideali. In quei rari momenti siamo dei mostri che combattono al fianco dei deboli contro i soprusi e contro il male. Non di rado qualcuno ci indica come piccole stelle di cui seguire il raggio ma noi in quel momento siamo lontani perché nonostante l’ego smisurato, nonostante la soddisfazione di quello che facciamo noi non ci aspettiamo alcun premio poiché al pari di vivere noi condividiamo. Perché non vivere con uno scrittore? Perché quando lui ama un altro essere, una meta, un ideale non sa fare altro.
Jacqueline Miu


9 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

due tanka - infanzia -

*Chi sei infanzia ?
fata di bambina che
in me rinasce
popolata di orchi
profumata di fiori

*Infanzia vieni
a rammendar ricordi
del c'era una……
riassunti , appunti su
blocchi a quadri neri
Antonia Scaligine

"Ninna nanna d'amore"
Ninna nanna e Amore per te
su una nuvola soffice.
Ninna nanna e Pace per te
sotto la luna complice.

Oh che notte di luna
oh che notte di note
come te c'è nessuna
che begli occhi e che gote.
Oh che dolce canzone
per ogni innamorato
ci terrà la lezione
un bel gatto stregato....

Ninna nanna e Amore per te
su una nuvola soffice.
Ninna nanna e Pace per te
sotto la luna complice.

Oh piccola nuvola
su polvere di stelle.
Oh leggera lucciola
che brilli sulla pelle.
No, non sei un'avventura
resta pure da sola
no, non aver paura
dimmi quella parola....

Ninna nanna e Amore per te
su una nuvola soffice.
Ninna nanna e Pace per te
sotto la luna complice.

Oh dormi al mio fianco
oh stringimi la mano
mai sarò di te stanco.
Voleremo lontano
nei più bei e dolci sogni
di celeste armonia
dove per sempre regni
la nostra poesia....

Ninna nanna e Affetto per te
dormi dolce Amore per me.
Ninna nanna e Gioia per te
dormi Amor, cullato da me.

08.03.2017 h 20:00
Ben Tartamo

Il silenzio della montagna
(Gerosa, dal Bar Belvedere.)

Mattino dal belvedere
lascio lo sguardo andare
lungo la valle
vapori leggeri
come angeli bianchi
da boschi scuri
e prati verdi
al cielo si levano
… ed è tutto silenzio
miele e armonia
l'anima rallenta
e respira questo
bisogno di pace.
Fausto Beretta

L'uva acerba
La volpe s'arrabbiò poi quella volta
perché spiccava salti da primato
e dato ch'era furba e affatto stolta
abbandonò senza essersi sfamato.

Erano alti i grappoli e stravolta
dopo di aver provato e riprovato,
disse: “Ma è uva acerba e non va colta
fin quando il frutto non è maturato”.

La storia a volte non è proprio questa,
essere buono non vuol dir cretino
e la volpe sul collo ha ancor la testa.

E non s'inganna più manco un bambino
se vive un'esperienza che è funesta
e un bimbo beve il latte e non il vino

che diventa bevanda assai indigesta
se assunta in abbondanza quando è festa

perché si sa che quando un po' si beve
nel cervello s'accumula la neve

e diventa penoso il camminare
e alle buche non si sta a guardare.

E quindi penso sia davvero meglio
d'augurare a noi stessi un buon risveglio.

(Donnas 19.1.2017 - 16,33)
Salvatore Armando Santoro

Risvegli nel vento
Verdi porri sui rami
semafori al via d'intrighi
a uccelli e farfalle
e i raggi del sole
a indicare prudenza

Il vento pettina l'erba
a feste sfuggite a calendari
poi manda messaggi
in bottiglie di plastica
non li legge nessuno
tranne una gazza
che va a riferire
il tempo sprecato
in un surrogato
a un amore analfabeta

Si truccano ulivi e cipressi
per morte e rinascita
e il fogliame tremante
un tintinnio di monete
che pagarono il bacio sbagliato

Spruzzi di pioggia
a dissetare il perdono
a temprare preghiere roventi
a muschiare cuori di pietra

Le campane allenano il bronzo
a suonare distinguo
tra falchi e colombe
e sottolineare il soffio d'ali
degli angeli in festa

Da: Vite Tremule
Michael Santhers

Myrtho
Je pense à toi, Myrtho, divine enchanteresse,
Au Pausilippe altier, de mille feux brillant,
A ton front inondé des clartés d'Orient,
Aux raisins noirs mêlés avec l'or de ta tresse.

C'est dans ta coupe aussi que j'avais bu l'ivresse,
Et dans l'éclair furtif de ton œil souriant,
Quand aux pieds d'Iacchus on me voyait priant,
Car la Muse m'a fait l'un des fils de la Grèce.

Je sais pourquoi là-bas le volcan s'est rouvert...
C'est qu'hier tu l'avais touché d'un pied agile,
Et de cendres soudain l'horizon s'est couvert.

Depuis qu'un duc normand brisa tes dieux d'argile,
Toujours, sous les rameaux du laurier de Virgile,
Le pâle Hortensia s'unit au Myrte vert !
Gérard de Nerval

Myrto
Penso a te, Myrtho, divina incantatrice,
a Posillipo altero, di mille fuochi raggiante,
alla tua fronte inondata di luce d'Oriente,
ai chicchi d'uva neri fra l'oro delle trecce.

Ho bevuto l'ebbrezza proprio dal tuo calice
e dal lampo furtivo del tuo occhio ridente,
quando ai piedi di Iacco fui visto supplicante,
ché la Musa un figlio di Grecia mi fece.

Io so perché là il vulcano si è riaperto …
ieri con agile piede l'hai sfiorato di sfuggita,
e subito l'universo di cenere si è coperto.

Dacché un Duca normanno spezzò i tuoi dei di creta,
sempre la pallida Ortensia al verde Mirto,
sotto le fronde di lauro di Virgilio, è unita!
Gérard de Nerval  Traduzione: Nino Muzzi

59. Rivederci
Volentieri rivederci
ridendo liberamente
riempiendo il niente
del tessere amicizia,
come se fossimo vicini
si sminuiscono gli anni
che ci hanno separati
e in questa breve vacanza
col gelido vento
ci si scalda all'istante
intorno alla fondue.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

Un principe azzur...
il Principe Azzurro penetrò col suo cavallo
nella Foresta Nera
cercava di raccoglier un'orchidea nera da posar nel vaso
della bella dama della sera...
nella notte vagabondo per il mondo scavalcava il vallo
e s'adombrava delle tenebre pensando da lontano
... invano è amar la storia avuta col destino
fermo lì ad aspettare che l'amore ti riempia il calice col vino
dai sprona il tuo destriero saso
fuggi scappa galoppa
non rimaner straniero
leggero principe ammantato con l'azzurro a cicciar la poppa
o prigioniero di un Amore oscuro
enrico tartagni

Un fatto , una poesia
Da programmi TV, 7 marzo 2017:

…davanti a Montecitorio: dalle Marche, i terremotati con le loro pecore, senza più casa…senza più ovile…porcile…stalle varie…Desolazione, disperazione, fame, paura, delusione e umiliazione da parte dello…stato…Quale?!..bèèèèè-bèèèèèèhhhhhhh…..!!!!
E poi, però: "Allarme!...La destra cattiva avanza…co la "demagoggìa e 'r "populismo"…"…Ma de che…!

Puro le pecore…!
Puro le pecore…! a Montecitorio…
Appress'a queli pòri disgrazziàti
strafottùti!...Com'è da repertorio
de burògrati sonno…o…assatanati.

E politichi anche peggio…E ar mortorio
de 'no stato de ignòbbili sbandati
pe cui c'è un caso solo obbrigatòrio
da risòrve: li ròmme e l'immigrati.

Àrtro che pecore…! Un gregge de lama!...
E ffàcceli passà 'mmèzzo a du' file…
E de la scena, aggià se sa la…trama…!...

E poi portàlli immezz'a li maiali,
nde la fanga…senza più un porcile,
a ddìje de …li nòbbili ideali…

…………………………………………..

Detto questo…Ma….che annàte cercànno?!...
Quelli, de 'i ca…si vostri…che ne sanno!...
Ma, dai…! Dìmola 'n po' più chiaramente:
de voàntri se ne frega! quela ggènte.
A noàntri ce se léccheno finché
nun ciànno quelo…che ce vònno avé…
Armando Bettozzi

Farfalle di neve
sai come sono le farfalle di neve?
sono anime senza contorno o forma che brillano con la notte
Ti emozionerebbero se ascoltassi le parole dell'amore
ti salvano dalla tristezza
dalla solitudine
dall’ira
e se tu provassi a toccarne una
scopriresti un mondo fatto di colori
scintille il cui centro brucia
poiché per colui che sogna tutto ha un cuore
persino ciò che sembra neve
al buio
nel silenzio
in pieno freddo
palpita di sogni

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

8 marzo
Non smetterò di sorridere
mentre lo sguardo sbieco
del tuo acido
sarà la tua condanna.

Il tuo disprezzo
è mia vittoria.

Neanche una sola goccia del veleno
che mi lanciasti
ha potuto scalfire la mia mente
poiché il dolore
mi ha resa immune
al tuo infernale ghigno.

Non io il mostro
ma tu che spali
quello stesso sterco in cui vivi,
sterco d'animale quale sei
mentre il fetore
di carogna imputridita
già si spande nell'aria.

E quando ai miei piedi
dovrai strisciare
ti schiaccero' come una serpe
ricordandoti che fu una donna
a schiacciare il male.
Addis Marinella

Il linguaggio politico
Carnevale festante,
villan servente,
novità latente,
eloquenza pensante,
elegante e sorprendente
di varianti concomitanti,
vocaboli altisonanti,
ricorrenti,
per esser persuadenti,
per noi viandanti,
scimpanzé pensanti
ridenti, piangenti,
circondati d’affetto e sincerità.

Vorrei spaccare
le parole in pezzi,
vocali e consonanti
da mescolare insieme
per farne
vocaboli parlanti
convincenti, assordanti,
arcani, incomprensibili,
esoterici, strabilianti,
inaccessibili, impenetrabili, oscuranti,
per far domande ai politicanti
e ottenere risposte
comprensibili,
eloquenti,
pensanti,
sorprendenti,
con varianti concomitanti,
alternanti,
appaganti,
altisonanti,
veritiere e convincenti:
……..soddisfacenti!
Claudio Badalotti


8 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Un segno di croce
nell'antica chiesa
del nostro rione
ogni giorno di festa
c'è la parola di Dio

con la tunica bianca
sono chierichetto di turno
muovo verso il prete lo sguardo
nel servire la messa

uno dopo l'altro
peccatori pentiti
ricevono l'ostia che pulisce i peccati

e alla fine del rito
dopo il segno di croce
do la mano a mio padre
verso il pranzo di casa

ora sento più forte
l'odore d'incenso
che m'avvolge l'infanzia
e io l'adagio sul cuore
salvatore cutrupi

Saper tutto del mondo
Pensare solo dopo
che la realtà s’è fatta,
tornare sul prato a calpestar l’erba
di quei sogni dentro la primavera
della ragion veduta,
panno bagnato che s’asciuga al sole
nella bellezza d’una vita arguta.
geometria e finezza, ragione e cuore
malinconia e dolcezza,
disperazione e amore
saper tutto del mondo,
una grande emozione.
Claudio Badalotti

"Stai attenta!"
Stai attenta, puoi bruciarti
son fuoco i sentimenti.
Stai attenta, non legarti
son lacci ciò che senti.
Ricordi e turbamenti
passioni ed ideali
soffocano le menti
sensibili ed uguali:
anime incredibili!
Siam simili e speciali
e nei guai imbattibili!
Non conosciamo mali
- fragili ed incoscienti -
che vivere d'amore
e l'esser impazienti:
che assurda rima il cuore!
Stai attenta amore, attenta....
fuggi via; ora che puoi
non voglio che ti penta:
attenta, e tu non vuoi!

05.03.2017 h 22:45
Ben Tartamo

La fatica del vivere
la fatica del vivere
non vede la bellezza
di questo tramonto rosso
dai rami imprigionato
ma solo la sua fine

spaventato via fugge
nella sera stridendo
un uccello nero
mentre per mano
un bambino ci prende.
Fausto Beretta

Mare d'inverno
Mare d'inverno,
amico della mia solitudine
mi accompagni a Ristola in silenzio
appena sfiori la falesia e ti distendi
sfrigoli negli anfratti,
mentre schiamazzi striduli i gabbiani
nel ciel diffondono incostanti.

Mi sei vicino
quando la tristezza forte m'assale
vorrei spesso morire,
lasciare questo mondo che sa regalare
solo dolori e sofferenze immani
alla famiglia strana degli umani.

T'ascolto mentre parli
quel tuo sussurro mi colpisce il cuore:
è nel silenzio che t'ascolto meglio,
sai dire le parole che si vuole,
e tu sai sussurrarmi quelle giuste,
mi dici di non smettere d'amare
perché l'amore
solo altro amore al mondo può rigenerare.

Capisci e leggi nel mio cuore
conosci la tenerezza che m'assale
quando ti vedo e ascolto il tuo clamore,
quando più assorto assorbo il tuo rumore,
dolce la sera, quando il sol t'accarezza
di luci morenti ti colora,
come arpa nell'aurora del mattino
quando le prime luci
dal cielo cancellano la notte.

Oh, morte, morte, perché non mi carpisci?
Perché i miei dolori non lenisci?
Tu visiti le soglie inaspettate
di adolescenti che inneggiano alla vita,
lasci tante malvagità sparse nel mondo
e a chi t'invoca nulla doni e dici?

Mare, mare d'inverno,
che a Ristola corteggi il mio soffrire,
su un'alta roccia io ti sto a guardare
quanto, quanto mi fai triste aspettare?
Tu non m'aiuti, né mi vuoi capire.

(Donnas 21.1.2017 - 10,37)
Salvatore Armando Santoro

Bilancio
Le domeniche
indici di scadenze
e pioli di una scala
per raggiungere
il trampolino del baratro

Gli specchi
biblioteche di miraggi
discordanti
tra luci e ombre
giocano a rughe
e a conciare pelli
col bisturi dell'anima
e una roulette
col cuore a pallina
a fermarsi sull'umore

L'orizzonte un podio
a salirlo la coda ci precede
e sposta il traguardo,
ripartire, premio all'infinito

La terra, una placenta
avara,ci riavvolge
dopo averci mandati
a scuola dal tempo
e Lucignoli finiamo tamburi
percossi da litanie
lente attenuate
fino a perdersi nei ricordi
rottamati

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Vers dorés
Eh quoi ! tout est sensible ! Pythagore

HOMME ! libre penseur - te crois-tu seul pensant
Dans ce monde où la vie éclate en toute chose :
Des forces que tu tiens ta liberté dispose,
Mais de tous tes conseils l'Univers est absent.

Respecte dans la bête un esprit agissant :
Chaque fleur est une âme à la Nature éclose ;
Un mystère d'amour dans le métal repose :
"Tout est sensible !" - Et tout sur ton être est puissant !

Crains dans le mur aveugle un regard qui t'épie :
A la matière même un verbe est attaché...
Ne la fais pas servir à quelque usage impie !

Souvent dans l'être obscur habite un Dieu caché ;
Et comme un œil naissant couvert par ses paupières,
Un pur esprit s'accroît sous l'écorce des pierres !
Gérard de Nerval

Versi dorati
Eh che! Tutto è sensibile! Pitagora

Uomo! Libero pensatore - ti credi il solo pensante
in questo mondo ove la vita in ogni cosa esplode:
delle forze che detieni la tua libertà gode,
ma da tutti i tuoi pensieri l'Universo è assente.

Rispetta nella bestia uno spirito operante:
ogni fiore è un'anima schiusa alla Natura;
un mistero d'amore nel metallo dimora:
"Tutto è sensibile!" - e sul tuo spirito influente!

Dal muro cieco temi uno sguardo che ti spia:
alla materia stessa un verbo sta legato…
Non fare sì che serva a una meta non pia!

Spesso nell'essere oscuro abita un Dio celato;
e come un occhio nasce coperto dalle palpebre,
un puro spirito cresce sotto la scorza delle pietre
Gérard de Nerval  Traduzione: Nino Muzzi

58. E' quasi tutta spazzatura
E' quasi tutta spazzatura
quello che luccica,
in case su misura
con rigore scientifico
c'è scarsa integrazione
negli ecosistemi futuri
e le inevitabili scorie
fabbricando ignoranza.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

Tanto gentile e tanto onesto pare
(nel giorno della donna, da una donna)

Tanto gentile e tanto onesto pare
lo sposo mio quand'egli me lusinga;
allor la lingua me devien meringa
e godo tanto di cotanto amare.

Egli si va, sentendosi adorare,
ma ho da stare invero ben guardinga,
quando m'assal con rabbia casalinga
che per violenza fammi vomitare.

Mostrasi sì carogna a chi lo mira
che una gran pena mette dentr'al core,
che 'ntender non la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
un odio sol, che genera terrore
e che soltanto un va a cagar m'ispira.
Piero Colonna Romano

Ascolta donna
chiediti sempre chi vive con te
se colui che ami è l’uomo per te
non cedere mai al suo falso amore
con una lama ti spezzerà il cuore
Se pur mimetica di giorno ,velata di sera
felpata di notte, falsa e sincera
magra alla Chagall, grassa alla Botero
sotto il tuo velo nascondi un mistero
sei sempre preziosa come il corallo
debole come il cristallo
la tua fragilità
è solidità
mai inferiorità
instancabilmente lavoratrice
nella tua casa triste e felice
determinata donna in carriera
del tuo lavoro altera e fiera
Ricorda donna
non c’è solo vezzo sotto la gonna
dall’uomo non farti pagare
per un gioiello non farti comprare
sei compagna per ogni stagione
sei per la famiglia una benedizione .
Antonia Scaligine

Keats
L’amore mi abita, da sempre.
Ignoro cosa sia non avere batticuore o tormento.
Vivo esiliato in una continua emozione che mi espatria dal nulla,
così confortevole e caro agli esseri umani.
Sono di me stesso “la curandera” il fattucchiere, stregone,
ad ogni malanno condanna,
io cerco la cura,
con continue pozioni di sogni
unico rimedio di cui non temerne il sovradosaggio.
Vivo ispirando la gente all’oltre,
non temo i confini dell’immaginario
e dai sarcofaghi della storia raccolgo leggenda,
per lasciarne una mia ai visionari.
Io Sono quello che molti definirebbero un mostro.
Innamorato più della magia che del bello,
quella che in collisione coi corpi e con le menti poi genera scintille,
le stesse che alimentano dei pionieri
il fuoco!

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Sogno o realtà?
Impossibile sapere
se con te e' sogno o realtà.
I due mondi si intersecano
ma sono anelli di sabbia
che appena sopraggiunge
un po' di vento
si sgretolano tra le dita
e poi si dissolvono nell'aria.

Impossibile definire
se sei reale o uomo di vento
che quando soffia mi lega a sé
per portarmi via.

Ma appena stringo le braccia al petto
trovo solo il nero vuoto dell'assenza.
Sandra Greggio

Poesia consigliata
-Leggi le altre-


Tanto gentile e tanto onesta pare
(Nel giorno della donna, da antichi tempi viene)

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua devèn, tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi si piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.
Dante Alighieri

(proposto da Piero Colonna Romano)


6-7 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Il profumo dei ricordi.
Irrompe l'estate
dalle finestre spalancate
tracima dai davanzali
esonda nelle stanze.

Colma la sera
di odori pungenti
di gelsomini
di brezza di mare.

Nel giardino di casa
rumori di giochi
di urla e di risa
di ragazzi e palloni.

Lo stretto vialino
orlato di fiori
le lampade fioche
con le loro falene.

Ritorno all' infanzia
a quand'ero bambino
a quando nell'aria
c' era sempre un sorriso.

I miei nonni seduti
a raccontare le fiabe
a parlare alla luna
di stelle e d' amore.

Mio padre scherzava
intorno alla brace
mia madre coi piatti
d'anguria e gelato.

Il tempo trascorre
si scioglie pian piano
le luci si spengono
e arriva il silenzio.

Rimango affacciato
ancora un momento
a sentire il mio cuore
a contare quei giorni.

Con gli occhi socchiusi
mi abbandono alla notte
al profumo del vento,
dei ricordi lontani
Dario Menicucci

Un fatto, una poesia
R.IT, 22 Febbraio 2017
Immaginate un lontano "cugino" del nostro Sistema Solare, popolato da pianeti grandi più o meno come la nostra Terra. Alcuni di questi mondi alieni potrebbero persino ospitare forme di vita, magari così evolute da viaggiare da un pianeta all'altro a bordo di sofisticate navette spaziali…. questo sistema planetario esiste davvero, e si trova a meno di 40 anni luce da noi…
Il punto forse più importante della scoperta è che tre di queste "sette sorelle" della Terra si trovano nella cosiddetta fascia di abitabilità, e potrebbero quindi ospitare acqua allo stato liquido, ingrediente fondamentale per lo sviluppo della vita...

Anno Luce:…più precisamente, un anno luce corrisponde a 9.500.000.000.000 Km.


Ma chedè, poi, sta grànne contentezza?!….Innanzi tutto nun ce n'è certezza-
..E poi si puro fusse…pe annàcce 'n ce sò mica er treno o 'r bbùsse!...


E infine…i grandi soldoni che ci spendono , se andassero a sistemare questo qui, di mondo, non sarebbe mica "roba dell'altro mondo!"…

Cose dell'…artri mônni…!
Oh!...Finarmente! Mo', "sémo serviti"…
Eh, sì…"proprio a dovere!" - com' er detto.
A forza de smiccià ce sò riusciti,
quel'astronomi a ffà sortì er verdetto

che in cèlo - nfra pianeti e meteoriti -
se n'è sortìto er sogno dar cassetto
(che 'n antro po' ce s'èreno esauriti) -
de dàje ar mônno intero un nòvo assetto!

L'effetto nu' è mancato, certamente.
Però è durato poco, ché a la ggènte
-ce pònno puro èsse l'acqua e…'r vino -…

gne pò fregà de meno!...si er divino
l'ha messa in modo che p'annà llassù,
sò quarant'anni d'anni-luce e più!

Ma poi…che c'è o nun c'è la vita, llì…!...
Lassàmo proprio perde!…Che magari
viè vòja a llôro! de vienì a stà qui…
E sarebbero - ar dunque - artro! che amari…!...
Che già, a invasioni, qua…ciaivòja a ddì!….
Armando Bettozzi

Il mio tempo
Il tempo divora
Se stesso
E i sogni passati
E le gioie vissute.
Cancella tutte le speranze
Nutrite, come un soffio
Di vento nella polvere.
Un battito d'ali è
La giovinezza,
un fremito di vita
le mie illusioni.
Coloravano i miei giorni,
accendevano fuochi
nel cuore.
Il futuro era
Un orizzonte dorato
Trapunto di stelle.
Ora è solo un nulla
Profondo di grigio.
Cristina Perilli

La sentinella
La coda s'impone di seguire,
ligia al suo indirizzo,
tenta di schiudere all'ordinario corso
il suo zaffato scrigno
che nell'inutil via s'affanna.
Eppur lieve appare
quando soffio di brezza culla
il dolce prosieguo del suo tempo
che quasi scalfisce
il suo contorno.
Non v'è scudiero più devoto
al fato, più attento di Talo
guardiano di Creta,
per riguardo al nome suo.
Dimentica per rigore
il filo del suo ritorno,
celere al suo obbligo,
stucchevole dedizione
e strepitar di fuoco
che vuol coprire borioso,
l'ondeggiar biancastro
di diverso mare.
Alvaro Antonio

Il gusto saporito del formaggio
La mia nuova passion sa di formaggio,
ieri stava servendo un suo cliente,
ma poi un poco a chiacchierare s'è fermata
d'un provolone m'ha dato un assaggio.

“Che dice lei?”
m'ha chiesto divertita,
parafrasando una mia lirica recente.
Risposi che per me era salato,
ma sempre a consumar formaggio sciapo
a dire il vero m'ero un po' stufato.

Così un paio di etti ne ha incartato,
gli auguri un'altra volta mi ha rifatto,
un abbraccio amichevole m'ha dato
con tenerezza l'ho forte riabbracciata,
quel suo affetto m'aveva intenerito
ma il mio calore lei non l'ha avvertito.

Così insieme al pane nero
mi sono portato via del provolone,
due uova fritte, dopo, a colazione,
una banana tanto per cambiare,
ricca di magnesio e di potassio,
mezzo bicchier di vino per corroborare,
una tisana di finocchio al fin per non gonfiare.

Mentre tranquillo a casa pasteggiavo
pensavo a questa donna dietro a un banco,
gioviale coi clienti ed affettuosa;
in fondo entrare in un supermercato
trovandoci anche un clima familiare
t'invoglia poi di nuovo a ritornare.
Si è stanchi ormai dei centri commerciali,
senza commesse in giro nei reparti,
difficile i prodotti anche trovare,
non saper dove sono,
a nessuno potere domandare.

In certi discount più piccoli e accoglienti
si crea finanche un clima familiare
trovi sempre chi è pronto e ti consiglia
chi ti chiama e ti saluta col tuo nome
e la cosa certo non ti meraviglia
se trovi anche chi un abbraccio ti vuol dare,
che un Buon Anno ti sa anche regalare.

(Donnas 1-1-2017 - 15,40)
Salvatore Armando Santoro

Politique (1832)
Dans Sainte-Pélagie,
Sous ce règne élargie,
Où, rêveur et pensif,
Je vis captif,
Pas une herbe ne pousse
Et pas un brin de mousse
Le long des murs grillés
Et frais taillés !
Oiseau qui fends l'espace...
Et toi, brise, qui passe
Sur l'étroit horizon
De la prison,
Dans votre vol superbe,
Apportez-moi quelque herbe,
Quelque gramen, mouvant
Sa tête au vent !
Qu'à mes pieds tourbillonne
Une feuille d'automne
Peinte de cent couleurs
Comme les fleurs !
Pour que mon âme triste
Sache encor qu'il existe
Une nature, un Dieu
Dehors ce lieu,
Faites-moi cette joie,
Qu'un instant je revoie
Quelque chose de vert
Avant l'hiver !
Gérard de Nerval

Politica (1832)
A Sainte-Pélagie, nelle segrete,
sotto questo regno dilatate,
io, sognatore pensoso,
sto vivendo da recluso,
non vi spunta un'erbaccia,
né di muschio una traccia
lungo i muri inferriati
e da poco squadrati!
Uccello che fendi gli spazi…
e tu venticello che passi
per l'angusta visione
di questa prigione,
nella vostra ascesa superba,
portatemi qualche filo d'erba,
uno stelo di frumento
che muove la testa al vento!
Che ai miei piedi tutt'intorno
svolazzi una foglia d'autunno
dipinta di cento colori
come tanti fiori!
Perché la mia anima triste
sappia che ancora esiste
un Dio, una natura,
fuori da queste mura,
datemi questa gioia,
che un attimo mi appaia
qualcosa di verdeggiante
or che l'inverno è incombente!
Gérard de Nerval  Traduzione: Nino Muzzi

57. Ogni roccia
Ogni roccia ha la sua storia
si può raccogliere
l'epico trasformare
dal comune al prezioso
e ricordo com'è bello
scovare un cristallo
fiorito sopra Airolo.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

L'attesa
Se il cartello è verde
come la speranza
il muro dei sospiri
è ormai sbiadito

e ricomincia l'attesa
al rinchiudersi della porta
tè rimani alla finestra
mentre i tuoi occhi
mi spogliano l'anima

ma la carne
brucia l'attesa
ed ricominciano
a galleggiano le fiamme
tra i rimorsi.
Busatta Fausto

Da quel fiume
Ecco da quel fiume che scorre,
in balia delle onde,
da quel fiume che straripa e trabocca,
dove il limo trasporta le parole
del tempo ...
vorrei farmi inondare.
Da quel fiume che si eleva alle anse
ben oltre l’ altezza dei fianchi, vorrei
farmi attraversare,
prima che arrivi alla foce …
per riempire di parole questa bocca,
inaridita dal vento.
Antonio Scalas

Rileggendo Camillo Sbarbaro
Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche tu frequentassi persone più estranee
al mondo di certi faccendieri
ora da te, non mi difenderei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che il primo giglio sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e me ne desti la novella allegro.
Poi io scalai sopra la tua spalla
del Partito i vertici sicuro
mentre Verdini stava alla finestra.

E di quell’altra volta mi ricordo
quando un’inchiesta ti coinvolse allora
per certe forniture, quando
(con Russo avevi fatto non so che).
Ma allora fosti assolto dalla corte;
era quello il segnale che dovevi
lasciar certe amicizie e certi affari,
ora io non sarei qui a difenderti
da quel cattivo che era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi un uomo estraneo,
fra tutti quanti che mi attaccan tanto
ora da te, non mi difenderei.
Carlo Chionne

Strong ideals are not a gift of fortune but a way of faith.
Che non si dica che la storia non sia frutto di ideali e di coraggio poiché nasciamo senza un re o un premier che ci governi tutti ma da una madre e da un padre
di cui ne portiamo avanti il fuoco

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


5 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Ritorno alla mia infanzia
Ritorno a volte a ricamare
con il punto a croce
la mia infanzia
i ricordi belli di quel tempo
che appartengono solo a me
il sorriso a volte spento di mia madre
il mio dolce cantuccio tra bambole di pezza
Ritorna amaro però anche il ricordo
di ciò che dal tessuto vorrei sfilare
paure , incertezze , solitudine
della maestra le sue parole ingrate
occhi torvi , tristi richiami
quindi brutti ricami
così il filo dei ricordi io lo spezzo.
Oggi non sono meno di ciò che ero
penso di aver mai vissuto la mia infanzia
poi mi dico ,la vivo ancora ogni giorno
perché non so ancora chi sono
chi ero , cosa voglio
chissà , forse mi illudo di essere!
Antonia Scaligine

56. Profugopoli
Profugopoli
è gestire i miseri
e sembrare caritatevoli
con ruberia di popolo,
eravamo stranieri
nelle regioni vicine
con linguaggi lontani
e molte tradizioni,
il paese di domani
diviene più variegato
con ogni genere di gente
ed un comune retaggio:
cominciando dal furto?

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

Se ci penso
Se ci penso
è un turbinio di idee
fiocchi di luce
crepe d'ombra
domande e altre domande
senza risposte
Che ci stiamo a fare in questa vita?
Per lottare, amare, gioire e soffrire?
Siam forse neutrini che vagano nell'atomo?
A volte mi illudo che tutto
sia un lungo e sconclusionato sogno
il cui risveglio è l'incubo
di avvertire
che sempre più radi
e flebili
sono i rintocchi del cuore.

Da La pietà
Renzo Montagnoli

Giovani oggi
I giovani oggi
li guardo negli occhi
li scorgo immersi
nel presente in paura
del domani, minaccia
inquietante, intricata, enigmatica
sconosciuta in mistero:
alcuni giocano con la vita
altri guardano a noi in attesa
pochi progettano strade lastricate
spesso solo rii asciutti
c'è chi domanda a se stesso,solo
oppure festeggia i suoi anni
e ci son quelli che negli occhi
mostrano il peso della loro
giovinezza.
Tinti Baldini

Così ti amo
Così ti amo,
dolcemente, con malinconia.
Come un vecchio cane
che ti sta sempre vicino.
Come un pensiero che
ti frulla in testa.
Come una mano
che accarezza il vento.
Così ti amo
con tanta tristezza,
con tanta paura.
Così ti amo
perchè altrimenti non riesco.
Così ti amo
perchè mi corre sempre
il pensiero a te.
Nadia Borean

l'amore è come un sogno
quante cose vorrei raccontarti,
sono tutte per noi queste ore,
ma stasera vorrei accarezzarti,
liberare le tue sensazioni.

e sarà come un sogno ogni giorno,
basterà regalarsi l'amore,
uno sguardo può dirti già tutto,
è più forte di mille parole.

i tuoi pianti saprò custodirli,
avrò cura del tuo malumore,
i timori che avrai svaniranno,
se vorrai avvicinarli al mio cuore.

è così che mi immagino il tempo,
quello che deve ancora venire,
chiudi gli occhi e raggiungi il tuo sogno..
ti amerò per non farlo morire.
Andrea Sbarra

Carmelina
Per quei vicoli a notte senza luce
tra quelle case vecchie e decadenti
con tua sorella a far da sentinella
tu m'abbracciavi complice una stella.

Quella morale antica ancor ricerco
quel pudor di non non essere osservati
quel sussurrare, da nessun uditi,
quei primi tremori allora percepiti.

Quelle promesse fatte tra gli Alburni
sapendo di non poterle mantenere
un tradimento già premeditato
eppure nel mio cuore t'ho portato.

Ci siam cercati ancora per tanti anni,
ci siam rivisti al cinema a Caserta
di nuovo sei venuta ad incontrarmi
una promessa ancora a ricordarmi.

Un bacio al buio, come ai vecchi tempi,
non c'era tua sorella a far da spia,
questa volta con forte la certezza
d'un domani legato all'incertezza.

E t'ho cercata dopo, non lo sai,
e ti riservo ancora un po' di cuore,
con te io parlo e più non so che fai
vive l'affetto in me e ancor non muore.

(Donnas 30.12.2016 - 8,58)
Salvatore Armando Santoro

Espagne
Mon doux pays des Espagnes,
Qui voudrait fuir ton beau ciel,
Tes cités et tes montagnes,
Et ton printemps éternel ?

Ton air pur qui nous enivre,
Tes jours moins beaux que tes nuits,
Tes champs, où Dieu voudrait vivre
S'il quittait son paradis ?

Autrefois, ta souveraine,
L'Arabie, en te fuyant,
Laissa sur ton front de reine
Sa couronne d'Orient !

Un écho redit encore
A ton rivage enchanté
L'antique refrain du Maure :
Gloire, amour et Liberté!
Gérard de Nerval

Spagna
Mio dolce Paese di Spagna,
chi vorrebbe dal tuo cielo fuggire,
dalla tua città, dalla montagna,
e dalle tue eterne primavere?

L'aria tua, pura, carica di oblio,
più belle dei giorni le notti stesse,
i tuoi campi, dove vivrebbe Iddio
se dal suo paradiso se ne andasse?

In altri tempi, la tua sovrana,
l'Arabia, da te fuggente,
lasciò sulla tua fronte di regina
la sua corona d'Oriente!

Un'eco ancora ripropone
alla tua riva incantata
dei Mori l'antico canone:
Gloria, Amore e Libertà!
Gérard de Nerval  Traduzione: Nino Muzzi

 

Amicizie
Adesso che conosco
il rumore del vento
quel turbinio che avanza
e precede la tempesta,
ora che ho imparato
quanto è buia la notte
quando la luce è spenta
e l'alba è ancora lontana

adesso che ho scoperto
cosa prova il silenzio
quando abbraccia i momenti
e il cuore batte forte,
ora che so leggere
le parole non scritte
e so ascoltare
le parole non dette

adesso,forse,
potrei chiedere all'anima
di avermi come amico.
Salvatore Cutrupi

Cara nonna,
ormai tu sei…
abbraccio di vento
sorriso nell’acqua del pozzo tempo
voce che riecheggia nelle pareti del mio cuore…
questo mio cuore
ti ha visto quand’ero bambina:
i miei piccoli passi
nella tua grande casa
percorrevano stanze profumate di te;
profumo di nonna
tra lavanda di bianco lino
tra mele rosse di giardino
tra pane e miele dorato dal sole sul tavolo
tra baci al sapor di dolci fragole
del verde pergolato,
e quando ti chiamavo
subito
il tuo abbraccio caldo
mi cullava..
e così, sentivo il tuo affetto sincero…
cara nonna..nella lacrima del ricordo
ora sento il tuo profumo…
e sogno….

4 marzo 2017
laura toffoli

Il canto bianco delle balene volanti
sono nato dal silenzio
da un urlo di freddo dopo un tiepido sogno
sotto le costole un fiore che fiorisce a Dicembre senza un perché
dicono che la felicità debba essere breve per essere goduta
i folli
sono felici sempre
navigano balene nello spazio dove friggono per desio di occhi
le stelle
negli ideali una passione tossica per l’equilibrio
seccati i fiumi in te scorrono ribelli per esigenza di pinne avverse ai voli
ma ti spingi perché creatura indomita
ti spingi ai confini dei tuoi poteri
dei tuoi limiti
dei tuoi stessi sogni
la luce vuole che tu chiuda gli occhi per esser vista
così
senza ali
senza vento sotto le vele
senza rincorsa da cui decollare
fai un lungo inspiro poi canti
un canto bianco che alza ogni peso del tuo io fino al cielo
fino alle nuvole
fino alla Luna
poi oltre ancora
e t’innamori
di qualcosa che nel cuore senti meraviglia

sono
nato senza catene febbrile di blu a Dicembre
maratoneta d’imprese straordinarie fide a prode silenzio
angelo lontano dall’eternità sulla stessa parete di casa
tacendo i Paradisi
colpevole di sbagli
innamorato di qualcosa nel capo
in una mente agitata
colpevole di mappe con destinazioni senza nome
mentre
l’inverno freddo chirurgo sutura col morbo della calma
i fuochi pindarici
ed l’amore che ti rende unico comincia a sciogliere
tutti i ghiacciai dell’universo
che aprono via al tuo volo di balena

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


4 Marzo

Senza più musica
Ho finito
le parole.

Mi guardano
i quaderni dei miei sogni
inesorabilmente chiusi.

Non sento più
danzare spensierate
le note
custodite nel mio cuore.

La musica
che riempiva questa stanza
si è dissolta per sempre.

Nel tempo immobile
ora aleggiano sospesi
soltanto
fili di dolore
Dario Menicucci

55.Rovine
Tra le rovine della Città
vaga in guerra
varia umanità
e di tutti la Terra.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

"Se io fossi"
S'io fossi un'anima
leggero volerei.
Come una nuvola
su te, mi poserei.
E con la mia ombra
dolce, ti coprirei
e poi, cieli immensi
solo per te sarei.

Se io fossi vento
lieve accarezzerei.
I tristi pensieri
poi, via soffierei
dai tuoi capelli.
Allegria darei
poi scompigliandoli
e, a essi, mi legherei.

Se io fossi fiore
cogliere mi farei
e il mio profumo
sempre ti donerei.
Tra le tue mani
appassire vorrei:
di dolci ricordi
solo mi sazierei.

02.03.17 h 19:30
Ben Tartamo

Prendendoci per mano
Percorso d’ogni giorno,
boscaglia fitta e ombrosa
nel ripetitivo senza illusioni.

Cerco di farmi largo
con vigore fra i rami
rinsecchiti dai soliti pensieri

per incontrarti al centro
e dar luce ai miei sogni
là dentro la radura illuminata

dell’esistenza insieme
prendendoci per mano
lontano da angosce e disperazione.
Claudio Badalotti

L'anima
Sai l'anima cos'è? La mongolfiera
che porta il corpo sulle vie del sole
e accende un lume quando si fa sera.
Poi, nel sogno raccoglie le parole
del timoniere occulto che la guida
e le propone al cuor come una sfida.

Or che sta terminando la crociera
avventurosa che ha animato il vento,
vorrei tornare a quella primavera
che elargiva speranze al sentimento.
Ma c'è una tappa che commuove il cuore:
il ritorno alle fonti dell'amore.
Santi Cardella

Un fatto, una poesia
In piazza del Duomo con la Madonnina, a Milano, hanno divelto il manto stradale e impiantato un palmeto…C'è perfino il cammello! Che bell'oasi di…innominabilità….Oh, no…Volevo dire …ma che bella ipotesi di nuovo soffio culturale!...(Febbraio 2017).

Pur'io mo' vòjo dìlla 'na quarcosa…
Pur'io, mo' vòjo dìlla 'na quarcosa…
'n'idea …'na novità…visto che tutte,
inzìno le più sceme…le più brutte…
le pàsseno pe ròbba…accurturosa…

E arìveno a ddì :"Ammazza, si è svizziosa!...
E che geniaccio! chi se l'è inventata
sta cosa…È 'na perzona illumminata!"
Sò pochi, invece, a ddì: "Ma è vergognosa!..."

E ce ne sò a millanta de storture
che in tanti stann'a pìàlle pe bravura…
e ammìccheno-anziché-dì: "È da pavura!"…

Mo', solo pe un esempio…tiè…!...Milano…
In Piazza Duomo, mo' c'è na cortura
de parme…Ma…ce stann'a pìà pe…ll'ano?!...

E è da qui, che viè - st'idea-mia-da-sballo:
llì, ndo ch'er papa fa l' "excelsis deo"
perché 'n fàmo la festa der cavallo
co tanto de…cao-boi, e de rodeo?
Armando Bettozzi

Naufraghi
Naufraghi, siamo dei naufraghi avviliti
la nostra nave al largo sta affondando
da una morte certa siam sfuggiti
sulla sabbia di un'isola annaspando.

Intorno ci guardiamo un po' intontiti,
su una spiaggia incerti ora vagando
sulle rocce si avvertono i ruggiti
che la ragione ci sta frastornando.

Fresca è in mente ancora la memoria
dei momenti che a bordo si gioiva
poi all'improvviso subentra la baldoria,

il vuoto che all'incerto il cuore apriva.
Puoi raccontar come tu vuoi la storia
l'onda, comunque, si distende a riva.

- Sonetto
(Donnas 30.12.2016 - 10,35)
Salvatore Armando Santoro

Une allée du Luxembourg
Elle a passé, la jeune fille
Vive et preste comme un oiseau :
A la main une fleur qui brille,
A la bouche un refrain nouveau.

C'est peut-être la seule au monde
Dont le cœur au mien répondrait,
Qui venant dans ma nuit profonde
D'un seul regard l'éclaircirait !

Mais non, - ma jeunesse est finie...
Adieu, doux rayon qui m'as lui, -
Parfum, jeune fille, harmonie...
Le bonheur passait, - il a fui !
Gérard de Nerval
Un viale del Luxemburgo
È passata una ragazza snella
e agile come un uccello:
nella mano un fiore che brilla,
sulle labbra un nuovo ritornello.

Forse è lei l'unica al mondo
che al mio cuore risponderebbe,
che entrando nel mio buio profondo
di un solo sguardo lo illuminerebbe!

Ma no, - la gioventù è fuggita via…
Addio, dolce raggio che mi ha colpito, -
Profumo, giovinezza, armonia…
passava la felicità, - lui è fuggito!
Gérard de Nerval  Traduzione: Nino Muzzi

 

Cuori in catene
Sanguina perché tace
il cuore sanguina perché fuoco e in silenzio le fiamme.
Linee bianche di neve i passi scaldano
traumatizzano
feriscono il viale nudo perché a Dicembre.
Snervate le acque gelide in rotta verso un mare d’immaginario con bei tramonti per gli innamorati,
un noi ma meno lontani.
Sanguina perché di sangue questo sogno
nelle arterie del celeste con guinzaglio di stelle
morbido fiocco,
caldo il palpito,
i tristi stretti nei loro cappotti neri,
rasoi di traffico rimbomba canzone
ma c’è un ritmo nella vena che spinge oltre
a cercarti
in un posto dove i miei passi dovranno osare
guardo in alto
scende la neve
tu
ma io sto arrivando.

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Ancora una lunga notte insonne
E non certo per colpa delle donne
Ma per colpa di coloro che sono al Governo
Che ci fanno passare una vita d’inferno.
Ci stanno letteralmente dissanguando
Ogni giorno qualcosa va aumentando,
Solo che per noi è il caro vita che sale
Mentre per loro è il caro stipendio che vale.
Di quei quattro papponi disonesti
Che a rubare son molto lesti
Ce ne dobbiamo al più presto liberare
Se vogliamo le cose migliorare.
Diciamo basta agli sprechi e ai stipendi d’oro
Facciamo in modo che si sacrifichino anche loro
Con pala e picco, mandiamoli a lavorare
E con mille Euri, facciamoli campare.

03 - 03 - 2017
Luigi Preziuso

Semplice/mente un nom” la femme”
Un nom ! la femme
intensa-mente sola
nei momenti sofferti
implodenti nel silenzio
dove nasce un grido di dolore
all’ombra delle insidie della casa
quando l’uomo a bestia si tramuta
e fa spregio del nome .
Ascolta donna ! mentre ripassi
la sintassi dei tuoi passi
se pur le tue curve smaglianti,
smagliate non danno più brivido
nella tua gonna c’è grazia ,vezzo
non solo l’utero in mezzo
se pur dalle tua ciglia scivolano
occhi di tristezza
afferma i tuoi si
grida i tuoi no
impetuosa-mente
instancabil-mente
amorevol-mente
non sei sasso
non sei sesso
non sei suo possesso .
Non è la perla
a far scoprire l’ostrica
e né il diamante la roccia
e la pioggia non farebbe i suoi concerti
se non ci fossero grondaie e tetti

ricorda uomo che solo
un sommesso generoso
attimo d’amore di una donna
ti darà vita, instancabil-mente
scoprirai la sua anima
non solo gli aromi della sua pelle
allora , solo allora
nella luce della tua saggezza
puoi continuare insieme
una partita a due
Antonia Scaligine

Libertà
Vento che urli che impazzi che strapazzi,
vento vento,
che corri che travolgi
che tutto spazzi via.
Vento vento,
che sollevi tempeste di sabbia,
che fai cadere alberi.
Vento vento,
raccogli tutta la forza che possiedi e vieni.
Spezza le catene e dammi la libertà.
Sandra Greggio

Una fiaba d’amore…
per sognar
perché
per cambiar la realtà
occorre
anche tener tra le mani
i bei sogni….

Lanterne nere
anime quasi spente
s’alternano sul cammino
verso il secolare castello
che troneggia sulla rupe
dove si attorcigliano rovi e rose,
lì, s’è ferita la donzella il cuore
con spina d’amore…
nel mentre sorseggiava
l’acquarello primavera
il bel cavaliere
dal dolce profilo
e dagli occhi di miele
le passò accanto
col suo bel cavallo bianco,
e tra scintille di stelle
nel cielo blu notte
la fiaba iniziò…
un bacio rubato
nel silenzio d’un placido lago
suggellò così l’incontro
d’infinito delirio…
laura toffoli


3 Marzo

Avril
Déja les beaux jours, - la poussière,
Un ciel d'azur et de lumière,
Les murs enflammés, les longs soirs ;
- Et rien de vert : - à peine encore
Un reflet rougeâtre décore
Les grands arbres aux rameaux noirs !

Ce beau temps me pèse et m'ennuie.
- Ce n'est qu'après des jours de pluie
Que doit surgir, en un tableau,
Le printemps verdissant et rose,
Comme une nymphe fraîche éclose,
Qui, souriante, sort de l'eau.
Gérard de Nerval
Aprile
Già i bei giorni, - con la polvere,
un cielo azzurro e tutto fulgore,
i muri ardenti, le lunghe sere:
-E niente di verde: - appena ancora
un riflesso rossastro decora
i grandi alberi a fronde nere!

Questo bel tempo pesa e aduggia.
- È solo dopo un giorno di pioggia
che,come in un dipinto, rinasce
la primavera verdeggiante e rosa,
come una ninfa fresca, dischiusa,
che, sorridente, dall'acqua se n'esce.
Gérard de Nerval  Traduzione: Nino Muzzi

L'altalena
Febbraio
ha rubato al cielo
i colori.

Nel parco
un fruscio di foglie
e profili d'ombre.

Nessun grido
di bambini,
nessun sorriso.

Soltanto il silenzio
dondola
malinconico.

L'altalena
aspetta invano
accenni di vita.

Vorrei salire
per sentire ancora
le mani di mia madre.

Spinte gentili
colme di gioia
e d'amore.

Sento invece
la notte
imminente.

L'amaro odore
d'un tempo
ormai svanito
Dario Menicucci

54. Aria pura
Aria pura
fresca e frizzante
come una fonte in quota
di correnti d'ossigeno,
dove la terra
s'abbraccia alle nuvole
e il sole brevemente
si riflette sulla neve
e la speranza di scivolatori
insistendo a cannonate.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

"Tutto"
Tutto fa
Tutto è
Leggero:
Nuvole
e Vento
ed Onde
e Schiuma.
Tutto fa
Tutto è
Sereno:
il Cielo
la Stanza
e Sole
Silenzio.
Tutto, sì
passerà
resterà:
polvere
e fango
Anima
e carne.
Solo Tu
solo io:
Immenso
e Pace
Momento
Eterno.

28.02.2017 h 21:00
Ben Tartamo

Fine scontata
Il bene
è dato per saputo,
il resto è male,
è peccato,
e come tale
è giudicato.
Se poco prima,
ti sarai pentito
senz'altra pretesa,
dall'obitorio nel purgatorio
resterai in attesa
della Corte Apocalittica Celeste
che esprimerà il suo giudizio,
già scontato,
di assoluzione universale.
Diversamente,
andrai da subito all’inferno,
luogo eterno,
che non gestisce Padreterno.
ma un suo subalterno.
Claudio Badalotti

Politicanti
Vinili suonano in incaglio
futuro semplice e anteriore
identici al disincaglio
beneficio d'ago e spirale

Plurale maiestatis
a incoronarsi
e a svaporare colpe
al rammarico d'orecchie
indomite,drogate al ritentare

Lupi lanosi e pecore impellicciate
al sacrificio sull'altare
si scambiano i vestiti
sotto occhi attenti di stilisti
pastori e macellai

Poveri agnelli
appena nati in arduo compito
portare al cielo senz'ali
i peccati del mondo

Tra fumo e nuvole
sorteggio di Santi
e chi non è pescato
implora al vento speranze
in nicchie stracolme di calendario
ove la luna fuori gioco
ingrassa e dimagrisce
semina e raccoglie
brinda e travasa elisir

Da: Vetriolo
Michael Santhers

Come onda di mare
Abbiam bisogno sempre un po' d'amore,
un pensiero tenero da dare
come l'onda del mare in fondo siamo
la scogliera vogliamo accarezzare.

E se troviamo rocce ispide e sporgenti,
proprio non ce ne importa
sopra di lor spingiam l'onda ruggente
la grotta è sempre aperta e senza porta.

Accarezziamo quello che troviamo,
l'acqua si adatta a tutto,
l'onda a volte s'allarga sulla spiaggia
altre sulla scogliera espande il flutto.

Ma sempre mollemente dondoliamo
come campana, al tocco,
anche se spesso questo mar riposa
quando all'alba rende liscio lo scirocco.

Poi quando l'astro sale, si rispecchia,
sull'onda si distende,
gioca con le emozioni e il sentimento
come un ultimo amor forte risplende.

(Donnas 2.1.2017 - 20.50)
Salvatore Armando Santoro

Buonanotte mondo…28 febbraio …2017
Un abbraccio al mondo
questa sera voglio dare,
un pensiero così intenso
da coltivare nell’orticello del mio cuore
ogni giorno da qui in poi,
i miei occhi rivolgo al sogno
d’un mondo più giusto
un mondo dove il colore giustizia
possa essere nelle bandiere d’ogni paese,
utopico?
no
se ognuno di noi rivolgesse ogni giorno
un pensiero d’intensa gioia verso se’ stesso
e verso l’umanità in cammino…,
buona notte…caro mondo…
e grazie che hai accolto anche me…
laura toffoli

Haiku
freddo mattino-
panorami appannati
nel parabrezza
Salvatore Cutrupi

campi pieno di a – more
tolti i vestiti del silenzio resta l’anima nemmeno ho mai visto il colore della sua pelle
ti stringi è inverno casuale la semina di parole mentre il fuoco di un dentro ricorda una stella
remote albe io ti spoglio ho il diritto di liberare l’assassino di conigli follia per averti
tu fammi salire quella scala ai sogni fino all’aurora boreale inchiodata al cielo

in un Nord vichingo raccolgo con parsimonia dal tuo dolce
noi ci stringiamo ho diritto ad amarti finché perduto il respiro t’acchiapperò dal caos
inverni cruenti estati fragili stai lacrimando di desiderio in un congelatore pieno di fantasmi
campi di pieni di a- more crescono alberi le piccole distanze se smarrito il passo nel traffico

quasi Natale ogni porta si chiude al mattino in fila per un permesso di soggiorno nella speranza
tu dipingi nuvole intorno al cordone ombelicale che ci lega all’amore
leggero quasi in volo avanti un fiocco di neve teste di lampioni freddi vento contro
con lui fino al tuo cosmo ciò che diventa magia non brilla ma batte nel petto – da matti

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu


2 Marzo

Poesia a tema
Profumo d'infanzia

Ricordo d'infanzia, ricordo d'amore
Affamato di sogni e nostalgia
mi rotolo su campi di grano nell'infanzia del mio cuore
cercando lei che mi sorrideva
venendomi incontro col gelato nella piazza del paese.
E' un ricordo d'amore che viaggia nella mia mente di uomo
mentre con le mani in tasca cammino fra le rovine del borgo.
C'è ancora la sua casa con la porticina verde:
due iniziali incise hanno sfidato il tempo,
così come due mani unite si sono divise nell'acquario del mondo.
Simone Magli

Ballata cilentina
Alburni, Alburni mai dimenticati
voi mi tornate spesso nella mente
vi cerco a volte disperatamente
altre vorrei che fossero scordati.

Sotto i castagni
in mente accesi
verdi e grifagni
anni ormai spesi.

Anni protesi
all'avvenire
ma per finire
un po' abbuiati.

Alburni, Alburni ora ritrovati
il vento sta soffiando impertinente
sfoglia memorie non del tutto spente
con altri ricordi in cuore conservati.

Tra quelle case
sperse e perdute
gioie inevase
giornate mute.

Case dirute
nel buio perse
nel cuor sommerse
ma non abrase.

Alburni, Alburni ancora ricordati!

Schema: A B B A (Ritornello o ripresa) - C D C D (Piede o mutazione) D E E A (volta) - A B B A (ritornello)
(Donnas 31.12.2016 - 10,27)
Salvatore Armando Santoro

Dans les bois
Au printemps l'Oiseau naît et chante :
N'avez-vous pas ouï sa voix ?...
Elle est pure simple et touchante,
La voix de l'Oiseau - dans les bois !

L'été, l'Oiseau cherche l'Oiselle ;
Il aime - et n'aime qu'une fois !
Qu'il est doux, paisible et fidèle,
Le nid de l'Oiseau - dans les bois !

Puis quand vient l'automne brumeuse,
Il se tait... avant les temps froids.
Hélas ! qu'elle doit être heureuse
La mort de l'Oiseau - dans les bois !
Gérard de Nerval
Nei boschi
Il passero nasce e canta a primavera:
non avete sentito la sua voce? …
È semplice, è commovente e pura
- nei boschi! del passero la voce.

D'estate il passero cerca la passera;
lui ama - e amar solo una volta suole!
Com'è dolce e tranquilla la dimora,
- nei boschi! del passero fedele.

Poi d'autunno, la stagione brumosa,
lui tace… ché il freddo è alle porte.
Ahimè! Come dev'essere gioiosa
- nei boschi! del passero la morte.
Gérard de Nerval  Traduzione: Nino Muzzi

ideologie d'ogni sorta sempre più estremizzate/estremizzanti…minano sempre di più il prato dei bambini…

Vorrei farti sbocciar, bel fiorellino
Vorrei farti sbocciar, bel fiorellino,
su un prato tutto verde e ben curato,
tutto innaffiato, e sempre ben pulito,
con l'ombra giusta e il sole ogni mattino.

Col buon concime adatto e genuino,
con verdi mani che amorevolmente
curano il giaciglio e per te, lor vanto,
fan sì che la tua terra stia a puntino.

Con chi sa liberarti da infestanti
per farti crescere in ambiente sano
e che i nocivi insetti, che son tanti

li caccerebbe…E per più sicurezza,
s'opporrebbe all'insorger del pantano.
Per dare al viver tuo giusta pienezza.
Armando Bettozzi

Un uomo da circo
Ho domato la vita
sospeso nel vuoto
in precario equilibrio,
su minuscoli fili
tesi tra le passioni
e inflessibili regole.

Ho ingannato il dolore
con le vesti e i lustrini
di un vecchio pagliaccio,
ho nascosto il silenzio
tra bagliori di luci
ed i suoni assordanti.

Con un gioco di mani
ho lanciato i miei sogni
in ellissi perfette
per far credere loro
di esser senza catene
di esser pronti a volare.

Ora il circo riposa
ma sul volto ho già il trucco
per un nuovo spettacolo,
funambolici numeri
nel mio grigio tendone
d'inganni e illusioni
Dario Menicucci

53. Vecchiaia
Inesorabile vecchiaia
con qualsiasi boria
anche se nella salute
si sfiora la strafottenza,
fotocopie di se stessi
con errori di ricrescita
e le porzioni di felicità
che accompagnano le età
sul cammino d'essere
vitali e caduchi.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

"Illusioni d'amor"
(canzone/swing)

Vivo sai, di sentimenti
di ricordi un po' sospesi
tonfi al cuore accelerati
d'ogni pur piccola emozion!

E d'affetti poco attenti
con i cuori spesso lesi
ganci e tagli assai affilati
d'ogni ipocrisia e perdizion!

Volo intanto dolcemente
e chi mai mi può fermare?
E del tempo faccio nastri:
com'è dolce il mio soffrir!

Sciocca e petulante gente
che non sa cos'è l'Amare
ridi pur dei miei disastri
tanto poi dovrà pur finir!

Se dovessi mai abbracciarti
forse non potrò staccarmi:
di baci ne vorrò cento
sì, non mi potrò mai stancar!

Sì, non ho saputo amarti
e vorresti ora lasciarmi
nell'inganno più violento
che mi vuole sol tormentar!

Vuoi solo divertirti
e sorridere alla vita:
già, per te tutto è gioco:
che t'importa del mio cuor?!

Sai, non vorrei mai ferirti
ma alla fine questa gita
ti parrà durata poco
tanto inutile, senza Amor!

27.02.2017 h 23:00
Ben Tartamo

Prigioniero delle ombre
Si anima di dolce il desiderio
sulle rive del calice assetato,
basterebbe una goccia del tuo cuore
per ubriacarmi, resto muto
davanti al tuo silenzio, imprigionato
dentro un lume cadente di pensieri
nelle ombre che assalgono le vele
senza bava di vento in alto mare
nell’attesa di un sogno per volare
con le ali di un qualche gabbiano.
Giuseppe Stracuzzi

Sul lettone
Ieri sera sono andato a letto
Col mio pigiama prediletto
Mi son disteso per benino
Con la testa sul cuscino
E ben comodo sul lettone
Ho fatto questa considerazione.
I nostri ” bravi” governanti
Per non dire lestofanti
Ci hanno procurato tanti di quei guai,
che come i rotoloni regina non finiscono mai.

01-02-2017
Luigi Preziuso

Inscatolo l’attimo
-------------------------------------------------------
Nello spicchio di cielo
quadro di rami intrecciati
un libero pettirosso curioso
il freddo nel tremolio delle ultime foglie
il mio cuore è caldo
canta il sorriso del giorno
che langue verso l’insolito tramonto
un doppio sole
magia del momento
fuso il mio io nell’io natura
-----------------------------------------------------
inscatolo l’attimo nella mia mente
ma nell’ombra del tempo si oscurerà…
lasciando una cicatrice d’estasi nel mio essere.
laura toffoli

Haiku
nuvole dense-
un odore di pioggia
e poi la pioggia
Salvatore Cutrupi

Popper Dogmeriana
Le rivoluzioni cancellano i Dittatori e liberano i criminali.

(Filantroligarchetterarie)
Jacqueline Miu


1 Marzo

Insonnia
A volte anche le pecore
soffrono d'insonnia
si mischiano irrequiete
e non si possono contare
poi si passa alle stelle
e qualcuna si spegne
zigzagando confondendo gli occhi

Perdono olio sulla fronte i pensieri
sferragliano nell'attrito
e sommano anni andati
a quelli incerti che rimangono
ma la matematica
rifiuta calcoli imprecisi
e segue i battiti del cuore
subito fuori tempo
impaurito dal segugio
bussa ai respiri

A volte basta un ragno sul soffitto
che tesse un'altalena
a un piccolo ricordo
e al dondolarsi
un bagliore nella mente
cometa al sorriso
di un amore lontanissimo
ci guida a un'illusione
del ieri nel domani
consegnati al sogno
che rigoroso vampiro
si dilegua all'alba

Da: Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Postiglione
Che avventura ad arrivarci non vi dico.
L'autostrada? Non l'avevano inventata,
tante curve che ancora maledico
guidando tutta quanta la giornata.

Di certo l'acqua fresca non mancava
si beveva nelle fonti alla cannella
pane caldo nei forni si trovava
da farcir con formaggio e mortadella.

E l'età ci spingeva all'avventura,
la Sila, Altomonte e poi Morano,
guidar per quelle strade è stata dura,
s'attraversò Lauria e Montesano
il Vallo si scambiò con la pianura,
Postiglione non era ormai lontano.
Ed ecco alfine Sala Consilina,
con Polla e poi il paese di Petina.

Sullo sfondo brillavano gli Alburni
noi s'era stanchi e i monti taciturni.

- Sonetto ritornellato
(Donnas 29.12.2016 - 19,51)
Salvatore Armando Santoro

Notre-Dame de Paris
NOTRE-DAME est bien vieille : on la verra peut-être
Enterrer cependant Paris qu'elle a vu naître ;
Mais, dans quelque mille ans, le Temps fera broncher
Comme un loup fait un bœuf, cette carcasse lourde,
Tordra ses nerfs de fer, et puis d'une dent sourde
Rongera tristement ses vieux os de rocher !

Bien des hommes, de tous les pays de la terre
Viendront, pour contempler cette ruine austère,
Rêveurs, et relisant le livre de Victor :
- Alors, ils croiront voir la vieille basilique,
Toute ainsi qu'elle était, puissante et magnifique,
Se lever devant eux comme l'ombre d'un mort !
Gérard de Nerval
Notre-Dame de Paris
Notre-Dame è stravecchia: potremo credere
tuttavia che sotterri Parigi che vide nascere;
ma fra migliaia d'anni il Tempo farà fremere,
come fa un lupo un bue, questa carcassa greve,
torcerà i suoi nervi di ferro e poi con dente lieve
roderà tristemente le sue ossa di rudere!

Tanta gente da tutti i Paesi della Terra
verrà per contemplar questa rovina austera,
sognando, e rileggendo il romanzo di Victor:
- Crederanno allora veder la vecchia basilica,
com'era un tempo, possente e magnifica,
levarsi a lor dinanzi come l'ombra di un morto!
Gérard de Nerval  Traduzione: Nino Muzzi

Sempre più sembrano essere gli argomenti che alcuni prendono a proprio "credo"…e che del cui inculcar anche nelle teste degli altri sembrano farsene una ragion di vita…L'era dei filosofi e profeti…?...

Avéte da fà…quer che ve dicémo…
"Allora, a Re', li stai sentènn' a quelli?
Te vònno impone a tte come magnà…
'N bastàveno già tutti li…stornèlli
de chi già ce sta a impònece er penzà?!...

Qui, tutti ce vorébbero inzegnà
'na quàrsia cosa tanto p'èsse bbèlli:
"Quer ch'io sto a ffà…anche tu lo devi fà…!"…
pàreno dìcce queli gran ciarvèlli…

Ma si vòi fà così…chi te contesta!?
Che vai cercànno ch'ho da fàllo anch'io!
Penzi così?…Io penz'a modo mio!"…

"È vero, a Ro'…'N se pònn'arègge più
sti tanti gallinacci glu-glu-glu
che solo de stà a rompe, ciànno in testa!"
Armando Bettozzi

In questa vastità
Mi attardo
nei colori spenti
di un'altra città disadorna.

Vie disperate
di maschere di uomini
avvolte dai gemiti del mattino.

Mi trascino
sui marciapiedi di fango
di piogge recenti.

Il sospiro di febbraio
fa vibrare la lacrima
che mi lacera il viso.

Soltanto un attimo
un raggio di sole
mi ha accompagnato.

Mi ha tenuto le mani
scaldandomi il cuore
e si è dissolto nel vento.

Sono così solo
in questa vastità
che invoca il tuo nome
Dario Menicucci

52. Materia oscura
E' bastata un'astronoma
che vide la galassia
in un'altra maniera
e la fisica passa
per materia inesatta,
si apprendono le cime
di quanto conosciuto
finanche la formula
di tutto l'esistente
e ora si casca
nella materia oscura.

Da Diario poetico 2016/2017
Francesco Soldini

Haiku
"Temporale"


Schizzi d'Infinito.
Macchie d'Immenso.
Tu, l'arcobaleno.

Matera, 26.02.2017
Ben Tartamo

Posso morir d’amore
Nemmeno nei sogni
si può trovare amore
quando il progetto
è aggredito
da mutevoli note di poesia.
Navigando per isole incantate
mi son lasciato spingere
dal vento
nella foga di correre
ho postato
sulla cima del sogno
un solo grano
l’impatto con lo scoglio
è stato forte
perciò la barca illecebra
è affondata
così mi trovo muto
in mezzo al mare
l’isola è lontana
posso morir d’amore.
Giuseppe Stracuzzi

 

Chiaroveggenza
terrificanti i mostri escono dal portone della notte col buio
novembre pesta con pioggia tenero al saluto il corvo tra i rami
scheletri di legno piangono le proprie chiome
indemoniate clavicole di ossa dai cimiteri ergono castelli – nella nebbia
tu taci
immerso
sommerso
schiacciato dai troppi pensieri
tu taci
il vento canta ghiacciato alle orecchie d’un morto
oblio ricama sul nome bello di una tomba
c’era un grande amore per quello spirito una volta
c’era un grande amore di cui nessuno ricorderà i doni
solo tu
taci
immerso
sommerso
schiacciato dai pensieri
un mare d’inverno piantumato da pigri gabbiani incolore il cielo
saturo di luci il percorso tra te e i tuoi sogni
un bacio irrompe dal nulla – tetro il novembre spinge a ricordarne l’impronta
le labbra umide restano onde ancora bloccate a riva –
dannazione è novembre
piove
e tu
tu taci

Da “celeste con sbornia da moto perpetuo
Jacqueline Miu

Marzo
Marzo si punteggerà di giallo
con quel sole poco incandescente
ma più superbo come se avesse capito
che all’imbrunire riprenderà il suo posto
Sgombrerà i prati
con quell’aria leggera
che farà rinverdire le foglie
e renderà le ali degli uccelli più forti
anche se il vento e l’acqua
rimescoleranno ancora
le loro carte sulla terra .
Come le rose immature e superbe
strette nel loro boccio
aspetteremo
quella stagione
tardiva
primaticcia
primavera
che coprirà l’inverno
annullerà il gelo
con il suo scialle rosa ,d’oro
di pesco e mimose.
Antonia Scaligine

A Milano in piazza Duomo
palme e banane son sbucate d’incanto.
La Madonnina, dal suo posto più alto
è scoppiata in lunghissimo pianto
nel vedere la sua piazza tanto amata
da un simil scempio rovinata.
Ora Lei di lassù, avvolta nel suo celeste mantello
spera di non veder anche qualche cammello
passeggiar e sarebbe strano
per le vie della sua MILANO.
Già sono troppi i clandestini
che lascian per strada i lor ricordini
ci mancherebbe solo che qualche cammello
lasciasse per terra un suo ricordo più bello.
Luigi Preziuso

L'altro Carnevale
Gremita era la piazza.
Gonfi di sole svettavano al cielo i palloncini.
Piangeva un bimbo,allungando verso l'alto
la piccola mano vuota.
Sfilavano i carri i Pierrot,le dame e i pagliacci,
gettando coriandoli .
D'obbligo il sorriso.
E poi c'era Mary Poppins
a braccetto del suo spazzacamino.
Quante le urla festose e le risate
al vento affidate.
Sfilavano i carri festosi,uno dietro l'altro
e a loro eran rivolti tutti gli sguardi.
Ma ad un tratto la testa volli alzare e la vidi.
Alla finestra, le tende alzate,
una donna incrociò il mio sguardo.
Un sole appena tiepido il suo volto illuminò.
Piangeva.
Sandra Greggio

Arlecchino
ho raccolto parole
scartate dai poeti
pallottole di carta
finite nel cestino

ho unito tra loro
quelle tracce sciupate
per fare un vestito
alla mia poesia

da piccoli ritagli
sono nati versi
strofe complete
di schegge cucite

e ora a Carnevale
poeta Arlecchino
io leggo ai passanti
le parole buttate
Salvatore Cutrupi



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